martedì 20 settembre 2016

24 SETTEMBRE - VERGOGNA SU ROMA




Per il 24 settembre a Roma è prevista una manifestazione a sostegno dei curdi cui partecipa una vasta consorteria di amici del giaguaro e di utili idioti e contro la quale ci pronunciamo come Comitato No Nato, anche per avvertire tante persone che indubbiamente in buonafede vorranno partecipare all'iniziativa. Sotto la copertura della sacrosanta solidarietà alla popolazione curda che subisce la feroce repressione del despota Erdogan in Turchia, si vuole contrabbandare il sostegno al PYD, partito dei curdi siriani che, con la loro formazione armata YPG, mascherata da Forze Democratiche Siriane, è in queste settimane impegnato, con l'appoggio di terra e di aria delle Forze Speciali Usa, a occupare territori siriani arabi che curdi non sono e a praticarvi una cinica pulizia etnica (come denunciata dall'appello qui sotto dell'arcivescovo di una città siriana invasa dai curdi, Hasakah). I curdi siriani, aprendo il territorio di Royava all'ingresso delle truppe americane, consentendogli di costruire una base aerea in territorio siriano, violando la sovranità della Siria, si sono prestati, in parallelo con l'Isis, a diventare forza mercenaria degli Usa nell'invasione della Siria.

Per coprire questa sciagurata collaborazione con chi da sempre punta alla distruzione dello Stato laico, democratico, multietnico e multiconfessionale della Siria, si attribuiscono ai curdi siriani caratteri del tutto ingiustificati di socialismo, partecipazione democratica, ecologismo, emancipazione delle donne, che sono invece da decenni i caratteri costitutivi dello Stato siriano.
All'evidente collaborazionismo con l'imperialismo e le sue guerre d'aggressione e i suoi ascari jihadisti, che contrassegna la manifestazione romana, aderiscono, oltre alle solite Ong pacifinte, Cgil, Fiom, USB, la micro-Rete dei Comunisti, confraternite cattoliche varie, Arci, Un Ponte per, e altri che troverete nel sito della Rete per il Kurdistan. I responsabili della mattanza inflitta al popolo siriano (e a quelli afghano, iracheno, libico, yemenita, somalo) se la ridono e applaudono.




Homs liberata dall'Esercito Arabo Siriano
Comunicato della Lista Comitato No Guerra No Nato e della Rete No War Roma

PERCHE' NON ADERIAMO ALL'APPELLO ED ALLA MANIFESTAZIONE DEL 24 SETTEMBRE

Pur avendo sostenuto per anni la lotta del popolo curdo, siamo molto preoccupati delle scelte che una parte della sua dirigenza ha imposto in Siria. Queste scelte e le loro conseguenze non sono assolutamente messe in discussione dall’appello per il 24 settembre:

1) Non viene minimamente condannato il fatto che l'esercito turco ha invaso uno stato indipendente, la Siria, in cui gli stessi Curdi vivono, violandone platealmente la sovranità.
2) Non viene chiarito che gli stessi Curdi della Siria, ed i loro alleati delle "forze democratiche siriane" (spezzoni di vecchie formazioni jihadiste facenti capo al sedicente Esercito Libero Siriano), hanno per primi essi stessi violato la sovranità del loro paese consegnando nelle mani dell'alleato esercito statunitense una serie di basi su suolo siriano.
3) Viene taciuto che gli stessi statunitensi si servono di queste basi per attaccare e minacciare l'esercito nazionale siriano che difende l'unità, l'indipendenza e la sovranità del paese, mentre contemporaneamente l'esercito nazionale viene bombardato anche da Israele, che cura anche i feriti di Fateh al-Sham (ex al-Nusra) e dell'ISIS nei propri ospedali..

