mercoledì 28 settembre 2022

Guerra alla Russia, o all’Europa? --- RUSSI DEL DONBASS LIBERATI – GASDOTTI DEL BALTICO SALTATI

 Guerra alla Russia, o all’Europa?

RUSSI DEL DONBASS LIBERATI –  GASDOTTI DEL BALTICO SALTATI

 

 


https://www.youtube.com/watch?v=RFApLyjRV7g 

Mio intervento a “Mosaico”, di Visione TV, sull’attentato terroristico contro i gasdotti Nord Stream 1 e 2, che realizza la promessa di Biden, imbeccato dai poteri che lo teleguidano, fatta al cancelliere Scholz nella sua visita a Washington: “Se la Russia invade… l’Ucraina, allora non ci sarà più un Nord Stream… Noi saremo in grado di farlo”.

Se non ci fosse la logica del cui prodest, a chi conviene, la definitiva rottura dei rifornimenti energetici russi a Germania ed Europa, tutta la storia del terrorismo, di esclusiva paternità dei manovratori occidentali e dei loro mercenari, via via islamisti, nazisti, fascisti, colorati vari, basterebbe questa minaccia del presidente USA per sapere chi abbia collocato gli esplosivi nel Baltico per far saltare i gasdotti.

Il sabotaggio di quanto molti parlamentari europei e forze politiche tedesche ed europee volevano ripristinato come mezzo indispensabile e vitale per evitare al nostro continente una catastrofe economica e sociale di proporzioni mai viste, coincide con il molto pubblicizzato avvio di modeste forniture di gas dalla Norvegia, attraverso Danimarca e Baltico, alla Polonia. E il capitolo forse terminale di una pressione e di un ricatto implacabilmente imposti alla Germania della Merkel dai tempi di Bush e Obama e arrivati al parossismo con Biden e il tentativo definitivo di staccare l’Europa dal resto del continente eurasiatico, sua naturale proiezione. Europa da indebolire e impoverire in quanto competitrice sui mercati mondiali, e consolidarne la totale dipendenza politica, nel caso energetica, dagli Stati Uniti.

L’alluvione di menzogne, ridicole fino all’infantilismo, che cercano in questi giorni di occultare la realtà incontrovertibile di una libera scelta dei popoli russi del Donbass di ricongiungersi alla madrepatria, cianciando all’unanimità di “referendum farsa”, di voto sotto i fucili puntati, è uguale e speculare al tentativo di attribuire ai russi l’iniziativa di far saltare le proprie infrastrutture nel Baltico.

Si tratta, insieme ad altre manovre di distrazioni di massa, di sottrarre al voto quasi unanime degli abitanti delle repubbliche popolari di Luhansk e di Donetsk, come di altri territori russofoni, l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale. Anche perché a questa, a dispetto di manipolazioni e bufale, non può sfuggire l’ennesimo dato logico. L’evidenza discende dal solito cui prodest per cui una popolazione che ha rifiutato il colpo di Stato USA del 2014 a Kiev e, soffrendo perdite e danni inenarrabili, ha resistito poi per oltre otto anni agli assalti sanguinari di forze terroristiche dichiaratamente naziste, sotto guida, armamento e addestramento NATO, oggi vota massicciamente contro golpismo, nazismo, NATO e per ricongiungersi allo Stato che queste popolazioni difende.

Va notato come la criminalità bellica occidentale si stia muovendo su una moltiplicazione dei fronti, nella perenne strategia dell’assedio alla Russia. Insieme alla guerra ai gasdotti russi, si accentuano le pressioni attorno ad altri suoi confini, a partire dalla nuova guerra d’aggressione turco-statunitense dell’Azerbaijan all’Armenia e a proseguire con l’ennesima rivoluzione colorata contro il governo iraniano. Si inserisce in questo contesto anche il rinnovato tentativo di mobilitare gli ex-fiduciari etiopici della provincia secessionista del Tigray, già al governo ad Addis Abeba e infeudati agli USA, contro il nuovo governo etiopico di Abiy Ahmed e contro i suoi alleati eritrei (l’Eritrea è stata uno dei cinque paesi dell’ONU che hanno votato contro le sanzioni alla Russia. E Tedros Gebrejesus, capo dell'OMS finanziato da Bill Gates, era ministro nel regime filo-USA dei Tigrini e oggi fa lobbismo contro il governo indipendente di Addis Abeba).

