lunedì 13 aprile 2020

Il chi e il come delle Fake News---- LA BASTIGLIA OGGI SI CHIAMA MINISTERO DELLA VERITA’ Quelli che…. ci credono, almeno un po’



“Disobbedienza, agli occhi di chiunque abbia letto la Storia, è la virtù primaria dell’umanità. E’ attraverso la disobbedienza che si è fatto progresso, attraverso la disobbedienza e la ribellione”. Oscar Wilde, 1854-1900

https://youtu.be/mvDrRYvqBfo  Il Ministero della Verità”, di Massimo Mazzucco
Un documento audiovisivo per il nuovo Risorgimento

La notizia migliore dall’inizio di questa guerra al popolo italiano è senz’altro il documento audiovideo di Massimo Mazzucco, uno dei più qualificati demistificatori internazionali (debunker) di fake news di regime. Ne riproduco il link con tutte le adesioni che ha finora ricevuto. L’obbligo morale e politico è diffonderlo con tutte le proprie forze.

Bruxelles, fuori dai domiciliari
A livello internazionale, la notizia più sorprendente è la rivolta dell’11 aprile a Bruxelles. Centinaia di persone hanno infranto il “distanziamento sociale” e hanno invaso la piazza centrale. Sono state pestate dalla polizia, hanno resistito. 57 arresti, numerosi feriti. Si vorrebbe poter dire “ce n’est que un debut”. Poi ci sono le notizie da paesi come Svezia e Bielorussia, nel Nord, dove la mancata adozione delle “restrizioni” non ha provocato nessuna strage, o come la Germania, dove una restrizione molto blanda è all’origine del più basso numero di decessi (attribuiti al virus) d’Europa.

Ma ancora più convincente è il dato che nei grandi paesi del Sud, Africa, Latinoamerica, Indonesia, dove la vita continua come prima, con tutti i suoi assembramenti e dove pure sono carenti le strutture sanitarie, contagi e morti sono irrilevanti, niente al confronto con certe epidemie (ebola, colera). E ottima anche la notizia che sempre più nazioni adottano con successo la terapia con l’antimalarico Paquenil (idrossiclorichina), fregandosene dell’avvento (fra 10 mesi dicono gli avvoltoi in attesa di miliardi) del mitico vaccino, magari coatto.

L’ennesima informazione fetecchia arriva invece dagli schermi, dai faccioni di solito tra il protervo-saccente, l’angustiato materno e il corrucciato paterno, di ventriloqui politici, tecnici e mediatici, corredati di assolutamente rivoltanti chierichetti VIP di spettacolo e sport e volponi pubblicitari, che ti intorcinano con l’invito a continuare questa bella vita in casa, tra programmazione tv, che Teletuscolo sembra la Biblioteca di Pergamo, e Proust per tutti. La nuova parola d’ordine dei gufi, visto che, a dispetto della ricerca a tutti i costi, tramite tamponi, morti immaginari in casa, “presunti, o probabili”, la curva s’appiana, è a campana a morto: “possibile una nuova ondata” e “ segni di focolai di ritorno”, con il bombardamento a tappeto “non abbassare la guardia”.

Nuovi comitati, nuovi salvatori, nuovo MES


A questo proposito, nel segno dell’emergenza si succedono i comitati e le nuove nomine al vertice del sultanato, tutte assolutamente in linea con l’impostazione Bilderberg adottata dai Brancaleoni di Stato e di regione fin dall’inizio C’è quella dell’uomo 5G, Roberto Colao, con codazzo di innocui o collusi che ci sistemeranno per la fase 2, o l’ineguagliabile, in delazioni farlocche, David Puente, di “Repubblica” e “Open”. E bilderberghiana e lagardiana è anche la sodomizzazione, gioiosamente subita, del MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, capitello della draghiana colonna Fiscal Compact. Una fregatura storica abbellita dagli inusitati insulti a rete unificate del commander in chief a un’opposizione che, per quanto cialtrona e fasulla, aveva correttamente definito la porcata “tradimento del popolo italiano”. Infatti, non ci saranno condizioni capestro per il prestito solo relativamente alle spese di riassetto sanitario, mentre per tutto il resto potranno poi intervenire le stesse condizioni – riforme strutturali austeriste – che hanno ammazzato la Grecia.

