venerdì 21 aprile 2017

25 APRILE: INCOMPATIBILITA': vecchi e nuovi partigiani, vecchi e nuovi nazisti


"Dicono che il silenzio sia la voce della complicità. Ma il silenzio è impossibile. Il silenzio urla. Il silenzio è un messaggio, come il fare niente è un atto. Lasciate che chi siete si manifesti e risuoni in ogni parola, in ogni azione. Diventate quelli che siete. Ciò che fate è ciò che siete. Siete la vostra stessasalvezza. Diventate il vostro stesso messaggio. Siete il messaggio. Nello spirito di Cavallo Pazzo" (Leonard Peletier, prigioniero politico negli Usa)



INCOMPATIBILITA' TRA COMUNITA' EBRAICA E PD ROMANO E IL 25 APRILE DELLA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO. A MILANO il sindaco Sala, emerso dal pozzo nero dell'Expo, e un'ANPI milanese sclerotizzata e consociativa, proibiscono la partecipazione alla manifestazione dell'organizzazione BDS (Boicottaggio, Disinvestimeno, Sanzioni) che si oppone all'occupazione e allo sfruttamento della Palestina.

Tutto questo non deve stupire. Le forze dell'esclusione e della censura, che siano la comunità ebraica o il Partito Democratico, è logico che sentano aliena una celebrazione della vittoria sul nazifascismo. La loro identificazione con Stati come gli Usa e Israele, o come aggregazioni oligarchiche e antidemocratiche come la UE, palesemente avviati verso forme di organizzazione della società e dei rapporti internazionali fondati sul dominio del più forte sul più debole, sulla repressione delle voci altre, sull'annientamento di ogni opposizione, con l'uso pretestuoso anche del terrorismo, sulla rapida involuzione antidemocratica verso Stati autoritari alla Erdogan e su rapporti con gli altri popoli basati su prevaricazione, aggressione, genocidio, in Israele e, più che mai, nell'Israele di un premier tanto corrotto quanto feroce e razzista, doveva logicamente portare a un esito in cui chi ricorda e perpetua la lotta contro ogni fascismo, oggi imperialismo, globalizzazione, sionismo, è considerato nemico da obliterare.

Noi, che vediamo nella lotta di liberazione antimperialista e antisionista di palestinesi, siriani, iracheni, libici, afghani, nella resistenza all'imperialismo Usa, che vorrebbe reintrodurre dittatura e schiavismo in America Latina, nell'autodeterminazione di popoli che non si piegano, come l'Eritrea, continuità, affinità e fratellanza con la lotta di liberazione antinazifascista della resistenza partigiana, riteniamo che il sabotaggio tentato nei confronti del 25 aprile sia un chiarificatore elemento di verità. E, come sappiamo, la verità è rivoluzionaria.

In questo 25 aprile non sarebbe male porre al centro della mobilitazione, nel quadro della lotta al tecnofascismo di guerra interna ed esterna, l'eroica figura del dirigente di Fatah e capo della seconda Intifada Marwan Barghuti, condannato a cinque ergastoli dagli invasori occupanti, da 15 anni in carcere, perlopiù in isolamento e che, indomito e il più amato tra i leader palestinesi, ha ora innescato, con il suo, lo "sciopero della fame per la dignità e la libertà" di mille detenuti politici palestinesi. Una risposta all'incessante escalation della brutalità repressiva israeliana, agli utili idioti e amici del giaguaro nel mondo che si fanno ricattare da Israele e dalla sua lobby, spesso attraverso la speculazione sulle vittime della Shoah, e alla pavidità di una dirigenza palestinese rinnegata, corrotta e collaborazionista.

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A seguire comunicati.

