martedì 2 giugno 2020

Razzismo, non solo --- USA, UN VIRUS DI CLASSE PER LA GUERRA CIVILE --- Italia, virus morto, virus vivo?




 Medicina agli ordini, o Medicina libera
Si parva licet componere magnis (se ci è permesso di confrontare il piccolo con il grande), la bomba che ha messo in crisi l’assetto viraldispotico e tecnoscientifico del nostro paese si potrebbe definire la sineddoche della sollevazione popolare che sta mettendo a ferro e fuoco almeno 40 dei 50 Stati della Federazione nordamericana. Quanto alla bomba, se è perfettamente adeguato dare del “bomba” al generale Pappalardo, bravo a trasformare in oro di visibilità la paglia coltivata nei cervelli di un po’ di arrabbiati, i suoi gilet arancioni non sono che il mortaretto che deve distrarre dal grosso botto con cui altri hanno scardinato il castello di carte false su cui da quattro mesi si erge il coronavirus.uantoQ

Prima di addentrarci alle fiamme che bruciano quanto resta del più potente e violento paese del mondo, lasciatemi dire di questo ordigno finito tra i piedi dei congiurati col coltello ficcato nella schiena del popolo italiano. Tutto stava precedendo serenamente verso l’annunciata (e perciò programmata) seconda ondata della pandemia, vuoi a fine giugno, vuoi a ottobre, quando uno, che ai colleghi virologi da salotto tv e da comitato tecnico-scientifico, sta come l’Apollo del Belvedere sta ai finti Modigliani pescati a Livorno, decideva di dire basta! Il virus è morto, il virus non c’è più, lo spettacolo è finito, buonanotte ai musicanti.

Alberto Zangrillo, primario di terapia intensiva del S. Raffaele, sarà il medico di Berlusconi ma è anche il primatista italiano di studi epidemiologici pubblicati nelle più autorevoli riviste mediche del mondo. Subito confortato da un altro luminare della virologia, Luciano Gattinoni, trovandosi a corto di pazienti e di virus, ha dichiarato che il covid-19 aveva perso la sua carica e stava scomparendo e che quindi “la si facesse finita anche col terrorismo”. Lo ha confortato un coro di valutazioni uguali di colleghi di pari rango, tedeschi, statunitensi (dal Parnaso del MIT di Boston), di Oxford, compreso Matteo Bassetti, direttore per le malattie infettive del San Martino di Genova. Gente da corsia, da trincea, visto che per farci prigionieri ci hanno detto che siamo in guerra, da occhi negli occhi dei malati. Hanno tutti constatato che è successo quanto succedeva ogni anno, dai tempi dei nostri trisavoli, con tutte le influenze stagionali, senza che si siano mai proclamate pandemie, inventati decessi, imposti stati d’assedio nazionali e terrorismo politico-mediatico da farti morire, ma di paura. E che era ora di smetterla con i lockdown, anche perché stavano causando infinitamente più danno sanitario ed economico, che non lo stesso virus.


blob:https://www.facebook.com/c1a042e8-5dc4-4693-801b-899d7da88f83   (Zangrillo a Mezz’ora+)

Per quanto la cosa fosse corroborata dai numeri, non adulterati stavolta dall’inclusione proditoria di morti da eccesso di età, o da altri malanni, compresi quelli determinati da mancanza di cure, causa detenzione, la reazione è stata violentissima. Disturbati nei loro tragitti extra-clausura, da residenze di classe ai saloni delle conferenze stampa e, da lì, sugli altari approntati negli studi televisivi, dai quali lanciare apocalittiche visioni e strali punitivi contro gli scettici, i tecnoscienziati hanno reagito come un solo virus pandemico. Disciplinatamente supportati da una stampa che, dal manifesto ai giornaloni al Fatto Quotidiano, scatta non appena il Deep State, o Bilderberg, o Davos, si fanno sentire, reagiscono con elegante dialettica: “Stupidaggini, provocazione, sconcerto, Zangrillo ha sbagliato, crea solo confusione”.


Untori

Sono parole di una tecnoscienziata: Sandra Zampa (PD), esperta di Storia della Chiesa. Barbara Spinelli, sul Fatto Quotidiano, si è spinta fino a far tracimare un paginone di peana alla società futura retta dalla Scienza che, come proclama Burioni, è “unica e non democratica”. Degna apostola dei girotondi di Tsipras e figlia di quell’Altiero che, a Ventotene, vaticinava uno Stato autoritario e temeva che senza una bella guerra tra USA e URSS un’Unione Europea sarebbe stata difficile da fare. Ne va, per tutta una categoria, del prestigio acquisito, del potere accumulato, dei profitti vaccinari in prospettiva e, perché no, della cospicua tariffa per comparsata. E del ritorno nell’ombra di laboratori stiticamente finanziati.

