venerdì 11 marzo 2016

A Roma in quattro gatti per Berta Caceres, con dietro i milioni coscienti del mondo

s://youtu.be/ZZOPoMVeJrA

Questo è il link per una mia intervista fatta in occasione del presidio per Berta Caceres a Roma, il 10 marzo, a Piazza SS Apostoli.

Il 10 marzo, a Roma, in Piazza SS Apostoli, un gruppo di persone ha commemorato una grande combattente, caduta assassinata dai sicari delle multinazionali e dal regime installatosi dopo il colpo di Stato dei militari organizzato dagli Usa nel 2009, per rimuovere un presidente, Manuel Zelaya, che aveva tentato di sottrarre Honduras al controllo imperialista e alle grinfie dei saccheggiatori nazionali ed esteri dell'ambiente e delle comunità indigene e popolari. Berta Caceres, un'indigena Lenca, femminista, rivoluzionaria, fondatrice e coordinatrice del COPINH, organizzazione di indigeni e masse popolari contro il capitalismo, il razzismo e l'imperialismo, dal momento del golpe ha guidato la resistenza di popolo contro i golpisti e contro i loro successori narcotrafficanti che hanno svenduto il paese agli interessi nordamericani e, con una repressione sanguinaria, hanno fatto dell'Honduras il paese dove si muore ammazzati di più nel mondo. Berta è stata uccisa a casa sua, a La Esperanza, in terra Lenca. nella notte tra il 3 il 4 marzo 2016.A ricordarla non c'era, nonostante l'ampia diffusione data all'evento e l'enorme importanza politica che la tragedia honduregna riveste per l'America Latina e il mondo, l'ombra del movimento pacifista, anti-guerra, antimperialista. Nè sindacati, nè Arci, nè Don Ciotti, nè altri preti, nè nonviolenti, nè donne in nero, nè Tavola della Pace. Non ne abbiamo sentito la mancanza. In America Latina, nel Sud del Mondo, tra le persone coscienti, milioni hanno ricevuto da Berta coraggio e fiducia e le hanno tributato la loro riconoscenza.  

7 commenti:

rossoallosso ha detto...

A mio parere hai fatto bene a denunciare gli assenti poichè questi non hanno nessun interesse a difendere le ragioni di una donna semplice e genuina come lo può essere una qualsiasi madre non esiste business nel far questo sarebbe lotta di classe autentica e non quella al contrario

Pier Luna ha detto...

A favore dei golpisti fascisti e sanguinari, che poi deterniarono le condizioni per l'uccisione di Berta, si schierò anche il potente cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, un salesiano presidente della Caritas internazionale incluso da Bergoglio fra i consulenti per la riforma della Chiesa. Domanda, ma quando il papa parla di lotta alla povertà, e dell'aiuto ai Paesi meno sviluppati si rende conto della mostruosa contradizione tra il dire e il fare nell'ambito della sua chiesa?.

Anonimo ha detto...

Onore a Berta Cáceres.

Anonimo ha detto...

Da segnalare il silenzio assordante dell"informazione"nostrana.Ovviamente la cosa non stupisce.Cosi',tanto per fare un confronto,qualcuno si ricorda il martellamento sull'omicidio della Politoskaja ?
Luca

alex1 ha detto...

Ucciso un altro leader ambientalista in Honduras, Nelson Garcia. Il "Manifesto" ne parla dicendo "Garcia è stato ammazzato dieci minuti dopo un attacco della polizia contro i contadini indigeni che difendono i loro territori ancestrali dalle rapine delle grandi multinazionali". Peccato che sulla stessa pagina ci sia la scritta "Verità per Giulio Regeni" di Amnesty international. Quasi ad associare i due eventi e dare un aura di santità a questa discutibile organizzazione..

Anonimo ha detto...

Honduras è in guerra e nessuno informa, ogni giorno assassinano uomini donne e bambini senza discrimanazione per poi gettarli dentro dei sacchi come spazzatura, l'assassinio di Berta Càceres è soltanto uno in più ma il mondo preferisce ignorare tutto senza renderse conto che quel male prima o poi arriverà nel loro paese. L'Honduras purtroppo è gobernata di narcotraficanti e delinquenti travestiti da politici. Il popolo vive represso dalla polizia e i militari ma i paesi sviluppati continuano a darli da mangiare a questi trogloditi e le transnazionali approfittano per fare business in un paese senza leggi.

Anonimo ha detto...

Honduras Junio 05, 2016 #ULTIMAHORA: ASESINAN A OTRO INDÍGENA TOLUPÁN: Esta tarde, hace algunas horas, fue asesinado de varios disparos, el indígena Tolupan Rufino Alexis Bulnes Mejía. Alexis Bulnes era miembro de la tribu tolupana La Candelaria, y fue un activo luchador en defensa de las tierras en contra de las maniobras por parte del INA. Su cuerpo está en poder de la policía de Morazán, quienes aseguraron lo trasladarán a la morgue de San Pedro Sula. El pueblo Tolupán ha vivido y vive en una constante conflictividad y este es un asesinato que se suman a los otros cometidos en contra de compañeros y compañeras conocidas luchadoras de la zona, de los cuales existen pruebas fehacientes que provienen de los empresarios que mantienen el saqueo de bienes naturales en la zona. Repudiamos el asesinato de Alexis Bulnes y exigimos justicia para él y para todas las víctimas de esta ola de violencia en contra de defensores y defensoras de la madre tierra.

#Denunciar.