Di Stefano, dalle stelle a Matrix
E qui, tra le notizie che fanno rivoltare lo stomaco ed esplodere di bile la penna, merita menzione d’onore l’articolessa sul “Fatto Quotidiano” (vicedirettore Stefano-Bilderberg-Feltri) di Manlio Di Stefano, uomo-esteri del M5S e sottosegretario del nuovo Metternich, Di Maio. Alcuni di noi qui e molti all’estero si sono impegnati, alla mano di fatti storici e attuali, progetti, testimonianze autorevoli, a indicare come tutta questa manfrina di un virus-rana montato a bue (vedi Esopo) introducesse a un mondo digitalizzato tramite vaccinazione. Con il fine, ormai dichiarato, del controllo totale su una società frantumata in monadi. Niente congettura, sospetto, complottismo. Sta scritto nei propositi e nelle strategie di un concentrato di poteri tecno-scientifico-militari senza precedenti (digitale, salute, finanza, sicurezza), con tanto di nomi e cognomi.
 
Di Stefano, stelle appannate


L’ex-vessillifero di una politica estera libera dal giogo atlantico titola “Export, l’unica strada è quella del digitale”. Ma non è solo l’export, peraltro storicamente promosso a scapito del consumo interno, da sottomettere alle piattaforme. Quella che chiama la sua “condivisione della strategia che ispira questa febbrile opera di pianificazione”, intanto è fondata sul riconoscimento a Big Pharma-OMS di una “crisi pandemica di portata epocale” e della conseguente carcerazione di una nazione come “inevitabile condizionamento delle abitudini dei cittadini consumatori che prevede uno sparigliamento di carte (?) senza precedenti”. Segue l’entusiastica condivisione dell’annientamento dell’umanità corporea e sociale e della sua trasformazione in coriandoli virtuali tramite “smart working, scuole e ogni riunione in videoconferenza, e-commerce, digitalizzazione del commercio (centri commerciali, basta negozi, addio km zero. Ndr) dei servizi, delle imprese, per facilitare l’accesso ai market place (sic) globali e tutta una società che si sposta verso la cultura del digitale” …. Cosa avremo alla fine? ”Un nuovo Rinascimento digitale (R maiuscola!) italiano dalle Ceneri del Covid-19”. Che siano stati Zuckerberg, Gates e Bezos a suggerire a Beppe Grillo la piattaforma Rousseau?

C’è posta per noi


Senza merito, ma solo per carenze di organico, sto diventando una specie di cassetta delle lettere, probabilmente insieme ad altre penne e voci “dissidenti”, per tanta gente dal pensiero libero e dal giudizio indipendente che mi mandano preziosissimi contributi sul tema a cui mi dedico ormai da due mesi perché lo ritengo preminente su tutto il resto. Di sopravvivenza. Sono documenti, notizie, analisi, posizioni di gente comune, ma pensante, come di autorevoli esponenti del pensiero autonomo di tanti paesi di cui mi sono familiari le lingue. Senza, non potrei aver messo assieme l’alluvione di parole, più o meno azzeccate, dedicate al Grande Inganno Cambiamondo elaborato in caveau popolati da ratti.
Anch’io ho peccato. Tante volte. Non parlo di intemperanze cerebro-carnali che tutto sono fuorchè peccati. Parlo di rilassamenti della corda dell’arco, o, meglio, di incertezze nel volo della freccia. E così, a farla fuori dal vaso, specie se si è sotto una grandinata di propaganda che si fa credere informazione, può capitare anche ai migliori di me. Qui non si parla di quella subspecie della politica che sono i residui ammuffiti di quanto si dichiarava di opposizione, tipo Fratoianni– Fratochi? – e altri ossi di seppia Gente che ha toccato il fondo arrivando addirittura a plaudire alla libertà di stampa (?) offesa quando i russi non gradirono la bassezza di certe reazioni iacoboniane per i loro aiuti a questo scassatissimo paese. Aiuti tanto generosi quanto immeritati, visto che siamo “nemici” e ci serpeggiano per casa tanti iacoboni.

Volo ecologico sulle Frecce Tricolori?


Anni ’80. Eravamo a Rivolto, base delle Frecce Tricolori. Un gruppo RAI di appassionati alle tecnologie della diretta realizzata nelle situazioni più impervie e inedite. La combinavamo con la mia passione per gli sport estremi, con i quali provavo ad attirare l’attenzione dell’audience su problematiche eco-zoo-ambientali. Il tonfo ideologico capitò, quando a Mazzon, il più geniale ricercatore tecnologico che la Rai abbia mai avuto, dopo la diretta col bassotto in parapendio, quella in caduta libera dall’aereo, quella da rafting, torrentismo, roccia, subacquea, mi propose l’allora impossibile diretta in volo supersonico. Volammo in formazione, io dietro incapsulato dietro al capopattuglia, col microfonino in bocca sotto il respiratore, la telecamera sul casco, Mazzon con la sua squadra a terra. Dovevo riprendere e denunciare fiumi veneti e friulani finiti in secca per prelievi sconsiderati. Nella trasmissione ci fu qualche scroscio, ma tutto sommato funzionò.