Particolarmente spettacolare per una disinformazione al limite del grottesco, l’episodio iraniano che succede all’entrata dell’Iran nello SCO, il patto di Shanghai per la cooperazione tra paesi asiatici, e ai suoi recenti accordi di collaborazione anche militare con la Russia.

Nell’occasione gli USA sono tornati a impiegare, accanto alle fantasmagorie propagandistiche dei media assoldati sulle inevitabili atrocità repressive del “regime”, le milizie armate della minoranza curda, sostenute dai collaborazionisti del Kurdistan iracheno, e il terrorismo stragista dei Mujaheddin – e – Khalk, Mujaheddin del Popolo. Una formazione mantenuta in vita finanziariamente e armata da NED e CIA, già ospitata in Iraq e ora trasferita da Washington in Albania, diretta da Maryam Rajawi, Dall’inizio della rivoluzione del 1979, opera in Iran, in congiunzione con il Mossad, con attentati contro civili, assassinii di scienziati iraniani, sabotaggi economici.

Naturalmente, citando i numeri di morti e feriti attribuiti alla repressione, i nostri media si scordano di menzionare queste presenze armate, come anche dei milioni di manifestanti che in questi giorni si sono espressi a sostegno del governo a Tehran, Ishfahan, Shiraz e altre città persiane.

Noi, invece, quando sentiamo di uccisioni di giovani donne a Tehran, ci ricordiamo benissimo di Neda Soltan, giovane iraniana “uccisa dalla polizia a Tehran il 20 giugno del 2009, durante la cosiddetta “rivoluzione verde” contro la rielezione di Ahmadinejad, il migliore e più laico presidente mai eletto nell’Iran dalla rivoluzione islamica. Era la prima delle tre rivoluzioni colorate con cui Washington e George Soros sono andati a sbattere contro un paese che, ci piaccia o no, piaccia o no ai nostalgici dello Shah, è saldo sul sostegno del proprio popolo.

Di Neda fu detto che era stata colpita da fucilate di una forza paramilitare filogovernativa. Ma saltò fuori un video in cui si vedevano i compagni di Neda, un medico e il compagno, versare del sangue sul viso della ragazza, che poi, guardato in giro, strabuzzava gli occhi e “moriva”.

Mesi dopo una giovane dagli stessi connotati fisionomici, stesse misure anatomiche e stesso nome nello stesso passaporto, riapparve a Monaco di Baviera. Immagine e notizia sconvenientemente sfuggita ai controlli. E’ la stampa in Occidente, bellezza.

lunedì 26 settembre 2022

25 SETTEMBRE, COS’è SUCCESSO? COSA SUCCEDERA’?

 



https://www.youtube.com/watch?v=EGDdgLtwfmw

Visione TV, Forum sulle elezioni e relativi risultati con Guido Cappelli, Alberto Contri e Fulvio Grimaldi

 Disanima dei risultati registrati dai partiti di regime, con la prevista vittoria di una nuova edizione della continuità nell’atlantismo, sionismo, neoliberismo, eurorazzismo, bellicismo, sanzionismo, oligarchia finanzcapitalista, e tendenziale totalitarismo. Ora modulata anziché sulle note di Bella Ciao, su quelle di Faccetta Nera. Se non è zuppa è pan bagnato.




Un punto dirimente nella discussione è quello sulla tanto invocata unità. Se sia un valore assoluto in ogni circostanza, o se impedisca il perseguimento di un organico progetto complessivo di società improntato a una precisa visione del mondo. Da opporsi a quella che risulta dalla strategia, articolata su vari attacchi agli esseri umani portati dalle élite predatrici neonaziste.

Fuori dubbio la continuità della lotta alla distopia dell’Agenda 2030, come formulata, tra gli altri, da Klaus Schwab e dai suoi 1.500 ospiti in arrivo a Davos su jet privati, nel quadro di una transizione ecologica che vedrà succedersi al Green Pass, il passaporto CO2 che classificherà gli umani secondo la loro “impronta ecologica”, come determinata dal terrorismo climatico.




 

 

sabato 24 settembre 2022

BLOODY SUNDAY A PALAZZO CHIGI


https://youtu.be/ROqp50LNhhY  Videointervista di Barbara Tamperi a Fulvio Grimaldi sulla sua esperienza del Bloody Sunday in Nordirlanda e che lezioni ne ha tratto per l’oggi.

