mercoledì 17 luglio 2013

ARPIE KAZAKE

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, ai presenti come vuole. Ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida, e i capi dello Stato, pure loro, pensano solo per sé. (Johann Wolfgang von Goethe)

Le Pussy Riot del Kazakistan e i loro mentori
Avete visto come è stata sotterrata la vicenda dello Stato canaglia capo e dei suoi crimini spionistici insieme a quella di uno, Edward Snowden che, a rischio di tutto, vita compresa, ha denudato questo orrido imperatore? E’ bastato che la polizia trattasse una donna con figlia alla stessa identica maniera di decine di migliaia di innocenti migranti per far esplodere un putiferio della stessa scatenata rabbiosità – e malafede – di quelli che avevano raso al suolo qualsiasi verità con i presunti martirii delle varie Neda Soltan, o Sakineh, o Pussy Riot in laica orgia nelle cattedrali, di iraniana e russa memoria. La signora kazaka Alma Shalabayeva e la signorina Alua, prelevati da un’orda di sgherri della Cancellieri e, nel giro di tre giorni, espulsi verso il loro paese. Senza, orrore!, che se ne fosse informato il presidente del Consiglio, cosa che, si sa, succede regolarmente con ognuno dei migliaia di senegalesi, somali, tunisini, polacchi, per ognuno dei quali viene meticolosamente sollecitato il potere riparatore del governo. Eppure la signora non era mica stata salvata, nuda, disidratata, in procinto di partorire, da un gommone alla deriva. Era entrata illegalmente in Italia con passaporto falso della Repubblica Centroafricana (!) e sotto falso nome, checché si cerchi di oscurare il dato rilevato dalle autorità preposte. La classica clandestina, secondo le simpatiche leggi bipartisan del nostro accogliente regime. Di lei si sono occupati ben tre magistrati, cosa non proprio abituale per i “soliti” clandestini.

lunedì 15 luglio 2013

UN OPPIACEO CHIAMATO BERGOGLIO

Non credere a niente solo perchè lo dice un cosiddetto saggio. Non credere a niente solo perchè è un'opinione generalmente condivisa. Non credere a niente solo perchè lo si dice di origine divina.Non credere a niente, solo perchè qualcun altro lo crede. Crei solo a quello che tu stesso hai valutato e giudicato vero. (Siddharta)

Cito da un anonimo intelligente: “Ci hanno fregato con un papa”buono”, che sta simpatico a tutti, perfino agli atei. Ci hanno fregato ancora una volta”.  Il rinomato catto-medievalista di destra, Franco Cardini, tanto si è avviluppato tra le tenebre dei cicli cavallereschi e delle crociate, tra Jacopone da Todi e Fra’ Anselmo, da meritarsi la posizione d’onore nel “manifesto” tra i celebranti dell’adorazione mistica del papa a Lampedusa. Per il tripudio liturgico, con scene di estasi alla Santa Teresa, che precipitava come un Vayont da tutti gli schermi, con analoghi effetti catastrofici e radendo al suolo anche incolpevoli non credenti, il “manifesto”, non volendo essere da meno dei più accesi tribolanti, ha mobilitato l’intera redazione. Ha consentito che vi si incistasse perfino il già citato Stefano Liberti, presunto africanista, colmo di pietà per i migranti quanto elargitore di peana ai “giovani rivoluzionari” impiegati contro il popolo della moritura Libia. Ma nessun papa potrà negare al Cardini il privilegio degli eletti, elevati negli alti ranghi degli ordini cavallereschi della Santa Sede. Qui risplenderà in perpetuo nella luce del Signore accanto a don Nunzio Scarano, il lazzarone detto “Monsignor 500 euro”, Totò Cuffaro (Costantiniano di San Giorgio), Umberto Bossi con Bobo Maroni, Mussolini e Ciano, Massimo D’Alema, Gianni Letta (Ordine del Piano di Pio IX), Licio Gelli, Monsignor Marcinkus, Bruno Contrada (Santo Sepolcro), Renato Schifani, Roberto Formigoni (Cavalieri di Malta). Gli mancherà di costoro il merito di essere inquisito o condannato, ma tant’è, la misericordia della Chiesa è infinita.

