mercoledì 14 aprile 2021

DELITTI IMPERFETTI Mio Webinar per R2020 del 13 aprile 2021 --- dove si parla di flop, tonfi, cantonate, mascalzoni della peggior specie e rimedi guerreschi https://youtu.be/PnF7Yxtjew8 HYPERLINK "https://youtu.be/PnF7Yxtjew8%20"


 


Formulo una domanda che al tempo stesso è tattica, strategica e ontologica., cioè il massimo, in peso e misura, che può assumere una domanda. E' mai possibile che i responsabili  di una rovina d'Italia senza precedenti dal giorno delll'Unità e dell'annientamento psicofisico e morale del nostro popolo, stiano ancora in libertà? Sguazzando tra reati, delitti, errori funesti, frodi, menzogne,  altissimi tradimenti dell'interesse nazionale, morti disabilità da loro causate? E' la domanda del secolo, del millennio. Nel mondo si sono svegliati coloro a cui tocca: procuratori, giuristi  e giudici. Da noi siamo nel regno di Palamara.

Lo stupore, lo sgomento sono giustificati. Vedete, c'è una Corte Costituzionale a Karlsruhe e poi diversi tribunali che, se non hanno ancora messo sotto accusa e processo il governo tedesco tutto, a partire dalla virago Merkel, almeno hanno contradddetto alcuni dei suoi provvedimenti più terroristici, restituendo ai cittadini diritti e movimento. Ora ci si aspetta che intervengano contro un simil-1933 nazista che la Merkel e la sua cricca, si sono proposti. Hanno intimato al Bundestag di passare, prima di subito, una legge che porta agli stessi esiti, anzi peggio, del 1933. E' l'emendamento alla legge dell'anno scorso sulla "Prevenzione delle Infezioni" che instaura, ad arbitrio del regime, la dittatura bio-tecno-fascista. Ne ho parlato nel Webinar. Bastano cento persone dichiarate contagiate dal tampone su centomila, per mettere l'intero paese sotto un lockdown  che sta al "Reich Millenario" di Hitler come la Vergine di Norimberga (lo strumento di tortura più efferato mai inventato) sta a una camicia di forza. Chiusura, arresti, annichilimento di tutto e di tutti.

 

Vergine di Norimberga

Poi ci sono stati altri provvedimenti, da noi del tutto inconsueti. A Vienna, il più alto Tribunale Amministratio dello Stato, dichiara il massimo strumento di moltiplicazione dei "casi", il tampone PCR, del tutto incapace di stabilire una positività veritiera, di fare una qualsiasi diagnosi. L'avevano già provato dozzine di scienziati e medici, tanto autorevoli da far sembrare i nostri dottoroni del CTS  tanti Gargamella incattiviti. Ma sapete come stanno le cose con Mentana e gli altri media. Non ne è passato neanche un sussurro. E pensare che se non vale il tampone, non vale più niente in questa operazione tanto meticolosamente preparata. Crolla tutto, i numeri, le chiusure, i positivi, i morti. Tutta l'architettura che dovrebbe seppellirci sotto il Grande Reset.

Poi, però, l'ha implicitamente ammesso anche la curia dell'OMS, sbigottita, davanti alla quali i Mentana, gli Speranza (ultimo a morire), se ne stanno in ginocchio. Ha affermato, con una certa reticenza, che, senza accurata visita clinica a ogni soggetto, il tampone non vale un fico. Oltre tutto, fa male: l'Accademia Medica di Francia documenta che può ledere il cranio. Ma cose di questo genere già le sappiamo per le mascherine, l'igienizzazione assassina delle difese corporee, i vaccini, gli arresti domiciliari......

Poi c'è stato un tribunale del Belgio, un altro in Michigan, altri dappertutto, con sentenze anti-restrizioni, o anti-vaccinazione, quanto meno obbligatoria. Quello belga ha imposto al governo di rimuovere entro trenta giorni ogni restrizione pro-Covid, pena 200.000 euro subito. 100 medici belgi avevano denunciato l'abuso e i suoi effetti collaterali terrificanti.

 Processo sì, ma non di Norimberga!


Qualche mio nostalgico amico si è augurato un Processo di Norimberga ai perpetratori dei delitti inflittici e delle fantastiche assurdità comminateci per sottomettere anche i nostri ultimi brandelli di razionalità e logica ed abituarci alla psicopatia sociale, intellettuale e morale del Grande Reset. La proposta mi ha suscitato quasi tanta indignazione quanta me la provocano le turpitudini dei falsari del processo repressivo in atto. 

Ma Norimberga no. Io ragazzino ero ancora in Germania, trattenuto dal comando militare USA , insieme a sorella e madre. Questa aveva commesso il crimine di farmi entrare nello "Jungvolk", cosa non obbligatoria per un cittadino italiano, ma da me ambita perchè i bambini vi facevano i boyscout, però in camicia bruna, cinturone e fanfara in testa. Neanche alla soglia dell'adolescenza, ascoltai alla radio quotidianamente le dirette del processo. 

E capii perchè anche i più fervidi antinazisti se ne vergognavano: un processo dei vincitori - quali vincitori, si vedrà poi, ma già si capiva - ai vinti è una porcheria morale e giuridica senza confronti. Improvvisato su due piedi, senza indagini, inchieste, prove. Con difensori grotteschi, cooptati dall'occupante. Con testimoni sotto ricatto, non solo morale, che compiacevano giudici predeterminati in ogni loro parola: il solito servo encomio (ai giudici) e codardo oltraggio (agli imputati) di ogni disequilibrio tra accusa e difesa. C'era più verità nell'autodifesa di Hermann Goering che nelle scomposte intemperanze del procuratore Robert Jackson. Un'aberrazione giudiziaria vera per sancire in eterno colpa e dominio, delitti, veri o meno,  che nascondessero i propri, passati e futuri.

Parlo, nel Webinar, dei devastatori istituzionali delle nostre salute e sanità. Fino a quel neo-inquisito, numero due dell'OMS che, in combutta con il capo dell'ISS e del ministro responsabile, ha cercato di schiacciare, sotto i suoi scarpini di valletto dell'élite, il primo frammento di verità sul nostro sfascio Covid uscito da fonte inconfutabile, quella dell'ufficio OMS di Venezia. Onore a Francesco Zambon e ai suoi collaboratoni. Così Ranieri Guerra, mentitore e imbroglione, uno che ci ha disarmato davanti a un virus qualunque, ma dichiarato pandemico, finisce sotto inchiesta al Tribunale di Bergamo, città in cui  le competenze dei nostri adddetti hanno furoreggiato con particolare virulenza.

 



Bergamo, Karlsruhe, Vienna, Bruxelles, Oklahoma e altri tribunali consci del loro compito ben vengano. Anzi più ne vengono a processare coloro che gli "effetti avversi" della seconda guerra mondiale li vogliono allargare a 7,3 miliardi di esseri umani e prima finisce questa burla da Circo degli Orrori. E, stavolta, sarebbe il processo dei vinti ai vincitori, delle vittime ai carnefici. Come Giustizia vuole.

Cose che voi umani...

