giovedì 13 maggio 2010

NEW YORK-BRUXELLES-ATENE, GUERRA MONDIALE DEL TERRORISMO AI POVERI


Il capitalismo è come un orologi odi cui bisogna sempre ricaricare la molla perché funzioni, ma alla fine la molla si rompe e si giunge a una conclusione sostanzialmente analoga a quella marxista.
(Joseph Alois Schumpeter, teorico della Distruzione Creatrice)


Norma, Norma!
Partiamo con un asterisco relativo al giornale che dovrebbe informarci su questa guerra. Ha cambiato direttore. dopo l’acuto giovinetto filo-Banca d’Italia Valentino Parlato, abbiamo come direttore la critica televisiva Norma Rangeri. Ad majora! Inaugura il suo mandato dicendosi discepola di quel Valentino, nonché di Rossana Rossanda. E si vede subito. Seguendo l’infinita teoria degli innamoramenti femministi a perdere del quotidiano comunista, recentemente per Obama, Bertinotti, Vendola, da sempre Ingrao, Norma riesuma un amorazzo antico, quello per il più cinico, fallimentare, infiltrato anticomunista della prole di Togliatti e Berlinguer, Massimo D’Alema. Promesso che d’ora in poi il manifesto dovrà ascoltare di più, raccontare meglio, criticare senza pretendere di avere tutte le risposta…inaugura questa nuova trincea rivoluzionaria con un leggiadro e umanissimo saltarello nelle antiche scuffie. Riguarda il programma Ballarò dal quale sugli italiani attoniti – ma mica tanto conoscendo lo spocchioso soggettino – è piovuto lo scontro tra un gelido e abilissimo, per quanto merdosissimo Sallusti, vicedirettore del “Giornale” e il Minimo, bombarolo con barca e appartamento da quattro soldi INPS. Quello elegante ed educato del “Ma vada a farsi fottere, lei è un bugiardo e un farabutto”. Un tonfo di gusto, autocontrollo, nevrosi acuta, già alimentata prima da un bravissimo sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che aveva sotterrato gli inciuci dalemiani con la novella “costola della sinistra”, Fini, sparandogli beffardo sul muso le infinite giravolte e porcate commesse dalla novella ciambella di salvataggio (post)fascista di questo politico da fureria Nato.

Cosa aveva scritto sistematicamente la nostra Norma sulle “risse da pollaio” scatenate nei talk show dagli zotici energumeni della destra? Peste e corna e sommo disgusto. Cosa scrive della volgare gazzarra inscenata dall’eterna icona di una sinistra compatibile e rintronata? “Ogni tanto uscire dai gangheri è un segno di umanità”. Giuro. E di colpo sono riemersi come portatori di segni di umanità i già trogloditi caciaroni alla Bocchino, Belpietro, Lupi. Ghedini e circo equestre cantante. Ottimo come inizio.

Del resto ho anche un ricordo di Norma degli esordi. Erano i primi anni ’90. Al Tg3 avevo messo in onda filmati antivisezionisti di delinquenti che schiacciavano crani di scimmie fino a frantumarli per saggiare la capacità umana di resistere a una testata da scontro frontale, o che bruciavano gli occhi e le bocche ai conigli per testare le schifezze che chiamano colliri o rossetti. Norma mi dedicò un intera colonnina della sua epistemologia televisiva in cui, inacidita dall’indignazione, mi rimproverava di cercare ascolto facendo della bassa macelleria con gli animali. Oggi preferisce la bassa macelleria verbale. Purchè di D’Alema. Il buongiorno si vede dal mattino. Fine dell’asterisco, passiamo a cose serie.

Tre sono le guerre che piacciono a me
Nella crisi c’è chi ugolineggia chiudendosi nella torre e mangiandosi i figli (dette classi subalterne); c’è chi si arma di mitragliatore, bazooka, raggi laser e bombe al fosforo e va in giro a combinare delle Colombine; gli altri subiscono e muoiono, o subito, o un po’ per volta, a cominciare dal cervello. Nella storia figurano come estinti. Infine, a volte, ma presto o tardi quasi sempre, ci sono quelli che s’incazzano. Tra coloro di cui parlo nell’asterisco finale di questi non ne troverai mai uno. Non sparano, non muoiono e non s’incazzano. Sono come le piattole, s’attaccano.

