sabato 23 maggio 2015

I CALIFFI SONO TRA NOI. E non sono musulmani. (Vedi Appello No Nato)



Palmira e le altre
Mentre i sicari del coacervo satanico Usa-Golfo-Turchia-Israele, vengono lanciati contro il sito millenario romano di Palmira, per sradicare, come in Iraq, oltre alle vite, la memoria storica, la coscienza collettiva e, dunque, l’identità e la consapevolezza di sé, dei popoli arabi organizzati in Stati, i cialtroni consanguinei ed emuli dei massacratori fascisti Baldo, Graziani, Mussolini, si muovono ancora una volta , grottesche caricature di pretoriani imperiali, alla riconquista, pro domo eium, della Libia.

L’operazione jihadisti trogloditi e mozzateste viene avviata dalla Cia negli anni ’70, inviando alle madrasse islamiche di Afghanistan e Pakistan testi finto-islamisti che sollecitano alla guerra santa, alle stragi di infedeli e gli forniscono indicazioni su come allestire massacri di infedeli. Roba che nessun musulmano, tantomeno Saladino, si era mai sognato. Si trattava di rovesciare il legittimo governo comunista di Najibullah (poi impiccato a un lampione) che contro questa canea di barbari aveva legittimamente chiesto l’aiuto dell’URSS. Dal successo dell’operazione si è tratto l’incentivo di estenderla a tutti gli Stati nazionali arabi con il risultato, sotto gli occhi di tutti gli dei antichi che l’avevano ispirata, della distruzione totale dell’Iraq, della Libia, della Siria, della Somalia e  dello Yemen e con l’apertura del nuovo fronte euro-asiatico in Ucraina e in altri paesi, islamici o meno, della Federazione russa.

Finanziato da Washington e dai satrapi alleati, addestrato dagli istruttori Usa e dai  loro lanzichenecchi turchi e giordani, il coacervo mercenario Al Qaida-Al Nusra-Isis, è impegnato ora a obliterare questi paesi nel più profondo della loro essenza, polverizzandone l’anima e il corpo da Niniveh a Hatra, da Mosul a Palmira. Per i  quali siti della migliore storia umana qualche ingenuo si era immaginato un impegno universale a proteggere e perpetuare la civiltà, al limite con i caschi blù dell’ONU. Figuriamoci, dopo aver tanto brigato per cancellare varie civilizzazioni dalla faccia del pianeta, a forza di missili, TTIP, cibo tossico, malattie indotte e cellulari, sarebbe stato darsi la zappa sui piedi

Si congiungono nell’intento le barbarie dei due Stati supercriminali, Usa e Israele, frustrati da un passato di civiltà di cui sono privi, e il feroce oscurantismo di dittature dinastiche in ansia per la collera dei propri popoli. Si noti il parallelismo tra l’apocalisse scatenata contro i paesi del Sud del mondo e, la strategia imperialista, iniziata con il Piano Marshall e la Nato e culminata con l’Unione Europea, che ora si completa con TTIP e TISA (Trattati di libero scambio Usa-UE), con i quali si sostituisce allo Stato di diritto lo Stato, o Non-Stato, del mercato. Cioè delle multinazionali della sopraffazione armata ed economica che farà di un insieme di non-più Stati, sotto il dominio tirannico delle èlites transnazionali nominate dalla Cupola e intrecciate alla criminalità organizzata, l’appendice coloniale dell’impero a guida Usraele. Un duo che, grazie alla truffa della “crisi”, esibisce oggi la più grande diseguaglianza sociale dai tempi degli schiavi nei campi di cotone e nelle filande di Manchester. Seguita a ruota dall’Italia del capobastone Renzi.

Mondialisti e Stati Nazione
Manca il caporale di giornata Napolitano.

Dai Rothschild, Rockefeller e aggregati necrogeni affini l’obiettivo era stato dichiarato chiaramente: rimpiazzare gli Stati nazionali, con le loro costituzioni, con i loro contratti sociali, per quanto più o meno equi, più o meno sbilanciati a favore di una classe o dell’altra, con la loro legislazione su diritti, tutele, vincoli, con il potere assoluto di un governo mondiale gestito dal complesso militar-industrial-bancario angloassone-israeliano. Spaventoso e irreversibile è il crimine storico della “sinistra”, sedicente comunista, socialista o anarchica, nell’aver fornito carburante ideologico al cosiddetto “superamento degli Stati Nazione”, estrema barriera all’obiliterazione della sovranità popolare, cioè della politica, per mano dell’economia.


Capri espiatori
Ripetendo lo sconcio di capi di governo e di Stato che, da Valpreda in poi, hanno sciolto peana alle “forze dell’ordine” per l’una o l’altra impresa, poi risoltasi in montatura, provocazione e  bufala, Renzi e Alfano, avvoltolati nella bava dei lecchini mediatici, hanno profuso allori e incenso sui poliziotti che hanno catturato il “terrorista” del museo Bardo a Tunisi, Abdel Majid Touil. In combutta con le teste di legno al governo a Tunisi, ansiose di dotarsi di credibilità antiterroristica, gli sprovveduti dilettanti nostrani allo sbaraglio , ma anche sicari del terrorismo USraeliano, propagandato e a volte allestito, indotto in modo da essere, se non reale, percepito, sono stati coperti di infamia e ridicolo dalla grandinata di prove e testimonianze che, dimostrandolo a scuola e in casa, piuttosto che con il Kalachnikov al Bardo, esonerano totalmente il povero giovanotto marocchino. Distruggendo la vita sua e dei suoi famigliari, si è voluto dare concretezza alle fesserie, organiche alla destabilizzazione imperialista dell’Europa e allo Stato di Polizia in corso di costruzione in Italia, spurgate dagli assoldati Isis e rilanciate dall’eroe padano di tutte le tv, relative a terroristi su barconi all’assalto di Roma. Che funzioni o no, per Renzi e il reperto crociato Alfano  vale il Fede delle uniche volte che diceva cose vere: “Che figura di merda!”

