giovedì 27 ottobre 2022

PROVOCAZIONI SENZA FINE, VERSO L’ABISSO

PROVOCAZIONI SENZA FINE, VERSO L’ABISSO

https://youtu.be/hnGJDd7C_UE

 

Visione TV. Intervista di Lilli Goriup a Fulvio Grimaldi sul significato, le conseguenze possibili, le ripercussioni geopolitiche e, in particolare, gli effetti sull’Europa, della parossistica militarizzazione USA-NATO-UE ai confini delle Russia.

La 101esima Diviseion aviotrasportata, forza d’élite statunitense, le “Aquile Urlanti”, mai operativa fuori dagli USA dopo la seconda guerra mondiale, trasferita in Romania, a 18 km dal confine russo. 4.700 militari si aggiungono così agli 8000 già presenti nel paese e ai 100.000 dislocati in Europa.

15.000 militari ucraini, magari dei battaglioni nazisti Azov, saranno addestrati e armati dall’U, su decisione della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e del responsabile Esteri dell’Unione, Joseph, vecchio razzista colonialista, che ha definito l’Europa un giardino e il resto del mondo una giungla che i giardinieri devono andare a… civilizzare.

Ed Enrico Mentana, definito giornalista, ha parlato nel TG della sera di “toni durissimi” di Vladimir Putin, quando il presidente russo ha denunciato la demenziale bellicosità dell’Occidente e l’impegno della Russia a difendere se stessa e il mondo umano.

Toni morbidi, invece, dei comandanti della “101” in Romania, dettisi “pronti a intervenire contro i russi in qualsiasi momento”.

QUESTO E’ LO STATO DELLE COSE.ps://youtu.be/hnGJDd7C_UE

lunedì 24 ottobre 2022

NEL NOME DI JULIAN ASSANGE

 

      

 

 


 


NEL NOME DI JULIAN ASSANGE

 

A Rovereto e a Trento, di mattino e poi di sera rispettivamente, presidio e convegno contro le guerra USA-.NATO, contro le aggressioni, in varie forme, a salute, sovranità e libertà dei popoli, contro le sanzioni alla Russia e a tutti gli altri paesi unilateralmente sanzionati da USA, UE e NATO, il cui costo viene pesantemente pagato da noi, “alleati” dei guerrafondai.

giovedì 20 ottobre 2022

LIBIA: “ALLE ARMI!” --- Una partita tra neocolonialismo e sovranità

 


https://youtu.be/q7F-xyQr9qc da Visione TV

Intervista a Fulvio Grimaldi sulla nuova fase della vicenda libica, segnata dal fallimento degli sforzi di risoluzione politica e diplomatica e dalla nuova offensiva del generale Khalifa Haftar su Tripoli.

La Libia, fino all’aggressione USA-NATO, tramite mercenariato islamista e bombardamenti atlantici, della primavera 2011, è stata nostro vicino e partner privilegiato, essenzialmente nel nostro interesse grazie all’approvvigionamento di idrocarburi e ai reciproci investimenti. In compenso, da classici badogliani, con il regime Berlusconi abbiamo poi partecipato all’aggressione, iniziata dalla Francia e poi risolta in totale distruzione da USA e NATO, dandoci la classica martellata sui santissimi, proprio come nostra abitudine nell’ambito dell’euro-atlantismo, ribadita in occasione dell’Ucraina e delle sanzioni alla Russia.

Con il regimetto installato, nelle sue varie formulazioni, dall’Occidente militarizzato a Tripoli, si è fatto in modo che, non potendo essere garantito, grazie alla renitenza sociale del popolo libico, il controllo totale del paese, la Libia finisse nel classico caos endemico, soluzione B dell’imperialismo.



