venerdì 5 maggio 2017

SOROS A ROMA: SALVATE L'OPERAZIONE MIGRANTI ! - SIRIA, NON NORDCOREA, DELENDA EST


L’arma di migrazione di massa
La preoccupazione deve essere tanto forte, rasentando il panico, quanto è sporca l’operazione, se George Soros, da mezzo secolo grande stragista sociale, si è precipitato da colui che falsamente presume nostro presidente del consiglio (ma avrà incontrato anche quello effettivo). In ballo era l’urgenza di applicare una sutura veloce e conclusiva allo squarcio aperto nel corpo del reato dal benemerito procuratore di Catania,  Zuccaro, dai suoi emuli a Trapani e dall’altrettanto benemerito M5S, con il sostegno strumentale, non qualificante, ma utile, di qualche elemento politico e mediatico spurio. Uno squarcio che rischia di mandare in vacca l’intero gigantesco impegno profuso dal principe delle guerre per regime change nella destabilizzazione dell’Europa mediterranea e nella distruzione dei paesi da cui originano le migrazioni di massa.

Naturalmente è grazie a correttezza e trasparenza democratica che il conte Gentiloni, facente funzione apparente di premier, ha tenuto rigorosamente nascosto questo incontro, occorso senza preavviso e dettato dall’emergenza “taxi del Mediterraneo”. Avrebbe dovuto spiegare a parlamento e popolo in quale veste un capo di governo incontra un cittadino, sì, qualunque, ma anche l’assassino, negli anni ’90, della nostra valuta (da sostituire con il tumore dell’Euro), con relativa svalutazione del 30%, la perdita di 40 miliardi di dollari e la conseguente svendita a prezzo di saldi dell’apparato produttivo della settima nazione industriale del mondo. Un soggetto, dunque, da chiamare subito i carabinieri e far rinchiudere in attesa di sentenza di fine pena mai.

Il premier zuzzurellone non ha riferito una cippa né al parlamento, né ai media, né alla moglie. La notizia la dobbiamo alla foto e al lancio di un’occhiuta agenzia. Cosa il  comparione e il compariuccio si siano detti non risulterà né nelle cronache, né negli annali,
ma noi lo sappiamo perfettamente. “Allontana da me questo calice”, ha esclamato, tra l’impositivo e il supplicante, la testa della piovra, “salva i miei tentacoli a mare, blocca l’inchiesta”. Più o meno così. E Gentiloni: “Stai tranquillo, abbiamo già mosso le nostre pedine, a partire dai solidali istituzionali Boldrini, e Grasso, dagli amici magistrati, comandanti, capitani, a passare dal correo etilico Juncker  e dalla cosca di Bruxelles,  e a finire con la bassa forza umanitarista  politico-mediatica. Quella dei Formigli, Saviano, Fratoianni, Zoro (“Gazebo”), Manconi (che, sul “manifesto” complice vomita oscenità su Zuccaro), Bonino, tutta la lobby talmudista, correligionaria di Soros, con  Furio Colombo in testa” (avreste dovuto vedere quest’ultimo, paonazzo, occhi di fuori, bava alla bocca, al limite dell’’ischemia, che sbraitava nella “Gabbia” di Paragone contro chi lì, secondo lui,  attaccando le ONG marinare si faceva promotore di interminabili ecatombi marine.

Grecizzare l’Italia e tutto il Sud

E’ forsennata e disperata la virulenza di questa storica armata dello speculatore ungherese, attivata in difesa della decina di Ong che, a vele, radar, droni, transponder ed equipaggi spiegati, su navi da 11mila euro di costo al giorno, battenti spesso bandiere di comodo, o, addirittura, di paradisi fiscali (il che dice molto), quali finanziate direttamente da Soros (e basterebbe questo), quali munificate da altre fonti, ma tutte in sintonia con il progetto mondialista sorosiano che implica il disfacimento di nazioni, tranne delle due o tre che fungono da arma sul campo dei banchieri globalizzanti. E’ l’inviperita reazione del rettile cui si sia pestata la coda. E’ che non si tratta solo di pizza e fichi, del business con soci trafficanti sulla quarta sponda e soci accoglienti a casa nostra. Qui è in ballo un progetto di portata epocale: la reductio ad unum del potere e del governo su quanto verrà lasciato campare, in schiavitù più o meno riconosciuta, sul globo terracqueo.

Svuotare i granai, riempire gli arsenali e le Ong
Svuotare i granai e riempire gli arsenali (parafrasando a rovescio il buon Pertini) è il meccanismo al quale gli ammiragli e i mozzi di Soros sono addetti nella sua fase intermedia. Quella della presa in consegna di bibliche popolazioni in fuga da terre rubate, spogliate e devastate dai similsoros delle potenze occidentali, del loro trasbordo nelle terre a perdere dell’Europa e dalla loro consegna a caporali e sfruttatori sotto comando di altri similsoros..In paesi sottomessi e con le pezze al culo, come il nostro, consegnato dai similsoros in alto alle cure terminali di cerusici, saltimbanchi e fattucchiere, non deve muoversi foglia che Soros non voglia. Il conticino Gentiloni ha battuto i tacchi, il ghigno dello stragista globale lo vedete nella foto. Ora si tratta di vedere se il procuratore Zuccaro di Catania terrà duro, se non gli troveranno addosso calzini celesti, se non se ne occuperà chi di magistrati impertinenti in Sicilia solitamente si occupa, se l’intelligenza politica dei 5 Stelle saprà prevalere sui tentacoli dell’orco talmudista ungherese. Un’intelligenza implicitamente riconosciutagli dal New York Times, propagandista di tutte le malefatte di Soros, come del Pentagono e di Big Pharma,, quando li ha anatemizzati per aver espresso sui vaccini i dubbi che avvelenatori globali come i farmaceutici meritano ogni volta che battono le palpebre.

