mercoledì 8 febbraio 2023

UCRAINA, POZZI AVVELENATI E AVVELENATORI DI POZZI --- Cosa andremo a dire a Sanremo in faccia ai burattini con gli spadoni

 

UCRAINA, POZZI AVVELENATI E AVVELENATORI DI POZZI

Cosa andremo a dire a Sanremo in faccia ai burattini con gli spadoni

 

 


https://www.byoblu.com/2023/02/07/lucraina-tra-canzonette-e-sempre-piu-armi-fulvio-grimaldi

Byoblu. Intervista di Edoardo Gagliano a Fulvio Grimaldi

Dopo quasi un anno di conflitto in che condizioni si trova l’Ucraina? La crisi energetica, militare e sociale colpisce il Paese mentre si continua a glorificare il presidente Volodymyr Zelensky che chiede sempre più armi all’Occidente. Ne parliamo su Byoblu con il giornalista Fulvio Grimaldi.

Il regime nazista di Kiev, dopo aver eliminato, anche fisicamente, ogni opposizione politica e voce divergente, proibendo tutti i partiti salvo quello del guitto diventato Fuehrer, chiudendo tutti i media, tranne quelli di servizio al Fuehrer; vendendosi tutte le terre fertili ucraine alle multinazionali USA dell’agrobusiness, riempiendo il proprio territorio di laboratori clandestini di armi biologiche, facendo del suo popolo lo zerbino insanguinato e lacerato dei burattinai USA-NATO-UE-FEM-INDUSTRIA DELLE ARMI, sta dandosi da fare con accanimento per superare in efferatezze persino il Terzo Reich preso a modello.

Ma forse questi nobiluomini, cari alla civiltà occidentale, riescono a maciullarsi tra di loro a forza di purghe – autentico crepuscolo tardobizantino – prima di giungere, uno per uno, nel Bunker della Cancelleria.

E a Schwab non resteranno che Sanna Marin e quei buffi nanetti da giardino, con gli occhi fuori dalle orbite, le zanne e la bava alla bocca che sono le abominevoli fantasie statali baltiche.

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martedì 7 febbraio 2023

MEDIORIENTE - NETANIAHU, L’ALTRO TERREMOTO


https://youtu.be/LvC2WEF8VzY.

 

Paolo Arigotti, “Rassegna di attualità, storia e geopolitica”, intervista Fulvio Grimaldi

 Nell’immane tragedia naturale che ha colpito le zone ai due lati del confine turco-siriano, c’è un poco consolatorio, ma vero, elemento positivo. Forse adesso Erdogan sarà costretto a sospendere il tormento che, in combutta con i criminali occidentali USA-NATO e con le più feroci bande terroriste della sua propria Fratellanza Musulmana, infligge alla Siria durante ben 12 anni di spietata aggressione (che, comunque, non è riuscita a piegare la nobilissima nazione araba).

 

L’area siriana colpita è quella della regione di Idlib e della fascia di 30 km oltre il confine di cui il despota turco si è appropriato e che definisce “fascia di sicurezza”. Vi ha concentrato il peggio del peggio delle milizie jihadiste, appunto braccio armato di una Fratellanza Musulmana, per tenere sotto tiro Damasco e al tempo stesso svuotare, con il terrore, la popolazione siriana dalla sua provincia e rinchiuderla nei campi profughj del ricatto all’Europa. Campi e profughi oggi seppelliti dal terremoto. E’ dalla sua fondazione a Londra e al Cairo nel 1928, per iniziativa britannica, che i Fratelli Musulmani costituiscono la quinta colonna del colonialismo e, ora, del neocolonialismo, colorato o bellico, con il quale l’Occidente cerca di bloccare e disintegrare l’emancipazione araba (Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Iraq, Yemen, Siria).

 

La masnada della Fratellanza (Isis, Al Qaida, Al Nusrah e altri) che è stata lanciata contro i popoli arabi non è riuscita a spezzarne la determinazione ad essere sovrani e indipendenti, ma il massimo della strategia stragista l’ha perpetrata in Siria, Sinai egiziano, Yemen, Afghanistan e, finchè non è stata annichilita dalle forze popolari, in Iraq. E potremmo includere il terrorismo detto islamista che è stato innescato in Europa negli anni passati, allo scopo di preparare misure di emergenza autoritarie in vista del Grande Reset.

 

L’anno scorso è rientrato in scena, come capo del governo, Benjamin Netaniahu, uno dei più spietati oppressori e uccisori di palestinesi, insieme a una serie di fanatici estremisti che i non timorosi del marchio di “antisemitismo” definiscono fascisti.

 

Oggi Netaniahu scatena un terremoto altro e su tre fronti: la rinnovata mattanza di palestinesi, resistenti o civili; l’ininterrotta aggressione verbale e terroristica all’Iran (bombardamenti, attentati, assassinii di scienziati, sostegno ai “colorati”); lo scontro con la sua propria Corte Suprema che vorrebbe processarlo e cacciare dal governo malfattori pregiudicati. Corte Suprema che lui intende annientare e sottoporre al dominio del governo.

 

Come Zelensky. Come Cartabia-Nordio-Meloni. E’ lo spirito del tempo.

 

Il resto nel video.