Il regime fantoccio di Tripoli, che controlla appena la parte nord, mediterranea, della Tripolitania è, sì, riconosciuto dall’ONU, ormai dependance dell’Impero, e, di conseguenza dalla “comunità internazionale” (leggi NATO), ma è illegittimo. L’ultimo parlamento eletto, che ha espresso il proprio governo, è stato cacciato da Tripoli dalle milizie islamiste di matrice Fratelli Musulmani, e si è dovuto insediare a Tobruk, in Cirenaica. Da lì controlla i tre quarti del paese: Cirenaica, Fezzan al Sud e il centro della Tripolitania.

 Manifestazione per Saif Al Islam Gheddafi

Elezioni, previste per Natale sono saltate, grazie alle turbolenze scatenate dalle milizie islamiste e sollecitate dalla prospettiva certa che la vittoria sarebbe arrisa ai cirenaici, tanto più che tra i loro candidati figurava anche il popolarissimo figlio di Gheddafi Saif. Anche le successive esplorazioni diplomatiche si sono infrante contro il blocco turco-islamista (sostenuto dai Fratelli Musulmani del Qatar). Poco tempo dopo la caduta di Gheddafi e della fine dell’unità e libertà di questo popolo, già prospero e autodeterminato, il presidente turco Erdogan ha esteso il suo controllo geopolitico e militare su Tripoli, vi ha installato sue forze ufficiali e parte delle milizie ISIS coltivate in Siria e, da allora, sabota ogni tentativo di normalizzazione e riunificazione.

Da qui la scelta di Tobruk-Bengasi, il cui esercito è comandato da Haftar e che gode del sostegno dell’Egitto e di buoni rapporti con la Russia, di ricorrere all’ultima misura a disposizione. La liberazione delle parti della Tripolitania soggette al regime neocoloniale del “premier” fantoccio Dbeida. Vantando questo, con la Turchia, il pieno appoggio di un potente membro della NATO, una soluzione positiva non pare in vista.

 

martedì 18 ottobre 2022

 

L’ARIACCIA CHE TIRA

 

 I maestri

https://www.youtube.com/watch?v=OX7B2X8TNgo Visione TV

Forum con me, Antonio Ingroia, Andrea Zhok, Giorgio Bianchi sullo spirito del tempo che sta investendo la nostra società sotto forma si sorveglianza totale e repressione mirata dei “cattivi” o anche solo “sospetti”. Questi ultimi che Obama faceva assassinare da droni qua e là nel mondo. A partire dall’irruzione poliziesca notturna, con perquisizione, nella camera d’albergo di Giorgio Bianchi e a finire, con il nuovo maccartismo contro chi esce dal seminato di regime.

Conduce Francesco Toscano

Alla notizia dell’intervento di due poliziotti, alle 3 del mattino, nell’albergo di Gioia Tauro, dove Giorgio Bianchi era appena arrivato, di cui vi è stato ampiamente riferito dallo steso Bianchi su Visione TV, il pensiero si è precipitato da solo a una vicenda di mezzo secolo fa che riguardava me e un’intera generazione.

Erano gli anni magnifici e terribili dal 1968 al 1977, in cui giovani, operai, contadini, intellettuali, popolo delle periferie abbandonate e devastate dall’invivibilità, valli e monti, si sollevarono contro il regime detto dei forchettoni socialdemocristiani che, già allora, inalberava incipienti tratti di fascismo 2.0.

Io vi ero pesantemente coinvolto, ragion per cui, per un intero decennio, dovetti subire le vessazioni dell’apparato repressivo dei forchettoni fascistizzanti. Al punto di non poterne più e di trasferirmi, in latitanza, prima a Londra e poi, infastidito anche dalla locale Digos (“Special Branch”), a Bruxelles.

