giovedì 24 febbraio 2011

OCCHIO, LA LIBIA E' UN'ALTRA COSA


Noi siamo la razza che governa il mondo... Non rinunceremo al nostro ruolo nella missione della nostra razza, grazie a Dio, per la civilizzazione del mondo... Dio ci ha fatto il suo popolo eletto... ci ha reso tanto capaci di governare da poter gestire governi tra popoli selvaggi e senili.
(Senatore Usa Alfred Beveridge)  

La stampa è tanto potente nella creazione di immagini da poter far sembrare una vittima il criminale e mostrare la vittima come fosse il criminale. Questa è la stampa, una stampa irresponsabile. Se non stai attento, i giornali ti faranno odiare la gente che è oppressa e amare coloro che opprimono.
(Malcolm X, "Discorsi e dichiarazioni selezionati")

C'è da aspettarsi che i progressi in fisiologia e psicologia diano ai governi molto più controllo sulla mentalità dell'individuo di quanto non ne abbiano perfino gli Stati totalitari. Fichte disse che l'educazione dovrebbe puntare alla distruzione del libero arbitrio in modo che, quando gli studenti hanno lasciato la scuola, siano incapaci per il resto della vita di pensare o agire diversamente da quanto avrebbero voluto i loro maestri.
(Bertrand Russell, "L'impatto della Scienza sulla Società")


Fatta la tara al sistema mediatico occidentale e magari ascoltata l'emittente dell'America libera, Telesur, e anche la problematicità di Al Jazira, deprechiamo pure il bagno di sangue in Libia, con la repressione dei settori fedeli a Gheddafi, ma anche con l'ambiguità di un'informazione le cui contraddizioni tra commenti e immagini sfida la logica. E le cui motivazioni e i cui burattinai dovrebbero sollecitarci qualche riflessone. Non arrendiamoci al sanguinolento Grand Guignol che tutta la stampa, destra e "sionistra", in quell'unanimità che fa sempre gioco alla destra, spara sulla Libia e contro Gheddafi. Bombardamenti aerei sulla popolazione, mercenari stragisti, defezioni di militari, aviazione, ambasciatori, feriti sparati negli ospedali, testimoni rientrati che hanno "sentito colpi di fucile", migliaia di cadaveri per le strade, "esperti" tv fuorusciti da trent'anni dalla Libia che invocano la democrazia occidentale, mosche su quella patacca che passa per viva ed è già putrescente e ancora vorrebbe infettare i popoli che ne sono esenti... In Iraq cianciavano di fosse comuni di Saddam, mai trovate, mentre ne allestivano per migliaia, oggi un po' per volta scoperte con cadaveri datati dal 2003 in qua.

Molto è già stato smentito, molto non si è mai visto, neanche con immagini da cellulare, le manifestazioni di massa di Egitto, Tunisia, Yemen, Bahrein, stanno alle folle in campo in Libia come un tsunami sta al ponentino. Con ogni evidenza lo scontro è tra schieramernti militari che riflettono la spaccatura nazionale (e i maneggi esterni, italiani compresi), non un'insurrezaione di popolo. La spaccatura corre all'interno di militari e apparato politico, a loro volta specchio di una frattura sociale tra tribù e regioni: la Cirenaica, cara agli inglesi che la volevano staccare dalla Libia, da sempre secessionista con mire di emirato islamico, dove oggi si fanno sventolare le bandiere senussite del vecchio re Idris, burattino del colonialismo (lo stesso eroe nazionale Omar Al Mukhtar detestava i cirenaici e  lì considerava traditori); e la Tripolitania, storicamente più avanzata, moderna, laica. La collusione divenuta collisione tra settori sociali cresciuti attorno agli investimenti stranieri, occidentali, arrivati dopo la svolta liberista gheddafiana dei primi anni '90, e ora ansiosi di arricchimento e protagonismo politico (come i "verdi" iraniani che, pure loro, fanno passare gente da loro ammazzata per vittime del governo), e la massa della popolazione con il più alto reddito pro capite della regione che difende le conquiste dello stato sociale assicurate dalla Jamayria.

Per il Cairo, Obama si è speso in favore della transizione desiderata dal popolo ma, ovviamente, reinterpretata pro domo sua; per la Libia tace perchè deve nascondere le mani in pasta nella sedizione. Così, l'UE e Israele, da sempre predoni insoddisfatti e bulimici delle risorse della Libia, ma con l'handicap di aver circuito il leader libico per il suo petrolio, il terrore dei migranti, Unicredit, Finmeccanica, Eni, Acea, Juventus, quattrinose quote libiche salva-imprese. Gli Usa, meno compromessi politicamente e propagandisticamente, eppure fortemente presenti con le loro multinazionali, hanno obiettivi geostrategici più corposi e meglio sostenuti, cosa che può far ventilare un intervento armato, come temuto da Fidel Castro. Puntano alla possibilità di strappare la Libia completamente all'Europa, togliendo a Gheddafi un punto di forza politico-economico, di mettere le mani sul rubinetto del gas e del petrolio libico, in modo da far sgocciolare all'Europa più o meno idrocarburi a vantaggio della propria superiorità e del reclutamento, sotto ricatto petrolifero, di ascari europei per le guerre imperiali. Vogliono appropriarsi della più vasta riserva d'acqua sotterranea dell'Africa (sogno di Israele dopo aver acchiappato, con il Sud Sudan, pseudostato separato grazie al concorso di Israele e comboniani, l'Alto Nilo) e, soprattutto, collocare in Libia quel comando Usa per Africa e Medioriente che è il recentemente costituito Africom. Africom la cui sede è stata rifiutata dall'Algeria (il che spiega anche i moti rivoltosi in quel paese, alimentati soprattutto dai secessionisti berberi, curati dall'Occidente). Insomma un altro dei  lavoretti elencati  nel piano israeliano del 1982 per il mondo arabo, dopo il Sudan spaccato in due e forse, con il Darfur, domani in tre, l'Iraq tripartito tra curdi, sciti e sunniti, il Libano tra cristiani-sunniti e sciti, l'Egitto tra copti e musulmani (ma lì i tiri al tritolo del Mossad sono stati un autogol) e via dividendo e imperando per il resto del pianeta.


Chiediamoci, dunque, a cosa serva la demonizzazione di Gheddafi, di cui peraltro nessuno ammira le eccentricità folcloristiche, ma di cui si devono comprendere le ragioni per l'apertura all'Occidente dopo decenni di scontro asprissimo, in collegamento con molti movimenti di liberazione del mondo. La bufala Lockerbie, lo schianto dell'aereo sulla Scozia, con centinaia di morti in alto e in basso, del quale, sulla base di concreti indizi, si può immaginare uno zampino Cia alla maniera dell'11 settembre, addebitato in un processo-burletta a un cittadino libico, e una campagna parossistica contro il "terrorista" Gheddafi, sostenitore di terrorismi in mezzo mondo a partire da irlandesi e baschi, minacciavano di essere la pistola fumante per lanciare sulla Libia quanto era stato scagliato sull'Iraq. E la Libia, nel mondo arabo, era isolata. Sarebbe stata la fine di uno dei più riusciti esperimenti nazionali e sociali del Sud del mondo. 



Si trattava, con la "svolta verso l'Occidente, l'apertura a un mercato moderatamente libero, le fusa ai satrapi bancari e istituzionali europei, la rinuncia (non "distruzione" come i velinari dicono) alle armi di distruzione di massa, di salvaguardare indipendenza, sovranità e benessere del popolo libico. Chiediamoci a cosa serviva la satanizzazione di Saddam, non abbattuto dall'assalto iraniano istigato da Washington e quindi affogato in un occeano di merda e di sangue dalle invenzioni dei centri imperialisti dell'abbruttimento conoscitivo. Ricordiamoci delle armi di distruzione di massa esibite da Powell, Saddam che macinava gli oppositori nel tritacarta, che gassava i curdi, che sbudellava nemici, suo figlio che puniva i giocatori per le sconfitte facendoli giocare con palle di ferro e frustandone i piedi. Ricordiamo che da quelle falsità sono stati uccisi tre milioni di iracheni tra embargo e guerra. Vale per Aristide a Haiti, Chavez in Venezuela, Ahmadinejad, Bgabgo in Costa d'Avorio, Arafat, i pirati e Shabaab in Somalia, Milosevic in Serbia, i sandinisti in Nicaragua, il "terrorismo islamico". 