Di pacchetto terrorismo in pacchetto terrorismo, dovremmo finire incapaci di rispondere al processo in atto segnato dall’accelerazione forsennata delle sue tappe: Sblocca Italia, Jobs Act, corruzione di Costituzione, delle istituzioni e di tutto il resto, scuola di idiozia e precariato, obbedienza affidata a presidi tirannelli, fiduciari del vampirismo imprenditoriale e bancario,  legge antigiudici e controllo della magistratura (vedi sentenze Bussi, Eternit, Calciopoli, processo trattativa-mafia-Stato, repressione di investigatori irriverenti. Tutto nel segno di una potenziata alleanza con quella malavita, in cravatta o coppola, cui gli Usa affidarono, fin dal 1943, la co-governance  del paese garantita dal braccio armato dei picciotti, sbirri, Gladio e Nato.

Ora aspettatevi pure che, per pararsi il culo sfondato da protervia e inettitudine, questi s’inventino il ritrovamento del passaporto che la madre di Abdel Majid comunica il figlio abbia smarrito. Dove? Magari in un deposito di dinamite con corano, dalle parti di Tunisi.


Legge per l’ambiente?

Al popolo annientato, perforato, depredato, ucciso da trivelle, cemento, Expo, discariche, inceneritori, basi militari stragiste nei confronti di territorio e abitanti, grandi devastazioni e rapine dette Grandi Opere, si è presentato il boccone avvelenato della legge sugli ecoreati. Al giubilo di tutta la masnada green vestita da società civile, agli orgasmi di Ermete Realacci, sodale di tutte le mistificazioni pseudo-ambientaliste del regime dei gassatori e asfaltatori, si sono sorprendentemente uniti i parlamentari Cinque Stelle con il loro voto a favore di una legge che, a molti, pare una rete con maglie tali da far passare gli squali. Per uno come me, che segue con simpatia e, quasi sempre, totale adesione le battaglie dei parlamentari pentastellati, è causa di perplessità. Non ho il minimo dubbio sulla buonafede, ma le critiche al provvedimento, avanzate da ambientalisti al di sopra di ogni sospetto, come Amendola o Guariniello (nei quali, avendoli frequentati da giornalista, ho una fiducia assoluta), sono poi state integrate da quelle di Bonelli, verde tarantino in lotta con l’Ilva che, pure, di ecoreati ha dimostrato di intendersi e da quelle tecniche dall’Associazione Nazionale Magistrati. Per costoro, con la nuova legge, i Riva, Montedison, Eternit, se la sarebbero cavata altrettanto bene. Si spera che gli amici Cinque Stelle, forza parlamentare che fin qui ha eccelso più di tutte nella difesa dagli abusi di inquinatori e devastatori, ci riflettano quando la cosa verrà ridiscussa al Senato.

Le voragini del dispositivo sono tali da farci abitare comodamente e intonsi spurghi di morte come l’Ilva dei Riva o del regime, i Poligoni di tiro, o il rettilario velenoso Montedison di Bussi. La solita manina, quella che aveva infilato nella legge l’evasione impunita e perciò  incentivata fino al 3% del reddito (per alcuni dei nostri padroni si tratta di centinaia di milioni e, a volte, di miliardi. Ma i soldi per il reddito di cittadinanza non si trovano), aveva infilato la quadra per nullificare del tutto il vantato proposito. Un piccolo avverbio:”abusivamente”. Il che, nella logica e nella giurisprudenza della Cassazione, significa una sola cosa: senza autorizzazione. Cioè se hai inquinato, distrutto, diffuso malattie mortali, desertificato, ma con tanto di autorizzazione (quella ambientale, generosamente concessa da tutti i governi e da quasi tutti i ministri dell’Ambiente), non ti si può dire neanche pussa via! Stai a posto con la tua coscienza, per quanto marcia, e pure con la legge e l’onorabilità, e puoi continuare a delinquere, in combutta con il regime. Tutti quelli che in questi anni hanno compromesso la salute del paese e dei suoi abitanti, umani e non, hanno agito nel quadro della legalità . A delinquere erano autorizzati.

E uno. Due: pene fino a vent’anni (uaaahahaha) a chi commette ecoreati con dolo. Cinque anni al massimo, ma come si sa, in genere molto di meno, se l’ecoreato deriva da comportamento solo colposo. Avete mai visto un imprenditore  o politico, o comandante di poligono, che abbia inteso apertamente (magari in camera caritatis sì, ma quella sfugge all’inquirente) provocare linfomi e nascite deformi, o sotterrare sotto il cemento qualche bene comune? Si può giurare che tutti gli ecoreati presi in considerazione saranno giudicati, (dalla magistratura renzizzata, poi!) solo “colposi”.

E due. Tre: per poter essere processato e poi condannato a pene, bonifiche  e risarcimenti, l’autore deve aver provocato un danno al territorio “significativo e misurabile”. Ci rendiamo conto di come i legulei e azzeccagarbugli miliardari di clienti miliardari sapranno interpretare e far giudicare termini talmente laschi, vaghi, aperti a decisioni di infinita arbitrarietà e, renzianamente,  benevolenza? Grillo che, come nessun altro in questi anni, ha contrastato le armate dei fagocitatori del mondo, dica una parola saggia ai suoi bravissimi ragazzi.