Foto di Fulvio Grimaldi

Mentre scrivo è sabato 24 settembre e dovremmo essere in “silenzio elettorale”.

Giovedì a Roma, alla chiusura della campagna elettorale di ITALIA SOVRANA E POPOLARE in Piazza SS Apostoli (di cui ho diffuso il video), nel mio intervento ho accostato la truffatrice Vanna Marchi, reduce da 9 anni di galera e ora rilanciata in gloria da Netfix, a coloro che in questa congiuntura pretendono di decidere i nostri destini. Ingannando, magheggiando, manipolando, frodando, approfittando, mentendo, rubando agli ingenui, come e più di quella storica imbrogliona. Che perciò è diventata pioniera ed emblema di una classe dirigente fondata sulla circonvenzione di incapace. E anche di capace.

Una classe dirigente di malviventi, gangster e sicari che, pretende di osservare la norma anti-abuso del silenzio elettorale facendo tracimare giornali e televisioni, non di propaganda partitica, è ovvio, ma di… propaganda politica e partitica.

Cos’altro è, se non violenta feroce, manipolatoria, frodatrice, menzognera propaganda politica, in pieno sabato 24 settembre, a poche ore dal voto, quella  che ci assorda e acceca con lo tsunami delle “nefandezze” russe, degli orrori della “minaccia atomica”, delle “fosse comuni colme di bambini torturati”, dell’ “atroce farsa del referendum sulla scelta russa delle popolazioni del Donbass, sotto la minaccia degli sgherri russi e filorussi,i con il Kalanchinkov puntato sugli elettori”?

Popolazioni che, per voler restare russe e antifasciste, hanno dovuto sostenere otto anni di strisciante genocidio!

Ah no? Ma quale è stato, secondo voi, in tutto il ciarpame, in tutta la chincaglieria da rigattiere, in tutta la retorica da venditori di elisir di eterna vita, che hanno caratterizzato la disputa elettorale tra figuranti appesi ai fili dello stesso puparo, se non il fatto geopolitico interpretato come guerra mortale tra “democrazie e autocrazie”. E, quindi, su chi abbia le migliori credenziali atlantiste e di belluina partecipazione alla crociata contro il Male Assoluto?

E allora che altro è stato questo sabato del “silenzio elettorale” se non il gran botto finale da far esplodere sui cittadini perché votassero contro Putin, per la guerra e per i “valori” dell’Occidente?

 


In questo contesto che più sporco, malavitoso e fraudolento non si può, in qualche modo il mio ricordo della “Domenica di Sangue di Derry, 30 gennaio 1972, quando un battaglione di mercenari parà di Sua Maestà (Elisabetta, ricordate?) trucidò 14 inermi civili, sparandogli nella schiena, in fuga, caduti per terra, feriti, al termine di una pacifica marcia di famiglie contro l’apartheid e il colonialismo più feroce della Storia?

Imparai cosa fosse il Potere, di cosa fosse capace il Potere, quali abissi di nequizia sostenesse il Potere, quale distanza siderale separasse il Potere dagli esseri viventi, umani e non.

Avevo visto, fotografato, registrato la strage dall’inizio alla fine, ero scampato due volte al tentativo di spararmi in testa, avevo evitato la cattura ordinata ai militari perché s’impadronissero del mio materiale, testimonianza professionale quasi unica del macello di Stato.


Dei ragazzi mi avevano portato al sicuro e, di notte, mi avevano contrabbandato oltre frontiera, nella Repubblica, in modo che la mattina dopo, a Dublino, potessi consegnare ai media – e al mondo – la verità del crimine e dei criminali.

Ma prima, in attesa del trasbordo, avevo potuto vedere alla televisione ufficiale britannica, telegiornale delle 18.00, un’ora e mezzo dalla fine della mattanza, il massimo rappresentante del governo e della regina (sempre quella Elisabetta), comandante in capo delle truppe d’occupazione, Generale Gerald Ford. Diede al pubblico, all’opinione mondiale, la sua versione dei fatti. Supergiù così.

