domenica 24 novembre 2019

Aspettando Di Battista (o Godot?) ----- DI MAIO COLPITO E AFFONDATO? ----- Sardine? Un antipasto




Sardine: hors-d'oeuvre indigesto
Diceva Joseph Goebbels, il più grande propagandista della Storia dopo Paolo di Tarso, uno a cui gli indebitamente celebrati piazzisti italiani, Salvini e Renzi, stanno come Gianni Riotta a Pulitzer, “Quando sento parlare di cultura metto mano alla pistola”. Frase infelice e si sa dove ha portato. A me viene quel prurito alle mani quando sento i media italiani, a tastiere e microfoni unificati, celebrare, come tutti copiassero lo stesso testo dal primo della classe, tipo il New York Times, o la CNN, tutti gli eventi che vedono rumoreggiare in piazza più di venti bambini e adolescenti. In tempi recenti, il fenomeno è andato accelerandosi e non c’è più fine al tripudio. Dai bravi giovani di Greta si è passati ai bravissimi di Fridays For Future e poi di Exctinction Rebellion, per tripudiare ora sulle ultrabravissime “sardine”. Chissà perchè a noi non succedeva, qualche decennio fa, ma erano invece mazzate, rodei di camionette e blindati. Vai a sape’. Ce la prendiamo con queste sardine colorate nel prossimo articolo, fra qualche giorno. Nel frattempo godetevi questa sublime espressione di arroganza, odio, intimidazione, violenza, totalitarismo, in linguaggio da bulli di seconda media, che è il “manifesto” ufficiale delle “sardine”. https://www.agi.it/politica/sardine-6596346/news/2019-11-21/



Buttare il bambino, tenere l’acqua
Qualche pensierino sul maxicasino dei Cinquestelle. Quanto è accaduto con le ripulsa dei cliccanti del MoVimento alla desistenza di Di Maio in Emilia Romagna e Calabria, rafforza l’impressione che ho avuto alla kermesse nazionale di Napoli. Ricordate – “Dal vaffa dei 5Stelle al vaffa ai 5Stelle” - avevo rilevato che dalle reazioni di un vasto pubblico di pentastellati all’assemblea sulla politica estera, si erano manifestate perplessità e riserve su quanto andava dicendo Manlio Di Stefano circa il quadro ormai esistente (Nato, F35, ecc,) e si esprimeva consenso aperto a quanto ribattevano altri, me compreso, ricollegandosi a quanto gli atlantisti di oggi  dicevano un tempo, quando si opponevano agli F35, denunciavano l’aggressione alla Siria, mettevano in discussione la Nato. Analogo nervosismo e sconcerto si poteva registrare in altre assemblee nei riferimenti al PD.


Avevo anche detto che, di conseguenza, gettare il bambino con l’acqua sporca non è sempre l’opzione più intelligente. Sempr che il bambino non si chiami Luigi Di Maio. Il disastro Di Maio, omino svelto, ma gravemente incolto, traviato da ambizione sproporzionata e da cinico opportunismo, va rispedito al Meet Up di Pomigliano d’Arco insieme ai suoi followers. Oggi più che mai, visto il sostegno tossico assicuratogli da un Grillo le cui bizzarie Dada ricordano i vaticini criptici e dissennati di certi oracoli greci di terza categoria. Non per nulla il suo integralismo governista e inciucista viene applaudito dai sorci pidini. Non mi pare che, per le cantonate e i rinnegamenti di alcuni, tutto il MoVimento debba essere destinato alla famigerata pattumiera della Storia. Non lo pensavo neanche di Lotta Continua alla vista di roditori come Sofri, Krainz, De Luca, Liguori.
 


E un altro motivo che mi impedisce la condanna globale del M5S è che, nonostante oggi stia nell’orrida alleanza col peggio del peggio, l’odio viscerale e isterico di ieri, quando era anti-sistema, continua a essergli sparato contro con identico livore dagli ascari mediatici, accademici e politici agli ordini dei feldmarescialli imperiali, neoliberali, bellicisti e globalisti. Compresi i vignettisti, dai trinariciuti a quelli col fez, o con la kippa, passati dalla satira contro i potenti a quella degli sfigati. Abbiamo un’antichissima tradizione di amanuensi che, anzichè arrischiarsi a descrivere la “verità effettuale” (Machiavelli), preferiscono copiare gli incunaboli delle imperiture balle e superstizioni trasmessegli dai potenti.





