domenica 25 ottobre 2020

DALLA DECEREBRAZIONE AL MANGANELLO: l'esempio della Germania

 

Inoltro una comunicazione di Maria Heibel (Nogeoingegneria), in cui dei video mostrano le immagini di un brutale intervento dei robocop di Berlino contro l’avvocato Markus Haintz, membro dell’organizzazione di resistenza anti-operazione Covid, “QUERDENKEN”, ed esponente di punta del movimento internazionale contro la neodittatura farma-digitale-poliziesca. Haintz e la sua compagna sono stati gettati a terra, calpestati e arrestati. Siccome mancano ancora i dettagli della vicenda, occorsa poche ore fa, non sono sicuro che l’arresto sia stato eseguito nel corso, o al termine, di una nuova grande manifestazione di massa a Berlino, pure visibile nei video,  sulla scia di quelle milionarie dell'1. e del 31 agosto di quest'anno.

 

La nuova Gestapo è dunque pronta, sicuramente non solo in Germania, ma in tutti i paesi retti da regimi di polizia in nome della salvezza dal finto Coronavirus e dell’effettiva distruzione digitale della condizione umana, ad affiancare agli strumenti “progressisti” tecno-psichici dell’oppressione, quelli collaudati della dittatura d'antan, mai dismessi, violenti anche sul piano fisico. Decerebrazione e, se non basta, manganello e carcere.

 

Siamo grati ai tedeschi che continuano a fornirci, come del resto anche i britannici, spagnoli e francesi, esempi di rifiuto e lotta irriducibili , fondamentali per la sopravvivenza da esseri umani, nella verità e nella libertà.

 

E che vadano al diavolo i corvi e benpensanti, con i loro distinguo e le loro prese di distanza spocchiose nei confronti di qualunque espressione di insofferenza, rabbia, opposizione, delle nostre popolazioni nelle città. Popolazioni massacrate dalle criminali vessazioni e privazioni di una manica di sicari dell’idra psicopatica che, per dominarla, distrugge l’umanità.

 

Fulvio

lunedì 19 ottobre 2020

Tre grandi scienziati e centinaia di migliaia di medici: i danni della campagna virus ----- DAL COVID AL 5G, DA UOMO AD ANTENNA, DA MULTIPLO A SINGOLO ------ Un convegno per capire, per sapere, per decidere

 Se vuoi sapere chi ti domina, devi solo scoprire chi non devi criticare” (Voltaire)

 C’è una crepa in ogni cosa, ecco da dove entra la luce” (Leonard Cohen)

 Se non ti occupi degli affari del tuo governo, sei condannato a vivere sotto le regole di pazzi” (Platone)

 PER LE IMMAGINI, VEDI SU FACEBOOK

Le tre citazioni qui sopra valgono rispettivamente: 1) per tutti i soggetti governati da Conte e sponsor; 2) per i relatori che aprono crepe, come la nostra nel 5G, venerdì, al Teatro Comunale di Canale Monterano; 3) di nuovo per tutti, come per i partecipanti al nostro convegno sul 5G. A proposito del convegno deploriamo la rinuncia per malattia del Dr. Ferdinando Laghi, mentre gioiamo della nuova presenza del Prof. Massimo Fioranelli, dell’Università Marconi, eminente cardiologo e internista.

 

dichiarazione Barrington

 

Come sopprimere Esculapio, Ippocrate e Galeno

Prima di addentrarci nell’argomento che tratteremo al convegno di cui nella locandina e che si intreccia con le varie articolazioni in cui ci si vogliono imporre le politiche di molti regimi in essere, qui e nel mondo, facciamo di nuovo esplodere la bomba, benefica per noi e disastrosa per questi regimi, della DICHIARAZIONE DI GREAT BARRINGTON (vedi mio articolo “Assembrandosi per la liberazione”). Sui media di massa, di conseguenza, della bomba non se ne parla, non se ne deve parlare e il Comitato, cosiddetto tecnoscientifico, se ne fa proteggere dalle schegge.

 

Una bomba che delle crepe di cui parla il grande cantautore Leonard Cohen ne ha aperta una da far passare tanta luce quanta ne serve per annientare i vampiri nascosti nel buco nero dell’antiverità/libertà. Il botto ha sconquassato il mondo dei falsari e nessuno ha più potuto parlare di “negazionisti” e “complottisti”, perchè sarebbe come dire che l’albero è un’escrescenza tumorale e chi lo nega peste lo colga.

 

crepa

 

Giganti e gnomi

Il documento è redatto e sottoscritto da tre dei più eminenti scienziati del mondo. Niente a che fare con gli stregoni da baraccone tecnico scientifico che all’apprendista Conte Zio - vedi I Promessi Sposi - dettano quale sciagura imporci ogni dato giorno. Sono il Dr.Martin Kulldorf, professore di medicina all’Università di Harvard, la Dott.ssa Sunetra Gupta, professoressa all’Università di Oxford e il Dr. Jay Bhattacharya, professore all’Istituto Medico dell’Università di Stanford. Tre delle più rinomate strutture accademiche dell’Occidente. A oggi le firme di medici ed esperti si avvicinano al mezzo milione nei cinque continenti. Tutti “negazionisti”?

 

medici contro

L’eccelsa qualità di queste università, come la riconosciuta eccellenza dei tre medici (epidemiologi e scienziati della Sanità Pubblica), stanno ai consulenti dell’OMS e del nostro governo, impegnati, per conto della Cupola globalista finanziario-farma-digitale, nel gettare nel caos l’intera umanità, come aquile a talpe. Forse è per questo che i nostri media proiettano il loro sguardo sulle nere e cieche creature del sottosuolo, mentre lo allontana da quelle, dallo sguardo acutissimo, che volano nella luce.

