domenica 26 aprile 2015

E' LA NATO, STUPIDO! (E ALCUNE EFFEMERIDI CONNESSE)





 Chi conosce la verità e la chiama menzogna è un criminale”. (Bertold Brecht)

Colui che ha corrotto e prostituito la purezza della propria mente al punto da sottomettere il suo credo professionale a cose in cui non crede, ha preparato se stesso al commettere qualsiasi crimini”. (Thomas Paine)

In una sala del Senato, per iniziativa della senatrice Paola Da Pin e del Comitato No Nato, insieme  a un appello che già ha raccolto migliaia di firme, è stata presentato il disegno di legge per l’uscita dell’Italia dalla Nato e per la chiusura delle basi militari nel nostro paese. Sono intervenuti giornalisti e analisti politici, da Manlio Dinucci a Giulietto Chiesa, da Alex Zanotelli a Franco Cardini e al sottoscritto. Il “manifesto” si è impegnato per l’iniziativa con un trafiletto di annuncio di 6 righe e con mezza colonnina di cronaca. Ne riferirò più sotto.

Mamma li mori!
Si fa fatica ad occuparsi della questione migranti, soffocati come si è dall’osceno tsunami di ipocrite lamentazioni, piagnistei, proposte salvifiche assurde o sospette, ripetuto tale e quale mille altre volte, dopo il crimine atlantista che ha affogato altri 900 vittime dell’Occidente al largo della Libia. Un paese, già prospero, ordinato e felice, meticolosamente ridotto nella condizioni di “caos creativo” (leggi genocidio) pianificate dall’inizio e che ora devono assicurare l’ulteriore decimazione di popoli di troppo. Una colossale operazione di ricolonizzazione, da parte di un mondo evoluto in tecno nazismo, stavolta guidata da USraele con gli sguatteri UE al traino, di stati, popoli, risorse, che solo mezzo secolo fa erano riusciti a liberarsi della schiavitù europea. Qualcuno, come Travaglio o Calchi Novati, nel denunciare e ridicolizzare la fregola guerresca maltusiana degli affondatori di barconi e la liquidazione degli scafisti, ultima, miseranda  ruota del carro, arriva spericolato fino ad accennare alla causa prima della fuga dei milioni scampati al genocidio attuato a casa loro dalle armate occidentali e delle compagnie di ventura jihadiste assoldate. Ma lì, all’astratto discorso su “guerre, persecuzioni, fame, dittature”, tutti si fermano. Nessuno che faccia un nome.

domenica 19 aprile 2015

"L'ITALIA AL TEMPO DELLA PESTE - Grandi Opere, Grandi Basi, Grandi crimini" (copyright)



Ecco il link per il trailer del  nuovo docufilm "L'ITALIA AL TEMPO DELLA PESTE - Grandi Opere, Grandi basi, Grandi crimini" 
Per ricevere il dvd del documentario per posta, occorre che gli interessati mi inviino il
proprio indirizzo postale.
Per presentazioni con il sottoscritto scrivere a visionando@virgilio.it .
Fulvio Grimaldi
  

giovedì 16 aprile 2015

O TTIP O VITA, O NO NATO O MORTE

L'educazione non sarà il privilegio di chi può comprarla e la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla. (Eduardo Galeano)

A volte, per fare la cosa giusta, devi infrangere la legge. (Edward Snowden)

Lo strumento più importante in mano all'oppressore è la mente dell'oppresso. (Stephen Biko)

Il mondo è un posto pericoloso, a causa non di coloro che fanno il male, ma di coloro che guardano e non fanno niente. (Albert Einstein) 

Non sono defunto, ancora, ma emergo da molte settimane di lavoro per il nuovo docufilm "L'ITALIA AL TEMPO DELLA PESTE - Grandi Opere, Grandi Basi, Grandi Crimini", finalmente terminato e a disposizione degli interessati dal 1. maggio. Appena possibile mi esprimerò sui cataclismatici avvenimenti che hanno segnato questo periodo, tra America Latina, Medioriente, fasciorenzismo. Intanto, per non desertificare questo blog, inserisco un intervento, scritto per un'iniziativa pubblica, sul TTIP, l'uragano euro-statunitense che minaccia di spazzarci via tutti se non sapremo fermarlo.



Mi congratulo con il Movimento Cinque Stelle, che è in prima linea nella denuncia di questo vero e proprio assalto finale alla nostra sovranità, e con chi ha voluto fornire in questa occasione un’informazione corretta sul TTIP, a dispetto dello strettissimo riserbo con cui i negoziatori cercano di mantenere il segreto per evitare che un’opinione pubblica informata si ribelli.

