martedì 25 gennaio 2022

COSA CI E' SUCCESSO LO DOBBIAMO DIMENTICARE, COSA STA SUCCEDENDO LO DOBBIAMO SUBIRE, COSA SUCCEDERA' LO DOBBIAMO IGNORARE

 COSA CI E' SUCCESSO LO DOBBIAMO DIMENTICARE, COSA STA SUCCEDENDO LO DOBBIAMO SUBIRE, COSA SUCCEDERA' LO DOBBIAMO IGNORARE

(intervista di Gianluigi Spina- IO PENSO - a Fulvio Grimaldi)

https://www.iopenso.eu/interviste/cosa-dobbiamo-aspettarci-ancora 

La Costituzione? Meglio una costituente

La costituzione già non c'è più. Chi si accanisce a proporne la difesa si mette a baluardo di una pioggia di coriandoli. E' passata per il tritacarta di una successione di premier e capi di Stato lunga trent'anni. Non c'è da recuperarla, anche perchè è lungi dall'essere perfetta. All'affermazione di diritti e garanzie aggiunge un sacco di scappatoie. Vedi la guerra (art.11), l'informazione (art.21), la salute (art.32). La si confronti con la Costituzione venezuelana di Ugo Chavez, o perfino con la Carta del Carnaro di D'Annunzio-De Ambris, o, soprattutto, con la Costituzione della Repubblica Romana (1849).

Occorreranno, una volta reinsufflato un po' di ossigeno nel corpo di un mondo raso al suolo, un'assemblea costituente, un referendum e una nuova costituzione, radicalmente scevra dai condizionamenti totalitaristi di una qualche entità che si definisca "europea", o "atlantica", oppure peggio, direttamente, Finanza Globale.

Nel frattempo assistiamo ai giochi e alle giostre di un futuro incombente che, mentre sto scrivendo, si va facendo presente: quello di  chi si becca cosa del PNRR (regalo oggi, sventura per quelli del dopo, ma chissenefrega) e a chi, in Italia, vada il timone del piroscafo indirizzato verso il mondo nuovo. La chiamano "elezione del capo dello Stato". E per non finire negli schiamazzi o demenziali, o velleitari, o idioti, o scaltri, di cui veniamo ammorbati su questa vicenda - scontata - da tre mesi, ci basterà dire una cosa evidente perfino al merlo che vedo sui rami nudi della mia quercia canadese.

 


L'uomo solo al comando si chiama Mario Draghi. Tutto il resto è fuffa, polvere di stelle accecante. Che lo sia dal Quirinale, da Palazzo Chigi, o dallo sgabuzzino delle scope, il capo è lui e lo sarà finche l'opera non sarà completata. Quale opera?

Volete che le veramente Grandi Opere, quelle della cementificazione e poi desertificazione delle coscienze, scienze ed essenze umane, di cui è stato incaricato Draghi molti lustri fa da chi questi incarichi li può dare, possano essere garantiti da fondi di magazzino come Casini,. Moratti, Frattini, Pera? Che a costoro siano dati il potere decisionale della firma di atti epocali come i vari passaggi verso il trans- o post-umano e la concentrazione di ogni ricchezza e di ogni potere nelle mani degli dei dell'Olimpo (che si erge a Manhattan)? Ombre cinesi. Dietro non c'è niente. Anzi c'è lui. Per loro.

Aspettando Tom Cruise

Lo hanno installato qui trent'anni fa. Da allora non ha operato che contro questa nazione e per i suoi mandanti. Da quando fece svalutare a Soros e a Ciampi la nostra valuta perchè, una volta deregolamentata e privatizzata ogni dello Stato (nostra), potesse passare a prezzo di saldi nelle mani di amici e, appunto, mandanti. Fu premiato con la vicepresidenza della banca più in alto sulle pendici dell'Olimpo (qualche centinaio di metri sotto i Blackrock, Vanguard, State Street). E poi, a consolidamento di un'Europa inchiavardata nella "crazia senza demo", con la direzione dei nostri soldi alla BCE-killer. Può una carriera del genere culminare senza che il "comander in chief" assuma il controllo assoluto e totalitarista di una repubblica diventata, grazie a lui, presidenziale e di cui vanta, abusivamente, origini e cittadinanza? 

Non può. Finche una missione impossible non veda arrivare Tom Cruise a capo di una sollevazione popolare dieci volte quella dell'altro giorno a Bruxelles

Guerre-guerre e guerre altre

 




Visto che tra le cose di cui parliamo nell'intervista su IO PENSO ci sono anche le guerre, ragazzi parliamone. L'ultima pare che ci stia precipitando addosso domani. Uso, in questo caso, il termine al plurale non per via delle ininterrotte aggressioni NATO-amerikane a popoli e Stati, ma con riferimento alle due che tutte le altre le riuniscono in sè: la digital-medica  e la bellica.

Quest'ultima ha, al momento, la sua punta di diamante in quanto si va agitando in Est Europa, dove una propaganda assordante che trasforma l'agnello russo, che se ne sta a casa sua, in lupo che aggredisce per ogni dove, ci prospetta un armagheddon per domani, o poco dopo. Gli americani l'hanno annunciata: ci sarà una False Flag russa, una provocazione mascherata (sottinteso: la faremo noi, superesperti da sempre, 11/9 compreso) e poi l'orso vorrà mangiare l'Ucraina. Noi USA-Nato siamo già sul posto, con tanto di valenti milizie naziste da noi addestrate, con i baldi olandesi, i vichinghi danesi, i mangiaspaghetti italiani, gli spagnoli memori di come avessero sistemato i comunisti.

Guerra o fuffa?

Mi voglio arrischiare a fare una previsione. Previsione che comporta anche la classica cantonata del pronosticante. Tutta fuffa. Fuffa nel senso di tanto rullìo di tamburi e pochi spari. E allora? Allora intanto ci scordiamo quanto ci abbiano preso per il culo, quanto avvelenato, quanto ridotto in zombie a forza di brodaglia tossica tirataci in corpo. Al terrore della gocciolina volante, a quello dell'altra infermiera, Greta, che ci vede destinati alla graticola climatica, si somma il terrore della guerra tra colossi, quindi mondiale, inevitabilmente atomica. E anche il superterrore perchè quelli là, al di dell'oceano, ci hanno messo in mezzo e i primi carbonizzati saremo noi.

Ricordiamoci sempre che è dalla tensione, dal conflitto ventilato, minacciato, che si alimenta il mercato. Chi non comprerebbe tonnellate di cavalletticida se Greta gli annuncia un'ordalìa all'egiziana? E' così per le armi, i riarmi, i profitti di quelli che i chimico-digitali, hanno messo in ombra, visto che nè in Siria, nè in Iraq, un pochino in Yemen, per niente in Afghanistan, il percussore batte più. E non è che il soccorso jihadista usi F-35, o atomiche B1, o missili Hellfire La guerra, ora che con Russia o Cina diventa per forza atomica, non conviene neanche al famigerato complesso militarindustriale. Ci sarebbe troppo poco da riarmare. Sbaglierò.