USA: Pandemista contro antipandemista

Trump e Anthony Fauci

In America la situazione è un tantino più complessa. Anche lì ci sono gli amici di Big Pharma e associati di Bill Gates, capeggiati dall’apocalittico epidemiologo Anthony Fauci, della Task Force anti-virus, in duello all’ultimo sangue con Trump, sia per lo scetticismo di quest’ultimo sulla mostruosità genocida del virus, sia perché il presidente si sfondava di idrossoclorichina, nonostante che l’OMS l’avesse bandita (più che altro perché, secondo  molti efficace contro il corona, l’antimalarico ostacolava il trionfo del vaccino di Bill Gates a venire). Partiamo da cosa ci dicono i soliti media. Poi passiamo a certi dati.


Con differenziazioni che non sono che sfumature, la stampa italiana concorda sugli eccessi della polizia, ovviamente di Trump, sul permanere, con Trump, di un razzismo di fondo, però potenziato dai famigerati suprematisti bianchi, cari a Trump, alle cui violenze si opporrebbero i bravi, seppure un po’ anarchici, militanti di “Antifa” (organizzazione, presente in miniatura anche da noi, della galassia Ong di George Soros), avanguardia di un’America “liberal” (leggi Partito Democratico, leggi Deep State, FBI, CIA, NED, Rockefeller, Atlantic Council, Hillary e Bill Clinton, Melinda e Bill Gates, Kissinger). E a questo incendio, determinato dall’uccisione dell’afroamericano George Floyd in una quarantina di Stati USA, con gli immancabili saccheggi dei “teppisti ed estremisti”, con addirittura l’assedio alla Casa Bianca del detestabile Trump, uno solo è il rimedio. Il ritorno di Obama, sotto forma, sebbene piuttosto insenilita, di Joe Biden (ma si rimedierà facendo coppia con Hillary o, meglio, con Michelle Obama).


Una rivolta di sinistra che diventa di destra per la destra che si finge sinistra
E’ l’affresco della situazione dipinto dalla CNN e dalla stampa (Washington Post, New York Times, Wall Street Journal) con l’aggiunta di un particolare sul quale i nostri media sono ancora in ritardo. I disordini, la violenza sono fomentati da nient’altro che dalla Russia e da Putin. Tentativo maldestro di ravvivare il cadavere del Russiagate (come il bocca a bocca dei nostri “virologi” sul virus). Un’operazione obamiana  distrutta dal fallimento della montatura del procuratore Robert Mueller, dalla prova del complotto contro il consigliere per la Sicurezza Nazionale, generale Michael Flynn, e che ora pone a rischio di inchiesta e processo lo stesso Obama e il suo entourage di cospiratori anti-Trump. Quell’Obama  davanti al quale Donald Trump, con tutto quel che di bislacco e delittuoso si può attribuire all’uomo-pannocchia, pare un dilettante in fatto di guerre e crimini contro l’umanità: Iraq, Libia, Somalia, Siria, Afghanistan, Venezuela, Honduras, Ucraina, Georgia, Yemen, polizia USA militarizzata e decimatrice di afroamericani, droni Predator assassini ad abbattere “sospetti” in tutto il mondo, un milione e mezzo di immigrati espulsi (un record), torture CIA, eccetera eccetera, ad libitum. Probabilmente il peggio del peggio mai visto nella Casa Bianca.





Cosa c’è dietro una rivolta di proporzioni inedite negli USA dalle storiche lacerazioni etniche? Una rivolta che non risparmia che pochi Stati della Federazione, segnata da episodi di violenza, uccisioni, saccheggi. E le città più colpite, da Los Angeles a New York, da Chicago a Minneapolis, da Detroit a Dallas, da Denver a Baltimora, da Philadelphia a Washington DC, sono tutte governate dai Democratici. E tutte vedono in prima fila negli scontri gli squadristi di “Antifa”. E in molte di loro si scoprono cumuli bene ordinati di mattoni, là dove non era visibile nessuna attività edilizia, ma che sono serviti ottimamente a sfasciare teste e vetrine. Si tratta forse del caos che dovrebbe, insieme alla pandemia, far prendere alla rivolta contro il razzismo e la polizia una direzione contro chi, grazie ai successi economici, dopo le lunghe stagnazioni dell’era Bush-Obama, e avendo di fronte una cartuccia spenta come Biden, si avvia a rinnovare il mandato presidenziale?

 Non posso respirare”

Ricchi e poveri: l’evidenza che acceca
Chissà se è un caso che ad analisti e cronisti sfuggano dati che mettono l’intera vicenda in una luce diversa, abbagliante. Stiamo sperimentando sulla nostra pelle, e ne vediamo i paralleli nel mondo, un’operazione di orchi contro gran parte del genere umano. Una pandemia, fabbricata a partire da una normale influenza, per costringere interi popoli alla spersonalizzazine e alla sottomissione assoluta in cambio di uno spaventoso arricchimento di pochi. Decine di milioni di persone precipitate nella povertà assoluta, economie nazionali rase al suolo, suicidi negli USA aumentati del 40%, una rapina di proporzioni senza precedenti ai danni del 99% dell’umanità.

