giovedì 29 giugno 2023

GIUSTIZIA, PATRIOTI, CLIMA, STORIA, IL MONDO A ROVESCIO --- E meno male che ci sono i BRICS

 


BYOBLU-MONDOCANE XXX

Domenica 20.30, lunedì 12.30, martedì 14.30, mercoledì 12.30, giovedì 14.30, venerdì 18.30, sabato 08.00

Dove si parla di Cospito, che non ha niente da rivelare, e sta dentro per 23 anni e di Mambro, Fioravanti, Moretti, Morucci, Faranda e compagnia Gladio-CIA non cantante, che hanno tutto da rivelare, ma stanno fuori e tengono conferenze.

Dove si parla del governo patriottico che si vende la nostra infrastruttura più strategica, rete primaria e secondaria e cavi sottomarini (TIM, privatizzata da Draghi & Co negli anni ’90) ai privati USA della Kkr con testa e portafogli a New York. Il patriota è oggi ministro del “Made in Italy” (hahaha) ed è lo stesso patriota che rifilò ai soci del Corriere della Sera la famigerata lista di proscrizione dei “putiniani” italici.

Dove si torna sul governo dei patrioti che spende 5 miliardi per comprare 200 carri Leopard 2 da scagliare contro boh, anziché l’unico miliardo (1) che era stato previsto dal governo precedente per ammodernare i nostri carri Ariete. Cosa non si fa per fare contenti i patrioti tedeschi!  5 miliardi dal Crosetto per guerre patriottiche, e 700 istituzioni scolastiche tagliate entro tre anni (da 8000, a 7.300), con il 9% di sedi in meno, per l’istruzione patriottica

Dove si parla di volontari russi, detti mercenari, portati a sbattere contro il proprio paese da un cuoco sbroccato, fattosi feldmaresciallo e finito congelato in Bielorussia. E dell’infinita saggezza di un capo come noi ce lo sogneremmo. Di mercenari veri, tagliagole impiegati dall’Impero in varie parti del mondo da squartare, Blackwater, Al Qaida, Isis, Azov, Legione Straniera in Ucraina, di cui nessuno parla.

Dove si parla di un mondo che cambia in virtù dell’estinzione del Nuovo Ordine Mondiale Unipolare e del “crescete e moltiplicatevi” dei BRICS, liberi e indipendenti e sicuramente non obbedienti agli USA e alla NATO, che da cinque diventeranno 25 e ci salveranno tutti quanti.

Dove si parla dell’unica, vera transizione “ecologica”: dalla democrazia all’aristocrazia. Basta un’occhiata a Trastevere e a Lisbona, ma anche a Firenze o Londra, dove si celebra il lutto della scomparsa della città viva, vissuta dal popolo. Gentrificazione e mercificazione glamour del Centro, marginalizzazione e deidentificazione del popolo in ZTL e periferia.

Dove si parla del cambiamento climatico e si sghignazza a sentire i Tafazzi, profeti della catastrofe, azzuffarsi su dove faccia più caldo. Ma fa davvero più caldo da voi? Non da noi? O da loro? Ma se da noi c’è il doppio del caldo rispetto a voi… No, loro hanno quattro volte più caldo di noi… Scherziamo, voi siete tre volte più accaldati di tutti (e nel Medioevo il pianeta era ancora più caldo. Ma questo non lo dicono…)

E si chiude su chi riscrive la nostra storia in chiave criminologica e vorrebbe farci credere che il nostro risultato migliore, l’unità d’Italia, sia solo un complotto di bastardoni che avrebbero eliminato i gloriosi virgulti dell’Espressione Geografica in mezzo al Mediterraneo, il borbone e Pio IX, impedendo loro di completare il massacro dei delinquenti sovversivi. Ci pensi Calderoli! (Chiudo, rimirando il quadro di Michele Cammarano dei Bersaglieri alla breccia di Porta Pia).

 

 

 

sabato 24 giugno 2023

MERCENARI

 

MERCENARI




Mercenari e ausiliari sono inutili e pericolosi e se c’è chi fonda il suo Stato su queste armi, non manterrà una posizione né ferma, né sicura. Perché quelli sono disuniti, ambiziosi, privi di disciplina, infedeli, coraggiosi con gli amici, codardi con i nemici. Non hanno né timore di dio, né fedeltà verso gli uomini e la loro distruzione è rimandata solo alla fine dell’attacco. In pace si viene derubati da questi, in guerra dal nemico. Il fatto è che non hanno altro stimolo o ragione per stare sul campo che una miseria di paga, che non è sufficiente peri renderli disposti a morire per te….

Vorrei anche dimostrare l’infelicità di queste armi (di questi mercenari. I capitani mercenari o sono uomini capaci, o non lo sono. Se lo sono, non potrai fidarti di loro, dato che aspirano sempre alla propria grandezza, o opprimendo te, che ne sei il padrone, o altri contrari alle tue intenzioni. Ma se il capitano non è valente, finirai rovinato alla solita maniera (perderai la guerra).

Nicolò Machiavelli

(Scusate, non avendo trovato il testo originale, ho tradotto da una traduzione inglese).

venerdì 23 giugno 2023

BYOBLU – MONDOCANE XXIX ,--- --- Ucraina, Palestina, Serbia, clima, ci pensano le Moire



Ucraina, Palestina, Serbia, clima, ci pensano le Moire 

Domenica 20.30, lunedì 12.30, martedì 14.30, mercoledì 12.30, giovedì 14.30, venerdì 18.30, sabato 08.00

Avete presente le tre Moire, dette anche Parche. Nella mitologia greca, che contiene tutto il male, tutto il bene e tutta la saggezza che l’uomo ha saputo produrre da quando cammina eretto, sono tre odiosissime signore che tessono, aggrovigliano o dipanano, il filo della nostra vita e, quando ritengono sia il caso, con gran gusto lo recidono. Abitavano nell'Olimpo, in un palazzo di bronzo, sulle cui pareti incidevano i destini degli uomini e il cammino degli astri.

In questa puntata di Mondocane su Byoblu, le abbiamo seguite nel loro operare qua e là dove pareva loro che ci fosse da divertirsi, Essendo di natura eminentemente maligna (chi se la spassa a tessere fili e, soprattutto, a tagliarli, un tasso notevole di malvagità ce lo deve avere), le abbiamo scoperte a sforbiciare in tre parti del mondo che promettevano ampie messi: Ucraina, Palestina, Serbia e… clima.

Clima? Cosa c’entra il clima con tre teatri di guerra, di macelli, di cattiverie umane varie? Perchè per le Moire, che abbiano oggi assunto le sembianze di Biden, di Netaniahu, o di un premier-canaglia albanese, quello che conta è tirare i fili. Tirare, tirare, tirare e, se ancora respiri, recidere. E col clima il gioco riesce alla perfezione.

Liquidiamo subito la questione delle guerre-guerre: Ucraina, Palestina, Kosovo-Serbia. Nella trasmissione delle intemperanze taglierine, peggio di quelle del Cottarelli con i nostri bilanci di sussistenza, esercitate in questi scenari di guerra, o quasi-guerra, è detto quanto basterà sapere. Al momento. Sono situazioni sulle quali le Moire-Parche prevedono matasse da sbrogliare e fili da recidere sui tempi lunghi.

La più promettente è la filanda ucraina, che assicura tanto di quel filo da torcere e da tagliare, anche polacco, anche baltico, domani anche variopinto Nato, da provvedere gomitoli per anni a venire.

La Palestina, per le Moire, è una specie di ricorrenza periodica. Se ne sprigiona un’offerta di filo che neanche la celebrata, cara alle Moire, United Colors nei suoi tempi più filamentosi avrebbe potuto uguagliare. L’Olimpo ne è sommerso, il palazzo di bronzo tracima di maglioni color sangue che le Moire sono costrette a confezionare da eccesso di fili reciso, Perlopiù raccolti dove si parla, e poi parlava, arabo. Quasi mai dove si parla ebraico.

Del Kosovo, dei serbi, le nostre tessitrici si erano quasi scordate. Pareva che quel filo fosse finito, tutto quanto tranciato. E invece no. Qualcuno laggiù ha scoperto che di fili serbi da resecare ce ne sono rimasti parecchi. Anche perché, dopo il Nord del Kosovo, con i suoi residui sfuggiti ai tagli, rimane tutta una grande matassa serba da sbrogliare. E c’è già chi si è mosso per farne arrivare i capi sull’Olimpo.

Rimane il clima. Ha cominciato Antonio Guterres, un signore che sta nella reception dell’ONU e si preoccupa che nessuno disturbi la buona gestione con schiammazzi o furti di asciugamani. Preso da raptus ha urlato “CO2, CO2, la fine del mondo! Stiamo per superare i 2,5 gradi di aumento della temperatura, altro che quell’1,5 che diceva la minimalista Greta! All’armi, all’armi, che non si veda in giro neanche più un solo motorino a benzina!”

Non si era spenta l’eco della disperata invocazione del segretario ONU, che da ogni anfratto della configurazione Nato se ne potevano udire le risonanze, in un crescendo parossistico: “Povera Ucraina, altro che morti e macerie, qui si è prodotto tanto di quel mortale CO2, a forza di andirivieni di carri armati e camion di rifornimenti, che neanche il Belgio in tutto un anno!” Pofferbacco!

Poteva mancare la Gabanelli Milena in cotanto concerto? La più credibile di utte le nostri informatrici-manipolatrici?  Arruffata, in preda a incontrollabile agitazione psicomotoria, si è presentata al matrimonio morganatico del lunedì con Enrico Mentana, con l’aplomb consueto stravolto in furia di baccante, mentre dalla gola arroventata le usciva l’urlo strozzato:”E’ la catastrofe, il CO2 è la catastrofe. Non la catastrofe dell’Ucraina, la catastrofe del mondo intero…!” Sono venuti a prenderla.

Mentre il povero CO2, così ferocemente colpito nella buona reputazione di fonte di ogni vita verde, andava a nascondersi in una grotta alle falde dell’Olimpo, lassù le Moire ghignavano e arrotavano le forbici. “Altro che pandemia!”, mormorò una.

giovedì 22 giugno 2023

LA RUSSIA? CI PENSA LA POLONIA

 



 

Visione TV “Dietro il sipario”

https://www.youtube.com/watch?v=0CpdnlxTsA8

https://youtu.be/0CpdnlxTsA8

Conduce Francesco Toscano, con Mark Bernardini da Mosca, Gianni Alemanno sì e no dall’auto, Fulvio Grimaldi

 

Dal bailamme su cosa fare di quest’Ucraina sbrindellata, inaffidabile, troppo manifestamente nazista, dalle controffensive tutte chiacchiere e distintivi, pare emergere una certezza: ci pensa la Polonia.

Biden una volta dice sì all’Ucraina nella Nato, poi, sentito un pestone europeo sul piede, un’altra volta dice no. Dato che tra le due volte ha anche avuto modo di inciampare sul tappeto, di salutare una conferenza stampa con “God save the Queen” e di annunciarvi che costruirà una linea ferroviaria attraverso l’Oceano Indiano, nessuno dà molto peso nè al suo sì, nè al suo no.

Peso che peso invece vada dato al disco rotto, parole e musica di Rasmussen, Stoltenberg, Macron, Sunak e Draghi, che suona la marcia della Nato in parata lungo il Dniepr, mostrando i denti alla Russia.

Non tutta la NATO, a quanto risulta dal muso che le sta tirando Scholz, ma anche Erdogan, e soprattutto dal pessimo umore che vanno manifestando le maggioranze dei popoli europei. Da noi a tal punto e con tali firme per il referendum contro le armi, che neanche l’euforia bellicista di un cartonato sul Quirinale, o di una Yo soy Giorgia, armata di tutto punto e crosetto, riescono a far passare per massa di idioti, pronti alla morte per Zelensky.



