mercoledì 10 luglio 2024

GUERRA AL LIBANO? MA SE LE STANNO GIA’ PRENDENDO A GAZA… Oltre ad averle beccate due volte anche da Hezbollah

 


 

Edoardo Gagliano, Byoblu, intervista Fulvio Grimaldi

https://www.byoblu.com/2024/07/10/il-libano-in-fiamme/

 

Difficile che chi minaccia – e Netaniahu minaccia da mesi – poi attacchi. Chi attacca lo fa di sorpresa, non mette sull’avviso un nemico che lo ha già sconfitto due volte. Un nemico che lo ha sbattuto fuori dal suo paese nel 2000, quando si trattava di contadini in ciabatte improvvisatisi guerriglieri contro il “quinto esercito del mondo”. Un nemico che lo ha sconfitto in 34 giorni quando, nel 2006, ci ha provato di nuovo. Fine del mito di Israele onnipotente e, dunque, impunibile.

E questo alla faccia della circostanza che Hezbollah si debba coprire le spalle dai militanti cristiano-maroniti fascisti della Falange, da sempre quinta colonna di Israele e, anche da quel che resta della borghesia feudale e speculativa sunnita – già centro bancario, ufficiale e malavitoso, del Medioriente – legata all’Arabia Sunnita e agli altri petrotiranni del Golfo.

Nel contesto determinato dagli indicibili orrori del genocidio israeliano a Gaza e, con sempre maggiore virulenza, anche in Cisgiordania, a Hezbollah viene il concorso di un’opinione pubblica araba e mondiale, tale da impedire alle componenti collaborazioniste libanesi di concretizzare un’aperta ostilità contro Hezbollah, visto universalmente come difensore della componente palestinese della nazione araba e della patria libanese.

Patria libanese che si ricorda bene dei fasti dell’occupazione israeliana nel 1982-2000, con conseguente frantumazione e devastazione del paese, coronata dagli eccidi di Sabra e Shatila, delegati dal generale Sharon ai falangisti di Gemayel e Geagea. E ricorda anche, come me la ricordo io, la quasi totale distruzione di Beirut, Sidone, Tripoli, decine di villaggi inermi, con stragi di civili, donne, bambini, non dissimili da quelli dei bombardamenti su Gaza.

Penso che, come me, si ricorderanno anche di come Israele si vendicasse dell’umiliazione inflittagli dai combattenti di Hezbollah nel 2006, nel giro di quattro settimane, con cacciata definitiva dal suolo libanese, facendo piovere sui contadini dei villaggi del Sud bombe a grappolo che, seppellite nel terreno avrebbero ucciso per decenni. E insieme a queste, assassine con particolare accanimento di bambini, fosforo bianco e armi segrete chimiche che penetravano nei corpi e li devastavano e necrotizzavano dall’interno.

Ne ho visto le vittime negli ospedali di Sidone, ne ho ascoltato i medici, disperati, che non sapevano come affrontare queste lacerazioni e ne gridavano al mondo, inascoltati, il carattere criminale. Stesse scene che ho poi risofferto a Gaza, “Piombo Fuso”, 2009.

Oggi il regime sionista, come fa nella sua secolare perversione morale contro i palestinesi, si ripete in Libano. Ai missili e droni di Hezbollah, che ne colpiscono le basi militari e le infrastrutture, reagisce di nuovo con la pioggia di fosforo bianco, su vite, coltivazioni, abitati. E’ quello che conoscemmo a Fallujah e poi a Gaza con “Piombo Fuso”, nelle immagini di corpi, campi, frutteti e uliveti bruciati. Eliminare vite, ma anche le condizioni che le permettono.

Netaniahu e i suoi sodali Smotrich e Ben Gvyr, con la stella di Davide mutata in svastica, capimanipolo delle bande di coloni pogromisti, hanno promesso a Hezbollah di ridurre il Libano all’età della pietra. E’ la loro idea del mondo circostante. Ma rischia di essere la condizione in cui si troverebbe lo Stato sionista una volta che davvero si arrivasse alla guerra totale.

Hezbollah ha saputo sfidare “l’invincibile” Iron Dome antiaereo, riprendendo con droni tutte le installazioni militari e infrastrutturali di Israele senza che il celebrati Mossad e Shin Bet se ne accorgessero. Ha mostrato neanche un decimo del suo potenziale militare, rispondendo da nove mesi ai missili israeliani con lanci di centinaia di missili di media e lunga gittata. Nasrallah ha detto che i lanci cesseranno nel preciso istante in cui a Gaza inizia il cessate il fuoco.

E la resistenza contro lo Stato Sionista? Secondo Sheikh Naim Kassem, vicesegretario di Hezbollah, che ho intervistato insieme a Stefano Chiarini, cesserà “quando la Palestina sarà libera”.

Hezbollah non è solo. In Libano è affiancato da Amal, altro partito scita patriottico, dalla Jihad Islamica, dalle organizzazioni della diaspora palestinese con Hamas in testa. In Medioriente c’è un Asse della Resistenza che da Iraq e Siria ha già colpito obiettivi come Eilat e Haifa e, con gli Houthi dello Yemen che nel Mar Rosso colpiscono il naviglio diretto in Israele, o a questo regime connesso, ne ha danneggiato l’economia.

Tra i cento e duecentomila coloni israeliani hanno dovuto abbandonare i loro insediamenti nel Sud, minacciato da Hamas, e nel Nord, sotto tiro di Hezbollah. A monte di questa “alluvione di Al Aqsa” c’è l’Iran che, in quella notte, ha saputo colpire due basi militari israeliane senza che le forze coalizzate antiaeree di Israele, Usa, Regno Unito, Germania, Giordania avessero saputo bloccarne missili e droni.

I soliti avranno pure abbattuto l’elicottero del presidente Ibrahim Raisi. Ma i presidenti si sostituiscono. La perdita di invincibilità militare e, soprattutto, morale, è irrimediabile.

 

martedì 9 luglio 2024

BRAVISSIMI!

 



DOMANI SI APRE IL 75° DELLA NATO.

IERI UNA MISSILE ATTRIBUITO ALLA RUSSIA HA COLPITO L’OSPEDALE PEDIATRICO DI KIEV.

ENNESIMO TEMPISMO PERFETTO DELLA GESTIONE STRATEGICA (PROPAGANDISTICA) DEL CONFLITTO

CHI MAI VORRA’ ORA OBIETTARE ALL’AUMENTO DELLE SPESE MILITARI E ALLE FORNITURE DI ARMI A KIEV?

 

19.000 bambini uccisi in nove mesi a Gaza. Altre decine di migliaia seppelliti sotto le macerie, dispersi, votati a morte da infezioni, epidemie, fame, sete, abbandono. Lo scopo manifesto essendo l’estinzione di quella specie.

I 100 ospedali di Gaza, bombardati, attaccati, evacuati a forza, invasi, con conseguente sterminio di pazienti, medici, infermieri, poi ammassati a migliaia in fosse comuni. Piccole cariche messe in bocca a bambini e fatte esplodere. Bambini catturati e legati sui cofani dei blindati israeliani per fare da scudi umani ai militari (li ho filmati: vedi “Araba Fenice il tuo nome è Gaza”)

I medici  e civili rastrellati, tra cui donne e minori, rinchiusi in campi di concentramento nel Negev e, come dimostrato da testimonianze e immagini, bendati e incatenati 24 ore su 24, amputati di mani e piedi, maltrattati, non curati, denutriti, torturati spesso a morte, erano EFFETTI COLLATERALI, di cui meno si turbava la sensibilità del pubblico meglio era.

Quelli veramente malvagi, sono i russi che lanciano missili per sterminare bambini ucraini negli ospedali. E’ imperativo morale parlarne H24 fino a silenziare l’ultimo “antisemita”.e l’ultimo “putiniano”.

