domenica 18 settembre 2016

BOMBE USA -VASELLINA PACIFINTA. Filo rosso da Regeni a Misurata a Deir Ezzor alla tregua in Siria all'attentato di Manhattan a uno sporco 24/9 italiano pro-mercenari e anti-Siria


Selfie di Obama prima di entrare in sala trucco

Una tregua pro domo sua. Tanto per capire chi sta con chi.
Russi e Usa concordano una tregua, dalla Turchia partono camion di aiuti, subito rifiutati dai terroristi mescolati a presunti “moderati” per farsi passare per tali  e per martiri e godere dell’affetto Usa-UE. Gli Usa bombardano il ridotto di Deir Ezzor, nel Nord-Est siriano, dove un una guarnigione dell’Esercito Arabo Siriano difende eroicamente da tre anni  la sua base aerea dall’assedio Isis, uccidendo 80 militari lealisti e ferendone 100. Il bombardamento, per opera di 2 F-16 e 2 A-10, aveva permesso ai miliziani del califfato di occupare una posizione strategica che sarebbe stata utile a Damasco per la programmata offensiva su Raqqa. Offensiva  progettata anche da forze curde, però assolutamente inadeguate alla bisogna, per quanto supportate dagli Usa, ma bloccata, stavolta, dai turchi. Quindi priorità assoluta al blocco dei lealisti. Ma, ore dopo, l’esercito patriottico è riuscito a riprendersi il punto strategico. I russi hanno immediatamente denunciato la gravissima violazione della sovranità siriana e il manifesto intento di evitare la rotta dei jihadisti. Stessa denuncia fatta delle ripetute rotture della tregua ad Aleppo da parte dei mercenari ristretti in un ultimo quartiere a est della città.

Simultaneamente l’altro elemento del Duo dell’Apocalisse Usa-Israele, che il giorno prima aveva perso un caccia e un drone sotto i colpi della contraerea siriana, tornava ad attaccare posizioni siriane vicino a Quneitra, sul Golan occupato e annesso da Israele e dove la linea verde di separazione tra zona siriana e zona sequestrata è stata dai comandi israeliani affidata ai terroristi di Al Nusra (oggi Fatah el Sham per far dimenticare 5 anni di orrori su prigionieri e civili e farsi accreditare come alternativa ad Assad dai pacifinti, Assopace, Formigli e, ovviamente “la comunità internazionale”). L’intervento dei caccia israeliani avveniva a sostegno dei terroristi messi in difficoltà da un attacco lealista.

Botti a Manhattan: non guardate le bombe che buttiamo, guardate quelle che ci buttano


E, perfetto controcanto inteso a distogliere l’attenzione da questi episodi criminali e dalle relative proteste russe, come anche a rilanciare la militarizzazione universale, la necessità delle guerre e dell’espansione degli Stati di polizia e a ricucire le lacerazioni dell’architettura dell’11 settembre, l’immancabile nuovo auto-attentato (30 feriti) a Manhattan. Salteranno fuori, man mano, nomi arabi, magari siriani e i cavalieri dell’apocalisse avranno riferrato i propri destrieri e potranno riprendere il galoppo. Per Giulietto Chiesa si tratterà forse di attentatori sauditi.

Tutto questo si inserisce in un quadro che innumerevoli episodi, prove, testimonianze oculari hanno confermato e continuano a documentare. Vi si inseriscono le missioni anticostituzionali e anti-parlamentari del regime Renzi-Nato a Tripoli e alla diga di Mosul, come anche le Forze Speciali italiane addette alle operazioni sporche in Libia, Siria, ameri-kurdistan siriano e israelo-kurdistan iracheno. Da quando Daish (acronimo di “Stato Islamico in Iraq e nel Levante”, che si scrive e pronuncia con la “i” e non con la “e”, Daesh, come la scrivono i nostri poliglotti vernacolari, dato che nella grafia inglese la “e” si pronuncia “i”. Lo steso vale per Al Qaìda, non Al Qaeda, tanto meno Al Quaeda).

