mercoledì 17 agosto 2022

IL COLLE D’AVORIO


Inoltro questo comunicato di Liberiamo l’Italia-Fronte del Dissenso con il programma della Tre Giorni allestita ad Assisi, sulla falsariga di quello che parecchi anni fa era il Campo Antimperialista, al quale detti volentieri i miei contributi.

Questa volta no. Stavolta auguro ai partecipanti all’indubbiamente vitale e ricca mobilitazione ogni successo sia per i temi trattati, che per gli obiettivi fissati.

Grande è il merito di molti dei protagonisti di questa iniziativa nel promuovere conoscenza, coscienza e combattività attraverso importanti manifestazioni di piazza in tante parti d’Italia. 


Non so se questo sia esattamente il tempo per convegni in cima a un colle umbro, dato che la risonanza mediatica, come l’attenzione dell’opinione pubblica, sembrano fortemente indirizzati su quanto va succedendo in politica relativamente allo scontro elettorale. Anche se non dubito che per i partecipanti possa voler dire arricchimento di contatti umani e di conoscenze.


Ciò che dispiace e che respingo nettamente nella presentazione che precede il programma, è il tono inutilmente e, questo si, solipsisticamente, denigratorio nei confronti di coloro che hanno ritenuto di non perdere l’occasione di portare la lotta anche sul piano elettorale, per quanto difficili e ostative fossero le condizioni fissate dal regime e dal suo vertice.

 

Ai personaggi più in vista del movimento popolare di opposizione è stato ripetutamente offerto dalla Lista ITALIA SOVRANA E POPOLARE di dare adesione e portare il proprio contributo di idee e volontà alla battaglia che il regime ci ha voluto imporre. Il rifiuto è stato ripetuto e tanto netto, quanto fallimentare, sterile e onanistica è stata la scelta, non solo del movimento del dissenso, di optare per l’astensione.

 

L’illusione di recare più danno al potere attraverso l’assenza e il silenzio, in questa fase di uno scontro che deciderà della sopravvivenza di una resistenza costituzionale e di contrasto al regime oligarchico e tecnocratico, nel momento della partecipazione a guerre e dell’assunzione di una strategia di devastazione dei diritti fondamentali, non può che rappresentare per i suoi fautori, nolenti e volenti, una diserzione. 

 

La prova sta nella campagna di odio e nei tentativi di infiltrazione e sabotaggio praticati dal Sistema nei confronti delle formazioni che si sono impegnate nella battaglia elettorale, a confronto con l’assoluta indifferenza nei confronti di un movimento, che racchiusosi nei suoi ambiti, oggi si è autoeliminato dalla contesa. Assumendosi una responsabilità politica rilevante, di cui gli sarà chiesto di rendere conto. 

Confidiamo che coloro che, in massa, nel corso di questi tre anni di aggressione sociale, culturale, economica e politica, hanno lottato nelle piazze, nei luoghi del lavoro, dell’istruzione, della sanità, dell’ambiente, li incontreremo nelle nostre campagne elettorali e poi ai seggi. Sono anche certo che amici e compagni che oggi hanno optato per l’assenza, li ritroveremo domani e dopodomani nelle piazze di una lotta che non ci sarà consentito di non fare. Forse, però, con un grado minore di credibilità

 

Fulvio



Dal testo di presentazione dell’evento di Assisi


ASSISI 26-27-28 AGOSTO

(per informazioni: forumassisi@gmail.com – per prenotazioni: info@fontemaggio.it)

Una tornata elettorale tanto improvvisa, quanto non risolutiva, si avvicina ed impone riflessioni profonde ed adeguate alla gravità della situazione.

Molte tra le giovani forze del dissenso, nella loro articolazione più poliedrica e diversificata, hanno purtroppo ceduto alla seduzione solipsistica della frenesia elettorale, nella miope prospettiva che un tavolo da gioco così truccato possa sortire effetti diversi da quelli attesi.

All’azione eversiva del Governo, che tutto ha predisposto perché le voci del dissenso non trovassero spazio di espressione, si è combinata la cieca inadeguatezza  di molte delle nuove realtà di partito,  protesa più all’ascolto di singoli protagonismi, che all’attenta costruzione di un ampio movimento popolare, sociale e politico…...



sabato 13 agosto 2022

Panoramica sull’opposizione di popolo ---- LA VERA DISCRIMINANTE E’ LA GUERRA

 Mi dispiace, non riesco a girarla

https://youtu.be/xQSn_tll_ag


Il mio intervento su VISIONE TV a cui vi porta questo link prova a fare una panoramica delle forze politiche che fanno parte dell’opposizione al regime e sono impegnate nella gara elettorale.

Ignavi, pedine del nemico

Sfortunatamente non si è potuto arrivare a una lista nazionale unica, cosa che, per la componente di ignavi del nostro corpo elettorale, richiederebbe la rinuncia alla battaglia e giustificherebbe l’astensione. Posizione di chi pensa di influire su eventi e storia non essendoci e che contraddice sia la logica che la fisica. Posizione, di conseguenza, graditissima al regime oligarchico, che si sentirebbe legittimato, anzi agevolato, anche se la partecipazione al voto si riducesse ai minimi termini. Per i cinici e corrotti autocrati che ci troviamo in casa, non è mai stato un problema. Gli USA insegnano. 