In tale evenienza gli ipocriti che lacrimano sulle guerre, le miserie, le disperazioni e gli annegamenti, che i loro mandanti provocano organizzando povertà, desertificazione, spopolamenti, trafficanti, scafisti di carrette a galla per 2 miglia, pirati umanitari, caporali, Buzzi e Carminati, si troveranno a corto di lacrime. Meno Ong, meno morti in terra e in mare. E non veniteci a parlare di “Medici senza Frontiere”, o di “Save the Children”. Che andrebbero salvati perché buoni. Come dire, buttarne qualcuna per salvare le più grosse. Chi non si ricorda di questi animatori e utilizzatori finali di tagliagole ai tempi di Libia e Siria? Quelli che “bisogna liberarsi di Gheddafi perché rimpinza di Viagra i suoi soldati per farli stuprare meglio donne e bambini”. Quelli che, fianco a fianco con i noti “Elmetti Bianchi”,  “Assad ci bombarda gli ospedali e ammazza bambini”. E poi quegli ospedali non c’erano, o erano intatti.

A sconfiggere l’arma di migrazione di massa si fa il bene dell’umanità in tutti gli emisferi.

Nordcorea, arma di distrazione di massa


A tentare previsioni strategiche si rischia di rovinarsi la reputazione. Ma voglio rischiare. Credo che tutta la sarabanda trumpiana sulla Corea del Nord non preluda per niente, né oggi, né domani, a un attacco, magari nucleare, a quel paese. Serve a due cose. Primo, a giustificare l’installazione in Corea del Sud  del THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), detto “scudo missilistico anti-nordcoreano”, ma in effetti sistema da primo colpo nucleare contro la Cina. E, secondo, da diversivo rispetto all’invasione della Siria che il concentramento di truppe giordane e americane sembra minacciare e di cui nessuno parla.

L’iniziativa, che vedrebbe aumentare l’attuale numero di effettivi militari Usa in Siria dai mille che operano in congiunzione con il mercenariato curdo nel nordest e si apprestano a far sloggiare l’Isis da Raqqa, a ben più di 2.500, sembrerebbe una risposta al piano elaborato ad Astana, Kazakistan, da russi, turchi e iraniani, con il netto dissenso dei ribelli moderati invitati alla riunione. Dall’ennesimo incontro kazako dei tre paesi impegnati a trovare una qualche sistemazione al conflitto, è uscito un memorandum. Prevede la creazione di quattro enclavi in Siria che i russi e iraniani chiamano “aree di riduzione del conflitto (“de-escalation zones”), ma che per i turchi mantengono la vecchia denominazione di “aree di sicurezza” (“safe zones”). Quelle vagheggiatre da Erdogan fin dall’inizio dell’aggressione. La collocazione e delimitazione  di queste zone non è molto chiara: provincia di Idlib, parti delle provincie di Latakia, Homs e Aleppo, Est Ghouta, a oriente di Damasco, e provincie meridionali di Daraa e Quneitra.

Quattro “aree di sicurezza”, quattro pezzi di una Siria da frantumare
Cosa ne viene al popolo siriano che, per bocca del suo presidente, rivendica fin dal primo giorno la liberazione di ogni pollice del territorio nazionale occupato dai nemici? Ne verrebbe questa situazione: Una larga area a nordest occupata, con il concorso  e sotto la guida Usa, dai curdi dell’YPG, comprendente vasti territori arabi su cui i curdi hanno operato pulizia etnica. L’area di nord ovest, attorno a Idlib, occupata dai turchi insieme ai presunti surrogati “moderati” dell’Esercito Libero Siriano. Sacche frammentate sotto controllo Isis e Al Qaida (Al Nusra., ecc.) nell’ovest sotto il Golan e nel Sud attorno a Daraa, che però dalle forze lealiste stanno venendo riprese giorno dopo giorno, a dispetto della fattiva protezione israeliana.

I russi avevano già avanzato, tempo fa, una proposta di nuovo costituzione siriana. Federale. Ovviamente subito respinta da Damasco, perché vista come preludio alla spartizione che il sionimperialismo progetta da decenni. Ora Mosca ci riprova, stavolta, ahinoi, con l’apparente – e, forse, forzato - consenso del governo di Assad. Le quattro aree di “riduzione del conflitto” in parte si sovrappongono a quelle sottratte con la forza militare jihadista, turca, americano-curda. Dovrebbero materializzarsi ai primi di giugno e ne sarebbero “garanti” i tre paesi che le hanno inventate ad Astana, con però l’invito ad altri di associarsi. I garanti si impegnerebbero a far terminare ogni attività bellica. Con quanta adesione delle varie e, in parte incontrollabili, bande jihadiste è da vedere.

