Parata di terroristi
Mi dispiace, io sono un bambino
afgano incenerito da un drone americano. Sono una famiglia libica fatta a pezzi
da un Rafale francese. Sono un pescatore indiano ammazzato da un fuciliere di
marina italiano. Sono un vecchio iracheno torturato a morte dai Royal Marines
inglesi. Sono una donna di Odessa stuprata e bruciata viva dai nazisti ucraini.
Sono una neonata palestinese morta di freddo nella sua casa semidistrutta dai
bombardamenti israeliani. Sono uno studente messicano fatto sparire dai
narcotrafficanti alleati dell’Occidente. Sono un soldato siriano decapitato da
quelli che poi vanno in Francia a sparare a quei giornalisti che li chiamavano
“combattenti per la libertà”.
Sono desolato, ho provato a fare posto ma Charlie Hebdo proprio non ci sta. (Mauro Murta)
Sono desolato, ho provato a fare posto ma Charlie Hebdo proprio non ci sta. (Mauro Murta)
“Eppure non è poi così
difficile capirlo che difendere la libertà di espressione non significa
condividere tutto quello che pensano, dicono, scrivono e disegnano quelli che
se ne avvalgono…. Ho semplicemente sbeffeggiato l’ipocrisia di una classe
politica e giornalistica che ha passato
la vita a praticare e giustificare le peggiori censure , salvo poi strillare
“Je suis Charlie” e difendere la satira senza limiti, ma solo in Francia…” (Marco Travaglio. Il quale Travaglio
ha saputo sapientemente astrarsi dal coro di ululati e guaiti pro liberté, egalité, fraternité violate in
Francia, evidenziandone la santocchieria, la doppiezza, il camaleontismo di
censori e stupratori di quegli stessi concetti in patria, da Luttazzi a Grillo,
da Sabina Guzzanti a Biagi, fino all’Apicella cacciato dal beccamorto della
sinistra, Bertinotti, su ordine sionista, per questa vignetta tirata addosso ai
nazismi di ieri e di oggi. Vignetta che i “libertini” e “libertari” di Charlie
Hebdo, con le loro matite intinte nel curaro di un fanatismo antislamico da
crociato medievale, non avrebbero mai pubblicato. Loro, tanto “illuministi” da aver dato una
mano alla demonizzazione del migliore degli umoristi francesi, Dieudonné, quando
è apparso utile seppellire il demolitore di Sarkozy sotto il fango
dell’”antisemitismo”.sionista,
per questa vignetta sparata contro i nazismi di ieri e di oggi.
Ha ragione
Giulietto Chiesa, che io a volte giudicavo un po’ catastrofista. Ancora qualche
botto è siamo alla Terza Guerra Mondiale guerreggiata. L’11 settembre e
seguenti europei aprirono le porte ai primi gironi dell’inferno e governarono
la distruzione dell’80% della democrazia in Occidente insieme all’annientamento
di una dozzina di paesi, perlopiù petroliferi,
piazzati strategicamente, o aperti economicamente e politicamente verso
la Russia, o Stati Nazione resistenti alla frantumazione, o, ancora, di
inclinazione laica, socialista, antimperialista. Il 7(?) gennaio francese
intende proiettarci, con successivi fatti in crescendo, verso la Giudecca e la
morta gora. Quattro giorni dopo, sbavando di soddisfazione sotto le smorfie di
cordoglio, “I Grandi della Terra”, come, sbianchettando il sostantivo
“delinquenti” tra “grandi” e “della”, li definiscono i buffoni di corte
mediatici, si sono esibiti in corteo ai propri mandanti nell’empireo
capitalista.