E così i chimico-digitali sono come il Bayern Monaco. Il Manchester United non è più quella, la Juve è opinabile, il Real Madrid non evita le crisi, il Barcellona, Barce...che? Nessuno di questi ha più un euro che abbia la consistenza della moneta così chiamata. Ma il Bayern è lì, in altissimo, con tutti gli euro pingui e belli in salute.

Terzo anno della Guerra Mondiale III

 


E' l'altra guerra che viene fatta. La guerra mondiale di cui ti accorgi quando, o sei sul lastrico, o sei morto.  Che semina caduti e feriti, distruzioni e devastazioni. Tutto ciò che deve fare una guerra, infatti così chiamata dai moderni comandanti, cappellani e ufficiali sanitari con le stellette e i nastrini.

Lo Stato maggiore delle tre armi, Draghi, Speranza, Figliuolo, ha appena depositato in Senato il DL per la proroga dello Stato d'assedio (d'emergenza, è lo stesso) fino al 31 dicembre di quest'anno. Per ora. E con l'emergenza viaggia anche il certificato green (mi dispiace usare su questa schifezza la parola italiana per alberi e prati). Fino alla fine dell'anno? Illusi. Un passi green è per sempre, come il diamante. Ma da questo non è che nasca niente. Nasce la totale elettronizzazione dell'essere umano. Da banca dati di quel trattamento nell'hub, secondo quanto già previsto dall'UE addirittura tre anni fa, prima della prevista pandemia, il pass diventa la banca dati di tutto quello che sei, fai, dici, compri, perdi, scegli. 

E' la famosa identità digitale che Bill Gates avrebbe voluto innestare sottopelle agli appena nati di tutto il mondo. Ricordate l'Agenda 2020 di Klaus Schwab e del Forum Economico Mondiale? Intanto lo sperimentano nel Bangla Desh. Ci vanno piano. Per ora si accontentano del passaporto green. Più niente narcisistica privacy, più niente scomodi e contaminanti contanti. Più niente proprietà personale, neanche del corpo, figurati del pensiero.


 
Ma una via il passaporto digitale te la apre. Dritta come un fuso. Quella verso la beota serenità del Metaverso. Cosa vogliamo di più?  


venerdì 21 gennaio 2022

Idiozia e sadismo --- CACCIA AI NO VAX --- Colpi di coda di chi vede avvicinarsi il cappio?


https://rumble.com/vt06ie-sancho-17-ii-stagione-fulvio-grimaldi-continuiamo-a-rifiutare-il-dogma.html

"Abbiamo calpestato la scienza ed abbiamo calpestato il Diritto".

https://www.youtube.com/watch?v=WUQN0pBGtZE

E' assolutamente imprescindibile osservare il video a questo link. Segna uno dei più micidiali colpi inflitti alla guerra globale agli esseri umani. Ripercorre gli argomenti esposti un anno fa nella "Grande Dichiarazione di Barrington", firmata da scienziati delle prime università del mondo e a cui, nel giro di tre giorni, avevano già aderito 60.000 medici.

Al Parlamento del Lussemburgo prende la parola l'ex presidente del dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’istituto Raymond-Poincaré di Garches (Hauts-de-Seine), Christian Perronne. Perronne, che ha lavorato per anni ai massimi livelli della sanità pubblica francese, per 15 anni consulente di governo sulla gestione delle crisi sanitarie e delle epidemie, ex consulente dell'OMS, ora è stato destituito perché ha scelto di opporsi e denunciare.

Ospite del Parlamento del Lussemburgo mercoledì scorso, ha denunciato apertamente lo stato sperimentale e l'alta pericolosità dei farmaci a mRNA, che uccidono i giovanissimi (di cui riporta due casi) senza dar loro alcun vantaggio: "Lo scandalo più grande di questa epidemia sta nell'aver definito 'vaccini' questi prodotti" "Nei paesi più vaccinati, oltre il 90% delle terapie intensive sono occupate da persone con due o tre dosi" "Tutti i parlamentari che hanno firmato l'obbligatorietà di un farmaco sperimentale, dovrebbero essere processati da un tribunale internazionale".

 (Pubblicato da ComeDonChisciotte) 

Ragazzi, che sberla!


Per quanto le dichiarazioni pubbliche di una tale personalità rappresentino, dopo la serie di debacle subiti dai mandanti e mandatari, il punto più alto della crisi apertasi nella conventicola bio-tecno-totalitarista dopo due anni di trionfi sui corpi e sulle menti della popolazione umana, esse non sono state censurate, o bannate da Youtube-Google. Evidentemente per lo scandalo che inevitabilmente produrrebbe il silenziamento di una tale autorità in un tale consesso istituzionale. Tanta grazia dei digital-totalitaristi non è stata concessa a noi di SANCHO. Per una copertina vagamente "impropria" secondo gli "standard della comunità", da Youtube la puntata di cui al link qui sopra è stata rimossa perchè - sghignazzate - "troppo lunga". 

Stavolta la mia qualifica di giornalista professionista, iscritto all'Ordine, difeso dal mio sindacato - neanche qui ridete - la FNSI, e con un curriculum abbastanza di riguardo, non mi ha salvaguardato dall'acido solforico sparso dalla belva sui reprobi. Ora la puntata XVII di SANCHO è stata salvata da Rumble. Canale, peraltro, che ospita anche una magnifica e tonificante carrellata di immagini  della forza dei popoli, che i mainstream ovviamente occultano, ma che, insieme  alle incredibili idiozie che ne stanno caratterizzando il declino, sono certamente alla base degli sconquassi subiti negli ultimi tempi dal Grande Reset tecno-infettivo globale. Eccole:

https://rumble.com/vsceyd-compilation-worldwide-demonstrations-there-are-many-of-us-out-there-jan-9-2.html 


 

San Giovanni 15/1/22

Sadici, ma cretini

C'è qualcosa di disperato e, contemporaneamente, di ottuso, nel parossismo sadico che i beoti di prima, seconda e terza fila nella falange macedone del siero ci stanno sparando addosso. Colpi di coda di draghi e sottodraghi feriti, andati in apnea di fronte alla reazione degli esseri umani.

Ma andiamo con ordine.

Ascolto la mattina la trasmissione “Radioanch’io” che fin dal titolo pretende di essere la voce di tutti e di tutto, ma che poi, con quella del conduttore, Zanchetti, diventa di netto regime. Quella mattina, però, mi sono stupito. Possibile? Sentivo dire da Zanchetta “per noi era inconcepibile che ci potesse essere un tale odio, una tale persecuzione di una minoranza di innocenti”. Possibile, mi sono detto nel clima onnicovidiano in cui siamo immersi, che questo Zanchetta riconosca l'infame e ingiusta sorte riservata a chi non si fa bucare dalla zozza poltiglia? Illuso! Due parole dopo viene fuori che si riferiva agli ebrei e ad Anna Frank. 

Comunque, una cosa mi ha rasserenato. Che l’indignazione dello Zanchetta  pienamente rivendicasse, a sua insaputa, la scelta di quei bravi manifestanti di Novara che, sotto un diluvio di invettive e anatemi, erano sfilati contro gli antisanitari con la clava, Draghi-Speranza, indossando le casacche dei prigionieri dei campi. Ricordo questo, per riallacciarmi al tema centrale della puntata di SANCHO: la persecuzione degli eretici della religione monoteistica del buco nel braccio.