L'ultimo deliberato bombardamento dell'esercito USA sulle posizioni dell'esercito siriano a Deir Es Zor, città assediata dalle bande dell'ISIS, che ha causato decine di morti, favorendo così gli attacchi dell'ISIS, dovrebbe far riflettere sulle reali intenzioni degli USA. Gli Statunitensi stanno anche sabotando la tregua umanitaria concordata con la Russia, non onorando l'impegno preso di costringere le formazioni armate da loro controllate a cessare il fuoco ed a distaccarsi dai terroristi estremisti dell’ex al-Nusra ed ISIS.
Fin dagli anni '90 i neocons USA nei loro documenti indicavano una serie di paesi da distruggere perché non compatibili con i loro sogni di domino mondiale, tra cui la Siria, la Jugoslavia, l'Iraq, l'Iran, la Libia e altri paesi. A partire dall'amministrazione di Bush jr le indicazioni dei neocons sono state adottate ufficialmente come strategia della politica estera statunitense. Di questo ci sono oltre che i fatti, varie testimonianze, a partire da una famosa intervista rilasciata nel 2008 dal generale Wesley Clark.
Come conseguenza, fin dal 2011 è stata formata una vasta alleanza filo-imperialista con l'intento di distruggere lo stato siriano laico e progressista, uscito dalle lotte anticoloniali, così come già è stato fatto per la Jugoslavia, Libia, Iraq, Ucraina, Somalia, Costa d'Avorio, Sudan.
Di questa alleanza fanno parte USA, UE, NATO, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, e bande di mercenari jihadisti terroristi che fanno capo all’ex al-Nusra, ISIS, e presunte formazioni "moderate" legate agli USA.
Il movimento curdo siriano, che dichiara di voler lottare per una Siria democratica, dovrebbe precisare se intende portare avanti le proprie rivendicazioni nell'ambito dello stato laico e progressista siriano, che ha assicurato pieni diritti alle donne, e alle numerose religioni ed etnie presenti nel paese, o cercare illusoriamente di realizzare le proprie aspirazioni a costo della distruzione della Siria, programmata da tempo dall'imperialismo, con la creazione di uno staterello fantoccio, stile Kosovo.
Altrettanta chiarezza richiediamo a tutte quelle organizzazioni sedicenti pacifiste e di sinistra, che non mancano occasione di attaccare e demonizzare il governo della Siria, e che oggi trovano un facile alibi nell'adesione all'ambigua manifestazione del 24.

Roma 19/9/2016 Lista Comitato No Guerra No Nato, Rete No War Roma

Per adesioni: comitatononato@gmail.com


APPELLO DELL'ARCIVESCOVO DI HASSAKAH, SIRIA, JACQUES BEHNAN HINDO,
“Un grido di aiuto, in soccorso dei cristiani ” è stato lanciato da Mons. Jacques Behnan Hindo, Arcivescovo di Hassaké-Nisibi dei Siri. “Dopo l’annuncio della tregua tra esercito arabo-siriano e forze curde, che prevede la smilitarizzazione, fra l’altro, del quartiere cristiano di Hassaké, le barricate non sono state rimosse, anzi sono aumentate, così come è aumentato il numero delle strade chiuse. La circolazione è diventata molto difficile, se non addirittura impossibile.”. La responsabilità, precisa il presule, va attribuita al partito curdo e al suo braccio armato, che rappresentano solo il 18-20% dei curdi della regione.
“Sono stati occupati l’Ufficio Anagrafe e il Dipartimento Immigrazione e Passaporti, la Banca Commerciale Siriana, le facoltà universitarie dell’Eufrate e di Hassaké, i depositi di grano, gasolio, benzina e cotone, il cui contenuto è stato trasferito.”. La vita della popolazione cristiana diventa sempre più difficoltosa, perché, “i combattenti curdi, l’esercito e i suoi sostenitori hanno occupato decine di case nel quartiere cristiano, ma non è consentito ai residenti di ritornarci, tranne in quelle distrutte perché le forze curde vi si erano stanziate. I curdi appartenenti al braccio armato del partito si sono impossessati di molti mezzi del comune di Hassaké, e li utilizzano per servire soltanto i loro quartieri. Per proteggere gli altri abitanti dalle malattie ci siamo dovuti addossare la raccolta e il trasporto dei rifiuti fuori del paese, tramite veicoli privati il cui acquisto è a carico dell’arcidiocesi.”.
“In tutto questo – aggiunge Mons. Hindo, sono stati colpiti anche i curdi, assieme al resto dei componenti della provincia di Hassaké. Comprendiamo la grande preoccupazione e la tensione che vivono i cristiani e i curdi che non appartengono al partito curdo. Comprendiamo altresì la rabbia che aumenta ad Hassaké a causa del peggioramento delle condizioni di vita, della mancanza di generi alimentari e delle interruzioni quotidiane di elettricità, mentre a Malikieh, che è sotto il controllo dei curdi, non ci sono blackout, e tutte le esigenze vengono pienamente soddisfatte. Comprendiamo infine la rassegnazione dei cristiani che sono indotti ad emigrare.”.

domenica 18 settembre 2016

BOMBE USA -VASELLINA PACIFINTA. Filo rosso da Regeni a Misurata a Deir Ezzor alla tregua in Siria all'attentato di Manhattan a uno sporco 24/9 italiano pro-mercenari e anti-Siria


Selfie di Obama prima di entrare in sala trucco

Una tregua pro domo sua. Tanto per capire chi sta con chi.
Russi e Usa concordano una tregua, dalla Turchia partono camion di aiuti, subito rifiutati dai terroristi mescolati a presunti “moderati” per farsi passare per tali  e per martiri e godere dell’affetto Usa-UE. Gli Usa bombardano il ridotto di Deir Ezzor, nel Nord-Est siriano, dove un una guarnigione dell’Esercito Arabo Siriano difende eroicamente da tre anni  la sua base aerea dall’assedio Isis, uccidendo 80 militari lealisti e ferendone 100. Il bombardamento, per opera di 2 F-16 e 2 A-10, aveva permesso ai miliziani del califfato di occupare una posizione strategica che sarebbe stata utile a Damasco per la programmata offensiva su Raqqa. Offensiva  progettata anche da forze curde, però assolutamente inadeguate alla bisogna, per quanto supportate dagli Usa, ma bloccata, stavolta, dai turchi. Quindi priorità assoluta al blocco dei lealisti. Ma, ore dopo, l’esercito patriottico è riuscito a riprendersi il punto strategico. I russi hanno immediatamente denunciato la gravissima violazione della sovranità siriana e il manifesto intento di evitare la rotta dei jihadisti. Stessa denuncia fatta delle ripetute rotture della tregua ad Aleppo da parte dei mercenari ristretti in un ultimo quartiere a est della città.

Simultaneamente l’altro elemento del Duo dell’Apocalisse Usa-Israele, che il giorno prima aveva perso un caccia e un drone sotto i colpi della contraerea siriana, tornava ad attaccare posizioni siriane vicino a Quneitra, sul Golan occupato e annesso da Israele e dove la linea verde di separazione tra zona siriana e zona sequestrata è stata dai comandi israeliani affidata ai terroristi di Al Nusra (oggi Fatah el Sham per far dimenticare 5 anni di orrori su prigionieri e civili e farsi accreditare come alternativa ad Assad dai pacifinti, Assopace, Formigli e, ovviamente “la comunità internazionale”). L’intervento dei caccia israeliani avveniva a sostegno dei terroristi messi in difficoltà da un attacco lealista.

venerdì 16 settembre 2016

I DUE PESI E LE DUE MISURE DEI PACIFINTI: Regeni sì, Abdel Salam boh.





Riporto qui sotto un capitolo di una newsletter , "Pressenza" diretta da Oliveri Turquet, organo del Partito Umanista Italiano, agenzia e partito semiclandestini, ma vociferanti, pacifisti e nonviolenti, in prima fila nella diffusione dell'informazione o propaganda di operativi della Cia e del Dipartimento di Stato come Amnesty International, Human Rights Watch, Avaaz. Al direttore di Pressenza, Turquet, ho ripetutamente chiesto di esprimersi sul dato di fatto accertato di un Giulio Regeni al servizio di un gruppo di delinquenti, provocatori, spioni e masskiller angloamericani, dirigenti della "Oxford Analytica", potente società di spionaggio per la quale Regeni lavorava. Non ho mai avuto uno straccio di risposta. Forse perchè la risposta da dare sarebbe imbarazzante per chi è stato in prima fila da mesi nella diffamazione dell'Egitto e nella campagna "Verità per Giulio Regeni".

mercoledì 14 settembre 2016

OPERAZIONE IPPOCR...ITA - Fregole Nato di guerra: tregua finta in Siria, guerra vera alla Libia



Dalla diga che crolla a Tripoli bel suol d’amore
La signora Pinotti rincorre famelica e trafelata il suo modello ideale, Hillary Clinton. Anche a dispetto della progressiva caducità del modello, minato da un concorso di demenza sanguinaria ossessiva e conseguente disfacimento neurofisico. Stesse attenta, la Pinotti. Intanto, all’ombra di tanto vertice di potenza criminale, la muselide de noantri gira vorticosamente nella sua ruota impazzita, sparando alla rinfusa contro chi sa di risultare sgradevole ai suoi domatori oltremare, anche a scapito dei disastri socioeconomici e dei rischi geopolitici che in parallelo infligge al proprio paese. 500 armigeri spediti a far finta di proteggere una diga che si va sbriciolando a Mosul, ma che il direttore del circo USraeliano le ha intimato di tener pronti per sostenere, contro l’avanzata dell’esercito nazionale iracheno e relative milizie popolari, la presa della seconda città araba irachena da parte dei pretoriani peshmerga del narcoboss curdo Barzani.

