giovedì 21 ottobre 2021

A Trieste il regime ci ha messo la faccia. Che fosse brutta, si sapeva. --- TESSERA DRAGOFASCISTA E CLASSE OPERAIA --- Violenza di Stato contro nonviolenza di cittadini

 


https://www.youtube.com/watch?v=6Sn-IUxt-k8 

https://comedonchisciotte.org/sancho-6-ii-stagione-fulvio-grimaldi-la-resistenza-italiana-contro-la-nuova-dittatura/ 

"Sancho": mia intervista: "Botta e risposta" 

Il governo dei draghi e il suo braccio violento

Il governo dei draghi e il suo braccio violento al Viminale infilano in una pacifica manifestazione di gente saggia e previdente, che ha capito tutto e che, pacificamente, va in piazza per l'ennesima volta, un gruppo di violenti disadattati e li scorta fino all'obiettivo da sfasciare. Da rompere insieme ai tre poveri gendarmi lasciati lì a fare le figurine belle e sacrificabili (cosa che da sola varebbe dovuto innescare il passaggio delle intere forze dell'ordine tra le fila dei manifestanti). Poi manda in piazza gli sfasciati, trasformati da servi gialli del potere in eroi dell' antifascismo. Ai non storditi da Mentana, o Formigli,  risulta che fanno tutto questo in difesa di un iperfascismo 2.0, detto anche totalitarismo biopolitico. Si chiama paradosso ed è utile nel confondere e controllare le masse.



 Il governo dei draghi e il suo braccio violentissimo infieriscono per ore, con armi provoca-Covid, polmonite e cataratta, su un gruppo di pacifici e inermi portuali, inermi e, non contento, li riscaldano, fradici come sono, a suon di roventi manganellate. Provvedimenti inevitabili, anzi, dovuti, per chi contesta il green pass - misura di Draghi, non legge di natura -  ed è un potenziale terrorista, certamente fascista, strutturalmente violento e che, da ottuso bifolco, abbassa a livelli infimi il QI medio degli italiani.



 E che dice, il presidente, che dice?

Il presidente di tutti gli italiani, assiso su un colle dal quale vede benissimo San Pietro, Palazzo Chigi e, appunto, il Viminale, ma non molto di ciò che sta sotto, elargisce alla folla il suo sereno ed equo giudizio: "Sorprende e addolora che proprio adesso che vediamo una ripresa incoraggiante, economicamente, socialmente, culturalmente (l'ho detto sopra, cosa si vede dal Quirinale),esplodono fenomeni, iniziative e atti di violenza, di aggressiva contestazione, quasi a voler ostacolare, intercettare la ripresa che il paese sta vivendo".

L'accusa è pesante, gravissima. Sabotaggio delle buone sorti della nazione, alto tradimento, si direbbe. Ascoltate in tv queste solenni e gravi parole, me ne sono andato a letto molto tranquillizzato. Le nostra autorità  non consentiranno più a nessuno, nemmeno a Lamorgese, di andare - o mandare energumeni - ad assaltare la CGIL, di incoraggiare dal palco sindacale di San Giovanni allo sgombero e pestaggio di operai a Trieste e, appunto, a forze dell'ordine di ridurre portuali in poltiglia fradicia a forza di mazzate idriche. La ripresa può procedere e, così, l'abbuffata dei migliori e dei loro sponsor.

Un filo nero che viene da lontano

Il filo nero come il catrame nel quale questi cementificatori di prati e di menti hanno avvolto il paese, per poi porgerlo in queste condizioni agli esiti politici della nuova peste e al suo potenziatore genico, si è fatto regime del terrore globale. Non si tratta di guerra a un morbo. Si tratta di un morbo che si pretende di combattere con un contromorbo più nocivo. In altre parole si tratta di condurre una guerra contro un popolo che si pone fuori dagli schemi, usi e profitti pianificati dall'oligarchia globalista e totalitaria. Tanto da non ritrovarci più come il popolo del presidente di tutto il popolo. Una guerra per il controllo totale su individui e società, col complementare annientamento delle identità nazionali, sociali, culturali, lavorative, storiche. 

A questo servono governi come quello del collaudato banchiere goldmansachsiano ed eurocentrale. Un regime di non eletti, con un parlamento in time out, di amministratori degli interessi dei giganteschi accorpamenti economici e delle relative aristocrazie famigliari. Un regime protetto dallo scudo di un apparato mediatico comprato e cooptato, a difesa dalle rivendicazioni costituzionali di un popolo che si vuole rinchiuso ed escluso. Rivendicazioni considerate arcaiche, obsolete e controproducenti per tutti gli ambiti nei quali si realizzerà l'avvenire.



Le Moire cambiano partito

Le Moire, o Parche, sono le tre figure femminili divine che sovrintendono ai destini dell'uomo, tessendono il filo e tagliandolo quando la vita terrena deve concludersi. Forse illuse dalle apparenze e vittime dell'ontologica mendacia della Medusa dai rettili per capelli, quella che pietrifica chi osa affrontarla, si erano fatte convincere che le loro forbici dovessero recidere il filo rosso della vita dei tanti. 

Constatato, però, l'esito crudele e ingiusto del loro operare, un'ecatombe da coprire la Terra, privandosi così dei loro interlocutori umani, le Moire si resero conto dell'inganno. Capirono di essere state indirizzate sull'obiettivo ingiusto.. Ascoltate le assordanti voci di verità che si levano verso di loro da tutto il pianeta e dato uno sguardo a Trieste, hanno riosolto di occuparsi di altri fili da tagliare, quelli neri, quelli dei pochi, cari alla Medusa. Anche perchè, altrimenti, gli sarebbe rimasto poco da recidere e la funzione assegnatagli dagli dei si sarebbe esaurita, con inestimabile danno agli equilibri della vita.

 


Loro squadristi e Speranza, noi lavoratori e Premi Nobel

La perdita del controllo assoluto sul corso degli eventi e sulla capacità di intendere e volere degli umani, che si rivela nelle piazze e nei rifiuti ai diktat, deriva dalla presa di coscienza di un numero crescente di persone. Numero che dagli addetti ai lavoro viene trattato alla pari del numero degli effetti avversi e dei decessi dei noti impianti. Coscienza determinata vuoi dalle cazzate e avventatezze commesse da congiurati inetti o malfattori, vuoi da chi, in tutto il mondo, competentemente ha saputo opporre verità a balle, fatti a invenzioni. Da una parte Montagnier, o Malone, dall'altra Burioni e Speranza, a sintetizzare.

E allora ecco Trieste, Milano, Genova, Roma, Torino, Napoli, Firenze e decine di città grandi e piccole. Questi stupidotti dal "pugno di ferro" e dalla carta green anche agli acari nel materasso, diversamente da tutti gli altri, in Europa e fuori, non hanno capito che mai lo zuccherino, mai la pausa, mai la boccata d'aria, finiscono col farsi boomerang. E, con un'evidenza solare, rimasta oscura solo a questi bolsi cretini spurgati dai caveau, tornano indietro sopratutto se questo cappio, che solo stringe e mai s'allenta, lo metti al collo di chi può decidere se si continua a produrre o no. Gente che si diceva estinta o quasi, ma senza la quale nessun robot, per ora, ti squarterà il bue, ti guiderà il tram, incollerà i mattoni della tua casa, o coltiverà le tue melanzane.