Tre sono le guerre in corso che fanno una guerra mondiale, oltre a quella nota USraeliana al drone, al fosforo, all’uranio, agli squadroni della morte chiamati “forze speciali” contro l’ectoplasma "terrorismo islamico" e Al Qaida, fatti spuntare da Cia e Mossad ovunque ci siano giacimenti, rotte, popoli di troppo e propri cittadini da terrorizzare e rendere complici. Quella degli Usa del multipolare Obama contro l’Unione Europea, quella dell’UE contro la Grecia, quella della finanza mondiale contro i lavoratori e poveri del nostro continente. Ho già detto di quel KKE, partito comunista greco, che arriccia il naso e si tira fuori davanti alle masse delle migliaia di “provocatori” ed “estremisti” che difendono dagli sgherri dell’elite greca i propri spazi e diritti, la propria vita da estinguere a forza di “aggiustamenti strutturali” dell’FMI e dell’UE, in cambio di ulteriori niagara di denaro da far precipitare nei forzieri della criminalità organizzata occidentale. “Scontri di piazza da sempre estranei alla storia e alla pratica del movimento comunista di tutto il mondo” ha farneticato, insultando la storia del movimento operaio e anticolonialista, il KKE, coprendosi le vergogne della propria assenza di palle e di lucidità. Lasciamolo all’immondezzaio dei sepolcri burocratici imbiancati. E raggiungiamo un popolo greco che, svergognando la pavidità e il perbenismo borghese che ci trasciniamo dietro, salvo la parentesi del ’68-’77, dai tempi della rivoluzione alle calende greche del togliattiano disfattismo.



Il paese di Antigone e delle Termopili
Disfatta la Grecia del popolo con le ruberie del suo 5% rapinatore e con le speculazioni su cartacce che diventavano lingotti appena completato il giro di banca in banca, da Lehman Brothers a Goldman Sachs, da agenzia di rating ad agenzia di rating, da assicurazioni a fondi d’investimento, tutti statunitensi gli attori della carneficina, incaricati di frantumare l’euro e salvare la moneta del paese con il più alto deficit e il più grosso debito pubblico del mondo, è partito da UE e FMI qualcosa come un trilione (mille miliardi) di “aiuti” (così chiamati dai Tg). Sono destinati a fare un rapido giro nelle banche greche, lasciando spiccioli per gli affini locali, per tornare, gonfiati e riutilizzabili contro Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia, da dove erano usciti. Le borse del mondo si sono prodotte in orgasmi da urlo. Con vendite allo scoperto di titoli che gli speculatori non possedevano, prima hanno depresso le quotazioni di azioni e bond e ora, con riacquisti a prezzi stracciati, si mettono in tasca molto qualcosa che, al confronto, il deposito di Paperone pare il mio salvadanaio. Il modello è il socialista Obama, quando ha impegnato miliardi di soldi pubblici per rimettere in carreggiata il sistema finanziario privato.

In cambio di questa miratissima bonanza, ai Greci viene riservata l’irachizzazione sociale. Già più poveri di tutti, dalla sovranità natoizzata, questi “provocatori” ed “estremistI” verseranno in cambio il loro lavoro, il loro salario, la loro pensione, la loro istruzione, la loro salute, i loro servizi, il loro cibo, le loro case. E vivranno in un paese i cui dirigenti, mafiosi e berlusconidi vari, potranno ancora abitare salotti e parchi in cambio del prezzo di un po’ di complicità e protezione da chi li abilita a uscire dopo mezzanotte per succhiare sangue nei quartieri malfamati della plebaglia. Finisce così anche la parvenza di sovranità di questo paese, fra un po’ anche degli altri sunnominati, sussunta dai franco-germano-anglosassoni, a loro volta desovranizzati da chi ha meno scrupoli a stampare dollari e metterti sotto al naso missili nucleari e terroristi di Al Qaida, oltre ad avvantaggiarsi degli spaventosi utili della droga di Afghanistan, Colombia. Kosovo e Messico occupati. E dicono che tutto questo serviva alla ripresa. Quella che dovrebbe essere alimentata dalle turbe squattrinate, tassate fino al midollo, flessibili ad oltranza per salari che gli permettono sì e no di comprare i semi per le melanzane sul balcone. Dal sottoscala della Confindustria, Bonanni e Angeletti plaudono alla manovra correttiva alla greca di Tremonti, 30 miliardi in due anni da rapinare ai lavoratori peggio pagati d’Europa, mentre sbavano alla sola idea delle combines bilaterali con i padroni per estrarre altro plusvalore dai loro soggetti: “Bisogna ridurre le spese delle amministrazioni, contenere la spesa pubblica, fare risparmi”. E Epifani, che dice al Congresso della CGIL? Tocca ricomporre l’unità sindacale, bene imprenditoriale supremo, e tornare alla concertazione. Il popolo di Grecia, marciando e anche lanciando sassi e bocce, lotta per tutti noi, ahinoi da solo, infingardi del KKE!