Perspicacia di Vauro

I meriti ammazzameriti della stampa
A questo proposito sto con Moni Ovadia, di cui apprezzo la critica a Israele, ma respingo con forza l’entusiasmo per l’ebraismo biblico e talmudico, quando dice: “Non mi sono mai associato alla furiosa canea scatenata da chi ringhiava contro  i Cinque Stelle con la bava alla bocca latrando “dagli al populista!”, ma in realtà digrignando i denti per il potere perduto, ovvero per i privilegi sfumati..... Nei miei sessant’anni di vita adulta non ricordo un tale livello di cattiveria programmatica, gragnuola di menzogne, manipolazione dei fatti, insulti personali, violenza sessista e grevi allusioni”. Bravo, Ovadia, va a merito dei dieci anni di aria fresca e pulita che ci hanno fatto respirare, dopo mezzo secolo di fetore, i 5 Stelle. Ci ha fatto capire, pur nella mefitica gora in cui ci fanno galleggiare, che l’aria pulita esiste. Sarà poco, ma non vedo altro. O vogliamo fare PaP-PaP-PaP e restare tre amici al bar per sempre?
Canto XXXII, Girone dei traditori, Ugolino divora suo figlio

Un MoVimento che si affranca?
Il voto, striminzito, ma è quanto si poteva fare dopo la sostituzione del confronto umano con l’insensata furbata Rousseau, ha sconfessato il caudillino dalle cento teste politico-organizzativo-istituzionali, gli ha detto implicitamente di smammare. La ripulsa all’idea tafazziana di darsi alla fuga in Emilia-Romagna, alla faccia della poderosa maggioranza in parlamento e nel governo, consegnava a seguito e oppositori l’idea netta di una dirigenza che se la faceva sotto. E che neanche con la lampada di Diogene si sarebbe riusciti a trovare un candidato 5S credibile. Posizione difficilmente vincente, neanche salvifica e che io, conoscendo i miei polli sul territorio, ritengo infondata. Come non lo era quella presa in esame prima: la combine con un ri-governatore emiliano-romagnolo, Stefano Bonaccini, ducescamente imposto dal suo partito, fattosi valere presso tutti gli avvoltoi grandioperisti per il buongoverno, in competizione con il sodale milanese, di maggiore consumatore del suolo d’Italia.




Dal pacifismo all’elmetto in testa
In Iraq, dicono, che ci sono 1.500 soldati italiani. Magari sono tre volte tanti, per quello che ci dicono. Ma i cinque feriti, dicono, nel Kurdistan, erano Forze Speciali, non addestratori, ma combattenti e nessuno ce ne aveva mai parlato, in parlamento o fuori. In Afghanistan, dove tutti, Usa compresi, puntano a porre fine a un’invincibile guerra di sterminio durata 18 anni su un falso pretesto, ostinatamente restano, dicono, 1000 soldati italiani con tanto di armamentario d’attacco (infatti ne abbiamo persi 54). Per il totale delle 34 missioni militari all’estero, grottescamente dette “di pace”, fino al 2017 abbiamo avuto, dicono, 131 morti. Non sono riuscito a trovare dati più recenti e niente sui feriti. In compenso ci sono, e non lo dicono, 366 morti e 7.500  ammalati di cancro per le contaminazioni da uranio, a lungo negate, nelle missioni all’estero e anche in Sardegna. Per cosa? Nel nome di chi? Col PD, responsabile di tutto ciò, i Cinquestelle denunceranno ancora queste cose?

Ci sono stati quei cinque feriti e mutilati in misteriose operazioni in Iraq. In Libia il generale Haftar, unificatore del paese contro le bande jihadiste di Tripoli e Misurata, sostenuto da Egitto e Russia, invisissimo a padroni del mondo e sguatteri, abbatte due droni italiani in pieno entroterra libico: “Predator” d’attacco dalla base Usa di Sigonella che questo governo infingardo e bellicista dice “addetti alla sicurezza in mare”. In Iraq, come in Siria, come in molti altri posti, operano, uccidono, devastano tuttora i terroristi Isis e Al Qaida, sguinzagliati dai nostri migliori alleati Usa, Nato e tiranni del Golfo. 


