giovedì 1 dicembre 2022

Stato contro popolo --- ITALIA, LA TEMPESTA PERFETTA

 

Stato contro popolo

ITALIA, LA TEMPESTA PERFETTA


https://twitter.com/VisioneTv/status/1598323794854445057?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet

Visione TV.

Fulvio Grimaldi intervistato da Franco Capo:

La Consulta, chi lo compone, i suoi allineamenti ai superpoteri e cosa non potrà non venirne fuori in termini di obbligo vaccinale, visto il quadro in cui si muovono in Occidente gli organi degli Stati, specie di quelli colonizzati.

I “patrioti” al governo in un regime iperatlantico, iperbellico, antipopolare, repressivo.

L’attacco allo stato democratico costituzionale per un regime autocratico presidenziale.

L’attacco alla nazione, alla sua unità e all’uguaglianza e solidarietà dei suoi cittadini tramite l’autonomia differenziata delle regioni.

L’attacco alla scuola quale istituzione che garantisce l’unità materiale, fisica e culturale e lo sviluppo civile e del cittadino autodeterminato e solidale





giovedì 17 novembre 2022

DALL’INFORMAZIONE AL LOBBISMO, ALLA SPAZZATURA --- DAL MONDO UNIPOLARE AL MONDO PLURIPOLARE


https://www.youtube.com/watch?v=wkUIX2EEN1Q


Intervista di 9MQ (Maurizio) a Fulvio Grimaldi 

In occasione del convegno della Casa Editrice Nexus, dalla variopinta partecipazione, una valida e coraggiosa tv locale, “9MQ”, mi ha dato l’occasione e, grazie anche a stimolanti domande, mi ha consentito, di dire la mia sul sistema cosiddetto dell’informazione. Un sistema che ha subito un rapido processo di trasformazione-corruzione-degrado a tutti i livelli: integrità, onestà, deontologia, etica, conoscenza, coscienza, lessico, professionalità in tutti i suoi aspetti, dignità e, dunque, del suo prestigio e della sua credibilità.


Che questa credibilità si sia ridotta a qualcosa poco al di sopra dello zero è dimostrato dalla fuga di lettori e spettatori, in particolare da trasmissioni e pubblicazioni che vantano di essere prestigiose rappresentanti dell’informazione.

Non di informazione si tratta, se non nei casi dei media online, o che, in virtù di grandi sforzi e dell’impegno di autori e sostenitori sono riusciti ad arrivare, come Byoblu, sul digitale terrestre (canale 262). A fatica, l’informazione mainstream arriverebbe alla designazione, pur solo tecnica, di “comunicazione”, se anche questo non fosse troppo onore per quanto ci viene somministrato dai mainstream, cioè dalla stampa detta generalista, con lo stesso grado di buonafede che si deve assegnare a Pfizer e ai suoi sicari.


Nell’era del dominio della borghesia capitalista, la stampa non è mai stata integra e interamente devota alla sua missione di mettere il pubblico in rapporto con una realtà, possibilmente non troppo travisata dalle opinioni personali del redattore e dagli interessi dell’editore. Ma quanto è capitato al sistema e alla categoria che lo sostiene negli ultimi trent’anni, non ha l’eguale neanche nei periodi che si definiscono i più bui del secolo scorso. Si noti che questa mutazione genetica è andata di pari passo con la forsennata militarizzazione della parte nord-occidentale del pianeta, a partire dall’assalto alla Jugoslavia, e a essa è intimamente intrecciata

Lo strumento per trasformare presunzioni, o apparenze, di informazione, garantite da minuscoli crostini di opinione “altra” galleggianti nel brodo della mistificazione-manipolazione-occultamento, in brutale lobbismo, tifo, propaganda senza remore, nè scrupoli, è stata la concentrazione delle testate. Da alcune decine, definite autorevoli, nel nostro paese, si è passati a un’oligarchia di due o tre potenze editoriali (Elkann, De Benedetti, Cairo). Tutte, peraltro, sotto il tacco dei grandi fondi di investimento sovranazionali, con in testa Blackrock.

Negli USA uno studio ha dimostrato come da circa 150 fonti autorevoli di informazione, ci si sia ridotti a non più di sei, sette. Con, ovviamente, al seguito conforme e omologo, il mercenariato delle pubblicazioni ed emittenti minori (vedi da noi Repubblica-GEDI), cui è permesso di sopravvivere nella misura in cui la loro conformità ai grandi e sintonia con i poteri gli garantisce il cruciale sussidio degli inserzionisti.



Che vi siano le nuove emittenti online, come quella dell’Emilia Romagna che mi ha dato l’occasione di dire queste cose, o le più affermate a livello nazionale Visione TV, Byoblu, Comedonchisciotte, 100giorni da leone, Orizzonte degli eventi e tante altre sul territorio, è l’antidoto salvavita per il nostro rapporto con la “realtà effettuale”, come la chiamava Machiavelli. Sosteniamole. Ne va della verità.

 

MISSILI SULLA POLONIA. QUALCUNO E’ PRONTO A TUTTO --- Ma non sono i russi

 

MISSILI SULLA POLONIA. QUALCUNO E’ PRONTO A TUTTO

Ma non sono i russi



https://www.youtube.com/watch?v=4Wel1FSqBtE 

 

Visione TV, Forum condotto da Francesco Toscano con Andrea Zhok, Enzo Pennetta, Antonio De Martini e Fulvio Grimaldi


Lo spunto è il presunto bombardamento di un villaggio in Polonia, chi dice trattarsi di missili russi e invoca l’intervento della NATO contro la Russia in base al suo articolo 5; chi riduce l’ammasso di rottami visto nei filmati ai resti di un missile antimissile della difesa antiaerea ucraina e riduce l’evento a un incidente senza conseguenze.

Si scontrano qui, con sempre maggiore evidenza, sullo sfondo del monocorde e unanimistico schiamazzo russofobo e bellicista dei media e dell’intero mondo politico italiano, due fronti.

Uno che deve tenere conto della pressione della propria opinione pubblica come di quella mondiale di fronte alla prospettiva di un’escalation nucleare e della continuità di guerra e sanzioni dall’alto costo non solo per i suoi protagonisti diretti. Questa fazione sembra da qualche tempo puntare a una de-escalation e, quanto meno, a una tregua.