Quanto all’incendio alla banca Marfin del berlusconide padrone d mezza Grecia, solo un semplice e definitivo schiaffazzo di verità ai corvi della “provocazione” black bloc. Poliziotti e KKE vanno cercando i responsabili tra gli “anarchici”, mentre perfino il “manifesto” allude a infiltrati della polizia. Diversamente da altri istituti, dai quali gli impiegati erano stati lasciati andare a casa prima delle manifestazioni, il delinquente Andreas Vgenopoulos li ha terrorizzati a restare in ufficio pena il licenziamento. Non c’erano uscite di sicurezza, non c’erano impianti antincendio, l’unico portone era stato sbarrato su ordine del padrone, al punto che nemmeno gli “anarchici” sono riusciti, disperati, ad aprirlo quando è scoppiato l’incendio. I due guardioni che sostano sempre davanti alla banca erano stati mandati via. Numerosi testimoni oculari hanno visto che i lanciatori di bottiglie incendiarie erano protetti dalla polizia.

A Papandreu, di fronte a un 90% di greci che si battevano contro la mattanza sociale, occorrevano dei martiri per screditare le manifestazioni macchiandole di sangue. Come alla “rivoluzione verde” Neda, come ai destabilizzatori della Russia la Politovskaya, come a Bush i 3000 delle Torri Gemelle. Que se vayan todos, urlavano nell’Argentina del crack e non avranno fatto la rivoluzione, ma del berlusconame più osceno dopo quello italiano si sono liberati. Con mesi di scontri in piazza. Si chiama Argentinazo. Io l'ho visto. Que se vayan todos: una classe dirigente occidentale assolutamente criminale, che si chiami di destra o di centrosinistra, con le sue banche nazionali e transnazionali, con i suoi apparati di provocazione, intossicazione, frode, guerra. Devono essere sequestrate le ricchezze accumulate tramite illimitati espropri e rapine, legittimate dai governi e dalle banche centrali di controllo. Il loro imperversare senza limiti e senza scrupoli determina una catastrofe economica e sociale che distrugge i sistemi produttivi locali e la domanda di mercato. E’ però un serpente che si mangia la coda. Riusciranno i dannati della Terra a estrargli il veleno e sputarglielo contro? In Grecia si potranno svegliare dal torpore legalitario le forze che si dicono rappresentanti dei lavoratori, KKE Syriza, sindacati, e fornire ai coraggiosi della piazza ciò che nelle città dell’insurrezione, nella Genova liberata dai nazisti e nella Salonnicco ribelle agli occupanti britannici, aveva messo in discussione la ricostituzione della dittatura capitalista? Presto potrà essere la volta di altri popoli del Sud Europa, oggi asserragliati nella morsa della logica “democratica” e pacifista imbastita dalla complicità subalterna dei mistificatori che ne pretendono la rappresentanza. Sapranno i lavoratori della conoscenza, lo sconfinato mondo del precariato sociale e dell’assoggettamento biopolitico, possibile soggetto rivoluzionario, con quella parte di classe operaia che non ha come orizzonte la sola salvaguardia di una condizione materiale da sopravvivenza e di rapporti di potere almeno preschiavistici, inserirsi nel marasma di un capitalismo che si strafoga nella pancia mentre si mozza le gambe che tale pancia tengono in piedi?


