sabato 12 febbraio 2022

Sono 70 anni che ci si prepara alla guerra e a volte la si fa --- FRIULI, SE VUOI LA GUERRA, ROVINA L'AMBIENTE

 


 Sono 70 anni che ci si prepara alla guerra e a volte la si fa

FRIULI, SE VUOI LA GUERRA, ROVINA L'AMBIENTE


https://www.byoblu.com/2022/02/08/friuli-la-regione-in-armi-fulvio-grimaldi-in-o-green-o-verde/


Si vis bellum para Forum Julii (Friuli)

Parafrasi non inappropriato del noto detto latino (si vis pacem, para bellum), con la quale mi riferisco alla devastazione della nostra regione più orientale e più martoriata dalle conseguenze della seconda guerra mondiale e, dopo, dalla nostra  partecipazione alle previste guerre contro l'Unione Sovietica, prima, e ora contro la Russia.

In questa puntata di "O Green o Verde" su Byoblu viaggio per il Friuli butterato di basi ed esercitazioni militari, italiane, americane e Nato, tipo la base USAF di Aviano, nel quale è ancora vivo il ricordo del ruolo decisivo assegnatogli per la distruzione della Serbia. E dove, inusitatamente (ma non per l'imperialismo guarrafondaio), si percepisce un nuovo pericolo e, dunque, un nuovo ruolo. Quello programmato dai colonial-bellicisti fin da quando, rompendo la Jugoslavia e sostituendola con un mosaico artefatto di staterelli irrilevanti, ma tutti Nato (tranne la sempre cattivissima Serbia), si sono  voluti intendere i Balcani come una miccia sempre pronta a essere riaccesa. 

Oggi la rinnovata spinta contro la Serbia e quindi verso Est, dove si trovano gli amici di questo paese, Russia e Cina, parte da quell'assurdo guazzabuglio di Stati  che si odiano (croato, bosniaco e serbo) nella tripartita Bosnia-Erzegovina creata dagli accordi di Dayton e la cui sovranità è gestita colonialmente da un proconsole dell'Unione Europa. 

Tutto quello che avviene a Est, fin dal Friuli, ci viene occultato. E' ora di dargli un'occhiata. 


giovedì 10 febbraio 2022

BLOODY SUNDAY, DERRY, DI CHE PASTA SONO I PADRONI --- Il giornalista che gridò: " La Regina è nuda"!

 

BLOODY SUNDAY, DERRY, DI CHE PASTA SONO I PADRONI

Il giornalista che gridò: " La Regina è nuda"!


https://www.byoblu.com/2022/02/09/bloody-sunday-una-storia-per-la-vita-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/ 


Per chi è nato alla vigilia della catastrofe digitale e con quella è cresciuto, ne ha ricavato ciò che i manovratori della metamorfosi kafkiana volevano: da umano in scarafaggio (con tutto il rispetto per gli scarafaggi, specie per quelli che si riscattano). In altre parole l'annientamento della memoria, la cesura del passato, come se dietro al suo ultimo passo fosse crollata la strada e si fosse aperto un abisso senza fondo. Un buco nero.

Ho pensato a costoro, tra i quali ho molti amici, quando ho preparato questa mia personale commemorazione del Bloody Sunday di Derry, Nordirlanda, 30 gennaio 1972.

 



Non ricordare Bloody Sunday, seppure evento del profondo Nord, tra genti lontane e avvolte nella nebbia del remoto Atlantico (non avete idea di quanto ci assomiglino, infatti vennero dal Sud), è come non ricordare Bava Beccaris che spara sugli affamati su ordine del re, o Mussolini e la Petacci appesi per i piedi, o Papa Pio IX, detrito del Concilio di Trento, cacciato dai patrioti della Repubblica Romana, o quanto ci hanno inflitto in termini di morìa umana, sociale, culturale, politica, Draghi, Conte, Speranza e la loro corte di comprati e venduti.

Credo che chi sia capitato in quelle occasioni, ognuna epocale, abbia subito un brivido indimenticabile. Abbia percepito che è successa una cosa che cambia il paradigma, cambia lui, cambia le cose del mondo.

Ero già stato in tumulti, inviato alla terribile guerra dei 6 Giorni in Palestina, villaggi incendiati, gente bombardata, scontri tra sparatori. E poi anche il '68-'77, le infinite mazzate degli sbirri a spaccare crani e, sul finale, a spararci. Ma  in tutte queste occasioni c'èra un minimo di equilibrio, per quanto squilibrato, un confronto tra le parti in conflitto. Di fronte a Israele c'erano le armate arabe. Negli anni della rivoluzione, diversamente dai buonisti di oggi, rivendicavamo il diritto di difenderci. Ed erano bastoni, molotov, sassi. Oggi abbiamo i rivoluzionari del NO più vitale di tutti i NO mai pronunciati.

 



Qui, in Irlanda del Nord, sono trecento anni che un popolo lotta per giustizia e libertà, diciamolo pure, porca miseria, per la nazione. Da un lato il mostro onnipotente, superarmato, blindato, cieco all'umanità, con l'ossessione compulsiva della ricchezza e del potere, costi quel che costi agli altri. Dall'altro, esseri umani veri, inermi, nudi, innocenti. Nella notte dei dogmi, laici o religiosi, degli inganni millenari si è acceso la luce. E l'ho visto, il Potere, nella sua versione occidentale, europea, civile. Già guerrafondaio, già colonialista, già vampiro su proletari, ma mai così a casa sua, sotto i miei occhi. 

Al Primo Battaglione Paracadutisti di Sua Maestà, mandato nella terra degli irriducibili, deprivati e giusti, a schiacciarli come insetti, e a quegli insetti, miei amici da prima e per sempre, anche da morti, devo un salto di coscienza e un indirizzo di vita che altrimenti, forse non avrei mai compiuto. E' per questo che l'Irlanda è diventata la mia prima "seconda patria". 

Se non fosse troppo complicato, vorrei essere seppellito a Derry, accanto a loro. Accanto a Martin McGuinness, combattente che mi salvò dall'ordine di spararmi a vista dei parà, rispettosi della libertà di stampa quanto della vita di coloro che la rivendicano, come di quelli a cui è indispensabile. E che mi portò, in una notte senza stelle, dove avrei potuto assolvere al mio debito verso i giusti, gli innocenti, gli umani. Con la verità.


  Una mia foto di Bloody Sunday, all'ingresso nel ghetto repubblicano di Derry.


mercoledì 9 febbraio 2022

SI SGONFIA IL BALON D'ESSAI? Ucraina tra bluff, bugie e provocazioni: analisi fuori dal coro

 https://www.infopal.it/venti-di-guerra-in-ucraina-intervista-a-fulvio-grimaldi  

 



Scritto il 08/02/2022 HYPERLINK "https://www.infopal.it/author/infopal/"infopal

Pubblicato inNEWS

InfoPal. Di Lorenzo Poli. 

Fulvio Grimaldi è giornalista, documentarista ed attivista politico. Grande esperto di America Latina ha documentato per anni i processi politici popolari, la Rivoluzione Cubana, la Rivoluzione Sandinista in Nicaragua, i colpi di Stato statunitensi e più recentemente la Rivoluzione Bolivariana in Venezuela, denunciando la presenza dell’imperialismo USA e i suoi intenti di destabilizzazione militare contro Paesi che hanno proposto un’alternativa al capitalismo globale. Grande esperto di Medioriente, come inviato di guerra ha raccontato la Palestina occupata e martirizzata,, i campi profughi, Gaza, le Intifade,  la Siria di Assad, l’Iran uscito dalla rivoluzione khomeinista,, l’Iraq di Saddam Hussein e le guerre e occupazioni da esso subite fino all’assalto dell’Isis. Un volto noto della controinformazione alternativa che per InfoPal ha rilasciato un’intervista sui venti di guerra imperialista in Ucraina.

Breve flashback, in che situazione politica si è trovata l’Ucraina nel 2014?

F.G. Nel 2014 L’Ucraina, ultimo paese dell’ex-Patto di Varsavia non ancora membro della NATO, aveva per presidente Victor Yushchenko, un politico che coltivava buoni rapporti con la Russia, basati su una forte complementarietà sul piano economico e sulla lunga convivenza tra Ucraina e Russia, di cui l’Ucraina, tra l’altro mezza russofona, era stata la prima entità costitutiva. Ciò non impediva a Yushchenko di avere buone relazioni anche con l’UE, in tal modo che il paese costituisse un cuscinetto di neutralità e di collaborazione tra le due realtà geopolitiche. Questo, a dispetto della costante spinta anglosassone alla contrapposizione con la Russia di Putin, specie dopo l’esaurimento della cosiddetta coesistenza e, poi, della prostrazione della Russia di Eltsin ai piedi dell’Occidente in generale e degli USA in particolare.