“Oggi pomeriggio, nel corso di una marcia di protesta a Derry, un contingente dei reparti di sicurezza impegnati in Irlanda del Nord, è finito sotto il tiro di alcuni cecchini dell’IRA, appostati sui tetti di edifici nel quartiere di Bogside. I nostri militari si sono limitati all’autodifesa per garantire la pacifica conclusione della marcia. Si contano alcuni feriti”.


La stessa, infame bugia è poi stata avvalorata, negando credibilità a migliaia di testimoni e, in particolare, alle mie foto e registrazioni audio, dalla successiva, cialtronesca, inchiesta affidata da Londra a tale Lord Widgery. Una seconda inchiesta, di Lord Saville, si protrasse per anni e giunse alla deviante e mistificata conclusione che la strage c’era stata, ma era stata causata dall’intemperanza di un comandante di reparto. Quando invece si era trattato del tentativo, felicemente fallito, ordinato dal governo di Londra, alla regina piacendo, di stroncare una sollevazione di popolo per l’unità della sua nazione e per i più elementari diritti civili e umani. Sollevazione protrattasi poi per altri 26 anni.

Nessun militare partecipe attivo della strage, assassino plurimo, è mai stati inquisito, processato, condannato.

Ebbene, perché sono diventato immune all’alluvione di falsità, invenzioni, calunnie, manipolazioni, brutali inganni, sistematicamente, universalmente messi in atto dal Sistema? E mai come con il cinismo e l’oscena spudoratezza degli anni che stiamo vivendo a partire dalla globalizzazione tramite pandemie, deportazione di popoli, terrorismo climatico, e a seguire la guerra nazi-ucraino-Nato. Fino all’esito distopico promesso, non da Putin (che ha tutto il diritto di annunciare misure di difesa della sopravvivenza del suo popolo e del suo Stato assediati e provocati), bensì dalla solita Elisabetta, appena investita dell’ennesima missione necrofila della corona britannica dall’omonima sul trono.

Elisabetta Truzz, neopremier britannica: “ Aspetto di vedere chi di noi 27 avrà l’onore di premere il bottone per il lancio di missili nucleari sulla Russia” Testuale. Ma questo i nostri media, felicemente ottusizzati dal razzismo antirusso e dalla fregola di mandare persone a morire in guerra, non lo dicono, tanto meno lo deprecano.

Hanno imparato dal Generale Gerald Ford, delinquente mentitore in televisione.

Anch’io. Ma leggendone le parole scritte con la menzogna su un mare di sangue innocente e nobilissimo..   



lunedì 19 settembre 2022

LA SPEZIA, PIU’ MALTRATTATI E PIU’ SFIGATI NON SI PUO

 

 La Spezia, comizio di Italia Sovrana e Popolare

https://fb.watch/fCQkDuM2N4/

La Spezia, la Marina, il Rigassificiatore, le discariche, i tumori

A Spezia sono tornato per intervenire a una manifestazione della campagna elettorale di ITALIA SOVRANA E POPOLARE, per la quale in Liguria sono capolista al Senato.

Ho detto “tornato”, perché La Spezia la frequento da tanti anni, per motivi famigliari e professionali. Questi ultimi si sono concentrati sul fatto che Spezia è stata presa di mira, con il suo meraviglioso “Golfo dei Poeti”, da malfattori e devastatori, politici e imprenditoriali, di ogni genere. Tanto da essere una delle città con il più alto tasso di tumori d’Italia.

Merito di una serie di discariche sulle colline del Golfo in cui sono state nascoste le sostanze più tossiche delle produzioni industriali e urbane più disparate e disperanti. Merito delle navi cariche di rifiuti tossici che partivano per la Somalia la quale, in cambio di farsi avvelenare, riceveva armamenti. Merito della centrale ENEL a carbone le cui polveri si disperdevano sul territorio e nei polmoni degli spezzini.

Crimini dei gruppi dirigenti nazionali e locali che contribuimmo a scoprire e denunciare, insieme al Corpo delle Guardie Forestali (cancellato da Renzi), quando ero al TG3. Allora si poteva…

Oggi l’affronto si rinnova e si estende, Non bastava che a Spezia fosse stata imposta, fin da Cavour, una gigantesca servitù militare sotto forma di Porto della Marina Militare che gli aveva confiscato parte del mare e parte della costa.

Ora quel porto cresce, si dilata, nuovi moli, nuovi pontili, più navi, più grandi, altri 40 ettari di mare, 600mila metri cubi di fondo marino contaminato da dragare e riversare qua e là. L’ideale per la distruzione completa di un porto destinato ai poeti, alla bellezza, alla salute e che diventa il primo bersaglio di un qualche nemico, inevitabilmente da USA e NATO provocato.

Basta? Non basta. A Panigaglia, sul braccio Ovest del Golfo, è impiantato da anni un rigassificatore. Da anni un pericolo anche perché in mezzo ad abitati e di difficilissimo accesso in caso di disastro. Relativamente poco usato in passato, diventa strategico ora che siamo costretti a rinunciare al gas russo e a rifornirci del gas da scisti statunitense, liquefatto, trasportato e rigassificato. A Piombino, come qui a Panigaglia. Una bomba ecologica, hanno detto. Ah no? I rigassificatori hanno una tendenza a esplodere. E’ successo in Texas, a Freeport, il più grande impianto di gassificazione-liquefazione degli Stati Uniti. E’ esploso il 9 giugno.

Da lì parte il gas da scisti, ricavato con esplosivo, acqua e chimica dal sottosuolo, per l’Europa. L’esplosione ha ridotto di un quinto l’export di gas USA verso di noi.

In compenso, che bravi, ci siamo “liberati alla dipendenza dal gas russo”. Che non esplode e costa un decimo.

venerdì 16 settembre 2022

PERCHE’ VOTARE, CONTRO CHI VOTARE, CHI E COSA VOTARE



Adalberto Gianuario intervista per Byoblu Fulvio Grimaldi, giornalista, documentarista, e candidato al Senato per “Italia Sovrana e Popolare”

 

 

Dalla pagina youtube di byoblu

“ASTENSIONE? POSIZIONE COMPRENSIBILE MA CONTROPRODUCENTE” – FULVIO GRIMALDI

16 Settembre 2022

Adalberto Gianuario

https://www.byoblu.com/2022/09/16/astensione-atteggiamento-comprensibile-ma-controproducente-fulvio-grimaldi/

Giornalista e reporter di guerra, Fulvio Grimaldi può vantare una delle carriere di maggior prestigio in Italia: fu testimone diretto della “Guerra dei 6 giorni” nel 1967, della “Domenica di Sangue” nel 1972 in Irlanda del Nord, delle due guerre in Iraq e di innumerevoli altri scenari bellici. Inviato per anni del TG3, ha scelto poi la strada dell’indipendenza per produrre una monumentale filmografia di documentari sulle terre “dimenticate” del mondo. Da Cuba all’Iran, dalla Palestina alla Libia, dalla Val Susa al Messico.

Nel corso dell’ultimo biennio Grimaldi si è speso per contrastare le ‘politiche sanitarie’ volute prima dal Governo Conte II e poi da Mario Draghi, per poi contrastare la lettura dominante sulla guerra in Ucraina. In vista delle prossime elezioni ha deciso di candidarsi nelle liste di ISP e in questo momento sta girando l’Italia per incontrare militanti e simpatizzanti della formazione politica nata dalla convergenza di Ancora Italia, Partito Comunista e diverse altre realtà politiche.

Byoblu lo ha intervistato per ascoltare la sua opinione sui temi di più stringente attualità e per conoscere la sua lettura in merito alle prossime elezioni, compresa la posizione astensionista che sembra convincere molti di coloro che hanno lottato contro le costrizioni degli ultimi anni.

 

giovedì 15 settembre 2022

DI EMERGENZA IN EMERGENZA

 


Chi ci ammazza e perchè

 

 Rompere la gabbia


https://www.youtube.com/watch?v=bu4vAHjgiHM

Intervista fatta a Fulvio Grimaldi, Capolista al Senato per ITALIA SOVRANA E POPOLARE, da Marcello Rossi di Autocertificazione Italia

 

In Piemonte

Da Alessandria, dove la Solvay avvelena la popolazione per i suoi profitti, a Casale Monferrato della strage consapevole e programmata dell’amianto, alle guerre dei virus e dei missili per fare prima…

25 Settembre: Stiamo arrivando.

Un voto per tagliare la mano di chi trae denaro dal nostro sangue

Appuntamenti irrinunciabili





 

mercoledì 14 settembre 2022

NOI E GLI ALTRI

 

https://youtu.be/gX6lAzYg2w4 

 

Una mia intervistina ad Alessandria sulla differenza tra noi e gli altri , in occasione della manifestazione di ITALIA SOVRANA E POPOLARE per la quale sono capolista nell’Uninominale al Senato.