Scemi vs eretici


Persecuzione che sta manifestando, come detto sopra, segni di isteria e frustrazione che indicano, nel delirio d'onnipotenza, la prevalenza del primo termine sul secondo. Quando un virologo si rivela ippocraticamente d'accatto, come il direttore sanitario del "Galeazzi" di Milano, commettendo una serie di reati e violazioni, addirittura della Costituzione, nega cure ed interventi a chi ha il pass scaduto, o rifiuta le dosi, o non ha ancora fatto la terza, c'è la conferma dell'assunto. E la prospettiva, contiamo, del tribunale.

- Quando il Migliore dei peggiori perde la brocca e strappa addirittura una risata ai pugnalati alle spalle quando sentono che sulle loro buste della spesa verranno condotti esami dagli ormai infiniti ufficiali giudiziari del paese (compresi commessi e buttafuori) per scovarvi il reato di un acquisto proibito ("Questo è un bicchiere, signora! Non è essenziale. Non le è consentito l'acquisto, beva dal rubinetto. Qui solo pane, insalata e robiola").....

- Quanto una valanga di notizie su effetti avversi da intruglio, anche letali, che si abbattono sul cittadino, a dispetto di quell'unico numero, tra  i terrorizzanti, che gli interessa e che non esce mai, da  studiosi d'ordine Usa, finiti in corner, viene attribuita a "disturbi psicologici" dei colpiti.....

- Quando io, per la mia causa in tribunale, sono obbligato a scegliermi non il mio avvocato No Vax, o No-Terza Dose, ma uno ligio alla forca caudina che, perciò, possa penetrare nelle auguste sale e occuparsi di fascicoli e udienze, vedo annullato il diritto alla difesa basato sul rapporto fiduciario con il legale...



- Quando, dall'unico quotidiano dell'opposizione alle barbarie ("La Verità") mi viene spiegato che il mio super-iper-mega-nazi-pass non mi serve solo per entrare in un'osteria dove, del tutto privo di immunità, ma tra illusi altrettanto non immuni, vado a contagiare ed essere contagiato (vero Draghi?), ma sarà invece il data base per tracciare tutto quello che faccio, spendo, dico, frequento, sposto, da adesso a sempre.....

- Quando quelli del cattolicissimo e remuneratissimo "Bambin Gesù", si strappano i capelli sul dilagare della morìa infantile per l'ingresso in clinica di qualche bambino dai 5 agli 11 anni, vaccinato e che tossicchia, ma che rischia di morire di Covid nella drammatica percentuale di uno 0,2 di bambino su 10.000.

- Quando tutto questo succede, mentre altrove (Israele), il pass viene abolito, le mascherine cadono, i locali sono penetrabili a libero arbitrio, l'OMS, il CDC amerikano, dopo infiniti scienziati con qualifiche il quintuplo dei nostri menagramo e becchini, si ritirano nei loro covi borbottando "basta con tutti questi booster, troviamone un'altra...

Sacro grafene



 - Quando si scopre che il Papa argentino, che ha convissuto in grande armoniacon il generale Videla,  ha incontrato due volte, in piena "pandemia" il plurimiliardario ebreo greco, Albert Bourla, capo della Pfizer (50 miliardi dalle vendite del coso), e che affettuose chat tra lo stesso Bourla e Ursula von der Leyen sono stato scambiati, sempre in corso d'opera, ma che la Commissione UE non vuole rendere note all'impertinente cagacazzi  nè queste, nè i contratti con quel farmacista....

Quando succede tutto questo, ma ti fanno passare chiunque muoia di cancro (500 al giorno), di malattie cardiovascolari  (240.000 all'anno, il doppio del Covid), di fumo (90.000 all'anno), 8 al giorno di incidente stradale, da "vittima" del Covid, per  avergli infilato nel naso un tampone farlocco, sai che l'unica vera vittima sei tu. 

Allora arrampicati sulle loro balle, esci dal menzognificio e guarda lontano. Lo vedi quel giudice a Berlino? Quel tribunale internazionale di cui, nel video, ci parla lo scienziato vero, Christian Perronne?

mercoledì 19 gennaio 2022

Quando un bluff non vince il piatto, ce n'è sempre un altro --- LA MICCIA DELLA GUERRA: DJOKOVIC, SERBIA, RUSSIA --- Intervista a "Orizzonte degli Eventi"

 


https://youtu.be/3R0Zc5updOw  

Barbara Tamperi ha ben scelto il titolo del suo irrinunciabile portale. "L'Orizzonte degli Eventi". In astrofisica il termine rivela, detto molto rozzamente, la presenza di un buco nero. E tutti sappiamo cosa sia, nei nostri giorni e nella nostra materialità terrena, il buco nero che punta a inghiottire  coloro che non stanno sull'Olimpo. Perfino, somma ironia, i sacerdoti, sicofanti, miliziani e chierichietti di quegli degli usurpatori. E' come se i titani, spurgati dal Caos (buco nero?), si fossero presi la rivincita sugli dei della luce e del sorriso.

 Novak Djokovic vince anche fuori campo


Nel nostro colloquio siamo partiti da un tennista, da dieci anni il migliore del mondo, che, grazie alla maldestra ferocia esclusivista del regime australiano e dei suoi danti causa globali, è diventato anche un uomo tra i migliori del mondo. Il loro simbolo e riferimento. Uno che ha vinto contro centinaia di avversari, non poteva non abbatterne e umiliarne uno solo e perlopiù privo di racchetta, se quella è lo strumento per giocare la partita secondo le sue corrette regole. Gli dei dell'Olimpo, sebbene spodestati, hanno rimesso le cose a posto: il vincitore è Antigone. 

L'Alleanza bellicosa AUKUS (Australia, Regno Unito e USA), teste inflitta dagli usurpatori alle popolazioni di questi tre paesi per farne vittime e insieme carnefici delle mattanze programmate, ha così manifestato, nell'abuso compiuto dal regime e nel plauso del concerto politico-mediatico, la propria ragion d'essere: ha colpito un'espressione della libertà e, insieme, un serbo. 

Mi spiego. Serbo, in quanto cittadino e protagonista di una nazione aggredita e ferita durante dieci anni di guerra e tuttora assediata perchè, nonostante tutto, non rassegnata alla resa. Il cedimento essendo l'accettazione dell'amputazione del Kosovo, l'ingresso nel mercenariato Nato, la sottomissione all'Unione Europea. Nell'AUKUS, arrestando e poi cacciando un campione di ogni battaglia, compresa questa col rifiuto della diserzione, si sono detti: colpiscine uno per ammaestrarne cento. Sarà invece Novak a educarne cento.


   



 Copertine dei due documentari (sottolineo che non ho più niente a che fare con il successivo "Un ponte per..." normalizzato)

Nato e Liberazione contro la Serbia (pure il manifesto)

Nel colloquio su Orizzonte degli Eventi ricordo la mia Serbia, dall'aggressione fino all'epilogo momentaneo dell'operazione, 2002. Nel giorno delle prime bombe su Belgrado ho lasciato la RAI che ne sosteneva l'uso. Ne ho tratto due documentari, uno sull'attacco di Clinton, UE, D'Alema e Mattarella, nel 1991. L'altro sull'incredibile resilienza (quella vera) e forza di reazione del popolo, del governo dei socialisti e di Slobodan Milosevic. Ponti, fabbriche, raffinerie, ospedali, case, frantumati dai sopracitati anche con missili all'uranio, furono ricostruiti in meno di tre anni, spesso dalle sole braccia degli operai, come nella mitica Zastava. Memorabile il cestinaggio dei miei reportage a "Liberazione", operati dal caporedattore Cannavò, oggi giustamente al "Fatto". 