Da vedere resta anche se la progettata invasione di truppe Usa e giordane dal Sud del paese si inserisce nel quadro tracciato da russi, turchi e iraniani ad Astana, o se si tratta di mossa finalizzata a impedire che russi e iraniani possano mantenere voce in capitolo sul futuro della Siria.In ogni caso si tratta di sviluppi tutti non solo sospetti, ma fortemente negativi per chi contava sulla difesa ad oltranza dell’integrità e sovranità della Siria. Puzza maledettamente di prodromo alla spartizione del paese in varie parti e sotto diversi controlli: qualcosa ai curdi, qualcosa ai turchi, una fetta alla Giordania, protettorati israelo-americani, una ridotta lasciata agli sciti e ad Assad. Una situazione ingovernabile, foriera di interminabili contese. L’ideale per Israele, Golfo e Occidente. In ogni caso è garantito il lungamente vagheggiato oleodotto Qatar-Mediterraneo che Damasco aveva rifiutato preferendogli quello dall’Iran.



Peggio non poteva andare a un popolo che si è battuto con determinazione ed eroismo senza uguali, e soffrendo l’indicibile, per la causa più giusta del mondo. In un vertice a due Putin-Erdogan a Soci, il presidente russo ha dichiarato che le relazioni tra Turchia e Russia sono tornate ottimali. Forse ha anche pensato che il Turkstream, il gasdotto Russia-Tirchia, val bene una messa islamico-ortodossa. Preghiamo gli dei di essere smentiti.

21 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Fulvio.
Attenuanti generiche : dopo una bottiglia di bianco gelato ad alta gradazione e due caffe' sto sorseggiando una rakia serba distillata da un bravo professore di matematica ed ancorpiu' bravo distillatore.
Dopo questa premessa forse mi perdonerai la farneticante iperbole :
SIAMO SICURI CHE L'ISIS SIA MEGLIO DI MACRON ?
Macron povera stella lo nomino solo perche' e' attuale e la frase cosi' suona bene.In realta' e' l'ennesimo omino in provetta.Dopo il nosferatu soros,la donna venuta dalla DDR (forse),l'obama dalle incerte origini e biografie.Esseri nati in provetta , creature di una cupola che credo fortemente esista e pianifichi da molto tempo il dominio di un mondo cosi' oscuro che il capitalismo,la dittatura tecnofinanziaria 2.0 ho paura diventino al cospetto il Paese dei Balocchi.
Che cazzo c'entrano i ratti mercenari,drogati,malati,sponsorizzati dell'isis mi dirai ?Sai cosa c'entrano : hanno dentro di se una forza (malata),una determinazione (folle),una propensione all'estremo (criminale)sacrificio che pero' ricorda il Nichilismo,il Futurismo,i Vietcong.
In poche parole :sono pazzi,terroristi,guerriglieri,"insorti"(questa una definizione molto politicamente corretta finche' fanno gli interessi Uccidentali).Ma sono anche ,in gran parte,gente che si batte per un'IDEOLOGIA.Altrimenti non prendi una jeep carica di esplosivo e ti vai a schiantare sulle linee nemiche.Col cazzo che lo fai.Ideologia malata,folle,malvagia.Certo.per i nostri canoni.Cosi' come lo era l'ideologia dei vietcong per gli americani.Dietro di loro ci sono Turchia,Usa,Israele,Nato,Golfo ?Ok,ma col cazzo che prendi la jeep carica di esplosivo per fare un piacere al satrapo saudita.Questo golem potrebbe sfuggire di mano e potrebbe un giorno esserci davvero una guerra di tutto il mondo islamico contro di Noi (io sto tra i Noi : sto bevendo rakia e mi piace il prosciuitto,sia ben chiaro!).E dopo che ci avranno conquistati ,tolto il prosciutto ed il vino e fatto mettere a pecorina 5 volte al giorno per pregare un dio indifferente alle nostre miserie come tutti gli altri dei falsi e bugiardi ????Beh ,come tutte le altre Ideologie avranno il declino e conosceranno la fine.Avessero vinto la guerra i nazisti,quel regime sarebbe crollato e dopo la caduta avremmo un'europa più' umana di quella di oggi.Col comunismo e' successo,come con tutti i regni,imperi,regimi dominati da un'IDEOLOGIA.L'IDEOLOGIA nasce,si sviluppa,invecchia,muore.
Perche' ? Perche' benche' malata,spietata,crudele,folle,forsennata,incontrollata,assurda,contraddittoria,ignobile...ma ha un'ANIMA.
Guardate gli occhi di macron . Sono le pupille di uno squalo.
Non hanno anima.Ma lo squalo ,poverino,e' un pesce datato 300 milioni di anni.macron ha 39 anni.
Hivali Fulvio.
Luca.

Anonimo ha detto...

Ciao Fulvio,risvegliatomi senza mal di testa ne' bruciori di stomaco a dimostrazione della bravura del matematico-distillatore rileggo le mie farneticazioni e ... da sobrio le ri-sottoscrivo (quasi) per intero.
Logicamente intendevo scrivere :
SIAMO SICURI CHE L'ISIS SIA PEGGIO DI MACRON ?
Luca.