Sempre sul tema. La Guardia Forestale dello Stato, da non confondersi con i forestali assunti da alcune ragioni, spesso in virtù del voto di scambio, ora potenziato dal solito illusionista a Palazzo Chigi, è stata in tutti questi anni il più valido, competente, motivato difensore del nostro ambiente. Ha scoperto, come nel caso della Montedison in Abruzzo, la maggior parte dei reati ambientali, ha preservato decine di riserve naturali dall’aggressione dei soliti noti all’Incalza e alla Lupi, con corredo di ministri dell’Ambiente. 

Forza volutamente esigua, sotto organico e sottodotata, davanti al più grave disastro idrogeologico e la più famelica banda di devastatori del continente,  con i suoi appena 8000 agenti, ha dovuto tener testa a tutto il dissesto ambientale provocato, o protetto, dallo Stato che oggi la vuole cancellare. Si inserisce in un programma da Stato di Polizia, a difesa delle élites, la decisione dell’omuncolo solo al comando di spazzare via questa estrema salvaguardia di quanto resta del belpaese in preda alla peste, incorporandola nella Polizia di Stato. Dove si picchiano gli insubordinati, magari aquilani, e non si sa un cazzo, non si vuole, non si deve, sapere un cazzo, di ambiente. Quella polizia che, a dispetto delle torture di Genova e seguenti condannate dall’UE, la foglia di fico avvizzita sulla corruzione universale sotto Renzi, Raffaele Cantone  insiste ai quattro venti essere il presidio della democrazia e del diritto. Vi immaginate i Reparti Mobili scoprire e sequestrare l’allevamento di beagle da macello vivisezionista, o l’orsa Daniza, da far scampare ai maniaci del killeraggio purchessia?

Personalmente ho avuto un’esperienza che dimostra l’assunto a Spezia. Vent’anni fa, un combattivo comitato di cittadini a Pitelli (Spezia), tuttora vivo e irriducibile nonostante la perdita prematura di un suo grande protagonista, l’amico Mirko Raiti, mi aveva aiutato a scoprire una delle peggiori nefandezze che la criminalità ufficiale (amministratori, politici, imprenditori, massoni, mafiosi, militari) aveva commesso in Italia. La Terra dei Fuochi di Spezia e del suo Golfo dei Poeti, ridotto da una inimmaginabile proliferazione di discariche di rifuti tossici (perlopiù autorizzate, non “abusive”!) a Golfo dei Veleni. All’inerzia della magistratura, delle autorità locali, della stampa, noi del TG3 vedemmo rimediare un coraggioso PM, Tarditi di Asti che, di fronte alla latitanza delle celebrate forze dell’ordine, decise di avvalersi del Corpo Forestale dello Stato nella persona di Gianni Podestà, capo del nucleo di Brescia. I miei colleghi Ilaria Alpi e Miro Hrovatin e il capitano di Vascello De Grazia, per averci messo il naso, morirono ammazzati. Il nucleo di Brescia venne esonerato.

Un povero somalo che non c’entrava nulla, Hashi Hassan, pescato a capocchia per coprire i veri responsabili del duplice assassinio a Mogadiscio, istituzionali e non, sta da 15 anni in galera per essere strato marchiato di colpevole dai simil-Alfano e simil-Renzi di allora. Ad Abdel Majid Touil vorrebbero far fare la stessa fine. Ma le indagini, i disseppellimenti del CFS, a Spezia scoperchiarono la cloaca e il verminaio che se ne nutriva. A decine furono arrestati e processati. Per anni e anni. Fino alla prescrizione e all’assoluzione. Le discariche sono sempre lì, il traffico fiorisce, la Somalia muore, i cittadini di Spezia, oltre alla centrale a carbone Enel e all’industria di morte Oto Melara, continuano a sorbirsene i miasmi, a berne l’acqua fetida, a morirne. Con la nuova legge “anti-ecoreati” sarebbe finita uguale. E, con Renzi, il CFS smetterà di rompere i coglioni.


Mogherini-Rommel
Gonfiata come la famosa rana dall’emulazione di Balbo e Graziani, assassini di 600mila libici, agli ordini del super-Hitler d’Oltreatlantico e del suo proconsole Renzi, il ministro europeo per i crimini esteri e della russofobia, nello specifico  personale più obnubilata che consapevole, dopo essersi infoiata per l’acquisto di 90 bidoni volanti Lockheed (il cui prezzo di morte basterebbe a restituire ai pensionati la vita rubata dalla Xantippe degli antropofagi domestici) si arrapa di bellicismo e muove alla riconquista della Quarta Sponda. Imbecilli grotteschi e miopi, ma in perfetta e lungimirante malafede, hanno strappato all’Europa del patron di tutti gli evasori, Juncker, l’adesione alla riconquista. Con l’UE al guinzaglio dei pitbull da combattimento americani, che le avevano tagliato i vitali e convenienti rifornimenti dalla Russia, spettava di diritto subimperialista la rinnovata rapina della Libia.

Hashim il macedone
In questa luce va anche visto la rivoluzione colorata terroristica scatenata dai soliti esportatori di democrazia in Macedonia. Abbiamo visto, nei giorni scorsi, l’attacco del mercenariato Nato kosovaro UCK (i pulitori etnici, trafficanti di droga e organi prelevati da prigionieri serbi, di Hashim Thaci, con base logistica e comando supremo nella base Usa di Bond Steel) a Kumanovo. Vedremo se si tratterà solo dell’inizio e se continuerà fino a quando la Macedonia o salterà, oppure non rifiuterà, come la Bulgaria con il South Stream del gas russo, di ospitare il nuovo gasdotto “Turkish Stream”. Quello che renderebbe  inutile il gasdotto TAP che, dall’Azerebaijan, prono agli Usa, arriverà a devastare il Salento e a squarciare un bel pezzo d’Italia e che porterebbe gli approvvigionamenti russi in Europa, passando per Turchia, Grecia, Macedonia e, su su, in Austria e tutta Europa. Guai a dimenticarsi che sono gli Usa a dover controllare il rubinetto dell’energia per l’Europa, strumento indispensabile per tenerla in ginocchio e trainata dai carri armati Nato ovunque si tratti di rubare e uccidere per l’élite. .

