giovedì 22 aprile 2021

NORDIRLANDA, DONBASS: LA MADRE DEL COLONIALISMO E' SEMPRE INCINTA. E ANCHE LA MADRE DELLE PRESSTITUTE (INTERVISTA COMEDONCHISCIOTTE) --- Dal Covid alla "Superlega": la forza imprescindibile della piazza


https://www.youtube.com/watch?v=5ZcdmbDehyA&t=1s 

Cari amici che avrete ricevuto il link con l'intervista che mi ha fatto Mauro Scardovelli, stavolta quasi intera, dopo la pubblicazione sul suo sito di una versione ridotta di oltre metà. Avrete notato che ci sono dei forti disturbi audio e video nei miei interventi. Non dipendevano da me. Era scadente la connessione. Ma non mi è stato dato di ripetere quelle sequenze difettose. In effetti sarebbe da buttare tutta quanta. 


Un Vietnam in Europa. Ancora oggi.

 

 
 
 
 


Avendo io speso buona parte della mia vita e del mio lavoro, un quarto di secolo, nell'andirivieni tra resto del mondo e Irlanda del Nord, ultima, persistente colonia d'Europa, conto sulla vostra indulgenza per essermici dilungato un bel po' in questa intervista a "Sancho" ("comedonchisciotte"). A parte i due miei libri, "Un Vietnam in Europa" e "Blood in the street" (in inglese), non ho avuto negli ultimi anni molte occasioni per pubblicare qualcosa sul tema. Ma, sapendo che vi sono, a dispetto della distanza temporale, ancora parecchie persone interessate all'argomento (prima guerra in Europa dal 1945, seguita da quella alla Jugoslavia), ho approfittato dell'ospitalità degli amici di "comedonchisciotte" per darne la mia testimonianza diretta. A partire da Bloody Sunday dove, insieme a un fotografo francese, siamo stati gli unici giornalisti internazionali sul campo nella "Domenica di Sangue", quella cantata dagli U2 e incisa nel profondo della Storia e della carne d'Irlanda. Quella che è divenuta una svolta nella storia dell'Europa e mia personale.

Murales dell'IRA a Belfast 

Mia foto della prima vittima della strage: Jack Duddy, 16 anni

Martin McGuinness, già vice capo di Stato Maggiore dell'IRA, poi vice-premier del Nordirlanda, con il sottoscritto,: 2017. Muore di cuore una settimana dopo.

Bobby Sands, comandante dell'IRA e poeta, morto in carcere per sciopero della fame

Murales della mia foto di Jack Duddy ucciso, all'ingresso del ghetto repubblicano, Derry.


Innocenza ritrovata e rivenduta

Nel 1972 finiva, simbolicamente si può dire, l'innocenza riacquistata dall'Europa dopo le Guerre mondiali e i totalitarismi: lo Stato che massacra i cittadini in lotta contro una feroce colonizzazione e un'apartheid etno-confessionale nel XX secolo, le cui origini si perdono nel buio del Medioevo. E' stata l'apertura di una chiusa. Sono seguite, tra altri crimini, le spedizioni armate europee in giro per il mondo agli ordini della Nato, la frantumazione della Jugoslavia, l'annientamento dei baschi, il neonazismo militare ucraino contro i popoli liberi del Donbass, lo strangolamento della Grecia (protagonista il premier covidiano Draghi) e, nel suo piccolo-grande, l'assalto socio- ed eco-cida alla Val di Susa, fino alla complicità subalterna europea con l'ontologica aggressività degli USA.

Riprendo alcuni temi che nell'intervista sono stati accennati, o no. Si parte dalla Superlega dei bonzi stronzi, miliardari indebitati, che si volevano intestare il principio dei bonzi stronzi USA: il win-win, dove non si perde mai e non si scende mai in serie B. Dove il principio è dinastico, come quello di principi e re. L'efferato tentativo del vampiraggio globalista dell'élite finanz-vaccinal-digital-militarista di sottrarre al popolo lo sport del popolo, per farne uno show astratto e virtuale per utili idioti e amici del giaguaro, a esclusivo uso e profitto di sanguisughe e squali antropomorfi, pare sia fallito. Disfatta, per una volta, dei licantropi in travolgente marcia verso il Grande Reset globale di cui questa operazione era l'ennesima orrenda figlia. La passivizzazione delle masse tramite paura e menzogne indotte, aveva fatto coltivare l'illusione del trionfo a portata di mano. 

Un passo più lungo della gamba, un piede sulla cacca di diavolo e zebra


  Berlino, 21 aprile 2021, ancora una volte oltre 100.000 contro la legge delle restrizioni per sempre (8000 per "il manifesto" e tutti fascisti).

Le reazioni indignate di governi e organismi preposti sono state significative e utili, ma essenzialmente motivate dalla sottrazione dell'osso. Ha contato che la cupola criminale che governa l'intero processo di disumanizzazione globale, rassicurata dagli splendidi risultati ottenuti in tema di assoggettamenti a clausure, tamponi e vaccini venefici, mascherine e distanziamenti spersonalizzzanti e psicotossici, abbbia fatto il passo più lungo della gamba. Inter, Milan, Manchester United, Real Madrid, la Juventus di quel brav'uomo che faceva comunella con il capotifoso mafioso, e le altre di una torma di ossessi compulsivi del profitto, hanno fatto una figura di rapinatori alla Fantozzi. 

Ha risposto un popolo, più altrove che da noi, con uno smerdamento fatto di collera, sarcasmo. autodifesa e difesa di un grande valore culturale e sociale,  che resterà negli annali e nella memoria del popolo sportivo. Ed è stata la piazza in rivolta a sconfiggere ala masnada di vampiri. Il processo del via dai campi e dagli stadi, l'annichilimento dello sport giovanile e dilettante, in direzione di divani e schermi e un'umanità debilitata nel fisico e nella psiche, ha subito un battuta d'arresto.

Le pippe e le azioni


Tutto questo alla faccia dei vari Sai Baba alla matriciana che spuntano nei momenti di smarrimento sociale per offrire il loro contributo depistante ai grandi complottisti. Irridono alle piazze, dichiarano ridicoli e inutili le mobilitazioni, i cortei delle plebi, propongono in loro veci l'aristocratica dell'onanismo individuale, chiamato "rigenerazione di se stesso", o illuminazione del proprio io per raggiungere una più elevata coscienza di sè e, magari, dello spirito universale. A questi fancazzisti, tutti con una prodigiosa considerazione di sè, hanno risposto le piazze dei tifosi, le decine di migliaia di attivisti antimbroglio ancora una volta in piazza a Berlino e ovunque, a costo di farsi fracassare la testa o bandire dal consesso civile. Cose che nessun pipparolo individualista rischia mai.

Non sarà il ritorno al calcio delle comunità, del territorio, della cultura condivisa, celebrata dalla nazione la domenica pomeriggio (domenica "populista", "sovranista", "di destra"). Quella è già stata corrotta dalle mossettine e poi mossettone devastanti e alienanti del mercenariato apolide. Prima gli "oriundi", poi tre stranieri, poi tutti stranieri, salvo qualche eccezione autoctona. Poi  padroni avventurieri e speculatori cinesi, arabi, staunitensi. Da cui i vergognosi scatafasci a livello internazionale. Per infine far affogare l'intero gioco in un demenziale mare di denari- debiti, trucchi, offensivo e razzista, a stadi vuoti perchè si capisca che a stare insieme non si tornerà mai più. 

Ma tant'è, oggi siamo contenti e  non lo sono quelli della banca d'affari J.P. Morgan, usurai ai fini di Superlega, che il 1 aprile 2014 (e se era un pesce, era uno squalo) mandarono un diktat al nostro governo perchè tirasse il collo anche a quel che restava di nostro welfare e democrazia, l'hanno presa sul muso. Non ancora i compari della McKinsey, che anzichè sul calcio, si sono avventati sull'Italia via governo Draghi, sapendo che lì c'est plus facil fottere il paese per conto di Rothschild, cui tutti fanno capo.

A chi i misfatti? A voi! A chi la giustizia? A noi!

Cinici, protervi, stupidi e famelici, i 12 baroni dell'anticalcio che volevano trasformare lo sport che simbolicamente, anzi comunisticamente, esalta l'individuo e lo fonde nel collettivo sul principio della collaborazione per una meta condivisa. Cinica, proterva, stupida e famelica è parimenti la nostra classe politica, quella confindustriale, quella bancaria , tecnico-scientifica, militare e clericale. Mai ne abbiamo avuto dimostrazione come negli ultimi 15 mesi di pandemia del Terrore.

E Speranza è ancora lì, a sfornare nequizie cretine e di puro dispetto, come un passaporto che ci fa stranieri in patria e ci fa - forse - superare il confine della regione e le garritte con gendarmi, ma senza la zia non negativizzata da meno di 48 ore e senza il nonno morto di Johnson&Johnson. Sta ancora lì, l'ex-assessore all'urbanistica di Potenza, oggi in capo alla nostra salute - chi meglio di lui al tempo delle competenze? - assieme a Draghi e Massimo Galli,  a dispetto di menzogne, immoralità, imbrogli, maneggi, occultamenti. Roba che è finita perfino sotto gli occhi della Procura di Bergamo (Dike, figlia di Zeus e di Temi, dea della Giustizia, ce la preservi!)