In compenso, nel corso dei mesi in cui gran parte degli abitanti del Globo erano privati dei diritti fondamentali, incarcerati e ammutoliti dal terrore e da una repressione ultrafascista, con per esito nient’altro che la rovina personale e sociale, qualcuno ne ha tratto profitti senza pari nella storia degli arricchimenti. Che, comunque, sono sempre da rapina, a meno che non trovi la famosa pepita. Negli USA, ai 40 milioni che denunciano la perdita del lavoro e richiedono i buoni pasto per non morire di fame, si contrappone un pugno di miliardari che promette di evolversi in trilionari. Nel corso dei mesi tra inizio marzo e fine maggio, ce lo dice un rapporto firmato dall’Istituto di Studi Politici e dall’Associazione Americana per la Giustizia Fiscale, la ricchezza complessiva dei miliardari USA è cresciuta dai 2,948 trilioni di dollari ai 3,382 trilioni.

Volete che le folle di incazzati dei tanti ceti e delle tante etnie che tumultuano nelle città nordamericane non sappiano, non si siano accorti, non sia questa la molla che è saltata nella loro coscienza e che ne ha fatti corpi e parole lanciati contro il sistema?


 


Dai miliardi ai trilioni, dalla vita alla sopravvivenza
I 5 miliardari di punta, protagonisti delle opportunità commerciali offerte dal virus e dalle chiusure - Bezos, Gates, Zuckerberg, Buffett, Ellison – hanno guadagnato insieme 75,5 miliardi, un incremento del 19%. A conferma che i loro business erano i meglio piazzati per la pandemia, hanno catturato, in quei mesi, il 21% dell’aumento complessivo della ricchezza dei circa 600 miliardari USA. Per Forbes i 614 miliardari americani erano diventati 630 tra marzo e aprile, con un primato assoluto del lanciarazzi Elon Musk, di Tesla, il cui patrimonio è cresciuto del 48% (36 miliardi). Quello di Jeff Bezos, Amazon (vendite online, morte dei negozi), è aumentato di 35 miliardi (è la somma che il governo spende per l’istruzione), mentre Zuckerberg, Facebook (telematica per lavoro e studio da remoto), si è dovuto accontentare di 25 miliardi in più (la spesa dello Stato per l’assistenza alimentare ai poveri).

Se poi guardiamo ai ricchi del mondo intero, i 25 più ricchi (tra cui 16 statunitensi e 3 cinesi), che insieme valgono 1,5 trilioni di dollari, hanno guadagnato dai soli due mesi  di “pandemia” 255 miliardi. In tre, Bezos, Bill Gates, Warren Buffett, dispongono ora di una ricchezza che è pari a quella della metà dei 330 milioni di statunitensi, a simbolo e rappresentanza di un abominio di oligarchia che ha dato vita alla nazione più diseguale per distribuzione della ricchezza del mondo. L’Italia la segue dappresso. Un’oligarchia che, come i nostri Elkann, Cairo, De Benedetti, sa garantirsi lo scudo, non solo della magistratura (vedi la fogna della nostra Giustizia), ma ancora più totale quella dei media. Il solo Bill Gates si è assicurato per 9 milioni di dollari i servizi del sinistro “Guardian”, con 3 milioni quelli della NBC Universal, con 1 milione al Jazeera, con ben 49 il plauso della BBC. Altri, come Bezos e Elkann, fanno prima, i media se li comprano.

Curiosamente all’intero panopticum mediatico sono sfuggiti non solo gli effetti sulla composizione sociale di gran parte del mondo dell’Operazione Covid-19, sui ricchi in contrapposizione a quelli sui poveri: le due facce della stessa medaglia del capitalismo al tempo del coronavirus, dell’OMS, di Bill Gates e della sua cosca. Gli sono sfuggiti soprattutto i motivi per i quali centinaia di migliaia di persone, bianche, nere, brune, in quasi tutte le città statunitensi si sono messe a rumoreggiare e a scasinare nelle piazze. A partire dall’assassinio di un innocente da parte di un bruto in uniforme, in rappresentanza, però, di tutti i bruti che hanno dato vita a questi Stati Uniti d’America e che intendono mantenerla tale. Costi quel che costi.