L’Isis non è ancora tutta da buttare
Tutto questo operare Usa-Israele-Nato-Golfo serve a evitare, ormai forse solo a rinviare, la rotta definitiva di Isis, come rischia di essere conseguita dai governativi iracheni, siriani, con russi, hezbollah e iraniani. Man mano che le truppe e milizie popolari di Baghdad, interconfessionali con sunniti e sciti, si riprendevano il territorio sottratto dalle forze surrogate della coalizione nemica, da aerei senza identificazione, ma anche spudoratamente con insegne Usa e britanniche, piovevano rifornimenti di armi e logistica sui mercenari.  E dove le bande di Al Baghdadi venivano meno, ci si adoperava, con istruttori, armaioli, forze speciali, e truppe sulle dighe, acchè almeno i peshmerga del despota feudale e narcoboss Massud Barzani potessero tener testa alle legittime forze del legittimo Stato iracheno.

Idem  per i curdi siriani che, rinnegato l’accordo con Damasco per cui, ottenuta l’auto-amministrazione, avevano contribuito alla resistenza contro l’assalto imperialista e islamista, presi da fregola espansionista sotto tutela padronale Usa, si sono rovesciati nel proprio contrario e, invitati gli americani a farsi una gran bella base in Rojava, se ne sono fatti ascari, con annessa pulizia etnica degli autoctoni, per l’occupazione di centri e territori arabi, non curdi.  Cosa per ora  riuscita agli israelocurdi iracheni invadenndo Kirkuk e altre aree arabe. Occupazione ovviamente funzionale, nei piani USraeliani e wahabiti, come in quelli dei subalterni curdi, all’antico piano di frantumazione anche di questo stato nazionale, laico, progressista, multietnico e multi- confessionale arabo (rimangono da squartare Libia, Egitto, Algeria. Quanto ai possedimenti famigliari dei Saud e cugini, quelli non preoccupano: sono ‘ndrine tenute dalla Banda del Golfo e Stati non lo sono mai stati)


Da mesi, anzi da anni, se riandiamo ai Balcani, all’Iraq di Saddam, all’Afghanistan retto dal governo laico comunista di Najibullah, tutta questa serie di aggressioni e distruzioni, che il Tribunale di Norimberga, per altri versi discutibilissimo, ha sancito “massimo crimine contro l’umanità”, passa come un TAV sui neuroni e sulla coscienza morale dell’opinione pubblica in virtù di un fattore decisivo: il costante, puntuale, fedele, ossequioso, fiancheggiamento di una muta di pacifinti. Irrilevanti nel numero e nell’intelligenza, ma promossi da rana a bue grazie ai vezzeggiamenti di politici e media (manifesto sempre house organ prediletto e siringa da usare sul corpo inerte del suo seguito sinistro).

Questa armata, fatta di pattuglie di amici del giaguaro e  battaglioni di utili idioti, parte in automatico, tante volte non ha neppure bisogno del fischio del pecoraro. Lo si vede dalla simultaneità con cui le varie colonne scattano, la sintonia delle parole d’ordine e, addirittura, impudicamente, l’identità delle terminologie. Dei loro trascorsi come facilitatori delle catastrofi inflitte a popoli e nazioni in Afghanistan (i turpi oppressori delle donne), Serbia (invenzioni di stragi come Racaq e Srebrenica, polizia etnica e stupri), Iraq (armi di distruzione di massa, genocidio dei curdi), Libia (Gheddafi bombarda il proprio popolo, fa stuprare le donne libiche, arraffa tesori, viva i rivoluzionari di Bengasi), Siria (viva i rivoluzionari di Daraa, Assad massacra e tortura), tutto è stato detto e anche, giocoforza, riconosciuto dagli stessi “main stream”.  Un rilancio lo tenta periodicamente il più accanito distorsore di verità tra le firme de Il Fatto Quotidiano, giornale diretto da uno che si picca di essere grande fustigatore di giornalisti falsi, faziosi e servili. Di Colombo a Travaglio toccherebbe decidere se il suo rovesciamento di ogni putridume e di ogni crimine disseminato sulla Terra da Israele e Usa in virtù costituisca un falso, sia fazioso, o manifesti servilismo.

