Il “Fianco
Sud della NATO”, di cui, armonizzando, cianciano a colazione, pranzo e cena
Meloni e Crosetto, c’è già. Eccolo.
In
vista di quello che viene adombrata come un nuovo assalto all’exclave spagnola
di Ceuta, il 15 agosto o giù di lì, parrebbe opportuno esaminare alcuni tratti
di quanto già avvenuto e ampiamente manipolato dall’apparato mediatico.
L’invasione,
da parte di decine di migliaia di presunti migranti, del possedimento coloniale
spagnolo di Ceuta, alla fine di luglio, indica il rafforzamento dell’Asse
Israele-USA-Marocco (come non chiamarlo fianco sud della NATO?). In questo caso
specificamente per esercitare pressione sulla Spagna filopalestinese e sul suo
Primo Ministro. postosi da tempo in prima fila nella denuncia del genocidio a
Gaza e in Cisgiordania e nel riconoscimento politico della Palestina.
Un
asse che, partendo dall’ingresso del Marocco, insieme agli Emirati Arabi Uniti,
negli Accordi di Abramo, ha fatto di queste due monarchie assolute arabe le
proxy per operazioni della strategia
sion-statunitense nel quadro del vagheggiato fianco Sud. Tra le quali assume
rilievo, la partecipazione di 150 militari marocchini, prima e per ora unica
componente della cosiddetta Forza di Stabilizzazione di Gaza, nel progetto trumpian-kushneriano
di conversione dell’ecatombe di Gaza in Resort Riviera (Complesso turistico di
lusso, ma soprattutto base di controllo e gestione del gas palestinese al largo).
Da una
collaborazione militare con Israele sul terreno a Gaza, all’irruzione di caterve
di giovanotti scortati da gendarmi marocchini e scaricati su Ceuta, finalizzata
a mettere in difficoltà la pietra d’inciampo Sanchez, con ripercussioni
significative a livello europeo (vedi il sicariato sionista della squadraccia
Meloni con la sospensione di Schengen) e mondiale, si rimane nello stesso
ambito.
Sullo
sfondo dell’operazione immediata, ci sono le parallele mosse della componente USA
dell’Asse, come il riconoscimento della sovranità sul Sahara Occidentale
(Repubblica Sahrawi) al Marocco, il sostegno del colonizzatore globale Trump
alla decolonizzazione di Ceuta e Melilla, accompagnato da segnali che nulla si
opporrebbe alla presa marocchina manu militari delle due exclavi, fino al
recente regalo trumpiano di 40 milioni di dollari a fondo perduto.
Di
tutto questo non vi è menzione nella risposta di Pedro Sanchez con la quale il
premier esime il Marocco da ogni responsabilità per quanto accaduto a Ceuta e
se ne augura la collaborazione nel contenimento di ulteriori incidenti del genere.
Cosa
che non gli impedisce oggi, nel ricordo della scoperta che fece dell’intercettazione,
con furto di milioni di dati, del telefono suo e di quelli dei ministri della
Difesa e degli Interni, realizzato grazie al software israeliano Pegasus, di
inviare a Ceuta le fregate “Santa Maria” e “Navarra”, la nave per trasporto
truppe “Rayo” e una nave per la logistica.
Non
fidarsi è meglio.