Dalle Torri Gemelle a Times Square e chi se la beve
C’è qualcosa, dopottutto, che differenzia Obama da Bush. Nonostante la passione che il primo mette nel superare l’inventore del terrorismo islamico e della guerra infinita, a forza di genocidi in Asia e Medioriente, colpi di Stato e guerre di bassa intensità in America Latina, traffico di droga, combinati con il rilancio della repressione interna e con le operazioni speciali per assassinii extragiudiziali in giro per il mondo. Bush, quando colpiva, non la mandava a dire: finti aerei e vere cariche esplosive a Manhattan sul World Trade Center, missili travestiti da Boeing sul Pentagono, bombe nella metropolitana di Londra, sui treni di Madrid, negli alberghi di Amman e Bali, in quelli di Mumbai (qui c’è già l’epigone Obama), tutti ovviamente da attribuire a cittadini di paesi da sminuzzare. Nel caso di Mumbai, al Pakistan atomico e ancora riottoso, nonostante gli ascari governativi si siano lasciati determinare dagli Usa a fare la guerra a metà del loro popolo. Tutta roba, per la verità, già vista a Pearl Harbour, nel Golfo del Tonchino, poi scopiazzata alla grande a Milano, Brescia, sull’Italicus, a Bologna e nei botti mafiosi del ’93, migliaia d concittadini sacrificati alla causa di Wall Street, del complesso militar-industriale e del regime Nato-DC-Cosa Nostra.

E sempre, nell’ombra, l’aiutino della superefficiente e collaudatissima manina del “migliore servizio segreto del mondo”. Obama no. Obama oltre a una spendibile Neda iraniana non va. E’ vero, ci sono un migliaio e mezzo di morti di fame di Gaza, ma quelli sono effetti collaterali di armi Usa brandite da altri. Ci sono le famiglie sterminate dai droni della Cia e nei mattatoi del generale McChrystal, ma quella è guerra al terrorismo. Ci sono gli iracheni tuttora falciati come birilli dalle milizie filoiraniane e svezzati da cibo, acqua, farmaci, lavoro, casa, ma lì è questione di subalterni che non sanno cavarsela tra di loro e neppure con Al Qaida,. Del resto gli Usa se ne stanno andando. Obama è più sofisticato, si sa, ci da giù con accortezza, anche se ciò comporta un certo grado di dilettantismo. Ha fatto sorridere il mondo quando ci ha presentato un modellino di terrorista che, su un aereo, ha acceso un mortaretto che, sì, gli ha bruciacchiato i testicoli, ma che non avrebbe fatto saltare neanche un sedile. Per la verità anche qui la manina nell’ombra s’è agitata: l’uomo ha potuto volare da Amsterdam a Chicago senza passaporto, pur elencato nella lista No-Fly dell’Antiterrorismo Usa, grazie alle benevolenza della Security aeroportuale, in mano a…israeliani. E chissà chi era quel cameraman che, irridendo eroico al’imminente conflagrazione, due fila dietro si era messo a riprendere l’operazione "palle combuste" prima ancora che iniziasse. Obama aveva cercato di fare meglio del citrullo texano che aveva messo su un aereo un tale, fornito da qualche Cottolengo, che si era messo nelle scarpe una polverina che, senza far scoppiare neanche un aeroplanino di carta, gli aveva però procurato una fastidiosa dermatite infradito. E neanche voleva, Obama, essere sopraffatto dall’inventiva del predecessore quando costui e i suoi soci britannici ci avvisarono che avevano sventato il cataclisma dell’abbattimento di ben dieci aerei di linea tra Regno Unito e Usa, grazie a un miscione di vernici e solventi che, acceso nella ritirata del velivolo, avrebbe fatto puff, ma avrebbe anche avvertito il più addormentato dei passeggeri grazie ai vapori che ne sarebbero subito scaturiti.

