martedì 16 giugno 2015

Bombe di coltan - Bombe migranti - Bombe curde


Cari interlocutori, questo è il penultimo post (spero di scriverne un altro a giorni) prima di un lungo viaggio che mi porterà fuori dall’Italia per circa 3 settimane. Rientro intorno al 15 luglio.  Avrò comunque occasioni di accesso a internet e quindi continuate a intervenire sul blog. Vi auguro una felice e dinamica estate, quanto più possibile al riparo dalle nefandezze del regime.

Noto con una certa meraviglia che quando scrivo di questioni non direttamente attinenti alla politica internazionale, i commenti si diradano, o non si riferiscono ai contenuti del post. Credo che l’ultimo mio post “Bimbi da cannone” tocchi nervi scopertissimi del nostro vivere comune, trattando argomenti drammatici e strategici, come l’aggressione ai nostri bambini e giovani, preludio e futuro fondamento di una società di decerebrati e appecoronati. Ma è mancato qualsiasi manifestazione di interesse da parte di chi segue il mio lavoro anche da anni. Temo che questo sia indizio di una certa schizofrenia che separa guerre, imperialismo, ideologie politiche, da quanto la deculturizzazione e disumanizzazione, che accompagnano il fenomeno del capitalismo mondialista nelle sue espressioni più feroci, provocano a livello di degrado morale e intellettuale. Quanto a me, insisterò ad allargare lo sguardo anche a questi fenomeni, che effetti collaterali non sono, ma precisi obiettivi del nuovo tecnonazismo in guerra ai corpi e alle menti.

Ricomincio da queste considerazioni per un breve discorso sulle tecnologie che accompagnano e spianano la marcia verso la dittatura mondiale della criminalità politica ed economica organizzata. Poi parleremo anche di Medioriente, guerre, kurdi, migranti.

Tecnologie? Mai innocenti.
E’ stupefacente come dei pericoli di tumori e malanni innescati dalla distruzione delle cellule cerebrali per via delle onde elettromagnetiche da apparecchi appiccicati all’orecchio, pur ampiamente pubblicizzati nei primi tempi dell’introduzione dei cellulari, non si dica più una parola. Eppure gli apparecchi sono diventati via via più potenti e, dunque, pericolosi, tanto che si sono dovuti inventare gli auricolari e i salvifici suggerimenti di non tenere l’apparecchio aderente al viso. Suggerimenti svaporati come rugiada al primo sole, auricolari che, entro i 18 anni d’età riducono di una bella percentuale le capacità uditive. E qui, il primo regalo che si fa all’infante quando balbetta mamma, oltre alla play station per la formazione di teppisti, cecchini e piromani, è il cellulare. Che nessun insegnante d’asilo e delle scuole fino alla maturità può permettersi, se non vuole rischiare la nota di demerito del preside-manager per conto di Google o di Marchionne, di proibire e, nel caso, scaraventare dalla finestra.

Vedete queste foto? In apertura un padre separato che porta a pranzo la domenica i figli assegnati alla madre. Tre solitudini che cercano affannosamente di uscire dallo strangolamento dell’incomunicabilità con l’onanismo delle connessioni qualsiasi. Un altro padre che non sa collegarsi con il bambino, né collegare il bambino con quanto lo circonda, sprofondato nel telefonino. Una giovane donna che inchioda la figlioletta al cellulare e le infila l’auricolare nell’orecchio per spararle qualche musicaccia, o costringerla a parlare con la nonna.  Due ragazzi, amici o fidanzati, che non hanno nulla da dirsi e conversano con l’iperspazio. Comunicazione tra loro, con il mondo? Zero. Poi c’è il demente con le cuffie che non sente l’annuncio della stazione e perde il treno, o quella con gli auricolari che ti viene incontro parlando a voce alta e credi che ti dica delle cose e chiedi “come?” mentre blatera al telefonino e ti guarda con occhi ciechi. E’ normale, no? Chi protesta, chi gli strappa l’apparecchio dalle mani e lo sbatte in faccia all’irresponsabile che lo infligge a sé e agli altri? Azzerando ogni percezione del reale che li circonda con immagini, rumori, odori, e relativi pensieri, sensazioni, vita.  

   

Non è così che si lacera e si aliena da se, dagli altri, la società? La si riduce in frantumi, la si disconnette, la si disperde in monadi sparse nel vuoto di paradigmi imposti da entità estranee e ferocemente nemiche? Qui non si tratta di nostalgie per idilli rurali, di ritorno ai bei tempi antichi, di repulsa di ogni tecnologia. Si tratta di smascherare, sotto lo sbrilluccichio di un progresso che abbrevierebbe i tempi dello spreco, faciliterebbe le comunicazioni, risolverebbe problemi, accelererebbe i nostri passi, le occulte intenzioni dei realizzatori e operatori di determinate tecnologie. Il telefonino ti fa chiamare il carro attrezzi, ti fa avvertire del tuo arrivo, ti informa sulla salute di qualcuno, ti indica gli orari dei treni, ti fa vedere la posta elettronica, ti risolve un calcolo, ti dà il risultato della partita. Giusto. Benissimo. Ti fa risparmiare tempo, velocizza, ti fa correre. Verso dove non è detto, ma è una bella domanda. Intanto, però, con i tuoi figli non hai scambiato una cippa,  alla bambina hai negato la scoperta di facce, comportamenti, il rumore della metro, i cartelli delle stazioni, al figlioletto un gioco, una carezza, un’indicazione, al fidanzato segmenti di ponte verso l’intesa.