Luigi Di Maio, infaustamente capo politico di un movimento che fino all’altro ieri non voleva missioni e arricciava il naso su Nato (e UE e Euro), alla vigilia dell’ennesimo viaggio da captatio benevolentiae a Washington (in parellelo, il collega Renzi sta da quei simpaticoni di Riyad), dichiara, come un Bolton o un McCain qualsiasi: “Giovedì sarò a Washington proprio per la riunione della coalizione anti Isis. Il messaggio che porterò sarà molto chiaro: l'Italia non indietreggia e mai indietreggerà di un centimetro di fronte alla minaccia terroristica. Lo Stato italiano reagirà con tutta la sua forza di fronte a chi semina terrore e colpisce persone innocenti, tra cui donne e bambini". Un uomo, un capo(rale), una garanzia. Mentre Bush, Cheney e Obama, iniziatori della farsa più sanguinaria dopo e Crociate, se la ridono. Altrettanto se la ridono gli utilizzatori finali del nostro paese, tipo Moscovici e Dombroskis, a vedere passare gli anti-UE-euro all’opposizione ai pro-UE-euro al governo, dal no-Juncker al sì-Von der Leyen.






Grillo e T.I.N.A., come una Thatcher qualsiasi
Ce ne sono altre di cose sciagurate di Di Maio, su vari fronti, perfino estetici, se consideriamo quel suo taglio di capelli alla calciatore coatto, o di stile, da irrimediabile provincialotto, ricordando i baci alla fidanza per “Chi”, o alla teca di San Gennaro per sua Eminenza Crescenzio Sepe. Ma questa della fiera impennata contro il terrorismo, che si sa benissimo di chi sia, basta e avanza. E qualifica anche Grillo, integralista dell’inciucio con l’establishment di Zingaretti, Renzi, Boschi, Delrio, Franceschini e i vari pregiudicati e inquisiti al traino, l’aureola di capo politico che questo “garante” (di cosa?) ha riacceso a mille volt sul capo politico, affermando che anche per costui vale T.I.N.A.,There Is No Alternative, con cui ci hanno fregati i globalisti neoliberali. Io di alternative ne saprei quasi 315mila, quanti sono gli iscritti al M5S, mentre ne conosco almeno dieci, a cominciare da Dibba,Taverna, Morra, Corrao, Raggi, Paragone...


Paola Taverna, Di Battista


Complimenti a questo “Garante” che riconsegna all’establishment una decina di milioni di elettori contro l’establishment, alla morsa tanto esperta quanto cinica e senza scrupoli del partito rappresentante delle necrocrazie imperialcapitaliste, dello Stato Profondo Usa, delle conversione dei buoni sentimenti in pessime azioni da parte di un manipolatore come Soros, delle collusioni storiche con ogni tipo di malavita, delle guerre di sterminio, dell’appoggio popolicida alle rivoluzioni colorate, degli F35 da attacco ai matrimoni dell’Afghanistan e agli ospedali iracheni, delle Grandi Opere disintegratrici di comunità, opere, patrimonio naturale, dello Sbloccaitalia, del Jobs Act e, prima di mettere il punto, potrei andare avanti per altre trenta pagine. E cosa chiama tutto questo l’istrione genovese: LA SINISTRA. Dichiarando a quelli che ci hanno creduto che dieci anni fa erano fessi e ora sono elevati perchè stanno a sinistra. A sinistra con Marcucci, Franceschini e Renzi!

 

Spinta verso il baratro


Il travaglio, la sofferenza, il disorientamento, il risentimento, che serpeggiano tra i Cinquestelle, a tutti i livelli, richiedono urgentemente la presa di posizione di qualcuno fino ad oggi affidabile, che si ponga come faro e riferimento, da revisore e ricostruttore su basi democratiche, prima che tutto sia perduto, visto che dalle altre parti non ci sono che pescatori nel torbido e pesci maleodoranti. Il silenzio assordante di qualcuno ha parlato forte e chiaro. Ora vorremmo anche il suono. E, che si sappia: quello che da questo popolo italiano tartassato e desovranizzato è fiorito in termini di dignità ed emancipazione è la gente incazzata e onesta che nella notte più buia è andata appresso a cinque stelle. O si riparte da quelle parti, o non ce n’è per nessuno. Ovviamente dopo aver ucciso il padre (e il nonno). Freudianamente, s’intende. E non sia, invece, Crono che si mangia i figli.




E ora torniamo alle sardine. Alla prossima.

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