OBAMA-OSAMA-EGITTO: FAR SPARIRE I MORTI FALSI E I VIVI VERI

La più faccia come il culo della settimana. Enrico Bondi, commissario Ilva e zerbino dei Riva: “Strage di tarantini per le troppe sigarette”. La più fetida della settimana. La teenager pakistana Malala, manipolata dalla Cia a 12 anni per blaterare proclami filo-americani, ferita da uno sparo misterioso che i Taliban hanno sempre negato, ora spedita all’ONU per propagandare la falsità che l’Islam non consente la scuola alle bambine. Esempio di stupro psicologico. La più chiavica della settimana. L’ebetino Renzi, archetipo di fuffarolo reazionario, dopo averla ottenuta dai banchieri scampaforca delle Cayman, dal delegato del popolo Briatore, dal padrino immortale di Arcore, ottiene l’investitura a rottamatore d’Italia anche da Angela Merkel. Ma passiamo alle cose serie.

Obama, tu uccidi un Osama morto
Il despotismo dell’oligarchia Usa, oramai al più alto tasso criminale del pianeta, assopitisi prontamente i sommessi rilievi della politica politicante e mediatica dei sub-briganti UE-Nato sullo stupro della democrazia e dei diritti umani (quelli veri) operata dal sistema di controllo e repressione totali del sistema “Prism”, non ha esitato un battito di ciglia per compiere un ulteriore passo verso l’annientamento della sovranità popolare. Giorni fa il regime dell’autocrate per conto terzi Bilderberg, Obama, ha fatto sparire dalla banca dati del Pentagono i dossier segreti relativi al raid dei Navy Seal, 2 maggio 2011, contro il presunto nascondiglio del presunto Osama bin Laden ad Abbotabad, Pakistan. Il resoconto di una delle più grottescamente bucherellate fandonie dell’era imperiale, dopo quella dell’11 settembre, è stato affidato agli impenetrabili caveau della Cia, a Langley. Da qui, diversamente da quanto avrebbe potuto essere preteso con i dati depositati nel Pentagono, nessun “Freedom of Information Act”, la legge che autorizza i cittadini a entrare in possesso di informazioni di Stato di pubblico interesse, potrà mai più esigerne la consegna e pubblicazione.

venerdì 5 luglio 2013

RIVOLUZIONI, GOLPISTI, PIRATI, PAPI


Un uomo che punta a un beneficio apparente e che immediatamente procede a dissociarlo dalla questione di cosa sia giusto, si dimostra in errore e immorale. Un tale atteggiamento è il parente stretto di assassinii, avvelenamenti, manipolazione di volontà, furti, malversazione di denaro pubblico e il rovinoso sfruttamento di cittadini di Roma e delle provincie. Un ulteriore effetto è l’appassionato desiderio di ricchezze eccessive, di insopportabile tirannia, e, alla fine, della conquista dispotica di liberi Stati. Questi desideri sono i più orribili e ripugnanti che si possano immaginare. L’intelligenza pervertita di uomini animati da tali sentimenti è in grado di comprendere i vantaggi materiali, ma non le punizioni. Non intendo punizioni stabilite dalla legge, poiché a queste spesso sfuggono. Intendo la più terribile delle punizioni: il proprio degrado. (Marco Tullio Cicerone)

