lunedì 6 dicembre 2021

Iran, la verità sotto il turbante --- GIORNALISTI? UNTORI DI GUERRE --- Propaganda e realtà nel paese più diffamato


https://www.byoblu.com/2021/12/02/iran-cosa-ce-sotto-il-turbante-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta 

DA BYOBLU "MONDOCANE,Storie dal pianeta"

Guerra in vista? E la Stampa, baby

Rombano ininiterrottamente, dai tempi del golpe USA contro l’Ucraina indipendente, a centimetri dal confine russo, terrestre, marittimo e aereo, in Lettonia, Lituania, Estonia e Mar Nero. Ininterrotte si succedono le esercitazioni USA e NATO per vedere cosa potrebbe succedere in una bella guerra della ”comunità internazionale” contro la Russia e il suo Zar e a che punto ci si potrebbe togliere lo sfizio dei missili nucleari.. Quanto all’Ucraina, supportati da radar, intelligence e contractors NATO, si continua a cercare il genocidio di quei settori russofoni e antinazisti della popolazione che qualcuno vede come avamposti dell’invasione russa. 

Ucraina, la gazzella minacciata dall'Orso


Però ciò che scrive, dice, o mostra la Grande Stampa, su input di chi gli sta all'orecchio e ne controlla la cassa, è che sarebbe Putin, ovviamente "dittatore" che provoca, che è a lui che prudono le mani, e, se le sue truppe stanno ad appena 180 (centottanta) km dalla PROPRIA frontiera, è segno che si appresta a sbranare la democratica Ucraina e i suoi democratici battaglioni e partiti nazisti. 

Il discorso non cambia per l'imminente Terza Guerra Mondiale causata dalla Cina. Già si scorgono i suoi artigli all'orizzonte del pezzo che Chiang Kai Shek s'era portato via per salvarlo dal comunismo, Formosa, poi Taiwan. Senza neanche parlare della ragnatela nera e sanguinaria in cui questa Vedova Nera sta avviluppando il mondo intero  e che finge di essere la Via della Seta.

E dove i nostri media hanno confermato i loro meriti, asciugatisi le lacrime per la legnata subita dagli afghani, come per il perduto traffico d'oppio che colmava i caveau USA e rimbecilliva le inutili gioovani generazioni, a dispetto di quanto si erano adoperati per le donne afghane, è sull'Iran. Quel "paese canaglia", quella testa dell'"Asse del Male", quella "dittatura teocratica", pure misogena, omofoba, transfobIca, che, un po' per volta, avrebbe sottratto l'intero Medioriente a Israele (leggi "comunità internazionale"), faro della democrazia, a dispetto delle sue 400 bombe atomiche mirate su Tehran e dei suoi democratici neoalleati tra Golfo e Atlantico.

Lo Shah, Soraya, la Persia dei nostri sogni



Anni su anni, decenni su decenni, da quando lo Shah e le sue mogli, superstar del glamour, avevano cessato di imperversare sui giornali gossip, a occultamento dei propri cittadini spogliati e decimati, hanno i visto i media strapparsi le vesti sulle donne iraniane sminuzzate, frustate, lapidate, avvolte in sudari neri. Per cui  Israele aveva tutte le ragioni per farci temere la ferocia di quei preti mentre, intanto, faceva saltare per aria scienziati e civili iraniani , sabotava le centrali del nucleare civile iraniano, andava all'ONU a disegnare sulla lavagna la "bomba degli ayatollah", portando nello zaino 400 bombe atomiche e una volontà di menar le mani pari a quella di Gengis Khan.

Insomma, un sistema mediatico che, a partire più o meno da quando si è trasformato in oligarchia di muta di cani da guardia dei poteri più malsani (Covid) e delinquenziali mai visti sulla Terra, vede il suo compito principale nel creare le condizioni ambientali ideali perchè il popolo bue si convinca di chi siano i buoni e chi i cattivi e, dunque, che la guerra s'ha da fare per la salvezza dell'umanità

Amanuensi con elmetto (embedded)

 


E' in tal modo che svolgono il proprio mandato, da noi, i Molinari, Fontana, Da Milano, Rangeri, Giannini, Gruber, Formigli, Floris, di cui qualcuno ha udito dire che si tratterebbe di giornalisti, con addirittura tanto di iscrizione nell'albo, nientemento, che dei professionisti. Quello nel quale Julian Assange non avrebbe neanche lontanamente il diritto di figurare. 

C'è anche il caro Alberto Negri



Ma nel quale risplende il mio stimatissimo collega, Alberto Negri. Uno straordinario ambidestro, ovviamente del "Sole 24 Ore" come del "manifesto", testè onorato del "Premio Stefano Chiarini". Premio intitolato al più bravo di tutti i giornalisti italiani che mai abbiano percorso, sminandoli, territori minati dai giornalisti di cui sopra. Mentre la sua conventicola, con l'elmetto sulla scrivania, affronta i grandi temi della psicoguerra a Russia e Cina, spargendo mine, lui, ancora più temerario, s'è scelto un nemico tutto suo: l'Egitto e il suo presidente, Abdelfatah Al Sisi, vero tizzone d'inferno. Se solo lo lasciassero, andrebbe di persona a mettergli le mani al collo. Ieri su La7, recitata la solita novena sul "Pinochet del Mediterraneo", ha rivolto lo stesso impegno fustigatore contro altri tizzoni satanici, i No Pass e i No Vax. Vedete come, in questo prodigio del dialogo nei tempi della deontologia globale,.tout se tien?

Così, dopo aver omaggiato l'amico Negri, facendo chapeau all'ottimo Al Sisi, me ne sono andato in Iran, a vedere come stanno le cose nel paese al quale Israele promette l'olocausto. Dopo aver visto come stanno messi, rispetto a come ne scrivono i nostri probi informatori, gli altri paesi canaglia, Siria, Iraq, Libia, Libano, Palestina, Sudan, Egitto, Yemen, ero davvero curioso. Guardate.


sabato 4 dicembre 2021

DITTATURA: MEZZI, MODI E PERSONAGGI --- Trasformisti, Sofristi e Alberto Negri

https://comedonchisciotte.org/sancho-12-ii-stagione-fulvio-grimaldi-verso-la-dittatura-presidenzialista/ 

https://youtu.be/fL7jraj0-fg 

Incidentalmente: tutti si augurano di vedere consacrata l'unità nazionale attorno a Draghi (?) da un voto unanime al primo turno per la presidenza della Repubblica. Infatti era successo solo in due altre occasioni: Cossiga e Ciampi. Due figuri, uin gladiatore e un banchiere, venuti da "fuori" come quelli attuali, che hanno fatto meglio di tutti per avviare la patria (nostra) alla distruzione.


Opportunamente. nella ricorrenza di quella che chiamano la "Giornata contro la Schiavitù", che celebra qualcosa che non è mai avvenuto, ma semmai si è trasformata e attualizzata, abbiamo dedicato il nostro "Sancho" alla dittatura incipiente e, per molti versi, già in atto.

Tra strumenti e condizioni che favoriuscono l'avvento di questa forma di controllo della stragrande maggioranza dell'umanità da parte di una ridotta cricca di malfattori, alla specie umana alieni e alienati, ne abbiamo trascurato qualcuno. I dittatorandi hanno palesemente sempre praticato la disgregazione delle comunità, naturalmente portate all'aggregazione e alla collaborazione, tra sessi, confessioni, delatori e delati, classi, colore, etnie, lingue e quant'altro si presta allo sminuzzamento.

 


Fieramente Scilipoti

Ma c'è un altro strumento, più raffinato ed efficace: il saltafosso. Un tempo lo chiamavano "trasformismo" e si riferivano a quello di Agostino Depetris, nel, 1882, con il ricorso della sua insufficiente maggioranza di sinistra al voto della Destra Storica. Ma rispetto alla pratica dei veri saltafosso, quello era ancora un modello di coerenza. Abbiamo vissuto la stagione vergognosa degli Scilipoti e Razzi, vergognosa per la bassezza e rozzezza dei personaggi, autentiche macchiette autosqualificanti che agli approdi su cui si alternavano recavano più danno che beneficio.