Dopo la rivoluzione colorata di Otpor (ricordate il famoso pugno, poi comparso in ogni tentativo di regime change?), scorrono anni di assedio economico, pressioni, ricatti dei vari aguzzini occidentali, con la parte separata della nazione affidata a una gigantesca base militare USA, Bondsteel, adibita al traffico dell'eroina dall'Afghanistan occupato e a proteggere il regime fantoccio di tagliagola albanesi trafficanti di organi.


La Serbia, slava e ortodossa, vincitrice da sola degli invasori turchi e poi tedeschi, unificatrice dei Balcani nel segno del socialismo e del non allineamento, è sempre stato un orzaiolo nell'occhio dell'Occidente, Germania, che pretende una prelazione sui Balcani, in testa. Barriera all'espansione verso Est, dove incomincia la Russia, realtà da obliterare, fu negli anni dell'aggressione abbandonata dal suo alleato storico, l'URSS dei  rinnegati Gorbaciov ed Eltsin.

Oggi c'è un'altra Russia e, pur circondata da paesi balcanici Nato e UE, la Serbia è tornata ad essere un'anomalia extra-Nato ed extra-UE, legatissima a tutti i livelli a Russia e Cina. Un elemento di forte disturbo sulla scacchiera dove tutti i pezzi  stanno al loro posto: dall'Albania alla Macedonia, dalla Croazia alla Romania, dall'Ucraina alla Grecia.

Si riaccende il Fronte Balcanico.

 


Pare che la pazienza degli ospiti al banchetto balcanico si stia esaurendo. In simultanea, peraltro, con l'impazienza verso una Russia, tornata alla grande in piedi, ai confini delle colonie dell'Impero e del suo raggio d'azione economico-militare. Nelle ultime settimane il protettorato UE della Bosnia Erzegovina croata-musulmana-serba, sotto il proconsole Christian Schmidt (ovviamente un tedesco merkeliano), ha dato segnali di forte inquietudine. 

Custode degli accordi di Dayton, delle relative manomissioni dell'identità e sovranità dei popoli, come delle false giustificazioni a sostegno della frammentazione (le colpe dei serbi, la strage inventata di Srebrenica, i processi a Milosevic, Mladic e Karadzic), a Herr Schmidt è arrivato un ordine di servizio. Ai regimetti croato e bosniaco della Federazione è stata fatta lanciare una forte provocazione al sempre maltollerato altro membro: la Repubblica Srpska, arto della Serbia da sempre naturalmente portato a ricongiungersi al suo corpo.

Partire da Srbrenica, come partire dall'11 settembre.

Il pretesto, la solita, logora, ipersmentita, strage di 8000 bosniaci a Srebrenica, unicamente finalizzata a esonerare la Nato e il fascista presidente bosniaco e burattino Nato, Izetbegovic, e l'ustascia croato, Tudjman (commilitone di Marco Panella) dai crimini compiuti contro la principale vittima del complotto euro-statunitense, la Jugoslavia e il suo cuore, la Serbia. Una legge federale che impone l'arresto, la condanna e il carcere a chi nega quel presunto olocausto. Ennesimo attacco a chi si oppone alla trasformazione di una versione storica strumentale in dogma inconfutabile. 

Abuso cui l'ex-presidente e attuale membro della presidenza della Repubblica Srpska, Milorad Dodik ,ha risposto disconoscendo il dispositivo del governo federale, evidentemente ispirato dal "governatore" UE. Subito si sono levate le urla in Bosnia e in Occidente: "Secessione minacciata !", "I serbi istigano alla distruzione della creatura di Dayton", "Vogliono di nuovo la Grande Serbia..."


  Chi assedia chi?

Nella loro ossessione di arrivare a un confronto frontale con la Russia, gli USA neocon di Biden, rigettato con protervia la proposta putiniana di un trattato di pace con Mosca basato sul diritto internazionale e sulla Carta dell'ONU, dopo l'Ucraina del golpe Obama-nazisti, l'attacco turco-azero-israeliano all'Armenia, l'altra destabilizzazione fallita, del Kazakstan, la Bielorussia della fallita rivoluzione colorata, aprono ora di nuovo anche il fronte balcanico. L'attacco alla Repubblica Srpska è un attacco alla Serbia è un attacco alla Russia, è un diversivo e un'integrazione del globalismo virale. Poi, vedrete, verrà agitato nuovamente anche il covo di vermi del Kosovo.

La presidenza Biden-Harris, sorta da incredibili manomissioni elettorali, è debolissima, controversa, contraddetta da metà degli statunitensi, da tutti gli americani e dal Sud del mondo. E' la condizione che spesso induce a tentativi di ricupero e rafforzamento attraverso il diversivo di un nemico esterno che ci minaccia. Visto anche che l'altra grande operazione contro la pace, il benessere e la salute degli umani, è in gravissima crisi e, dunque, non basta più.


venerdì 14 gennaio 2022

Carcerieri sepolti, detenuti in fuga --- VIENE GIU' IL CARCERE? --- I colpi di coda del direttore (nel video) Djocovic e Sassoli (nel testo)

 


https://youtu.be/4x2S6oJrXhg

https://comedonchisciotte.org/sancho-16-ii-stagione-fulvio-grimaldi-per-un-nuovo-anno-di-resistenza/

Scrivo da un paese che ha storicamente appaltato le sue sovranità e autodeterminazione, e dunque la dignità e libertà del suo popolo, a chi, Stato o Unione di Stati, le pretendesse. Fatta eccezione per alcune fasi nella seconda metà dell'Ottocento. Oggi l'Impero ci ha inflitto un valvassore incaricato di portare a termine l'opera iniziata, tempo fa, con l'aziendalizzazione della Scuola e la digitalizzazione cerebrale dei suoi frequentatori, e da concludere con la neutralizzazione, l'annientamento e la carcerazione di quanto di libero e pensante è sopravvissuto. Di questo, e di parecchio altro, si tratta nella puntata di "SANCHO" di cui al link e alla copertina.

Annaspando alla ricerca di qualche frammento di sughero che ci tenesse a galla per quanta merda ingoiassimo, c'è chi ha trovato temporaneo sostegno in un campione mondiale del tennis e chi in un campione europeo di rubabandiera (nazionale). 

Il conforme


  Benedicente e con aureola: santo subito


Il secondo, Davide Sassoli, è stato testè celebrato dal colto e dall'inclita, ma soprattutto dai suoi mandanti, gestori e loro utili idioti, con un funerale di Stato. Apogeo conclusivo (si spera) di una settimana di passione eulogistica e di beatificazione come non se ne ricordava dai tempi di Teresa di Calcutta (peraltro una strega). Del collega (se tale si può dire il disco con il logo della Voce del Padrone) non mi sarei curato, non fosse stato per l'alluvione di livore e dileggio riversata dagli schermi di un sedicente informatore e autentico delatore (TG Mentana, La7) sul povero Prof. Paolo Becchi.