Forze speciali – con garanzia di anonimato e oblio in caso ci rimettano la ghirba, in cambio di stipendio da magistrato di seconda classe – che si aggirano sottobraccio a quelle Usa, britanniche, francesi, nelle zone contese della Siria, per assicurarsi che non troppo male sia fatto agli ascari curdi di Rojava (assistiti, anzi, nella pulizia etnica di terre arabe da incorporare) e neppure ai terroristi ingentiliti dal cognome  “moderati” e, quando capita, anche per dare istruzioni e una mano a chi, con autobombe o kamikaze, rimedia alle batoste subite sul campo facendo saltare per aria aggregati di donne, uomini e bambini a Damasco.

E, ora, alle analoghe unità di teste di cuoio tipo Col. Moschin (volendo: “squadroni della morte”, come ci insegna l’inventore, John Negroponte, maestro e principale di Giulio Regeni), la mini-Gorgone italiota aggiunge in Libia 300 guerrieri di formazioni come la Folgore, specializzate nella riduzione in briciole di selvaggi e inopportuni, corredati di supporto aereo e navale, sanitati dai camici  candidi di qualche medico e qualche infermiere. Dove vanno? A Misurata. A cosa fare?  Dice: a medicare le centinaia di mercenari Nato che se ne tornano da Sirte con qualcosa di rotto, per rimetterli in sesto e rispedirli contro l’altra fanteria Nato, l’Isis, installata dai turchi Nato a Sirte e che da 4 mesi non se la danno per intesa che devono sloggiare. Paradosso? Tanto tutti Fratelli Musulmani sono. Come pure i nostri più cari e fidati amici, i Fratelli Musulmani di Tripoli, quelli che stanno lì dopo aver rovesciato il legittimo governo laico, ora riparato in Cirenaica, con un colpo di Stato attuato dai tagliagole allora al loro servizio, ma che adesso Tripoli e la Tripolitania se la curano da soli insieme al regimetto di Al Serraj, denominato pomposamente GNA, Governo dell’Accordo Nazionale. GNA inventato dall’ONU su commissione Usa, ma dalla nascita costretto a restarsene chiuso in hotel, visitato per il tè delle cinque e un pat-pat sulle spalle da qualche ambasciatore occidentale e dal mediatore ONU, si fa per dire, Martin Kobler.

