martedì 4 dicembre 2018

Quando un paese si martella le gonadi per compiacere chi gli ha venduto il martello----- GAS PER TAFFAZZI



C’è chi martella chi se lo merita

Francia, specchio dei tempi e dello scontro di classe le cui nuove forme le cosiddette sinistre radicali non vogliono capire: quelle della guerra sociale, culturale e geopolitica dei popoli, pressochè tutti proletarizzati dal globalismo neoliberista, contro le élites. Lotta insurrezionale che presenta affinità stretta con quella del 1789, per la sovranità del popolo (lavoratore, operaio, contadino, intellettuale) contro la sovranità del sovrano e dei ceti alle sue fortune legati e dai suoi poteri beneficiati e che, ammaestrata dalla rivolte soprattutto contadine e dalle insubordinazioni dei barbari nel fine-impero, si accoppia al monopolio della forza. Sovranità e monopolio di cui i gruppi dell’accumulazione e della predazione, della menzogna e della cospirazione, sono tornati padroni, dopo che rivoluzioni e rafforzamento in varie forme della volontà, coscienza, conoscenza, forza, dei dominati se l’erano conquistata, o, quanto meno, l’avevano condivisa. Vedi, da noi, le costituzioni, dallo Statuto Albertino a quella antifascista del 1948. Vedi la cubana, quella di Thomas Sankara nel Burkina Faso e la venezuelana, la migliore in assoluto.



Lo strumento di corruzione psicologica impiegato dai gruppi di potere, oggi contestati in varie forme, è la criminalizzazione del termine sovranità, spesso deformato e, nelle intenzioni, vilipeso, in “sovranismo”. Poi si arriva alla separazione tra manifestanti buoni e cattivi, a volte sfruttando l’inserimento di provocatori di regime. Nel caso francese, tra i fermati non si sono trovati i famigerati Black Block, ma solo infermiere, camionisti, contadini e altra gente ridotta allo stremo dagli assiomi della globalizzazione. Di fronte hanno l’uomo di Goldman Sachs, cioè della cima della Piramide. Quello che avevamo noi, in sinergia con le mafie, con tutti i governi degli ultimi trent’anni, prima dell’attuale, non il migliore sognato, ma il meno peggio di tutti (almeno per la parte 5 Stelle). Come dice il collega Marco Cedolin, in Francia abbiamo un popolo di populisti antimondialisti contro il regime neoliberista; da noi siamo un passo avanti: abbiamo una canea euro-mediatica contro un governo populista. Ci siamo portati avanti col lavoro con il voto, anziché con la sollevazione di popolo. Quella era venuta prima, anche se più soft di quella dei fratelli francesi.


Souvranité, parolaccia o salvezza?
Il tema che affronto in questo articolo sta al cuore della questione. Per cui, senza se e senza ma, lunga vita ai Gilè Gialli e alla loro parola d’ordine: “Libertè, egalitè e souvranitè”.


Conoscendo qualche lingua, molti paesi europei, avendo vissuto in alcuni (Germania, Olanda, Regno Unito, Irlanda) credo di permettermi di valutare il sistema mediatico italiano il più sgarruppato dal punto di vista sociale, il più corrotto da conflitti d’interesse, e quello più degradato da coloro che ne condizionano la narrazione. Se ne ha dimostrazione quotidiana. Come vi spiegate che la quasi totalità della stampa-radio-televisione sosteneva con passione più o meno fervida i precedenti governi, quelli della tratta degli schiavi, dell’austerità, dei trattati capestro EU, della devastazione ambientale, del precariato, e oggi si abbatte con furia degna di miglior causa sull’attuale, che qualche latrato, o guaito, contro quei delitti lo emette? Come vi spiegate gli spazi chilometrici dati ai gabbiotti di lamiera, ai quattro mattoni in nero e alla piscina gonfiabile di papà Di Maio, non inquisito, e gli spazi ristretti come un golfino di pessima lana regalati a papà Renzi plurinquisito?