Posizione, infine, narcisisticamente adottata da alcuni personaggi di vertice dei movimenti del dissenso, meritoriamente organizzati e presenti nelle piazze durante questi quasi tre anni di contrasto politico, sociale e culturale ai protagonisti della dittatura sanitaria e delle guerre d’aggressione. Ma posizione che non sembra condivisa  dal popolo manifestante, visto  il formidabile passaggio dei cittadini liberi e pensanti dalle piazze alla raccolta delle firme.

In questo volo d’uccello sulle tre numericamente più consistenti e politicamente più articolate liste, pur partendo da un mio evidente punto di vista, provo di evitare i toni aggressivamente critici e, in certi casi, scompostamente diffamatori, che si sono sentiti nel corso di questa competizione. Toni, diserzioni, ripensamenti, scoperte di improprietà mai constatate prima, che si sarebbero potuti e dovuti riservare ai giorni successivi al 25 settembre. Quando nella trincea opposta si piagnucola, ci si accapiglia, il nemico se la ride, concetto elementare che qualcuno non ha appreso.

Sopra tutto sovranisti

Essendone candidato in Liguria, non potevo non porre particolare attenzione alla lista “ITALIA SOVRANA E POPOLARE”, la cui denominazione, come viene spontaneo constatare, corrisponde al detto latino “nomen est consequentia rerum”. Più o meno “il nome è l’espressione dei contenuti”. Avendo molto rispetto per la figura apicale della lista “VITA”, Sara Cunial, della quale ho sostenuto anche alcune valide battaglie, ma con il cui seguito ho ideologicamente poco in comune, mi sono impegnato a illustrarne gli aspetti. Pur parte di un valido programma complessivo, non mi paiono significativi e, tanto meno, incisivi, nella lotta contro chi ci minaccia con il suo presente distruttivo e un futuro distopico.

C’è, anche qui già racchiuso nel nome della lista, un profumo di New Age, una visione prepolitica dei rapporti di forza e delle condizioni obiettive, di ciò che al sistema fa male e di ciò con cui il sistema convive benissimo. L’idea di creare delle isole felici, separate dallo Stato, da tutto il contesto dal quale solo categorie minoritarie di chi se lo può permettere, possono pensare di fuggire, lasciando agli altri, senza i mezzi per crearsi i loro “ecovillaggi”, o le loro scuole parentali, l’urto, il rischio e il sacrificio dello scontro, è idea insieme aristocratica e illusoria. La Storia ne ha già dimostrato la fallacia nelle fasi epigonali delle grandi sollevazioni del secolo scorso 

Per aver dilagato su questo tema, ho superato i limiti di tempo concessi all’intervista e ho dovuto restringere i commenti a ITALEXIT di Gianluigi Paragone, terza forza suscettibile di arrivare a destinazione, anche in virtù di una maggiore visibilità che politica e media danno al collega giornalista e parlamentare.

Con i fasci?

In fondo, tuttavia, avrei avuto poco da aggiungere ai rilievi che, non solo da me, ma da una larga parte dell’opinione pubblica libera, sono mossi a questa lista. Anche perché di unitario ha eminentemente una contraddizione. Quella di un capo politico che per mesi ha proclamato la sua autosufficienza, con relative espressioni di sufficienza nei confronti di tutti gli altri, per poi, alla resa dei conti, anzi delle firme, aver prima guadagnato e poi perso l’alleanza con i parlamentari ex-grillini di “ALTERNATIVA”.

Causa dichiarata per la separazione, dagli amici di Pino Cabras, l’inclusione tra i capilista di elementi di Casa Pound, la forma esplicita di un’ideologia che nell’opposizione parlamentare del centrodestra rimane implicita. Alleanza non rinnegata da Paragone, ma che, anzi, vedrebbe un ulteriore rafforzamento nella vociferata candidatura per Italexit dell’ex-sindaco di Roma, Gianni Alemanno, pregiudicato (“Mondo di mezzo”), ma convinto assertore delle consociazioni di cui ora Paragone si è reso fautore. Sento odore di affinità sistemiche? E, con in squadra i camerati dei teppisti della sede della CGIL, fetore di servizi, di cui i fascisti sono l’eterna manovalanza.?

Sopra tutto contro la guerra e chi ne campa

Tra i motivi della mia scelta per ITALIA SOVRANA E POPOLARE e, al suo interno, per “ANCORA ITALIA”, forse il più decisivo è la specificità anti-guerre della lista e di quel partito. Nessuno dovrebbe fare fatica a constatare come ci si trovi in un mondo che, oltre a essere gestito da una conventicola di gangster ultramiliardari con il fine di ridurci a impotenza e miseria materiale, morale e culturale, meni avanti le sue operazioni con lo strumento della guerra, dei massacri finalizzati alla depopolazione, del caos. 

Non rendersi conto che da una parte abbiamo il vertice finanziario-militare di una minoranza delle nazioni e della popolazione mondiale, che si avvantaggia di una serie ininterrotta di colpi di Stato, manomissioni, destabilizzazioni e guerre in forma tradizionale (Ucraina, Iraq, Afghanistan), per interposti mercenariati statali, o terroristici (Libia, Siria, Yemen, Somalia, mezza Africa, Myanmar, America Latina, ecc.). Mentre dall’altra, contro la pretesa di costituire un Ordine Mondiale unipolare di dominio autocratico globale, da far nascere dal sangue delle “plebi”, si sono erte sempre più nazioni e sempre più popoli in difesa della sovranità dell’individuo, della comunità, della nazione. Per la cooperazione contro la competizione.

Traccheggiare, sorvolare, trascurare, come altre liste vanno facendo, quando invece si tratta di prendere posizioni nette, aperte, anche coraggiose, alla luce delle potenze manipolatorie e demonizzanti scatenate dagli aggressori globali, significa non solo non aver capito la posta in gioco, o subire la logora sindrome dei cavalli dei cosacchi alle fontane di San Pietro. Significa che qui casca l’asino. L’asino proprio.



 



sabato 9 luglio 2022

STORIE DI INFAMIE E DI GRANDEZZE



 Ultimo dispaccio, cari amici, e lunghissimo. In compenso non vi arriverò più addosso più o meno per una mesata. Ci sarò per la posta, ma, per il vostro sollievo, non diffonderò più pipponi miei e neppure perle di altri fino a dopo ferragosto.  

Passatevela bene, quest’estate, chè, dopo, saranno tuoni e fulmini. Di questi, devono prevalere i nostri. Attrezziamoci. Per adesso salutiamo il Lugansk liberato dalle orde naziste. 

Ciao,

Fulvio



https://playmastermovie.com/fulvio-grimaldi-un-uomo-al-fronte-diretta-social

Playmastermovie, serata presentata da Alessandro Amori e Alessandro Denti, con me che rievoco, alla mano di immagini dei miei documentari, episodi salienti di alcune delle mie esperienze di decano degli inviati di guerra italiani.

Il mestiere dell’inviato di guerra, lo dico probabilmente pro domo mea, è quello più difficile e più importante. Può servire al riscatto della verità contro le macchinazioni dei carnefici. Ma può anche degradarsi a postribolo di cervelli, occhi, penne in vendita: presstitute, come genialmente è stato formulato in inglese. 

Ho vissuto tutta la parabola di questa categoria, dalle stelle alle stalle. E oggi anche sotto, dove scorrono i liquami. 

In Palestina, o nel Vietnam, per merito di giornalisti liberi, pensanti, indipendenti, l’inviato di guerra ha stracciato un gigantesco schema genocida e ha messo nell’angolo potenze che parevano, impunibili, immuni a ogni resa dei conti. In Ucraina ha toccato il fondo dell’abiezione nella negazione dell’assunto vantato: riferire e far capire la realtà, nelle sue tante espressioni e colorature, senza dover servire alcun interesse prestabilito.

Dalle traversate del deserto e semideserto eritreo fino all’altopiano di Keren e Asmara, sotto le bombe dell’aeronautica etiope, insieme a una pattuglia di guerriglieri del Fronte di Liberazione eritreo, alla Guerra dei Sei Giorni del 1967 in Palestina; dal Vietnam devastato dal napalm e dalla diossina dell’Agente Orange in cui, ancora anni dopo la fine della guerra, ho visto nascere deformi e morire, al Nordirlanda della “Domenica di Sangue”. Una strage di Stato. Come lo sono quasi tutte. 




 
Un episodio, quest’ultimo, che mi permise di documentare, unico della mia professione, ma nel coro di mille testimoni scampati, la strage a sangue freddo compiuta a Derry contro una manifestazione pacifica di civili, dal Primo Battaglione Paracadutisti britannici, su ordine del governo. E che segnò la mia coscienza e il mio lavoro di giornalista con la consapevolezza di “che lacrime grondi e di che sangue” l’azione dei potenti. E di che menzogne. Sempre e comunque

Quel massacro doveva soffocare la rivolta, allora pacifica e poi armata, di un popolo in sacrosanta lotta di liberazione. Per me è diventata l’emblema, l’epitome di un confronto, che segna l’intera storia umana, tra minoranze ciniche e feroci e masse oppresse e sanguinanti che non si arrendono e, alla fine, vincono. Anche solo morendo in piedi e incidendo nella Storia la verità della vicenda umana. Così i palestinesi, i siriani, gli iracheni, i latinoamericani, i serbi, gli eritrei….

 



Come ancora Ugo Foscolo, chiudendo: “E tu onore di pianti, Ettore, avrai / Ove fia santo e lagrimato il sangue / Per la patria versato, e finché il Sole / Risplenderà su le sciagure umane”. 





giovedì 7 luglio 2022

GUERRA E COMPLOTTO: ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA



https://www.byoblu.com/2022/07/06/complottista-a-chi-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/

Ultima puntata di MONDOCANE su Byoblu prima della sospensione estiva, dedicata ai complotti, a chi li fa, a chi li subisce, a chi li smaschera.

La neolingua è quella di Orwell in "!984", dove guerra è pace, schiavitù è libertà e ignoranza è forza. E la lingua grazie alla quale i fabbricanti di inganni, i complottisti, intriganti, cospirazionisti, frodatori, bugiardi danno a chi li disvela del complottista. Questo rovesciamento dell'applicazione dell'epiteto gli ha permesso per lunga pezza di frodare gran parte della società sulla quale si esercita la loro macchinazione.

Nella puntata "Complottista a chi?" tento una rassegna, solo sommaria, delle cospirazioni a cui ci hanno assoggettati nel tempo della presa e del mantenimento del potere oligarchico totalitario. 


 


https://youtu.be/aAtcfj1HYEs 

Trieste, 17 giugno, Manifestazione di Ancora Italia, mio intervento "Dall'Afghanistan all'Ucraina".


Il regime Mattarella-Draghi-UE-NATO, tra le tante aggressioni ai nostri diritti fondamentali, a iniziare dalla libertà e dalla sovranità, è arrivato al crimine che secondo Norimberga è quello massimo contro l'umanità: ha costretto il nostro popolo a farsi partecipe e complice di una guerra d'aggressione. Con tutte le conseguenze nefaste e tragiche che ciò comporta, sia per il paese utilizzato per la contesa e destinato a essere dissanguato e distrutto, sia per noi.

Vediamo come questa ennesima violenza contro l'autodeterminazione dei popoli e degli individui, accoppiata alle altre, sinergiche, operazioni di annientamento sostanziale della democrazia e del benessere collettivo, abbia per metà una globalizzazione di segno tecnocratico che superi e perfezioni le dittature nazifasciste del Novecento.








martedì 5 luglio 2022

PARTIRE E' UN PO' MORIRE... Jus Scholae, Jus Soli, o Jus Patriae?

 



DOV'E' LA CASA DELL'AFRICANO?

https://www.byoblu.com/2022/07/04/partire-e-un-po-morire-fulvio-grimaldi-in-o-green-o-verde/

Questo è il link alla puntata della mia rubrica del lunedì alle 21.00 "O Green o Verde" su Byoblu che, ancora una volta, alla vista dell'ingigantirsi di questo fenomeno manovrato, è dedicata alle migrazioni. Intendendo per migrazione , lo sradicamento indotto di popolazioni, il loro trasferimento e inserimento in situazioni sociali, culturali e storiche aliene, con relativa destabilizzazione sociale per chi arriva e chi riceve. Un'operazione che si inserisce nella grande strategia del Nuovo Ordine Mondiale portata avanti dalle élites.

La domanda è "Dov'è la casa dell'Africano" ( o del maghrebino, o dell'afghano, o del bangladeshi..."), domanda che nessuno, di quelli che si agitano intorno al fenomeno delle migrazioni, per un verso o per l'altro, si pone. Tanto meno quelli che, sentendo il tintinnio delle monete che accompagna l'arrivo di questi esseri umani nei centri d'accoglienza delle Ong, Cooperative, Associazioni, o quegli altri che sanno benissimo che se non spazzi via le identità storiche come espresse nelle comunità e nelle nazioni fattesi Stato a dispetto del colonialismo, non gliela faranno mai a ottenere quella massa  amorfa e omologata che gli serve per il totalitarismo prossimo venturo.

La casa dell'Africano, in primis, non ci deve essere proprio. Meno che mai la sua propria casa, quella dei suoi, degli antenati, dell'habitat di sempre. Comporta l'aberrante segno dell'identità e, quindi, del rischio della volontà. Se ci deve essere è quella che, con grande generosità, gli diamo noi. In periferia, fuori dall'urbanità gentrificata in bianco, nelle baracche al lato dei campi della raccolta, dalla Caritas nelle mense a prolungare un altro mondo, nel mondo secolarizzato, il mito della religione buona.

A una casa  vera e propria, vicnina alla nostra, ma non troppo (vedi i ghetti neri negli USA, dopo quattrocento anni), l'africano avrà diritto una volta che Ong, parrocchia e scuola gli avranno scrostato di dosso la sua africanità.





UNIAMCI A COORTE, SIAM PRONTI ALLA SORTE

https://www.youtube.com/watch?v=UpmjQ1UsbJk   Interventi alla manifestazione nazionale unitaria di Gaeta. Il mio è da 54’55 a 1h:09:00

 A Gaeta, base NATO, in vista della nave da guerra USA ormeggiata, grassa e tracotante, a poche miglia dal fronte della cittadina sul mare, il 2 luglio si è svolta, ospitata dal Partito Comunista, una manifestazione unitaria delle forze politiche che combattono il regime e i suoi padrini e danti causa. Sono intervenuti Marco Rizzo, Francesco Toscano, Stefano D'Andrea, Antonio Ingroia, Igor Camilli, una senatrice di Alternativa e, a chiudere, il sottoscritto.

Come già alla manifestazione del 18 Giugno a Roma, Piazza SS Apostoli, a Gaeta hanno partecipato a una iniziativa unitaria i rappresentanti delle varie formazioni politiche che sono oggi in campo nella battaglia contro i falchi della guerra NATO, gli strumentalizzatori della pandemia al fine di rovesciare la nostra costituzione democratica nel suo opposto totalitario. Ognuno ha espresso la sua posizione e ha sottolineato i punti di contatto con quella degli altri, in vista della costituzione di un fronte unico, di partiti e movimenti, che possa mettere in discussione l'assetto autocratico e la politica antipopolare del regime Draghi.

Personalmente ho i miei maggiori, o minori apprezzamenti per l'una o per l'altra piattaforma politica, ma penso che vi siano cose da valorizzare, almeno sul piano delle dichiarazioni, in molti di questi interventi. Così ho detto, in conclusione, e ho aggiunto del mio. E credo, soprattutto, che sia il momento di riunire le vastissime, ma ancora disperse, forze del contrasto ai nemici della salute, della pace, della libertà e della patria, Senza fare gli schifiltosi, o gli eterni quaquaraquà del benaltrismo. L'emergenza è drammatica. L'urgenza è...urgentissima.