L’altra, composta dallo stesso Zelensky, con alle calcagna le belve naziste dei suoi apparati militari e istituzionali, dai regimi estremisti russofobi dell’Europa Orientale, dagli irriducibili Neocon tuttora influentissimi in entrambi i partiti USA e nei gruppi dirigenti britannici.

Nei giorni passati abbiamo visti manifestarsi con maggiore evidenza entrambe queste posizioni. Vanno viste in contrapposizione due serie di eventi. Quella dell’incontro tra capi dell’intelligence USA e russa ad Ankara, la dichiarazione distensiva, del Capo di Stato Maggiore USA, generale Milley, l’apparentemente cordiale incontro tra Xi Jinping e Biden al G20, i nervosismi dell’establishment statunitense rispetto alle continue ed esose richieste ucraine di armi, lo stesso ordinato ritiro volontario dei russi da Kherson.

Speculari e contrari sono stati l’intervento, dai soliti toni belluini, di Zelensky al G20, l’insistenza sulla paternità russa di un attacco missilistico alla Polonia  e, soprattutto, l’incontro a Dallas, in parte in video e in parte in presenza, dell’ex-presidente Bush Jr con lo stesso Zelensky, sotto il patrocinio e con la partecipazione di due tra i più bellicosi strumenti neocon, Freedom House e NED (National Endowment for Democracy), enti addetti ai colpi di Stato e alle destabilizzazioni di Stati sgraditi.

Per Zelensky e il suo entourage identificato da rune, svastiche e simboli SS, con sulle spalle il carico terrificante di quasi un decennio di atrocità inenarrabili, di crimini di guerra e contro l’umanità (nello specifico, contro il proprio popolo), nel caso di una tregua, o di una qualsivoglia sistemazione diversa dalla cacciata dei russi oltre i loro confini originari, non ci sarebbe futuro. Probabilmente neppure vita. Comprensibile che, di fronte al primo venticello di distensione,  vedano aprirsi davanti a sé un contrappasso terribile, probabilmente riservatogli dai propri cittadini e siano, dunque, disposti a qualsiasi nefandezza, in termini di provocazione e false flag, pur di sfuggire a tale destino.

L’incontro con l’uomo delle Torri Gemelle e la farsa missilistica in Polonia si spiegano così. E anche l’eventuale armageddon nucleare.

 

martedì 15 novembre 2022

DA KHERSON A SHARM EL SHEIK FATTI IN CERCA D’AUTORE

 

DA KHERSON A SHARM EL SHEIK

FATTI IN CERCA D’AUTORE

 

 



 

https://youtu.be/3N_H1iQag1M

Visione TV   Cosa c’è dietro, sotto, sopra l’attentato curdo a Istambul. Cosa significa per le varie parti in causa il ritiro dei russi da Kherson. Disfatta di Mosca, o barlumi di negoziato?

Forum condotto da Francesco Toscano, con Fulvio Scaglione, Polo Borgognone e Fulvio Grimaldi

 




https://www.byoblu.com/2022/11/13/israele-libano-vai-col-gas-fulvio-grimaldi-in-ecomondocane/

Byoblu, Puntata VI di “Mondocane”, rubrica settimanale della domenica ore 21.00,  di Fulvio Grimaldi. La spartizione conflittuale del gas nel Mediterraneo; le vuote promesse della COP 27 a Sharm el Sheik

Puntata andata in onda domenica 13 novembre alle 21.00. Repliche giovedì alle 14.30 e sabato alle 08.00

mercoledì 9 novembre 2022

Furti, fughe e bimbe atomiche

 



Dalle guerre USA-NATO dimenticate, ma sempre feroci, in Medioriente-Nord-Africa, attraverso Greta Thunberg neo-atomica insieme a Klaus Schwab, fino al mondo di domani visto attraverso il filtro delle elezioni di medio termine USA.

 

https://www.byoblu.com/2022/11/06/gli-usa-rubano-la-francia-scappa-greta-inquina-fulvio-grimaldi-in-ecomondocane/

https://www.youtube.com/watch?v=QsV7-mMIs3Y

 

A questi due link ci sono due trasmissioni:

1)    La mia puntata “Mondocane” su Byoblu, in cui si parla della disfatta della Francia nelle sue ex-colonie africane; delle rivoluzioni colorate e non in Nord Africa; della guerra ormai dimenticata contro la Siria, dove USA, Israele, turchi e curdi continuano ad aggredire, saccheggiare, occupare territorio, rubare risorse vitali e impedire una qualsiasi ricostruzione del paese martoriato; e della nuova passione per il nucleare dell’ecologista Greta e dei grandi poteri finanziari e militari sovranazionali e di quali conseguenza comporti per ambiente, salute, pace, il rilancio dell’atomo.

 

2)    .Il forum di Visione TV sul significato intrinseco ed estrinseco delle elezioni statunitensi per Congresso, Senato, Camera e governatorati, alla luce dei pronostici di una vittoria repubblicana, mentre risulta confermata dai primi risultati di un’elezione che va annoverata tra i sistemi elettorali più problematici e inquinabili del mondo.

 

Conduce Francesco Toscano. Partecipano, oltre al sottoscritto, Pino Cabras, Enzo Pennetta, Carlo Tarallo, George Lombardi, Guido Salerno Aletta.

 

 

giovedì 3 novembre 2022

STATO DI POLIZIA IN DIRITTURA FINALE

 



https://www.youtube.com/watch?v=XD8XxDMxnds

https://youtu.be/XD8XxDMxnds

Visione TV

Francesco Capo conduce un forum sulla misura del governo Meloni presuntamente contro i Rave

Partecipano, oltre al sottoscritto, il Prof. Daniele Trabucco, la Dr. Lina Manuali

 

Dove si illustra in termini giuridici e politici, anche alla mano di corsi e ricorsi storici, quali intenzioni, quali obiettivi, si nascondano dietro al decreto Piantedosi-Torquemada. Decreto di regime che, sulla falsariga del Codice Antimafia e contro gli attentati allo Stato del 2011, prende a ridicolo pretesto innocui e inermi partecipanti al Rave Party di Modena, per sancire punizioni di invasioni di terreni, luoghi, scuole, fabbriche, strade, piazze, con pene fino a 6 anni e 10.000 euro. Pene superiori a quelle per omicidio colposo. Che sarebbe quello commesso dai responsabili delle stragi da amianto.