Chi invece ci sta è la Polonia, con contorno di patatine baltiche. E non vede l’ora di entrare in campo. La posta? Salvare l’Ucraina? Manco a parlarne, semmai riprendersi la fetta chiamata Galizia. Sconfiggere Putin? Sì, come gli americani sulla Luna. O un vaccino mRNA buono.

Alla Polonia il compito di sollevare gli USA da un impegno che perfino al titanico Biden (intendendo i non stupidi di Blackrock) risulterebbe troppo gravoso: azzerare la Russia e, contemporaneamente, mettere all’angolo la Cina. Fatica di Sisifo,

Il lavoro va diviso. La Polonia vuol sostituire la Germania come, affidataria di Wall Street e Pentagono, potenza centrale e centripeda europea? Benissimo, se po’ fa’. Ma allora si assuma il compito di proseguire, lei, la guerra infinita di logoramento e spossamento della Russia, entri in Ucraina a trombe sonanti e passo dell’oca. Completi la polverizzazione di quel paese, ne ricavi in premio per sé la Galizia e continui a fare in modo che gli armieri occidentali guadagnino e tengano in piedi la baracca neoliberista, i russi si affannino a tenere botta sul campo e sotto sanzioni, Prigozhin e Shoigu litighino.

Poi, una volta che l’Ucraina, tirata per il collo da Macron, sarà diventata una nostra congiunta in UE, vedrete che anche il resto d’Europa accentuerà l’impegno a non lasciare solA la Polonia. E finalmente si sarà raggiunto l’optimum: Europa tutta contro Russia per uno zero a zero perenne che, tuttavia, distolga i due fastidiosi euroasiatici concorrenti da un mercato in cui ci deve essere posto solo per due. USA e Cina. Per due, per ora. La famosa “fine della Storia” ne vedrà una solo.

Esito conseguito, come vaticinato da Truman con le due bombe atomiche, dal PNAC dei Neocon con l’11 settembre, dal noto Fukuyama e messo nero su bianco dal Grande Reset di Klaus Schwab. USA e basta.

Peccato che, oltre a noi, lì fuori ci sia tutto un mondo che non la pensa proprio così.

martedì 20 giugno 2023

11/9 DA DOVE E’ PARTITO TUTTO, E ANDARE…



Beccata del Picchio: Puntata 20

https://rumble.com/v2v3st7-beccata-del-picchio-puntata-20.html

 

Mai così tanti sono stati manipolati così tanto da così pochi.“ — Aldous Huxley.

Partiamo da lontano ma restiamo vicinissimi.

11 settembre 2001, Attentato alle tre torri del Centro Commerciale Mondiale a New York e al Pentagono a Washington. Quasi 3000 morti. Parte la “guerra al terrorismo”… Guerra di terroristi utilizzando milizie terroriste. Quali islamiche, quali di psicopatici eterodiretti, quali di formazioni naziste. Emergenza terrorismo in tutto il mondo, attentati nelle capitali europee e statunitensi (non da noi, alle nostre emergenze perpetue ci pensano le stragi fatte da noi. Cioè dai terroristi di Stato).

Il PNAC, “Programme for a new American Century”, strategia Neocon (Cheney, Rumsfeld, Kagan, Kristol, Nuland. Successivamente, Clinton, Obama, Biden)). Cosa diceva? Cosa ha fatto?

Per il Governo Globale del Nuovo Ordine Mondiale, guerre ininterrotte dal 2001 all’Ucraina: Afghanistan, Georgia, Iraq, Libia, Siria. Colpi di Stato, come Honduras, Bolivia, Venezuela, Ucraina. Destabilizzazioni per regime change in Egitto, Asia Centrale, Algeria, Iran, Libano, Tunisia, Myanmar, Moldavia, Serbia.…

Base ideologica e Coordinamento Globale: Forum Economico Mondiale di Klaus Schwab. Centri Operativi: Bilderberg, Trilateral Commission, Aspen Institute. Sicari e pali: Young Global Leaders allevati nella scuola di formazione di Schwab e infiltrati in posizioni di potere istituzionale.

Senza l’11/9 e le restrizioni che l’emergenza terrorismo e il mantra della “sicurezza” hanno permesso di introdurre negli ordinamenti degli Stati, come nel nostro costrutto mentale, difficilmente ci saremmo piegati a operazioni di sorveglianza e autoritarismo come la pandemia, la truffa climatica, la manovra dello sradicamento e trasferimento di popolazioni, la sostituzioni delle minoranze soggette a reale oppressione, esclusione, sfruttamento, con minoranze artificiali costruite in laboratorio.

E difficilmente avremmo potuto essere convinti dell’inganno più grande: quello di dover essere coinvolti, da un’élite di pochissimi super-ricchi e super-potenti in una gigantesca militarizzazione della società, della vita, dell’economia, della cultura, finalizzata a farci carne da cannone per lo scontro con presunte autocrazie e in difesa della democrazia e dei diritti umani.

OCCHIO, DUNQUE: L’EFFETTO 11 SETTEMBRE NON E’ FINITO.

sabato 17 giugno 2023

Chi ispira la nostra politica internazionale? Chi fa l’animalista a favore della bistecca sintetica? --- SOROS DAPPERTUTTO

 

Chi ispira la nostra politica internazionale? Chi  fa l’animalista a favore della bistecca sintetica?

SOROS DAPPERTUTTO

 

BYOBLU-MONDOCANE XXVIII

Domenica 20.30, lunedì 12.30, martedì 14.30, mercoledì 12.30, giovedì 14.30, venerdì 18.30, sabato 08.00

Fatti i conti con un funerale di Stato, pari a un avvertimento mafioso, inteso, con la polena Mattarella sulla prua della nave, a perpetuare quanto ancora dalla bara si spande. facendo capire ai recalcitranti “attenti a voi!!”