 

lunedì 6 febbraio 2023

Ha stato Putin

Ha stato Putin


https://www.youtube.com/watch?v=-4xmnTTcYYc

Visione TV  Rassegna stampa di Francesco Capo con Fulvio Grimaldi


Abbiamo chiuso l’analisi dei sedicenti giornali e giornalisti con la questione della frantumazione dell’Italia alla faccia di Dante, della nazione costruita in 2000 anni con sangue, sudore, bellezza e capolavori utili all’umanità tutta, dell’uguaglianza tra i nostri cittadini dal Monte Bianco (stavo per scrivere “dal Brennero”, ma avrei sbagliato, quelli sono davvero tirolesi) a Capo Passero, dalla baita trentina, amica dell’orso, alla cattedrale di Noto, nemica di Messina Denaro. L’obbrobrio dell’ulteriore pecunia a chi ne ha già rastrellata troppa (e proprio al Sud) e dell’ulteriore arenamento a chi è già spiaggiato. L’obbrobrio di un studente allevato da Zaia che deve combinarsi con un altro tirato su alla De Luca, o alla Schifani, senza che lo Stato possa metterci il suo dito costituzionale, garanzia di uguaglianza, sincronismo, armonia, unità.

Con il molto preparato Francesco Capo abbiamo poi fatto a pezzi l’ennesima cattiveria russa (di chi sennò) degli hacker che rischiano di mandare in tilt l’intero Occidente digitale (una misera minoranza che si dibatte istericamente per farsi riconoscere maestro e padrone dagli altri tre quarti del pianeta). E vedrete che si scopriranno gli artigli dell’orso russo anche nelle orme che i 42 kg di Alfredo Cospito lasciano tra le schegge di vita che gente, che non ha commesso delitti di sangue, disperde nelle carceri del 41bis, accanto a quelle degli spargitori mafiosi e bellici di ettolitri di sangue. Mancando tra costoro anche coloro che di stragi ne commettono, ahinoi impunemente, nel segno del buono e del bello e del giusto, tra popoli sparsi qua e là sul globo.

All’epurazione dei suoi complici e sicari nella nazificazione dell’Ucraina e nel genocidio del suo popolo di lingua, pensiero, tradizione e comunità russi, Zelensky ha affiancato la pretesa di aver rimosso dall’Ucraina l’onorificenza attribuitale dall’affidabile Transparency International di 122esimo paese (su 190 circa) per primati di corruzione. Onorificenza che, pure, lui e i suoi si erano impegnati a meritare per rendere grazie agli intenti perseguiti da Obama, Hillary Clinton, Victoria Nuland e mercenariato nazista di Stepan Bandera, quando hanno mosso un terrorismo internazionale a compiere l’ennesimo golpe Usa, quella volta, 2014, a Kiev. Zelensky ne ha fatti fuori, figuratamente, tra governatori, viceministri, capintesta vari, sedici in una settimana. Altri li ha fatti esplodere negli elicotteri. Qualcuno è rimasto, coperto di pece, legato a un lampione. Niente rispetto ai 16.500 di ex-concittadini sterminati nel Donbass e bruciati vivi a Odessa.

Abbiamo osservato con il dovuto rispetto l’irrisione del Corriere della Sera all’amnistia decretata dal Capo iraniano, Alì Khamenei, ad alcune migliaia di partecipanti alla folkloristica sollevazione, per l’ennesima volta fallita, degli sventolatori  e delle sventolatrici di veli a Tehran. Alcune migliaia, nella visione deontologica del “più venduto” giornale d’Italia (è una bella gara con altri tre o quattro), sono cresciuti ad alcune centinaia di migliaia, sennò che rivoluzione colorata per i diritti umani sarebbe stata!

E’ che le sventolatrici di veli, per la quali un po’ di comprensione l’evoluta e scapigliata occidentale potrebbe anche provare, sono scomparse di fronte a un popolo di alcune decine di milioni, regolarmente bombardato da Israele, sanzionato e affamato da Usa e UE, aggredito da bande terroristiche acquartierate a Washington e in Albania, da milizie curde addestrate e armate da quadri militari NATO (ci siamo anche noi) nel Kurdistan amerikanizzato iracheno, di fronte a un popolo che sa bene quali vessazioni gli vengono imposte, al di là del velo, da certi esponenti della democrazia laica occidentale fin dai tempi dell’illuminatissimo (da roghi di oppositori)  e sposatissimo Shah. Che poi laica non è per niente, dato che nel dollaro ha un diopadre, un Gesù Cristo, un Budda, un Gilgamesh, un Marte, un Geova e un Odino tutti riuniti in uno. E pluribus unum

domenica 5 febbraio 2023

MONDOCANE ED ECOMONDOCANE --- FULVIO GRIMALDI SU BYOBLU

 

MONDOCANE ED ECOMONDOCANE

 FULVIO GRIMALDI SU BYOBLU

Domenica 21.00

Lunedì 12.30

Martedì 08.00

Giovedì  1430

 



L’involuzione autoritaria di questo regime dalle radici nere

Autonomia differenziata: Italia nel frantoio

Le procure di Stoccolma e Londra si sono persi i documenti dell’inchiesta con cui in Svezia Julian Assange era stato accusato di stupro.

