venerdì 11 gennaio 2019

NO TAV E GUAI A CHI SGARRA !




https://youtu.be/G929gKF0fyc  Storia lirica dei No TAV

Inoltro da comunicati No Tav

LA RIVELAZIONE: PER CHI LAVORA SALVINI?

https://www.youtube.com/watch?v=b9vmNb1zFrQ

Anche se è dimostrato che un'opera è inutile e l'analisi dei costi (certi) e dei benefici (eventuali) dà esito negativo, non importa si deve fare ugualmente, tanto paga pantalone e guadagnano i soliti noti.

Ultimamente alcuni hanno affermato che Cavour non fece nessuna analisi costi-benefici per il primo tunnel ferroviario del Frejus (si legge Freius) o peggio per il canale di Suez, bene questi ultimi sono intellettualmente disonesti (o cretini), l'analisi è sempre stata fatta eccome, solo che non si chiamava così, si faceva prima una valutazione di utilità, poi di fattibilità ed infine di convenienza (economica e politica), nessuno si sarebbe impegnato in opere non necessarie o non convenienti.

Toninelli: l'opera deve essere ridiscussa lo dice il Contratto di Governo.

Ma i TAVISTI insistono: referendum (magari in tutta Italia) e manifestazioni di piazza, allargata ai sindaci ed ai partiti.


Se sei notav rischi di perdere il lavoro: sosteniamo Pier Paolo



Abbiamo ormai capito che essere notav significa avere un occhio di riguardo in questo Paese. Ma non per quello che dovrebbe essere, cioè un riconoscimento all’impegno sociale di ciascuno di noi, che s’impegna con passione per altissime e collettive motivazioni.

L’occhio di riguardo è quello che pone la magistratura e quella grande e vasta lobby che vuole il Tav (o che fa parte di una cerchia di potere) e sopratutto vuole indebolire il movimento notav, colpendoci personalmente, uno per uno se potesse.

E questo avviene da tempo con corsie preferenziali al palazzo di giustizia, provvedimenti a dir poco creativi nell’interpretazione delle misure cautelari (fogli di via da alcuni paesi e confini di ogni tipo di fascista memoria) o come è capitato di recente ad uno di noi, vedersi ritirata la patente per mancanza di “requisiti morali”.

Potremmo citare molti episodi, come ad esempio quello dei pompieri segnalati dalla Cisl perchè partecipanti alla manifestazione dell’8 dicembre in divisa

Assurdità di ogni tipo, sproporzionate a qualsiasi azione commessa (estrapolata scientemente dai contesti), con uno zelo che non capita di vedere nel nostro Paese in quasi nessun’altra occasione. Un processo a un notav dura un decimo di quello che avviene comunemente.

Oggi è la volta di Pier Paolo, notav torinese, impiegato all’Università degli Studi di Torino come tecnico informatico e lavoratore dalle capacità riconosciute ed apprezzate da studenti, colleghi e docenti, che si è visto, prima di Natale, recapitarsi una sospensione dal lavoro perché condannato in primo grado per una manifestazione NoTav.

Ora bisogna comprendere che indagati e condannati tra le fila del movimento si contano a centinaia, perchè non abbiamo mai accettato nessuna imposizione e non ci siamo mai arresi a muri e fili spinati, quindi quello che è toccato a Pier Paolo, è accaduto o potrebbe accadere a molti noi, che siano studenti, disoccupati, lavoratori o pensionati.

Con una strana celerità e zelo l’amministrazione centrale ha sospeso Pier Paolo dal lavoro e ora rischia seriamente di perderlo in barba ad ogni forma di garantismo. Ci è capitato raramente di vedere provvedimenti del genere per condanne in primo grado (ma non si era innocenti fino al terzo grado di giudizio) e potremmo citare decine se non centinaia di casi in cui, ad esempio appartenenti alle forze dell’ordine condannati sono rimasti in servizio se non promossi, nè datori di lavoro né amministratori pubblici hanno applicato in questo modo il proprio potere.

Pier Paolo va valutato per il suo lavoro e non per le sue idee o per le manifestazioni a cui partecipa, del resto non è l’università il luogo della critica e della formazione non basata sulle semplici nozioni?