Il guano del Colombo
Netaniahu lavato da Colombo

Furio Colombo: “Assad è il peggiore di tutti, usa senza scrupoli armi chimiche, bombarda il suo popolo, la polizia del tiranno ha dato vita  a una strategia tragica e disumana, cattura i figli adolescenti  o bambini dei leader della rivolta e ne fa ritrovare i corpi straziati dalla tortura”. Colombo è un forsennato sopravvissuto della propaganda del trucido, roba che neppure Goebbels dopo aver divorato il cuore di un ebreo. Il suo fanatismo sionista lo rende un imbarazzo perfino per il Mossad, al quale appartiene o non appartiene, ma al quale pare voler fornire servizi che vanno al di là di quanto il pur ipercriminale servizio terroristico ritiene utilmente attenmdibile. La parola che ripete più spesso è “bambini”, riflesso di inconscio(?) senso di colpa alla luce di quattro generazioni di bambini palestinesi catturati, sparati, carcerati, torturati, uccisi. Così anche, riflesso condizionato da transfert di colpa per i milioni di palestinesi cacciati e dispersi nel mondo, il suo ossessivo perorare incondizionata, illimitata, universale accoglienza ai rifugiati. E pensare che uno così, che ci dà finalmente un motivo per allestire campi di rieducazione, o esili sul primo meteorite che passa, domina la politica estera di un giornale che si vuole “libero e indipendente”.

Il baraccone di vivandiere, puttane, imbonitori e venditori di intrugli che ci  sferraglia addosso ogni volta che si tratti di coprire scelleratezze imperiali, da febbraio, dal momento in cui un giovane italiano al servizio di centri di spionaggio e pulizie etniche angloamericane, è stato buttato sulla soglia dell’ENI e tra i piedi del presidente Al Sisi, colpevole di aver sostituito il più fidato e servizievole fratello musulmano, ha intossicato piazze, redazioni, schermi  avvolto nel sudario di Giulio Regeni. Svuotata questa davvero sporca speculazione sul corpo di una probabile vittima di sue scelte sbagliate, da quella che la magistratura ha definito la piena collaborazione dei colleghi egiziani, ecco che il baraccone di giro ha trovato modo di farsi apprezzare dai buoni e dai farlocchi ricorrendo ai curdi. Trascinandosi dietro, ahinoi, anche un po’ di gente onesta che crede di far bene. Che si fa in quel caso? Si va lì in mezzo a  buttargli tra le gambe qualche petardo di verità? Si partecipa con proprio striscione alternativo incuranti che le proporzioni sono tra quattro formiche e un formicaio? Ci si astiene con muto disprezzo? Forse l’unica cosa che serve, o che è possibile,  è dargli addosso nei social media.
Dimensioni vere dei territori curdi