Chiudo narrandovi che ho visto cose che voi umani.... In un parco senza anima viva un veccchietto sulla panchina, a rubare un po' di vitamina D al sole, con mascherina dagli occhi alla gola. Il contagio rischiava di prenderlo dai rondoni di ritorno dalla migrazione. In una macchina, guidatrice sola con tanto di mascherina e sguardi di superiorità ai passanti. Sorpassata dal motociclista, con casco, visiera di plexiglass, ampia sciarpa e sotto al tutto ampia mascherina, che scambiava cenni di superiore intesa con la signora in auto. Occhio, la mascherina sta diventando di moda, di bisogno, di eleganza, la coperta di Linus. L'ha detto perfino uno che non ci capisce niente: "Causa varianti, la mascherina è per sempre" (Mario Draghi)

Ho visto stadi immensi, dove trentamila persone potevano starci a distanza di urlo, vuoti e deserti, con al centro gruppetti di omini colorati che si affannavano a vuoto intorno a un pallone. E ora vedrò stadi mezzi colmi, perchè l'ha ordinato, non Speranza, non Brusaferro, non l'OMS, non Bill Gates, non l'accidente che ti si piglia, ma l'UEFA. Son soldi. Ma ragazzi a tirare due calci sul campetto, questo no, Nisba, Nein. E' assembramento.

NO TAV PER SEMPRE

 


E ho anche visto, e filmato, la Val di Susa. Ieri per l'ennesima volta in un quarto di secolo, c'è stata la clava dei pretoriani su cittadini, ragazzi, donne, vecchietti, gli irriducibili combattenti e patrioti della Valle e della civiltà umana. Hanno messo tutta una vita, una giovinezza, un'età matura e una vecchiaia a difesa del giusto e del bello. Come i greci, come quelli delle Termopili: Kalos kai agathos (καλὸς καὶ ἀγαθός). Hanno messo a servizio della verità tempo, pelle, cuore, spirito. E di nuovo sono stati bastonati nel nome dei superiori profitti di vampiri. E noi stiamo a guardare, distanziati, mascherinati, mentre il sangue scorre dalle ferite inferte a boschi, prati, campagne, culture, storia, carne e spirito umano. 






domenica 11 aprile 2021

BIDEN-RUSSIA-CINA: STRINGERE IL CAPPIO --- Guerra mondiale sì? No! --- https://comedonchisciotte.org/sancho-10-fulvio-grimaldi-strategie-e-inganni-della-guerra-mondiale-colorata/


E' la decima puntata di "Sancho" ("comedonchisciotte") e ho poco da aggiungere alla significativa copertina, che smentisce la nobilitazione pacifista dei "colorati" di Myanmar, come alla didascalia e all'indice che già vi dice gli argomenti.

Il tema centrale della puntata è la ripartenza dell'aggressività imperialista obamian-neocon con Biden, con particolare attenzione alla "cintura di fuoco" del Sudest asiatico.Ma la precede una rubrichetta di un'attualità da guardare con occhi diversi da quelli dei mediageneralisti e mediacaporalisti. Vi inserisco qui qualcosa che non ci stava e che merita la nostra angolazione.

Sulle macerie di Fatah, il capo dell'Intifada presidente

 


Marwan Barghuti è, finalmente, candidato sia alle legislative con la lista "Libertà" e l'interposto compagno capolista, Nasser al Kidwa, nipote di Arafat, sia alle presidenziali, in prima persona. Ci sono voluti 15 anni prima che lo screditato presidente dell'ANP, Abu Mazen  (Mahmoud Abbas), decidesse di togliersi di mezzo. Con lui, se anche gli islamici di Hamas, sottraendosi dal nefasto e ricattatorio condizionamento degli sceicchi collaborazionisti del Golfo, dovrebbe avere fine la verognosa subordinazione dei pescecani di Fatah (ma anche di altre organizzazioni storiche) a Israele. Una subordinazione che è arrivata, tradendo 60 anni di resistenza e oltre ottanta di persecuzioni spietate, al coordinamento tra polizia dell'ANP e formazioni dell'occupazione militare e dell'intelligence israeliana nella soppressione della popolazione e delle sue difese.


Marwan è stato il grande dirigente della Seconda Intifada che aveva portato Israele sull'orlo di una crisi irreversibile, con la fuga di invasori e coloni e il totale esaurimento dell'immigrazione ebraica. Crisi bloccata da promesse e cedimenti di rinnegati, con Arafat ormai vecchio e poco lucido e una repressione feroce. Il suo ruolo di eroe del riscatto palestinese l'ha pagato con il martirio di cinque ergastoli più quarant'anni di detenzione. Una pena che poteva solo uscire da menti di cui Netaniahu è la perfetta espressione.

 Marwan Barghuti con l'autore di questo articolo


Mi è successo come con Milosevic, catturato e deportato all'Aja tre giorni dopo la mia intervista. Intervistai Barghuti poche settimane prima che venisse arrestato, il 15 aprile 2002. La seconda Intifada era in pieno corso. Ho assistito a un incontro con Marwan e suo cugino Mustafa Barghuti e poi a una cerimonia della dirigenza di Fatah, dove i giovani e militanti del movimento si confrontarono con il cadente e incerto Arafat. Alla periferia di Ramallah, filmai  i ragazzi dell'Intifada impedire ai blindati israeliani l'accesso alla città. Protagonista una donna di forse cinquant'anni che, sola e vicinissima ai blindati e ai soldati, primeggiava nel lancio delle pietre. Sta tutto nel dvd "Fino all'ultima Kefiah".

Nel momento in cui anche i palestinesi di cittadinanza israeliana (20%) appariono succubi del dilagare di un aria di disfattismo e di resa, pronti ad apparentarsi in parlamento con i loro peggiori seviziatori, a imitazione dei satrapi del Golfo con il loro osceno "Accordo di Abramo", la probabnile vittoria del rappresentante di un popolo intimamente mai rassegnato, può cambiare  scenario, spirito, rapporti di forza, in Palestina e nel mondo arabo. Per Israele, continuare a tenere in prigione un Barghuti presidente, gli farà fare definitivamente la figura degli ultimi disperati autarchi dell'apartheid sudafricana.

 




Donbass, Tamburi di guerra nazisti

Un altro fatto di portata geopolitica, in questo caso, gravissima, è il rinnovato assalto alle repubbliche libere e democratiche del Donbass, nell'Ucraina retta da un fantoccio amerikano in virtù del sostegno della Nato e del suo apparato militare dichiaratamente nazista. Joe Biden deve al regime ucraino l'esenzione, in cambio di armi per miliardi, di suo figlio Hunter da un processo per corruzione, tangenti, sottrazione di fondi e molto altro, insieme ai malversatori della società ucraina Nomisma e, dunque, dalla meritata galera. L'Ucraina deve al golpe nazista, organizzato dalla virago di guerra Victoria Nuland (Dipartimento di Stato), sotto input delll'altra virago, Killary Clinton, il suo sfascio economico, sociale, politico. Volodymyr Zelensky, un ex-star della tv, ha saputo approfittare del marasma di tutti contro tutti, nonchè della benevolenza statunitense, per arrampicarsi fino alla presidenza del Consiglio.


 
A scemo, chiama la NATO

In questi giorni ha sollecitato gli USA, da premier dell'unico paese dell'area che non sta nell'Alleanza, a far entrare la Nato nel suo paese: si sente minacciato dai russi, meschinello, e di conseguenza ha ripreso a bombardare le repubbliche popolari anti-naziste di Lugansk e di Donezk, ripetendo le annose stragi di civili e facendola finita con la tregua di Minsk. Dal momento che il pagliaccetto di Kiev non ha diritto di proferire parola senza che dio (Biden) lo voglia, è lampante da chi sia arrivata la richiesta alla Nato di venire in soccorso contro i russi che, guerrafondai come sempre, assediano tutto l'Occidente e perfino la povera Ucraina, a forza di basi e missili entro i propri confini!