Così ricorse ai fumi. Quelli che sono fuorusciti dal Suv Pathfinder piazzato all’incrocio di Times Square, subito individuato, non dalle mille telecamere appese a ogni cornicione, non dai cento agenti in tenuta o in borghese mimetizzati tra lampioni e fioriere, ma da un distratto venditore ambulante di chincaglierie. Cosa ci fosse nel veicolo l’hanno dovuto ammettere, l’hanno visto in troppi per dire che si trattava di una bomba atomica sporca di Ahmadinejad (e qui un po’ di dilettantismo già si nota): bombolette da campeggio, taniche di nafta, due orologi da polso, una castagnola. Di detonatori o inneschi neanche l’ombra. Cosa avesse provocato il pennacchio di fumo non ce l’hanno mai voluto dire. Ad occhio e croce in quella partita a zecchinella quella famosa manina non è entrata in gioco. La Cia ha voluto fare da sola, fargliela vedere ai cugini tanto bravi. E ha toppato alla grande. Tuttavia Obama ha potuto dire al mondo, per bocca del sindaco Bloomberg e del capo della polizia, che un Suv “imbottito di esplosivo non aveva fatto saltare per aria il cuore di New York solo perché il meccanismo non ha funzionato” . E Clinton, rimasto risentito ai margini di questi colossi dell’antiterrorismo, con all'attivo solo qualche sceneggiata napoletana a Racak, Sarajevo o Sebrenica, ha voluto emergere dicendo la sua. Addirittura con magnifico anticipo sull’orrore vanificato di Times Square, il collega in Monica di Bertolaso aveva avvertito contro il pericolo del “terrorismo interno”, alimentato dallo “stesso odio che 15 anni fa portò Tim Veigh a piazzare la bomba di Oklahoma che uccise 168 persone”. Nientemeno. Preveggente Bill, quanto il Mossad che è solito tirar fuori suoi concittadini nell’imminenza di qualche fattaccio al tritolo. Ha ben ragione Napolitano, sempre sulla palla, anche fuori dalla frenesia di firmare berlusconismi, quando ammonisce contro “intrecci eversivi”, “intrighi internazionali”, “ciechi disegni distruttivi”… "Visto che non siamo esenti da contagi e infiltrazioni del terrorismo internazionale che potrebbe riattizzare focolai di fanatismo politico e ideologico che non sono spenti del tutto”. Chissà se parla a nuora perché suocera intenda. Quale suocera? Bella domanda, nel caso di Napolitano.

Faisal Shahzad, il giovanotto che una telecamera, inerte sul fumo ma vigilantissima sui terroristi, ha scoperto mentre si grattava i coglioni in piena Times Square (scongiuri?), naturalmente è pachistano. Naturalmente musulmano. Naturalmente una belva senza scrupoli visto che, pur con moglie e due bambinelli, voleva far saltare in aria qualche migliaio di innocenti in fila per il teatro. Naturalmente ha viaggiato molte volte tra casa sua e casa dei suoi in Pakistan, naturalmente avrà avuto qualche addestramento alla bomba dai Taliban, quelli che sanno fare degli IED (Improvised Explosive Device) che disintegrano carri armati, ma non sanno innescare una bombola a Times Square. E naturalmente ha subito ammesso le sue colpe, naturalmente confortato dalla rivendicazione anche di un capobastone taliban pachistano. Osama, nei suoi infiniti remake audio video, ogni volta che un presidente Usa è in calo di popolarità o in bisogno di soddisfare le fregole dei teppisti nel Pentagono e nelle borse, aveva dettato la procedura. Del resto, della confessione con magari un microchip in testa, non ce ne sarebbe stato neppure bisogno. Trionfante la Metropolitan Police ha esibito un video di Faisal mentre in una bottega della Pennsylvania compra dei mortaretti.

E’ servita a qualcosa questa “narrazione” (il termine è un’ossessione retorica vendoliana, ma esercita un contagio inarrestabile) del terrorismo islamico fattaci da Obama, attorniato da una fanfara di trombettieri mediatici nostrani da confondere tutti i bersaglieri dalla Crimea a oggi? Sarà mica servito a giustificare il mantenimento in vigore del poliziesco Patriot Act di Bush-Cheney? O gli sterminii a gogò dei droni Cia sui civili pachistani (800 uccisi nel solo 2009)? O a distrarre dalle fallite offensive Usa-Isaf a Marjah e Kandahar? O a far bypassare lo tsunami nero che, ucciso mezzo Golfo del Messico, desertificherà le coste di Luisiana, Alabama e Florida, sollevando carmi al proposito dell’ecologobama di bucare il fondo marino e installare piattaforme petrolifere lungo le coste nordamericane come fossero tante coltivazioni di ninfee? O doveva il fumacchio del Suv coprire i corpi di coloro il cui assassinio mirato, o la cui tortura, sono stati riautorizzati dal presidente del cambio, a cominciare da quell’Omar Khadr che ha denunciato come a Bagram, la Guantanamo di Obama, torturandolo gli avevano promesso che lo avrebbero mandato a farsi stuprare in una prigione Usa? Oppure trovare un terrorista confesso in carne e ossa e riprese televisive serviva a incenerire l’odiosa figuraccia fatta dai fantocci iracheni e loro padroni Usa quando hanno annunciato la trionfale uccisione dei due comandanti di Al Qaida in Iraq, Omar Al Baghdadi e Abu Ayyub Al Masri, sorvolando sul fatto che le loro morti erano già state ufficializzate in due precedenti occasioni, due e tre anni fa. E che Al Masri risulta addirittura sepolto in un carcere egiziano da molti anni. Un po’ la burla di cui fecero protagonista Al Zarkawi, il banditello giordano ucciso in Kurdistan da una bomba Usa dispersasi nel 2003, ma riuscitato varie volte per diventare capo dell’“Emirato Islamico in Iraq”.