(Mosca smentisce di aver sparato sull’ospedale pediatrico di Kiev. Ne attribuisce i danni alla caduta di un missile dell’antiaerea ucraina. Non sarebbe la prima volta. Tutti i cronisti e analisti, non attaccati alla greppia USA-UE-NATO, confermano che, dall’inizio del conflitto, la Russia ha accuratamente evitato di colpire civili, concentrando il fuoco su infrastrutture e obiettivi militari).

Storia e dati ci dicono chi mente.

lunedì 8 luglio 2024

11 settembre 2001, 7 ottobre 2023 --- QUANDO IL CRIMINE ORGANIZZATO SI RILASCIA IL NULLA OSTA

 


Video di Leonardo Rosi: “Fulvio Grimaldi sul 7 ottobre di Hamas”

https://www.youtube.com/watch?v=9_0ROY_Hx1k&t=2s

https://www.youtube.com/watch?v=9_0ROY_Hx1k  

 

Mancava solo l’ennesima inchiesta del più autorevole giornale israeliano, Haaretz, i cui coraggiosi cronisti e analisti, capeggiati da un ormai mitico Gideon Levy, hanno saputo sottrarsi alla sequenza di avvertimenti, intimidazioni e minacce di cui sono fatti oggetto dal regime fascistoide di Netaniahu. Si tratta della conferma di una misura adottata dall’esercito israeliano, già denunciata da suoi stessi ufficiali: l’applicazione, a reazione dell’attacco di Hamas il 7 ottobre, della Dottrina Hannibal. Ma prima una premessa.

Non sono certo il primo che, in questo video girato da Leonardo Rosi, avvicina gli eventi dell’11 ottobre, attentato attribuito ad Al Qaida, e i loro effetti, a quelli del 7 ottobre nella Palestina occupata, attribuiti a Hamas. Ciò che ha indotto diversi osservatori, non condizionati da prebende o timori, a compiere questo parallelo sono alcuni dati ineludibili: la contradditorietà tra fatti e narrazione, l’utilizzo dell’accadimento a evidentissimo vantaggio della parte che si presenta come vittima, testimonianze e prove a demolizione della vulgata ufficiale e, last but not least, una successione storica di atti di provocazione che sono serviti solo a consentire abusi e aggressioni a chi se ne diceva vittima. La domanda rivelatrice  è “cui prodest”. Non certo ai presunti perpetratori: Iraq, Libia, Siria, Afghanistan, Serbia, Russia, Palestina, per altri versi Europa. E ci riferiamo solo agli esempi del tempo della nostra vita.

All’impressionante mole di dati, inchieste, testimonianze, prove oggettive, che cerco di riassumere in questo video di Leonardo (ma che, anche meglio di me, ha raccolto Roberto Iannuzzi nel suo libro ”Il 7 ottobre tra verità e propaganda”, al netto di non condivisibili valutazioni su Hamas e sul retroterra dell’operazione), si aggiunge ora, con forza drammaticamente persuasiva, l’ennesimo lavoro di inchiesta di Haaretz.

Di Haaretz, poi fiancheggiato da altre fonti professionali israeliane, anche televisive, ho riferito per iscritto, in interviste e in occasioni di convegni pubblici, quanto fin da pochi giorni dopo l’irruzione dei combattenti di Hamas nel territorio adiacente a Gaza, occupato dai kibbutzim dei coloni dove prima c’erano villaggi palestinesi, una prima inchiesta del giornale aveva rivelato. Si trattava di un drastico ridimensionamento del numero delle vittime, di cui metà militari, della smentita di orrori come la “decapitazione di 40 neonati” e di altre spaventose violenze contro civili.

A queste smentite sarebbe seguita la denuncia della totale mancanza di prove e di testimonianze di altre atrocità, sistematicamente attribuite a Hamas, tipo bambini uccisi e bruciati nei forni, gli immancabili stupri, seni recisi, chiodi martellati nelle vagine…..

Si trattava anche della dimostrazione visiva, tramite riprese da terra e dal cielo, dell’intervento sulle stesse strutture degli insediamenti israeliani, in quei momenti occupate dai loro abitanti, uniti a combattenti Hamas che vi erano penetrati con l’obiettivo di catturare ostaggi. Gli edifici di questi abitati risultavano in rovina totale, non meno di quelli colpiti dall’aviazione israeliana a Gaza, risultato ottenibile solo con intervento di artiglierie, granate e missili lanciati da carri armati ed elicotteri, mezzi non in dotazione a Hamas.

Era facile notare come ogni nuova campagna mediatica dei sicofanti del sionismo coloniale su orripilanti crimini compiuti dai guerriglieri palestinesi fosse successiva a scoperte, pubblicizzate da rappresentanti ONU, o da organizzazioni mediche internazionali, o da singoli testimoni, come medici, prigionieri rilasciati, giuristi, che denunciavano, sì, orrori, ma compiuti dalle cosiddette Forze di Difesa Israeliane (IDF), in particolare ai danni di detenuti nelle carceri in Cisgiordania, negli ospedali invasi, o nei campi di concentramento allestiti intorno a Gaza e dei cui orrori abbiamo saputo in questi giorni grazie a visitatori e prigionieri rilasciati. A partire dalle imputazioni di piedi e mani feriti da manette troppo strette e troppo a lungo portate. O da detenuti, coperti da escrementi, da mesi con addosso gli stessi abiti e con le mutande cambiate solo all’atto dell’ispezione esterna.

Ora Haaretz aggiunge un elemento, sconvolgente quanto decisivo, a questo e altri elementi a totale smentita della narrazione originata dai vertici israeliani e disciplinatamente ripetuta, gonfiata e diffusa dai nostri media a sostegno di un genocidio definito “risposta”, ritorsione o “rappresaglia”. Sterminio programmato, ormai giunto a quasi 40.000 vittime ufficiali, ma aumentate a centinaia di migliaia da esperti che tengono conto sia dei dispersi seppelliti sotto le macerie, sia dei traumi mortali, mancanza di cibo e cure, che affiancano ad ogni morte da diretti effetti di guerra, altre quattro imputabili agli effetti collaterali.

E’ un’alta e qualificata fonte dell’Esercito israeliano che ha ammesso al quotidiano come, in risposta all’attacco di Hamas, reso possibile dalla neutralizzazione dell’intero apparato elettronico di sorveglianza e allarme che cinge il carcere a cielo aperto di Gaza e dalla successiva occupazione dei centri di comando militari (costata le dimissioni dei responsabili), fosse stata ordinata l’applicazione della Direttiva Hannibal. Una direttiva per la prima volta utilizzata contro Hezbollah e la sua cattura di militari israeliani, nella prima invasione del Libano, e che prevede l’uccisione, insieme a quella dei combattenti nemici, anche degli ostaggi presi. L’obiettivo essendo quello di togliere al nemico l’opportunità di imporre degli scambi, o altre condizioni.

Citando un alto ufficiale dell’IDF, Haaretz scrive: “Alle truppe israeliane che stavano contrastando l’attacco di Hamas è stato ordinato: non un solo veicolo deve poter rientrare a Gaza. E’ chiarissimo ciò che questo ordine implica e quale avrebbe dovuto essere il fato riservato alle persone sequestrate e portate via su moto, auto, pick-up”. Si tratta dell’ordine di ricorrere alla Direttiva Hannibal, così chiamata con riferimento, non tanto al generale cartaginese suicidatosi per non cadere nelle mani del nemico, quanto a Hannibal Lecter, protagonista del film “Il silenzio degli innocenti”, cannibale.