Si tratta manifestamente di costruire nella provetta dei veleni un'opinione pubblica maggioritaria a favore di genocidi pro-democrazia e, con particolare accanimento, di fuorviare un mondo di sinistra, con risvolti antimperialisti, già anticoloniale in tempi meno indecorosi, fino a intrupparlo, come Pinocchio sul carro diretto nel Paese dei Balocchi e dei futuri somari, nelle proprie retrovie. La tremenda lezione del Vietnam, vincitore tanto grazie ai Vietcong quanto alla collera organizzata di un'umanità bene informata. 

Muammar Gheddafi può fare il caudillo decorato come un albero di Natale e socio nei consigli d'amministrazione occidentali quanto vuole. Nessuno da questa parte del Mediterraneo e dall'altra dell'Oceano gli perdonerà mai di aver cacciato un grottesco re-travicella e, con lui, i padrini britannici, di aver ridato al suo popolo le ricchezze predate dai coloni italiani, la dignità offesa dallo stupro culturale dei colonizzatori, di aver costruito una nazione, di aver dato a un popolo del Terzo Mondo, tutto da spremere e tenere in schiavitù a garanzia dei propri privilegi, la forza di una nazione, di essersi fatto pagare un pur minimo risarcimento dagli epigoni dei Balbo e Graziani genocidi.


 Qualche saputo stigmatizza che Gheddafi non abbia mai fatto "nulla di concreto per la Palestina. Cosa poteva fare da 10mila km di distanza e con in mezzo l'Egitto sionistizzato di Mubaraq, senza vedersi bombardato un'altra volta da USraele come quando gli uccisero la figlia? Ha saputo denunciare senza tregua i crimini di Israele, ha invocato e rafforzato un'unità africana contro la manomissione del neocolonialismo. E' stato un appoggio importante per i combattenti irlandesi. Oggi, per le strade del suo paese ci si ammazza. Di chiaro e certo non ne sappiamo ancora niente. Ma sappiamo che in Occidente si mente per la gola. Egitto, Tunisia, Yemen, Bahrein, Somalia, dove di sicuro ci sono popoli insorti contro rais e globalizzazione della miseria, rischiano di fuggire dalla stalla. Guai a perdere anche la Libia, dove quella globalizzazione deve essere fatta arrivare.E' una tragedia più che per Gheddafi, per il popolo libico e, dunque, per noi. Noi italiani, prima di parlare di Libia e Gheddafi, anche solo per sghignazzare sulle sue bizzarrie di costume, o indignarci della sua difesa con le armi di uno Stato che qualcuno vuiole divorare, niente al confronto con il nostro guitto mannaro, dovremmo sciacquarci la bocca. E magari cercare di leggere tra le righe di melma di Repubblica o del Manifesto un barbaglio di logica e di verità. E magari, ancora, tirar via da dove schiacciano lotte di liberazione i nostri mercenari.

Omar Al Mukhtar prima dell'impiccagione

20 commenti:

Maurizio ha detto...

Potresti indicarmi secondo quale fonte Omar Al-Mukhtar avrebbe criticato i cirenaici accusandoli di tradimento?

Comunque pur riconoscendo gli enormi passi avanti fatti dalla Libia con Gheddafi, non si può non ammettere che in Libia è in corso una rivolta dalle dimensioni (se non dalle istanze) popolari.

L'informazione è pilotata, la demonizzazione è strumentale, senza dubbio alcuno. Ma se il capo dello stato ha affermato di voler "morire martire" ci sono pochi dubbi che siano in molti numericamente ad occupare le piazze. E' Gheddafi (SE le traduzioni non ingannano) a parlare di "Al Qaida", se non ricordo male, il solo nominare questa pagliacciata mediatica ha prodotto da parte tua solo risolute parole di condanna. Sembra che voglia convincere con lo spauracchio di terrorismi e di barconi carichi di immigrati, i paesi fortezza imperialisti a reagire stando dalla sua parte. A quanto abbiamo potuto vedere dalle immagini (artefatte?) non sono le bandiere della Cirenaica a sventolare nelle piazze, bensì quelle della Libia dei Senussi, quindi non sembrerebbe trattarsi di un tentativo di secessione.

La mia speranza è che la Libia resti dei Libici, non sono sicuro che la politica di liberalizzazione dell'economia portata avanti da Gheddafi non abbia minato la sovranità - magari perchè no dello stesso potere centrale - del popolo sul paese. Come dicevi tu stesso, nel paese sono presenti le multinazionali americane e quelle europee, che vantaggio avrebbero da un violento cambio di regime? Mangiare di più? ma sei sicuro che avrebbero corso il rischio in una situazione così critica?
Io ho davvero molti dubbi, fino a a qualche anno fa avevo grande stima di Gheddafi, ma non da ora una certa immagine di lui si era incrinata..

Anonimo ha detto...

caro fulvio,
siamo alle solite, o dare credito ai media mondiali oppure dare credito alle tue informazioni.

insomma, lo spirito critico deve cedere al fideismo?

io personalmente cerco di informarmi a largo raggio anche se, ammetto, ritengo di avere un debole per le tue fonti; però per spirito critico cerco sempre di pungereti un pò, almeno hai la qualità rara di ascoltare anche le critiche.

non sò se faccio bene o faccio male, ma al momento è così.

vedremo gli sviluppi.

saluti

alberto

Anonimo ha detto...

quando oggi ho ascoltato sulla tv di mia amica un giornalista di TG3 alle ore 14:29 nominare sebreniza ho capito tutto. hanno cominciato con le "fosse comuni" il gesto della V victory su cui ho fatto indagine proprio oggi... ed ho capito tutto... credo...riciclano anche le bugie vecchie di anni...
come quelle su slobodan milosevic appunto su sebreniza...per non parlare di timisoara... vogliamo poi ridere sul fatto che gli astrocrauti sionusa si debbono far trasportare dagli odiati ex sovietici ma sempre Russi a suon di miliardi di ollari perché loro con i loro potenti mezzi non possono raggiungere la navicella da loro lanciata [dicono] a musica di altri miliardi di follari ?

ridere per non piaqngere
piangere per non inca zzarsi

poveri Noi
povera Terra

terminarli con la Forza del Pensiero ?

boh

Anonimo ha detto...

"Vogliono appropriarsi della più vasta riserva d'acqua sotterranea dell'Africa (sogno di Israele dopo aver acchiappato, con il Sud Sudan, pseudostato separato grazie al concorso di Israele e comboniani, l'Alto Nilo) e, soprattutto, collocare in Libia quel comando Usa per Africa e Medioriente che è il recentemente costituito Africom."
chiarissimo, e ovviamente nessuno ne parla ora, pure "da Santoro" nista.
ciao
Samantha

rossoallosso ha detto...

per rispetto al tuo pensiero sono anche disposto a credere a Giovanardi ;-)

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/02_febbraio/24/giovanardi_bufala_fosse_comuni_tripoli,28484412.html?pmk=rss

e pure ad accettare le smanie di Fessino

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/02_febbraio/24/libia_fassino_sostituisce_foto_facebook_con_foto_donna_libica,28484651.html?pmk=rss

pero mi chiedo per quale ragione questi paesi,Libia,Iraq(di Saddam),Iran,Libano si accomodano in certo isolazionismo oppure cercano partner improponibili tipo Gheddafi con l'Europa o Iran con la Russia e/o Cina,capisco gli interessi nazionali e le forze in gioco molto potenti , ma per un discorso antimperialista mi pare un nonsens,poi giocoforza si finisce come è finita.
nessuno tra questi paesi muove un dito a favore dell'altro,pure l'Iran plaude ad un cambio di regime in Libia forse proprio perchè troppo subalterno all'Europa.
se questi "dittatori" si accorpassero,sempre nel rispetto delle proprie identità nazionali,Israele sarebbe in grado di fare il bello e brutto tempo in Medio Oriente?

