martedì 13 ottobre 2015

INTIFADA FINO ALLA VITTORIA?



“Eppure continuiamo a essere convinti che libertà e dignità trionferanno e noi avremo la meglio. E che quella bandiera che abbiamo innalzato con orgoglio all’ONU sventolerà un giorno sulle mura della città vecchia di Gerusalemme. E non per un giorno, per sempre.” (Marwan Barghuti, Prigione di Hadarim, cella 28)

Guano di avvoltoio
In un parossismo di lucida e calcolata schizofrenia, l’addetto stampa di Netaniahu in Italia, Furio Colombo, che si autocelebra su “Il Fatto Quotidiano” commosso, sdegnato, incondizionatamente solidale e misericordioso a riguardo di tutti i profughi e di tutti i Rom, raggiunge un vertice sublime della sua sionpatologia nel pezzo scritto il 13 ottobre sulla “Terza Intifada”.

La lettera del sei volte ergastolano patriota palestinese, Marwan Barghuti, leader della Seconda Intifada, è la risposta definitiva all’apologeta dello Stato infanticida. Ma lasciatemi aggiungere qualcosa. Il quadro tracciato dal bifronte angelo custode mediatico, vuoi dei rifugiati, vuoi delle SS israeliane, rappresenta un branco di rottweiler addestrati alla ferocia che azzannano inermi e innocui passanti in uscita da un consultorio dell’ Assistenza Sociale. I rottweiler sarebbero gli accoltellatori palestinesi, gli innocui passanti sono  coloro che gli sparano in fronte. 

Il dotto storico della vicenda mediorientale, dal passaporto italiano e dalla nazionalità israeliana dell’anima e delle viscere, parlando della reazione israeliana a venire, azzarda: “Dubito che la reazione sarà diversa da quella che adotterebbe il governo belga o finlandese  se qualche gruppo, ideologico o etnico, cominciasse a prendere a coltellate i cittadini di quei paesi…” Dunque, il popolo palestinese, titolare secolare di quelle terre, schiacciato, espulso, torturato, imprigionato, bombardato, espulso, diffamato, ingiuriato, decimato, da un invasore  con gli scrupoli umanitari e legali di Gozilla, equivale a una masnada di fanatici etnici o ideologici (islamisti e antagonisti) quando tirassero coltellate a Helsinki o Bruxelles. E il regime ipernazista di Tel Aviv ha tutte i contrassegni di democrazia e rispetto dei diritti umani come quelli attribuiti a Finlandia e Belgio!  E poi Colombo si lascia andare in direzione splatter, elencando il grand guignol  del terrorismo palestinese nei giorni e negli anni: questi che ci coltellano uno per uno, ci mettono le bombe sugli scuolabus, ci sparano in camera da pranzo mentre siamo a tavola….

E quando ho parlato di parossismo, ne converrete. Sentite questa sui profughi palestinesi nei gommoni: “Non se la sentono di vivere governati da militanti di una guerra perenne che può finire solo con l’eliminazione di Israele” (essendo la Palestina già eliminata non lo dice). Funambolo oltre a ogni acrobazia della logica e del reale: i palestinesi scappano, a rischio di naufragio e morte, dai loro stessi difensori. Mica perché la Gestapo israeliana gli rade al suolo le case, gli assassina bambini in serie, ne tiene arrestati quasi 6000 (e non c’è famiglia che non abbia avuto un arrestato da 70 anni a questa parte), picchia e arresta i giornalisti che registrano i benefici della più rozza e seviziatrice occupazione della storia, ne cementifica la terra per insediarvi manicomi criminali in cui alloggiare gruppi di ipernazisti con .licenza di furto e omicidio.
Ma, perora Colombo, è Israele che “difende i suoi cittadini”. Sopratutto quelli appena menzionati. 

E non facendosi mancare niente per completare la gigantomistificazione, ecco che, inevitabilmente, secondo manuale imperialsionista, la sofferenza degli ebrei di Israele (a dispetto che lo Stato è stato dichiarato solo ed esclusivamente loro) va raccordata con quella “dell’anniversario del feroce rastrellamento nazista e fascista di tutti gli ebrei del ghetto di Roma e morti quasi tutti ad Auschwitz”. Quando null’altro rimane e l’eccesso di tossica ipocrisia  dissolve gli abiti di cerimonia intorno al celebrante la necrofilia del suo paese d’adozione, non rimane che la pezza “Shoah” a coprire le proprie smisurate vergogne. Aggiungendo alla menzogna oscena, che trasforma le vittime in carnefici e viceversa, il ricatto emotivo a chi nella menzogna deve essere trascinato perché la viva e condivida.

Ciò che Furio Colombo, giornalista di lungo corso sionimperialista e caposquadra della lobby, non deve aver calcolato e che fa del suo spurgo una zappa sui piedi, è che non tutto il pubblico del “Fatto Quotidiano” è composto da tossici o decerebrati.


Palestina, non solo
Avrete notato che di Palestina non mi occupo spesso. Lascio il campo ad altri. E a ragion veduta. Negli ultimi anni la Palestina è stata vista e trattata in termini di compianto e martirio.E su questo approccio, che non vede segni di lotta di resistenza, potevano convenire tutti, buoni e cattivi e ipocriti. La carità rassicura e non costa un granchè. I pacifinti ci vanno a nozze. E più ci si addolorava sulla sorte disperata dei palestinesi e meno ci si occupava di sofferenze altrettanto atroci, nell’Iraq del “dittatore” Saddam, nella Libia del “dittatore” Gheddafi, nella Siria del “dittatore” Assad. Un po’ in nome della “democrazia”, ma soprattutto perché da quelle parti il popolo non era nonviolento  combatteva e sotto la guida dei “dittatori”.

Al massimo si dava uno sguardo di sguincio ai curdi di Kobane, quelli sì democratici, progressisti, laici, e dunque da sostenere. Sorvolando sul fatto che, dall’inizio dell’aggressione USA-GOLFO-ISRAELE-JIHADISTI, quei curdi combattevano, armati da Damasco, d’accordo con Damasco, fianco a fianco con donne e uomini siriani che ugualmente si battevano, e da 5 anni, contro lo stesso nemico, per democrazia, progresso sociale, laicità, sovranità. Correva l’obbligo morale, prima ancora che professionale, ristabilire un equilibrio tra gli uni e gli altri, smascherando al tempo stesso lo strumentalismo opportunista dei pacifinti.

Terza Intifada, la chiamano. Intifada dei coltelli, Colombo e i corifei del nazistato. Intifada della giustizia e della libertà è. Sempre che davvero diventi Intifada. Quelle precedenti avevano una direzione politica, con Arafat non sempre coerente e impegnata accanto ai resistenti, fino a quando non la presero in mano i giovani di Fatah e di Barghuti. Già si erano manifestati gli elementi, illusi o collusi, di Oslo’92, dei suoi  compromessi a perdere, del suo epocale inganno, della convivenza-connivenza con l’occupante. Con Abu Mazen e la sua cosca corrotta alla presidenza (decaduta ormai da due anni, perciò illegittima) di Fatah e dell’ANP, con l’arretramento e la consociazione dei movimenti palestinesi di ogni tendenza, espressa con la pugnalata alle spalle della Siria e il passaggio sotto i dobloni del Qatar, la resistenza è stata decapitata. E ne ha pagato lo scotto per tutti questi anni. Ancora oggi, di fronte all’insurrezione spontanea di una nuova generazione, a dispetto del serialkilleraggio di ragazzi e bambini (mentre scrivo siamo a 30 ammazzati per aver, o non aver, tirato sassi), i rinnegati della direzione palestinese collaborano nella repressione con la Gestapo israeliana e intimano l’alt ai partigiani.

Hamas è un capitolo a parte, per quanto partecipe dell’infame voltafaccia da Damasco al Qatar. In difesa di Gaza ha combattuto valorosamente e oggi sembra volersi intestare la rivolta anche nei territori occupati. Il grido Allah-u-Akbar che si sente nei reportage sui ragazzi in lotta può significare molto o poco. Si vedrà quale sarà il ruolo dei dissidenti di Fatah e del Fronte Popolare. Ma finche il capo supremo di Hamas, Khaled  Mashaal, tiene il coltello piantato nella schiena della Siria e si aggira salameccando tra Dubai e Riad, compari di Israele, non c’è molto da fidarsi.

Nessuno, neanche se il pifferaio del nazistato, Colombo, mi trascinasse in tribunale per istigazione alla violenza e apologia di reato, riuscirà a convincermi che qualsiasi mezzo di offesa (che è comunque sempre di difesa) utilizzato dai palestinesi contro la mostruosa potenza e ferocia dell’occupante, non sia legittimo. Nello Stato abusivo, illegittimo, predatore e genocida non ci sono civili. Ci sono occupanti. Con riserva e rispetto per quell’8% di israeliani che non appoggiano gli stermini del regime. Grande è la forza e indiscutibile la ragione dell’Intifada, comunque si esprima, alla faccia di quel gaglioffo del PRC, responsabile degli Esteri, che, passato per la dependance del regime SEL, ora lecca il culo a Renzi e che allora, in assemblea nazionale sulla Palestina, mi abbaiò contro “Intifada fino alla vittoria non sarà mai una parola d’ordine di Rifondazione”. S’è visto com’è finito.

Si parla ora di un “Comando Unificato dell’Intifada”, come lo era quello di Barghuti. Fosse vero. Senza una direzione politico-organizzativa che sappia tener testa e sconfiggere il collaborazionismo di Abu Mazen, temo che la Terza Intifada sia destinata a spegnersi. I becchini non sono solo Colombo e la sua consorteria biblica, o la disposizione di Israele, garantita dall’impunità internazionale e dallo scudo USA-NATO, al genocidio a tempo indeterminato. Sono anche coloro che insistono a lacrimare sui palestinesi, ignorando, falsificando e disprezzando la lotta di milioni di loro fratelli nel mondo arabo, Libia, Siria, Iraq, Yemen, Libano. E così isolando e indebolendo una lotta palestinese che ne fa parte intrinseca e, oggi, ha consegnato il testimone dell’avanguardia a chi difende Damasco, Baghdad, Sanaa.

Sono pacifinti. Maledetti.

.

Quel bel tomo di Marino

Chiudo uscendo dal seminato. Ho un amico barista, di nome Gigi, che ha un piccolo diamante nel cranio. Sull’argomento del giorno, tra i vapori della caffettiera, così si è espresso; “Hanno cacciato Marino? E ora chi ci mettono? Ma i Casamonica, è ovvio”. Dodici parole per dire tutto e di più sulla gigantesca messa in scena ordita dal regime Stato-mafia contro un sindaco, farlocco quanto volete, e pure neoliberista, privatizzatore, gaffeur di classe e, blasfemia!, pro-unioni gay e di fatto, e incompatibilmente onesto. O, comunque ci provava. Un democristiano epigonale, alla Zaccagnini forse. Pensate davvero che ce lo avrebbero lasciato lì, il boia del Vaticano, gli arcieri del commercio grosso e minuto, i bombaroli palazzinari, i lupi latranti alle porte del Giubileo e dell’immenso tiramisù degli appalti? Stato perde, mafia vince. E’ il programma di chi ci ha rifilato Renzi.

11 commenti:

Mauro Murta ha detto...

I lettori del Fatto Quotidiano sono, spero, generalmente meglio di quanti ci scrivono sopra, a parte Giulietto Chiesa e pochi altri.
Guardate questo Bagnoli, è un vero decatleta della panzana!
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/13/ucraina-il-rapporto-sul-volo-mh-17-abbattuto-da-missile-filo-russo/2123942/
Si comincia con il titolo: Abbattuto da missile filo-russo. Lo stesso rapporto olandese, per quanto infestato da propaganda, dice semplicemente che il missile è di COSTRUZIONE RUSSA. Lo conferma perfino la BBC, che è tutto dire:
http://www.bbc.com/news/world-europe-34511973
Ma il meglio deve ancora arrivare. Il missile sarebbe stato lanciato dai russi (russi? Ma non erano filorussi? Vabbè, tanto sono tutti untermensch…) dalla città di Kursk “controllata dai filorussi”. Certo che a ‘sti filorussi piace vincere facile, visto che Kursk si trova in RUSSIA a 100 km dal confine ucraino!
E poi dicono tutti che i Buk sono vecchi, ma hanno abbattuto un aereo da 500 km di distanza: altro che “arma di fine di mondo”!

Andrea ha detto...

Grazia Fulvio, in questa realtà di menzogne e falsità sei l'unica voce che ci racconta i fatti.
Vai avanti.
Andrea

Massimo ha detto...

Grazie Fulvio per lo squarcio di verita' che ci dai nel mare di menzogne in cui siamo sommersi ogni giorno.

Anonimo ha detto...

SEMPRE E SOLO GRAZIE,FULVIO GRIMALDI.

carla bellenzier ha detto...

Fulvio.. nulla da aggiungere. GRAZIE
Carla Bellenzier

alex1 ha detto...

Ma sbaglio o fu proprio Abu Mazen che sciolse tutti i corpi armati di Fatah, compreso quella polizia palestinese, pur prevista dagli accordi di Oslo? Accordi in generale a perdere per i palestinesi ma disattesi dalla dirigenza israeliana che era arrivata pure ad eliminare uno dei suoi leaders, Rabin, colpevole di essere "sceso a patti" con quei "subumani arabi"? Abu Mazen che adesso cerca di cavalcare la rabbia disperata dei cittadini di Gerusalemme Est, che vedono compiersi l'atto finale della loro espulsione dalla citta'? Magari da usare per "tornare ai negoziati" e farsi finanziare altri soldi?

rossoallosso ha detto...

Eppure dovrebbero saperlo i Colombi Furiosi come ci si sente da straniero in casa propria

https://www.youtube.com/watch?v=PTub4dViSZw


p.s.

mi spiace di non poter più segnalare i link specifici di condivisione dei video ma youtube mi ha limitato l'accesso dopo che ho pubblicato un video sui nazi ucraini,è tutto vero ed giusto che lo denunci anche qui

alex1 ha detto...

Neanche il "fatto quotidiano" puo' esimersi dal pubblicare il video di un arresto democratico di un ragazzo negro a Washington.
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/10/15/washington-non-sto-resistendo-il-brutale-arresto-di-un-ragazzo-di-colore-innocente/427139/#disqus_thread
Da notare, al contrario dei fascisti ungheresi, l'atteggiamento intimidatorio di un poliziotto verso chi filma l'arresto.

rossoallosso ha detto...


Avete presente quando colui che vive di prepotenza ed arroganza rimane scornato ma
la stessa arroganza non gli permette di ammettere la sconfitta e rimescola le carte?

""Tutti gli equilibri geopolitici del Medio Oriente sono a pezzi. L'America ha bisogno di una nuova strategia, oggi stiamo perdendo la nostra capacità di condizionare gli eventi. Un accordo con Vladimir Putin può essere compatibile con i nostri obiettivi: la distruzione dell'Isis è più urgente della cacciata di Assad".

Henry Kissinge con la prostata infammiata sul Wall Street Journal

Ho brindato con un grappino in onore di Putin, di Fulvio e della sua lungimiranza e pure alla faccia di chi ci etichetta come complottisti con i burattinai costretti ad uscire allo scoperto

Mauro Murta ha detto...

Certo che i russi sono proprio dei veterocomunisti assistenzialisti e senza fantasia: buttano sui terroristi le bombe che scoppiano subito. Quelle americane invece bisogna stare attenti che non te le prendano i terroristi rivali, liberarle dal paracadute, toglierle dalle casse, assemblarle e finalmente, quando te lo sei guadagnato come fanno i cittadini del Mondo Libero, le puoi tirare contro i civili siriani.

sonia ha detto...

IO...sostegno per Assad insieme a Putin che vuole eliminare l'Isis.
Intanto i bastardi ultrastellati vendono armi ai dissidenti, come in Ucraina, stessa storia.
Schifo di mondo OCCIDENTALE, i media itaGliani non meritano assolutamente d'essere accesi/considerati: non fanno notizia, FANNO PROPAGANDA.
Fulvio continua, io sono e sarò con te.

Alessandro Rani