Anche l’assalto al Venezuela irriducibilmente bolivariano e chavista. Anche la guerra alla Russia, per la quale gli USA si stanno al momento esercitando con decine di migliaia di uomini e mezzi in Polonia e tutt’intorno ai confini russi, a dispetto del coronavirus, di Trump e dei suoi che preferiscono la guerra alla Cina. In ogni caso, Di Maio si è dichiarato d’accordo con entrambi, la Nato, tutto. Degli altri non mette neanche conto parlare. Anche se nascosti da mascherine, sappiamo come la pensano. E cosa fanno. E non sarà un pappalardo a fermarli.




martedì 26 maggio 2020

Operazione Virus: tocca ai millenials ---- MORIRE DA PICCOLI ----- Pedagogia Nuova: battezzati, mascherinati, vaccinati




file:///C:/Users/Fulvio/Desktop/Mascherine%20minori.pdf  Per primissima cosa, in linea con l’argomento del pezzo, vi invito vivamente a leggere questo appello in difesa dei minori aggrediti dall’operazione virus.

https://youtu.be/rvNMLEK_XW0  Paolo Rossi “Era meglio morire da piccoli”

Fuori i mocciosi! O dentro!
Di occasioni per parlare della guerra di sterminio agli anziani, condotta dagli apostoli del Messia Coronavirus, ce ne sono state offerte fin troppe, sostenute dall’abbagliante evidenza della considerazione in cui venivano tenuti questi soggetti, inutili, costosi, improduttivi, spesso acrimoniosi e, oltre tutto, depositari di insidiose memorie. Molte di meno ne abbiamo avute per misurare il grado di ostilità impiegato per liberarsi di un’altra categoria di umani costosi, parassitari e spesso smanierati: i mocciosi.

Non è la prima volta, se partiamo dall’episodio della strage degli innocenti di Erode che ci hanno rifilato quelli della bibbia e che si emula ininterrottamente, fino all’uranio sui bimbi iracheni e serbi, fino al fosforo sui ragazzetti di Gaza, ai massacri dell’Isis in Siria, alle sanzioni ai bambini di mezzo mondo. Ma una frode così colossale, come quella inflitta da una branco di lupi (chiedo scusa ai lupi veri) a uno sconfinato gregge di pecore (chiedo scusa alle pecore vere), a me pare ci sia stato solo una volta, circa duemila anni fa, quando al pensiero molteplice, tollerato, produttivamente e felicemente dibattuto, ci venne imposto con il trucco, il raggiro e una violenza sanguinaria come mai prima nella storia umana, il pensiero unico ancor prima che l’esserino umano avesse un pensiero..

Uno spirito acuto ha detto che a Osama bin Laden hanno sostituito il Sars-Cov-2, riferendosi alle misure autoritarie e riduttrici dei diritti civili assunte per la cosiddetta “Guerra al terrorismo” (leggasi “guerra all’umanità”), una guerra che vedeva riuniti, da un lato, Stati e loro terroristi e dall’altro Stati e popoli vittime, con tra queste ultime in primissima posizione bambini e adolescenti. Io allungherei lo sguardo e accosterei l’attuale, così definita, “guerra al Coronavirus” (altra “guerra all’umanità”) alla guerra al politeismo e alla civiltà classica, di cui il pluralismo delle fedi e degli dei era l’espressione, svoltasi a partire da Costantino, sua madre Elena (santa!) e Teodosio. Allora, come con Osama e con il Coronavirus, cambiare il mondo a proprio vantaggio, fondando un inganno planetario su una menzogna colossale. Succede sempre in Italia, mosca cocchiera delle trasformazioni in peggio del mondo. Un po’ perché, ponte nel Mediterraneo tra i quattro punti cardinali, siamo molto ambiti. Un po’ perché, a parte qualche sprazzo ogni par di secoli, risultiamo i più boccaloni.


 
Dal battesimo al vaccino
Dice, cosa c’entra tutto questo con i bambini che nel titolo (come nella canzone di Paolo Rossi) devono morire da piccoli? C’entra nella misura in cui operazioni antiumane ed elitarie per stabilire un Nuovo Ordine Mondiale, allora pienamente riuscito, oggi in corso, hanno per bersaglio privilegiato le categorie più facili da colpire, circonvenzionare, eliminare: gli anziani e i giovani. Fin da quella prima costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale, i bambini si catturano e s’inseriscono nelle schiere degli obbedienti (credenti) al nuovo ordine mediante il battesimo alla nascita, poi con la Prima Comunione e con la Cresima al passaggio verso la pubertà. Da allora, ogni divergenza è apostasia, o eresia (ceppi e roghi).

Vi pare molto diverso dai 10, secondo eminenti scienziati discutibili, vaccini ordinati da una certa ministra Lorenzin a tutti i neonati di questo regno del dio Big Pharma? O, meglio, da quel vaccino universale, obbligatorio alla nascita e identificante sottopelle per tutta l’esistenza, che la Cupola dei Bill Gates, soci e miliziani, imporrà a tutti, una volta che 7,5 miliardi di esseri umani saranno stati sufficientemente bolliti da propaganda, minacce, punizioni e premi (inferno-paradiso = non ti puoi muovere-ti puoi muovere)? E che ridurrà ogni nuovo nato alla mercè della conoscenza, sorveglianza e del comando di chi del Nuovo Ordine Mondiale è l’imperatore.