Tanto in politica quanto nel giornalismo dei nostri tempi, un mezzo secolo, si è imposta una nuova categoria dfi saltafosso, più sofisticata ed efficace. Si può dividere in due tipologie, quelli che  ci sono stati dall'inizio e quelli che ci sono diventati. Quanto ai politici, darei ai primi il nome di "grillisti" (da contro tutti, a con tutti) e ai secondi quello di "sofristi" (da Lotta Cntinua al Foglio), oppure "langheristi" (da "Più lento, più profondo, più dolce" a "Bombardiamo Belgrado"). In campo mediatico, invece, le possibilità di una bella qualifica sono innumerevoli. 

Il campionario mediatico

Basta spilluccare nel giornale "il manifesto" tra coloro che lì si sono fatti l'apprendistato, per poi trasvolare nella stampa più reazionaria e di regime che l'Italia produca. Scegliete tra "gianniriottismo", "tizianamaiolismo", "albertonegrismo" (che però da giornale dei padroni è passato a giornale del Deep State). Porte girevoli tra fogli padronali proclamati  e gazzette criptopadronali. Esattamente come, per esempio, tra Dipartimento di Stato degli USA, massacratori di diritti umani, e Amnesty International, o Human Richts Watch, "difensori" di diritti umani.

 


Oggi, il salto strategico è  dall'acqua di cui mondarsi (il mondo immondo della critica all'esistente fasciosanitario) alla melma del vaccinariato in cui sguazzare, abbiamo subito meritato una definizione. Ce la offre il protagonista eccellente di tale pratica: Pasquale Bacco, da medico negazionista, a medico collaborazionista. Dunque "bacchismo". 

Se sia della specie che in politica si chiama "grillismo", cioè uno infiltrato da subito tra i "contro", per poi allestire la spettacolare "conversione" a favore dell'ex-nemico; o se sia un "soffrista", che ci è arrivato allo scopo di salvare la pelle e il salvadanaio, nessun lo sa.

In ogni caso, nel momento più spinoso per lo schiacciasassi iperfascio-farmaceutico, il medico negazionista che agitava le folle dai palchi e dagli schermi contro coloro che ci stavano somministrando "acqua di fogna" (sic), è stato come l'apparizione della Madonna a Medjugorie. Anche perchè da bravo pifferaio del "ritorno al dialogo", della pacificazione", della "riconciliazione", si è subito procurato un bel seguito di neofiti e convertiti. Mille microfoni arrazzati sono andati a perquisire le terapie intensive per ricavarne un "mi pento", con conseguente "atto di dolore", da imbrattarci paginoni  e schermoni.

 


Albertonegrismo

Voglio dedicare due righe a 'sto Alberto Negri, elevatosi dal quotidiano dei padroni più spudorati (Il Sole 24 ore), a quello dei padroni più infingardi e mimetizzati (il manifesto). E' uno che prima si dà una credibilità tra utili idioti rimbrottando sauditi e statunitensi,  poi salta il fosso e incensa mercenari tipo curdi amerikani in Siria, o Fratelli Musulmani.

Di vetta in vetta


La stupita ammirazione che nutro per le sue acrobazie, s'è rafforzata quando, aderito a un confronto con me sulla vicenda e sul personaggio Giulio Regeni da Byoblu, la sera prima s'è poi sottratto. Un fugone spiegabile col fatto che non avrebbe avuto argomenti per replicare agli argomenti che producono un'irrimediabile immagine di Giulio Regeni. Un giovane virgulto dell'intelligence anglosassone, formato, istruito e pagato da istituti, centrali e datori di lavoro dello spionaggio internazionale, scoperto come tale dalla Sicurezza egiziana, di conseguenza bruciato ed eliminato dai suoi mandanti, ma gettato tra i piedi di un presidente egiziano sgradito. Soprattutto reso insopportabile per aver sottratto, a favore del parvenu italiano ENI, l'osso del giacimento più grande del Mediterraneo, Zhor, a BP, Shell, BP, Exxon.

Rimediata la figuraccia, Negri ha continuato ad esercitarsi sul romanzo Regeni, innocente ricercatore, martire della dittatura in piena consonanza con l'incessante mobilitazione di Amnesty (che, con Suzanne Nossel, recluta i suoi capi nel Dipartimento di Stato). Per essere bravi da propagandisti di qualcuno, o qualcosa, tocca rinunciare al proprio ruolo professionale e alla relativa deontologia. E, magari, riprendersi il ruolo rivestito nell'ISPI, Istituto di Studi di Politica Internazionale che, più onestamente del "fogliaccio "de sinistra", esprime il proprio totale adeguamento alle direttrici e direttive imperiali. Pensate che vi sia qualche contraddizione tra lavorare per l'ISPI e scrivere sul "manifesto". Credetemi, non ce n'è nessuna.

Eccolo, esemplare, l'Alberto Negri, in doverosa veste reginiana, sul "manifesto" del 3 dicembre u.s. 

 


Per oscurare una probabile spia, inveire contro un improbabile carnefice

Titolo "Siamo nelle mani del Pinochet del Mediterraneo" e giù un vero e proprio rigurgito di dileggi, invettive, accuse immonde, contro uno che ha soprattutto la colpa di essere stato portato al potere dalla rivolta di massa contro la repressione sociale e oscurantista dei Fratelli Musulmani (da sempre quinta colonna colonialista nel mondo arabo) e del governo di  Mohammed Morsi. Governo della Sharìa imposta, in cui si bastonavano gli oiperai che scioperavano, si bruciavano le Chiese Copte cristiane e si serviva fedelmente la causa occidentale in Libia e a Gaza.

Il presidente Al Sisi ha una caterva di colpe. Ha raddoppiato in meno di un anno il Canale di Suez, da cui l'Egitto ricava sostentamento. Ha risolto in pochi giorni il sabotaggio del container gigante incagliatosi nel Canale.  Ha decongestionato il Cairo avvelenato dai gas, costruendo nel deserto un'intera nuova capitale e un nuovo Grande Museo Egizio. Ha moltiplicato l'occupazione e ha sollevato dalla povertà centinaia di migliaia di derelitti. Ha ricupereato il turismo. Ha assistito e ricostruito Gaza, polverizzata e insanguinata da Israele. Ha solidarizzato con Damasco aggredita e ha ritirato l'Egitto dalla guerra allo Yemen. Sostiene l'unità nazionale e laica della Libia contro le milizie jihadiste del regime dei Fratelli Musulmani a Tripoli (regime ovviamente caro a Erdogan e alla "comunità internazionale"). Ha addirittura rapporti amichevoli e redditizi con la Russia dell'orco Putin.

Questo, dunque, è il "Pinochet" di Negri, ma anche, in perfetto stile giornalistico, il "mascalzone", il "dittatore", il "macellaio", il "sanguinario", "l'assassino di Regeni". Assomiglia, il diffamatore, alla Myrta Merlino, o alla Lilli Gruber di La7 quando, in preda a delirio motorio e verbale, si avventano su presunti dubbiosi  del Vax, o del Pass.

 


 


Naturalmente, Negri non sa nulla del'Egitto di Al Sisi, nè vuole saperne, salvo le nequizie che il parimenti ignaro agitprop di Washington, Amnesty, sparge sui credenti dell'Impero del Bene. I catturati della canea terrorista dell'ISIS, braccio armato della Fratellanza e delle guerre Nato-sunnite, che imperversa con la guerriglia in Sinai e con attentati in tutto l'Egitto, nei resoconti oggettivi di stampa e ONG diventano "prigionieri politici", maltrattati, torturati, liquidati, desaparecidos. E, a risalire i meriti antiegiziani abbiamo, appunto, un martire Giulio Regeni di cui evidentemente qualcuno apprezza il tentativo - reso evidente dal video che mostra Regeni tentare di corrompere un occhiuto sindacalista -  di innescare una nuova destabilizzazione del più importante e influente paese arabo e africano.

Alberto Negri, te lo propongo di nuovo: vogliamo misurare le tue buone ragioni al confronto con gli "Istituti del Mondo Unito" frequentati da Giulio Regeni all'insegna della collaborazione praticata dal suo fondatore con la CIA? Oppure vogliamo esaminare il lavoro di rapporteur svolto dal giovanotto per gli spioni di "Oxford Analytica", la ditta dell'inventore degli Squadroni della Morte John Negroponte, dall'ex-Capo dei Servizi britannici, Colin McColl, e dal regista del Watergate, David Young?. O, infine, che ne possiamo pensare della militanza nei Fratelli musulmani delle sue due tutor a Cambridge e all'Università Americana del Cairo?

Alberto, ti ricordi quando abbiamo incontrato Robert Fisk, grande specialista del Medioriente del "The Independent" e notorio OO7 del MI6 di Sua Maestà? Tu lo ritenevi un maestro. Già.

Che fai, Alberto, scappi ancora?


martedì 30 novembre 2021

Ce lo chiede l’Europa --- UN PAESE SCONVOLTO…A TUTTO GAS --- Gasdotti, terremoti e voragini per il hub europeo


https://www.byoblu.com/2021/11/29/a-tutto-gas-fulvio-grimaldi-in-o-green-o-verde-ambiente-e-interessi/   

O Green o Verde, “A tutto gas”. (Sulla copertina di questa puntata di “O Green o Verde” di Byoblu è rimasta una scritta che non c’entra con il contenuto della trasmissione, tutto dedicato all’invasione del gas e dei gasdotti nel hub Italia voluto dall’UE)

Una transizione ecologica come dio comanda (indovinare chi è dio)


Da Renzi - Sblocca Italia, Alta Velocità, trivelle, privatizzazioni - a Draghi - Codice Appalti, trivelle, privatizzazioni e deregolamentazioni - Giustizia dei ricchi, Alta Velocità, mafie varie - …. ecco la “Transizione Ecologica” come disegnata da Confindustria e petrolieri. Una transizione che, con l'arrivo del nuovo Leviatano, procede a tappe forzate. Dopo il  saltimbanco malfattore ma benvivente, arenatosi sulla riforma costituzionale e, dunque, ridottosi a kingmaker, abbiamo  il king autentico, quello alieno, inoculatoci dalla dinastia Goldman Sachs.

A quanto illustrato nella rubrica "O Green o Verde", che mostra un belpaese già verde sprofondato nel "green" alla Greta e Cingolani, aggiungo poche considerazioni che, però, confermano l'assunto di un'aggressione all'Italia come neanche la Wehrmacht. 

Nel mentre quelli delle "transizione ecologica" andavano baciando la pantofola dell'adolescente svedese sulla giostra green di Milano, si perfezionava la ragnatela che da tempo veniva tessuta da operatori del "servizio esteri" tutt'addosso al paese. Con al centro la Vedova Nera, Madame Gas. Una ragnatela descritta nella puntata della rubrica, che alle nostre popolazioni impone servitù infrastrutturali ad altissimo tasso di devastazione ambientale. E dove vengono fatti passare tutti i nostri bei gasdotti, se non lungo la traccia del massimo rischio sismico?  Perlopiù in un paese primatista europeo del dissesto idrogeologico, che però nell'idolatrato PNRR è rimasto una mera svista. 

Non c'è faglia senza tubo

 

Sorgenti sismogeniche in Italia

Dice: costi e rischi per la comunità valgono il beneficio di energia, luce, calore, trasporti,  produzione, per quanto inquinanti. Stai scherzando? Quando mai il King è suoi mallevadori, cortigiani e valletti, hanno avuto per fine la salvaguardia e la promozione della nostra di comunità? A noi resta solo la ragnatela. Ciò che la percorre va da altre parti. 

Così, come da me  ricordato in "A tutto gas", ci hanno costretti a far fuori l'unico gasdotto davvero utile, a buon prezzo, e poco invasivo, quello russo, che avrebbe appena sfiorato, a nord, il nostro territorio. Molto meglio realizzare quella ragnatela di tubi, inutile e dannosa per noi, e questo va benissimo, ma  tale da garantire a quelli del Nord Europa gas di compensazione. Compensazione per quell'approviggionamento energetico che i rapporti geopolitici tra Occidente e Russia, sempre più messi in crisi, potrebbero far venire a mancare. Vedi quel North Stream tra Russia e Germania sul quale Biden e Putin fanno al tiro della fune.

Tutto il gas fatto correre sulle faglie sismiche dell' Appennino e che si incamera tra quelle della Bassa padana, è destinato a soddisfare requisiti esteri. Dalle nostre parti lasciano solo l'ecobomba..

Sardegna, greenizzare quanto resta dopo i poligoni


In attesa che sprofondi in mare, o venga incenerita dai periodici incendi, alla Sardegna hanno regalato una serie di tumori. Dalle schifezze inquinanti per liquami e fumi, come la raffineria Saras, ai cinque poligoni per i giochi di morte internazionali, alla tedesca RWM, le cui bombe disintegrano bambini yemeniti, fino alle turpitudini etico-estetiche in cui si mescolano briatoridi,  berlusconidi, grillastri e agakhanidi

L'altra volta, "O Green o Verde" aveva raccontato la metastasi mortale che i carcinomi, chiamati poligoni, vanno spargendo sulla disperata e irredenta Sardegna. Poca roba per Draghi. Ora arriva il "green"! Come scrive Mauro Pili, uno storico combattente per la sua terra: "Una selva di pale eoliche, distese infinite di pannelli fotovoltaici (ma non erano stati inventati quelli a foglio di quaderno?) sui campi agricoli". Una vocazione storica nobilissima, preziosa per il Mediterraneo e oltre, culturale, economica, e sociale, ancora una volta violentata a beneficio del "Continente". Nulla abbiamo contro l'energia da sole e vento, sia chiaro, ma non quando sfasciano un paese e lo rivoltano come un guanto per far accendere le lampadine a Milano. 

Non c'è nè fine, nè limite all'abuso, allo sfruttamento. Qui, anche con quel cavo elettrico tra Sardegna e Sicilia, la regione più bistrattata d'Italia (insieme alla Puglia. Prediligono umiliare le regioni più tenaci nel restare se stesse) dovrà produrre una quantità di energia superiore almeno cinque volte alle sue esigenze. Campi e bestiame sopravvissuti allo sterminio dei giochi esplosivi nei poligoni, spariranno del tutto. .

Dal rosicchiare all'azzannare

 


Dagli anni '90 dell'ultimo secolo umano, questo valvassore dell'Impero si adopera per sottrarci, a noi popolo, quello che è nostro in termini di terra dove siamo nati, prodotto del nostro lavoro, più o meno sfruttato che fosse e sia, svendendo la nostra roba e rosicchiando pezzi della nostra sovranità. Oggi  da addirittura dei gran morsi. Con la cessione finale di TIM, massima espressione della nostra indipendenza, pari dignità e forza nei confronti degli altri Stati o Poteri, ha azzannato il pezzo forte della torta, la sovranità.. Nazionale, sociale, individuale. L'ha staccata dall' "espressione geografica" (Metternich, 1847), come qualcuno ha chiamato l'Italia, e l'ha consegnata, infiocchettata, a chi da tempo questo paese fa da scendiletto e guardia al bidone in giro per le di lui terre colonizzate.

Mentre noi  continuiamo a dimenarci per districarci  dalla ragnatela, ora anche sanitaria, il Migliore dei tessitori veniva omaggiato a Roma nientemento che da due primi attori del tempo presente: Jens Stoltenberg, caporale di giornata NATO e Klaus Schwab, Gran Visir dell'imperatore, addetto al Foro Mondiale, detto "economico", in cui far sparire un buon tre quarti del genere umano.

Un drago dal fuoco inceneritore e due anellidi dal veleno mortale per compiere l'opera.


venerdì 26 novembre 2021

E’ passato il rullo compressore e, da dietro la mascherina, non l’hanno visto --- QUELLI CHE… SI SONO PERSI LA LIBERTA’ --- Dai comunisti ai No Tav, sinistre senza rivoluzione


https://www.youtube.com/watch?v=3o4J0ZDAt34    

Asterischi

Frecce Tricolori nei cieli della patria a festeggiare il Trattato del Quirinale tra Italia e Francia che, lungo la linea inaugurata da Mario Draghi trent'anni fa, vende l'Italia e i suoi beni (oggi:asset) a padroni e sottopadroni. Nessun parlamentare, nessun cittadino, nessun costituzionalista a difesa della sovranità nazionale, ha potuto vedere anche solo la copertina del Trattato. A che servirebbe, quando a decidere per il bene generale si uniscono criminalità organizzata ufficiale e criminalità organizzata ufficiosa..