Il TTIP è una manovra congiunta delle élite americana ed europea che risponde a mandanti che già dispongono di oltre metà della ricchezza del pianeta e che mirano a sottoporre al proprio dominio politico, economico, militare e culturale, chi ancora si oppone alle devastazioni del neoliberismo e delle strategie di guerra.

lunedì 23 febbraio 2015

cvd: MARCIA INDIETRO DEL CRIPTO-RENZI GRECO (e un appunto su Gheddafi visto da ciechi e sordi)



Così daremo questo grosso prestito. La maggior parte tornerà ai creditori, mentre il paese rimarrà col debito, più una montagna di interessi. Così diventeranno i nostri servi, i nostri schiavi. E’ un impero. Non ci sono alternative. E’ un grande impero, di grande successo”. (John Perkins)

Gli uomini, è stato detto, pensano in greggi. Si vedrà che impazziranno in greggi e riguadagneranno la ragione lentamente, uno per uno”. (Charles Mackay)

Finchè l’inganno procedeva tranquillo e consolatorio, tutti ci siamo fatti ingannare, avallando l’inganno per incoscienza o, forse, per vigliaccheria”: (William Faulkner)

Come nel caso di Cuba, dove ci si ridicolizza facendo passare il gigantesco passo indietro delle privatizzazioni, della subordinazione alla Chiesa e della pacificazione con gli Usa, per aggiornamento del socialismo alla vietnamita, le sedicenti sinistre-sinistre, dal “manifesto” in giù, ora si divincolano nell’inguacchio bersaniano della “non sconfitta” per mettere una toppa alla cazzata sesquipedale della “rivoluzione “di Tsipras. “La strategia della farfalla ateniese”, titola il manifesto, ancora a resa dichiarata, e “Ora sarà Atene a scrivere le sue riforme”. Grottesco, patetico, conferma dell’inanità di gentucola frustrata, ma irrimediabilmente vanesia che,annegando nel brodo dei propri ininterrotti abbagli, non perde occasione per saltare sulla prima carrettata di pugni chiusi che passi al largo. La questione sarebbe irrilevante se costoro non riuscissero,  comunque, a seminare nebbia tossica in cervelli che, in mancanza di meglio e di una qualche autonomia di pensiero, potrebbero individuare alternative credibili.

giovedì 19 febbraio 2015

GLI  ZOCCOLI  DEI  4 CAVALIERI: Usa, Nato, UE, Israele

“Ancora una volta respingiamo fortemente queste narrazioni che omettono deliberatamente un’analisi delle cause che spingono queste persone a partire.

Rifiutiamo le lacrime di coccodrillo di quegli attori internazionali (UE, NATO…) che sono i principali responsabili della destabilizzazione di interi territori e, di conseguenza, della morte di chi è costretto a fuggire in clandestinità. Dietro le politiche migratorie si nascondono le solite ambizioni neo-colonialiste e imperialiste, spinte dagli interessi economici dell’industria bellica”. (Collettivo Askavusa, Lampedusa)

Iniziamo alla grande salutando una strepitosa vittoria del movimento No Muos a Niscemi e di tutta la Sicilia. Il TAR, cui aveva fatto ricorso, con firma del Comune di Niscemi, ne ha accolto le istanze e ha ordinato la sospensione dei lavori. Il Davide No Muos ha piazzato una bella mano in faccia agli Usa e ai signori delle guerre. L’inconfutabile documentazione sui pericoli a salute e ambiente dal colossale inquinamento elettromagnetico dalle parabole del Muos e dalle 43 antenne connesse, merito di scienziati come Corraddu e Zucchetti, non poteva al TAR lasciare scelta. A dispetto dell’effetto soggezione che gli Usa e anche il loro fantoccio domestico abbiano potuto esercitare. E non illudiamoci che le cose sarebbero andate in questa maniera senza la lotta ormai triennale dei Comitati No Muos e senza la mobilitazione di massa, d’opinione e di piazza, che hanno saputo promuovere. NO MUOS HASTA LA VICTORIA!


Date un’occhiata qua: http://youtu.be/RqGi0iElHzQ . I No Tav, strepitosi.

