giovedì 12 marzo 2026

“NON SIAMO IN GUERRA!” NON SIAMO IN GUERRA?

 

“NON SIAMO IN GUERRA!”

NON SIAMO IN GUERRA?

A profittando della vocazione mercenaria dei curdi, manifestatasi in Siria e Iran, ma soprattutto da sempre in Iraq, al servizio dei disgregatori sion-imperialisti delle nazioni, grazie alla sua base militare a Irbil nel Kurdistan iracheno, il regime Meloni-Crosetto è entrato, anche ufficialmente, in guerra. E, logicamente, è stata punito dall’aggredito iraniano.

Cosa cazzo ci fanno i carabinieri a Irbil, aggiungendo altre motivazioni al nostro sputtanamento internazionale e al nostro impoverimento collettivo, favorito dall’arricchimento degli armaioli garantito dal loro lobbista Crosetto?

Spieghiamo quanto deve essere mantenuto inspiegato. Perpetua le sue missioni al servizio del colonialismo occidentale il governo Meloni-Crosetto, la cui base militare a Irbil, capoluogo del Kurdistan iracheno, è stata colpita da missili iraniani. Non molto tempo fa la visita qui del premier Meloni e di Crosetto aveva rallegrato i militari della base italiana (come si può constatare nell’immagine) installata, chissà perché, in questa regione. Il perché non è molto pubblicizzato.

Carabinieri vi addestrano i Peshmerga, milizia protagonista storica del separatismo curdo, che da tempo è stata chiamata dalla israelo-statunitense “Coalizione Epstein” a infiltrare sue unità in Iran per azioni terroristiche finalizzate al regime change. Comandante supremo della milizia, come autocrazia assoluta del Kurdistan, è dal secolo scorso la dinastia Barzani, ieri Mustafa, oggi Massud. Entrambi a libro paga della CIA e foraggiati in armi da Israele.

Nell’attuale fase di aggressione aperta all’Iran, queste milizie sono state sollecitate a svolgere il ruolo di proxy, visto che i “boots on the ground” Trump non se li può permettere. A Meloni non sono bastati i 28 militari italiani morti a Nasiriyya nel 2003, mentre erano impegnati ad assistere USA e NATO a sfasciare l’Iraq. La chiamarono “Operazione Antica Babilonia” (antica Babilonia i cui reperti e testi furono razziati dalla soldataglia USA dai siti e dai musei iracheni, vecchia usanza anglosassone).

Noblesse oblige.

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