Siringhe dai cinque ai dodici anni

Nella giornata contro la violenza alle donne, il via di regime alla violenza delle donne e degli uomini contro i bambini.

Buoni e cattivi

A pronunciarsi contro il buco inflitto all'organismo dei bambini è il delinquente, violatore dei diritti umani, Bolsonaro, presidente del Brasile. A sostenerlo con tutte le sue forze è il migliore del governo dei migliori, Mario Draghi

Vivi e morti

"Se non vi vaccinate, l'anno prossimo sarete tutti morti" (Jens Spahn, ministro della Salute tedesco). "Grazie al vaccino ci siamo risparmiati 12.100 morti" (notare quel 100), (Ministero della Salute italiano). "I non vaccinati provocano la morte degli altri" (Sergio Mattarella, presidente, Mario Draghi, premier). Intanto in molti paesi i morti vaccinati superano i morti non vaccinati (Irlanda, Gibilterra, Vermont, Israele, Portogallo....). Come era nelle previsioni/intenzioni di Bill Gates quando, nella sua simulazione della pandemia, a tre mesi dalla proclamazione dell'emergenza da parte dell'OMS, annunciava 20 milioni di morti. Quando l'OMS ritenne di proclamare l'emergenza virus, i morti nel mondo erano questi.


Trattato del Quirinale: verso la Repubblica presidenziale

Firmato tra Capi di Stato in mattinata e rivelato a ministri, parlamento, stampa e cittadini solo nel pomeriggio, il trattato tra Francia e Italia, caratterizza la proposta di regime democratico coltivato da Draghi e dalle sue vallette. Detto sapientemente "del Quirinale", dopo averci legato ai nostri Gran Maestri di Nato e UE, ora ci rende terreno di gioco della Francia, che è il primo investitore in Italia, mentre l'Italia è solo l'ottavo investitore in Francia. Sulle direttrici del NOM, genere, diritti umani, dittatori, mercato detto transizione ecologica, spazio, terra mare, penderemo dal cornicione dell'Eliseo. Sul piano militare si perfezionerà il nostro ruolo di subappaltatori del colonialismo francese in Africa e altrove. E ci faremo mandare ovunque a combattere il "terrorismo" Ma tutto questo non conta. Conta che hanno tagliato fuori governo e parlamento e, quando sarà al Quirinale, dato il precedente, Draghi la geopolitica la farà lui. Governo e parlamento metteranno il timbro, sempre che ancora ci siano.   

Libertà vo cercando che è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta

 


Nella puntata di Sancho XI, allegata, non abbiamo fatto in tempo a parlare del passo decisivo verso il controllo totale e totalitario connesso ai provvedimenti poi approvati dal regime Draghi nell'unanime(!) CdM di mercoledì scorso. Un provvedimento in linea con quanto la controfigura Conte, prima, e poi il protagonista vanno portando avanti sull'onda - seconda, terza, quarta, quinta, infinita, della plandemia innescata da una voglia di tirannia assoluta. Dittatura senza fronzoli liberali, perseguita da secoli e che ora si ritiene realizzabile con  i nuovi strumenti tecnologici e psicofisici. Proveremo ad occuparcene nella prossima puntata che a questo tentativo di dittatura globale e transumana sarà dedicata.

Nell'intervista di “Sancho” allegata, si parla del più e del meno plandemiano (più più che meno), ma si fa anche un accenno a chi lascia la sua valle alla mercè delle belve e va ad accogliere i curdi a Napoli. Il che ci permette di tornare su un argomento che se non fosse tragico, sarebbe comico: cos’è successo, nella congiuntura epocale che l’umanità sta vivendo, a coloro che si dichiaravano di sinistra, sinistra radicale, addirittura comunisti? C’è una piccola figura di donna anziana, ma vispissima, appena reduce dal carcere per aver condotto una lotta ventennale sacrosanta, condivisa da tutti i giusti in Italia e fuori, ispiratrice di coscienza politica, coraggio di azione e consapevolezza di come tutto si concentri in una valle: dominio e resistenza, guerra e pace, ecologia e devastazione, ragione e dissennatezza, capitalismo e rivoluzione. Una donna che mi ha ospitato, accompagnato, istruito e che ancora considero mia amica.

 


Rettiliani, rettili veri, e rettili transustanziati

Non voglio essere confuso con i rettiliani, che valgono i terrapiattisti e gli ufologi e tutta la manica di esoteristi che inquina la rivolta popolare contro l'esistente. Però, amici, i rettili velenosi ci sono e, al netto del massimo rispetto per quegli animali, dei quali abusiamo nelle metafore, sono proprio la più calzante metafora di coloro che si sono avvicendati alla guida della zattera della Medusa da una trentina d'anni. Abbiamo cominciato, negli anni '90, tempo in cui dal nido di serpenti ha fatto capolino l'attuale premier. Fino a Monti, abbiamo subito un ininterrotto assalto di rettili. Ricordate? C'era il crotalo, il rospo velenoso, la vipera. E di morso in morso, calavano le nostre difese immunitarie. Con l'uomo della Bocconi  ci siamo trovati alla mercè del capostipite dei grandi rettili e, in incalzante crescendo, ci è stato iniettato il veleno del cobra, del serpente a sonagli, per poi finire tra le spire del serpente Boa, vicini al soffocamento.     

 


Tutto questo i nostri eroi della Valsusa avevano capito che si era concentrato in un treno tanto idiota quanto devastatore. La loro comprensione, però, si è bloccata davanti al Boa Costrittore. Quando alla loro festa annuale in Valle, nell'estate scorsa, sono accorsi, come d'antica abitudine, migliaia di seguaci e sostenitori di questa avanguardia politica, si sono trovati davanti a una moltitudine di mascherinizzati, distanziati, vaccinati, greenpassati. Un hub di Figliuolo, altro che festa No Tav. E si sono visti respingere con ira e disprezzo perchè di quei "dispositivi di protezione personale" privi.

Da quelle parti sono passato e ripassato, insieme anche a Nicoletta Dosio e Alberto Perino. Ho visto le barricate, la militarizzazione di una valle, le mazzate ai generosi e giusti, il coraggio di una popolazione. Ci ho girato un documentario "Fronte Italia, partigiani del 2000". E ho riflettuto. 

Come è stato mai possibile che costoro non capissero come quelli che impongono mascherine e intrugli fossero gli stessi che da decenni si accaniscono a imporgli voragini nelle montagne, botte e prigione, sozzerie, inquinamenti, morìe nella valle, a strappargli l'anima. Ciechi al punto dall'avere anche perso la bussola internazionalista, già a loro tanto cara, e andare a celebrare emissari di un milizia curda che, per potersi mangiare terre e bene altrui, s'è venduta agli invasori statunitensi e gira per i social brandendo bandiere israeliane, USA e saudite.

 


Libertà, liber...cosa?

Credo di aver trovato la chiave del rebus. La libertà. Oggi è in gioco la libertà. Cioè la posta massima della vita, quella per la quale i migliori dei nostri padri  hanno accettato anche la morte. E oggi l'accettano tanti popoli aggrediti, a partire dai siriani. E' che c'è un peccato d'origine, connaturato ai tempi. Qual'era l'urgenza massima dei popoli guidati dai partiti comunisti, che poi se ne sono fatti una ragione, da Stalin a Toglietti e via via giù per li rami? Non era la libertà. Era l'unità, la compattezza, la disciplina, il blocco di granito per frantumare i fortilizi della borghesia. Il suo sfruttamento, la sua oppressione. 

Questa cosa si è sedimentata nel DNA ideologico di certi comunisti, lontani, dunque, dalla dialettica sia marxista che hegeliana. Non nei popoli che, in una forma o nell'altra, hanno cacciato il dominatore colonialista, esterno alla patria da anzitutto liberare. Forse i Taliban, gli yemeniti, non hanno grande esperienza di scaglioni fiscali, plusvalore, economia mista. Ma di libertà sanno e, con loro, il popolo che li ha riportati a Kabul. E quella è come la sorgente dalla quale poi sgorgano i fiumi e vanno al mare.


 

E così, i nostri, sono rimasti appesi a formule imperfette, inadeguate. Il salario? Giusto. Il precariato? Giusto. I licenziamenti? Giusto. Senza capire che se poi dici sì all'operazione pandemia e ai suoi strumenti totalitari, la partita del salario, del precariato, dei licenziamenti, della casa, della scuola, l'hai già persa in partenza. Dato che sono il "virus" e il "vaccino" che tengono tutto insieme e  rendono imbattibile il padrone. Quello qui in basso, vicino, e perfino quello in alto, invisibile. Quello cui tu, cara Nicoletta, hai dato una mano andando ad omaggiarne i mercenari. 



 

 


La prima vittima di una matrigna con la falce --- NE UCCIDE PIU’ LA SPADA CHE IL BLA BLA BLA --- Sardegna, un paradiso fucina di morte


https://www.byoblu.com/.../ne-uccide-piu-la-spada-che-il.../ Carnefici e vittime di un'isolamondo.

* Ringrazio i grandi amici Nicola, Andrea ed Enrico, per la mano che mi hanno dato a difendere e amare la loro Sardinia.
Che bella la Sardegna, che intelligenti, forti e dignitosi i suoi antichissimi nativi, che mare, che spiagge, che formaggi! Ma perché non ne facciamo un bel poligono?.... Si devono essere detti, negli anni ’50 del secolo scorso, generali e feldmarescialli italiani, americani, della “comunità internazionale” (leggi N ATO), davanti ai nostri “statisti” schierati sull’attenti, tutti in divisa con compasso e coppola.
Del resto, ci si sarebbe mai potuto immaginare che i sardi, incazzati perchè seviziati e decimati, come non mai, dallo Stato nel quale sono stati ristretti, avrebbero potuto innescare una crisi nel potere nazionale? Così lontani, così separati, così poveri? E' vero, quei pochi pastori, lasciati generosamente sopravvivere alla morìa delle loro pecore, perchè, da mammutones, facessero folklore e turismo, avevano fatto un po' di chiasso davanti a Montecitorio. Ma tutto è finito lì. Continuassero pure a sbraitare a casa loro, che, in fondo, loro non era più da tempo, davanti alle basi nostre e della nostra conventicola armaiola globale. Ci avrebbe pensato la magistratura. La nostra.
Chi inquina non paga. Chi protesta paga. A volte muore.
Così, dopo un'inchiesta durata dieci anni, straripante di testimonianze, prove, periti, sono stati assolti otto comandanti di poligoni nei quali e dai quali da settant'anni si spargono veleni, malattie, morte. il Procuratore che li aveva voluti processare, Fiordalisi, è stato mandato via e un giudichessa monocratica, anzichè strappargli le stellette e fargli ripulire l'ambiente, ha deciso di assolverli tutti.
Si poteva far altro dopo l'insediamento di un Draghi a capo di ogni articolazione istituzionale? Si poteva. 47 cittadini sardi che, nel corso degli anni di una mattanza senza fine dai poligoni, avevano rivendicato pace per sè e per gli altri, salute e sovranità, sono passati sul banco degli imputati, al posto dei comandanti.
Sperimentare in Sardegna, collaudare nel mondo
L'Italia mafio-massonico-atlantica poteva forse esimersi dal tentare di sopprimere un po' di sardi, umani, animali, vegetali? Non sarebbe stato un indebito privilegio riservato a se stessa? Quando, per la modica spesa di 2,4 miliardi al mese, ha un 8000 armigeri sparsi per il mondo in 45 missioni militari? Missioni (una volta si chiamavano "spedizioni". Così invece si pensa a preti e crocerossine.) dette orwellianamente "di pace" o "interposizione". Missioni tutte munite delle più moderne ed efficienti attrezzature per proteggere gli indigeni, cioè per tenerli buoni e, nel caso, toglierli di mezzo se dovessero dare fastidio alla "comunità internazionale" (nome d'arte della NATO).
Ma, scusate, di cosa si lamentano i sardi? Non dà il suo contributo di agnello sacrificale militante anche l'Italia continentale, con le sue 90 basi USA/NATO, 200-400 bombe atomiche, appena ammodernate e da installare sui potenti F35 testè acquistati? Tipo quelli che il 18 marzo 2019, a Barghouz (Deir Ezzor, Siria), impropriamente ancora sotto controllo nazionale siriano e non dei curdi a stelle e strisce e stella di David, hanno fatto il proprio dovere polverizzando alcuni miliziani ISIS. Miliziani che poi, però, erano una settantina di civili, soprattutto donne e bambini. Una My Lai siriana, come c'è voluto il New York Times a rivelarcelo.
"Right or wrong", my country (Giusto o sbagliato, il mio paese), è la frase pronunciata duecento anni fa da un ufficiale della marina USA, a dichiarare nei secoli dei secoli l'immunità/impunità di uno Stato vocato al terrorismo in difesa dei valori occidentali. Frase ripetuta tante volte quante sono i crimini anglosassoni di mezzo millennio. Ma nel nostro paese la si è corretta secondo le esigenze dei nostri dirigenti: "Right or wrong their country" (giusto o sbagliato, il loro paese).
Draghi, Schwab e Stoltenberg: non ci facciamo mancare niente
Per cui, divagando, non illudetevi che Mario Draghi, spedito qui apposta, neghi ai suoi forgiatori e padrini statunitensi TIM, delle industrie italiane la più strategica, sul piano delle comunicazioni, della sicurezza e, quindi, della sovranità nazionale e dei cittadini, delle industrie italiane. Mica poteva, Draghi, rinnegare i meriti di una vita! E neanche una tradizione italiana che ci ha visti leali jihadisti Nato in Somalia, Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Siria.
Da noi, a Roma c'è anche il Nato Defence College, l'università per le guerre, dove si addestrano a conquiste e massacri ben 80 paesi membri o partner del Patto Atlantico. Cosa avrà da lamentarsi la Sardegna con appena il 61% delle servitù militari italiane. Qui, sul continente, abbiamo il pregio e l'onore di essere tutta una servitù militare, al cento per cento.
"La Russia continua a spostare il suo paese verso le basi Nato"
Negli ultimissimi giorni questo virgulto di caveau ha incontrato, prima, Klaus Schwab, fondatore e presidente del transumanesimo made in Forum di Davos, per ragionare su come portare avanti nel FEM di gennaio, il discorso dell'Italia laboratorio del Nuovo Ordine Mondiale. Subito dopo, altro compagno di merende, Jens Stoltenberg, segretario della NATO, uno cui prudono le mani già quando scorge una pietra focaia, figurarsi un missile Tomahawk. Di cosa si è parlato? Visto che la bestia da bastonare di questi tempi e il "dittatore" Alexander Lukashenko (che i migranti li cura, anzichè trattarli come va fatto con i portuali triestini) per arrivare piano piano al suo sponsor e sodale Vladimir Putin, potevano for forse mancare Draghi e le FFAA italiane?
Espansionismo cinese verso basi USA
Infatti Stoltenberg è venuto per darci istruzioni sull'uso degli F35A, Eurofighter, Typhoon, dei ben cinque stormi dell'aeronautica italiana collocati, mica a casa loro, come vorrebbe un Ministero detto "della Difesa", bensì a 2.241 km di distanza, in Lettonia. Devono levarsi in volo a intercettare gli eventuali aerei russi che fossero diretti, questi sì, da casa loro a casa loro (Kaliningrad). Tocca contenere l'avanzata di russi e cinesi verso le basi che li circondano. Se poi questo determinasse il passaggio dalla guerra fredda a quella calda, pazienza. Si potrà sempre dare la colpa a quei pasticcioni di italiani.
"Molti di noi stanno pensando a quando le cose torneranno alla normalità. La risposta è breve: mai...La pandemia segna un punto di svolta fondamentale nella nostra traiettoria globale... Il mondo come lo conoscevamo nei primi mesi del 2020 non è più, dissolto nel contesto della pandemia" (Klaus Schwab, fondatore e direttore del Forum Economico Mondiale)

venerdì 19 novembre 2021

DA LOCOMOTIVA A CARRELLO DELLA SPESA --- Quando nani uccidono padri giganti

https://comedonchisciotte.org/sancho-10-ii-stagione-fulvio-grimaldi-la-desinistrizzazione-italiana/    

