venerdì 19 febbraio 2016

GRIMALDI VERSUS CREMASCHI e viceversa

Inoltro un amichevole ma rigoroso scambio epistolare tra me e Giorgio Cremaschi su temi che agitano i preparativi per la prossima manifestazione contro la Nato e le guerre, a partire dall'appello formulato da Eurostop. Credo che possa stimolare riflessioni e prese di posizioni.
Fulvio



From: Fulvio
Sent: Friday, February 19, 2016 12:37 PM
Subject: Re: [nowaroma] I: Re: (ComitatoNoNato) Fwd: 12 marzo

E grazie anche a te, caro Giorgio, con queste premesse sono sicuro che marceremo ancora insieme, anche se guardando a volte verso orizzonti diversi.
Però una cosa: che da sindacalista verresti ucciso in Egitto viene smentito proprio da Regeni, che frequentava riunioni, assemblee e personaggi dei sindacati, soprattutto di quelli detti "indipendenti". Tutti ancora vivi e attivi pubblicamente. Semmai i sindacati e gli operai vennero perseguitati, fino alla proibizione di tutti gli scioperi, dal Fratello Musulmano Morsi.
Sul povero Regeni, vorrei chiedere a te a tutti i media che ne esaltano le virtù di militante per la democrazia e i diritti umani, cosa ci facesse a lavorare a tempo pieno in una ditta privata britannica di spionaggio (lo chiamano "consulenza per multinazionali e governi"), "Oxford Analytica", retta dall'ex-capo dei servizi segreti britannici e da John Negroponte, il serialkiller di massa che imperversava con i suoi squadroni della morte contro le popolazioni civili dell'America Latine dell'Iraq.
Un abbraccio,
Fulvio

Sent: Friday, February 19, 2016 10:21 AM
To: Fulvio
Subject: Re: [nowaroma] I: Re: (ComitatoNoNato) Fwd: 12 marzo

Caro Fulvio, 
Grazie della risposta argomentata, su cui studierò e rifletterò. Il senso della mia lettera risentita era quello di eliminare i sospetti e gli anatemi che ci sono tra compagni che stanno dalla stessa parte della barricata, anche se hanno giudizi e valutazioni diverse su temi molto importanti. Il disastro delle sinistra radIcali italiane deriva secondo me dalla incapacità e non volontà, per opportunismo, di praticare rottura e unità. Formula a parole semplice, ma in realtà di difficilissima realizzazione, pare.. Bisogna avere il coraggio di rompere davvero con il sistema di potere ed i suoi complici, e costruire l'unità tra tutte le forze e le persone che questa rottura fanno, al di là delle differenze. 
Invece c'è chi fa unità quando si deve rompere e rompe quando si deve unire. Purtroppo le nostre forze oggi sono poche e quindi ogni incidente fa danno amplificato... Nella sostanza rivendico la correttezza di una posizione che è contro la guerra e  la NATO senza stare con Putin e senza avere la paura di essere considerati vicini a Putin. Capisco che tu la consideri inadeguata, ma sta a te decidere se questa è comunque una condizione sufficiente per stare assieme contro la NATO oppure no. 
Sul caso dell'assassinio del povero Giulio Regeni: può essere che egli sia vittima di giochi e complotti sporchi su gas e patrolio, come tanti in quel mondo, ma una cosa so per certo, e qui ti prego di tenere conto del mio istinto che nasce dalla esperienza. Se facessi il sindacalista con le mie idee e i miei valori in Egitto, sarei sicuramente ucciso dal potere.. Capisci che questo per me un poco conta...
Comunque avremo tempo e modo di discutere...intanto ti sollecito a partecipare comunque anche con i tuoi giudizi critici alla mobilitazione del 12 marzo..Anche perché contro la NATO e la guerra in Italia per ora non c'è altro, confermo l'amicizia, 
Giorgio 

Ps Nessun problema a rendere pubblica la nostra corrispondenza 
Inviato da iPad

Il giorno 18 feb 2016, alle ore 15:05, Fulvio <fulvio.grimaldi@gmail.com> ha scritto:
Visto che i temi di questo dibattito coinvolgono molte persone, posso pubblicizzare il nostro scambio sul mio blog?
 
Caro Giorgio,
rispondo alla tua garbata ed amichevole risposta alle mie altrettanto amichevoli, ma meno garbate, osservazioni sul documento Eurostop che hai contribuito a redigere in vista della manifestazione contro la Nato e contro la guerra.
 
Pur memore della nostre tante, annose, comuni, battaglie e pur conservando intatto la stima e l'affetto che da sempre nutro per te, non ti nascondo che il tono veemente del mio testo è dovuto alla costernazione per averti visto cadere, con grande enfasi poi, nella micidiale trappola allestita attorno al povero Regeni, ora scoperto un po' meno eroe e martire della democrazia e un po' più collaboratore di una sporca agenzia privata di intelligence britannica, capeggiata dall'ex-capo dei servizi segreti di Londra e, udite udite, da John Negroponte, l'inventore degli squadroni della morte in Centroamerica, l'uomo dei Contras, lo stragista dell'Iraq, uno dei più fetidi arnesi dell'imperialismo. Con ogni evidenza e con molta maggiore evidenza del contrario, Regeni è stato utilizzato da questa marmaglia per un terrificante colpo contro  l'Egitto uscito dalla morsa fondamentalista e filo-Usa dei Fratelli musulmani (con annessi terroristi Isis), finanziati dal Qatar, con quel Morsi, "democraticamente eletto" da un'infima minoranza di egiziani, oltre tutto ricattata dall'assistenzialismo-clientelismo della Fratellanza, una roba alla Achille Lauro. Elezioni, poi, boicottate dalla maggioranza degli egiziani alla luce di come la Fratellanza le stava manipolando. Quel Morsi che ha mandato i suoi a perseguitare i cristiani copti, a bruciarne le case e le scuole, che ha proibito gli scioperi, sparato sulle manifestazioni e finito per mandare in rovina l'economia egiziana.
 
Questo ricordo, non per esaltare colui che con un colpo di Stato, sostenuto però da milioni di laici egiziani, è poi arrivato al potere. Il modo in cui governa Al Sisi, al netto della propaganda demonizzatrice delle lobby sioniste ed imperialiste impiegata pari pari nei confronti di tutti i leader di paesi da sfasciare e rapinare, non è qui il punto. Il punto è geopolitico. Ed è lo stesso punto che riguarda Putin. Dato per scontato che Putin ha preso in mano un paese depredato, venduto, saccheggiato dalla cosca di oligarchi sotto Elsin, manovrata dagli Usa, lo ha rimesso in piedi economicamente, militarmente, socialmente e geopoliticamente, ha ricostituito un salutare equilibrio di potere contro la pretesa del dominio unipolare guerrafondaio e fascistizzante imposto dagli Usa, cosa che gli garantisce l'80% del consenso dei cittadini russi (elemento che un comunista dovrebbe valutare), sappiamo tutti che non si tratta di un socialista, tantomeno di un comunista. E questo può dispiacere. Ma da qui a scrivere appelli in cui si mettono sullo stesso piano "gli opposti imperialismi", "lo scontro di potenze", con perfetto cerchiobottismo e scarso realismo, significa mistificare e depistare. Significa disarmare l'opposizione all'imperialismo unico e dominante, quello Usa, con sotto, ma proprio sotto, il subsistema vassallo europeo (cui tanta, eccessiva, indebita, importanza danno i familisti della Rete dei Comunisti). Non so cosa intendi per "avversario strategico", visto che la rivoluzione socialista non è all'ordine del giorno e all'ordine del giorno è invece un nemico strategico (contraddizione principale) che non solo esprime il massimo del capitalismo imperialista, ma che disintegra il diritto internazionale e prepara l'apocalisse mondiale. Di fronte a imperialismo e colonialismo, oggi nuovamente e più che mai all'offensiva, non condivido l'interpretazione derogatoria del termine "nazionalista". Nazionalista non significa fascista. Nazionalisti erano i rivoluzionari cubani e tutti coloro che si sono battuti nei movimenti di liberazione, appunto, "nazionale". Mi mancano proprio gli elementi di fatto e ideologici per accusare Putin di nazionalismo nel senso che dici tu. Perchè difende il popolo russo dalla manomissione nazista in Donbass?
 
Qui siamo, purtroppo, oltre,  o di lato, alla lotta di classe. O siamo in una lotta di classe che non è più tra ceti categorizzati alla vecchia maniera. Se lotta di classe è, è quella tra un'élite genocida imperialista, che ha il proprio cervello a Wall Street e soci capital-imperialisti o feudal-imperialisti sparsi ovunque e il proprio strumento militare nel Pentagono e, sulla sponda opposta, i popoli delle metropoli e del Sud del mondo. E qui non distinguere tra Usa e Russia confonde davvero le idee e rende un grosso favore agli Usa, deprivandoli di un'opposizione universale consapevole. Qui, caro Giorgio, si tratta in primis di sopravvivenza del genere umano e del pianeta con tutte le sue vite. Non schierarsi con la parte che, piaccia o non piaccia, si oppone al moloch, vuol dire rendersi inutili. Lo insegnano sia Lenin che Marx. E abbiamo una Russia, circondata da 8000 basi Usa e Nato, che interviene in difesa di uno Stato laico, relativamente prospero, socialmente equo, sovrano, anti-israeliano e antimperialista, contro gli Usa che capeggiano e guidano, anche con lo strumento orrendo del terrorismo, la peggiore e più reazionaria e fascistica banda di governi presenti sul pianeta. Non schierarsi con chi difende il diritto internazionale, la sovranità degli Stati, i popoli aggrediti, è atteggiamento assai gradito dagli antropofagi dell'Occidente.
 
Se non altro, dovrebbe suscitare qualche dubbio trovarsi fianco a fianco, come succede agli spiaggiati di un pervertito trotzkismo, su Regeni, su Gheddafi, Assad, Saddam, Putin, Tehran, con i più truffaldini protagonisti dell'inganno universale, con il menzognificio dei media di regime: Corriere, Fatto, manifesto, Stampa, Repubblica, e con i portavoce della lobby sionista, tutti partecipi del coro emanante da Washington, da Langley, da Riyad, da Tel Aviv.
 
Caro Giorgio, i paesi citati li conosco  e frequento da quasi 50 anni, ne conosco gli abitanti, ho partecipato ai loro successi e alle loro sventure. Mi ha consolato e illuminato la fierezza, la dignità, la coscienza di quei popoli, rispetto alle infamie del sistema cui appartengo, al suo degrado, alla sua ipocrisia. Ho rispettato scelte di popolo che non coincidevano con le prospettive elaborate nella nostra parte del mondo per portare giustizia e uguaglianza. Scelte derivanti da altri retroterra, altre culture, altre vicende storiche, che hanno determinato altri immaginari collettivi e che, soprattutto, hanno determinato condizioni di vita e di prosperità, di distribuzione della ricchezza, che noi ci sogniamo. E ho disprezzato con forza coloro che, da  lontano, blateravano ignoranze, pregiudizi, condanne, sulla base di eurocentrici dogmi, inevitabilmente ottusi e razzisti. Ti posso assicurare che faresti fatica a far comprendere le tue posizioni a un qualunque combattente antimperialista, antintegralista, antioscurantista, a un qualunque cittadino, il cui paese i russi oggi salvano dalla distruzione.
 
Quanto all'Egitto, ripeto, manco di elementi non inquinati dalle perfidie propagandistiche occidentali di destra e "sinistra" (sempre sospettamente unanimi i questi casi), per dare un giudizio attendibile su come il governo egiziano gestisce il suo popolo. So che la natura di Stato laico con pretese di autonomia (rapporti con Russia, Cina, difesa della Libia dall'islamismo terrorista), dotato di un'inedita enorme ricchezza energetica, controllore della principale via di comunicazione tra Occidente e Oriente, suscita frustrazione, invidia, ostilità, sogni di rivincita coloniale (già affidati ai Fratelli Musulmani). Mi colpiscono coloro che, in condizioni ancora più di me deprivati di conoscenze, azzardano sicurezze, trinciano giudizi ed emettono sentenze capitali. In sincrono con i disinformatori imperiali di De Benedetti, o Murdoch. Sulla base di dati forniti dagli specialisti delle destabilizzazioni imperiali come Amnesty o HRW.
 
Ricordo una scienziata, Ouda Hammash, membro del Consiglio Supremo della Rivoluzione sotto Saddam, che per prima aveva analizzato e denunciato gli orrendi effetti sui feti dell'uranio sganciato dagli Usa nel 1993. Le avevo detto dei rimproveri dell'Occidente alla mancata democrazia dell'Iraq. Mi rispose: "Siamo assediati in casa nostra. Da finestre e porte della nostra casa, dalle cantine e dai tetti, penetrano elementi stranieri che cercano di destabilizzare la famiglia, spiando, congiurando, sabotando, fomentando, seminando terrore. Ci costringono a serrare porte e finestre. Lasciateci in pace e potremo arrivare a una democrazia migliore, ad aprirle, quelle porte".
 
Semplice no? Forse un discorso del genere dovrebbe valere anche per l'Egitto che, da quando i Fratelli musulmani, sharìa e burka imposti a tutte/i, sono stati cacciati, prima da una rivolta di popolo e poi dai militari, subisce una quotidiana, sanguinosa, terrificante, aggressione dalla Fratellanza degenerata in banda terroristica. Attentati, stragi di poliziotti e civili, una guerra contro l'Egitto in quanto Stato, ma ancor più in quanto popolo, ché è il popolo ad essere ferito nell'economia e nella vita, visto che il terrorismo islamista punta alla distruzione della fonte principale della sua sussistenza, il turismo. L'Egitto è in guerra, letteralmente sotto assedio. E gli hanno buttato tra i piedi la mina Regeni. Come all'Afghanistan da ricuperare hanno buttato tra i piedi le Torri Gemelle. Mancano solo le aviazioni delle potenze straniere, per assimilare l'Egitto alla Siria. Una compiuta democrazia, priva di controlli capillari e ossessivi, priva di episodi di repressione anche brutali, deprecabili quanto si vuole, mi pare una gran facile pretesa..
 
La tua storia ti pone al di sopra di tutto questo, ma, occhio, la presunzione di essere depositari di una civiltà superiore ce la infilano preti, genitori, insegnanti, storici, ideologi, di destra come di una falsa sinistra, fin da quando impariamo a balbettare "mamma" e "papà".
 
Ti allego miei scritti sulla vicenda Regeni. Vicenda dalla portata strategica, che va ben oltre la triste sorte di un ragazzo dalle scelte fortemente discutibili. Confido che la tua onestà intellettuale e la nostra amicizia possano alimentare almeno un dubbio.
 
Fulvio
 
 
 
 

Sent: Wednesday, February 17, 2016 8:23 PM
To: Fulvio
Subject: Re: [nowaroma] I: Re: (ComitatoNoNato) Fwd: 12 marzo

Caro Fulvio credo che l'età e le tante manifestazioni e lotte in cui ci siamo incontrati ed abbracciati mi consentano di scriverti con un poco di brutale e un poco risentita sincerità. 
Non ho capito i toni con cui hai respinto l'appello. Può non piacere il linguaggio, che è quello di un appello di centri sociali di Roma su cui ho lavorato, ma non si può accusare il  testo di non dire nulla. I punti finali chiedono il ritiro della armi italiane dappertutto, l'uscita dalla NATO, la rottura con le politiche UE, il rifiuto del modello francese e europeo di leggi  speciali, la difesa dei migranti... Chi in Italia oltre a noi sostiene queste piccole cose tutte assieme? Confonderci con la sinistra fru fru che dice pace e accetta la guerra è offensivo, siamo gente che va controcorrente da una vita e continua a farlo .
Per questo abbiamo deciso di mobilitarci il 16 gennaio e ora lo proponiamo per il 12 marzo, senza aspettare i risultati della iniziativa di Alex Zanotelli. Perché non accettiamo la tesi per cui se non c'è un po' di mondo politico e sindacale ufficiale non si può fare nulla.. Il nostro mondo non è quello della sinistra che periodicamente si riunifica con gli auguri del Manifesto.
Ma tu queste cose le sai perfettamente, ci conosciamo da una bel po', quindi ritengo che la questione sia un'altra. Il solo vero punto di differenza, sul resto discutendo sono sicuro che troveremmo una intesa, è il giudizio sulla Russia di Putin, su Assad e sul vario fronte delle loro alleanze in Medio Oriente. Io ho respinto una richiesta del PCL di mettere esplicitamente sullo stesso piano USA e Russia, perché so che avrebbe rotto con tanti, voi compresi, ma anche perché non condivido questo giudizio. Se dico No NATO vuol dire che ho un nemico principale, e non mi pare che gli USA così siano ignorati... Ma non son d'accordo di schierarmi con la Russia di Putin...su questo proprio non sono d'accordo io. Farei un discorso diverso se fossimo già al governo.. Uno stato deve avere una politica estera ed è ovvio che un stato che volesse rompere con UE e NATO dovrebbe avvicinarsi ai BRICS , sperando che essi esistano ancora... Ma un movimento di lotta contro la guerra oggi non ha stati amici, ne ha di nemici ma non ne ha di amici... Considero Putin un nazionalista di destra che contrasta gli USA, come tentò  di fare De Gaulle, con lui si possono avere convergenze che non mi spaventano, ma strategicamente è un avversario, qui e in Russia.. 
Non ho poi capito ciò che hai scritto su Al SISI, mi pare un tuo errore di valutazione, egli è un nuovo Mubarak, quindi un uomo puro degli USA anche se si maschera di più...
Se vorrai fare una discussione vera su questi temi sono sempre interessato, ma vorrei che questo non fermasse l'iniziativa che abbiamo il dovere di fare contro guerra e NATO. Cercando di avere in campo più forze possibili visto che che il grande movimento pacifista di una volta non esiste più. Questo dovrebbe vederci convergenti, il disaccordo sulla Russia viene dopo. Spero quindi che tu e coloro che condividono i tuoi giudizi siate comunque in manifestazione con noi il 12 marzo..naturalmente con le vostre posizioni..
Scusa i toni della lettera, ma sinceramente nemmeno mi aspettavo i tuoi. 
Un abbraccio 
Giorgio Cremaschi 

From: Fulvio
Sent: Friday, February 19, 2016 12:37 PM
Subject: Re: [nowaroma] I: Re: (ComitatoNoNato) Fwd: 12 marzo

E grazie anche a te, caro Giorgio, con queste premesse sono sicuro che marceremo ancora insieme, anche se guardando a volte verso orizzonti diversi.
Però una cosa: che da sindacalista verresti ucciso in Egitto viene smentito proprio da Regeni, che frequentava riunioni, assemblee e personaggi dei sindacati, soprattutto di quelli detti "indipendenti". Tutti ancora vivi e attivi pubblicamente. Semmai i sindacati e gli operai vennero perseguitati, fino alla proibizione di tutti gli scioperi, dal Fratello Musulmano Morsi.
Sul povero Regeni, vorrei chiedere a te a tutti i media che ne esaltano le virtù di militante per la democrazia e i diritti umani, cosa ci facesse a lavorare a tempo pieno in una ditta privata britannica di spionaggio (lo chiamano "consulenza per multinazionali e governi"), "Oxford Analytica", retta dall'ex-capo dei servizi segreti britannici e da John Negroponte, il serialkiller di massa che imperversava con i suoi squadroni della morte contro le popolazioni civili dell'America Latine dell'Iraq.
Un abbraccio,
Fulvio

Sent: Friday, February 19, 2016 10:21 AM
To: Fulvio
Subject: Re: [nowaroma] I: Re: (ComitatoNoNato) Fwd: 12 marzo

Caro Fulvio, 
Grazie della risposta argomentata, su cui studierò e rifletterò. Il senso della mia lettera risentita era quello di eliminare i sospetti e gli anatemi che ci sono tra compagni che stanno dalla stessa parte della barricata, anche se hanno giudizi e valutazioni diverse su temi molto importanti. Il disastro delle sinistra radIcali italiane deriva secondo me dalla incapacità e non volontà, per opportunismo, di praticare rottura e unità. Formula a parole semplice, ma in realtà di difficilissima realizzazione, pare.. Bisogna avere il coraggio di rompere davvero con il sistema di potere ed i suoi complici, e costruire l'unità tra tutte le forze e le persone che questa rottura fanno, al di là delle differenze. 
Invece c'è chi fa unità quando si deve rompere e rompe quando si deve unire. Purtroppo le nostre forze oggi sono poche e quindi ogni incidente fa danno amplificato... Nella sostanza rivendico la correttezza di una posizione che è contro la guerra e  la NATO senza stare con Putin e senza avere la paura di essere considerati vicini a Putin. Capisco che tu la consideri inadeguata, ma sta a te decidere se questa è comunque una condizione sufficiente per stare assieme contro la NATO oppure no. 
Sul caso dell'assassinio del povero Giulio Regeni: può essere che egli sia vittima di giochi e complotti sporchi su gas e patrolio, come tanti in quel mondo, ma una cosa so per certo, e qui ti prego di tenere conto del mio istinto che nasce dalla esperienza. Se facessi il sindacalista con le mie idee e i miei valori in Egitto, sarei sicuramente ucciso dal potere.. Capisci che questo per me un poco conta...
Comunque avremo tempo e modo di discutere...intanto ti sollecito a partecipare comunque anche con i tuoi giudizi critici alla mobilitazione del 12 marzo..Anche perché contro la NATO e la guerra in Italia per ora non c'è altro, confermo l'amicizia, 
Giorgio 

Ps Nessun problema a rendere pubblica la nostra corrispondenza 
Inviato da iPad

Il giorno 18 feb 2016, alle ore 15:05, Fulvio <fulvio.grimaldi@gmail.com> ha scritto:

Visto che i temi di questo dibattito coinvolgono molte persone, posso pubblicizzare il nostro scambio sul mio blog?
 
Caro Giorgio,
rispondo alla tua garbata ed amichevole risposta alle mie altrettanto amichevoli, ma meno garbate, osservazioni sul documento Eurostop che hai contribuito a redigere in vista della manifestazione contro la Nato e contro la guerra.
 
Pur memore della nostre tante, annose, comuni, battaglie e pur conservando intatto la stima e l'affetto che da sempre nutro per te, non ti nascondo che il tono veemente del mio testo è dovuto alla costernazione per averti visto cadere, con grande enfasi poi, nella micidiale trappola allestita attorno al povero Regeni, ora scoperto un po' meno eroe e martire della democrazia e un po' più collaboratore di una sporca agenzia privata di intelligence britannica, capeggiata dall'ex-capo dei servizi segreti di Londra e, udite udite, da John Negroponte, l'inventore degli squadroni della morte in Centroamerica, l'uomo dei Contras, lo stragista dell'Iraq, uno dei più fetidi arnesi dell'imperialismo. Con ogni evidenza e con molta maggiore evidenza del contrario, Regeni è stato utilizzato da questa marmaglia per un terrificante colpo contro  l'Egitto uscito dalla morsa fondamentalista e filo-Usa dei Fratelli musulmani (con annessi terroristi Isis), finanziati dal Qatar, con quel Morsi, "democraticamente eletto" da un'infima minoranza di egiziani, oltre tutto ricattata dall'assistenzialismo-clientelismo della Fratellanza, una roba alla Achille Lauro. Elezioni, poi, boicottate dalla maggioranza degli egiziani alla luce di come la Fratellanza le stava manipolando. Quel Morsi che ha mandato i suoi a perseguitare i cristiani copti, a bruciarne le case e le scuole, che ha proibito gli scioperi, sparato sulle manifestazioni e finito per mandare in rovina l'economia egiziana.
 
Questo ricordo, non per esaltare colui che con un colpo di Stato, sostenuto però da milioni di laici egiziani, è poi arrivato al potere. Il modo in cui governa Al Sisi, al netto della propaganda demonizzatrice delle lobby sioniste ed imperialiste impiegata pari pari nei confronti di tutti i leader di paesi da sfasciare e rapinare, non è qui il punto. Il punto è geopolitico. Ed è lo stesso punto che riguarda Putin. Dato per scontato che Putin ha preso in mano un paese depredato, venduto, saccheggiato dalla cosca di oligarchi sotto Elsin, manovrata dagli Usa, lo ha rimesso in piedi economicamente, militarmente, socialmente e geopoliticamente, ha ricostituito un salutare equilibrio di potere contro la pretesa del dominio unipolare guerrafondaio e fascistizzante imposto dagli Usa, cosa che gli garantisce l'80% del consenso dei cittadini russi (elemento che un comunista dovrebbe valutare), sappiamo tutti che non si tratta di un socialista, tantomeno di un comunista. E questo può dispiacere. Ma da qui a scrivere appelli in cui si mettono sullo stesso piano "gli opposti imperialismi", "lo scontro di potenze", con perfetto cerchiobottismo e scarso realismo, significa mistificare e depistare. Significa disarmare l'opposizione all'imperialismo unico e dominante, quello Usa, con sotto, ma proprio sotto, il subsistema vassallo europeo (cui tanta, eccessiva, indebita, importanza danno i familisti della Rete dei Comunisti). Non so cosa intendi per "avversario strategico", visto che la rivoluzione socialista non è all'ordine del giorno e all'ordine del giorno è invece un nemico strategico (contraddizione principale) che non solo esprime il massimo del capitalismo imperialista, ma che disintegra il diritto internazionale e prepara l'apocalisse mondiale. Di fronte a imperialismo e colonialismo, oggi nuovamente e più che mai all'offensiva, non condivido l'interpretazione derogatoria del termine "nazionalista". Nazionalista non significa fascista. Nazionalisti erano i rivoluzionari cubani e tutti coloro che si sono battuti nei movimenti di liberazione, appunto, "nazionale". Mi mancano proprio gli elementi di fatto e ideologici per accusare Putin di nazionalismo nel senso che dici tu. Perchè difende il popolo russo dalla manomissione nazista in Donbass?
 
Qui siamo, purtroppo, oltre,  o di lato, alla lotta di classe. O siamo in una lotta di classe che non è più tra ceti categorizzati alla vecchia maniera. Se lotta di classe è, è quella tra un'élite genocida imperialista, che ha il proprio cervello a Wall Street e soci capital-imperialisti o feudal-imperialisti sparsi ovunque e il proprio strumento militare nel Pentagono e, sulla sponda opposta, i popoli delle metropoli e del Sud del mondo. E qui non distinguere tra Usa e Russia confonde davvero le idee e rende un grosso favore agli Usa, deprivandoli di un'opposizione universale consapevole. Qui, caro Giorgio, si tratta in primis di sopravvivenza del genere umano e del pianeta con tutte le sue vite. Non schierarsi con la parte che, piaccia o non piaccia, si oppone al moloch, vuol dire rendersi inutili. Lo insegnano sia Lenin che Marx. E abbiamo una Russia, circondata da 8000 basi Usa e Nato, che interviene in difesa di uno Stato laico, relativamente prospero, socialmente equo, sovrano, anti-israeliano e antimperialista, contro gli Usa che capeggiano e guidano, anche con lo strumento orrendo del terrorismo, la peggiore e più reazionaria e fascistica banda di governi presenti sul pianeta. Non schierarsi con chi difende il diritto internazionale, la sovranità degli Stati, i popoli aggrediti, è atteggiamento assai gradito dagli antropofagi dell'Occidente.
 
Se non altro, dovrebbe suscitare qualche dubbio trovarsi fianco a fianco, come succede agli spiaggiati di un pervertito trotzkismo, su Regeni, su Gheddafi, Assad, Saddam, Putin, Tehran, con i più truffaldini protagonisti dell'inganno universale, con il menzognificio dei media di regime: Corriere, Fatto, manifesto, Stampa, Repubblica, e con i portavoce della lobby sionista, tutti partecipi del coro emanante da Washington, da Langley, da Riyad, da Tel Aviv.
 
Caro Giorgio, i paesi citati li conosco  e frequento da quasi 50 anni, ne conosco gli abitanti, ho partecipato ai loro successi e alle loro sventure. Mi ha consolato e illuminato la fierezza, la dignità, la coscienza di quei popoli, rispetto alle infamie del sistema cui appartengo, al suo degrado, alla sua ipocrisia. Ho rispettato scelte di popolo che non coincidevano con le prospettive elaborate nella nostra parte del mondo per portare giustizia e uguaglianza. Scelte derivanti da altri retroterra, altre culture, altre vicende storiche, che hanno determinato altri immaginari collettivi e che, soprattutto, hanno determinato condizioni di vita e di prosperità, di distribuzione della ricchezza, che noi ci sogniamo. E ho disprezzato con forza coloro che, da  lontano, blateravano ignoranze, pregiudizi, condanne, sulla base di eurocentrici dogmi, inevitabilmente ottusi e razzisti. Ti posso assicurare che faresti fatica a far comprendere le tue posizioni a un qualunque combattente antimperialista, antintegralista, antioscurantista, a un qualunque cittadino, il cui paese i russi oggi salvano dalla distruzione.
 
Quanto all'Egitto, ripeto, manco di elementi non inquinati dalle perfidie propagandistiche occidentali di destra e "sinistra" (sempre sospettamente unanimi i questi casi), per dare un giudizio attendibile su come il governo egiziano gestisce il suo popolo. So che la natura di Stato laico con pretese di autonomia (rapporti con Russia, Cina, difesa della Libia dall'islamismo terrorista), dotato di un'inedita enorme ricchezza energetica, controllore della principale via di comunicazione tra Occidente e Oriente, suscita frustrazione, invidia, ostilità, sogni di rivincita coloniale (già affidati ai Fratelli Musulmani). Mi colpiscono coloro che, in condizioni ancora più di me deprivati di conoscenze, azzardano sicurezze, trinciano giudizi ed emettono sentenze capitali. In sincrono con i disinformatori imperiali di De Benedetti, o Murdoch. Sulla base di dati forniti dagli specialisti delle destabilizzazioni imperiali come Amnesty o HRW.
 
Ricordo una scienziata, Ouda Hammash, membro del Consiglio Supremo della Rivoluzione sotto Saddam, che per prima aveva analizzato e denunciato gli orrendi effetti sui feti dell'uranio sganciato dagli Usa nel 1993. Le avevo detto dei rimproveri dell'Occidente alla mancata democrazia dell'Iraq. Mi rispose: "Siamo assediati in casa nostra. Da finestre e porte della nostra casa, dalle cantine e dai tetti, penetrano elementi stranieri che cercano di destabilizzare la famiglia, spiando, congiurando, sabotando, fomentando, seminando terrore. Ci costringono a serrare porte e finestre. Lasciateci in pace e potremo arrivare a una democrazia migliore, ad aprirle, quelle porte".
 
Semplice no? Forse un discorso del genere dovrebbe valere anche per l'Egitto che, da quando i Fratelli musulmani, sharìa e burka imposti a tutte/i, sono stati cacciati, prima da una rivolta di popolo e poi dai militari, subisce una quotidiana, sanguinosa, terrificante, aggressione dalla Fratellanza degenerata in banda terroristica. Attentati, stragi di poliziotti e civili, una guerra contro l'Egitto in quanto Stato, ma ancor più in quanto popolo, ché è il popolo ad essere ferito nell'economia e nella vita, visto che il terrorismo islamista punta alla distruzione della fonte principale della sua sussistenza, il turismo. L'Egitto è in guerra, letteralmente sotto assedio. E gli hanno buttato tra i piedi la mina Regeni. Come all'Afghanistan da ricuperare hanno buttato tra i piedi le Torri Gemelle. Mancano solo le aviazioni delle potenze straniere, per assimilare l'Egitto alla Siria. Una compiuta democrazia, priva di controlli capillari e ossessivi, priva di episodi di repressione anche brutali, deprecabili quanto si vuole, mi pare una gran facile pretesa..
 
La tua storia ti pone al di sopra di tutto questo, ma, occhio, la presunzione di essere depositari di una civiltà superiore ce la infilano preti, genitori, insegnanti, storici, ideologi, di destra come di una falsa sinistra, fin da quando impariamo a balbettare "mamma" e "papà".
 
Ti allego miei scritti sulla vicenda Regeni. Vicenda dalla portata strategica, che va ben oltre la triste sorte di un ragazzo dalle scelte fortemente discutibili. Confido che la tua onestà intellettuale e la nostra amicizia possano alimentare almeno un dubbio.
 
Fulvio
 
 
 
 

Sent: Wednesday, February 17, 2016 8:23 PM
To: Fulvio
Subject: Re: [nowaroma] I: Re: (ComitatoNoNato) Fwd: 12 marzo

Caro Fulvio credo che l'età e le tante manifestazioni e lotte in cui ci siamo incontrati ed abbracciati mi consentano di scriverti con un poco di brutale e un poco risentita sincerità. 
Non ho capito i toni con cui hai respinto l'appello. Può non piacere il linguaggio, che è quello di un appello di centri sociali di Roma su cui ho lavorato, ma non si può accusare il  testo di non dire nulla. I punti finali chiedono il ritiro della armi italiane dappertutto, l'uscita dalla NATO, la rottura con le politiche UE, il rifiuto del modello francese e europeo di leggi  speciali, la difesa dei migranti... Chi in Italia oltre a noi sostiene queste piccole cose tutte assieme? Confonderci con la sinistra fru fru che dice pace e accetta la guerra è offensivo, siamo gente che va controcorrente da una vita e continua a farlo .
Per questo abbiamo deciso di mobilitarci il 16 gennaio e ora lo proponiamo per il 12 marzo, senza aspettare i risultati della iniziativa di Alex Zanotelli. Perché non accettiamo la tesi per cui se non c'è un po' di mondo politico e sindacale ufficiale non si può fare nulla.. Il nostro mondo non è quello della sinistra che periodicamente si riunifica con gli auguri del Manifesto.
Ma tu queste cose le sai perfettamente, ci conosciamo da una bel po', quindi ritengo che la questione sia un'altra. Il solo vero punto di differenza, sul resto discutendo sono sicuro che troveremmo una intesa, è il giudizio sulla Russia di Putin, su Assad e sul vario fronte delle loro alleanze in Medio Oriente. Io ho respinto una richiesta del PCL di mettere esplicitamente sullo stesso piano USA e Russia, perché so che avrebbe rotto con tanti, voi compresi, ma anche perché non condivido questo giudizio. Se dico No NATO vuol dire che ho un nemico principale, e non mi pare che gli USA così siano ignorati... Ma non son d'accordo di schierarmi con la Russia di Putin...su questo proprio non sono d'accordo io. Farei un discorso diverso se fossimo già al governo.. Uno stato deve avere una politica estera ed è ovvio che un stato che volesse rompere con UE e NATO dovrebbe avvicinarsi ai BRICS , sperando che essi esistano ancora... Ma un movimento di lotta contro la guerra oggi non ha stati amici, ne ha di nemici ma non ne ha di amici... Considero Putin un nazionalista di destra che contrasta gli USA, come tentò  di fare De Gaulle, con lui si possono avere convergenze che non mi spaventano, ma strategicamente è un avversario, qui e in Russia.. 
Non ho poi capito ciò che hai scritto su Al SISI, mi pare un tuo errore di valutazione, egli è un nuovo Mubarak, quindi un uomo puro degli USA anche se si maschera di più...
Se vorrai fare una discussione vera su questi temi sono sempre interessato, ma vorrei che questo non fermasse l'iniziativa che abbiamo il dovere di fare contro guerra e NATO. Cercando di avere in campo più forze possibili visto che che il grande movimento pacifista di una volta non esiste più. Questo dovrebbe vederci convergenti, il disaccordo sulla Russia viene dopo. Spero quindi che tu e coloro che condividono i tuoi giudizi siate comunque in manifestazione con noi il 12 marzo..naturalmente con le vostre posizioni..
Scusa i toni della lettera, ma sinceramente nemmeno mi aspettavo i tuoi. 
Un abbraccio 
Giorgio Cremaschi 

17 commenti:

Anonimo ha detto...

come anticipato al convegno di padova, l'uscita dalla NATO dell'Italia non ci mette al sicuro dll'essere bersaglio di una eventuale guerra degli USA, perche' le Basi NATO sono basi AMERICANE.

un'ottimo sunto della situazione qua':
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/10/italia-occupata-dalle-forze-armate-usa.html

Parallelamente all'uscita della NATO deve essere richiesta la fine del trattato di pace del '43-'47 e la fine dello status di nazione occupata-colonia americana.

Anonimo ha detto...

inevitabile....https://www.youtube.com/watch?v=bH9d_5PhlCM

un altro mondo non è possibile...

Anonimo ha detto...

Se posso permettermi di intervenire nella pacata e costruttiva discussione volevo far notare quello che io ritengo,magari sbaglando,una contraddizione:

"Ma non son d'accordo di schierarmi con la Russia di Putin...su questo proprio non sono d'accordo io. Farei un discorso diverso se fossimo già al governo.. Uno stato deve avere una politica estera ed è ovvio che un stato che volesse rompere con UE e NATO dovrebbe avvicinarsi ai BRICS , sperando che essi esistano ancora."

Perchè non far capire non solo al governo già esistente ma al mondo intero ciò che è disposto ad accettare aldilà delle divrgenze ideologiche il popolo italiano,un radicale cambiamento nella politica sociale,economica,geostrategica,magari un governo pure reazianario
si sentirebbe più e meglio legittimato nel fare determinati passi avanti in tal senso,senza contare che un BRICS senza Putin è come una amatriciana senza guanciale aggiungendo non a caso la gastronomia alla geostrategia

Angelo

Anonimo ha detto...

Escludendo ipotesi o ipotetici accostamenti, cito questo come esempio di un nuovo e strisciante ‘altermondismo’ molto ambiguo tanto quanto pericoloso e purtroppo oramai diffuso e istituzionalizzato. Le armi nucleari, se NON in quanto tali, a cosa servirebbero? Alla difesa da uno sbarco alieno (tipo scudo spaziale)oppure a garantire milioni di posti di lavoro alle multinazionali che lì riversano i loro introiti per la blindatura del capitale?

Napoli 04 Agosto 2012 Maschio Angioino Gianni Lamagna concerto dell'amore e della Luna dedica a Senzatomica
Per promuovere una solidarietà popolare globale volta all'eliminazione completa e definitiva delle armi nucleari è essenziale sensibilizzare e raggiungere un gran numero di persone e organizzazioni.
Il vero "nemico", infatti, non sono le armi nucleari in quanto tali, né gli stati che le possiedono o le costruiscono, bensì il modo di pensare che le giustifica: considerare accettabile l'opzione "annientamento totale" degli altri. Quando una persona si "attiva" e stimola così altre persone ad "attivarsi"allo stesso modo, si innesca una reazione a catena virtuosa, che genera una pacifica esplosione di energia.