Il 24 settembre si aprono i tombini
C’è un presidente Usa che, obbedendo a ordini superiori, ma divertendosi un sacco, fa il surf su un mare di sangue. Dopo l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia, la Somalia, sta sbranando la Siria e lo Yemen. Un genocidio dopo l’altro, orrori che il mondo non aveva mai visto. E quando si accorge di qualche perplessità in giro, fa saltare per aria un po’ di cittadini suoi., a titolo di diversivo. I teschi che galleggiano attorno a lui, falciati dalla sua tavola affilata, sono milioni . Lo insegue, per succedergli, una psicopatica con la bava alla bocca che vuol far meglio di lui e che già ha esibito orgasmi quando Gheddafi veniva sodomizzato da una baionetta consegnata dalle sue stesse mani. Questo nostro regime di cialtroni, ladri, decerebrati e famelici, ha il 40% dei giovani fuori lavoro e i suoi vecchi alla canna del gas, non contento di vedere cadere a pezzi il paese e contribuire in tutti i modi a sfasciarlo, s’impegna a collaborare negli sterminii altrui. 500 soldati a Mosul, 4000 mila in Afghanistan, 300 finte crocerossine e veri tagliagole a Tripoli, solo per citare i crimini di guerra più recenti. Chi ci ordina tutto questo se non i capobastone a Washington, Bruxelles e Tel Aviv? Avete visto anche un solo sorcio uscire dai tombini a protestare che così gli si avvelena l’habitat?

Il 24 settembre scenderà in piazza tutto il cucuzzaro che, dall’11 settembre da esso entusiasticamente accreditato, alle scuse per ogni guerra che ne è stata tratta, impesta l’ambiente con le bombe puzzolenti della nonviolenza, del pacifismo, dei diritti umani e del femminismo. Ordigni sganciati sugli stessi obiettivi che vengono colpiti dalla Nato e dai terroristi al suo servizio. Si mettono in scena i curdi di Turchia, bene accetti da tutti per come li massacra Erdogan, per poi, nel secondo atto, far emergere il protagonista vero: i curdi di Rojava, quelli che, svaporati perché mai esistiti i “rivoluzionari democratici che manifestavano pacificamente contro il dittatore Assad”, sono diventati i vessilliferi di democrazia, socialismo, partecipazione dal basso, femminismo. Tutta roba praticata in Siria da decenni, più onestamente e al servizio di nessuno. Curdi che da minoranza inclusa nella nazione siriana si sono involuti in microimperialisti che uggiolano al guinzaglio dei megaimperialisti Usraeliani, si travestono da Forze Democratiche Siriane (autentiche come il precedente Esercito Libero Siriano), irrompono in territori arabi e ne espellono, all’israeliana, i titolari. Sguatteri del piano padronale di frantumare la Siria. Siria che, insieme all’Iraq, è il cuore di quella civiltà araba senza la quale non avremmo nemmeno  conosciuto né Aristotele, né Eschilo e staremmo ancora lì a bruciare streghe e pagani.
 Bandiere curde e dei terroristi su unità mercenaria degli Usa

L’elenco di quelli che si aggregano sotto queste insegne lo conoscete. Il sound system  lo forniscono Cia e Dipartimento di Stato con sul cassone gli esperti Amnesty, HRW, Avaaz. Vociferano lì attorno confraternite pretesche varie, pacifisti e nonviolenti di ogni coloratura, dal nero al bianco, organismi del mondo delle zoccole dette giornalisti, Arci e affini rotti a ogni chiamata a nefandezze umanitariste, CGIL e altri sindacati specializzati in pratiche sodomitiche sui lavoratori (compresi gli ineffabili UBS condotti per mano dalla famigliola della Rete dei Comunisti), o in furti di fondi associativi per gioielli e vacanze (vedi la cronaca di oggi su Angeletti e Barbagallo), l’impazzita giunta comunale di Livorno, la Casa Internazionale delle Donne, gli infiltrati delle associazioni curde e, a fianco dello scontato detrito PRC (vivo come un bruco che ha fallito il passaggio successivo), nientemeno che la “Sinistra Anticapitalista”. E’ una delle micromonadi  trotzkiste disperse nella galassia dei neuroni a perdere, che si dice anche antimperialista ma sostiene “la lotta dei settori democratici e progressisti siriani contro il dittatore Assad”. Se arrivasse alla dimensione di un granello di pulviscolo galattico, per il sole imperialista sarebbe il corpo più prezioso da farsi girare attorno. Pensate, gente che giura su una lotta di classe  e la sostiene stando al fianco di chi va facendo strame di oppressi e sfruttati in tutto il mondo! Roba da far spostare di qualche grado l’asse terrestre.
Aggiungo qui sotto due commenti arrivati al mio blog e che non potevano essere più puntuali, precisi e dotati di quella stringatezza che a me, mondocane, sfugge.
************************************************************************************************************
 