Il momento sarebbe adesso, prima che le macchine si parlino fra di loro, senza nemmeno farti intervenire, o ascoltare. Una volta si occupavano le fabbriche.

Profitti di guerra



 Chiudo con qualche notiziola simpaticamente significativa. Tra Pfizer e Moderna, quelli del liquidino tossico con dentro di tutto, dalla penetrazione nelle nostre vene e cellule ricaveranno entro il il 2022, 93 miliardi di dollari, che si aggiungeranno a quelli già ricevuti dall'umanità plebea sotto forma di stanziamenti di Stato. Così supereranno finalmente i loro connazionali del militare che, come loro, si sono rifatti castello e parco spremendo il sangue da una serie di popoli. E' il caso di lasciarli fare?

Grazie alla così definita pandemia, sono sbocciati nel mondo da essa globalizzato ben 130 nuovi miliardari, di cui sentivamo un angosciante mancanza, con la loro nuova ricchezza di 2,1 trilioni di dollari. Un prelievo dalle tasche degli esseri umani normali da rendere quello dei Rothschild, Rockefeller e Warburg nel corso del secolo passato, nonostante i profitti da due guerre mondiali, un'operazione da briganti di passo.

Roba da fare incazzare la classe operaia, i lavoratori in genere, al punto da farsi sparare cannonate di acqua gelata in faccia per un paio d'ore e subire mazzate in testa, senza retrocedere. Roba che neanche il preparato letale dei grandi cerusici e stregoni genico-chimici era riuscito a provocare. Dalla guerra biopolitica dall'alto in basso, alla vecchia cara lotta di classe dal basso all'alto.

Ciò che conta ora, è non restare alla finestra. 

P.S.

Via Rasella a Kabul

Enrico Mentana, inspiegabile fenomeno di propagandista e delatore cui si è data la patente di giornalisti professionista, a proposito di un convegno a Kabul di famiglie di caduti nella lotta di liberazione dagli occupanti colonialisti e stragisti, al tg La7, ne parla con adollorata indignazione nei confronti dei Taliban massacratori, usando termini come "orrore", cinismo", barbarie. Parlerebbe anche così dei partigiani che, nella loro lotta di liberazione da occupanti stragisti, hanno fatto saltare per aria una colonna di poliziotti sudtirolesi, per cui poi le Fosse Ardeatine, con tanti correligionari dello stesso Mentana?

Il compagno di Trieste

Andrea Cantoni, consigliere comunale di ''Sinistra italiana'', sui portuali di Trieste si pronuncia così: ''Va bè, ma è un presidio di minorati mentali, capre no vax e feccia sottoproletaria, guidati da ratti neri e rossobruni''. A quando la chiusura dei covi della "sinistra" fascista per mano dei compagni di Fratoianni?


sabato 16 ottobre 2021

GREEN PASS, GOLPE MONDIALE --- Dal sabato "fascista e dal sabato antifascista", al totalitarismo del fascismo 2.0

 
GREEN PASS, GOLPE MONDIALE
Dal sabato "fascista e poi antifascista", al totalitarismo del fascismo 2.0

 



https://www.youtube.com/watch?v=FqASi-ToekQ 
  
Mia intervista di "Sancho" sul prima, durante e dopo del sabato romano che avvia alla conclusione del Colpo di Stato 

Un volgo disperso repente si desta;
Intende l’orecchio, solleva la testa
Percosso da novo crescente romor.
Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,
Qual raggio di sole da nuvoli folti,
Traluce de’ padri la fiera virtù:


 (Manzoni, Coro dell'Adelchi)

Prova di forza? Non gli rimane che un nuovo lockdown




 Hanno cercato la prova di forza? L'hanno avuta. Non proprio come se l'aspettavano, visto quello che va succedendo a partire dal fatale, diventato fatidico, 15 ottobre. Forse quel venerdì sarà una data iscritta nella Storia, come il 25 aprile, il primo maggio, esagerando un po'. O magari, Giove non voglia, come Caporetto. Basterebbe, forse, un nuovo lockdown con gli Arditi Incursori, la Folgore e i droni. Comunque vi abbiamo vissuto la prima risposta di massa e di forza al colpo di Stato iniziato nel febbraio 2020 e arrivato a compimento, con il cappio green, il 15 ottobre 2021.

Era inspiegabile che un popolo aggredito e colpito nei suoi diritti più elementari, in tutti gli aspetti della sua vita personale e sociale, nella sua libertà e verità, rimanesse passivo, subisse, si facesse intimidire fino alla paralisi fisica e mentale. Probabilmente, da quello che s'è visto il 15 ottobre, accumulava le forze, come a volte succede quando un popolo vessato e brutalizzato pare dormire. Pensate ai moti europei della prima metà dell'800, dopo secoli di dominii monarchici assoluti. Lasciatemi sognare.

Il vostro inviato al Circo Massimo di Roma, 15 ottobre 
Non solo i grandiosi portuali di Trieste, vera avanguardia come lo sono stati, 50 anni fa, gli operai di Mirafiori e gli studenti di Architettura a Valle Giulia. Ma tutti i fermenti, le occupazioni, i blocchi, le piazze di popolo a cui quelli di Trieste hanno dato la sveglia. Con un momento apicale che riguarda il contrattacco di pezzi delle istituzioni in difesa delle istituzioni. Non mi riferisco solo ai bravissimi parlamentari che si sono congiunti ai portuali e ai manifestanti, "da Trieste in giù". Quelli di "Alternativa c'è" a Trieste, che hanno svergognato un parlamento contento di essere stato evirato, o delle "Sentinelle della Costituzione" al Circo Massimo di Roma. Ventimila a dispetto dell'ancora mugolante Lamorgese e del suo ricorso a polizia + esercito + droni (armati?) per fermare "il rigurgito fascista". Che invece poi s'è visto, in epifania tecnomoderna, nell'adunata elettorale dei sindacati pro totalitarismo draghiano, a Piazza San Giovanni.
 
Qualcuno, tempo fa, ma anche sempre, ci ha insegnato che, un potere in ascesa, a fare la vittima ci guadagna. Specie se pretende di affrontare un Golia immaginario.
 



Barillari salva la dignità degli eletti del popolo

Uno degli episodi più significativa è quello a cui ha dato vita il consigliere regionale Davide Barillari, per denunciare e contrastare l'illegittima negazione a un eletto del popolo di esercitare la funzione a cui l'elettorato lo ha delegato. Davide è il primo eletto italiano a violare il fascistissimo obbligo del cappio green imposto anche a tutti i rappresentanti nelle istituzioni elettive, a negazione del diritto di rappresentare quella parte ampia del popolo che non è vaccinata ed è privata del pass. La sera prima del 15 ottobre, Davide è entrato nel Consiglio regionale del Lazio, quello al quale era stato eletto, e l'ha occupato insieme alla deputata Sara Cunial. Questo in attesa di esserne tratto con forza da quelle stesse "forze dell'ordine" che la propria forza l'hanno collaudata, appena ore dopo, per permettere alla teppaglia parafascista di devastare la sede di un sindacato.