Fulvio Grimaldi ha detto...

Luca@ Ti auguro cento bottiglie di bianco gelato (non fa bene gelato!) e cento bicchierini di rakia se questi spaccafegato ti fanno scrivere così!
A parte l'apprezzamento per la forma e lo stile, davvero scintillanti, dopo l'apprezzamento per il vigore "ideologico", qualche riserva sulla descrizione dei jihadisti. Certo che, rastrellati qua e là mentre erano ancora ragionevoli, li hanno istruiti ben bene su infedeli e paradiso islamico. Ma non trascuriamo che sono comunque materia inerte manovrabile e che chi determina tutto è chi li manovra. Con un fischio li fanno partire e saltare per aria, con un altro fischio gli dicono "adesso basta" sloggiate o fate qualche altra cosa. Quelli, che si immolano, credo siano molto pochi e perlopiù sono finti kamikaze e invece autobombe fatte esplodere a distanza. I "kamikaze" servono a spaventare il pupo. Il 90% viene dalla miseria e fa il terrorista per soldi. Conta sempre il manico.Se finiremo col buttare il prosciutto e piegarci verso la Mecca (mettere a pecorina non è espressione bella) sarà merito di Soros.

zerouno ha detto...

Possible che nessuno della sinistra, politici, intellettuali, giornalisti si accorga che gli americani preparano un attacco nucleare contro Russia e Cina? Tutti venduti a Soros oppure ci sono una gran quantità di imbecilli?

Paolo Selmi ha detto...

Ciao Fulvio,
in sostanza, ieri il ministero della difesa russo l'ha condita così:
le quattro zone di de-escalation (zony deeskalacii) servono perché consentono all'esercito di Assad di togliersi da quei quattro punti caldi e concentrarsi su centro e oriente, dove si giocherà (brutto termine, ma questa è sempre più una partita a scacchi che sarà ricordata e studiata a lungo) la campagna bellica d'estate. In questo sito sono state riportate, oltre che la trascrizione dell'intervento del ministero, anche le cartine (http://function.mil.ru/news_page/country/more.htm?id=12121964@egNews): l'ultima mostra le quattro zone.
Le prime invece sono le mappe dettagliate. Qualche dato sempre dal report:
1a zona: Idlib più zone a NE Latakia - O Aleppo e N Hama (http://function.mil.ru/files/morf/2017-05-05-brief-06.JPG); oltre 1 milione di civili controllati da 14500 armati.
2a zona: N Homs (http://function.mil.ru/files/morf/2017-05-05-brief-07.JPG); 180 mila civili controllati da 3 mila armati.
3a zona: E Guta (http://function.mil.ru/files/morf/2017-05-05-brief-08.JPG); 690 mila civili controllati da 9 mila armati.
4a zona: Deraa (http://function.mil.ru/files/morf/2017-05-05-brief-09.JPG); 800 mila civili controllati da 15 mila armati.
Questa la visione d'insieme: http://function.mil.ru/files/morf/2017-05-05-brief-01.JPG
Nelle mappe di ogni zona appaiono anche i corridoi ( contrassegnati con "][") e i punti di osservazione (triangoli).
A questo si aggiunga un ulteriore dato: lo stato abbastanza disastrato di un esercito siriano al VII anno di guerra. A questa conclusione giunge l'analisi, approfondita quanto disincantata, del direttore del centro di studi islamici dell'Istituto per lo sviluppo delle innovazioni Kirill Semenov (http://russiancouncil.ru/analytics-and-comments/analytics/vooruzhennye-sily-sirii-na-sedmoy-god-voyny-ot-regulyarnoy-armii-k-dobrovolcheskim-korpusam/). In sostanza:
- dai settanta agli ottantamila soldati dell'esercito regolare (11 divisioni più la 14a e la 15a dei reparti speciali e la Guardia repubblicana), fanteria equipaggiata perlopiù con artiglieria e blindati obsoleti e pesanti rispetto alle esigenze di mobilità richieste dal conflitto in essere; divisioni e reparti spesso esistenti sulla carta poiché, a causa della diserzione in aumento, le uniche a essere veramente operative sono la 14a, la 15a e la Guardia repubblicana. La seconda caduta di Palmira è stato un esempio recente di quanto appena descritto. (continua)

Paolo Selmi ha detto...