Il rifiuto del PD e degli ebrei romani (immagino non tutti) di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile in quanto tale e alla manifestazione che include le organizzazioni di sostegno al popolo palestinese

Il prossimo 25 aprile la comunità ebraica romana, spalleggiata ufficialmente dal PD, boicotterà il corteo per il 25 aprile non tollerando la presenza dei Palestinesi e delle organizzazioni che sostengono la resistenza palestinese.

A Milano il sindaco Sala, istigato dai gruppi sionisti, incredibilmente "vieta" la partecipazione al corteo del movimento BDS che promuove il boicottaggio di Israele per le sue politiche di apartheid contro i Palestinesi


Di seguito il comunicato del Comitato "Con la Palestina nel Cuore", con preghiera a tutti di massima diffusione:

"Oggetto: 25 Aprile - Solidarietà all'ANPI Roma e al suo Presidente.

Considerato lo strumentale attacco da parte della Comunità Ebraica e la non adesione del PD al corteo indetto dall'Anpi Roma per l'anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo.

Visto che l'Anpi e le nostre organizzazioni non hanno mai negato alla comunità ebraica e tanto meno alla "Brigata Ebraica" di partecipare all'evento.

Ci preme sottolineare che il 25 Aprile 2014, diversamente da quanto dichiarato dalla rappresentante della "Comunità Ebraica", fu il nostro spezzone e la comunità palestinese a essere unilateralmente aggredita da un gruppo di sionisti.

Nel ribadire la nostra fraterna solidarietà all'Anpi e a tutti i partigiani, rilanciamo l'appello a tutti i sinceri antifascisti, antirazzisti, antisionisti, a tutte le resistenze internazionali e metropolitane, alla partecipazione al corteo del 25 Aprile 2017 ore 9,00 Piazzale Caduti della Montagnola.


Ora e sempre resistenza!"

5 commenti:

rossoallosso ha detto...

'sti fetenti sono inciampati nelle loro stesse pietre

alex1 ha detto...

Oltre ad augurare che ci sia a Roma una partecipazione degli esponenti ebrei in contrasto con la linea sionista della "comunita' ebraica", e che la manifestazione sia decisamente partecipata e sentita, consiglierei ai servizi d'ordine di fare molta attenzione alla presenza di infiltrati che potrebbero sabotare la partecipazione e dare motivo alle forze dell'ordine per caricare il corteo.
Comunque, ben vengano queste defezioni, servono a far capire chi si schiera da un lato e chi dall'altro. Ed anche quelli un po' piu' ingenui potranno capire da che parte si schierano i "democratically correct" occidentalisti ed i "giusti", gli "eletti" che si atteggiano ad "eterne vittime di persecuzioni" a prescindere.

alex1 ha detto...

Sara' che leggo spesso la prima pagina del Corriere della Sera e mi sembra ormai di trovare incongruenze che evidentemente i redattori non ritengono piu' tali.
Secondo questo articolo che parla di un intervista ad un agente speciale antiterrorismo francese, i robocop francesi si lamenterebbero perche' non si sentirebbero "tutelati". E' banale sottolineare che quesi signori armati fino ai denti sono ben pagati per difendere la collettivita', mentre questo intervistto fa la vittima di giudici e della popolazione delle banlieu nonostante abbiano ampie licenze nell'agire? Chi lo dovrebbe tutelare?
http://www.corriere.it/esteri/17_aprile_21/attentato-parigi-protesta-agenti-nessuno-ci-tutela-dbad9f82-26c2-11e7-b6b1-a150ed5c16fd.shtml
Sono populista e qualunquista a sottolineare questo, mentre in Siria c'e' chi perde la vita contro gli stessi, ben piu' armati, praticamente gratis? Forse si, ma fatemi sapere...

Fulvio Grimaldi ha detto...

Alex1@
Viva i populisti, Alex, visto che tali vengono chiamati da tutti quelli che sono l'assetto, il sistema e la composizione dei nostri killer.

Anonimo ha detto...

Gli "assassionisti", non si smentiscono mai. Malefiche gelatine velenose.


Max