lunedì 2 settembre 2019

VA VOTATO «NO» ALL’ACCORDO DI GOVERNO M5S-PD


Condivido quanto scritto da Mario Monforte (”Il Ponte”), permettendomi però una riserva relativa ad alcuni esponenti del M5S che conosco e ai quali per ora non nego la mia fiducia.

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Da: Mario Monforte
Inviato: lunedì 2 settembre 2019 13:02
Oggetto: VA VOTATO «NO» ALL’ACCORDO DI GOVERNO M5S-PD

Va votato «no» allaccordo di governo M5S-Pd.  I 5S che conosco, con cui ho collaborato e intendo continuare a farlo, adesso, oltre a essere - giustamente - contrari all’accordo di governo M5S-Pd, sono impegnati - ancora giustamente - a sostenere il voto-«no» sulla «Piattaforma Rousseau». Certo, si rendono ben conto che la “cosa” è problematica. Infatti, aggiungo io, se c’è un notaio “registratore” degli esiti, però chi controlla l’immissione dei dati? Inoltre, il “grosso” dei parlamentari 5S è pro-accordo (anche, e questo non è qualunquismo, per mantenere il “posto”, inteso come prebenda), e i parlamentari hanno pur i loro seguiti nelle aree di origine, che saranno orientati al «sí», il che vale a maggior ragione per i 5S al governo. In piú, l’“autorità” di Grillo (ispiratore e fondatore del movimento) ha un peso ragguardevole sui 5S, e Grillo ha preso posizione con forte decisione perché il governo M5S-Pd si faccia, e dire «no» significherebbe anche andare contro Grillo. Infine, sentendo “in giro” (in via diretta e indiretta) dei “grillini” pare non siano pochi quelli che, o entusiasti, o convinti, od obtorto collo, siano disposti ad accettare l’accordo in quanto “fattivo”, oppure “può anche essere valido”, o comunque “è necessario”, quindi sono orientati a votare «sí».
È chiaro che sfuggono (vengono occultati) il senso e l’enormità dell’abominio di un accordo del M5S con il Pd cosí sostenuto dall’Ue e dalle centrali del grande capitale transnazionale, un accordo che rimette al governo la peggiore formazione prona alla «globalizzazione» e ai suoi «organi» come l’Ue, con il Pd che ha rovinato il nostro paese e la grande maggioranza della sua popolazione, con il Pd negato e battuto dalla grossa maggioranza degli italiani con il voto del 4 marzo 2018. Un accordo di governo che segnerà la fine del senso e valenza del M5S. Tanto da far ipotizzare - fondatamente - che il lungo seguito di voltafaccia su impegni presi e di tradimenti su promesse dei 5S al governo, culminati con il voto (decisivo) alla Von der Leyen - peggiore esponente dell’Ue e del globalismo -, con la pantomima della mozione “no-Tav” dei 5S in parlamento - dopo che il loro governo aveva detto “sí-Tav” -, con l’esaltazione della figura di Conte (“nostra stella polare”) - che è inutile descrivere con aggettivi (insufficienti a mostrare il giusto disprezzo) -, siano soltanto i passi di un percorso previsto e di una funzione stabilita da tempo dagli esponenti e dirigenti (nei fatti) del M5S, Grillo compreso (anzi, al primo posto).
Di che si tratta? Di questo: suscitare e promuovere il dissenso, l’opposizione, la reattività di massa alle ricadute di Ue-globalismo, però sviandole su questioni senz’altro importanti ma derivate e secondarie (la corruzione, la giustizia, i conflitti d’interesse, la mafia, i provvedimenti ingiusti o sbagliati, e cosí via), con il contorno di “ciliegine” succose ma prive di alcuna conseguenza (no allo ius soli ma non proprio chiusura al flusso migratorio; critica all’Ue ma poi si sta nell’Ue e la Nato non si tocca; no all’euro ma poi Di Maio “si fa tatuare sto nell’euro”; si fa reddito e pensione di cittadinanza ma con vincoli limitanti e restrittivi e senza piano di investimenti adeguato perché non si sforano i parametri Ue - e l’elenco può ben continuare). Il fine? Incanalare le reattività, raccoglierle e bloccarle, senza chiarirle “dalle radici”, riportandole in funzione del “sistema” dato e vigente, quello dell’Italia svanente come entità storica, sociale, culturale, nel contesto dell’Ue e del globalismo; donde l’accordo con la formazione politica, battuta sí, ma piú abiettamente sottomessa agli imperativi del globalismo e ai diktat dell’Ue, il Pd (con un codazzo di gente ancora piú bieca) E le ultime farneticazioni esaltate di quel guitto gesticolante come un ciarlatano da fiera che è Grillo, che con la sua vocetta chioccia chiama i «giovani del Pd» a «sognare il futuro», dato dai «flussi» di…tutto, in primis di tecnologia (il decerebrato “pallino” di sempre di Grillo, che occulta il fatto che la tecnologia non è “neutra” ma dipende dal “sistema” vigente, e mistifica tale fatto), ebbene, paiono proprio avvalorare l’ipotesi: un’operazione preparata emontatada tempo.
I seri e validi militanti 5S (che non mancano), i volenterosi simpatizzanti, i tanti votanti che richiedevano ben “altro”, dovrebbero assumerlo, staccarsi dalle illusioni: siete stati ingannati, bassamente truffati, turlupinati e svenduti. Potete ancora rovesciare le sorti, però: cominciando con il «no» all’infamia dell’accordo di governo M5S-Pd -

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