Intervista su Sancho, aperta della geniale copertina di Massimo: come i nani hanno ridotto i giganti del socialismo.

https://www.facebook.com/roberto.ventrella.54/videos/629479768208215     

Napoli, mio intervento No Green Pass

Chi c'è, chi arriverà, chi sticazzi

Nello scorso fine settimana ho avuto il privilegio di partecipare, tra Napoli e Caserta, a tre belle e produttive manifestazioni di lotta. Mi hanno suscitato alcune riflessioni che voglio condividere con voi. La prima, il sabato pomeriggio, che grazie a un questore non troppo lamorgesista, ha potuto trionfalmente marciare da Piazza Garibaldi, lungo Corso Umberto I, attraverso il centro, era variopinta, ma a maggioranza di lavoratori dei sindacati di base, con i Sin Cobas in testa. 



C'era anche uno spezzone del Coordinamento No Green Pass, ma il tono politico lo dava chi contro le strozzature sociali del bankistan draghiano protestava, ma il principio del vaccino salvifico e anche quello della Carta Verde, li accettava e condivideva. Non per nulla tra costoro marciava anche la Brava Nicoletta Dosio, valsusina veterana della lotta NO TAV, reduce dal carcere per delitto di resistenza. Lotta che ultimamente, e tragicamente, si è affossata, precipitando a occhi e neuroni chiusi nel baratro dell'operazione virusian-vaccinara. Senza vaccino e Green Pass i No Tav non ti vogliono più.

 



Caserta ha esordito, coraggiosamente e dignitosamente, nella resistenza alla tirannide guerrafondaia sanitaria, con un raduno sul quale si diffondevano le voci di esperti partigiani del libero pensiero e della scienza non inquinata dai manipolatori farmaco-totalitaristi. Un buon inizio.

Ma prima, nel buio della precoce notte novembrina, a Piazza Dante, abbiamo partecipato a una manifestazione/corteo dei napoletani liberi e pensanti, punta avanzata della napoletanità consapevole. Qui c'era ciò di cui nella pur combattiva manifestazione dei sindacati mancava: il contesto. Ho provato a urlarlo scompostamente, come potrete vedere e udire al link qui sopra. 

 



Di desinistrizzazione si tratta, pandemia anche più perniciosa di quella che vorrebbero attribuire  a un virusetto che non è che la più recente edizione dell'influenza stagionale. Quando i Cobas lanciavano i propri strali contro il saccheggio sociale, il precariato, la disoccupazione, i salari di fame, la mattanza sul lavoro., miravano a giusti bersagli. Ma trascuravano, anzi avallavano il contesto. Cioè il poligono entro il quale quei bersagli erano collocati: l'operazione militar/sanitaria che ci ha reso impotenti davanti alle ricadute di una guerra di classe dall'alto. Prendersela con l'effetto e non con la causa. Esecrare la pallottola e non il fucile.

Com'è che fanno i bambini allo spettacolo dei burattini? Inveiscono contro i pupi cattivi, ignorano il burattinaio, non lo vedono, non lo considerano. Così, quando te la prendi con le buche nella strada dissestata e non con chi l'ha rovinata, passandoci sopra con ruspe e carri armati. 

 


Snob, frustrati, impotenti, pippaioli

I ragazzi in strada contro il regime sono onesti e hanno ragione, anche se non tutta la ragione. Ci si può, ci si deve parlare. Ma c'è di peggio. di irrimediabile, di vile e disonesto, di rettiloso (con tutto il rispetto per i serpenti animali). Ne ho avuto esperienza in questi giorni. E vi ho anche accennato in Sancho.

Li avete sentite, no, quelli che su Stefano Puzzer, a poche ore dalla scossa che questo operaio del porto aveva dato alla sua città, al suo paese, all'Europa e oltre, avevano arricciato il naso: "Ah, ma che discorsi rozzi... va, viene, cambia decisione.... s'è visto con quello là, e andato là, non è venuto qua, fa la star, s'è montato la testa... chissà chi c'è dietro..."  Darsi rilievo rubandolo a chi ce l'ha.

Sara

E poi, proprio ora, strapparlo a una parlamentare, Sara Cunial. Una i cui interventi in parlamento andrebbero scolpiti nel marmo e appesi sopra le teste di governanti mafiomassonici e di peones arraffoni. E' riuscita a imporre la sua presenza alla Camera violando l'obbligo del Green Pass. Ha così salvaguardato un diritto che i licanrtropi vogliono conculcato: il suo diritto a rappresentare i milioni di italiani, in piedi davanti alla Costituzione, sottrattisi al dogma falso e bugiardo, ai veleni e agli ancora più tossici rimedi.

Anche questi li avete sentiti: "Facile, quando una si becca 15.000 euro... Viene dai Cinque Stelle, figurati...Ha difeso quell'albergatore tirolese, sarà stata ospitata gratis.... Tutta per darsi visibilità....Si sa già chi la manovra..."

A livello più minuto e modesto, ci sono quelli che s'aggirano agli orli delle manifestazioni, ascoltano l'oratore, si guardano in giro con fare furtivo, ma volpino, scuotono la testa. "Ma chi ce lo ha chiamato questo qua... cosa dice... ma avete visto che gente è venuta... qua toccherebbe essere più selettivi...." Toni e sguardi da quartieri alti, di chi dall'alto giudica (e non parlano di fascisti, Forza Nuova, ma di chi non gli pare "adeguato". Hanno già stabilito confini e criteri.). 

A Corso Umberto I c'era chi sapeva di classe e non di vaccino. Questi sanno di vaccino e non di classe.

 



Io, questi frustrati snob da canapè, li detesto. Sono il fetore con squittio che esce da sotto il tombino. Sono la riedizione dei famigerati "nè-nè" della distruzione della Jugoslavia, o della Libia. Sono larve che non diventeranno mai farfalle, sono le zanzare sfuggite a rondini che non ci sono più, sono il palo dei rapinatori, l'arma psico-bla bla bla dei genocidi. Giudicano prima di avere termini di valutazione. Così, impotenti, si sentono qualcuno. Domani, quando Puzzer si candiderà con il PD, o con Fratoianni, lo butterò a mare. Oggi ho solo elementi per nutrire gratitudine e rispetto.

Chiudo, cari amici, con questi dati. Occorre altro?

I numeri che non ci danno, a partire da quelli degli immunizzati naturali a vita

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA', 13 novembre

 Totale decessi negli ultimi 30 giorni: 772

• Non vaccinati: 361 (46,8%)

• Vaccinati con ciclo incompleto: 27 (3,5%)

• Vaccinati con ciclo completo: 384 (49,7%)

E, a dispetto di quanto sopra, questi grotteschi torquemada in cravatta, con triangolo, cazzuola e coppola,  pretendono di spazzarci dalle nostre strade e ci vogliono sbattere in carcere! Così proclama l'Austria. E a noi manca un Cesare Battisti. Vedete come cambiano i livelli etico-culturali. Torquemada, almeno, massacrava innocenti in nome del papa e quest'ultimo avallava in nome di dio. Quelli di oggi pendono da una accolita di pupari da periferia come Bill Gates, o Klaus Schwab. Questi, a loro volta, scalciano appesi al puparone, immortale capostipite della famiglia: $.  Dio è morto, il dollaro no.