Qualcuno poi si adombra quando uso il termine "imperialismo di sinistra".
Eppure da molti anni, essere di "sinistra" è proprio il nuovo abito indossato dall'imperialismo. Un abito fatto di "diritti umani", "democrazia", "diritti di genere"  e persino "antifascimo". D'altra parte, Milosevic, Saddam Hussein e Gheddafi non erano forse definiti come dei "nuovi Hitler"? E' forse un caso che non si sia detto "nuovi Stalin"?
Persino con Putin c'è una certa riluttanza a paragonarlo a un novello Stalin, anche se la tentazione trapela spesso. La titubanza non dipende certo dal fatto che sarebbe una lampante idiozia, ma perché, evidentemente, si è convinti che l'epiteto "nuovo Hitler" faccia più presa, o che, simmetricamente, "nuovo Stalin" possa non essere inteso propriamente come un insulto.
A meno che non sia un motivo banalmente scaramantico, perché Hitler fu sconfitto mentre Stalin vinse.
Fatto sta che l'ideologia neocons è assolutamente bi-partisan e da diversi anni ha trovato nella "libertaria",  "femminista" e "dirittumanista" Hillary Clinton la propria campionessa.
Poco da stupirsi quindi che il PRC si faccia incantare dalla patina di "femminismo", "democrazia" e "socialismo" dei Curdi siriani. Che siano alleati agli Usa, che siano cioè alleati degli alleati dei tagliagole, che cerchino di conquistare città non curde, che abbiano attaccato a tradimento l'Esercito Arabo Siriano, tutto ciò non viene semplicemente "sottaciuto". Il problema di fondo è che non viene nemmeno preso in considerazione, perché la sinistra ha sugli occhi fette di salame ideologiche storiche che non glielo consentono.
In barba allo sbandierato "internazionalismo", la sinistra (intendo quella che possiamo assumere in buona fede) non riesce a vedere nemmeno un elefante al di fuori del proprio ristretto campo visivo totalmente ideologico e puramente formale.
Ci sarà un motivo perché la sinistra italiana ormai vivacchia alla meglio solo in qualche Villa Serena sparsa qua e là, senza alcuna speranza di riprendere vigore.
Piotr


@alex nessuna simpatia per i sindacati confederali.
Possono organizzare manifestazioni contro il Pinochet del Cairo, contro i perfidi regimi di Assad e Putin, sono complici della confindustria e delle peggiori leggi su pensioni e sul lavoro, sono complici dello smantellamento dello stato sociale. E ne possiamo mettere quante ne vogliamo.
Ci sono talmente tante colpe REALI che e' inutile inventare cazzate. I sindacati tutto fanno tranne manifestare contro immigrati clandestini e campi rom, non fosse altro che sono in prima fila a quella mangiatoia creata da questa folle invasione incontrollata che non ha ne' capo ne' coda , che non da' garanzie a coloro che avrebbero il sacrosanto diritto di essere accolti, non da' altro futuro che la carità pelosa, false speranze e certezze di un futuro di stenti ed illegalità a chi "tocca bomba" fottendosene (noi) di chi resta indietro, ed esacerba la popolazione creando le basi di uno scontro tra poveri. "Accoglienza" arci-caritas-ong -marina militare del cazzo, cosa crediamo di accogliere un miliardo di persone in Italia? Quale credi che sia lo scopo, oltre ad arricchire la mafia delle ong? Magari destabilizzare un continente con numeri non sopportabili in tempi cosi' brevi ...
Con buona pace degli utili idioti dei noborders e delle anime candide che gridano al razzismo quando si cerca di ragionare su dati pragmatici e sul mondo reale.
Luca.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Analisi perfetta Fulvio. Non fa una grinza. Mi domando... se riportassero questo cose nei tiggì che accadrebbe? Puntuale la "distrazione bombastica" di NY in seguito al bombardamento porcata sui militari siriani... giusto per mandare a puttane la tregua e supportare i loro taglia gole assassini. Maria Zakharova glielo ha detto in faccia senza mezzi termini cosa sono e chi sostengono. Questi vogliono sul serio scatenare una guerra globale. Siamo alla follia totale. Veramente belle e significative le vignette a corredo del tuo pezzo. Rendono appieno l'idea del porcaio lurido in cui sguazzano padroni ,politici, presidenti, pappagalli "presstitute", pacifinti e tutta l'accozzaglia merdosa e lurida che sta rovinando il mondo e le nostre vite.