(segue)
- Shabīḥa e Forze Nazionali di difesa, milizie locali (mappa dettagliata: http://russiancouncil.ru/upload/images/syrianforce2.jpg) che al 2014 ammontavano a 40 mila unità, oggi sicuramente di più, armate come possono e sganciate da un minimamente efficace coordinamento bellico a livello nazionale o di esercito regolare.
- Gruppi armati sciiti stranieri (Hezbollah palestinesi-libanesi e gruppi iraniani): intervenuti a rinforzo nel corso degli anni, misurabili intorno alle 30 mila unità, costituenti nel tempo "filiali" siriane sfociate nei
- Gruppi armati sciiti siriani (come gli "Hezbollah siriani"), calcolabili intorno alle 100 mila unità. Questa grossa iniezione di fanti ha consentito di rinforzare lo schieramento pro-Assad e dividere grosso modo i compiti fra divisioni "meccanizzate" (ovvero l'esercito regolare siriano) e non (il resto). Con una notevole differenza fra questo esercito parcellizzato in più milizie e un esercito regolare: già, detto, ma giova ripeterlo, l'assoluta mancanza di un coordinamento efficace. Ecco quindi apparire le
- Forze speciali "Tigre" e "Falchi del deserto", nel ruolo di assaltatori e veri gestori della res bellica sui campi di battaglia principali. Dipendenti non dalla Difesa ma dai servizi segreti, sono i veri protagonisti dei dispacci quotidiani delle agenzie ufficiali. Problema, anche qui non da poco: la costituzione di questi reparti ha ulteriormente indebolito, prelevando gli elementi migliori, le divisioni restanti dell'esercito regolare, col risultato che, dove non sono fisicamente presenti, le sconfitte militari di fronte all'offensiva nemica sono solo questione di tempo (vedasi fatti recenti di Hama fino al loro intervento).
- Dulcis in fundo, il quarto corpo volontario d'assalto, direttamente addestrato dai consiglieri militari russi, usato a rinforzo delle operazioni in corso e non come alternativa a esercito e milizie. Impiegato finora con successo. (continua)

Paolo Selmi ha detto...

(conclude)
Questa, purtroppo, la situazione attuale. Lo scopo delle zone di de-escalation o sicurezza è togliere il grosso delle truppe impegnate su questi fronti e spostarle al centro con la prospettiva di arrivare, prima degli altri, a Deir Ez-zor. Mossa giusta, mossa sbagliata. Chi lo potrà mai sapere senza il cosiddetto "senno di poi"?
PRO:
- L'occupazione militare da parte dei russi (prima, siriani poi) di Afrin (zona curda a ovest della zona occupata dai turchi), chiamati direttamente dai curdi, consente di creare un'ulteriore zona cuscinetto con la Turchia (soddisfatta comunque perché il curdo di Afrin non si ricongiungerà più con quello di Manbij) e di risolvere senza sparare un colpo la "tutela" della zona curda a nord di Aleppo (Carta qui in fondo: http://colonelcassad.livejournal.com/3393374.html#cutid1). Di fatto, zona smilitarizzabile già prima dell'ultimo recente giro di valzer ad Astana. La zona di Idlib sarebbe, sempre di fatto, una logica conseguenza di stabilizzazione, più o meno temporanea, di un fronte caldo per dirigersi su altri.
- Dera'a cuscinetto e disinnescato, sia pur temporaneamente, è la migliore garanzia per una non invasione giordano-americana da quel fronte: a quel punto, a intervenire sarebbero russi, turchi e iraniani.
- Maggiore velocità di offensiva sui fronti rimasti aperti, ovvero su ISIS e An-Nusra, PRIMA CHE CI ARRIVINO GLI USA (il che non gioverebbe né a Russia, né a Iran e neppure a Turchia, perché usa in siria leggansi curdi; si vedano, a proposito, le azioni di disturbo a Rojava che hanno rallentato l'offensiva su Tabqa, ormai quasi completamente in mano curda, ma molto dopo le aspettative).
- Maggior coordinamento delle forze di terra (di QUESTE forze di terra, in particolare!), impegnate su circa la metà dei fronti rispetto agli attuali: ripeto, centro, est e zone a ridosso dell'Eufrate; non sono mie supposizioni, ma letteralmente la fine del comunicato di ieri del ministero della difesa russo; questo è l'obbiettivo dichiarato.
CONTRA:
- Non è detto che, nonostante il "non intervento" turco nelle suddette zone, Sauditi e Qatar non riescano a iniettare comunque, in qualche modo, forze fresche e armi e così a "ravvivarne" l'escalation militare, col fine ovviamente di rallentare le offensive su vasta scala programmate;
- Non è detto che le suddette forze utilizzino la tregua per riposizionarsi in questi settori e vendere ancor più cara la pelle.
In conclusione: IL GIOCO VARRA' LA CANDELA SE, nel corso dei prossimi mesi, l'offensiva dello schieramento pro-Assad raggiungerà IN BREVE e CON PERDITE MINIME gli obbiettivi prefissati, raggiungendo una posizione di forza tale da veder, progressivamente, DECRESCERE IL PESO SPECIFICO DELLE ZONE "CONGELATE" SUL TOTALE DEI TERRITORI CONTROLLATI. Se questo non accadrà, ovviamente, un esercito indebolito e scarsamente efficace si troverà ad affrontare opposizioni interne ed esterne indubbiamente più fresche e rifornite, in uno scenario le cui complicazioni sono facilmente immaginabili.
L'ho scritto prima: questa guerra sarà ricordata e studiata a lungo. Testo originale del memorandum (trad. inglese sul sito del ministero della difesa russo: http://www.mid.ru/en/foreign_policy/news/-/asset_publisher/cKNonkJE02Bw/content/id/2746041)
Stiamo in campana.
Ciao!
Paolo

Anonimo ha detto...