Il che ci dà tutta la misura del progresso e dei progressisti.



venerdì 12 novembre 2021

Settant'anni di aggressioni e di sconfitte --- I COLPI DI CODA DI UN IMPERO DEL MALE AL TRAMONTO

 


https://www.youtube.com/watch?v=CNlYI6WjyUc  

In questa nona puntata del libero programma di lotta e di governo "Sancho", con il collega Massimo Cascone e il regista Giulio Bona ci aggiriamo nei bassifondi di un impero anglosassone-UE, militare-finanziario-criminale, e negli altifondi di popoli vittime, ma vivi e resistenti, con ipoteca sul futuro dettata dalla Storia. Una volta che saranno neutralizzati gli strumenti terroristici utilizzati per la tecnica vampiro-capitalista dell'estrazione di sangue da masse soggiogate o narcotizzate, per ultimo la manomissione di vita e salute, la fanfara dell'Impero dovrà passare dalle note dell'assalto a quelle del Silenzio.

Usciamo dalla morta gora di un Occidente che manifesta i primi fermenti di consapevolezza e determinazione, per i quali i nostri proconsoli ("Laboratorio  Italia" The Washington Post) stanno passando dalla circonvenzione di incapace allo squadrismo repressivo violento e vediamo in che condizioni si trova quella che il grande Mao, un po' prematuramente, degradava in "tigre di carta".

Una carta che ha ancora tali riserve di acciaio e fuoco e virus, da poterci sotterrare tutti, ma a cui, per l'intanto, popoli su popoli, tutti ovviamente "canaglia", "golpisti", "dittatoriali", "fomentatori di terrorismo", stanno avvicinando micce  accese. 

Dal 1945 gli Stati Uniti non vincono una delle guerre che ininterrottamente scatenano. Al meglio schiacciano un'isoletta caraibica (Grenada), o affidano al Regno Unito l'impennata dei macellai argentini sulle Isole Malvinas (Falkland per i colonialisti), o si lasciano dietro un caos che paralizzi la vittima, ma che non giova neanche al carnefice. 

A quest'impero della cieca violenza, dell'incoltura, della grettezza vampiresca, manca un futuro soprattutto perchè i suoi colossali armamenti sono schierati attorno a un vuoti. Gli manca l'idea, un'idea attorno alla quale muovere se stesso e il suo popolo verso l'avvenire. Quella che si chiama idea-forza.

In questo contesto le forze del contrasto, della resistenza e della controffensiva non hanno più i segni ideologici distintivi della sinistre d'antan. Che anzi si sono prestate a fare da tapirulà al trasporto delle truppe armate, politiche e verbali. Quasi ovunque l'opposizione all'Impero e alla strategia che gli viene ordinata dal Grande Puparo, ha segni inediti, controversi, da cogliere.

Ma di tutto questo ci occuperemo nella prossima puntata di "Sancho"..


lunedì 8 novembre 2021

Ambientalisti: "Animali cosa?" --- UN'ARCA DI NOE' SOLD OUT --- "O green o verde", puntata Byoblu sul mondo rimasto fuori


https://www.byoblu.com/2021/11/01/e-con-gli-animali-come-la-mettiamo-fulvio-grimaldi-in-o-green-o-verde-ambiente-e-interessi 


Dei 7 miliardi di cui si dice. Dei miliardi di miliardi di cui non si dice

Quello che va detto, a margine di questa puntata di "O Green o Verde" su Byoblu, è come ci si possa mobilitare da Roma a Milano a Glasgow, a mezzo mondo, con milioni di bravi giovani che protestano per le strade applauditi da tutti, senza che esca una sola volta la parola che identifichi il 99,99% dei viventi sulla Terra. Sarà perchè ancora una volta sul verde ha prevalso i green.

 


Gli animali, oltre a essere miliardi di miliardi volte più numerosi di noi, sono anche, tutti quanti, più indispensabili  a quello che conta sul pianeta: la vita. Che, in quanto tale, vale di più della mia, della tua, della sua e degli altri.

Più indispensabili, le persone senza parola, perchè, di noi umani, più intelligenti biologicamente (preservarsi), socialmente (organizzare le comunità) ed ecologicamente (curare la casa). E probabilmente anche economicamente, dato che non fanno danno e tengono tutto insieme ed in equilibrio. Sei una pecora, dovrebbe essere considerato un complemento, sei un  cane, ancora di più, un somaro, manco a parlarne e all'augurio "in bocca al lupo" l'unica risposta corretta deve essere "viva il lupo".

Se vogliamo rendere omaggio al pensiero politicamente corretto, che pretende e impone la netta separazione tra buoni, dentro al pensiero, e cattivi, fuori da quel pensiero, tocca ammettere che gli animali, dal bruco all'ippopotamo, dal mio bassotto Ernesto al tuo canarino Titti, ci sono superiori anche eticamente. Siccome, da noi, pare essere determinante essere stati vittima di qualcosa di molto doloroso, a tutti spetterebbe un seggio senatoriale a vita.

 


Quanto a moralità, la loro psiche, pur spesso complessa quanto noialtri solipsisti neanche immaginiamo, non si è evoluta al punto da riservare spazi per la malvagità, la crudeltà, l'invidia, la soddisfazione per il malessere dell'altro, del concorrente, del nemico. Quasi quasi non riusciamo neanche a concepire come possa esistere un essere che sente, riflette, prova dolore, gioia, paura, risentimento, gelosia, amore, erotismo, solidarietà, risentimento, dubbio, memoria, attesa, delusione, eccetera eccetera, ma che non provi odio, non sappia di cattiveria e non voglia fare del male. C'è da sospettare che proprio per questo, il "Creatore" abbia ordinato all'uomo di dominarlo e sottometterlo, l'animale

 


Forse Greta e tanti imberbi delle varie consorterie, tipo FFF o XR (pagata da Soros e ci tornerò sopra), non lo dicono e non lo pensano, anche perchè nessuno gli ha detto di pensarlo. Ma il mondo che, tramite lo scivolo del terrorismo climatico, che va a sommarsi al terrorismo sanitario, che a sua volta ha potenziato il terrorismo-terrorismo, viene costruito sulla totale decostruzione di quello di prima, è la più assoluta delle monarchie. Cosa che a Greta e ai gretini non provoca disturbo. Forse qualcuno gli ha insegnato che tra monarchia (Greta è svedese) e repubblica non c'è gran differenza. Da noi la differenza la si è imparata a forza di sbocchi di sangue. O, forse, come parrebbe essere ritenuto oggi, la seconda è addirittura un po' peggio della prima.

A noi la Repubblica Parlamentare, prima quella Romana, poi le tante altre, fino a quella del 1946, oggi in estinzione più rapida di quella delle lucciole, sta diventando un nebbioso ricordo. Anche perchè, fra un po', di ricordi quelli che vivranno in questo paese non ne avranno che di giornata. Verranno messi all'indice, se la conservano, inutili e nefasti. Ma gli animali la repubblica ce l'hanno nel sangue, magari presidenziale, ma certamente col capo removibile, se non fa le cose alla maniera che conviene alla comunità. Il branco è come l'assemblea ateniese. Pensate al lupo, al gorilla, all'ape.

 


"Quando le api scompariranno, all'uomo non resteranno che 4 anni di vita
" (Albert Einstein)

Ultima constatazione. Se anche certi animali accumulano nel sottosuolo, o nel tronco degli alberi, riserve alimentari per l'inverno, l'accumulano per tutti e per ognuno. Capitalisti non lo sono mai. La valorizzazione del capitale la fanno con il becco, o il muso, le loro pinze. Mai facendo lavorare gli altri per sè.

Che sia tutto questo il motivo perchè, da Greta in sù e in giù, a destra e a sinistra, non si dica mai che cosa una Terra riarsa significherebbe per gli altri. Non  si puo nè incolparli, come si fa con gli adulti bipedi tutti, nè si può assumerne l'impegno della salvezza (cazzi loro) e, soprattutto non se ne devono imitare i costumi.

Il fatto che, tramite pasticci medicamentosi e terrorismi vari, ci hanno fatto completamente trascurare le altre componenti della nostra famiglia terrena, non è l'ultimo dei riusciti depistaggi della globalizzazione in chiave Great Reset.