Ce ne sono di cose che i fischiabotti di Faisal dovevano far dimenticare! Forse i 18 veterani delle guerre all’Iraq che ogni giorno tentano il suicidio? Forse l’inarrestabile crescita del movimento per la verità – almeno negli Usa - sulla balla megagalattica dell’11 settembre e seguenti? Forse l’agghiacciante rapporto dell’Accademia russa della medicina e delle scienze tecniche che attribuisce la “misteriosa scomparsa” negli Usa, e principalmente nello stato agricolo dello Iowa, di due milioni di persone per malattie polmonari in relazione a un incrocio di patologie vegetali ricollegabili a OGM della notoria Monsanto (dopo la pandemia da febbre suina e relativi vaccini a cazzo, non c’è da stupirsi di nulla).

Eugenetica? Gli Usa sono avvezzi: a forza di sterilizzazioni e cavie umane per farmaci e armi, altro che due milioni dagli anni ’30 ad oggi, anzi dallo sbarco della Meyflower in qua! Magari anche le repliche della figura di cacca sistematicamente fatte da Obama, dopo lo storico bla-bla filo-islamico al Cairo, quando, per la disperazione di alcuni suoi generali, stufi di essere messi sul carosello della bellicosità israeliana, dà la sua benedizione a ogni bastardata del socio di maggioranza mediatico-finanziario-terroristico Netaniahu, fino a rovinarsi la prospettiva di addomesticare la Siria rinnovandole le sanzioni. Eppoi come si fa a reagire al sempre più forte grido della comunità araba e anche di parte di quella internazionale che, a fronte delle costante minacce di armagheddon contro l’Iran, neanche ancora civilmente atomico, denuncia le 400 atomiche di Israele e invoca un inconfutabile Medioriente denuclearizzato, se non rispolverando la minaccia del terrorismo islamico, dei suoi rauti oggi e delle sue atomiche sporche domani? E che dire dell’Iraq affidato a democratici ladroni ex-espatriati Cia-stipendiati, che dopo una democrazia sancita da magnifiche elezioni alla scheda falsa, non solo si azzuffano a forza di ammazzamenti tra di loro, riscatenano su ordine dell’altro socio di maggioranza, il persiano, la guerra civile tra confessioni e assistono attoniti alla rinascita, alla faccia dei due milioni di sterminati e dei cinque di rifugiati, di un’insorgenza patriottica che mena colpi da matti contro i mercenari indigeni degli occupanti? Come si farebbe, senza i fumi del povero Faisal, a occultare quel trilione e passa di nuove spese militari, senza precedenti nella storia della secolare pratica bellica Usa, alla faccia di milioni di disoccupati e senza-più-casa, fregati dai subprime di banche obese e bulimiche?

Per quanto potrei andare avanti ad elencare gli utili che si vogliono derivare dalla farloccata di Times Square, come già quelli, ben più sostanziosi delle Torri Gemelle, anche se a questi ispirati per medesimi scopi? Starei qui fino a spossarvi del tutto. C’è che l’associazione a delinquere Cia-Mossad ha più intelligence sul suo Al Qaida che tutti i musulmani del mondo messi insieme. Non ci sarebbe neanche bisogno dell’uso sistematico della tortura, rinnovato da Obama, per estrarre da agonizzanti false rivelazioni. Quella si fa per il gusto di farla. Non ci credete? Basterebbe la rivendicazione di Oari Hussein Mehsud, presunto caporione e arteficiere dei Taliban pachistani, che il fallito fuocarello d’artificio di Times Square era stato fatto per vendicare l’uccisione in Iraq dei due “leader di Al Qaida in Iraq”. Quelli o catturati o ammazzati tre volte. E ovviamente mai esistiti. Basterebbe.