Grilli straparlanti
Puntuale come la comparsa alla porta di casa ogni lunedì del venefico testimone di Jehova, al primo cenno di sommovimento anti-sistema salta fuori il pierino con la formuletta collaudata: “E’ tutto opera della Cia, del Mossad, della NED, di Soros, insomma dell’onnipresente, onnisciente, onnipotente padrone del mondo cui nulla sfugge, tutto controlla, ogni cosa muove”. Si tratta degli ossessi dell’imperialcapitalismo che, a livello conscio, riducono a epifenomeno ontologico ogni idea che classi e popoli possano, in autonomia antagonistica, combinare alcunché contro il Golem decretato dalla storia come dato perenne e ineludibile. A livello inconscio, sono innamorati folli del Golem e hanno una paura fottuta delle masse.

martedì 2 luglio 2013

"TUTTO IL MONDO STA ESPLODENDO..." Datagate e controffensiva imperiale


Grato m’è il sonno e più l’esser di sasso mentre lo scorno e la vergogna dura. (Michelangelo Buonarotti)

Non è misura di salute l’essere bene inserito in una società profondamente ammalata. (Jiddu Krishnamurti)

Guardateci. Tutto è arretrato. Ogni cosa è sottosopra. I medici distruggono la salute, i giuristi distruggono la giustizia, le università distruggono la conoscenza, i governi distruggono la libertà, i media distruggono l’informazione e la religione distrugge lo spirito. (Michael Ellner)

L’Occidente ha vinto il mondo non per la superiorità delle idee o dei valori o della religione, ma piuttosto per la sua superiorità nell’applicare la violenza organizzata. (Samuel P. Hungtinton)

Egitto, Turchia, Brasile. E noi?

Avete notato la differenza nel trattamento, da parte dell’inciucio strategico mediatico-politico, delle insurrezioni in Turchia, Egitto, Brasile? E quella tra le loro manifestazioni  e le nostre? Chiave di interpretazione della differenza: obnubilamento ideologico e geopolitica imperiale che tutti unisce. Nel caso di Turchia ed Egitto, manifestazioni e perfino scontri durissimi, violenze, bottiglie incendiarie, suscitano indulgenza e comprensione: dall’altra parte c’è un regime di ferocia repressiva e… islamico. E degli insorti si dice del laicismo e della democrazia, mica della devastazione sociale di un neoliberismo imposto da noi. Noi, invece, siamo Occidente civile e cristiano e così, anche se un po’ meno, il Brasile, fulgida stella dei BRICS, governato dall’erede del socialista Lula, non più colonia Usa. E allora da noi, come in Brasile, chi difende il suo diritto alla piazza, all’espressione, all’opposizione, è contaminato, se non sabotato, dalle solite “frange estremiste”, dai “provocatori violenti”, dagli amici del giaguaro. Oppure non è altro che una massa senza capo né coda manovrata dai soliti noti.

sabato 29 giugno 2013

Due docufilm su mondi occultati e mistificati




AL “LAGO FILM FEST”, 4-7 LUGLIO 2013, primo Festival di Cinema e Cultura indipendenti a Bracciano (RM)

FULVIO GRIMALDI presenta due docufilm.
ore 19.00: “MESSICO, ANGELI E DEMONI NEL LABORATORIO DELL’IMPERO”. ore 21.00: “TARGET IRAN”,

BRACCIANO, ARCHIVIO STORICO,

PIAZZA CASTELLO, SABATO 6 LUGLIO

mercoledì 26 giugno 2013

ELEZIONI IN IRAN. QUANDO IL POPOLO PARTECIPA.



Buona parte dell’ignoranza può essere sconfitta. Se non sappiamo, è perché non vogliamo sapere.(Aldous Huxley)

Ogni volta che vi trovate dalla parte della maggioranza, è tempo di fermarsi e riflettere (Mark Twain)

Quando troppa gente è d’accordo con me, senti che mi sto sbagliando (Oscar Wilde)

Lo scopo della vita non è di stare dalla parte della maggioranza, ma di evitare di trovarsi tra le fila degli insani (Marc’Aurelio)

C’è qualcosa di divertente nell’attuale momento della guerra planetaria tra l’imperialismo economico o bellico e i popoli che vi resistono o gli si rivoltano contro.