Sopravvissuti, nella masseria di Manduria, a un’alluvione di saliva più travolgente di quella del Po in Romagna, nella quale, in nuoto sincronizzato, si sono fusi Potere Unico e  Quarto Potere  (il sultanato meloniano e il Gran Cerimoniere di Corte)…

Assistito all’incenerimento di Bruno Vespa al solo apparire del cartonato di Julian Assange…

Rimasti incantati dal sistema giudiziaro elettivo statunitense, dove la legge per Trump è una e quella per le coppie dinastiche Biden e Clinton è un’altra, anzi non c’è proprio…

Constatato come questa civilizzazione dello strumento giuridico, tarato su chi meriti e chi no, si sia fedelmente ripercosso da noi con una riforma della giustizia che ha fatto danzare nei rispettivi loculi, sia la mummia di Arcore, che un Al Capone rianimato, come gli Abba, dai prodigi ologrammatici dell’Intelligenza Artificiale….

Lasciamo la frase sospesa, aperta a incalcolabili sviluppi visto l’incalzare degli accadimenti nell’Italia del tempo del fascio littorio rispuntato dagli scavi tra Quirinale e Palazzo Chigi. E passiamo a cose serie.

Chi fa la politica estera italiana? Taiani? Come dire che il bimbetto col Lego sarebbe un architetto. E allora Alfano? Di Maio? Mogherini? Giulio Terzi di Sant’Agata? Frattini?  Cartonati piazzati sui balconi della Farnesina. Magari qualcosina avranno fatto D’Alema, Andreatta, Andreotti, De Michelis, però sempre rigorosamente all’interno del recinto dei nanetti da giardino.

Invece a dettare la politica estera, a noi, ci sono dei prestigiosi privati che, considerati dai nostri “partner” internazionali poco più che bottoni on-off da premere quando occorre farci sapere cose dobbiamo pensare di noi e del mondo. Sono le pomposissime ONG, zeppe di nomi, fornitori, sostenitori, sponsor, padrini e finanziatori del giro che conta (da noi) e che dà affidamento fuori. Alcune del tutto improvvisate, essenzialmente per fare scena nei talk. Altre dotate di conoscenza e competenza, sanno di geografia e distinguono le Antille olandesi da quelle britanniche, offrono corsi di studi, si vantano di preparare futuri diplomatici.

Sono IAI, Istituto Affari Internazionali, di tale Nathalie Tocci, provetta diplomatica appassionata di confronto, che boicotta e denuncia lo studio di Floris, di Martedì, perché ci sono degli iconoclasti come il sottoscritto. Poi c’è l’ISPI, Istituto di Studi Politici Internazionali, vicinissimo alle intelligence occidentali attraverso presidente e direttore, rispettivamente già capo del DIS, Dipartimento Informazioni Sicurezza, e responsabile italiano della Trilateral. E Pensate che i soliti fratelli dell’apocalisse, Ford, Rockefeller, Soros, non li tengano d’occhio? O non ne siano tenuti d’occhio?  Si occupino d’altro? Scherzate? Si occupano di tutto.

Ma c’è anche, caro alla Sinistra, e pour cause, visto che sinistra è, Limes, una rivista, fondata e diretta dal superbravo Lucio Caracciolo. Anche qui, rispettabile conoscenza delle cose, dei luoghi, di direzioni e direttrici, di passato, presente e prospettiva. Regolarmente, coerentemente, inquadrata nella visione del mondo, del bene e del male, come dipintaci sullo schermo dei valori occidentali dai Poteri che conosciamo. Per cui, tra le altre cose, è la Russia che aggredisce ed è lei che ovviamente rapisce i bambini (russi).

Se la Tocci va per farfalle a stelle e strisce, se l’ISPI è il bungalow nel giardino  dell’intelligence occidentale, Caracciolo, ben (tra)vestito, è il più pericoloso.

Poi c’è la storia dei maiali, anzi, dei porci. Già trattata nella puntata precedente di “EcoMondocane”, ma qui portata alle sue sorprendenti conclusioni. Denunciare l’obbrobrio degli allevamenti, le infamie dei trattamenti degli animali! Ma che bravi! Peccato che il nobilissimo obiettivo abbia un movente che ne è la negazione: basta carne di maiale, ma viva la carne da laboratorio! Quella sintetica, quella di Bill Gates e di altri massacratori di tutte le nostre buone cose di ottimo gusto. E’ l’eroica cronista che ha affrontato per Report le intemperanze dei cattivoni allevatori? E’, dal 2008, nei Radicali Italiani, embedded con Emma Bonino a sua volta embedded con George Soros. Che è anche il finanziatore e padrino di Avaaz, ONG statunitense, impegnata a fiancheggiare le guerre imperiali in giro per il mondo, con pause per difendere gli orsi polari, o gli alberi del parco sotto casa. La cronista anti-allevamenti di Report, sempre nel 2008, né è diventata la responsabile italiana.  

Capito mi hai? Tout se tien, dicono i francesi

 

giovedì 15 giugno 2023

Un funerale, un’intimidazione, un avvertimento --- BERLUSCONI NON DEVE MORIRE

 

 


Un funerale, un’intimidazione, un avvertimento

BERLUSCONI NON DEVE MORIRE

 

Visione TV Dietro il sipario

https://www.youtube.com/watch?v=sE63hTqnbH8

https://youtu.be/sE63hTqnbH8

Francesco Toscano conduce. Partecipano Glauco Benigni, Fulvio Grimaldi, Umberto Pascali

 

Stiamo assistendo a qualcosa alla quale ci hanno gradualmente e poi possentemente abituati il trattamento inflittoci tramite pandemia, cambiamento climatico, guerra,  mutazione del linguaggio: la trasformazione della realtà nel suo contrario, o, comunque, nella sua deformazione. Così nei giorni nefasti e grotteschi delle celebrazioni di un imprenditore-politico-guitto e brigante, il fenomeno da assegnare alla damnatio memoriae non sono più Berlusconi e il berlusconismo, ma l’antiberlusconismo e coloro che insistono a praticarlo. Bel colpo.