Pochi giorni dopo il 7 ottobre, avevo già potuto citare voci di protagonisti di quella vicenda. Tra cui giornaliste israeliane e statunitensi (CNN), Nicole Zedek e Sara Snider, che smentivano la storia dei 40 neonati decapitati, per giorni e giorni rilanciata da tanti e, con grande foga, da Mentana su La 7. Ma anche una giovane donna, Yasmin Porat, che si trovava nell’epicentro della battaglia, il Kibbutz Be’eri occupato da Hamas e, sopravvissuta, aveva riferito del fuoco amico indiscriminato aperto dai tank e dagli elicotteri israeliani contro l’abitato.

Prima dell’alta fonte militare di Haaretz, avevo potuto citare un altro ufficiale di grado elevato, il Colonello Nof Erez, che aveva ammesso che in quelle ore era stato fatto ricorso alla Dottrina Hannibal.

Con le rivelazioni di questi giorni siamo giunti alle stesse conclusioni che i fatti (e qualche tardiva ammissione) ci hanno permesso di riconoscere in merito agli aerei pilotati da supercampioni sauditi contro grattacieli (che esplodono piano dopo piano, compreso uno non colpito) o, rasoterra, contro il Pentagono: o in merito alle armi di distruzione di massa di Saddam (Guerra all’Iraq); o dell’attacco mai avvenuto alla flotta USA nel Golfo del Tonchino (Guerra al Vietnam); o della strage di decine di civili kosovari torturati poi risultati militari caduti in combattimento con segni di tortura apportati dopo la morte (guerra alla Serbia); o dei bombardamenti di Gheddafi sulla propria gente con aerei fantasma che nessuno ha mai visto in volo (guerra alla Libia); o in merito a Mario Valpreda (guerra alle classi insubordinate italiane)….

domenica 7 luglio 2024

Ecco perché hanno ammazzato Raisi --- --- IRAN, BALUARDO DEI POPOLI DEL MEDIORIENTE --- Varichina sulle balle

 

 

Per Becciolini Network, Stefano Becciolini intervista Fulvio Grimaldi

https://rumble.com/v5516j3-iran-elezioni-la-coalizione-dei-conservatori-con-fulvio-grimaldi.htm

 👉🎥 Diretta live video su Rumble:

https://rumble.com/v5516j3-iran-elezioni-la-coalizione-dei-conservatori-con-fulvio-grimaldi.html

👉 🎙🎧Ascolta la Diretta Radiofonica e successivamente il Podcast:

https://www.becciolininetwork.com/podcast/

 

All’indomani della morte del presidente iraniano Ibrahim Raisi, quando l’universo mondo (e anche il contromondo) si beveva e rigurgitava la storia del tragico (intendendo “opportuno”) incidente con l’elicottero “provocato dal maltempo e dalla nebbia” (che non c’erano), aggiungendo nel più temerario dei casi “misterioso”, già elencavo gli indizi che, ben più numerosi dei tre richiesti da Agatha Christie, corroboravano la prova dell’assassinio.

Mica grande merito, di fronte al diluvio dei fatti. Semmai grande demerito delle volpi della nostra informazione, o complice, o pavida, o normalizzata. Che ora, alla luce della vittoria del “moderato”, del “riformista”, insomma del presunto compatibile, Massoud Pezeshkian, si accingono timidamente a raggranellare qualche ombra di sospetto sull’eliminazione del capo dell’”Asse del Male”.

Ciò che induce anche i più mansueti dell’ordine della giarrettiera imperial-sionista a festosamente riconoscere che la rimozione del “conservatore” Raisi, diretto responsabile dello schiaffazzo impartito all’invincibile occupante della Palestina con missili e droni in pieno sulle sue basi militari (in risposta alla strage nell’ ambasciata iraniana di Damasco), ha cambiato in meglio le carte nella partita con il Male, è la vittoria del medico già ministro della Sanità sotto il caro moderato Mohammed Khatami, presidente che aveva schiacciato parecchi occhiolini all’indirizzo dell’Occidente.

Ci si aspetta di conseguenza atteggiamenti aperti, se non amichevoli, da  parte di un capo di governo a cui, da medico, spetterebbe deontologicamente l’impegno di condannare coloro che dal 1989, con le sanzioni, a dispetto dell’accordo sul nucleare raggiunto, hanno privato i milioni di liofiliaci del paese dei farmaci necessari per sopravvivere. E il sottoscritto non si è ancora levato dagli occhi l’immagine dei centri di Stato, o volontariato, a Tehran, dove facevano le code giovani per vedere se lì rimediavano quanto gli avrebbe salvato la vita. E così gli oncologici, i diabetici, gli affetti da tifo, colera, tetano ed ameba.

Tante manifestazioni, qui e là, dei patiti della guerra al velo, ma da noi mai una contro chi negava agli iraniani, che dai tempi di Serse non avevano più aggredito nessuno, l’essenziale farmacologico e alimentare per restare in vita.

Chi è dunque Massud Pezeshkian, 70 anni, il cardiochirurgo che ha prevalso di misura sul contendente Saeed Jalili , da noi definito “ultraconservatore”, praticamente il demonio, e in patria chiamato “martire vivente” per aver perso una gamba nella guerra Iraq-Iran degli anni ’80, ex-negoziatore del trattato nucleare con gli USA.

Nel 2013, da deputato, si candidò alla presidenza, ma fu cancellato dalla rosa su voto del Consiglio dei Guardiani. Da parlamentare in rappresentanza della città di Tabriz, perorò il dialogo con tutti i paesi e blocchi del panorama geopolitico. Dichiarò ripetutamente che, senza pregiudizio per la consolidata cooperazione con Russia e Cina, preziosi seppure insufficienti ammortizzatori delle pesantissime sanzioni occidentali, si sarebbero dovuti cercare rapporti migliori con l’Occidente e gli Stati uniti, rigorosamente fondati su “dignità, saggezza e interessi nazionali”

Sostiene anche la riattivazione dell’accordo sulla ricerca nucleare concluso con Obama e annullato da Trump. Accordo, peraltro, avversato in patria da un vasto fronte capeggiato dall’ex-presidente Ahmadinejad, perché negava all’Iran, che pure, diversamente da Israele, aveva firmato il Trattato di Non Proliferazione nucleare, l’arricchimento dell’uranio al livello necessario per utilizzarlo a fini di energia e medicina. E, comunque, non aveva comportato la cancellazione delle sanzioni.

Sanzioni in atto dalla rivoluzione del 1979 e via via aggravate al punto da mantenere l’Iran, oltrechè sotto la perpetua e snervante minaccia di un’aggressione israelo-statunitense, in uno stato perpetuo di gravissima crisi economico-sociale, caratterizzata dalla mancanza di beni di consumo essenziali, carenza di parti di ricambio per l’industria, di anticrittogamici per l’agricoltura e, come già detto, soprattutto di prodotti d’importazione e condizioni bancarie per assicurare alla popolazione l’essenziale per la salute.

Sicuramente ne ha sofferto il morale della società iraniana che pure, rispetto ai tumulti per la questione del velo, spesso alimentati da squadre armate del terrorismo MEK (basato in Albania e foraggiato da Washington) e delle minoranze curda e beluchi (di cui da noi nulla si dice) e dall’accusa di brogli elettorali quando l’esito non era quello gradito all’Occidente, dimostravano sostegno a Stato e governo con ripetute manifestazioni milionarie. Quella successiva al bombardamento terrorista di Israele sul consolato in Siria, con 16 morti, aveva visto raccolti a Tehran 1,5 milioni di cittadini e altri milioni in tutto il paese.

Del resto, la questione del velo, così preminente nei media della propaganda razzista e bellicista dei media occidentali, non risulta all’osservazione diretta, come anche da noi direttamente constatato nei luoghi della presenza giovanile e femminile delle città iraniane (vedi il mio docufilm “TARGET IRAN”, girato assieme a Sandra Paganini). Come ricordo nell’intervista, alle donne iraniane interessa maggiormente il dato, unico anche per molti paesi sviluppati, dell’assoluta maggioranza delle donne laureate, rispetto ai maschi, e dalla loro presenza ai massimi livelli delle amministrazioni pubbliche e private, a partire dalla magistratura, dall’economia, dall’industria.