Prosegue lo Pfizergate con la confessione del ricercatore sul potenziamento delle mutazioni.

Giorgia Meloni in Libia: rimediare un po’ di gas nel 2026 dai Fratelli Musulmani regnanti a Tripoli grazie alle atrocità delle sue milizie

Trequarti della Libia in mano ai gheddafiani

Italia e Libia, una storia di nostri crimini e di nobiltà libica.

Mezzogiorno HUB per l’energia europea? Altra devastazione del Sud, altri superprofitti per le compagnie

venerdì 3 febbraio 2023

Partito il Ddl per l’Autonomia Differenziata: applausi di tutto il governo --- ITALIA DA DISFARE: LEGHISTI, NON SOLO

 Partito il Ddl per l’Autonomia Differenziata: applausi di tutto il governo

ITALIA DA DISFARE: LEGHISTI, NON SOLO

 

https://www.youtube.com/watch?v=l6bGe5OoykI

Visione TV, Francesco Capo intervista Fulvio Grimaldi: “Come ti disfo l’Italia”

 

Sarebbe riduttivo pensare che questo strumento per sbriciolare l’Italia, messo in campo dal ministro leghista Calderoli e che il ministro leghista Giorgetti si appresterà a finanziare, sia solo il becero e antistorico, per quanto micidiale, sussulto di un apparato politico alla frutta. C’è il consenso della sovranista e patriota convertita, anzi invertita, che in cambio ottiene il puppazzo euratlantico da far imperversare sui sudditi del proprio, di lei, padrone.

E se una, anzi una accolita, che da decenni alimenta una fiammella tricolore, che però brucia perché alimentata da combustibile di antica estrazione, si acconcia a farsi spappolare il paese tra le mani, vuol dire che, come per tutto il resto, la marionetta balla a fili che di cui i trucidi trappolatori di uccelli da polenta non hanno l’unico controllo.

Sì, scaricare definitivamente in mare un Sud che da un secolo e mezzo il Nord, a partire da Cavour, ha costretto a dibattersi come un delfino spiaggiato. Raccattarne le spoglie, caso mai fossero da mettersi sui banchetti dell’usato. Ma l’operazione parte da più lontano che dalle farlocche brume celtiche dalle quali costoro traevano altrettanto farlocche nazioni venete o lombarde.

Su una nazione, la cui costruzione ai suoi abitanti è costata un millennio di lotta, voti, sangue e la cui gente ha prodotto, due millenni di civiltà e bellezza (non ultimo dei motivi per farci a pezzettini insignificanti, una baronia veneta, una repubblichetta meneghina, un feudo neosabaudo), non si avventano soltanto i grumi dell’egoismo vorace che intorbidisce il vivere onesto e integro del popolo tutto.

Qui siamo in perfetta coerenza con i lampi lividi che il cataclisma pianificato dai poteri della trasformazione fa saettare da un orizzonte sempre più vicino, sempre più articolato. La tecnodivinità delle sette piaghe ammoderna il modello originale: guerre, pandemie, tirannia climatica, migrazioni di massa, desertificazione (non solo ambientale), perfino le cavallette, sebbene fritte, e, settimo, la disunione. Separare le cellule che, insieme, avevano dato vita all’organismo. Ne devono restare solo poche, grosse. Alla fin fine solo la più grossa.

Del vaso hanno fatto cocci e schegge. L’hanno chiamata globalizzazione. Se devi rifare l’uomo, devi prima decomporlo. A partire da lui e dalla sua comunità.

Ma siamo in tempo per fermarli. Hanno fatto il primo passo e, dietro, ci sono solo grassi, ma sparuti ratti e qualche avvoltoio che osserva dall’alto delle Alpi. Tutto sta nello strappare il piffero al pifferaio

mercoledì 1 febbraio 2023

VENTI DI GUERRA E TOTALITARISMO FORZA 10 --- Netaniahu, Zelensky, Meloni: una faccia una razza

 

VENTI DI GUERRA E TOTALITARISMO FORZA 10

Netaniahu, Zelensky, Meloni: una faccia una razza

 



https://www.youtube.com/watch?v=UUMOonLGxTQ 

https://youtu.be/UUMOonLGxTQ

 

Visione TV, “Il Personaggio del Giorno”, Lili Goriup intervista Fulvio Grimaldi


I vecchi trucidoni hanno tolto le camicie nere e brune, corredati di insetti, olio di ricino Covid e spranghe, hanno ripreso a marciare. Su Roma, Tehran, Damasco,  Mosca, Taiwan, dovunque ci fosse da schiacciare, predare, rifare. Una faccia una razza.

Questo qua scatena mattanze contro la minoranza colonizzata del suo teocratico paese, e bombarda paesi vicini da pirata incrostato nella sua impunità, unica sul globo. Così distrae anche dall’assalto che va compiendo, da impunito capobanda, alla suprema istanza giudiziaria del paese, la Corte Suprema. Fatto fuori il supremo giudice delle malefatte sue e dei suo sicari, il suo Leviatano Sterminatore sarà pure, come detta il suo dio, assoluto. 