L'influenza stagionale che si fa bue epocale





 

A forza di un’influenza pompata come la famosa rana di Esopo e di un qualcosa di genico-chimico che dovrebbe risolverla, ma fa un male dell’accidente perché piena di sozzerie, ci hanno un po’ spinto, un po’ tirato fino all’epocale 15 ottobre 2021. Al carro di buoi politico-scientifico che ci ha trainato a questo esito fatale, avremmo (quasi) tutti preferito quell’altro veicolo che i francesi dicono tiri di più. Insomma, tradizione contro contemporaneità, alla faccia dell’onorevole Zan, della prestigiosa rivista “Lancet”, che ormai chiama le donne “corpi con vagina” e del Superman yankee che hanno deciso sia bisessuale e, necessariamente, sulla via della universalmente ambita transessualità. 

Del resto, non siamo noi avviati alla transumanità? E’ lo Zeitgeist, lo spirito del tempo e, ragazzi, non vogliamo stare al passo?  Il Lockstep è dal 2010 che il duo sull’Olimpo, Rockefeller-Rothschild, lo raccomanda in quel loro rapporto su un futuro tutto dall’alto al basso. Vedete nella foto chi glielo ha ispirato.

 

Il ruggito del topo

Mentre scrivo, dalla stanza accanto mi arriva il ruggito di Maurio Landini, capo della CGIL. Infischiandosene di una "pausa silenzio elettorale" di cui nessuno finora, democraticamente e rispettosamente verso gli altri, s'era mai infischiato, guida un corteo attraverso la città, cosa non più consentito dall'antifascista Lamorgese a nessuno, e approda alla gloriosa piazza San Giovanni. Dalla quale si sprigiona quel suo urlo belluino. Il ruggito è lo stesso, televisivo, dei bei tempi, quando irrompeva col suo tuono di innocua verbalità sull'indifferenza consapevole e complice dei vari giustizieri di lavoratori: Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte...
 
 E' bastato un po' di formaggio


 
A sentire quel ruggito, m'ha stretto il cuore la nostalgia. Quella dei tempi della Seconda Repubblica. O era già la terza?  Il rimpianto di quando ancora credevamo, a dispetto dei risultati, che un giorno il  leone avrebbe divorato tutti i licantropi. Troppo tardi ci siamo resi conto che quel ruggito, oggi riproposto dal palco della guerra totale al fascismo (nel nome del totalitarismo iperfascista)), non di leone era, bensì di topo.

Ci meravigliamo? Ma se non siamo neanche più nella Terza Repubblica! In quale allora? In nessuna. A repubblica che non è più repubblica, ruggito che non è più ruggito (e non lo è mai stato).


giovedì 14 ottobre 2021

"Com'è bello fare il blocco da Trieste in giù....." --- IL REGIME DELLE BOIATE PAZZESCHE --- Dalle guerra sanitaria alla guerra sociale: alla fine si tratta sempre di far fuori i lavoratori



https://www.facebook.com/100652334681130/videos/454060926007175/  videointervista di Becciolini Network

Anni '68 - '77 - anni '20 - '21: copia e incolla

Nell'intervista che ho dato a Becciolini Network si parla soprattutto del copia e incolla che questo regime, in guerra contro il popolo, va facendo con la crisi che un'altra élite dovette affrontare nella sua guerra contro operai e studenti. Siccome c'ero e anche agivo, vedo i paralleli. Quelli invisibili ai volenterosi smemorati che si rifugiarono nel campo opposto quando le cose non andavano più per il loro verso giusto e, ora, dai sottoscala del palazzo del tiranno, fanno da camera dell'eco all'antifascismo dei Gran Visir, i Draghi, Soros, Gates, 

Allora i contestatori di un ordine che, essendo, dopo il boom della ricostruzione, calato il tasso di profitto, volle rifarsi a spese di lavoratori, operai emigrati dal Sud, popolo delle periferie abbandonate e degradate, studenti lustrascarpe dei baroni. I mezzi? Quelli della crisi padronale di oggi: repressione poliziesca, disoccupazione, inflazione, rappresaglie sul lavoro, sullo studio, nell'esercito, diversivi terroristici attribuiti a nemici autoprodotti.. Ne vennero le stragi di Stato, realizzate via via con vari corpi sussidiari. Inventati o reperiti. A partire dal teppismo di un sottoproletariato parafascista, a continuare con le BR rigenerate e manipolate della seconda generazione e a finire con Cosa Nostra.

Sinistra e "sinistra"

L'opposizione di Sua Maestà 


La sconfitta della tentata rivoluzione del '68-'77 si deve all'efficacia, allora inedita, di questi strumenti, ma ancora di più allo sfinimento della carica antagonista, esemplificato dal consociativismo di Berlinguer e Lama col Compromesso Storico, del maggiore partito di massa e dei sindacati tutti. A contrastare la restaurazione ci fu, però, una sinistra rivoluzionaria dal livello di coscienza e dalle dimensioni mai viste in questo paese. Pagò la sua proposta  con centinaia di morti sotto le cariche della polizia, degli spari dei "Falchi" (infiltrati) di Cossiga, del tradimento dei suoi chierici, delle mazzate negli sconsiderati scontri con sedicenti fascisti che risultavano utili al ricupero dei poteri messi in discussione.

 


 Oggi sono riemersi, e sabato 9 ottobre sono stati scongelati ed estratti dal magazzino, i disaddatati borderline cui, per avere un minimo di consistenza politica e di pericolosità sociale, si concede l'etichetta di fascisti. E ha svolto il compito che dal secondo dopo guerra ha costantemente assolto.

Quanto a ciò che si definisce sinistra più o meno radicale, si assiste, tra lo sghignazzo e il singhiozzo, alla sua piena cooptazione in quella che, decenni fa, si sarebbe definita dittatura fascista. Oggi ha contribuito a far apparire  quel ventennio un nano rispetto al giganteggiare del regime Conte-Draghi nella sua funzione di annientamento del cittadino e della comunità nazionale, dato che a esso questa "sinistra" fornisce assenso e complicità.

Lampeggia nell'oscurità della nostra notte l'evidenza del copia e incolla praticato, con un'incompetenza nell'uso della provocazione da far vergognare i predecessori nei Servizi degli anni '70, i Santovito, Grassini, Maletti, Parisi e i loro apprendisti neri, i Delle Chiaie, Cavallini, Fioravanti, Freda, Tilgher...Tra i nostri mass media un unico quotidiano, La Verità, fieramente di "destra", è uscito dal coro del cantante unico per denunciarlo. 

 

Il giornale caro al Deep State, allineato (con il tiranno) e coperto (dall'antifa)

Ministra balorda, o rotellina dell'ingranaggio?

Tra gli intervenuti in parlamento sul tema "assalto alla CGIL" (finalizzato a ricuperare un'ombra di virtù antifascista a un sindacato sprofondato nei vizi del collaborazionismo) abbiamo udito la sola Giorgia Meloni non farsi invischiare nella vulgata della ministra "incapace, confusa, maldestra" che, "per evitare che la teppa fascesse danni", come ha replicato, l'ha spedita a far danni alla CGIL. Troppo facile, per Meloni, asfaltare una simile interlocutrice. . Accanto alla leader di FdI, sull'unico schermo fuggito al coro delle televisioni armonizzanti, Mario Giordano aveva il coraggio di fare il complottista portando le prove logiche e visive del complotto. Complotto d'alto bordo, ma realizzato da una sicaria che pensava di essere credibile dopo che i suoi poliziotti avevano pestato manifestanti pacifici e le sue guardie, rese inermi, si erano fatte bastonare da manifestanti "fascisti".