Non è che l'inizio, le gambe su cui si cammina non sono ancora quelle di Mennea, o di Bolt. Troverete da togliere, da integrare, da limare. Seguite i discorsi in questo video e, se ancora non l'avete, fatevi un'idea. Dopodichè ognuno potrà dare il suo contributo. Almeno spero. E, comunque, una volta partiti, impegno senza remore. Le furbe e comode fughe nelle "oasi felici" lasciamole a coloro che la propria trincea la poggiano coi gomiti sul davanzale.

lunedì 4 luglio 2022

ROMA, FLASHMOB NEI 51 ANNI DI JULIAN ASSANGE E NELLA RICORRENZA DELLA MORTE DEL GIORNALISMO ITALIANO


 Assange Libero.mp4

https://youtu.be/AWtyRPAA0Vg  

Tra i tanti flashmob che ho visto e in cui c'ero, il più bello è stato questo di Ancora Italia a piazza Barberini,  centro della capitale consacrato per un pomeriggio alla più nobile e urgente delle cause, quella della libertà, di cui è simbolo e bandiera il corpo martoriato e la mente integra e irriducibile di Julian Assange, giornalista. 


Una manifestazione di denuncia, solidarietà, lotta che ha coinvolto duecento persone in un pomeriggio domenicale di luglio, arroventato da una temperatura impietosa. Un flashmob organizzato dai ragazzi di Ancora Italia come meglio non si sarebbe potuto, in un tempo gravemente breve, quattro giorni, tra i mille impegni pubblici di questa chiusura di stagione e nell'assenza di altre forze poliche, o movimentiste che si collochino nel campo della battaglia contro regime e regimi. 



Un'iniziativa la cui forza e il cui significato ha perfino convinto i dirigenti delle forze dell'ordine addetti al controllo a rinunciare a divieti e interventi censori, o limitanti.

Una coreografia spettacolare, con movimenti di "figuranti" a sottolineare il significato e le emozioni dell'intervento audio della madre di Assange. Una serie di interventi finali a rafforzamento del significato delll'operato di Julian Assange in difesa del diritto alla verità di chi la vede, la racconta, la diffonde e di chi la riceve; a denuncia di un'operazione strategica dei regimi NATO, con in testa Regno Unito e Stati Uniti, volta a manipolare la realtà e a imporne una visione conforme agli interessi di un'infima minoranza di privilegiati impegnati a imporre all'umanità la dittatura globale.

 


Una testimonianza dell'irriducibile consapevolezza che la ferocia del martirio di Assange, volta al suo annichilimento psicofisico, già in atto nella prigione di Belsham e da completare nelle carceri di massima sicurezza degli USA, sul modello di Guantanamo e Abu Ghraib, va oltre la figura di questo giornalista incorrotto e minaccia  la categoria tutta di chi si assume il compito di informare. Da noi hanno incominciato, sui media servi, con le liste di proscrizione e i dossier dei servizi segreti più squalificati della nostra storia.


In un sistema mediatico che, in Italia soprattutto, ma in tutto l'Occidente atlantista, è sodomizzato dal progetto politico del Nuovo Ordine Modiale e ne costituisce ormai l'articolazione principale, l'iniziativa chiarificatrice e vindice di verità di Piazza Barberini rappresenta il perpetuarsi nelle piazze del crescente coro di voci, televisive, radiofoniche, cartacee, che minano e disgregano il menzognificio di regime. Duecento donne e uomini se ne sono fatti amplificazione.


Vi sono forze, più o meno organizzate, che si dichiarano rappresentanti, in varie forme, del disagio,  della rabbia, dell'opposizione delle masse popolari seviziate dai vari tentacoli della piovra Grande Reset: povertà, guerra, manipolazione sanitaria, soppressione di sovranità, identità, cancel culture,  autodeterminazione individuali, collettive, nazionali. 


Alcune di queste sembrano impegnate prevalentemente a costituire un  recinto di autocontemplazione; altre indicano nella fuga in oasi di separatezza e gratificazione della propria comunità , una soluzione. Ne abbiamo constatato l'assenza in piazza e, nelle comunicazioni, una presenza dal sapore eminentemente rituale.  

Sono fenomenologie riservate a chi ha la fortuna di conservare spazi di manovra individuali, ma sono anche a volte manifestazioni di impotenza che soddisfano l'ego del pifferaio e sono di consolazione ai pifferati, ma sono viste con sollievo e soddisfazione da chi osserva dalle finestre dei palazzi del potere.









venerdì 1 luglio 2022

AMERICA LATINA, IL SUBCONTINENTE SE NE VA...


https://www.byoblu.com/2022/06/29/mamma-ho-perso-lamerica-latina-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/


Al link, puntata di MONDOCANE su Byoblu dedicata alle grandi novità espresse da popoli e governi latinoamericani, a partire dal Vertice delle Americhe convocato da Biden a Los Angeles e risultato un flop per la diserzione di alcuni tra i più rilevanti capi di Stato e di governo del subcontinente e del Centroamerica.

Dopo “l’Onda Rossa”, segnata dalla rivoluzione bolivariana di Hugo Chavez in Venezuela, dopo tentativi falliti o riusciti di una restaurazione yankee del controllo sul proprio “cortile di casa” all’insegna della dottrina Monroe, oggi saremmo all’ “Onda Pink”, come qualcuno la chiama negli Stati Uniti. Pink, rosa, senza però nessuna connotazione femminista. Rosa in quanto un rosso molto attenuato. "Rosado" in castigliano.

Che però viene espresso da masse tumultuanti. Le quali ultimamente sono state chiamate alle urne in tre paesi strategicamente rilevanti e di tradizionale allineamento e sottomissione al vicino yankee: Cile, Perù, Colombia. Quest'ultima assolutamente centrale, con sette basi USA e un narcotraffico indispensabile al mercato statunitense (il più grande del mondo per la cocaina) e ai giganteschi profitti delle banche di quel paese (e dei loro paradisi fiscali).

I personaggi usciti da questo voto indicano una volontà generale di radicali cambiamenti rispetto alle politiche ultraliberiste e subalterne agli interessi yankee. Bisognerà vedere se sono all'altezza delle aspettative e dei rispettivi impegni declamati in campagna elettorale. Boric in Cile, dovrebbe porre fine all'estenuante prosecuzione del pinochettismo con la Bachelet e Pinera. Castillo in Perù deve affrontare la pesante eredità dei gangster amerikani Fujimori, padre e figlia e il colombiano ex-guerrigliero ed ex-sindaco di Bogotà, Petro, dovrebbe trasformare l'Israele dell'America Latina in una specie di Venezuela bis.

C'è anche il ripetente Lula, altra ipotesi "pink"

I primi pronunciamenti di questi tre neoeletti non giustificano grandi attese. Nessuno di loro ha aderito all'appello di altri otto capi di Stato e di governo latinoamericani, con Obrador del Messico in testa, di non partecipare a un Vertice delle Americhe dalle quali Joe Biden si era permesso di escludere Cuba, Venezuela e Nicaragua. Tutti e tre hanno cercato una certa legittimazione dall'occhiuto referente del Nord esordendo con critiche al Venezuela di Maduro e con la rivendicazione di far prevalere, invece, una "sinistra democratica e rispettosa dei diritti umani". Cosa che, secondo l'oligarchia colonialista e guerrafondaia di Washington, il Venezuela non avrebbe.

Detto questo di una certa penombra che pare investire la luce delle aspettative di questi paesi, resta il bagliore della presidenza, nello Stato più rilevante e più vicino agli USA (per sua sfiga), di Andres Manuel Lopez Obrador, uomo di genuino e intransigente sovranismo, equità sociale e antimperialismo. Obrador, prima di trionfare nel 2019, era stato defraudato dalla vittoria in ben due elezioni presidenziali attraverso colossali e documentati brogli elettorali in favore dei candidati graditi agli USA e ai cartelli del narcotraffico, foraggiati di armi da oltreconfine. 

Sconfitta in entrambe le occasioni auspicata e favorita anche dal famigerato "subcomandante" Marcos, ora dileguatosi, ma che per vent'anni, dal Chiapas, ha sabotato l'autentica sinistra  messicana e dileggiato le esperienze rivoluzionarie di paesi come il Venezuela, la Bolivia, l'Ecuador, il Nicaragua e la Cuba d'antan.

Per aver sforato nella registrazione della trasmissione di cui al link, ho perso l'occasione di evidenziare alcune delle iniziative sociali, politiche e geopolitiche di Obrador, detto Amlo. Provo ad elencarne qui qualcuna.


IL NUOVO MESSICO DI AMLO



"Non siamo qui per lo scontro, siamo qui per la fratellanza, per unirci, e anche se abbiamo delle differenze possiamo risolverle, almeno ascoltandoci a vicenda, con il dialogo, ma non escludendo nessuno. Inoltre, nessuno ha il diritto di escludere, nessuno dovrebbe escludere nessuno“. Credo nella necessità di cambiare la politica che ci è stata imposta per secoli, quella dell'esclusione, del desidrio di dominare, la mancanza di rispetto per la sovranità delle nazioni e l'indipendenza di ogni paese. Non ci può essere un Vertice delle Americhe  se non partecipano tutti i paesi del continente americano." 6 giugno 2022, Lopez Obrador all'Avana.

POLITICA ESTERA amicizia con Cuba, Venezuela, Nicaragua, Bolivia

RIFIUTO SANZIONI ALLA RUSSIA, Collaborazione con le imprese russe Lukoil e Aeroflot CONDANNA della CENSURA ai MEDIA RUSSI. CHIEDE LA DISSOLUZIONE dell'Organizzazione degli Stati Americani (OAS), strumento colonialista USA

DENUNCIA alla vicepresidente USA Kamala Harri, l'ONG statunitense USAID per finanziamenti ad associazioni di eversori infiltrati dalla CIA. Ha definito le attività di USAID "Una specie di golpe"

CONDANNA USA per i 40 miliardi, quasi tutti di armamenti, all' UCRAINA, mentre zero aiuti  vanno al disastrato e impoverito Centroamerica

RIFIUTA GESTIONE statunitense della  PANDEMIA USA, "lockdown = forma di dittatura".  Si pronuncia contro la scuola da remoto. Il suo Ministro della Salute si dichiara contro  i vaccini ai bambini decisi dalla FDA statunitense: "Bloccano lo sviluppo del sistema immunitario".

SCIOGLIE L'UNITA' DI  INTELLIGENCE USA-MESSICO, messa in piedi con il proposito presunto di combattere i Narcos. 

