sabato 19 settembre 2015

MARCE NATO-MANIFESTO: SCALZI E GUERCI. SIRIA: MAMMA, LI RUSSI!


Fuori tema. “La canea della stampa e di tutte le forze politiche si è scatenata, come a Pompei, contro l’assemblea sindacale legittima e autorizzato, di due ore, dei lavoratori dei monumenti archeologici romani che da 9 mesi non percepiscono la paga per i lavori straordinari. Hanno sacrosanta ragione i lavoratori e ha torto marcio il regime Renzi, l’incompetente ministro dei Beni Culturali e il gregge dei media asserviti, responsabili del degrado, della corruzione, del malaffare, che distruggono i nostri beni culturali. Ora quei servizi diventano "essenziali", cioè precettabili, cioè militarizzati.  L’obiettivo evidentissimo è la fine del diritto di sciopero. Come di tutti i diritti. Come nei programmi del Criminalstato di polizia”. (Mondocane)

“Ogni volta che scopri di trovarti dalla parte della maggioranza, è il momento di fermarsi e riflettere” (Mark Twain)

“Se siete preoccupati dei rifugiati, smettetela di appoggiare i terroristi. Questo è il nostro pensiero sulla crisi. Questo è il nocciolo dell’intera questione dei profughi”. (Bashar El Assad)

“L’Occidente piange sui rifugiati da un occhio, mirano col fucile dall’altro”. (Bashar El Assad)

Irrompe sulla scena dell’alluvione rifugiati la falange della lobby. Non ne manca uno, come un sol uomo, a un solo appello: Colombo, Coen, Formigli, Levi, Cohn Bendit, Lerner, Caldiron, altri nelle pagine culturali del “manifesto”. Veline trasmessa dalla solita fonte. Tema da svolgere: abbattere l’eterodosso Orbàn, fomentare l’alluvione a carico di paesi in difficoltà economica, collegare la Shoah (Hitler) con l’esodo arabo (Assad), occultare le cause e le responsabilità, giustificare la ricolonizzazione sotto forma di intervento armato in Libia e Siria e sostenere la strategia USraeliana-Nato di indebolire l’Europa .Al tempo stesso, svuotare gli Stati da annientare facendone fuggire le generazioni che ne assicurano il futuro. Genocidio militare accoppiato a genocidio sociale. Vincono Israele e Usa, perdono tutti gli altri.

martedì 8 settembre 2015

TUTTO FA GUERRA. Misericordiosi, xenofobi, oligarchi euroatlantici: una faccia, una razza.



Proprio come noi rivendichiamo il “diritto” di invadere il mondo, così il mondo rivendica il diritto corollario a invadere noi”.(Anonimo)
Non mancare, non delegare, trasforma la tua indignazione nell’esempio del fare per gli altri” (Sergio De Caprio, “Casa Famiglia dei volontari Capitano Ultimo”)
Una cosa è da premettere ed è fondamentale: tutto questo gigantesco ambaradan politico-mediatico-misericordioso-colonialista sui popoli in fuga è finalizzato a trascinare l’opinione pubblica, basita e presa alle spalle, ad accettare la riconquista coloniale dell’intero Medioriente. Martellate menti e coscienze fino al necessario ammorbidimento, Cameron e Hollande, eredi e nuovi  titolari dei più feroci colonialismi della storia, hanno annunciato la libizzazione della Siria. Partono i bombardamenti. Sulla Siria da spacciare, non sull’ISIS.
Dalla fogna della politica e dei media, come un  nubifragio travolgente, ci piovono addosso deiezioni come neanche da Goebbels quando parlava del bolscevismo. Il più ciarlatano, cinico, e sull’argomento fallimentare, dei primi ministri europei, il nostro, sciacalleggia sul bimbo siriano Aylan e sui popoli in fuga da crimini di cui è correo. Alla Festa dell’Unità, l’accolita di lobotomizzati che tributano ovazioni a uno imbarazzante come Alfano e a quanto di destra sciorina stronzate dal palco, Renzi, sempre più caricatura del Puzzone sul Balcone, becero e strepitante populista, raglia contro le “bestie”, poverine. “Non è il PD contro le destre (quando mai la destra è contro la destra?), sono gli umani contro le bestie”. Riprendo l’ingiusta similitudine, chiedendo scusa alle bestie, per sottolineare il classico transfert freudiano del bue che dà del cornuto agli altri buoi. E non è altro che un capo della mandria dei bisonti (ancora scuse all’animale) uccidentale che lastrica di lacrime e misericordia, in perfetto sincronismo con il razzismo escludente dei Salvini e degli altri della presunta controparte, la marcia delle armate Nato sulla Siria, in soccorso ai propri surrogati jihadisti che non ce la fanno da soli, come già in Libia.

