domenica 9 agosto 2026

CEUTA? NON E’ CHE L’INIZIO

 



Il “Fianco Sud della NATO”, di cui, armonizzando, cianciano a colazione, pranzo e cena Meloni e Crosetto, c’è già. Eccolo.

In vista di quello che viene adombrata come un nuovo assalto all’exclave spagnola di Ceuta, il 15 agosto o giù di lì, parrebbe opportuno esaminare alcuni tratti di quanto già avvenuto e ampiamente manipolato dall’apparato mediatico.

L’invasione, da parte di decine di migliaia di presunti migranti, del possedimento coloniale spagnolo di Ceuta, alla fine di luglio, indica il rafforzamento dell’Asse Israele-USA-Marocco (come non chiamarlo fianco sud della NATO?). In questo caso specificamente per esercitare pressione sulla Spagna filopalestinese e sul suo Primo Ministro. postosi da tempo in prima fila nella denuncia del genocidio a Gaza e in Cisgiordania e nel riconoscimento politico della Palestina.

Un asse che, partendo dall’ingresso del Marocco, insieme agli Emirati Arabi Uniti, negli Accordi di Abramo, ha fatto di queste due monarchie assolute arabe le proxy per  operazioni della strategia sion-statunitense nel quadro del vagheggiato fianco Sud. Tra le quali assume rilievo, la partecipazione di 150 militari marocchini, prima e per ora unica componente della cosiddetta Forza di Stabilizzazione di Gaza, nel progetto trumpian-kushneriano di conversione dell’ecatombe di Gaza in Resort Riviera (Complesso turistico di lusso, ma soprattutto base di controllo e gestione del gas palestinese al largo).

Da una collaborazione militare con Israele sul terreno a Gaza, all’irruzione di caterve di giovanotti scortati da gendarmi marocchini e scaricati su Ceuta, finalizzata a mettere in difficoltà la pietra d’inciampo Sanchez, con ripercussioni significative a livello europeo (vedi il sicariato sionista della squadraccia Meloni con la sospensione di Schengen) e mondiale, si rimane nello stesso ambito.

Sullo sfondo dell’operazione immediata, ci sono le parallele mosse della componente USA dell’Asse, come il riconoscimento della sovranità sul Sahara Occidentale (Repubblica Sahrawi) al Marocco, il sostegno del colonizzatore globale Trump alla decolonizzazione di Ceuta e Melilla, accompagnato da segnali che nulla si opporrebbe alla presa marocchina manu militari delle due exclavi, fino al recente regalo trumpiano di 40 milioni di dollari a fondo perduto.

Di tutto questo non vi è menzione nella risposta di Pedro Sanchez con la quale il premier esime il Marocco da ogni responsabilità per quanto accaduto a Ceuta e se ne augura la collaborazione nel contenimento di ulteriori incidenti del genere.

Cosa che non gli impedisce oggi, nel ricordo della scoperta che fece dell’intercettazione, con furto di milioni di dati, del telefono suo e di quelli dei ministri della Difesa e degli Interni, realizzato grazie al software israeliano Pegasus, di inviare a Ceuta le fregate “Santa Maria” e “Navarra”, la nave per trasporto truppe “Rayo” e una nave per la logistica.

Non fidarsi è meglio.

Nessun commento: