domenica 13 febbraio 2011

PINZILLACCHERE



Vattene vuol dire fuori dai piedi
Non lo capisci?
O Suleiman O Suleiman
Anche tu devi partire
Resteremo resteremo
Finchè il regime è andato
Rivoluzione rivoluzione fino alla vittoria
Rivoluzione per le vie di tutto l’Egitto
(Slogan cantato da 2 milioni in Piazza Tahrir)

Dagli arabi ai latinoamericani
Dov'è che probabilmente esploderà la prossima rivolta popolare contro un autocrate corrotto, narcotrafficante, ladro, ascaro degli Usa? Non lo indovinate, perchè del Messico, come dell’Egitto fino a un mese fa, non parla nessuno: uno, perchè sapere che la rivoluzione di Zapata e Villa vive ancora nei cuori e nelle menti dei messicani e si esprime con infinite lotte (non di Marcos), turberebbe il nemico e svergognerebbe gli amici;  due, perchè il regime messicano è servo di Usa, Ue, FMI e quindi amico nostro. Inventiamoci atrocità in Iran, Myanmar, Tibet, Cuba, Venezuela, Zimbabwe, in tutti i paesi che ancora resistono all’imperialismo. Tacciamo su, o addirittura glorifichiamo, i golpisti stragisti in Honduras, la Resistenza honduregna che lotta contro la narcotizzazione e criminalizzazione economica e poliziesca, i fantocci in Iraq e la rilanciata resistenza irachena degradata dagli occidentali nella loro creazione Al Qaida, l’Afghanistan della guerriglia vincente contro lo stupratore invasore, il Pakistan dilaniato dal terrorismo dei suoi padrini Usa, la Palestina in cui ANP e Israele collaborano al genocidio, il femminicidio a Ciudad Juarez. Dai, che ci danno una mano anche Wikileaks e Saviano.

La commissione ONU dei diritti umani, nella quale resiste ancora qualche funzionario libero (vedi Goldstone, del rapporto su Piombo Fuso), denuncia: è il Messico dove più si violano i diritti umani, dopo Israele. In un anno più violazioni che in tutta l'Asia! Ne sappiamo una cippa perchè lì governa un delinquente narcotrafficante, fiduciario e amico degli USA e, dunque, nostro. Anche se lì si ammazzano più donne che nel resto del mondo e, nonostante ciò, sono le donne a trainare il Messico verso una nuova rivoluzione. Pagando sangue ogni giorno. Femministe, dove siete? Non varrebbe un bello striscione, nelle mobilitazioni “per la dignità delle donne”, che dica che, oltre alla dignità, da qualche parte ti tolgono anche la vita. Ogni tanto un sussulto scalfisce certi solipsismi, quando si tratta di burka o di mutilazioni genitali. Ma
quelli sono islamici...…

Uno sparuto gruppazzo di post-togliattiani assai maturi, raccolti sotto quattro mosche cocchiere devote a Onan, cespuglietto stentato da anni, sordo ai clamori che stravolgono il mondo, ha lanciato l'ennesimo appello all'unità dei comunisti. In termini che farebbero arrossire Lenin e sghignazzare Chavez e un po’ tutti i movimenti rivoltosi o rivoluzionari che stanno dilagando nel mondo. Come unirsi? Rientrando tutti in Rifondazione, la cosa meno peggio che c’è e cercando di rafforzarla e tenerla su giusti binari? Macchè. Spaccando Rifondazione e facendosi fagocitare dal PdCI, peraltro federato al PRC. Paradosso esilarante. Prima facevano la corte a Marco Rizzo e viceversa, poi si sono attaccati a Ferrero, adesso tifano per Diliberto, quello al governo quando bombardavamo ospedali e asili a Belgrado. Se fossi uno di questi comandanti dell’1%, ne diffiderei. Virtuosi dell'anticomunismo (parlo dei capipollaio, non dei polli)), eredi di quanto di più tatticistico e opportunistico allignava nel togliattismo, vogliono rifare il Partito Comunista Italiano, cioè la versione compromissoria e fallimentare del comunismo. Nei loro ripetuti annunci di nascita e anticipazioni di unificazioni, non si trova, a cercarlo con la lampada di Diogene, un brandello di critica dei trascorsi. La vedete la scena: il capotreno che sale sulla locomotiva andata a sfasciarsi in curva, tanti omettini che spingono per rimetterla su binari, convergenze parallele, che non ci sono più. Se arrivasse un egiziano, o un tunisino, o un venezuelano, o un iraniano, o un cubano e gli chiedesse che ne è della vostra sovranità internazionale, che ci fate nella Nato, non conoscete “Patria o muerte” ? C’è il rischio che gli diano del “fascista”, “ultranazionalista”, “revisionista”, o magari “primitivo”. Per i popoli e le classi oppresse questi maestrini dalla penna spuntata hanno il fascino di un pappagallo impagliato. Non capiscono, questi ombelico-idolatri, che il comunismo non si raggiunge con i consunti riti, le architetture, gli eurodogmi, gli slogan di Togliatti e Berlinguer, e che stanno muovendosi verso il comunismo, che lo dicano o no, mille volte meglio i popoli proletari che avanzano mordendo i calcagni al padrone. Ma allora sono preferibili sia Ferrero, che, poveretto, deve tirare avanti un carretto a cui sono saltate le ruote e che ha a bordo gaglioffi opportunisti e remacontro, come Claudio Grassi, sia Ferrando che, dalla sua, ha perlomeno l’integra e coerente solitudine dell’iperuranio.

Asor Rosa, eccone un altro, che da qualche anno spara inutili cazzate per cambiare il mondo, alla stregua di altri "venerandi maestri" come Rossanda e Saviano, ha bombardato di ingiurie l'ottimo Matteuzzi, giornalista sopravvissuto alla morìa politica del manifesto, perchè ha pubblicato un'intervista a Battisti. Questi togliattiani hanno la censura nel sangue, sia da rossi che da gialli. Se capitasse Osama, non lo si intervisterebbe? E solo mettendoci accanto l’elenco di tutte le sue malefatte? Che razza di giornalismo sarebbe? Avete sentito il travolgente pigolìo che invece hanno sollevato per l’estradizione dell’assassino di massa Cia-Mossad-Fascisti-Stato, Delfo Zorzi, o dello stragista e assassino a Cuba dell’italiano Fabio Di Celmo, Posada Carriles, libero, servito e riverito a Miami da Obama?

Mi è capitata un’analoga manifestazione di viltà, censura e dilettantismo. Tornai da Belgrado con l’ultima intervista di Milosevic prima dell’arresto: 3 ore di racconto del complotto imperialista contro la Jugoslavia. Rina Gagliardi, vicedirettrice del mio giornale, Liberazione, rifiutò questo documento di valenza storica: “Ci identificheremmo con il dittatore”, sentenziò quella che poi sarebbe passata alle dipendenze dell’editore e ras della sanità Angelucci. Il Corriere della Sera, dove un po’ di professionalità sopravvive nonostante Ostellino, la pubblicò con grande evidenza.

Mentre, subita la sconfitta dei suoi fantocci Mubaraq e Suleiman, il giannizzero nero di Wall Street e del Pentagono, tenta di accreditarsi, attraverso un esercito ai suoi ordini, come solidale delle richieste ( purchè moderate) delle masse, negli Usa propone l'ennesima estensione del Patriot Act, legge d'emergenza di Bush estratta dal cilindro insieme al coniglio 11/9, che nega l’habeas corpus e con esso il diritto alla difesa, elimina le libertà civili nell'arbitrio extragiudiziario degli organismi "antiterrorismo". Al Cairo ha ordinato al sicario Mubaraq di farsi rimpiazzare dal Consiglio Supremo delle Forze Armate, butterato da generali da sempre in simbiosi ideologica, operativa e finanziaria con feldmarescialli, SS e Gestapo di Washington e Tel Aviv. Faranno i democratici alla Al Maliki o Calderon, ma, perlomeno, grazie a una truppa non affidabile, prodotto della stessa terra che ha generato l’Egitto rivoluzionario, per ora non c’è stato bagno di sangue. Ci sarà se i rivoluzionari terranno duro e andranno fino in fondo. E allora se la giocheranno tra sgherri di regime e Marines, da un lato, e militari disertori e masse rivoluzionarie vere. Magari fra altri dieci anni. Va bene anche così. Che Guevara e i suoi guerriglieri vinsero 40 anni dopo, il battito d’ala di una libellula nella storia dell’umanità. IL carcinoma cristianesimo ci mise 400 anni per farsi metastasi.


Clinton con giovani “gelsomini” da attivare

C’è uno che ha commentato il mio articolo precedente sull’Egitto con una scomposta risata informatica, titolata “La più grande vittoria di Obama”. C’è la libera scelta: o imbecille, o provocatore. Comunque uno a cui la coscienza e forza delle masse, un prodotto che mostra la sua tenuta nel tempo, provoca l’effetto di un chilo di prugne secche. C’è di tutto in psicosi del genere: odio e paura borghesi per teppaglie incazzate, vergogna della propria inanità di fronte a manifestazione sovversive di portata storica, la speranza che i quattro sfigati iniettati da USraele nella rivoluzione di milioni di incazzati, fallito il sabotaggio tentato offrendo negoziati con la copia carbone del despota, Suleiman, possano riprendere quota all’ombra di un esercito amerikano.

Ai gufi che vaneggiano di una rivoluzione gestita dai complottisti imperiali: da 18 giorni un popolo resiste e cresce, oltre 300 si sono fatti ammazzare, e sono entrati in lotta, forse decisivi, anche decine di migliaia di operai dalle grandi tradizioni di lotta. Le spie infiltrate dagli Usa e dai nazisionisti hanno funzionato solo in Serbia e Georgia. Hanno fallito tra gli arabi. Que se vayan todos!

Un segno che, nonostante i "moderati" infiltrati dalla Cia, quelli del "dialogo" con Suleiman, lo tsunami egiziano e arabo fa una paura fottuta agli pseudodemocratici del massacro sociale interno e coloniale, sta nel confronto tra il frastuono dei talkshow occidentali su caduta del muro, Tibet, Tehran, e nel loro totale silenzio sullo sconvolgimento epocale arabo. Si capisce a chi quest'ultimo conviene. Comunque, senza cedere al trionfalismo degli entusiasti e superficiali, nessuno mi toglie l’ebbrezza di aver visto e vicariamente vissuto nella mia tarda età un vero moto rivoluzionario, portato avanti da arabi, nipoti dei sumeri ed egizi, i più antichi civilizzati del mondo, quelli che hanno offerto all’umanità il modello di come ci si libera di incursori sanguinari, da Riccardo Cuor di Leone, sterminatore di Acri, a Churchill, Graziani e Massu. Quelli a me più cari tra tutti i sud del mondo, perché ne ho vissuto la fratellanza in lotta e combattimento dalla Palestina all’Iraq. Verranno mesi, anni, di sosta, probabilmente, la rivoluzione dovrà sedersi per riprendere fiato. Le cornacchie del rigore impotente grideranno al fallimento e alla normalizzazione. Li inquieta accettare che un popolo ha gettato la paura e acquistato coscienza della propria forza. Dove indirizzarla si vedrà. Intanto il primo obiettivo è stato raggiunto.

Come nelle lotte anticoloniali e nazionali degli anni'50 e '60, dove pure ci fu un tentativo - a volte riuscito - di ricambio nel segno dell'imperialismo (Ghandi, Mandela, Menem), arabi e Sud del mondo sono tornati a essere la forza trainante dell'umanità. Il fatto che sono consapevoli del nemico capitalista-neoliberista che li ha devastati, rende quella forza alla lunga indomabile. Avevano quattro fucili e tanti sassi quando mezzo secolo fa, cacciarono dalla loro terra le più potenti e feroci armate del mondo. Impariamo!