 

Se adempissero ai doveri imposti dalla deontologia, i nostri giornalisti e politici, ipnotizzati dagli affabulatori tipo Bill Gates, Crisanti, Burioni, Ricciardi, Galli, dopo le tonnellate di parole a diffusione dell’allarmismo terrorista dei citati, avrebbero dovuto trasmettervi quest’altra voce. Come tre scienziati abbiano evidenziato la spaventosa sproporzione tra i presunti benefici portati dalle misure restrittive, dette protettive, contro il Coronavirus, e i danni catastrofici che  stanno arrecando a tutti i paesi che quelle misure hanno subito.

 

Un Lockdown-Attila,flagello di dio

Attila

A partire dalla mostruosità disumana e tirannica del Lockdown e dalle sue devastanti conseguenze, a breve e lungo termine, sulla salute pubblica in termine di cure e interventi non praticati, di esiti nefasti su problematiche cardiache, della circolazione, dei trattamenti oncologici negati, dei danni psicofisici per anziani e bambini, con quella che sarà l’accresciuta mortalità in eccesso dei prossimi anni.

 

Un convegno sulla connessione di quinta (de)generazione

 

5G UE

Gli ultimi due decenni ci hanno dimostrato come ci si sia proposto e ci sia riuscito, con il digitale dei cellulare, di di ridurre in briciole l’intelligenza, la cultura e il rapporto con il reale dei cittadini, soprattutto dei giovani e, più criminalmente ancora, dei bambini. Senza parlare delle onde elettromagnetiche sparategli nel cervello.

 

Idioti feroci

pupazzi Troppi, verboten!

Capita a fagiolo, come suol dirsi, il nostro convegno sul 5G e annessi e connessi. Ne rafforza l’importanza il nuovo DPCM anti-parlamentare emanato dal duo tecnoscientifico-azzeccagarbugli con ulteriori restrizioni di libertà e salute. Funziona a renderci confusi e illogici l’apparente nonsenso delle disposizioni circa le persone che si possono ricevere in casa (costume definito “feste” per dichiararlo peccaminosamente voluttuario): sei. Sei, rigorosamente   Figuratevi di che bella socialità vivranno le coppie con nonna e tre figlie e cosa gli succedrà se il vicino spia riferisce che è entrato anche l’idraulico, o il prete per la benedizione del defunto.

 

Pensate al nonsense del divieto dello sport dilettantistico, ma non di quello professionistico; o le 30 persone al matrimonio (e non 32) e le 200 a un concerto (e non 183); perchè correre senza bavaglio sì (fa male alle ginocchia) e marciare spediti no (fa bene alle ginocchia); o perchè mille in uno stadio da 50mila; perchè separati in scuola e appiccicati in bus e tram; perchè calcetto no e in palestra, dove tutti toccano tutto, si...

 

Dal tampone al 5G

E allora vai col tampone che sbaglia da sei volte a dieci, scova frammenti di germi morti di antiche stagioni e li proclama Covid. Corri a inventarti nuovi picchi definendo malati gli asintomatici che sono sanissimi e neanche contagiano. Siccome i produttori se ne lamentavano, rimedia, reintroducendoli, alla voce che i ventilatori polmonari ne hanno ammazzati più che il crociato Simon de Monfort gli albigesi. Boicotta e fa sparire le terapie che guariscono e obliterano vaccino e suoi profitti (clorochina, plasma iperimmune)?

 

squalo Singolo con squalo controllore

La risposta non te la dicono, ma per conoscerla basta andare a vedere le condizioni di TUTTI gli stanziamenti-cappio, compresi in TUTTI i programmi UE, nella condizioni di TUTTI i prestiti e finanziamenti a fondo perduto, fino al piano per la Terza Fase Covid del Goldman Sachs Vittorio Colao. E la risposta suona “5G e digitale per tutti”. Anzi per ognuno, dato che un “tutti”, che dà l’idea del collettivo, non deve esserci più.

 

Tutto è finalizzato a separarci gli uni dagli altri, a disgregare la società in particelle, subatomiche, o meglio, sub-anatomiche. Via il contatto, il tatto, l’olfatto, l’udito e la vista, via il corpo, specie quello che si assombra e magari protesta. E avanti le connessioni. Veloci, velocissime, iperveloci, quasi come la luce.

 

bimbo computer

 

Servono ai militari per comunicazioni quasi istantanee e multiple sul campo di battaglia, come sanno bene quelli del Pentagono che vi stanno spendendo miliardi. Servono alle banche dei vostri soldi e ai controllori delle vostre vite, quando finalmente vi avranno liberati del contante. Servono ai mille miliardati di Davos (FEM) che preparano  “l’Agenda ID2020” con la quale vaccinano tutti, con tanto di schedina sottocutanea che collega alla centrale di comando tutte le fibre del vostro essere e fare. E, con il successivo 6G, collega perfino i vostri pensieri, praticamente in tempo reale. Utile, questo, se si tratta di chiudere il vostro conto corrente, o magari la vostra circolazione.

agricoltura digitale

 

Come sanno bene gli imprenditori cinesi e statunitensi che si accapigliano su chi le connessioni 5G deve infliggerle a più paesi. Come sa bene, appunto, chi, ridotti gli esseri umani a monadi isolate in loculi chiusi. ma connessi, non deve più temere masse coscienti e insubordinae. Come sa bene chi, velocizzando le comunicazioni fin dal treno a vapore, con la seduzione del progresso, ha progressivamente concentrato il potere in sempre meno mani, con parallela, sempre più sterminata, diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza.