Di questa spinta si era fatto acceleratore il presidente Barack Obama, sostenuto e sollecitato in tale direzione dall’angelo delle sette guerre e dei vari colpi di Stato e delle rivoluzioni colorate, Hillary Clinton. Una volta che gli USA di Killary e Obama si erano accertati dell’opposizione del governo democratico a una rottura con Mosca e a un ravvicinamento all’UE e, implicitamente, alla NATO, decisero per un cambio di regime da imporre con le maniere forti.

Il colpo di Stato lanciato a partire da piazza Maidan, con la mobilitazione di una folla anti-russa e pesantemente infiltrata da elementi nazisti, e il decisivo intervento di cecchini importati da altri paesi asiatici, impegnati a sparare sia sui manifestanti che sulle forze dell’Ordine (come prima in Libia e Siria), produsse il successo dell’operazione Yankee e la fuga di Yushcenko.

La sottosegretaria al Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, altro falco dell’interventismo statunitense, si adoperò perché i governi scaturiti dal golpe fossero, in successione, delle mere espressioni del controllo di Washington sugli sviluppi ulteriori. Sviluppi davvero funesti per il paese, immediatamente visibili nell’assalto delle bande armate naziste (poi costituitesi in battaglioni, come il famigerato “Azov”, e incorporate nella Guardia Nazionale Ucraina, punta di diamante delle forze armate) alle regioni russofone nell’Est del paese, centro produttivo industriale, vitale per l’economia nazionale. Le popolazioni russofone di quelle regioni rifiutavano sia il colpo di Stato etero-diretto, sia il tentativo di far assumere all’Ucraina il ruolo di avamposto UE-USA-NATO contro la Russia. In seguito si costituirono in repubbliche autonome e furono vittime di una costante e spietata aggressività militare da parte di Kiev.

Al colpo di Stato seguì, oltrechè il rifiuto di queste due entità, Lugansk e Donetsk, la reintegrazione da parte di Mosca della sua più grande base navale in Crimea, sostenuta da un referendum in cui oltre il 90% della popolazione votò per il suo rientro in Russia. Particolarmente feroce fu la repressione dei golpisti a Odessa nei confronti di chi si opponeva al cambio golpista dei vertici nazionali: centinaia di persone furono bruciate vive, o abbattute, quando si erano rifugiate nel palazzo dei sindacati.

Oggi cosa sta accadendo? Le forze occidentali stanno fomentando il nazionalismo ucraino nella speranza di provocare una reazione russa?

F.G. Del nazionalismo ucraino non gliene importa nulla. Già sono andati oltre, promuovendo il neonazismo politico-militare e facendone il pilastro dello Stato e dell’aggressione alle libere repubbliche del Donbass. Qualunque cosa facciano USA-Nato e rispettivi sguatteri, la Russia non reagirà entrando ufficialmente in Ucraina. Ne ha ripetutamente garantito l’integrità territoriale, chiedendo solo che alle repubbliche libere del Donbass sia assicurata l’autonomia all’interno dello Stato. Eventualmente, se le repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk venissero attaccate in forza, Mosca fornirebbe aiuti. L’unico vero pericolo è che USA e Nato si inventino una False Flag da attribuire ai russi. C’è sempre un qualche demente neocon, o nazista ucraino, che si proverebbe a innescare l’armagheddon.

Cosa sta succedendo ora sul piano militare? Cosa ci fanno le truppe Nato nelle repubbliche baltiche e in Polonia? 




F.G. Le truppe Nato, comprese le italiane, eredi di quelle cui il ministro della Difesa Sergio Mattarella ordinò nel 1999 di bombardare la Serbia con missili all’uranio e bombe a grappolo, svolgono da tempo esercitazioni congiunte nei tre paesi baltici e in Polonia. Indipendentemente dal fatto che un qualche fuori di testa in quel contesto, potrebbe sempre, per accidente o intenzione, provocare un guaio che diventi un innesco, a mio parere questa continua pressione militare sulla Russia lungo i suoi confini serve a dimostrare queste cose:

Che c’è una minaccia e che dunque la Nato serve, anche se reduce da molti fallimenti totali o parziali, e va rilegittimata.

Che ne vengano incoraggiate le forze dissidenti all’interno della Russia, tra cui in prima fila oligarchi ansiosi di unirsi ai compari occidentali nella predazione di risorse nel proprio paese o altrove, sviluppando un neoliberismo di rapina, alla maniera del colonialismo globalista.

Nel caso di una rivoluzione “colorata” che adotti azioni armate mimetizzate (tipo Libia, Siria, Libano, Kazakistan, Iran, Myanmar ecc.) e debba venire perciò repressa duramente dallo Stato russo, si possa provocare propagandisticamente uno sdegno dell’opinione pubblica tale (diritti umani!), da giustificare un intervento (sanzioni, o anche bombardamenti)

Una costante presenza di truppe ed esibizione di forza mantiene al guinzaglio le società governate malamente da fantocci dell’imperialismo.

Ogni impegno militare comporta spese e la crescita esponenziale dei profitti del complesso militar-industriale, componente oggi, insieme a Big Pharma e alle grandi piattaforme dell’architettura, su cui si reggono gli USA.

Qual è il ruolo della Russia di Putin in questo conflitto? 

F.G. Il ruolo assegnatosi da Putin e dalla Russia è quello del contenimento e della saggezza di fronte agli irresponsabili movimenti aggressivi di Nato e Usa, che, per fortuna, essendo talmente demenziali, hanno provocato una salutare spaccatura nel campo occidentale, con Francia e Germania che non intendono farsi campo di battaglia a favore degli USA e dei suoi produttori di idrocarburi da scisti. Le propose razionali e pacifiste di Putin sono tutte racchiuse nella proposta di un Trattato di pace, ovviamente respinto sia dal segretario della NATO, Stoltenberg, sia da Biden.

I media, per legittimare intervento armato, puntano i riflettori sull’invasione russa. Eppure le vere motivazioni di un futuro intervento sono economiche… 

F.G. Fortemente economiche, ma non solo. In gioco sono le forniture di energia per le quali gli USA vorrebbero ridurre il gas russo (North Stream 2) alla Germania e all’Europa a favore del proprio costosissimo gas ottenuto col micidiale metodo anti-ecologico del fracking, e garantirsi dei vantaggi sulle ricchezze dell’Artico i cui ghiacci si vanno sciogliendo. I globalisti, però, puntano al dominio assoluto sul mondo e, per questo, devono sventare l’incubo di un naturale, fisiologico, rapporto euroasiatico, tra Europa e Russia. Significherebbe il proprio isolamento e la fine del progetto egemonico unipolare.

Nel frattempo le milizie neonaziste ucraine si stanno ricompattando contro la Resistenza antifascista delle Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk. Quale è la situazione in Donbass?

F.G. I democratici anti-golpisti e antinazisti del Donbass subiscono un martirio ininterrotto dagli attacchi delle milizie ucraine armate da Usa e Nato e sostenute dagli Stati vassalli baltici e dalla Polonia. Ma non cedono, conoscono bene la posta in palio. Un regime come quello di Kiev e i suoi padrini occidentali non conoscono scrupoli nei propositi di dominio, fosse anche al prezzo di stermini.

Cosa è “Pravy Sektor” e che ruolo ha nel primo battaglione delle forze armate dell’Ucraina? 

F. G. Privy Sector è presente in Ucraina, insieme ad altre formazioni naziste antirusse, fin da anni prima del colpo di Stato di Obama-Hillary Clinton nel 2014. La sua partecipazione al colpo di Stato con cecchini che, insieme a jihadisti importati dalla Cecenia e dal Medioriente, sparavano contro polizia e manifestanti (esattamente come in Libia e Siria), svolgeva un mandato assegnatogli da CIA, NED, Nato e servizi occidentali vari, alla stregua di quanto era stato il ruolo di Gladio – Stay Behind in Italia.

In Italia, quali posizioni hanno le forze politiche su un futuro intervento in Ucraina?

F. G. In Italia non ci sono posizioni autonome elaborate dalle forze politiche. C’è totale subordinazione alla Nato e al comandante in capo a Washington. Dopo l’inversione di marcia del M5S, non esiste la benchè minima forza politica rappresentativa che abbia elaborato una propria politica autonoma e sovrana. Semmai sono gruppi industriali impegnati nell’export che frenano sull’aggressione e sulle sanzioni occidentali per motivi puramente economici. E anche in larga parte della popolazione, già terrorizzata e annientata politicamente e culturalmente dall’operazione Covid, non esiste più l’antica coscienza internazionalista che si mobilitava contro le incessanti guerre Usa e Nato.