La morsa dello Stato di Polizia si stringe ora anche sui giovani, allo stesso modo e con metodiche analoghe dei decenni passati del terrorismo della manovalanza fascista e mafiosa, sotto il controllo dei servizi segreti, mandante lo Stato e i suoi padrini atlantici.

La militarizzazione, per via sanitaria, bellica, climatica, non lascia scoperto nessun frammento della società.

La risposta necessaria.

Vogliamo parlarne?

Ma quello che hanno messo nel 434-bis del Codice Penale, non era già scritto pari pari nel 633, solo con pene meno naziste?

Chi minaccia più lo Stato, 2000 hippy in un capannone a sballarsi e ad ascoltare musica, o 3000 in camicia nera che, commettendo reato, marciano per Predappio celebrando il golpe della Marcia su Roma? O, ancora, quei branchi di tifosi dell’Inter che, per onorare la morte di una capo-tifoso delinquente, cacciano dallo stadio, a spintoni, pugni e calci centinaia di spettatori e famiglie pacifici’

A chi di questi la mazzata di 10.000m euro e sei anni di galera, più le intercettazioni degli organizzatori (chi li conosce?)

E se sono 51 a festeggiare il compleanno sul prato o sulla spiaggia? O se più di 50 tra sposi e convitati invadono i sagrato? E se 51 fanno picchetto davanti ai cancelli della fabbrica?  E se qualcuno suona bene la chitarra nel metrò e si mettono ad ascoltare 51 passanti? E se i cinofili nella Valle dei cani di Villa Borghese superano i 50?

Chi devasta più viventi e territorio, 2000 hippy in un capannone abbandonato, con i decibel chiusi tra quattro mura, o il  Lorenzo Cherubini del Jova Beach Party, con circa 40 concerti e milioni di decibel all’aperrto, le ruspe che spianano tutto e 600.000 persone sulle ultime spiagge integre italiane, dove crescono piante rare, le dune difendono dall’erosione e nidificano uccelli e tartarughe?

Dove ci si sballa e droga di più, in due giorni nel capannone o ogni fine settimana nelle migliaia di discoteche del paese? Nel primo la festa è gratis, nelle seconde il business si paga e si fa profitto.

Chi si ricorda che una misura analoga al decreto d’urgenza(!) meloniano, anti-giovani e anti-libertà di manifestazione su territori, scuole, fabbriche, piazze, fu presa nel 1975, in piena strategia della tensione e delle stragi di Stato, dal ministro della Giustizia, Oronzo Reale? Permise il fermo di polizia, la carcerazione preventiva e le armi da fuoco contro i manifestanti.

Chi si ricorda che tra il 1975 e il 1989 le Forze dell’Ordine ammazzarono 254 persone e ne ferirono gravemente 371, nel 90% dei casi disarmate. I feriti furono molti di più, ma non si presentarono negli ospedali per non essere arrestati e malmenati.

Chi si ricorda che, di conseguenza, nel 1977, maggio, durante una manifestazione contro l’abolizione del divorzio, i “Falchi” del ministro degli Interni Cossiga (agenti travestiti da dimostranti con licenza di sparare) spararono e uccisero? Io mi trovavo a Ponte Garibaldi, Trastevere, riecheggiarono spari dall’altra parte e, accanto a me, fu colpita a morte Giorgiana Masi, studentessa, 16 anni.  Senza neppure aver guardato, o sollevato un sasso, ma essendo direttore di un quotidiano sgradito alla legge Reale, venni colpito da un candelotto al ginocchio. Un medico amico, il papà della mia collega Ilaria Alpi, mi consigliò di evitare pronti soccorsi e starmene al largo. Rimasi un anno nello Yemen.

Chi ha capito che siamo alle solite, quando un regime, in difficoltà per la rabbia dei sudditi, cessa di agire da mediatore di interessi contrapporti e di assicurare la convivenza civile e adopera strumenti repressivi, dalle stragi ai terroristi, alle leggi di polizia,  per garantire la propria sopravvivenza?

Chi ha capito che per assicurare a sé e ai propri figli, al mondo vivente, un presente e un futuro giusto, tocca organizzarsi?

Siamo, dopo 4 anni, al 4° Stato di Polizia. Io sto con Italia Sovrana e Popolare.

mercoledì 2 novembre 2022

A PROPOSITO DEL GALLO, DEI SUOI STONATI CHICCHIRICHI’, DEI SUOI POLLI. --- E DI PROLETARI IN DIVISA

 

A PROPOSITO DEL GALLO, DEI SUOI STONATI CHICCHIRICHI’, DEI SUOI POLLI.

E DI PROLETARI IN DIVISA



Con notevole fatica, grande pazienza, zero indulgenza, ho ascoltato ieri sera il lunghissimo intervento di Mario Gallo, non so se ancora, o non più segretario di Ancora Italia, nel quale forse, dico forse dato il gran trambusto di concetti e lessico, ‘ormai capo di una frazione scissionistica di questo partito. Si peritava a delineare un programma, in vista di un imminente congresso, che aveva la pretesa di essere politico.

Di politico, tra infinite giravolte dialettiche, non sono riuscito a trovare niente, se non si vuole che criteri di organizzazione, enucleati in vista del Congresso, si possano definire “politica” nel senso di intervento sulla società e sulle sue strutture.

Mi sono trovato invece immerso in un vuoto spinto di contenuti politici, immerso però nella seducente carta stagnola di spericolate– ovviamente fuorvianti - escursioni esoteriche, definite spiritualismo delle “relazioni vibrazionali animate dal respiro cosmico” e fumisterie varie. New Age puro, tipo i Beatles smarriti davanti al santone indiano Raineesh (poi arrestato con 10 Rolls Royce nell’Oregon).

Qualora si volesse ricorrere a parametri, forse nel caso in oggetto giudicati desueti, per i quali si considerano contenuti politici quelli che riguardino l’intervento sul reale nelle sue varie articolazioni, propriamente politiche, economiche, sociali, culturali, istituzionali, internazionali e poi magari ideologiche, morali, psicologiche, locali, globali e via facendo… politica, ebbene nella fiumana oratoria di Gallo si sarebbe dovuto cercare con la lanterna di Diogene, invano..

Questo paese si ritrova da qualche anno e sempre più in una tempesta perfetta, scatenatagli contro da poteri umanamente alieni e che ne mettono in discussione passato, presente e soprattutto futuro, con il corredo di indicibili sofferenze, offese e privazioni a tutti i livelli della vita individuale e collettiva.

Grazie alle innate virtù e alla comprovata resistenza alle avversità e ai nemici che in questo popolo albergano, si è riusciti a reagire alla più feroce operazione anti-umana di tutti i tempi, con una forza e un progetto che ha attinto, superando particolarismi, settarismi, egoismi, al meglio delle tradizioni politico-culturali di un paese che non ha l’eguale per capacità creative, nel solco del passato e con lo sguardo ficcato nel futuro, ma con piena consapevolezza delle sue premesse nel presente.



Il fatto, che parrebbe storicamente fisiologico, di un settore, né sociale, né culturale tantomeno politico, ma essenzialmente segnato dalla conservazione personale dell’esistente, per quanto riduttivo, ma però famigliare, rassicurante e innocuo, rispetto alla tempesta di cui sopra, ha avuto la sua consacrazione nel discorso udito ieri dal capo della sezione scissionistica, autoperpetuante e sterilmente isolazionista

Sembra incongruo, ma non lo è, che nella contingenza mi sia tornato in mente un recente episodio, in vividissimo contrasto con quanto stavo ascoltando e con quanto se ne poteva trarre.

Ho passato, tra Rovereto e Trento, una giornata bellissima e ricchissima, tra amici, militanti e poi simpatizzanti o interessati di Italia Sovrana e Popolare, la formazione politica fatta nascere dal concorso di felici circostanze, sagge e coraggiose volontà includenti, alla vigilia della campagna elettorale. C’erano iscrittiin gran numero e grande determinazione. Due manifestazioni affollate, seguite con consapevolezza e passione, una di mattina, una di sera.

A Rovereto, parlando di questo felice fenomeno sincretico che è Italia Sovrana e Popolare, sono riandato ai miei felici anni ‘60-’70, quando, come oggi, alla virulenza di poteri che si arrogavano il “diritto” e la forza di prendersi tutto della vita e del lavoro, dei corpi e delle menti, il paese seppe produrre una risposta che opponeva un rifiuto altrettanto forte e, insieme, una nuova prospettiva di società e di rapporti tra gli esseri umani.

La novità di noi, i più coinvolti nella “contestazione”, operai, studenti, agricoltori, insegnanti, gente delle periferie devastate e devastanti, era che avevamo affiancato al concetto di classe contro classe, adeguandoci all’assalto di una cricca contro la generalità del popolo, compresi i ceti medi, gli intellettuali, i sottoproletari. Fummo così bravi da portare il lavoro politico perfino tra le forze di polizia, supposti pretoriani del Potere, nell’esercito di leva, allora caratterizzato da una brutale e ottusa gerarchia, dai postumi del Piano Solo del generale De Lorenzo, dei prodromi del golpe Borghese, dei mandanti della Strage di Stato di Piazza Fontana. La nostra organizzazione si chiamava “Proletari in Divisa”.

La parola d’ordine era: dobbiamo stare dove stanno le masse. Magari poi lì per distinguere, selezionare, anche unire, esercitare la nostra egemonia. Così ho visto fare oggi a quelli di Italia Sovrana e Popolare, dalle svariate origini politiche, a Genova, a Spezia, a Cuneo, nel Piemonte, a Palermo….

Alla fine del mio pistolotto, mi si presenta un omone sui settanta e mi fa “Io ero un “proletario in divisa” e ti ho anche mandato un articolo che tu, direttore, hai pubblicato sul tuo quotidiano”.

Felice balzo indietro di 75 anni, come fosse ieri. No, oggi. Un abbraccio all’orlo delle lacrime.


Sarò astigmatico, presbite, miope, guercio,  tutto quel che volete, ma mi/ci rivedo oggi, in Italia Sovrana e Popolare, come allora: un cuneo contro il sistema, composto da un florilegio di metalli, il rivoluzionario sociale, il cattolico della teologia della liberazione e di don Milani, il patriota di Gramsci, Garibaldi, Mazzini, un popolo di combattenti contro lo straniero, l’alieno, il disumano, il disumanizzante.

E ai margini, a guardarsi l’ombelico, coloro che non capiscono, che non vogliono capire, perché il vento, l’aria fresca, li fa intirizzire, preferiscono lo stagnante.

La storia di Italia Sovrana e Popolare percuote il presente e si proietta nel futuro. Chi si abbarbica a una pianta secca, rischia di morire con essa.

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martedì 1 novembre 2022

“Cos’è la destra, cos’è la sinistra…” --- CON LULA IL BRASILE TORNA ALL’OVILE

 

“Cos’è la destra, cos’è la sinistra…”

CON LULA IL BRASILE TORNA ALL’OVILE

 


https://youtu.be/89EfY1fIGCk  Visione TV

Lilli Goriup di Visione TV intervista Fulvio Grimaldi sui risultati delle elezioni in Brasile svoltesi domenica 30 ottobre e vinte di misura da Ignazio- Lula - da Silva su Jaire Bolsonaro.

 

Cosa dice l’intelligente vignetta? Lula e Bolsonaro si abbracciano e il loro seguiti si azzannano. Esatto. Cosa intende? Che tra i due, sul piano dell’economia e della subalternità ai grandi interessi industriali, finanziari, nazionali o transnazionali, non esistono differenze sostanziali. Entrambi, nei rispettivi mandati presidenziali e, ora, nelle loro prospettive politiche si schierano dalla parte “giusta”: neoliberismo fondamentalista, banche (Lula ha nel vice Altwink un sicario del sistema bancario internazionale), investimenti stranieri, export, con l’uno a leggera inclinazione verso gli strati più poveri, eminentemente cattolici, quanto meno parolaia, e l’altro visto con maggiore simpatia dal latifondo, ma anche dai deprivati evangelici. Tutto qua.

Dove, però, il presunto sinistro e il così definito destro si scambiano drasticamente i ruoli è nel campo geopolitico. Qui, se opposizione alle guerre USA-NATO-UE-FEM, gestite come strumento istituzionale per ii rapporti internazionali, deve essere inteso come linea di sinistra, nel senso classico, Bolsonaro è di sinistra e Lula, intimo da sempre di Bush, Obama e, quindi, Biden, è un destro fiero e dichiarato.

Qui, se l’opposizione alla dittatura sanitaria dell’organo transnazionale dell’oligarchia farmaceutica è, nel solito significato non inquinato, di sinistra, cioè autodeterminata, non subalterna a interessi e poteri elitari, di nuovo Bolsonaro, rigorosamente anti-vaccino e anti-restrizioni, risulta essere di sinistra e il vecchio sindacalista di destra.

Qui, se un mondo multipolare, non dettato dalla cosca-loggia-mandamento del finanzcapitalismo globalista, a gestione militarizzata, medicalizzata, climatizzata, genderizzata, è il sistema equilibrato, equo, costruttivo e pacifico, chi ne è il sostenitore risulterebbe di antica sinistra. E Lula, da sempre ligio alla Casa Bianca (perfino quando prestò le sue forze militari a mettere in riga Haiti dopo il golpe anti-Aristide degli USA) non lo sarebbe, Bolsonaro, dinamico costituente dei multipolari BRICS (Russia, Cina, Sudafrica, India, Iran e Brasile), sì.

Detto questo, ora staremo a vedere. Intanto i botoli che digrignano nella vignetta dei due compari simboleggiano un Brasile spaccato in due, con i contendenti per la presidenza che (a dispetto dei sondaggisti manipolatori che provano a predeterminare il risultato a forza di falsità), risultano alla fine separati da meno di un punto. Con questa divisione può capitare di tutto. Anche una messa in discussione dei risultati che, come tutte le contese elettorali in Occidente e come le ultime presidenziali negli USA hanno oscenamente dimostrato, sono meritevoli di ogni sospetto.

giovedì 27 ottobre 2022

PROVOCAZIONI SENZA FINE, VERSO L’ABISSO

PROVOCAZIONI SENZA FINE, VERSO L’ABISSO

https://youtu.be/hnGJDd7C_UE

 

Visione TV. Intervista di Lilli Goriup a Fulvio Grimaldi sul significato, le conseguenze possibili, le ripercussioni geopolitiche e, in particolare, gli effetti sull’Europa, della parossistica militarizzazione USA-NATO-UE ai confini delle Russia.

La 101esima Diviseion aviotrasportata, forza d’élite statunitense, le “Aquile Urlanti”, mai operativa fuori dagli USA dopo la seconda guerra mondiale, trasferita in Romania, a 18 km dal confine russo. 4.700 militari si aggiungono così agli 8000 già presenti nel paese e ai 100.000 dislocati in Europa.

15.000 militari ucraini, magari dei battaglioni nazisti Azov, saranno addestrati e armati dall’U, su decisione della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e del responsabile Esteri dell’Unione, Joseph, vecchio razzista colonialista, che ha definito l’Europa un giardino e il resto del mondo una giungla che i giardinieri devono andare a… civilizzare.

Ed Enrico Mentana, definito giornalista, ha parlato nel TG della sera di “toni durissimi” di Vladimir Putin, quando il presidente russo ha denunciato la demenziale bellicosità dell’Occidente e l’impegno della Russia a difendere se stessa e il mondo umano.

Toni morbidi, invece, dei comandanti della “101” in Romania, dettisi “pronti a intervenire contro i russi in qualsiasi momento”.

QUESTO E’ LO STATO DELLE COSE.ps://youtu.be/hnGJDd7C_UE

lunedì 24 ottobre 2022

NEL NOME DI JULIAN ASSANGE

 

      

 

 


 


NEL NOME DI JULIAN ASSANGE

 

A Rovereto e a Trento, di mattino e poi di sera rispettivamente, presidio e convegno contro le guerra USA-.NATO, contro le aggressioni, in varie forme, a salute, sovranità e libertà dei popoli, contro le sanzioni alla Russia e a tutti gli altri paesi unilateralmente sanzionati da USA, UE e NATO, il cui costo viene pesantemente pagato da noi, “alleati” dei guerrafondai.

giovedì 20 ottobre 2022

LIBIA: “ALLE ARMI!” --- Una partita tra neocolonialismo e sovranità

 


https://youtu.be/q7F-xyQr9qc da Visione TV

Intervista a Fulvio Grimaldi sulla nuova fase della vicenda libica, segnata dal fallimento degli sforzi di risoluzione politica e diplomatica e dalla nuova offensiva del generale Khalifa Haftar su Tripoli.

La Libia, fino all’aggressione USA-NATO, tramite mercenariato islamista e bombardamenti atlantici, della primavera 2011, è stata nostro vicino e partner privilegiato, essenzialmente nel nostro interesse grazie all’approvvigionamento di idrocarburi e ai reciproci investimenti. In compenso, da classici badogliani, con il regime Berlusconi abbiamo poi partecipato all’aggressione, iniziata dalla Francia e poi risolta in totale distruzione da USA e NATO, dandoci la classica martellata sui santissimi, proprio come nostra abitudine nell’ambito dell’euro-atlantismo, ribadita in occasione dell’Ucraina e delle sanzioni alla Russia.

Con il regimetto installato, nelle sue varie formulazioni, dall’Occidente militarizzato a Tripoli, si è fatto in modo che, non potendo essere garantito, grazie alla renitenza sociale del popolo libico, il controllo totale del paese, la Libia finisse nel classico caos endemico, soluzione B dell’imperialismo.



Il regime fantoccio di Tripoli, che controlla appena la parte nord, mediterranea, della Tripolitania è, sì, riconosciuto dall’ONU, ormai dependance dell’Impero, e, di conseguenza dalla “comunità internazionale” (leggi NATO), ma è illegittimo. L’ultimo parlamento eletto, che ha espresso il proprio governo, è stato cacciato da Tripoli dalle milizie islamiste di matrice Fratelli Musulmani, e si è dovuto insediare a Tobruk, in Cirenaica. Da lì controlla i tre quarti del paese: Cirenaica, Fezzan al Sud e il centro della Tripolitania.

 Manifestazione per Saif Al Islam Gheddafi

Elezioni, previste per Natale sono saltate, grazie alle turbolenze scatenate dalle milizie islamiste e sollecitate dalla prospettiva certa che la vittoria sarebbe arrisa ai cirenaici, tanto più che tra i loro candidati figurava anche il popolarissimo figlio di Gheddafi Saif. Anche le successive esplorazioni diplomatiche si sono infrante contro il blocco turco-islamista (sostenuto dai Fratelli Musulmani del Qatar). Poco tempo dopo la caduta di Gheddafi e della fine dell’unità e libertà di questo popolo, già prospero e autodeterminato, il presidente turco Erdogan ha esteso il suo controllo geopolitico e militare su Tripoli, vi ha installato sue forze ufficiali e parte delle milizie ISIS coltivate in Siria e, da allora, sabota ogni tentativo di normalizzazione e riunificazione.

