sabato 29 maggio 2010

DA GAZA A VIALE DEL POLICLINICO


No le tenemos miedo de la muerte. Hemos aprendido de vivir con la vida y con la muerte. Si acà tenemos que caer com un martir por defender la democracia, el libre pensamiento y la libertad de expresiòn, tendremos que hacerlo para defender a este pueblo y que este pueblo tenga voz y pueda tener voto.
Hay muchos mercenarios de comunicacion. Venden las noticias, son serviles a sus amos y su patron. Ellos son mercenarios por que permanentemente le mienten y mienten al pueblo diciéndolo solo lo que les conviene a su patron. Pero no dicen la verdad. Por que tienen miedo y son cobardes y son dispuestos de renunciar un trabajo recibiendo dinero esangrentado de sus jefes. Hay que ser independiente y defender el pueblo y no dedicarse a agachar (abbassare) la cabeza y someterse al Patron... Podran asesinarnos pero no tendran nuestra obediéncia, no tendran nuestras convicciones.
(Luis Galdames, direttore del programma "Dietro la verità" di Radio Globo. Honduras)



Sta navigando verso l'epitome di tutti gli orrori, di tutti i dolori e di tutti gli onori del conflitto tra una elite di cavernicoli e il resto dell'umanità. Sta navigando verso Gaza la flottiglia di otto navi da cinque paesi europei, con 800 persone a bordo, tra cui - togliamoci il cappello - Angela Lano, direttrice del sito Infopal, Fernando Rossi, unico in parlamento con Turigliatto a trafiggere con il voto contro la guerra le vergogne dei sinistri. Sta navigando con aiuti a chi è vittima di un mostro che in sè riunisce tutto il male mai fatto o concepito: dallo stupro all'infanticidio, dal razzismo alla tortura, dal fanatismo teocratico alla pulizia etnica, dalla menzogna ontologica al genocidio striscante. Non naviga solo verso Gaza la flottiglia del Free Gaza Movement. Naviga verso il mondo. Scaturisce da un Nord che, metaforicamente e neanche tanto, è tutto come è oggi il Golfo del Messico: un'immensa palude fangosa che, come la crisi prima causata e subita e immediatamente trasformata in arma letale contro gli ultimi sopravvissuti al trentennale sterminio capitalista, si alimenta di rigurgiti occulti, capitati o costruiti, per proclamare emergenze da governo mondiale totalitario. Bertolaso ne è la caricatura locale.

Il mostro, non sapendo come sostenere uno tsunami del bene che si sta abbattendo sulle coste delle sue vittime e, con ancora maggiore forza, su quelle della coscienza umana universale, va minacciando sfracelli, blocchi, affondamenti, arresti, incarcerazioni, in continuità con quella pratica di fuorilegge che lo Stato ebraico va perseguendo dalla sua nascita dal ventre tossico della terza dottrina di sopraffazione e morte del '900: dopo fascismo e nazismo, sionismo.

Qui sotto metto una lista di indirizzi israeliani da mitragliare di messaggi di sostegno e solidarietà a quegli 800 da Irlanda, Grecia, Turchia, Spagna, Algeria, Cipro, che, con la loro navigazione, comunque vada tra le fauci del mostro, hanno riscattato complicità, ignavie, codardie, omertà, cerchiobottismi, panciafichismi, che tutti hanno contribuito ad affilare le zanne del mostro.
In prima linea quelli che hanno taciuto e tacciono sulle quotidiane nefandezze inflitte a un popolo reso in gran parte inerme dagli squallidi epigoni della sua dirigenza e traditori della sua epica resistenza. Non datemi dell'immodesto se mi ritengo idealmente un mozzo a bordo di quelle navi.
Ha mille braccia come Shiva la lotta contro le fetecchie che guardano da altre parti, magari all'Isola dei Famosi - vero Sansonetti?- o raddrizzano i quadri quando il terremoto sta per far crollare la casa. O quando Gaza, la Palestina, l'Iraq, vengono nascosti dietro le lapidi dell'altro olocausto. O quando un ciclone di mefitici venti della diffamazione cerca di far sprofondare Cuba negli abissi dell'oblio e dell'abbandono. Ha mille e mille braccia e se i naviganti coraggiosi dei mari di Afrodite e Odisseo ne sono l'arto con la cornucopia di ogni bene, io, incatenato qui sotto le finestre di "Liberazione", organo comunista che, per essere dalla parte di Cuba, Palestina, Iraq e Serbia, le catene del silenzio vorrebbe impormi, con tutti voi che mi avete dato il conforto della vostra condivisone, ne sono un'unghia.