L’Italia è l’importantissimo laboratorio per l’affermazione della dittatura bio-psico-digital-tecnocratica. Ma, a dispetto della sua posizione strategica nel Mediterraneo, crocevia tra Nord e Sud, Est e Ovest, geopoliticamente, dopo Aldo Moro (per questo tolto di mezzo), conta meno del Kosovo. L’avete vista invitata in alcuno dei numerosi incontri, convegni, vertici, relativi alla crisi ucraina, o ai rapporti con la Russia


lunedì 7 febbraio 2022

Guerre di periferia, guardando a Russia e Cina --- BALCANI, UNA MICCIA CHE VA RIACCESA Ancora e sempre, i cattivi sono i serbi


https://www.byoblu.com/2022/02/02/balcani-una-miccia-che-non-si-spegne-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/ 


Guerre imperiali  su "falsi scopi"

Dove si parla di quanto sia improbabile che Usa e Nato facciano guerra alla Russia, (il discorso inverso non esiste) e quanto siano in corso accerchiamenti colorati e bellici di questo paese (come della Cina). e di quanto siano, intanto, gli altri a farne le spese.

Dal Vietnam in qua, e ancora di più dall'Afghanistan, gli USA, con al guinzaglio i riservisti Nato, non si peritano più di entrare in campo in prima persona. Tanto più che ormai quel paese è più lacerato che mai, ha la metà della popolazione che, piuttosto di dare retta ai propri governanti, preferisce  assopirsi negli oppiacei con cui i soliti Big Pharma hanno ridotto in pappa la propria popolazione, prima ancora che con i vaccini. Solo uno su sei cittadini è a favore della guerra, sentendo sulla pelle cosa gli sono costate le altre.

Mercenariati

 


Le aggressioni che gli USA conducono, su mandato della finanza globalista, di interventi diretti ne comportano solo tramite bombardamenti, intelligence, qualche volta  Forze Speciali. Tutto il resto delle varie destabilizzazioni programmate nei confronti dell'Eurasia e della sua periferia, viene attuato ai margini, utilizzando forze mercenarie. In Medioriente e parti dell'Asia (Afghanistan, Kazakistan, Tagikistan, Cecenia, Xinjiang) il terrorismo jihadista, in Ucraina le bande naziste armate da Obama e Hillary Clinton, incorporate nella Guardia Nazionale. Altrove minoranze separatiste, o di natura fascista ( narcoseparatisti in Myanmar, esoteristi monacali per il Tibet, curdi in Siria e Iraq, beluci in Pakistan, falangisti in Libano, borghesie occidentalizzate e avide di più mercato per le rivoluzioni colorate), e così via, variando a seconda delle condizioni e disponibilità locali.

La situazione a noi più vicina, in vista della destabilizzazione del centro mondiale eurasiatico, l'abbiamo vista esplodere nelle guerre balcaniche degli anni '90, con conseguente frantumazione della Jugoslavia in piccoli Stati insignificanti geopoliticamente, ma manovrabili e poi tutti, tranne la Serbia, membri della Nato. Oggi quel discorso rischia di riaprirsi e l'eterna miccia balcanica di riaccendersi per favorire l'implacabile spinta ad est dell'globalismo imperialista.


L'aborto di Dayton, per una crisi permanente

Rivela il suo fine lo storicamente e confessionalmente assurdo progetto, scaturito dalla pace colonialista di Dayton, di creare un focolaio permanente di instabilità conflittuale nel cuore della ex-Jugoslavia. L'aborto deforme della tripartita, geograficamente intrugliata, federazione di Bosnia-Erzegovina, con mescolati a vanvera pseudoentità statali, come la croata cattolica, la bosniaca musulmana e la serba ortodossa, strappata alla madrepatria. Una minicaricatura della Jugoslavia con le sue componenti allora fuse in un unico, condiviso, progetto geopolitico e sociale.

Il tutto sotto l'autorità, assolutamente antidemocratica e riduttrice delle singole sovranità, di una specie di proconsole dell'UE, oggi il tedesco Christian Schmidt, che funge da supremo organo, alla maniera di un presidente della Repubblica. 

L'innesco per quella turbolenza che in queste settimane pericolosamente mette in discussione il contradditorio e innaturale assetto della regione, viene proprio da questo feudatario coloniale. Ha avallato la decisione della Federazione, sotto spinta della componente bosniaca (sempre favorita in Occidente), di incriminare, arrestare, processare e condannare chiunque metta in discussione la veridicità della colossale bufala di Srebrenica. In quella cittadina bosniaca, i serbi comandati dal generale Mladic (oggi,  ovviamente, sotto processo al tribunale unidirezionale dell'Aja) avrebbero ucciso a freddo 8000 cittadini, tutti in una volta sola. 


  Milosevic, Mladic, Karadzic, tre capri espiatori dei crimini Nato


Una False Flag per colpevolizzare i serbi di tutto

Srebrenica, al pari della montatura della strage di Racak che fece dare il via all'attacco alla Serbia nel 1999 (auspicato e invocato dal pacifista ecologista Alex Langer) ed era stata realizzata dagli stessi kosovari dell'UCK, ma venne attribuita ai serbi, è stata un'ampiamente documentata False Flag. Una sceneggiata allestita dal capo fascista islamista Izetbegovic, le cui vittime apparvero più tardi nelle liste elettorali e vivi e vegeti altrove. Doveva servire a riversare sui serbi, attraverso una presunta atrocità etnica, tutte le colpe per le sofferenze inflitte dalla Nato e dagli europei (Germania, Francia, Italia, UK) alla Serbia.

Il governo della parte serba della Federazione, la Repubblica Srpska, ha ovviamente rigettato l'assurda decisione e ha deciso che, finchè questa legge, oltretutto discriminatoria nei confronti di qualsiasi ricerca storica (come è successo con altre censure e persecuzioni giudiziarie), non viene ritirata, non terrà più contro delle decisioni della Federazione stessa.

Subito, alte grida e alti lai del fronte antiserbo in Occidente, politici e media all'assalto, con accuse di tentativi di destabilizzazione della convivenza e della pace e addirittura di secessione e ritorno alla madrepatria. Il bersaglio della campagna di demonizzazione dei serbi è ovviamente Belgrado e la sua sgraditissima eccezione balcanica di unico paese fuori da NATO e UE, fortemente legato da rappporti politici, economici e ora anche militari a Russia e Cina.

Da Belgrado a Mosca


 

Non bastava, come focolaio di tensioni, il Kosovo, a regime di criminali di guerra (finalmente, ora, molto parzialmente, incriminati dall'Aja), con la sua dichiarazione di indipendenza, riconosciuta solo da una dozzina di paesi, i costanti attriti con la Serbia su questioni territoriali, le sanguinose provocazioni ai danni dell'enclave serba di Mitrovica. Un Kosovo che lo Stato contrabbandiere albanese e la Nato vedono già costola della Grande Albania. La Bosnia Erzegovina, per lo stesso motivo costituita in previsione di future, inevitabili pressioni sulla Serbia, rappresenta la parte centrale, a ovest, dell'accerchiamento Nato su Belgrado. Dal lato orientale, l'assedio è integrato da due armatissimi Stati Nato, Romania e Bulgaria, con tanto di armi nucleari USA.

Rimuovere l'anomalia serba sulla strada verso Mosca. E' l'ostacolo più preoccupante, dato il carattere di quella nazione e dati anche i precedenti della vittoria con le sue proprie mani del popolo serbo sull'invasore tedesco. Un intralcio che è sicuramente all'origine delle tensioni oggi provocate interamene ad arte. E, al momento giusto, figurati se l'Italia - Nato di Draghi e Mattarella non verrà reclutata e coinvolta.


venerdì 4 febbraio 2022

Guerre sul balon d'essai --- GLIA FA'? NUN GLIA FA' --- Dall'Ucraina all'Egitto: Rocchelli non è Regeni


YouTube: https://youtu.be/AwN4Wy1McaQ

Odysee: https://odysee.com/@ComeDonChisciotte2003:f/sancho-19-ii-stagione-fulvio-grimaldi:3

https://rumble.com/vtwz69-sancho-19-ii-stagione-fulvio-grimaldi-ucraina-botto-atomico-o-petardo.html?mref=cx41y


GUERRE MULTIPLE E DIVERSIFICATE. STESSI FELDMARESCIALLI, SERGENTI E VIVANDIERE

In questa puntata di "Sancho" facciamo, al solito, come lo scudiero di Don Chisciotte: guardiamo alle cose del mondo e ai fatti del giorno dal basso (con gli occhi del sapiente asinello), ma anche più lontano delle pale dei mulini a vento. In questo caso, ciò che abbiamo visto è il grande intreccio tra due tipi di guerra d'aggressione. Si tratta di quella classica di chi si vuole appropriarsi di tesori, terre e popolazioni, e dell'altra, anch'essa di antica tradizione, ma stavolta evoluta psicotecnologicamente: guerra contro gli esseri rimasti umani e, detta anche green, contro il loro corredo di animali e piante. 