Da qui la scelta di Tobruk-Bengasi, il cui esercito è comandato da Haftar e che gode del sostegno dell’Egitto e di buoni rapporti con la Russia, di ricorrere all’ultima misura a disposizione. La liberazione delle parti della Tripolitania soggette al regime neocoloniale del “premier” fantoccio Dbeida. Vantando questo, con la Turchia, il pieno appoggio di un potente membro della NATO, una soluzione positiva non pare in vista.

 

martedì 18 ottobre 2022

 

L’ARIACCIA CHE TIRA

 

 I maestri

https://www.youtube.com/watch?v=OX7B2X8TNgo Visione TV

Forum con me, Antonio Ingroia, Andrea Zhok, Giorgio Bianchi sullo spirito del tempo che sta investendo la nostra società sotto forma si sorveglianza totale e repressione mirata dei “cattivi” o anche solo “sospetti”. Questi ultimi che Obama faceva assassinare da droni qua e là nel mondo. A partire dall’irruzione poliziesca notturna, con perquisizione, nella camera d’albergo di Giorgio Bianchi e a finire, con il nuovo maccartismo contro chi esce dal seminato di regime.

Conduce Francesco Toscano

Alla notizia dell’intervento di due poliziotti, alle 3 del mattino, nell’albergo di Gioia Tauro, dove Giorgio Bianchi era appena arrivato, di cui vi è stato ampiamente riferito dallo steso Bianchi su Visione TV, il pensiero si è precipitato da solo a una vicenda di mezzo secolo fa che riguardava me e un’intera generazione.

Erano gli anni magnifici e terribili dal 1968 al 1977, in cui giovani, operai, contadini, intellettuali, popolo delle periferie abbandonate e devastate dall’invivibilità, valli e monti, si sollevarono contro il regime detto dei forchettoni socialdemocristiani che, già allora, inalberava incipienti tratti di fascismo 2.0.

Io vi ero pesantemente coinvolto, ragion per cui, per un intero decennio, dovetti subire le vessazioni dell’apparato repressivo dei forchettoni fascistizzanti. Al punto di non poterne più e di trasferirmi, in latitanza, prima a Londra e poi, infastidito anche dalla locale Digos (“Special Branch”), a Bruxelles.

Successivamente, rientrato in Italia e ripreso il mestiere di giornalista peripatetico, ogni volta che passavo da Fiumicino mi acchiappavano, trasferivano in un ufficio, perquisivano e chiedevano cose stupide: perché, percome, dove, quando, con chi…

Attribuivo la seccatura al mio essere stato espulso da Israele, per i miei reportage non confacentisi a Tel Aviv sulla Guerra araboisraeliana dei Sei Giorni, giugno 1967. Si sa, lo sguardo attento e non proprio benevolo del Mossad dopo eventi del genere non ti abbandona più. Ma le attenzioni dell’Ufficio Politico della Questura, potevano avere anche a che fare con il fatto che, prima, ero il direttore di un quotidiano bellissimo e molto “eversivo”, “Lotta Continua” e, dopo, l’inviato per il mondo dell’editore arabo di una catena di periodici internazionali in lingua inglese.

Quando mi decisi a chiedere ragione della costante seccatura alla Digos di Roma, un gentile funzionario mi rivelò che era pendente, da anni, un mandato d’arresto contro di me. Cattura che, per mancanza di valida motivazione penale, era stato tenuto lì, sospeso, sopra la mia testa.

Ecco, con l’episodio di Giorgio Bianchi, ma, se volete, da molto prima, tempo del virus patologico è di quello antidemocratico dal primo facilitato, quello “spirito del tempo” è tornato. Svezzato dall’infanzia di manganelli e fucilate in piazza, aggravato, tecnologico, addirittura psico-tecnologico: sorveglianza totale e arcigna, video e digitale, fisica, sociale e finanziaria, fattaci sentire sulla pelle tramite campagne di diffamazione, demonizzazione, manicheismo buoni-cattivi, intimidazioni a gogò, stato emergenziale a “ giustificare” e autorizzare ogni strategia repressiva, colpevolizzante ed escludente.

Ingroia, che è una forza giuridica, in questo forum ci illustra la portata dell’abuso, anche alla luce delle pessime leggi via via adottate a nostro scorno da un parlamento di sicari in tutte le sue espressioni, e quel che ci resta di strumenti di difesa. Che non sarebbe poco, ci fosse una vera magistratura. Andrea Zhok, redattore di un formidabile programma politico per Italia Sovrana e Popolare, traccia il quadro nero del degrado costituzionale, Giorgio Bianchi parla della sua esperienza di informatore che si vuole a forza cacciare nel taschino di Putin, io ci metto del mio a decantare il fronte politico che oggi è impegnato nella controffensiva a 360 gradi.

Buona visione.

domenica 16 ottobre 2022

 

ITALIA SOVRANA E POPOLARE

RIPARTE DA ROMA

 



https://www.youtube.com/watch?v=TwUnDc2-X30

 

Il 15 ottobre, in Piazza Santi Apostoli di Roma, si è tenuta la manifestazione post-elettorale di ITALIA SOVRANA E POPOLARE sul tema del contrasto alla guerra USA-NATOI-UE e delle relative sanzioni che colpiscono e devastano i popoli d’Europa; sul prezzo pagato dalla nostra società in termini di impoverimento collettivo, di deindustrializzazione, di degrado culturale, di involuzione autoritaria.

Fondamentale resta la necessità e quindi l’impegno a proseguire e potenziare l’esperienza di Italia Sovrana e Popolare, che ad oggi è l’unica forza antisistema unitaria con l’unico progetto globale per un’Italia nuova, anticapitalista, antiguerra, contro il criminale tentativo di una élite cinica, senza scrupoli, feroce, di rovesciare il mondo nel suo contrario disumano, a vantaggio di una concentrazione malavitosa senza precedenti di ricchezza e potere.