La speranza degli organizzatori dell’incidente con l’elicottero: dopo l’intransigente Raisi, un moderato che lasci affondare l’Iran senza rispondere colpo su colpo?

Chi dunque, conta sulla rimozione fisica del presidente Raisi per vedere aprirsi, con Pezeshkian, una corsa alla pacificazione con l’Occidente, a iniziare dall’apertura dei mercati iraniani agli avvoltoi multinazionali euroamericani, avrà modo di ricredersi. Pezeshkian e Jalili si sono sempre dimostrati fedeli alla Repubblica Islamica e al suo sostegno della rivoluzione palestinese. Ne rimane, a monte, la garanzia indefettibile della Guida Suprema, Ali Khamenei, i cui 85 anni non risulta abbiano inciso sulla sua lucidità, determinazione in difesa della sovranità del paese, autorità. Senza parlare di un popolo di 90 milioni di cittadini, istruiti e con piena coscienza di cosa è in gioco.

Sotto Raisi l’economia iraniana, devastata dalle sanzioni, aveva ricuperato la ripresa iniziata sotto Ahmadinejad (grande amico di Ugo Chavez) fino a produrre un picco del 5,7% annuo del PIL, con una parallela diminuzione della disoccupazione dal 9,6 al 7,6%.

Ciò su cui si può contare con assoluta certezza, non è tanto uno scambiarsi di affettuosi sensi tra USA-Sion e Iran, quanto un più accentuato accanimento, tramite sanzioni e forme di aggressione occidentale finanziaria varia, che riportino la crisi economica a un nuovo apice, nell’eterna speranza, eternamente frustrata, che questo porti al tracollo del paese e induca il nuovo presidente, “moderato”, alla sottomissione.

Rimarrebbe anche l’opzione militare, incessantemente evocata dallo Stato ebraico. Ma, alla luce dei fallimenti registrati a Gaza da quello che era propagandato come esercito invincibile e dalla limitazione allo sbattere di sciabole che Israele fa verso il nemico Hezbollah , da cui le ha prese già due volte, 2000 e 2006 (sotto i miei felici occhi), risulterebbe un’opzione impraticabile,

 

 

 

 

martedì 2 luglio 2024

ITALIA: “SIAMO SEMPRE TRE, TRE BRIGANTI E TRE SOMARI, SOLO TRE” --- UE: “SIAMO SEMPRE SEI, SEI BRIGANTI E SEI SOMARI, SOLO SEI”

 


https://youtu.be/42i_5jIlMAY

 

Se vogliamo per forza usare le desuete e decrepite categorie di destra e sinistra come utilizzate dalle ombre cinesi che si dichiarano dell’una o dell’altra fede, dobbiamo parlare di un tumulto domestico ed europeo dove chi si affronta appartiene alla categoria delle destre unificate. Per trovare qualcosa di sinistra, nel senso classico del termine, dobbiamo andare a cercare nelle piazze e frugare in aule accademiche, dove si ha chiaro il distinguo oggi decisivo: destra imperialista, capitalista, ultraliberista, ultraprivatista, guerrafondaia, ammantata di “valori occidentali”; sinistra (in nuce) antimperialista, anti-neocolonialista, antiguerra, dalla parte della giustizia sociale, dell’autodeterminazione individuale, collettiva, nazionale.

Lo so, Marx avrebbe da ridire, ma anche Hegel,, figurati i loro chierichietti. La categorizzazione è fatta con l’accetta. Troverei qualche indulgenza nel mio maestro Che Guevara, sicuramente nell’eroe bambino Pinocchio, magari anche in Garibaldi (al punto da far inorridire il rigurgito di neoborbonismo  che sta investendo la nostra maturazione in in Stato nazionale (con piena soddisfazione di coloro che ora lo stanno frantumando). Ma tutto sommato, questo è il materiale che fornisce il convento ed è quello con cui tocca lavorare. Se lavorare si vuole, anziché blaterare e mettersi le pailettes delle formule disseccate.

Il video sul mio canale Youtube di cui al link qui sopra, al titolo fa il verso al grande Modugno che per metafore non lo batteva nessuno. Tre briganti e tre somari, sei nella dimensione europea, rappresentano in fulminante sintesi chi pretende di sgovernarci e fregarci. Faccio ammenda per l’utilizzo del nobilissimo quadrupede nei termini in cui la vulgata ne capovolge le qualità: essendo l’asino un animale intelligente, più del cavallo, lo si definisce stupido. Solo perché il cavallo, meno dotato di autonomia e autodeterminazione, obbedisce, mentre l’asino, quando non gli gira, no. Per l’uomo, intelligente è chi gli si sottomette.

C’è un parallelo con i cani: Pastore Tedesco, bellissimo, intelligente di suo, ma spesso lo si dice tale solo perchè fa tutto quello che gli si dice di fare, bassotto ottuso perché fa sempre di testa sua, perlopiù rifiutando l’obbedienza. Il mio è più volte che mi fa marameo se gli chiedo qualcosa, che le volte che si concede. Avevo un bassotto, Nando, che sembrava Maradona: il suo giropalla era incessante tra sé e qualsiasi ostacolo, dribblava, scartava, faceva sinusoidi palla al piede, gli dava di testa e stoppava. Lo giuro. A Spalletti sarebbe servito più di Chiesa. Chi lo vedeva applaudiva. Lo faceva quando gli girava. Se lo invitavi al contrasto ti guardava: “ma che vuoi”.

Il bassotto è cane da tana, scova chi si nasconde e chi gli interessa catturare. L’Alsaziano è cane poliziotto, cattura chi gli si dice di prendere.

Scusate la divagazione.

I nostri tre briganti sono anche somari perché non sanno fare ciò che si fanno, a nessun livello. Uno vuole la riforma della Giustizia lasciatagli in comodato dal delinquente massimo che ha inquinato il paese nei decenni del giro del secolo: Col risultato di un’anti-giustizia dove vince chi sa delinquere perfino con meno bravura dello scippatore di pensioni.

L’altro pensa di levarsi dai piedi l’Italia quasi tutta, mandando alla deriva ogni cosa dal Po in giù e illudendosi che, avendo dietro quattro fabbrichette di formaggi e cerchioni, possa  mettersi al tavolo di coloro, tedeschi, francesi, spagnoli, polacchi, russi, che l’unità nazionale se la tengono ben stretta.

Poi c’è quella che, fatta a pezzi la barca su cui galleggia, le basta essersi tolta l‘impaccio democratico di pesi e contrappesi, per poter blaterare da un balcone con tutto il mondo che finalmente le dà retta.

Detto questo, arriviamo ai sei briganti, sei somari, solo sei.

Sono quelli che, fatto finta che gli altri 21 sono fuori a giocare e non contano una cippa, hanno deciso chi è che, nell’UE, deve farsi dire da banche e fondi USA cosa far fare, o non far fare, ai cittadini europei per stare male.

E così al tedesco, francese, spagnolo, polacco, greco e all’olandese con i denti a sciabola, messi in riga gli altri della conventicola (senti gli schiamazzi della Meloni…) non poteva che andar bene a capo del Consiglio un socialista garante di antisocialismo. Poi, a capo dei rapporti UE-mondo una che, giustamente, non ha mai praticato la diplomazia nemmeno col gatto di casa, cui piuttosto dar fuoco, e che conforta gli armaioli di tutto l’Occidente, dichiarando che le soluzioni si chiamano A, B e C e tutte prevedono un unico programma: fare a pezzi la Russia a forza di oceani di sangue ucraino (con aggiunta di altro).