La balla è che si vogliono colpire gli scafisti (rinominati “trafficanti di carne umana”). Cioè l’ultimo anello di una catena che, risalendo per li rami dei Fratelli musulmani (FM), matrice di tutti i terrorismi jihadisti tra Cecenia, Medioriente e Africa, ora regime illegittimo a Tripoli da dove si organizzano e partono tutti i barconi. La verità è che, disintegrato lo Stato più prospero ed emancipato d’Africa, nel caos creativo si conta di accaparrarsi un po’ più di quel petrolio che, gestito dalla Fratellanza e dai suoi nipotini jihadisti, attualmente gonfia i bilanci di troppe società occidentali poco riguardose verso l’Italia. Mentre l’ONU, unica a poter autorizzare delitti guerreschi occidentali, si volta dall’altra parte, embarga i patrioti Huthi in Yemen e scodinzola al clan saudita che porta avanti il genocidio dei fratelli arabi e decapita a decine i propri cittadini (85 dal 1. gennaio, tanti quanti in tutto il 2014 grazie all’occhio benevolo  degli amici del Nord), Mogherini-Rommel sfascerà un po’ di gommoni, pescherecci, barche da diporto, mercantili, con tutto quello che vi vive attorno. Sue Forze Speciali, dette a destinazione squadroni della morte, agli ordini di sergenti Nato,  cercheranno di spazzare via da pozzi e terminali di petrolio gli abusivi che vorrebbero deprivare l’ENI di diritti consacrati dal terminator Graziani. C’erano 3 milioni in piazza contro lo stupro dell’Iraq. Non c’è anima viva oggi che questi commedianti abbaiono “armiamoci e partite” contro un paese che seviziamo dal 2011.

Ultimo anello di una catena da cui pendono alcuni milioni di innocenti ammazzati o annegati e altri milioni di spodestati e spediti nel nulla, gli scafisti sono perlopiù pescatori o migranti essi stessi. La loro criminalizzazione ha un unico scopo: occultare i veri creatori di questi espropri e depredazioni, delle turbe di invasati di sangue e famelici di soldo, del caos creativo finalizzato alle fughe di popoli. E’ quello il primo anello della catena e lega Tel Aviv a Washington e a Bruxelles. La versione in farsa Renzi-Mogherini-Gentiloni, del trio tragico Mussolini-Graziani-Ciano, per bloccare le migrazioni, a rigor di logica,  dovrebbe tirare missili all’ Air Force One, o sul Knesset, o nel salotto di Hollande. Ma sarebbe come se il Duce avesse spedito i suoi 9 milioni di baionette a Berlino, piuttosto che farne gli ascari dei nazisti  dove i feldmarescialli ordinavano.

E’ vero, non stiamo in piazza come un tempo. Ma siamo tantissimi, sicuramente la maggioranza, che almeno arricciamo il naso di fronte  alle scelleratezze che piovono addosso a noi, come a chi capita a tiro dei regimi a servizio dalla Nato. E a forza di muovere quel muscoletto, potremmo arrivare anche a muovere altri muscoli e perfino cellule cerebrali. A impedire questo il regime dispone che i corifei mediatici deviino l’attenzione e la possibile rabbia conseguente dalla realtà all’artificio. Il dato reale essendo che stiamo tutti nella stessa linea di tiro, profughi e cittadini, bombardati e derubati, pensionati,  precari, operai e un terzo di italiani poveri, studenti e la vera élite pensante e cosciente del nostro paese, gli insegnanti. L’artificio è quello costruito con la più massiccia propaganda di intossicazione mai attuata dai tempi di Paolo di Tarso e di Goebbels, quella della demonizzazione di fuggiaschi dai nostri eccidi, terroristi potenziali, anzi probabili e, comunque, mangiatori a sbafo, insieme a quella ancora più facile di Rom e Sinti.Non c’è talk show che non pompi il cavernicolo Salvini (originariamente inventato, come i vari resuscitatori di sinistre farlocche, per togliere spazi ai Cinque Stelle) e organizzi, a pagamento, o per sudditanza, spettacolini sulle nequizie dei deboli tra i deboli.. E’ l’ennesima conferma dell’utilità della guerra tra poveri che i delinquenti del potere praticano da millenni per depistare dai crimini veri e far sì che, piuttosto della rivoluzione, sudditi e schiavi si sbranino tra loro



Verso il tecnonazismo globale
In Ucraina la banda di nazisti installati da Obama (in parallelo con i jihadisti protonazi nel Sud asiatico e africano e con i paranazisti ancora in giacchetta del protettorato italico) si è rilanciata alla pulizia etnica contro popolazioni che, sperimentato quello d’antan, si rifiutano di farsi divorare dal nuovo tecnonazismo di marca euroatlantica. In queste ore il ducincolo Renzi sta fraternizzando in Lituania, al vertice euro-orientale, con i camerati SS già più avanti di lui. Gli sbrindellati dei battaglioni nazisti, ora incorporati nella Guardia Nazionale ucraina sotto comando Usa, capaci di fosse comuni, mortaiate sui civili, roghi di civili a Odessa e poco altro, sono ora rafforzati da Forze Speciali Usa. Si tratta di specialisti delle provocazioni False Flag, tipo aereo NH17 maltese, o armi chimiche di Assad, o Maratona di Boston (l’indiziato per l’uccisione di tre persone, è stato appena condannato a morte, sentenza con ogni evidenza  falsa e bugiarda, e comunque, nessuna pena di morte si concepisce nei confronti di chi a forza di attentati bellici stermina milioni di persone).

Tutt’intorno all’Ucraina e quindi alla Russia, nei paesi incorporati e schiavizzati da UE e Nato, dalla Bulgaria all’Estonia, passando per Romania, Balcani, Georgia, Moldavia, Polonia e baltici, Usa e Nato svolgono manovre sempre più corpose e prolungate. Ovunque si ventila come inevitabile la guerra alla Russia. Ma è, da destra e da sinistra, che, sull’unico presidio del diritto internazionale e della pace e sul suo leader, si ulula ogni infamia possibile. Come contro Saddam, Milosevic, Gheddafi, Gbagbo della Costa d’Avorio (sostituito da Parigi con uno scagnozzo del FMI), Hugo Chavez e ora Maduro, Zelaya dell’Honduras, i patrioti serbi Mladic e Karadzic (destinati a estinguersi nel carcere del Tribunale dell’Aja, dove mai si è sognato di ospitare i serialkiller kosovari), il paraguayano Lugo e tutti gli altri strappati ai loro popoli e obliterati. Tolti di mezzo e sostituiti da despoti fantocci, o dal “caos creativo”, in virtù, anche, della collaborazione cronachistica e ideologica degli utili idioti del “manifesto” Ne citiamo gli ultimi, gli inqualificabili Battiston e Giordana, vessilliferi della democrazia imperiale imperniata sulla “società civile” collaborazionista in Afghanistan, o l’Acconcia che consuma gli ultimi brandelli di credibilità e correttezza del “quotidiano comunista” (ancora difese da eccellenze come Dinucci, Colotti, o Giorgio), blaterando contro chiunque si opponga alla Fratellanza Musulmana, già quinta colonna dei britannici e statunitensi, ora di sultani vari.

Annammo bbene!

Mai c’è stata, nella nostra stagione dello sconforto,  iniziativa più opportuna e, anzi, necessaria, alla sopravvivenza generale, del lancio di una nuova campagna anti-guerra e anti-Nato. Siamo alcune migliaia, per ora, ma, non esagero, indispensabili per la sopravvivenza nostra e di larga parte dell’umanità. La campagna No War No Nato, fin qui snobbata dalle blasonate confraternite del pacifismo, va sostenuta, letteralmente fino all’ultimo respiro. Firmiamone l’appello! Vedi FB, vedi il sito.

martedì 12 maggio 2015

CARTA VINCE, CARTA PERDE. E I COCCI SONO TUOI (Cuba, Iran, Siria, Serbia, Grecia).


“Il cristianesimo non se l'è presa forse anch'esso con la proprietà privata, con il matrimonio, con lo Stato? Non ha predicato, in loro sostituzione, la beneficenza, la mendicità, il celibato e la mortificazione della carne, la vita claustrale e la Chiesa? Il socialismo sacro è soltanto l'acquasanta con la quale il prete benedice la rabbia degli aristocratici”.(Karl Marx)
“A chi desidera acquisire un'idea intuitiva della Santissima Trinità, non posso consigliare di meglio che sognare niente, finché non si sia addormentato. [...] "No", "niente", "non", questo è il concetto intuitivo della Santissima Trinità”.(Karl Marx)
“Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigerne la felicità reale. L'esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l'esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica della religione, dunque, è, in germe, la critica della valle di lacrime, di cui la religione è l'aureola”. (Karl Marx)

“La critica della religione è il fondamento di ogni critica”. (Karl Marx)

“Sono rimasto molto colpito dalla saggezza e modestia del papa. Leggo tutti i suoi discorsi e a Renzi ho detto che se il papa continua così tornerò alla Chiesa cattolica… Quando il papa verrà Cuba a settembre prometto di andare a tutte le messe e già ora leggo tutti i suoi interventi”. (Raul Castro)

“Barack è un uomo onesto. Ho letto due sue biografie e so che agisce in modo onesto grazie alle sue origini umili” (Raul Castro)

Il nostro obiettivo è di inserirci in un grande programma di privatizzazioni: agroindustria, meccanica e turismo sono i settori privilegiati per gli investimenti statunitensi”. (Carlo Calenda, viceministro cubano allo sviluppo economico)

Stramazzato sulla via di Damasco
Nelle citazioni qui sopra c’è l’epitome, la sintesi, di un processo controrivoluzionario. Il nemico numero uno rimangono, storicamente, ontologicamente ed escatologicamente, la Chiesa, la sua dottrina totalitaria, la sua ideologia  mendace e ricattatrice, la sua strategia bimillenaria di obliterazione o corruzione di cervelli e vite. Ma Raul Castro in Vaticano esprime plausi e ringraziamenti ai Papi che hanno operato per le “riforme” di quello che per il mondo erano la rivoluzione e lo Stato socialisti, e per la riconciliazione con lo Stato canaglia che da oltre mezzo secolo assedia, aggredisce, terrorizza Cuba e tutta l’America Latina. Con il concorso psicofisico delle sette cristiane evangeliche, che dilagano per tutto il continente, compresa Cuba, e, in questo caso, con quello della Chiesa cattolica. Da che mondo è mondo, non s’è mai vista una Chiesa di denominazione cristiana favorire emancipazione, libertà, prosperità, se non delle élites proprietarie e predatrici. E Bergoglio è stato messo lì per fare da anti-Chavez e riavvolgere il gomitolo della liberazione latinoamericana negli ultimi 15 anni. Con la stessa funzione affidata al polacco Woytila nei confronti dell’URSS e del socialismo di ogni denominazione.