 A Beppe

Nessuno dei papaveri politici o sindacali o della “società civile” hanno detto una parola, dal palco della marcetta romana pro-Grecia, sulla tempesta di guerra che sta lambendo il nostro paese e tutta l’Europa. In parlamento quasi uguale, con SEL che pigolava invocazioni ONU (alla Renzi) e solo il Movimento Cinque Stelle che pronunciava un durissimo rifiuto alla guerra. Sopravviene, ahinoi, una dichiarazione di Beppe Grillo che, pur sempre contro la guerra, per un malinteso senso tattico, affermava che le atrocità dell’ISIS erano niente rispetto alle atrocità di Gheddafi. Ma come, Beppe, hai dimostrato tante volte di avere un naso buono per scoprire le balle belliche dell’Occidente e ora fai questo tonfo nella brodaglia propagandistica degli assassini della Libia? Ti sarebbe potuto bastare il documento dell’ONU, del febbraio 2011, che riconosceva alla Libia il primato continentale nella classifica dello sviluppo umano: emancipazione delle donne, democrazia diretta, diritti civili, distribuzione della ricchezza, salvaguardia dell’ambiente, giustizia sociale. Gheddafi è diventato un mostro quando ha lanciato la battaglia per l’unità e indipendenza africana. E poi occhio a pretendere dagli altri la nostra forma, tossica, di democrazia.

Un momento, mi arriva ora questa precisazione sulla frase detta da Grillo: “Al confronto della mattanza di Gheddafi impallidiscono persino le decapitazioni dell’Isis“. Si afferma che Grillo si riferiva alla mattanza che i terroristi mercenari hanno inflitto alla persona di Gheddafi. Nel qual caso, ritiro ogni critica, ovviamente. E mi congratulo.

lunedì 2 febbraio 2015

NESSUN COMPLOTTO, PER CARITA'



Pene domestiche
 “Iniziali, nome puntato, nome e cognome, nome con titolo (On. Prof.): ecco il codice per riconoscere i voti e smascherare i cecchini” (Sebastiano Messina, “La Repubblica”). Per il Quirinale esattamente come nel voto di scambio tra politici e mafie, magari con schede precompilate o cellulari in cabina.

“Il prossimo presidente si affaccerà al Quirinale a piedi, scalzo, col saio, con un sacco dei ceci sulle spalle”. (Ferruccio Sansa, “Il Fatto”). Urticante ironia dell’unico organo d’informazione che non sversi saliva sotto le suole del neo-presidente arrivato in “Panda grigia”, da classico furbetto del Palazzo, per poi passare in Cassa e ritirare i suoi 240mila euro annuali, da sommare a un profluvio di pensioni. Apoteosi della sobrietà.

“Mattarella farà le stesse cose che il papa sta facendo nella Chiesa”. (Eugenio Scalfari, Rai Tre). Giusto, e stiamo freschi. Uno, compare della dittatura, l’altro, intimo  compare di quel Beniamino Andreatta  che, con Soros e Draghi sul “Britannia”, organizzò la demolizione e la svendita dello Stato italiano. Servo encomio del capo turiferaro ai potenti che gli permettono di fare la paperetta in piscina.

“Il Qurinale invita Berlusconi alla cerimonia di insediamento”. (Agenzie). Rispetto agli abboccamenti presidente-delinquente del novennato, è il “Grande Cambio”.
“Mattarella dalla parte giusta”. (“Il Manifesto”). E pure il “quotidiano comunista” dalla parte giusta. Come i suoi pargoli Riotta, Menichini, Concia, Barenghi,  Annunziata, e i suoi guru, Bertinotti, Luxuria, Pussy Riot, Vendola, il nuovo Renzi mattarelizzato… “ 

La tragedia del fratello ucciso dalla mafia, faro ideale di Mattarella” (Giuseppe Di Lello su “il manifesto”). Il fratello coinvolto nella Banda della Magliana, invece, è sparito dai radar. Del resto, prosegue il cerimoniere, sobrio, parco e istituzionale, il neo presidente “non si è mai invischiato in polemiche giudiziarie riguardanti l’ex-cavaliere”.  E pour cause!

venerdì 30 gennaio 2015

Da Tsipras a Mattarella, standing ovation - Vuoti di memoria - Da Parigi a Buenos Aires e Sanaa


 Kobane

“Quando si tratta di marciare / molti non sanno / che il nemico marcia in testa. / La voce che dà loro gli ordini / è la voce del nemico / e colui che parla del nemico / è il nemico stesso”. (Bertold Brecht)

La verità è che un miliardo di falsità raccontate un miliardo di volte da un miliardo di persone rimangono falsità”. (Travis Walton)

“Raul ha fatto bene, appoggio la soluzione negoziata e pacifica dei conflitti. Ma non mi fido degli Stati Uniti”. (Fidel Castro). Troppo poco troppo tardi.

