mercoledì 2 agosto 2017

MISSIONE PINOTTI-USA : STOPPARE HAFTAR E RISCATTO LIBICO - ONG: CODE DI PAGLIA LUNGHE DA TIMBUCTU AL CANALE DI SICILIA


 Qualcuno irride alla “missione farlocca” di Gentiloni-Pinotti-Mogherini-Stato Profondo Usa in Libia. Di farlocco qui c’è soltanto quel Trump che ogni due per tre deve rinnegare qualcosa o qualcuno in cui crede e sbattere i tacchi davanti ai 14 servizi segreti, al Pentagono e ai predatori multinazionali, per evitare che continuino a scuoiarlo a forza di mostruose balle tipo Russiagate (al “manifesto”, che si beve tutto, non dispiaccia se giuriamo che non è vera neanche una virgola, tantomeno una parola e l’intera faccenda diventa grottesca all’evidenza delle ininterrotte interferenze dei servizi e media Usa in tutte le istituzioni ed elezioni del mondo). Ma il pattugliatore italiano con nave d’appoggio, che costituiscono la Grande Armada spedita dai nostri feldmarescialli a Tripoli, è volta a garantire che il fantasmino Al Serraj, con la sua truppa di scorticatori di neri a Misurata (cari ai Medici Senza Frontiere che li hanno sostenuti durante tutta la mattanza in Libia), possa continuare a fingere, con l’ONU e gli Usa, che  a Tripoli vi sia un governo e che quel governo non debba essere sfiorato neanche con un dito dal generale Khalifa Haftar, autentico liberatore della Libia e intralcio alla sua ricolonizzazione e spartizione. Cosa perfettamente capita da Macron che si è dovuto adattare, per salvare capra, cavoli e Total nell’ambita Libia da sottrarre agli italiani, e prova a giocarsela con tutti e due, con l’autentico e con il farlocco.



Chè questo è lo scopo della “missione farlocca” dei governicoli italioti: alzare a Tripoli, nominalmente di Al Serraj, effettivamente in mano a misuratini e altre bande islamiste, quindi facile riconquista per l’efficiente Esercito Nazionale Libico di Haftar (l’unico dotato di formazioni disciplinate, motivate da patriottismo, dotate di forza aerea e navale e di consistenti sostegni internazionali non occidentali), la bandierina italiana, talchè un attacco alla capitale si configurerrebbe come attacco anche all’Italia, a un membro della Nato, con le auspicate conseguenze di tirarsi dietro un po’ di Stato Profondo Usa. Alla faccia di Macron. Haftar, gia padrone di tutta la Cirenaica e con buoni addentellati nel Fezzan a sud, sfotticchiato i distruttori della Libia con la riabilitazione di un Gheddafi, nientemeno che Said, figlio maggiore ed erede politico, condannato a morte a Tripoli e ricercato dal Tribunale Penale Internazionale,  sta sloggiando l’Isis da Derna e perfino da Sirte, dopodichè la strada per Tripoli è aperta. 

Tanto più che gli alleati berberi di Haftar e del legittimo governo di Tobruk, a suo tempo democraticamente eletto, da Zintan, a ovest di Tripoli, stanno minacciando l’accerchiamento della capitale. Rischia così di volatilizzarsi anche il controllo ricattatorio di Misurata, Al Serraj e bande varie, sulle aree di imbarco dei migranti africani, tra Tripoli e Tunisia, tuttora gestite da quel coacervo di delinquenti, consustanziali all’”Operazione Migranti nella filiera che parte dal push factor Ong nei paesi d’origine, passa per il pull factor Ong in mare e termina in Italia nei campi del caporalato, o nei bassifondi delle metropoli alla mercè di miseria o traffici criminali. Magari a rimediare al deficit di nascite italiane.