Max

alex1 ha detto...

Intanto il "governo" di Tripoli si è lanciato alla riconquista di Ras Lanuf e degli altri terminali petroliferi ai danni del governo di Tobruk, (altro che "guerra all'Isis") fra l'entusiasmo di "Repubblica" che vede con gioia nella sconfitta potenziale di quello Stato definito "fantoccio dell'Egitto, dei Gheddafiani e dei mercenari provenienti dal Ciad" un "cambio di scenario nelle trattative in corso". Andatelo a leggere per curiosità.

Fulvio Grimaldi ha detto...

Alex 1@ Devi aggiungere che l'attacco dei briganti di Misurata, rinominati esercito libico, è fallito e che i terminali e porti sono saldamente in mano ai patrrioti libici di Haftar.

Anonimo ha detto...

In America continuano ad ritrovare ordigni, sono curioso di vedere a chi lasceranno il cerino in mano anche se, come Fulvio ed Alex1, un sospetto ce l'ho. Nel 2013 quando i media ci raccontavano un giorno sì e l'altro pure che Assad aveva usato i gas, mi era capitato di vedere uno di quei telefilm americani che Rai2 trasmette la sera, tipo NCIS, CSI etc. Guarda caso, nella puntata i due investigatori protagonisti dovevano sgominare una cellula terroristica di cattivissimi siriani che voleva gassare New York. Su Megachip avevo letto un articolo dove si diceva che nel 2001 in una serie televisiva incentrata su una squadra della CIA, realizzata in stretta combinazione con l'Agenzia, in un episodio gli agenti sventavano un attentato che prevedeva l'uso di aerei contro alcuni grattacieli. La puntata doveva andare in onda proprio l'11 settembre ma fu poi rinviata. Coincidenze?

alex1 ha detto...

Vi ricordate il pur divertente film "ritorno al futuro" credo di Spielberg? Io lo Vick da ragazzo, usci per le vacanze di Natale 1985/86 . Chi erano i cattivi? "I libici!" come urlo' ad un certo punto il giovane protagonista del film davanti all'ignaro inventore della macchina del tempo. Tempo tre mesi e gli F16 mandati da Reagan bombrdavano Tripoli facendo 100 morti, fra cui la figlia del leader libico Gheddafi. La prima dei suoi tanti familiari assassinati da bombe e missili democratici.

Fulvio Grimaldi ha detto...

Alex 1@ Spielberg, come Benigni per l'Italia, è un funzionario hollywoodiano della Cia e del Dipartimento di Stato, supervisionato dal Mossad.

Fabio Matala ha detto...