-non considerando il riarmo giapponese avallato dal partito new komeito, non considerando che sono israele e statiuniti ad avere l’arsenale più pericoloso avendo gli usa basi ovunque, non considerando il ‘diritto alla difesa’ ma considerando i finanziamenti pubblici e il sostegno variegato che il discepolato di questa iniziativa ’senzatomica’ riceve.

Fulvio ha detto...

anonimo@
grandiosa quella dei Brics senza Putin come una matriciana senza guanciale!

massa giovanni ha detto...

non stare con la russia in questo momento storico equivale a non stare con gli alleati nella seconda guerra mondiale,come si fa ad appoggiare un USA comandato da psicopatici guerrafondai

alex1 ha detto...

Un bello e coraggioso articolo sull'Egitto e sul medio oriente, che va contro il senso comune della "superiorita' del Sistema democratico occidentale" e contro la facile logica del "dagli addosso al dittatore, responsabile in prima persona di tutto", che riesce a trovare molto spazio sia, come e' ovvio, nella sinistra compatibile ma anche nella sinistra antagonista o pseudotale. Analizzare e capire vuol dire essere disposti ad andare contro la superficialita', a volte anche contro I nostri stessi giudizi basati su di una conoscenza non esatta di contesti cambiati. Un esempio di buon giornalismo che spero sia preso di esempio dai giovani che intraprenderanno questa professione.

Andrea Sintoni ha detto...

la tua analisi sulla situazione attuale, su regeni, sulla sinistra, è spietatamente vera..anzi direi che il metodo da te adottato per lo studio e l interpretazione degli avvenimenti globali è decisamente gramsciana..la tua risposta a cremaschi è veramente una pietra miliare per chi vuole capire qualcosa della barbarie che c avvolge..grazie fulvio..

Andrea Sintoni ha detto...

avrei una domanda da farti..ho letto il libro "il combattente" di karim franceschi un ragazzo di senigallia attivo nei centri sociali che è andato a kobane a fianco dei curdi..senza entrare nel merito del suo racconto, se anche solo la metà di quello che narra è vero tanto di cappello per il coraggio, egli afferma che sotto l attacco devastante sferrato da daesh tra febbraio e marzo a kobane e dintorni i combattenti curdi avrebbero capitolato se i raid aerei della nato cioè americani non fossero intervenuti bloccando di fatto i miliziani isis e permettendo così ai curdi del rojava di tenere kobane e di passare all offensiva..ora ti e mi chiedo com è possibile che ciò sia avvenuto quando e l autore del libro stesso lo afferma in un altro passaggio i miliziani isis sono al soldo degli interessi turchi e quindi degli americani stessi?grazie andrea da predappio

Andrea Sintoni ha detto...

la tua analisi sulla situazione attuale, su regeni, sulla sinistra, è spietatamente vera..anzi direi che il metodo da te adottato per lo studio e l interpretazione degli avvenimenti globali è decisamente gramsciana..la tua risposta a cremaschi è veramente una pietra miliare per chi vuole capire qualcosa della barbarie che c avvolge..grazie fulvio..

Fulvio Grimaldi ha detto...

Non mi fido di Karim Franceschi, nè di tutti coloro che ne hanno cantato le glorie. Non mi fido dei curdi siriani che un po' giocano con gli Usa e un po' con i russi. La situazione è intricata e ambigua, In effetti sono stati gli Usa ha permettere ai curdi di conquistare Kobane e ora di avanzare anche in territori che curdi non sono, ma arabi. E questo non sta bene ai turchi. Credo che gli Usa usino i curdi per fare a pezzi la Siria e suddividerla tra varie fazioni, Isis, curdi,sunniti, sciti...

Anonimo ha detto...

Concordo con Fulvio su Franceschi di "eroi" alla Saviano già ne abbiamo troppi

Angelo

Paolo Selmi ha detto...

Ringrazio entrambi per la disponibilità a rendere pubblica la vostra discussione. Aldilà del merito, è importante anche il metodo, il modo in cui - dialetticamente - si esprimono le proprie posizioni si addiviene, ogni tanto, a una sintesi o, alla peggio, a una rinnovata consapevolezza comune che, pur nel dissenso, nel proprio interlocutore si ha pur sempre una fonte di risorse che ti può arricchire o, quantomeno, stimolare a meglio definire la tua posizione, la tua base concettuale, le tue capacità espressive.

Premesso questo, aggiungo al dato geopolitico un ulteriore elemento di riflessione: il dato culturale. Parliamo di siriani, di iraniani, di russi, di indiani o di cinesi come se fossero i nostri dirimpettai di cortile, esigiamo da loro il rispetto di regole di condominio, fissate non si sa come e quando da qualcuno dei nostri, ritenute a torto dato universalmente accettato, salvo essere disattese - ipocritamente - per primi da noi stessi. Parlando di medioriente, Assad figlio non è molto diverso da Aliev figlio (di cotanto padre Gejdar in Azerbaycan), Nazarbaev (Kazakhstan), Karimov (Uzbekistan), Nijazov (Turkmenistan, fino alla sua morte) o Rahmonov (Tagikistan), ma anche dalle monarchie saudite o affini. Cosa facciamo? Facciamo come gli stati uniti che si tengono quelli che fanno comodo a loro e cercano di fare terra bruciata degli altri? magari con un po' di "rivoluzioni colorate" e, alla peggio, di "caos creativo"? di squadracce di jihadisti arabofoni o nazisti ucrainofoni prezzolati che seminano terrore radendo al suolo città e ammazzando civili come se fossero bestie? Ci rendiamo conto che la vera "democrazia", quella che restituisce pienamente l'etimo greco che la significa, è in realtà la figlia bastarda di una delle culture più sanguinolente della storia dell'umanità, cioè la nostra? Persino quando non c'erano guerre, persecuzioni, deportazioni, genocidi, autodafé e quant'altro... il capitale nasceva "grondando sangue"... siamo riusciti a uccidere in tempo di pace come, se non più, che in tempo di guerra. Ci rendiamo quindi conto di quanto sia figlia bastarda, bastarda perché, laddove si è realmente sviluppata, lo è stato NONOSTANTE i cosiddetti primo, secondo e terzo stato, quelli che si è soliti studiare nei libri di storia della filosofia, dell'arte, del diritto, della scienza ecc. e GRAZIE SOLTANTO alla vittoria temporanea delle lotte operaie e contadine, delle rivoluzioni socialistiche, e di tutti i soggetti coinvolti, dai partiti, dai sindacati e dalle cooperative ai partigiani e alle milizie popolari? OLTRE CHE IL MAI TANTO CONSIDERATO SPAURACCHIO SOVIETICO? Una certa visione positivistica del mondo ci ha annebbiato la capacità critica di cogliere tutto questo: diceva ai quattro venti che andavamo tutti spediti verso il progresso... come no? Ci rendiamo conto di come la vera democrazia, il potere al popolo, sia stata un'anomalia, una parentesi in un momento di debolezza del capitale, perché per la prima volta si trovò una controparte organizzata, unita, e cosciente di ciò che voleva? Soprattutto, ci rendiamo conto che tale esperienza, in occidente, è morta e sepolta da un pezzo?