Un Grillo fuori di brocca

E anche Beppe Grillo, che ha turlupinato la maggioranza migliore degli italiani, è  ancora là: un tempo contro i giudici remissivi con i signori rubacchioni, ora contro i giudici accaniti contro il figliolo scavezzacollo. Ha sbroccato, Beppe, il suo fiuto di volpe politica lo ha tradito non appena ha annusato una trappola giudiziaria per volpini. Dopo la figura di guano politica, quella, strabiliante, psico-morale. Resta uomo del varietà, Grillo. Sono i tempi in cui, ogni due per tre, una celebrità appannata si ricorda di molestie, o violenze, subite vent'anni prima. Tempi nati dal clima globalista  dei conflitti artefatti, ma disgreganti quanto il Covid. Guerre di etnie, linguaggi, generi, anzi, contro UN genere. Da noi la nuova lotta di "classe" sosteneva anche il decollo di una nostra figlia d'arte.cinematografica in disuso, la rovina di qualche regista, poi magari assolto. Tutta roba che con il riscatto dal dominio maschile aveva da fare solo strumentalmente. 

Guerre di genere e guerre di guerra

Guarda il caso, gli apostoli di quello Zeitgeist spesso sostenevano anche la deportazione e la tratta di esseri umani! Ma pure le sanzioni genocide e le guerre di sterminio ai cattivi da propaganda, l'invenzione di dittatori e il transfert freudiano della propria violazione dei diritti umani sulle proprie vittime, il discorso non mi tornava. Dopo Socrate, ho chiesto conferma religiosa a San Tommaso e laica a Giordano Bruno e ora sono in attesa di toccare con mano. Loro, intanto, m'hanno fatto sapere che un dubbio lo meritano tutti, vittime e colpevoli.

Intanto Biden, presidente scampato al sanatorio, si è rivolto alla magistratura con intenti uguali a quelli di Beppe e nello stesso segno dei bonzi stronzi che modellano processi e sentenze secondo proprio criterio e vantaggio. Il primo sbraitando, il secondo pregando. Il devoto di Obama e il patrono dei nazibattaglioni in Ucraina, ha dichiarato nel suo Angelus, mentre era ancora in recesso la giuria del processo a Derek Chauvin, poliziotto killer di George Floyd, di pregare perchè la decisione fosse di condanna. "E 'l modo ancor m'offende..." (Canto V dell'Inferno) sembra abbia risposto Licurgo passando per Dante.

Dike molestata

Non basta. Ditelo a Licurgo - e guardate che turbine di giravolte si fa nella tomba - che Salvini a Catania è assolto e a Palermo mandato a processo per due stesse idenitiche fattispecie di reato. Intanto la Procura di Roma soddisfa la canea mediatica trovando "testimoni" per Giulio Regeni. La famiglia implora: "Chi sa, dica!". Nel mio piccolo, io ho dett e continuo a dire. Mai che mi abbia risposto qualcuno.....Sto ancora attendendo il collega Alberto Negri, che si era dichiarato disposto a un confronto in tv (da lui disdetto 24 ore prima)

Sto allungando il brodo attorno a un'intervista già smisurata. Chiudo, ma mi corre l'uzzolo e l'opportunità di parlare di un programma tv come non lo si vedeva dagli anni di Walter Chiari, Paolo Rossi, Beppe Grillo e i Guzzanti. Anzi, meglio, perchè oggi ci vuole più coraggio. E, incredibilmente, su Canale 5. E' la trasmissione, il venerdì, di Pio e Amedeo, due lazzaroni pugliesi di assoluto genio e vasta cultura, già conosciuti come "Migrantis". E' la roba più scandalosa, esplosiva, intelligente e "ostinata e contraria" che si sia vista.nell'Alto Medioevo della barbarie "politically correct".  

Hanno cominciato prendendo a pesci il pubblico del Canale su cui stavano agendo, applauditissimi dai masochisti. Hanno proseguito facendo in mille pezzi il massimo tabù dell'italiano medio, intermedio e sotto media: la mamma. Una mamma degli sganassoni e del sadismo ricattatorio. Hanno celebrato un baccanale della bevuta e della felicità, travestito da classico matrimonio dell'oleografia camorrista. Hanno sfrucugliato un'imbarazzata regina dei Talent. Hanno concluso alla grandissima, tra tricolori, note di De Gregori, sulla mappa  di un'Italia fatta a pezzi, e lacrime. Anche mie. Alla faccia di chi ci dice sovranisti. Lunga antenna, Pio e Amedeo! Finchè ve la concedono.....




martedì 20 aprile 2021

INCIDENTE DI PERCORSO --- Conversazione tra Mauro Scardovelli ( Uni Aleph) e Fulvio Grimaldi: A TUTTO CAMPO: MONDO, ITALIA, VIRUS, GIORNALISMO https://www.unialeph.it/fulvio-grimaldi/


https://www.unialeph.it/fulvio-grimaldi/ 

Giorni fa, Mauro Scardovelli di "Uni Aleph" mi ha gentilmente chiesto un'intervista, la seconda dopo quella che mi aveva fatto al tempo della cosiddetta "prima ondata", centrata sul mio libro "Cambiare il mondo con un virus- Geopolitica di un'infezione". Naturalmente sono stato lieto di accettare, anche se poi, al dunque, l'intervista si è trasformata in una stimolante conversazione tra intervistante e intervistato.

Non sono molto pratico in ricerca di cose nei siti altrui, specie se ricchi e svariati come quelli di Scardovelli, per cui gli ho chiesto di inviarmi il link. 

Con notevole sorpresa ho poi constatato che della chiacchierata di oltre un'ora non erano stati pubblicati che poco più di 20 minuti. Erano stati apportati tagli qua e là ed era scomparsa la parte centrale e quella conclusiva. Da esperto, per 60 anni di professione, di regole e deontologia giornalistiche, ho chiesto a Mauro ragione di questa manomissione (della quale avrei dovuto essere avvertito prima di qualsiasi diffusione). Mi chiedevo cosa avrebbe potuto indurre a tali ,massicci tagli, dato che a uno Scardovelli non credo sia possibile attribuire censure. E dato anche che, se Scardovelli mi aveva chiesto un'intervista, logica vorrebbe che lo abbia fatto perchè trova interessanti, se non valide, le cose che dico e scrivo un po' ovunque. E che nel colloquio ho più o meno ribadito.

Scardovelli, chiedendomi cortesemente scusa, mi ha poi inviato la versione quasi completa dello scambio, spiegando che si era trattato di un mancato controllo suo, su errori compiuti dal montatore. 

Credo che per i miei pazienti interlocutori e amici sarebbe stato interessante confrontare la versione ridotta a poco più di 20 minuti con quella definitiva di oltre un'ora. Ma quando sono andato a cercare il pezzo tagliato, è risultato introvabile perchè comprensibilmente "rimosso dall'utente che lo ha caricato". Peccato. https://www.youtube.com/watch?v=kQNvU-Js054       Videoconversazione tagliata con Mauro Scardovelli


TAV - Valsusa, Patrioti, Gestapo, Vittime



Ricevo e inoltro e ricordo a tutti che in ospedale a Torino, angheriata dai carabinieri, con la faccia tumefatta e multiple fratture per uno delle decine di candelotti sparati in faccia, giace Giovanna Saraceno, 38 anni, militante della battaglia per la Valle, per la civiltà umana, per la libertà e contro i ventennali soprusi di chi si vuole avvantaggiare e arricchire a spese di una comunità, grazie a questa opera devastatrice e inutile.

Per impedire l’ennesimo stupro, un mega-autoporto a San Didero, ancora una volta gli irriducibili difensori della valle e dei diritti umani di tutti, si erano mobilitati per opporsi. Sono stati accolti dall’ennesimo bombardamento di strumenti della repressione che feriscono, intossicano, mutilano e, a volte, uccidono. Tra questi, i candelotti di ferro sparati ad altezza d’uomo. Tra Italia, Francia e Germania è in corso una nobile competizione per chi riesca a causare più danno all’integrità delle persone che lottano per la ragione e  la verità. Per quanto lo volessero con tutte le loro forze, le presstitute dei media non sono mai riuscite a mostrarci una sola immagine dalla Russia, Cina, Hong Kong, Iran, Siria, Egitto, Venezuela, che potesse fare il paio con la brutalità dei regimi euro-atlantici.

 

Inviato da Posta per Windows 10

Un saluto circolare,

il prof. Angelo Tartaglia sta diffondendo questo messaggio che sarebbe bello potessimo firmare in tanti, firme singole o collettive.

Chi è d’accordo, confermi presto la sua adesione a INFO PresidioEuropa No TAV info@presidioeuropa.net.

Lo faremo girare ai media, su Facebook e Twitter.

Paolo

 


Un sentimento di indignazione

In questo momento vorrei esprimere un sentimento di indignazione. L'indignazione non è razionale, ma qualche volta non è evitabile.

C'è una parte del nostro paese (non del Kosovo o dell'Afghanistan) che è soggetta ad occupazione militare da parte di forze armate dello Stato (il nostro). Non si tratta di un santuario della criminalità organizzata, ma di una vallata alpina con i suoi comuni, cellule fondamentali, dice la Costituzione, dello Stato.

Avrete capito che mi riferisco alla valle di Susa.