5G didattica online

Abbiamo detto dell’affollamento dei mezzi di trasporto pubblici. Sempre più lamentato da passeggeri e gazzettieri. Ma come mai neanche qualche milioncino è previsto della manna dei 209 miliardi-nodo scorsoio UE per moltiplicare tali mezzi? Ovvio, così vincono Elkann e i suoi con gli ibridi e gli elettrici (ed elettromagnetici) “green”. Meno ovvio, ma decisivo, perchè se esasperi la gente con questi affollamenti forzati, non da movida, ma da covida, alla fine lubrifichi la transizione dal tram a casa tua, al digitale, quindi al 5G. Infatti, non li sentite già i rinnovati appelli alla soluzione definitiva: la teledidattica?

 

E sarà smart working, studying, buying, loving, fucking, medicaring, farmaceuting, playing. E Apple, Facebook, Twitter, Amazon, Tesla, Huawei non se l’avranno per niente a male. Non vedete già come gongola Bill Gates, nella sua qualità di fondatore di Microsoft e di papa del vaccino, sommo simbolo dell’unità d’intenti tra Covid e 5G.

 

Tutto serve al Nuovo Ordine Mondiale. Come ben sa la Natura, con i suoi alberi decimati per far posto alle antenne. Onde cortissime, submilimetriche, quindi antenne a migliaia, tra satelliti, torri e asticelle, sempre più vicine, fino al punto che antenna saremo anche noi, l’elettromagnetismo sostituirà l’aria e la macchina la trionferà.

cervello elettro

 

Di questo si parlerà venerdì 16 al Teatro di Canale Monterano (RM).

 

Elezioni Bolivia: rasi al suolo i fasciogolpisti ----- USA: S’INCOMINCIA A PERDERE COLPI (DI STATO) ------- America Latina: ricambia il vento?

 

Nel giorno in cui un didattorello da quattro soldi, ma con le zanne prestategli da quelli da quattro miliardi, avvia la fase finale per la libertà del cittadino: il divieto di assemblea e convegno. L'ultimo baluardo della democrazia, dopo la fine dei contatti interpersonali, la fine dello scambio di parola, pensiero, visione. 

 


https://www.resumenlatinoamericano.org/2020/10/19/bolivia-arce-gano-en-la-paz-con-653-de-los-votos-y-en-cochabamba-con-el-63/  immagini e percentuali dei vincitori nelle varie città della Bolivia

 Popoli coscienti e popoli ignoranti

Mentre da noi i colpi di Stato di quaquaraquà travestiti da infermieri e crocerossine passano con il consenso del popolo e senza elezioni, altrove i golpe presentatisi in divisa nazifascista, suscitano l’insurrezione del popolo e vengono sbaragliati dal voto. Ciò che le due situazioni hanno in comune sono coloro, molto in alto e molto mascherati, ai cui fili questi sicari del totalitarismo globalista sono appesi. Evidentemente esistono nazioni più evolute e altre meno.


 Per l’impero e per il litio

A dimostrare il rovesciamento della realtà nel suo contrario non ci sono solo i propagandisti della tramutazione degli uomini in tecno-umani, o gli affabulatori di bibbia e vangeli. Ci sono anche quelli, praticamente tutti i media di massa occidentale, che chiamano democrazie le dittature con approvazione imperiale e bollo NED-CIA. Così Evo Morales, leader boliviano socialista, ripetutamente rieletto perché aveva riscattato il suo popolo dalla povertà, dipendenza, segregazione etnica, colonialismo e, dopo 500 anni, gli aveva fatto avere istruzione, sanità, unità, ambiente, dignità, era diventato un dittatore. Un despota che intascava ricchezze, violava i diritti dei nativi (per via di una strada dalla Bolivia all’Oceano che disturbava 1.800 indigeni), e che ovviamente imbrogliava sull’esito delle elezioni. E, soprattutto, aveva assicurato alla nazione, plurietnica, il controllo delle sue risorse: gas, foreste, acqua e litio. Quel litio di cui la Bolivia è la massima detentrice e senza il quale la Cupola globalista non riesce a trasformarci tutti in robot digitalizzanti.

Risorse mondiali di litio

 Fasci e padroni, come sempre

Il golpe lo avevano fatto gli squadristi fascisti e i feudatari del dipartimento meridionale di Santa Cruz (capeggiata dal fascista dichiarato, Luis Camacho), in concorso con l’èlite finanziaria borghese di La Paz, guidata dall’ex-presidente incolore, ma manovrato dagli USA, Carlos Mesa. Ovviamente, non era mancato ai golpisti il sostegno finanziario e operativo di Washington, come delle solite ONG, sempre quelle che alimentano la tratta degli schiavi nel Mediterraneo. Dopo tre settimane di rivolta popolare, Morales e Alvaro Linera, presidente e vice da 14 anni, si erano dimessi e una svaporata influencer per articoli e vite di lusso, come di evasioni porno (in un suo filmino), Jeanine Añez, si era autoproclamata presidentessa.