Questo, la signora Kaia Kallas lo dice a nome di 450 milioni di europei, avendo dietro un paese di 1,3 milioni di abitanti, meno di quelli di Zaia. Si vergogna come un fallito il predecessore spagnolo Josep Borrell, che si era limitato a osservare che l’Europa è un giardino e tutto il resto una giunga da far schifo e, quindi, da obliterare con il napalm.

Un governo europeo che funziona a istruzioni USA e a foraggiamenti qatarioti e altri, non poteva non confermare alla guida che una dai capelli biondi, occhi azzurri e un von nel cognome. Soprattutto una con un trascorso che più qualificante non si può.

Da ministro della Difesa della Bundesrepublik stanziò 155 milioni di euro per 365 consulenze affidate a privati, senza gara e con motu proprio. Secondo la Commissione d’Inchiesta del Bundestag, poi svaporata, almeno un terzo di questi erano privi della minima giustificazione. Come dire, finiti agli amici degli amici. Ma quando la Commissione arrivò al dunque e Ursula vedeva aprirsi l‘abisso della fine di carriera e peggio, ecco la provvidenza: tutti gli sms, i messaggi e messaggini che avevano determinato quelle consulenze erano spariti. Il Ministero li aveva fatti cancellare all’atto del passaggio di Ursula sul trono di Bruxelles.

Non vi richiama qualcosa? Magari quei messaggi, messaggini e sms scambiati tra la medesima Ursula e l’onnipotente generale pandemico Albert Bourla che, quando qualche impertinente volle sapere cosa avevano contrattato questi gatto e volpe, con miliardi di soldi europei per milioni di pseudovaccini USA, erano spariti. Non c’erano più, cancellati.

Ma guarda la coincidenza!

Briganti, sì, ma furbiiii! Come i somari.

 

sabato 29 giugno 2024

Non solo Bolivia --- GOLPE FALLITO

 


https://www.byoblu.com/2024/06/28/da-assange-alle-elezioni-in-iran-fino-al-tentato-golpe-in-bolivia-limpero-colpisce-ma-ce-chi-resiste-fulvio-grimaldi/  

 

Carissimi,

a conferma ed evoluzione di quanto ho raccontato nel recente video intitolato “Io, Byoblu e il maligno”, dove si narra di tale politicante “8V” Marco Rizzo (variabile, volatile, variegato, variopinto, vaccinato, vagolante, vaniloquioso, vattelappesca) e della sua richiesta di obliterarmi, quasi fossi un neonato nell’incubatrice spenta dalle bombe del di lui governo su Belgrado, vi invito alla trasmissione di Byoblu (canale 262) stasera, alle 22., con replica domenica alle 21.30.

Parlo, con Adalberto Gianuario, su varie cose, tipo le elezioni in Iran dopo l’assassinio del presidente Raisi, tipo il golpe USA fallito per il litio della Bolivia bolivariana, tipo le edificanti nomine di guerra ai vertici dell’UE e i relativi colpi di coda meloniani nel vuoto, tipo il chiaroscuro galileiano del caso Assange…

Ci si vede lì.

mercoledì 26 giugno 2024

Qui quo qua--- --- IO, BYOBLU E IL MALIGNO


https://www.youtube.com/watch?v=0kUCi4GxSdA

Link video

https://youtu.be/0kUCi4GxSdA

 

Qui, amici miei e amici tutti di Byoblu, l’emittente più irrinunciabile dall’Italia perbene, dipaniamo il filo di un malinteso che ha colpito sul menisco – e anche più in alto – me e chi ha avuto la gentile generosità di sostenermi.

Un malinteso innocente e facilmente dissipabile, non fosse che il maligno (non quello con le corna e lo zoccolo, di cui non ce ne è mai calato una cippa) ci avesse messo uno schizzo tossico del suo brodo di rospi e serpenti.

La vicenda ricorda un po’ quella dell’indimenticabile Notte dei morti viventi di Tom Savini, anche se, più dell’horror, ha dell’increscioso, del patetico. Per sgraffignare un po’, se non di vita, di esistenza, si prova ad azzannare chi all’oscurità è sfuggito, o non l’ha mai frequentata e si ritrova, in ottima e crescente compagnia, nella luce. Dove per luce, noialtri di Byoblu e coloro che con noi ci provano, più o meno bene e con successo, intendiamo verità, integrità, onestà, rispetto, coerenza, lotta.

C’è chi preferisce altri metodi e mezzi. Anneghi nel suo brodo.

Il video la dice tutta.

lunedì 24 giugno 2024

Ce lo chiedono mafia e impero --- TRE SCHIFORME PER IL FASCISMO DEL TERZO MILLENNIO --- Giustizia- Premierato-Autonomia differenziata

 


Metapolitica-Il fuoriscena del Potere, condotto da Francesco Capo

https://www.youtube.com/live/GdhcE_jsl2I

https://www.youtube.com/live/GdhcE_jsl2I?si=sp62xAJyt_Lr6FgW

 

Quello che in questa trasmissione di Francesco Capo provo a sottolineare è il fenomeno della quasi totale passività con la quale la società italiana, colpita al cuore nella sua identità politica, storica, culturale, sociale, ha reagito, NON reagito, a una trasformazione più radicale addirittura di quella realizzata dal primo fascismo negli anni Venti. Passivizzazione indotta e subita dalla popolazione in generale, ma con accentuazione di particolare gravità nelle classi subalterne, proprio quelle contro le quali l’operazione è concepita e diretta e che ne hanno di più da perdere.

Dal 21 al 23 giugno ero a Gambassi Terme, un borgo straordinario di quella Toscana che nell’immaginario è collocata a custodia della più incorrotta identità storica e culturale del paese. Una terra in cui da bambino ascoltavo il pastore nelle campagne di Fiesole recitare per suo diletto i versi della Commedia. Definirei Gambassi, dove ha appeno vinto una bella civica, il ventricolo sinistro del cuore d’Italia. 

Ebbene è stato lì e, a quanto mi risulta, solo lì, che in questi giorni, dove almeno in un cartonato di Parlamento si sono affrontate calci e pugni per esibire il tricolore, con un’organizzazione, un pubblico e dei relatori si è denunciata lo stupro della nazione: premierato e autonomia differenziata. In parole non fronzolute: dittatura e frantumazione. Roma, Dante, i Fratelli Bandiera, la Repubblica Romana, Leopardi, Manzoni, i Vespri Siciliani, la liberazione partigiana? Tutto al cesso.

Esagero? Hanno tagliato gli attributi dei presunti rappresentanti eletti del popolo, al punto da massacrare di botte un parlamentare che aveva offerto la bandiera a un senatore che, schifato, ne ha innescato il pestaggio. A partire dall’oscenità assoluta Berlusconi, omo de panza in cravatta e brillantina, hanno mosso guerra alla magistratura, terzo Potere dello Stato democratico, quello che controlla e impedisce governi della malavita (vedi Mani Pulite), arrivando con Nordio a incatenare il Pubblico Ministero alla politica, come la Salis alla sua guardiana.

Già se ne vede l’effetto: il PM con famiglia capisce al volo che quelli dei colletti bianchi non sono mai reati molto gravi. Meritano comprensione, sono utili al fare… Mai come quelli di coloro che invadono le piazze con scritte irriverenti su lenzuola o cartelli. Hanno violato articoli dirimenti della Costituzione, tra cui quello contro la guerra, che inibisce di uccidere e farsi uccidere (dopo l’anticipo serbo del governo del “compromesso storico” D’Alema-Mattarella, con i Comunisti Italiani di Marco Rizzo a lustrare le bombe).

Infine, essendo costoro una conventicola bigotta di valori all’incontrario – un classico massonico-mafioso-fascista – sono straordinariamente dotati di incompetenza, ignoranza, incultura e, dunque, di supponenza e fregola di prevaricazione. E hanno fatto ciò che ogni impero esige dalle sue marche periferiche, dai suoi vassalli, valvassori e, in questo caso, ragazzi di bottega.