Di Becchi, già teorico dei Pentastellati, si può dire di tutto (come di Massimo Cacciari, capitato a sua insaputa nel consesso di persone coerenti e lucide e subito distintosi), ma non che nelle sue osservazioni sull'eziologia del male che ha ucciso Sassoli non fosse confortato dal brivido di sospetto che è corso per le sinapsi di mezzo mondo. Che, cioè, nella polmonite di 4 mesi prima e poi nel decadimento delle difese immunitarie del tri-punturato Sassoli avesse svolto qualche ruolo la sostanza multiforme che, nei continenti che ne abusano, sta provocando esiti analoghi in numeri incontenibili (e ormai insopprimibili) di vittime.

Gli sgherri giudiziari di Tomàs de Torquemada non avrebbero potuto pronunciare invettiva più feroce nei confronti di un sabba di streghe in cui fossero stati divorati bambini (a quei bambini ci hanno poi pensato i successori del Grande Inquisitore nelle scuole catto-canadesi  quando, negli anni che arrivano a noi, a decine di migliaia hanno fatto fuori, e poi dentro fosse comuni, bambini indigeni. Sia detto per utile inciso).

In qualche modo, il TG di Mentana ha dato anch'esso rilievo a un personaggio archetipo della Commedia dell'Arte democristiana, come raccontata da Alberto Sordi: il raccomandato. Arrivò tra noi del TG3 e stette per un paio d'anni, reduce da qualche quotidiano e destinato a ben altri olimpi. Apparve incongruo rispetto all'antimondo rappresentato da noi telecabulisti rossi. Persona gentile e peripatetico di redazione in redazione, di viale in bar, di mensa in viale. Non ricordo di avergli mai visto fare un servizio. 

Era simpatico a tutti per i modi educati e sorridenti. Sorrisi dall'alto, con quel filo di ironia benevola, un po' sfottente, che il signore regala al simpatico giardiniere, quando sa di camminare su tappeti rossi tessuti in Vaticano, nello scoutismo cattolico (scuola quadri DC-CL) e nella DC. Poi è andato a condurre il TG che insegna, inquadra, non dà mai fastidio, poi è salito a Strasburgo a rinforzare le fila dei mai fastidiosi, poi è diventato presidente che atterra con il sorriso e le belle parole i fastidiosi (pochi da quelle parti) e marito morganatico dell'imperatrice germanica: Santo Davide accanto a Santa Ursula. Coppia paragonabile a Lucrezia con l'innocuo, ma adorante Giovanni Sforza Alfonso d'Aragona, Alfonso I d'Este.  Due lucchetti sulla gabbia dell'uccellino Italia, da rifocillare e far cantare con qualche grano di PNRR.

Il non conforme

 


E passiamo al numero uno del tennis mondiale. Quello che, nel paese che ha rinserrato in colonie di lager i così definiti "positivi", ha dimostrato che, pagando di persona, si può mettere con le spalle al muro, denudato della sua pretesa di democrazia, un regime come quello che, pure, si era portato più avanti, con noi, nella macelleria umana finalizzata al Grande Reset. Novak- Nole - Djocovic, è l'inusitato miracolo di una figura di alto significato sportivo e spettacolare, che esce dai binari che l'ordine costituito gli ha messo davanti. Dallo sportivo all'uomo che assume su di sè l'altissimo significato della resistenza politica nel nome di un'umanità che rifiuta di essere ridotta al servizio dell'Intelligenza Artificiale, dei suoi logaritmi e delle sue facilitazioni pseudosanitarie.

Avevo in qualche modo anticipato, nella puntata di SANCHO, la sopraffazione nei confronti della Giustizia con cui il governo del premier australiano Scott Morrison avrebbe disfatto la separazione dei poteri dello Stato, garanzia ormai arcaica di democrazia (come non lo sono mai stati i nostri presidenti dopo Pertini). Data la consanguineità morale a antropologica di questo visir di Bill Gates nell'altro emisfero col nostrano Capo di ogni nefandezza, c'era da aspettarselo.

Così un serbo che consapevolmente ha sfidato la criminalità ufficiale organizzata, nella sua versione bio-tecno-totalitaria (che, almeno da noi, si regge sulla consunstanzialità con quella extra-istituzionale), mettendo a rischio la sua enorme figura pubblica, le soddisfazioni degli appassionati del suo sport, è diventato un archetipo. Archetipo della verità/libertà. Proprio come Spartaco, definizione per la quale suo padre è stato coperto di dileggio dai pari di Mentana, degli amanuensi di regime, o del "manifesto". Neanche questa disfatta hanno saputo metabolizzare con dignità, senza parole e facce deformate dall'odio.

 


Anzi, con la bava che gli cola dalla bocca, aspettano golosi che ora il regime di Canberra gli infligga tre anni di divieto di tornare nel paese, indispensabile per il Grand Slam, che lo condanni a 4 anni di prigione per aver prodotto "documenti falsi" e che quei cialtroni del governo dello Sport a forza di plusvalenze, gli comminino tre anni di sospensione. Cioè la fine della carriera. Djocovic resisterà?

Fallimenti a catena della loro strategia operativa, due anni di vigile attesa e di morti, un anno e passa di avvelenamenti, 24 mesi di assalto al lavoro, all'economia, all'istruzione, altrettanti di stupro della libertà, socialità, convivenza umana, il regno assoluto dell'inganno e della menzogna per strappare all'evoluzione umana la conquista della logica, del raziocinio, lo sprofondamento in un mondo della paura e della devastazione psicofisica e ambientale, un accanimento sulla frantumazione della coesione delle comunità rispetto alla quale il divide et impera d'antan è una modesta lite tra comari.

Di fronte a questi pifferai del post-atomico senza atomica (la useranno quando il "bacillo" non basterà), che si aggrappano al "positivo" di Djocovic, marcato dal solito tampone falso e manipolatorio, la "discussa" onestà del campione fa fare ai suoi strilloni la figura del Segretario di Stato, generale Colin Powell, quando agitava una provetta allo scopo di poter far uccidere tre milioni di iracheni. Hanno definito Djocovic un untore perchè, da guarito ma positivo, si è mescolato agli amici. "Positivo" è 9 volte su dieci un trucco per moltiplicare la "pandemia"; "positivo asintomatico" vuol dire sano come un pesce. Dunque  era nel pieno diritto di Novak frequentare gente. Che gli scagnozzi dell'OMS lo decidano o no.

Ma anche se Nole avesse provato, con qualche sotterfugio, ad aggirare gli sbirri di Morrison e i rottweiler mediatici dell'operazione globale, non avrebbe fatto nient'altro che esercitare il suo diritto alla libertà, con qualsiasi mezzo, costi quel che costi. Come Spartaco.  Una volta Spartaco sorgeva a Roma. Oggi tra i serbi, a Belgrado, Ci avrei giurato.


sabato 8 gennaio 2022

IL MOSTRO


https://www.youtube.com/watch?v=r9KlphqOigs   Visione TV “Il Mostro”

https://www.youtube.com/watch?v=r9KlphqOigs 

Se l’avete perso in diretta, ecco qui un programma credo molto attuale e interessante, soprattutto alternativo e antagonista rispetto al menzognificio dei lacchè mediatici generalisti, sulle ultime sadiche sevizie inflitte dal regime al popolo. Conduce Francesco Toscano e partecipano, oltre a me, l’avvocato Marco della Luna, lo scrittore Cosimo Massaro e il collega Fabio Dragoni de “La Verità”.