E la Nato arriverà, non abbiate dubbi. Arriva sempre, che gli accoglitori la vogliano o no. Arriverà per ribadire che il petrolio e il gas gli europei li devono prendere, in prima istanza, sotto forma liquefatta da scisti americani e, in seconda, anzi terza, quarta, centesima, dalle pipeline russe, ma da quelle che attraversano l'Ucraina. Il che sia una lezione definitiva ad Angela Merkel che ancora si ostina a voler spendere di meno e prendersi l'energia dal North Stream, il doppio tubo che dalla Russia la versa direttamente nelle fabbriche, nelle automobili e nelle caldaie tedesche.


Guerra Mondiale? Guerre per interposti mercenari? Regime change
?

Gira un'aria rovente. Significa che siamo sull'orlo dell'abisso, che sta per scatenarsi l'inferno della guerra mondiale, inevitabilmente sul nostro territorio? Se non ci fossero le armate NATO di "Defender Europe 21"  a salvarci dagli "aggressori russi" (Mentana) che ci provocano schierando truppe addirittura sul proprio territorio? Giulietto Chiesa, pure un notevole esperto, gridava "al lupo al lupo" già negli anni 90. Lo ripeteva sempre: domani è guerra mondiale. Ora molti sono i suoi epigoni. Ma, a mio avviso, non osservano lo stato miserando in cui si trovano gli USA, a dispetto della proprio forza militare (molta spesa per niente, pensiamo ai trilioni tra Iraq, Siria e Afghanistan). Un paese disastrato socialmente, con le infrastrutture da rottamare e spaccato politicamente in fazioni che si chiamano reciprocamente "terroristi interni". Uno così non può permettersi neanche una dozzina di bare a stelle e streisce. Non può affrontare nessuno che non sia dieci volte più piccolo e debole di lui. Come fa dal 1950.



 Finchè si tratta di piccoli

Sta nell'indole e nella cultura delle classi dirigenti nordamericane acchiappare, un anno sì e l'altro pure, qualche paese piccolo e sbatterlo contro il muro.

Con chi se la sono presa dopo la seconda guerra mondiale? Corea, Cuba, Vietnam, Granada, Nicaragua, Cile, Argentina, Libia, Iraq, Siria, Yemen, Haiti, Myanmar, Libano, Guatemala.... E perlopiù non impegnandosi direttamente, se non con tecnologie aeree e di comunicazione. La scelta è sempre tra quinte colonne locali colorate, Stati vassalli e banditi mercenari rastrellati in giro per il mondo. Per affrontare personalmente russi o cinesi, gli mancano sia le palle, sia la forza. Alla luce di ciò che gli USA fanno a noi e di noi, o fanno fare ai nostri governanti, non è  che questo dato ci rassicuri più di tanto.


mercoledì 7 aprile 2021

Quando la paura indotta non basta ad addomesticare --- TORNA GENOVA 2001? --- https://youtu.be/srzlk0EraS4 forum Visione tv.it. (ex-Vox Italia tv) --- Luca Casarini, una tutina mica tanto bianca

 


Dalle manifestazioni represse in tutta Italia di "Io Apro" per gli esercizi pubblici moribondi o morti, delle associazioni per la scuola pubblica e in presenza,  al punto sul Grande Imbroglio, i suoi precedenti, i suoi obiettivi. Il servo encomio e il codardo oltraggio dei media, il coraggio di chi ce l'ha e se lo dà nella lotta per il diritto alla libertà. Che, oggi come oggi, viaggia sul veliero pirata "Verità". Una discussione, in margine alle botte e calunnie inflitte a saccheggiati e disperati che manifestano, tra il conduttore Francesco Toscano, il giornalista sottoscritto, l'economista Ilaria Bifarini, una che sa distinguere tra economia che fa il gioco (truccato) di quelli "di sopra" ed economia al servizio di quelli "di sotto", ed Enrico Montesano. 

Se protesti sei ultradestra, se non fascista, quindi picchiabile


Con le manifestazioni contro le restrizioni da stato d'assedio in corso contemporaneamente in molte città, il forum di "Visione" risultava alla grande sul pezzo e salutarmente alternativo ai media e politici che, dopo il flagello Astrazeneca (non solo), si ritrovavano davanti a un maremoto di incazzature: "Comprendiamo il disagio, ma violenti e fomentatori fascisti, no!" Parevano Luigi XVI e Maria Antoniette con tutti i cortigiani tremebondi, sul balcone di Versailles e, sotto, la folla inferocita. 

Montesano, per le sue posizioni ostinate e contrarie, potrà anche essere ostracizzato, escluso da tutti i programmi, sbeffeggiato da "negazionista". Basta il suo esempio etico, libero e critico, per seppellire nell'indegnità tutti i sandwich men dello spettacolo assoldati e premiati dai manovratori. 

Casarini, una vita pseudo


Luca Casarini e don Vitaliano

Quando l'acuto Francesco di "Visione TV" mi ha sollecitato sui potenziali paralleli con la macelleria cilena del G8, Genova 2001, mi è venuto in mente Luca Casarini. In quella sede non era il caso di approfondire il ruolo dell'ex-no global, ora globalista in servizio permanente effettivo e, come dicono gli inquirenti, retribuito. Ma qui non voglio farmi sfuggire l'occasione: Casarini è un caso paradigmatico. In ogni sua azione, sempre fortemente pubblicizzata, si è dimostrato interno alle direttrici della strategia per il Grande Reset. Indigenismo divisivo, Jugoslavia delenda est, tratta dei migranti, "dittatori"...

Con l'etichetta, via via, di "no global", "invisibili", "disobbedienti" "tute bianche" ha mandato in vacca ideologica una sacco di ragazzi e altri ne ha schierati sul fronte opposto a quello nel quale credevano di militare. Dalle sue casematte, i centri sociali "Pedro" a Padova, "Rivolta" a Porto Marghera, "Corto Circuito" di Roma e altri, partivano le incursioni para-no global, di solito collegate agli obiettivi molto global dello sponsor arcobaleno George Soros.

 

"Per l'umanità", contro il Messico

Prima della funesta sceneggiata di Genova 2001, ne avevo seguito la navigazione, allora terrestre, fino in Chapas. Una missione a sostegno degli zapatisti del subcomandante Marcos sotto il plauso del cavialcomunista Bertinotti, la benedizione del "prete disobbediente", cappellano delle tutine bianche, il simpatico Don Vitaliano e la supervisione dei bracci destri e sinistri del capo: un evanescente consigliere comunale, poi armatore, Beppe Caccia; e un'adetta alla legge e all'ordine, Wilma Mazza. 

Giravo un documentario. Mi colse una certa perplessità quando il reverendissimo vescovo zapatista di San Cristobal de las Casas, Mons. Samuel Ruiz, ci sollecitò ad andare a liberare le donne di un villaggio chiamato Taniperlas. Ci andammo, ovviamente non se ne fece niente a vedere che quelli giravano con i machete. Capii poco più tardi che si trattava di villaggio protestante mentre, ça va sans dire, Samuel era cattolico e praticava l'evangelizzazione. Sotto sotto, la questione zapatista si risolveva in conflitto confessional-tribale.

 

Assomigliare a Che Guevara....

Dell'indigenismo strumentale di Marcos, finalizzato a sabotare la marcia del Messico, con Lopez Obrador, verso un Messico liberato da presidenti narcos e amerikkkani e il congiungimento con l'America Latina sovrana e antimperialista, s'è capito tutto. Per chi vuole capire. Tanto che oggi Marcos è svanito nel nulla, gli zapatisti si sono immiseriti in quattro o cinque "caracoles" autogestiti. Grande bluff, grande mistificazione, non per nulla adorata da Bertinotti. Ma AMLO, dopo due elezioni rubategli, anche grazie a Marcos, è presidente. E Biden è molto scontento.

