L’IRAN
PERCHE’
Fulvio
Grimaldi intervistato da Francesco Fatone per TAG24
https://youtu.be/35XKuHZBPRQ?is=Evu0n2loU5XfZO99
Perché l’unico ostacolo serio alla realizzazione del Grande
Israele dal Nilo all’Eufrate, vaticinato dai fondatori del sionismo e
programmato da tutti i successori e dai domini della finanza ebraica internazionale
(partiti, media, classi dirigenti) era uno stato, una nazione, una civiltà, un
popolo come l’Iran.
Perché l’Iran, secondo i piani di Odet Yinon del 1982,
tradotti in programma operativo dai governi israeliani, con impegno totale e
finale da Netaniahu, doveva essere reso inoffensivo frantumandone l’unità-identità
nelle sue componenti etniche, religiose, linguistiche. Come realizzato in
Siria, Iraq, Libia, Libano. Ed eliminando con il genocidio l’ostacolo supremo, il
popolo palestinese.
Perché Donald Trump, a dispetto del suo seguito elettorale,
che gli aveva affidato un paese da ricostruire industrialmente, sul piano del
lavoro, delle infrastrutture, lontano dalle guerre lanciate dai predecessori
Democratici, di fronte al ricatto israeliano ha dovuto fare buon viso a pessimo
(per lui e per gli USA) gioco. Ricatto originato dall’operazione “Reati di
Pedofilia” allestito da Mossad-Epstein-Maxwell per ridurre a disposizione di
Tel Aviv Trump e la classe politica statunitense, riconducendola ai termini
stabiliti dai neocon del Deep State, in maggioranza sionisti. Per la propria
sopravvivenza, politica e fisica, Trump non aveva scelta.
Perché, privando la Cina (che aveva appena concluso con Russia
e Iran un accordo trilaterale strategico di natura economica, finanziaria e…militare!)
della massima fonte dell’energia necessaria a consolidare il proprio primato
economico e tecnologico, si sarebbe bloccato il ruolo dominante mondiale della
Cina nel settore che caratterizza il futuro planetario.
Perché, una volta per tutte, quanto non era mai del tutto
riuscito nel corso di millenni, si è fatta piazza pulita, nell’afasia dei
popoli e governi del mondo, del limitante principio della prevalenza del
diritto sulla violenza e si è installata la più disinibita e brutale violenza
sui cadaveri della morale, dell’etica, dell’onestà, della sincerità, della libertà.
Dell’umanità come la si intendeva.
L’ha esplicitato il clown travestito da cartonato
napoleonico che “per essere liberi (leggi “padroni”) bisogna essere temuti e
per essere temuti bisogna essere armati” (leggi pronti a picchiare per primi).
E la legge del menga, ricordate?
Non è detta l’ultima parola. Visto come siamo messi, per
ora, contiamo almeno sull’implosione degli USA.
Nessun commento:
Posta un commento