Il tempo stringe e vi evita le mie inondazioni verbali. Perciò vi accludo, in fondo, un paio di significativi contributi di saggi osservatori. E, prima, qualcosa che ho scritto, adolescenziamente perdonate, quando i capi della Palestina permettevano a quel popolo di stare in piedi. Olimpiadi '72 e con i fedayin sulle rive del Giordano.



Monaco '72
Olimpiadi, fratellanza, in Germania, coesistenza / pace, marchi e gioventù.
Noi non siamo più nazisti / guerra sol di concorrenza / per il resto coesistenza / è lo sport degli affaristi / ci s'intende lì per lì. / Democratiche bandiere / per fascisti e colonelli / oggi anch'essi sono belli / squadre bianche, gialle e nere / Indonesia e Paraguay.
Uno sbirro a ogni porta / raggi X e infrarossi / elettronici occhi mossi / da spioni d'ogni sorta / che non scordano mai più. / Uno stadio futurista / mille braccia e schiene rotte / da fatica e poliziotti / immigrato fuor di lista / t'ho pagato, testa in giù.
Noi veniamo dalla guerra / stadi e campi ci hanno tolto / ci hanno cancellato il volto / dalla storia e dalla Terra: / Palestina, fedayin.
C'è rimasta un po' di vita / dietro a quel reticolato / la fiducia, il cuore, il fiato / per gridar "non è finita" / Palestina, fedayin. / Pace, marchi e coesistenza / voi ci avete massacrato / ma gli oppressi han capito / che vittoria è Resistenza / Palestina si sarà.

Valle del Giordano, aprile 1970
Abbiamo messi i piedi borghesi / molli di marcia / in un'acqua veloce / e abbiamo guardato i monti / viola e vicini / pieni di bocche feroci. / Stanotte vogliamo andare / a chiuderne una / o due. / Con me, coi piedi nell'acqua / c'è George / dagli occhi affilati / che fa il capo ridendo / un contadino palestinese / che ha fatto anni di galera / e mostra i segni dell'odio / come un bimbetto mostra le biglie. / Gli furono spente / cicche sul corpo / gli apersero il cranio / a colpi di ferro / gli spinsero in gola i denti. / E con noi c'è Abu Suleiman / che ha il sangue palestinese / e l'anima marxista e leninista / e tutta la famiglia nel Fronte / (un fratello è caduto) / e mi mostra le gente nei campi: / "Buoni proletari, buoni proletari" / e dice che Mao è il meglio. / E c'è Abu Khaled il vecchio / sceicco di cuoio / guida guerrigliera / che ha lasciato la terra sicura / e i giorni sereni / e offre il suo sangue ogni notte / sulle piste minate / e nei boschi di fuoco. / Nelle ore del sole / Abu Khaled si piega alla Mecca / e gli altri fan conto di niente / e dicono "Khaled / brav'uomo".
E ora si va oltre il fiume / dove c'è un ufficio di cambio / dove paghi ogni cosa /

che hai racattata / e ti danno valuta senza corso legale / ma che il mio amore potrà spendere ovunque. / Io vado, amore / a guadagnarci la vita / e mi sembra di andare / a giocare a pallone / con George, Suleiman e Abu Khaled / e la gente nei campi / scintilla di forti colori / e saluta ridendo: / buoni proletari, buoni proletari. / Non è difficile amore / guadagnarci la vita / tra quei monti di cenere e viola / la terra è promessa / andiamo sicuri. / Vi voglio portare dal fiume / una cosa che vi faccia felici.
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Ma che crisi!
Cari compagni,

mi preme sottolineare un aspetto riguardante l'economia che è indispensabile
chiarire
in questo momento di gravissimo attacco alle condizioni di vita dei popoli
europei

Anche la CGIL ha accettato l'assunto che c'è una tormenta speculativa sui
mercati europei
e che sotto attacco sono proprio gli Stati, a causa dell'elevata esposizione
del loro debito pubblico
e che quindi i sacrifici sono necessari per fermare il pericolo di
bancarotta degli stessi Stati.
Poi magari fanno finta di azzuffarsi su chi deve pagare un po' di più o un
po' di meno.

Ma è proprio la premessa che è sbagliata!

Limitiamoci al caso Italia, il paese che ha il più svantaggioso rapporto tra
debito pubblico e PIL.

Nessuno può credere che il debito italiano debba essere pagato, nè ora né
mai.
Nessun paese al mondo è privo di debito pubblico.
Il problema è che esso stia in equilibrio, ossia che ogni volta si possa
rifinanziare il debito
in scadenza e pagare gli interessi correnti che su tale debito insorgono.
Naturalmente sarebbe stato auspicabile che tale debito fosse stato investito
in modo produttivo.
Ma non è questo oggi il problema.

L'Italia ogni trimestre emette titoli del debito pubblico che servono a
coprire i debiti in scadenza e
pagare gli interessi.
Negli anni scorsi il sistema è stato portato in equilibrio, nel senso che
riusciamo a pagare gli interessi
senza far aumentare la massa del debito.
Con questo governo abbiamo un po' sforato, ma non in modo disastroso.

GLI INTERESSI CHE LO STATO ITALIANO PAGA SU QUESTA 'ENORME' MASSA DI DEBITO
SONO QUASI NULLI
I TASSI IN TERMINI REALI SONO ADDIRITTURA NEGATIVI!

Questo perché l'Italia ha un risparmio privato che è molto superiore al
debito pubblico e quindi,
se i risparmiatori hanno fiducia nello Stato, hanno ben di che coprire
questo debito.
In realtà questi tassi così bassi dipendono dal fatto che la gente non sa
proprio come investire
i soldi a causa delle sberle prese negli anni precedenti con borsa, bond,
edge fund, fondi ...
e quindi si accontentano di investirli in qualcosa di sicuro che almeno
metta al riparo parzialmente
dall'inflazione, come i Buoni del Tesoro Italiano.
Il fatto che il rendmento di quelli tedeschi sia ancora più basso, vuol dire
solo che in Germania
il problema è ancora meno rilevante - e quindi completamente inventato -
rispetto all'Italia.

Gli speculatori internazionali potrebbero far saltare il banco di un Paese,
solo se non esistesse altra
possibilità di racimolare capitali per coprire le scadenze del debito, ma
non è affatto così.

Lo stesso Prodi ha dichiarato che il problema greco (un Paese che
rappresenta il 2,3% del PIL europeo)
si poteva risolvere in una battuta, impegnando i Paesi europei a coprire il
suo 'enorme' (per quel Paese
ma non per l'insieme dell'Europa) debito. La speculazione sarebbe cessata
immediatamente.
Il prezzo di qualcosa può salire solo se c'è qualcuno che gioca al rialzo,
ma se qualcun altro dice 'a quel prezzo lo compro io', la speculazione si
ferma immediatamente

Quindi smascheriamo questa solenne bugia della crisi!
La crisi finanziaria semplicemente non c'è
E' solo la scusa per stornare ancora maggiori profitti REALI spremuti
dall'economia reale ai lavoratori europei
verso la fornace insaziabile degli speculatori internazionali, di cui i
nostri governanti sono servi ubbidienti.

Un caro saluto a pugno chiuso

Alberto (Università di Palermo)
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Video sull'8 per mille alla Chiesa cattolica
http://www.youtube.com/watch?v=o44loprfxKA&feature=player_embedded

4 commenti:

morgana schopenhauer ha detto...

Diventata Atea, l'anno scorso mi adattai, con scarsissima convinzione, a dare il mio 8x1000
allo stato dindecenza. Quest'anno, frequentando un forum di consuma-tori, sono rimasta convinta dalla nota di un altro avventore a dare il MOPM ai valdesi per TOGLIERLO alla CC pretofila, che daddio lopia anche dallo stato dindigenza.
Certo, sono sempre RE.ligiosi fra ricordando quando dovevo scegliere, votando, fra sterco ed escremento, ho scelto solo in questo caso la puzza minore.

rossoallosso ha detto...

http://www.witnessgaza.com/it/

davide ha detto...

come saprai l'avventura pacifista della meglio umanità, è stata spezzata dalla ferocia della bestia sionista.
Si parla di 16 morti e un alto numero di feriti
IO ODIO ISRAELE!!!!!!!

Anonimo ha detto...

si parla di 20 morti tra i membri della flottilla.

qua altre mail:
cons5@roma.mfa.gov.il,cultura@roma.mfa.gov.il, press-coor@roma.mfa.gov.il, econo-sec@roma.mfa.gov.il, minister-sec@roma.mfa.gov.il, amb-sec@roma.mfa.gov.il, info-coor@roma.mfa.gov.il