In poche parole, da quanto vanno conducendo sui due fronti gli  autori, primari, comprimari, fantocci coronati, cortigiani, comparse, servitori, si va evidenziando che sono sempre gli stessi. Da Blackrock a Bill Gates, da Goldman Sachs a Mario Draghi, dal Pentagono all'OMS, dal Vaticano ai Green, dalla Nato ad Amnesty International (che ora va coprendo, con una ramanzina all' Israele della più sanguinaria apartheid di tutti i tempi, le operazioni comissionatele da Dipartimento di Stato, MI6 e Cia). 

Qui aggiungiamo un pensierino sulla Cina. L'altro grande polo dei contenziosi che rischiano di divfentare bellici, sta conducendo la meno dinamitarda delle contese, i Giochi Olimpici, edizione inverno. Ovviamente l'occasione, ha scatenato, non ancora il diversivo di una guerricciola CIA (Georgia-Ossezia-Russia) come per l'altra Olimpiade, quella estiva del 2007, ma l'uragano di incriminazioni, rampogna, dileggi, anatemi, sullo Stato autocratico, sul impenetrabile despota, sui martiti Uiguri dello Xinjang (terroristi islamici), sui tibetani oppressi (monaci già padroni di fanciulli contadini, vite e beni della regione).

Personalmente, un tempo solidale con Mao, non ho idee proprio chiarissime sull'impero celeste. Non mi entusiasmano nè i crediti sociali che impongono il conformismo, nè la strategia antivirale, che rincorre quella di Draghi e Speranza. Trovo migliori i rapporti tra nazioni coltivati con vie della seta, che quelli che fioriscono sulla Via della Nato. Comunque, a chi, qui in Occidente, ha alle e sulle spalle una storia e un presente di brutale colonialismo, di sanguinario  imperialismo guerresco o dirittoumanista, di ipocrita truffa politicamente corretta, di milioni di morti ammazzati con le esplosioni, la chimica e la fame e come progetto strategico la riduzione della specie realmente umana, nego il diritto di proferire anche un solo accenno di giudizio sulla Cina, E tanto, tanto, meno, sulla Russia. In effetti su chisivoglia fuori dal mondo monoteista.

Parola d'ordine AIFA: tante vittime, niente effetti avversi

Detto questo con tasti di piombo, alcune notiziole. Draghi riapre l'Italia agli amici degli amici. Non a milioni e milioni di connazionali, tra No Vax, No Green Pass, no Terza Dose, no Guariti da Troppo Tempo, che saranno multati, esorcizzati, estromessi, esclusi, sotterrati dal vituperio, pure dal Papa e dai Wako, pur tanto "inclusivi". Dicono che sia giusto così e celebrano la vittoria.

 



Nella conigliesca fuga di massa dalla travolgente avanzata della verità, ce n'è uno dei virologi (magnificamente inceneriti dalla satira incandescente di Checco Zalone nella palude wako di Sanremo) che fa da tamburino in testa ai flagellanti del testacoda: Andrea Crisanti. Già vaxista dall'ossessione compulsiva che neanche il comprato Ghebrejesus (OMS), o il compratore Bourla (Pfizer), la virostar annuncia "I morti sono quasi tutti vaccinati. Ad esempio, degli oltre 400 morti di ieri i non vaccinati saranno al massimo 20/30. E poi: "con il 90% di vaccinati certe restrizioni non hanno più senso. Infine, neobattezzato come  Achille Lauro, se la prende con la mancata trasparenza delle "case farmaceutiche che non ci danno i dati sulla terza dose".

Lui e i suoi compagni (tipo l'iracondo ipervaxista Bassetti: "Basta con l'isteria dei tamponi!"), in fuga da ciò che Speranza, Conte e Dragrhi si spera non eviteranno, cioè il giudizio e la condanna in tribunale (una volta rifatta la magistratura italiana), si sono però scordati di dire che certi dati, quelli più importanti, quelli sull'ecatombe di morti e feriti da puntura, l'AIFA, a ciò demandata, da settembe non ce li dice. E che nessuno ci dice che di quei 400, o giù di lì, morti al giorno, sparati ad aerosol in giro dal sandwichman Enrico Mentana (uno che fa reclame a La7), quasi tutti sono rimasti vittime di almeno tre altre patologie. Magari, con un tampone infilatogli nel naso, magari da morti.


Che altro? Ah già, c'è quell'eterno rompiscatole di Mike Yeadon, già vicepresidente per le epidemie dell'Impero del Male (Pfizer), che va girando il mondo scongiurando medici e pazienti e, soprattutto, bimbetti, di non farsi bucare: quella roba è peggio dell'eroina. Di fronte al giubilo farlocco per la fine dell'epidemia, celebrata con toni scomposti e ottusi, perfino a Sanremo, Yeadon avverte; "Non è finita, ci riproveranno. Anche se dichiareranno ufficialmente la vittoria, il loro gioco riprenderà. Per favore non c'è nulla da festeggiare. I cittadini rimangano all'erta. Quanto al già accaduto, a mio avviso ci vuole l'arresto di tutti i politici e scienziati che hanno condotto questa operazione e un processo per cospirazione, in modo da imporre un cambio del loro programma. Altrimenti, fra un paio d'anni, se non prima, torneremo a mangiare mascherine".

Altro ancora? Spi-spi:  Spigolature spinose.

Apri e stupisci: cosa l'AIFA nasconde a noi e ammette all'agenzia regolatrice europea EMA

Dunque l'AIFA del Dr. Magrini non ci dice niente sui danni inflittici dal "salvavita" di Big Pharma, ma qualcosina dice al corrispettivo UE, EMA. Che nessuno di noi sa come andare a sfrucugliare. E guarda la scoperta: il "salvavita" ferisce, rende disabili, fa danni vari e perfino uccide (e non si sa nemmeno cosa combina alla lunga, giacchè nessuno ci è arrivato). 24.000 segnalazioni e una su sei grave. 

Pensate che sia tutto? Pensate male, poichè quei dati sono frutto di comunicazioni "passive". Non c 'è nessun organismo pubblico che vada a cercarsi, lui, i dati paziente per paziente, morto per morto. Arrivano solo quelli segnalati da qualche medico, o infermiere, o clinica. Temerari, che affrontano le intimidazioni di chi, in alto, non ne vuole sapere di effetti avversi e poi, magari li vaglia e li respinge. Si calcola che quei datti andrebbero perciò moltiplicati per 100, a essere credibili.

Ciò che va bene per una spia, non va bene per un giornalista


La magistratura mainstream italiana (Appello di Milano), sempre quella, nei suoi livelli più alti, dopo una condanna a 24 anni, ha assolto Vitaly Markiv, per quisquilie procedurali. Il militare italo-ucraino, il 24 maggio del 2014 a Sloviansk (Donbass), ha ucciso a colpi di mortaio il giornalista italiano Andrea Rocchelli e il suo amico e interprete Andrej Mironov. L'ordine di colpire i due, riparatisi in un fosso, è stato impartito dal comandante del reparto ucraino, generale Mikhailo Zabrodskvi.

Dunque qui si sa, grazie alle ricerche del ROS e un'ineccepibile inchiesta de L'Espresso, il famoso wwwww all'inglese, il cosa, dove, quando, chi, perchè del fatto. Ma con chi sta questo nostro paese, con l'Ucraina, o con i "ribelli antinazi" del Donbass?. Con Washington e la Nato, o con Mosca? E dunque niente Amnesty, Manconi, la FNSI con Giulietti, il "manifesto", a reclamare "verità per Andrea Rocchelli" nelle piazze, sui giornali e sugli schermi, e niente striscioni sui municipi. 