Il tiranno egiziano, fantoccio degli Usa e di Israele è stato cacciato. Al di là delle stucchevoli diatribe se a vincere siano stati gli infiltrati pseudodemocratici Usa, o l'immensa forza di studenti, operai, donne, gente qualunque, la botta al dominio arabo e mondiale dell'imperialismo-sionismo è storica. Un esempio al mondo. Al di là di normalizzazioni varie, una grande forza s'è svegliata. Due schiere opposte di gufi inneggiano al fatto che questa rivoluzione sia stata spontanea, non abbia ideologia e leadership. Gli uni perché così la riducono a jacquerie passeggera, gli altri perché ne rivendicano il modello, quello “dal basso”, “senza partiti”, “senza capi”. Tutte balle, ovviamente, i capi tra questi grilli parlanti ci sono e anche più infingardi. Ma, a parte questo, le leadership nascono dalla lotta e nella lotta contro l’insopportabile matura la visione delle cause, delle motivazioni, degli obiettivi: l’ideologia. Epperò, che queste cose non ci siano già, è la tipica sottovalutazione dei “civilizzati” (da Cristo, o da Marx) nei confronti degli “retrogradi”..

Leggere bene

Garantisce Ezio Mauro, tentacolo del sionista De Benedetti a Repubblica, che Saviano non "scenderà in politica". A parte che non mi fido della lobby, truffaldina e manipolatrice, è già una rottura di palle doversi subire la beatificazione giornaliera di questo sodale di Veltroni e Netaniahu in virtù delle roboanti e infide banalità che, come Vendola, ci schizza addosso. Sono altrettanti rovesci della medaglia Berlusconi. Vinceranno, perché hanno alle spalle Israele, mentre il guitto mannaro non ha dietro più nessuno.

Il governo ha abolito i tagli e confermato i finanziamenti all'editoria, cioè ai giornali di cooperative e partiti. Com'è che il "manifesto" passa questa notizia sottobanco in un trafiletto, mentre al tempo dei ventilati tagli singhiozzava su interi paginoni implorando quel soccorso che la qualità dei suoi articoli internazionali collaborazionisti non merita assolutamente (i rispettabili Matteuzzi, Michele Giorgio e Dinucci sono messi nell’angolo dagli amici del giaguaro Giuliana Sgrena, Marina Forti, Battiston, Lettera 22, Peace Reporter). Così, anziché ridare dignità, professionalità, correttezza, alternatività al giornale, e, dunque, vendere di più, sperano di spillarci altri soldi, Come giornale in lotta contro il regime, e “atlantico” nella politica estera per infiltrazioni della lobby, c’è molto più qualificato “Il Fatto Quotidiano”. Ma tant’è, fare la vittima paga sempre.

Un altro mondo possibile in mano ai soliti

Mentre le masse arabe cambiano la storia in tutta la regione abbattendo, con la violenza dei numeri, dei corpi e della risposta alle violenze, i quisling briganti installati da USraele, a Dakar annaspano i rimasugli di Porto Alegre, Forum Sociale Mondiale che, come il padrino Marcos, non contano più di nemmeno uno dei loro compiacenti "bilanci partecipativi". La funzione di fiancheggiamento da parte dei nonviolenti Ong, guidati da Attac (finanziata dagli Usa), sta fallendo come quella degli infiltrati Cia al Cairo. Chiamano i vapori innocui e compatibili che sprigionano dalle loro adunate “un altro mondo possibile”. Sono quelli che a Porto Alegre respinsero Fidel e Hugo Chavez, per venirne poi subissati. Agli appassionati della scoperta di quinte colonne del nemico che gestirebbero le insurrezioni popolari, va consigliato di andarle cercare a Dakar. Gigi Sullo, corifeo del fasullone infiltrato Marcos (politicamente defunto a dimostrazione che i finti cambi non reggono), e tutta la vorace banda collaborazionista delle ONG e del pacifismo nonviolento, vogliono mettere il cappello sulla rivoluzione araba. Disarmata e nonviolenta dicono. Come se i sassi, le barricate, le molotov e la resistenza dura agli squadristi di regime non fossero roba loro. E come se domani, aggrediti a fucilate, non dovessero e potessero difendersi.

Un parallelo tra Egitto e Iran vale nella misura in cui nel '79 una rivoluzione popolare guidata dalle sinistre fu scippata dai preti di un Khomeini arrivato da Parigi con consiglieri Usa, per essere lanciato contro l'odiato antimperialista e antisionista socialista Saddam Hussein. Che gli egiziani non si facciano fregare alla stessa maniera. Lo Shah fu abbattuto, ricordate, da un’immensa rivolta di popolo guidata dal Tudeh, partito comunista, e da varie sinistre rivoluzionarie, anche islamiche. Venne il taumaturgo bigotto e l’intera classe rivoluzionaria fu affogata nel sangue. Compiuto questo lavoro di classe, Khomeini ricevette armi israeliane e sostegno Usa per togliere di mezzo l’ultimo scoglio alla riconquista coloniale del mondo arabo. E ancora i sinistri cianciano di un “Saddam, uomo degli americani”. L’antimperialismo iraniano nasce nel dopo-Khomeini e dopo-Rafsanjani, pur ancora purtroppo intrecciato all’espansionismo contro l’Iraq.



Occhio a chi vi vende le manifestazioni a Tehran (o a Damasco, o a Tripoli, o i monaci di Myenmar), finanziate ed organizzate da strutture Cia contro un paese che non si piega all'imperialismo, come fossero l'equivalente dell'autentica rivoluzione di popolo in Egitto contro un tiranno servo degli Usa e sicario di Israele. Confrontate le facce e i numeri, oltre agli obiettivi antimperialisti, da un lato, e gli appassionati di liberismo Usa dall'altro. Parlano da soli. Notate come sinistri e destri provino a buttare nello stesso calderone le rivoluzioni contro i fantocci dell’imperialismo e le misere adunate sediziose, istigate dagli esperti USraeliani delle rivoluzioni colorate, in Siria, Libia e, in certa misura, Algeria (dove a far casino contro un regime di cattivo sapore, ma non paragonabile a Mubaraq, sono essenzialmente le quinte colonne berbere della Francia). Le opzioni sono sempre: sia bande di borghesi avidi di far da raccattabriciole per gli imperialisti e i Marchionne, là dove c’è una base borghese frustrata, sia Al Qaida là dove nessuno gli da retta.



• In tutto il mondo i popoli, compresi i palestinesi repressi dall'ANP rinnegato e venduto, urlano nelle piazze e davanti alle ambasciate egiziane il loro sostegno alla rivoluzione in Egitto, oltre 300 morti, 5mila feriti, 10mila sequestrati, scarafaggi che cercano di deviare la rivoluzione in "democrazia" agli ordini di USraele. E i nostri cento partiti e comitati e gruppi di sinistra, o democratici? Tremano di paura o di vergogna e si voltano dall’altra parte. Verso Ruby.

L'UE propone che tutti i dati personali dei passeggeri che entrano o escono dall'Unione siano consegnati alle loro polizie, il che significa anche alle polizie Usa. Già succede nella Grande Scemocrazia USA. Servirebbe alla lotta contro il terrorismo. Abbattere la riservatezza (detta privacy dai vernacolari) dei cittadini fino ai loro pensieri è il corollario dell’abbattimento delle Torri Gemelle, del metrò di Londra, del treno di Madrid…, delle polverine innocue nelle scarpe dei passeggeri, dei mortaretti scoppiati nelle mutande, delle stragi di Piazza Fontana e seguenti, fino ai poteri che nascono dalle bombe e dal sangue di Via dei Georgofili, Via Palestro, Velabro, S. Giovanni…

Strepitano da destra a "sinistra" per avere Battisti tra le zanne. Non strepitano contro le leggi speciali che, allora, fecero carne di porco della giustizia. Né strepitano per l'estradizione dal Giappone del miliardario Zorzi, sicario di Piazza Fontana, né contro lo scandalo dei sicari fascisti bombaroli liberi, dei capi di BR fasulle e manipolate, usate per spostare a destra il paese e liquidare il movimento rivoluzionario, dei bombaroli del '92-'93 oggi al potere. Ululano sulle vittime del terrorismo e scavano ogni giorno la fossa alla memoria degli oltre 150 ragazzi inermi ammazzati dalle “forze dell’ordine” negli anni ’70. Già solo per questo: Battisti libero!



Si stracciano le vesti per la pedofilia. In Italia un 15enne su 5 non sa leggere e scrivere se non con sms. Il 29% dei giovani non ha e non avrà lavoro. Gli spot televisivi sono insozzati da bimbetti resi mercenari da genitori papponi. In quasi nessun paese, se non in quelli governati dalla Coca Cola, minorenni possono essere sfruttati dagli sciacalli pubblicitari. Qui gli stessi immondi figuri che slinguazzano adoranti complimenti al guitto mannaro e ai suoi prosseneti, spingono i loro bambini a mentire, fingere, recitare eulogie a prodotti di merda, ingannare i loro inermi coetanei. Poi ci si stupisce del proliferare di veline, zoccole e, comunque, berlusconidi. Vogliamo parlare di prostituzione minorile? Ebbene, la pubblicità a merendine tossiche e auto letali, fatta fare a questi inconsapevoli, ne è l’esercizio più aberrante. Non bastava la chiesa cattolica a farci militanti dell’ipocrisia? Questo paese di vecchi tromboni pensa che, odiando i giovani, allontana la morte. Pesce pilota la compagna di happy hour di Berlusconi, Gelmini.



Il 13 febbraio, manifestazioni delle donne contro il guitto mannaro e il berlusconismo. Siamo con loro, ma siamo anche contro le mignotte felicemente torpide, che pensano di esistere in quanto chiappa o tetta, che si vendono per un passaggio in tv, un appartamento, un seggio e campano di ricatti. E contro quelle virago che ne fanno le eroine disvelatrici del puttaniere maschilista, offendendo la dignità delle donne e degli uomini che le amano e rispettano. E siamo contro le ginocrate chic per le quali tutti i gatti sono grigi, con prevalenza del genere sulla qualità umana e parlano di donne contro gli uomini tout court. Agenti del nemico! E’ un’altra articolazione del divide et impera padronale e imperiale, come i poveri bianchi contro i poveri neri, i garantiti contro i non garantiti, gli sciti contro i sunniti, i copti contro i cristiani, i vecchi contro i giovani. Luisa Muraro, esemplare ginocrate della guerra di genere premiata da scranni e gradi, taglia corto: tutte brave le donne, tutti pessimi gli uomini. E a chi definisce le stronze del satrapo pedofilo “lupe di Arcore”, peste lo colga. Risponde Christian Raimo: e già, i degni e gli indegni. E a proposito del palco delle donne, preferisce che vi salga, piuttosto che una medico congolese, onorata nientemeno che dal Presidente della Repubblica, una casalinga del Maghreb bocciata all’esame di italiano, o una puttana nigeriana, o un camionista ucraino che ha contrattato sul prezzo per farsela. Strillano, queste signore, che non è vero che le donne siano ora “uscite dal silenzio”. Anzi, hanno sempre urlato. Già, ancora mi rimbombano nelle orecchie le urla per il mezzo milione di donne irachene rimaste vedove, o delle 3000 donne stuprate e massacrate in Messico. E il pensiero corre a rappresentanti del genere come Santanchè, Gelmini, Condoleezza, Hillary, Albright, Livni…

Anche la Consob, autorità che dovrebbe vegliare sulle porcate dei padroni in Borsa, passa, per ordine di Tremonti-Conte Ugolino, sotto il controllo del regime berlusconide che a sua volta obbedisce a un'economia criminale. Come la scuola, l'Università, la Fiat, l'Esercito, l'acqua, il territorio, la libertà, la cultura, la vita. Siamo oltre Mussolini, oltre Orwell. Altro che le schifose zoccole del guitto mannaro. Caligola, per metterla in culo agli usurai del Senato, la Wall Street di allora, aveva fatto senatore almeno un nobile cavallo. Che non faceva servizi di bocca, ma scalciava.



Nell'Honduras sotto lo stivale dei golpisti filo-Usa, dove ogni giorno la Resistenza paga con morti, scomparsi e repressione, arriva Brownfield, segretario di Stato aggiunto, con il Plan Centroamerica, gemello del Plan Colombia e del Plan Merida (Messico). Devono assicurarsi il passaggio sicuro della droga lungo il Centroamerica e le condizioni per la depredazione dei popoli. Da quando gli Usa impongono quei piani, a partire dall’EFTA (Usa, Canada, Messico), nei paesi a sud del Rio Bravo che li hanno accettati si muore come mai prima nella storia, ammazzati, affamati, malati, drogati, schiantati dallo schiavismo. La commissione ONU dei diritti umani, dove resiste ancora qualche funzionario libero (Vedi Goldstone su Gaza, onesto e perciò sbertucciato e ingiuriato da tutti), denuncia: è il Messico dove più si violano i diritti umani, dopo Israele. In un anno più violazioni che in tutta l'Asia!. Ne sappiamo una cippa perchè lì governa un delinquente narcotrafficante fiduciario e amico degli USA e, dunque, nostro. Anche se lì si ammazzano più donne che nel resto del mondo. Femministe, dove siete?


Giorno del ricordo. Un conto è la solidarietà ai 300mila esuli giuliani, che sono voluti restare italiani e che l'Italia ha tradito. Un altro avallare l'infame patacca storica delle foibe, nelle quali finirono soprattutto slavi massacrati da aguzzini fascisti durante l’occupazione e, dopo, giustamente, solo qualche gerarca fascista giustiziato. E' da Gesù, attraverso Nerone fino a Saddam, che questi rovesciano la verità.

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MESSICO, ANGELI E DEMONI NEL LABORATORIO DELL’IMPERO
Il trailer del nuovo docufilm di Fulvio Grimaldi. Un documentario dvd di 90' che illustra un paese dalle grandi tradizioni di lotta e rivoluzionarie precipitato nel baratro di una tragedia senza uguali al mondo. Una tragedia universalmente occultata perchè conoscere quello che succede in Messico significa avere la percezione di quanto... gli Usa e l'Occidente preparano ai propri popoli e al Sud del Mondo, ma anche di come la Resistenza messicana eroicamente vi si oppone Si tratta di un avvertimento drammatico sulla confluenza tra crimine di regime, crimine imperiale e crimine organizzato, che utilizzano una finta guerra al narcotraffico, guidata da esperti del Pentagono, per militarizzare il paese e soffocare ogni fermento sociale, politico, culturale, fermenti che vedono in prima fila le donne. 20mila migranti uccisi ogni anno, sui 600mila che tentano dal Centroamerica e dal Messico di raggiungere gli Usa, 35mila civili innocenti uccisi da quando Felipe Calderon è presidente, migliaia di donne sterminate dai narcos e dalle forze "di sicurezza" nell'inferno di Ciudad Juarez e degli Stati di confine con gli Usa.
Una sovranità ceduta integralmente agli Usa e alle sue multinazionali dal lavoro schiavistico. Un'anticipazione di quanto i vari Marchionne, Berlusconi e affini, il retroterra mafioso e la militarizzazione di La Russa e Maroni, vorrebbero per il nostro paese.
Un terribile campanello d'allarme, ma anche una lezione di dignità e di forza dei figli di Pancho Villa e Emiliano Zapata.
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MESSICO, angeli e demoni nel laboratorio dell'Impero [HQ] Trailer
Durata: 2:57

22 commenti:

Anonimo ha detto...

condivido l'articolo.
non posso però che avere delle riserve su zimbabwe e myanmar perché essere antimperialisti a scapito del popolo non è cosa gistificabile; almeno così io lo interpreto al netto delle informazioni che leggo.

una cosa sull'iraq-iran:saddam fu usato in chiave anti-iran o viceversa?
non mi è chiaro questo passaggio

saluti

alberto.

Fulvio ha detto...

Alberto.
Sullo Zimbabwe conviene, come sempre, rovesciate le verità atlantiche nel loro contrario. Non è in questione la natura del regime, che nessuno conosce, ma è scoperta l'aggressività imperialista che finanzia le tribù narcotrafficanti al confine e paga e onora il quartier generale del partito di San Suu Khy a Washington sotto tutela Cia.
La situazione dello Zimbabwe è invece chiara. Quando Mugabe strappò aI residui grassi e protervi coloni bianchi le migliori terre, rubate al tempo del colonialismo, per darle ai contadini poveri e ai veterani della rivoluzione, si scatenò l'uragano della diffamazione e delle sanzioni occidentali. Fu Khomeini, armato da Israele (scandalo Iran-Contras) ad aggredire l'Iran con provocazioni propagandistiche e militari durante tutto il 1979 (io c'ero). E Saddam era da sempre il bastione arabo laico socialista contro imperialismo e sionismo, tanto che fu l'unico Stato arabo a finanziare i palestinesi fino al 9 aprile 2003, giorno dell'occupazione di Baghdad (io c'ero). Trasformare Saddam in uomo degli Usa serviva solo ad alienargli la naturale solidarietà delle sinistre mondiali. Un'abile mossa. NOn c'è stato momento, nei 27 anni in cui ho frequentato l'Iraq, che Israele non gli desse addosso e che a Baghdad non confluissero per convegni e scambi le migliori sinistre antimperialiste del mondo.
Fulvio

Anonimo ha detto...

Guardi che nelle foibe finirono sopratutto italiani che furono trovati anche in foibe nel territorio sloveno.

Maurizio ha detto...

Fulvio! Non ho finito di leggere il tuo articolo ma devo subito dirti che SONO IO L'IMBECILLE DALLA SCOMPOSTA RISATA che augurava altre vittorie del genere ad Obama! Ma sempre equivoci noi due???
Ti prego di verificare quanto ti sto per dire... un commentatore prima di me aveva copincollato un indirizzo web con un articolo titolato "ALLA FINE HA VINTO OBAMA", ovviamente presumo come denuncia della pesante distorsione della realtà che i media tentano di operare in merito a questi fatti.. io ho risposto a lui dicendo "AHAHAH.. AUGURO AD OBAMA ALTRE 1000 VITTORIE COME QUESTA!"
Il senso era ironico. Auguro ad Obama altre rivoluzioni del genere di cui bearsi, se gli piace tanto che l'impero che rappresenta cada in pezzi.. mi sono spiegato?
DAI! sembra che ce l'hai con me! come quella volta che ho detto Yassassin Erdogan e tu pensavi l'avessi voluto offendere.
Riconosco che in entrambi i casi la colpa è mia.. però.. sono stato chiamato imbecille provocatore da te mentre ti facevo un appassionata pubblicità con amici. Questo si che mi provoca scomposte risate..

Maurizio (imbecille o provocatore)

Roberto Antonucci ha detto...

Felice di non esserci stato alla manifestazione di ieri, a dispetto di alcune amiche femministe, perché credo che veramente il femminismo sia andato alla deriva. Certo, la donna è stata ridotta ad oggetto, ma è anche colpa di quelle che hanno coscientemente accettato tale svilimento.
Ma io credo che le questioni di genere non debbano distogliere da quelle di classe. Ed io credo che invece molte lo fanno, senza comprendere che le donne altolocate non sono portatrici di istanze di genere e di emancipazione, bensì sono portatrici di istanze della loro classe: come dimostrato dalla Marcegaglia.
E poi, che dire di giornali come Repubblica e Il Fatto Quotidiano, che parlano contro Ruby e Noemi, chiamandole puttane, ma poi esaltano Yoani Sánchez e le Damas de Blanco, che, pensandoci bene, sono puttane peggiori, perché non vendono il proprio corpo, ma la propria patria agli imperialisti yankees, che per me sono un pericolo peggiore del nano di Arcore.

Fulvio ha detto...

Cazzo, Maurizio, che equivoco. Sai benissimo quanto ti stimo, ma vorrei sapere quanti che leggono questo post possono aver capito l'ironia. I messaggi di internet, scritti, senza intonazione, senza espressioni del visto, non si prestano all'ironia. Eppoi stavamo nel pieno della discussione tra chi diceva che tutta la rivoluzione era una manovra Usa e chi le riconosceva autenticità e dignità. Arrivi tu e sghignazzi e parli di vittoria di Obama! Era ovvio che sembrava uno sfottò a chi difendeva la rivoluzione e la vittoria delle masse. Sai, non sei l'unico Maurizio, ma forse avrei dovuto avere qualche dubbio. Ero certo che non era il solito Maurizio. Anche se incolpevole, ti chiedo scusa degli epiteti che ben altri meritavano.
Fulvio
Con l'amicizia di sempre (e metti qualche iconcina sorridente quando ironizzi).
Fulvio

davide ha detto...

caro maurizio,
mi prendo metà della colpa perchè effettivamente son stato io a postare l'articoletto pubblicato sulla stampa,donde si parlava di vittoria di Obama,in chiave la mia assai critica.Per cui sarei il mandante -per questo un po'provocatore anche!.

Concordo con Roberto sul tema femminismo,sviante rispetto alla sola e unica lotta di emancipazione quella di classe-nazionale.Si,classe-nazionale.Perchè mentre avanzano i settori più deboli o in perenne equilibrio,avanza anche la richiesta di essere nazione indipendente e autonoma.
Sul Pci,ho imparato la lezione dei compagni "rivoluzionari" dei vari movimenti dei '70.Ora però mi son in gran parte distaccato,e sto studiando la storia del PCI,PCUS e così via.Il problema a mio avviso non è Togliatti,Longo,Noce,ma i meri e tristi burocrati.D'altra parte il problema è anche lo spontaneismo rebelde,bruttissima malattia all'interno del comunismo,incapace di comprendere che le lotte sono anche racchiuse in disegni geopolitici ben precisi.Quindi una nazione uscita dalla guerra sconfitta non poteva che essere terreno di spartizione tra i vincitori che impongono il loro sistema.Il Pci era costantemente sotto pressione di probabilissimi colpi di stato.Per questo la sua politica risulta ambigua per taluni.Lo pensavo pure io per anni,lo penso ancora in parte.Detto questo quando parliamo di vittime dei 70,sarebbe anche giusto oltre ai deliranti Mr T della situazione-ben in vista al corteo funebre in favore del guitto arcoriano-che i benpensanti destronzi facciano autocritica sui tanti giovani ammazzati dai loro agenti e dai loro camerati.La democrazia italiana è stata una lotta violenta contro le classi proletarie,come tutte le democrazie americanizzate ed euroatlantiste-sioniste.

Finito il momento del guitto arcoriano,ci aspetteranno tempi peggiori,magari gestiti dai pompieri di un centro democretino e mossadiano.

Come sempre dobbiamo esser attenti e vigili,non dar peso alle teste calde e ai meri burocrati.

Maurizio ha detto...

Si ti avevo detto che mi assumo la responsabilità dell'accaduto, a vederla adesso non si capisce, ma quando ho scritto mi sembrava evidente. Succede, sono i limiti di questo tipo di comunicazione. Certo è che essere entrato anche solo per sbaglio nel novero di quelli che insulti in modo spesso creativo e originale mi ha fatto sorridere.

Speriamo non ci vogliano altri vent'anni perchè si arrivi ad un Egitto definitivamente antimperialista.. ottimismo della volontà e pessimismo della ragione, sempre..

Dei fratelli musulmani non so se ci si può fidare, invischiati bene o male nel regime trentennale.. e comunque i valori di cui si fanno portavoce non mi piacciono affatto (non mi riferisco all'Islam ma alla loro visione modernista e a tratti fanatica) però non riesco a immaginare altri sbocchi se non quello della dittatura militare o della rivoluzione stile Iran..

La Turchia vuole mettere il cappello al nuovo Egitto, perchè l'Egitto fu il cuore (dal punto di vista economico, simbolico e territoriale) dei suoi possedimenti ed Erdogan, che vuole ricostituire la grandezza Ottomana, lo sa certamente meglio di me.

Lancio una provocazione (stavolta si :-) ma se bisogna contrapporre al divide et impera di "USraele" entità politiche quanto più possibile forti, non sarebbe il caso di appoggiare e promuovere il progetto turco, piuttosto che quello Baathista? Dopotutto perchè la nazionalità dovrebbe assicurare la coesione più della fede religiosa? I paesi arabi sono abitati da minoranze consistenti di altre nazionalità, potresti obiettare che vi sono anche minoranze religiose.. ma mi pare che l'esempio che ha dato l'Impero islamico, specie quando fu guidato dalla Turchia, in fatto di tolleranza religiosa sia prova sufficiente della praticabilità di questa strada. Lì i cristiani erano Gran Visir e Docenti, mentre qui era punita con la morte (di fatto) il non essere non solo cristiani ma cristiani cattolici.

Certo l'unificazione di tutti i musulmani dovrebbe necessariamente passare per l'unificazione degli arabi, ma se si prende per buona questa idea, allora questo processo potrebbe anche partire da altre aree..

La questione del laicismo va affrontata cercando anche di capire l'indole di un popolo e le sue prerogative. Se davvero si vuole rispettare le diversità senza imporre meravigliosi modelli made in occidente si dovrebbe innanzi tutto tener conto che l'idea risorgimentale dello stato-nazione, del laicismo e del "popolo" sono concetti abbarbicati alla cultura europea ma non così sviluppati (a torto o a ragione) dai paesi orientali, cioè esistono ma sono intesi diversamente. Il partito Baath non trovi anche tu che abbia delle influenze occidentali? già il fatto stesso di essere un partito.. certo, non intendo dire che se la nostra cultura ha prodotto qualcosa di buono questa non debba essere importata - per contagio - ad altre realtà che la accettino e la facciano propria, ma siamo sicuri che lo Stato-Nazione è poi una così bella idea?

Io faccio mie le parole di Giorgio Gaber, che tu certamente conosci, quando dice (quasi tutto ma in particolare) che "Gli americani sono portatori. sono portatori sani di democrazia, nel senso che a loro non fa male, però te l'attaccano".

Alessandro ha detto...

Solo per dire che sulle foibe, la propaganda mediatica è qualcosa di inaccettabile, da rispedire al mittente. I fascisti organizzano parate nostalgico-revisioniste, con l'uso spesso della violenza che tanto riporta ai primi anni 40, basandosi su dati montati ad arte (deliranti manifesti dove si parla di 10 mila, 15 mila, a volte 20 mila ma qualche altra 8 mila!) infoibati. Studiosi seri (Volk, Cernigoi), ai quali ben poco spazio viene concesso, si sbattono, inascoltati, per denunciare una propaganda basata su slogan a effetto, ristabilendo una verità fatta di qualche centinaio di giustiziati dalla vendetta partigiana. La conta dei morti è una cosa orrenda, ma pure in Serbia e nel Kosovo, quando prima delle bombe della nato nel 99, si parlava di decine di migliaia di morti ammazzati da Milosevic, ha di fatto svelato il ruolo della propaganda mediatica, con la quale stordire coscienze (ammesso che ce ne siano di vive, ancora!). I fatti vanno contestualizzati, si usciva da un perido atroce che per tanti "slavi", termine dispregiativo col quale venivano definite le genti di Slovenia Croazia e Serbia, ha voluto dire morte nei lager fascisti (qualcuno conosce Jasenovac, del cattolicissimo Stepinac beatificato da Giovanni Paolo II nel 92 o 93, non ricordo, in Croazia?). I fascisti in quelle zone avevano commesso atrocità di ogni genere, ammazzando e umiliando dignità (e spedendo gente nei lager italiani e tedeschi). Finita la pacchia, non ci si potevano aspettare carezze. Le questioni vanno approfondite,e tutte, come Fulvio pure insegna o consiglia. Altrimenti si resta vittime di una propoaganda becera, superficiale, volutamente strumentale e demagogica.

Fulvio ha detto...

Davide.
Penso che saranno i popoli arabi a decidere quale impostazione dare ai loro cambiamenti. Un dato certo è che i partiti nazionalisti e socialisti di Stato, Baath e nasseristi, sono stati la scelta finora più avanzata. Quanto allo Stato Nazione, per il Sud del mondo - e non solo, pensando a Lega, UE e Nato - sono sicuramente lo scoglio più grosso e l'aspirazione più profonda finchè c'è il colonialimperialismo e lo Stato Nazione più grosso che fagocita gli altri, aiutato da coloro che predicano la fine dello Stato Nazione (Negri e compagnia)

Anonimo ha detto...

non faccio x vantarmi ma anche 1 stupidott* come Me ha capito che[[[[[scusate il google della ta-stiera mi sta boicottandooooo]]]]
quando i $ionu$a fall'iti boll'iti
dicono qualcosa occorre rigirare la "frittata" per sapere come stanno in realtà le cose. facile facile come l'uovo di gordiano!
el pueblo unido "hamas" serà vencido...le tope unite si son rincoglionite! firmato 1 Donna femmina

Maurizio ha detto...

Si ma quelli che dici tu sostengono l'inconsistenza dello stato noazione in virtù dell'esistenza dello "Stato Imperialista delle Multinazionali".. una visione che mi pare ormai superata dai fatti (certo è che fiumi d'inchiostro e di gigabite saranno ancora prodotti per gettare ancor più fumo negli occhi degli antimperialisti veri e propri).

Quello è un'altro discorso, non parlo della inconsistenza dello Stato, ma della nazionalità come elemento di coesione unico. D'altra parte la stessa rivoluzione francese aveva tra i suoi valori il "diritto di adesione spontanea alla compagine nazionale".

Comunque si.. la mia era solo una riflessione, magari si invertisse la tendenza alla frammentazione.. ma se pure il Sudan stanno spezzettando (d'altra parte è un paese che occupa l'8% delle terre emerse).. La penisola arabica è la chiave, riunita quella, il resto verrà da se.

Anonimo ha detto...

Ciao Fulvio, ti segnalo che il tuo primo commento è poco comprensibile:
Inizi citando Zimbabwe intendendo Myanmar, e successivamente scrivi Iran intendendo Iraq!

Ciao

rossoallosso ha detto...

se questo è un ministro dell'interno o da internare assieme al conduttore ;

http://ienaridensnexus.blogspot.com/2011/02/le-bugie-di-maroni-che-tempo-che-fa.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+NexusCo+%28Nexus+Co.%29

P.S.
io la mail l'ho mandata

caneliberonline ha detto...

MEGLIO PASSARE PER UN "CANE SCIOLTO" CHE ALLA CATENA DI QUATTRO OPPORTUNISTI, poltronari,salottieri, papalini....!

VEDI ANCHE :http://caneliberonline.blogspot.com/2011/02/agli-unitaristi-della-sinistra-e-agli.html

caneliberonline.blogspot.com

davide ha detto...

guarda caso ritorna la rivoluzione tanto cara ai democretini :quella verde in Iran
La situazione geopolitica mondiale è così complessa e manipolabile che ha gioco facile L'Imperialismo a creare confusione nel campo avverso.
Certo,rimanendo attenti e studiando la politica si hanno strumenti per contraccare.
Il problema nasce quando le persone che si sentono più intelligenti di altri perchè leggono repubblica o guardano Strazio e Sioniano,sparano cavolate sulla politica estera
Materia in cui gli italiani latitano

caneliberonline ha detto...

AGLI UNITARISTI DELLA SINISTRA E AGLI UNITARISTI DEI COMUNISTI! Avviso ai sensibili di stomaco. Non guardare i Video!
PARTENDO DAL GOVERNO DALEMA CHE, COME NOTO A TUTTI, PARTECIPO' INSIEME AL CANE NAZIUSASIONISTA ALLO SMANTELLAMENTO DELLA EX JUGOSLAVIA.
I MOTIVI SONO STATI SPIEGATI AMPIAMENTE IN TUTTI MODI POSSIBILI E IL RISULTATO E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
QUELLO CHE MOLTI (GLI UNITARISTI A TUTTI I COSTI DELLA SINISTRA), NON TENGONO CONTO E' LA NECESSITA' DI MANDARE A CASA, PRIMA, PER PERSEGUIRE UNO SCOPO COSI' NOBILE, CERTI PERSONAGGI CHE, CON LA SINISTRA NON HANNO PIU' NIENTE A CHE FARE.
PARTIAMO DA QUESTO PERSONAGGIO "D'ALEMA":
non critichiamone, la politica in senso stretto di cosa e capace di fare oltre che sostenere e dare la possibilita' ad un Berlusconi di diventare il nuovo Duceto d'Italia e creare governi di unita' nazionale con chiunque pur di rimanere in piedi e fare il burattino a Banche e Confindustria.
NO!.... a partire da lui c'e' stato qualcosa di piu' grave, che dovrebbe far ragionare gli UNITARISTI:
LE bugie, segreti di stato sulla guerra , cosa ha provocato. (vederne i risultati sui video)

ORA PASSIAMO AI GOVERNI DI CENTRO SINISTRA CON PRODI E IL CENTRO SINISTRA,
COMPRESO DI SINISTRA "RADICALE", PRC, PCdI. (PCdI per ben 2 volte).
I colpi inflitti al mondo del lavoro, che, non sono di certo principi contenuti in una visione generale della SINISTRA.
Ma, andiamo oltre. Dirigiamoci verso gli UNITARISTI COMUNISTI A TUTTI I COSTI.
Questa così detta UNITA' COMUNISTA, che dovrebbe comprendere tutti e tutte le sigle con il
termine COMUNISTA., tra cui PRC, PCdI, COMUNISTI UNITI.
Pensate davvero che il COMUNISMO, con i suoi valori e principi, possa agregare parte di questi partiti che si sono macchiati di colpe di disastro umanitario? Votando il rifinanziamento alle guerre, pur di rimanere attaccati alle poltrone Governiste, di coalizioni al servizio da 60 anni
dei NAZIUSASIONISTI?
Ebbene, molti Compagni in buona fede SI! Ma, piu' che buona fede io direi.....dalla memoria corta, o dala generalizzazione degli avvenimenti o dalla ubriacatura contro un Berlusconi, che oramai a molti sembra sia lui il solo colpevole di tutto e non IL BURATTINO DI TURNO!
Quindi cacciare Berlusconi vale pure la pena di allearsi con chi ha infangato e partecipato allo sterminio di milioni di persone da qui a chissa' quando.
Questo e' il punto fondamentale, sapete riconoscere nei signori che hanno partecipato a quanto
suscritto le loro responsabilita'? E invece d'invocare "LE UNITA'"(con loro)..... armarsi di buona volonta', dare un calcio e buttare fuori dalla scena politica questi signori?

Cio che sta accadendo in giro per il mondo c'e ne da' l'opportunità, BASTA VOLERLO!

POTREBBE FINIRE IN QUESTO MODO LA RIFLESSIONE, NO!
ABBIATE IL CORAGGIO DI VEDERE DA COSA E' STATO PROVOCATO E DA CHE COSA NASCE IL MIO DISSENSO PROFONDO!

Oltre i civili uccisi (effetti collaterali) di ogni guerra, E CIO' CHE IL FUTURO NON
PUO' PREVEDERE QUANDO LE CONSEGUENZE AVRANNO TERMINE!
VEDI VIDEO......caneliberonline.blogspot.com

Fulvio ha detto...

Mi si corregge correttamente perchè nel mio commento in risposta ada Alberto o scambiato lo Zimbabwe con Myanmar e poi ho sparato la sequispedale cazzata di Khomeini che attacca... l'Iran. Cosa volete,. l'alzheimer galoppa.
Comunque grazie Anonimo.
Fulvio

rossoallosso ha detto...

fosse confermato ne vedremo delle belle!!

http://rossoallosso-lammazzacaff.blogspot.com/2011/02/gli-anonimus-hannostuxnet.html

remo ha detto...

Io il nano lo terrei in formalina, finché, come fa capire caneliberonline, non facciamo piazza pulita degli sciacalli, che , una volta banchettato con i flaccidi resti del poveruomo di Arcore, ci riproporranno governi di unità nazionale, comitati di salute pubblica, lacrime e sangue a noi per salvare i loro privilegi, per ricominciare tutto da capo.
Fulvio, voglio infierire: NAFTA o EFTA?

Anonimo ha detto...

remo: né NAFTA né EFTA...
una bella "vulcanata" in locorcore e... vita e libertà ! le nostre, non le loro !

Anonimo ha detto...

Ti seguo dai tempi di Liberazione. Ho condiviso parecchie volte i tuoi articoli.Da un po' di tempo stai andando fuori dai binari.Sacrosanta la denuncia dell'imperialismo, sacrosante le lotte di liberazione, sacrosanti i diritti dei popoli....ma sinceramente non è possibile difendere Gheddafi! Ancora oggi ritengo gli Stati Uniti il vero cancro dell'umanità, ma il resto non può diventare automaticamente oro colato!!!! NEVIO