Tutto questo avviene in quanto, in assenza di argomentazioni di merito, lo Stato sostituisce agli argomenti la forza: un classico, se non fosse che il nostro si definisce "stato democratico". Con gli armigeri (a parte le fanterie ci sono anche cingolati, filo spinato e simili bazzecole) si vuole imporre un'opera la cui diseconomicità è platealmente conclamata (se n'è accorta anche la corte dei conti europea) e che dal punto di vista climatico è un vero e proprio crimine: gli effetti globali vanno in direzione opposta agli obiettivi nominalmente perseguiti dall'UE (e dallo stato italiano!). Tutto questo è facilmente sostenibile dati e conti alla mano.

Ma dati e conti (direi la realtà) in questa vicenda (come in altre) sono marginali. La "politica" sostiene trasversalmente (inclusa un'ampia fetta del PD) lo scavo del supertunnel tra Italia e Francia o semplicemente schierandosi con l'interesse immediato delle grandi imprese che vorrebbero realizzarlo o a sostegno di un sistema ideologico che afferma e continuamente rilancia un'economia materialmente insostenibile e che produce ovunque (qui come altrove) disuguaglianze crescenti.

A uno stuolo di signore e signori che siedono nei consessi istituzionali (dal parlamento in giù) merito, argomenti e fatti non interessano più di tanto: ho avuto modo di verificarlo in un paio di audizioni svoltesi prima di Natale. In "politica" ciò che conta è da che parte stai: problemi e fatti, sono marginali. E' il trionfo dell'arroganza ignorante. Parlo dell'ignoranza di chi pretende di non aver bisogno di porsi delle domande e pretende a priori di conoscere le risposte senza bisogno di critica e di confronto.

Allego un comunicato di uno dei Comuni di quella valle (San Didero 14 aprile 2021) e la foto di una ragazza colpita in faccia da un lacrimogeno sparato (ovviamente ad altezza d'uomo o di donna) dalle valorose truppe coloniali inviate a superare ogni obiezione in merito a sostenibilità economica e ambientale.



Quale fiducia si pensa possa esserci, in queste condizioni, ne "lo Stato"? e a cosa si è ridotta la credibilità de "la politica"?"

Angelo Tartaglia,

seguono altre firme

domenica 18 aprile 2021

DEMOCRAZIA: QUELLI DEL '48 SI SONO FATTI PRENDERE LA MANO; QUELLI DEL 2021 GLIE L'HANNO MOZZATA


Qui sotto il link a un’intervista radiofonica fattami da Stefano Becciolini per “Becciolini Network”. Visto che l'intenzione digital-pandemica è di arrivare alla eliminazione dei cinque sensi (più quelli che si attribuiscono gli spiritualisti), provo a dare un contributo. Stavolta niente senso della vista, all'odorato ci pensa la mascherina, al gusto il virus, il tatto viene sostituito dai comandi vocali. Ci resta l'udito. Buon ascolto.

Si parla di come una democrazia, nata ambigua e con molte trappole e riserve mentali, presenti perfino nella nostra Costituzione (la più bella del mondo?), cambiata in costituzione materiale in atto, sia stata, nel giro di appena un anno, fatta a pezzi e ridotta a diploma appeso alla parete dal medico Mr. Hyde.

🎙15-04-2021 IL PUNT🔴  DI VISTA🎙

SIAMO VERAMENTE IN UNA EMERGENZA DEMOCRATICA? DIRETTA CON FULVIO GRIMALDI

Ospite della diretta radiofonica:  FULVIO GRIMALDI, giornalista e inviato di guerra.

 https://www.spreaker.com/episode/44341519 


L'assassinio geopolitico-mafioso di Aldo Moro segna una svolta nella storia della Repubblica. Una svolta che è tappa fondamentale, insieme alla varie "guerre" alla droga, all'AIDS, al terrorismo, al cambio climatico, al Covid, della strategia che ci dovrebbe portare alla Globalizzazione dello schiavismo. Siamo al picco del cinquantennio più turpe di tutta la storia d'Italia. 

Da allora si sono succeduti ininterrottamente intrighi mafio-statali eseguiti dalla schiatta degli andreottiani e andreottini, piduisti o meno, su ordini del giorno di un Jack lo Squartatore a stelle e strisce, al quale si sono volontariamente prostituiti i tutti i governi del paese. Altri bracci operativi sono, connessi alle varie criminalità organizzate, servizi segreti, massoneria e Vaticano (l'uccisione di Moro complementa la fine del papato eterodosso di Giovanni XXIII).

A condurci oltre l'orlo del precipizio, raggiunto seguendo i pifferai del cosiddetto "Arco Costituzionale Amerikano", hanno delegato un banchiere che, totalmente inetto su tutti i piani a eccezione di quello sotterraneo dei caveau, ha impegnato la sua esistenza tutta in stanze foderate di banconote, in cantine con le botti riempite del sangue succhiato a vari popoli e  in un compound con alleati, complici e succubi, in cui nessuno entrava con  un patrimonio inferiore a qualche miliardo. Miliardi ovviamente rapinati, con la Grecia per cartina di tornasole.

Porci col rossetto


Governanti, duci, rinnegati e trasformisti, donne e uomini di panza e di mano, manipolatori mediatici addestrati a secernere pus da schermi ed edicole, da quel ciglio dell'abisso ci stanno buttando giù uno per uno. E' nel nome dei "diritti umani" e della "democrazia" di cui sopra, sotto la copertura dei quali ci hanno reclutato, ora ci lanciano contro genti e governi dei quali nessuno ci ha mai fatto il minimo male. Anzi, sono quelli che ci hanno offerto una prospettiva di amicizia, collaborazione e pace. Pensateci quando sentite parlare di Navalny moribondo, di donne sotto la ferula degli Ayatollah, o di ragazzi italiani seviziati in Egitto.

Possiamo ringraziare una Costituzione che, all'articolo 11, prima nega la nostra partecipazione alle guerre e poi ce le consente "purchè ce  la impongano altri per buone ragioni"! Lo stesso per il diritto alla salute, articolo 32. E così via. Di quei buchi, i movimentatori terra  addetti alle sepolture, hanno fatto voragini. 

Chiudo, non per terrorizzarvi, procedura spettante ai nostri becchini, ma per aprire occhi e coscienze in letargo con i seguenti dati di fine marzo relativi ai  nostri vaccini SPERIMENTALI

MAI TANTI EFFETTI AVVERSI IN VACCINI PRECEDENTI



AstraZeneca 967 morti e 133.310 effetti avversi 

Pfizer 3.529 morti e 127.789 effetti avversi

Moderna 1.475 morti e 11.545 effetti avversi

 

Vaccino: salvezza nell'aldilà (Papa Bergoglio)

Di una cosa possiamo essere assolutamente certi: stiamo assistendo alla più grande strage da vaccino mai verificatasi nella storia delle medicina: il grafico in alto, costruito con i dati ufficiali dell’EMA , l’agenzia del farmaco europea, mostra visivamente e in maniera immediata, comprensibile anche per chi ha gli occhi foderati di paura e di cazzate mainstream, quale sia stato il balzo degli “effetti avversi” che si è avuto a marzo, mese nel  quale si sono fatte più vaccinazioni. 

Fino a ieri tutto l’ambiente medico tenuto per le palle da Big Pharma, ha tentato di dire che non c’erano correlazioni, ma alla fine l’EMA ha dovuto ammettere che, per quanto riguarda AstraZeneca, tali correlazioni esistono. Anche se poi l'ente incaricato del controllo dei farmaci si è lanciato in un peana costi -.benefici che se fosse stato formulato in un esame di statistica avrebbe causato la perpetua espulsione dello studente. 

Mi dite che quei decessi, quelle paralisi, quegli infarti, quelle trombosi, sono niente rispetto ai milioni di vaccini inoculati? Allora fatevi dire grazie da chi li ha subiti, quei danni, credendovi quando dicevate che i vaccini erano sicuri.

A proposito, la sapete la buona novella? Emer Cooke, irlandese, dalla pandemia in qua direttrice dell'EMA è stata per l'intera sua vita professionale la lobbista-regina di Big Pharma. Ha lavorato per Pfizer, Novartis, Johnson&Johnson e compagnia curante. E' grazie ai suoi Sì (Pfizer, Moderna, AZ, J&J)  e grazie ai suoi No (Sputnik  Sinovac, terapie domiciliari) che sarete salvi. Forse. Poi chiedetevi perchè una legge sui conflitti d'interesse è l'ultima cosa che preoccupa presidenti e pontefici, vaccinari e tamponari, presstitute e lenoni, banchieri e generali, tra le Montagne Rocciose e il Danubio.