Ora tutto questo malriuscito guazzabuglio aveva uno scopo tattico e uno strategico. Alla vigilia del ballottaggio in cui la Cupola vuole assolutamente che vinca il PD, cioè l'agente principale dell'olocausto globalista, una brutale  epifania di un fascismo che richiamasse gli assalti alle Camere del Lavoro (1922) avrebbe dovuto mettere in difficolta ulteriore una "destra", detta fascista o quasi. Era già successo con i cronometrici scandaletti Fidanza (FdI) e Morisi (Lega), utilizzati per colorare di brutto questi rivali nel voto amministrativo, specie nella decisiva capitale. Dove infatti ha prevalso il peggiore.

 


L'inversione dei fattori è impressionante. Quello detto "sinistra" non potrebbe essere più di destra, interamente dalla parte della più autocratica, moralmente iniqua e socialmente reazionaria conventicola mai apparsa  a offendere il popolo di Dante. Mentre l'altro, detto "destra", pur rimanendo riogorosamente capitalista, neoliberista e atlantista, sul nodo principale della libertà e dei diritti costituzionali rappresenta la resistenza alla barbarie. Alice nel paese delle meraviglie. 

Da guerra alla salute a guerra alla classe

A Draghi è stato dato mandato di rischiare la prova di forza. In aggiunta al morbo e al suo fatale rimedio, ha avuto in dotazione altri armamenti, a lui. , campione della disfida globale, per primo  riservati: i ceppi e la gogna del Green Pass, l'inflazione per radere al suolo ogni residuo fermento.

Con la sua piccola "Piazza Fontana" alla sede della CGIL, il regime ha pensato di prendere due piccioni con la classica fava: fingersi antifascista per sotterrare ogni opposizione ala despotismo sotto la lastra tombale del "fascismo" e procedere così spedito col Green Pass verso il grande Reset; stracciare la "destra" ai ballottaggi di domenica. Il tutto nel segno storico della lotta di classe dall'alto al basso. Da quelli che sfruttano e opprimono (fanno guerre, rubano, devastano), a chi lavora, subisce e perlopiù perde e muore.

 


Inaspettatamente, ma già percepibile dalla crescente onda nelle piazze di gente che aveva saputo, pensato e capito cosa si stava abbattendo su sè e sull'umanità tutta, è partita la scintilla da un fuoco che, evidentemente, covava, alla faccia di partiti e sindacati. Si sono accesi pezzi di classe operaia. I grandiosi portuali di Trieste, vera avanguardia che ha contagiato i camalli di Genova, quelli di Livorno, di Gioia Tauro, i cantieristi di Monfalcone .I camionisti, gli agricoltori, migliaia di poliziotti (il 30% in meno sul territorio), i ferrovieri, gli operai dell'ILVA, di tante fabbriche, sempre più studenti fuori dalla morta gora. La guerra si fa di classe. Fuoco di paglia? Si vedrà.

Passo indietro?

Il governo ha offerto ai portuali il tampone gratis. Come il gelato ai ragazzini, come il biglietto per lo stadio ai tifosi. Squallore da trafficanti di stupefacenti. Ricatto respinto. L'ultima che sento, però, sarebbe che i portuali di Trieste hanno chiesto per il cappio green il rinvio di un mese. Ma non avevano detto di rappresentare il rifiuto di tutto un popolo? Non capisco. Ma, oltre che vecchio, sono anche un po' stupido..... 


martedì 12 ottobre 2021

Alla CIGIL come a Capitol Hill --- LORO TIRANO LE FILA, NOI QUALCHE CONCLUSIONE --- Videointervista di Byoblu, audiointervista di Becciolini Network

 


https://www.byoblu.com/2021/10/11/tra-infiltrati-e-repressioni-governative-siamo-in-piena-strategia-della-tensione-fulvio-grimaldi/

🎙MARTEDÌ 12/10/2021 - IL PUNT🔴 DI VISTA DI FULVIO GRIMALDI🎙

https://www.spreaker.com/episode/46933587



 
Quello che non ho

Quello che non ho è un governo onesto/ quello che non ho è una stampa sincera/ quello che non ho è una piazza libera.... Ecco, parafrasando il ragionamento di Fabrizio De Andrè possiamo andare avanti fino a sera a raccontarci ciò che non abbiamo. Anzi, ciò che ci hanno tolto e intendono ancora levarci, fino all'ultimo dei giorni nostri (che si augurano prossimo) e della libertà. 

Quello che  non ho è anche un qualsiasi dei nostri raffinati analisti che veda come, nel nostro piccolo, se qualcuno assalta Capitol Hill, dove cova il Congresso Americano, subito noi gli siamo secondi con l'assalto a Corso Italia 25. E' il palazzo dove riposa la CGIL, Maurizio Landini intreccia ghirlande di fiori da appendere a Palazzo Chigi e 3 (tre) poliziotti svogliati si sgranchiscono le game nella tramontana. Tutto questo nel giorno in cui per tutta Roma ronzava, come uno stormo di mosche su una carcassa,  la voce che qualcuno avrebbe dovuto sfasciare qualcosa. Alla fine, per i duri di comprendonio, lo si annuncia anche dal palco. Lamoregese sa, ma non ode.

 

 

Cornuti alati



Stregoni e apprendisti

Capitol Hill, con i suoi energumeni cornuti, equivale alla scalinata della CGIL con sopra i suoi energumeni tatuati. Li accomuna il torace ignudo, suprema virilità del classico No Vax, e l'inconsapevolezza di chi manda. L'invasione e la devastazione del Campidoglio americano da parte di presunti suprematisti bianchi trumpiani, con poliziotti che arretrano "prego s'accomodi", fa da sfondo all'analoga bravata in Corso Italia. Qui tre agenti tipo "ma guarda che sta a succede", osservavano curiosi presunti manifestanti anti-carta verde e con saluto romano salire le scale a torso nudo, inalberando mazze.

Gli italiani sono tra i migliori copia e incolla degli americani al loro meglio. Quel governo, padrino di ogni nequizia da tre secoli, maschera una vittoria elettorale manifestamente rubata, assoldando finti teppisti repubblicani per incolpare al rivale recalcitrante lo sfregio della massima istituzione. Così rendendolo inoffensivo con le sue recriminazioni griuridiche. Qui il regime, neppure eletto, fa rispondere i suoi fascio-collaudati Servizi con finti teppisti "No Vax", mandati a sfregiare l'altare dei lavoratori. Di quei 23 milioni che il 15 ottobre vengono mandati a un destino non dissimile da quelle donne che ci regalarono il Primo Maggio.

 



Servizi "deviati" come una freccia nel centro del bersaglio

Ai tempi in cui non ero ancora alla quarta età e di cui conservo la memoria, quella negata ai giovani da dirottatori ben consapevoli, si andava giù più duri. Si facevano saltare banche, piazze affollate, treni, stazioni e se ne dava la colpa ai No Vax d'allora. Che nulla sapevano di vaccini nocivi, ma molto di padroni e gendarmi schiacciasassi e di Stato stragista. Allora al Viminale c'era Restivo, sotto Rumor e Andreotti. Oggi c'è Lamorgese, sotto Draghi. Allora c'erano i Servizi, "deviati" quanto un falegname che si fa una sedia, e i loro operativi neri: Santovito e  Delle Chiaie, Maletti e Giannettini, Labruna e  Cavallini, Grassini e Fioravanti. Più tardi si cambiò mazzo di carte ed avemmo le false BR dei Moretti, Morucci, Faranda, Balzarani. 