Con il premierato, dove un capofazione, monarca per grazia di dio (?) e volontà del popolo bovinizzato (!), avesse anche solo un quarto dei voti di quel 50% di chi da noi vota, gode di un manganello spazza-dissenso assicuratogli dal premio di maggioranza, nell’aldilà si moltiplicano gli orgasmi di trapassati come il Duce, il Fuehrer, Bokassa e Pio IX.  E altrettanto fanno gli uomini-dollaro, anticipatori dell’evento in quanto compilatori della letterina che la banca d’affari prediletta dalla criminalità economica organizzata, J.P.Morgan, fece pervenire nel 2013 al fiduciario Enrico Letta, capo del governo dependance. Disse, quell’Ordine di Servizio del Reich: “Avete rotto con l’antifascismo, basta con queste costituzioni democratiche”. E da allora, il torrente Democrazia, scaturito nel 1945, ha gradualmente invertito il corso ed è risalito a monte.

Dove oggi si è inabissato verso le sue misteriose origini. Merito degli untorelli del capitalismo di sangue, guerra, Satman Singh e Palestina.

Ma “voi volete il duce? E allora noi vogliamo i cacicchi!”, fu il grido che pervase il Nord dal Tagliamento alle sorgenti di Padre Po. Anche questo di grande soddisfazione, se non ai padri fondatori trapassati sopra menzionati, a loro colleghi della forza di Carlo V, Cecco Beppe, Nicola II, o Obama: “che nessuno delle consorterie di miei sudditi si permetta di crescere oltre i 100 km quadrati”. Anche qui: per grazie di dio e volontà del popolo: divide et impera.

E dunque ducati, marchesati, contadi, principati, regnucci e repubblichette. Tutti ovviamente dotati di corti, cortigiani, buffoni di corte, clientes. Oggi li chiamano regioni, ma è più o meno la stessa roba. Pensare che lo Stato nazionale fosse una meta degna, da raggiungere per dare forza e armonia alla propria voce nel trambusto planetario, è ubbia da lasciare al barbone in camicia rossa, quello del cui nome si insignirono certe brigate.

Amici, salici piangenti, come è possibile che tutto questo sia passato senza che quasi ce ne accorgessimo? E’ a tal punto che ci ha ridotto la camicia di forza detta pandemia? Dove sono, davanti allo sbrindellamento del paese costruito con sangue, sudore e monumenti a partire da Romolo e Remo, o giù di lì. Furono i romani a chiamare Italia l’Italia. E come si sarebbe non potuto, guardando la carta geografica e vedendo una configurazione definita, circoscritta, in sé conclusa, come questa penisola: organismo fisiologicamente perfetto, meglio del teorema di Pitagora, o di una terzina di Dante. Nel suo mare. A dispetto di vicini e lontani. E difatti poi vennero i barbari. E ognuno se ne prese un pezzo. E di Italia fino a Dante Alighieri non se ne parlò più.

Come è stata possibile tanta inerzia davanti a fatti tanto sconvolgenti, decisi da tanto pochi a danni imperituri di tanto tanti?

C’è, visibilissimo, l’arretramento di coloro che pensavamo, al tempo della truffa covidiana, della presa per il culo climatica, della guerra a noi e ai popoli, delle boiate sociocide della fluidità, fossero i portavoce, mediatici e partitici, del nostro dissenso e della successiva sollevazione. E’ la solita triste vicenda italiota dell’incendiario che si riduce a pompiere, del comunista che torna a vivacchiare sottobraccio al fascista, di quello che aveva colto in vela il vento che spirava da Oriente, ma poi toccava anche remare ed era troppo dura.

L’affievolirsi di quelle trombe in pifferi ha fatto gioco al fronte compatto degli orchestrali da bacchetta unica. Guardate come siamo messi e poi ditemi come fa un cristiano, o anche un illuminato laico, a uscire dalla boccia del pesce rosso che vede il mondo deformato dal vetro concavo in cui lo hanno chiuso e dall’acqua con la quale lo hanno inondato.

C’è Elkann che ha i due giornali più importanti: Repubblica e Stampa. C’è il berluschino Cairo che ha La7 e il primo quotidiano. C’è Caltagirone che ha i campioni della provincia Messaggero, Gazzettino, Mattino. C’è Angelucci che ha i fogliacci di regime, Libero, Il Giornale, Il Tempo. E finisce lì l’informazione cartacea. Una volta c’erano gli editori. Mestiere? Informare. Questi qua non sono editori, sono imprenditori. Il loro mestiere non è l’informazione. E’ la comunicazione. Comunicazione di quanto il giro capitalista del momento ti intima di dire, credere, fare. E che ti dà fuoco se non ci stai. Comunicazione che serva a vendere: automobili, armi, palazzi, farmaci, terapie. Tutto fuorchè informazione.

 Altri giornaletti trottano al seguito, mugolando le stesse cose, se no il capitalismo impersonato da quei giornali grossi non gli fa avere la pubblicità che li fa sopravvivere.

Poi la TV. La rappresenta bene un omuncolo in bretelle rosse che l’altra sera su La7 diceva che nessuno aveva aiutato tanto i palestinesi, che “stuprano”, quanto gli USA. O quell’altro, su RAI1 che, mentre intervista la capa del governo, fa la maglia con l’intarsio che dice: “Brava e bella Giorgia”. O ancora uno che dal Libano, su Rainews24, annuncia “Buona Giornata a Saxa Rubra” e poi solo “gli Hezbollah attaccano, Israele si difende e i Falangisti, che sono bravi e giusti,non vogliono lo scontro con Israele…”

I Falangisti? Ma sì, sono quelli cui il premier e generale israeliano Sharon disse di far fuori tutti i palestinesi nei campi di Sabra e Shatila, ricordate? Per quello in bretelle Sharon è un fuoriclasse, ma Netaniahu è il campione.

Con una stampa così, vuoi che vi parlino della fine dell’Italia grazie a Premierato e Autonomia Differenziata? O che ci si possa rifare ricorrendo alla Corte Costituzionale o Referendum? Magari! Ci credo poco. Chi non esulterebbe a poter nominare il commissario della Nazionale?  C’è solo da sperare nella rivolta di quel Sud che da un paio di secoli è preso a calci. Guerra civile? Che sia.

mercoledì 19 giugno 2024

OMS: di notte come i ladri --- IL COBRA DIMEZZATO… ma il veleno rimane

 


https://youtu.be/IcRSRQU76go?si=SuHjTpG2yMmrPMC3

Spunti di riflessione”, Paolo Arigotti intervista Fulvio Grimaldi

 

Trovo stupefacente il silenzio con cui è stata accolta la chiusura della 77ma Conferenza Mondiale della Sanità e grazie al quale ci sono scivolate addosso misure, pretestualmente sanitarie, ma che si propongono il da tempo accanitamente perseguito governo mondiale dei produttori di farmaci e relative malattie. Un proposito di dittatura, affiancato a quello congeniale dei produttori di armi e relative guerre, per ora realizzato solo in termini di progetto dotato di qualche gamba, ma tuttora privo dei cingoli che gli permettano di procedere sui corpi come gli Abrams sionisti a Gaza. .

Stupefacente la tranquilla indifferenza in cui sono fatti trovare, all’annuncio degli esiti ginevrini, parziali rispetto alle intenzioni, ma pur sempre avanti sulla strada della dittatura sanitaria allargata all’universo mondo, coloro che ancora pochi mesi fa propugnavano mobilitazioni anti-OMS dal borgo al pianeta tutto, e consideravano coloro che intendevano privilegiare la lotta agli oceani di sangue in Palestina e in Ucraina, come inconsapevoli strumenti di distrazione di massa.