Un punto equilibrato e dialettico lo ha messo la puntata di Dietro Sipario dedicata alla questione che non è esagerato definire drammatica nelle sue premesse, nel suo svolgimento e nelle ripercussioni in atto e che minacciano di aggravare ulteriormente una nostra sconvolgente mutazione antropologica.

Un equilibrio dialettico sostenuto da Francesco Toscano che, da abile moderatore, ha salvaguardato la voce di quella vasta schiera di né-né. Né del tutto contro il sovrano malvivente di Arcore, pur garante degli interessi suoi, più che di quello degli italiani onesti, protetto dal boss; né del tutto in sua difesa, per essersi esso in qualche modo differenziato dai testi sacri imposti alla nostra condizione di marca imperiale alzando un po’ più il capino nei consessi internazionali. E verso i “giudici cattivi”.

Sorvolo sul contributo, ultrageneroso nei confronti dell’oggetto del contendere, dell’esperto da Washington Umberto Pascali, col suo tentativo di fare del microbo Berlusconi una copia ideologico-politica del gigante Trump. Entrambi bizzarri, fuori-registro e per certi versi eversivi rispetto all’ordine codificato dal capitalismo ultraliberista e guerrafondaio, ma resta comunque il confronto tra un provincialotto sfornito di strumenti culturali che non fossero quelli dell’anticultura, di Drive In e del “mi consenta”, e un improvvisatore strategico, visionario, ma incerto tra passi di lato e passi in lockstep.

Ho trovato illuminante la grande competenza di Glauco Benigni in materia di strutture, poteri, meccanismi e condizionamenti della comunicazione nell’era in cui si è fatta funzione cruciale del capitalismo del terzo millennio fondata sulla pubblicità. Della quale Berlusconi non è stato che il più o meno complice, dipendente e poi vittima.

Quanto a me, ho visto la nostra vicenda umana nel tempo del Tardo Impero nell’agghiacciante volto, fatto e rifatto, gonfiato, modellato, mutatosi infine nella grottesca maschera di un clown del Circo dell’Orrore. Faccia artificiale al posto di quella naturale, quanto l’Intelligenza Artificiale è chiamata a obliterare quella naturale.  Altro rovesciamento della natura, neanche nella sua caricatura, ma proprio nel suo contrario.

Ma questa è la superficie. L’assegnazione a Berlusconi di una funzione di rottura del sistema è fondata su pure apparenze, colpetti di testa che non lasciavano traccia alcuna in un percorso che, nella sostanza, era quello calcato da un’ininterrotta schiera di faccendieri, opportunisti, omuncoli impegnati, più o meno tutti, nel servile encomio e nel codardo oltraggio. Il primo, riservato al padrone ontologico, il secondo, alle masse nazionali e al nemico da sputacchiare via via indicatoci.

Non c’è sostanziale soluzione di continuità rispetto all’ordinamento accettato dai vinti nel 1945 e assegnato a forze politiche corrotte dalla minaccia e dalle sovvenzioni, sotto controllo di Gladio, servizi segreti stragisti eterodiretti, criminalità associata organizzata e manovalanza terroristica neofascista. I nodi del filo nero differiscono soltanto nei modi e nell’intensità dell’esecuzione, nello spessore intellettuale e nel tasso di criminalità dei vari vendipatria, proconsoli imperiali: De Gasperi (al quale va riconosciuta l’impossibilità di andare oltre al salvataggio del salvabile), Andreotti, Craxi, Berlusconi, Prodi, Monti, Renzi, Draghi, tralasciando le scartine di ieri e quelle di oggi.

Siamo ridotti a scavare nella melma della politica ed economia subalterna a grandi poteri basilarmente nemici dei popoli, per appendere alcuni di questi “protagonisti” a un gancio di alterità: Il Craxi, superladro, a Sigonella, ma poi nell’assoluta continuità dell’obbedienza cieca e assoluta; il Prodi per (de)meriti euro ed europeisti, il Berlusconi amico del vilipeso Putin, ma nella più bieca osservanza delle regole e dei sorveglianti assegnatici nel dopoguerra

Nel mito greco, contenitore di ogni saggezza umana, l’amicizia, Achille-Patroclo per dirne una, è il vincolo più forte, e infrangerlo è il crimine massimo. Quando pensiamo al riscatto di un governante da avanspettacolo, perché simpatico, barzellettiere d’angiporto, invidiato puttaniere che metteva (o lasciava) le donne al loro posto, fissato dai sani costumi, prescritto solo nove volte, ma condannato per aver rubato agli italiani tramite frodi fiscali, corruttore di giudici, finanziari e giornalisti, elargitore di pacchianerie televisive che hanno degradato l’Italia di Dante e Raffaello fino a renderla irriconoscibile, quando pensiamo, o non pensiamo, a tutto questo e altro, ci appendiamo alla lungimiranza che avrebbe manifestato nei rapporti con Gheddafi e Putin, amici.

Amici accoltellati alla schiena, non appena il sicario ha intravvisto alzarsi il sopracciglio del padrone.

Ha fatto lo stesso con gli italiani. Ma, come stiamo vedendo, al peggio non c’è mai fine. Quei funerali di Stato, con tanto di Mattarella, sono un avvertimento.

lunedì 12 giugno 2023

 


Milan l’è un gran Milan…contro la guerra!

 

Oggetto: DOCUFILM - "Mamma, non aspettarmi: il fine settimana lo passo in piazza contro la Guerra!"

 

 Il docufilm è stato pubblicato da Playmastermovie, già produttore di "Invisibili", ed è presente gratuitamente su Rumble. Fateci sapere cosa ne pensate e se vi piace date una mano a farlo circolare!

