SCONTRO DI MONOTEISMI
INTERVISTA A FULVIO GRIMALDI
a cura di Domenico D'Amico
Radio Gamma 5
https://t.me/debitoedemocrazia/4783
Qui in video l'intervista di ieri mattina, andata in
diretta su Radio Gamma 5, a Fulvio Grimaldi: abbiamo parlato di Iran, degli
attacchi criminali di Usa e Israele, abbiamo parlato dei vari aspetti
geopolitici, della Turchia, di Gaza, del Libano, della situazione del popolo
curdo e di altro. Collegando il tutto anche con la questione dei file Epstein e
con la evidente volontà di distruggere il sistema finanziario islamico - a
Beirut sono state bombardate le 6 sedi principali della banca islamica di Hezbollah
- da parte degli angloamericani e dei sionisti.
Dopo la presentazione di Domenico D’Amico, aggiungo un
aspetto interessante e poco considerato del conflitto con l’Iran aperto da
Israele e Stati Uniti.
Non è inedito, anzi è Storia millenaria, che conflitti di
potere per il controllo di popoli e risorse, venga avvolto in coltri ideologiche
o religiose, con relativi aspetti sociali, o mistici.
Si va affermando di questi tempi, strumentalmente è ovvio,
che le ideologie sono scomparse. Affermazione superficiale e infondata dal
momento che senza idee, i.e. ideologia, non si realizza una visione delle
società, dei rapporti fra esseri umani, del mondo, del materiale e
dell’immateriale.
Di certo non sono scomparse le motivazioni religiose ad
accompagnare (coprire?) quelle materiali, economiche, finanziarie, di dominio,
furto e saccheggio.
Nell’aggressione all’Iran l’aspetto inedito è lo scontro tra
i tre monoteismi che hanno segnato, per molti con effetti infausti, la storia
di gran parte del mondo. Il monoteismo islamico, nella sua forma, meno
integralista, dello Sciismo, in Iran; il monoteismo ebraico che si è fatto
Stato con Israele; il monoteismo cristiano nell’ espressione delle sette
evangeliche presenti nelle Americhe.
La differenza tra il primo e il secondo è che il monoteismo
iraniano ha per retroterra una civiltà che supera i due millenni, con fedi
varie, ed è stata irradiazione di conoscenza e cultura e, sincreticamente, tale
civiltà perpetua. Quello ebraico, fa leva sulla parte più totalitaria,
suprematista, elitaria, di una tradizione biblica fondata su storie delle
origini perlopiù trasferite da altre tradizioni e ne perpetua, senza
nessunissimo riferimento storico o etnico, le componenti più brutali e
sanguinarie. Non per nulla il monoteismo dei fanatici evangelici americani, che
hanno un apostolo nell’attuale ministro della Guerra Hegseth e un unto del
Signore nel presidente, assumono, in chiave cristologica, il millenarismo
escatologico che impregna di sé le politiche imperialiste e genocidarie
israeliane.
Tutto questo per dire che, nel caso dimostrato dei sionisti
e dei supporter evangelici di Trump, si tratta di fanfaluche grottesche a
paragone della civiltà dell’oggetto del loro culto di morte. Fanfaluche che
giustificano il falso rispetto al vero, l’ingiusto rispetto al giusto, l’aggressione
rispetto alla convivenza, l’umanità rispetto al disumano e, così, non
mascherano nient’altro che la cara, vecchia lotta – in questo caso guerra – di
classe, qui nella sua articolazione colonialista.

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