martedì 5 aprile 2016

ERITREA VERA, ERITREA LIBERA

 
Questo è il link del mio intervento al Congresso 2016 dell'YPFDJ eritreo.

Ho avuto il privilegio e l'onore di essere invitato al congresso 2016 dell'YPFDJ, i giovani eritrei del Fronte per la Democrazia e la Giustizia, svoltosi a Montesilvano (Pescara) alla fine di marzo. Tra le mie esperienze di inviato di guerra spiccano quelle - frequentate da pochissimi giornalisti per lo scontato motivo dell'isolamento strumentale dell'Eritrea libera, rotto soltanto da campagne di falsità e diffamazioni - accanto al movimento di liberazione dell'ex-colonia italiana, poi britannica, poi etiopica. Qui ascoltate il saluto che mi è stato chiesto di portare a 450 delegati dell'YPFDJ, venuti da tutta Europa e dalle Americhe, riuniti per sostenere la rivoluzione del loro paese e diffonderne la verità contro tutte le menzogne e le cospirazioni dei neocolonialisti che dell'Eritrea non tollerano l'esempio e il contagio di nazione multietnica, multiconfessionale, indipendente, antimperialista. Un esempio e una speranza per tutti i popoli del mondo amanti della libertà.

Dopo aver resistito al colonialismo italiano, poi a quello britannico, poi a quello genocida etiopico (con il sanguinario imperatore schiavista Haile Selassié e l'altrettanto sanguinario dittatore "comunista" Menghistu), una lotta armata durissima di ben trent'anni, dal 1961 al 1991, contro forze sistematicamente soverchianti e sostenute dalle grandi potenze, è riuscita a trionfare, a cacciare dal paese gli occupanti, a conquistare libertà e indipendenza. Un successo che, come nel caso di altri popoli liberatisi del colonialismo, Iraq, Siria, Libia, non è mai stato perdonato  dagli antichi padroni coloniali ai quali si sono poi aggiunti quelli nuovi dell'imperialismo. 
Alle scandalose sanzioni che l'ONU, braccio "umanitario" dell'imperialismo, ha inflitto all'Eritrea per non essersi piegata questa nazione alle logiche e alle imposizioni del neocolonialismo e aver scelto una propria strada per il progresso, la giustizia sociale, lo sviluppo, si sono presto affiancate le campagne di menzogne e diffamazioni che le potenze occidentali ordinano a una stampa complice e servile nei confronti di popoli e direzioni politiche disobbedienti. Mentre si dà voce e smisurato risalto a chi emigra dall'Eritrea per le inevitabili difficoltà economiche determinate dalle sanzioni e dall'assedio (anche bellico: due guerre d'aggressioni etiopiche, su mandato Nato) e, ricattato dall'asilo politico e dalla possibilità di sopravvivenza, dichiara quanto i nemici del suo paese vogliono sentirsi dire, censura totale chiude la bocca ai milioni di eritrei che sostengono la loro patria e la sua leadership.

Ci sarà modo, molto presto, di svergognare chi specula sulle difficoltà di persone che non sono che le vittime della persecuzione inflitta al loro paese dai soliti noti. L'Eritrea è un paese piccolo e senza grandi risorse. Ma è grandissimo di orgoglio e volontà. Ce l'ha fatta a vincere una guerra di liberazione durata trent'anni e a restare libero per il quarto di secolo successivo. Quest'anno celebra le nozze d'argento con la libertà. C'è motivo perchè tutto il mondo festeggi 

This is the link for the salute I had the pleasure to deliver to the YPFDJ Conference. And the following is the statement I circulated to the press and my contacts
I was given the privilege and the honour to be invited to the 2016 Conference of the YPFDJ, the young Eritreans of the Front for Democracy and Justice, that took place near Pescara at the end of last March. Among my experiences as a war correspondent, I assign particular relevance to those that saw me together and on the side of the Eritrean Liberation Movement in struggle against coolonialism. This struggle was followed by very few journalists and media, due to the historical  prejudice against the country and its liberation movement which led to its isolation and diffamation. Very few media and individual journalist have tried to oppose the campaign of falsities and deformations that sistematically are being launched against the country and its leadership. This can be explained by the resentment and frustration caused to colonialist revanchists by the fact the Eritrea mantains its traditional course of a multiethnical, multireligious, independent, selfreliant and antimperialist country. An example and a hope for all  freedom-loving peoples of the world.


9 commenti:

Anonimo ha detto...

Perché il Governo Renzi improvvisamente sembra essere sotto attacco della Cupola. Il Ministro Guidi era colei che si trovava in Egitto, quando hanno ucciso Regeni, per firmare importanti accordi economici, a cui abbiamo rinunciato, sostituendo quella politica da paese autonomo con una serie di atti ed affermazioni da far invidia a tafazzi. Cosa lega la gogna mediatica-sentimental-giudiziaria della Guidi all'imprimatur di Salvini in Israele?


Ludovico

rossoallosso ha detto...

Fulvio vergognati hai arringato una platea di terroristi potenziali Kamikaze li riconosco dal colore della pelle

Fulvio Grimaldi ha detto...

rossoallosso@ finalmente qualcuno spiritoso!

yohanns ha detto...