 

https://rumble.com/v2sjmqi-mamma-non-aspettarmi-il-fine-settimana-lo-passo-in-piazza-contro-la-guerra.html

https://playmastermovie.com/mamma-non-aspettarmi-il-fine-settimana-lo-passo-in-piazza-contro-la-guerra

Fulvio Grimaldi è da 36’20 a 47’57

 

Alessio

 

Alessio Gasperini che, con il gruppo “Miracolo a Milano”, ha allestito una delle per me più belle manifestazioni contro la guerra che si siano avute in questo tempo della nostra accanita raccolta di firme per il referendum contro le armi e contro la guerra, mi ha mandato il docufilm realizzato su quell’evento. Vale davvero la pena guardarlo e diffonderlo. Impegniamoci

 

Fulvio

Mentre il trio UE cerca di appropriarsi della Tunisia --- MA QUALE SOSTITUZIONE ETNICA, E’ MOLTO PEGGIO

 


BECCATA DEL PICCHIO XIX

La Genesi https://rumble.com/v2tavxu-beccata-del-picchio-puntata-19.html

 

Prendendo lo spunto della nuova Troika (Melonsky, Ursulensky e Ruttensky) che si precipita sulla Tunisia per riportarla all’ordine del FMI, del neocolonialismo euroatlantico, e dello schieramento globale contro Russia e Cina, ci occupiamo di migrazioni.

Dal punto di vista della triade che, tra salamelecchi e carinerie cerimoniali vari, prova a ricuperare un paese di alto valore strategico africano-mediterraneo, il presidente Kais Saied è una spina nel fianco. Sottratto il potere, segnato da inefficienza e corruzione, ai Fratelli Musulmani, fiduciari storici e attuali del colonialismo, sull’onda di una rivolta di massa,  il prestigioso costituzionalista Saied costituisce un ulteriore elemento di disturbo agli occhi del neocolonialismo euroatlantico. Insieme ad Algeria, Egitto, Sahel e la parte precipua della Libia sotto controllo di Bengasi, la Tunisia di Saied è un ostacolo alla normalizzazione della regione, già così bene avviata dalle cosiddette Primavere Arabe.

La spedizione del trio uscito dagli allevamenti dei Young Global Leaders di Klaus Schwab (Davos), era finalizzata a comprarsi, a forza di qualche elargizione monetaria (a futuro debito), la sottomissione della Tunisia ai diktat euroatlantici: 900 milioni dall’UE, purchè Tunisi accetti i 2 miliardi-con-ricatto del FMI. Che non riguardano tanto la questione migratoria, utilizzata da propagandistico pretesto per convincere i popoli rivieraschi europei che ci si preoccupa di salvarli dalla… sostituzione etnica. Parolaccia raccapricciante, questa, per Schlein e tutti gli attori, figuranti, comparse, che la chiamano accoglienza e integrazione di popolazioni disperate. Definizione, in effetti, del tutto impropria, dato che non di sostituzione si tratta, bensì di indistinto amalgama, finalizzato ad annullare diversità ed identità storiche, nazionali, culturali.

Ciò che la mini-Troika pensava di imporre al presidente tunisino riguardava, sì, anche un certo controllo su transiti e imbarchi  (che, comunque, la Melonsky si sa essere prontissima a continuare a far subire agli italiani, nella misura in cui la sua disponibilità serva agli scopi strategici dei padrini/padroni riordinatori globali). Persi, nel fronte africano del Mediterraneo, l’Algeria (da sempre), l’Egitto, i quattro quinti della Libia sotto Haftar e quasi tutto il Sahel, la Tunisia era destinata a diventare il caposaldo e il trampolino del revanscismo neocolonialista.

Trattavasi di convincere Saied a finalmente accettare il prestito dell’FMI, complementato di un tesoretto UE, e adottare quelle misure con le quali tali prestiti disinteressati, finalizzati a estrarre i paesi da difficoltà economiche varie, intendono ridurli agli schemi favorevoli al capitalismo finanziario e produttivo occidentale. Momentanei sollievi al costo di riforme strutturali che facciano sprofondare il soggetto in un debito insolvibile, foriero di dipendenza totale. Investimenti predatori esteri, economia rivolta all’esportazione e alla soppressione di consumi addirittura basilari. Saied ha detto no alla monetizzazione della sottomissione. Letteralmente: “La Tunisia non si compra”.

Un altro governante cui gettare un giulioregeni tra i piedi per provare a ridurlo all’obbedienza. Con Al Sisi non ha funzionato. E pare che così stia andando anche con Kaid Saied.

La beccata del picchio, però, è centrata su un altro tema, più vasto, più strategico, più criminale. Il fenomeno migratorio, falsato da tutti coloro che lo innescano, gestiscono, descrivono.

Non di sostituzione etnica si tratta, ma di miscione etnico, sociale, culturale fino alla totale estinzione delle diversità e identità. L’omologazione di Pasolini all’ennesima potenza. Un piattume indistinto, dove chi assimila, chi viene assimilato e tutti vengono privati del proprio ruolo storico, culturale e geopolitico. Dove individui, comunità, nazioni, civiltà, perdono la propria memoria e quindi, la loro ragione d’essere. Lo chiamano abbattimento dei confini. Ma i territori dentro ai confini da obliterare, svuotati delle proprie generazioni produttive e riproduttive, in grado di difenderli e svilupparli, vengono poi assunti dai predatori delle multinazionali occidentali.

Il progetto è questo, il timone è nelle mani degli stessi operatori di pandemie, guerre, fluidità di genere, colpevolizzazioni climatiche e corredi vari. Gli ascari sono ONG e varie realtà associative, private, pubbliche, miste, laiche, religiose, che costituiscono il mercenariato di una manovra finalizzata al Nuovo Ordine Mondiale.