Con la fine di un Moro sgradito ai soliti Servizi "deviati" e ai rispettivi danti causa, è la fine di un'Italia che dispiaceva agli statunitensi. Intanto, parallelamente, Mario Draghi si fa le ossa bancarie al MIT del Massachusetts sotto la guida  di un San Paolo del capitalismo, Franco Modigliani e del suo vero maestro, Stanley Fischer, futuro governatore della Bank of Israel.

Allora c'erano operai, studenti, intellettuali, genti resuscitate delle periferie, donne. ambientalisti, perfino soldati, a mettere in crisi un sistema da padrone delle ferriere e da NATO. Oggi, a rinnovare la crisi dell'élite e dei suoi guardiaspalle, ci sono le avanguardie di un popolo seviziato, murato fuori, chiuso dentro gabbie fisiche e mentali, colpito in ogni centimetro quadrato della propria pelle con la vita ridotta a noce secca, negato alla parola.

Tutto questo è successo perchè loro, loro sì, hanno buona memoria e ancora sentono freddo quando pensano ai dieci anni allora sottratti al loro vampiraggio. E ancora ricordano come vanno affrontati certi problemi e con chi. Quando non bastava la manovalanza teppista che offriva il pretesto democratico mettendosi la camicia nera e le conseguenti stragi,. ecco il sostegno, ancora più robusto di Cosa Nostra. E conseguenti stragi. 


 

Draghi su Landini, alla sede della CIGIL:"Non piangere, figliuolo, pensa a tutto lo zio"

Draghi abbraccia Landini. Sulle scale della CGIL il nostro futuro

Alla luce della storia di Mario Draghi, quella che gli ha meritato l'incarico dalla Cupola, prima mondiale (Goldman Sachs), poi europeo, infine romano, difficilmente ci fermeremo allo sconquasso "fascista" della CGIL con relativa riabilitazione del più tenero e remissivo sindacato mai visto, perfino peggio di  Lama. E con parallelo discredito riservato alla manifestazione, ieri, dei sindacati di base, con un milione di scioperanti e dimostranti in tante città. I quali condividevano con i manifestanti di Piazza del Popolo, quelli veri, giusti sebbene ingenui rispetto a chi convocava, la lucida consapevolezza di cosa intendesse questo Green Pass (ahimè, non di quanto intendessero di identico virus e vaccino). Un'identità digitale a uso di controllo totale, verde come il veleno del cobra, nero come la feccia iperfascista che lo ha concepito in concorso con l'Europa, dove tutti i dati finiscono nel panopticum dell'oligarchia autocratica. Da noi c'è un parlamento che lascia fare, è voltato verso il muro, dato che la finestra non c'è. A Strasburgo c'è un parlamento più vivace, sa fare benissimo le standing ovation.

Non ci sono solo le turbe sparse di coloro che risalgono l'abisso in cui sono stati scaraventati dal dicembre 2020 in poi. C'è la classe lavoratrice scampata a Corso Italia 25 grazie a  USB, Cobas,  Cub che, per una volta, sono stati capaci di farsi sentire dal paese con voci unite. Unite contro il cappio verde e l'olocasuto del lavoro che ne discende. E gli facciamo grazia di aver capito poco della componente farmaceutica. Quello che fatalmente manca ai nostri portali e ai nostri gruppi di resistenza, per quanto validi, è l'unità che s'è vista in questo sciopero. Un'ìunità che ci auguriamo in crescita, grazie alle inenarrabili cazzate che fanno quelli là, nel loro delirio di onnipotenza e grazie anche ai fatti insopprimibili che, come spifferi, passano per le crepe e ci svelano una strategia che ci vuole morti, in un modo o nell'altro.

Il bue dalle corna giganti che dà del cornuto all'asino col fez



Qua abbiamo dei totalitaristi che ci spingono verso un paesaggio al confronto del quale nazismo e fascismo erano orti botanici, seppure con tanta gramigna. Hanno bisogno di tirare fuori da vecchie rimesse i cartonati da Gran Guignol degli anni '70, che gli servano per proclamarsi antifascisti  e stuprare con l'accusa di fascismo tutto quello che intralcia la loro danza macabra. Stanno per farla finita con il diritto di parlare, manifestare, marciare, nelle nostre città, insieme e davanti alla nostra gente.

Violano impunemente costituzione, legge, etica, onestà. Dopo aver allestito, a giorni dal voto, quei miserabili scandaletti anti-Lega e FdI di Fidenza, ora,  in vista del ballottaggio di domenica, allestiscono l'assalto parafascista alla più grande Camera del Lavoro del paese (e tutti siamo indotti a ricordare il 1922), scardinano la più elementare legge per la correttezza elettorale: il silenzio del giorno prima. La pausa della riflessione, dettata dalla legge e dal buonsenso, verrà violentata  da una manifestazione antifascista di regime. E, vedrete, faranno pure il corteo. Ovviamente "antifascista". Garantito da Draghi.

 

Quello che non ho / è un partigiano vero....


venerdì 8 ottobre 2021

C'E' UN GIUDICE A BERLINO. E ANCHE QUI! --- Una magistratura ritrovata inquisisce i primi due --- Sancho IV. Dove ci porta la plandemia


Sancho IV. Dove ci porta la plandemia

https://www.youtube.com/watch?v=-cb4ZYhxHGM

Contesto: unire i puntini

In questa puntata della rubrica “Sancho” viaggiamo nell’attualità, tra varie fenomenologie planetarie, dall’arcipelago Mimmo Lucano, alla costellazione del Corona, dall’aurora boreale sulle Isole Gretine, alla guerra tra antropofagi e filantropi nel continente Antropocene, o al meteorite Inflazione che brilla nell'oscurità e minaccia di cancellare il 90% superfluo dell'umanità (dall'inizio del morbo, prezzo del gas aumentato del 440%)

Qui vediamo di tirare le fila, come è nostro ripetuto tentativo, per ricollegare le diverse manifestazioni in un unico paesaggio. Che si chiama contesto. Un concetto troppo complesso perché possa essere apprezzato e anche solo considerato dalla scienza prevalente e dai suoi corifei mediatici. Anche perchè ciò che rivela potrebbe favorire qualche infame negazionista, populista, sovranista.


 
Abbiamo il contesto storico che parte dalla strategia della tensione, passa per il terrore dell'AIDS, il terrore del terrorismo, il terrore del cambiamento climatico, il terrore del maschio (bianco), il terrore dell'infezione e culmina, a dispetto degli altri terrori pianificati, nel terrore del morbo e poi dell'inoculazione. Sono le varie fasi della gestazione, fino al parto. E' la matrice, la Matrix con la sua successione di pillole blù, per farci metabolizzare i vari passaggi terroristici. 

Una faccia una razza

 


E sono sempre gli stessi coloro che li gestiscono: quelli della nuova colonizzazione fondata, non più sulla "civiltà ai selvaggi", ma sui diritti umani, violati da "dittatori" o "oscurantisti", ma anche da uomini in quanto tali. Comunque sempre utili a spaccare e dividere la società,  sradicare genti per far posto alle multinazionali predatrici e fornire al Nord civile manodopera disposta a tutto. E' un fronte unito, munito di tutti gli strumenti di comunicazione e manipolazione per invertire la realtà e quindi le opinioni. Ci sono i salva-migranti, i salva-donne, i salva-clima, i salva-LGBTQI (e chi più ne ha più ne metta. A me mancano i gerontofili), i cultori di Draghi, Killary e di Biden e gli odiatori di Orban, i russofobi, sinofobi, talibanofobi. A sera, poi, si ritrovano tutti quanti a cena (a volte anche a letto) con i Consiglieri Delegati di Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson. Ma anche con grandi maestri, grandi generali e grandi boss, e via cenando. E' la vocazione degli/delle escort.

Nella trasmissione di "Sancho" ho parlato di una campagna contro l'umanità che procede col metodo dello Stop And Go. Avanti un tantino, pausa, avanti...Serve a non far credere che, dopo la tosatura, di sicuro non arriva il macello.. Ed ecco che esplode sul colto e sull'inclita il benefico scrollone delle "aperture". Non più il permesso al  solo 35% in discoteca, bancarotta assicurata, ma nientemeno che il 50%; la municificità senza limiti di Draghi ci fa arrivare al 75% negli stadi e, nientepopòdimeno, al 100% in cinema, teatri, musei e concerti. E quando si assembra in discoteca il 50% (senza mascherina solo al ballo!!!), mica è tanto infettivo come quando due, anzichè il gomito d'obbligo, si danno la mano..  E siamo allo "Stop". 

A Berlino, e non solo, un giudice c'è. 

 


Il campione di Ippocrate

Per il quale stop qualche merito dobbiamo assegnarlo, oltrechè al buoncuore del vampiro quando, strafatto di bevute, s'accuccia al primo sole, a due avvenimenti che hanno fatto correre un brivido di piacere per il paese. Ma hanno reso incerti i cingoli del sociocida. Avvenimenti e relativi provvedimenti  che all'imperatore hanno strappato un minimo di indumenti: il Castigo di dio per i dissenzienti, dalla testa dondolante per Parkinson craniale, Massimo Galli, virologo sommo del Sacco di Milano, indagato dalla Procura milanese per tutta una serie di delitti infamanti. L'AIFA dell'altrettanto sommo Magrini, Agenzia Italiana del Farmaco, quella a cui dobbiamo salute e vita perchè ci rifila solo medicine che non ammazzano, sotto indagine per "danno erariale". Cioè ha sottratto soldi allo Stato, a noi. E vita a chi avrebbe potuto vivere.

Il virologo-capo dell'ospedale milanese curava i suoi pazienti con un impegno indefesso, h24, spendendosi, fino al sacrificio di ogni riposo e distrazione, dagli scheremi di tutte le televisioni nazionali. Antesignano di quella che ora trionfa come telemedicina. Nel poco tempo che gli restava, però, truccava i concorsi, facendo promuovere i migliori della propria corte. Anche se, putacaso, risultavano i peggiori dei candidati. Era un sistema. Per carità, sono ipotesi di reato e sono formulate da una Procura che nel caso Amara-PM Storari faceva dormire le inchieste nei cassetti del capo, Francesco Greco. Ma se carta canta, stavolta è anche perchè a cantare, come un duo Del Monaco-Pavarotti, cantano le intercettazioni.

Quegli spreconi dell'AIFA


Quanto all'AIFA, meticoloso ricettore delle disposizioni dell'EMA (l'analogo organo UE), diretta dall'irlandese Emer Cooke, diligente ricettrice delle disposizioni di Big Pharma, della cui lobby era stata la punta di diamante, il magistrato che la punta è quello della Corte dei Conti.Tutta presa dal forsennato impegno di fornire alle vittime della più spaventosa pandemia della Storia l'unica, virtuosa e miracolosa, (diciamola tutta, micidiale ma redditizia), cura esistente (quella dispensata da Figliuolo), ha rifiutato di considerarne altre. Tipo le monoclonali. Forse perchè non micidiali e meno redditizie. O solo perchè mamma Emer Cooke raccomandava: non si accettano regali da sconosciuti. E il fior fiore dei mitologi dalla tv facevano smorfie di disgusto: "E' come se si volesse bucare un pallone con la punta di un campanile".

Toccasana gratis? sia mai!

 La sconosciuta è la Eli Lilly, un nanetto rispetto all'affidabilissima Pfizer. A ottobre 2020, in piena emergenza, aveva offerto all'AIFA una cospicua quantità di monoclonali, cura della plandemia stavolta sicura e meno costosa. A gratis!  L'AIFA s'era guardata bene dall'accettare l'offerta di questi porta a porta da strapazzo. Anche perchè colleghi della forza di un Crisanti ne dicevano malissimo. Tuttavia a marzo 2021, forse per l'evidenza imbarazzante degli effetti avversi dilaganti dopo le punture americane e anche perchè la cara Pfizer aveva dovuto ammettere che, dopo quattro, sei mesi, il suo intruglio valeva una valeriana, l'AIFA ha cambiato parere. 

E il prodotto che il "chi ti conosce" aveva voluto rifilargli, di colpo venne apprezzato e.... acquistato. Con tanti soldini del contribuente italiano.  Che avrebbero potuto essere trattenuti in casa, insieme alle vite che invece non si sono salvate. Da lì l'inchiesta della Corte dei Conti. Magari seguisse un magistrato penale.

 


Il ballo del qua qua


C'è un nutrito gruppo di Italiani che si augurano l'ospitalità delle galere allargata ai finora sparuti colletti bianchi. Con preferenza, a questo punto, per quelli che di bianco hanno i camici e per coloro, vicini e  lontani, che gli hanno suggerito i protocolli da infliggere al popolo. Il celebrato "giudice di Berlino"  arriverà a tanto? Non una Norimberga, che fu l'anti-giustizia dei manigoldi vincitori su manigoldi vinti. Una Norimberga sacrosanta delle vittime che processano i carnefici.

Intanto, come il fracasso di osanna, alleluja e collette per Mimmo Lucano e la revulsione per i PM di Locri, hanno l'unico scopo di forzare la mano alla Cassazione che verrà chiamata in causa sul martire truffaldino, così, per far morire tutto, il silenzio assoluto di tutti i media relativamente ai nefasti dei loro dantivoce sanitari. Che nessuno azzardi un processo o, Big Pharma non voglia, una condanna! 

Il a me sempre caro "manifesto" la risolve a modo suo. Anch'esso non ne parla proprio. Ma attira la nostra attenzione sull'eroica "whistleblower", alias, "gola profonda", che, al Senato USA, ha denunciato Facebook, Youtube, Instagram, insoma tutto l'armata delle Fake News zuckerberghiane. Ne siamo, tutti noi bannati, censurati, con gli account chiusi, altamente sollevati. L'accusa dell'eroica rivelatrice, Frances Haugen, è che la potente piattaforma non ha saputo assolvere al suo dovere di proteggere il mondo dalle "fake news". Un'eccellenza dell'integrità giornalistica, della deontologia, una leonessa della sfida ai potenti. 


 
Peccato che "il manifesto" trascuri di spiegarci che Frances Haugen, già dirigente del coacervo retale, delle articolazione del gruppo Zuckerberg, denunci non la censura alle voci non conformi, a partire da quella di Trump, bensì, al contrario, l'insufficiente censura delle "fake news" indipendenti, libere, dissidenti,  fuori dal seminato di regime.  Volete che non venisse ascoltata dal Senato di Nancy Pelosi in brodo di giuggiole?. 