Quest’altro, sgrullatosi di dosso qualche ettolitro di sangue concittadino, fa il giro delle sette chiese televisive occidentali, tutte orrendamente eretiche rispetto ai presupposti vantati, per succhiarne strumenti di morte e devastazione, in attesa di comparire anche ai battesimi, matrimoni e sagre della cicoria. E, collateralmente, o primariamente, si costituisce ad ambito modello dello stato nazista 2.0, dove tutto il potere è raggrumato sotto la svastica e partiti, media, leggi sociali sono confinati negli archivi museali.

Quell’altra ancora, non unica tra femmine al copia incolla della brutalità attribuita ai maschi (vedi Ursula, Sanna Marin, Annalena Baerbeck, della tenera tradizione delle Madeleine Albright, Condoleezza Rice, Hillary Clinton), tira fendenti ai fattoni nel capannone e minaccia il 41bis a chi ne scrive male. Ma allunga la gittata per poi colpire chiunque si muova in direzione ostinata e contraria. Fa radere al suolo l’ufficio del Pubblico Ministero, tratta il parlamento come un malato di Covid con bavaglio, isolamento, e tubo a bruciarne i polmoni, e si erge a terzo campione dell’eccellenza totalitaria in marcia:

Insomma, uragani di guerra a tre testate atomiche del cazzo, mentre nei festivi marciano, appunto, su Roma, Mosca, Tehran, Pechino, Damasco, Jenin, Tripoli, Lima, Baghdad, ovunque ci sia da rastrellare e poi ramazzare.

L’Idra ha molte teste, la piovra ha tanti tentacoli.

Poi, invece, a Parigi e in tutta la Francia seconda marcia, martedì, di  2.800.000 cittadini in quella direzione ostinata e contraria che alla fin fine decide e risolve i destini dell’essere umano e del suo habitat. Raggiungiamoli, pergiove! 

Alla faccia di Zelensky, Netaniahu, Meloni e del vecchio licantropo rimbambito, con le zanne corrose da sangue iracheno, serbo, yemenita, siriano, ucraino, latinomericano e, ora, pure nostro, cartonato di se stesso, che pretende di guidarli, mentre pencola dai fili del puparo Blackrock.

 

venerdì 27 gennaio 2023

SPACCHIAMO TUTTO --- Puntata XIII di Mondocane

 

 SPACCHIAMO TUTTO

Puntata XIII di Mondocane

 



Diciamo subito che Zelensky a Sanremo fa vomitare tutti noi e fa vomitare la stessa anima della nazione e che Chiara Ferragni sullo stesso palco costituisce, col burattino nefasto, una fenomenale sintesi dei valori euroccidentali per i quali vale la pena correre il rischio della deflagrazione planetaria finale..  

Rimosso l’ascesso, amici benevolenti e indulgenti, ma anche non amici e perfino malevolenti, alla vostra occhiuta e perspicace attenzione segnalo la puntata XIII di MONDOCANE E ECOMONDOCANE, su Byoblu in onda domenica 29 alle 21.00 e poi in replica lunedì alle 12.30, martedì alle 08.00 e, per sfinirvi, giovedì alle 14.30.

In oggetto gli squilibrati psicopatici delle classi dirigenti, politico-economico-mediatiche europee e occidentali di obbedienza anglosassone che stanno soffiando venti avvelenati nelle vele del battello su cui tutti viaggiamo, per farci precipitare nell’abisso in fondo al quale non c’è che un oceano di sangue e di morte.

Tutto questo in bruciante corto circuito con la simultanea celebrazione del Giorno della Memoria, dedicato a quanto è accaduto nei campi di concentramento hitleriani, con una tragica e demenziale coazione a ripetere. Perfino nell’ambito dei portavoce delle vittime. Queste, a loro volta, hanno innescato un corto circuito da far saltare le lampadine di mezzo mondo.

Hanno massacrato a Jenin, Palestina, 13 cittadini palestinesi, tra cui un’anziana signora. E sono 170 i palestinesi uccisi nel 2022, tra cui almeno 30 bambini, e già 29 in questo gennaio. Solo in Cisgiordania, che, secondo gli Accordi di Oslo, dovrebbe essere Palestina, e senza calcolare Gaza, dove si va nelle migliaia di vittime (ne ho fatto un docufilm: “Araba fenice, il tuo nome è Gaza”).  Avete notato con quanto discrezione e rispetto per la privacy delle forze di sicurezza israeliane i nostri media hanno trattato la cosa? Comprensibile, vuoi mettere come c’è da sguazzare nel mare di balle sull’Iran!

Il governo collaborazionista dell’ANP di Abu Mazen, vecchio trombone screditato e presidente abusivo, ha finalmente deciso di interrompere la vergognosa collaborazione con i servizi di repressione dell’occupante. Robetta. Poi riprende.

Nella puntata abbiamo descritto con stupefatto sconcerto come siano eminentemente donne a far roteare la spada dell’armageddon sulle teste degli esseri umani, a diniego di quanto si afferma sulla distanza ontologica tra donne aliene alla violenza e uomini che vi sono interamente dediti. C’è qualche femminista disposta a pronunciarsi?

Qui abbiamo Ursula von der Leyen, la baronessa della caccia al lupo, Annalena Baerbock, ministra degli esteri tedesca, verde (!), Sanna Marin, premier verdissima della Finlandia. Tre virago, scaturite dagli allevamenti di Klaus Schwab che, come un uomo solo (precisamente), hanno dichiarato guerra alla Russia e auspicato ulteriori slavine di armi pesantissime perché l’ucranazi Zelensky possa finalmente innescare la Terza Guerra Mondiale.