 

 

domenica 11 giugno 2023

 

 

CI VOGLIONO AL FRONTE

 Carne da cannone per la NATO? La risposta è REFERENDUM

 con Davide Tutino, Daniele Trabucco, Fulvio Grimaldi. Conduce Marzia Di Sessa

 

9MQ WEBTV https://facebook.com/2526929710815674

 


Perché raccogliere le firme dei due comitati del Referendum contro la consegna delle armi a chiunque conduca una guerra, “L’Italia ripudia la guerra” e “Nuove Generazioni”.

 

Il vaglio della Corte Costituzionale e della Cassazione sarà libero da condizionamenti politici? Cosa ci dice l’esperienza recente dei pronunciamenti? Quale è la misura della fedeltà alla Costituzione di queste nostre istituzioni?

 

Pacifinti e pacifisti depistatori. Dove è finita la marcia di Santoro? Che coerenza c’è in chi allestisce manifestazioni di piazza e non invita a firmare per il referendum, unica espressione della volontà della maggioranza degli italiani, unica possibilità di arrivare a un risultato.

 

Un referendum reso drammaticamente urgente dalla criminale accelerazione verso il coinvolgimento nella guerra di tutti i membri della NATO. impressa da Joe Biden, Stoltenberg, segretario della NATO, Rasmussen ex-segretario della NATO, Mario Draghi, Ursula von der Leyen, Josep Borrell e i vari necrofori, commessi viaggiatori dei profitti di guerra, installati al vertice dei nostri Stati e governi.

 

La campagna referendaria, una mobilitazione senza precedenti per contrapporre ai protagonisti della morte, la conoscenza, la coscienza e la volontà degli italiani umani.

L’ASSALTO ALLA MEMORIA

 




BYOBLU-MONDOCANE XXVII

Domenica 20.30, lunedì 12.30, martedì 14.30, mercoledì 12.30, giovedì 14.30, venerdì 18.30, sabato 08.00


Verona: Forze dell’Ordine, o Pretoriani del Regime?

Russia: nazione dei masochisti: bombardarsi le dighe, privarsi di acqua e inondarsi le difese; far saltare i propri gasdotti costati miliardi; ammazzarsi i blogger e gli scrittori amici; rapire i propri bambini anziché lasciarli sotto le bombe NATO; bombardarsi le centrali nucleari.

Democrazie occidentali: Stoltenberg, Rasmussen, Biden, Draghi, Von der Leyen, (e sottovoce Melonsky, Crosettsky e Schleinsky); “Dopo le armi, anche i nostri ragazzi al fronte ucraino”. Intanto si parte dal Kosovo.

Greenpass for ever: OMS e UE festeggiano 7,5 miliardi di bipedi umani sotto controllo psicofisico totale

La memoria è d’intralcio: deformiamola, o cancelliamola: scrittrici anti Dante da pasticcini col té, storici  per Pio IX al posto di Garibaldi

2023: tornano quelli. La vendetta dopo 78 anni di tentativi di sopravvivere al terrorismo atlanto-mafioso-fascista: movimento operaio - ’68-’77 – Aldo Moro – Pertini - Mani Pulite – Falcone, Borsellino, Di Matteo e, oggi, San Negazionismo e il Referendum contro armi e guerra

Là dove c’era erba… ora ci sono i PFAS: dai campi di erba sintetica ai tumori al cervello? Respiriamo, assorbiamo, mangiamo vecchi pneumatici.

L’umanità dei nostri imprenditori si misura dagli allevamenti di maiali. L’orrore dietro al prosciutto di Parma (grazie “Report”). Ma non per questo ci rifilate la bistecca stampata.

Fulvio

sabato 10 giugno 2023

UCRAINA, KOSOVO, SARDEGNA, GERMANIA, LAGO MAGGIORE --- GRANDI MANOVRE, VERSO IL GRANDE INCENDIO

 

UCRAINA, KOSOVO, SARDEGNA, GERMANIA, LAGO MAGGIORE

GRANDI MANOVRE, VERSO IL GRANDE INCENDIO




 Paolo Arigotti intervista Fulvio Grimaldi - Lago Maggiore, Guerra. Kossovo, Sardegna

https://youtu.be/sGTkea73cIE

https://www.youtube.com/watch?v=sGTkea73cIE

 

Febbre da cavallo dei feldmarescialli USA-NATO-UE e rispettivi caporali di giornata. Esercitazioni di dimensioni e durata mai viste in Germania (100 miliardi di euro per il nuovo esercito germanico), in Sardegna, nello Stretto di Taiwan;

Mattarella-Melonsky-Schlein-Crosetto, uniti per la guerra: ricominciamo dal Kosovo. 120 basi USA-NATO, di cui 2° segrete, non bastano: vai con il nuovo gigantesco poligono in Sicilia, Parco dei Nebrodi-Madonie; Sigonella, un drone per tutti; Lago Maggiore, panoramico santuario per mafie, trafficanti e spioni di mezzo mondo.

Ai sardi, però va troppo bene. Vanno ecologizzati, transitati ecologicamente. Nello spazio lasciato dal 64% di territorio insulare requisito da servitù militari e poligoni d’uso internazionale, non vogliamo far trionfare le energie rinnovabili? E già che ci siamo, e ai sardi si può fare di tutto, non vogliamo piazzargli 700 torri eoliche in terra e in mare, alte come la Torre Eifel, in modo da dare all’isola l’aspetto di una spazzola per capelli? Ecco, una bella spazzolata è quello che ci vuole ai sardi.