 
La Bolivia appartiene a Cristo”, Luis Camacho


”Sogno una Bolivia libera dai riti satanici indigeni. La città non è per gli indios, che se ne vadano all’altopiano o al chaco!!” Janine Anez, presidente golpista autoproclamata

 

Una rivincita tipo goleada

Le dimissioni e la fuga in Messico, prima, e poi in Argentina, opacizzarono alquanto l’immagine e la credibilità di Evo, che si sarebbe voluto alla testa della resistenza. Ma non indebolirono quella del MAS, il Movimento al Socialismo, da lui fondato. E’ stato il MAS ad alimentare e guidare un’ininterrotta opposizione nelle strade, per quanto venisse repressa a forza di stragi. Così si è arrivati al risultato eclatante di domenica scorsa. Con i candidati indigeni alla presidenza e vicepresidenza, Lucho Arce e il popolarissimo David Choquehuanca, al 52,42% contro il 31,6% di Mesa, il ridicolo 14% dello squadrista Camacho e altri trionfi nelle maggiori città, come da grafico nel link sotto il titolo. E neppure una brutale militarizzazione del paese, nelle giornate del voto e pre-voto, è riuscita a intimidire un popolo di cui Morales, Chavez, Fidel, avevano rafforzato la volontà e l’intelligenza per vivere e resistere in piedi. De piè, come si dice laggiù. Lo sapeva bene il Che, quando usò il fucile da quelle parti, prima che lo fermassero traditori e sicari CIA.

 
Lucho Arce neo-presidente

La posta in gioco e gli avvoltoi in agguato

Un colpo di Stato dalle caratteristiche e dai protagonisti del tutto affini a quelli che lo compirono l’11 settembre 1973 in Cile, ma dei cui effetti il popolo cileno continua a soffrire, a dispetto di ininterrotte rivolte, anche dopo 47 anni. Nello stesso silenzio complice dei media occidentali che oggi è riservato alla liberazione boliviana.

 
Giacimenti di litio

Ora tocca vedere come andrà a finire in Bolivia. Indiscutibili la forza e la determinazione di un popolo che ha alle spalle rivoluzioni diverse volte vittoriose. Se non spazzate via, le ONG del finto indigenismo, le stesse camarille umanitarie colonial--razziste che ben conosciamo dalle nostre parti e, ultimamente, anche tra le milizie di Biden, riprenderanno la loro manipolazione di ingenui e insoddisfatti. Difficilissimo credere che le potenze avventatesi sul boccone più ambito e più cruciale per i propri progetti, gli enormi giacimenti di Litio (USA e Germania), senza i quali addio batterie per gli ibridi ed elettrici dei giovinastri Musk o Elkann, lascino il passo alla sovranità della Bolivia e alla sua equa collaborazione con Cina e Russia. Né rinunceranno facilmente a perdere quella che è forse la posizione strategica più cruciale al centro di un subcontinente in costante fibrillazione.

Usi del Litio

Cambia il vento


Per una minoranza di noi occidentali, europei, italiani, che stiamo accettando in massa sottomissioni e violenze psicofisiche che annientano i nostri dritti primari e la stessa nostra identità umana, dopo quella di comunità e nazione, la vittoria dei resistenti e rivoluzionari boliviani dovrebbe essere di confronto e incoraggiamento. Come, in altri tempi, lo furono la vittoria vietnamita, la rivoluzione dei garofani in Portogallo, quella cubana, prima che si annacquasse, quella cilena.

Dopo quelli riusciti a Obama e alla Clinton in Latinoamerica, Honduras, Nicaragua (eterna vergogna alla versione CIA de “il manifesto”) e Paraguay, i colpi di Stato e altri metodi di destabilizzazione yankee incominciano a finire in fiaschi. Così, i ripetuti, massici, tentativi contro il Venezuela di Chavez e Maduro e di un popolo cosciente e coraggioso come quello della Bolivia. Così la vittoria di Lopez Obrador nel gigante messicano, a dispetto dei brogli che per ben due volte gli hanno negato la vittoria e dei narcos militarizzati dagli USA e delle Ong falso-indigeniste, sempre le stesse. Così il cambio della guardia in Argentina, un ricupero della sovranità che non ha la radicalità dei processi boliviano e bolivariano, ma che inserisce il paese in un fronte che esclude o, perlomeno, si oppone, alla manomorta nordamericana. E non è tutto tranquillo né in Cile, né in Ecuador, né a Haiti e Centroamerica. Mentre traballano le stesse basi dell’imperialismo negli USA, dove il Deep State azzarda golpe e guerra civile, pur di rimuovere l’eterodosso Trump.

 Vivere e morire “de piè”



Jens Von Wernicke, con il suo sito Rubicon, straordinario informatore scientifico e sociale e protagonista della lotta contro i congiurati del Coronavirus in Germania e nel mondo (le sue campagne di comunicazione hanno innescato e sostenuto le grandiose manifestazioni a Berlino e in tutta la Germania), se ne è andato in America Latina, Uruguay. Dove non ci sono né distanziamenti, né altre infamie, come le mascherine. Ha detto che non ne poteva più. La sua è una fuga, comprensibile, ne ha tutto il diritto, ma una fuga. Cerchiamo, invece, di farla venire da noi, l’America Latina.

https://www.youtube.com/watch?v=GTqG0zR59hw

Forse sta cominciando un altro giro di vento. Forse “il vento soffia ancora”, come diceva in anni luminosi Pierangelo Bertoli. E’ da secoli che in America Latina non cessa di soffiare, placarsi e risoffiare più forte.