Poche settimane dopo, il 28 agosto 1988, durante un’esibizione a Ramstein, Germania, ci fu una collisione. Perirono due piloti che avevano volato con me, Naldini e Nutarelli. Venne fuori che erano in volo nel cielo di Ustica, per un’esercitazione d’attacco, la notte della tragedia. Dettaglio irrilevante per gli inquirenti? Un episodio che m’è parso valesse la pena ricordare. E non solo per fare ammenda per quel mio cedimento al “militarismo”.

Virus, traccheggiare, esitare, assentire?



A non mollare neanche di mezzo passo rispetto al rifiuto radicale di tutto ciò che ci viene somministrato nel nome della lotta alla pandemia, basterebbe già l’immane, scellerato caos che continua a caratterizzare l’azione delle autorità, in gara di dispotismo, incompetenza e improvvisazione tra Stato e regioni. Se poi ci mettiamo la protervia cesarista del premier verso un’opposizione che, per quanto ciabattona e carogna, ha il diritto di dire la sua, la totale esautorazione del parlamento, per quanto di esanimi figuranti, la violazione della Costituzione, la svergognata subalternità a poteri extra-democratici, come minimo un bel piatto di scetticismo, come massimo il rifiuto almeno intellettuale, parrebbero cosa naturale e dovuta.


Invece c’è chi, fino a ieri e tutt’oggi consapevole e reattivo di fronte a ogni mormorio o sussulto criminale dell’establishment occidentale, perde scaglie della corazza contro la menzogna. Porgendo orecchio a una popolazione squassata tra terrore, imbonimenti e tricolori sui balconi, auspica tamponi ed esami sierologici per tutti e ripete a manetta i raggiri numerici su contagiati e deceduti. Altri torna a individuare nei nostri decisori poveruomini allo sbando che, pur malamente, si districano tra sciagure e input provenienti da qualcosa di mostruosamente ingestibile. C’è anche chi, tentennando alla don Abbondio, si sistema sul crocicchio tra bravi e Renzo Tramaglino. Il più accorto e pertinace non si scorda del Grande Vecchio a stelle e strisce e, nel tonitruante annuncio di Trump di mobilitare tutti gli USA in sostegno all’Italia infettata, scorge l’ennesima attivazione di una combinazione Gladio-Piano Marshall per approfittare del virus e mettersi in tasca la penisola al crocevia del pianeta.

USA, regista o solo, primattore?

L'idea è buona, anche se inventata


Può anche darsi. Ma non basta. Qui non è più questione di soli Stati Uniti. Sono i più grossi, i più vociferanti, armati e cattivi. Ma restano uno strumento, il principale tra tanti. Ne siamo uno anche noi, nanetto da giardino ma in posizione strategica. C’è chi è meno vociferante, meno armato di armi che sparano e più di armi che ci penetrano senza rumore. Più cattivo e più coeso di qualunque Stato. Degli stessi Stati Uniti decide opere e strategie. In parecchi, più fuori che a casa nostra, ne hanno indicato le fattezze, i trascorsi, i piani, nomi, cognomi e le ventose mediatiche sui loro tentacoli locali. Le loro ascendenze sono statunitensi solo in seconda linea. La mossa di Trump, che, con i suoi 33mila soldati in Italia, dovrebbe rafforzare l’occupazione del paese, non credo sia molto di più di un tentativo propagandistico di rispondere alla profonda impressione lasciata nell’opinione pubblica italiana dalla generosità di russi, cinesi e loro amici in occasione dell’epidemia, confrontata con il cinico egoismo dei nostri, di padrini e padroni, UE e USA.

Certo, si tratta di premerci, ricattarci, perché si strappi il filo di seta che ha iniziato a legarci al grande progetto eurasiatico per un mondo radicalmente alternativo a quello che promuove pandemie, sanzioni, guerre, intossicazioni mediatiche, in vista di vaccini per tutti, anello al naso e catena sottocutanea per ognuno (e qui parlo al netto del 5 G della coppia collusa-collisa Colao-Huawei). Ma gli Usa rottamati da un debito di fantastilioni, da una stampa delirante di soldi che non rappresentano più nemmeno un equivalente in latta, travolti dalla miseria e con tutte le infrastrutture in sfascio, forse alla vigilia di un collasso agevolato da insubordinazione sociale, non sono più lo strumento fornito da Roosevelt, o Eisenhower. Per colpire nel segno tocca mirare più in là delle basi Usa e degli spioni di USAID, più in alto e anche più vicino. Perchè questi sono dappertutto. Come un virus.

sabato 11 aprile 2020

“Andrò tutto bene”. A chi? ---- I FANTASTICI QUATTRO ----- Liberarsi degli eretici





Per Bill Gates i vaccini sono una filantropia strategica che nutre i suoi numerosi affari legati ai vaccini, compreso l’obiettivo di Microsoft di controllare un’identità digitale universale che gli assicurerebbe il controllo dittatoriale sulla politica sanitaria mondiale, punta di lancia dell’neoimperialismo tecnoscientifico multinazionale” (Robert Kennedy Jr.)