Caro Fulvio,
ti capisco e quindi ti stimo tantissimo
ti chiedo un favore grandissimo
evita di bestemmiare Gesù e di usare a sproposito le Sue frasi
lo fai spesso, di solito mi costringo a trattenere il vomito per continuare a leggere i tuoi articoli che trovo interessanti per la solidarieta che le contraddistingue
Spero che terrai conto di questa mia piccola richiesta.
Saluti

alex1 ha detto...

Dispiace per la Siria, dove quelli che volevano il suo squartamento potrebbero ottenere per via "diplomatica" gli obiettivi che sul campo i loro sgherri avessero in buona parte fallito. La zona petrolifera ai Curdi, il Nord sotto l'occupazione dei turchi e del loro controllato FSA,(ottimo per far passare l'oleodotto sulle coste del mediterraneo,a beneficio indovinate di chi?) altre aree dovranno restare sotto il controllo dei "ribelli" piu' o meno "moderati" per la gioia dei pochi siriani non ancora fuggiti. Queste "aree di deconflitto" mi ricordano tanto le "aree protette" create in Bosnia, dove i "ribelli" si facevano scudo dei Caschi blu mentre si riarmavano e cercavano la rivincita. Quello che resta della Siria invece non otterrebbe molto, dovrebbe affrontare il grosso delle truppe Isis una volta che cederanno il posto della regione di Raqqa, ai curdi filo Nato del YPG, dovrebbe tenere le centinaia di migliaia di profughi, restera' verosilmilmente sotto le sanzioni, e continuera' forse a beccarsi qualche autobomba e qualche raid, magari al gas, oltre a qualche missile sparato qua e la. Sono troppo pessimista?
Nel frattempo procede l'installazione dei missili "buoni" in Corea del Sud
http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_05/corea-sud-si-elegge-nuovo-presidente-missili-giardino-3343ce2c-3179-11e7-8ba7-335b307d9aaa.shtml
Mi viene in mente un passo della canzone "la domenica delle salme" di Fabrizio De Andre', del 1990, quasi profetica, in controtendenza.
"Io ed il mio illustre cugino De Andrade eravano gli ultimi cittadini liberi di questa famosa citta' civile, perche' avevamo un cannone nel cortile, un cannone nel cortile"

Marina ha detto...

Articolo lucido, grazie!

oriundo2006 ha detto...

Caro Fulvio, temo che sulla Corea tu ti possa sbagliare. Qui ampie ragioni ( http://sakeritalia.it/est-asiatico/ce-unalta-probabilita-di-un-attacco-preventivo-da-parte-di-washington-contro-la-corea-del-nord/ ). Di mio aggiungo solo che la lobby talmudista sta accellerando il suo piano di egemonia globale, oggi folle come ieri ma a differenza di ieri oggi ci sono attori internazionali consci del piano e determinati a fermarlo. E' possibile la creazione di un incidente tipo quello del Tonkino, e' possibile l'errore umano, tutto e' possibile: quello che e' certo e' che per il dominio globale l'elite al potere e' disposta a tutto. Non riesco a dire altro sopraffatto dall'angoscia e per la Corea e per la Siria e per il Donbass ma anche per questa povera Italia.

Anonimo ha detto...

Caro Fulvio,
vedo che non hai pubblicato la mia richiesta, te la riformulo
FAMMI UN FAVORE A ME PERSONALMENTE, VISTO CHE TI STIMO E APPREZZO LA TUA SOLIDARIETA PER TUTTI I POPOLI: NON USARE LE FRASI DI GESU A SPROPOSITO, PER FAVORE
NON BESTEMMIARE, FALLO PER RIGUARDO A CHI CREDE, SE TU FOSSI ATEO
GRAZIE

alex1 ha detto...

Scusate l'intermezzo calcistico, pero' il commento di Mihajlovic mi sembra evidenzi uno degli aspetti piu' ipocriti del "politically correct" nostrano. Fare un solo riferimento anche innocente su neri, donne (almeno certe donne, non quelle che portano il velo o non sono giovani bianche ed in carriera), LGBT viene automaticamente tacciato di razzismo e sanzionato. Fare riferienti negativi su serbi, Rom, slavi in genere (basta ricordare il nomignolo di "Igor il russo" al bandito che russo non e') ed islamici invece non scandalizza quasi nessuno dei media e commentatori nostrani.
http://video.corriere.it/mihajlovic-sfida-curva-juve-zingaro-io-vediamo-se-avete-coraggio-venire-dirmelo/552f46ac-32fe-11e7-b29f-317790db902d?intcmp=video_wall_hp&vclk=videowall%7Cmihajlovic-sfida-curva-juve-zingaro-io-vediamo-se-avete-coraggio-venire-dirmelo

Marco ha detto...

Putin e Lavrov hanno dimostrato di essere gli unici in grado di usare la diplomazia, vediamo che succede, non mi stupirei se alla fine infinocchiassero tutti quanti.
Ma in ogni caso meglio una Siria in mano ad Assad con pezzi di territorio occupati che una Siria balcanizzata con Assad morto; nel primo scenario, tempo 10 anni e le zone occupate insorgeranno per tornare sotto il governo, nel secondo, in assenza di una figura di riferimento forte, la Siria farà la fine di Libia e Somalia.
Complimenti per il blog!