Molti dei concittadini mascherinizzati e, dunque, all’infelice mercè del pensiero unico e falso, vedono gli eventi sudamericani come una fiaba raccontata ai bambini e che riesce ad affascinare solo quelli di laggiù. Dove ci sono, da noi, le masse che marciano a milioni? Dovrebbero ricordarsi di quanto disse una grande conoscitrice dei popoli, l’antropologa ed etnologa Margaret Meade: „Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta.“

E di cosa disse Che Guevara: “Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai, in ogni circostanza e in ogni epoca, si potrà avere la libertà senza la lotta!”


lunedì 12 ottobre 2020

Un volgo disperso rivuole il suo nome ---- ROMA: ASSEMBRANDOSI PER LA LIBERAZIONE ----- UK: I più grandi scienziati del mondo contro i virusiani

 

 

I più grandi scienziati del mondo scatenati contro il lockdown https://gbdeclaration.org/dichiarazione-di-great-barrington/  

 Le immagini della “Marcia della Liberazione” di sabato 10 ottobre a Roma le trovate su molti siti, specie degli organizzatori, a partire da “Liberiamo l’Italia” e Byoblu.

 Poi c’è anche

https://www.youtube.com/watch?v=xChef5V2zUY

https://youtu.be/xChef5V2zUY a chi interessasse e chi non fosse stato presente, il mio intervento alla manifestazione “Liberiamo l’Italia”. Tra tanti discorsi, validi e irrinunciabili, che hanno trattato i mali di cui ci dobbiamo liberare e il bene che dovremo riconquistare, provo ad aggiungere una questione che mi sembra preliminare e prioritaria: riconquistare la memoria e, dunque, la nostra identità, per viverle nel presente e proiettarle nel futuro.

 “Il mondo salvato dalle donne?” Da quelle di San Giovanni

 

San Giovanni, ore 14.00. Arrivandoci e girandovi ho notato, accanto ai veterani di tante lotte, una marea maggioritaria di giovani e, tra questi, mi ha colpito, e non solo per una fissa etero, quella di giovani donne. Belle. Erano tutte belle perchè stavano lì, dalla parte giusta, animate da pensieri giusti e sentimenti belli. E’ il loro sorriso, smascherinato, bello, si vedeva e ti parlava del bello.

 Lontani i palazzi del potere, dei malfattori e mattatori del falso e della nequizia. Lontani i fortini e i confinamenti sanitari, animati dai complici e succubi dei malfattori falsari che, improvvisamente, dagli sponsor falsari si sono visti proiettati sotto le luci della ribalta, nelle sfere dei potenti e ora collaborano accanitamente alle loro malefatte per non dover tornare negli oscuti laboratori, nelle anonime corsie. Lontanissa, anche, una colonia imperiale UE, impegnata a emulare la ferocia e la protervia del padrino d’oltreoceano. Lontano anche lui che, in questi giorni delle pre-presidenziali, ci somministra lottatori di wrestling, dai muscoli flaccidi, sebbene steroidati dai rispettivi scherani mediatici, impegnati in feroci quanto degradate e degradanti contese.


 

 

 

San Giovanni e i nostri Pulitzer

Quanto sia andata a buon fine la manifestazione dei “Duecento no vax”, come definita da un livoroso TG2, peraltro in assenza di tematiche no vax, lo dimostrano, oltre ai tabloid di massa atlantosionisti, da Stampubblica al Corriere e al Fatto, le zanzare cocchiere degli strumentalmente opposti schieramenti partitici. Quella dell’estrema destra, militarista, migrantista e LGBTQista, “il manifesto”, cerca di togliersi d’impiccio tra numeri sballati e irrisione alla “marcia statica dei sovranisti” (nobile termine costituziohale vilipeso dai vendipatria del codardo oltraggio globalista). L’altra, di un’opposizione collusa-collisa (come i covidiani di Cina e Deep State) che si ridicolizza, lei sì. Per esempio, come quel cronista degno del Pulitzer, Antonio Rossitto, che le 5000 -7000 persone le strizza fino a farne 1000 ed esprime la sua frustrazione indirizzando ai manifestanti, viscerali ingiurie, alla Crisanti-Burioni-Travaglio: “sconsiderati, esaltati, negazionisti, armata Brancaleone, complottisti, ignorantoni”).

 Traveggole d’odio

Il parossismo del suo odio s’inventa, poi, per “i classici quattro gatti”, quasi un’aggressione alla polizia e, dunque, una “quasi carica”, per l’unico arresto di uno scalmanato mattoide, utile per cronisti alla ricerca del solito caso significativo dell’evento. Peccato che due pagine dopo, un meglio dotato Claudio Risè rovesci la malevola frittatina del collega e stigmatizzi il regime per “la viltà e l’astio verso chiunque voglia tornare a essere libero”. Che con ogni evidenza sono coloro che, allegri e sereni, si sono ritrovati in piazza sabato. Ancora più peccato che il tramortito Rossitto abbia accompagnato la sua malacronaca con una foto della piazza che, vedete voi, se vi sono disperse mille persone. E ci ha pure messo la didascalia “Fallimento”. Pulitzer del falso fino a un attimo fa, superato alla grande dalla più collaudata “Repubblica”: “Duecento manifestanti a San Giovanni”.

 “FALLIMENTO”.

Tale è la stampa, baby, dicevano in quel film. Ma torniamo alle cose serie. L’accozzaglia degli “sconsiderati ignorantoni negazionisti”, con i suoi rappresentanti sul palco, si è occupata di cosucce scritte dentro la Costituzione: sovranità, lavoro, reddito. Una sovranità baluardo contro poteri antidemocratici come UE e Stati Uniti, FMI e OMS, i loro miliziani interni. Miliziani della devastazione neoliberista, della dittatura sanitaria, della disintegrazione sociale ed economica, del totalitarismo tecnologico a base di vaccini e 5G.