Con il che si arriva a Luigi Manconi, al solito “manifesto”, e ai loro eroi sguinzagliati nel Mediterraneo per garantire, nel quadro della globalizzazione neoliberista, la privatizzazione di vite e movimenti degli ex-abitanti di nazioni da stravolgere e rapinare. Luigi Manconi è quell’ex-virgulto di Lotta Continua, scivolato sulla buccia di banana del trasformismo storico italico e arrivato in ottima forma al “manifesto” e in tutta la congerie dei dirittoumanisti che, con bande di pifferi e ottoni, accompagnano e facilitano le varie imprese imperialiste in giro per il mondo contro “dittatori” e per la democrazia. Il timido tentativo che Roma, via Minniti, ha fatto per convincere la flotta sorosiana, che fa da ponte fra espulsori, mediatori, trafficanti e caporali pugliesi o mafia senegalese dello spaccio e della prostituzione, ad accettare un qualche granellino di controllo negli ingranaggi della scellerata manovra di distruzione di Africa e altri paesi dell’arma di migrazione di massa, dall’indignato Manconi è equiparato a qualcosa di peggio delle deiezioni di un ratto: “E’ una velenosa tendenza a lordare tutto”.




Perfino quelle anime candide come ostie di coloro che, foraggiati da governi e organizzazioni neoclonialisti (come è il caso dimostrato di gran parte delle dozzina di Ong le cui navi sguazzano tra Sicilia e Libia, o tra Grecia e Turchia), istigando i corrispondenti a terra a sacrificare esseri umani su barcarole ad affondamento garantito: niente affogati, niente Ong). Tutto il resto del pezzo è uno spurgo di odio contro chi cerca di mettere un minimo di mordacchia ai trafficanti Ong. Naturalmente non si fa mancare, il dirittoumanista con croce di ferro di prima classe, lo sbertucciamento del Procuratore di Catania Zuccaro che ha osato sollevare il coperchio sul verminaio Ong. Nessuna sorpresa: Luigi Manconi è anche quello che avete visto a innumerevoli conferenze stampa sulla denuncia dell’abietto Al Sisi, assassino a prescindere di Giulio Regeni, l’uomo degli spioni e massacratori John Negroponte e Colin McColl. Un sorosiano perfetto.

Ma cosa ci sarà mai di così offensivo e iniquo in questo codice dagli 11 punti proposto da Roma e dall’UE agli scafisti Ong e che tre già si sono rifiutati di firmare, tra cui Medici Senza Frontiere (i nuovi missionari, con discrimine occidentocentrico incorporato, alla Zanotelli,  lanciati in colonia dal fondatore e ministro bellicista di Sarkozy, Bernard Kouchner, quelli che io ho incontrato in Somalia, ovviamente dalla parte dei colonialisti, quelli che a Misurata curavano solo chi ammazzava gheddafiani, stuprava gheddafiane e scuoiava libici neri, quelli che ad Aleppo, sempre dalla parte sbagliata, propagavano fole in combutta con i celebrati “elmetti bianchi”, per non dire altro)? Non devono entrare in acque libiche, dove entravano in base ad accordi radio, telefonici e luminosi con i banditi sulla costa; non devono nascondersi agli occhi delle navi degli Stati spegnendo il transponder; la devono smettere di fare i taxi del mare trasferendo migranti da imbarcazione a imbarcazione; non devono ostacolare le operazioni della Guardia Costiera libica. E devono accogliere a bordo ufficiali di polizia giudiziaria che possano indagare, utilmente fin da subito, su chi traffica in umani e come e con chi e perchè. E devono raccontare al colto e all’inclita chi gli permette di solcare i mari con tanto di avanzatissime flotte tecnologiche, costosissime per gestione, manutenzione, rifornimenti, “rimborsi spese” e battendo tanto di bandiere una più strana dell’altra e addirittura di paradisi fiscali noti per lo stratosferico tasso di criminalità.

E dunque questi privatizzatori dell’operazione di trasferimenti biblici di popolazioni ai danni di chi parte e di chi riceve, si rifiutano di farsi controllare, di essere trasparenti su chi li finanzia, di far vedere come operano a chi ne ha titoli giuridici. Il responsabile in Italia di MSF raglia di militarizzazione, di offensivo uso della armi a violazione del carattere umanitario delle operazioni. Cosa hanno da nascondere codesti salvatori se non il lato oscuro del loro operare e del sistema nel quale sono inseriti. Lato oscuro che va ben al di là della copertura di un partner delinquente che un ufficiale di polizia giudiziaria potrebbe individuare e la cui identificazione e cattura potrebbe, magari, compromettere un po’ di oscure relazioni.