sabato 5 settembre 2015

INFORMAZIONE. CASI RACCAPRICCIANTI, CASI PENOSI.


“Una volta a nessuno era permesso di pensare liberamente. Ora è permesso, ma nessuno ne è più capace. Ora le gente vuole pensare solo ciò che si pensa debba pensare. E questo lo considerano libertà”. (Oswald Spengler, “Il Tramonto dell’Occidente”)
Qui sul blog, colonna di sinistra, trovate il video di Vittorio Fera che, in tre minuti, con la ferocia decerebrata del subumano che strangola un bambino col braccio rotto e viene neutralizzato dalle donne palestinesi, rappresenta tutto il tasso di criminalità e perversione dello Stato canaglia israeliano. Fera è stato arrestato, imbavagliato, legato e pestato ripetutamente dagli aguzzini del regime più-che-nazista, a dimostrazione della libertà di stampa che vige nell’ “Unico Stato Democratico del Medioriente”. Definizione di  quell’apologeta del cancro razzista innestato in Medioriente (“Moriente”, scrive qualcuno), Furio Colombo (“Il Fatto Quotidiano”), che non perde occasione per compiacere la Gestapo israeliana Mossad. A coloro che documentano verità afferenti ai moloch del sionismo e dell’imperialismo, questa è la sorte da riservare. Negli stessi giorni e senza profferire un alito sul sequestro del cittadino italiano impegnato, secondo impeccabile deontologia professionale, a dare visibilità alle nefandezze del nazistato, l’infanticida-capo Netaniahu, dopo aver ricevuto a Tel Aviv la più abietta delle sottomissioni dal sodale Renzi, veniva ricoperto di saliva a Firenze dal correligionario Marco Carrai, proconsole per i traffici toscani del clown di Rignano. L’italo-israeliana Fiamma Nirenstein,  pasionaria del sionismo come vissuto a Gaza e perciò novella ambasciatrice di Netaniahu nel suo stesso paese, tratteneva a stento l’orgasmo.
Il giornalismo nel tempo di Renzi e suoi corifei: Avaaz e i suoi bancarellisti

giovedì 27 agosto 2015

IL GRANDE CINEMA: stuntmen in Belgio, Horror a Roma, pornofreaks a Rimini, Noir ad Atene, giallo a Bangkok

I



 “Sono qui per denunciare come Comunione e Liberazione sia la più potente lobby italiana. Finalizzata sempre e comunque a denaro e potere”. (Mattia Fantinati, deputato M5S, al Meeting di CL a Rimini)

Gran film d’azione in Belgio
E’ diventato il paese degli sbandieratori, l’Occidente, a giudicare dalla frequenza e dalla quantità di False Flags. Ricordate “Flags of our fathers” (Bandiere dei nostri padri), lo stupendo film anti-guerra di Clint Eastwood, in cui si smaschera il falso dei finti marines che issano una finta bandiera Usa sulla finta Iwo Jima? Quell’impresa, realizzata a posteriori in studio (come lo sbarco sulla Luna), ma diventata, nell’infinita credulità degli americani e loro succubi, l’icona dell’eroismo dei soldati Usa nella vittoria sui giapponesi. Una miserabile farsa a oscurare l’orrendo crimine di Hiroshima e Nagasaki. Una bandiera falsa da porre a capostipite di tutte le False Flags successive, dall’11/9 a Charlie Hebdo, quelle studiate sul libretto delle istruzioni Dall’incrociatore  “Maine” di Cuba a Pearl Harbour al Golfo del Tonchino”.

Ebbene, dall’arrampicata delle comparse vestite da marines su una Iwo Jima di cartapesta, all’annientamento di un terrorista musulmano, armato che neanche Mazinga, per mano di una troupe Nato, inevitabilmente composta da eroi statunitensi (dell’Aviazione e della Guardia Nazionale), britannici, francesi, la créme de la créme atlantica, il passo logico non è neanche di un millimetro. Un francese s’imbatte, nel cesso del treno Bruxelles-Parigi, in un straccione denutrito, scalzo, vestito di maglietta e calzoncini sporchi, da poco levatosi dal consueto giaciglio nei giardini davanti alla Gare du Midi. Entrambi, presi alla sprovvista, fanno aaaahrrrg! Ma il francese ne esce con un graffio da taglierino, che nelle successiva edizioni scompare. Come scompare il mitra con cui, dal cesso, il delinquente avrebbe sparato. Ricomparirà altrove. Non si sa come, taglio di ripresa, e ci si ritrova tutti nello scompartimento del terrorista, impegnati in una lotta furibonda, di quattro contro uno, con il concorso di passeggeri assortiti.

giovedì 20 agosto 2015

TRE SUONATORI, TRE SUONATI. Cap. 3. L'Iran e i suoi amici



Poi i governanti inventeranno basse bugie per dare la colpa al paese attaccato e ognuno sarà felice di queste falsità che placano la coscienza, le studierà diligentemente e rifiuterà di esaminare qualsiasi prova contraria. Così, un po’ per volta, convincerà se stesso che la guerra è giusta  e ringrazierà Dio per l’ottimo sonno di cui godrà dopo questo processo di grottesco auto-inganno”. (Mark Twain)
Prosegue la discesa agli inferi dei popoli cubano e greco. Qui, col terzo memorandum della Troika, il sicario locale conduce a termine sul suo paese la stessa missione che venne ordinata agli sgherri della Diaz a Genova, o ai narcopresidenti in Messico. Come Menem in Argentina, prima del default, si vende anche i cimiteri. quelli nei quali finiranno anzitempo i pensionati al minimo a cui, dopo il companatico s’è tagliato anche il pane. Chi pensate abbia comprato i 14 aeroporti greci? Ovvio, i concittadini di Merkel e Schaeuble, quelli che a forza di vendite di armamenti, imposti dalla Nato, hanno contribuito a creare lo smisurato debito greco. Fico, no? Da quando principi, papi e re si sono indebitati con le banche, che da lì in poi hanno prosperato fino al dominio planetario, per finanziare crociate predatorie, debito, banche e guerre vanno di pari passo. E se qualcuno non dovesse aver capito la lezione, tipo tutti quei greci in piedi che hanno votato No alla Troika, si convincerà, forse, a vedere affondare le proprie isole (in vendita quando saranno sgombre), e la propria terraferma, sotto uno tsunami di migranti. Vengono sradicati dalla Siria e dall’Afghanistan non solo per sgomberare quei luoghi e quelle risorse da popolazioni superflue, ma anche  per scaricarne il peso su quei pezzi d’Europa che già non ce la fanno più, risultano zavorra e su cui non sta bene, per ora, scaricare bombe o califfi.
Là, mentre a Guantanamo un prigioniero yemenita, Tariq Ba Odah, in sciopero della fame dal 2007, ma mantenuto in vita con la tortura dell’alimentazione forzata nasale, se ne sta andando all’altro mondo perché il suo corpo non è più in grado di assorbire nutrimento, per le vie e dai balconi della vicina Santiago e della lontana Avana, folle salutano la visita del “valoroso veterano del Vietnam” (!), John Kerry, inebriandosi dello sventolio di bandiere a stelle e strisce. Lui ha appena pilotato, per interposta persona s’intende, il cacciabombardiere che ha frantumato una festa matrimoniale a Kandahar e il drone che, “fallendo” il bersaglio Isis, ha sventrato un ospedale siriano. Ha anche da poco fatto arrivare qualche decina di milioni a terroristi venezuelani perché preparino gli Usa alla difesa da quella che per Obama “è la rara e straordinaria minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti”. Loro, le folle, sembrano proprio quelle che a milionate incontravamo il 1. Maggio, fazzoletto rosso al collo, ad ascoltare Fidel e a gridare “Patria o muerte”, “Socialismo o muerte”, “Hasta la victoria siempre”. In greco si chiama di·sto·pì·a, la dislocazione di un viscere o di un tessuto dalla sua normale sede.
Oggi, però, ci occupiamo dell’Iran, terzo soggetto nella trilogia dei suonatori e suonati. Quello per il quale non tutti i giochi sembrano ancora fatti, diversamente da Cuba scintillante di stelle e strisce e dalla Grecia dove, però, da un spiraglio, almeno si vedono stelle e strisce bruciate in piazza. Hai visto mai. Ma partiamo dalla periferia della potenza regionale, là dove i propilei della Persia vengono investiti dal controcanto heavy metal di un imperialismo che a Tehran flauta la melodia della diplomazia e del disgelo. Nella scenetta obamiana del poliziotto cattivo e di quello buono, Siria, Iraq, Libano, Yemen, stanno all’Iran esattamente come Venezuela, Ecuador, Argentina, Bolivia, Nicaragua, stanno a Cuba. Lì si stupra, qui si minchiona. Politica del sorriso verso gli uni, desertificazione del quadro di solidarietà e amicizia nel quale questi sono collocati. Ti offro un bicchiere d’acqua, ma ti taglio l’acquedotto. E c’è chi ci casca.

