lunedì 30 marzo 2026

Fulvio Grimaldi --- GUERRA CHE FAI, RESISTENZA CHE TROVI

 

Fulvio Grimaldi

GUERRA CHE FAI, RESISTENZA CHE TROVI

Fulvio Grimaldi in “Spunti di riflessione” di Paolo Arigotti

https://youtu.be/6xMaWppSb8M

Dimenticare Gaza, il genocidio che continua e che si estende alla Cisgiordania, all’Iraq, allo Yemen e al Libano? Non far caso a quanto restava, in Cisgiordania, della Palestina mutilata e agonizzante, con coloni nazisti sostenuti da un esercito di tagliagole che uccidono, incendiano, distruggono, rubano, fanno deserto? Sorvolare su uno Stato criminale che impazza in Medioriente, si mangia fette di territorio per costruire il suo mostruoso Grande Israele, caccia e abbandona in strada un milione di cittadini di un paese inoffensivo, già massacrato altre volte, dopo avergli polverizzato le case?

Non dare ininterrotto conto dell’eroica resistenza di chi rifiuta di farsi destinare a una disumanizzazione finalizzata all’estinzione? Di chi in un paese inerme, con un governo imbelle, ma complice dell’aggressore, solleva la bandiera della resistenza e riesce a battere il più potente e “morale” esercito della regione? Di chi, memore e conscio di un internazionalismo svaporato in gran parte del mondo, dal suo lontano Yemen, sopravvissuto alla mattanza dei colonialisti vecchi e nuovi, sapendo di subire dure rappresaglie, si schiera in armi a sostegno dei genocidati? E ancora, non onorare e rendere riconoscenza a chi, tra i genocidati, da sempre e non solo dal 7 ottobre, non si arrende e lotta e, a costo di tutto, sa che tutto si può perdere, mai la dignità?

Nell’assalto all’Iran, cuore dell’Asse di questa Resistenza, è implicito proprio questo effetto per niente secondario: farci dimenticare l’orrore e l’onore di coloro che sono all’origine e all’arrivo di tutto ciò. La distrazione Iran è anche una grande manovra di depistaggio. Scontro tra potenze regionali e globali, boccone commerciale grosso e di glamour giornalistico per i media e per chi, anche tra i critici, se ne fa trascinare. Evento centrale che, però, inesorabilmente andrà a perdere protagonismo quando in una non vittoria per tutti, l’Iran sarà ancora lì. E intanto il mondo dovrà occuparsi del dilemma se Cuba debba ancora esserci. Intanto si sarà usato occasione e tempo per finire il lavoro in Medioriente.

C’è chi dà una mano anche presentandosi come quello, davvero bravo, che ha capito e denunciato tutto dei crimini dell’imperialista, colonialista, millenarista, sionista, guerrafondaio, unipolarista. E poi azzera tutto buttando giù, allo stesso livello di questo, l’altro piatto della bilancia. Quello dove stanno Hamas, Hezbollah, le Unità di Mobilitazione Popolare irachene che schiaffeggiano le basi USA, e gli yemeniti (chiamati “Houthi”, nome di una loro tribù, tanto per svalutarne lo Stato riscattato). Lode azzerata dall’infamia.

Non era Trump che indicava nell’Iran il centro del terrorismo internazionale? Appunto, i fiori dell’onore e della dignità germogliati dalle resistenze di un Medioriente non rassegnato? Eccolo servito. Ennesimo e particolarmente sciagurato né né.

Altra arma di distrazione di massa dai crimini mediorientali e dal senso di tutto, sono i clangori di sciabola fatti risuonare tra Caucaso e Golfo. Chi sospetterebbe mai che si tratta di clangori che silenziano i sussurri che passano di borsa in borsa, di consiglio d’amministrazione in consiglio d’amministrazione, di banca in banca, a ogni proclama del finto mentecatto e supremo speculatore della Casa Bianca? Escalation contro l’Iran? Prezzi vertiginosi, grandi profitti per chi vende. De-escalation, indici giù? E’ il momento di comprare. Non è naso. E’ orecchio. Quello a cui arrivano i preavvisi di Trump. Si chiama insider trading e Trump ne è il pontefice. La Terza Guerra Mondiale di cui tanti favoleggiano è questa.  Alla faccia e per la rovina di tutti noi.

Il resto nel video.

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