Come vi spiegate che su alcuni accadimenti, per loro natura meritevoli di dibattito e pluralismo di analisi, tipo il caso Giulio Regeni, la stessa, neanche più quasi, totalità esprima un giudizio uniforme e del tutto apodittico? Non è sintomatico che coloro che contro i pentastellati (e il finto nemico Salvini) mettono in campo pressioni, gazzettieri, minacce di obliterazione del paese, siano gli stessi che in questi termini affrontano ogni opposizione all’eurogangsterismo, compresa la rivolta dei Gilet Gialli il cui urlo è souvranité? Non vi dice nulla, a vantaggio e onore dei gialli nel Gialloverde, che l’apparato padronale italiano abbia fatto ricorso ad un’adunata, mai vista prima, di tutti i vertici a Torino, per attivare catapulte di ferro e fuoco sui 5Stelle e non solo per il Tav? E nella scia di questo gesto volutamente drammatico, l’ancor più drammatico grido di dolore dei più grossi cementific tori italiani, Condotte, CMC, Tecnis, Astaldi, Grandi Lavori e altri, che proprio nel momento della messa in discussione di appena una grande opera o due lamentano di trovarsi all’orlo del default e del rischio di decine di migliaia di licenziamenti. Puzza di ricatto, o no?

Treni e catorci di riserva



A fianco di questa locomotiva globale, che ha invertito la marcia di Guccini e si sta lanciando contro chiunque non le fornisca carbone, corre (si fa per dire) in analoga direzione un nostro trabiccolo locale. Succede che, con l’atomino dell’estrema “sinistra radicale” in costante bilico tra scissione dello stesso, ricomposizione, o epifania di una nuova, inedita, micro-unità da un lato e, dall’altro, una destra confindustriale, sedicente centrosinistra, da questo pulviscolo sorga il taumaturgo, il messia rosso da lunga pezza atteso.

Potrebbe chiamarsi Giggino o’ sindaco, oppure Robertino o’ presidente. Il primo amoreggiava con i 5 Stelle, ma s’è ricreduto. Il secondo è la mina vagante dentro i 5 Stelle, fa il presidente della Camera, ma anche il ministro degli Esteri quando rompe con l’Egitto, ma anche il catalizzatore di nano particelle. Un po’ Pizzarotti, un po’ forse Scilipoti. Ha ottenuto il master dalla cattedra “Come ti sposto i popoli” dei luminari Boldrini e Bonino. Si è laureato a pieni voti e lode con una tesi “Per un globalismo dalla faccia umana, fondato sul lancio del cuore verso il Global Compact Migrazioni e il guanto di sfida in faccia al presidente egiziano Al Sisi”.

Grida e sussurri

C’è stato in questi giorni un susseguirsi e un sovrapporsi frenetico di avvenimenti di grande portata per tutti, ma parzialmente oscurati da episodi come il totalmente inconsistente festino G20 a Buenos Aires, riuscito a rilegittimare uno psicopatico assassino seriale in dishdash con tanti pozzi di petrolio, o la captatio benevolentiae dei suoi militi nazisti e degli armaioli Usa che Poroshenko ha messo in atto nello stretto di Kerch. La Merkel, con il gasdotto North Stream, che sta per unire Russia e Germania attraverso il Baltico, è stata messa per l’ennesima volta sul banco degli imputati di filo-russismo. Per quanto la poveretta abbia sostenuto l’aggressività Usa e Nato mettendole a disposizione tutto il suo paese, ella cerca almeno di parare qualche ulteriore abbandono di elettori grazie a un’energia a basso costo. Che è quella del gas russo e non di quello liquefatto e da scisti statunitense che le imporrebbe altro che gli aumenti di Macron.


Poi, quatta quatta, come una talpa che fa capolino dalla tana, è sbucata la notizia dell’EastMed Pipeline, il gasdotto che dovrebbe collegare i giacimenti del Mediterraneo Orientale alla solita bistrattata Puglia, passando per Cipro e Grecia. Si affiancherebbe al TAP, quello dall’Azerbaijan amerikano al Salento, che già aveva compensato il blocco del South Stream, dalla Russia all’Italia e all’Europa centrale, blocco ordinato al cliente bulgaro. I quattro paesi coinvolti lo stavano negoziando in gran segreto da un paio d’anni, ma Israele, giorni fa, ha infranto il pissi pissi bau bau, annunciandolo all’universo mondo. Per Italia, Grecia e Cipro, l’EastMed, come già il TAP, è la classica mazzata di Taffazzi sulle parti molli, da non più indurirsi. 