martedì 5 maggio 2015

DA GLADIO A BLACK BLOC




Andiamo là, sfasciamo tutto, non ci fanno niente e torniamo a casa… Avete mai visto un black bloc manganellato o arrestato? Io mai. La polizia menava i ragazzini, i vecchietti, perfino qualche suora, ma a noi, black bloc, non ha torto un capello. …a Genova alcuni di noi entravano e uscivano dalla Questura e fuori le solite zecche coi telefonini filmavano la scena… Poi le zecche sono andate a dormire alla Diaz e la polizia ha distrutto tutto: crani, nasi, ossa, cartilagini , braccia, gambe, toraci e, naturalmente, cellulari e filmati… Scusate, ma che altro hanno mai fatto i servizi segreti italiani dagli anni ’60 a oggi? E’ una tecnica vecchia come l’Italia: si chiama destabilizzare per stabilizzare… (Marco Travaglio)

Le deiezioni mediatiche profuse dai corpi sciolti degli sguatteri di regime hanno alluvionato l’intero paese. Su questa morta gora galleggiano il bene e il male: i bravi cittadini milanesi che ripuliscono ciò che arnesi di regime hanno imbrattato e distrutto, e il plotone di miliziani che quelle opere hanno compiuto. Come insegnato dall’Impero, Isis e anti-Isis, Al Qaida e anti-Al Qaida, il regime si assicura il controllo e la gestione dell’uno e dell’altro, dei fronti apparentemente contrapposti, nel caso filo-Expo pulitori  e anti-Expo scassatori.
In tre giorni, dal 1. al 4 maggio, si sono verificati fatti del tutto sinergici e interconnessi. Tutti gestiti da uno Stato che si è fatto regime tecno-mafio-massonico-analfabeta-nazista (andrebbe pure bene “plutocratico”, se Starace non avesse inquinato il concetto). Nel loro insieme rappresentano una svolta epocale, la più rilevante dalla fine della Seconda Guerra mondiale e dalla caduta del nazifascismo. Nazifascismo col quale, a partire dalla più timida Legge elettorale Acerbo (1923), qui ci si pone in continuità ideologica,  ma in chiave di evoluzione psico-tecnologica.

domenica 26 aprile 2015

E' LA NATO, STUPIDO! (E ALCUNE EFFEMERIDI CONNESSE)





 Chi conosce la verità e la chiama menzogna è un criminale”. (Bertold Brecht)

Colui che ha corrotto e prostituito la purezza della propria mente al punto da sottomettere il suo credo professionale a cose in cui non crede, ha preparato se stesso al commettere qualsiasi crimini”. (Thomas Paine)

In una sala del Senato, per iniziativa della senatrice Paola Da Pin e del Comitato No Nato, insieme  a un appello che già ha raccolto migliaia di firme, è stata presentato il disegno di legge per l’uscita dell’Italia dalla Nato e per la chiusura delle basi militari nel nostro paese. Sono intervenuti giornalisti e analisti politici, da Manlio Dinucci a Giulietto Chiesa, da Alex Zanotelli a Franco Cardini e al sottoscritto. Il “manifesto” si è impegnato per l’iniziativa con un trafiletto di annuncio di 6 righe e con mezza colonnina di cronaca. Ne riferirò più sotto.

Mamma li mori!
Si fa fatica ad occuparsi della questione migranti, soffocati come si è dall’osceno tsunami di ipocrite lamentazioni, piagnistei, proposte salvifiche assurde o sospette, ripetuto tale e quale mille altre volte, dopo il crimine atlantista che ha affogato altri 900 vittime dell’Occidente al largo della Libia. Un paese, già prospero, ordinato e felice, meticolosamente ridotto nella condizioni di “caos creativo” (leggi genocidio) pianificate dall’inizio e che ora devono assicurare l’ulteriore decimazione di popoli di troppo. Una colossale operazione di ricolonizzazione, da parte di un mondo evoluto in tecno nazismo, stavolta guidata da USraele con gli sguatteri UE al traino, di stati, popoli, risorse, che solo mezzo secolo fa erano riusciti a liberarsi della schiavitù europea. Qualcuno, come Travaglio o Calchi Novati, nel denunciare e ridicolizzare la fregola guerresca maltusiana degli affondatori di barconi e la liquidazione degli scafisti, ultima, miseranda  ruota del carro, arriva spericolato fino ad accennare alla causa prima della fuga dei milioni scampati al genocidio attuato a casa loro dalle armate occidentali e delle compagnie di ventura jihadiste assoldate. Ma lì, all’astratto discorso su “guerre, persecuzioni, fame, dittature”, tutti si fermano. Nessuno che faccia un nome.

domenica 19 aprile 2015

"L'ITALIA AL TEMPO DELLA PESTE - Grandi Opere, Grandi Basi, Grandi crimini" (copyright)



Ecco il link per il trailer del  nuovo docufilm "L'ITALIA AL TEMPO DELLA PESTE - Grandi Opere, Grandi basi, Grandi crimini" 
Per ricevere il dvd del documentario per posta, occorre che gli interessati mi inviino il
proprio indirizzo postale.
Per presentazioni con il sottoscritto scrivere a visionando@virgilio.it .
Fulvio Grimaldi
  

giovedì 16 aprile 2015

O TTIP O VITA, O NO NATO O MORTE

L'educazione non sarà il privilegio di chi può comprarla e la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla. (Eduardo Galeano)

A volte, per fare la cosa giusta, devi infrangere la legge. (Edward Snowden)

Lo strumento più importante in mano all'oppressore è la mente dell'oppresso. (Stephen Biko)

Il mondo è un posto pericoloso, a causa non di coloro che fanno il male, ma di coloro che guardano e non fanno niente. (Albert Einstein) 

Non sono defunto, ancora, ma emergo da molte settimane di lavoro per il nuovo docufilm "L'ITALIA AL TEMPO DELLA PESTE - Grandi Opere, Grandi Basi, Grandi Crimini", finalmente terminato e a disposizione degli interessati dal 1. maggio. Appena possibile mi esprimerò sui cataclismatici avvenimenti che hanno segnato questo periodo, tra America Latina, Medioriente, fasciorenzismo. Intanto, per non desertificare questo blog, inserisco un intervento, scritto per un'iniziativa pubblica, sul TTIP, l'uragano euro-statunitense che minaccia di spazzarci via tutti se non sapremo fermarlo.