Ci meravigliamo allora che uno Speranza ci chiuda o apra la porta della cella a seconda del tampone farlocco? Che un Figliuolo dal "pensiero parallelo" e tre chili di mostrine ci rifili vaccini che fanno male peggio del virus pur pompato; e che una Corte Costituzionale (quella della Costituzione di cui sopra) intimi al Chiacchieramento di abolire l'ergastolo ai mafiosi che NON collaborano? Tout se tien, da Navalny a Speranza (ultimo a morire), da Badoglio a Figliuolo, da Bill Gates ai giudici di Palermo e al procuratore Lo Voi



mercoledì 14 aprile 2021

DELITTI IMPERFETTI Mio Webinar per R2020 del 13 aprile 2021 --- dove si parla di flop, tonfi, cantonate, mascalzoni della peggior specie e rimedi guerreschi https://youtu.be/PnF7Yxtjew8 HYPERLINK "https://youtu.be/PnF7Yxtjew8%20"


 


Formulo una domanda che al tempo stesso è tattica, strategica e ontologica., cioè il massimo, in peso e misura, che può assumere una domanda. E' mai possibile che i responsabili  di una rovina d'Italia senza precedenti dal giorno delll'Unità e dell'annientamento psicofisico e morale del nostro popolo, stiano ancora in libertà? Sguazzando tra reati, delitti, errori funesti, frodi, menzogne,  altissimi tradimenti dell'interesse nazionale, morti disabilità da loro causate? E' la domanda del secolo, del millennio. Nel mondo si sono svegliati coloro a cui tocca: procuratori, giuristi  e giudici. Da noi siamo nel regno di Palamara.

Lo stupore, lo sgomento sono giustificati. Vedete, c'è una Corte Costituzionale a Karlsruhe e poi diversi tribunali che, se non hanno ancora messo sotto accusa e processo il governo tedesco tutto, a partire dalla virago Merkel, almeno hanno contradddetto alcuni dei suoi provvedimenti più terroristici, restituendo ai cittadini diritti e movimento. Ora ci si aspetta che intervengano contro un simil-1933 nazista che la Merkel e la sua cricca, si sono proposti. Hanno intimato al Bundestag di passare, prima di subito, una legge che porta agli stessi esiti, anzi peggio, del 1933. E' l'emendamento alla legge dell'anno scorso sulla "Prevenzione delle Infezioni" che instaura, ad arbitrio del regime, la dittatura bio-tecno-fascista. Ne ho parlato nel Webinar. Bastano cento persone dichiarate contagiate dal tampone su centomila, per mettere l'intero paese sotto un lockdown  che sta al "Reich Millenario" di Hitler come la Vergine di Norimberga (lo strumento di tortura più efferato mai inventato) sta a una camicia di forza. Chiusura, arresti, annichilimento di tutto e di tutti.

 

Vergine di Norimberga

Poi ci sono stati altri provvedimenti, da noi del tutto inconsueti. A Vienna, il più alto Tribunale Amministratio dello Stato, dichiara il massimo strumento di moltiplicazione dei "casi", il tampone PCR, del tutto incapace di stabilire una positività veritiera, di fare una qualsiasi diagnosi. L'avevano già provato dozzine di scienziati e medici, tanto autorevoli da far sembrare i nostri dottoroni del CTS  tanti Gargamella incattiviti. Ma sapete come stanno le cose con Mentana e gli altri media. Non ne è passato neanche un sussurro. E pensare che se non vale il tampone, non vale più niente in questa operazione tanto meticolosamente preparata. Crolla tutto, i numeri, le chiusure, i positivi, i morti. Tutta l'architettura che dovrebbe seppellirci sotto il Grande Reset.

Poi, però, l'ha implicitamente ammesso anche la curia dell'OMS, sbigottita, davanti alla quali i Mentana, gli Speranza (ultimo a morire), se ne stanno in ginocchio. Ha affermato, con una certa reticenza, che, senza accurata visita clinica a ogni soggetto, il tampone non vale un fico. Oltre tutto, fa male: l'Accademia Medica di Francia documenta che può ledere il cranio. Ma cose di questo genere già le sappiamo per le mascherine, l'igienizzazione assassina delle difese corporee, i vaccini, gli arresti domiciliari......

Poi c'è stato un tribunale del Belgio, un altro in Michigan, altri dappertutto, con sentenze anti-restrizioni, o anti-vaccinazione, quanto meno obbligatoria. Quello belga ha imposto al governo di rimuovere entro trenta giorni ogni restrizione pro-Covid, pena 200.000 euro subito. 100 medici belgi avevano denunciato l'abuso e i suoi effetti collaterali terrificanti.

 Processo sì, ma non di Norimberga!


Qualche mio nostalgico amico si è augurato un Processo di Norimberga ai perpetratori dei delitti inflittici e delle fantastiche assurdità comminateci per sottomettere anche i nostri ultimi brandelli di razionalità e logica ed abituarci alla psicopatia sociale, intellettuale e morale del Grande Reset. La proposta mi ha suscitato quasi tanta indignazione quanta me la provocano le turpitudini dei falsari del processo repressivo in atto. 

Ma Norimberga no. Io ragazzino ero ancora in Germania, trattenuto dal comando militare USA , insieme a sorella e madre. Questa aveva commesso il crimine di farmi entrare nello "Jungvolk", cosa non obbligatoria per un cittadino italiano, ma da me ambita perchè i bambini vi facevano i boyscout, però in camicia bruna, cinturone e fanfara in testa. Neanche alla soglia dell'adolescenza, ascoltai alla radio quotidianamente le dirette del processo. 

E capii perchè anche i più fervidi antinazisti se ne vergognavano: un processo dei vincitori - quali vincitori, si vedrà poi, ma già si capiva - ai vinti è una porcheria morale e giuridica senza confronti. Improvvisato su due piedi, senza indagini, inchieste, prove. Con difensori grotteschi, cooptati dall'occupante. Con testimoni sotto ricatto, non solo morale, che compiacevano giudici predeterminati in ogni loro parola: il solito servo encomio (ai giudici) e codardo oltraggio (agli imputati) di ogni disequilibrio tra accusa e difesa. C'era più verità nell'autodifesa di Hermann Goering che nelle scomposte intemperanze del procuratore Robert Jackson. Un'aberrazione giudiziaria vera per sancire in eterno colpa e dominio, delitti, veri o meno,  che nascondessero i propri, passati e futuri.

Parlo, nel Webinar, dei devastatori istituzionali delle nostre salute e sanità. Fino a quel neo-inquisito, numero due dell'OMS che, in combutta con il capo dell'ISS e del ministro responsabile, ha cercato di schiacciare, sotto i suoi scarpini di valletto dell'élite, il primo frammento di verità sul nostro sfascio Covid uscito da fonte inconfutabile, quella dell'ufficio OMS di Venezia. Onore a Francesco Zambon e ai suoi collaboratoni. Così Ranieri Guerra, mentitore e imbroglione, uno che ci ha disarmato davanti a un virus qualunque, ma dichiarato pandemico, finisce sotto inchiesta al Tribunale di Bergamo, città in cui  le competenze dei nostri adddetti hanno furoreggiato con particolare virulenza.

 



Bergamo, Karlsruhe, Vienna, Bruxelles, Oklahoma e altri tribunali consci del loro compito ben vengano. Anzi più ne vengono a processare coloro che gli "effetti avversi" della seconda guerra mondiale li vogliono allargare a 7,3 miliardi di esseri umani e prima finisce questa burla da Circo degli Orrori. E, stavolta, sarebbe il processo dei vinti ai vincitori, delle vittime ai carnefici. Come Giustizia vuole.

Cose che voi umani...

Chiudo narrandovi che ho visto cose che voi umani.... In un parco senza anima viva un veccchietto sulla panchina, a rubare un po' di vitamina D al sole, con mascherina dagli occhi alla gola. Il contagio rischiava di prenderlo dai rondoni di ritorno dalla migrazione. In una macchina, guidatrice sola con tanto di mascherina e sguardi di superiorità ai passanti. Sorpassata dal motociclista, con casco, visiera di plexiglass, ampia sciarpa e sotto al tutto ampia mascherina, che scambiava cenni di superiore intesa con la signora in auto. Occhio, la mascherina sta diventando di moda, di bisogno, di eleganza, la coperta di Linus. L'ha detto perfino uno che non ci capisce niente: "Causa varianti, la mascherina è per sempre" (Mario Draghi)

Ho visto stadi immensi, dove trentamila persone potevano starci a distanza di urlo, vuoti e deserti, con al centro gruppetti di omini colorati che si affannavano a vuoto intorno a un pallone. E ora vedrò stadi mezzi colmi, perchè l'ha ordinato, non Speranza, non Brusaferro, non l'OMS, non Bill Gates, non l'accidente che ti si piglia, ma l'UEFA. Son soldi. Ma ragazzi a tirare due calci sul campetto, questo no, Nisba, Nein. E' assembramento.

NO TAV PER SEMPRE

 


E ho anche visto, e filmato, la Val di Susa. Ieri per l'ennesima volta in un quarto di secolo, c'è stata la clava dei pretoriani su cittadini, ragazzi, donne, vecchietti, gli irriducibili combattenti e patrioti della Valle e della civiltà umana. Hanno messo tutta una vita, una giovinezza, un'età matura e una vecchiaia a difesa del giusto e del bello. Come i greci, come quelli delle Termopili: Kalos kai agathos (καλὸς καὶ ἀγαθός). Hanno messo a servizio della verità tempo, pelle, cuore, spirito. E di nuovo sono stati bastonati nel nome dei superiori profitti di vampiri. E noi stiamo a guardare, distanziati, mascherinati, mentre il sangue scorre dalle ferite inferte a boschi, prati, campagne, culture, storia, carne e spirito umano. 






domenica 11 aprile 2021

BIDEN-RUSSIA-CINA: STRINGERE IL CAPPIO --- Guerra mondiale sì? No! --- https://comedonchisciotte.org/sancho-10-fulvio-grimaldi-strategie-e-inganni-della-guerra-mondiale-colorata/


E' la decima puntata di "Sancho" ("comedonchisciotte") e ho poco da aggiungere alla significativa copertina, che smentisce la nobilitazione pacifista dei "colorati" di Myanmar, come alla didascalia e all'indice che già vi dice gli argomenti.