Fornendo, secondo il costruttore IGI Poseidon, appena 10 miliardi di metricubi di gas, molto meno del meno costoso gas russo in arrivo da più vicino, il TAP è già una formidabile fregatura. Figuriamoci l’EastMed, che sarebbe il più lungo e profondo del mondo e, date queste caratteristiche, più il rischioso passaggio sui fondomare vulcanici tra Cipro e Grecia, sarebbe anche di gran lunga il più costoso, pur fornendo la stessa modesta quantità del TAP o STC. Ma, ovviamente, non sono i costi il problema. La questione è al cento per cento politica e, lì, dollari o euro non contano, anche perché escano dalle tasche dei Gilet Gialli e di tutti noi.

EastMed, i suoi padrini, le sue vittime

Da chi partono da questi meravigliosi progetti che promettono di fare dell’Italia, sismica soprattutto là dove passa la rete di tutti questi gasdotti, impianti di depressurazione, liquefazione, stoccaggi, per un gas che non ci serve ma che viene venduto all’estero dalle compagnie? Domanda oziosa: l’input è ovviamente degli Usa, il progetto è dell’UE e del suo “Connecting Europe Facility Program”. Ed è l’UE che ci mette gran parte dei soldi, nostri. Vuoi che non ci dia addosso sui deficit da impiegare per la pappa dei bambini di 5 milioni di poveri assoluti, anziché far fare soldi a Snam e Shell con la vendita del gas a Vienna e Amsterdam?

Si ciancia di monopolio russo del gas europeo, una specie di garrota sul cranio del continente. Non è vero. La Russia fornisce all’Europa tra il 30 e il 40% del suo fabbisogno. E lo fornisce ai prezzi più bassi di tutti gli altri fornitori. Ma i gas di Tap e EastMed daranno utili solo una volta che quello russo, e magari quello arabo, saranno ridotti ai minimi termini e le nostre tasse ai massimi. A proposito di solidarietà europea, della quale abbiamo già conosciuto i benefici nella distribuzione delle vittime della tratta, edificante il confronto tra la Germania che avrà il ricco gas a basso prezzo del North Stream, checché gli Usa si agitino, l’Italia quello costoso da lontano per il quale fungerà da inquinatissimo hub per i potenti del Nord. La Merkel ne gode quanto della cancellazione della Grecia dai registri d’Europa. Controllare l’energia, per parafrasare Kissinger che, umanamente, parlava di cibo, significa controllare gli altri. In ispecie, il Sud Europa. Merkel e Macron, cioè per l’UE “Italia delenda est”, finchè ci sono questi “cialtroni” a governarla.



Pensate che la vicenda EastMed finisca qui? Gli israeliani pescano da un gigantesco giacimento che si estende dalle coste libiche fino alla Turchia. Qualcosa pertiene alla Turchia, grazie alla sua occupazione di Cipro Nord (ricordate la nave ENI presa a schiaffi dai turchi?), qualcosa a Cipro, parecchia alla Palestina davanti a Gaza e la massima parte all’Egitto dove opera l’ENI. Ed ecco che vi si accende una lampadina quando tutte queste cose le mettete accanto al furibondo rilancio della campagna Regeni contro l’Egitto. E un assordante sbattere di sciabole alle porte della Russia. Un Egitto potenzialmente massimo concorrente di Israele e una Russia troppo pacifica, ma resistente, con troppo buon gas a buon prezzo, ecco le pompe di carburante da abbattere.

Perché Giulio Regeni?

Riassumiamo. Giulio Regeni, dopo aver frequentato studi di intelligence negli Usa, si arruola alla Cambridge University e, intanto lavora per due anni per Oxford Analytica, multinazionale potentissima, 4000 dipendenti in tutto il mondo, specializzata in spionaggio, specie industriale, diretta da personaggi con tratti gangsteristici come John Negroponte, inventore degli Squadroni della Morte in Nicaragua e Iraq e altri grandi bonzi dello spionaggio. Arriva in Egitto con visto turistico per sviare dal suo ruolo di ricercatore in rapporto con l’Università Americana e alla ricerca di contatti con oppositori. Trova un sindacalista che ritiene di opposizione. Ma Mohamed Abdallah è un agente dei servizi e registra una conversazione del tutto compromettente. Abdallah gli chiede soldi per la moglie ammalata di cancro, per sondarne la solidarietà umana. Regeni rifiuta e gli promette invece 10mila dollari (da quale fonte?) in cambio di un non meglio precisato “progetto”. Subito dopo, il 25 gennaio 2016, il giovane ricercatore sparisce. Ne vien ritrovato la salma, con i segni della tortura lungo uno stradone, il 3 febbraio, lo stesso giorno in cui la ministra Guidi e una serie di industriali italiani si incontrano con il presidente Al Sisi per chiuder contratti miliardari, anche relativi ai giacimenti di idrocarburi. L’università di Cambridge si avvolge nella sua tunica e tace.