USisraele sono come le cavallette ...vanno... distruggono...rubano...uccidono mi viene in mente una canzone dei rage against the machine che nel finale dice :
"Who controls the past now controls the future
Who controls the present now controls the past
Who controls the past now controls the future
Who controls the present now?"...indoviniamo un pò
guerre a non finire , mistificazione e ovunque gente che per convenienza/soldi/interessi si lascia corrompere da questi diavoli travestiti da uomini democratici liberi...chi li fermerà ? e' questa la domanda che mi gira sempre in testa...di questo passo è inevitabile una guerra su larga scala...
Dice un'altra canzone dello stesso gruppo:

"Yes I know my enemies
They're the teachers who taught me to fight me
Compromise, conformity, assimilation, submission
Ignorance, hypocrisy, brutality, the elite
All of which are American dreams "

Il mondo a rovescio distrutto dai cavalieri dell'apocalisse

Anonimo ha detto...

@Alex 1 una piccola rettifica: Ritorno al futuro è stato diretto da Zemeckis, Spielberg era il produttore del film.
Credo che la serie che più si è prestata a questa operazione di propaganda sia JAG-Avvocati in Divisa. L'unica puntata che ho visto era incentrata su un funzionario americano processato all'Aja (cose che si vedono solo nei telefilm) per aver ordinato di bombardare un ospedale in Iraq durante l'invasione del 2003. La puntata iniziava con i due avvocati protagonisti (un uomo e una donna legati da una lovestory non dichiarata) che si dicevano certi dell'assoluzione avendo rispettato la Convenzione di Ginevra. Seguiva poi il processo con l'interrogatorio dei testimoni: cominciava un medico che accusava gli americani di aver bombardato mentre stavano portando via i feriti. L'avvocato americano repicava accusandolo di aver curato dei terroristi, nascondendo le armi nei reparti e di non aver sgomberato nonostante fossero stati avvertiti del raid. Arrivava poi una donna irachena che riusciva a mandare in crisi il nostro eroe chiedendogli:"Saddam ha ucciso mio marito, voi mio figlio. Qual'è la differenza?"
Poi arrivava il Marines nero (perchè i ruoli sporchi devono sempre farli in neri, vedi Giuda in Jesus Christ Superstar) che difendeva l'invasione avendo visto le fosse comuni e di cosa era capace il cattivissimo Saddam. Seguiva la deposizione del funzionario che si giustificava tirando fuori le armi di distruzione di massa; alla domanda dell'avvocato dell'accusa "Quali armi?" replicava l'avvocato americano con un bel: "Salteranno fuori!" Finita la sua deposizione un pazzo cercava di accoltellarlo ma veniva prontamente salvato dal marine nero (ancora una volta i ruoli sacrificabili toccano a loro). Seguiva poi una scena dove gli americani, con la solita arroganza, rimproveravano gli olandesi per non aver estradato l'attentatore, processandolo in un sistema che "non prevede la pena di morte". Processare un proprio cittadino sul proprio suolo? Innamissibile. La puntata finiva con l'assoluzione del funzionario, perchè sì hanno ucciso un po' di civili, ma lo hanno fatto a fin di bene per liberarli dal loro dittatore. Alla fine funzionario ed avvocato olandese uscivano a cena insieme, mentre i deu protagonisti commentavano la nuova amicizia che stava nascendo. Scusate se mi sono dilungato nel racconto, ma penso che sia utile per vedere come riescono a lobotizzarci anche inserendo particolari che a prima vista sembrano andare contro.

alex1 ha detto...

@ Anonimo. E vissero tutti felici e contenti. Non so se a qualche persona il fatto che un processo possa essere intentato per aver ordinato di distruggere un ospedale può fare venire qualche dubbio sulla natura del'invasione democratica dell'Iraq. Dipende ovviamente dal tono del film. Personalmente trovo più propagandistici film tipo "Alba Rossa" o "Delta force" dove il concetto di "lotta al terrorismo" in particolare nel secondo in chiave antiaraba, fatto anche contro le stesse "regole imbelli" degli stessi democratici anticipava di quindici anni quello che ci propinano sempre nei media oggi. Che ha fatto accettare la militarizzazione del territorio ed espulsione a casaccio di immigrati di origine araba o mediorientale non sufficientemente occidentalizzati.