Successivamente, rientrato in Italia e ripreso il mestiere di giornalista peripatetico, ogni volta che passavo da Fiumicino mi acchiappavano, trasferivano in un ufficio, perquisivano e chiedevano cose stupide: perché, percome, dove, quando, con chi…

Attribuivo la seccatura al mio essere stato espulso da Israele, per i miei reportage non confacentisi a Tel Aviv sulla Guerra araboisraeliana dei Sei Giorni, giugno 1967. Si sa, lo sguardo attento e non proprio benevolo del Mossad dopo eventi del genere non ti abbandona più. Ma le attenzioni dell’Ufficio Politico della Questura, potevano avere anche a che fare con il fatto che, prima, ero il direttore di un quotidiano bellissimo e molto “eversivo”, “Lotta Continua” e, dopo, l’inviato per il mondo dell’editore arabo di una catena di periodici internazionali in lingua inglese.

Quando mi decisi a chiedere ragione della costante seccatura alla Digos di Roma, un gentile funzionario mi rivelò che era pendente, da anni, un mandato d’arresto contro di me. Cattura che, per mancanza di valida motivazione penale, era stato tenuto lì, sospeso, sopra la mia testa.

Ecco, con l’episodio di Giorgio Bianchi, ma, se volete, da molto prima, tempo del virus patologico è di quello antidemocratico dal primo facilitato, quello “spirito del tempo” è tornato. Svezzato dall’infanzia di manganelli e fucilate in piazza, aggravato, tecnologico, addirittura psico-tecnologico: sorveglianza totale e arcigna, video e digitale, fisica, sociale e finanziaria, fattaci sentire sulla pelle tramite campagne di diffamazione, demonizzazione, manicheismo buoni-cattivi, intimidazioni a gogò, stato emergenziale a “ giustificare” e autorizzare ogni strategia repressiva, colpevolizzante ed escludente.

Ingroia, che è una forza giuridica, in questo forum ci illustra la portata dell’abuso, anche alla luce delle pessime leggi via via adottate a nostro scorno da un parlamento di sicari in tutte le sue espressioni, e quel che ci resta di strumenti di difesa. Che non sarebbe poco, ci fosse una vera magistratura. Andrea Zhok, redattore di un formidabile programma politico per Italia Sovrana e Popolare, traccia il quadro nero del degrado costituzionale, Giorgio Bianchi parla della sua esperienza di informatore che si vuole a forza cacciare nel taschino di Putin, io ci metto del mio a decantare il fronte politico che oggi è impegnato nella controffensiva a 360 gradi.

Buona visione.

domenica 16 ottobre 2022

 

ITALIA SOVRANA E POPOLARE

RIPARTE DA ROMA

 



https://www.youtube.com/watch?v=TwUnDc2-X30

 

Il 15 ottobre, in Piazza Santi Apostoli di Roma, si è tenuta la manifestazione post-elettorale di ITALIA SOVRANA E POPOLARE sul tema del contrasto alla guerra USA-NATOI-UE e delle relative sanzioni che colpiscono e devastano i popoli d’Europa; sul prezzo pagato dalla nostra società in termini di impoverimento collettivo, di deindustrializzazione, di degrado culturale, di involuzione autoritaria.

Fondamentale resta la necessità e quindi l’impegno a proseguire e potenziare l’esperienza di Italia Sovrana e Popolare, che ad oggi è l’unica forza antisistema unitaria con l’unico progetto globale per un’Italia nuova, anticapitalista, antiguerra, contro il criminale tentativo di una élite cinica, senza scrupoli, feroce, di rovesciare il mondo nel suo contrario disumano, a vantaggio di una concentrazione malavitosa senza precedenti di ricchezza e potere.

Gli interventi conclusivi di Francesco Toscano e Marco Rizzo iniziano rispettivamente a 1:23:03 (Toscano) e 1:10:10 (Rizzo). Per chi avesse tempo da buttare, io parlo da 24’26 a 40’38.

La manifestazione di ITALIA SOVRANA E POPOLARE Verrà replicata sabato 22, alle 17.00, in Piazza della Scala a Milano

 

 

mercoledì 12 ottobre 2022

TERRORISTA A CHI?