Si cerca di analizzare, capire e denunciare cosa ci sia dietro alle scandalose, illegali e mostruosamente antidemocratiche misure annunciate, in un contesto di grande confusione, nella vigilia dell'Epifania. Una valanga di carbone sui cittadini tutti, con particolare accanimento sugli sciagurati over 50.

L'irrazionalità e la contradditorietà di una normativa che pare uscita da un delirio tremens, non si limita a illustrare l'inettitudine, la protervia peggio che fascistoide, l'ottusa arroganza di un gruppo di stallieri del regime imperial-globalista. Nella demenza delle contraddizioni, impraticabilità, testacoda, imbecillità, c'è un seme di perversa razionalità, c'è un'idea di pianificazione.

Si tratta, a forza di vessazioni totalmente senza base scientifica e neppure razionale, di abituare la società ad accettare un dominio fondato su quel che gli pare, al dominante, indipendentemente da ogni criterio di oggettività, ragionevolezza, utilità, riconoscibili sulla base di normali processi logici. 

 



In questo modo la gente dovrebbe abituarsi a subire e obbedire senza disporre più di un metro di valutazione se quanto viene imposto abbia fondamenti razionali. E' l'assunzione di un'assoluta, totalitaria, libertà d'azione e di gestione da parte della cricca dirigente, la dismissione di ogni principio di valutazione e classificazione dell'esistente secondo un ordine fondato sull'esperienza consolidata. Sul metodo, direbbe Galileo. 

Il fine di questa operazione dell'assuefazione alla stupidità è l'arretramento alla paura e alla sottomissione del cavernicolo nei confronti di eventi naturali inspiegabili e attribuiti a cause da onorare solo con l'accettazione, la sottomissione, la fuga, o i sacrifici a una qualche divinità. Nel caso presente con il sacrificio delle nuove generazioni e di quelle che si avvicinano all'eccedenza gravosa, non produttiva e non fruibile.

L'origine di tutto questo può essere collocato ovunque nella polvere dei secoli, ma all'occhio attento risulta visibile nell'occasione di Glasgow COP 26. Alle varie fasi del processo per trascendere l'età della rivoluzione industriale e dell'emancipazione, insieme alla minaccia dell'aggressione patologica all'uomo, si è aggiunta l'apocalisse del cambiamento climatico.


 


Alberi fantasma al COP26 di Glasgow


Pochi ricordano, perchè pochi vi hanno posto attenzione, la sfilata finale di quella che si presentò, con il patrocinio dell'ONU, come la ".Glasgow Financial Alliance Net Zero". Eppure si trattava della rappresentanza, davvero impudica, della più grossa concentrazione di denaro - e dunque di potere - mai vista sulla faccia della terra, in corpore vili, Come quello di Larry Flink, AD di Blackrock, con i suoi compari di Vanguard e State Street, che insieme sono proprietari di quasi tutto e gestiscono un terzo del PIL mondiale.

Il programma enunciato, a nostra colpevole insaputa, è quello di riunire in un mostruoso, compatto, fronte tutto ciò che dispone di mezzi, funzioni e poteri finanziari, dal pubblico al privato, dai giganteschi fondi di investimento, alle banche, alle società finanziarie. Ma soprattutto agli organismi, pseudo-ONU, transnazionali: FMI, Banca Mondiale, Banca degli Investimenti, WTO, Banche centrali e affini. Per poi, con questo schiacciasassi planetario, confrontarsi con i singoli, obsoleti, Stati da posizioni di invincibile capacità di comando.

Si tratta ovviamente di un assetto politico, economico e sociale, ovviamente interamente disumanizzato e digitalizzato, al confronto del quale nazismo e fascismo fanno la figura di Disneyland. Ma che dovrebbe essere decisivo per quella che chiamano transizione ecologica e che, invece, si dovrà configurare come transizione digitale al postumano di un mondo determinato dall'Intelligenza Artificiale. IA come verrà logaritmizzata da un pugno di mostri alieni.

Ecologia. Eco, dal greco, vuol dire dimora, casa. Con la celebrata e ben finanziata transizione, dovrà dire caserma, prigione. 



 



La lezione di Novak Djocovic --- UN SERBO, UNO DI NOI


Felice il paese che non ha bisogno di eroi” risponde Galileo a un suo interlocutore nel dramma di Bertold Brecht e diceva bene. Con l’annotazione, però, che quando un paese è infelice il bisogno di eroi è auspicabile.

Qui abbiamo mezzo mondo infelice, il mezzo essendo quello politicamente e moralmente sottosviluppato del Nord, nel quale, invece, di eroi ci sarebbe enorme urgenza e dei quali  si sente disperatamente l’assenza.

Noi, nel nostro piccolo abbiamo avuto un operaio, un portuale, che ha fatto gettare lo sguardo sorpreso e ammirato dell’Europa su Trieste per aver saputo rompere un incantesimo letale. Quello che dall’inizio dell’operazione “Pandemia”  ha ingabbiato la sua classe in formule politiche sclerotizzate, tali da impedire la comprensione, perfino la percezione, dei nuovi, inediti, meccanismi di un potere di cui, nonostante le più lampanti evidenze, non riusciva neppure a immaginare la dimensione del tasso criminale e totalitario.

Certo, dal cemento armato sotto cui la piastra mediatica schiaccia ogni definizione e ogni riconoscimento della realtà, hanno fatto capolino voci, intelletti, testi, adunate e marce. Il sociocidio programmato ha subito rallentamenti, intralci e siamo enormemente grati a chi vi si è impegnato e, quasi sempre, ne ha pagato lo scotto. “Dal letame nascono fiori”, vero, e anche dalle dittature, che del letame sono la solidificazione politica.

Ma finora, dopo ben 22 mesi in cui si è provato, a mezzo di vessazioni di cui l’umanità non aveva mai avuto idea e che ancora non si capacita possano essere state inflitte, è mancata una figura umana che potesse riunire in sé, al costo di non solo perdere i cospicui guiderdoni legati al suo mestiere, ma anche di compromettere l’intero suo futuro, le qualità dell’eroe in cui siano riassunte e sublimate le istanze di chi vede, soffre e si ribella.


Spesso ho visto giocare Novak Djokovic, il serbo di una mia diversa patria d’elezione che le potenze del mondo hanno voluto distruggere, ma non hanno saputo piegare. Ne ho sentito le parole, gentili, sincere, rispettose degli avversari, a ognuna delle infinite vittorie conseguite. Una brava persona, un gentiluomo, uno che sente e che pensa. Molto diverso dal suo avversario classico, lo spagnolo. Oggi l’ho visto salutare, sorridente, allegro, dalla ringhiera di una topaia in cui un regime tra i più claustrofili e aggressivi lo ha rinchiuso, accanto alle vittime della sua furia parasanitaria nei confronti di spiaggiati dell’emigrazione. 