Gioie e dolori
Kobané liberata, Mariupol vittima di strage False Flag per arrestare l’avanzata dei patrioti di Novarussija, garrota ai No Tav con la mostruosa condanna dei 47 compagni, Sinistra Radicale (?) vittoriosa in Grecia e subito inciucio con la Destra e la Nato, rinfrescante dipartita di un presidente della Repubblica colpevole di alto tradimento e arrivo di un successore correo (e qui, più che altro, “il modo ancor m’offende”, con questi ciarlatani che se la briscolano tra di loro di nascosto e ci sbattono in faccia il classico “Io so’ io e voi nun siete ‘n cazzo”). Il regime masso-mafioso ha dato il meglio di sé occultando con l’ammuina dei nomi, uno più scandaloso dell’altro, la scelta consacrata al Nazareno e ora rafforzata dagli scilipoti ex-M5S. I quali, così, hanno guadagnato un compenso che non solo consiste nel recupero dello stipendio ridotto dal Movimento, ma anche nella prospettiva di una lunga carriera di politici, piuttosto che di “cittadini”. Nel frattempo ci dovevano distrarre dalla violenza fatta alla Legge, alla democrazia, alla Costituzione, dando la stura alla fogna della Prima Repubblica: candidati al Colle, tutti ovviamente buoni, giacché tutti ricattabili. La rottura del patto del Nazareno era una recita dei berlusconidi. Rimane salda la profonda sintonia renzusconiana sotto l’ombrello della cupola mondialista.

venerdì 16 gennaio 2015

Libertà di parola, ragazze rapite, Dieudonné arrestato: il mondo alla rovescia



Quelli cui le ragazze Greta e Vanessa hanno portato sostegno e 12 milioni
Sulle nuove  operazioni Cia-Mossad-DGSE  in Francia (caccia al terrorista-dissidente, arresto di Dieudonné), Belgio (dove, come Obama insegna con la sua killing list, si infligge la pena di morte extragiudiziale alle cattive intenzioni, immaginate da polizia e media)), Italia (le donzelle anti-Assad liberate), mondo (panico seminato con proclami di sfracelli jihadisti, perquisizioni, arresti), si realizza la medesima union sacrée sinistronzi-fasciodestre, dal “manifesto” a Giuliano Ferrara, sull’inconfutabilità della matrice islamista di ogni nefandezza. 
E’ l’apoteosi del matrimonio stupidità-complicità, per ognuno dei quali termini si distribuisca la responsabilità a piacere. Ne è espressione conclamata Giuliana Sgrena, tsiprasiana, ex-ostaggio emerito e martire in servizio permanente effettivo. La lacrimosa penna del giornale della blanda e compatibile socialdemocrazia tsiprasiana, esulta per la liberazione delle due lombarde alla loro prima crociata su tutta la prima pagina con il titolo “La diplomazia paga”. Sorvola sulla circostanza che a pagare 12 milioni per la liberazione delle due ancelle del terrorismo anti-siriano siamo noi  con quanto ci resta delle depredazioni renzusconiane (come siamo noi a pagare con la libertà e la verità per i terrorismi globali dell’imperialismo e del totalitarismo domestico)  e che, dunque, la diplomazia se ne stropiccia. E’ riuscito a dire una cosa non cavernicola Salvini quando ha preteso che il costo del riscatto di chi, dissennatamente o colpevolmente, si è messo in condizione di essere rapito, venga pagato dallo stesso.

mercoledì 14 gennaio 2015

MARCIA FUNEBRE


 Parata di terroristi

Mi dispiace, io sono un bambino afgano incenerito da un drone americano. Sono una famiglia libica fatta a pezzi da un Rafale francese. Sono un pescatore indiano ammazzato da un fuciliere di marina italiano. Sono un vecchio iracheno torturato a morte dai Royal Marines inglesi. Sono una donna di Odessa stuprata e bruciata viva dai nazisti ucraini. Sono una neonata palestinese morta di freddo nella sua casa semidistrutta dai bombardamenti israeliani. Sono uno studente messicano fatto sparire dai narcotrafficanti alleati dell’Occidente. Sono un soldato siriano decapitato da quelli che poi vanno in Francia a sparare a quei giornalisti che li chiamavano “combattenti per la libertà”.
Sono desolato, ho provato a fare posto ma Charlie Hebdo proprio non ci sta
. (Mauro Murta)

