martedì 28 novembre 2023

Mondocane Speciale--- -- ANGELI E DEMONI ALLE PORTE DELL’INFERNO


 

 


Fulvio Grimaldi, inviato di Byoblu a Rafah (per chi se lo fosse perso e ci tenesse)

https://www.byoblu.com/2023/11/22/fulvio-grimaldi-in-mondocane-speciale-da-rafah/#comments

https://www.byoblu.com/2023/11/22/fulvio-grimaldi-in-mondocane-speciale-da-rafah/

 

Per togliersi dalla fangazza che ti impiastriccia e blocca nella politica italiana, tutta, di governo, di opposizione, di antagonismo, di finto antisistema, non c’è che Gaza, la Palestina e, in mancanza Rafah, la porta dell’inferno. Sai perché? Perchè lì ci si guarda in faccia, carnefici e vittime, oppressori e resistenti, nazisti e partigiani. Le mistificazioni che, dalle nostre parti, ci imbrogliano, ci ammanettano, ci imbavagliano, ci fanno smarrire in un labirinto di ipocrisie, raggiri, false apparenze, ologrammi che fingono di essere corpi, gesuitismo, simulazioni e dissimulazioni, camaleontismo (vedi il recente connubio Rizzo-pregiudicato picchiatore fascista, strumento della Strategia della Tensione, Alemanno).

A Rafah, quando ti vengono incontro gli scampati, quando senti gli schianti vicini dei massacratori su Khan Yunis e fondi quei suoni con quanto gli scampati, che hai di fronte, ammutoliti o freneticamente verbosi, si sono lasciati dietro in termini di macerie e morte, ti ritrovi nella verità. Tutto è autentico, terribilmente autentico, chiarissimo, Le infingardaggini nebbiose, untuose, polverose, che ci impestano a casa, cadono come trucioli.

Gaza, Rafah, le centinaia di ambulanze egiziane arrivate dai più lontani e piccoli villaggi, con autisti estenuati e mai stanchi, che si avventurano nell’inferno per raccogliere corpi saccheggiati. I conducenti di mille e mille TIR che fiancheggiano i 345 km dal Cairo a Rafah, in attesa per notti e giorni dettati dagli sterminatori, e sono quasi tutti egiziani, con beni offerti da un popolo che non naviga nell’abbondanza.

Ospedali da El Arish, a un passo da Rafah, per le massime urgenze, a Suez, a Ismailia, al Cairo, che custodiscono, proteggono, curano gli angeli che i demoni non sono riusciti a squartare e a far volare via, come nell’immagine. E medici in strutture e condizioni che noi ci sogniamo, dove ogni paziente del mondo è curato gratis (come ogni studente, qui, è istruito gratis), medici che curano, aggiustano, quanto di spezzettato dai demoni si riesce a riparare e restituire alla vita e all’umanità dei giusti.

Amici, se da Roma sono venuto via col peso di una vicenda personale, politica, umana, pienamente inserita nel gravame della nostra vicenda collettiva tra il tragico, il grottesco, il depravato e, in ogni caso, l’impuro, alle porte di Rafah, ai letti dei bambini palestinesi, che chiedevano solo di tornare a Gaza, seppure senza più gambe o occhi, accanto a medici, pure loro con le ali al cuore, mi sono ritrovato libero e leggero, in un mondo che sanguina, ma è pulito.

Adesso che sono tornato, so riconoscervi meglio.

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