Ci avreste mai visto, ascoltati al Senato, Julian Assangte, o Edward Snowden, o Chelsea Manning? Il manifesto le sue scelte le sa fare. C'è voluta la destrissima "La Verità" a chiarire le cose.



 Fino a 2000 euro per 10 minuti.


mercoledì 6 ottobre 2021

Per la soddisfazione dei tiranni e la desolazione dei tirannicidi --- AMMINISTRATIVE, NON E’ SUCCESSO UN GRAN BEL NIENTE --- Su Byoblu: da dove si arriva a questa tornata, e dove si andrà


Byoblu intervista sulle elezioni amministrative il Prof. Paolo Becchi e il giornalista Fulvio Grimaldi

https://www.byoblu.com/2021/10/05/speciale-elezioni-amministrative-con-paolo-becchi-e-fulvio-grimaldi/

Visione TV, miei interventi da 1:10:48 

https://youtu.be/RSRGQvbMVcE  da 1:10:48


Voto e non voto, tra non vedenti e vedenti

Paolo Becchi e io ci siamo incontrati nei commenti Byoblu sui risultati del voto amministrativo. Entrambi siamo degli spiaggiati di quel mare che si chiamava sinistra (magari radicale) e, poi, di un firmamento a cinque stelle. Cinque stelle come quelle sulle spalline dei grandi generali delle grandi guerre (“Generale, queste cinque stelle / ‘Ste cinque lacrime sulla mia pelle…”. Stelle e lacrime, come ci aveva preso De Gregori!). Credo che tra Paolo e me, sollecitati intelligentemente da Francesco e Edoardo di Byoblu, abbiamo pensato e detto cose di non comunissima percezione su processo ed esito elettorali. Per cui ve le propongo insieme ad altre considerazioni.

Gli italiani, essendo masochisti da duemila anni e, quindi, pronte vittime della sindrome di Stoccolma che fa amare i propri seviziatori, hanno fatto arrivare primo il partito responsabile massimo della loro rovina economica e sanitaria. Ci si chiede come gli altri italiani, quelli che colmano le piazze, non abbiano trovato dove esprimersi elettoralmente.

Due sono le ipotesi. Le formazioni politiche che si presentavano sul versante antagonista, o sono affette da personalismi che, dopo Grillo, Draghi, Berlusconi, Renzi, disgustano più che mai, o sono ancora troppo minuti e negati alla visibilità dei mass media. L'altra ipotesi è che quelli delle piazze  e dei cortei, cioè la parte consapevole e pensante di questo paese, in larga misura giù fiduciosi nei fallimentari Cinque Stelle, ai partiti e al voto non credono più. 

Discrasia tra voto e piazza



 Intascato il trauma inflittogli da una congrega di perlopiù scappati di casa, eletti sulla base fedifraga di una lotta al sistema falso, bugiardo, mafioso e corrotto fino all'osso e poi sposatisi ad esso, di dar retta a qualcuno con il voto non ci hanno pensato minimamente. Nemmeno quando sono riusciti a produrre un ultimo candidato, credibile. Fottuto dalla sovrapposizione tra lei e il movimento, operata più che altro dai media. 

Parlo di Virginia Raggi, sindaca massacrata da magistrati e media come nessuno mai prima, aveva la colpa di non prestarsi alle zozzerie dei predecessori. Ma ha perso nel momento in cui sono girate foto in cui, al suo fianco, ad Alessandro Di Battista si sono sostituiti i Conte, i Grillo e i Di Maio. Siamo al 1815, la Santa Alleanza, la restaurazione. E così il 33% raggiunto dagli italiani perbene nel 2018, in meno di tre anni è tornato a casa, a mordersi le mani e la mascherina e a fare occasionali sortite in piazza. 

Circonvenzione di incapace



Però, più di  questo immane retroterra di fangazza e ribrezzo, gli italiani consapevoli e pensanti, metà del popolo, hanno capito che oggi come oggi la maggioranza che fa vincere è quella il cui cervello - e quindi i comportamenti e le scelte - sono determinati da una circonvenzione di incapace, praticata ogni ora del giorno dai mezzi d'informazione unificati. 

Può una società, di cui la parte massima è rimasta ferma alla terza media (nella scuola di questi tempi, poi!), analfabetizzata ulteriormente dall'onnivoro digitale, avere gli strumenti per difendersi e restare integra davanti allo tsunami di manipolazioni che la investe h24? E votare con piena autodeterminazione? La risposta la danno quei 6 milioni (su 12 qualificati) del turno amministrativo che hanno eletto Calenda, Gualtieri, Sala e loro equipollenti.

Infine, come abbiamo già accennato nei video, la testa al toro, inteso come democrazia, la taglia il Manolete a capo del regime. Qui c'è una specie di vitello d'oro, adorato dal sinedrio intero e da turbe di fedeli, donatoci dai maggiorenti di Bancostan, unica e massima potenza, che per grazia sua e del papa, governa tutti senza essere stato eletto da nessuno. Non ne ha avuto il minimo bisogno e, del resto, nessuno se ne è lamentato. 

 


Del resto, la via è segnata da tempo, supergiù da inizio 2020, quando assistemmo all'arrivo di un primo mago che, con la bachetta DPCM, senza nemmeno dover dire abracadabra, fece sparire l'intero parlamento, per poi mostrarne l'ologramma al momento delle fiducie. Una via rischiarata da ben cinque stelle. Ora, se per quella via Draghi ascenderà al colle romano più elevato, come alcuni si augurano e tantissimi si toccano, avremo il trionfo di una nuova Italia nella quale nessuno che conta, dal premier al presidente, debba essere eletto. Sul parlamento, come sul conclave, modello di autorevolezza sacrale, scenderà lo spirito. Innovazione anche questa, nuova normalità. 

A questo punto, 60 milioni di italiani, quanto meno quelli vaccinati nel muscolo come nelle sinapsi, indipendentemente dal loro bisogno, o dalla loro volontà, restano interdetti davanti all'urna. Ma perchè mai dovrebbero infilarci il loro pensiero circonvenzionato, se poi ne escono figuranti di contorno, mentre il capo va avanti senza nemmeno voltarsi a vedere cosa da quell'urna sia uscito? Che gliene frega.

 


Ha saputo, il capo, il vitello d'oro, trascinarci in una catastrofe collettiva rispetto alla quale quella di Fukushima è un mozzicone di sigaro (tanto che proveranno a ripeterla qui col nucleare cingolato di nuova generazione). Quante le vittime di Fukushima? Ventimila. Quante le nostre ad oggi: 130mila. Di cosa soprattutto? Sicuramente di cure domiciliarti negate. Il numero di quelle dovute a terapie, visite, esami, screening sospesi? Non interessa. 