60.000 nuovi sbirri per la Sadomasocrazia


Partiamo dalla generazione che viene chiamata “millenials”, i nati dal 1990, più o meno. Per mesi sono mancate le mascherine, senza le quali si abbatte su di noi la punizione del Supremo. Si doveva annientare il virus, ma sono spariti i reagenti per i troppo pochi tamponi che erano poi troppo poco precisi. Dei ventilatori ce ne sarebbero voluti dieci volte tanti (e, visto ciò che combinavano, menomale che non c’erano!). Bonus per tutti, lacero cerottino su un’economia disastrata e priva di strategia, non sono mai arrivati. Arriveranno invece 6,3 miliardi agli evasori fiscali FCA e, 2,3 ai responsabili di ponti crollati e autostrade sfasciate. E arriveranno, subito subito, sessantamila spostati, borderline per bramosia di contare qualcosa, fregare chiunque altro facendo i delatori e imporre il loro nulla armato di metro a scapestrati privi di mascherina, perfino quando bevono e mangiano, e distanti tra loro 90 cm anziché 100 per sentire ciò che dicono. Ovviamente volontari. Ovviamente senza la benchè minima preparazione/formazione al confronto con folle o individui da reprimendare/reprimere. Ovviamente destinati a essere sepolti da uragani di vaffa.

Dalla movida stronza alla movida delittuosa
E’ la splendida idea del ministro Boccia e del capo-sindaci barese Decaro, nel paese che, tra PS, CC, Finanza, guardie giurate, Polfer e burbe con stellette e mitragliatore, ha più guardie per cittadino di qualsiasi paese europeo. Io non ho nessuna simpatia per l’usanza zapaterian-meneghina di “movida”, apericena, happy hour e simili sbevazzate nell’era del consumismo e del localino hip ogni dieci metri. Precipizio sociale e culturale che, per esempio, mi ha fatto fuggire da Trastevere quando il quartiere storico, di artigiani, botteghe, artisti, canzoni e osterie divenne, sotto lo sguardo accecato dei palazzi quattro- e cinquecenteschi, una baraonda di localetti e localacci di pessima proprietà e scadenti frequentazioni, con dalle finestre neanche più un panno, o un viso, trasteverino.

Va aggiunto, però, che ai ragazzi che qui, o ovunque, si “assembrano” per incontrarsi, parlare, ritrovarsi, inciucchirsi di spritz, dopo quasi tre mesi di demenziale e castrante carcerazione, la città, come è stata degradata da un ceto dirigente di trogloditi famelici, non offre nessuna alternativa di incontro, confronto, superamento della pianificata disgregazione sociale. Disgregazione al cui acme, dopo le escalation del terrorismo, della guerra migranti-autoctoni, donne-uomini e omo-etero, è servita l’intera operazione coronavirus. Di conseguenza, le geremiadi, le rampogne, le ramanzine, che gli ultrà dell’ipocrisia e della tromboneria virusiane indirizzano ai ragazzi, insieme a branchi di 60mila fancazzisti frustrati, ansiosi di pestare vero il basso e inchinarsi verso l’alto, non sono che la continuazione della guerra ai ragazzi con altri mezzi.

Task force fake news, task force distanziatori civici: neanche il Minculpop, neanche le camicie nere
Ci sono voluti un paio di giorni dal lancio dell’orda di miliziani distanziatori perché l’enormità del provvedimento Boccia-Decaro-Gestapo (naturalmente Conte non ne sapeva, come non ne sapeva del blocco sacrosanto di “Open Arms”, ça va sans dire) balenasse a qualcuno e da governo, maggioranza e opposizione si levassero voci di apprensione e critica. Apprensione perché, sebbene non ci sia in quella consorteria nessuno che metta in dubbio stati d’assedio e coprifuoco con prospettiva vaccino, lo scatenamento sulla gente di questi sventurati sessantamila rischiava di scoprire la natura vera dell’intera operazione. Tutto qui. A oggi, l’esito rimane incerto. Ma, secondo me, passa: più scherani usano e più gli dice bene.

Devo dire che, se non la supera, la trovata di lanciare questi ottusi energumeni contro chi rischia di incrinare qualche sera l’assetto da lager previsto per la nostra società, fa il paio con l’istituzione, in seno al governo, della famigerata task force contro le fake news (chiamiamolo pure “ministero della Verità”). Un plotone d’esecuzione degno dei migliori regimi.

Un aborto mostruoso della madre di tutte le dittature, ai cui aderenti, delatori e censori nel nome del pensiero unico, assassino del pensiero, in mancanza di loro suicidio professionale per l’onta, l’Ordine dei Giornalisti avrebbe dovuto comminare l‘immediata espulsione e quel tappetino dei manipolatori che è il sindacato (FNSI), la negazione in perpetuo dell’accesso a tastiere e microfoni. Avranno, invece, al ritorno nei lupanari d’origine, onorificenze e avanzamenti.