 


sabato 6 novembre 2021

Guerre di chiacchiera e guerre di morte --- L'ITALIA? ALL'OSCURO. --- Da Byoblu, Mondocane sulla miccia mediorientale


 



https://www.byoblu.com/2021/11/04/mezza-luna-sciita-e-mezza-luna-sunnita-nel-cielo-nero-doccidente-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/ 


Morti di cui non si deve parlare



Ci vogliono alcuni cambiamenti di un certo peso per evitare la morte. La morte della società in quanto tale da alcune migliaia di anni; quella mentale in quanto intelletto e libero arbitrio; la morte morale, nella totale inversione tra bene e male; la morte del linguaggio nella lacerazione del rapporto tra parola e realtà; la morte dell'unità umana e sociale di base, la famiglia, centro di solidarietà e riproduzione della specie. E tante altre morti a seguire. Tutte ben calcolate.

Per i cambiamenti, essendo passato quello tsunami che ha sradicato e reso impraticabile tutto, la prima urgenza è fare tornare l'uomo sociale a essere sociale; la politica a tornare ad essere libera determinazione del proprio bene da parte della collettività; le istituzioni dello Stato democratico e di diritto a riprendersi le proprie incombenze e prerogative, quale in primis la sovranità e la divisione dei poteri; la magistratura a  tornare ad essere, da ventaglio di Cleopatra, a magistratura nel principio della legge uguale per tutti; il capo dello Stato a tornare a collocarsi super partes e ad essere il presidente di tutti gli italiani e non solo di quelli  che ritengono di poter bastonare e sotterrare coloro che gli stanno sulla minchia. 

E, a volere inserire un po' di stravaganza, forse il primo su tutti i cambiamenti dovrebbe riguardare i cosiddetti "millenials", gente che oggi va per le strade facendo da dazebao, un po' ridicolo, del tutto inconsapevole, alle venefiche  manipolazioni dei corrottissimi e astutissimi vecchiacci dell'anagrafe anteriore. Veri incapaci circonvenzionati. Ritroveranno il gusto storico e connaturato alle giovani generazioni di capire e buttare per aria il labirinto di mostri che costruiscono due generazioni su tre quando sono cresciute.

Circonvenzioni di minori 



 Dato il mestiere che pratico, quasi quasi dai tempi di Gabriele D'Annunzio e Pirandello, a me riguarda soprattutto la circonvenzione dei colleghi. I giornalisti che si sono lasciati incapacitare a fare giornalismo, cioè a riferire i fatti con verità e ad analizzarli con onestà. Oggi come oggi, in primis con assoluta indipendenza da interessi estranei all'informazione alla quale è interessata la collettività.

Questo predicozzo parrebbe sproporzionato per fare da accompagnamento a una rubrica televisiva di Byoblu su questioni internazionali e guerre e come introduzione a qualche integrazione. Lo pare e lo è. Tuttavia un piccolo nesso ce lo possiamo trovare. Perchè il legame tra una sollevazione in Costa d'Avorio, o tra le sanzioni al Venezuela, e l'ultima lenzuolata di liberalizzazioni di Draghi, o la sua terza dose, ci dovrebbe far capire un contesto nel quale tutti quanti siamo rotelle, o  trattati da rotelle, di uno stesso ingranaggio.

Intanto c'è il dato incontrovCome eravamo....ertibile che un popolo è stato, per buona parte dell'Ottocento, partecipe e, nella Repubblica Romana, protagonista, di grandi moti rivoluzionari europei e poi, nel Novecento, ha fatto di meglio, ponendosi come attor giovane nel cuore di un conflitto mondiale tra dittature e pseudodemocrazie. Ha anche raschiato una sua particina nello scontro finale tra colonialismo e anticolonialismo. Così,.nel decennio successivo alla seconda delle guerre mondiali, ha fatto di sè il rinnovatore globale della settima arte, la più importante per lo Spirito del Tempo. 

Provinciale è bello

Tutto questo non è bastato perchè, messi al guinzaglio da nuovi e più implacabili padroni, i giornalisti di questo paese  non accettassero di divenire cultori di casalinghe di Voghera, pruriginosi ammazzamenti, pensose elissi calcistiche, pannolini assorbenti di tossiche, ma adorabili, secrezioni d'oltre-Atlantico. Quanto a posizione, interesse, iniziativa, internazionali, ci siamo messi comodi, rivolti verso Bruxelles (UE e NATO) alla stregua dei musulmani quando s'incurvano verso la Mecca. L'orecchio sempre teso a chi ci sussurra.



 La cosa ha un mandante e un senso. Con gli editori e direttori della nostra informazione al cui orecchio sussurrano, tenendoli per il bavero, entità infinitamente al di sopra di loro, guardare in basso e vicino nei nostri vicoli, o corsie, o alcove, o parrocchie, o taschini con pochette, o tribunali di varia obbedienza, per primo non ci rende edotti di che cosa di più grande siamo parte, o vittima, o complice in subordine. Per secondo,  permette a lazzaroni di essere creduti per quello che ci fanno trattandoci da lazzaroni e, a volte, riuscendo perfino a renderci tali. 

Come scamparla quando si sia convinti che La Stampa di Elkann e del suo amanuense, Massimo Giannini, sia un giornale e non una concessionaria; che il Corriere della Sera di Cairo e dello scriba Luciano Fontana sia il più autorevole giornale italiano e non l'house organ di Bilderberg; o che la Repubblica di Molinari e, ancora, di Elkann, non funzioni grazie ai segnali da remoto da Tel Aviv?

Un'informazione che salva dalla realtà

 


Il sistema globale dell'aggressione, come metodo di conduzione delle cose dell'umano e del mondo, vuole che noi si pensi che la minaccia mortale ci venga da un'influenza, forse - o anche no - potenziata, upgraded. Che l'immortalità di Milly Carlucci e degli zompatori stellari Sandra Milo, o Remo Remigi, possa estendersi anche a noi, se zompiamo con loro. E se c'è il sospetto che sul nostro tinello incomba un'apocalisse climatica e, prima o dopo, l'inverno nucleare dalla resa dei conti tra USA, Cina e Russia, basta il solito clic salvavita. Stavolta sul telecomando. E ci ritroviamo nella festosa atmosfera dei pipparoli al servizio altrui di Fabio Fazio.

Eppure nel mondo c'è  la stampa rimasta stampa. Sempre col laccio, ma più lungo. Ci sono le voci che surfano sulla fragile libertà della rete (con  Byoblu addirittura discesa sul digitale terrestre). E c'è perfino da noi, a dispetto dei draghi inceneritori, una specie di Robinson Crusoe:  l'unico, dicesi unico, quotidiano su carta, brutto o bello che sia, che osi infilare bastoni di scienza e coscienza nelle ruote del rullo compressore official ("La Verità"). L'unico che si provi ad allungare lo sguardo oltre il filo spinato del pensiero unico fascisticamente corretto. 

Dimenticavo, c'è anche l'occhiuto e rutilante Mario Giordano di Rete Quattro, canale Mediaset che, diversamente degli organi della "nuova normalità", RAI (pubblica!) e La7 (sorosiana), mantiene la sapienza mercantile delle voci multiple.

Minacce, ma da dove?

 



Tutto questo pippone per suggerrivi una cosa. Anzichè a Glasgow, a vedere  ballare con le lucciole ragazzetti che le prendono per stelle, girare la testa e guardare dall'altra parte, non solo metaforicamente. Da guardare molto attentamente c'è quanto vi racconta il "Mondocane" di cui al link in testa. Vi si racconta, come alle fiamme di bla bla bla che tutte le parti in finto conflitto hanno fatto ardere a Milano, Roma e Glasgow, andrebbero sostituite quelle  che rischiano di incenerire definitivamente il paesaggio che ci troviamo di fronte, tra Marocco e Iran. E gli incendi di solito dilagano,  più delle balle che le nascondono

 Paesaggio dal quale per un bel po' d'anni abbiamo tratto il conforto della nostra luce, dei nostri consumi dei nostri spostamenti e del nostro calore. E dovremmo farlo ancora per qualche tempo, almeno finchè pannelli fotovoltaici non avranno ricoperto quanto ci resta di campi di albicocche, pomodori e cereali, e i migranti non finiranno col fare gli slalom tra colonie di torri eoliche, per scampare alle nuove miniere di metalli per telefonini che desertificheranno definitivamente i loro territori. Così, aziichè essere attratti ad andare per stracci da noi, lo potranno fare a casa loro.

Ma tutto questo Greta non lo sa.