Sarà l’estate incombente, il mare, l’infezione meloniana, l’oroscopo che parla d’altro, sarà , parlando seriamente, la progressiva diserzione-normalizzazione dei gruppetti sedicentisi partiti che, arrampicatisi su uno dei tanti moti popolari innescati dalle manipolazioni autocratiche – pancomplotto, clima, guerra, gender ecc. – pensavano di darsi un tono e una poltrona e sono andati a sbattere…. Sarà quel che sarà, ma intanto a Ginevra hanno fatto buona parte dei comodacci loro e noi ne usciamo ammaccati. Non troppo, ma ammaccati.

C’è chi azzarda un “poteva andare peggio” e ha ragione. Lo constatiamo nel video dell’intervista.

Ma prima vorrei attirare l’occhio su un altro fenomeno di passivizzazione sociopolitica-attenzionale. Superato il grottesco, il ridicolo e gli sprechi di giaculatorie mediatiche relative al cartonato G7 nel peggiore baraccone trash del “paese più bello del mondo”, abbuffatisi, gli stessi puffi picchiatori, di armi e guerra in Svizzera nella buffonata sulla pace, celebrata per coloro a cui tale pace è ossessivamente negata, compiuta la parabola dell’armiamoci e partite nella successiva baracconata a Bruxelles dei “Grandi del Mondo”, dei quali i quattro quinti del mondo reale se ne fottono, un pubblico giustamente distratto è andato a sbattere il grugno sul duro e sul vero.

Premierato e Autonomia Differenziata. Con tanto di pestaggi in Parlamento dei renitenti col tricolore e la Costituzione. Sono bastati per una chiassatina critica ai Santi Apostoli di Roma degli abusivamente detti sinistri e centrosinistri, con tutti i guerrafondai imperiali infervorati per pace e democrazia, ma con bavaglio a disposizione e la sicura sul fucile. Tutti a vociare cose inani sulle minacce meloniste a una democrazia che, peraltro, i democratici hanno rosicchiato fin dai tempi della Legge Truffa e sepolto definitivamente con la P2 e i suoi attuatori fino ad oggi.

Facemmo spallucce quando la superbanca dei padroni di mezzo mondo, J.P. Morgan, ci disse “basta con l’antifascismo e la troppa democrazia”, mettete Monti e poi Draghi, con i “zitti e mosca” dei Napolitano e Mattarella, per arrivare così a Crosetto-Nordio-Meloni e, finalmente, al superamento di quella zavorra rifilataci dalla Rivoluzione Francese che è la Tripartizione del Potere. Ne deve bastare uno. Per grazia di dio e volontà del popolo. E vuoi che non amino Netaniahu e Tolkien?

Ho perso il filo. Era quello che si dipana dal rutto emesso dall’OMS a Ginevra, il 2 giugno mattina, e si spegne nella buona educazione con cui tutti hanno fatto finta di non aver udito. Ci eravamo messo il cuore in pace alla notizia-bomba profumata del fallimento del tentativo di calcarci addosso, a tutti i formicolanti sul pianeta, il giogo del Nuovo Trattato Pandemico. Il troppo stroppia e così la maggioranza ha detto “facciamo un’altra volta, non è aria, ci riproviamo nel 2025, magari dopo aver ammorbidito il colto e l’inclita con un’altra dose di “vaccini” sperimentali e restrizioni”. Non sta già lì, pronta sugli scaffali, la bellissima pandemia Aviaria? Per adesso fa morti finti (vedi Messico), ma non mancherà molto prima che il lavoro vero glielo facciano i “vaccini”.

Blocco e rinvio, concediamocelo pure, del quale dobbiamo essere grati, per un verso, alla caterva di effetti avversi funesti che hanno accompagnato la diffusione delle inoculazioni e, per l’altro, ai sacrosanti dubbi socratici e alle obiezioni galileane espressi da quanto ci resta dell’Intelligenza non Artificiale. E alla conseguente poderosa mobilitazione di menti e corpi e strade e piazze.

E bastato per radere al suolo il nuovo Trattato Pandemico Internazionale. Non, ahinoi, per far fare la stessa fine, giù dal ciglio del burrone, al Regolamento Sanitario Internazionale. Per quanto sminuzzato dalle stesse forze che hanno buttato nel secchio il trattato del Torquemada Ghebrejesus (figuro dal passato da confino su un qualche satellite naturale o artificiale, quanto meno, come si apprende dal video), qualcosa di questa “Marcia sul mondo” è pervenuto. Non proprio le manette con ceppi e guinzaglio (tipo la picchiatrice di Budapest) dal direttore Tedros proposte, su imbeccatata dal ventriloquo Bill Gates e, per l’84% dei soldi che la cosca prende, dei “controllati” farmaceutici.

In altre parole, per ora (PER ORA!) non sono riusciti a far passare l’armageddon del passaporto vaccinale; del certificato d’identità che riunisca tutti i tuoi dati, clinici, consumistici, penali, di spostamento, di frequentazioni, eccetera; del principio “One Health”, Sanità Globale, in base al quale avrebbero potuto legiferare, imporre, sanzionare ogni cosa oltre la stretta questione sanitaria: clima, ambiente, tensioni sociali, crisi di qualunque genere. Dopo la globalizzazione sospesa di Klaus Schwab, quella realizzata di Tedros Adanom Ghebrejesus, coerentemente ex-personalità di primissimo piano (ministro della Salute, poi degli Esteri) di una dittatura feroce della minoranza tigrina filo-USA che ha insanguinato l’Etiopia dal 1991 al 2018.

Però è passata, nelle estreme ore della notte dell’1. e con il consenso di una minoranza, con un sacco di delegati che hanno sbattuto la porta, qualcosa di più urticante di un fico d’India in quel posto: la sorveglianza capillare, delegata ai governi complici o compiacenti, la lotta con tutti i mezzi, alla disinformazione e alla malinformazione. Cioè, o d’accordo con gli ukase dell’OMS, o zitti, o taglio della lingua. E non è tutto. Ce n’è soprattutto per i paesi, più o meno poveri, ma quasi tutti recalcitranti, del detestato Sud Globale. Guardate il video.

Insomma, c’è di che fare saltelli di gioia. Ma ad asticella bassa. E non restare con le mani in saccoccia come tutti quei cari amici che tanto si agitavano sull’incombenza dell’OMS e, all’atto pratico, si sono riuniti a chiacchierare del più e del meno al tè delle cinque.

 

 

 

lunedì 17 giugno 2024

TERMINATOR

 


Allora, cari amici e vari, stavolta ho voluto arrivare al primato delle tiritere. E solo per quelli che hanno tempo da buttare.
Ogni tanto nella vita mi ritrovo sul banco degli imputati su cui qualcuno, bello o brutto, mi ha voluto piantare. Giusto sarebbe fare finta di niente, ma a volte, questo permette al boia di chiudermi al confino, mandarmi in esilio. O addirittura tagliarmi la testa. Oggi metaforicamente. In passato mica tanto. Ma, in tempi meloniani, non si sa mai.
E questa volta, per prolungare lo strazio, o il divertimento, o comunque evidenziare le concause, ho deciso di fare ricorso a una piccola serie di testimoni a difesa. Tratti dalle mie pagine di FB.