Paolo Selmi ha detto...

Ancora, una persona un tempo a me familiare, un ex-cittadino sovietico immigrato in Italia, mi parlava in tempi non sospetti - più di dieci anni fa - di quando andava a Damasco in missione, di come avesse dimenticato per strada un sacchetto e lo avesse ritrovato intatto tempo dopo, e di come si fosse meravigliato del livello di onestà e civiltà di quel popolo. Cristiani maroniti e di altra confessione convivevano pacificamente con sunniti e sciiti. Etnie diverse convivevano parimenti in pace. Ora, al netto di tutti i difetti, noti e stranoti, del cosiddetto "socialismo arabo", non posso certo dire che fosse un quadro idilliaco ma, altrettanto onestamente, visto lo scempio attuale mi sembra di parlare di età dell'oro. Ci sono milioni di famiglie sfollate che dei nostri "né, né" non se ne fanno nulla. L'opposizione moderata ad Assad non esiste, ha avuto tempo fino a settembre dello scorso anno, inizio dell'iniziativa russa, di formarsi, nonché soldi e risorse, già da prima della guerra civile del 2011, in verità, e con quale risultato? niente, neppure un minimo paravento dietro cui nascondere le malefatte di Daesh e Al Nusra. Personalismi, meschinità e miserie hanno impedito ai vari "cavalli di razza" etero-scelti ed etero-diretti, alle cosiddette "facce presentabili", da salotto, di rappresentare un'alternativa concreta ad Assad. In questo gli unici che hanno un interesse nazionale, che hanno un'idea unitaria del dopo-guerra, e che grazie alla credibilità conquistata sul campo e crescente anche nelle zone un tempo ribelli hanno goduto di un sostegno popolare inaspettato (con profondo scorno da parte di turchi, sauditi, israeliani e yankee), sono stati gli uomini del partito di Assad. Ce ne vogliamo fare una ragione? Vogliamo finalmente capire che qualsiasi via minimamente democratica non può che essere storicamente ENDOGENA, organica alla cultura e alla società di appartenenza, e che la nostra "ingerenza umanitaria" non convince ormai più nessuno e puzza in realtà di colonialismo e imperialismo più di quanto lo facessero le guerre dei secoli scorsi? In altre parole, vogliamo renderci conto che, domani, dopodomani, fra un anno, dieci o mai, dovranno essere solo i popoli nazionali e loro soltanto a sbarazzarsi dei vari signori che li governano? che alla base di una rivoluzione nazionale autenticamente autoctona ci sono processi culturali e sociali lunghi, maturazioni che durano anni o decenni? E che il risultato finale di tali trasformazioni sarà SEMPRE diverso da quello atteso, anche nel caso di avanguardie rivoluzionarie e future classi dirigenti storicamente formatesi in Occidente, proprio perché parliamo di culture completamente diverse dalla nostra e - pertanto - foriere di recepire nozioni, idee, ideologie adattandole a un substrato preesistente? e che, infine, il risultato di tale "selezione e adattamento" è, a volte, completamente irriconoscibile rispetto al dato di partenza appreso meccanicamente in Occidente?

Paolo Selmi ha detto...

Qui non siamo al semplice - ma che ancora qualcuno fatica a capire! - "il marxismo non è un dogma, ma una guida per l'azione": qui siamo al fatto che TUTTO, ma proprio tutto ciò che rappresenta la materia costitutiva del pensiero occidentale e dell'esperienza culturale storicamente accumulata nel corso di poco più di due millenni, nel momento in cui esce ed è "tradotto" verso una cultura completamente diversa, anch'essa depositaria di un sapere consolidato, è purtroppo, inevitabilmente, "tradito". "Cristo si è fermato a Eboli", titolava un certo Carlo Levi: e siamo Italia su Italia per una presenza sul territorio, quella cristiana, ultramillenaria. Che dire di processi culturali che qualcuno vorrebbe traslati così, con uno schiocco di dita, e si incazza pure se "questi stupidi non capiscono"? Invece, prima capiamo noi, anime belle dell'occidente, questo e prima capiremo perché certe cose, come il toyotismo, non hanno mai attecchito in italia e altre, come una certa idea di democrazia rappresentativa parlamentare liberal-borghese, non attecchiranno mai in altri paesi, se non come farsa (forse, però, essendo diventata ormai anche da noi una farsa, riusciremo a farla attecchire meglio!).

Un grazie ancora a entrambi per lo scambio esemplare.
Paolo Selmi

Anonimo ha detto...

Un sistema globale formato da delinquenti, assassini, opportunisti, criminali, prostitute, siamo al peggio del peggio, siamo alla frutta, anzi, siamo al conto finale. Una terza guerra mondiale, a suon di bombe atomiche è oramai inevitabile. Non è questione di se, ma di quando. L'hanno già preventivata nei loro piani diabolici ed osceni di olocausto nucleare. La stele di Atlanta parla chiaro,solo 500 milioni di abitanti sul pianeta, questo è il lurido obiettivo delle élites .Ma questi non sono definibili élite, sono la feccia più disgustosa ed inqualificabile dell'umanità, dei veri porci. L'Italia è solo una miserabile colonia in mano ad approfittatori, ladri, incapaci, ruffiani, ipocriti, meretrici e disgustosi leccatori di fondello. Siamo un paese da vomito. Senza speranza. A meno che non si torni ad una vera e propria rivoluzione, come quella francese, ma questo non accadrà proprio, dati gli strumenti di controllo mentale a disposizione del sistema, quindi, a mio avviso, assolutamente nulla potrà cambierà in meglio.
Il potere massonico domina sempre più incontrastato e nessuno sarà MAI in grado di fermare questi maledetti stupratori.E' la fine, hanno vinto loro. Amen.

sergio falcone ha detto...

Con tutto il rispetto,... una bella lotta tra tutt'e due.

...Yippie!

https://youtu.be/s7V1_6K-aFw