 


https://www.youtube.com/watch?v=mhvFSu9FDyI

Visione TV: intervista a Fulvio Grimaldi sulla rappresaglia russa in Ucraina, sui “terrorismi” in atto nello spazio euroasiatico, con particolare evidenza tra Baltico-Mare Azov-Mosca (gasdotti russi fatti saltare, ponte russo bombardato, Darya Dugin assassinata…). Senza dimenticare i terrorismi definiti “esportazione della democrazia”, ma non meno terrificanti, lanciati su altre parti del mondo.

Sistematica è l’inversione dei fatti e di come vengono qualificati. Qui lo stereotipo dell’aggressore russo e dell’aggredito ucraino imperversa come imperativo categorico, e l’intera successione storica degli avvenimenti e delle relative responsabilità viene ridotta all’unico episodio conclusivo: l’invasione russa.

Identica mistificazione dell’universo politico-mediatico euro-statunitense (nobile eccezione il solito, vilificato Orban) impiegato sulla Siria dove la sedicente opposizione democratica (Al Qaida e ISIS) è definita vittima, il governo legittimo, sostenuto dalla popolazione, che si difende dall’aggressione pianificata e condotta da USA e Nato, e la Russia che, dopo tre anni di massacri USA, va in suo soccorso, sono gli aggressori.

Un rovesciamento della realtà nel suo contrario che viene spurgato da tutte le operazioni inerenti alla globalizzazione e al Grande Reset, dalla pandemia Covid alle deportazioni di popolazioni, dal cambiamento climatico al sociocidio da carenza di energia.

Così in Russia si sorvola in perfetta malafede su un colpo di Stato contro un governo democraticamente eletto, allestito da Washington utilizzando il solito mercenariato, questa volta il curato, armato ed esaltato corpo delle SA e SS ucraine. Si accantona il successivo vero e proprio genocidio esercitato contro popolazioni etnicamente russe che resistevano al regime nazista. La Russia, entrata in Ucraina per proteggere la sopravvivenza di alcuni milioni di russi, diventa l’invasore. E la “comunità internazionale” (la mera Nato) è il mondo intero, come la notte è il giorno e Biden è un prestante giovanotto di elevata qualità morale e intellettuale.

 

In chiusura del video un inciso su quanto va avvenendo nella maggiore forza politica anti-Sistema.

sabato 8 ottobre 2022

IRAN, DI VELI E BUFALE --- La terza volta colorata

 


VISIONE TV intervista Fulvio Grimaldi sulle turbulenze della nuova rivoluzione colorata in Iran. Chi ne sono gli attori, quali i bersagli, quali le ragioni buone e cattive, quali le strumentalizzazioni, i fattori interni e quelli esterni e geopolitici, in un paese a governo teocratico, da 40 anni sottoposto a feroci sanzioni e punito per la sua indipendenza e i suoi rapporti d’amicizia con i vicini euroasiatici, recentemente sanciti dal suo ingresso nella SCO, Organizzazione di Cooperazione di Shanghai.

Un documento di chi in Iran c’è stato e che fa la tara al tipo di disinformazione e silenziamento della “voce dell’altro” che sono la pratica comune nelle aggressioni della “comunità internazionale”, come rappresentata da USA, Nato e UE e come l’abbiamo conosciuta nel suo parossismo mistificatorio sulla guerra in Ucraina.

 


 


giovedì 6 ottobre 2022

L’UNITA’ IMPOSSIBILE, L’UNITA’ INDISPENSABILE

 

 


https://youtu.be/OJcrSKHjrgw

Leonardo Rosi intervista Fulvio Grimaldi: 25 Settembre, mancata unione delle forze antisistema. Occasione persa?