Prima regola, non credere a niente di quanto dice il governo” (George Carlin, umorista statunitense)

LUNGO? CREDO CHE VALGA LA PENA

Robert Francis Kennedy Jr. è figlio di Robert F. Kennedy, ministro della Giustizia USA, assassinato il 6/6/1968, e nipote di John F. Kennedy, presidente USA, assassinato il 22/11/1963. Avvocato impegnato nella difesa dell’ambiente, oppositore della vaccinazione forzata, è fondatore e presidente della “Waterkeeper Alliance”, un’organizzazione non-profit per la difesa delle riserve d’acqua mondiali. Torneremo sulle sue posizioni.




E’ già successo e, ogni volta, è andata peggio. Stiamo facendo la fine dei pagani sotto Costantino e Teodosio, dei sassoni sotto Carlo Magno, dei catari-albigesi con papa Innocenzo III, degli ugonotti (protestanti) per due secoli fino a Luigi XIII e Luigi XIV (e ne sa qualcosa il mio antenato, Pierre de Gerbaulet, che si rifugiò in Vestfalia nel ‘600 e si fece cattolico). Per finire, limitandoci ai genocidi, all’eliminazione pressochè totale dei nativi d’America. A ognuna di queste pulizie etnico-religiose, ma essenzialmente, come oggi, politico-economiche, seguirono arretramenti civili, totalitarismi feroci, desertificazioni culturali, devastazioni morali e ritorni di barbarie. Ogni posizione che sfuggisse all’ordine era criminalizzata come “eretica” (αἱρετικός: “colui che sceglie”. Bello, no?). Protagonista, immancabilmente, l’apparato cristiano nelle sue varie denominazioni, principalmente cattolica. Prima da protagonista, poi da fiancheggiatore.

Eresie!


L’eretico che si opponeva al dogma dei pensieri unici di allora (più o meno gli stessi di sempre), o soltanto non vi si adeguava, al meglio era privato della parola, al peggio della libertà, al pessimo della vita. Oggi non siamo ancora all’ultimo stadio. Ma i primi due sono ampiamente in vigore. Alle mosche cocchiere dell’omologazione coatta sono stati affidati i ballons d’essai dell’operazione: dall’anatema, alla calunnia, alla diffida, alla denuncia legale, all’oscuramento online di tutti gli eretici. Ne sono attualmente vittime, in Italia, Germania e altri paesi europei, giornalisti, blogger, medici e accademici di riconosciuta autorevolezza. Ne ho citati alcuni in altri articoli. Alle mosche cocchiere hanno fatto seguito provvedimenti ufficiali. Il terreno era stato arato da numerosi atti censori contro protagonisti del dubbio, o di verità alternative, anche scientifiche, definiti tout court “negazionisti”. Misure adottate con decreti di piccoli Cesari e sanzionati da parlamenti di eunuchi. Vi davano immediata concretezza i titolari delle piattaforme digitaIi che, del resto, dall’alto del loro potere, le avevano suggerite

Quelli degli acciarini per il rogo

Ora il procedimento ha avuto il pregio e la forza di venire istituzionalizzato. Prima con una “task force” anti-fake news della RAI, gestita da Antonio Di Bella, il più soft dei direttori che abbiamo subito al TG3, nella loro tragica successione (unica a non sfigurare dopo Curzi, Daniela Brancati, presto sabotata da una congiura di Corradino Mineo, che seppi neutralizzare in qualità di membro del CDR). Bravino, Di Bella, passato su tutte le poltrone damascate dell’azienda, bravino soprattutto con la chitarra. La Task Force con poteri di scimitarra è stata invece affidata al PD Andrea Martella, sottosegretario del poscettaro con bella presenza e immaginetta di Padre Pio, Pippo Conte, e fiorita da un ceppo ineguagliabile per indipendenza, autorevolezza, forza di cane da guardia del potere: “Repubblica”, con Riccardo Luna e “Open” con David Puente.