venerdì 14 agosto 2015

TRE SUONATORI (Usa, UE, Nato), TRE SUONATI (Grecia, Cuba, Iran). CAP.2. CUBA




HASTA LA VICTORIA? NUNCA MAS

Questa è la seconda parte di quella che pomposamente chiameremo Trilogia dell’Idra a tre teste e dei suoi pasti nudi. Tocca a Cuba, l’episodio più sconvolgente se si pensa cosa è stata, per l’umanità migliore, la Cuba del Che, di Fidel, dei combattenti della Sierra, dei vincitori della Baia dei Porci, dell’irriducibile resistenza al cannibale del Nord, dei grandi della seconda generazione rivoluzionaria, come Perez Roque e Carlos Lage, cancellati con infamia perché oppositori della svolta che si andava sviluppando.

Quelli di “C’è vita a sinistra” camminano in mezzo al bosco, che è poi il 26-27% di cittadini italiani soprattutto di sinistra, accreditato ai 5Stelle, che formano l’unica opposizione effettiva a tutto ciò che la sinistra detesta e, aggirandosi con tanto di lampada di Diogene (“il manifesto”), continuano a chiedersi “dove sono gli alberi?” Per contrappasso, invece, continuano a inebriarsi di tronchi vigorosi e chiome rigogliose, dove sta imperversando un disboscamento selvaggio. Si parla di Cuba, di cui chi scrive è stato da sempre sostenitore militante (vedi i film “El camino del sol”, “Americas Reaparecidas”, “L’asse del bene”). Ma prima si parla del continente per il quale Cuba è stato il faro di resistenza  e l’innesco rivoluzionario per oltre mezzo secolo e che oggi è sotto il tiro del revanscismo colonialista Usa-UE a forza di terrorismo, complotti destabilizzatori, strangolamento economico, ricatti finanziari, sobillazione di minoranze.

mercoledì 12 agosto 2015

MIGRANTI: MOLTI PICCIONI CON UNA FAVA (USA-UE-NATO)



Per apprendere chi vi domina basta scoprire chi  non vi è permesso di criticare”. (Voltaire)

Ciò che pensiamo, o che conosciamo, o ciò in cui crediamo, alla fine dei conti produce pochi effetti. L’unico effetto viene da ciò che facciamo”. (John Ruskin)

All'origine -  e nessuno delle anime belle dell’integrazione (non ambita da nessuno) e del meticciato felice e dei piagnoni ipocriti che si stracciano le vesti sulla vera disperazione e sul vero maltrattamento dei migranti, a sinistra e destra, lo considera – c’è un’unica causa: le guerre militari ed economiche della cupola finanziaria e dei suoi tentacoli Usa, UE e Nato. E come deprecare l'allagamento della casa e assistere gli alluvionati senza pensare di chiudere il rubinetto e agevolare la volontà di ognuno di restare a casa sua, nella sua terra e cultura, tra la sua gente. Per prima cosa andrebbero denunziate e combattute le guerre dirette e di forze surrogate contro Stati sovrani ma disobbedienti all'Impero. Poi si dovrebbe evidenziare il doppio binario del sion-imperialismo: provocare migrazioni bibliche per sfoltire popolazioni e distruggere paesi e al tempo stesso cianciare di accoglienza e meticciato, con il bonus aggiuntivo Di riversarle sull'Europa, in particolare sulle sue componenti deboli, Grecia e Italia. Operazione finalizzata a destabilizzazione sociale, culturale, della coesione nazionale, di guerra tra poveri e scatafascio economico, a sfruttamento di lavoratori extracomunitari e di quelli autoctoni calmierati grazie ai primi e a intrecci politica-criminalità tipo mafia capitale.

giovedì 6 agosto 2015

USA,UE, NATO, TRE SUONATORI - GRECIA, CUBA, IRAN, TRE SUONATI. Cap. 1° Grecia


  
“Una volta raggiunta la dominazione globale e una volta che il successivo baccanale edonistico si spegne, il capitalismo globale imploderà. Per una serie di motivi, non per ultimi la mancanza di frontiere da infrangere e di nuovi mercati da sfruttare”. (Rosa Luxemburg)

“La ricerca della verità è la più nobile occupazione dell’uomo, la sua pubblicazione è un dovere”. (Anne Louise Germaine de Stael)

L’Occidente ha conquistato il mondo non per la superiorità di idee, valori, religione, ma per superiore applicazione della violenza organizzata. Gli occidentali se ne scordano spesso, i non-Occidentali mai. (Samueì Huntigton, “Lo scontro delle civiltà”)

A chi la RAI
Una nota fuori tema. Lo sguattero Renzi nel laboratorio in cui Frankenstein sviluppa il mostro tecnonazista, si sente al sicuro. Davanti alla porta il taumaturgo gli ha piazzato una guardia del corpo formidabile, Monica Maggiori, signora Bilderberg eTrilateral, embedded  a stelle e strisce in tutte le guerre militari e mediatiche, dall’Iraq all’Iran, fallimentare direttrice di RaiNews24 e perciò presidente Rai. Madre di tutti i cicisbei, gigolò e mignotte con cui Renzi si è assicurato il controllo e il perfezionamento del bisturi che al suo maestro serve per le lobotomizzazioni di massa.

L’idra e i tre pasti nudi
Nel giro di un mese l’Idra a tre teste, Usa-Ue-Nato, con il corpo e gli organi vitali radicati a Wall Street, ha consumato tre pasti nudi (Violenza e devianza dell’immaginazione. William Burroughs).Tre bocconi di considerevole peso strategico, tanto da aver mutato a favore delle trimurti l’intero equilibrio geopolitico tra Atlantico-Mediterraneo e Asia.Tre grossi gradini nell'escalation verso l'attacco all’obiettivo centrale, storico, strategico, la Russia di Putin. E, come è nella logica delle larghissime intese, al plauso al nuovo Obama, passato dal ghigno truce delle sue sette guerre (tre di Bush più quattro sue), al sorriso benevolo da guru della diplomazia e dell’accordo negoziato, si è aggiunto, immancabile quando si tratta di celebrare l’unità di fondo della “comunità internazionale”, civile e democratica, l’incenso dei turiboli di “sinistra”. La Grecia, salvata alla e dalla famiglia europea, che, grazie al munifico Draghi (così Vendola), saprà volgere il knock out in rilancio e crescita; Cuba, che procede sulla strada verso il socialismo sugli scintillanti binari della privatizzazione e degli investimenti stranieri: l’Iran, liberato dall’ipoteca nucleare, che rientra nel concerto delle nazioni e aiuterà l’Occidente a debellare califfi e ogni altra turbolenza. Pur restando lo “Stato Canaglia, padre di tutti i terrorismi che sconvolgono la regione” (Generale Martin Dempsey, Capo di Stato Maggiore di tutte le Forze Usa), con opzione militare appena sgarrasse.

venerdì 31 luglio 2015

Un uomo di Libia. Ominicchi d'Italia.