Mi congratulo con il Movimento Cinque Stelle, che è in prima linea nella denuncia di questo vero e proprio assalto finale alla nostra sovranità, e con chi ha voluto fornire in questa occasione un’informazione corretta sul TTIP, a dispetto dello strettissimo riserbo con cui i negoziatori cercano di mantenere il segreto per evitare che un’opinione pubblica informata si ribelli.

Il TTIP è una manovra congiunta delle élite americana ed europea che risponde a mandanti che già dispongono di oltre metà della ricchezza del pianeta e che mirano a sottoporre al proprio dominio politico, economico, militare e culturale, chi ancora si oppone alle devastazioni del neoliberismo e delle strategie di guerra.

lunedì 23 febbraio 2015

cvd: MARCIA INDIETRO DEL CRIPTO-RENZI GRECO (e un appunto su Gheddafi visto da ciechi e sordi)



Così daremo questo grosso prestito. La maggior parte tornerà ai creditori, mentre il paese rimarrà col debito, più una montagna di interessi. Così diventeranno i nostri servi, i nostri schiavi. E’ un impero. Non ci sono alternative. E’ un grande impero, di grande successo”. (John Perkins)

Gli uomini, è stato detto, pensano in greggi. Si vedrà che impazziranno in greggi e riguadagneranno la ragione lentamente, uno per uno”. (Charles Mackay)

Finchè l’inganno procedeva tranquillo e consolatorio, tutti ci siamo fatti ingannare, avallando l’inganno per incoscienza o, forse, per vigliaccheria”: (William Faulkner)

Come nel caso di Cuba, dove ci si ridicolizza facendo passare il gigantesco passo indietro delle privatizzazioni, della subordinazione alla Chiesa e della pacificazione con gli Usa, per aggiornamento del socialismo alla vietnamita, le sedicenti sinistre-sinistre, dal “manifesto” in giù, ora si divincolano nell’inguacchio bersaniano della “non sconfitta” per mettere una toppa alla cazzata sesquipedale della “rivoluzione “di Tsipras. “La strategia della farfalla ateniese”, titola il manifesto, ancora a resa dichiarata, e “Ora sarà Atene a scrivere le sue riforme”. Grottesco, patetico, conferma dell’inanità di gentucola frustrata, ma irrimediabilmente vanesia che,annegando nel brodo dei propri ininterrotti abbagli, non perde occasione per saltare sulla prima carrettata di pugni chiusi che passi al largo. La questione sarebbe irrilevante se costoro non riuscissero,  comunque, a seminare nebbia tossica in cervelli che, in mancanza di meglio e di una qualche autonomia di pensiero, potrebbero individuare alternative credibili.

giovedì 19 febbraio 2015

GLI  ZOCCOLI  DEI  4 CAVALIERI: Usa, Nato, UE, Israele

“Ancora una volta respingiamo fortemente queste narrazioni che omettono deliberatamente un’analisi delle cause che spingono queste persone a partire.

Rifiutiamo le lacrime di coccodrillo di quegli attori internazionali (UE, NATO…) che sono i principali responsabili della destabilizzazione di interi territori e, di conseguenza, della morte di chi è costretto a fuggire in clandestinità. Dietro le politiche migratorie si nascondono le solite ambizioni neo-colonialiste e imperialiste, spinte dagli interessi economici dell’industria bellica”. (Collettivo Askavusa, Lampedusa)

Iniziamo alla grande salutando una strepitosa vittoria del movimento No Muos a Niscemi e di tutta la Sicilia. Il TAR, cui aveva fatto ricorso, con firma del Comune di Niscemi, ne ha accolto le istanze e ha ordinato la sospensione dei lavori. Il Davide No Muos ha piazzato una bella mano in faccia agli Usa e ai signori delle guerre. L’inconfutabile documentazione sui pericoli a salute e ambiente dal colossale inquinamento elettromagnetico dalle parabole del Muos e dalle 43 antenne connesse, merito di scienziati come Corraddu e Zucchetti, non poteva al TAR lasciare scelta. A dispetto dell’effetto soggezione che gli Usa e anche il loro fantoccio domestico abbiano potuto esercitare. E non illudiamoci che le cose sarebbero andate in questa maniera senza la lotta ormai triennale dei Comitati No Muos e senza la mobilitazione di massa, d’opinione e di piazza, che hanno saputo promuovere. NO MUOS HASTA LA VICTORIA!


Date un’occhiata qua: http://youtu.be/RqGi0iElHzQ . I No Tav, strepitosi.