RIFORMA COSTITUZIONALE DIRITTI INDIGENI E AFROMESSICANI discussa e approvata in 31 assemblee regionali

RIFORMA LA LEGGE DELLE MINIERE e nazionalizza i giacimenti e la produzione e commrecializzazione del Litio 

AVVIA UN'INCHIESTA SUI SUOI PREDECESSORI FILO-YANKEe, per delitti socioeconomici, rapporti con i cartelli, cessione del controllo a banche straniere, politiche di austerità, fuga di capitali, guerra ad anziani e fragili, femminicidi, privatizzazione delle risorse nazionali. Si tratta di  Salinas de Gortari, Ernesto Zedillo, Vicente Fox, Felipe Calderon, Pena Nieto

Il 21 giugno annuncia che solleciterà a Biden, nell'incontro di luglio, la LIBERAZIONE DI JULIAN ASSANGE. Offre l'asilo al fondatore di Wikileaks, come l'aveva offerto a Evo Morales in fuga dai golpisti in Bolivia.



  Obrador e Chavez

Non stupisce che il Messico sia diventato la patria di elezione degli esiliati, auto-esiliati e perseguitati del mondo capitalista, autocratico, oligarchico e guerrafondaio (migliaia di scampati da Centroamerica, Colombia, USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Europa...). Ricorda la Francia del Fronte Popolare e dei fuorusciti del fascismo di Spagna e Italia.










mercoledì 29 giugno 2022

ELETTROSHOCK PLANETARIO


https://www.byoblu.com/2022/06/27/elettrificati-e-devastati-fulvio-grimaldi-in-o-green-o-verde/ 


Al Link l’ultima puntata della mia rubrica su Byoblu “O Green o Verde”, dedicata al futuro ventilato, minacciato, auspicato, sicuramente promosso, dell’auto elettrica e dell’elettrificazione totale, presunto pilastro della “transizione ecologica”.

Ricordate "Qualcuno volò sul nido del cuculo"? La kapò chbe neutralizzava libertà e rivolta annichilendo i cervelli con l'elettroshock.  In senso figurativo, ma nanche tanto, si potrebbe pensare che quella sia diventata una pratica globale. Utile, appunto, alla globalizzazione.

Un’operazione di transizione dalle implicazioni economiche, sociali e culturali enormi, per gli uni salvifiche, per gli altri devastanti e catastrofiche.

In ogni caso, per chi si agita sul piano produttivo e propagandistico dell’elettrificazione l’interesse non è necessariamente indirizzato alla bonifica ambientale. I costi dell’ alimentazione del processo sono altissimi e si basano ancora sull’uso di energie fossili. L’acqua manca e minaccia tutti di sete, carestia e desertificazione?  I fossili ci portano a una grigliata universale? Bene, nulla richiede più spreco di acqua, nulla brucia più idrocarburi, che l’estrazione e produzione di quanto occorre per l’elettrificazione. 

L’eliminazione, bell’e decisa dall’UE, dell’eliminazione dell’automobile a motore endogeno entro il 2035, porta con sé, oltre alla disoccupazione di massa non recuperabile, una riduzione drastica della mobilità individuale, che resterà riservata solo a strati minoritari con disponibilità finanziarie superiori alla media. Gli altri? In mancanza di vetture a benzina, o diesel o gas, vadano a piedi, o  in carrozza. Guarda un po’, quando si diceva “luddismo”.

Nessuno, pur conoscendole, fa riferimento alle gigantesche modifiche della crosta terrestre e di ciò che vi vive sopra che comporta l’estrazione delle materie prime – litio, coltan, cobalto, rame, tungsteno….. – indispensabili alla realizzazione delle batterie. Nessuno pone in rilievo l’enorme problema dello smaltimento di corpi tossici come queste batterie. 

Del tutto trascurate restano le implicazioni geopolitiche della transizione, alla luce di quali Stati detengano i giacimenti più ricchi delle materie prime, Terre Rare e quindi possano condizionare sviluppi e rapporti di forza che potranno risultare del tutto alterati. Pensate alla Cina, alla Russia, all’America Latina, all’Afghanistan, paesi dalle enormi concentrazioni di litio e altri minerali. Nell’era del litio, per evitare una capacità di condizionamento, anche ricatto, planetario della Cina, toccherebbe scatenarle contro una NATO nucleare. Non è che questi psicopatici non ci abbiano pensato…Nel loro piccolo avevano già cominciato con il golpe nella Bolivia dei più vasti giacimenti sudamericani di litio.

 


Poi c’è la questione del clima, del surriscaldamento del pianeta per colpa degli esseri umani, tutti, come dice Greta. Ma a parte l’inesistente affidabilità morale e scientifica di un personaggio prodotto nei laboratori PR della Quarta Rivoluzione Industriale, come delle schiere di giovinetti di regime che le fanno da milizie, il sospetto su questa teoria del cambiamento climatico sorge impetuoso dal dato che i suoi padrini, sponsor e commessi viaggiatori, sono attivi anche su tutti gli altri fronti che puntano al Grande Reset. Non li ritroviamo, forse, nelle azioni e narrazioni della guerra alla Russia e a tutti i “dittatori”, nelle pandemie e nei vaccini obbligatori, nei terrorismi (tutti inizialmente autoprodotti), nelle migrazioni (cioè negli sradicamenti e spostamenti di popoli) da sostenere, promuovere, accogliere, nell’antisovranismo, per le minoranze che nessuno perseguita, ma che sono da difendere come la fortezza di Drogo dai tartari, e via campagnando perché lo Zeitgeist diventi  la paura e la conseguente autocastrazione delle genti?

