Dopo
Vietnam Serbia, dopo Serbia Afghanistan, dopo Afghanistan Iraq, dopo Iraq
Palestina, Libia, Siria, Somalia, Venezuela, Iran…
STAI
CON LE PROTESTE IN IRAN? STAI CON TRUMP E NETANYAHU
Tehran,
manifestazione per il generale Soleiman ucciso da Trump
“Buon anno a ogni iraniano nelle piazze. E anche a ogni
agente del Mossad che gli cammina a fianco” (Mike Pompeo, Segretario di
Stato e direttore della CIA nel primo mandato di Trump)
Da Segretario di Stato Pompeo dichiarò che lo scopo delle
feroci sanzioni imposte all’Iran non era di spingere il governo iraniano a
cambiare, ma a spingere la popolazione iraniana a cambiare il governo.
Ricordo una mia visita a Teheran a un ambulatorio di medici
volontari che provavano ad assistere e salvare la vita a persone, perlopiù
giovani, affetti da leucemia e a cui le sanzioni negavano i farmaci. Alla frontiera
tra Iran e Afghanistan, dai soldati di Tehran lì stanziati contro le infiltrazioni
degli eserciti NATO (compreso il nostro),venni a sapere che, però, qualcosa i sanzionatori
non negavano al consumo degli iraniani: era l’eroina che gli occupanti USA dell’Afghanistan
cercavano di contrabbandare in Iran (e Russia), dopo averne promosso la
coltivazione, a suo tempo proibita dai Taliban. In Europa arrivava alla base
USA di Bondsteel, nel “neoliberato” Kosovo, e da lì ripartiva in direzione di
giovani generazioni, potenzialmente “ribelli”, da sedare.
Ribadendo il principio alla base di tutte le sanzioni,
Pompeo ammetteva che le sanzioni che affamano e uccidono non sono dirette ai
governi, bensì al popolo. Questo avrebbe dovuto essere ridotto in un tale stato
di miseria e disperazione da affrontare una guerra civile contro il proprio
governo, democraticamente eletto, visto come responsabile.
Oggi tutti citano le difficoltà economico-sociali come motivo
delle proteste. Ma si tratta di difficoltà economico-sociali di un paese potenzialmente
ricco e potente, inflitte da una potenza esterna al solo scopo di imporre il proprio
dominio e controllo geostrategico.
Se ci si ritiene oppositore della macchina genocida degli
USA, uguale sotto tutti i presidenti e relative forze mandanti, non esiste la
minima scusa per affamare e privare di cure una società civile, neanche quella,
sacra e fondamentale per i ricchi e bianchi del pianeta, della rimozione del
velo (in una popolazione femminile che vanta una più alta quota di donne laureate
e in posizioni di responsabilità di qualsiasi paese europeo).
Anarcoidi e sinistri allo spritz oscillano tra imbarazzati
silenzi e un più o meno esplicito sostegno alla rivolta in atto in Iran. Per
quanto sostenuta dai terroristi del MEK, gruppo allevato dalla CIA, o dai tanto
amati (da certa sinistra strabica) curdi, infiltrati e armati dal Kurdistan
iracheno (sotto l’occhio benevolo del Mossad e dei nostri Carabinieri,
stanziati a Irbil per “addestrare”) e siriano.
Dovrebbero rendersi conto che ogni espressione di
approvazione al cambio di governo a Tehran equivale a una standing ovation al
regime sociocida più distruttivo e letale che sia mai apparso sulla Terra.
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