Mascherine da morire


Poi ci sono i piccoli, dai cinque anni in su tutti con le mascherine e distanziati. Mascherinatori il cui tasso di odio viscerale per i bambini supera addirittura il grado di pericolosità fisica delle mascherine, come descritto dal documento riportato al link in apertura. Mascherine che contaminano, mascherine che soffocano, mascherine che, soprattutto in attività sotto sforzo, uccidono, come è successo in Cina (al cui proposito, come a quello della Russia, per favore niente indulgenze, o attenuanti, da parte degli amici di questi paesi, per comportamenti virusiani analoghi ai nostri e parimenti deprecabili. Per sostenere Russia e Cina ci sono motivi migliori, non questi e neanche il distopico 5G)


Al principio l’OMS diceva che le mascherine non servono perché il coronavirus è grande 120 nanometri e quindi passa per ogni mascherina come una zanzara passa per un cancello. Poi si sono accorti che serve ad annichilire le persone e la loro identità, a metterle a rischio di malattie e a far guadagnare un bel po’ di miliardi. Sanno, come lo sa qualunque cardiologo, che museruolizzare così i bambini per ore a scuola, significa farli rischiare l’infarto; il dermatologo sa che rischiano dermatiti e micosi, l’ìmmunologo che nella mascherina i germi si “assembrano”(!) e che senza contatti con gli altri ragazzi il sistema immunitario si indebolisce. L’avranno detto al Comitato Tecnico Scientifico? Ci sarà almeno un medicuzzo di base tra i supremi saggi che queste cose le sa perfettamente? E allora le fanno apposta?
Meno bambini, meno gente sul pianeta.


Meno bambini, meno affollamento sul pianeta
E’ guerra totale ai bambini. Indubbiamente, come quella agli anziani rinchiusi per mesi e privati di cure e assistenza, morti come le mosche), è parte integrante della campagna per la riduzione dell’umanità (numerica e intellettuale) sostenuta, parzialmente attuata (videogiochi che insegnano violenza e morte, guerre, sanzioni, fame, farmaci, sterilizzazioni), dagli stessi promotori del pogrom planetario a fini di miliardi e poteri da vaccino e da identità digitale. Hanno iniziato con l’isolamento e la clausura per due mesi e passa. La generosa concessione del giro della casa con mamma e papà. L’esclusione da scuola materna, asilo, scuola e ogni opportunità di socializzazione, senza la quale un bambino, un minore, è alla mercè di ogni sopruso da eccessi genitoriali e a ogni patologia psicofisica da solitudine. Intanto pubblicitari istituzionali e commerciali, ottusi e malvagi, gli/ci rovesciavano addosso la melassa tossica e idiota del “tutto andrà bene” (ma l’officina, o la bottega, dei genitori non aprirà più: addio studi superiori), a farci felici dello stato di abiezione fisica, sociale, culturale.

 
Manifestazione contro l’insegnamento a distanza


Ci sono volute madre e padri coscienti a farsi avanguardia e scendere in piazza contro gli orchi impegnati a pervertire e distruggere quello che, nei millenni in tutto il mondo, è stato lo strumento fondamentale per perpetuare e migliorare le civiltà. Hanno salvato l’onore. Speriamo anche i bambini e il nostro futuro.



Quando la nefandezza, tanto inutile quanto patogena, della chiusura ha dovuto essere attenuata, per le pressioni di opinioni pubbliche in rivolta, negli altri paesi più che nel nostro, hanno pensato bene di negare l’unica opportunità di gioco e socializzazione offerta dai nostri agglomerati di cemento alla Boeri, Fuksas, Piano, Kenzo Tange, Sala o Ciancimino: niente giochi nei parchi giochi. E tutti a minimo di un metro. Bambini da uno a 6 anni! Bambini che conoscono soprattutto toccando! Bambini che, conoscendo gli altri bambini, conoscono se stessi! Bambini portati a diffidare degli altri bambini: “Potrebbe infettarti, stai lontano!”  Diffidenza che diventa la cifra di tutti i rapporti futuri. Bambini da bloccare, frustrare, immiserire, intristire. E nessuno di quelli che lacrimavano sui bambini “sotto le bombe di Assad”, nei campi profughi in Turchia, o sui barconi della migrazione, trova una sola parola da dire contro questo che non è altro che un infanticidio.



Poi, dai 6 anni in su, distanti anche a scuola. Col piffero che copi dal compagno di banco, che fai piedino con la compagna, che ti passi la versione o la maledetta merendina. Distanti, distanti, ma che calcio, quale calcetto, pallavolo, basket: giochi di squadra, giochi di contatto, letali. Chè, volete le “seconda ondata”, volete tornare dentro?
Lontano, lontano, lontano. Non solo nel tempo, come dice la canzone di Tenco, tempo che potranno ritrovare solo nelle foto e nei video dei genitori e dei nonni, nei quadri antichi, in racconti come quelli di Ulisse vent’anni dopo Troia. Più direttamente, dolorosamente, mortalmente sul piano morale, affettivo, intellettuale, anche lontani nello spazio. L’altro, il compagno, diventa “l’isola che non c’è”. Se non si fanno le cose insieme, vicini, a contatto, è come giocare a carte a solitario. E l ‘affettività, che non può non essere tatto, contatto. E l’amore? Ah, già tocca ridurre l’eccesso di popolazione.


Già una ministra dissennata, capace di uccidere non solo Maria Montessori e tutta la pedagogia da Socrate in qua, ma addirittura l’intelletto individuale e collettivo con l’idea (rientrata) del concorso per insegnanti a quiz. Le crocette per chi deve insegnare la complessità, come tutto si interseca, scontra, tiene. La sterilità da binario da internet E, dunque, si prevede per l’autunno la teleuniversità, in medie e superiori metà classe in presenza (distanziata!) e metà a sfondarsi di solitudine col computer. Col terzo di famiglie italiane sconnesse e quindi disconnesse: guerra di classe.

Amare, odiare, interrogare un insegnante, le sue parole, la sua figura, la sua faccia. emularlo, contestarlo, ricordarlo. E viceversa. Lo stesso con i compagni, fare fronte comune, confidare gioie, tormenti, segreti a chi non si presenta come autorità, come chi sa già tutto e meglio. Gareggiare, imparare a prevalere e a soccombere, accordarsi, rinunciare Tutto questo attraverso lo schermo? 



Hanno preso il potere, un potere totale. E noi non ce ne siamo neanche accorti, abbiamo lasciato fare. Abbiamo avuto, nonostante tutto, quella fiducia nell’autorità che l’autorità non ha mai avuto per noi. Mai. Un volgo disperso che nome non ha. Forse abbiamo speso tutto in quel decennio mitico dal ’68 al ’77. Dobbiamo tornare ad accumulare energie. Se non ci sveglia neanche quella muta di 60mila pitbull che ci lanciano addosso…  se non ci sveglia il fatto che ci stanno rubando i nostri figli, che li stanno annientando col pretesto del virus e della loro salvezza….

Vien da pensare ai figli dei Desaparecidos. Ma i Montoneros dove sono? Salvare l’onore, almeno.

L'IMBROGLIO DEI MORTI DA CORONAVIRUS


Non c’è bisogno di sapere il tedesco per rendersi conto dai dati statistici sottostanti, tutti di provenienza accademica e medica, della smisuratezza dell’inganno a cui si è sottoposto la popolazione di mezzo mondo per far passare i progetti di una dittatura globale tecnoscientifica, eminentemente farmaceutica e digitale. sulla base di dati falsi. Altro discorso andrà poi fatto sui decessi causati  e sui danni materiali e psicologici provocati dalle misure adottate dai governi subalterni a queste élites

Il primo quadro elenca i tassi di mortalità da infezione Covid-19, basati sugli studi degli anticorpi risultanti dai sieroprelievi
Il secondo lo stesso tasso basato su studi PRC (Population Research Center) tra sottogruppi di popolazione
Poi, in italiano, è sulle classi d’età negli USA
Il terzo  rappresenta esiti di studi IFR (Infection Fatality Rate) basati su modelli o previsioni epidemiologici
Il quarto contiene studi aggiuntivi basati su anticorpi e relativi a località circoscritte
Nel quinto sono registrati i decessi attribuiti al covid-19 per classi d’età secondo paesi.
Poi ci sono i tassi di ospedalizzazione e i dati relativi alle morti di persone ricoverate in strutture cliniche.
Infine le morti in Svezia secondo i media e quelle reali.
Buono studio,
Fulvio



Inviato da Posta per Windows 10

Da: Jens Wernicke
Inviato: giovedì 21 maggio 2020 10:48
A: 'Jens Wernicke'
Oggetto: [RUBIKON] Weltweite Studienlage

Wie von Tag 1 an ersichtlich: eine leidlich reguläre Grippewelle – die nun die globale Diktatur etablieren helfen, und deren „Abwehrmaßnahmen“ zehntausende Leben zum Opfer fallen:


Published: May 12, 2020; Last updated: May 20, 2020
Share on: Twitter / Facebook; Main article: Facts on Covid-19

1) Covid-19 infection fatality rates (IFR) based on antibody studies

Population-based antibody seroprevalence studies.
Country
Published
Population
IFR (%)
Source
Global
May 19
12 countries
0.02 –
0.40
Germany
May 4
Heinsberg Cluster
<0 .36="" o:p="">
Iran
May 1
Guilan province
<0 .12="" o:p="">
USA
April 30
Santa Clara County
0.17
Denmark
April 28
Blood donors (<70y o:p="">
0.08
USA
April 24
Miami-Dade County
0.18²
USA
April 21
Los Angeles County
<0 .20="" o:p="">
1) The adjusted IFR is 0.278% (see page 9 of study); 2) Based on 300 deaths.