Ne trarrà giovamento l’agricoltura, la pastorizia, la pesca, il turismo, la vitaccia di 1,5 milioni di sardi sopravvissuti. E, visto che i sardi a volte s’incazzano, chiediamo a Verona di trasferire nell’isola un reparto di quei suoi bravi poliziotti. E’ il metodo Melonsky. Sistema ogni cosa.

giovedì 8 giugno 2023

TRENTO- FESTIVAL DELL’INFORMAZIONE INDIPENDENTE, Intervento conclusivo di Fulvio Grimaldi

 



Mia foto: Derry,
Padre Daly e Jack Duddy, primo colpito della Domenica di Sangue

 

TRENTO- FESTIVAL DELL’INFORMAZIONE INDIPENDENTE, Intervento conclusivo di Fulvio Grimaldi

https://youtu.be/BKzX9nS0bYc

 

Cari amici, per un qui quo qua vi avevo inoltrato solo una parte del mio intervento finale allo stupendo Festival dell’Informazione Indipendente di Trento dei giorni scorsi.

E’ stato un grande evento di rottura e slancio contro la disinformazione e l’occultamento dell’informazione di regime.

L’ho voluto onorare con una rievocazione di un avvenimento che ha rappresentato nella mia vita una vera svolta verso una più chiara percezione del carattere criminale fino alla psicopatologia delle classi dirigente della cosiddetta “Comunità internazionale” (il 17% peggiore, e più infelice, dell’umanità).

Comunità internazionale ora messa in discussione in tutto il mondo, anche al suo interno (come il Festival ha indicato) e i cui dirigenti, sentendo avvicinarsi una crisi definitiva, stando infliggendo a noi e al mondo colpi criminali all’impazzata. E regge alla rivolta dei popoli esclusivamente in virtù dei servizi del meretricio degli organi di informazione mainstream

Il Bloody Sunday, la Domenica di Sangue del 30 gennaio 1072, a Derry in Nordirlanda, è stato l’inizio della fine della pretesa di moralità delle sedicenti democrazie capitaliste occidentali.

lunedì 5 giugno 2023

PESTE, UNTORI E CURE

 



Pochi di noi sanno in che condizioni è stato ridotto il nostro paese e come continuano a seviziarlo e stuprarlo, destinandoli a esiti sempre più calamitosi. Ne risentono – e comprendono cause, effetti, responsabili - solo le popolazioni coinvolte e colpite che, quando possono, protestano e si rivoltano. 

Il docufilm L’Italia al tempo della pesteè un viaggio dell’autore, Fulvio Grimaldi, da un capo all’altro dell’Italia, alla scoperta e denuncia delle ferite e dei crimini inflitti a territorio e vite. E’ un’Italia allestita da una cosca di profittatori, spesso al servizio di cosche più grandi e potenti, per fungere da laboratorio di una società denaturata, abbruttita, muta e destinata a piattaforma per sempre più feroci aggressioni belliche. Un’Italia-bersaglio per chi volesse reagire alle aggressioni alle quali siamo costretti. Ma anche un’Italia che sa rispondere, mobilitarsi, rivendicare salute, libertà, pace, integrità, sovranità.

giovedì 1 giugno 2023

NUOVI FRONTI, l’INCENDIO SI ESTENDE

 


BYOBLU

MONDOCANE, puntata XXVI

Domenica 20.30, lunedì 12.30, martedì 14.30, mercoledì 12.30, giovedì 14.30, venerdì 18.30, sabato 08.00

 

Dove ci si arrabatta intorno ad alcune questione che dire cruciali è poco. Rendetevene conto:

Io censurato da blogger per aver scritto dell’intoccabile Elly Schlein, senza insulti per carità; la società italiana censurata, tramite occultamento mediatico, perfino della RAI, nel suo diritto di conoscere una grande iniziativa di democrazia diretta, il referendum contro le armi e contro la guerra; Michelangelo Severgnini censurato da Youtube che ha rimosso il suo documentario “Referendum”, appunto.

Chi cancella la storia, la memoria, il passato, provando a rimuovere dalla scuola i grandi della nostra letteratura (Susanna Tamaro, la sciropposa autrice di “Vai dove ti porta il cuore”); oppure riscrivendo, deformando  e diffamando la storia della nostra lotta per l’unità nazionale, attribuendola a una banda di malviventi e loschi affaristi e rimpiangendo che tale unità non sia stata o borbonica, o addirittura di uno Stato della Chiesa allargato dalle Alpi e al Lilibeo (“L’altra Storia dell’Italia”).

Centrale in questo Mondocane non poteva non essere, per uno che, per un certo tratto della sua vita, si è identificato con la Jugoslavia e con il suo cuore, la Serbia, il nuovo assalto a questo paese, per interposto regime kosovaro. Tracciamo la posta di un colonialismo spietato che, a guida NATO-UE, punta a una Grande Albania, ovviamente di colore NATO, e alla definitiva normalizzazione dei Balcani occidentali (quelli occidentali sono già UE e NATO e impegnati contro la Russia).

E’ lo strumento per togliere di mezzo l’ultima anomalia balcanica, la Serbia, orgogliosamente in piedi, indipendente e amica di Russia e Cina. Ne dovrebbero pagare il primo prezzo gli ultimi centomila serbi del Kosovo, in condizione uguale, pari pari, ai russi del Donbass. E la KFOR della NATO, a guida italiana, dell’ennesima provocazione è protagonista, al servizio dei guerrafondai di Washington e della criminalità organizzata di Pristina. Il fronte balcanico si affianca a quello ucraino e a quello di Taiwan.

Nel segmento EcoMondocane, ce la prendiamo cin gli ecovandali, utili idioti, in perfetta buona fede per quanto riguarda la manovalanza giovanile, ma del tutto indifferente a guerre, devastazioni pandemiche, povertà dilagante ma organizzata. E vediamo anche molto bene chi li manovra e finanzia. Sorpresa – o forse no -: sono gli stessi identici che manovrano e finanziano le pandemie, le migrazioni di massa, le innovazioni digitali e IA, la fluidità dei generi e delle identità individuali e nazionali.

E sono sempre quelli che tanto amano la dialettica, il dibattito, il libero scambio delle opinioni, da digrignare i denti e far tintinnare forbici, e presto anche manette, a chi manifesta un’opinione basata sui fatti.