mercoledì 4 marzo 2026

L’IRAN PERCHE’

 

L’IRAN PERCHE’

Fulvio Grimaldi intervistato da Francesco Fatone per TAG24

 

https://youtu.be/35XKuHZBPRQ?is=Evu0n2loU5XfZO99

Perché l’unico ostacolo serio alla realizzazione del Grande Israele dal Nilo all’Eufrate, vaticinato dai fondatori del sionismo e programmato da tutti i successori e dai domini della finanza ebraica internazionale (partiti, media, classi dirigenti) era uno stato, una nazione, una civiltà, un popolo come l’Iran.

Perché l’Iran, secondo i piani di Odet Yinon del 1982, tradotti in programma operativo dai governi israeliani, con impegno totale e finale da Netaniahu, doveva essere reso inoffensivo frantumandone l’unità-identità nelle sue componenti etniche, religiose, linguistiche. Come realizzato in Siria, Iraq, Libia, Libano. Ed eliminando con il genocidio l’ostacolo supremo, il popolo palestinese.

Perché Donald Trump, a dispetto del suo seguito elettorale, che gli aveva affidato un paese da ricostruire industrialmente, sul piano del lavoro, delle infrastrutture, lontano dalle guerre lanciate dai predecessori Democratici, di fronte al ricatto israeliano ha dovuto fare buon viso a pessimo (per lui e per gli USA) gioco. Ricatto originato dall’operazione “Reati di Pedofilia” allestito da Mossad-Epstein-Maxwell per ridurre a disposizione di Tel Aviv Trump e la classe politica statunitense, riconducendola ai termini stabiliti dai neocon del Deep State, in maggioranza sionisti. Per la propria sopravvivenza, politica e fisica, Trump non aveva scelta.

Perché, privando la Cina (che aveva appena concluso con Russia e Iran un accordo trilaterale strategico di natura economica, finanziaria e…militare!) della massima fonte dell’energia necessaria a consolidare il proprio primato economico e tecnologico, si sarebbe bloccato il ruolo dominante mondiale della Cina nel settore che caratterizza il futuro planetario.

Perché, una volta per tutte, quanto non era mai del tutto riuscito nel corso di millenni, si è fatta piazza pulita, nell’afasia dei popoli e governi del mondo, del limitante principio della prevalenza del diritto sulla violenza e si è installata la più disinibita e brutale violenza sui cadaveri della morale, dell’etica, dell’onestà, della sincerità, della libertà. Dell’umanità come la si intendeva.

L’ha esplicitato il clown travestito da cartonato napoleonico che “per essere liberi (leggi “padroni”) bisogna essere temuti e per essere temuti bisogna essere armati” (leggi pronti a picchiare per primi).

E la legge del menga, ricordate?

Non è detta l’ultima parola. Visto come siamo messi, per ora, contiamo almeno sull’implosione degli USA.

Nessun commento: