venerdì 26 novembre 2021

La prima vittima di una matrigna con la falce --- NE UCCIDE PIU’ LA SPADA CHE IL BLA BLA BLA --- Sardegna, un paradiso fucina di morte


https://www.byoblu.com/.../ne-uccide-piu-la-spada-che-il.../ Carnefici e vittime di un'isolamondo.

* Ringrazio i grandi amici Nicola, Andrea ed Enrico, per la mano che mi hanno dato a difendere e amare la loro Sardinia.
Che bella la Sardegna, che intelligenti, forti e dignitosi i suoi antichissimi nativi, che mare, che spiagge, che formaggi! Ma perché non ne facciamo un bel poligono?.... Si devono essere detti, negli anni ’50 del secolo scorso, generali e feldmarescialli italiani, americani, della “comunità internazionale” (leggi N ATO), davanti ai nostri “statisti” schierati sull’attenti, tutti in divisa con compasso e coppola.
Del resto, ci si sarebbe mai potuto immaginare che i sardi, incazzati perchè seviziati e decimati, come non mai, dallo Stato nel quale sono stati ristretti, avrebbero potuto innescare una crisi nel potere nazionale? Così lontani, così separati, così poveri? E' vero, quei pochi pastori, lasciati generosamente sopravvivere alla morìa delle loro pecore, perchè, da mammutones, facessero folklore e turismo, avevano fatto un po' di chiasso davanti a Montecitorio. Ma tutto è finito lì. Continuassero pure a sbraitare a casa loro, che, in fondo, loro non era più da tempo, davanti alle basi nostre e della nostra conventicola armaiola globale. Ci avrebbe pensato la magistratura. La nostra.
Chi inquina non paga. Chi protesta paga. A volte muore.
Così, dopo un'inchiesta durata dieci anni, straripante di testimonianze, prove, periti, sono stati assolti otto comandanti di poligoni nei quali e dai quali da settant'anni si spargono veleni, malattie, morte. il Procuratore che li aveva voluti processare, Fiordalisi, è stato mandato via e un giudichessa monocratica, anzichè strappargli le stellette e fargli ripulire l'ambiente, ha deciso di assolverli tutti.
Si poteva far altro dopo l'insediamento di un Draghi a capo di ogni articolazione istituzionale? Si poteva. 47 cittadini sardi che, nel corso degli anni di una mattanza senza fine dai poligoni, avevano rivendicato pace per sè e per gli altri, salute e sovranità, sono passati sul banco degli imputati, al posto dei comandanti.
Sperimentare in Sardegna, collaudare nel mondo
L'Italia mafio-massonico-atlantica poteva forse esimersi dal tentare di sopprimere un po' di sardi, umani, animali, vegetali? Non sarebbe stato un indebito privilegio riservato a se stessa? Quando, per la modica spesa di 2,4 miliardi al mese, ha un 8000 armigeri sparsi per il mondo in 45 missioni militari? Missioni (una volta si chiamavano "spedizioni". Così invece si pensa a preti e crocerossine.) dette orwellianamente "di pace" o "interposizione". Missioni tutte munite delle più moderne ed efficienti attrezzature per proteggere gli indigeni, cioè per tenerli buoni e, nel caso, toglierli di mezzo se dovessero dare fastidio alla "comunità internazionale" (nome d'arte della NATO).
Ma, scusate, di cosa si lamentano i sardi? Non dà il suo contributo di agnello sacrificale militante anche l'Italia continentale, con le sue 90 basi USA/NATO, 200-400 bombe atomiche, appena ammodernate e da installare sui potenti F35 testè acquistati? Tipo quelli che il 18 marzo 2019, a Barghouz (Deir Ezzor, Siria), impropriamente ancora sotto controllo nazionale siriano e non dei curdi a stelle e strisce e stella di David, hanno fatto il proprio dovere polverizzando alcuni miliziani ISIS. Miliziani che poi, però, erano una settantina di civili, soprattutto donne e bambini. Una My Lai siriana, come c'è voluto il New York Times a rivelarcelo.
"Right or wrong", my country (Giusto o sbagliato, il mio paese), è la frase pronunciata duecento anni fa da un ufficiale della marina USA, a dichiarare nei secoli dei secoli l'immunità/impunità di uno Stato vocato al terrorismo in difesa dei valori occidentali. Frase ripetuta tante volte quante sono i crimini anglosassoni di mezzo millennio. Ma nel nostro paese la si è corretta secondo le esigenze dei nostri dirigenti: "Right or wrong their country" (giusto o sbagliato, il loro paese).
Draghi, Schwab e Stoltenberg: non ci facciamo mancare niente
Per cui, divagando, non illudetevi che Mario Draghi, spedito qui apposta, neghi ai suoi forgiatori e padrini statunitensi TIM, delle industrie italiane la più strategica, sul piano delle comunicazioni, della sicurezza e, quindi, della sovranità nazionale e dei cittadini, delle industrie italiane. Mica poteva, Draghi, rinnegare i meriti di una vita! E neanche una tradizione italiana che ci ha visti leali jihadisti Nato in Somalia, Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Siria.
Da noi, a Roma c'è anche il Nato Defence College, l'università per le guerre, dove si addestrano a conquiste e massacri ben 80 paesi membri o partner del Patto Atlantico. Cosa avrà da lamentarsi la Sardegna con appena il 61% delle servitù militari italiane. Qui, sul continente, abbiamo il pregio e l'onore di essere tutta una servitù militare, al cento per cento.
"La Russia continua a spostare il suo paese verso le basi Nato"
Negli ultimissimi giorni questo virgulto di caveau ha incontrato, prima, Klaus Schwab, fondatore e presidente del transumanesimo made in Forum di Davos, per ragionare su come portare avanti nel FEM di gennaio, il discorso dell'Italia laboratorio del Nuovo Ordine Mondiale. Subito dopo, altro compagno di merende, Jens Stoltenberg, segretario della NATO, uno cui prudono le mani già quando scorge una pietra focaia, figurarsi un missile Tomahawk. Di cosa si è parlato? Visto che la bestia da bastonare di questi tempi e il "dittatore" Alexander Lukashenko (che i migranti li cura, anzichè trattarli come va fatto con i portuali triestini) per arrivare piano piano al suo sponsor e sodale Vladimir Putin, potevano for forse mancare Draghi e le FFAA italiane?
Espansionismo cinese verso basi USA
Infatti Stoltenberg è venuto per darci istruzioni sull'uso degli F35A, Eurofighter, Typhoon, dei ben cinque stormi dell'aeronautica italiana collocati, mica a casa loro, come vorrebbe un Ministero detto "della Difesa", bensì a 2.241 km di distanza, in Lettonia. Devono levarsi in volo a intercettare gli eventuali aerei russi che fossero diretti, questi sì, da casa loro a casa loro (Kaliningrad). Tocca contenere l'avanzata di russi e cinesi verso le basi che li circondano. Se poi questo determinasse il passaggio dalla guerra fredda a quella calda, pazienza. Si potrà sempre dare la colpa a quei pasticcioni di italiani.
"Molti di noi stanno pensando a quando le cose torneranno alla normalità. La risposta è breve: mai...La pandemia segna un punto di svolta fondamentale nella nostra traiettoria globale... Il mondo come lo conoscevamo nei primi mesi del 2020 non è più, dissolto nel contesto della pandemia" (Klaus Schwab, fondatore e direttore del Forum Economico Mondiale)

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