 


Regeni ripreso di nascosto dal sindacalista egiziano, mentre gli promette "10.000 dollari per un progetto"

Invece di Giulio Regeni si sa tutto alla Pasolini, ma non si sa niente di certo, se non il dove, il quando e il chi. Quanto alla logica, al cui prodest, già fin da prima della lezione di dissennatezza Covid, quella ci fa schifo.  Di ciò che conta si pretende - politici, media, propagandisti e, dunque, giudici - di sapere invece tutto. E si condanna a priori, si pescano imputati con rete a strascico, si va verso una sentenza soddisfacente. Soddisfacente, ovviamente, per i nostri alleati e i loro proconsoli, sguatteri e strilloni. L'Egitto non è mica l'alleata quasi-Nato, Ucraina, con quei suoi baldi sbandieratori della cara svastica. Rocchelli non era mica uno che andava a cercare, sobillare e pagare arcobalenisti di Soros, CIA e MI6, perchè allestissero una bella rivoluzione colorata contro qualche paese atlanticamente dissoluto e politicamente scorretto.

E allora, che volete?



















martedì 1 febbraio 2022

BLOODY SUNDAY --- IO C'ERO --- (da Byoblu, 31 gennaio 2022)

 

 30 gennaio 1972


https://www.byoblu.com/2022/01/31/bloody-sunday-il-lungo-conflitto-nord-irlandese-tra-cattolici-e-protestanti/ 


Nei giorni in cui si ricorda una vero momento di svolta nella storia di oppressi e oppressori, quando il potere ha mostrato più senza infingardaggine e mimetizzazioni il suo volto necrofilo, in me rivive un ricordo personale. La Domenica di Sangue a Derry, Nordirlanda, il 30 gennaio 1972, ha cambiato la mia vita, la mia visione del mondo, la strada che avevo intrapreso, la consapevolezza di cosa cercare, vedere, comunicare. Su quale fronte e con quali compagni impegnarmi per sempre.

Ho avuto la fortuna, con le mie foto e le mie registrazioni audio, sottratte ai militari britannici che avevano dato l'ordine di spararmi a vista per recuperare il mio materiale, prova dell'eccidio a freddo programmato da Londra, di fornire all'opinione pubblica, e poi a inquirenti parzialmente onesti, la verità sul Bloody Sunday.

In questo brevissimo racconto a Byoblu dei momenti salienti della strage dei paracadutisti di Sua Maestà, c'è l'anticipazione di una narrazione più ampia nella rubrica "MONDOCANE", sulla stessa rete, che uscirà la settimana prossima.

Fulvio

 Derry oggi

  Il murales sulla facciata all'ingresso del ghetto repubblicano di Derry tratto da una mia foto di Bloody Sunday: la prima vittima, Jack Duddy, 16 anni.


sabato 29 gennaio 2022

CI STA DICENDO MOLTO MALE --- ma non basta uscirne vivi


Puntata su Rumble: https://rumble.com/vtcte8-sancho-18-ii-stagione-fulvio-grimaldi-guerra-di-bombe-e-siringhe.html 

Puntata su Odysee: https://odysee.com/@comedonchisciotte:2/Sancho---S02-E18---Puntata-Completa:6 

https://comedonchisciotte.org/sancho-18-ii-stagione-fulvio-grimaldi-guerra-di-bombe-e-siringhe/


Un Quirinale è (quasi) per sempre


 

Continua a piovere cavallette

Personalità di altissimo livello? Di elevatissimo profilo?  Se ne fosse vista una all'evento più solenne della Repubblica "nata dalla resistenza" (ahahahah). Evento di distrazione di massa che percuote ogni sette anni (ora si arriva a 14, altro che Lukashenko) questo infelicissimo paese che qualcuno ha deciso debba essere sottoposto a tali e tante prove da non aspettarsi  più nient'altro che l'estinzione.

Commedia dell'arte all'italiana. Quella dove tutti recitano, tutti fingono, tutti mentono agli spettatori. In questo caso, per giungere alla peggiore delle conclusioni possibili: il raddoppio di una sventura bifronte che negli ultimi anni ha inferto al paese e al suo popolo, già provato da devastazioni recenti e passate, una catastrofe raffrontabile solo a quella degli ultimi anni della guerra. Mettendo al posto delle bombe, virus e vaccino, e a quello dei gerarchi Pavolini, Kappler e Kesselring, il duo che, accompagnato da cimbali e sicofanti, ha gestito tutto il miserabile avanspettacolo, ci saranno garantiti ulteriori esiti letali e, a quei mille scimuniti e manigoldi, la mangiatoia da noi pagata.

 Umiliante, grottesco spettacolo di tricche e ballacche in una commedia dell'arte avvizzita e andata a male. I rappresentanti di un paese ridotto allo scatafascio da chi lo ha aggredito negli ultimi dieci anni. Il parossismo demolitore degli ultimi due marpioni (Letta e Salvini), che si accapigliano sul rispettivo capofazione - o capobastone - da insediare sul trono.

Capifazione di "tutti gli italiani"

Mattarella, quello del Salvabanche, presidente di tutti gli italiani e garante della Costituzione? Quello che, addetto alla difesa della patria in quanto ministro, si fa ministro dell'Offesa e aiuta a radere al suolo la Serbia? Quello che dovrebbe sciogliere le Camere e invece vi pianta un suo pediletto?  Di inoffensivo ci restano i bla bla retorici delle solenni occasioni. Per il resto, rappresentante di tutti gli italiani come i predecessori, tranne Pertini, tutti rigorosamente finanzieri o democristiani. Ultimamente di tutti gli italiani, salvo una decina di milioni di untori.


Regeni, un martirio d'uso 

 


"Ammassiamo cervelli per conto della CIA"

Siamo a metà strada tra la data, 5 anni fa, della scomparsa di Giulio Regeni e quella del ritrovamento del suo corpo torturato esattamente nelle stesse ore dell'incontro tra Delegazione governativa italiana e presidenza egiziana su grandi accordi economici, molto proficui per le nostre imprese(coincidenza distrattamente accantonata dal nostro apparato propagandistico politico-mediatico-dirittoumanista-atlanticista). Del resto, con Draghi, che ce ne facciamo delle nostre imprese?

Lo ricordo perchè la data ha dato la stura ai musicanti stonati della banda politico-mediatica, col tamburino Koury, ovviamente di Amnesty, in testa, per tornare a fare girare il disco del martire della causa dei diritti umani, trucidato dal truce Al Sisi. Mentre la Procura di Roma, pescati a occhi bendati alcuni imputandi del Cairo, riesce a convincere qualche sprovveduto che si stia avviando una regolare procedura giudiziaria, fondata su chiacchiere, sospetti, intrighi e balle.

Che tutto questo sia una manovra fondata sulla menzogna è rivelato, se non altro, dagli argomenti di fatto, documentati, visti, uditi e basati su logica inconfutabile, infinite volte pubblicati. Ma nessuno di questi agitprop della distruzione dell'ennesimo paese arabo non allineato, e non tiranneggiato dai fidati Fratelli Musulmani, dal Corriere a Mentana, ha saputo rispondere con qualcosa di meglio che con il lancio di ciabatte: "Macchina del fango", punto. 

La Spia che venne dalla nebbia. E ci tornò.

Sugli studi del giovanotto in istituti tutti fondati da amiconni della CIA e legati all'intelligence occidentale per preparare sobillatori contro il mostro comunista; sui suoi rappporti di lavoro con gruppi di delinquenti reduci da massacri nel Terzo Mondo e addetti allo spionaggio internazionale, sul suo padrinaggio da parte di virago accademiche legate ai Fratelli musulmani; sulla sua offerta di molti soldi a uno scaltro egiziano (che lo ha smascherato e, dunque bruciato) purchè gli presentasse un bel progetto di sedizione...zero via zero reazioni, risposte, contestazioni. Dai coriferi dell'Aegyptus delendum est, dalla famiglia, da tutti i cultori veri della deontologia,  reclutati a La7, zero via zero.

Jongleur


 
Nel centro della puntata sta l'intreccio sinergico tra guerre, o per la salute, o per la pace , fatte, minacciate, pompate, striscianti, colorate, con utilizzo di mercenari nazisti o jihadisti, atomiche. Ognuna di queste con lo scopo principale di farci togliere il disturbo nel maggior numero possibile, o in quanto menti, o in quanto corpi interi. 

Il jongleur globale se le gioca in alternanza. Delle palline, o mazze, o bottiglie, ne sale una e ne scende l'altra e poi altre due, tre. Tu segui l'una, poi cerchi l'altra, poi l'altra ancora. Le vorresti seguire tutte, ma ti si incrociano gli occhi, ti si annebbia la vista, senti che la baraonda di palline ti sfugge. E così che fa il giocoliere.

Diceva Kissinger: "Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo”. Previdenti, gli scriba e strilloni di corte hanno ommesso, nel nome del principio di precauzione, il seguito della filosofia di vita amministrata per noi, con perizia da giocoliere, l'allora dominus della politica estera: "Chi controlla la propaganda controlla la realtà" e "Chi controlla il chip (prossimamente nel Pass Green) controlla proprio tutto."  Ma Draghi, i suoi mandanti e i suoi capibastone, lo hanno sentito bene.

Quanto a noi, chi  controlla le palle rompendocele, però, lo possiamo sempre prendere a calci. Uscirne vivi non basta. Basta comprarsi gli anfibi.

 













venerdì 28 gennaio 2022

L'Ucraina tra fuffa e Armaggedon --- GUERRA SEMIFREDDA --- Un'occhiata dietro le quinte della sceneggiata

 



"IO PENSO", intervista di Gianluca Spina a Fulvio Grimaldi

https://youtu.be/blLgiK2AKFw    anteprima dell’intervista

https://fb.watch/aOp_ttNdsI/            "       “

https://www.iopenso.eu/interviste/la-verita-sulla-crisi-russia-ucraina    intervista 

completa


In casa tutti bene? Sì, senza media.


In questa intervista che mi fa Gianluca Spina della molto apprezzabile  piattaforma "Io penso" cerchiamo di fare un mestiere che, già nobilissimo e funzionale all'intelligenza, consapevolezza e coscienza, oggi è perlopiù decaduto in servizio di lavapiatti dei manovratori cheturlupinano e decerebrano l'umanità. Oltrechè avvelenarla con tutti i modi. Quello che a grande fatica sopravvive di questa professione, finalizzata alla distinzione tra vero e falso, oggi viene deriso e svilito in "complottismo". Un'altra parola  per dire che è necessario neutralizzare gli ultimi rimasugli di giornalismo.

Così abbiamo "The Economist", rivista economica e geopolitica della Grande Mistificazione imposta all'informazione dalla Grande Cupola dell'impero finanziario. L'Economista se ne esce oggi con l'ennesimo attacco sotto la cintura alla Russia e a un uomo, Putin, dai cui "capricci", se non lo fermiamo con le cattive, rischiano di dipendere le sorti del mondo. Questa rivista di manipolazione di menti e mercati, spurgata dai più bassi istinti e intenti di una secolare conventicola di alieni, appartiene agli Elkann, schiatta biblica che vive in una dependance di Casa Rothschild, pilastro centrale dell'attuale assetto di dominio cosmopolita.

Questa cosca opera con vari strumenti, intercambiali, complementari e strategicamente sinergici. Al momento, quelli maggiormente impiegati, in alternanza o combinazione, sono la viruscrazia, la climacrazia e l'armicrazia (der. dal greco κράτος «potere», κρατέω «dominare»). Tutte crazie che, in tal modo, si sono disfatte del termine "demos".

Dal golpe di Barack-Hillary al Primo Reich ucraino


Mentre noi siamo soggetti al primo tipo di crazia citato, di questi ultimi tempi ci vorrebbero far fare comparse e vittime anche dell'ultimo, l'armicrazia molto minacciata e parzialmente già impiegata, a partire dal golpe neonazista di Obama-Hillary nel 2014. Armicrazia  da rivitalizzare utilizzando le milizie mercenarie NATO, dopo i contraccolpi subiti, tra guerre, colpi di Stato, rivoluzioni colorate, da queste e dall'altro mercenariato, quello jihadista, è l'urgenza primaria della Cupola. 

Ma qui si offrono due opzioni, come abbiamo potuto vedere a condizione di utilizzare gli occhi e non la saliva: quella neocon, ricorrendo al solito innesco, di una False Flag da attribuire al nemico, ma, come sempre, realizzata in proprio (a battersi sarebbero armi USA in mano a imbecilli olandesi, danesi, spagnoli, polacchi, italiani, ucraini); o la tempesta tipo citochinica alla Pfizer, ma innescata negli organismi umani dalla propaganda fuffarola di un assordante menzognificio politico-mediatico.

L'aquilotto spennato e l'orso con dietro il drago



Il presidente USA, sfuggito per un attimo dalla camicia di forza made in Cupola, quando ha urlato al giornalista che gli chiedeva dell'inflazione, organizzata dai suoi amici speculatori: "Ma sta zitto, brutto figlio di puttana!", è l'uomo che viene contrapposto a quello dei "capricci" al Cremlino. Si dice il cittadino medio occidentale non vaccinato: "Annammo bbene!"

Basta. La teoria che provo a snocciolare nell'intervista di Gianluca Spina è che siamo tutti tra color che son sospesi, ma ai quali Biden ha fatto intravvedere una sintesi tra le due opzioni, quando ha borbottato "Potrebbe trattarsi di una "piccola incursione", con riferimento alle migliaia di tonnellate di armi e alle migliaia di truppe spedite a Kiev.. La "piccola incursione" russa nel Donbass da radere al suolo, vera o False Flag, giustificherebbe qualche scaramuccia al confine. 

Ora i pupazzi della catastrofe a chiacchiere, sostenuti dai pupazzetti con l'incenso, hanno dovuto spostare la "certissima invasione russa", cioè la loro provocazione False Flag, dall'annunciatissimo fine gennaio alla prima metà di febbraio. Sapete perchè? Perchè l'hanno scoperto, al quartier generale di Mosca  quegli zuzzurelloni di barbe finte della CIA? Figurarsi. La False Flag degli autori dell'11 settembre potrebbe avvenire allora, perchè è in quei giorni che si svolgono i giochi olimpici invernali di Pechino. Quale migliore occasione per dare un calcio negli stinchi all'alleanza strettissima tra i due giganti asiatici? Nooo? L'hanno già fatto: 2007, Olimpiade estiva in Cina,  mandano la Georgia a far fuori l'Ossezia filorussa, per disturbare i giochi di Xin Ping (mal gliene incolse). E da quello schiaffazzo rifilato dall'Armata Rossa, dalla Russia in Siria, e dal ritorno in Russia della Crimea, che finisce l'unipolarità in mano a Washington.

Tutto queste spacconate per stoppare il gasdotto North Stream 2, indispensabile alla Germania come all'Europa e per far strapagare agli europei la porcheria di un gas liquefatto Usa estratto con il metodo eco-catastrofico del fracking. Una roba sostenuta a Berlino ormai solo dalla neocon verde Annalena Baerbock, ministro degli esteri.

 


Soluzione finalina

Il ripiego dallo scontro atomico tra le due grandi parti, con la terza che sta con la seconda, essendo invincibile e reciprocamente letale, sarebbe allora il barboncino Zelinsky (premier del protettorato ucraino golpizzato da Hillary e dalle SS ucraine), che dà un paio di morsi ai liberi pensanti del Donbas, seguito da uno dei capricci dello zar attraverso sostegni indiretti e materiali agli aggrediti. Qualche flusso di sangue, spavento generale, tregua, negoziato, ritiri, un nuovo pateracchio Minsk e i famigerati scienziati atomici che allungano da 100 a 120 secondi il tempo tra ora e l'apocalisse. La butto lì.

Contenti tutti. Noi possiamo tornare a farci imbonire e terrorizzare da Speranza e Greta, mentre i nazisti di Kiev  dovranno accontentarsi di aver sbranato  qualche russo di Donetsk e Lugansk e di restare i favoriti di Washington e Nato. Insieme ai tanti alleati hitlerini e hitleroni in giro per il mondo. Da quelli del Golfo alla Colombia, da Davos alla Silicon Valley, dai Tutsi (che qualcuno proclama vittime al posto degli Hutu) a Mogadiscio, dal Guatemala al Congo., dal Patto di Abramo a Bruxelles. Da Palazzo Chigi al Quirinale.                                                


martedì 25 gennaio 2022

COSA CI E' SUCCESSO LO DOBBIAMO DIMENTICARE, COSA STA SUCCEDENDO LO DOBBIAMO SUBIRE, COSA SUCCEDERA' LO DOBBIAMO IGNORARE

 COSA CI E' SUCCESSO LO DOBBIAMO DIMENTICARE, COSA STA SUCCEDENDO LO DOBBIAMO SUBIRE, COSA SUCCEDERA' LO DOBBIAMO IGNORARE

(intervista di Gianluigi Spina- IO PENSO - a Fulvio Grimaldi)

https://www.iopenso.eu/interviste/cosa-dobbiamo-aspettarci-ancora 

La Costituzione? Meglio una costituente

La costituzione già non c'è più. Chi si accanisce a proporne la difesa si mette a baluardo di una pioggia di coriandoli. E' passata per il tritacarta di una successione di premier e capi di Stato lunga trent'anni. Non c'è da recuperarla, anche perchè è lungi dall'essere perfetta. All'affermazione di diritti e garanzie aggiunge un sacco di scappatoie. Vedi la guerra (art.11), l'informazione (art.21), la salute (art.32). La si confronti con la Costituzione venezuelana di Ugo Chavez, o perfino con la Carta del Carnaro di D'Annunzio-De Ambris, o, soprattutto, con la Costituzione della Repubblica Romana (1849).