Spariscono i tempi intermedi, quelli della percezione di ciò che ti circonda, della riflessione, immaginazione, memoria, elaborazione, scoperta. I tempi che ti nutrono. E i tempi della socialità tra corpi, istinti, pensieri, parole. Questo hanno programmato i vari guru della tecnologia digitale, scienziati pazzi di una cupola di Frankenstein, ma lucida sui guadagni monetari e politici da ricavare. Con il disfacimento della realtà vissuta insieme agli altri si propongono l’atomizzazione di una società educata a gloriarsi di essere composta da individui isolati, ma connessi, affini a tutti gli altri individui isolati ma connessi e, quindi, al passo con i tempi, in, cool, trendy. Vale anche per internet, dove si svolgono amori e odii deprivati delle mille sfumature dell’espressione, dei toni, delle pause, dei colori del viso, del significato degli occhi, dei retro pensieri che agitano le mani.

Che fare? Buttare computer e cellulari nella spazzatura e sostituire i borborigmi degli analfabeti della frase semplice, unico parto possibile del pensiero semplice, i trogloditi dei tweet, con lettere scritte a mano? Non credo che neanche la decrescita felice arrivi a tanto. Il punto sta nella selezione, nella capacità di autogovernarsi, di scegliere secondo necessità effettive. E questo punto sta all’inizio di tutto, sta nell’educazione, in famiglia, nella scuola, in una cultura della critica e della scelta consapevole, in un giornalismo che ti faccia distinguere e non omologare, in un contesto collettivo di liberi e pensanti. Il perfetto contrario di quanto il robotino di Rignano sull’Arno  propone, impone, con la sua “buona scuola”, con le sue frenetiche accelerazioni tra i birilli di un’innovazione nichilista che corre verso un nulla da assoggettare.

Tutto sta nel disunire quello che intelligenza, necessità, progetto, civiltà, hanno unito. I musulmani dai cristiani e tra sciti e sunniti, gli arabi tra laici e religiosi, gli ucraini tra russi e non russi, gli etero dai non etero, le donne dagli uomini, i vecchi dai giovani, i nativi dai sopraggiunti, i brutti e cattivi, con tozzo di pane, dai brutti, sporchi e diversi senza tozzo di pane. Tutto serve a rovesciare in inoffensivo il criterio delle priorità, volgere quelle reali, temutissime, in quelle ricostruite, compatibilissime. C’è Roma, il suo governo, i partiti di governo, strutturalmente corrotti, che sprofondano nell’immondezzaio della storia? Ecco che un bel Gay Pride, con il sindaco gay friendly, ci riporta, a dispetto della sua volgarità e del suo becero interclassismo gestito dall’apposita lobby, all’ottimismo, all’autostima, alla rassicurante constatazione di un’unanimità del “mondo civile”. La solita unanimità “civile” che vede trionfare appaiati principi dei crimini contro l’umanità come Obama, Hillary Clinton, Hollande, Netaniahu, con tutto il cucuzzaro dei diritti civili.

Ma mentre per frantumare popoli più colti e maturi di noi ci vogliono le bombe, i nazi di Kiev, i jihadisti e un po’ di terrorismo – vero o fabbricato - degli uni contro gli altri, da noi è bastato un iPad, o qualche bruto razzista della Val Bembrana per volgarizzare i propositi di Renzi e dei suoi mandanti.


Migranti, piaga d’Egitto dai benefici elettorali
La falange degli stenografi di regime ha assecondato la strategia imperiale di fare a pezzi l’Europa, a partire dalle marche deboli del Sud, scatenando quell’uragano osceno sull’apocalisse migratoria. Al suo traino, il sicariato, più o meno consapevole, delle sedicenti “sinistre” che, tra pianti inani su migranti e Rom, lubrificano il razzismo del finto anti-sistema Salvini, coprendolo di salsa umanitaria. Nessuna di queste si è mai sognata di chiedere che si ponga fine al brigantaggio dell’Occidente, causa prima e universale della fuga di popolazioni da bombe, mercenari tagliateste, devastazioni climatiche, economiche, sociali. Nessuno avverte che i milioni di fuggitivi ospitati dai paesi limitrofi, già scassati di loro, servono al disfacimento mondialista di tutti gli Stati Nazione ancora dotati di briciole di sovranità (salvo gli sguatteri incoronati del Golfo, utili come strumenti surrogati e dotati di mezzi da spendere in armi occidentali). Proprio come le decine di migliaia che, tra le loro macerie, hanno rimediato un biglietto per il passaggio nel paradiso di Buzzi e Odevaine, dei coltivatori di ortofrutticoli, opportunamente disumanizzati dai muggiti di Salvini.

Eravamo alla vigilia di un ballottaggio che doveva salvare qualche piuma al giostraio di Palazzo Chigi e ai suoi Pony Domati (PD) e ammaestrati. Dopo avere infettato le già poco salubri trasmissioni di ogni tipo e schifezza anti-Rom, Salvini aveva cominciato a battere la fiacca. Del resto, i pogrom anti-Rom erano ormai avviati sul giusto binario. Occorreva un rilancio, qualcosa da cui questo energumeno e la stampa buonista piagnona e quella cattiva forcaiola, potessero trarre elementi per nuove divisioni di massa, distrazioni di massa, rincoglionimenti di massa. E così una affaruccolo da poche decine di persone alla sbando tra le stazioni di Roma, Milano e Ventimiglia, risolvibile, volendo, con un minimo di razionalità, è stato montato in piaga d’Egitto al quale uno Stato ultracentenario, che gestisce 60 milioni di cittadini e spende 80 milioni al giorno per far guerre in giro per il mondo, non può che arrendersi

Tutti a precipitarsi nel proprio bunker, a scampare al disastro.Tutti a votare bene ai ballottaggi, contro chi sui migranti auspica accoglienza, o anche solo balbetta, e a favore di coloro che accendono ceri all’altarino del sindaco mazzabubù Gentilini. La plebe, con o senza soldi, ha gonfiato la Lega oltre ogni minimo standard etico e politico, gli ignavi o nauseati sono rimasti a casa, i compatibili col malaffare hanno votato PD, i liberi e pensanti hanno promosso i 5 Stelle in tutti i ballottaggi dove avevano contro camorra, mafia, malversatori e loro sponsor. Sono soddisfazioni. Ma la soddisfazione subisce un contraccolpo terribile a Venezia.

Nel docufilm “L’Italia al tempo della Peste” ho cercato di mostrare i criminali e i loro crimini contro Venezia e contro l’umanità e ho intervistato Felice Casson, massimo baluardo da decenni contro i terminator ladroni del Mose, delle Grandi Navi, del Canale Contorta e, prima ancora, contro inquinatori vari e contro il complottismo sovversivo di Gladio e simili operazioni del regime atlantico-democristiano. Casson sarà pure del PD, ma per antirenzismo compete alla pari con Alessandro Di Battista e Paola Taverna. E’ accertato che per Casson non ha votato la maggior parte dello stesso PD, il cui DNA è clonato da quelli che hanno governato lo sfacelo della città e del paese. E sono convinto che i voti in più  li abbia ricevuti da cittadini 5Stelle. Il che non esime da  un’attenta riflessione sul pesce in barile del vertice pentastellato che, dicendo che i cittadini devono scegliere in autonomia, si è astenuto a dichiararsi pro-Casson. Tanto più che, qui e là, il vincitore 5Stelle non ha disdegnato voti ben più spuri. Quando Venezia sarà stata sfasciata dalle Grandi Navi e relativi canali, affogata dal Mose, spopolata a vantaggio di bottegai delle chincaglierie che galleggiano sugli acquisti dei crocieristi, la civiltà umana saprà a chi renderne merito.


Mamma li curdi!
I curdi dell’YPG avanzano nel territorio di Kobane e, stavolta, guarda la combinazione!, gli aerei della Coalizione saudito-qatariota-occidentale li sostengono con bombardamenti anti-Isis, suscitando la collera del colluso-colliso subimperialista di Ankara. Quei bombardamenti che i piloti Usa hanno confessato i loro comandanti non gli fanno fare sugli stragisti del califfo, ma piuttosto, come risulta da infinite testimonianze, contro le forze irachene, scite, iraniane, formalmente alleate contro lo Stato Islamico, ogni qual volta diano segno di poter prevalere sull’invasore. Bombe che finiscono con voluttà anche su civili e infrastrutture sotto controllo di Damasco.

C’è qualcosa di maleodorante nel giubilo che unisce destre e sinistre, imperiali e sudditi, per le vittorie dei curdi. Precisato, contro le falsificazioni dei democratici “anti-dittature arabe” (salvo quelle del Golfo), che i curdi non si sono mai battuti contro Assad, con il quale, anzi, hanno concordato l’autodifesa contro il comune nemico, ci si dovrebbe chiedere qual è la coerenza di chi, di fronte a un nemico comune alle due parti in causa, esalta la resistenza dei laici e progressisti curdi, dalle donne emancipate e combattenti, e degrada in difensori del dittatore contro i ribelli (di un Esercito cosiddetto Libero Siriano, del tutto svaporato e ricomparso sotto i turbanti Isis e Al Qaida), gli stessi patrioti siriani laici, progressisti, dalle donne emancipate e combattenti. Effetto Cia-Mossad cui nessun “sinistro” si sottrae.
Perché sostenere, armare, pagare, rifocillare l’Isis contro Baghdad e Damasco, e poi affiancare i curdi, sullo stesso fronte di Damasco, con le bombe sull’Isis? L’obiettivo è chiaro e abbagliante come un cielo d’agosto sul Sahara. 

Ricordate il progetto di squartamento degli Stati arabi formulato e perseguito da Israele fin dagli anni’80? La strategia di frantumazione degli Stati sovrani consolidatisi in nazione pluralistica (vedi Sudan, Libia, domani l’Algeria, Jugoslavia, altri), nell’immediato deve istituzionalizzare il disfacimento della Siria (poi del Libano) e la tripartizione dell’Iraq. Un pezzo agli sciti, uno ai sunniti, uno a curdi. E ancora meglio di uno Stato curdo unitario, tre pseudostatarfelli curdi in Turchia, Siria, Iraq. E che non si metta di traverso il sultano neo-ottomano e ultraislamista Erdogan (definito moderato e democratico da Tonino Perna sul”manifesto”, con auspicio di una sua rapida entrata in questa Europa, civile e democratica), atterrito dalla prospettiva di uno Stato kurdo che si porti via 20 milioni di cittadini turchi, tre di iracheni, 1,5 di siriani e magari anche qualche iraniano.

 A Tel Aviv e Washington non gliene frega niente di Erdogan , anzi, vista la malapartita con un concorrente potente e influente come l’Iran, figuriamoci se si dà via libera a una Turchia potenza regionale (che, oltre tutto, fa anche gasdotti con Putin). Quindi, occhio, i curdi si battono per se stessi, non meno che il popolo siriano, ma quelli che li sostengono e celebrano sanno che servono al divide et impera dei neocolonialisti atlantico-israeliani?  E che il Curdistan vagheggiato è quello petrolifero di Massud Barzani,, narcotrafficante, contrabbandiere, ras della provincia irachena e fiduciario di Washington e Tel Aviv che gli succhiano il petrolio e gli comprano mezzo territorio.

 Non ricorda il Renzi di Crozza?

Resta da gettare il fascio della lampada di Diogene su quel Salahattin Demirtas,  per i sinistri e il “manifesto” novello Tsipras (e basterebbe questo), e sul suo Partito del Popolo, HDP,  balzato al 13% in elezioni che hanno visto il taglio degli artigli a quell’Erdogan che, contro i propositi occidental-sionisti, non vuole lo Stato curdo e continua a foraggiare di armi e miliziani i jihadisti anti-kurdi che la Coalizione bombarda. Prima c’era il PKK, che combatteva, vuoi per l’indipendenza, vuoi per l’autonomia. Le profferte di pace del leader Ocalan, ammorbidito dal carcere, proprio mentre l’interlocutore turco sbranava i fratelli siriani e prendeva a sprangate il proprio popolo, lo hanno parzialmente neutralizzato. Ma non del tutto, come rivelano gli scontri tra militanti del PKK e del nuovo HDP a Diyabakir. Occorreva un rimpiazzo “moderato”, che riconoscesse il monopolio della violenza al persecutore di sempre. Per poi entusiasmare i consociativi dell’umanitario mettendo sul vertice del partito la ghirlanda del 10% di GLBTQ. Populismo? Furbata?

Viene denunciato da kurdi insoddisfatti che non proprio tutti i candidati messi in campo da Demirtas, fuori dalle grandi e visibili città, corrispondono agli standard di integrità e diversità che il partito sbandiera. Sarà. I miei dubbi potranno essere dissipati. Ma lo saranno difficilmente da un leader che si dice democratico, innovatore, ripulitore, dirittoumanista, ma non ha esalato un fiato sulle scelleratezze di Occidente e Israele nella regione, ed è poi il rappresentante ufficiale, nella Turchia della Nato, di Amnesty International, la più sporca delle agenzie di disinformazione e diffamazione al servizio dei genocidi imperiali. Calma e gesso, andrebbe suggerito ai chierichetti dell’ennesima catarsi..

26 commenti:

Stefano ha detto...

grazie per articolo su cellulari!sabina

Anonimo ha detto...

apprezzo molto questo post così come il precedente, sono argomenti di cui discuto spesso in famiglia e collimano coi tuoi solo che non sempre si riesce a commentare senza essere banali o ripetitivi.
il cellulare è una piaga sociale così come lo è il televisore,ricordo che mio padre a cena lo faceva spegnere.Tornando a bolla facendo io il cameriere vedo adolescenti e adulti con assoluta mancanza di rispetto che fanno l'ordinazione senza nemmeno alzare lo sguardo poi si permettono pure di giudicare (altra piaga) scrivendo "recensioni" spesso poco pertinenti e quasi mai lusinghiere,poca cosa ma come tu dici tutto contribuisce al caos,alla disaffezione.Ultima considerazione vorrei tanto che i media la smettessero di appiccicare etichette,ora si sono inventati i "latinos" non basta dire il sig.Tal dei Tali ha commesso un reato? e poi noi che siamo?anglosassoni? gli anglosassoni ci chiamano pigs

rossoallosso

Anonimo ha detto...

Egr. Compagno,

grazie per aver censurato un mio commento. In merito al tuo attacco alla tecnologia, mi permetto di dissentire in parte. La colpa del rimbambimento collettivo sta, a mio modestissimo parere, nell'assenza di filtri nei soggetti che utilizzano i mezzi tecnologici ed i contenuti che vengono veicolati. Il rimbambimento si è affinato nel corso dei secoli: dal servo della gleba, che ascoltava messa, al laureato precario che naviga in internet, passando per l'impiegato steso sul lettino dello psicanalista. Ad essi mancavano e mancano i filtri. Quando ho dato l'esame di statistica all'Università, il Prof. ci ha fatto studiare un testo nel quale venivano esposte le teorie idealiste di Mach e Carnap, che centrava come un fico secco con l'esame. Fortunatamente ,poco tempo prima, mi ero letto "Materialismo ed empiriocriticismo" di Lenin, che smonta le fregnacce idealiste dei due predetti filosofi. Io avevo i filtri, ma i miei colleghi di Università non li possedevano. Come credi che sia andata a finire per quegl'idioti? Io uso il telefonino per ascoltare la radio tedesca ed inglese, ne selezionò i contenuti, li critico. Lo uso per studiare. Ho trovato su internet libri che sono introvabili in Italia, perché mai tradotti. Quella madre che fa ascoltare la musica al bambino sarebbe una pessima madre anche senza la tecnologia. Compagno, le masse sono rimbambite dal sistema educativo. La tecnologia è solo un mezzo. Io ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente che mi ha dato i filtri. Non tutti hanno questo privilegio. Scommetto che per te la situazione socio-familiare era ancora più stimolante della mia.

Ciao

Fulvio ha detto...

Anonimo@
I miei interlocutori sanno da sempre che i commenti che contengono insulti e ingiurie, per motivi di buona educazione e di rischi legali, non vengono inseriti.

alex1 ha detto...

Il discorso sui bambini e' importante, solo che e' piu' facile incorrere in banalita' e luoghi comuni perche' siamo quasi tutti padre, madri cugini, zii di bambini e le esperienze personali possono prevalere su considerazioni di carattere generale. E' comunque vero che I bambini vengono "usati" anche per far passare valori e messaggi spesso poco nobili. I pianti dei neonati nei campi profughi in Albania nel 1999 per aizzare contro la Yugoslavia e giustificarne l'attacco Nato, I risolini dei bambini, il loro parlare sgrammaticato per proporre merendine forse poco salubri o giochi elettronici assolutamente inadatti in eta' dove dovrebbero correre e saltare per ore. Ma io vedo bambini di 4 e piu' anni portati in "tecnologici" quanto ingombranti passeggini, che si fissano per ore su videogiochi spesso violenti invece di essere interessati ad ammirare posti ed opera interessanti (io vivo in una citta' turistica e questo aspetto lo vedo tutti I giorni). Ritengo che pero' la tecnologia non sia il primo responsabile, ma solo un tool usato spesso male. Penso che il lassismo che alcuni genitori hanno prima verso se stessi che verso I loro figli che si sfoga con il solito "tanto e' solo un bmmbino", il proiettare I loro desideri insoddisfatti verso il proprio figlio, ("mio figlio e' un fenomeno" e' il titolo di un libro scritto da un istruttore che deve affrontare genitori incontentabili) con eccessive aspettative combinate pero' con l'assenza di responsabilita' siano le principali cause. E' piu' facile comprare loro una merendina schifosa piuttosto che fargli capire che non fa loro bene, dare loro un cellular a dieci anni piuttosto che spiegare che per parlare con il compagno di scuola possono anche fare 100 metri ed andarlo a trovare a casa. Mi ricordo di un bambino cicciotto di circa 10 anni, una dozzina di anni fa, in vacanza, con la madre che, dopo averlo rimpinzato per bene, insisteva perche' dopo cena mangiasse ancora "ma dai c'e' anche una feta di dolce" e lui "mamma, non ho piu' fame". L'infanzia dovrebbe essere tutelata dal cattivo uso dei mezzi di cui la nostra societa' abbonda, ma se non ci pensa la famiglia, la scuola, le associazioni sportive e ricreative non ci si puo' lamentare con loro se poi crescono schiavi di merce non necessaria. Il problema non e' nato oggi.

Anonimo ha detto...

se ho capito bene il post non mi pare che Fulvio demonizzi la tecnologia,vi ho letto piuttosto un'accusa ai dispensatori della stessa e dell'uso che ne fanno sapendo benissimo ,come dice Alex1, che è più facile far tacere un bambino con la merendina oppure dire che gli zingari son tutti ladri o che i neri son tutti sporchi,così come è più facile cavalcare il lassismo,l'ignoranza e il razzismo piuttosto che educare ed informare. Il tutto pur di mantenere il potere socioeconomico a discapito della coesione, della solidarietà, del rispetto dell'altrui e propria persona,poi qualche "immaturo" si arma e fa strage a scuola ma che vuoi son solo danni collaterali

rossoallosso

alex1 ha detto...

Tornando sul tema dell'ideologa trasmessa come semplificazione, volevo giusto far notare il commento che la stampa ha subito diffuso, della famiglia del cooperante Lo Porto, eliminato da un Drone Usa in Afghanistan,all'indiscrezione di alcuni testimoni locali che sostengono che si stesse per convertire all a religione islamica. "Prima lo hanno ammazzato,poi ne infangano la memoria" sarebbe stata la replica della famiglia che se fosse vero, ha associato la religione islamica ad una vergogna, un crimine da cui dissociarsi al piu' presto. Che messaggio subliminale sarebbe questo commento, se letto da un giovane che non conoscono per nulla l'islam se non per quello che si sente nei bar di periferia?

Anonimo ha detto...

Ciao Fulvio.Ieri digitando isis ho trovato non quale sito dove si mostravano foto allucinanti,degne della fantasia del piu' impasticcato regista splatter,di MATTATOI dell'isis.
Persone macellate e sezionate .Mi chiedo sgomento ti risulta la cosa ?Nel caso perche' queste pratiche allucinanti ?Come si fa a non esserne informati.Lo stesso mondo che ha fatto un dogma dell'olocausto di 70 anni fa,ponendo perfino la condanna penale a chiunque lo volesse investigare da un punto di vista critico e storico,permette senza battere ciglio le atrocita' che ci sono state mostrate e forse molte altre ulteriori che fanno impallidire i lager?
Saluti,Luca.

Unknown ha detto...

Non avevo letto il paragrafo su Casson e Venezia: devo dire che, oltre alla stima personale per l'ex magistrato, ero rimasto perplesso dalla scelta di riciclare nella sua lista non solo Pellicani, gia' sconfitto alle primarie e fatto rientrare dalla finestra, ma anche certi esponenti del sindacalismo confederale che hanno tentato di acquisire consensi non con la loro attivita' sindacale, peraltro scarsa e disattenta per non intaccare la pace sociale promessa in certi uffici, ma con il "comprarsi" consensi attaccando duramente quelle poche linee sindacali non allineate con la linea governativa. In ogni caso il Pd Veneziano aveva gia' boicottato Casson per il piu' governativo Cacciari, era prevedibile lo facesse anche a favore del renziano Brugnaro. C'e' poi da dire che la questione MoSe era stata troppo facilmente dimenticata nella citta' dove i vantaggi economici del sistema Cvn e finanziamenti vari con i soldi da li sono piu' diffusi di quanto sembra, credo che nella citta' dove lobbies di varie categorie (commercianti, albergatori e gondolieri in primis ) possono bloccare iniziative a salvaguardia di questa citta', una figura come Casson politico sarebbe stato facilmente imbrigliato. Il discorso su Venezia ed Il suo declino e' lungo e sarebbe da approfondire.

Fulvio ha detto...

Anonimo Luca@
Stupore ingiustificato. Ma se è proprio quel mondo che ha sguinzagliato le bande jihadiste e gli ha insegnato come fare per terrorizzare. Una lezione che risale fino ai fasti della colonizzazione europea e alle crociate. Tutta roba dell'Occidente cristiano.

Fulvio ha detto...

Unknown@
Probabilmente hai ragione, per quanto le battaglie passate di Casson facevano bene sperare.

Anonimo ha detto...

Sai Fulvio credo che la crudelta' sia insita nell'uomo.Non e' che dovessero imparare dall'Occidente,da Oriente,da pagani o cristiani.La crudelta' ed il terrorizzare e' trasversale.Quindi il mio stupore non e' per le forme che la crudelta' puo' assumere e che non sono certo un'esclusiva isis.Ma se quelle foto fossero vere non riesco proprio a capire perche'sezionare persone con le tecniche di un macello.Queste pratiche non sono mai state ,che io sappia,annunciate e divulgate come strumento di terrore.Dato che sei molto informato sulle vicende siriane e irachene mi chiedevo appunto se la cosa ti risultasse e quale poteva essere una spiegazione.Anche se capisco che dare una spiegazione a queste cose significa pensare di avere a che fare con persone razionali,qui la vedo dura...
Grazie e saluti.
Luca.

Anonimo ha detto...

Il titolo: Tecnologie? Mai innocenti!


è una "demonizzazione" delle tecnologie.

L'avversario è l'élite finanziaria, non la tecnologia. Se la Russia può dir la Sua è perché possiede certa tecnologia.....

Fulvio ha detto...

Appunto. la tecnologia russa, in questo contesto, è mirata, non innocente, consapevole dei suoi scopi. Come Bill Gates e i mandanti i cui scopi persegue, non sono innocenti e perseguono scopi. Non innocente significa che c'è sempre un obiettivo non dichiarato.

Anonimo ha detto...

Definire "non innocente" la tecnologia è un dato di fatto non demonizzazione,la tecnologia nasce con la "colpa" intrinseca se da una parte dà dall'altra toglie,la ruota gira ma schiaccia,il fuoco scalda ma brucia e ciò è valido in tutti campi dalla medicina all'economia,dall'industria alla chimica,quindi prima di immettere il DDT sul mercato....

rossoallosso

Rossana ha detto...

Sui telefonini con annessi e connessi.
La denuncia di Fulvio su uso e abuso di queste tecnologie e' condivisibile.E' segno dei tempi,come ho avuto modo di dirgli in un fugace scambio di battute prima della proiezione de "L'Italia al tempo della peste" in quel di Cagliari;segno deleterio di tempi deleteri:il telefonino e' divendato un'appendice, una protesi del corpo umano, uno strumento di alienazione. Sottoscrivo ogni parola ed anzi lo ringrazio per aver anche accennato al problema dell'inquinamento elettromagnetico.Del resto lui si e' sempre occupato di tematiche ambientali,le quali sono ben lungi dall'essere disconnesse dal contesto politico-finanziario; il suo ultimo docufilm ne e' la dimostrazione tangibile. A livello internazionale, invece basti ricordare ad titolo di esempio che non a caso in Ucraina come in Iraq oggi la fanno da padrone le coltivazioni OGM.
Tornando alle onde elettromagnetiche, vorrei, se mi si e' permesso, fare un ulteriore commento sull' aspetto legato alla salute. Si badi bene che non e' leggenda metropolitana che antenne e telefonini costituiscano un reale pericolo per la salute.
Si legga il drammatico Appello dei Medici di Friburgo risalente al 2002 e reiterato nel corso degli anni http://freiburger-appell-2012.info/media/Internationaler%20%C3%84rzteappell%202012%20italienisch.pdf
Si legga il Resoconto Parlamento Europeo – STOA n. 297.574 Marzo 2001http://www.next-up.org/pdf/00-07-03sum_it.pdf che commissionava uno studio all'Istituto Internazionale di Biofisica di Neuss-Holzheim.
Si legga ancora la risoluzione 1815/2011 dello stesso Parlamento http://www.elettrosmogsicilia.org/pdf/norme/europa/risoluzione1815_italiano.pdf
http://assembly.coe.int/mainf.asp?link=/documents/adoptedtext/ta11/eres1815.htm
Inquietante e' l'allarme per il danno alla salute sull’intera collettivita' che esso denuncia. Serio e' l'invito agli stati membri di legiferare in merito ponendo limiti, restrizioni ed obbligni ai gestori di telefonia e alle aziende produttrici.
Peccato pero' che l' Europa (intesa come istituzione ) in questo caso proponga ma non imponga!...Ma questa e' un'altra storia...
Comunque sia, dai pochi appelli e riferimenti citati sara' facile capire quale pericolo invisibile soggiorni nell'Etere e "accarezzi" le nostre orecchie.
La legge italiana contempla solo i c.d. effetti termici di antenne e telefonini, ma e' acclarato da larga parte della Comunita' Scientifica che sussistono ulteriori effetti che termici non sono ( e che non sono quindi direttamente percepibili dai sensi )ma che sono altrettanto deleteri per la salute: essi agiscono modificando l'osmosi cellulare, creando stress ossidativo, abbassando la produzione di melatonina e ponendondo conseguentemente le premesse per qualsivoglia patologia. Gli effetti delle onde elettromagnetiche sono cumulativi. Sinche' il corpo ha risorse sufficienti compensa il carico nocivo, quando le esaurisce si arrende!
E' agevole comprendere che dal punto di vista legislativo, in Italia e all'Estero(1), e' stato ignorato il Principio di Precauzione.
Avere consapevolezza di tutto cio' e' vitale:usare il telefonino con morigeratezza e' gia' un comportamento sensato, perche' oltre agli effetti diretti sulla nostra testa ( in senso lato e in senso fisico ), si possono limitare anche le emissioni delle onde elettromagnetiche provenienti dalle antenne;piu' si usano i telefonini e piu' onde ci sono nell'etere. L'Italia e' seconda al mondo solo agli USA per la presenza di antenne nel proprio territorio!
Un aiuto per la difesa dai danni puo' venire dai materiali che hanno un effetto schermante, nonche' dalla sensibilita' e intelligenza di ciascuno.
...E dire comunque che esiste ancora l' Art. 32 della Costituzione!