E intanto servire da modello per tutti quei regimi dello schieramento democratico e anti-autocratico che stanno lavorando all’eliminazione del Potere Legislativo (Parlamento, da noi è cosa fatta) e all’addomesticamento cartabian-nordiano di quello giudiziario (sull’esempio dell’irreprensibile Netaniahu e della sua legge a protezione delle proprie malefatte, nonché dei suoi ministri ladri, con cui si vogliono azzerare i poteri della Corte Suprema). Lo Zeitgeist, lo Spirito Santo che piove da Davos, esige la modernità, come anticipata negli anni Trenta, del Potere Unico e indiscutibile. Di Poteri è fico indossarne solo uno, quello esecutivo.

Tre poteri, tuttavia ci rimangono, ma a livello planetario: Quello legislativo, con le direttive emanate dal Forum Economico Mondiale, sotto dittatura dell’israeliano transumano  Yuval Noah Harari, per il governo del mondo; l’esecutivo, che sarà ulteriormente perfezionato nell’OMS della coppia Bill Gates-Tedros Ghebrejesus  attraverso il nuovo trattato del “Tutto il potere all’OMS” (non solo salute, ma cibo, clima, migrazioni e quant’altro), da sottoporre all’Assemblea Mondiale della Salute a maggio; e il giudiziario, affidato agli strumenti giudicanti, coercitivi e punitivi di chi, se non della NATO?

Tre Poteri restano, a tranquillizzare Montesquieu. Cosa vogliamo di più?

Tutto questo, raccontiamo nella puntata, insieme a molto altro, succede sotto la guida di un vecchio bacucco rincitrullito, ma anche delinquente con tanto di prole equipollente, che s’è portato in tutte le sue case, garage e sgabuzzini compresi, i documenti segreti della sua presidenza e di quelle precedenti, onde, chissà, farne arma di ricatto contro eventuali dissidenti o divergenti. Intanto dobbiamo rassegnarci al dato che ne risulta: i governi governano in segreto. E Julian Assange vada a farsi fottere.

Europa delenda est è il titolo con cui trattiamo le simpatie che il nostro massimo alleato ci riserva quando si adopera ad affiancare, accanto allo strazio dell’Ucraina innocente e alla frantumazione della Russia, terribilmente colpevole di essere russa, l’obliterazione dell’Europa. Europa premiata della fedele sottomissione e rinuncia a qualsiasi ruolo nel mondo e nella Storia, con la sua de--industrializzazione, de-energizzazione e lo svuotamento del suo stock d’armi a favore di Zelensky e del riacquisto di armamenti USA. Quelli senza la produzione e vendita dei quali, quel paese canaglia sarebbe già tutto finito tra le distese di roulotte in cui milioni di cittadini USA sono costretti a rintanarsi, dopo essere stato estromessi dalle proprie città da affitti e costi divenuti inaccessibili.

Si chiama gentrificazione e quello che le città di roulottes si lasciano alle spalle sono le meraviglie delle smart cities.

Si disfa l’’Europa, perché non disfare l’Italia? E’ una vita che la Lega pensa di andarsene con il malloppo. Scemi quei fratelli Bandiera, quel Mameli, quel Mazzini, quel Garibaldi, perfino l’intelligentissimo Cavour, che volevano unire quanto sta molto meglio spaccato. Con la naturale divisione tra quelli che stanno in alto e quelli che stanno in basso. Geograficamente e non solo.

Per il resto del programma, date libero corso alla vostra curiosità. Se ve ne rimane.

Qui, o succede un Quarantotto, o si schianta sul pianeta un meteorite. Sennò non se ne esce. Diamoci da fare per il Quarantotto.

lunedì 23 gennaio 2023

Tre Poteri dello Stato, o uno solo? DA MESSINA DENARO A ZELENSKY, DA CARTABIA A NORDIO, COME TI STRAVOLGO LO STATO





Tutti a ride…

 

Paolo Arigotti, Rassegna di Attualità, Storia e Geopolitica. Intervista a Fulvio Grimaldi

https://youtu.be/Ocw-zvWI8ic

(156) 4 chiacchiere con Fulvio Grimaldi - YouTube

Messina Denaro, Zelensky, Cartabia, Nordio: quattro cavalli di razza, il primo un po’ malconcio, ma ricco di glorie raccolte da partner delle orde dei Gengis Khan di Davos (FEM) e di Ginevra (OMS) e rispettivi proconsoli romani.

Dei due quartier generali della guerra al mondo abbiamo abbondantemente detto in occasioni varie, offerteci da Visione TV e Byoblu.

Riduciamo il campo, stringiamo l’obiettivo ed eccoci  trasvolare dal grande mondo globale nel Paese dei Balocchi. Vi entriamo da bambini, ci fanno tanto divertire (vedi il carnevale Mafia-Stato di Palermo), ci danno da mangiare tanta biada e granturco OGM (grilli), ci mozzano tutto il CO2 per non farci fagocitare dalle piante che ne sono ghiotte.