Il tema centrale della puntata è la ripartenza dell'aggressività imperialista obamian-neocon con Biden, con particolare attenzione alla "cintura di fuoco" del Sudest asiatico.Ma la precede una rubrichetta di un'attualità da guardare con occhi diversi da quelli dei mediageneralisti e mediacaporalisti. Vi inserisco qui qualcosa che non ci stava e che merita la nostra angolazione.

Sulle macerie di Fatah, il capo dell'Intifada presidente

 


Marwan Barghuti è, finalmente, candidato sia alle legislative con la lista "Libertà" e l'interposto compagno capolista, Nasser al Kidwa, nipote di Arafat, sia alle presidenziali, in prima persona. Ci sono voluti 15 anni prima che lo screditato presidente dell'ANP, Abu Mazen  (Mahmoud Abbas), decidesse di togliersi di mezzo. Con lui, se anche gli islamici di Hamas, sottraendosi dal nefasto e ricattatorio condizionamento degli sceicchi collaborazionisti del Golfo, dovrebbe avere fine la verognosa subordinazione dei pescecani di Fatah (ma anche di altre organizzazioni storiche) a Israele. Una subordinazione che è arrivata, tradendo 60 anni di resistenza e oltre ottanta di persecuzioni spietate, al coordinamento tra polizia dell'ANP e formazioni dell'occupazione militare e dell'intelligence israeliana nella soppressione della popolazione e delle sue difese.


Marwan è stato il grande dirigente della Seconda Intifada che aveva portato Israele sull'orlo di una crisi irreversibile, con la fuga di invasori e coloni e il totale esaurimento dell'immigrazione ebraica. Crisi bloccata da promesse e cedimenti di rinnegati, con Arafat ormai vecchio e poco lucido e una repressione feroce. Il suo ruolo di eroe del riscatto palestinese l'ha pagato con il martirio di cinque ergastoli più quarant'anni di detenzione. Una pena che poteva solo uscire da menti di cui Netaniahu è la perfetta espressione.

 Marwan Barghuti con l'autore di questo articolo


Mi è successo come con Milosevic, catturato e deportato all'Aja tre giorni dopo la mia intervista. Intervistai Barghuti poche settimane prima che venisse arrestato, il 15 aprile 2002. La seconda Intifada era in pieno corso. Ho assistito a un incontro con Marwan e suo cugino Mustafa Barghuti e poi a una cerimonia della dirigenza di Fatah, dove i giovani e militanti del movimento si confrontarono con il cadente e incerto Arafat. Alla periferia di Ramallah, filmai  i ragazzi dell'Intifada impedire ai blindati israeliani l'accesso alla città. Protagonista una donna di forse cinquant'anni che, sola e vicinissima ai blindati e ai soldati, primeggiava nel lancio delle pietre. Sta tutto nel dvd "Fino all'ultima Kefiah".

Nel momento in cui anche i palestinesi di cittadinanza israeliana (20%) appariono succubi del dilagare di un aria di disfattismo e di resa, pronti ad apparentarsi in parlamento con i loro peggiori seviziatori, a imitazione dei satrapi del Golfo con il loro osceno "Accordo di Abramo", la probabnile vittoria del rappresentante di un popolo intimamente mai rassegnato, può cambiare  scenario, spirito, rapporti di forza, in Palestina e nel mondo arabo. Per Israele, continuare a tenere in prigione un Barghuti presidente, gli farà fare definitivamente la figura degli ultimi disperati autarchi dell'apartheid sudafricana.

 




Donbass, Tamburi di guerra nazisti

Un altro fatto di portata geopolitica, in questo caso, gravissima, è il rinnovato assalto alle repubbliche libere e democratiche del Donbass, nell'Ucraina retta da un fantoccio amerikano in virtù del sostegno della Nato e del suo apparato militare dichiaratamente nazista. Joe Biden deve al regime ucraino l'esenzione, in cambio di armi per miliardi, di suo figlio Hunter da un processo per corruzione, tangenti, sottrazione di fondi e molto altro, insieme ai malversatori della società ucraina Nomisma e, dunque, dalla meritata galera. L'Ucraina deve al golpe nazista, organizzato dalla virago di guerra Victoria Nuland (Dipartimento di Stato), sotto input delll'altra virago, Killary Clinton, il suo sfascio economico, sociale, politico. Volodymyr Zelensky, un ex-star della tv, ha saputo approfittare del marasma di tutti contro tutti, nonchè della benevolenza statunitense, per arrampicarsi fino alla presidenza del Consiglio.


 
A scemo, chiama la NATO

In questi giorni ha sollecitato gli USA, da premier dell'unico paese dell'area che non sta nell'Alleanza, a far entrare la Nato nel suo paese: si sente minacciato dai russi, meschinello, e di conseguenza ha ripreso a bombardare le repubbliche popolari anti-naziste di Lugansk e di Donezk, ripetendo le annose stragi di civili e facendola finita con la tregua di Minsk. Dal momento che il pagliaccetto di Kiev non ha diritto di proferire parola senza che dio (Biden) lo voglia, è lampante da chi sia arrivata la richiesta alla Nato di venire in soccorso contro i russi che, guerrafondai come sempre, assediano tutto l'Occidente e perfino la povera Ucraina, a forza di basi e missili entro i propri confini!

E la Nato arriverà, non abbiate dubbi. Arriva sempre, che gli accoglitori la vogliano o no. Arriverà per ribadire che il petrolio e il gas gli europei li devono prendere, in prima istanza, sotto forma liquefatta da scisti americani e, in seconda, anzi terza, quarta, centesima, dalle pipeline russe, ma da quelle che attraversano l'Ucraina. Il che sia una lezione definitiva ad Angela Merkel che ancora si ostina a voler spendere di meno e prendersi l'energia dal North Stream, il doppio tubo che dalla Russia la versa direttamente nelle fabbriche, nelle automobili e nelle caldaie tedesche.


Guerra Mondiale? Guerre per interposti mercenari? Regime change
?

Gira un'aria rovente. Significa che siamo sull'orlo dell'abisso, che sta per scatenarsi l'inferno della guerra mondiale, inevitabilmente sul nostro territorio? Se non ci fossero le armate NATO di "Defender Europe 21"  a salvarci dagli "aggressori russi" (Mentana) che ci provocano schierando truppe addirittura sul proprio territorio? Giulietto Chiesa, pure un notevole esperto, gridava "al lupo al lupo" già negli anni 90. Lo ripeteva sempre: domani è guerra mondiale. Ora molti sono i suoi epigoni. Ma, a mio avviso, non osservano lo stato miserando in cui si trovano gli USA, a dispetto della proprio forza militare (molta spesa per niente, pensiamo ai trilioni tra Iraq, Siria e Afghanistan). Un paese disastrato socialmente, con le infrastrutture da rottamare e spaccato politicamente in fazioni che si chiamano reciprocamente "terroristi interni". Uno così non può permettersi neanche una dozzina di bare a stelle e streisce. Non può affrontare nessuno che non sia dieci volte più piccolo e debole di lui. Come fa dal 1950.



 Finchè si tratta di piccoli

Sta nell'indole e nella cultura delle classi dirigenti nordamericane acchiappare, un anno sì e l'altro pure, qualche paese piccolo e sbatterlo contro il muro.

Con chi se la sono presa dopo la seconda guerra mondiale? Corea, Cuba, Vietnam, Granada, Nicaragua, Cile, Argentina, Libia, Iraq, Siria, Yemen, Haiti, Myanmar, Libano, Guatemala.... E perlopiù non impegnandosi direttamente, se non con tecnologie aeree e di comunicazione. La scelta è sempre tra quinte colonne locali colorate, Stati vassalli e banditi mercenari rastrellati in giro per il mondo. Per affrontare personalmente russi o cinesi, gli mancano sia le palle, sia la forza. Alla luce di ciò che gli USA fanno a noi e di noi, o fanno fare ai nostri governanti, non è  che questo dato ci rassicuri più di tanto.


mercoledì 7 aprile 2021

Quando la paura indotta non basta ad addomesticare --- TORNA GENOVA 2001? --- https://youtu.be/srzlk0EraS4 forum Visione tv.it. (ex-Vox Italia tv) --- Luca Casarini, una tutina mica tanto bianca

 


Dalle manifestazioni represse in tutta Italia di "Io Apro" per gli esercizi pubblici moribondi o morti, delle associazioni per la scuola pubblica e in presenza,  al punto sul Grande Imbroglio, i suoi precedenti, i suoi obiettivi. Il servo encomio e il codardo oltraggio dei media, il coraggio di chi ce l'ha e se lo dà nella lotta per il diritto alla libertà. Che, oggi come oggi, viaggia sul veliero pirata "Verità". Una discussione, in margine alle botte e calunnie inflitte a saccheggiati e disperati che manifestano, tra il conduttore Francesco Toscano, il giornalista sottoscritto, l'economista Ilaria Bifarini, una che sa distinguere tra economia che fa il gioco (truccato) di quelli "di sopra" ed economia al servizio di quelli "di sotto", ed Enrico Montesano. 