Fulvio ha detto...

Grazie, Rossana, del tuo ottimo comment-intervento. Che si diffonda e si abbatta sulle teste di legno degli ossessi elettronici.

Anonimo ha detto...

Ciao Fulvio,una riflessione a proposito dell'uso distorto della tecnologia e dell'influenza in particolare sui bambini e sugli adolescenti in relazione ai video horror dell'isis.
La regia e'non simile ,ma uguale a quella di questi allucinanti film splatter per lo piu' americani(strano,eh?)che a volte mi capita di incrociare facendo zapping la notte.Beh,ieri notte ce n'era uno che si chiamava Machete (tra l'altro con "star"di primo piano,perfino De Niro)e se mettevi al posto degli "eroi"del film gli uomini dell'isis il risultato era lo stesso.Sarebbe bastato aggiungere al momento finale della "vendetta"i torti subiti,ed in una persona "ingenua"(ignorante)e ,specialmente in un adolescente abituato a questa schifezza di film o videogame ,e' facile prevedere per esperti di guerra psicologica la reazione che si vuole provocare.Immedesimazione con gli eroi,desiderio di emulazione.Al tempo stesso mostrando ai loro "nemici"solo il finale del "film"scatta l'odio ed il desiderio di vendetta sulla gratuita barbarie.Due piccioni con una fava,ingrossare con carne fresca le file dell'isis,preparare ad un intervento senza se e senza ma i "nemici".Ormai campi di sterminio e stupri etnici non erano piu' sufficienti,il "pubblico" ha bisogno di emozioni piu' forti .Show must go on ,e gli esperti di guerra psicologica arruolano sceneggiatori e registi di film splatter,torture e sacrifici umani.
Quanto vorrei sbagliarmi.
Luca.

alex1 ha detto...

Un contorto articolo del "Manifesto" parla del fermo di uno dei veri boia nella guerra Bosniaca, lo jihaddista Oric, responsabile delle stragi di contadini ed altri "civili" serbi, (come se essere soldati a difesa della propria terra sia una colpa) nella zona di Srebrenica. Articolo che invece di rimarcare un inversione di tendenza durata 20 anni riguardo le etnie "colpevoli di crimini di Guerra" e quelle "martiri", precisa che l'arrestato e' popolare e considerato un eroe a Sarajevo, che l'arresto e' avvenuto su iniziativa del tribunale della Serbia, e che comunque non sminuisce in alcun modo le responsabilita' (tutte serbe, beninteso, secondo Il quotidiano " comunista") sulla strage di Srebrenica del 1995.

alex1 ha detto...

Un contorto articolo del "Manifesto" parla del fermo di uno dei veri boia nella guerra Bosniaca, lo jihaddista Oric, responsabile delle stragi di contadini ed altri "civili" serbi, (come se essere soldati a difesa della propria terra sia una colpa) nella zona di Srebrenica. Articolo che invece di rimarcare un inversione di tendenza durata 20 anni riguardo le etnie "colpevoli di crimini di Guerra" e quelle "martiri", precisa che l'arrestato e' popolare e considerato un eroe a Sarajevo, che l'arresto e' avvenuto su iniziativa del tribunale della Serbia, e che comunque non sminuisce in alcun modo le responsabilita' (tutte serbe, beninteso, secondo Il quotidiano " comunista") sulla strage di Srebrenica del 1995.

Anonimo ha detto...

ottimo post finalmente qualcuno comincia a parlare chiaro al cd movimento in Italia che sembra abbia i paraocchi
. Fulvio le ha sempre avute ma è chiaro che li vicino a Kobane si gioca una partita senza ritorno. Acceso al mare...


Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=TR_Fb_gyV6I
su le lezioni in Turchia con sottotitoli in italiano video-intervista a Bahar kimyonguo

Fulvio ha detto...

Anonimo@
Non condivido Bahar Kimyonguo. Ritengo l'HDP una formazione manipolata dall'Occidente. Come i curdi di Kobane, che peraltro non se ne rendono conto. L'HDP è docile alla Nato e condivide l'aggressione alla Siria. Basta questo.

Anonimo ha detto...

Come il Movimento 5 stelle..... Valvola di sfogo del sistema

Fulvio ha detto...

Anonimo@
Viva le valvole di sfogo, specie se tutti le danno addosso, dall'estrema destra alla finta sinistra.
L'impotenza fa dire cose vane.

Anonimo ha detto...

Se il 25 luglio sarai ad Anguillara ci sarò anche io complimenti per la tua onestà intellettuale ed il tuo coraggio un abbraccio Enzo