Col senno di poi, anche con quello di prima, le cose non potevano andare che come sono andate. Parliamo qui delle quattro formazioni partitiche che qualche centinaio di migliaia di voti li hanno raccolte: Italexit, Italia Sovrana e Popolare, Unione Popolare e Vita. Nel video provo a spiegare perché, nonostante il rapporto di forze tra Sistema e anti-Sistema fosse drasticamente e, grazie anche a Mattarella, artificialmente, a nostro sfavore, una formazione politica unica che si proponesse di affrontare, nella sua complessità, l’establishment e il suo modo di organizzare e governare il popolo e che, quindi, implicitamente, proponesse una visione articolata e globale del mondo, non fosse realizzabile.

Questo, sulla base dell’insufficiente coerenza tra punti fondamentali di questa visione, a partire dal modo con cui affrontare le contraddizioni del Sistema e, di conseguenza, a finire con i programmi politici, economici, sociali e culturali delle varie organizzazioni partitiche.

Qui non si trattava di trovare un’unità attorno a un tema specifico, come potrebbe essere l’Alta Velocità, o, genericamente, la pace (oggi, tra l’altro, inalberata opportunisticamente e ipocritamente da chi fino a ieri sosteneva l’invio di armi al regime burattino NATO-nazista di Kiev), ma di mettere in discussione radicalmente, in tutti i suoi aspetti la struttura del regime, sociale, economica, culturale, come la sua posizione geopolitica. E su questo, personalmente, ho trovato adempiente, complessivamente, solo Italia Sovrana e Popolare.

E qui arriviamo, dopo “l’unità impossibile”, all’ “unità indispensabile”. Che è quella validatasi, nella battaglia elettorale piombataci addosso a tradimento, con il concorso appassionato di centinaia di militanti delle componenti - almeno di quelle effettivamente presenti sul territorio - della formazione presentatasi alla manifestazione nazionale del 18 giugno a Roma e confermata, nei propri pilastri politici e ideologici, al congresso di Napoli e nel successivo programma di Italia Sovrana e Popolare.

 


Pilastri e programma che per ognuno dei partecipanti ha costituito un fenomenale, direi storico, passo in avanti, fondendo le migliori tradizioni del pensiero emancipatore nazionale, sul piano sociale, economico, culturale ed istituzionale. Un salto di qualità dovuto al concorso e all’intesa tra pensieri e sentimenti di matrici diverse, ma complementari. E che richiedevano di essere integrate.

Qualcuno era in deficit, o ritardo, su temi come l’assalto di èlites ciniche e feroci alla stessa essenza della specie umana, come evolutasi nei secoli e millenni, tramite la gigantesca operazione di terrorismo sanitario, climatico, sradicamento di popoli, corruzione del linguaggio, de-identificazione di individui, comunità, nazioni, perfino generi.

Qualcun altro non era stato sufficientemente analitico e reattivo rispetto al meccanismo di dominio e sfruttamento delle classi, come si era andato evolvendo nell’incredibile accelerazione imposta da detta élite nel corso degli ultimi decenni.

Qualcuno ancora era in ritardo sulla comprensione degli assetti geopolitici, come manipolati e deformati su torti e ragioni, dal potere politico-mediatico euro- e americo-centrico e faticava a sottrarsi a condizionamenti determinati dal rovesciamento della realtà nel suo contrario.

Potrei andare avanti a rilevare carenze o inadeguatezze, peraltro comprensibili alla luce dell’incredibile potenza infantilizzante, passivizzante e “stupefacente”, messa in campo da forze afferenti a ogni settore dell’esistente, come esplicitate nei tre grandi strumenti del capitalismo finanziario-militarista: gli Stati Uniti, la NATO e l’UE e, come periodicamente formulato nei convegni trilionari del FEM a Davos. Per cui la parola d’ordine: fuori da UE, NATO e OMS, l’idra a tre teste a cui una classe dirigente di inetti e camerieri aveva delegato rispettivamente la nostra politica economica, quella politica e quella sanitaria.