martedì 13 settembre 2016

PERSEVERARE DIABOLICUM


L'11 settembre, due giorni fa, Giulietto Chiesa ha dato questa intervista a un'agenzia iraniana.
Dall'articolo pubblicato su ilfattoquotidiano.it  l'11 luglio e da me ripubblicato in "Giulietto Chiesa, l'iroso debunker" (www.fulviogrimaldicontroblog.info)  scompare l'affermazione
il governo saudita, alleato e amico dell’America, tirò le fila dell’attentato.
e scompare anche questo:
Dal “File 17” emergono, ad esempio, due nomi: Fahad Al-Thumairy e Omar Al-Bayoumi. Il primo era, a quel tempo, l’imam della moschea di Culver City, California, e ci sono documenti che attestano il suo ruolo di copertura di almeno due dei 19 terroristi. I due in questione, Nawaf Al-Hazmi e Khalid Al-Mihdhar, erano arrivati a San Diego fin dal febbraio 2000. L’indagine accertò che erano stati abbondantemente finanziati e aiutati dalla coppia Al-Thumairy e Al-Bayoumi. Il “File 17” indica “rapporti molto stretti con il governo saudita”. Di Al-Bayoumi si pensa che fosse un agente dei servizi segreti sauditi. Ma non fu mai interrogato (sebbene fosse sotto sorveglianza) e riuscì a uscire dagli Usa prima dell’attentato. Idem per Al-Thumairy".
E questo:
"riunione di Kuala Lumpur in cui Khaled Sheikh Mohammed aveva riunito il gruppo esecutivo dell’attentato del secolo.
Conclusione. Giulietto cerca di salvare capra e cavoli, dopo essere stato sbugiardato sulla sua inusitata teoria secondo cui fu il governo saudita, e non quello Usa, e nemmeno quello israeliano, a TIRARE LE FILA DELL'ATTENTATO. Non parla più di governo che tira le fila e neppure di sauditi che sotto il disgraziato incastrato Sheikh Khaled sarebbero stati il gruppo esecutivo. Di cosa? Della collocazione degli esplosivi nei sotterranei e in tutti i piani delle tre torri? Difficile per un manipolo saudita. Allora, di aver pilotato aerei che non sapevano pilotare contro le torri? Una delle due, Giulietto, deciditi. Entrambe una montatura che in questo momento fa comodo al regime Usa, tanto che questa Commissione del sen. democratico Graham ha lanciato il megadepistaggio sui sauditi quando ormai la versione ufficiale faceva acqua da tutte le parti. Sauditi antipatici, si muovono per conto loro, sostengono l'Egitto che sta conquistando la Libia con il generale Haftar, è ricchissimo di idrocarburi, flirta con Russia e Cina.
Ma Giulietto non si limita a prudentemente sottacere quanto prima dichiarato perentoriamente.
Tutta l'intervista insiste e potenzia il concetto che i sauditi sarebbero stati protagonisti e gli Usa attori non protagonisti, che "partecipano" a qualcosa che i sauditi in. prima persona fanno. Partecipano con "settori" della Cia, da noi per le stragi di Stato e la mafia si usa l'eufemismo depistante "servizi deviati". Meglio immaginare un confronto tra servizi sauditi, ottimi a livello Isis, e servizi israelo-americani, quelli della più collaudata e annosa esperienza di terrorismo e False Flag. I primi stanno ai secondi come l'apprendista sta allo stregone, la vipera al serpente a sonagli, il manovale all'ingegnere.  La sofisticazione e perfezione logistica, tecnologica, organizzativa di una roba come l'11 settembre a New York e al Pentagono, i nababbi del Golfo se le sognano.
Insomma siamo a uno sforzo imbarazzante di equilibrismo su una corda che perde una fibra dopo l'altra. Un tentativo affannoso e trafelato di attenuare la responsabilità criminale dei neocon.
Che tutto questo sia avvenuto in coincidenza con l'anniversario dell'11 settembre, quando si scatena lo tsunami dei disinformatori pro bono Usa e solo poche voci, ma le uniche autorevoli e documentate, dimostrano l'orrenda verità dell'autoattentato dell'imperialismo neocon, rende il comportamento ancora più grave.
Che GC abbia potuto dare retta a una evidentissima bufala di una gruppo di senatori, da sempre sostenitori della versione ufficiale e che ora parlano di desecretazione di un papello ridicolo, già noto da anni, apre a ogni possibile dubbio.
Resta una considerazione. Forse la più drammatica nel quadro di quanto GC ha scritto e detto negli ultimi due mesi: dove è finito Israele e il suo precedentemente argomentato e dimostrato ruolo centrale nell'11 settembre dei neocon sionisti e con doppia nazionalità.???

Sarebbe sciocco ripetermi che si tratta di una disputa personale

RUSSOFOBIA E NATO ALLA GUERRA CONTRO LA RUSSIA




Invio il link a una mia intervista all'agenzia "Sputnik" sul ruolo della Nato e dell'Italia nella Nato, nel quadro dell'accerchiamento Nato della Russia, delle sanzioni alla Russia e della minaccia, reiterata da Hillary Clinton, di un'aggressione alla Russia con conseguente certezza di una conflagrazione mondiale
  
Colgo l'occasione per  riferirmi a un'intervista segnalatami, senza coordinate, in cui Giulietto Chiesa affermerebbe ora che non ci sarebbero stati i 19 dirottatori sauditi l'11 settembre, ma che l'attentato sarebbe stato compiuto dai servizi segreti sauditi in combutta con quelli Usa. La toppa è peggio del buco che, come ricorderete, era un articolo di GC su ilfattoquotidiano.it, da me ripubblicato per intero in "Giulietto Chjiesa, l'iroso debunker" (www.fulviogrimaldicontroblog.info) in cui l'autore scriveva testualmente che erano stati i "sauditi a tirare le fila dell'11 settembre", attraverso l'uso di 19 piloti dirottatori sauditi che avrebbero così fatto crollare le torri. Ricorderete anche che tutta la precedente pubblicistica di GC affermava, in accordo con vastissimi e inconfutabili studi, che la distruzione era avvenuta per demolizione controllata per iniziativa interna all'establishment Usa.