Non sarà che qualche dirigente con poco coraggio ha deciso di emettere un atto così drastico e punitivo (Pier potrebbe perdere il lavoro) magari imboccato da “qualcuno”?

Non lo sappiamo ma sicuramente vogliamo difendere Pier Paolo e chiediamo a tutti e tutte di fare lo stesso e partecipare alle iniziative che saranno indette in sua difesa e in suo sostegno.

Si parte e si torna insieme.

ps: E’ già iniziata una raccolta di firme da parte di studenti e colleghi indirizzata al Rettore per dire che “Pier Paolo ritorni al lavoro”, la trovate qui





5 commenti:

Mario M ha detto...

Qualche anno fa ho partecipato a una manifestazione. Ne ho dato testimonianza con questo video-musicale

Un "Inedito" di Verdi dà voce a Garibaldi a difesa dei no tav

https://youtu.be/G929gKF0fyc

Anonimo ha detto...

Dotto' guardi che ho trovato nella rete:

http://ilcappellopensatore.it/2015/08/lega-nord-diplomazia-usa-pt-2/

Alcide.

Alex1 ha detto...

La questione No TAV si ripresenta come centrale nei rapporti M5s vs. Lega. I primi hanno ceduto molto a livello di governo nazionale ai secondi, se dovessero cedere anche sulla TAV potrebbe esserci il crollo del movimento e delle istanze progressista pure portate avanti in questi mesi. Spero la solidarietà ai gilet gialli di Francia di un incerto Di Maio non fosse solo a parole e che non usciranno altre strane "penali" anche per la TAV. Verrebbe meno anche il supporto ai sindaci i quali hanno preso posizione importanti. La contestata Raggi ha tolto il racket delle monetine raccolte dalla Fontana di Trevi alla Caritas ed ha predisposto diversi posti letto per i senzatetto. Il referendum proposto per la TAV può essere un'arma a doppio taglio, pur se legittima, anche perché andrebbe definito l'ambito del voto. Solo Torino e la val di Susa? Tutto il Piemonte? Referendum a livello nazionale? Vorrei solo ricordare ai sostenitori ad oltranza della TAV e madamine varie una considerazione. Circa sei anni fa si parlava della TAV Torino Lione come di un fondamentale lotto di una opera gigantesca di ferrovia, addirittura da Lisbona a Kiev! Ebbene che fine ha fatto questo megaprogetto?

alberto ha detto...

Il vero volto della lega e del suo duce albeggiano in questi giorni di giubilo sulla cattura di battisti: un tripudio anticomunista che nemmeno i fasti arcoriani ne hanno dato mostra. Io, elettore 5 stelle da due legislature, finalmente uscito dal tunnel di una sinistra appiattita sul turbo capitalismo resto inorridito. Questo orgasmo giustizialista condito col sempre ovvio anticomunismo di comodo è una cosa che va oltre il disgusto. Ci voleva il capro espiatorio in funzione elettorale. È un infamia, non contro Battisti, ma per il giubilo a un processo farsa; un processo in contumacia, con testimoni chiave in seguito sentenziati in cassazione come poco credibili. Siamo un paese di pecoroni, irrimediabilmente un paese di pecoroni. Ma io no perdo le speranza se quei pochi che si avvedono di queste nefandezze sanno fare riemergere la verita'.
Saluti. Alberto.


Ps.
Battisti può anche essere realmente colpevole, ma prima dovrebbe essere processato da una corte regolare in cui lui può assumersi una difesa. Nemmeno per i mafiosi hanno avuto un odio così viscerale. E tutto questo solo perché ha il marchio d'infamia: essere o presumere di essere comunista.

alex1 ha detto...

@Alberto: condivido in pieno. Un po' come per Silvia Baraldini, accusata di reati assurdi in era reaganiana in base ad una legge che attribuiva le stesse colpe a chi non si dissociava. Anche se credo che qui non ci sarà il lieto fine. La colpa sua più grande, come per Battisti, è quella di non essersi mai pentita, di non aver abiurato le sue idee. Ma l'euforia di queste iene non finirà qui. Prevedo una caccia alle streghe di Maccartiana memoria, già sul corriere venivano messe le foto di "terroristi", fra i quali Pietrostefani, ex Lotta Continua.