Il radiofonico di Soros a Belgrado

La casa di Otpor

Casarini e tute bianche ricomparvero a occuparsi di un'altra emergenza da interpretare in chiave zapatista, diciamo. Anni '90, la Jugoslavia in via di frantumazione e Belgrado prossima all'incenerimento. Lo auspicavano Berlino, il papa polacco, il valletto nato D'Alema, perfino il vecchio amico francese, mentre la Russia era distratta da Yeltsin. Lo praticavano, su case, ospedali, scuole, ponti, treni, musei, parchi nazionali, i  cacciabombardieri di Aviano con le bombe al fosforo e a frammentazione. Applaudivano Alex Langer e Adriano Sofri con tutto il cocuzzaro dei preti e nonviolenti a Sarajevo.

Tute Bianche ospiti nella redazione di Radio B-92, l'emittente che il "dittatore" Milosevic lasciava blaterare contro di sè e la Serbia tutta. Era una delle radio della rete di Soros, quartiere generale ad Amsterdam, insieme agli ospedali etnicamente puliti di Teresa di Calcutta e alle università, altrettanto riservate agli albanesi, dello stesso Soros in Kossovo. Quando un gruppetto de noantri si recò in Serbia in solidarietà a un grande popolo resistente, condividemmo missili e bombe con la Radiotelevisione di Stato (17 morti), l'ambasciata cinese (3 morti), una serie di ospedali e scuole, totale 4000 morti, migliaia di morituri da uranio.. 

Casarini e i suoi, dopo aver diffuso schiammazzi antiserbi e filo-Nato da Radio B-92, s'erano già tolti di mezzo per proiettare in tutti i centri sociali del loro rango un edificante filmato di quella radio, dove se ne vedevano i redattori giubilanti che scagliavano ogni sorta di oggetti in testa ai veterani della guerra partigiana anti-nazifascista, in corteo sotto le loro finestre nella denuncia NATO=NAZI.

 

G8 Genova

Genova 2001, idee roventi, scudi di plastica

Infine il G8 di Genova. Per giorni il casariname aveva promesso invasioni della zona rossa tramite ogni sorta di strumento funesto, aeroproiettili, assalti all'ultima tuta, sconquassi d'ogni genere, offrendo così al Metternich di turno il pretesto per allestire risposte ultra-proporzionate. Che si videro all'opera quando il corteo casariniano e i suoi scudi di cartone e plastica e le armi di polistirolo volarono per aria al primo contatto e i relativi guerrieri sparirono dalla scena in un batter d'occhio. Il prezzo lo pagarono quelli della Diaz, famiglie, manifestanti, perfino suore, Carlo Giuliani. Non lo pagarono i macellai alla cilena. Tutti in carriera.

Siamo, credo, all'epilogo. Quello del Luca Casarini, con ancora Beppe Caccia armatore, inquisito a Trapani insieme ad altri della stessa schiatta, appunto Save the Children, Medici Senza Frontiere e altri della riserva imperiale. L'accusa  dice di essersi appropriato di mezzi atti a garantirgli affitto e champagne grazie al trasbordo combinato tra mercantili e la regina dei mari e dei salvataggi "Mare Jonio", dell'industriosa ONG "Mediterranea saving humans" in concorso con gli armatori danesi "Maersk".

La tratta che diventa "saving humans"

La crepa su coloro che, con la polena "diritti umani" sulla prua, da anni eseguono il munifico mandato globalista dello sradicamente di genti a fini di tratta e per far spazio alle multinazionali, è stata aperta dalle procure di Catania, Ragusa e Trapani, state sicuri che verrà chiusa in fretta. Lo strepitio per l'intercettazione di una cronista, pure lei a bordo dei "salvatori di naufraghi" da gommoni e barconi in perfetto stato di salute e precisi agli appuntamenti ha suscitato uno scomposto strepitio di indignazione della categoria e dei suoi rappresentanti. Lamentano che una cronista, navigatrice con gli inquisiti, sia stata ascoltata insieme agli interlocutori che la chiamavano. A norma di legge. Ma le categroria è ormai al di sopra della legge. Non meno dei sanitari e farmaceutici. Soprattutto di quegli arnesi al di sopra di tutto che sono la FNSI e Articolo 21, coloro che, tutti presi da Regeni, non hanno mai saputo niente nè di Julian Assange, nè di Byoblu. 

Se volete farvi un quadro geostorico di Casarini e affini, collocatelo al centro  con in mano "il manifesto", ai lati Amnesty International, Human Rights Watch, Save the children e affini; in prima fila, sul ginocchio destro, un po' di centri sociali dalla barba lunga e l'occhio strabico e intorbidito, Alla spalle, in alto, un ebreo ungherese con la cassa sottobraccio e l'aureola intorno al capo; davanti, dipinto da Ligabue, un grosso giaguaro. Titolo: "Jaguar and friends".

Te pareva.......


domenica 4 aprile 2021

Media brutti e cattivi. Media della libertà. IL BEL PAESE DOVE'L SI' SUONA. E ANCHE IL NO! --- Intervista di "100 giorni da leoni"

"100 Giorni da Leone"

https://100giornidaleoni.it/tv/la-geopolitica-di-uninfezione-questa-sera-con-noi-linviato-di-guerra-e-giornalista-fulvio-grimaldi/

Link Davvero TV 

https://www.davvero.tv/100-giorni-da-leoni/videos/la-geopolitica-di-un-infezione-con-fulvio-grimaldi

Link Facebook 

https://www.facebook.com/117997013436206/videos/460383541952944


Bisogno di eroi

Riccardo Rocchesso, del sito "100 GIORNI DA LEONI", sito dal nome stupendo, mi ha fatto il piacere di questa intervista. Premetto qualche considerazione aggiuntiva. Soprattutto che considero queste voci della libertà e della lotta per la verità, voci di eroi. Se Berthold Brecht giudicava "felice il popolo che non ha bisogno di eroi", credo che oggi si debba ritenere felice il popolo che, nel bisogno, trova eroi. E, mai come oggi, questa è una certezza, l'Italia, e non solo, è stata ridotta alla necessità di eroi. Una questione di sopravvivenza. 

Devono parlare solo loro. Quelli che dicono tutti le stesse cose. Quelli che non se le inventano, ma le leggono su un gobbo grande come gli Stati Uniti. Fuori dalle loro parole deve esserci il silenzio, il buio. Ad ogni costo. A costo di qualsiasi abuso e nequizia. Nel buio del silenzio, sotto di te senti solo sabbie mobili. E ci sprofonda prima la tua coscienza e poi il tuo corpo.

 


Eroi e, a volte, martiri, non sempre salvati e riscattati dall'impeto popolare di giustizia e libertà che ha riscattato Byoblu, dopo l'incredibile eliminazione dell'account. Noi dobbiamo sconfinati sostegno e gratitudine a queste voci dell'informazione libera, da Byoblu a Comedonchisciotte, da ControTv alla webtv di Francesco Toscano, "Visione TV", a Casa del Sole, a questa "100 Giorni da Leoni" e a tante altre webtv e radio libere. Dagli Stati Uniti ai principali paesi europei, con in testa la Germania, anche per l'irriducibile, ininterrotta capacità reattiva di massa, queste voci di libera scelta e libero arbitrio, conculcati come forse non mai nella Storia e per disegni scellerati, sono come la sveglia, il ritorno alla realtà dopo uno spaventoso incubo. 