A chi è convenuta questa zeppa tra i piedi dell’Egitto, risollevatosi a furor di popolo dalla tirannia integralista dei terroristi Fratelli musulmani, e del suo partner privilegiato Italia? Uno Stato dai servizi segreti più temuti della regione araba si fa scoprire con le mani nel sacco non avendo saputo disfarsi di un ingombrante cadavere? O piuttosto dei mandanti, visto che il loro delegato è stato bruciato dal controspionaggio nemico, hanno rimediato il risultato della missione – demolire il nemico dei loro amici Fratelli Musulmani - gettandolo tra i piedi di Al Sisi, concorrente importuno sia per la Libia, con Haftar, amico dei russi, sia per il gas, con Israele. Via libera a EastMed, per la soddisfazione del taffazzismo italiota e delle quinte colonne tipo "manifesto".


Fico, fatti una domanda e datti una risposta

Roberto Fico, che hai deciso per lo Stato italiano di rompere i rapporti tra la Camera dei Deputati italiana e quella egiziana, costringendo a rincorrerti il vero ministro degli Esteri, Moavero Milanesi, non vuoi farti una domanda e darti una risposta? Ci sono sul tavolo almeno due ipotesi, una però più fondata dell’altra. Allora, un minimo di cautela, prima di tagliare ad Al Sisi il filo delle Moire no? La tratta dei migranti che si va ad organizzare globalmente a Marrakesh con il Global Compact e la menomazione dei diritti e interessi italiani con il gioco del gas, imposto dai vampiri, tra chi è vicino e ci costa poco e chi è lontano e ci costa un botto, sono un giusto prezzo per remare contro un movimento che difende la nostra sovranità?

Quanto alla decisione della Procura di Roma di inquisire funzionari dello Stato egiziano e di pretendere un processo “entro sei mesi”, sulla base esclusivamente di illazioni scaturite da una campagna di stampa forsennata, con in testa “il manifesto”, beh, si chiama colonialismo. E quando si tratta di quella Procura, il pensiero corre a Virginia Raggi. E alla sentenza che “Mafiacapitale” non è mafia.

16 commenti:

alex1 ha detto...

Forse non c'entra molto, ma in un articolo del "fatto" leggo questa notizia. La stampa mainstream, dopo aver esaltato tanto la magistratura ed i procuratori antimafia come degli eroi a prescindere, da Sica (che fece accuse su di un altro magistrato dimostratesi fasulle) a Caselli, qui parla di un uomo ingiustamente accusato, incarcerato, ed oggi postumamente risarcito.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/04/borsellino-risarciti-i-familiari-di-uno-degli-uomini-condannati-ingiustamente-770mila-euro/4811441/
Invece notavo l'incongruenza nell'andare a chiedere "piena collaborazione" all'Egitto sul caso Regeni (non mi pare abbiano fatto mai tanto casino con nessuno, ne' per Arrigoni, ne' per il volontario Lo Porto, ucciso in Afghanistan da bombe democratiche, ne' per il fotoreporter in Donbass, ucciso da cannonate ucraine, per non parlare di altri) e poi incriminarne i vertici di polizia e servizi segreti. Ma possibile nessuno neanche nel M5S va a tirare un po'le orecchie a quel fico di Fico?

Anonimo ha detto...

Ma sto fico da che albero è
caduto? Perché gli è stata affidata la presidenza della
camera? Non era meglio farlo sindaco di qualche anonima città
della Campania? Mah...

Ernesto G.

Stefano ha detto...

I fatti sembrano indicare che anche questo governo sia manovrabile da Goldman Sachs e non c'è neanche stato bisogno di scatenare un attacco nucleare contro i btp,è bastato un misero 300 di spread per fargli abbassare la cresta. I "meno peggio" (la cosa triste è che lo sono davvero) sembrano piuttosto graditi all'Impero del male ed usavano (usano?) partecipare alle cene all'ambasciata Usa. Per il resto le sue analisi geopolitiche,che personalmente condivido (non starò rossobrunandomi anche io?),sono esempio di grande giornalismo,indipendente e rompiscatole,e io la seguo dai tempi in cui parlava di ecologia su Tele Kabul,con Nando. Di un argomento secondario,posso anche capire la preoccupazione di Kurz a volerla "contenere",ne aveva fatto uno dei momenti più interessanti del tg.

alex1 ha detto...

Ed intanto c'e' gia' un acquisto fatto ai danni del M5S, addirittura da Forza Italia, il cui leader ha ripetutamente etichettato i suoi parlamentari come "incapaci anche di pulire i cessi". Questo deputto dal nome dall'Osso, con la scusa risibile dei fondi "inadeguati" per gli handicappati, visto che proprio da quella parte politica alleatasi con l'establishment venivano i tagli piu' duri ai malati cronici ed emodializzati (Ai quali la Fornero, adesso tornata in auge con Monti rispose "ma anche io ho dei problemi"...) passa armi e bagagli dalla parte dei "responsabili". Dopo la foglia di Fico, gia' abile ed arruolato fra i "democratically correct" in politica estera...
@Stefano
Mi ricordo anni fa Fulvio con il cagnolino in giro per l'Italia a parlare di ecologia,ma già allora era bersaglio di qualche sarcasmo da parte degli integrati, fra cui il suo collega in Rai 3 Luttazzi, il quale poi recito' la parte del giornalista "libero" quando fu cacciato dal governo Berlusconi.

Fulvio Grimaldi ha detto...

Alex1@
Ciao Alex, grazie del ricordo, che io non ho presente, di Luttazzi che mi sfotte. Ricordi qualcosa di più preciso di quel coprofilo?

alex1 ha detto...

@Fulvio
C'era una trasmissione serale di Luttazzi con una donna dai capelli scuri,che io avevo iniziato a guardare, all'epoca ero un patito della satira, di trasmissioni tipo "Avanzi" e simili. In quella trasmissione, di cui non ricordo il titolo, alla fine di ogni puntata dava delle note di merito "la televisione migliore" e di demerito. Due volte prese di mira una ripresa inviata poco prima delle previsioni meteorologiche, nella quale si parlava di scempio ambientale, forse in Friuli per lo scavo di un canale, e c'era un fiume che attraversavi mi sembra con una canoa ed il tuo bassotto al seguito, il quale se non sbaglio, nuotava dentro il fiume. Luttazzi diede a quella ripresa il "premio" di peggiore servizio nella settimana, ed ebbe a dire "ci dispiace ma dobbiamo darlo ad un nostro collega RAI" perché sembrava una "ripresa propagandistica ed autocelebrativa" come quelle "del Duce e di Mao che nuotava nel fiume". La cosa si ripete' un'altra volta. Luttazzi era solito concludere quella trasmissione con un monologo fatto con un orsacchiotto, monologhi simili a quelli delle Littizetto di oggi, la quale pero' ha sostituito l'orsacchiotto con un essere umano in carne ed ossa, Fabio Fazio.
Una volta addirittura, Luttazzi, in occasione di uno scudetto del Milan, ebbe in uno dei suoi monologhi a dire: "Il Milan e' invincibile, dicono tutti i commentatori: allora perché non lo mandano contro i serbi? (Chiara allusione al conflitto, forse in Bosnia, forse in Kosovo, prima dell'attacco Nato)".
Mi ricordo il tuo abbandono della Rai con l'appello "Amici di Blob (trasmissione notturna di Giorgio Ghezzi), resistete".
Allora restavo spesso alzato fino a tardi per capire qualche spicciolo di verità su "Telekabul".

Fulvio Grimaldi ha detto...

Alex1@
Cazzo, Alex, mi fai schiattare d'invidia per la tua memoria, addirittura meticolosa nei dettagli, escluso il Friuli, perchè si trattava dell'Appennino tosco-emiliano sopra Reggio Emilia, dove si trattava di illustrare la necessità di non imbrigliare i fiumi e torrenti e di non costruirci vicino, dopo che era successa un'alluvione. Ma quanti anni avevi allora? Si deve essere trattato di qualcosa intorno agli anni '90. Bei tempi al Tg3 di allora. Visto che schifo adesso? Eppure la dirige una cattosinistra come la Paterniti, che allora con me faceva una bella rubrica di denuncia. Grazie, Alex.

alex1 ha detto...

