mercoledì 21 aprile 2010

IL CORPO DEL REATO


Cari amici, continuando a impestarvi con l'ignobile storia di cui nei post precedenti, vi riproduco finalmente l'oggetto del contendere, ossia il corpo del reato: il mio famigerato articolo su Cuba del 2 maggio 2003, poi riprodotto nel libro "Mondocane: serbi, bassotti, Saddam e Bertinotti", edizioni Kaos. Penso sia leggibile la chiave satirica del pezzo, chiave che era la cifra di tutti i miei articoli nella rubrica "Mondocane" di Liberazione. Evidentemente la satira meritava editti bulgari non solo da Berlusconi.

Aggiungo poi qualche reazione di iscritti al PRC alla mia successiva cacciata, reazione che superò le 2000 firme. Inutilmente.


CUBA

L0 fan tutti e stavo per pronunciarmi anch’io su Cuba. Riflettevo che la pena di morte non mi pare per niente buona, tanto meno se inflitta a democratici in fuga (qualcuno vorrebbe farli passare per dirottatori a mano armata incaricati di promuovere iscrizioni agli uffici di reclutamento della centrale mafioterroristica di Miami). Non godo delle prigioni (neanche quando inflitte a Adriano Sofri che scambia Trotzky per Bush e bagni di sangue per semina di democrazia), specie se toccano a oppositori (gli integralisti rossi li definiscono mercenari di Mr. Carson, incaricato Usa della liberazione del popolo, reclutati per l’ennesima campagna democratica: 70 miliardi di dollari rubati dall’embargo, 3.478 cubani giustiziati con omicidi, invasioni, bombe, guerre biologiche). Oppositori che vorrebbero per l’isola gli stessi benefici goduti in passato da Paesi come Cile, Guatemala, Argentina e, ultimamente, Iraq.


Stavo per esprimere tutta la mia fregola per i diritti umani disattesi, quando, svaporata un po’ di lucidità grazie a un goccetto di Havana Club, mi sono ritrovato su alcuni, obliati sentieri. Dalle parti di Guantanamo, superate dieci gabbie per polli dove pastori e bambini afgani, incappucciati e incatenati in ginocchio, venivano allevati a diritti umani, gironzolavo in una landa resa verdissima e fronzuta, zeppa di bovini al libero pascolo, ruscelli scalpitanti, uccelletti cinguettanti, pesticidi biologici rampanti, grazie a un ciclopico lavoro di trasferimento d’acqua là dove prima c’era un Sahara. Più in là, in quel di Bayamo, abitavo aule, dormitori, basketdromi, mense e campi biologici, al seguito dialettico di minigonnellate fanciulle che acquistavano gratis conoscenza e coscienza. Mentre, allungato lo sguardo oltremare, scorgevo donne ravanare nell’analfabetismo per il 78 per cento della popolazione centroamericana e caraibica. Impegnato nello scatarrare i residui delle patrie emissioni di diritti umani via marmitte e ciminiere e ancora fosforescente per piogge di casalingo elettrosmog, in cima alla sierra risanavo a forza di medicina naturale, in uno dei mille ambulatori alimentati da pannelli solari con i quali questi avanzi del realsocialismo arrivano al 35 per cento di energia pulita.

E allora, dilemma: come la mettiamo con quest’isola? Mi soccorre il Tg: «In Israele roadmap di pace e governo anti-Intifada di Abu Mazen inaugurati con strage di palestinesi a Gaza. I marines sparano sulla folla a Falluja, Bassora, Mosul, Baghdad» e superano i 30 milioni di esecuzioni extragiudiziarie di dissidenti dal 1945 a oggi. Questa è serietà professionale in democrazia.
Fulvio Grimaldi

(2 maggio 2003]


Alla Direzione/redazione di Liberazione
Alla Segreteria nazionale del Prc.