Posso chiudere con un altro asterisco? Uno di quelli che per punte ha degli stronzi? Additiamo al ludibrio delle genti Piero Sansonetti (Altri), già da tempo nel genere, Massimo Bordin (Radio Radicale), Ritanna Armeni (meteorina di Bertinotti e poi di Giuliano Ferrara), Angela Azzaro, Andrea Colombo (penne vendoliane), Lanfranco Pace (rigurgito della ferrariana Cia e, peggio, consorte di Giovanna Botteri) e, per colmare la latrina, Adriano Sofri, il vindice di ogni mattanza democratica di popoli. Tutti questi hanno firmato perché venisse revocato il divieto della Questura alla chiassata romana dei picchiatori ontologici del fascistissimo Blocco Studentesco. L’hanno fatto in nome della democrazia e della “libertà di espressione e manifestazione”. L’hanno fatto a celebrazioni della successione di sanguinarie incursioni di questa teppa manovrata contro cittadini, studenti, singoli sprovveduti di fisionomia da bruto. La loro intimità con le ragioni di questo verminaio, posto a copertura e distrazione dall’uscita delle pantegane dalle latrine, quelle del nazismo di sostanza, quello liftato, di “Amici”, dei fazzoletti verdi nel taschino, dello Stato bertolasizzato, sono note. A garanzia della democrazia e della libertà d’espressione hanno messo gli emuli del macellaio Graziani. Il paradosso supremo, poi, è che si tratta di nemici giurati di un antisemitismo raffazzonato dal vittimismo dei macellai di Gaza. E Blocco Studentesco e Casa Pound sarebbero i dichiarati antisemiti. Quando non c’è maggiore identità antropologica ed ideologica che quella proprio tra costoro e quei macellai! Divertente, no?

Ultimissima altrettanto divertente. Flavio Lotti, comandante in capo della Tavola della Pace, annuncia la prossima Marcia della Pace Perugia-Assisi. Il giorno prima si era consultato con il generale Vincenzo Camporino, Capo di Stato Maggiore dell’Offesa.

8 commenti:

Roberto Antonucci ha detto...

Bravissimo. Ho fatto un'analisi su quanto successo in Grecia, dove non è solo in gioco che non devono essere i poveri fessi che si sono fatti il culo una vita a dovere pagare per le speculazioni ed i loro cavalli di troia in Grecia, ovvero gli evasori fiscali e i rappresentanti greci delle istituzioni di strozzinaggio: è in gioco la sovranità nazionale. Perciò si criminalizzano i greci che la difendono, il popolo, mentre invece quando si tratta di scimmiette ammaestrate che svendono la propria nazione agli sceriffi, il "popolo" delle rivoluzioni colorate, allora si trasmette ogni giorno l'epopea del "popolo" che lotta per la "democrazia", che in Neolingua vuol dire asservimento.
C'è popolo e "popolo", come scritto nel mio articolo sul blog:
http://solponente.splinder.com/post/22716495/c%25E2%2580%2599e-popolo-e-%25E2%2580%259Cpopolo%25E2%2580%259D-lezioni-di-sovranita

Lilith ha detto...

Gli u-mani°°° meglio morti che comunisti°°°ed allora kisse°ne°frega! Se le pecore non si rendono conto che loro sono tante ed il cane è solo e si lasciano frustare le gambe come nei callcenters, forse meritano questo ed altro. Invece di aggregarsi fra di loro collaborando, preferiscono crepare ma competere nella pazzesca convinzione che arriveranno primi!
L'arroganza dei "manovratori bari"
non è quantizzabile. L'ho notato e ho le prove. Mi piace un prodotto o un prodotto piace alla Gatta che mi comanda: che fanno i "produttori"? Lo cambiano, per DISPETTO. Per ARROGANZA. Per importi la loro volontà. Facevano i campioncini per i croccantini dei gatti. Li mettevi a disposizione ed il Gatto entusiasta... e tu glieli compravi...ed il Gatto te li sputava in faccia. Tu ti chiedevi: come mai? Tu allora mettevi un "dose" di croccantini campioncini ed una "dose" di croccantni acquistati... ed avevi la prova che erano differenti perché il Gatto aveva mangiato i campioncini e lasciato quelli comprati. Stessa cosa fanno con la cosmetica ed i colori di ciprie, ombretti, rossetti. Quando piacciono, cessano la produzione.
La stessa cosa per quegli utensili miracolosi affetta patate ecc. o aghi ricamanti con nessuna fatica, che una volta si compravano nei mercati rionali. Stessa tecnica. Li compri, li porti a casa, cerchi di utilizzarli. Non ci riesci. Fossi Io la scema? tu pensi. Non è così. Ed i pladrongnaccia di GOV OPPincapaci incompetenti ciatipo che si strapagano per remarci con-tro, divertendosi anche a recitar la com-farsa-tragedia "ad perkularcitum"? E Noi a raccoglie-re firme, fare petizioni, scrivere RRR a cui neanche rispondono, andare al lavoro, lavare, stirare, cucinare, passiamo la NOSTRA VITA a cercare invano di contrastarli !
Accettiamo senza fiatare il supplizio di Sisifo...che fregò la morte ubriacandola e legandola ah ah ah ah ma fu punito per la sua astuzia... altro che Dente Al Lighieri...! Abbiamo solo una vita... godiamocela...!