Potranno sbagliarsi, passare una notizia falsa, pronunciare un giudizio non azzeccato. Ma difficilmente per disposizione di un controllore. Potremmo dunque criticarli, ma senza finire sulla Colonna Infame dei delatori e tagliateste di Enrico Mentana.

 


Constatiamo che chi si impegna su questo fronte, che, come gli Illuministi, è propedeutico a ogni rivoluzione, lo fa a titolo gratuito, offrendo e, spesso, sacrificando pezzi di vita, di famiglia, di lavoro, di svago, di studio e carriera. Lo fa a dispetto e a disdegno del terrorismo diffamatorio di una dittatura in travolgente fieri e al costo di subire ogni sorta di intimidazione, minaccia, ricatto, fino alla soluzione estrema dell'annientamento della sua voce. Che include l'offesa suprema di negare al cittadino il diritto di ascoltare chi vuole.

Le èlite hanno rotto gli argini della finzione democratica. I fallimenti storici li hanno fatto ricorrere agli strumenti di una tecnologia che, nel loro uso, corrompe, droga, soggioga, disumanizza. Questo nichilismo di segno gnostico è una ricorrenza storica. Come, fortunatamente e grazie agli dei, lo sono le resistenze e le rivoluzioni. 

 


E' recente l'impresa folle dei pochissimi che, dopo la restaurazione imperiale del 1815 a Vienna, animarono con i loro scritti, le loro composizioni poetiche e musicali, i loro libri, i loro fogli clandestini quel risorgimento di massa che fece l'Italia e altre nazioni. Nazioni che finalmente seppero dare nome e contenuto alla loro identità. E poi l'impresa improbabile, compiuta in stracci e armi d'accatto, contro una potenza di ferro e senza scrupoli come quella nazifascista. Chi l'avrebbe saputa e vi avrebbe partecipato senza quelle voci, sempre della stessa specie , con i loro giornali clandestini, a rischio di fucilazione. Allora la salute contava meno della libertà. e l'indegnità non valeva la vita

 


E non erano dazebao e volantini, fino ad alcuni fogli quotidiani e periodici, immagini e testi sul muro, alla base di una coscienza che in 10 anni, '68-'77 rovesciò l'esistente? Di uno di questi fui direttore e mi costò 156 processi, un mandato di cattura, tre anni di latitanza all'estero con compagna e figlioletto. Il Covid da sopprimere, allora, eravamo noi e il tempo diventato nostro: "anni di piombo", "eversivi", "violenti", "cinesi", "bolscevichi", "anarchici", "terroristi" . E chi provava a sopprimerci , i tamponi, vaccini, terapie intensive, hotspot, mascherine, lockdown, si chiamavano diversamente: stragi di Stato, stragi di mafia, Gladio, i "Falchi" di Kossiga, CIA, Mossad, Ufficio Affari Riservati. E c'erano pure le False Flag, tipo la replica delle BR in Moretti. Anche allora, come ai tempi sopra citati, la salute contava meno della libertà. Oggi siamo al punto in cui siamo, perchè vale il contrario.


 
Mentre i trafficanti di esseri umani a fini schiavistici e di esproprio di identità e sovranità lanciano salvagente alle vittime degli intenti geopolitici loro demandati (vedi il caso Casarini, uno di cento), nessun salvagente viene concesso ai milioni che, per gli stessi motivi, vengono annichiliti e hanno vita e lavoro rasi al suolo  per la "lotta al virus".

E noi non dovremmo valutare al vertice dei valori umani coloro che, pagandone il prezzo, ci sgomberano la strada dalle imboscate e dai posti di blocco di chi ci mente, manipola, imbroglia. Di chi, dopo aver sequestrato il nostro cervello e sepolto il nostro corpo, come Lazzaro, arriva con la siringa in una mano e la "Repubblica" nell'altra, travestito da Gesù. 


giovedì 1 aprile 2021

LE TRE TESTE DELL'IDRA: DIGITALE - 5G - COVID (videointervista) --- Trappole di spie, trappole per topi e un tampone illegittimo

 

LE TRE TESTE DELL'IDRA: DIGITALE - 5G - COVID (videointervista)

Trappole di spie, trappole per topi  e un tampone illegittimo

https://comedonchisciotte.org/sancho-9-fulvio-grimaldi-5g- 

 


Nell'intervista per "Sancho" ("Comedonchisciotte"), che trovate al link e che si occupa dell'infausta connessione di quinta generazione, abbiamo all'inizio  inserito anche qualche notizia di attualità che, in quella sede, viene presentata da un punto di vista non conformista. Integrazioni ci sono anche nello scritto di accompagnamento, a cominciare da un intervento, lapidario e drammatico, di Sara Cunial e con la notizia, che si vuole bomba, dell'ufficiale spia dei russi.

Tot vaccini, tot effetti avversi

"Il risultato della valutazione del rischio è evidente: a fronte dei 100mila morti presunti per Covid, in soli 4 mesi di vaccinazione, le reazioni avverse segnalate spontaneamente dai cittadini - e quindi certamente sottostimate - sono 41.476. In 4 Mesi! E' questo il risultato di una sperimentazione di farmaci genetici su una popolazione usata come cavia. Insegnanti, militari e forze ordine richiamati al sacrificio per la patria, anziani che lasciate morire nelle RSA, persino i nostri Bambini sono vittime innocenti di questa strage". --- Sara Cunial, deputato

https://www.globalresearch.ca/3964-dead-162610-injuries-european-database-adverse-drug-reactions-covid-19-vaccines/5740942 DATI MORTALITA’ ED EFFETTI AVVERSI   


Spie e commedianti

I latini lo chiamavano "deus ex machina", da noi l'apparizione inusitata di un fatto, o personaggio, che rovescia la narrazione, o ne rivela un retroscena, è detto "colpo di teatro". Tale è senza dubbio l'arresto di un nostro ufficiale di Marina per aver consegnato segreti militari, anche Nato, a un diplomatico russo in cambio dell'imponente cifra di ben €5000 (sic). Spione straccione.

Ottimo accredito del regime Draghi-Letta, col ragazzo di bottega Di Maio, nel campo bellico USA, in cui il Deep State CIA-Neocon è riuscito a riacchiappare la Casa Bianca con Kamala Harris e la sua controfigura da RSA, Joe Biden. Allestita la  trappola, i media vi hanno subito individuato il "deus ex machina", colui dal quale l'astuto Enrico Mentana (La7) trae la conclusione che sia Putin a rilanciare un mondo contrapposto in due blocchi. Putin. Mica gli Usa che stanno imperversando su tutta l'Europa con l'esercitazione "Europe Defender" (sic) e le sue decine di migliaia di militari e mezzi, puntata contro la Russia. 

Mentana e lo scambio buoni-cattivi

 


Mica gli USA che, un giorno sì e l'altro pure, bombardano di contumelie il presidente russo. Mica gli USA che, a forza di assedi militari, colpi di Stato e destabilizzazioni colorate, circondano la Russia da tutte le parti, e ora, dal Sudest asiatico, anche la Cina. Pare che siano gli USA di Biden che vanno collocando missili nucleari ipersonici in Italia, a cinque minuti da Mosca, mentre non si vede ombra neanche di un Kalashnikov a Cuba o a Caracas. E mo' Mentana, quanto a nastrini, mostrine e medaglie per meriti sion-atlantici, può competere alla grande con il lampeggiante busto del generale Figliuolo. Indiscutibilmente un eccellente giornalista, capace addirittura di scoprire, dopo che perfino a Washington si sono rassegnati alla bufala, il doppio Russiagate nelle elezioni Usa 2016 e 2020. E' tempo di guerra, no? E allora à la guerre comme à la guerre. Lo dicono anche i virologi: siamo in guerra, combattiamo il nemico, non abbassiamo la guardia, zitto, il nemico ti ascolta...