Il Ministero della Verità si chiama Mentana

Di “Repubblica”, dei combattenti della verità e per i diritti degli esclusi, De Benedetti e Fiat-Chrysler, tutti sapete tutto. Meno di “Open”. Lacuna recuperabile. E’ il sito di Enrico Mentana, uno che si muove nella pandemia con la leggerezza di Sharon a Sabra e Chatila. E Puente lo ha arricchito di una specie di mattinale della Questura, con foto e didascalie, tipo cupola mafiosa, dei reprobi e delinquenti che si scostano dalla verità sul coronavirus. A Puente non interessa che ognuno dei soggetti, medici, giornalisti, esperti, ha alle spalle una dignitosa e, a volte, prestigiosa storia professionale e neanche che quanto il poveretto cita siano espressioni del pensiero perfettamente legittime, razionali, in linea con ciò che garantisce la Costituzione. Bastano lui e Mentana a dire Fake News e il gioco è fatto, la partita vinta. Abbiamo un Di Bello o Orsato, o addirittura un Casarin, che tira il rigore per la Juventus.

Don Rodrigo e don Abbondio

Tutto questo a chi, modestamente ma lungamente del mestiere, è perfettamente consapevole che in un paese in cui le figure don Abbondio, don Rodrigo e Badoglio si fondono in unico archetipo, il giornalismo non esiste proprio. Viviamo in un macabro Helzapoppin di fake news mainstream. Siamo impegnati alla morte a utilizzare le sinapsi per camminare dritti e i neuroni come granate contro chi ci costringe a deviare. Il Ministero della Verità di Orwell ci fa un baffo e la Bocca della Verità, in Santa Maria in Cosmedin, mozza la mano a chi la dice. Ci salva la rete, finchè Zuckerberg, Cook, Bezos e Gates ritengono opportuno chiudere un occhio. E ci salva il meteo, unica trasmissione senza balle covid-19 e che, bene o male, ci propone la realtà. Per ora Mentana-Puente lo hanno risparmiato.

E a proposito di Bill Gates, com’è che nessuno ne parla mentre tutti si affannano per mari, monti, cieli, grotte con pipistrelli, cinesi al mercato, gatti con la rogna, alla ricerca del come, chi, perché, dove, prima e dopo, del coronavirus? E nemmeno di George Soros, David Rockefeller e Henry Kissinger con cui il filantropo di Microsoft e dei vaccini costituisce un coretto più affiatato del Quartetto Cetra. Andiamo a trovarli.

Un tiro a quattro di cavalli di razza con siringa


Con la fidata John Hopkins University, la fondazione di Bill Gates, l’OMS e grandi Di Big Pharma, organizzano a ottobre 2019 quella profetica simulazione di un coronavirus mondiale che avrebbe ucciso fino a 60 milioni di persone. Da un convegno organizzato nello stesso periodo da GAVI, l’Alleanza pubblico-privata per l’immunizzazione universale tramite vaccini, pure di Bill Gates, esce la famigerata Agenda ID2020, poi ufficializzata al Forum Sociale Mondiale di gennaio di Davos e avviata alla sperimentazione in Bangladesh. A sostegno del progetto si esprimono Rockefeller, Kissinger e George Soros, protagonisti da decenni, con Gates, sia dei vaccini, sia della depopolazione, come condizione per la salvezza del pianeta (e di chi ci rimane sopra).

L’Agenda prevede una vaccinazione universale all’atto della nascita, con inserimento sottocutaneo (una specie di tatuaggio) di un’identità digitale che accompagni la persona per tutta la vita e ne archivi e comunichi tracciabilità e dati. Puente, al quale Massimo Mazzucco (Luogomune) dedica un ritrattino niente male nel suo video di smascheramento dei bufalari di regime (https://www.youtube.com/watch?v=SzIVnVcn6bY, da diffondere), urlerà “fake news” a salve e non potrà smentire.

Un mese dopo, l’intelligence USA, con il Centro Nazionale dell’Intelligence Medica” (NCMI) della DIA (servizio segreto del Pentagono), avverte la presidenza di un’imminente catastrofe in forma di epidemia virulentemente contagiosa. Il modello pare tratto da una previsione del 2010, nientmeno. Non si muove niente. Wuhan è ancora lontana.

Se vanno in giro, beccano il virus e guariscono da soli. Malissimo.
In un’intervista di 50 minuti a Chris Anderson della celebre TED Talks, vista da milioni di spettatori, Bill Gates, pur ammettendo che il covid-19 comporta una minaccia lieve (e i dati onesti confermano che non è nulla più di una normale influenza), letteralmente dichiara che “non si augura molta gente in giro che guarisce da sola. In tal modo, si sa, acquisisce un’immunità naturale permanente”. Cosa che si verifica per quasi il 100% dei positivi in cui non sia presente qualche patologia più grave e che, perciò, guarisce senza cure. Gates, impunemente e spudoratamente, aggiunge che sarebbe “meglio se la gente avesse un’identità digitale che dimostrasse la propria condizione vaccinale” e che “senza questa prova di immunità digitale non si dovrebbe essere autorizzati a viaggiare”. Gates aveva previsto a febbraio, sulla rivista “New England Journal of Medicine”, che il coronavirus sarebbe stato la pandemia del secolo. Oggi aggiunge “potrebbe essere qualcosa come il vaiolo che uccida il 30% dell’umanità”.