Tutta queste gente delle Ong, altrove impegnata a destabilizzare paesi,“antidemocratici” perchè renitenti alla leva imperialista, non s’è mai vista, in barca, in tenda, in clinica, o in piazza, contro i genocidi dal Vietnam ad oggi. Anzi, gli antesignani di “Jugend rettet”, la Ong marinara tedesca reclamizzata dal “manifesto”, sono quelli della famigerata Cap Anamur, dai capitani e dirigenti processati per traffico di esseri umani, che raccattava boat people al largo del Vietnam massacrato dagli Usa e poi del Kosovo divorato dai terroristi Nato e UCK, per poi sbatterli sui tavoli di redazioni militarizzate dalla Cia). Gente che non s’è mai vista in zone difese dai patrioti di paesi aggrediti dall’Occidente, non si sono mai uditi gridare che i soggetti che strappano all’Africa gli vengono messi a disposizione da coloro che si sono presi il 40% delle terre coltivabili del continente. Se si ricorda tutto questo, si capisce perchè di controlli e regole non ne vogliono sapere. Ma stiano tranquilli: il codice non ha nessuna forza vincolante. E’ una proposta, da prendere o lasciare. Carta straccia finchè il parlamento non la trasforma in legge. Cosa che non farà mai. Non per nulla George Soros s’è visto sottobraccio a Gentiloni appena l’ottimo PM Zuccaro di Catania ha sollevato il tappeto.

Qualcuno mi ha chiesto, con aria provocatoria, se io fossi pro o contro la “missione italiana in Libia”. Non mi ci è voluto niente per dire che sono contro qualsiasi iniziativa di questa banda di briganti di passo che, spolpato il proprio popolo, insieme a correi, si avventa ora su altri. Però, occhio, precisando che sono con ancora maggiore indignazione contro questi sciagurati ipocriti dei salvataggi che promuovono salvataggi e abbisognano di rischi di annegamento e, a monte, dello sradicamento di popolazioni di là e di crisi sociali e antropologiche di qua. C’è chi li ammira: Soros, Rothschild, gli scontristi di civiltà, i predatori del Sud perduto, i globalizzatori dell’esistente, “il manifesto”.

In un mio recente viaggio in Grecia per il documentario che vorrà illustrare le malefatte dell’UE e della Troika, al vecchio aeroporto di Olympic Airways, abbandonato su ordine tedesco, ho cercato di riprendere un gruppo di attivisti dell’ OIM (Organizzazione Mondiale dei Migranti, semi ONG e semi ufficiale). Un poliziotto, intervenuto con modi brutali, mi ha minacciato d’arresto se non avessi subito cancellato quelle immagini. Al mio amico e guida. Panagiotis Grigoriou, storico, etnologo, studioso della crisi greca, ho chiesto una spiegazione. La sua risposta, che ci riporta direttamente al Canale di Sicilia.

Sempre di più la vicenda dei migranti diventa un segreto. Un segreto anzitutto da parte delle stesse Ong. Ong che godono spesso di finanziamenti occulti e, comunque, finalizzati a fargli assumere un ruolo che non è il loro e che sottrae prerogative allo Stato. Uno Stato che non è più padrone delle proprie frontiere, del proprio territorio, del numero di migranti che può, o vuole, accogliere. Tutte queste decisioni sono prese altrove, con le Ong che gestiscono un problema effettivamente in piena illegalità, dato che non esiste un quadro giuridico dentro al quale farle operare..”




9 commenti:

alex1 ha detto...

Ecco quello che faceva Save the Children. http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_agosto_04/agente-infiltrato-nave-ong-cosi-ho-scoperto-contatti-iuventa-trafficanti-libici-e765329e-7880-11e7-8ef0-c9b41f95269b_preview.shtml?reason=unauthenticated&cat=1&cid=9esRJNhn&pids=FR&origin=http%3A%2F%2Froma.corriere.it%2Fnotizie%2Fcronaca%2F17_agosto_04%2Fagente-infiltrato-nave-ong-cosi-ho-scoperto-contatti-iuventa-trafficanti-libici-e765329e-7880-11e7-8ef0-c9b41f95269b.shtml
E quando lo dicevo io di diffidare di tale organizzazione, oltre che di MSF, di cui già mi ero fatto un'idea sentendo oltre 15 anni fa Radio Città Aperta, mi dicevano "ma va dai cosa dici, sono tutti volontari".
L'Italia tenta una riconquista della Libia, scippata dalla Francia (d'altra parte chi è che ha tradito il trattato di amicizia del 2008?) ma credo che dovrà ritirarsi con la coda fra le gambe.