Che questo basti o non basti per alimentare il salutare dubbio che Socrate ha voluto instillare nell’umanità di ogni tempo, ci sono ora anche dati scientifici che nessuno può più addebitare a manigoldi accademici, fossili sostenitori dei fossili, al soldo di petroliferi e gassificatori vari. Anche perché sulle rinnovabili hanno incominciato a buttarsi con passione degna dei miliardi che sono in ballo gli stessi petrolieri e gasieri, tutti più green di una foglia d’alloro al suo primo spuntare.

Ne parliamo nella puntata. Vi anticipo solo che il grande trucco dei gretini e loro mallevadori pare sia smascherato da un dato incontestabile. Alle geremiadi che ogni nuovo giorno, ogni nuova settimana, ogni nuovo mese, ogni nuovo anno, ogni nuovo tutto, sarebbe più caldo di quelli precedenti, c’è una risposta intrigante, fornita da dati satellitari e dai palloni aerostatici meteo che si tendono a ignorare. Ed è che un po’ di riscaldamento c’è, sì, ma a terra e lì misurata, perlopiù nei centri urbani. Non esisterebbe nell’atmosfera. Come mai e con quali conseguenze? Vedere il video. Si chiama così apposta.

Fulvio

martedì 28 giugno 2022

 🔴  Eventi


Playmastermovie presenta : Fulvio Grimaldi: una vita al fronte
L'informazione ai tempi del Grande Reset totalitario

Giovedì 30 giugno 2022, Villa La Giulìa, Via di Gricciano 17,Cerveteri (Rm)-

Ospite della serata Fulvio Grimaldi con i moderatori Alessandro Amori e Alessandro Denti

Accoglienza 20:30 – Inizio serata ore 21:00







Vale la pena partecipare anche qui: anzi, è la cosa più importante di tutte.

lunedì 27 giugno 2022

Discorso antiballe --- COME STANNO ANDANDO LE COSE IN UCRAINA E NEL MONDO

Putin, consensi all'80%


 I G7 all'ultima cena.


https://m.youtube.com/watch?v=EHINE1-LqFk  

https://t.me/Tatiana_Italia_Russia/191 

A questi link una mia intervista a Tatiana, corrispondente di “Sputnik” finchè l’ottimo canale russo  non è stato bannato, insieme all'altra preziosa fonte di informazioni non manipolate, RT, nella democratica Italia con rispettiva kapò europea.

Alle domande di una giornalista preparata, consapevole e competente è facile rispondere a un certo livello. Spero che il risultato di questo colloquio onori l'aspettativa che si può trarre dal trattamento di un tema di rilevanza epocale e globale, per una volta non trattato con spirito di tifoso, o di schieramento a prescindere, come succede nella nostra sedicente informazione ufficiale. Ma ragionando su dati, fatti e, soprattutto, l'oggi vituperatissimo contesto.

Subiamo l'osceno tsunami degli scappati di casa improvvisatisi inviati di guerra in Ucraina, con in un orecchio l'auricolare che li collega al capo delle bande NATO-naziste e nell'altro quello su cui gli arrivano le istruzioni del delegato dei Servizi in redazione. Mi sono trovato di fronte a un coro di minus habentes dell'intelligenza comune, come della geopolitica, in occasione di ospitate da Di Martedì e ho dovuto subire l'affronto di straordinarie cretinerie e disonestà nella valutazione di ciò che avviene nello scontro tra "Democrazie e Autocrazie" (dove i termini dell'equazione sono invertiti dalla realtà, ma il risultato non cambia).

Non per nulla fonti di informazione equilibrate, seppure emanazione di uno schieramento, come Sputnik e RT, ci sono state negate d'autorità. Troppo pericolose per una formazione dell'opinione politica che debba servire allo scopo prefisso in alto. L'accettazione di svenamenti dei cittadini per regalare armi a guerre criminali, volute e provocate da forze dominanti criminali. 

Echissenefrega, nelle guerre proxy, per procura, muoiono solo i sottoprodotti ucraini. Come in altre occasioni, dopo la lezione delle bare a stelle e strisce in arrivo dal Vietnam, terrorizzano, ammazzano e muoiono solo altre "risorse umane" disponibili sul mercato del mercenariato imperiale.

Un discorso che vale i 10 comandamenti  per la guida di tutte le democrazie e nemica di tutte le dittature e propugnatrice di tutti i diritti umani ed esecutrice di tutti gli assassini su sospetto e gestore di Guantanamo e Abu Ghraib e di tutte le carceri segrete della tortura disseminate in paesi compiacenti e discreti e affamatrice di decine di popoli attraverso sanzioni genocide e becchina di tutte le libertà e di tutti i diritti mediante emergenze artificiali basate su clima, terrorismi, pandemie, guerre, tutte interamente autoprodotte..... Vado avanti?

Ebbene, qui di tutto questo parliamo in libertà, prenotandoci così un posticino d'onore tra gli schedati, segnalati e avvertiti dei dossier scritti e rifilati da chi non si sa bene chi, Urso, Gabrielli, la portinaia, la signora delle pulizie, il bibitaro e altri eterni soliti del ciclo Piazza Fontana-Via D'Amelio, passando per un paio di Torri Gemelle.

Del resto, se non finisci attenzionato da questi custodi della "Sicurezza" della Repubblica vuol dire che non hai ancora fatto la tua parte nella vita e, specialmente, nella congiuntura.

 



Scrivo e invio questo nel giorno in cui nel covo bavarese, al buio,  si riuniscono 7 cannibali per programmare i prossimi succhiamenti di sangue. Gli va sparata addosso la luce.

Fulvio