FULVIO
GRIMALDI in “Spunti di riflessione” di Paolo Arigotti
ADDIO
LIBERTA’
https://www.youtube.com/watch?v=E3Hfb8xBcto
4° anniversario della guerra in Ucraina, anzi dell’invasione
russa, dicono. Lo diceva da Floris, a Di Martedì, Pierluigi Bersani,
prestigioso politico di lungo corso, quando l’anniversario era il terzo. Rimase
basito, l’illustre Pierluigi dalle fulminanti metafore, quando, febbraio 2025,
gli risposi: Bersani, l’anniversario è l’undicesimo.
Provai a spiegarglielo. Il febbraio era quello del 2014!
Lui: Come, del 2014? Io: Il colpo di Stato di Obama-Clinton-Nuland, le bande
armate naziste, Kiev a ferro e fuoco, il presidente Yanukovic, democraticamente
eletto, neutrale, amico di Mosca e Bruxelles, costretto alla fuga, i nuovi
governi di Poroshenko e poi di Zelensky, sorretti dalle milizie
naziste-banderiste Azov e dal partito nazista-banderista Settore Destro, che
assaltano le regioni russe dell’Ucraina. Regioni che si opponevano al ritorno
del nazismo, vengono bombardate, massacrate, vi si proibisce la lingua russa, vi
si infiltrano terroristi, vi si bruciano vivi i sindacalisti a Odessa… Vanno
avanti così fino a quando Mosca non interviene e li ferma…
Bersani fa spallucce e: “Ma questa è storia!” e si volta
dall’altra parte. Floris capisce, irrompe e passa ad altro. Fine del dialogo.
La Storia va sepolta. Insieme alla cattiva coscienza.
Scommetto che per Bersani, a ricordarglielo, è anche Storia
superata la dittatura installata a Kiev, i 12 partiti d’opposizione proibiti,
tutta la stampa non filogovernativa chiusa, cinque milioni di ucraini, specie
di leva, su 44, che si danno alla macchia, o all’Europa; lo sprofondo del
regime nella corruzione, ruberia, appropriazione degli aiuti umanitari e
rivendita di quelli militari, giovani rastrellati e mandati al fronte con due
giorni di addestramento, centinaia di migliaia di morti, paese in macerie, ma
cricca filo USA, filo UE e filo dollari strabordante di soddisfazioni e glorie
fascio-capitaliste.
E il Nord Stream frantumato e l’Europa spacciata che,
privata di energia e spedita in recessione, resta appesa al fracking USA che
costa il quadruplo, arricchisce la banda Neocon, che stanno nelle retrovie, e
impoverisce tutti noi, che stiamo al fronte. I quali tutti noi, in compenso, si
spogliano di ogni bene perché venga trasformato in armi e grana per gli
armieri.
L’Europa e l’Occidente intero accolgono e applaudono il
comico che suonava il piano col pisello e ora è fatto madonna pellegrina: standing
ovation per Volodymyr nei parlamenti, nelle università, nei summit, nelle sagre,
nel postribolo di Ursula e Kaja Kallas. E lo colmano di miliardi, che ne faccia
quello che lui e i compari sicari vogliono, purchè tengano ancora testa ai
russi. Finchè l’Europa di Merz, Starmer, Macron, dei puffi zannuti baltici e di
Meloni-Crosetto non avranno trasformato 900 miliardi di euro in tanti missili e
droni da poter dire, non di aver mandato agli stracci la Russia (lo sanno
impossibile), ma di poter contenere un mostro aggressivo che entro tre o
quattro anni ci avrebbe mangiato vivi tutti quanti, fino a Lisbona e, forse,
alle Canarie.
E, con il pretesto di cui sopra, imporre il risultato vero,
agognato da tutte le élites da secoli e millenni, l’assoluto potere dei
pochissimi sui tantissimi, la disciplina sociale, interrotta per breve spanne: Liberi
Comuni, Età dei lumi e rivoluzione francese, 800 e Primavera dei Popoli,
liberazione dal colonialismo e dal nazifascismo. Brevi intervalli.
Ora quelli cercano la rivincita. Che si chiama Trump,
Meloni, Zelensky, Netaniahu, i capibanda UE, tutti quelli che danno del
dittatore a chi governa popoli che si fanno i cazzi loro e si rifiutano di
farli fare ad altri.
Se vogliamo capire cosa contengono i pacchetti-dono
“Sicurezza”, o piuttosto a cosa sotto sotto ambiscono, pensiamo a Gaza. E
proviamo a resistere come i palestiinesi, avanguardia dell’umanità.

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