La nuova versione cerca di attenuare l'assurdità della prima inversione a U, ma tiene il punto della fondamentale responsabilità saudita, con gli Usa in secondo piano e Israele, dimostrata partecipe dell'evento, del tutto esonerata. Ora, i servizi sauditi stanno a quelli Usa, collaudati in decenni di operazioni sporche e False Flag, come una vipera sta a un cobra, per cui anche il nuovo assunto è grottesco. Gravissima, poi, è la dimenticanza di Israele, di cui ricorderete l'arresto di agenti del Mossad che filmavano festanti l'attentato alle torri mentre accadeva (quindi ne erano informati) e sono stati trovati in possesso di un pullmino zeppo di tecnologia spionistica. Furono quasi subito rilasciati e fatti rientrare in Israele.

Se qualcuno ha il link per l'intervista che mi è stata indicata, gli sarei grato per farmelo avere.


Come vedete la questione Giulietto Chiesa non è personale.

domenica 11 settembre 2016

11/9 E AFFINI: DOMANDE CHE INCHIODANO, RISPOSTE CHE NON SCHIODANO - Dirottatori sauditi inventati da Washington e promossi da Giulietto Chiesa, Regeni, Madre Teresa, curdi...




C’era da aspettarsi, nel 15° anniversario del crimine di Stati che ha cambiato il corso del mondo, che sulle macerie della vulgata ufficiale sull’11 settembre, frantumate dalle verità emerse, si scatenasse l’uragano dei media e dei loro editori di riferimento e tentasse di ricostruire su quei cascami di menzogna lo screditato 11/9 virtuale. Un mattone di cartapesta per quella ricostruzione lo ha fornito il governo Usa con l’ennesimo, grottesco depistaggio: “Sono stati i dirottatori sauditi”, sciaguratamente rilanciato da chi avrebbe dovuto stare ai fatti e alla sua prima parola.

“Viviamo immersi in una grande finzione, con vari livelli: locale, nazionale e globale, in cui i media di massa per eccellenza si combinano e si appoggiano a vicenda per creare un mondo di teleirrealtà, in cui lo spirito delle persone viene sottomesso ad un bombardamento costante per lavarne il cervello. Se non siete prevenuti di fronte ai mass media, vi faranno amare l’oppressore ed odiare l’oppresso”.(Malcolm X)

“Non pensate sia assurdo che giornalisti ignoranti, corrotti e codardi, che mentono per denaro, ne sappiano di più di fisici, chimici, architetti di grattacieli, ingegneri strutturali i quali hanno chiesto al Congresso una vera e indipendente inchiesta sull’11 settembre? E che ne sappiano di più di vigili del fuoco, soccorritori sul luogo, piloti civili e militari ed ex-alti funzionari di Stato, che tutti hanno affermato l’impossibilità fisica della versione ufficiale? Che razza di ottuso ottenebrato deve essere una persona per credere che il governo degli Usa e i suoi media abbiano più ragione delle leggi della fisica?” (Paul Craig Roberts, ex-Sottosegretario al Tesoro Usa)

«Nella città di Dio ci sarà un grande tuono, / due fratelli verranno straziati dal caos. / Mentre la fortezza regge, i grandi capi soccomberanno. / La terza grande guerra inizierà mentre la città brucerà».(Nostradamus 1654.)

Io ti chiedo, tu mi sputi
Le ottimistiche previsioni del grande profeta rinascimentale che, secondo gli ingarbugliati di esoterismo, fanno riferimento agli attentati dell’11settembre (“Due fratelli” le torri gemelle, “la fortezza”, l’imperialismo Usa, “i grandi capi”, Bush e Co.). Manteniamoci sorridenti, ma perplessi, davanti alla “terza grande guerra” e attribuiamo il resto a eccessi etilici del vecchio veggente e dei suoi estimatori. E osserviamo che sui grandi tuoni, sul caos che strazia, su chi soccombe e chi fa soccombere,  si è instaurata ai nostri cupi tempi una costante: si pongono domande, si sollevano questioni, si formulano obiezioni, quante si vuole, ma le risposte latitano. A volte vengono sostituite da assiomi, da aporie, da bla bla bla, da spari al dito che punta alla luna, cioè alle esplosioni piano per piano delle Torri Gemelle, o al retroterra spionistico di Giulio Regeni, o al passo dell’oca dei curdi sotto comando delle SS americane, tanto da mozzare il dito e lasciare indisturbata la Luna. Più spesso si salta il fosso a forza di insulti. In onore di questi curdi, vendutisi a chiunque ne condividesse l’obiettivo di rubare terre altrui, praticanti pulizie etniche all’israeliana, ascari degli Usa nello squartamento della Siria, rumoreggerà in piazza la solita compagnia di vivandiere e assistenti sociali dell’Impero. Perché i curdi sono buoni e Assad e l’80% dei siriani che stanno con lui sono cattivi. A prescindere. Così detta l’ordine di servizio. Anche qui domanda inevasa: che ci fanno i pacifisti e i non violenti, presti, suore, sindacalisti a fianco di chi si arruola con Attila?