Ci siamo inoltrati a capo chino, senza guardare. Dopo il seggio elettorale, un po' più in là, c'è il mattatoio. Quello delle pecore.


domenica 3 ottobre 2021

COME TI DISTRUGGO IL PUPO --- Sistemati i maggiori, tocca ai minori

 


https://www.youtube.com/watch?v=l1kbRgy3ymk  "Sancho 3" 


Analogico e digitale: lotta tra presente e Storia

In questa puntata di "Sancho" abbiamo dato spazio all'obiettivo centrale dell'operazione di ingegneria sociale in atto ai fini della riduzione della specie umana, partendo dagli ultimi arrivati. Aggiungo alcune considerazioni. Sull'eliminazione dei superflui, perchè anziani e improduttivi ma costosi, ci siamo già dilungati altre volte. L'evidenza è resa solare dalla morìa di vecchi,  appesi al cappio Lockdown, per negato sole, negate cure, negata socialità, negato moto, imposta depressione. Non è bastato, il drago è insaziabile.

Tutto è cominciato con l'orologio digitale. Innocente? Niente prima, niente dopo. Solo il presente. Via il passato, serbatoio di insidiose reminiscenze, contrarie al dogma del T.I.N.A. (There is no alternative). Via, di conseguenza, ogni futuro che non siano i sogni nel cassetto, regolarmente mangiati dalle tarme al potere. 


Pensate fosse una trovata che non avesse altri intenti, oltre a un'innovazione da meccanico a digitale, che quelli di far impennare mercato e profitti? Nulla succede senza precisi obiettivi politici, sociali e culturali. Soprattutto da quando il totalitarismo delle élite ha superato la fase grezza del fascismo del manganello e dell'olio di ricino (somministrati anche da Padre Pio in Puglia nei primi anni venti, prima di avviarsi verso la più redditizia santità). Con la tecnologia del digitale e le psicoarmi mutuate dalla Chiesa e da metafisiche varie, il dittatore ha scoperto come annichilire anche le menti. Ovviamente a partire dai giovani, risultati insopportabile elemento di disturbo in varie epoche e, ultimamente, negli anni '70 del secolo scorso.

Rubo all'intelligente Aldo Moro le convergenze parallele della eliminazione/neutralizzazione dei giovani in quanto tali: odio per chi ti sotterrerà, così lo sotterri prima tu; ed eterogenesi dei fini, tipo dal clima al totalitarismo climatico. Toglierli di mezzo (morbi e cure), depotenziarli (scuola, distanze, mascherine, sport), manipolarli (Greta).

Soros, Carlo d'Inghilterra, Schwab (FEM), Greta Thunberg

La scuola è l'inizio di tutto, e, di questi tempi, spesso anche la fine. Ermanno Bencivenga, prestigioso filosofo che oggi scrive sull'unico giornale con il coraggio, al netto di bigottismi e atlantismi, di contestare il regime virale, affronta spesso la questione. Conviene leggerlo e leggere tutto il quotidiano per quel che riguarda loe nuove forme di assalto alla libertà.

La scuola dovrebbe praticare in primo luogo, se l'età deve essere quella evolutiva, la maieutica. Che fu socratica e, più recentemente, da noi fortunati, montessoriana. E' la domanda dell'adulto che sa sollecitare la creatività di una risposta, magari inattesa, magari inedita. Autonoma. Oggi cosa si crede di fare con una audience e un controllore in cattedra controllato dal dirigente scolastico controllato dal, più o meno virtuale, più o meno reale, infanticida al Potere?

 


Da cosa protegge la pezzuola?

Spingendo parole attuffate attraverso mascherine piene di saliva, germi e anidride carbonica, che hanno visto tasche coi soldi, banchi sporchi, lezzi di trasporti pubblici, posate insugate, ma soprattutto che fanno vedere il niente nell'altro, resta solo la grandine dall'alto di nozioni da dimenticare. Una maieutica, necessariamente legata all'empatia, alla fiducia e alla curiosità, tutte - e molto altro - determinate dall'espressione del viso; che ravviva la face della curiosità; che viaggia tra chi non si fa vedere e chi non è visto, ma che cazzo mi rappresenta? Quel minus habens che, stupefacentemente (come tutti), fa il ministro, ricatta una generazione intera gracchiando "Se tutti sono vaccinati possiamo toglierci la maschera e ritrovare il sorriso". Mi fulmini Apollo se qui non ci vuole un pernacchione che neanche Eduardo!

L'architrave della vita nell'età dell'evoluzione è la socializzazione con i propri pari. Socializzazione con i diversi, di classe, estrazione, linguaggio, aspetto, avviati a futuri vari (era anche il valore della Leva militare, tuttora da rimpiangere, magari civile). E qui che si costituisce la forza di contrasto, o di adesione ai "grandi", maestro, genitore, politico, allenatore, società. Litigando, innamorandosi, competendo, solidarizzando, costituendo gruppi. Tutto l'indispensabile per convivere, discutere, colorare e far crescere il pensiero, la varietà, la libertà. 

Il muro

 


Si capisce perchè, dal nazifascismo al totalitarismo super dei giorni nostri, i dittatori disciplinino, segreghino per ceti, uniformino (per quanto a Giovanni Gentile, filosofo e ministro dell'Istruzione sotto Mussolini, scelleratamente ammazzato nel 1944, vada riconosciuto il merito di una gerarchia scolastica e morale che sanciva la supremazia dell'umanistico sull'utilitaristico).

Così, nel corso degli anni vissuti (anche soopravvissuti) sotto la ferula dei provvedimenti di "salvezza dal morbo", a  bambini e adolescenti sia stata inflitta, da una gerontocrazia cinica e spaventata, il totale annichilimento della socialità, gli arresti domiciliari divorati dallo strumento digitale dell'alienazione, la fobia del contatto, inesorabilmente contaminante e perfino letale. 

 


L'occasione per la perpetuazione del dominio, creata dai nemici del gerontocene, su gente più lontana di essi dalla morte e più nemica dell'esistente da essi creato, si è poi avvalsa dell'ennesimo strumento di disgregazione e divisivismo della società. Con la separazione/contrapposizione/discriminazione di chi, tra studenti e genitori, si è prestato a quel tale trattamento detto verde e chi ha rivendicato in proposito il libero arbitrio. Atteggiamento che la Chiesa e tutti i dogmi vantano e non hanno mai ammesso.

La conoscenza di fondo di chi siete, tu e gli altri, nasce, secondo Emmanuel Lévinas, filosofo lituano-francese, dall'incontro dei volti, dal riconoscimento dei suoi tratti e della sua mobilità. Un panorama di verità espressive, di tecniche di comunicazione e mistificazione, di recita, stupore, rifiuto, gioia, nell'infinita ricchezza che sensi e intelletto hanno donato al volto umano. L'occultamento del viso, obiettivo primario del grande riassetto, ci priva di rapporti reali e induce analfabetismo sociale e comportamentale.

1979, "The Wall", fine '68-'70, i Pink Floyd avevano capito.

Sotto occhi largamente chiusi, la criminalità associata di anziani licantropi si propone di estrarre resti di vita e garanzia di potere dal dissanguamento dei giovani. E' l'eliminazione psichica e morale delle nuove generazioni. Quanto a quella biologica, o almeno al suo deperimento, servirà la negazione, "per motivi di sicurezza", di ogni formazione e addestramento corporeo tramite l'esclusione delle attività sportive dai curricula scolastici e inibite per ragioni "green" in altre strutture pubbliche e  private.

Se così lasciamo le cose, avremo mostri che regneranno su debosciati: "Mens insana in corpore insano". Menti "smart", inconsapevoli del fatto che la "navigazione" consentitagli li porterà soltanto ad attraversamenti in solitaria di oceani desertificati, verso l'isola che non c'è.