Fulvio Grimaldi ha detto...

anonimo@
Tra tante belle cose, ne arrivano di stranezze. Qualcuno mi indichi dove avrei bestemmiato a sentire questo sant'uomo.
Io so solo che non passa secondo in tutto il mondo che qualche prete non esterni, magari non bestemmie, ma enormi bestialità sì.

Fulvio Grimaldi ha detto...

Paolo Selmi@
La tua fede nel genio diplomatico dei russi non mi pare sia corroborata dai fatti sul terreno. La tua convinzione che di turchi, Usa, Golfo ci sia da fidarsi è smentita da quanto è successo negli ultimi 6 anni. Da ogni punto di vista le quattro zone no-fly, che gli Usa non si sognano di rispettare, sono un cedimento e la negazione dell'impegno di Assad di liberare tutta la Siria. Sono con ogni evidenza la rassegnata accettazione della spartizione della Siria. In ognuna di queste zone si installerà il relativo sponsor e padrino e consoliderà il fatto compiuto sul quale Damasco non avrà più diritto di intervenire. Basterebbe lo scandalo che alla Siria non è stato consentito di partecipare ad Astana. E pour cause! Come ciliegina sulla fetida torta arriva anche il riconoscimento curdo dell'area predata dai curdi sotto guida Usa.

Paolo Selmi ha detto...

Caro Fulvio,
più che fede, direi che quelle riportate, e dal più grande alleato dei siriani, sono considerazioni oggettive tese a capire i motivi di una posizione e di una scelta. Ovviamente, se la situazione fosse stata diversa, se i rapporti di forza fossero stati differenti, non si sarebbe mai arrivati a questo. E i russi, per i quali più che fede - in questa fase - nutro sicuramente più simpatia (nel senso etimologico del termine) rispetto alle altre parti in campo, avevano davanti a sé due strade: coinvolgimento in una guerra totale o, meglio, in un pantano dal quale non ne sarebbero venuti fuori, o quello che stanno facendo ora. La terza, perdere tutto subito, direi che non l'hanno neppure presa in considerazione. Ora, si può essere d'accordo o meno sulla bontà della scelta strategica, ma sicuramente non si può discutere il fine di quest'ultima: il successo finale della propria parte sulle altre. Le forze, dopo sette anni di guerra, sono quelle che sono. I fronti sono troppi e non si può combattere contemporaneamente su tutti. I reparti Tigre impegnati a nord-est di Aleppo son dovuti correre in fretta e furia ad Hama per evitare la presa della città. Presa che, aggiungo, è stata evitata davvero per poco (https://trueinform.ru/modules.php?name=Laid&sid=11939). Ora, gli stessi, tappata questa falla, contrattaccano e puntano verso Deir Ez-zor: scopo, colmare quei 170 km che li separano dalla città assediata e ricongiungersi a essa. Un'impresa difficilissima, se non impossibile, che dovranno fare da soli: Deir Ez-zor è allo stremo, riesce a malapena a rintuzzare gli attacchi nemici, in 4 mesi non è riuscita a colmare quel km in cui a gennaio è stata tagliata in due e che ancora divide la zona in due parti. Alternativa: a Deir Ez-zor ci arrivano prima i curdi. Torniamo alla cartina della Siria. Dove si gioca la partita oggi? al centro e ad est. Dove devono essere concentrate le poche energie rimaste? ancora, al centro e ad est. La scommessa è quella di arrivare a Deir Ez-zor, e arrivarci prima degli altri. Certo, se non ci riusciranno, saranno tutti a spandere letame sui vinti. Ma se non ci provano, e dalla posizione maggiore di forza e superiorità offensiva possibile, il letame arriverà, e sarà ben peggiore. Viceversa, con le regioni di Hama, Homs e Deir Ez-zor completamente o in gran parte liberate, i rapporti di forza sarebbero notevolmente diversi rispetto agli attuali.
I protagonisti di questa campagna bellica sono due comandanti, che fonti arabe vogliono essersi sentiti recentemente al telefono (riportato da http://anna-news.info/siriya-operativnaya-lenta-voennyh-sobytij-6-05-17/)
Suheil Al-hassan (comandante forze Tigre impegnato in questa offensiva più disperata che temeraria verso Deir Ez-zor): "Mi senti?"
Issam Zahreddin (Capo delle forze militari assediate a Deir Ez-zor e di una resistenza strenua quanto eroica): "Si, fratello".
Suheil Al-hassan: "Prepara il caffé, sto arrivando".
Un caro saluto
Paolo

Fulvio Grimaldi ha detto...