Aveva alle spalle la violazione di ogni diritti civile e umano. La bieca ferocia  dei pretoriani di questa ultima espressione dello storico razzismo genocida anglosassone, lo avevano sottoposto a un interrogatorio-rappresaglia di sette ore per essere titolare di una guarigione dal Covid senza “vaccino” e di un certificato che lo esime dal farsi sabotare il controllo del proprio corpo con qualcosa di oscuro, sperimentale e dalle conseguenze nefaste note e, nel lungo periodo, ignote. Mi piace credere che lo abbia fatto tanto per la propria integrità, come per quella di tutti noi. Alla fine, gli sgherri di Morrison l’hanno sbattuto in quarantena nella topaia, lui guarito, esente e negativo ai test. Tanto per dirci quanto valga il criterio di Ippocrate.

Una ventina d’anni fa, Novak avrà avuto 12-13 anni. Magari in una mia visita con telecamera a una scuola media di Belgrado, di quelle non incenerite insieme a ospedali, case, ponti da Clinton, D’Alema e Mattarella, l’avrò anche incontrato. Magari avremo condiviso gli schianti e i roghi della guerra Nato del ’99. A vedere quel che è diventato, sicuramente Djocovic è scampato al serbicidio tentato con le bombe all’uranio impoverito sulle città. Ma anche con l’alluvione del Danubio uscito dagli argini, in seguito a una nubifragio provocato dalla NATO con ioduro d’argento, per inondare i territori su cui si erano sparsi i veleni chimici del bombardamento Nato sul complesso di industrie chimiche e petrolchimiche di Pancevo.



Girando la Serbia, quel che rimaneva della Jugoslavia frantumata e che della Jugoslavia era il cuore, tra la distruzione e i due anni di una fenomenale ripresa e ricostruzione, spesso con le mani nude dei soli operai, come nel caso della Zastava (industria di automobili), o dei ponti sul Danubio, ho incontrato quegli eroi di cui questo popolo, eroico nei secoli contro turchi e tedeschi, aveva bisogno nella sua infelicità non doma: donne, soprattutto, insegnanti, militanti politici, profughi deportati da Kosovo o Croazia, medici, operai, lo stesso Slobodan Milosevic, che mi ha dato la sua ultima intervista prima dell’arresto da parte della feccia della prima “rivoluzione colorata” allestita dalle centrali cripto-CIA. Quelle del regime-change nazionicida a fini di  globalizzazione nel segno di Blackrock e Rothschild. Quelle a cui non manca mai il sostegno e il plauso di una stampa, “il manifesto” anticomunista in testa, che oggi non saprebbe camminare se non facendo suoi i tentacoli di un virus. 

Novak Djocovic, magari, domani cambierà, nel nome della maledetta resilienza si conformerà. E io dovrò ricacciarmi la penna in gola. Ma nell’oggi in cui scrivo, è il mio eroe, è il nostro eroe, la bandiera alta su turbe immense, smarrite nel buio, perseguitate,  cacciate come bestie, ansiose di luce e mature per la rivolta. Un raggio di luce ci viene da una topaia di Melbourne. E’ serbo, Djocovic.

 

sabato 1 gennaio 2022

LA PERSECUZIONE DEGLI ITALIANI: CHI, COME, PERCHE’ --- E PER ARRIVARE DOVE

 


Trasmissione di Visione TV -  https://youtu.be/l HYPERLINK "https://youtu.be/lGwJhXxXL_Y"  


A colloquio con Francesco Toscano: il sottoscritto, Stefano Puzzer ed Eugenio Capozz

 Glasgow cop 26: i golpisti della transizione

 


Molti hanno capito – moltissimi no – che questo popolo si è fatto stendere da un colpo di Stato a sua insaputa. Per capirne origine e portata, tocca guardare dove pochi guardano: a Glasgow della COP 26, dove, nel finale, come fosse un corollario del cerimoniale, è apparsa la “Glasgow Financial Alliance for Net Zero” (Alleanza finanziaria per lo zero netto carbone). Lì dentro ci stanno tutti quelli dei soldi, da Blackrock a Vanguard, a Goldman Sachs, tutti coloro che posseggono tutto e si posseggono a vicenda. E, ora anche, le grandi entità transnazionali supposte istituzionali, cioè globali, ma pubbliche, emanazioni ONU. Che, come l’ONU, pubbliche non lo sono più da qualche decennio (lo dichiaro lo stesso Kofi Annan nei ’90: ”Non facciamo più capo agli Stati, ma al business”). 

Di questa grande alleanza, che ci vorrà portare alla Meta finale del Grande Reset, dico due parole nel programma al link. Ma dovremmo tornarci. Perché Mario Draghi, di questa conventicola, che si mette sotto i piedi Stati e futuro, è pioniere e vessillifero.

Se non ci fosse stato Puzzer


Intanto fatemi dire subito che non potevo chiudere un anno come questo e aprirne uno, sicuramente ancora bastardo, in modo più incoraggiante che con l’incontro con Stefano Puzzer, portuale, operaio, uomo, combattente. Un uomo che ha infiammato l'Europa e ne ha rilanciato la resistenza. Cosa valga quest’uomo, la cui integrità e intelligenza ha subito aggressioni e calunnie perfino – penoso è dirlo – da frustrati e imbecilli annidati tra le nostre fila, lo esprimono, nella trasmissione, le sue stesse parole.

Si fanno bilanci, vero, alla fine d’ogni anno? Tutto continua uguale, si tratta solo di una stazione del lungo percorso, ma l’usanza è quella. Anche per mantenere un po’ di memoria nello tsunami della smemoratezza organizzata e conservare in vita strumenti via via più desueti, come la valutazione di cosa ci va accadendo. 

Come siamo messi

Ecco la mia classifica. Presidenza della Repubblica: la peggiore mai avuta (ma è una bella gara con quella precedente); presidenza del consiglio: la più nemica della nazione mai vista dall’unità d’Italia; governo: il più corrotto mai presentatosi sulla scena; parlamento: il più vile e rinnegato mai eletto; classe dirigente: la più inetta, ottusa, scaltra, ladra, cinica, mai apparsa nella penisola dai tempi di Eliogabalo; informazione: la più venduta al migliore offerente da quando usavano le agiografie degli imperatori; Chiesa: da braccio morale del più immorale dei poteri, ha restituito a Costantino la donazione.

Con il precursore avvocato ad aprire la partita e sondare l’avversario e il bomber banchiere entrato in campo nel secondo tempo per la goleada, la tattica ha funzionato. Dai DPCM di Conte che la Carta l’hanno sfregiata, si è passati con Draghi alla domanda “Costitu…che?” E qualsiasi risposta finiva lì, sommersa dalle ovazioni di ministri e stampa. O, volendo “mitigare”, col centesimo voto di fiducia sulle violazioni di quella Carta. Il presidente, poi, per le occasioni solenni, tipo fine anno, entrava nelle nostre case, per elargirci i frutti fioriti dal suo impegno di Garante dell’Unità Nazionale e presidente di TUTTI (?) gli italiani. 