 L’intervento di una esperta del settore ci ha fatto rabbrividere con la conta delle vittime vere dell’Operazione Covid, quelle rinchiuse in casa che a decine di migliaia non hanno potuto avvalersi delle cure e degli interventi. I bambini che, come già medici ci segnalano dalla Germania, muoiono “di mascherina”, o dalle oscene misure di distanziamento svilupperanno disturbi ansiogeni, di germofobia e di timore dell’altro possibile pericolo di vita.

 

Nulla di questo viene riportato da coloro che parlano di 200, o di 1000 scalmanati e complottisti. Segno che alle vallette e ai loro grandi conduttori globali perfino “200” o “1000” ignorantoni fanno una strizza da costipazione. Tanto deve essere il loro senso di colpa e tanta la paura che alcuni miliardi di persone si rendano conto di questo e del terrorismo decerebrante che ne traggono poche migliaia di soggetti disumanizzati.  


 In vista di questa, come di altre più massicce, mobilitazioni contro il Grande Inganno (ricordate che per noi è più dura: stiamo sotto San Pietro, protagonista per millenni di strategie del genere) in tutto il mondo, in gran parte sottacciute, trombette del giudizio si sono fatte sentire. Tamponi in aumento e, di conseguenza, “casi” e “decessi” in crescita. Poi, visto che nelle mura del supercarcere della paura le crepe, si allargavano, ecco la paura strombazzata del nuovo DPCM che, assicurando ecatombi imminenti, promette, tra tanti nuovi ceppi, il “divieto delle feste in casa”. Va a realizzare quanto il presidente dell’Emilia Romagna e delle Sardine aveva minacciato: “Lì andremo a scovare casa per casa”. Prima stava in agguato negli angoli, per saltarti addosso se contravvenivi,cCon questo Dpcm, a parlamento che tace e acconsente, la Gestapo te la ritrovi nel soggiorno.

 

“200 ignorantoni”

Cosa mai s’inventeranno, ora che gli sono arrivate addosso 16mila bombe nucleari di verità. 16mila e andare, innescate da medici e scienziati rispetto ai quali quelli di Bill Gates e del resettaggio mondiale, sono ballerine di terza e quarta fila, reclutate perchè condividono la belluinità sociocida dei mandanti.

Non so se qualche mezzo d’informazione riporterà quanto di catastrofico per i catastrofisti del virus viene rivelato dal documento intitolato, dalla località nel Regno Unito dove alcuni dei più rinomati medici e scienziati lo hanno redatto, LA DICHIARAZIONE DI GREAT BARRINGTON. E che migliaia di loro colleghi nei cinque continenti stanno sottoscrivendo a inconfutabile annichilimento del Nuovo Ordine Mondiale che la madrina antropofaga di Hänsel e Gretel pensava di erigere dalle nostre ceneri.

 Gli squali e chi li ha arpionati

 Squali che campano di Covic

 

 Chi li pesca


 Chi li ingabbia

"I più autorevoli scienziati del mondo scatenati contro i lockdown"

 https://gbdeclaration.org/dichiarazione-di-great-barrington/  


 "Da epidemiologhi e scienziati della salute, siamo molto preoccupati dei perniciosi impatti sulla salute fisica e mentale delle  politiche per il Covid-19 prevalenti e raccomandiamo un approccio che chiamiamo protezione mirata".

martedì 6 ottobre 2020

La banda Obama-Clinton-Neocon-Pentagono-Cia: ---- “SE VINCE TRUMP E’ GOLPE E GUERRA CIVILE” ---- Scontro tra globalisti filocinesi e nazionalpopulisti filorussi


(…) Nei concili di governo, dobbiamo guardarci le spalle contro l’acquisizione di influenze che non danno garanzie, sia palesi che occulte, esercitate dal complesso militare-industriale. Il potenziale per l’ascesa disastrosa di poteri che scavalcano la loro sede e le loro prerogative esiste ora e persisterà in futuro....Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà o processi democratici. (Dwight David Eisenhower, Discorso di addio alla nazione, 17 gennaio 1961)

 “Biden, da vicepresidente, ha spedito la nostra gioventù a combattere in queste guerre demenziali ed eterne... I capi del Pentagono non mi amano perchè non vogliono altro che combattere guerre, così che queste magnifiche società che producono bombe, costruiscono aeroplani e tutto il resto, restino soddisfatti. Ma noi vogliamo uscire da guerre senza fine, far tornare i nostri soldati a casa...C’è gente che vuole continuare a buttare soldi e si tratta di un tradimento globalista dopo l’altro. Ecco come stanno le cose”. (Donald Trump, Twitter, 20020)

 

L’1% dell’umanità controlla il 45% della ricchezza mondiale. E sta col Partito Democratico.

Mentre, arrampicandosi sul Coronavirus, i nostrani pandemici della pandittatura, si baloccano smantellando una dopo l’altra le poche cose buone fatte dai 5 Stelle, ancora non pervertiti da Grillo, Di Maio e poltronari vari (Quota 100, decreti sicurezza, reddito di cittadinanza, norma anticorruzione, stop alla prescrizione e ai vitalizi, decreto dignità...), vediamo qual’è la geopolitica in cui questi vendipatria fanno da nanetti di giardino. Andiamo negli USA, il paese dove il 75% della ricchezza nazionale sta in mano all’un percento miliardario. Su questo, chiunque vinca alle presidenziali, non cambierà niente.