Gli interventi conclusivi di Francesco Toscano e Marco Rizzo iniziano rispettivamente a 1:23:03 (Toscano) e 1:10:10 (Rizzo). Per chi avesse tempo da buttare, io parlo da 24’26 a 40’38.

La manifestazione di ITALIA SOVRANA E POPOLARE Verrà replicata sabato 22, alle 17.00, in Piazza della Scala a Milano

 

 

mercoledì 12 ottobre 2022

TERRORISTA A CHI?

 


https://www.youtube.com/watch?v=mhvFSu9FDyI

Visione TV: intervista a Fulvio Grimaldi sulla rappresaglia russa in Ucraina, sui “terrorismi” in atto nello spazio euroasiatico, con particolare evidenza tra Baltico-Mare Azov-Mosca (gasdotti russi fatti saltare, ponte russo bombardato, Darya Dugin assassinata…). Senza dimenticare i terrorismi definiti “esportazione della democrazia”, ma non meno terrificanti, lanciati su altre parti del mondo.

Sistematica è l’inversione dei fatti e di come vengono qualificati. Qui lo stereotipo dell’aggressore russo e dell’aggredito ucraino imperversa come imperativo categorico, e l’intera successione storica degli avvenimenti e delle relative responsabilità viene ridotta all’unico episodio conclusivo: l’invasione russa.

Identica mistificazione dell’universo politico-mediatico euro-statunitense (nobile eccezione il solito, vilificato Orban) impiegato sulla Siria dove la sedicente opposizione democratica (Al Qaida e ISIS) è definita vittima, il governo legittimo, sostenuto dalla popolazione, che si difende dall’aggressione pianificata e condotta da USA e Nato, e la Russia che, dopo tre anni di massacri USA, va in suo soccorso, sono gli aggressori.

Un rovesciamento della realtà nel suo contrario che viene spurgato da tutte le operazioni inerenti alla globalizzazione e al Grande Reset, dalla pandemia Covid alle deportazioni di popolazioni, dal cambiamento climatico al sociocidio da carenza di energia.

Così in Russia si sorvola in perfetta malafede su un colpo di Stato contro un governo democraticamente eletto, allestito da Washington utilizzando il solito mercenariato, questa volta il curato, armato ed esaltato corpo delle SA e SS ucraine. Si accantona il successivo vero e proprio genocidio esercitato contro popolazioni etnicamente russe che resistevano al regime nazista. La Russia, entrata in Ucraina per proteggere la sopravvivenza di alcuni milioni di russi, diventa l’invasore. E la “comunità internazionale” (la mera Nato) è il mondo intero, come la notte è il giorno e Biden è un prestante giovanotto di elevata qualità morale e intellettuale.

 

In chiusura del video un inciso su quanto va avvenendo nella maggiore forza politica anti-Sistema.

sabato 8 ottobre 2022

IRAN, DI VELI E BUFALE --- La terza volta colorata

 


VISIONE TV intervista Fulvio Grimaldi sulle turbulenze della nuova rivoluzione colorata in Iran. Chi ne sono gli attori, quali i bersagli, quali le ragioni buone e cattive, quali le strumentalizzazioni, i fattori interni e quelli esterni e geopolitici, in un paese a governo teocratico, da 40 anni sottoposto a feroci sanzioni e punito per la sua indipendenza e i suoi rapporti d’amicizia con i vicini euroasiatici, recentemente sanciti dal suo ingresso nella SCO, Organizzazione di Cooperazione di Shanghai.

Un documento di chi in Iran c’è stato e che fa la tara al tipo di disinformazione e silenziamento della “voce dell’altro” che sono la pratica comune nelle aggressioni della “comunità internazionale”, come rappresentata da USA, Nato e UE e come l’abbiamo conosciuta nel suo parossismo mistificatorio sulla guerra in Ucraina.

 


 


giovedì 6 ottobre 2022

L’UNITA’ IMPOSSIBILE, L’UNITA’ INDISPENSABILE

 

 


https://youtu.be/OJcrSKHjrgw

Leonardo Rosi intervista Fulvio Grimaldi: 25 Settembre, mancata unione delle forze antisistema. Occasione persa?

Col senno di poi, anche con quello di prima, le cose non potevano andare che come sono andate. Parliamo qui delle quattro formazioni partitiche che qualche centinaio di migliaia di voti li hanno raccolte: Italexit, Italia Sovrana e Popolare, Unione Popolare e Vita. Nel video provo a spiegare perché, nonostante il rapporto di forze tra Sistema e anti-Sistema fosse drasticamente e, grazie anche a Mattarella, artificialmente, a nostro sfavore, una formazione politica unica che si proponesse di affrontare, nella sua complessità, l’establishment e il suo modo di organizzare e governare il popolo e che, quindi, implicitamente, proponesse una visione articolata e globale del mondo, non fosse realizzabile.

Questo, sulla base dell’insufficiente coerenza tra punti fondamentali di questa visione, a partire dal modo con cui affrontare le contraddizioni del Sistema e, di conseguenza, a finire con i programmi politici, economici, sociali e culturali delle varie organizzazioni partitiche.

Qui non si trattava di trovare un’unità attorno a un tema specifico, come potrebbe essere l’Alta Velocità, o, genericamente, la pace (oggi, tra l’altro, inalberata opportunisticamente e ipocritamente da chi fino a ieri sosteneva l’invio di armi al regime burattino NATO-nazista di Kiev), ma di mettere in discussione radicalmente, in tutti i suoi aspetti la struttura del regime, sociale, economica, culturale, come la sua posizione geopolitica. E su questo, personalmente, ho trovato adempiente, complessivamente, solo Italia Sovrana e Popolare.

E qui arriviamo, dopo “l’unità impossibile”, all’ “unità indispensabile”. Che è quella validatasi, nella battaglia elettorale piombataci addosso a tradimento, con il concorso appassionato di centinaia di militanti delle componenti - almeno di quelle effettivamente presenti sul territorio - della formazione presentatasi alla manifestazione nazionale del 18 giugno a Roma e confermata, nei propri pilastri politici e ideologici, al congresso di Napoli e nel successivo programma di Italia Sovrana e Popolare.

 


Pilastri e programma che per ognuno dei partecipanti ha costituito un fenomenale, direi storico, passo in avanti, fondendo le migliori tradizioni del pensiero emancipatore nazionale, sul piano sociale, economico, culturale ed istituzionale. Un salto di qualità dovuto al concorso e all’intesa tra pensieri e sentimenti di matrici diverse, ma complementari. E che richiedevano di essere integrate.