 


Il pesce pilota della Transizione

Mario Draghi, si è qualificato membro d’onore della “Glasgow Financial Alliance Net Zero”, conventicola mascherata da transizione ecologica per porre al suo servizio, non più tanto col debito, ma grazie al monopolio dei mezzi finanziari, Stati e popoli. Ne è stato l’antesignano, il teorico, il portavoce da quando, sul panfilo “Britannia”, lesse all’augusto consesso dei più importanti finanzieri internazionali, a partire da Soros, il programma della liberalizzazione e privatizzazione mondiale. Vale a dire la totale sostituzione del pubblico col privato. Ne venne, grazie ai ragazzi di bottega Dini, Amato, Prodi, D’Alema, lo smantellamento e la svendita (tramite opportuna svalutazione della lira operata da Ciampi) del migliore patrimonio produttivo nazionale. Quando eravamo la quinta potenza industriale del mondo.

Proseguita l’opera dalla poltrona di lingotti d’oro di vicepresidente della Goldman Sachs e, poi, dall’euristico “whatever it takes” nella BCE, Draghi, giustiziere numero uno della Grecia, si è acconciato a portare a termine il lavoro nel laboratorio Italia. Lavoro in due fasi. Guerra di classe dall’alto al basso; guerra d’élite all’intera società umana. Le incredibili accelerazioni repressive di queste settimane, da lui e dai suoi sgherri tecnico-politici imposte sul piano, insieme delle punizioni sanitarie e di colpi di maglio sociali, sulla scia del suo kingmaker Renzi, indicano che questo operativo intende completare la prima fase in coincidenza con la conclusione del suo premierato. Difficilmente ci riuscirebbero controfigure come Franco, o Cartabia, senza il suo coltivo già pronto al raccolto.

Draghi e la lotta di classe


Riforma fiscale che premia gli strati più abbienti e impoverisce quelli già in grandissima difficoltà; riforma della Giustizia che apre all'impunità di chi si può permettere grandi avvocati che portino i processi al grottesco limite di uno, massimo due anni; Decreto Semplificazione che sugli appalti elimina vincoli e controlli a favore di mafie e speculatori; misure pseudosanitarie che privano il paese del sostegno cruciale del turismo e uccidono piccole e medie imprese; mercato del lavoro sempre più segnato da precariato e licenziamenti facili; riforma pensionistica con ritorno alla Fornero, lo sfruttamento di lavoratori fino ai 70 anni e sbarramento di accesso ai giovani; tana liberi tutti per le delocalizzazioni di investitori stranieri (e domestici), qui installatisi grazie ai privilegi fiscali. 

Solo per citare alcune spine della corona calzata in testa all'Italia e senza parlare del micidiale aumento del costo dell'energia, imposto dalle strategie geopolitiche di USA, UE e, in Europa, dei russofobi Neocon Verdi tedeschi. Poi condivisi dagli utili idioti wako nostrani come necessità dettata dalla "transizione ecologica". Vedremo cosa sapranno mistificare, i nostri mediatici "liberal", quando il 1929 gli apparirà come una leggera crisi rispetto a quella con la quale la Financial Alliance ridurrà in stracci quanto sarà sopravvissuto alla depopolazione farmacologica, bellica, da fame.. 

Falce a martello non scampano al


virus

Il mondo del lavoro subordinato che allestisce modesti cortei di protesta, i sindacati maggiori che si limitano a pietosi borborigmi e scioperi di facciata, i sindacati di base che pensano ancora di dover combattere un Tremonti, o un Prodi, lo striminzito e irrilevante pulviscolo politico che si dice di vera sinistra, sono tutti come l'indimenticabile ciclista Malabrocca, celeberrima Maglia Nera che si vantava di arrivare sempre oltre tempo massimo.

 


Eppure, per rovesciare l'attuale reggenza locale dell'Impero, occorrono forze , che tutte insieme (lasciando fuori gli irrimediabili consociati di Landini & Co.), unite ai milioni che rifiutano il trattamento politico-infettivo, farebbero massa critica. E' mancata l'attenzione, da parte di coloro che hanno capito dove i "padroni" (stavolta del mondo) vadano a parare e per quali vie e con quali mezzi, a chi ancora si ritiene "avanguardia della classe operaia"- E' mancata la capacità di comnicare quale colossale imbroglio sia stato decisivo per far passare le misure sociocide di cui sopra. Come senza la paralisi fisica e morale, prima ancora che ideologica, imposta dalla paura di un nemico fabbricato con le menzogne (tipo AIDS, terrorismo, cambiamento climatico, il maschio bianco, Russia, Cina...), quel cappio al collo dei lavoratori, dei subalterni, mai si sarebbe potuto stringere fino a questo punto. 

Qui non si tratta più solo di operai cacciati in strada, proletari sotto il livello di povertà, o contadini immolati sul ceppo dell'agroindustria. Qui si tratta di bambini, ragazzi, genitori, studenti, esseri che si sono conservati umani. Interclassismo? No, popolo mandato al macello! E, nella prospettiva della risposta anche quantitativa all'élite, è un bel guadagno. 

Libertà!!!

 


Ma tale è stata la violenza persuasiva su chi pure nei tempi aveva condotto consapevoli battaglie contro inganni e prepotenze padronali, che neppure l'evidenza abbagliante di numeri che dimostrano la truffa del salvifico strumento (sempre più morti e feriti da siero tra i ridicolmente definiti "immunizzati"), è riuscita ad aprire un crepa nella fideistica subalternità dei fregati. Fregati, ancor prima, dalla mancata comprensione, probabilmente per carenze storiche e teoriche, del principio di libertà, che nessuna limitazione a tale principio imposto dal potere poteva considerarsi innocente, o tollerabile.

Tra le tante belle cose che dobbiamo ricavare dalla Rivoluzione d'Ottobre, quel principio lo troviamo piuttosto nel 1789 della Rivoluzione Francese.

Siamo arrivati a questo punto, al quasi totale successo della manovra affidata a Draghi, con una minoranza ricca e sufficientemente disumana che ha saputo realizzare una vittoria sulle istanze popolari come nemmeno ai tempi più oscuri del feudalesimo. Figuriamo negli esperimenti, rozzamente violenti, delle dittature europee del secolo scorso. 



In queste condizioni ci tocca affrontare il passaggio dalla guerra di classe alla guerra alla società. La prefigura la sopranominata Alleanza Finanziaria per lo Zero Netto presentatasi a Glasgow vestita di transizione ecologica e da pochi percepita nelle sue gigantesche dimensioni, implicazioni, programmi. Si tratta di contrapporre a quanto rimane degli Stati e della loro sovranità una coalizione globale dei poteri finanziari, privati e pubblici, nazionali e transnazionali. Dotata di immenso potere condizionante, si aspetta di imporre a nazioni e popoli quel tipo di società nel quale coscienza dei propri interessi e memoria della propria identità figureranno "come d'autunno sugli alberi le foglie" (verso che Giuseppe Ungaretti dedicò ai suoi compagni d'arme in trincea). 

 


O vogliamo finire come quegli ultimi dei Moicani, sui quali, nel nuovo ordine mondiale, qualche regista di sentimenti "liberal" farà un film di umana simpatia. Se lo potrebbe permettere, non ci sono più.