Fabrizio Casalegno ha detto...

Complimenti al Governo italiano per essere riuscito a fare quello in cui tutti i tavoli di pace hanno fallito: unire i libici. È notizia di oggi che sono in corso manifestazioni in TUTTE le principali città del paese contro la missione italiana, giustamente vista come una riconquista coloniale. Dovunque la gente scende nelle strade inneggiando a Omar al-Mukhtar e sono certo, nonostante la censura dei media, anche a Gheddafi, i due Padri della Patria. La cosa più buffa però è che gli stessi ministri dell'omino di polistirolo al-Sarraj criticano l'intervento italiano. E i nostri media, dopo aver sbeffeggiato Haftar che ha minacciato di bombardare la navi italiane, ora sono costretti a parlare del malcontento dei libici.
Non c'è niente da fare, in politica estera non ne azzecchiamo una.

rossoallosso ha detto...

noto con piacere che la Libia a dispetto dei suoi sicari è ancora viva e vegeta segno che Gheddafi ha seminato bene ma segnalo anche l'orrore suscitato in me dalle parole di Panagiotis Grigoriou, sono lo specchio di come mirano a guidare il mondo i globalisti,terribile

Fabrizio Casalegno ha detto...

Buongiorno. Vi lascio questo articolo sull'attuale situazione libica. Se tutto quello che scrivono è vero, Al-Sarraj è arrivato al capolinea. http://www.huffingtonpost.it/2017/08/05/la-missione-italiana-in-libia-appesa-al-voto-di-due-uomini-il-g_a_23066239/

alex1 ha detto...

Intanto in Venezuela si fanno prove tecniche di Golpe. Spero solo che Maduro, che non e' esente da errori, non faccia gli errori di Allende. Altrimenti sarebbe un brutto colpo per tutto il Sudamerica.

Anonimo ha detto...

Fulvio, analisi ineccepibile della situazione Libia/migranti. Siamo ad una nuova infame e viscida tratta di schiavi. Ong, governo, mafie, scafisti, Soros, Rotschild e company, presstitutes compresi/e, sono i veri negrieri di oggi. Si ammantano pure di nobiltà d'ideali, usano il multiculturalismo, il "multietnismo", la (finta) carità solo per i propri nefandi scopi di guadagno e potere.Che schifezza.Mentre la popolazione é anestetizzata dal mainstream,
letteralmente "zombizzata" ed in lobotomia e se ne frega. Oramai l'Occidente é divenuto un'autentica pattumiera morale. Fra una decina d'anni, se non esploderà prima un conflitto mondiale, data l'isteria e la psicopatia assassina che regna a Washington, l'Europa diverrà come il Messico o L'Honduras di oggi. Nazioni dove vigono solo lo sfruttamento,il crimine, l'arroganza e l'impunità eterna dei potenti.
Max

Fulvio Grimaldi ha detto...

Max@
Molto bene e tragicamente detto.

Anonimo ha detto...

Haftar è l'unico interlocutore serio ed affidabile per la soluzione di quanto accade in Libia. Ma non vogliono interloquire con lui poiché combatte i terroristi taglia gole che l'occidente stesso finanzia e supporta con la sua "longa manus" occulta e sporca di sangue. Haftar vuole portare la Libia fuori dal caos creato a tavolino dai neocolonialisti con i loro mercenari del terrore. Il pupazzo Al Serraj, come ben sappiamo,é solo un fantoccio da usare come facciata di comodo ed é colui che difende tutta la ciurma assassina che ha disintegrato la Libia.
Al dissanguato popolo italiano bue, elettro-magnetizzato e rimbambito da i-phone, social networks e media ufficiali oramai da regime totalitario, fanno credere quello che vogliono loro. Tristissimo.

Max

Fabrizio Casalegno ha detto...

@Max purtroppo hai perfettamente ragione, basta leggere i commenti sotto l'articolo che vi ho lasciato domenica. Haftar viene accusato di tutto, addirittura di essere il vero artefice del traffico di migranti. Anche se le navi partono tutte dai porti controllati dalle milizie formalmente fedeli ad Al Serraj. La migliore però è una professoressa che arriva ad invocare l'invio di truppe coloniali pur di puntellare il governo fantoccio. Il tutto in nome degli "interessi dell'Italia e dell'Unione Europea". Purtroppo, il lupo perde il pelo ma non il vizio.