Dopo un po’, dal Paese dei Balocchi, l’Omino di Burro ci fa uscire rinnovati, transumanizzati. Con tanto di orecchi da somaro che stringano tra sé pensierini da somaro (chiedo scusa al nobilissimo animale). Pronti per circhi, pescatori di uomini da far congiungere con intelligenze artificiali. Altri mercati, ancora, ci attendono. Non escluderei quello della carne umana, fresca o salata (solo per i frequentatori di Davos, per i sopravvissuti, grilli).

Non avremo niente, ma saremmo felici. Al punto da rimpiangere il mercato di schiavi che i nostri buoni accoglitori ONG favoleggiano si svolgerebbe in Libia. ***

Non mi dilungo, nel video c’è tutto.

Basta dire che siamo allo Scontro dei Mondi. Esagerando, da eterni provincialotti che guardano agli altri come il popolino imbucato, dietro alle siepi del cafè chantant, guardano i signori con cioccolata e panna. Abbiamo un nostro Huntington in sedicesimo (Samuel Huntington, Clash of Cvilizations, 1993). Da noi, oggi, in orbace sotto la maglietta McDonald e in stile memoriale di Predappio su cui svettano, però, le bandiere a stelle e strisce e azzurra con cerchietto di stelle.

Quelli che, da piccoli Huntington, con abbecedario FEM e OMS, stiamo abbattendo sono i simulacri di quanto, pre-paese dei balocchi, avevamo scritto in una Costituzione: Libertà, diritti umani e civili, convivenza, giustizia, se vogliamo democrazia, una casa che sta in piedi grazie ai tre pilastri che reggono un tetto sotto al quale stiamo sicuri e al caldo (un po’ meno senza il gas del vicino da obliterare).

LO STATO OBSOLETO E I SUOI TRE POTERI AVVIZZITI

Li abbiamo chiamati, su indicazione di Montesquieu, Legislativo, Esecutivo e Giudiziario.

Montesquieu? Roba vecchissima, addirittura illuminista, il pozzo di ogni perversione pubblica, a detrimento di ogni nobiltà privata, a cavallo di tre secoli fa. E’ bastato poco per rimuovere la cariatide: qualche dinamico bancario, due, tre feldmarescialli,  un guitto raccattato in Ucraina. Se vuoi il Legislativo, fattelo dare dai russi, se ti infastidisce un Giudiziario, te lo toglie di mezzo un qualsiasi Partito Democratico. Lo trovi sotto ai lampioni. Per uccidere l’Ucraina, basta un Potere Esecutivo. Anche detto sicario.

A picconare il primo, che dovrebbe fare le leggi, ma da tempo non osa più, ci hanno pensato i gatekeeper  di Paperone e del suo deposito, un paio di sguatteri delle agenzie di sorveglianza, Draghi e Conte. Da allora il Legislativo, racchiuso nel Parlamento eletto, è stato fatto tacere a forza di compravendite al Mercato Scilipoti, e anche di spontanea sottomissione, pure favorita dall’accidia. Ne sono rimasti visibili, nell’emiciclo, i cartonati.

Al terzo, il Giudiziario, ci hanno pensato la Cartabia, prima (via i processi di chi se li può comprare a forza di Coppi, Ghedini, Bongiorno, o Previtii). E poi, ora, il Nordio melonizzato, o la Meloni nordizzatara. In una società diretta dalla sua fetida testa ittica a prosperare e morire nella palude squalosa del “do ut des”, di Pubblici Ministeri attenti agli sgarri dei reprobi non c’è il minimo bisogno. Hai visto mai che disturbino gli omini di burro.

E’ rimasto il secondo Potere, l’Esecutivo. Solo lui. Non ve n’eravate accorti?

Se vi sentite vedovi del Tripotere, guardate un po’ in là. Ce n’è un altro, moderno, progressista, globale, addirittura più solido: Biden-Schwab-Ghebrejesus. Accontentiamoci.

 

*** L’Italia ha due giganti che ci spiegano tutto: Dante Alighieri e Carlo Collodi. Se insistete, aggiungo Lucio Dalla.

 

 

 

  

domenica 22 gennaio 2023

UNIVERSAL SOLDIER

 


In assenza di prospettive meno avvincenti,

MONDOCANE XII, di Fulvio Grimaldi, su BYOBLU, vi trascina nei meandri dello scoppiettante mondo dell’UNIVERSAL SOLDIER.

E se all’ ultramondo del metaverso volete arrivare, per il sottomondo di un pianeta cosparso di cadaveri viventi dovrete passare

Byoblu: Domenica alle 21, Lunedì 12.30, Martedì 08.00, Giovedì 14.30

 

Non ricordate? Era il titolo di quel film con Van Damme in cui dei soldati caduti, morti stecchiti, venivano ricuperati, ricostruiti e rimandati in battaglia. Una roba alla Frankenstein: pezzoni di cadaveri per fare un nuovo energumeno, decelebrato, ancora più capace di uccidere e di altre efferatezze.

Come vi ho già raccontato, la leggenda di Frankenstein nasce nella fantasia di Mary Shelley nel 1816 e nello stesso paesino svizzero in cui, del tutto appropriatamente, Klaus Schwab ha collocato gli uffici del Forum Economico Mondiale, quell’organismo di degenerazione-depravazione etico-ideologico-politico-culturale che vorrebbe rovesciare mondo e umanità nella propria caricatura cartonata.