La consapevolezza di tutto questo, la volontà e la capacità di reagire e procedere su una via antagonista e alternativa, è diventato patrimonio di Italia Sovrana e Popolare ed è su questo patrimonio, come agito nella società, che Italia Sovrana e Popolare, e non le sue singole componenti, ha acquisito forza, capacità di convinzione, consenso. Pur nelle difficilissime condizioni, da nodo scorsoio, impostici dal regime, allo scopo di liquidare quello che l’élite intuisce, in Italia ma anche in gran parte del mondo, come suo avversario più agguerrito. In parallelo con le forze geopolitiche del fronte avverso.

Mettere a repentaglio quanto così è felicemente maturato, non svilupparne le potenzialità programmatiche e organizzative, per un solipsista e davvero pre-politico senso di patriottismo corporativo, sarebbe un arretramento antistorico e un torto a quanti si sono generosamente impegnati in una battaglia della vita.Sarebbe una negazione della fiducia ottenuta da centinaia di migliaia di cittadini, un fallimento del compito storico che ci si è venuto imponendo. Sarebbe un tradimento de “l’UNITA’ INDISPENSABILE”.

E ora, se avete un minuto, ascoltate questa:

https://www.youtube.com/watch?v=ZJFF0f8geaE 



martedì 4 ottobre 2022

Brasile, come sta buttando --- IL DIAVOLO (BOLSONARO) E L’ACQUA SANTA (LULA)


https://www.byoblu.com/2022/10/03/elezioni-in-brasile-uno-scontro-fra-globalismo-e-sovranismo-fulvio-grimaldi/

 

Byoblu intervista Fulvio Grimaldi sull’inatteso risultato del primo turno dele elezioni legislative e presidenziali in Brasile. Una interpretazione nettamente divergente da quella dei media generalisti e da cui, comunque, emerge l’ennesimo scontro tra globalismo e sovranismo.

La corruzione di quasi ogni processo elettorale nei paesi autoproclamatisi democrazie è minato in partenza. Al punto da deformarne inevitabilmente i risultati. Data la concentrazione che la globalizzazione ha generato come assist decisivo nella sua partita contro il genere umano pre-transumanesimo e pre-dittatura mafiofinanziaria, anche le società delle ricerche di mercato hanno subito un demensionamento. Entrate nell’orbita del superpotere mediatico, hanno subito un re-indirizzo in direzione di interessi  che nulla hanno a che fare con gli effettivi rapporti di forza elettorali. Anzi, provano a piegarli ai risultati dal potere programmati.

Si verifica nelle sedicenti democrazie occidentali, che poi si dilettano a fare le bucce a qualsiasi elezione che non vada nel senso desiderato, a partire, esempio emblematico, dal recente referendum nelle zone liberate dell’Ucraina, dove una popolazione di etnia e lingua russa ha votato per la riunificazione con la madre patria, dopo otto anni di aggressione armata e di ogni genere di atrocità subite dall’occupante Nato-nazista.-

Ora ne abbiamo avuto una dimostrazione eclatante in Brasile, dove i sondaggi hanno voluto ad ogni costo prefigurare un trionfo alla prima tornata del candidato “sicuro”, quello che avrebbe esteso anche al Brasile la ola di presidenti “rosa”, o fucsia. Candidati presentatisi come riformisti, o radicali di sinistra, e rivelatisi poi in perfetta continuità con le destre dure che li hanno preceduti.

Così in Cile con Gabriele Moric, in Perù con Pedr4o Castillo e in Colombia con Gustavo Petro. Evidentemente coloro che, dal Nord, ambiscono a riassicurarsi il famigerato “cortile di casa” in Latinoamerica, hanno ritenuto superato il modello della dittatura filo-yankee esplicito, alla Pinochet o Videla, con le reazioni che ha inescatro, dai Tupamaros a Chavez.

In Brasile la mistificazione fucsia ha ricuperato il nome del vecchio Luiz Inàzio da Silva, Lula, già presidente dal 2003 al 2010. Governi che hanno visto, soprattutto nel primo mandato, una deforestazone senza pari dell’Amazzonia e, nel secondo, un notevole recupero alla sopravvivenza dei poveri assoluti, grazie all’alto prezzo delle materie prime agricole di cui il paese dispone.