@Fulvio
Mi ricordo avrò avuto circa 24-25 anni, ero in attesa di laurearmi, fra qualche uscita per una birra e pizza con gli amici di allora, in un periodo nel quale studiavo e facevo poco altro, guardavo la tv la sera tardi, cercando servizi che spiegassero un po' il mondo al di la' dei luoghi comuni di "Saddam nuovo Hitler, gasa i curdi, ed i serbi un popolo di carnefici che vogliono eliminare i musulmani di Bosnia, poveri e disarmati (?)". Allora ingenuamente pensavo il fronte progressiva con i verdi (a proposito, ma esistono ancora o fagocitati dal sistema Pd di cespugli a quel partito organici?) all'interno sapesse tenere testa alla speculazione ed alla devastazione dell'ambiente ed a difendere i lavoratori dall'ondata liberista del post 1989. Erano quelli gli anni di Santoro e Lerner, non ancora normalizzati,con i loro talk show, aperti a molti (non proprio a tutti), Manisco corrispondente da New York, (attaccato anche lui, peraltro), rubriche ambientali e diverse trasmissioni frizzanti di autentica satira con Paolo Rossi, Chiambretti e Guzzanti. Adesso tutto questo sembra solo un ricordo.

Stefano ha detto...

@Alex1,grazie per i bei ricordi,ero anche io un giovinetto che cominciava a capire qualcosa grazie anche a quel gruppo.Mi ero quasi dimenticato di Manisco,inviato a NY che tirava bordate micidiali contro gli Usa,se penso che al suo posto ora c'è la Botteri mi intristisco.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, complimenti a Fulvio, sei sempre bravissimo e sì ti seguivo anch'io sempre su Rai3, con Nando. Complimenti ad Alex1 e alla sua prodigiosa memoria: ricordo anch'io molte cose di quel periodo in cui ero giovane studentessa all'università e Telekabul mi sembrava l'unico posto "televisivo" in cui vi fosse aria respirabile... Luttazzi non mi ha mai fatto ridere e la trasmissione di cui parli era forse "Magazine 3" con Gloria de Antoni ed Oreste Fornari, con Luttazzi in pigiamino celeste. Ricordo anche un'intervista con la De Antoni e gli occhi a cuoricino a Napolitano con in mezzo una lavatrice e l'oblò a televisore, abbastanza rivoltante. Favoloso Lucio Manisco da NY...Altro mondo! Scusami Fulvio se ho occupato questo spazio per il mio "remember".

Fulvio Grimaldi ha detto...

Anonimo@
Ciao Giovane Studentessa e grazie dell'apprezzamento incoraggiante. A proposito di memorie prodigiose, non scherzi neanche tu. Complimenti. Luttazzi, adorato da Travaglio, basava la sua comicità sulla coprofilia e coprolagna. Strumenti facili e infantili (vedi Freud).
Stammi bene,
Fulvio

Anonimo ha detto...

Prima o dopo la merda viene a
galla...

https://www.lastampa.it/2018/12/11/esteri/salvini-visita-i-tunnel-costruiti-da-hezbollah-chi-vuole-la-pace-sostiene-la-sicurezza-di-israele-nHEZZsCjR5h5NXFax2DjoI/pagina.html

Palestina Libera!!!

Aziz

Fulvio Grimaldi ha detto...

Azix@
E' da mo' che è venuta a galla. Questa e tutte le altre che l'hanno preceduta, da Renzi in giù.

alex1 ha detto...

E che diranno adesso quelli del M5S, i quali solo due anni fa denunciarono coraggiosamente l'occupazione violenta e di conquista della Cisgiordania?

alex1 ha detto...

Un ricordo per l'anniversario della prima strage nella "strategia della tensione" negli anni 1969-1980. Nessuno ha mai proposto ad "Amnesty international" di preparare e mostrare striscioni giallo neri con la scritta "verità per la strage di piazza Fontana"?

alex1 ha detto...

Forse sara' banale, ma seguendo la musica mi chiedevo come mai un personaggio come Enzo Avitabile popolare una ventina di anni fa, fosse scomparso dal broadcasting massmediatico.
Forse ho trovato una risposta plausibile, in questo brano cantato con una cantante palestinese peraltro lo trovo interessante anche musicalmente.
https://www.youtube.com/watch?v=cqCPIDEvAbw