QUANDO I TOPI ABBANDONANO LA NAVE
Da una cronaca sulla fine dell’impero romano: Il cittadino
romano medio non si era accorto che l’Impero era crollato finche, un giorno,
strade e ponti cessarono di essere riparati.
Vale per l’impero statunitense, versione finale intestata al
Trump che, a scopo di esorcismo, blatera di un’ “Età dell’Oro”.
Nel Mar Rosso, a tener testa agli yemeniti che fanno saltare
i trasporti di idrocarburi sauditi, non c’è più una portaerei, né americana, né
altra, Nel Golfo Persico, ad assicurarci che Hormuz è nostro, delle tre che
Trump vi aveva collocato a dimostrazione della sconfitta dell’Iran né è rimasta
una sola. E se è vero che la garanzia della riuscita militare è in prima
istanza il morale delle truppe, la “Abraham Licoln” è come se non ci fosse. E
fra un po’ non ci sarà neppure lei.
La notizia che ci dà lo screenshot che riproduco qui sopra
da News World Americas dice: “Marinai statunitensi disperati hanno cercato di
buttarsi in mare dalla USS Abraham Lincoln a seguito del prolungato impegno. Lo
rivelano le famiglie”.
La notizia di questa forma di vero e proprio ammutinamento
tra i 5000 marinai imbarcati, operativi nello Stretto dal 21 novembre scorso
(240 giorni), con crescente scarsità di cibo fresco e bevande, conseguente
riduzione delle porzioni, rifornimenti incredibilmente carenti (quanto, del
resto, le riserve di missili e intercettori di tutto l’apparato bellico USA),
disagio psichico, è diffusa da molti media negli USA e nel Regno Unito. In
assenza di copertura da parte della maggioranza dei media, sempre ossequiosi
quando si tratta di guerra, a diffondere lo scandalo hanno provveduto le
famiglie dei militari.
attps://www.independent.co.uk/news/world/americas/middle-east-abraham-lincon-sailors-iran-b3031718.html
Secondo la TV di Stato iraniana, Press TV, di solito più
affidabile delle fonti occidentali, a bordo di questa e di altre navi dislocate
nella regione, si sarebbero verificati atti di sabotaggio, rivolta e risse. In
seguito a una di queste, a bordo della Lincoln vi sarebbero stati
nell’equipaggio sette morti e numerosi feriti. L’evento si sarebbe verificato
quando sulla portaerei era sbarcato un rappresentante di CENTCOM, il Comando
Centrale USA, per tentare di placare l’esasperazione del personale.
Ci dispiace per le vittime. Sono vittime che hanno mandato
avanti l’impero e che ora ne accompagnano l’agonia. Ci si può stare.

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