Peolo Selmi@
Mi dispiace caro Paolo, non mi convinci. Resta inevasa una domanda ineluttabile. Cosa cazzo sono andati a fare in Siria i russi, grande potenza, che ora mette a rischio con i suoi cedimenti la fiducia del suo popolo e del resto del mondo? Una grande potenza che s'impegna per sovranità e integrità non si fa ingabbiare da quattro curdi, dal delinquente turco, dai briganti Usa e dai "ribelli" detti moderati! Impedire all'aeronautica siriana di difendere e riconquistare il proprio territorio perchè devono essere zone di sicurezza in mano ai terroristi? Ma scherziamo davvero? E se l'esercito siriano è debole e disorganizzato, cosa ci stanno a fare i consiglieri e comandanti russi? E come hanno potuto riconoscere ai curdi la zona etnicamente pulita da arabi, conquistata grazie agli Usa? Te lo ripeto, se passa quell'infamia delle 4 zone, che poi gli aggressori utilizzerano per incistarvi le proprie zone d'influenza permanenti (altro che ricuperarle), è finita! E di Putin non ci si fiderà più. Tutti i tuoi dati su truppe qua e truppe là non cambiano l'aspetto politico. Con grande indignazione tristezza, Fulvio.

Paolo Selmi ha detto...

Il problema, Fulvio, è che l'aereonautica ben poco può in zone densamente abitate. Mi è bastato digitare due o tre parole chiave su Mosul per recuperare quanto letto in questo periodo sull'argomento: 90 militari iracheni uccisi "per errore" a dicembre (http://www.tvc.ru/news/show/id/106362), 307 civili morti e 273 feriti dalla sola metà febbraio a fine marzo. E sicuramente in rete esistono statistiche molto, molto più aggiornate, e terribili. Gli americani si comportano come e peggio degli animali, non è il loro popolo, bombardano su tutto e su tutti, pur di portare a casa il risultato. Assad, considerato in occidente un sanguinario tiranno, non può fare lo stesso, non può ammazzare rapitori e ostaggi, per intenderci: è il suo popolo. Oltre al fatto che, operativamente, un'operazione di bombardamento su linee di fronte a distanza ravvicinata rischia davvero di far fuori i tuoi insieme ai loro. Su cosa sono lì a fare i russi, sono onesto, non ho risposte ideali ma solo concrete, a partire dal mantenimento dell'unica base del Mediterraneo rimasta, insieme ad altre basi nell'entroterra; proseguendo col mantenimento del maggior partner arabo che, in caso di vittoria pagherà in natura l'immenso business della ricostruzione, nonché con la conservazione di una posizione di forza in medioriente che chiuda strategicamente la Turchia a Sud, gli arabi giordani a Nord, Israele e Libano a ovest, l'Iraq a Est fra loro e l'Iran, portanto in qualche modo tutti a una partnership, più o meno obtorto collo, più o meno minima, con Mosca. Nell'antico gioco cinese del Weiqi, detto anche Go dai giapponesi, l'accerchiato ci mette veramente poco a essere accerchiatore. Mao lo aveva capito molto bene. Ai russi il consolidamento della propria posizione in Siria non solo permetterebbe di rompere l'accerchiamento Nato, ma anche di accerchiare a propria volta i Paesi della prima cintura Nato in medioriente e, tramite accorte politiche già in essere, peraltro, tracciare ponti con Egitto e Libia, rimettendo piede nuovamente sul continente africano, magari dando manforte al "soft power" dell'imperialismo cinese. Una mano lava l'altra... Anche per questo ritengo che i russi abbiano bisogno di Assad, tanto quanto lui di loro. Gli auguro di avere ragione, perché davvero il popolo siriano ha bisogno di pace, non di quell'inferno che qualcuno, che mai sarà processato per crimini contro l'umanità, ha avuto il cinismo di definire "creative chaos".
Ciao!
Paolo

Paolo Selmi ha detto...

Da ultimo, ma non per ultimo,
BUONA FESTA DELLA VITTORIA A TUTTI!
С Днем Победы!
Ciao!
Paolo

Anonimo ha detto...

L'Occidente imperialista, a partire dall'UE, depreda le risorse il Terzo Mondo, ne invade i mercati con liberismo là e protezionismo qua, e vi fomenta o conduce guerre incessanti. Come se non bastasse, le stesse classi sociali responsabili di tutto ciò chiudono il proprio privilegio dietro le frontiere dell'UE imperialista di Frontex, trasformando il Mediterraneo nella fossa comune di un contemporaneo Olocausto.
Qualcuno degli autori dei peggiori scempi delle economie anche del Terzo Mondo, come Soros, responsabile tra l'altro della crisi delle tigri asiatiche del '98, sostiene a scopo cosmetico qualche causa positiva per ingraziarsi il consenso del pubblico non del tutto fascistizzato e qui lo si critica da destra per non essere abbastanza ostile al proletariato migrante? Si sta attaccando chi salva vittime proletarie dell'imperialismo dalla morte per naufragio? Mentre il capitale imperialista continua a rubare, bombardare ed imporre trattati commerciali iniqui a destra e a manca nel resto del mondo, si aggiunge danno al danno facendo apologia di Frontex e delle frontiere insanguinate dell'UE (sempre che Frontex e la Bossi-Fini non siano ritenute fin troppo progressiste, fin troppo comuniste, visto che ho letto plausi persino per Orbán che critica da destra la politica europea sugli immigrati)?
L'egemonia culturale della destra radicale, funzionale anche alla borghesia moderata piddina e simile che ha ogni vantaggio da trarre dalla guerra dei poveri contro i più poveri - tant'è che si tiene stretti la Bossi-Fini e i diktat dell'UE e della sua Frontex anche contro gli immigrati -, sta facendo danni enormi.

Davide