Anonimo ha detto...

Per Maurizio:
"non sono le bandiere della Cirenaica a sventolare nelle piazze, bensì quelle della Libia dei Senussi, quindi non sembrerebbe trattarsi di un tentativo di secessione."
ti invito cordialmente a confrontare la bandiera di Idris con quella cirenaica: sono praticamente identiche. La Libia degli anni 50 e 60 era a "trazione orientale". Perciò la possibilità secessionista, o comunque di antagonismo tra Bengasi e Tripoli, antagonismo di tipo leghista, è vieppiù confermata da quelle bandiere.

per Grimaldi: ottimo articolo. Putroppo noi tutti facciamo finta che il popolo arabo, da Marrakesh a Basra, sia vivo e vitale; ma così non è. Il popolo arabo è morto il 30 dicembre del 2006. Aspettiamo che resusciti. Occhio all'Egitto, dove la giunta militare sta reprimendo gli scioperi dei lavoratori.
Nashwan

Fulvio ha detto...

La fonte è una biografia araba citata da Claudio Moffa dell'Università di Teramo. Le dimensioni e il carattere della rivolta libica sono determinati da media che obbediscono alle destabilizzazione in atto da parte dell'Impero. Il carattere vero è segnalato dalle bandiere reazionarie monarchiche e quindi coloniali dei secessionisti tradizionali della Cirenaica, da sempre vicini al Regno Unito.Di Gheddafi si può dire quel che si vuole, ma lo si dica tenendo presente le due fasi della sua leadership, rivoluzionaria e poi compatibile con gli interessi occidentali, ma sotto ricatto di distruzione del paese e della sua sovranità. Brandiscono le bandiere del re servo degli inglesi e invocano la democrazia occidentale, capitalista, che, si sa, comporta, la fine della libertà e il dominio di Usa e FMI.Forse se Gheddafi attribuisce la rivolta ad Ad Qaida è anche perchè sa che Al Qaida è una creatura dell'imperialismo. Bislacco, sì, ma scemo no. Infatti parla del pericolo di un'occupazione Usa. Che è proprio quello che da queste parti e da molti insorti si auspica. In Libia ci sono, sì, le multinazionali Usa e europee, ma ci sono anche i cinesi e non c'è ancora una base Usa: sono queste due cose che stanno dietro al fenomeno, non la fame, che non c'è, nè la democrazia,nella sua propria forma, che in Libia era assai più presente che nei paesi vicini.
Quanto alle "mie" informazioni, sono in minima parte frutto di mia analisi logica, e in massima parte dell'informazione non imperialista, ricchissima nel Sud del mondo, ma a noi negata se non in internet.Comunque, prendetevi i giornali e i telegiornali sull'Iraq, tra il 1991 e il 2003 e vedrete che oggi non hanno fatto che ripetere la stessa tempesta di balle finalizzate ad abbattere un regime non del tutto obbediente e assicurarsi petrolio e posizione strategica anticinese e antirussa in Africa. Il risultato in Iraq è stata la distruzione di un paese e vari milioni di morti.

davide ha detto...

la storia ci insegna che per molto tempo Gheddafi abbia chiesto di unire la libia ad altre nazioni nordafricane e africane,queste notizie le potete leggere sul libro di Del Boca:Gheddafi leone del deserto.Così come tante altre sulla sua formazione e sul suo operato.Certamente è un personaggio politico e storico pieno di luci ed ombre,ma la storia e la politica non dovremmo valutarle solo usando le nostre esigenze pacitontiste.
Quindi :chi sono e cosa vogliono questi "ribelli"?Pur patteggiando per la liberazione del popolo da parte di repressioni che però andrebbero valutate.Non ho fiducia nei mezzi di comunicazione sia nuovi-guarda caso le grandi rivoluzioni facebookiane e company colpiscono sempre a senso unico,come mai non capita in quel di Israele?Domanda retorica of course!- che vecchi,per cui cerco di fare riferimento a nomi che dicono cose diverse,poi le valuto di nuovo.La LIBIA degli anni 90 ha sposato politiche liberiste?Forse per non farsi travolgere dalla globalizzazione,non lo so.
Mukhtar se la prese con i cirenaici ?Son sicuro che un fatto simile fosse descritto da Del Boca nel libro Ad un passo della forca.Sicurissimo?Ho buoni motivi per ritenere valida questa informazione.

Anonimo ha detto...

"prendetevi i giornali e i tele-giornali sull'Iraq, tra il 1991e il 2003 e vedrete che oggi non han-no fatto che ripetere la stessa tempesta di balle finalizzate ad abbattere un regime non del tutto obbediente e assicurarsi petrolio e posizione strategica anticinese e antirussa in Africa. Il risulta-to in Iraq è stata la distruzione di un paese e vari milioni di mor-ti"
. lapalissiano sherlock !
. poteva spiegarlo meglio di così?
. poi c'è l'intuito che si ri-
acquista con l'intelligenza
dell'esperienza
come l'organizzazione: al principio fatichi ma poi con l'esercizio, ti viene senza pensare
e li freghi tutti !

rossoallosso ha detto...

pare che il pentagono abbia dal 2008 una base in Libia,nella regione di Fezzan

http://blogs.ft.com/westminster/2011/02/how-ambassador-to-libya-aided-general-dynamics-military-deal-2/

Maurizio ha detto...

Sarà la mia scarsa conoscenza dell'Inglese, ma non mi pare si parli di una base militare USA in territorio libico..

Anonimo ha detto...

stamattina ho ascoltato del boca ad una radio 87.9... mi pare che da guardando l'"alba" si stia leggermente girando a guardare il "tramonto"
spero sia solo un'impressione... ma Noi a naso... senza essere del boca, né desiderando esserlo, pur ammirandone la cultura storica, Noi, dall'Alto in basso [espressione che sommamente odio per indicare la base e quindi le fondamenta di ogni costruzione fisica o ragionamento logico] l'avevamo annusato..... ché a pensare il pegggggio dei $ionu$capitalfallitibolliti ci si azzecca sempre..... e ci avevamo "colto"...!
il del boca ha espressamento detto
"che dicendo bugie del tipo bombardamenti su manifestanti da parte di muammar e fosse comuni anzich>é cimiteri poi la ggggente non crede più...! capito? Io infatti non credo neanche a quello che vedo... e non verifico scientificamente cioè per numerose volte. potrebbe infatti essere un effetto di luce su vetro che mi fa fotografare la faccia di una fantasma, mentre è solo un "rifles-so"

rossoallosso ha detto...

@davide
"unire" è una parola un pò forte,sarebbe megglio dire"collaborazione",ma anche questa nasconde insidie considerando che forse la GB abbia sempre mantenuto il controllo sul colonnello,personaggio scomodo sicuramente, ma inviso piu agli USA che non all'Europa.
e sempre li si torna,mi chiedo dove abbia investito Gheddafi le enormi risorse accumulate col petrolio,voglio dire che rimane del dopo in Libia oltre le rivendicazioni patriottiche,lo stesso discorso che si puo fare riguardo Mubarak o BenAli,gli son forse serviti a comprarsi le varie tribu? ma gli investimenti nel pubblico piu che nel privato dove sono?sul modello iraniano per intenderci,che mi pare una amministrazione piu' oculata e lungimirante.

davide ha detto...

Citavo il libro di Del Boca,Gheddafi leone del deserto la terza ed.,dove risulta che il leader libico volesse davvero unire la libia all'egitto e a un certo punto pure al congo.Poi magari la memoria mi gioca brutti scherzi,quindi retifico!

Credo che Gheddafi ultimamente abbia mostrato delle lacune,delle zone d'ombra,un certo famigliarismo,ma chi sono le forze ribelli?Non si hanno notizie precise,nemmeno un dissidente nobel da spendere,tante balle colossali su morti e fosse comuni.
Sempre con l'intervento divino di facebook e similia.
Non mancano nemmeno i ribelli,i rivoluzionari,i veri comunisti,che fanno presidi contro il colonello sotto l'ambasciata libica,ma MAI dicasi MAI che ne facciano una sotto quella israeliana.Un motivo ci sarà!

rossoallosso ha detto...

@Davide, Maurizio
vi ringrazio per avermi spinto verso una piu' corretta informazione,ho letto ed ho capito i motivi di correlazione tra Gheddafi e l'Europa,ovvero aggiramento dell'embargo Usa,per perseguire il suo disegno di una unificazione africana sul modello europeo.
chiedo scusa pure al colonnello per le stronzate che ho scritto,visto che sotto il suo mandato la Libia ha conosciuto, tra i paesi magrebini,sia nella sanità che nell'istruzione come nei diritti lavorativi una crescita invidiabile e a questo punto utopica per noi.

Maurizio ha detto...

@Rossoall'osso
Vorrei precisare soltanto che io non "difendo" Gheddafi.Hezbollah sostiene la rivolta, Chavez lo ha criticato, il suo popolo,una buona fetta, gli si è rivoltato contro.. e non credo siano tutti degli agenti stranieri. Senz'altro - ripeto - la disinformazione c'è ed è IMPERante. Vogliono giustificare l'occupazione della Libia e questo non deve avvenire.

Però non c'è proprio paragone con Saddam Hussein, avete mai visto Saddam perdere città e regioni se non per causa dell'avanzata del più potente esercito del mondo? Lo avete visto maledire i suoi oppositori? anzi li giustificava! Diceva alla resistenza di colpire il vero nemico. E i comunicati del Rais (d'Iraq) erano estremamente attendibili, lo si è dimostrato.. Gheddafi dice "AL QAIDA DROGA I GIOVANI".. fosse non al qaida ma generici "fanatici" e si parlasse di droga in senso metaforico, avrei potuto capire..

davide ha detto...

molto probabilmente e umanamente Gheddafi ha perso lo smalto che aveva dal 1969.In libia ha creato una nazione e un popolo che per moltissimo tempo hanno goduto di enormi benefici in campi fondamentali come sanità e istruzione,ad esempio.Egli è sempre stato un islamista non fanatico,e per le anime belle,pure ha dato moltissimi diritti alle donne.
Certo,credo che sia indebolito e forse su alcune cose avrà ragione il popolo,ma di quale popolo è portavoce questa ribellione?Compaiono bandiere monarchiche,forse che sia meglio il ritorno di un reuccio come quello manovrato dagli inglesi nel periodo prima di Gheddafi?
Mi manca la critica al colonello da parte di Chavez,visto che eran sempre in ottimi rapporti,sarà anche vero.In sostanza il problema della libia è che la liberazione da gheddafi aprirà la strada all'avanzamento del colonialismo euroatlantista.Cosa è peggio o meglio per il popolo!

rossoallosso ha detto...

@maurizio
certo, ho capito benissimo,è che la mia ignoranza su gheddafi(devo ammettere che ho sempre avuto nei suoi confronti una certa antipatia causa il suo modo di porsi e che ora mi pare peggiorato) mi ha portato a fare valutazioni errate.
per cio che riguarda la base si parla perlopiu di intelligence.
però c'è ;-)

http://www.defensenews.com/story.php?i=3518749

Fulvio ha detto...

Rossoallosso mi ha mandato il link del suo blog per un paio di articoli storici su Libia e Gheddafi (Angelo del Boca e Enciclopedia). Onde non ingombrare eccessivamente le capacità recettive di questo blog e del mio computer, preferisco indirizzarvi al suo blog. Di solito i commenti ai post sono personali.Figuratevi se tutti si mettessero a inserire i vari loro link, per quanto interessanti.

Anonimo ha detto...

guerra delle bufole medi $ionu$a?