 

giovedì 8 settembre 2022

Per De Magistris la sinistra NATO --- UNIONE POPOLARE NEL SEGNO DEL FLIRT MENTANA-MELENCHON

 

Non è che Mentana sia credibile. Un Ordine dei Giornalisti che davvero salvaguardasse professione e deontologia, come minimo lo avrebbe sottoposto a provvedimento disciplinare. Non tanto, o non solo, per un telegiornale che più fazioso e mistificatorio non potrebbe concepirsi, quanto per quella sua testata online, OPEN, dove mandatari  esperti di diffamazione e delazione, virtuosi della “character assassination”, autodefinitisi factcheckers, propagano menzogne e azzerano verità.

Nel caso di Enrico Mentana si tratta di un primato nel millantato credito di giornalismo, ma lo stesso mio apprezzamento vale alla pari per i direttori e le grandi firme di tutti i giornaloni/giornalacci italiani, su carta o su schermo. E’ la stampa 2.0, Bellezza, quella del cane da guardia che si è voltato dalla parte opposta.

Ieri sera, però, nel suo TG principe, alle 20.00, per una volta Mentana è stato capace di fornirci un’informazione verace, corretta, indiscutibile, confermatrice della realtà e anche, per taluni, ritardatari, rivelatrice.

E’ stato nel salottino con Jean-Luc Melenchon, leader del cosiddetto radicalismo di sinistra (così detto da tutti per esorcizzare che ne compaia una vera) di La France insoumise che, per una volta, il Tg di Cairo-Mentana ci ha permesso il confronto diretto e non adulterato della realtà. Un confronto facilitato dai sorrisi, compiacimenti, consensi, tenerezze, che i due si scambiavano in un tripudio di simpatia e concordia e per una durata del servizio che ha superato perfino quella con Zelensky.



Nel segno dell’arcobaleno

Quando poi Melenchon, tributato ogni apprezzamento al compagno De Magistris (bravo magistrato, ma non rimpianto sindaco taglia-alberi di Napoli) e ai suoi boyscout di Unione Popolare (ex-PaP), si è spontaneamente avventato sul tema-principe del cronista NATO Mentana, Ucraina e Russia, siamo arrivati al quasi lingua-in-bocca tra i due sodali e abbiamo visto il bassottarello Enrico allungarsi di 20 centimetri.



E’ stato quando, lungo disteso sul tappeto rosso srotolatogli da Mentana, Melenchon, evitato rigorosamente – attenendosi al programma di UP - di menzionare alcun nemico, suo o di De Magistris, tanto meno gli USA, la NATO, la pandemia, la truffa climatica, l’operazione sposta-popoli, o Ursula von der Leyen e il terrorista Zelensky, ha scaricato la sua pistola made in NATO su Putin e sulla Russia: “Infame aggressione, imperdonabili nequizie, sostegno assoluto a Kiev” (quella che i suoi li fa marciare a passo dell’oca, sotto stendardi con la svastica e con pratiche Gestapo/SS).

Ecco che dagli schermi de la 7 e sotto lo sguardo ammirato, quasi orgasmatico, del giornaliere NATO, ci è balzata addosso la realtà. La verità, cioè, di chi è chi e cosa ci rappresenta.

Come se il programma elettorale diffuso dagli insoumises  napoletani ci avesse lasciato qualche dubbio. Incredibili anticipatori del transizionista ministro Cingolani, per nettarsi di ogni residuo di sinistra, hanno disciplinatamente scelto la doccia con acqua semitiepida, ma di rose. Per non scottare nessuno.

Ah no? Guardate qua e giudicate voi. No, non è il programma di Comunione e Liberazione, e nemmeno quello delle Pie Donne del Sagrato. Guardate bene il logo. E’ il programma antagonista della sinistra radicale. Dai, forza, andiamo tutti a “lottare contro la povertà” e a  perseguire la pace e la democrazia in Europa e nel mondo”! Con tanto di UE, Biden e NATO? Ma che c’entra! Sempre quelli che scassano la minchia col pelo nell’uovo…..