In occasione delle elezioni presidenziali in Iran, tamburini, pifferai e trombettieri dei diritti umani e della democrazia, pionieri della conquista imperiale sul modello dei missionari cristiani di ieri (e pure di oggi), sciacquettando tra i denti saliva di anticipazione, si aspettavano un replay della cosiddetta “rivoluzione verde” del 2009. “Rivoluzione” filoccidentale che tanto entusiasmo suscitò dall’estrema destra all’estrema sinistrata, quando da fighetti e riccastri di Tehran, con il supporto delle solite agenzie Usa, fu scatenata contro la vittoria (con 11 milioni di vantaggio!) di Ahmadinejad. “L’onda verde”, pur supportata dalla truffa di una Neda Soltan, “militante verde uccisa da un cecchino dei basiji”, che si è scoperto dai fotogrammi essersi buttata da sola del sangue in faccia e poi rispuntata a nuova vita in Germania, si spense rapidamente quando i 40mila osservatori del voto, tratti da tutti i partiti, non riuscirono a produrre una sola prova di brogli. Il remake non c’è stato, non s’è mossa foglia di contestazione, anzi, gli iraniani, lontani da qualsiasi nostro disgusto per la politica, col 73%, hanno votato più che in tutte le elezioni precedenti e più di qualsiasi paese della del Sud del mondo e di moltissimi del Nord. Pur vincendo per appena 261.251 voti, praticamente con il 50% + 1, Hassan Rohani, definito un “moderato”, non è stato contestato da nessuno. Analoga partecipazione hanno visto le simultanee elezioni amministrative, nelle quali 800mila candidati si sono battuti per 200mila seggi e che hanno visto prevalere i candidati vicini a Ahmadinejad.

domenica 16 giugno 2013

HITLER SI SENTIREBBE UN PRINCIPIANTE



Non sono dispiaciuto perché mi hai mentito. Sono dispiaciuto che, d’ora in poi, non potrrò più crederti. (Friedrich Nietzsche)
La storia è un insieme di menzogne sulle quali ci si è messi d’accordo. (Napoleone Bonaparte)
C’è nel governo degli Stati Uniti un enorme apparato che, in totale segretezza, ha costruito una struttura gigantesca che ha un solo scopo: distruggere ogni privatezza e ogni anonimato, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. (Glenn Greenwald, The Guardian, rivelatore del sistema “Prism”)
Strani tempi, questi in cui viviamo, ove ad anziani e giovani si insegna in scuole della falsità. E dove l’uomo che osa dire la verità viene chiamato contemporaneamente un folle e un cretino. (Platone)
Nella nostra condizione di schiavi coloniali, non riusciamo a vedere che la “Civiltà Occidentale” nasconde dietro alla sua brillante facciata una muta di iene e sciacalli. Questo è l’unico nome che deve essere dato a coloro che vanno in giro a svolgere “compiti umanitari”. Sono animali carnivori che si nutrono di viventi disarmati. Questo è ciò che l’imperialismo fa all’uomo. Questo è ciò che caratterizzata l’”uomo bianco” imperiale. (Ernesto Che Guevara)

Ragazzi, questa è lunga. Diciamo edizione domenicale. Quella che si finisce con il leggere un po’ per la volta durante la settimana. Non va bene per chi ama twitter.

Sulle manifestazioni del 15 giugno 2013.
Solo un’osservazione, anche in risposta ad alcuni commenti sul blog. La kernesse dell’internazionale nera a Roma, tipicamente a Ponte Milvio, centro di adunate dei fasci, che ha attirato siriani tanto ingenui quanto in contraddizione con il loro governo da sempre antifascista e anticolonialista. Quella romana dei filo-ratti anti-Assad e, dunque, antisiriani, dei trombettieri di AL Qaida-Nato, abusivamente nel quartiere rosso di San Lorenzo, corifei dei traditori palestinesi filo-Qatar. E quella, del sabato precedente a Milano davanti al consolato USA dei sostenitori del popolo siriano e della sua resistenza, indebolita dai nonviolenti e dall’assenza di immagini di Assad. L’ultima è sicuramente la più apprezzabile. Ai suoi promotori, auguriamo, con il concorso di più gente e un maggiore coraggio antimperialista, la migliore diffusione ed espansione.