2) Covid-19 infection fatality rates based on controlled PCR studies

Controlled PCR studies in population subgroups.
Country
Date
Population
IFR (%)
Source
USA
May 10
MLB employees
0.00
France
May 10
Aircraft carrier
0.00
USA
May 10
Aircraft carrier
0.09
USA
May 1
Tennessee prison
0.00
Italy²
April 28
Health workers
0.30
USA
April 17
Boston homeless
0.00
USA
April 17
Boston blood donors
0.00
Ship
April 17
Diamond Princess
0.13¹
Greece
April 16
Repatriations
0.00
USA
April 13
NYC pregnant women
0.00
1) Age-adjusted IFR based on US population.
2) Deaths in Italian health care workers by age group (ISS, April 28, 2020)

3) Covid-19 infection fatality rates based on models

Covid-19 IFR based on epidemiological models or predictions. These values are often higher than the actual values based on serological antibody studies (see above).
Country
Published
Population
IFR (%)
Source
France
May 13
France
0.70
Switzerland
May 11
Switzerland
0.40
UK
May 7
UK
0.08¹
France
May 7
France
0.80²
Global
May 5
Global
0.17
India
May 3
India
0.41
Italy
USA
April 20
Lombardia
New York City
>0.84
>0.50
China
March 30
Mainland China
0.66
China
March 13
Wuhan city
0.12
China
March 9
Mainland China
0.50
1) Based on 29% prevalence and 50,000 deaths; 2) The IFR is 0.50 excluding nursing homes.
French model: IFR (x100) per age group (Study)

4) Additional antibody and PCR studies

These studies typically determine the actual prevalence of recent or current Covid-19 infections in a population. In most cases, they find that Covid-19 is much more widespread than previously assumed, with most people showing no or only mild symptoms.
Country
Published
Population
Prev.
Factor
Source
USA
May 15
Boston
12.5%
8x
Czech Rep.
May 15
South Bohemia
5%
10x
Spain
May 13
Spain
Madrid
5%
11.3%
10x
UK
May 8
UK
29%
200x
Switzerland
May 6
Geneva
9.7%
10x
Global
May 5
< 65 years old


Japan
May 5
Kobe City
2.7%
396x
USA
May 2
New York State
New York City
12.3%
19.9%
8x
10x
Spain
May 2
Health workers
11.2%

Netherlands
April 29
Blood donors
2.7%

France
April 23
Northern France
3%

USA
April 19
Chelsea MA
32%
16x
Iceland
April 14
Iceland (PCR)
0.8%

5) Median age of Covid-19 deaths per country

Half of all deaths were below, half were above the median age.
Country
Median age
Source
Austria
80+ years
England
80+ years
France
84 years
Germany
82 years
Italy
81 years
Spain
~82 years
Sweden
86 years
Switzerland
84 years
USA
~80 years
Example: Death rate by age group in Massachusetts (Source)

7) Hospitalization rate

Initial estimates based on Chinese data assumed a very high 20% hospitalization rate, which led to the strategy of ‘flattening the curve’ to avoid overburdening hospitals. However, population-based antibody studies (see above) have since shown that actual hospitalization rates are close to 1%, which is within the range of hospitalization rates for influenza (1 to 2%).
The US CDC found that Covid-19 hospitalization rates for people aged 65 and over are “within ranges of influenza hospitalization rates”, with rates slightly higher for people aged 18 to 64 and “much lower” (compared to influenza) for people under 18.
In local hotspots like New York City, the overall hospitalization rate based on antibody studies is about 2.5% (19.9% or 1.7 million people with antibodies and 43,000 hospitalizations by May 2), which is somewhat above a severe wave of influenza.
The much lower than expected hospitalization rate may explain why most Covid-19 ‘field hospitals’ even in hard-hit countries like the US, the UK and China remained largely empty.

8) Percentage of Covid-19 deaths in care homes per country

In many countries, deaths in care homes account for 30 to 60% of all additional deaths.

Source: Mortality associated with COVID-19 outbreaks in care homes (LTC Covid, May 3, 2020)

9) Development of the epidemic

Even in countries without a lockdown, the epidemic reached its peak within a few weeks of the outbreak. However, many media showed cumulative deaths per day of report (left) instead of daily deaths per day of death (right), falsely implying an ever escalating situation.
Cumulative deaths per day of report vs. daily deaths per day of death. (OWD/FOHM; April 24)

See also