mercoledì 7 settembre 2016

ROMA-RAGGI-VERMINAIO : IL BUE CHE DA' DEL CORNUTO ALL'ASINO



Virginia Raggi qualche errore l'ha fatto (quelli prima di lei hanno commesso crimini), a partire da collaboratori come l'alemanniano Marra e, forse la Muraro, presi probabilmente perchè esperti della macchina amministrativa e, la Muiraro, al corrente di tutte le magagne dei banditi dei rifiuti. Ma sono fesserie, come è una fesseria quella dell'indagine non comunicata, cosa comprensibile dato che non c'era avviso di garanzia e non si sapeva se l'indagine riguardava un mozzicone gettato dalla finestra, o qualche impiccio con i rifiuti. Ci si inalbera su una cosiddetta bugia e lo si fa sotto l'ombrello dell'ipocrisia su cui si rovescia ogni secondo il nubifragio delle menzogne e delle truffe di Renzi e di tutto il cucuzzarto di regime.
La cosa davvero fetida è come la mafiosa marmaglia del PD e delle destre dichiarate si sono avventati su questa amministrazione, unicamente perchè è quella che gli impedisce di continuare a rubare, corrompere, devastare, distruggere, ultimamente con la mostruosità delle Olimpiadi. E quel rompicoglione e quinta colonna del Pizzarotti che non perde l'occasione per intingere il suo tossico biscotto nella merda della cosca renziana! Lo caccino finalmente, è uno sporco profittatore dei guai altrui. La classica fattispecie dello sciacallo che, tipo i curdi di Rojava, si lancia assieme ai leoni sulla carcassa della gazzella.

 Una foto che spiega molte cose. Il sindaco diParma Pizzarotti, venefico grillo parlante incistato nel M5S, in compagnia di funzionari del Dipartimento di Stato (quello di Killary, Kerry e l'Obama delle sette guerre genocide), durante uno dei suoi frequenti viaggi negli Usa.

Stiamo assistendo alla rivolta del verminaio e qualunque cosa abbiano sbagliato Raggi o il direttorio, sono da sostenere al 100%, anche contro gli utili idioti e boccaloni 5 Stelle in rete che si fanno decerebrare dalla slavina mediatica dei poteri criminali: mafia, massoneria, Vaticano, palazzinari, cooperative, servizi, Cia. Come Assad, o Gheddafi, o Saddam, o Putin, sono comunque mille volte meglio di qualsiasi governante occidentale, così tra Raggi e i suoi è il resto dello schieramento politico-economico-culturale italiota corre la differenza tra un giardino e una fogna.

sabato 3 settembre 2016

LA STREGA SANTA, IL PAPA, I NAZISIONISTI DI PARIGI, GLI AMMAZZA-SIRIA IN PIAZZA


 La Giudecca, girone dei traditori

Tra il 2 e il 4 settembre si verifica una serie di eventi che sono il segno, direbbe forse Roland Barthes, dell’abisso di degrado e turlupinatura in cui è precipitata la società occidentale a forza di direzioni religiose al diapason dell’ipocrisia e della superstizione, di amici del giaguaro che hanno totalmente inquinato lo spettro dell’azione e del pensiero sinistri, e di media corrotti fino all’ultima macchia di inchiostro e facinorosamente al servizio del potere che dovrebbero controllare e contenere. Parlo di papa Bergoglio, dei commandos nazisionisti di Charlie Hebdo, di Teresa di Calcutta Premio Nobel e ora pure santa, e dei rettili sorosiani che si fanno passare per pacifisti e scendono in piazza “per la Siria” su mandato di chi la vuole uccidere.

Da Je suis a Je ne suis pas
Virtuosi dei due pesi e due misure, sono arrivati a scrivere “Je ne suis pas Charlie” dopo che, appena l’anno scorso, urlando a tonnellate di piombo, rotative arroventate e lenzuolate di carta “Je suis Charlie”, erano arrivati a stracciarsi le vesti e a ripubblicare il delinquenziale fogliaccio nella propria testata. Eppure si trattava dello stesso Charlie Hebdo, della stessa rivista inventata, mantenuta in vita a dispetto della scarsa circolazione e rilanciata tramite False Flag stragista, dello stesso campione della satira contro i deboli e le vittime e a sostegno dei forti e prepotenti, che quindi satira non è per niente. “The chicken come home to roost” dicono in Inghilterra, colorita metafora traducibile con “le galline tornano al pollaio” che significa “i nodi vengono al pettine”. E Charlie-martire ti viene ricacciato in gola.