Se protesti sei ultradestra, se non fascista, quindi picchiabile


Con le manifestazioni contro le restrizioni da stato d'assedio in corso contemporaneamente in molte città, il forum di "Visione" risultava alla grande sul pezzo e salutarmente alternativo ai media e politici che, dopo il flagello Astrazeneca (non solo), si ritrovavano davanti a un maremoto di incazzature: "Comprendiamo il disagio, ma violenti e fomentatori fascisti, no!" Parevano Luigi XVI e Maria Antoniette con tutti i cortigiani tremebondi, sul balcone di Versailles e, sotto, la folla inferocita. 

Montesano, per le sue posizioni ostinate e contrarie, potrà anche essere ostracizzato, escluso da tutti i programmi, sbeffeggiato da "negazionista". Basta il suo esempio etico, libero e critico, per seppellire nell'indegnità tutti i sandwich men dello spettacolo assoldati e premiati dai manovratori. 

Casarini, una vita pseudo


Luca Casarini e don Vitaliano

Quando l'acuto Francesco di "Visione TV" mi ha sollecitato sui potenziali paralleli con la macelleria cilena del G8, Genova 2001, mi è venuto in mente Luca Casarini. In quella sede non era il caso di approfondire il ruolo dell'ex-no global, ora globalista in servizio permanente effettivo e, come dicono gli inquirenti, retribuito. Ma qui non voglio farmi sfuggire l'occasione: Casarini è un caso paradigmatico. In ogni sua azione, sempre fortemente pubblicizzata, si è dimostrato interno alle direttrici della strategia per il Grande Reset. Indigenismo divisivo, Jugoslavia delenda est, tratta dei migranti, "dittatori"...

Con l'etichetta, via via, di "no global", "invisibili", "disobbedienti" "tute bianche" ha mandato in vacca ideologica una sacco di ragazzi e altri ne ha schierati sul fronte opposto a quello nel quale credevano di militare. Dalle sue casematte, i centri sociali "Pedro" a Padova, "Rivolta" a Porto Marghera, "Corto Circuito" di Roma e altri, partivano le incursioni para-no global, di solito collegate agli obiettivi molto global dello sponsor arcobaleno George Soros.

 

"Per l'umanità", contro il Messico

Prima della funesta sceneggiata di Genova 2001, ne avevo seguito la navigazione, allora terrestre, fino in Chapas. Una missione a sostegno degli zapatisti del subcomandante Marcos sotto il plauso del cavialcomunista Bertinotti, la benedizione del "prete disobbediente", cappellano delle tutine bianche, il simpatico Don Vitaliano e la supervisione dei bracci destri e sinistri del capo: un evanescente consigliere comunale, poi armatore, Beppe Caccia; e un'adetta alla legge e all'ordine, Wilma Mazza. 

Giravo un documentario. Mi colse una certa perplessità quando il reverendissimo vescovo zapatista di San Cristobal de las Casas, Mons. Samuel Ruiz, ci sollecitò ad andare a liberare le donne di un villaggio chiamato Taniperlas. Ci andammo, ovviamente non se ne fece niente a vedere che quelli giravano con i machete. Capii poco più tardi che si trattava di villaggio protestante mentre, ça va sans dire, Samuel era cattolico e praticava l'evangelizzazione. Sotto sotto, la questione zapatista si risolveva in conflitto confessional-tribale.

 

Assomigliare a Che Guevara....

Dell'indigenismo strumentale di Marcos, finalizzato a sabotare la marcia del Messico, con Lopez Obrador, verso un Messico liberato da presidenti narcos e amerikkkani e il congiungimento con l'America Latina sovrana e antimperialista, s'è capito tutto. Per chi vuole capire. Tanto che oggi Marcos è svanito nel nulla, gli zapatisti si sono immiseriti in quattro o cinque "caracoles" autogestiti. Grande bluff, grande mistificazione, non per nulla adorata da Bertinotti. Ma AMLO, dopo due elezioni rubategli, anche grazie a Marcos, è presidente. E Biden è molto scontento.

Il radiofonico di Soros a Belgrado

La casa di Otpor

Casarini e tute bianche ricomparvero a occuparsi di un'altra emergenza da interpretare in chiave zapatista, diciamo. Anni '90, la Jugoslavia in via di frantumazione e Belgrado prossima all'incenerimento. Lo auspicavano Berlino, il papa polacco, il valletto nato D'Alema, perfino il vecchio amico francese, mentre la Russia era distratta da Yeltsin. Lo praticavano, su case, ospedali, scuole, ponti, treni, musei, parchi nazionali, i  cacciabombardieri di Aviano con le bombe al fosforo e a frammentazione. Applaudivano Alex Langer e Adriano Sofri con tutto il cocuzzaro dei preti e nonviolenti a Sarajevo.

Tute Bianche ospiti nella redazione di Radio B-92, l'emittente che il "dittatore" Milosevic lasciava blaterare contro di sè e la Serbia tutta. Era una delle radio della rete di Soros, quartiere generale ad Amsterdam, insieme agli ospedali etnicamente puliti di Teresa di Calcutta e alle università, altrettanto riservate agli albanesi, dello stesso Soros in Kossovo. Quando un gruppetto de noantri si recò in Serbia in solidarietà a un grande popolo resistente, condividemmo missili e bombe con la Radiotelevisione di Stato (17 morti), l'ambasciata cinese (3 morti), una serie di ospedali e scuole, totale 4000 morti, migliaia di morituri da uranio.. 

Casarini e i suoi, dopo aver diffuso schiammazzi antiserbi e filo-Nato da Radio B-92, s'erano già tolti di mezzo per proiettare in tutti i centri sociali del loro rango un edificante filmato di quella radio, dove se ne vedevano i redattori giubilanti che scagliavano ogni sorta di oggetti in testa ai veterani della guerra partigiana anti-nazifascista, in corteo sotto le loro finestre nella denuncia NATO=NAZI.

 

G8 Genova

Genova 2001, idee roventi, scudi di plastica

Infine il G8 di Genova. Per giorni il casariname aveva promesso invasioni della zona rossa tramite ogni sorta di strumento funesto, aeroproiettili, assalti all'ultima tuta, sconquassi d'ogni genere, offrendo così al Metternich di turno il pretesto per allestire risposte ultra-proporzionate. Che si videro all'opera quando il corteo casariniano e i suoi scudi di cartone e plastica e le armi di polistirolo volarono per aria al primo contatto e i relativi guerrieri sparirono dalla scena in un batter d'occhio. Il prezzo lo pagarono quelli della Diaz, famiglie, manifestanti, perfino suore, Carlo Giuliani. Non lo pagarono i macellai alla cilena. Tutti in carriera.

Siamo, credo, all'epilogo. Quello del Luca Casarini, con ancora Beppe Caccia armatore, inquisito a Trapani insieme ad altri della stessa schiatta, appunto Save the Children, Medici Senza Frontiere e altri della riserva imperiale. L'accusa  dice di essersi appropriato di mezzi atti a garantirgli affitto e champagne grazie al trasbordo combinato tra mercantili e la regina dei mari e dei salvataggi "Mare Jonio", dell'industriosa ONG "Mediterranea saving humans" in concorso con gli armatori danesi "Maersk".

La tratta che diventa "saving humans"

La crepa su coloro che, con la polena "diritti umani" sulla prua, da anni eseguono il munifico mandato globalista dello sradicamente di genti a fini di tratta e per far spazio alle multinazionali, è stata aperta dalle procure di Catania, Ragusa e Trapani, state sicuri che verrà chiusa in fretta. Lo strepitio per l'intercettazione di una cronista, pure lei a bordo dei "salvatori di naufraghi" da gommoni e barconi in perfetto stato di salute e precisi agli appuntamenti ha suscitato uno scomposto strepitio di indignazione della categoria e dei suoi rappresentanti. Lamentano che una cronista, navigatrice con gli inquisiti, sia stata ascoltata insieme agli interlocutori che la chiamavano. A norma di legge. Ma le categroria è ormai al di sopra della legge. Non meno dei sanitari e farmaceutici. Soprattutto di quegli arnesi al di sopra di tutto che sono la FNSI e Articolo 21, coloro che, tutti presi da Regeni, non hanno mai saputo niente nè di Julian Assange, nè di Byoblu. 

Se volete farvi un quadro geostorico di Casarini e affini, collocatelo al centro  con in mano "il manifesto", ai lati Amnesty International, Human Rights Watch, Save the children e affini; in prima fila, sul ginocchio destro, un po' di centri sociali dalla barba lunga e l'occhio strabico e intorbidito, Alla spalle, in alto, un ebreo ungherese con la cassa sottobraccio e l'aureola intorno al capo; davanti, dipinto da Ligabue, un grosso giaguaro. Titolo: "Jaguar and friends".

Te pareva.......


domenica 4 aprile 2021

Media brutti e cattivi. Media della libertà. IL BEL PAESE DOVE'L SI' SUONA. E ANCHE IL NO! --- Intervista di "100 giorni da leoni"

"100 Giorni da Leone"

https://100giornidaleoni.it/tv/la-geopolitica-di-uninfezione-questa-sera-con-noi-linviato-di-guerra-e-giornalista-fulvio-grimaldi/

Link Davvero TV 

https://www.davvero.tv/100-giorni-da-leoni/videos/la-geopolitica-di-un-infezione-con-fulvio-grimaldi

Link Facebook 

https://www.facebook.com/117997013436206/videos/460383541952944


Bisogno di eroi

Riccardo Rocchesso, del sito "100 GIORNI DA LEONI", sito dal nome stupendo, mi ha fatto il piacere di questa intervista. Premetto qualche considerazione aggiuntiva. Soprattutto che considero queste voci della libertà e della lotta per la verità, voci di eroi. Se Berthold Brecht giudicava "felice il popolo che non ha bisogno di eroi", credo che oggi si debba ritenere felice il popolo che, nel bisogno, trova eroi. E, mai come oggi, questa è una certezza, l'Italia, e non solo, è stata ridotta alla necessità di eroi. Una questione di sopravvivenza. 

Devono parlare solo loro. Quelli che dicono tutti le stesse cose. Quelli che non se le inventano, ma le leggono su un gobbo grande come gli Stati Uniti. Fuori dalle loro parole deve esserci il silenzio, il buio. Ad ogni costo. A costo di qualsiasi abuso e nequizia. Nel buio del silenzio, sotto di te senti solo sabbie mobili. E ci sprofonda prima la tua coscienza e poi il tuo corpo.

 


Eroi e, a volte, martiri, non sempre salvati e riscattati dall'impeto popolare di giustizia e libertà che ha riscattato Byoblu, dopo l'incredibile eliminazione dell'account. Noi dobbiamo sconfinati sostegno e gratitudine a queste voci dell'informazione libera, da Byoblu a Comedonchisciotte, da ControTv alla webtv di Francesco Toscano, "Visione TV", a Casa del Sole, a questa "100 Giorni da Leoni" e a tante altre webtv e radio libere. Dagli Stati Uniti ai principali paesi europei, con in testa la Germania, anche per l'irriducibile, ininterrotta capacità reattiva di massa, queste voci di libera scelta e libero arbitrio, conculcati come forse non mai nella Storia e per disegni scellerati, sono come la sveglia, il ritorno alla realtà dopo uno spaventoso incubo. 

Potranno sbagliarsi, passare una notizia falsa, pronunciare un giudizio non azzeccato. Ma difficilmente per disposizione di un controllore. Potremmo dunque criticarli, ma senza finire sulla Colonna Infame dei delatori e tagliateste di Enrico Mentana.

 


Constatiamo che chi si impegna su questo fronte, che, come gli Illuministi, è propedeutico a ogni rivoluzione, lo fa a titolo gratuito, offrendo e, spesso, sacrificando pezzi di vita, di famiglia, di lavoro, di svago, di studio e carriera. Lo fa a dispetto e a disdegno del terrorismo diffamatorio di una dittatura in travolgente fieri e al costo di subire ogni sorta di intimidazione, minaccia, ricatto, fino alla soluzione estrema dell'annientamento della sua voce. Che include l'offesa suprema di negare al cittadino il diritto di ascoltare chi vuole.

Le èlite hanno rotto gli argini della finzione democratica. I fallimenti storici li hanno fatto ricorrere agli strumenti di una tecnologia che, nel loro uso, corrompe, droga, soggioga, disumanizza. Questo nichilismo di segno gnostico è una ricorrenza storica. Come, fortunatamente e grazie agli dei, lo sono le resistenze e le rivoluzioni. 

 


E' recente l'impresa folle dei pochissimi che, dopo la restaurazione imperiale del 1815 a Vienna, animarono con i loro scritti, le loro composizioni poetiche e musicali, i loro libri, i loro fogli clandestini quel risorgimento di massa che fece l'Italia e altre nazioni. Nazioni che finalmente seppero dare nome e contenuto alla loro identità. E poi l'impresa improbabile, compiuta in stracci e armi d'accatto, contro una potenza di ferro e senza scrupoli come quella nazifascista. Chi l'avrebbe saputa e vi avrebbe partecipato senza quelle voci, sempre della stessa specie , con i loro giornali clandestini, a rischio di fucilazione. Allora la salute contava meno della libertà. e l'indegnità non valeva la vita

 


E non erano dazebao e volantini, fino ad alcuni fogli quotidiani e periodici, immagini e testi sul muro, alla base di una coscienza che in 10 anni, '68-'77 rovesciò l'esistente? Di uno di questi fui direttore e mi costò 156 processi, un mandato di cattura, tre anni di latitanza all'estero con compagna e figlioletto. Il Covid da sopprimere, allora, eravamo noi e il tempo diventato nostro: "anni di piombo", "eversivi", "violenti", "cinesi", "bolscevichi", "anarchici", "terroristi" . E chi provava a sopprimerci , i tamponi, vaccini, terapie intensive, hotspot, mascherine, lockdown, si chiamavano diversamente: stragi di Stato, stragi di mafia, Gladio, i "Falchi" di Kossiga, CIA, Mossad, Ufficio Affari Riservati. E c'erano pure le False Flag, tipo la replica delle BR in Moretti. Anche allora, come ai tempi sopra citati, la salute contava meno della libertà. Oggi siamo al punto in cui siamo, perchè vale il contrario.


 
Mentre i trafficanti di esseri umani a fini schiavistici e di esproprio di identità e sovranità lanciano salvagente alle vittime degli intenti geopolitici loro demandati (vedi il caso Casarini, uno di cento), nessun salvagente viene concesso ai milioni che, per gli stessi motivi, vengono annichiliti e hanno vita e lavoro rasi al suolo  per la "lotta al virus".

E noi non dovremmo valutare al vertice dei valori umani coloro che, pagandone il prezzo, ci sgomberano la strada dalle imboscate e dai posti di blocco di chi ci mente, manipola, imbroglia. Di chi, dopo aver sequestrato il nostro cervello e sepolto il nostro corpo, come Lazzaro, arriva con la siringa in una mano e la "Repubblica" nell'altra, travestito da Gesù. 


giovedì 1 aprile 2021

LE TRE TESTE DELL'IDRA: DIGITALE - 5G - COVID (videointervista) --- Trappole di spie, trappole per topi e un tampone illegittimo

 

LE TRE TESTE DELL'IDRA: DIGITALE - 5G - COVID (videointervista)

Trappole di spie, trappole per topi  e un tampone illegittimo

https://comedonchisciotte.org/sancho-9-fulvio-grimaldi-5g- 

 


Nell'intervista per "Sancho" ("Comedonchisciotte"), che trovate al link e che si occupa dell'infausta connessione di quinta generazione, abbiamo all'inizio  inserito anche qualche notizia di attualità che, in quella sede, viene presentata da un punto di vista non conformista. Integrazioni ci sono anche nello scritto di accompagnamento, a cominciare da un intervento, lapidario e drammatico, di Sara Cunial e con la notizia, che si vuole bomba, dell'ufficiale spia dei russi.

Tot vaccini, tot effetti avversi

"Il risultato della valutazione del rischio è evidente: a fronte dei 100mila morti presunti per Covid, in soli 4 mesi di vaccinazione, le reazioni avverse segnalate spontaneamente dai cittadini - e quindi certamente sottostimate - sono 41.476. In 4 Mesi! E' questo il risultato di una sperimentazione di farmaci genetici su una popolazione usata come cavia. Insegnanti, militari e forze ordine richiamati al sacrificio per la patria, anziani che lasciate morire nelle RSA, persino i nostri Bambini sono vittime innocenti di questa strage". --- Sara Cunial, deputato

https://www.globalresearch.ca/3964-dead-162610-injuries-european-database-adverse-drug-reactions-covid-19-vaccines/5740942 DATI MORTALITA’ ED EFFETTI AVVERSI   


Spie e commedianti

I latini lo chiamavano "deus ex machina", da noi l'apparizione inusitata di un fatto, o personaggio, che rovescia la narrazione, o ne rivela un retroscena, è detto "colpo di teatro". Tale è senza dubbio l'arresto di un nostro ufficiale di Marina per aver consegnato segreti militari, anche Nato, a un diplomatico russo in cambio dell'imponente cifra di ben €5000 (sic). Spione straccione.

Ottimo accredito del regime Draghi-Letta, col ragazzo di bottega Di Maio, nel campo bellico USA, in cui il Deep State CIA-Neocon è riuscito a riacchiappare la Casa Bianca con Kamala Harris e la sua controfigura da RSA, Joe Biden. Allestita la  trappola, i media vi hanno subito individuato il "deus ex machina", colui dal quale l'astuto Enrico Mentana (La7) trae la conclusione che sia Putin a rilanciare un mondo contrapposto in due blocchi. Putin. Mica gli Usa che stanno imperversando su tutta l'Europa con l'esercitazione "Europe Defender" (sic) e le sue decine di migliaia di militari e mezzi, puntata contro la Russia. 

Mentana e lo scambio buoni-cattivi

 


Mica gli USA che, un giorno sì e l'altro pure, bombardano di contumelie il presidente russo. Mica gli USA che, a forza di assedi militari, colpi di Stato e destabilizzazioni colorate, circondano la Russia da tutte le parti, e ora, dal Sudest asiatico, anche la Cina. Pare che siano gli USA di Biden che vanno collocando missili nucleari ipersonici in Italia, a cinque minuti da Mosca, mentre non si vede ombra neanche di un Kalashnikov a Cuba o a Caracas. E mo' Mentana, quanto a nastrini, mostrine e medaglie per meriti sion-atlantici, può competere alla grande con il lampeggiante busto del generale Figliuolo. Indiscutibilmente un eccellente giornalista, capace addirittura di scoprire, dopo che perfino a Washington si sono rassegnati alla bufala, il doppio Russiagate nelle elezioni Usa 2016 e 2020. E' tempo di guerra, no? E allora à la guerre comme à la guerre. Lo dicono anche i virologi: siamo in guerra, combattiamo il nemico, non abbassiamo la guardia, zitto, il nemico ti ascolta...