Eppure non è poi così difficile capirlo che difendere la libertà di espressione non significa condividere tutto quello che pensano, dicono, scrivono e disegnano quelli che se ne avvalgono…. Ho semplicemente sbeffeggiato l’ipocrisia di una classe politica e giornalistica  che ha passato la vita a praticare e giustificare le peggiori censure , salvo poi strillare “Je suis Charlie” e difendere la satira senza limiti, ma solo in Francia…” (Marco Travaglio. Il quale Travaglio ha saputo sapientemente astrarsi dal coro di ululati e guaiti pro liberté, egalité, fraternité violate in Francia, evidenziandone la santocchieria, la doppiezza, il camaleontismo di censori e stupratori di quegli stessi concetti in patria, da Luttazzi a Grillo, da Sabina Guzzanti a Biagi, fino all’Apicella cacciato dal beccamorto della sinistra, Bertinotti, su ordine sionista, per questa vignetta tirata addosso ai nazismi di ieri e di oggi. Vignetta che i “libertini” e “libertari” di Charlie Hebdo, con le loro matite intinte nel curaro di un fanatismo antislamico da crociato medievale, non avrebbero mai pubblicato.  Loro, tanto “illuministi” da aver dato una mano alla demonizzazione del migliore degli umoristi francesi, Dieudonné, quando è apparso utile seppellire il demolitore di Sarkozy sotto il fango dell’”antisemitismo”.sionista, per questa vignetta sparata contro i nazismi di ieri e di oggi. 
 

Ha ragione Giulietto Chiesa, che io a volte giudicavo un po’ catastrofista. Ancora qualche botto è siamo alla Terza Guerra Mondiale guerreggiata. L’11 settembre e seguenti europei aprirono le porte ai primi gironi dell’inferno e governarono la distruzione dell’80% della democrazia in Occidente insieme all’annientamento di una dozzina di paesi, perlopiù petroliferi,  piazzati strategicamente, o aperti economicamente e politicamente verso la Russia, o Stati Nazione resistenti alla frantumazione, o, ancora, di inclinazione laica, socialista, antimperialista. Il 7(?) gennaio francese intende proiettarci, con successivi fatti in crescendo, verso la Giudecca e la morta gora. Quattro giorni dopo, sbavando di soddisfazione sotto le smorfie di cordoglio, “I Grandi della Terra”, come, sbianchettando il sostantivo “delinquenti” tra “grandi” e “della”, li definiscono i buffoni di corte mediatici, si sono esibiti in corteo ai propri mandanti nell’empireo capitalista.

giovedì 8 gennaio 2015

NE SUIS PAS CHARLIE! Puntini sugli i di Charlie Hebdo, delle amichette dei jhadisti rapite, di Cuba, dell'ISIS, del "quotidiano comunista"


Cento colpi di frusta, se non siete già morti dal ridere”
Cari amici, da ex magistrato che si è occupato di terrorismo di ogni genere, voglio informare gli italiani che gli attentati contro la linea ferroviaria Firenze Bologna, sono atti gravi ma non sono opera dei No Tav, ma atti della strategia della tensione per criminalizzare i movimenti No Tav e reagire alle inchieste della magistratura di Firenze e di Torino che sta indagando su gravi delitti attribuiti nelle ordinanze di custodia cautelare a funzionari ministeriali , funzionari delle stazioni appaltanti, esponenti del crimine organizzato e appaltatori. (Ferdinando Imposimato, candidato del M5S alla presidenza della Repubblica)

Io NON sono Charlie
Mentre scrivo, dai media di tutto il mondo grandina il riflesso pavloviano dei pretoriani dell’imperatore per la caterva di giornalisti e poliziotti, sinergiche colonne del regime, uccisi in quello che diventerà  l’“11 settembre” di Parigi da tre pasticcioni, poi trasformati in professionisti perfettamente addestrati, ma che si sbagliano addirittura sull’indirizzo del giornale da attaccare, lo chiedono a un operaio che poi gratuitamente ammazzano. In compenso non si sono scordati della raccomandazione di firmare l’iniziativa urlando “Allah-u-Akbar”. Nei grandi atti terroristici della Cupola operano, o agenti superspecialisti alla Mossad, che non vengono mai presi (New York, Londra), o cretini infatuati e manipolati che vengono, o ammazzati nella cattura, o waterboardati e medicati fino a confessare qualsiasi cosa.