 A Beppe

Nessuno dei papaveri politici o sindacali o della “società civile” hanno detto una parola, dal palco della marcetta romana pro-Grecia, sulla tempesta di guerra che sta lambendo il nostro paese e tutta l’Europa. In parlamento quasi uguale, con SEL che pigolava invocazioni ONU (alla Renzi) e solo il Movimento Cinque Stelle che pronunciava un durissimo rifiuto alla guerra. Sopravviene, ahinoi, una dichiarazione di Beppe Grillo che, pur sempre contro la guerra, per un malinteso senso tattico, affermava che le atrocità dell’ISIS erano niente rispetto alle atrocità di Gheddafi. Ma come, Beppe, hai dimostrato tante volte di avere un naso buono per scoprire le balle belliche dell’Occidente e ora fai questo tonfo nella brodaglia propagandistica degli assassini della Libia? Ti sarebbe potuto bastare il documento dell’ONU, del febbraio 2011, che riconosceva alla Libia il primato continentale nella classifica dello sviluppo umano: emancipazione delle donne, democrazia diretta, diritti civili, distribuzione della ricchezza, salvaguardia dell’ambiente, giustizia sociale. Gheddafi è diventato un mostro quando ha lanciato la battaglia per l’unità e indipendenza africana. E poi occhio a pretendere dagli altri la nostra forma, tossica, di democrazia.

Un momento, mi arriva ora questa precisazione sulla frase detta da Grillo: “Al confronto della mattanza di Gheddafi impallidiscono persino le decapitazioni dell’Isis“. Si afferma che Grillo si riferiva alla mattanza che i terroristi mercenari hanno inflitto alla persona di Gheddafi. Nel qual caso, ritiro ogni critica, ovviamente. E mi congratulo.

lunedì 2 febbraio 2015

NESSUN COMPLOTTO, PER CARITA'



Pene domestiche
 “Iniziali, nome puntato, nome e cognome, nome con titolo (On. Prof.): ecco il codice per riconoscere i voti e smascherare i cecchini” (Sebastiano Messina, “La Repubblica”). Per il Quirinale esattamente come nel voto di scambio tra politici e mafie, magari con schede precompilate o cellulari in cabina.

“Il prossimo presidente si affaccerà al Quirinale a piedi, scalzo, col saio, con un sacco dei ceci sulle spalle”. (Ferruccio Sansa, “Il Fatto”). Urticante ironia dell’unico organo d’informazione che non sversi saliva sotto le suole del neo-presidente arrivato in “Panda grigia”, da classico furbetto del Palazzo, per poi passare in Cassa e ritirare i suoi 240mila euro annuali, da sommare a un profluvio di pensioni. Apoteosi della sobrietà.

“Mattarella farà le stesse cose che il papa sta facendo nella Chiesa”. (Eugenio Scalfari, Rai Tre). Giusto, e stiamo freschi. Uno, compare della dittatura, l’altro, intimo  compare di quel Beniamino Andreatta  che, con Soros e Draghi sul “Britannia”, organizzò la demolizione e la svendita dello Stato italiano. Servo encomio del capo turiferaro ai potenti che gli permettono di fare la paperetta in piscina.

“Il Qurinale invita Berlusconi alla cerimonia di insediamento”. (Agenzie). Rispetto agli abboccamenti presidente-delinquente del novennato, è il “Grande Cambio”.
“Mattarella dalla parte giusta”. (“Il Manifesto”). E pure il “quotidiano comunista” dalla parte giusta. Come i suoi pargoli Riotta, Menichini, Concia, Barenghi,  Annunziata, e i suoi guru, Bertinotti, Luxuria, Pussy Riot, Vendola, il nuovo Renzi mattarelizzato… “ 

La tragedia del fratello ucciso dalla mafia, faro ideale di Mattarella” (Giuseppe Di Lello su “il manifesto”). Il fratello coinvolto nella Banda della Magliana, invece, è sparito dai radar. Del resto, prosegue il cerimoniere, sobrio, parco e istituzionale, il neo presidente “non si è mai invischiato in polemiche giudiziarie riguardanti l’ex-cavaliere”.  E pour cause!

venerdì 30 gennaio 2015

Da Tsipras a Mattarella, standing ovation - Vuoti di memoria - Da Parigi a Buenos Aires e Sanaa


 Kobane

“Quando si tratta di marciare / molti non sanno / che il nemico marcia in testa. / La voce che dà loro gli ordini / è la voce del nemico / e colui che parla del nemico / è il nemico stesso”. (Bertold Brecht)

La verità è che un miliardo di falsità raccontate un miliardo di volte da un miliardo di persone rimangono falsità”. (Travis Walton)

“Raul ha fatto bene, appoggio la soluzione negoziata e pacifica dei conflitti. Ma non mi fido degli Stati Uniti”. (Fidel Castro). Troppo poco troppo tardi.

Gioie e dolori
Kobané liberata, Mariupol vittima di strage False Flag per arrestare l’avanzata dei patrioti di Novarussija, garrota ai No Tav con la mostruosa condanna dei 47 compagni, Sinistra Radicale (?) vittoriosa in Grecia e subito inciucio con la Destra e la Nato, rinfrescante dipartita di un presidente della Repubblica colpevole di alto tradimento e arrivo di un successore correo (e qui, più che altro, “il modo ancor m’offende”, con questi ciarlatani che se la briscolano tra di loro di nascosto e ci sbattono in faccia il classico “Io so’ io e voi nun siete ‘n cazzo”). Il regime masso-mafioso ha dato il meglio di sé occultando con l’ammuina dei nomi, uno più scandaloso dell’altro, la scelta consacrata al Nazareno e ora rafforzata dagli scilipoti ex-M5S. I quali, così, hanno guadagnato un compenso che non solo consiste nel recupero dello stipendio ridotto dal Movimento, ma anche nella prospettiva di una lunga carriera di politici, piuttosto che di “cittadini”. Nel frattempo ci dovevano distrarre dalla violenza fatta alla Legge, alla democrazia, alla Costituzione, dando la stura alla fogna della Prima Repubblica: candidati al Colle, tutti ovviamente buoni, giacché tutti ricattabili. La rottura del patto del Nazareno era una recita dei berlusconidi. Rimane salda la profonda sintonia renzusconiana sotto l’ombrello della cupola mondialista.