La più fetente è senza dubbio quella di San Lorenzo, perché condotta da falsi sinistri, falsi democratici, falsi antimperialisti, falsi rivoluzionari, falsi filo palestinesi, che colpiscono l’eroico popolo siriano alle spalle facendo passare, sotto mentite spoglie, esclusivamente il messaggio dei cannibali imperialisti. Non per nulla hanno il conforto del padrinaggio di tentacoli Cia come Amnesty International e Reporters Sans Frontieres. Sulla prima, dei profittatori dell’ignavia delle sinistre per guadagnarsi una visibilità e uno spazio politico che la storia e la coscienza di massa antifascista gli ha negato, visto che il fascismo vero lo rappresentano Obama, l’UE e le Larghe Intese nostrane, c’è solo da sottolineare la soddisfazione di questi ultimi per aver avallato la loro propaganda su Assad dittatore fascista, sostenuto dai fascisti. 


Bilderberg alla lotta di classe

lunedì 10 giugno 2013

"SENZA ASSAD E SENZA VIOLENZA"?

“SENZA ASSAD E SENZA VIOLENZA”?

COMUNICATO URGENTE:
 IL 15 GIUGNO A ROMA SI RADUNANO, PROCLAMANDO CHE SONO PER LA SIRIA E PER IL PRESIDENTE ASSAD, I PEGGIORI RIGURGITI FASCISTI E NEONAZISTI EUROPEI. SI TRATTA DEGLI EREDI E PROSEGUITORI DEL PIU’ FEROCE ASSALTO AI POPOLI COMPIUTO NEL NOVECENTO, DEI SEGUACI DI UN’IDEOLOGIA RAZZISTA E TOTALITARIA, DI POTENZA E SOPRAFFAZIONE,  CHE E’ L’ESATTO CONTRARIO DI QUANTO LA SIRIA PANARABA, ANTICOLONIALISTA, ANTIMPERIALISTA E SOCIALISTA HA COSTRUITO CON LA SUA RIVOLUZIONE. FACCIAMO APPELLO AI SIRIANI DI BUONAFEDE, AI LORO RAPPRESENTANTI DIPLOMATICI, A TUTTI I CITTADINI AMANTI DELLA LIBERTA’,  PERCHE’ SI DISSOCINO DA QUESTA IGNOBILE KERMESSE CHE NON FA CHE RAFFORZARE GLI ARGOMENTI STRUMENTALI E FALSI CON I QUALI L’IMPERIALISMO E I SUOI CORIFEI GIUSTIFICANO IL MASSACRO DELLA SIRIA.

Contemporaneamente si riuniscono a Roma, infangando il quartiere rosso di San Lorenzo, gli esqualidos della sinistra sinistrata, gli infiltrati dell'imperialismo-sionismo, per presentare l'altra faccia dei nemici della Siria e della sua libertà, quella dei buffoni di corte degli aguzzini della Nato e dei dittatori del Golfo. Ne parla, in fondo a questo articolo, la rivista "La Scintilla"-

La durezza di alcuni è preferibile alla delicatezza di altri. (Kahlil Gibran)

Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all’irata protesta del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra e nella miseria. (Ernesto Che Guevara)

Una puntura di zanzara prude meno, quando sei riuscito a schiacciare la zanzara. (Ugo Ojetti)

Preferisco avere sangue nelle mie mani piuttosto che acqua come Ponzio Pilato. (Graham Greene)

Ogni violazione della verità non è soltanto una specie di suicidio del bugiardo, ma è una pugnalata alla salute della società umana. (Ralph Waldo Emerson)

Integrità è dire la verità a me stesso. Onestà è dire la verità agli altri. (Spencer Johnson).