Cari compagni, riteniamo estremamente grave la decisione di sopprimere il rapporto di collaborazione del giornalista Fulvio Grimaldi con il quotidiano del nostro partito, assunta per la sola ragione che le sue parole di amicizia e solidarietà con Cuba, espresse in poche righe nel suo ultimo corsivo della rubrica "Mondocane", non sono state ritenute "tollerabili". E' grave che in un momento come quello attuale, nel quale la libertà d'informazione e di espressione subisce un attacco senza precedenti nel nostro paese, pure sul nostro quotidiano venga applicata la censura nei confronti di un giornalista di riconosciuta professionalità , tanto che si decida, di punto in bianco e senza alcuna "giusta causa", di impedirgli di scrivere.
E' sconcertante e privo di coerenza che, mentre da un lato si afferma solennemente e con grande enfasi che il pluralismo costituisce l'unico quadro entro cui si possono inscrivere la parola comunismo e la vita stessa del partito (e in ragione di ciò si aprono le pagine del giornale alle posizioni più diverse provenienti dall'esterno), contemporaneamente si reagisce con assoluta intolleranza nei confronti delle opinioni di un giornalista iscritto al partito, espresse in una breve rubrica settimanale. Liberazione è il quotidiano di tutto il partito, tutto il partito contribuisce alla sua esistenza e tutte le posizioni del partito hanno piena dignità, legittimità e diritto di esservi espresse. Se la chiusura delle trasmissioni di Biagi e Santoro apre un contenzioso democratico nel nostro paese, che deve concludersi necessariamente con l'immediata ripresa del loro lavoro, noi riteniamo che lo stesso debba riguardare a questo punto il caso del compagno Grimaldi, a cui vanno tutta la nostra stima e la nostra solidarietà e del quale chiediamo l'immediata reintegrazione nel le funzioni giornalistiche. E' in gioco una questione di democrazia che va al di là della maggiore o minore condivisione delle idee del compagno Grimaldi e che ci chiama in causa tutti: iscritti, simpatizzanti, elettori di Rifondazione comunista, semplici lettori di Liberazione.
Nella celebre lettera del 1926 al Comitato centrale bolscevico, Antonio Gramsci ammoniva che per i comunisti le diversità di posizione si affrontano dialetticamente con il confronto, non con metodi autoritari e burocratici, e osservava che l'unità e la disciplina all'interno di un partito non possono essere meccaniche e coatte, ma leali e di convinzione. A questi principi ci richiamiamo, certi che solo attraverso il confronto si possa costruire, prima di tutto al nostro interno, quell'"altro mondo possibile" di cui tanto parliamo.



Il sito del Circolo "Nanni Rebagliati" del PRC di Savona centro è prontissimo a pubblicare MONDOCANE.
Ho letto "Cuba", l'ultimo editoriale di Fulvio Grimaldi nella sua rubrica "Mondocane". E' vero: si discostava dal discostamento che la maggioranza del partito ha attuato nei confronti di Cuba. Ma non mi sembra tacciasse il partito o chichessia di essere dei traditori dell'amicizia del PRC con Cuba.
Se non si può neppure più esprimere un accento critico sulle parole che vengono scritte sul nostro giornale, ebbene allora tanto vale non inviare neanche più lettere alla rubrica che le ospita.
Sinceramente mi importa poco della nuova veste grafica di "Liberazione": mi importerebbe di più che veri giornalisti come Fulvio Grimaldi non fossero oggetto di ostracismo (e forse non è neppure il primo che Fulvio subisce...) per di più dal proprio partito.
L'atteggiamento di "Liberazione" è eccessivo, indegno di quella pluralità di posizioni che emana dallo Statuto del partito e che, comunque, dovrebbe ispirare l'azione prima del nostro soggetto politico.
Se esprimere poche parole in difesa di Cuba è diventato comportamento oggetto di censura da parte del partito stesso, allora quale critica verrà accettata in futuro? Chi potrà dissentire ed avere voce e chi invece no?
Tutto questo è deprecabile e mi auguro che "Mondocane" torni presto ad essere la rubrica del venerdì sul nostro quotidiano. Altrimenti mi toccherà attuare una forma di "disobbedienza" nei miei stessi confronti (forma di lotta che io non amo particolarmente) e comperare "Liberazione" solo nel momento di pubblicazione degli atti del CPN o della Direzione.
La ricchezza di un quotidiano comunista è il confronto di opinioni: se non stanno su un giornale di sinistra, dove le dobbiamo andare a cercare su "Libero"?
Solidarietà massima a Fulvio che saluto come sempre con grande fraternità comunista.

MARCO SFERINI
Segretario Circolo PRC "Nanni Rebagliati" - Savona centro

www.geocities.com/prcsvcentro

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FULVIO GRIMALDI ALLONTANATO DA LIBERAZIONE
I fatti: dopo la pubblicazione su Liberazione del 9 maggio del suo ultimo "Mondocane" su Cuba, Fulvio Grimaldi viene informato da Mauro Belisario, amministratore unico del giornale, che la sua rubrica è stata sospesa. In altre parole, le pagine di Liberazione per Fulvio Grimaldi si sono chiuse. Se preferite, Liberazione ha licenziato Fulvio Grimaldi. La sua rubrica è già stata prontamente sostituita da un'altra, "Rossoverde" di Fabrizio Giovenale.
La "giusta causa" del licenziamento di Grimaldi è costituita sostanzialmente dalle sue idee e dal pessimo vizio di esprimerle, anche quando non coincidono del tutto con quelle del Segretario o della maggioranza che gestisce partito e giornale; a questo proposito, è interessante rileggere il messaggio di solidarietà inviato dallo stesso Grimaldi alle compagne e ai compagni del circolo "Guido D'Angelo" di Roma sospesi dal partito.
Alla luce di questa vicenda, le varie "Sciuscià in piazza" organizzate da Rifondazione Comunista appaiono piuttosto grottesche, dato che troviamo un po' surreale indignarsi perché Berlusconi caccia Santoro e poi comportarsi nello stesso modo con un altro giornalista.
Naturalmente, a Fulvio Grimaldi va tutta la nostra solidarietà. Però, solidarizzare a parole su una piccola rivista come ARCIPELAGO non basta: troppo comodo incazzarsi quando le porcherie le fa Berlusconi e limitarsi a mugugnare quando le fanno i "nostri". La censura è sempre censura e un licenziamento è sempre un licenziamento, specialmente quando si chiede alla gente di mobilitarsi per estendere l'articolo 18 a tutte e tutti.
Proponiamo due iniziative: la prima è quella di protestare con Sandro Curzi, Direttore di Liberazione, via fax (0644183254) o via mail (alessandro.curzi@liberazione.it); la seconda - rivolta a tutte le testate telematiche di sinistra - è quella di pubblicare sui nostri siti la rubrica "Mondocane" di Fulvio Grimaldi soppressa da Liberazione, perché vogliamo che Grimaldi continui a scrivere le cose su cui siamo d'accordo e quelle su cui non siamo d'accordo. Questa cosa si chiama democrazia e non si può pretendere che la rispettino solo "gli altri".
Chiunque voglia assumere l'impegno di pubblicare i prossimi "Mondocane" che Fulvio scriverà può comunicarlo a info@arcipelago.org. ( dal sito www.arcipelago.org )

12 commenti:

davide ha detto...

ma che teste di cazzo!Il tuo è un bellissimo articolo,scritto molto bene,e sopratutto nè offensivo,nè fuori dalla linea di chissà quale partito.
Però..a pensarci bene,queste teste di cazzo poi hanno finanziato alla grande la guerra in afghanistan!
Son arrabbiato contro questi smidollati,democretini imbecilli che hanno distrutto il prc e la sinistra italiana
Il buon stalin li avrebbe spediti a riordinare i pensieri in siberia,noi invece dobbiamo sopportarli ancora in giro!Maledetti!

ps:ma nessun tuo collega sta dandoti una mano ora?Cioè,gli altri giornalisti e intellettuali comunisti che ancora resistono in Italia,sanno della tua situazione?Che fanno?

Roberto Antonucci ha detto...

Non condivido le tue idee, ma mi batto perché le possa esprimere (Voltaire).
Possibile che chi si ritiene figlio della Rivoluzione Francese abbia buttato nel cesso questa massima, che dovrebbe far parte del patrimonio, non dico comunista, ma anche solo liberale, giacché in tanti ci si dicono?
Ho pubblicato la prima delle tue lettere nel mio blog, per diffondere la notizia. Comunque, nulla di disonesto nella tua lettera, che non fa altro che contestualizzare la situazione Cubana nel continente, mentre questi decerebrati hanno decontestualizzato, al punto di mettere nello stesso piano le Madri di Plaza de Mayo con le Putas en Blanco. Le prime hanno subito la carneficina di Videla, le seconde la vorrebbero riservare a Cuba, e difatti le Madres de Plaza de Mayo rifiutano la parentela con le mercenarie.

jesup ha detto...