Occorreranno, una volta reinsufflato un po' di ossigeno nel corpo di un mondo raso al suolo, un'assemblea costituente, un referendum e una nuova costituzione, radicalmente scevra dai condizionamenti totalitaristi di una qualche entità che si definisca "europea", o "atlantica", oppure peggio, direttamente, Finanza Globale.

Nel frattempo assistiamo ai giochi e alle giostre di un futuro incombente che, mentre sto scrivendo, si va facendo presente: quello di  chi si becca cosa del PNRR (regalo oggi, sventura per quelli del dopo, ma chissenefrega) e a chi, in Italia, vada il timone del piroscafo indirizzato verso il mondo nuovo. La chiamano "elezione del capo dello Stato". E per non finire negli schiamazzi o demenziali, o velleitari, o idioti, o scaltri, di cui veniamo ammorbati su questa vicenda - scontata - da tre mesi, ci basterà dire una cosa evidente perfino al merlo che vedo sui rami nudi della mia quercia canadese.

 


L'uomo solo al comando si chiama Mario Draghi. Tutto il resto è fuffa, polvere di stelle accecante. Che lo sia dal Quirinale, da Palazzo Chigi, o dallo sgabuzzino delle scope, il capo è lui e lo sarà finche l'opera non sarà completata. Quale opera?

Volete che le veramente Grandi Opere, quelle della cementificazione e poi desertificazione delle coscienze, scienze ed essenze umane, di cui è stato incaricato Draghi molti lustri fa da chi questi incarichi li può dare, possano essere garantiti da fondi di magazzino come Casini,. Moratti, Frattini, Pera? Che a costoro siano dati il potere decisionale della firma di atti epocali come i vari passaggi verso il trans- o post-umano e la concentrazione di ogni ricchezza e di ogni potere nelle mani degli dei dell'Olimpo (che si erge a Manhattan)? Ombre cinesi. Dietro non c'è niente. Anzi c'è lui. Per loro.

Aspettando Tom Cruise

Lo hanno installato qui trent'anni fa. Da allora non ha operato che contro questa nazione e per i suoi mandanti. Da quando fece svalutare a Soros e a Ciampi la nostra valuta perchè, una volta deregolamentata e privatizzata ogni dello Stato (nostra), potesse passare a prezzo di saldi nelle mani di amici e, appunto, mandanti. Fu premiato con la vicepresidenza della banca più in alto sulle pendici dell'Olimpo (qualche centinaio di metri sotto i Blackrock, Vanguard, State Street). E poi, a consolidamento di un'Europa inchiavardata nella "crazia senza demo", con la direzione dei nostri soldi alla BCE-killer. Può una carriera del genere culminare senza che il "comander in chief" assuma il controllo assoluto e totalitarista di una repubblica diventata, grazie a lui, presidenziale e di cui vanta, abusivamente, origini e cittadinanza? 

Non può. Finche una missione impossible non veda arrivare Tom Cruise a capo di una sollevazione popolare dieci volte quella dell'altro giorno a Bruxelles

Guerre-guerre e guerre altre

 




Visto che tra le cose di cui parliamo nell'intervista su IO PENSO ci sono anche le guerre, ragazzi parliamone. L'ultima pare che ci stia precipitando addosso domani. Uso, in questo caso, il termine al plurale non per via delle ininterrotte aggressioni NATO-amerikane a popoli e Stati, ma con riferimento alle due che tutte le altre le riuniscono in sè: la digital-medica  e la bellica.

Quest'ultima ha, al momento, la sua punta di diamante in quanto si va agitando in Est Europa, dove una propaganda assordante che trasforma l'agnello russo, che se ne sta a casa sua, in lupo che aggredisce per ogni dove, ci prospetta un armagheddon per domani, o poco dopo. Gli americani l'hanno annunciata: ci sarà una False Flag russa, una provocazione mascherata (sottinteso: la faremo noi, superesperti da sempre, 11/9 compreso) e poi l'orso vorrà mangiare l'Ucraina. Noi USA-Nato siamo già sul posto, con tanto di valenti milizie naziste da noi addestrate, con i baldi olandesi, i vichinghi danesi, i mangiaspaghetti italiani, gli spagnoli memori di come avessero sistemato i comunisti.

Guerra o fuffa?

Mi voglio arrischiare a fare una previsione. Previsione che comporta anche la classica cantonata del pronosticante. Tutta fuffa. Fuffa nel senso di tanto rullìo di tamburi e pochi spari. E allora? Allora intanto ci scordiamo quanto ci abbiano preso per il culo, quanto avvelenato, quanto ridotto in zombie a forza di brodaglia tossica tirataci in corpo. Al terrore della gocciolina volante, a quello dell'altra infermiera, Greta, che ci vede destinati alla graticola climatica, si somma il terrore della guerra tra colossi, quindi mondiale, inevitabilmente atomica. E anche il superterrore perchè quelli là, al di dell'oceano, ci hanno messo in mezzo e i primi carbonizzati saremo noi.

Ricordiamoci sempre che è dalla tensione, dal conflitto ventilato, minacciato, che si alimenta il mercato. Chi non comprerebbe tonnellate di cavalletticida se Greta gli annuncia un'ordalìa all'egiziana? E' così per le armi, i riarmi, i profitti di quelli che i chimico-digitali, hanno messo in ombra, visto che nè in Siria, nè in Iraq, un pochino in Yemen, per niente in Afghanistan, il percussore batte più. E non è che il soccorso jihadista usi F-35, o atomiche B1, o missili Hellfire La guerra, ora che con Russia o Cina diventa per forza atomica, non conviene neanche al famigerato complesso militarindustriale. Ci sarebbe troppo poco da riarmare. Sbaglierò.

E così i chimico-digitali sono come il Bayern Monaco. Il Manchester United non è più quella, la Juve è opinabile, il Real Madrid non evita le crisi, il Barcellona, Barce...che? Nessuno di questi ha più un euro che abbia la consistenza della moneta così chiamata. Ma il Bayern è lì, in altissimo, con tutti gli euro pingui e belli in salute.

Terzo anno della Guerra Mondiale III

 


E' l'altra guerra che viene fatta. La guerra mondiale di cui ti accorgi quando, o sei sul lastrico, o sei morto.  Che semina caduti e feriti, distruzioni e devastazioni. Tutto ciò che deve fare una guerra, infatti così chiamata dai moderni comandanti, cappellani e ufficiali sanitari con le stellette e i nastrini.

Lo Stato maggiore delle tre armi, Draghi, Speranza, Figliuolo, ha appena depositato in Senato il DL per la proroga dello Stato d'assedio (d'emergenza, è lo stesso) fino al 31 dicembre di quest'anno. Per ora. E con l'emergenza viaggia anche il certificato green (mi dispiace usare su questa schifezza la parola italiana per alberi e prati). Fino alla fine dell'anno? Illusi. Un passi green è per sempre, come il diamante. Ma da questo non è che nasca niente. Nasce la totale elettronizzazione dell'essere umano. Da banca dati di quel trattamento nell'hub, secondo quanto già previsto dall'UE addirittura tre anni fa, prima della prevista pandemia, il pass diventa la banca dati di tutto quello che sei, fai, dici, compri, perdi, scegli. 

E' la famosa identità digitale che Bill Gates avrebbe voluto innestare sottopelle agli appena nati di tutto il mondo. Ricordate l'Agenda 2020 di Klaus Schwab e del Forum Economico Mondiale? Intanto lo sperimentano nel Bangla Desh. Ci vanno piano. Per ora si accontentano del passaporto green. Più niente narcisistica privacy, più niente scomodi e contaminanti contanti. Più niente proprietà personale, neanche del corpo, figurati del pensiero.


 
Ma una via il passaporto digitale te la apre. Dritta come un fuso. Quella verso la beota serenità del Metaverso. Cosa vogliamo di più?  


venerdì 21 gennaio 2022

Idiozia e sadismo --- CACCIA AI NO VAX --- Colpi di coda di chi vede avvicinarsi il cappio?


https://rumble.com/vt06ie-sancho-17-ii-stagione-fulvio-grimaldi-continuiamo-a-rifiutare-il-dogma.html

"Abbiamo calpestato la scienza ed abbiamo calpestato il Diritto".

https://www.youtube.com/watch?v=WUQN0pBGtZE

E' assolutamente imprescindibile osservare il video a questo link. Segna uno dei più micidiali colpi inflitti alla guerra globale agli esseri umani. Ripercorre gli argomenti esposti un anno fa nella "Grande Dichiarazione di Barrington", firmata da scienziati delle prime università del mondo e a cui, nel giro di tre giorni, avevano già aderito 60.000 medici.