rossoallosso ha detto...

@fulvio
vi voglio bene sia a te che al cane e ti leggo volentieri,ma cacchio,non potresti essere piu' conciso?capisco che la tua voglia di scrivere sia tanta pero' abbi pieta' di noi,metti talmente tanti argomenti ,tanta carne al fuoco tutta insieme che e' impossibile (parlo a titolo personale)seguirti se non rileggendoti almeno una decina di volte.
ti ringrazio e scusami

rossoallosso ha detto...

Gli Stati Uniti comprendono, oltre ai 48 stati principali, l'Alaska (il più grande degli stati), le Hawaii, e vari territori nei Caraibi e nel Pacifico, compreso il Puerto Rico (o Portorico), che è legato agli Stati Uniti in un'associazione chiamata Commonwealth.
possiamo aggiungere anche la romania?

http://www.balcanicaucaso.org/Tutte-le-notizie/Spie-scudi-e-visti

Giacomo Gabellini ha detto...

Una ottima analisi dello status quo Fulvio, soprattutto dei deliri legati al presunto attentatore di Times Square. Saluti.

Fulvio Grimaldi ha detto...

A rossoallosso.
Premesso che non è affatto male rileggersi le cose, chiedo venia. Non sei il primo che si lamenta della mia espansività verbale. Tanta carne al fuoco? Già, ma di questi tempi gli arrosti sono talmente tanti e voluminosi che diventano, come dici, di difficile digestione. Il guaio è che smantellare menzogne comporta qualcosa di più del semplice gridare: bugia!
Ciao e grazie.

Anonimo ha detto...

Si, tanta carne al fuoco per pisciare (volutamente ?) fuori dal vaso, come piace tanto fare alla sinistra.
Caro Grimaldi, invece di urlare contro gli speculatori ed i cattivi capitalisti, perchè non provi a studiare il funzionamento del sistema monetario globale, basato su una moneta a corso forzoso ed inflazionabile a piacimento, inflazione che poi viene fatta scontare sulla pelle di chi non può adeguare il proprio potere di acquisto ai prezzi galoppanti ?
La speculazione, anzi l'eccesso di speculazione non è la causa dei mali che stiamo vivendo (men che mai il capitalismo, ma dove sono tutti questi capitali ? Io vedo un'economia basata sui debiti, allora chiamiamola debitiso semmai) ma uno degli effetti: la causa è solo la moneta inflazionata che spinge a prendere a prestito spropositate somme da impiegare in pessimi invetimenti oppure nei mercati finanziari facendo crescere in modo abnorme il valore di tutti gli asset (azioni si, ma anche case, petrolio,ecc...).
L'unico rimedio possibile ed auspicabile sarebbe il ritorno ad una moneta bene come oro o argento, non inflazionabile e che, oltre ad impedire gli eccessi speculativi, permetterebbe a tutti i cittadini di preservare il loro potere di acquisto, togliendo altresi a governi e banche il potere di inflazionare che è il potere più grande di cui dispongono e da cui derivano tutti gli altri.
Saluti.

Alessandro

Anonimo ha detto...

Rileggendo il mio scritto dopo la pubblicazione, mi sono reso conto che, scrivendo di getto, sono stato un pò scortese nei confronti di Fulvio Grimaldi e quindi desidero immediatamente scusarmene.
Anche se condivido niente delle sue posizioni in economia (io sono un liberale e libertario) gli do atto di non aver censurato il mio scritto e quindi di essere comunque una persona libera.

Alessandro