 Due geopolitiche a confronto

globalismo liberal

 

Quale geopolitica dietro allo scontro tra globalisti-imperialisti - neocon obamian-clintoniani con Biden-Harris, insomma il Deep State che fa capo alla Cupola - e i nazional-isolazionisti, detti anche populisti, di Donald Trump? A prima vista, il colto e l’inclita osservano, da un lato, una forte aggressività dei globalist unlateralistii nei confronti della Russia antiglobalista di Putin. Gli strumenti impiegati, anch’essi mondialisti, accanto a guerre e sanzioni: la tratta dei migranti, il tecnoprogresso garrotista di Big Pharma e Silicon Valley e, sotto un profluvio di banalità buoniste, dalla palude di fango con il suo covo di vipere, la Chiesa, da sempre universalista e totalitaria). Il fronte opposto favorisce il multilateralismo, almeno nelle intenzioni consentite dai rivali (si veda la fine fatta da “mediatori” come Kennedy e Nixon), e la sua ostilità si dirige contro la Cina del globalismo uguale e contrario. Globalismo pure totalitario nel controllo sociale, ma, diversamente da quello amerikano neocon, pacifico e capital-sviluppista.

 Globalimperialistit e nazionalpopulisti

Va ancora sottolineato che il partito globalista è quello dei colpi di Stato e delle rivoluzioni colorate (Honduras, Paraguay, Ucraina, Georgia e altre fallite), delle guerre ovunque e infinite (iniziate dai Bush, moltiplicate da Clinton-Obama, ricevute in eredità e limitate, soprattutto nelle intenzioni, da Trump). Mentre il fronte nazional-populista prova a ridurre l’unilateralismo e la proiezione esterna, tra passi avanti e arretramenti, sotto ricatto perenne dii militari, intelligence e neocon. Al primo va attribuita un’attenzione assolutamente prevalente all’impegno militare a 360 gradi, a danno dell’assetto infrastrutturale interno, con conseguente spreco di trilioni, depressione economica e occupazionale. Al secondo, un modesto impegno per la riduzione della presenza militare in vari scenari e della tensione con Mosca e un forte impegno per la produzione e l’occupazione domestica, con conseguenti successi economici.

 


 

 A chi serve il virus

L’intesa del Deep State e della grandi famiglie, aziende e banche che gli sovrintendono (Rothschild, Rockefeller, Soros e relativi think tank) con la Cina di Xi Jingping è basata sulla visione, colludente e collidente, di un mondo globalizzat. Dagli uni con la forza delle armi e dei sabotaggi economici; dai cinesi, fortunatamente, con la strategia pacifica di un determinato tipo di sviluppo coordinato e concordato (Via della Seta). Entrambi i collusi-collisi si sono giocati, in evidente accordo, per fare avanzare il comune progetto dicontrollo sociale e governance mondiale, gli strumenti efficacissimi del virus e del digitale (5G).


 Il potenziale esplosivo che riveste questa contrapposizione radicale relativa all’organizzazione dell’umanità, sta ora, nell’imminenza delle elezioni presidenziali, avvicinandosi alla deflagrazione. Il carico di violenza dello scontro s’è intravvisto nel confronto TV tra Trump e Biden, con il primo portatore di contenuti e il secondo di emozioni ed entrambi di linguaggi e insulti da trivio, come non s’erano mai sentiti e con i media a sguazzare felici in tale spazzatura.


 L’arnese politico diffamatorio che gli antirussi hanno messo in campo e il cui uso, secondo una tecnica rozza, ma efficace per un pubblico obnubilato dai media, è poi stato attribuito invece all’avversario, sarebbe il rifiuto della sconfitta da parte di Trump se dovesse perdere, e la consegruente necessità di un intervento militare, o di un’insurrezione civile, per cacciarlo. Il primo è stato direttamente ventilato da altissimi ufficiali e da quelli passati all’industria bellica. La seconda nientemento che da Hillary Clinton e dalla tampa incistata con lei e con i globalisti neocon.

 Il fidato e  l’inaffidabile

  


I contendenti delle due fazioni in conflitto feroce come non s’era mai visto sono Joe Biden e The Donald. Il primo fa da manichino in vetrina e dondola il capo, la sua vice, Kamela Harris, sta alla cassa nella bottega, vestita da Sturmtruppen. Biden s’è fatto ridere dietro da mezzo Mondo in campagna elettorale per le sue vaccate da demenza senile precoce. Tipo  “150 milioni di americani uccisi dal Covid-19” (metà popolazione)”, “Voi, stupidi bastardi” (a un incontro con soldati), “La Corea del Nord non ha armi atomiche”, “Sono entrato al Senato 180 anni fa”, “189.506  militari contagiati, 118.984 militari morti da Covid”... Senza contare le volte in cui perde il filo e la coerenza del discorso. Roba che, per dirla, deve ricorrere al gobbo sul monitor.



 


 Roba che farebbe impietosire, come qualsiasai scemo del villaggio, se non ci fosse anche il dato, sepolto dai media, che l’uomo e il figlio Hunter sono una coppia di corrotti e corruttori di prim’ordine. Da cui si capisce l’amore tra Biden padre e i generali. Si va dai maneggi finanziari con oscure multinazionali estere, alla negazione di miliardi in armi a Kiev se non si fosse rimosso il PM che stava processando Hunter per corruzione. Argomento, quello della corruzione, come dei diritti umani, da tutti a Washington utilizzato per la destabilizzazione di Stati da rovesciare.

 

Donne progressiste, liberal, democratiche

  

In compenso c’è la presidente in fieri, Kamala Harris, nel caso che l’apripista, nominato da Obama, CIA e Pentagono, dovesse vincere. E poi dar fuori di matto (tipo Bush e Cheney).