Difficile fare pronostici sull’esito del ballottaggio, il 30 ottobre tra, chi ha avuto quasi il 48% e chi quasi il 44%, tanto più che il Congresso è finito nelle mani del Partito Liberale di Bolsonaro e il partito detto centrista, MDB, solidamente di destra alla PD, mantiene il riserbo sulla propria scelta. Probabilmente attende disposizioni.

Il resto nel video.



 


 

 

domenica 2 ottobre 2022

DOPO IL 25 SETTEMBRE: CHI SIAMO, DOVE ANDIAMO, CON CHI

 


https://youtu.be/2x5YR7GKtUQ

Intervista video di Leonardo Rosi al sottoscritto Fulvio Grimaldi, in due parti: la prima sulle recenti elezioni, come ci siamo arrivati, come ne siamo usciti, quali vie dovremmo ora percorrere, chi è al nostro fianco, chi è contro di noi. La seconda tratta di geopolitica e congiunge l’11 settembre 2001 con gli attentati ai gasdotti nel Baltico, per trarne una visione della situazione che disintegri l’apparato menzognero e manipolatorio dell’informazione generalista. A seguire, questo documento sulla situazione attuale e sui compiti a venire dell’opposizione di sistema, al quale, chi vorrà, potrà dare la sua adesione.

 

DOCUMENTO DEI “NUOVI” (E UN BEL PO’ ANTICHI) DI ISP  che sottoponiamo, per l’adesione, ai candidati, militanti e partecipanti a vario titolo che, nelle elezioni politiche del 25 settembre 2022, hanno contribuito a far vivere ISP.

Noi, pur non appartenendo ognuno formalmente ad alcuna organizzazione politica, abbiamo partecipato alla campagna elettorale di ISP e ci siamo spesi, presentandoci direttamente nella lista, o indirettamente esprimendo il nostro appoggio in tutte le occasioni pubbliche in cui siamo intervenuti, come si dice in maniera grossolana, mettendoci la faccia, convinti come eravamo e, a maggior ragione oggi lo siamo, della assoluta necessità di costruire, attraverso ISP, l'unico soggetto politico che possa essere un argine credibile all'avvento della nuova era del transumanesimo.

Il compito è immane, senza dubbio superiore alle nostre forze presenti e alle nostre effettive possibilità, ma abbiamo guadagnato in questa tornata elettorale credibilità, interesse e impegno da parte di quel popolo che non ci sta e che crede in quell'alternativa realistica che noi rappresentiamo per loro.

Proprio per questo riteniamo assolutamente imprescindibile continuare il nostro percorso che si è rivelato accidentato (a causa di molteplici fattori), ma vincente. La strada è lunga ma praticabile, se non ci lasceremo travolgere o sviare dalle sirene delle vecchie appartenenze

ISP è una novità; per questo il nostro vantaggio sulle altre organizzazioni politiche è enorme. Abbiamo una grossa responsabilità di fronte alle centinaia di migliaia di votanti che hanno creduto in noi, anche perchè fautori di un percorso unitario ed ecumenico.

Il nostro programma si è rivelato uno strumento eccezionale, convincente e aperto a tutti .. Approfondiamolo, assieme a quelli che hanno lavorato alla costruzione del partito, apportando un contributo non solo politico e di impegno morale, ma anche di affetto, di stima e di profonda intesa.

Continuiamo nel progetto che abbiamo costruito insieme, non permettiamo che, disuniti, si corra il rischio di essere considerati da chi ha creduto in noi, opportunisti che hanno parlato di unità a scopo puramente elettorale: Continuiamo a essere cardine di un percorso che può essere vincente nelle prove durissime a cui saremo tutti sottoposti.

Uniti si vince, divisi e dispersi il nemico trionfa:

Fulvio Grimaldi, Sandra Paganini