Non è causa futile, né frutto di fissazione monomaniacale, se torno sul tema della nonviolenza opposta al diritto di difesa-offesa armata, o comunque fisica, degli aggrediti, l’unica decretata esecrabile e da soffocare come crimine. Dagli aggressori. E’ un tema che segna il confronto di ogni epoca tra libertà e oppressione, tra legge dell’uomo e legge del cannibale. Strumento dell’assassino, è spesso anche la foglia di fico del codardo. Il suo dilagare negli ultimi decenni è alla base delle difficoltà e, ahinoi, di molte sconfitte subite dai giusti. Ricordo le giornate che ho vissuto, dopo il colpo di Stato Usa-Narcos, in Honduras. Un movimento nascente, irriducibile, di resistenza protrattosi per mesi fu falciato, più che dalla repressione, dall’intimazione alla nonviolenza fatta da dirigenti sindacalisti alle masse in rivolta che stavano paralizzando il paese. Niente barricate, niente servizi d’ordine, niente organizzazione per la salvaguardia e la risposta delle manifestazione. Piuttosto, facciamo un bel partito, inseriamoci nella logica dell’esistente in cui tutte le leve del dominio e del consenso sono in mano all’avversario, puntiamo alle elezioni. E gli studenti che fisicamente difendevano scuole e università, i proletari dei quartieri che li avevano eretti a fortilizi di contropotere, indigeni e campesinos che si erano riappropriati, morendo a decine sotto l’assalto di militari e sicari, delle terre sottratte da speculatori e desertificatori multinazionali, rimasero soli.
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Ecco un commento al mio post precedente. Poi continuo.

mercoledì 5 giugno 2013

I BUONI E I CATTIVI. E I BUONISSMI. E LA COMBRICCOLA RODOTA'-TALMUT

Muore un albero. Si sveglia una nazione. (Nazim Hikmet, poeta turco)
L’uomo miri a uno scopo, e coll’aspettativa, coi disegni, colle speranze dell’avvenire, rilevi il pregio dell’esistenza, la quale sempre che manca di prospettiva d’un futuro migliore, sempre ch’è ristretta al solo presente, non può non parer cosa vilissima e di niun momento, perché nel presente, cioè in quello che è sottoposto agli occhi, non hanno luogo le illusioni, fuor delle quali non esiste l’importanza della vita. Or la vita degli italiani è appunto tale, senza prospettiva di miglior sorte futura, senza occupazione, senza scopo, e ristretta al solo presente. (Giacomo Leopardi, “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani”)

I BUONISSIMI.





Ora brucia la Turchia e la Siria gioisce. Questa è primavera vera.

Per prima cosa gaudio e giubilo e fanfare e cimbali per l’insurrezione in Turchia contro la dittatura del neo-ottomano despota islamista ultrà, affamatore del popolo e guerrafondaio per mandato dell’imperatore. Contrassegna la rivolta di massa, fatta passare dai media come istanza puramente e innocuamente ecologista (la sostituzione di 600 alberi con un centro commerciale), pure validissima, l’incendio dell’edificio che alloggia i ratti mercenari da spedire in Siria e che invece mette in discussione un regime sanguinario e aggressore all’interno e all’esterno. Per ribadire il punto gli insorti hanno attaccato e dato alle fiamme le sedi del partito di Erdogan in tutto il paese. E lì, come in Cile, in Spagna, in Grecia, in Portogallo, i giovani, gli studenti stanno trascinando tutto un popolo subalterno, schiacciato, coinvolto in avventure militari che gli ripugnano. E, dopo 5 giorni di lotta da un capo all’altro del paese, ecco gli statali, colonna vertebrale di questo Stato centralizzato, scendere in sciopero per 48 ore. Magari ce n’est que le debut per l’intero Medioriente.