Al minuto 33’45 dell’intervista Gates dichiara: “Non vogliamo avere un sacco di guariti. Con la chiusura di tutto negli USA cerchiamo di non arrivare all1% di infettati (“infettato” non vuol dire “malato”. Ndr) e con la maggioranza che guarisce…. 34’14
: Ciò che vogliamo sono certificati di guarigione e di vaccinazione. Per cui ci dovrà essere quella prova di immunità digitale a consentire la riapertura globale. Mica vogliamo in giro gente che si sposta di qua e di là e magari passa per paesi dove non c’è controllo”.

Domiciliari? Decide Re Bill. E cade la maschera



Per Bill Gates e i suoi confratelli tocca evitare a ogni costo, con il lockdown, che la gente, vivendo normalmente, si contagi (come è sempre successo) e si immunizzi a vita, senza quasi mai subire complicanze. Meglio, per i giganteschi profitti che ne derivano, a fronte dei milioni-miliardi di umani che resteranno nel fosso per le conseguenze economiche, che la gente si rinchiuda, venga testata, si ricoveri, muoia o guarisca, per poi immunizzarsi a tempo, mai a vita, contro il particolare coronavirus dell’anno. Per le previsioni di Bill Gates, dei suoi pari e di quelli di Davos, la previsione era che il 65% della popolazione avrebbe finito col beccarsi un vaccino, sviluppato e brevettato dalle stesse strutture di Gates. 
Sorprende che il “filantropo” della vaccinazione coatta universale esiga che non vi siano assembramenti pubblici – sport, teatro, cinema, musei, scuole, convegni, manifestazioni, ristoranti - per almeno i prossimi 18 mesi? E che dopo vi siano a condizione che tutti siano vaccinati? Agitando il bastone del feldmaresciallo, è lui, Bill Gates, che decide su un’umanità reclusa e fino a quando.

La posta mammona in gioco
La ricchezza e il conseguente potere politico-economico che si ergeranno su un pianeta socialmente derelitto sono di proporzioni tali da rendere Re Mida uno straccione da angiporto. Il business dei vaccini è oggi sei volte più grande di vent’anni fa. Valle annualmente oltre 35 miliardi di dollari e procura un utile di 44 dollari per ogni dollaro investito. Per prendersi questo mercato, insieme agli amici di Big Pharma, la Fondazione Bill e Melinda Gates, che ha una dotazione di 52 miliardi, dal 2000 ha donato all’OMS, proclamatrice di pandemie su ordinazione, ben 2,4 miliardi (da “Politico”). Questo ente ONU, statutariamente indipendente, coordina ora circa 50 gruppi nel mondo che lavorano tutti sul vaccino contro covid-19.



Stendendosi ora le curve del contagio sul pianoro, o iniziando la discesa, l’OMS corre ai ripari con il dirigente Michael Rjan. “Si potranno andare a prelevare i malati anche a casa”. Tipo le irruzioni senza mandato delle squadre SWAT della polizia USA. Hai due linee di febbre, l’altro ieri hai starnutito, appari giù di pentola, hai più di sessant’anni? Sei nostro! E Nicola Zingaretti che fa? Denunciato alla Corte Costituzionale dallo stesso suo compagno PD Franceschini, MIBACT, per un piano paesistico privo di tutele contro palazzinari persino nel centro storico di Roma, tanto per capire il personaggio, si adegua. Ha dichiarato che almeno 2, 5 milioni di abitanti del Lazio devono essere vaccinati.

La Tetrarchia e la sua corte

Kissinger and friend

Costoro sono i cortigiani. I Fantastici Quattro, o i quattro cavalieri dell’Apocalisse, come li chiama chi pensa male, equivalgono a una tetrarchia nella quale Bill Gates sta per Diocleziano. Ma non sono il vertice della piramide. Ne sono la proiezione sul globo. Henry Kissinger, resosi indimenticabile all’umanità per i genocidi bombaroli in Vietnam, Cambogia e Laos e per i generali masskiller latinoamericani, si manifesta avallando una “pandemia senza precedenti per ferocia e diffusione, che esige mezzi straordinari per passare all’ordine post-coronavirus”, che, ovviamente, non può essere di nazioni sovrane, ma sempre più un Nuovo Ordine Mondiale globale “fondato sulla meraviglia della diagnosi medica tramite intelligenza artificiale e vaccini per tutta la popolazione”.
Ecco chi fa gli arcobaleni!