Dopo, Hillary, la donna del destino con il pugnale tra i denti, la donna del destino col manganello e il Taser. E qui abbiamo una ex-procuratrice di San Francisco e poi dello Stato della California che s’è fatta un nome nell’ultradestra democratica da “Mrs. Gestapo”. Il suo culto della dottrina “Legge e Ordine” lo ha esplicitato con una furia repressiva poliziesca senza pari nello Stato “liberal”. Pro-pena di morte, in carceratrice record di masse di poveracci, perlopiù neri, riluttante a dar retta a prove a favore di imputati e condannati, poi risultati innocenti, eccetera, eccetera, tanto da far invidia anche chi ha messo il ginocchio su George Floyd. Per psicopatia e tendenze alla Torquemada, la rappresentanza ideale del Partito Democratico caro a tutta la stampa italiana, da Molinari (Repubblica) a Fontana (Corriere), da Giannini (Stampa) a Rangeri (manifesto), da Gruber a Zoro e Formigli (La7).

https://youtu.be/MZk-Rbz-dLI Biden, Harris vogliono maschere obbligatorie per tutti

Trump, il pendolo

Il pendolo, Hillary e Soros 

 
Quanto a Trump, proiettato verso il secondo mandato, alla faccia dei sondaggi manipolati come al tempo di Hillary nel 2016, non gli è stato risparmiato nulla. Dal fuoco incessante dei media di massa, strilloni della Cupola, all’ostilità, nonostante tutto, del partito ebraico.sionista  Dal virus, colpa sua perchè da lui trascurato e sbeffeggiato, alla grandinata di libri e rivelazioni sulle sue turpitudini; dalla, però suicida, balla del Russiagate, allo scatenamento di bande teppiste incendiarie, devastatrici, falsamente antirazziste e antifasciste, con i soldi di Soros e Rockefeller, per mettere a soqquadro la civile convivenza ed esibire un’America di Biden allo sfacio; dall’accusa del NYT di non aver pagato le tasse per anni, mentre le aveva pagate per ben oltre 7 milioni di dollari ed è dimostrato che la coppia Biden ha sottratto 550.000 dollari alle imposte sanitarie), alla falsa accusa di aver corrotto un premier ucraino messo su dal golpe di Hillary e Obama.

 The Donald, vero o falso?


Non sarà una vittima e nemmeno uno stinco di santo,The Donald, ma è il candidato presidente che nel 2016 voleva promuovere distensione e multilateralismo. Alla Casa Bianca, poi, ha fatto il pendolo, non si sa quanto sua sponte, o quanto sotto ricatto del Deep State. E’ uscito da trattati di riduzione delle armi, ha rotto l’accordo sul nucleare che, pure, un presidente iraniano aveva firmato a danno del proprio paese. Ha inflitto sanzioni a pene di segugio, ha tempestato di accuse la Cina, ha spostato l’ambasciata a Israele (senza simpatie in cambio), ha permesso che i militari rubassereo il petrolio e la terra alla Siria. Ma ha anche ritirato contingenti dall’Afghanistan, dalla Germania, dalla Siria. Ha permesso ai militari il massacro dello Yemen e della Somalia, ma pare meditare la grazia ad Assange e Snowden. Sul complesso militar-industriale denunciato già da Eisenhower, ha espresso, a suo rischio e pericolo, l’opinione che avete letto sopra. Per quanto multilatealista, detesta la Nato. Quanto è un Trump autonomo e quanto un Trump appeso a fili che strattona, lo si vedrebbein unl secondo mandato. Tra le due squadre in partita è, comunque, quella meno peggio. Scarsa consolazione.

O passano, se necessario con i brogli, o golpe

Il percorso del voto per posta

 

A poche settimane dal voto, l’arma estrema dei democratici è quella dei brogli. A Trump viene imputato di avversare il famigerato voto per posta, che i suoi avversari vogliono imposto dal Covid, al posto del voto al seggio. Il voto per posta diverge da Stato a Stato dell’Unione. Chi spedisce schede a tutti i cittadini, chi ai soli iscritti nelle liste elettorali. Chi esige che la scheda arrivi al conteggio prima della data delle elezioni, chi la fa arrivare anche settimane dopo, prolungando così il conteggio e il risultato a fini di controversie e relativi tumulti (con l’annunciato intervento golpista dell’esercito). E il voto più discutibile e manipolabile che si sia mai visto. Sono innumerevoli le opportunità di manipolazione lungo la catena dall’invio delle schede a casa, alla busta, alla spedizione, all’identificazione. Si sono scoperte migliaia di firme contraffate, buste senza data del timbro postale, schede senza l’identificazione dell’elettore, mucchi di schede trovate nei fossi, altre doppie e triple, altre giunte dopo che l’elettore aveva già votato al seggio. Su questo nessun può negare che Trump abbia dubbi fondati.

Ovviamente nessuno potrà mettere mai in dubbio le contestazioni dei Democratici e dei loro nipotini in giro per il mondo. Come inmvece va messo, non in dubbio, ma al ludibrio, il voto che fa vincere governanti sgraditi. Sentenziato frutto di brogli, già prima del voto e, figuriamoci, senza la minima indagine, anche dopo. Lukashenko docet.  

Sappiamo benissimo che Donald Trump sta a Pericle, o a Marcaurelio, o al triumvirato della Repubblica Romana (1948-49), come lo psicobanalista Recalcati sta a Sigmund Freud, o il mazzabubù (“quante corna stanno quaggiù”) Conte sta al Conte vero, Camillo Benso. Il fatto è che tutti quelli che gli sono contro e che ora si preparano al golpe se lui dovesse vincere le presidenziali di novembre, sono peggio, molto molto peggio di lui.