Al Parlamento del Lussemburgo prende la parola l'ex presidente del dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’istituto Raymond-Poincaré di Garches (Hauts-de-Seine), Christian Perronne. Perronne, che ha lavorato per anni ai massimi livelli della sanità pubblica francese, per 15 anni consulente di governo sulla gestione delle crisi sanitarie e delle epidemie, ex consulente dell'OMS, ora è stato destituito perché ha scelto di opporsi e denunciare.

Ospite del Parlamento del Lussemburgo mercoledì scorso, ha denunciato apertamente lo stato sperimentale e l'alta pericolosità dei farmaci a mRNA, che uccidono i giovanissimi (di cui riporta due casi) senza dar loro alcun vantaggio: "Lo scandalo più grande di questa epidemia sta nell'aver definito 'vaccini' questi prodotti" "Nei paesi più vaccinati, oltre il 90% delle terapie intensive sono occupate da persone con due o tre dosi" "Tutti i parlamentari che hanno firmato l'obbligatorietà di un farmaco sperimentale, dovrebbero essere processati da un tribunale internazionale".

 (Pubblicato da ComeDonChisciotte) 

Ragazzi, che sberla!


Per quanto le dichiarazioni pubbliche di una tale personalità rappresentino, dopo la serie di debacle subiti dai mandanti e mandatari, il punto più alto della crisi apertasi nella conventicola bio-tecno-totalitarista dopo due anni di trionfi sui corpi e sulle menti della popolazione umana, esse non sono state censurate, o bannate da Youtube-Google. Evidentemente per lo scandalo che inevitabilmente produrrebbe il silenziamento di una tale autorità in un tale consesso istituzionale. Tanta grazia dei digital-totalitaristi non è stata concessa a noi di SANCHO. Per una copertina vagamente "impropria" secondo gli "standard della comunità", da Youtube la puntata di cui al link qui sopra è stata rimossa perchè - sghignazzate - "troppo lunga". 

Stavolta la mia qualifica di giornalista professionista, iscritto all'Ordine, difeso dal mio sindacato - neanche qui ridete - la FNSI, e con un curriculum abbastanza di riguardo, non mi ha salvaguardato dall'acido solforico sparso dalla belva sui reprobi. Ora la puntata XVII di SANCHO è stata salvata da Rumble. Canale, peraltro, che ospita anche una magnifica e tonificante carrellata di immagini  della forza dei popoli, che i mainstream ovviamente occultano, ma che, insieme  alle incredibili idiozie che ne stanno caratterizzando il declino, sono certamente alla base degli sconquassi subiti negli ultimi tempi dal Grande Reset tecno-infettivo globale. Eccole:

https://rumble.com/vsceyd-compilation-worldwide-demonstrations-there-are-many-of-us-out-there-jan-9-2.html 


 

San Giovanni 15/1/22

Sadici, ma cretini

C'è qualcosa di disperato e, contemporaneamente, di ottuso, nel parossismo sadico che i beoti di prima, seconda e terza fila nella falange macedone del siero ci stanno sparando addosso. Colpi di coda di draghi e sottodraghi feriti, andati in apnea di fronte alla reazione degli esseri umani.

Ma andiamo con ordine.

Ascolto la mattina la trasmissione “Radioanch’io” che fin dal titolo pretende di essere la voce di tutti e di tutto, ma che poi, con quella del conduttore, Zanchetti, diventa di netto regime. Quella mattina, però, mi sono stupito. Possibile? Sentivo dire da Zanchetta “per noi era inconcepibile che ci potesse essere un tale odio, una tale persecuzione di una minoranza di innocenti”. Possibile, mi sono detto nel clima onnicovidiano in cui siamo immersi, che questo Zanchetta riconosca l'infame e ingiusta sorte riservata a chi non si fa bucare dalla zozza poltiglia? Illuso! Due parole dopo viene fuori che si riferiva agli ebrei e ad Anna Frank. 

Comunque, una cosa mi ha rasserenato. Che l’indignazione dello Zanchetta  pienamente rivendicasse, a sua insaputa, la scelta di quei bravi manifestanti di Novara che, sotto un diluvio di invettive e anatemi, erano sfilati contro gli antisanitari con la clava, Draghi-Speranza, indossando le casacche dei prigionieri dei campi. Ricordo questo, per riallacciarmi al tema centrale della puntata di SANCHO: la persecuzione degli eretici della religione monoteistica del buco nel braccio.

Scemi vs eretici


Persecuzione che sta manifestando, come detto sopra, segni di isteria e frustrazione che indicano, nel delirio d'onnipotenza, la prevalenza del primo termine sul secondo. Quando un virologo si rivela ippocraticamente d'accatto, come il direttore sanitario del "Galeazzi" di Milano, commettendo una serie di reati e violazioni, addirittura della Costituzione, nega cure ed interventi a chi ha il pass scaduto, o rifiuta le dosi, o non ha ancora fatto la terza, c'è la conferma dell'assunto. E la prospettiva, contiamo, del tribunale.

- Quando il Migliore dei peggiori perde la brocca e strappa addirittura una risata ai pugnalati alle spalle quando sentono che sulle loro buste della spesa verranno condotti esami dagli ormai infiniti ufficiali giudiziari del paese (compresi commessi e buttafuori) per scovarvi il reato di un acquisto proibito ("Questo è un bicchiere, signora! Non è essenziale. Non le è consentito l'acquisto, beva dal rubinetto. Qui solo pane, insalata e robiola").....

- Quanto una valanga di notizie su effetti avversi da intruglio, anche letali, che si abbattono sul cittadino, a dispetto di quell'unico numero, tra  i terrorizzanti, che gli interessa e che non esce mai, da  studiosi d'ordine Usa, finiti in corner, viene attribuita a "disturbi psicologici" dei colpiti.....

- Quando io, per la mia causa in tribunale, sono obbligato a scegliermi non il mio avvocato No Vax, o No-Terza Dose, ma uno ligio alla forca caudina che, perciò, possa penetrare nelle auguste sale e occuparsi di fascicoli e udienze, vedo annullato il diritto alla difesa basato sul rapporto fiduciario con il legale...



- Quando, dall'unico quotidiano dell'opposizione alle barbarie ("La Verità") mi viene spiegato che il mio super-iper-mega-nazi-pass non mi serve solo per entrare in un'osteria dove, del tutto privo di immunità, ma tra illusi altrettanto non immuni, vado a contagiare ed essere contagiato (vero Draghi?), ma sarà invece il data base per tracciare tutto quello che faccio, spendo, dico, frequento, sposto, da adesso a sempre.....

- Quando quelli del cattolicissimo e remuneratissimo "Bambin Gesù", si strappano i capelli sul dilagare della morìa infantile per l'ingresso in clinica di qualche bambino dai 5 agli 11 anni, vaccinato e che tossicchia, ma che rischia di morire di Covid nella drammatica percentuale di uno 0,2 di bambino su 10.000.

- Quando tutto questo succede, mentre altrove (Israele), il pass viene abolito, le mascherine cadono, i locali sono penetrabili a libero arbitrio, l'OMS, il CDC amerikano, dopo infiniti scienziati con qualifiche il quintuplo dei nostri menagramo e becchini, si ritirano nei loro covi borbottando "basta con tutti questi booster, troviamone un'altra...

Sacro grafene



 - Quando si scopre che il Papa argentino, che ha convissuto in grande armoniacon il generale Videla,  ha incontrato due volte, in piena "pandemia" il plurimiliardario ebreo greco, Albert Bourla, capo della Pfizer (50 miliardi dalle vendite del coso), e che affettuose chat tra lo stesso Bourla e Ursula von der Leyen sono stato scambiati, sempre in corso d'opera, ma che la Commissione UE non vuole rendere note all'impertinente cagacazzi  nè queste, nè i contratti con quel farmacista....

Quando succede tutto questo, ma ti fanno passare chiunque muoia di cancro (500 al giorno), di malattie cardiovascolari  (240.000 all'anno, il doppio del Covid), di fumo (90.000 all'anno), 8 al giorno di incidente stradale, da "vittima" del Covid, per  avergli infilato nel naso un tampone farlocco, sai che l'unica vera vittima sei tu. 

Allora arrampicati sulle loro balle, esci dal menzognificio e guarda lontano. Lo vedi quel giudice a Berlino? Quel tribunale internazionale di cui, nel video, ci parla lo scienziato vero, Christian Perronne?