A sua volta George Soros, il “cambiagoverni” cacciato dall’Ungheria dal cattivo Orban, sentenziando che “tempi disperati esigono misure disperate”, come microchip e tracciamenti tramite smartphone, approfitta della pandemia per raccomandare, insieme a quelli di Davos e a Zuckerberg, di eliminare del tutto il denaro contante (“le banconote sono sporche, trasmettono virus”), pallino vecchio suo, sussunto da Bilderberg e dai nostri governanti. La sua “Open Democracy” va oltre. La scrittrice sorosiana Sophie Lewis si pretende sgomenta all’idea di famiglie chiuse in casa insieme: “Le case di famiglie sono per definizione assolutamente insicure, gravide di ineguaglianza. La famiglia è in sè una struttura oppressiva”. Tradotto, dice: “La famiglia privata, in quanto modo di riproduzione sociale, è francamente un disastro. Ci rende genderfobici, nazionalisti e razzisti, ci fa credere di essere individui”. Meglio allora che OMS mandi i suoi a prelevarne i membri superflui.


Ragazzi, il Mondo Nuovo è qui.

Henry Kissinger, David Rockefeller

nfine l’uomo ragno. Lo scenario, chiamato “Lock Step” (passo bloccato) previsto dalla Fondazione Rockefeller per il dopo-virus scopre governi che hanno dato al fenomeno una risposta autoritaria. Non ci crederete, ma l’hanno previsto, nei precisi termini di una pandemia da virus nel…2010. Dice il documento: “Gli scenari sono un mezzo attraverso il quale è possibile non solo immaginare, ma anche attualizzare un grande cambiamento”.

Altri piccoli estratti: ”Sarà una pandemia che costringerà i governi di tutto il mondo a un controllo molto stretto dall’alto verso il basso e una leadership autoritaria. Infetterà quasi il 20% della popolazione mondiale e ucciderà 8 milioni in sette mesi….. I leader imporranno regole e restrizioni ermetiche, dall’obbligo di indossare maschere facciali, ai controlli della temperatura corporea negli spazi comuni….. La sorveglianza nei paesi sviluppati assumerà molte forme: Identità digitale biometrica per tutti i cittadini” (come dettata da Bill Gates e assunta a Davos con la vaccinazione obbligatoria universale). 
“I sistemi di comunicazione risponderanno a varie situazioni, distinguendo tra ceti; banda larga e molto larga in alto, banda più bassa e mezzi meno sofisticati per popolazioni i cui spostamenti saranno limitati”.
Capito mi hai?

Chissà se il buon Puente invocherà la messa alla gogna su “Open” di Mentana di questi fakenewsari
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mercoledì 8 aprile 2020

Un mese dalla reclusione, tre mesi dal virus: facciamo il punto ----- CORONAVIRUS: CHI, COME, PERCHE'




La prima cosa, nella temperie in cui, con terrorismo mediatico, reclusione, punizioni, hanno immerso i cittadini per privarli della capacità di capire, distinguere, agire, addossando agli stessi soggetti che la subiscono il senso di colpa per la perdita di fondamentali diritti costituzionali, è attraversare lo specchio deformante in cui tutti vengono rappresentati untori gli uni degli altri e che occulta chi, travisato dalla mascherina, opera alle nostre spalle.

Da Dio, Patria, Famiglia, a Vita, Salute, Soli
Al ricatto sulla salute e sulla vita, propria e dei propri cari, succedaneo a quello sperimentato sulla sicurezza minacciata da AIDS, terrorismo e clima, si aggiunge il più viscoso raggiro della retorica della resistenza, del papale “siamo tutti nella stessa barca”, dell’“andrà tutto bene”, dei soffietti allo stare in casa di melensi VIP dello spettacolo e dello sport, del patriottismo di consolidati venditori di patria e sovranità. Sostituire a questa chiamata alle armi, corredata da tutti gli ammennicoli linguistici della guerra santa contro il male, che ci recluta per chi è intento a sacrificarci al suo interesse (non diversamente da altre guerre,1915 e 1940), una resistenza partigiana, che parta da demistificazione e informazione corretta, dovrebbe essere la priorità del cittadino consapevole.



L’evidenza di una cospirazione a fini non dichiarati, ma che l’esperienza storica rende di facile individuazione, è data dalla compattezza del fronte politico-mediatico che non ammette crepe e che, se si verificano, le sigilla con il cemento della repressione. Nel percorso dell’intera operazione, non è stato data alla cittadinanza l’opportunità di sentire una sola voce, scientifica o mediatica, che mettesse in dubbio la vulgata ufficiale. Viviamo la criminalizzazione del dissenso, addirittura dell’onere socratico del dubbio, dell’ineluttabile logica antidogmatica, sia ippocratica che galileiana. Siti e voci della rete che presentino opinioni alternative, vengono denunciate e se ne chiede l’oscuramento. Il protagonista di tutte le grandi campagne vaccinali, Roberto Burioni, del noto San Raffaele di Milano, clinica privata di Don Verze, cara all’ex-governatore CL Formigoni (corruzione e sei anni di carcere), arriva a diffidare legalmente una delle maggiori autorità della nostra virologia, Maria Rita Gismondo, dell’ospedale pubblico “Sacco” di Milano Si era permessa valutazioni sdrammatizzanti su un virus che non differisce, per  contagi ed effetti letali, da quelli influenzali di altri anni.