Oggi quel progetto si chiama Universal Soldier, soldato universale, vale a dire: tutti soldati, senza rimedio e senza alternativa. L’hanno ribadito a Davos, l’hanno sacralizzato a Ramstein con la Nato e Crosetto, gli forniscono gli strumenti sanitari totalitari quelli dell’OMS a Ginevra.

Tutto parte dalla fine di Bretton Woods, quando, nel 1944, il dollaro fu collegato all’oro, divenne l’imperatore del mondo e fece accumulare agli USA, tramite la vendita della propria superproduzione, la più grande ricchezza di una nazione dopo gli Incas e gli Aztechi dorati. Con Nixon, negli anni’70, esaurito l’oro nella guerra al Vietnam, gli USA si erano stancati di produrre e preferirono mettersi seduti, comprare dagli altri.

E che ci vuole. Sempre tramite dollaro, ma non più intriso d’oro, ma semplicemente stampato, a volontà, a delirio. Risultato 31 trilioni di debito pubblico, un default ambulante, un paese infrastrutturalmente e socialmente allo sfascio. Centinaia di trilionari e miliardari in alcuni settori mantenuti in vita– Armi, banche, farmaceutica, comunicazione - il resto del paese nei campi di roulotte ai margini delle città, con disperati cacciati di casa per affitti insostenibili.

Soluzione? Anni’90, Samuel Huntingon, la pietra filosofale dello “Scontro di civiltà” e, quindi, i Neocon, democratici e repubblicani, le Torri Gemelle come innesco, il Programma per un nuovo Secolo Americano (PNAC), con Pentagono e Complesso Militarindustriale a far da locomotiva. Formula vincente: o noi, o morte.

Da lì l’Universal Soldier. Non più Van Damme, ma tutti noi. A partire dalla guerra agli slavi, iniziando con la Serbia e arrivando alla Russia (controllo della massa terrestre e dell’energia) e a proseguire con la guerra agli arabi e all’Islam (controllo del petrolio e delle rotte economiche). Un rottame di Stato federale, con alle dipendenze gruppi criminali che gli amministrano colonie e protettorati e che si appende a distruzione e morte per potersi illudere ancora di essere padrone globale.

Degli ambientini in cui tutto questo germoglia tratta la puntata MONDOCANE XII.

Fulvio

sabato 21 gennaio 2023

Coppie criminali famose della Storia --- I GEMELLY KRAY, I GEMELLI FEM-OMS

 

                                                                                       

Visione TV, Davos 2023 (e OMS)

https://youtu.be/MZs1G5mcero

https://www.youtube.com/watch?v=MZs1G5mcero

Dove Francesco Toscano intervista Fulvio Grimaldi su recenti manifestazioni di criminalità organizzata (laddove non di Messina Denaro si tratta. Quello lo lasciamo ai gazzettieri dell’intrattenimento)

Premessa: Nella Londra degli anni’ 50 e ’60, da me vissuta come giornalista BBC, eravamo tutti affascinati dalle imprese ultracriminali e ultrasanguinarie degli imprendibili Fratelli Kray: omicidi a gogò, rapine, rapimenti, estorsioni, incendi. Per anni l’argomento nero del giorno, da soverchiare Jack lo Sventratore e, addirittura, Winston Churchill

Gemello 1

A Davos le 1.500 canaglie più ricche del mondo, ognuno con il suo staff di 40, ognuno con il suo jet privato che consuma più di 350mila automobili di lusso e gli costa 11.000 euro di noleggio all’ora. Ognuno, di quelli in età attiva, con la sua assegnazione di escort (volgo: puttane), tanto da aver esaurito le riserve delle tre agenzie-lupanare della prestigiosa località. Ognuno che paga la sua iscrizione al Forum con 19.000 euro per l’evento e 79.000 per l’anno, contribuendo al benessere del patron Klaus Schwab e del suo consigliere-confessore israeliano, Yuval Noah Hariri (quello della crasi uomo-intelligenza artificiale subito), con qualcosa tra i 213 milioni e il miliardo.

Tutti poi protetti da 5.000 armigeri dell’esercito svizzero, con tanto di avanzatissime difese corazzate e terra-aria e radar aggiuntivi (hai visto mai, un’incursione di grilli)

E ognuno, rigorosamente, con il suo nastrino verde su bavero e cuore. A prova di una granitica e indefessa dedizione alla transizione ecologica. Celebrata, nell’occasione, ma anche altrove, nel fondamentale settore del cibo, come rappresentato dai ristoranti 12 stelle di Davos, con bisteccone argentine, fegati di balena, gamberoni provenienti dalla Nuova Zelanda. Grilli fritti, con aggiunta di indigeribile chitina (non si può avere tutto!) e tartare di laboratorio, made in Gates, sono disponibili, scontati (“transizione ecologica”!), nei supermercati della cittadina.

Paese questo, la Nuova Zelanda, dell’anglosfera militante, retto a forza di lockdown e sieri genici dalla Young Global Leader Janicia Arden,.Sfortunatamente assente, costei, perché appena dimessa dall’incarico dalle espressioni di revulsione del suo popolo. Vuoto subito colmato dell’altra figona del pollaio schwabiano (5 anni di corso a Ginevra per promettenti stronzi, con garanzia di essere poi infiltrati nei governi di metà del mondo “civile” con impegno a farsi NATO). Questa essendo la schowgirl Sanna Marin, premier NATOfila di Finlandia, testè colta in trance rock-etilico e, dunque, vocalist della chiamata universale alle armi per i nazi ucraini, contro la Russia e, se va bene, per la fine del mondo.

Il papà dei gemelli

Davos chiude, Ramstein apre. Nella capitale USA-NATO della libera e sovrana Germania (noi andiamo meglio, ne abbiamo un centoventi, più venti segrete), il vertice NATO, cioè degli operativi transumani occidentali, ha ascoltato Davos, ha apprezzato, ribadito, esaltato, attuato. La parola più detta? Armi. Quella mai pronunciata? Pace.

E ci siamo tolto dai coglioni il fratello Kray numero uno.

Gemello 2

Il numero due, nella mia attualizzazione, lavorava di sponda al primo a Ginevra, solo qualche giorno prima. E se Kray 1, il globalista transumano e transumanizzante, dettava linee strategiche e obiettivi dell’oltremondo metaverso, il secondo, capo dell’OMS, si studiava di come fornirgli gli strumenti. Dopo tutto con la pandemia aveva già dato ottima prova di sé.

Sotto lo sguardo tigrino di Tedros Ghebrejesus, caporione dell’OMS, organismo privato fondato da Rockefeller nel 1948, assunto a dignità ONU per meriti politici e demeriti sanitari planetari, finanziato da coloro di cui dovrebbe impedire l’inclinazione al genocidio, nella prima settimana del mese si riuniva il Comitato per il Regolamento Sanitario dell’OMS. Il regolamento sanitario fa parte dell’accordo generale OMS con i 190 paesi membri.

Emendamenti a tale Regolamento erano già stati presentati all’Assemblea Sanitaria Mondiale nel novembre scorso. Una maggioranza molto minuta, ma inorridita, li aveva respinti. Ora ci riprovano.

Il nuovo regolamento Kray prevede l’abolizione, nelle sue direttive, dei principi, coerenti con la nostra Costituzione (artr.32), che riguardano il rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali dell’uomo, della sua libertà. Via, robaccia, cancellati. Al suo posto, termini chewing-gum: equità, inclusività, coerenza. Fuffa.

E uno. E due: La proclamazione di un’emergenza derivante da un pericolo specifico alla salute si allargherà dallo specifico (il virus) al generale e generico: rischio sì, ma ipotetico, incombente, per la salute collettiva. Dal bacillo al clima, alla guerra, ai troppi no-Zelensky, al disturbo della pubblica quiete, al… Rave.

 

Sovranità. Che roba è?

Chi determinerà le misure di risposta, ovviamente restrittive? Non più un’autorità nazionale, tipo un borderline transumano alla Speranza, o sicari DPCM alla Conte-Draghi (altri gemelli…), bensì nientepopòdimeno che lo stesso Tedros. O chi per lui, quando il tigrino si sarà finalmente unito alle forze ribelli della sua provincia secessionista, che combattono il governo etiope perché disobbediente agli USA. Dittatore sanitario mondiale in funzione di transizione ecologica e disumana di Harari-Schwab.

E tutto? No è poco. Chi vorrà vivere, essere, muoversi, viaggiare, potrà farlo solo con il passaporto elargito ai bravi e succubi dallo stesso OMS. Del resto che viaggiamo a fare, noi pubblico bruto. Non bastano ad avvelenare terra, acqua e cielo i jet privati dell’élite? Tra passaporto riservato a chierichietti del transumano, diaconi, sacerdoti, cardinali e altri primati e terminali QCode che ci in catenano alle determinazioni e alle ruberie delle banche, non ci sarà lembo della nostra pelle, frammento di DNA, soffio d’anima non sottoposti a sorveglianza, controllo, possibilità di sopravvivenza o terminazione.

Così il Regolamento Sanitario dell’OMS come definito dai suoi “stakeholders” (portatori d’interessi) con Schwab e sotto Schwab, l’Alleanza dei Vaccini GAVI, Bill e Melinda Gates Foundation, Rockefeller, Sorso, i vari CDC nazionali, Big Pharma, Big Digital, Big Armi. Lo sottoporranno a maggio alla prossima Assemblea Sanitaria Mondiale. Se passa, preferiremmo la polverizzazione nucleare. Vi stupite. Ma se era già tutto scritto nell’    ID2030 di Davos 2020!

Sapete una cosa carina? La sede del FEM non è mica Davos. Lì ci si diverte. Dove si lavora è a qualche distanza, Cologny,  piccolo borgo, molto meno appariscente. Nel 1816 vi si rifugiarono grandi letterati: Mary Shelley e John Polidori. E vi scrissero, rispettivamente “Frankenstein” (il mostro costruito con pezzi di cadaveri) e “Il Vampiro” (gran signore che succhiava il sangue alle vittime). Vuoi che non ne abbia tratto ispirazione Jack the Ripper, Churchill e coloro di cui abbiamo parlato fin qui?  Poi dici che non ha ragione Giambattista Vico.