Ti chiedo scusa Grimaldi,ho profondo rispetto e stima di te e del tuo lavoro,ma mi sembra quasi surreale che tu possa essere stato cacciato per questo articolo.Non è per non dar credito a quello che dici e,ripeto,massima solidarietà per la tua triste vicenda e tutti i problemi che si porta dietro,ma sei sicuro che non ci siano altri motivi,oltre all'articolo suddetto?Perchè nel caso,la delusione verso questa pseudosinistra sarebbe irreversibile.Ti saluto,solidale con te.

Ricky ha detto...

Fulvio ma te ne rendi conto solo ora che in quell'ambiente censurano alla grande? Eppure sei grande e vaccinato..
Semplicemente, sei entrato a far parte delle decine di giornalisti ed intellettuali che hanno sofferto la censura di sinistra, una storia che dura da sempre.
Lasciali perdere e lascia perdere facebook che non serve a un c...
Quello che puoi fare é denunciarli qui e nelle tue conferenze, giusto per tenere viva l'attenzione.
Comunque lasciati dire che trovo contradditorio che tu ti lamenti della stessa censura che si applica, spesso molto piú duramente, in Paesi retti da regimi che appoggi senza condizioni.

Matteo ha detto...

Dopo l'editto bulgaro, l'editto cubano. Anzi, anticubano. E poi dicono a Berlusconi.

ippWeb ha detto...

Scusa ma io volevo iscrivermi al gruppo di sostegno su FB ma qual'e'? Potresti metter un link sul blog (magari c'e' e non l'ho visto.

Anonimo ha detto...

Caro Ricky,

perlomeno a Cuba sono coerenti. Lì i giornali comunisti censurano la falsa e ridicola propaganda capitalista. Qui da noi, in "democrazia", i giornali "comunisti"(e chi sta più in alto) censura un giornalista onesto che ha smascherato le "porcherie" del capitale imperialista......

Pedalare!!!

rossoallosso ha detto...

un giornalista che non si mette a pecora ,che esprime il suo pensiero,condivisibile o meno, senza condizionamenti in totale liberta'intellettuale deve essere messo alla gogna?
forse che pubblicando questo articolo avessero paura di perdere le sovvenzioni statali?
e le sovvenzioni servono per indottrinare i giornali?
poi dicono che in italia si leggono pochi quotidiani perche' siamo ignoranti.
forse non li leggiamo perche' sono poveri di contenuti e soprattutto pochi che esprimono diversita' dal sentire comune.

edoardo ha detto...

caro grimaldi, vada a tirare la coda del lupo, e vediamo di che pasta è fatto...faccia pubblicare un bell'appello per rendere nota la sua situazione su l'unità, il manifesto e...liberazione! cosa di meglio? se non glielo pubblicano (con tutti i diritti di replica del mondo, ci mancherebbe).. si sputtanano da soli, e lei lo può raccontare. la faccenda è gravissima per lei, ma cosa ne direbbero tutti coloro che non la conoscono e si stracciano le vesti per la libertà di parola di stampa ecc, i vari popoli viola grilli santori ecc?
per quanto posso, pronto a dare una mano
edoardo

Eli ha detto...

Fulvio

ho letto e riletto il tuo articolo, e non mi capacito: ma cosa può averli urtati fino al punto di licenziarti? Non c'è nulla di eccessivo o corrosivo, attualmente scrivi in maniera molto più incaxxata.
Forse li ha irritati il titolo, con quell'accostamento di serbi, bassotti e Bertinotti?

Comunque il tam-tam è partito, sei sul blog di diversi amici, e tutti i giorni Ferrero riceve una mail dalla sottoscritta, una specie di "memento mori".

Nessuno dei giornalistucoli che imbratta i quotidiani nazionali è degno di pulirti le scarpe.
Un abbraccio a Nando!

Eli ha detto...

Fulvio

ho dimenticato:

HASTA SIEMPRE!

associazione ha detto...

Purtroppo questo sconcertante episodio oltre che motivo di apprensione e rabbia sottrarrà tempo al tuo prezioso lavoro di giornalista che tanto apprezziamo. Un abbraccio.
Italia-Cuba Senigallia