Trappola antirussa, aspettando Sputnik V

Quanto alla spia marinara, ha detto bene l'unico soldatino non testa di piombo che siamo riusciti a trovare, il generale, ex capo di Stato Maggiore, Fabio Mini. Da sempre i giochi di spionaggio vengono reciprocamente tenuti nascosti e risolti in famiglia. 5000 euro per aver trasmesso "al nemico", da chissà quanto tempo, "cruciali segreti Nato" (MA RISULTA NON AVER AVUTO ACCESSO CHE A ROBA DI SCARSO VALORE), sono come la monetina al drop out di Termini. Se si dice che i carabinieri seguivano da mesi la spia, chissà quanti documenti top secret hanno potuto passare nelle mani del funzionario russo! E allora, andrebbero processati, per collusione col nemico e alto tradimento, anche i carabinieri pedinatori che lo hanno consentito. Il lucido ed esperto Mini ha anche accennato a una probabile operazione propagandistica, finalizzata a mettere in pessima luce la Russia. Il generale indipendente che umilia il giornalista dipendente.

Un russiagatino alla pajata

Domanda: perchè proprio ora questa accelerazione? Spuntata l'operazione Navalny, per impresentabile identità nazista del soggetto e del suo furto di mezzo milione di euro a una ditta francese di cosmetici nel 2013 (la condanna è per quel reato), restava urgentissimo neutralizzare il vaccino vero e non OGM, lo Sputnik V. E' richiesto e acquistato da oltre 60 paesi, travolgente concorrente di vaccini occidentali sempre più malvisti. Non è necessario ai russi (lo chiede solo il 3%), poichè ormai liberi di vivere una vita normale senza "seconde, terze e quarte ondate" Lo aspetta impaziente mezzo mondo, ma intanto al blocco - politico, parrebbe - dei controllori europei e italiani, EMA e AIFA, si aggiunghe ora, in funzione antirussa, questa "trappola per topi". 

 


 Insoma, data l'aria di rinnovata bellicosità obamian-bushiana fatta circolare dalla nuova Amministrazione USA nei media e a Palazzo Chigi , date le circostanze da commedia dell'arte nelle quali si è svolta la vicenda, c'è il sospetto che l'opinione gonza italiana sia stata messa davanti al deus ex machina  di una nuova edizione della "Trappola per topi",  una simil- Agatha Christie, grande inventrice di trappole. E grandi noi che vi ci infiliamo senza neanche la prospettiva di un pezzetto di formaggio ai morituri.

Poi ci sarebbe da dire anche di altre uova di Pasqua con sorpresa al cianuro propinateci dal Neroconiglio: Sulla Costituzione in stracci, il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) a medici, infermieri e portantini, porte, finestre e piastrelle, che o lo subisci o, vai per stracci (quelli della Costituzione e dell'occupazione), illegalità efferata che si speri incontri la rivolta dei sanitari; il passaporto vaccinale, che è come dover vivere senza i cinque sensi; il pallottoliere di Draghi, per il quale sarebbero ormai contagiati "8 italiani su 10" (l'ha detto, l'ha detto!) e a Figliuolo tocca rinchiuderli tutti nello stadio di Santiago del Cile  e mitragliarli di siringhe. Così, se sopravvissuti, la domenica di Ferragosto possono trascinarsi all'aperto. Infine, la nuova lotta di classe, grazie alla quale quelli co' li sordi possono bagnarsi nelle acque delle Baleari e, quelli senza, non andare nemmeno dalla nipote nel paesino accanto.

Il tempone PCR tamponato e distrutto


Di bellissimo c'è invece l'annientamento del tampone farlocco PCR da parte del Tribunale Amministrativo di Vienna che gli nega ogni validità in quanto strumento diagnostico. Ancora sarebbe più bello adesso vedere i milioni di tamponati "positivi" a forza confrontarsi con chi glielo ha infilato (ma sono protetti da scudo legale) e con chi lo ha imposto e vantato. Mentana compreso. Non dico ricorrendo al Katiuscia sul Ministero della (in)Salute, ma magari rivendicando sacrosanti risarcimenti e un po' di galera ai profittatori (miliardi per i tamponi) e decisori. 

Ora aspettiamo che qualche altro tribunale finalmente dia anche ai vaccini ciò che ai vaccini spetta.

 


La vittoria dei cazzari. E dei radioattivi

Sono gli inenarrabili pasticci, conditi di pizzichi abbondanti di sadismo, dei competenti che vantano competenze esclusivamente in operazioni tipo vendita della Fontana di Trevi. Li trovi immancabilmente raccolti nei grandi palazzi delle istituzioni, delle banche e della Confindustria. Cazzate di mediocri che, però, trovano un punto d'entrata: la disponibilità dei tanti, a forza di cazzate subite, di credere che nelle cazzate ci sia della logica. 

Torniamo un attimo al tema della puntata di "Sancho", il 5G. Credo che la prima materializzazione del progetto post-umano dell'uomo/donna robotizzati l'ho percepitato quando, accompagnando mio nipote ai concerti di rapper, li ho sentiti cantare in autotune. Gente svociata, scordata, stonata, ma anche no, che ricorreva a smanettamenti e algoritmi per fare entrare, l'apparecchio nel proprio organismo, le corde vocali, la voce, migliorarla, correggerla, renderla musica. Un suonaccio metallico che rende uguali tutte le voci. Orribile. Un'anticipazione.

Essere o non essere

E la digitalizzazione dell'essere umano. Nella quale il 5G assume il ruolo dell'accelerazione estrema e del potenziamento massimo. Se ne è parlato nell'intervista. E dei suoi effetti  sui viventi e relativa convivenza, anzi, non-più-convivenza, tra monadi post-umane. Effetti letali, quanti non se ne sono mai visti nemmeno nella peggiore peste, portati avanti a enorme velocità e per i quali la nostra attenzione, concentrata sul Covid, serve da copertura. 

 


Amleto, con dubbio fondato, si chiedeva "to be or not to be" e tutti sappiamo cosa significhi e da quale profondità il quesito sgorghi. Aggiungiamo una e all'infinito del verbo inglese essere: "to Bee, or not to Bee" e affrontiamo la questione in termini 5G: "Not to Bee", niente api. Secondo molti scienziati, la progressiva estinzione degli insetti e sopratutto delle api e, di seguito, la riduzione non solo del miele, ma di ogni impollinamento e, dunque, la crisi dei prodotti per la sussistenza dei viventi, è la principale questione 5G. 

Non si inventano, o creano, malattie per poter vendere farmaci e arricchire una minuta categoria di alieni profittatori? Non si fanno guerre dopo guerre per far tracimare i bunker del Pentagono e dei suoi affini? E i costruttori, cementificatori, trasportatori, minatori non se ne avvalgono ricostruendo quanto era stato distrutto? E banche e finanza non fanno scoppiare i propri caveau a forza di proventi da droga coltivata e commercializzata sotto occhio attento USA da paesi occupati o assoggettati, tipo Afghanistan o Colombia?  Non ci sono più le api, farfalle, calabroni? Ma c'è Monsanto, perbacco! E gli OGM, chissà, funzioneranno anche senza polline.Vado avanti? 

Andando avanti, ecco che ci strova in piena radiazione da radiofrequenze 5G. Ma anche di quelle dei G precedenti, con tutti quei ragazzi americani, appiccicati a smartphone e tablet, improvvisamente diventati sterili. Onde velocissime e cortissime che, dal 2001 in poi, ripetutamente, la stessa OMS ha classificato come potenzialmente carcinogeniche e causa di leucemia infantile. L'OMS di allora, intendo. Quella di adesso fa dire al ministro Speranza che collegare il Covid al 5G, in tutta evidenza complementari, è rigorosamente proibito. Anzi meglio non parlarne proprio. E, del caso, entra in funzione la task force di Enrico Mentana. Mentre, nel 2012, la Corte di Cassazione, su input scientifico anche del prestigioso Istituto bolognese Ramazzini, aveva per la prima volta dichiarato che i cellulari possono provocare tumori al cervello.

Cani, che volete, vivere in eterno?

Ragazzi, che sarà mai. Di qualcosa toccherà pure morire. In ogni caso, oggi come oggi, mai per la libertà. Di influenza, di tampone, di vaccino, di mancanza di vaccino, di claustrofobia di massa, di tachipirina ordinata da Speranza, di mascherina. di distanza. Perchè, allora, non fulminati, o ridotti in zombie, ma connessi, di 5G? 

 


Federico II di Hohenzollern, grande amico di Voltaire, non per nulla detto Federico il Grande e, in Prussia, affettuosamente anche "Vecchio Fritz", ai suoi soldati, titubanti alla battaglia di Kolin (1757), intimò: "Hunde, wollt ihr ewig leben?!" "Cani, volete vivere in eterno?" Grande, 'sto Federico!