giovedì 1 settembre 2016

PRESSTITUTE - a proposito di Riccardo Iacona e dei nostri eroi dell'informazione altra



"In questi tempi difficili è opportuno concedere il nostro disprezzo con parsimonia, tanto numerosi sono i bisognosi". (La Rochefoucauld)
"Non mi sconvolge che mi hai mentito. Mi sconvolge che d'ora in poi non potrò crederti" (Friedrich Nietzsche)
"La gente non crede alle bugie perchè deve, ma perchè lo vuole" (Malcolm Muggeridge)

Riccardo Iacona, già mio collega al TG3 e considerato da allora un raro esempio di giornalismo investigativo onesto e perspicace, o ha fatta la sua lucida savianata erigendosi un piedistallo con alcune trasmissioni eterodosse e fuori dal seminato sistemico per poi, dall'alto della credibilità conseguita, sparare informazione tossica sui fedeli; o ha subito una conversione sulla via del deposito di Paperon de'Paperoni. In particolare le due ultime puntate di Presa Diretta sono con ogni evidenza formale e contenutistica operazioni in linea con interessi e dettami dei servizi e delle multinazionali.
Tanto elementari e scoperte, quanto indecenti nel loro intento propagandistico, tale da marchiare l'autore della nobile qualifica di presstitute, hanno, la prima, esaltato gli OGM che gli Usa, attraverso il letale e tecnonazistico TTIP vogliono imporre all'Europa e, la seconda, ripercorso tutta la costruzione imperialista di demonizzazione dell'Egitto laico e indipendente di Al Sisi, attraverso la vicenda del collaboratore del genocida John Negroponte (Oxford Analytica), Giulio Regeni, con ogni probabilità sacrificato dai suoi sponsor spioni per preparare l'opinione pubblica all'ennesima aggressione a uno Stato arabo laico, indipendente, nazionale.
Ridottosi a cantore delle virtù degli OGM e delle nequizie del presidente Al Sisi, Jacona non ha nemmeno preso in considerazione il trucco elementare di ogni disinformatore di far parlare anche una voce contro, magari in subordine, minoritaria, debole, ma contro. Due ore di soffietti appassionati per gli OGM e non un controcanto della vastissima schiera di scienziati che ne hanno documentato gli effetti negativi. Idem per Regeni e l'evidentissima manovra di destabilizzazione di un paese arabo che si permette di entrare in campo sul suo vicino arabo che altri vogliono depredare e che, a dispetto di una strategia USraeliana di lungo respiro di frantumazione delle nazioni arabe, via i Fratelli musulmani e Morsi, resta in piedi e non si fa tappare gli occhi da stelle e strisce.
Iacona si era già accreditato dove conviene quando, poco dopo il genocidio libico per mano del mostro imperialista, aveva mandato in onda un gruppo di gaglioffi di matrice Cia e Soros per giustificare la distruzione di un paese felice e prospero attraverso la solita grossolana satanizzazione del suo leader. Era arrivato a dire che nel paese più avanzato e scolarizzato d'Africa non c'erano nè scuole, nè tribunali.
Non stupisce che gli ascari di Renzi, Campo Dall'Orto, Monica Maggiorni, Irene Bignardi (della cosca Sofri), nella tempesta di epurazioni di gente che non era sufficientemente facinorosa nel sostegno al mafioregime, abbiano risparmiato Jacona. Come Gabanelli, come Formigli, come Santoro...
E c'è chi li chiama giornalisti.


Romano Vallarin Condivido e non solo per gli OGM e Regeni, ma per la puntata sulle vaccinazioni: è lo stile che mi sorprende in odore di propaganda e senza contraddittorio. Mi spiego: per quanto riguarda Regeni ha intervistato tutti dissidenti all'estero (alcuni addirittura a Washington); non ha fornito UNO STRACCIO di prova a sostegno ma solo attacchi contro Al SISI , paragonando il regime Egiziano pari ai generali Argentini con migliaia di desaparecidos e torturati. Solo congetture, supportate dal nulla con lo sfondo di Humans right watch che tutti ben sappiamo chi sia. Una spazzatura senza fine. Fa schifo. Impossibile ogni critica sul loro canale perchè sparano la stessa notizia ogni 10 minuti e il tuo commento finisce nella fogna a stretto giro.