“E tu onore di pianti, Ettore, avrai, / ove fia santo e lagrimato il sangue / per la patria versato e finché il Sole / risplenderà su le sciagure umane”. (Ugo Foscolo, “I Sepolcri”)

Parliamo, col dolore e l’incommensurabile indignazione di Ugo Foscolo per il destino di Ettore, del suo fratello libico Saif Al Islam. La sua condanna a morte è l’ultima scelleratezza Sion-Nato-Fratelli Musulmani a Tripoli, dopo il linciaggio del padre a Sirte, l’assassinio di Milosevic in carcere e il martirio di Saddam a Baghdad. Oscenità fiancheggiata dai commenti mercenari della cosca politico-mediatica e, in particolare, di Ennio Remondino, giornalista che, fin dalle guerre Nato alla Jugoslavia, diffonde cerchiobottismi, finto-equilibrati, pseudo-controcorrente, che sostengono, col classico venenum in cauda, la disinformazione imperialista. La condanna a morte di Saif-al Islam Gheddafi, secondogenito ed erede di Muammar, a seconda  che si guardi all’infamia o al grottesco, può  essere considerato un agghiacciante crimine contro l’umanità, o una carnascialesca esibizione di trogloditismo morale e giudiziario. Un terrorismo finto giuridico, in ogni caso, che ben si appaia al terrorismo fisico, ontologicamente praticato in Medioriente, Asia e Africa, al servizio di interessi imperialisti e reazionari (Usa, UE, satrapie del Golfo, Israele), dalla Fratellanza e dalle sue emanazioni operative, Isis, Al Qaida, Boko Haram e varie.

martedì 28 luglio 2015

Tecnonazisti e Fratelli Musulmani; tutto fa NATO

Tecnonazisti e Fratelli Musulmani

"Quando si presenta una causa e ti rendi conto fin nel midollo che è giusta, ma rifiuti di difenderla, in qual momento incominci a morire. E non si sono mai visti tanti cadaveri che si aggirano parlando di giustizia". (Mumia Abu Jamal)

"Come possono coloro che diffondono i semi del terrorismo combatterlo? Chi volesse combattere il terrorismo potrebbe farlo con politiche razionali e realistiche, fondate sulla giustizia e il rispetto della volontà di popoli di determinare il proprio futuro, gestire i propri affari, restaurare i propri diritti diffondendo conoscenza, combattendo l'ignoranza, migliorando l'economia, suscitando coscienza sociale e promuovendola.". (Bashar el Assad)

Eccomi qua. Bentrovati tutti. Si riparte tra flutti di cianuro domestico e gangster Nato in Medioriente, ma anche a fianco delle recenti vittorie di curdi siriani, patrioti di Assad, Hezbollah, esercito di Baghdad e milizie scito-sunnite iracheno-iraniane.

Notarella domestica. Matteo Renzi, sbruffone e smargiasso da farci sganasciare, intanto fa. E come se fa! Un pallone bucato, ma rigonfiato e ritemprato dal recordman dei genocidi con bonus di infanticidi, nello Stato-più-canaglia-di-tutti. Un Renzinihau, anche Renzibama, tonificato sotto lo sguardo vigile dei suoi angeli custodi, gli israeliti Gutgeld (“Buondenaro”, nomen omen) e Carrai con imprimatur Sion-Nato. Altro che annuncite. E’ subito ripartito, saltando una decina di ostacoli democratici, verso la meta mafio-tecnonazista. Sta rovesciando il paese costituzionale come un calzino e, a parte l’ostinata resistenza dei 5Stelle che, contro lo tsunami della malavita politico-amministrativa-imprenditoriale coalizzata nelle più larghe intese mai viste,fanno quello che possono. Procede su un velluto appena sfrangiato dai vari microrganismi dissidenti dentro e fuori dal suo partito. Visto come fa il campione turco in patria e in giro, Renzi, che non è dammeno a nessuno e sa far primeggiare l’Italia, ne ha subito copiato le misure più significative. Anzi, le ha anche superate: a Erdogan la riforma tecnonazista della costituzione non è riuscita, con l’Italicum e la riforma costituzionale Renzi l’ha umiliato. Che Erdogan impari: bastava evitare lo scoglio democratico del voto e farsi nominare da un proconsole qualsiasi della Cupola finanziaria nazismogena, tipo Napolitano. Renzi accelera. Due sono al momento le sue ossessioni, dopo essere riuscito a far passare, grazie al regime del non-voto, anche il regime del voto da lui prederminato. Così la forma è salva.