Trappola antirussa, aspettando Sputnik V

Quanto alla spia marinara, ha detto bene l'unico soldatino non testa di piombo che siamo riusciti a trovare, il generale, ex capo di Stato Maggiore, Fabio Mini. Da sempre i giochi di spionaggio vengono reciprocamente tenuti nascosti e risolti in famiglia. 5000 euro per aver trasmesso "al nemico", da chissà quanto tempo, "cruciali segreti Nato" (MA RISULTA NON AVER AVUTO ACCESSO CHE A ROBA DI SCARSO VALORE), sono come la monetina al drop out di Termini. Se si dice che i carabinieri seguivano da mesi la spia, chissà quanti documenti top secret hanno potuto passare nelle mani del funzionario russo! E allora, andrebbero processati, per collusione col nemico e alto tradimento, anche i carabinieri pedinatori che lo hanno consentito. Il lucido ed esperto Mini ha anche accennato a una probabile operazione propagandistica, finalizzata a mettere in pessima luce la Russia. Il generale indipendente che umilia il giornalista dipendente.

Un russiagatino alla pajata

Domanda: perchè proprio ora questa accelerazione? Spuntata l'operazione Navalny, per impresentabile identità nazista del soggetto e del suo furto di mezzo milione di euro a una ditta francese di cosmetici nel 2013 (la condanna è per quel reato), restava urgentissimo neutralizzare il vaccino vero e non OGM, lo Sputnik V. E' richiesto e acquistato da oltre 60 paesi, travolgente concorrente di vaccini occidentali sempre più malvisti. Non è necessario ai russi (lo chiede solo il 3%), poichè ormai liberi di vivere una vita normale senza "seconde, terze e quarte ondate" Lo aspetta impaziente mezzo mondo, ma intanto al blocco - politico, parrebbe - dei controllori europei e italiani, EMA e AIFA, si aggiunghe ora, in funzione antirussa, questa "trappola per topi". 

 


 Insoma, data l'aria di rinnovata bellicosità obamian-bushiana fatta circolare dalla nuova Amministrazione USA nei media e a Palazzo Chigi , date le circostanze da commedia dell'arte nelle quali si è svolta la vicenda, c'è il sospetto che l'opinione gonza italiana sia stata messa davanti al deus ex machina  di una nuova edizione della "Trappola per topi",  una simil- Agatha Christie, grande inventrice di trappole. E grandi noi che vi ci infiliamo senza neanche la prospettiva di un pezzetto di formaggio ai morituri.

Poi ci sarebbe da dire anche di altre uova di Pasqua con sorpresa al cianuro propinateci dal Neroconiglio: Sulla Costituzione in stracci, il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) a medici, infermieri e portantini, porte, finestre e piastrelle, che o lo subisci o, vai per stracci (quelli della Costituzione e dell'occupazione), illegalità efferata che si speri incontri la rivolta dei sanitari; il passaporto vaccinale, che è come dover vivere senza i cinque sensi; il pallottoliere di Draghi, per il quale sarebbero ormai contagiati "8 italiani su 10" (l'ha detto, l'ha detto!) e a Figliuolo tocca rinchiuderli tutti nello stadio di Santiago del Cile  e mitragliarli di siringhe. Così, se sopravvissuti, la domenica di Ferragosto possono trascinarsi all'aperto. Infine, la nuova lotta di classe, grazie alla quale quelli co' li sordi possono bagnarsi nelle acque delle Baleari e, quelli senza, non andare nemmeno dalla nipote nel paesino accanto.

Il tempone PCR tamponato e distrutto


Di bellissimo c'è invece l'annientamento del tampone farlocco PCR da parte del Tribunale Amministrativo di Vienna che gli nega ogni validità in quanto strumento diagnostico. Ancora sarebbe più bello adesso vedere i milioni di tamponati "positivi" a forza confrontarsi con chi glielo ha infilato (ma sono protetti da scudo legale) e con chi lo ha imposto e vantato. Mentana compreso. Non dico ricorrendo al Katiuscia sul Ministero della (in)Salute, ma magari rivendicando sacrosanti risarcimenti e un po' di galera ai profittatori (miliardi per i tamponi) e decisori. 

Ora aspettiamo che qualche altro tribunale finalmente dia anche ai vaccini ciò che ai vaccini spetta.

 


La vittoria dei cazzari. E dei radioattivi

Sono gli inenarrabili pasticci, conditi di pizzichi abbondanti di sadismo, dei competenti che vantano competenze esclusivamente in operazioni tipo vendita della Fontana di Trevi. Li trovi immancabilmente raccolti nei grandi palazzi delle istituzioni, delle banche e della Confindustria. Cazzate di mediocri che, però, trovano un punto d'entrata: la disponibilità dei tanti, a forza di cazzate subite, di credere che nelle cazzate ci sia della logica. 

Torniamo un attimo al tema della puntata di "Sancho", il 5G. Credo che la prima materializzazione del progetto post-umano dell'uomo/donna robotizzati l'ho percepitato quando, accompagnando mio nipote ai concerti di rapper, li ho sentiti cantare in autotune. Gente svociata, scordata, stonata, ma anche no, che ricorreva a smanettamenti e algoritmi per fare entrare, l'apparecchio nel proprio organismo, le corde vocali, la voce, migliorarla, correggerla, renderla musica. Un suonaccio metallico che rende uguali tutte le voci. Orribile. Un'anticipazione.

Essere o non essere

E la digitalizzazione dell'essere umano. Nella quale il 5G assume il ruolo dell'accelerazione estrema e del potenziamento massimo. Se ne è parlato nell'intervista. E dei suoi effetti  sui viventi e relativa convivenza, anzi, non-più-convivenza, tra monadi post-umane. Effetti letali, quanti non se ne sono mai visti nemmeno nella peggiore peste, portati avanti a enorme velocità e per i quali la nostra attenzione, concentrata sul Covid, serve da copertura. 

 


Amleto, con dubbio fondato, si chiedeva "to be or not to be" e tutti sappiamo cosa significhi e da quale profondità il quesito sgorghi. Aggiungiamo una e all'infinito del verbo inglese essere: "to Bee, or not to Bee" e affrontiamo la questione in termini 5G: "Not to Bee", niente api. Secondo molti scienziati, la progressiva estinzione degli insetti e sopratutto delle api e, di seguito, la riduzione non solo del miele, ma di ogni impollinamento e, dunque, la crisi dei prodotti per la sussistenza dei viventi, è la principale questione 5G. 

Non si inventano, o creano, malattie per poter vendere farmaci e arricchire una minuta categoria di alieni profittatori? Non si fanno guerre dopo guerre per far tracimare i bunker del Pentagono e dei suoi affini? E i costruttori, cementificatori, trasportatori, minatori non se ne avvalgono ricostruendo quanto era stato distrutto? E banche e finanza non fanno scoppiare i propri caveau a forza di proventi da droga coltivata e commercializzata sotto occhio attento USA da paesi occupati o assoggettati, tipo Afghanistan o Colombia?  Non ci sono più le api, farfalle, calabroni? Ma c'è Monsanto, perbacco! E gli OGM, chissà, funzioneranno anche senza polline.Vado avanti? 

Andando avanti, ecco che ci strova in piena radiazione da radiofrequenze 5G. Ma anche di quelle dei G precedenti, con tutti quei ragazzi americani, appiccicati a smartphone e tablet, improvvisamente diventati sterili. Onde velocissime e cortissime che, dal 2001 in poi, ripetutamente, la stessa OMS ha classificato come potenzialmente carcinogeniche e causa di leucemia infantile. L'OMS di allora, intendo. Quella di adesso fa dire al ministro Speranza che collegare il Covid al 5G, in tutta evidenza complementari, è rigorosamente proibito. Anzi meglio non parlarne proprio. E, del caso, entra in funzione la task force di Enrico Mentana. Mentre, nel 2012, la Corte di Cassazione, su input scientifico anche del prestigioso Istituto bolognese Ramazzini, aveva per la prima volta dichiarato che i cellulari possono provocare tumori al cervello.

Cani, che volete, vivere in eterno?

Ragazzi, che sarà mai. Di qualcosa toccherà pure morire. In ogni caso, oggi come oggi, mai per la libertà. Di influenza, di tampone, di vaccino, di mancanza di vaccino, di claustrofobia di massa, di tachipirina ordinata da Speranza, di mascherina. di distanza. Perchè, allora, non fulminati, o ridotti in zombie, ma connessi, di 5G? 

 


Federico II di Hohenzollern, grande amico di Voltaire, non per nulla detto Federico il Grande e, in Prussia, affettuosamente anche "Vecchio Fritz", ai suoi soldati, titubanti alla battaglia di Kolin (1757), intimò: "Hunde, wollt ihr ewig leben?!" "Cani, volete vivere in eterno?" Grande, 'sto Federico!


venerdì 26 marzo 2021

Anniversari: 1321 - 1861 --- Da Dante a Mameli: l’Italia s’era desta --- Il bene e il male di una necessità storica


 Intervista per la rubrica “Sancho” di “comedonchisciotte” 

https://comedonchisciotte.org/sancho-8-fulvio-grimaldi-canti-e-disincanti-del-risorgimento-perduto/ 



Dante e la lingua tagliata. Una storia che si ripete.

 Aggiungo qusalche considerazione al discorso sugli anniversari fondamentali dell’Italia, 700 anni per la morte di Dante, 160 per l'unità della nazione. In'unità proclamata, ma completata poi con i Bersaglieri alla breccia di Porta pia, la liberazione di Roma e la fine della manomorta della Chiesa su questo paese. Nel frattempo l'establishment ha proceduto, riesumando il falsario cinematografico, ex-comico e dantista di corte, Roberto Benigni, a celebrazioni improntate al Grande Sbadiglio e all'infima retorica, sostenute dai media lealisti con uno spiegamento sicofantico di lecchinaggio verbale degli anfibi dei potenti. O presunti tali.

Quando il marxiano sbrocca


 
A cominciare da Luigi Pirandello sulla cui citazione, nell'intervista, tra i grandissimi della letteratura mondiale, qualcuno ha voluto arricciare il naso. Si tratta dei ormai stralogori imbecilli, in buona o strumentale fede non importa, che si adornano di antifascismo nell'epocadella dittatrua bio-tecno-totalitaria, che al fascismo di allora sta come il cobra alla vipera. Antifascismo di colui che grida al lupo al lupo, mentre un drago lo sta incenerendo con la sua fiamma. Ricordo il diverbio con che aveva tutti i libri di Marx in testa senza averli capiti e che dava dello "stronzo in camicia nera" al drammaturgo siciliano, erede di Euripide. Un genio rivoluzionario che, più di ogni pensatore nel nostro paese aveva saputo demolire la borghesia e la sua classe dirigente, mostrandocela in tutti i suoi vizi, le sue bassezze, ipocrisie e contribuendo così a schiarire le idee all'umanità e ad armare gli animi per la futura Resistenza.

Una costante: oscurare la verità, togliendo la parola

Dante viene condannato per motivi interamente politici. Non aveva obbedito al dogma in quei tempi vincente: contro l'imperatore, emblema laico, aveva vinto il papa, clericale e temporale. E Dante, del partito dei Bianchi, dalla paret dell'imperatore, era stato condannato da giudici che professavano l'ideologia dei Guelfi Neri. Sentenza: esilio perepetuo e se fosse tornato, il rogo. Dante negazionista dei pronunciamenti papali. E cosa succede allo scellerato negazionista?. Gli si toglie la parola per sempre. Con il ludibrio e la condanna. E con l'espulsione dal consesso civile.

Dante se la riprese, la parola e come se la riprese! Componendo un'opera vasta e profonda più di quanto potrebbe mai essere l'universo. Inferno, purgatorio e paradisoli ricreò a modo suo. E li vestì di italiano. Un'opera che seppellì nell'infamia la manovra faziosa di quei legulei fiorentini. Strumenti, costoro, proprio come  oggi, della politica peggiore. Quella del servo encomio al pontefice, ladro di terre toscane, e del codardo oltraggio al più grande figlio dell'Italia. Uno che, nella Commedia, aveva saputo rispondere alla parola negata, all'annientamento della libertà, con la parola più alta che, da Omero, sia stata regalata alla civiltà dell'uomo.

Giudici untori

 


Noi, nel nostro piccolissimo, ma grandissimo in quanto granelli di una sabbia che circonda tutta la Terra, dimentichi di quella lezione, non sappiamo più rispondere. Neanche a coloro che, comodamente incistati nella maggioranza fraudolenta, o frodata, fin nelle categorie più infime, si fanno giudici e al tempo stesso giuria e boia per conto di chi li tiene a galla. Lo sgoverno Draghi ne ha un bel campionario tra i ministri addetti alla Deficienza Artificiale. Mi vengono anche in mente caporali di giornata, come il parasatirico di regime, Michele Serra, che invoca la cacciata in strada di medici e infermieri che si   prendono la libertà costituzionale di rifiutare il vaccino dai mille effetti avversi; o marescialli di fureria, alla ministro della antistruzione, Patrizio Bianchi, che propone di imporre ogni giorno ai bambini e ragazzi tamponi farlocchi, ma utili a mandarli a casa. Come se le mascherine fin dalle materne non bastassero a farli fuori. Forse, al momento, la risposta più forte allo scellerato abuso, viene proprio da questi bimbi e ragazzi, con i loro genitori e insegnanti.

C'è inferno e inferno

Dante, Virgilio, Farinata degli Uberti


 Lasciamoci alle spalle queste miserie e torniamo al Vate, quello originario. Quell'incredibile superuomo, uomo vero in ogni sua fibra, uomo di parte, combattente, visionario, con la musica della poesia che compete con quella degli astri. Uomo incredibile, che si è fatto passato, presente e futuro, con una lingua nuova, ma di tutti, delle donnette, come diceva lui e tessendo il filo della continuità tra passato e futuro fino a oggi. Da Cesare a una contemporaneità delle stesse costanti umane in ogni loro sfaccettatura. Dove la punizione infernale non riesce a sopprimere quelle espressioni di di nobiltà che, in contrasto con la condanna divina, Dante a certi dannati riconosceva e ne condivideva il pianto: Farinata degli Uberti, il conte Ugolino, gli amanti Paolo e Francesca...  Se avessimo ancora un inferno, sarebbe popolato da ben altri figuri.


I bigotti del monoteismo, vale a dire del dogma, del pensiero unico, quelli che, brandendo il Covid, oggi imperversano come non mai, se del settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta si ricordano, tornano a rinchiuderlo nella stessa loro gabbia di una fede vissuta nei termini di rappresentazioni catechistiche o bibliche. La visione di Dante era quella di un poeta, il profondamente umano sublimato nel simbolo e così reso divino ed eterno. 


Niente a che fare con i riti dei chierici e gli esoterismi superstiziosi dei fedeli. Ne è testimonianza anche quella sua contrapposizione alla Chiesa Ufficiale e ai suoi appetiti terreni che si espresse nella durissima condanna al falso della "Donazione di Costantino", grazie alla quale la Chiesa, col potere temporale, si accapparrò il patrimonio della classicità, quello dei beni e possedimenti, quello dell'autorità imperiale e, essenzialemente per distruggerlo, quello culturale e di civiltà. Ecco la sua invettiva contro la Donazione attribuita a Costantino, origine di tutti i mali.


"Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,

non la tua conversion, ma quella dote

che da te prese il primo ricco patre!"

(cfr. Inferno XIX 115-117)



Ciò che ci ha dato Dante Alighieri, facendo sua ed elevando la "lingua delle donnette", è diventato la via e l'anima del nostro processo unitario, oggi colpito,  caduto in cocci, sotterrato da coloro a cui noi stessi abbiamo concesso di farne tomba del nostro futuro. Da piccolo, a Firenze, un amico giardiniere che ci approntava sulla tavola composizioni di frutta e verdure che eguagliavano le nature morte del Caravaggio. A completamento sonoro recitava versi della Commedia. La faceva anche quando andavo a trovarlo nei suoi campi. C'erano contadini toscani che la Commedia la sapevano a memoria. Oggi, per ascoltarli ci tocca subire un Benigni, corifeo dei corifei. Lontani gli interpreti la cui dizione viaggiava sui pensieri di Dante, oltre cvhe sui suoi versi: Arnoldo Foà, Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi....

Noi siamo qua a chiederci cosa avrebbe detto questo nostro padre a scoprire che ce ne freghiamo dell'anniversario di quando l'Italia, nel bene e nel male, si trovò riunita. 160 anni fa, il suo sogno dell'unione di tutti gli abitanti di questa terra si realizzò, ma quasi subito i neoitaliani si fecero preda e complici di Antenore. L'infame nei secoli che vendette la sua città, Troia, all'aggressore acheo. Antenore! Da Dante, collocato nel IX girone dell'inferno, quello del crimine massimo: il tradimento della Patria.


mercoledì 24 marzo 2021

Covid, non solo: La lunga guerra degli antitaliani --- LA SERPE IN SENO --- Non si uccidono così anche i paesi?


Per Becciolini Network, Gioele Valenti intervista Fulvio Grimaldi "L'era del Vampiro: dalla Guerra al Comunismo alla Guerra all'Umanità". Cosa ci hanno fatto, cosa ci stanno facendo, cosa vorranno fare di noi.

https://www.becciolininetwork.com/2021/03/20/intervista-al-giornalista-fulvio-grimaldiil-falso-ideologico-di-un-mondo-nuovo/ 

 "https://youtu.be/dyN1M_pYww8"



A chi non l'avesse vista sui siti di "Becciolini Network" e fosse interessato, invio la videointervista di Gioele Valenti sugli argomenti sopra elencati e su molto altro.

Ci dicono sovranisti, populisti, negazionisti, complottisti. Sono termini, anzi nomi, che vanno rivendicati perchè chi li usa con intento diffamatorio e derogatorio esorcizza il  proprio senso di colpa per il crimine supremo, il tradimento della propria comunità. 

In prima fila, ovviamente, i protagonisti assoluti: le finte sinistre, oggi le vere, feroci destre. I principi di chi insiste sui valori fondanti dell'umanità e, di consegruenza, della nostra nazione, sono proprio quelli utilizzati per insultarci, cancellarci. 

La sovranità del popolo, sancita per la prima volta in termini costituzionali dalla Repubblica Romana del 1848-49 è ribadita dalla nostra Costituzione antifascista. La difesa degli interessi collettivi, del popolo, che prevalgano su quelli dell'élite, di una minoranza infima di predatori e oppressori, ci fa fieri di essere populisti. Quella minoranza di sfruttatori non può impadronirsi del potere, storicamente e oggi più che mai, se non attraverso gli strumenti di ogni criminalità: l'intrigo, la cospirazione, l'occultamento di intenzioni e piani. Noi che ci adoperiamo per la trasparenza dell'atto pubblico che concerne il popolo, abbiamo l'impegno primario di strappare le maschere, illuminare i retroscena, svelare gli imbrogli e le manipolazioni, condizione primaria per promuovere conoscenza e coscienza. Siamo negazionisti della menzogna e rivelatori dei complotti.



Le domande, le considerazioni, gli stimoli dell'intervistatore Gioele Valenti, ci hanno portato su questi temi. Da essi emergono i negazionisti della verità, i maestri dei complotti, i vendipatria, i nemici del popolo. Verità su cui ricostruire la libertà.


domenica 21 marzo 2021

Domenica di INCORAGGIAMENTO

 


https://youtu.be/7ME2g27YH5Q  Kassel !!!! 

https://youtu.be/1SznpcrMDAc  Kassel !!!

https://youtu.be/KJx0g-GpTw0 

https://youtu.be/1SznpcrMDAc

 

https://youtu.be/FlgX-lN_xTE Londra Monaco Berlino, Croazia, Helsinki , Varsavia ecc.

 

https://youtu.be/8Zu-LUDTlCU  Venezia

https://youtu.be/AWvaLcPuzgY  Roma, altri temi

 

https://twitter.com/i/status/1373240709357170688 Olanda

https://twitter.com/i/status/1373242802696503297 Olanda cani botte

https://twitter.com/i/status/1373241934370725890 Amsterdam folla

 


In allegato una serie di video che illustrano il sabato internazionale (22/3/21) delle manifestazioni contro la strumentalizzazione del cosidetto Covid 19 a fini di restrizione delle libertà e di tutti i diritti civili, politici, umani.  Illustrano anche la crescente brutalità della polizia, in molti casi promossa da nuove leggi repressive. Scene che in Russia o Bielorussia non vedresti mai. Per la Svizzera ci sono solo foto. Da noi la lotta contro gli abusi bio-tecno-totalitari si è espressa in tante città, comprese Torino, Venezia, Roma, in numeri assai più ridotti (salvo Torino) di quelli tedeschi, olandesi, britannici. E’ che noi abbiamo in casa da 2000 anni il papa connivente. Ma tant’è, qualcosa si muove.

 


Metto al confronto una infinitamente più sparuta e limitata manifestazione, nel venerdì precedente, dei redivivi “Fridays For Future”, i depistatori di Greta, cari alla conversione “verde” e digitale del capitalismo finanz-farmaceutico-militare, come pompata dal “manifesto”. Il giornale che insolentemente si permette di definirsi “comunista” dedica la prima e l’intera terza pagina a questa arma di distrazione di massa, mentre oggi, domenica, non si azzarda di pubblicare una sola riga sulla più capillare denuncia di massa mondiale del più grande imbroglio antiumano della Storia. Tanto meno fa il minimo riferimento alle violenze poliziesche. Che invece si inventa per i paesi sotto tiro dell’imperialismo. Dal che si può dedurre dove sta l’estrema destra, se è vero, usando concetti mummificati,  che di destra è chi sostiene gerarchia e dominio dei pochi sui tanti e di sinistra l’opposto, uguaglianza e libertà.

 


Buona Domenica,

Fulvio