Grazie Fulvio, non solo perché sono eritreo... soprattutto perché sono antiimperialista e ritengo che gli antimperialisti "sinceri" dovrebbero essere felici che gli eritrei ancora resistano...E' bello sentire una voce "realmente" di controinformazione alle ipnoinformazioni di "Repubblica-Esresso" "Manifesto" e gli altri giornali del regime imperialista dominante

HILLAS WALLACE ha detto...

@rossofinotosso
Ero presente alla Conferenza e la testimonianza del compagnero Fulvio ci ha arricchito l'evento, così pure la presenza di altri Lettori e Dottori di diverse discipline. Dispiace molto la sua fretta nel etichettarci "kamikaze" senza conoscerci prima, pazienza, ma le assicuro che non siamo persone che si affrettano a dare degli attributi senza prima conoscere..Se il suo problema fosse disinformazione, come spesso oggi la maggior parte dei popoli soffrono per la potenza della propaganda dell'impero, le consiglio un giornale on-line del compagno Michel Collon, http://www.investigaction.net/
scritta in cinque lingue, tra cui anche l'italiano, è molto istruttivo e internazionale.
Infine se può aiutare alla spiegazione generale, Noi piuttosto siamo come diceva Gaber sulla sua canzone intitolata: Qualcuno è Comunista, Quelli che stanno bene solo se anche gli Altri stanno bene, dunque completamente opposti ai concetti dell'impero. Ci allungheremmo troppo se inziassi a parlare di evidenze e del come, le dico solo di informarsi e/o fare ricerca.

un compagno eritreo ha detto...

Intervista: congresso Eritreo
Fulvio Grimaldi, non riesco capire perche' un noto giornalista come lei possa rilasciare un'intervista "bugiarda" come ha fatto lei. Mi e' diffiocile comprendere come si possa mentire su quella triste realta, di quei poveri Eritrei terrorizzati sino al punto di fuggire rischiando altrettante sofferenze durante il traggito sino al punto di morire annegati nel Mediteraneo, Ripeto come si fa' ad esaltare il regime attuale sulla pelle di quei poveri innocenti. Mi creda, non riesco a focalizzare, sono per caso: interessi personali, oppure. Si e'rincoglionito inconsapevolmente come si cambia nella vita, noi ci siamo conosciuti tanti anni fa conservando di lei un bel ricordo di stima purtroppo leggendo l'ultima parte della sua intervista mi sono cadute letteralmente le braccia. Peccato!! La verro' a trovare quando avro' un po' di tempo libero e davanti ad un bicchiere di prosecco mi spieghera' sperando che nel fratempo le cose cambieranno in meglio nel mio bel paese!! Cordialita'

Fulvio Grimaldi ha detto...

Compagno eritreo, ovviamente anonimo. Chissà perchè.
Sono appena tornato da una lunga permanenza in Eritrea e ritengo che tutti, ma proprio tutti, i regimi occidentali, dietro ai quali lei si nasconde, siano più dispotici, dittatoriali, ingiusti nei confronti dei loro popoli, falsi e bugiardi, di quello eritreo. Per dire, non ho visto un soldato, un poliziotto per le strade eritree da Massaua a Tesseney, mentre qui sono minacciato da robocop armati a ogni angolo. Ho parlato liberamente con chiunque. Popolo povero, perseguitato, sanzionato, ma libero e felice che va per la strada scelta, senza obbedire a nessuno, tanto meno agli etiopici fantocci dell'imperialismo. Ce ne fossero.

Anonimo ha detto...

Grazie per la sua risposta, parziale e di parte. Nel messaggio precedente, lo avevo contradetto perche'le sue dichiarazioni, erano e sono non congrue con la realta' attuale. Lei invece,di rispondere alle mie leggittime perplessita', continua a sostenere, che l'Ertitrea e' un paese democratico e libero, ben diverso da un Occidente, fascista dispotico, corrotto, buggiardo etc etc.
Nonostante, non sia d'accordo, non mi interessa risponderle di questa ennesima bugia nei confronti dell'Occidente, tantomeno dell'Etiopia che lei nella sua risposta ha tirato in ballo, mi interessa, soltanto argomenti, che riguardano escusivamente il mio paese. Mi fa tanto piacere,"beato lei" apprendere, che lei sia stato in Eritrea, beato lei, spero si sia stato bene!! Tuttavia, non riuscendo a farne una ragione, le chiedo, come mai la gente non riesce piu'a vivere con fiducia, per l'eccessivo terrore e tanta miseria, al punto di fuggire rischiando tutto, inoltre, perche' quando il mio popolo chiede alcuni diritti liberali, fondamentali, viene messo al GABBIO come si dice a Roma o addirittura presi a fucilate come e' successo non molto tempo fa' la ringrazio anticipatamente. Al prossimo prossechino!! Cordialita'

Fulvio Grimaldi ha detto...

Anonimo@
Le rispondo, per quanto si tratti di ripetizioni, solo per dirle che se vorrà leggere qualcosa sull'Eritrea che non sia frutto della propaganda etiopico-imperialista tesa a distruggere un paese indipendente e che non obbedisce, propaganda di cui lei è o complice o succube, dia un'occhiata al mio prossimo articolo.
Non bevo prosecchini, intontiscono e fanno credere alle bufale.