Ma prima di quel florilegio di generose gentilezze, peraltro molto perspicaci, da lettori di gialli, vi imbatterete in un post, ammirevole per densità e concisione, del Terminator Marco Rizzo, a me indirizzato in risposta al mio "Effetto Rizzo", in cui vi avevo illustrato la debacle europea di ISP-DSP, da pochino a quasi niente, rispetto alle Politiche del 2022.  In effetti, all’opposto di re Mida, tutto quello che questo terminator tocca si trasforma in poltiglia
Forse ne ricaviamo qualche indicazione circa la scomparsa di Mondocane da Byoblu (che però sopravvive qui, su molte altre piattaforme, sulle mie pagine FB, su VK e sul blog www.fulviogrimaldicontroblog.info)
🤪🤪. Vediamo dove arriva la longa manus del bombarolo NATO (tramite governo D’Alema) mentre prova a ergersi dal cimitero dei propositi trombati.🤪


MARCO RIZZO a me su Whatsapp il16/6/24:
“Intanto sei fuori. Punto
Alla prima curva fuori. E così è stato. Come deciso”

 

DA FACEBOOK

Più pertinenti



Giacomo Tacconi
Grazie Fulvio la trasmissione in cui parlavi dei tuoi cani, li descrivevi a uno a uno me la ricorderò sempre. A presto combattente per l'umanità
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Stefano Prini
Ho apprezzato molto il suo video su Tedros Adhanom Ghebreyesus, che tanta libertà di espressione non che di verità le sia costato lo spazio all'interno di un media che libero e incondizionato non è?
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3 giorni fa

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Alessandro Paglia
Dopo "Visione TV" anche Byo Blu censura? Erano sempre interessanti le interviste con Enrica Perucchietti, ("Il Grimaldello" mi sembra si chiamasse la rubrica) però ordini superiori hanno estromesso una voce libera persino da Visione TV. Ps. Quei superiori sono stati puniti dal voto, comunque.
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2 giorni fa

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Maura Lungo
Carissimi Fulvio continuerò a seguirla su YouTube perché lei è una persona sincera e concreta che dice chiaro ciò che pensa
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3 giorni fa

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Marina Stella
Mi auguro che presto Byoblu trovi di nuovo spazio e risorse per la tua rubrica!
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4 giorni fa

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Silvio Ruggeri
Grazie Fulvio vedevo questa emittente principalmente per la tua partecipazione . Da un po’ di tempo questa specie di tv dei cittadini … ( solo di certi cittadini) non mi piaceva più ! Continuerò a seguirti nei tuoi canali suggeriti . Byoblu che ho tanto suggerito ai miei -tanti- Amici ,non avrà più il mio sostegno . Un caro e Sincero Saluto .  
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4 giorni fa

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Marisa Tronconi
Grazie Fulvio per quello che ha fatto la seguirò sul suo blog ma temo che da tempo Byoblu non è più una piattaforma libera
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4 giorni fa

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Alessandro Paglia
Byo Blu ha iniziato a virare per il "democratically correct" e la sincerità di Fulvio Grimaldi comincia ad essere meno supportata?
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Anna Zelli
Fulvio mi dispiace davvero questa decisione di Messora..ti seguirò sui tuoi canali. Con la stima e l'affetto di sempre. Un abbraccio e coccole a Ernesto.
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3 giorni fa

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Cettji Ja
Sinceramente guardavo Byoblu soltanto per ascoltare lei e Manlio Dinucci! Ora ne farò a meno e spero che continuerà sul suo blog perché è molto prezioso per tutti noi! Lei è una delle poche perle rimaste con Dinucci Pietro Ratto e pochi altri purtroppo in questa Italia che non permetteremo che pavidi vili malvagi predatori la facciano affondare! Lei è un vero Storico! Sto leggendo Israele e Palestina… interessantissimo!
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3 giorni fa

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Ambretta Caleri
Carissimo Fulvio, visto che parli di volontariato e che quindi confermi che la tua presenza a byoblu non comportava costi per la trasmissione, non capisco davvero la ragione di questa scelta. Se tu non dovessi tornare, io non guarderò più byoblu perchè non potrei più fidarmi. E questo vale anche per Manlio Dinucci che apprezzo e stimo quanto te.
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3 giorni fa

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Erica Datodi
Mi dispiace molto, secondo me potevano lasciare la tua insostituibile rubrica,ne avrei tolta con piacere qualcun'altra!!;a presto!!!
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4 giorni fa

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Nico Ocni
Ho seguito tutte le puntate mi dispiace molto, mi sa che smetterò di seguire quel canale adesso
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3 giorni fa

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Rita Vildibranda
Temo che Fulvio Grimaldi esprima più libertà e intelligenza di quanta byoblu sia disposto ad accettare.....
Da mo' Messora ha ridimensionato, ammorbidito, smussato le sue posizioni iniziali....da mo'....
Non è da tutti la coerenza di Fulvio Grimaldi; credo che mordessero il freno, in attesa di sferrare questo bellissimo colpo così miserabile, così tafazziano...W FULVIO, sempre!!!
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3 giorni fa

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Antonella Fagiolo
Putroppo pare che la mancanza di risorse economiche adeguate abbia comportato l'oscuramento di alcuni programmi.
Buoblu dovrebbe fare la richiesta per ottenere la scelta del 5/1000 .dalla dichiarazione dei redditi.
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3 giorni fa

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Antonella Leonardi
Sembra una tv libera appena ti ci affacci.
Poi intuisci che è piuttosto destrorsa e ad un occhio più attento capisci che è propaganda di una sponda politica che la libertà non sa dove sta di casa.
Ora la tua censura mi conferma che non ho sbagliato.
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3 giorni fa

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Tiziano Martucci
come ho già letto in un commento, anche io su byoblu infine guardavo solo dinucci e grimaldi. sono anarchico, e gli altri son destrorsi.... mi dicevo non mi torna qualcosa (troppo borgonovo - laverità). poi ho visto la leccata di culo alla meloni da..... addirittura bel mainstream pietro, e il tutto si è rivelato (già avevo capito no vaxismo di destra). chiedono soldi in continuazione, e poi arriva virginia la bella bionda, col labbrino gonfio rifatto.... più mainstream di così.
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3 giorni fa

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Alessandra la Mantia
Non riesco a comprendere la linea editoriale...sono veramente dispiaciuta
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3 giorni fa

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Vegano AntispecistaComunista
Messora proprietario di Byoblu (è la TV di Messora, non dei cittadini) un po' di tempo fa pubblicò un post facebook nel quale parlava di cedere la proprietà al popolo dei cittadini che seguono Byoblu ai quali avrebbe anche favorito la decisione delle linee editoriali. Questa socializzazione della proprietà doveva servire ad invogliare sempre più persone a partecipare con una piccola quota di proprietà affinché la TV si reggesse solida con azionariato popolare. Era un ottima idea che sicuramente avrebbe portato tanti soldi di persone che volentieri danno un contributo se davvero sentono di essere proprietari anche se di una piccolissima quota. Un po' come fa Ipercoop dove una qualsiasi persona paga 25 euro e diviene socio seppur di una quota piccolissima...dopo diversi rinvii Messora ha fatto finta di dimenticare questa sua stessa proposta e non ne ha parlato più...e ha rimosso tutti i post che aveva pubblicato sull argomento....chissà perché ci ha ripensato ? Vuole essere il padre padrone e continuare con la solita frase che la TV è dei cittadini e lui decide tutto ? La gente deve pagare per mantenere la sua azienda ? Io non credo che sia giusto così, ne credo che la cosa possa durare a lungo. Le persone non ti danno soldi all infinito per una cosa che è privata...io credo che se non da seguito alla socializzazione verso il popolo della proprietà il progetto sarà destinato a morire....
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3 giorni fa

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Valerio Donnini
Hanno iniziato a chiedere soldi per acquistare un canale sotto il numero 99. Somma raccolta. Poi soldi per rimanere liberi da pubblicità. Ogni mese sempre di più. Adesso pubblicità a non finire. Strane scelte...
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3 giorni fa

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Roberto Ventrella
È un piacere seguirti ovunque. Mi dispiace per questa decisione di Byoblu, spero riprendano presto.
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4 giorni fa

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Anna Maria Costa
Un vero peccato... A presto, spero  
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4 giorni fa

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Favilla Marquez
Ti seguiamo sempre Fulvio, stanne certo
Byoblu...nn morde più
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3 giorni fa

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Emma Repetto
ERRORE, GROSSO ERRORE , tornerai presto , un abbraccio .
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3 giorni fa

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