Qualcuno era in deficit, o ritardo, su temi come l’assalto di èlites ciniche e feroci alla stessa essenza della specie umana, come evolutasi nei secoli e millenni, tramite la gigantesca operazione di terrorismo sanitario, climatico, sradicamento di popoli, corruzione del linguaggio, de-identificazione di individui, comunità, nazioni, perfino generi.

Qualcun altro non era stato sufficientemente analitico e reattivo rispetto al meccanismo di dominio e sfruttamento delle classi, come si era andato evolvendo nell’incredibile accelerazione imposta da detta élite nel corso degli ultimi decenni.

Qualcuno ancora era in ritardo sulla comprensione degli assetti geopolitici, come manipolati e deformati su torti e ragioni, dal potere politico-mediatico euro- e americo-centrico e faticava a sottrarsi a condizionamenti determinati dal rovesciamento della realtà nel suo contrario.

Potrei andare avanti a rilevare carenze o inadeguatezze, peraltro comprensibili alla luce dell’incredibile potenza infantilizzante, passivizzante e “stupefacente”, messa in campo da forze afferenti a ogni settore dell’esistente, come esplicitate nei tre grandi strumenti del capitalismo finanziario-militarista: gli Stati Uniti, la NATO e l’UE e, come periodicamente formulato nei convegni trilionari del FEM a Davos. Per cui la parola d’ordine: fuori da UE, NATO e OMS, l’idra a tre teste a cui una classe dirigente di inetti e camerieri aveva delegato rispettivamente la nostra politica economica, quella politica e quella sanitaria.

La consapevolezza di tutto questo, la volontà e la capacità di reagire e procedere su una via antagonista e alternativa, è diventato patrimonio di Italia Sovrana e Popolare ed è su questo patrimonio, come agito nella società, che Italia Sovrana e Popolare, e non le sue singole componenti, ha acquisito forza, capacità di convinzione, consenso. Pur nelle difficilissime condizioni, da nodo scorsoio, impostici dal regime, allo scopo di liquidare quello che l’élite intuisce, in Italia ma anche in gran parte del mondo, come suo avversario più agguerrito. In parallelo con le forze geopolitiche del fronte avverso.

Mettere a repentaglio quanto così è felicemente maturato, non svilupparne le potenzialità programmatiche e organizzative, per un solipsista e davvero pre-politico senso di patriottismo corporativo, sarebbe un arretramento antistorico e un torto a quanti si sono generosamente impegnati in una battaglia della vita.Sarebbe una negazione della fiducia ottenuta da centinaia di migliaia di cittadini, un fallimento del compito storico che ci si è venuto imponendo. Sarebbe un tradimento de “l’UNITA’ INDISPENSABILE”.

E ora, se avete un minuto, ascoltate questa:

https://www.youtube.com/watch?v=ZJFF0f8geaE 



martedì 4 ottobre 2022

Brasile, come sta buttando --- IL DIAVOLO (BOLSONARO) E L’ACQUA SANTA (LULA)


https://www.byoblu.com/2022/10/03/elezioni-in-brasile-uno-scontro-fra-globalismo-e-sovranismo-fulvio-grimaldi/

 

Byoblu intervista Fulvio Grimaldi sull’inatteso risultato del primo turno dele elezioni legislative e presidenziali in Brasile. Una interpretazione nettamente divergente da quella dei media generalisti e da cui, comunque, emerge l’ennesimo scontro tra globalismo e sovranismo.

La corruzione di quasi ogni processo elettorale nei paesi autoproclamatisi democrazie è minato in partenza. Al punto da deformarne inevitabilmente i risultati. Data la concentrazione che la globalizzazione ha generato come assist decisivo nella sua partita contro il genere umano pre-transumanesimo e pre-dittatura mafiofinanziaria, anche le società delle ricerche di mercato hanno subito un demensionamento. Entrate nell’orbita del superpotere mediatico, hanno subito un re-indirizzo in direzione di interessi  che nulla hanno a che fare con gli effettivi rapporti di forza elettorali. Anzi, provano a piegarli ai risultati dal potere programmati.

Si verifica nelle sedicenti democrazie occidentali, che poi si dilettano a fare le bucce a qualsiasi elezione che non vada nel senso desiderato, a partire, esempio emblematico, dal recente referendum nelle zone liberate dell’Ucraina, dove una popolazione di etnia e lingua russa ha votato per la riunificazione con la madre patria, dopo otto anni di aggressione armata e di ogni genere di atrocità subite dall’occupante Nato-nazista.-

Ora ne abbiamo avuto una dimostrazione eclatante in Brasile, dove i sondaggi hanno voluto ad ogni costo prefigurare un trionfo alla prima tornata del candidato “sicuro”, quello che avrebbe esteso anche al Brasile la ola di presidenti “rosa”, o fucsia. Candidati presentatisi come riformisti, o radicali di sinistra, e rivelatisi poi in perfetta continuità con le destre dure che li hanno preceduti.

Così in Cile con Gabriele Moric, in Perù con Pedr4o Castillo e in Colombia con Gustavo Petro. Evidentemente coloro che, dal Nord, ambiscono a riassicurarsi il famigerato “cortile di casa” in Latinoamerica, hanno ritenuto superato il modello della dittatura filo-yankee esplicito, alla Pinochet o Videla, con le reazioni che ha inescatro, dai Tupamaros a Chavez.

In Brasile la mistificazione fucsia ha ricuperato il nome del vecchio Luiz Inàzio da Silva, Lula, già presidente dal 2003 al 2010. Governi che hanno visto, soprattutto nel primo mandato, una deforestazone senza pari dell’Amazzonia e, nel secondo, un notevole recupero alla sopravvivenza dei poveri assoluti, grazie all’alto prezzo delle materie prime agricole di cui il paese dispone.

Difficile fare pronostici sull’esito del ballottaggio, il 30 ottobre tra, chi ha avuto quasi il 48% e chi quasi il 44%, tanto più che il Congresso è finito nelle mani del Partito Liberale di Bolsonaro e il partito detto centrista, MDB, solidamente di destra alla PD, mantiene il riserbo sulla propria scelta. Probabilmente attende disposizioni.

Il resto nel video.