Falsi, travisamenti, occultamenti


Le tecniche di subornazione delle coscienze e conoscenze comprendono travisamenti e occultamenti. Travisati totalmente sono i contagi e i decessi. Inizialmente trasparivano, sebbene a fatica, numeri in cui si distingueva tra morti CON Covid-19 e morti PER Covid-19, precisando che i secondi erano pochissimi e i primi avevano per causa diretta, non il virus, ma fino a tre pregresse patologie gravi, anche terminali, oltre a un’età media superiore agli ottant’anni. Si moriva di polmonite, diabete, collassi cardiocircolatori, a cui si aggiungeva l’influenza. Da un certo momento in poi, tutti rinunciano a questa specifica e i morti diventano tutti, indistintamente, da coronavirus. Chi finisce sotto un tram, ma si ritrova con un raffreddore, rischia di essere assegnato alla morìa virale. Quando segni di insofferenza allo stato d’assedio iniziano a serpeggiare tra i reclusi, si alza il volume. I morti in ospedale, in terapia intensiva, non bastano. Se ne trovano altri. Nelle case. Ipotetici, ma da includere nel conto. Con un tampone che all’80% produce falsi positivi si possono trovare contagiati anche in vetta al Monte Bianco. Peccato, poi, che anziani malandati e depressi dal lockdown, privi del sole e della relativa vitamina D, necessaria all’immunodifesa, privi di movimento, privi di presidi medici, privi di una socialità che è quanto gli resta di vita, siano poi morti prematuramente per davvero. Eugenetica?

A chi il potere? Alla scienza? A chi la scienza? A noi!


Sotto coperta, invisibili, finiscono le decine, centinaia, di esperti internazionali, anche di chiarissima fama accademica. Personaggi al vertice della sanità pubblica dei rispettivi paesi e anche dell’UE, come il virologo tedesco Wolfgang Wodarg, accademico all’Università di Flensburg, presidente dell’Assemblea del Consiglio d’Europa e responsabile della sanità pubblica del suo Land. Scienziati, esperti europei, americani, asiatici, che mettono in discussione interpretazioni e la bontà dei mezzi e metodi impiegati, ricordando opportunamente quanto si era verificato in passate occasioni di pandemie che tali non erano. Ci si ricordi della “febbre suina”, H1N1, del 2009, promossa a pandemia dagli stessi propagandisti OMS e Big Pharma. Il risultato fu un decorso breve, con appena 10mila decessi, meno della consueta influenza e molto meno della più letale epidemia del 2018 (che scoprì le strutture lombarde nella stessa condizione di caos e inadeguatezza, provocata da trent’anni di saccheggio della sanità pubblica).  Quanto alle società farmaceutiche, ottennero dai governi ordinativi per milioni di vaccini, poi inutilizzati e finiti nelle discariche, e incamerarono miliardi di dollari del contribuente.



Il tentativo di asfaltare ogni divergenza dal dogma proclamato da un “Comitato Tecnico-scientifico”, che, nelle sue posizioni, più o meno coincide con il “Patto Trasversale per la Scienza”, fondato dal dr. Burioni e che ne sostiene la dottrina, ha subito qualche contraccolpo da voci in rete. A ciò dovrà ora porre rimedio la “task force” che sia il governo, sia la RAI, hanno nominato per reprimere le “fake news”. Il giudizio su ciò che fake è, o non lo è, non è demandato a un’autorità indipendente. E’ monopolio dei “fake facts”. Basterebbe questo.

Evitiamo, nonostante molti precedenti storici, di proporre una versione “complottista”, per cui il virus sarebbe stato diffuso intenzionalmente, in vista di profitti esorbitanti da vaccino e di concentrazione di poteri. Ma resta la certezza dell’utilizzo prefigurato e pianificato che se ne è fatto. A New York, nel novembre scorso, con la John Hopkins University, la Fondazione Bill e Melinda Gates, da sempre impegnata nella lotta alla sovrappopolazione e nella promozione della vaccinazione universale, insieme alle maggiori multinazionali della farmaceutica, fa attuare la simulazione di una pandemia da coronavirus del tipo apparso poi a Wuhan, con previsione di 60 milioni di morti. Poche settimane dopo - la coincidenza! - nella zona a più alto inquinamento e più alta densità elettromagnetica da G5 della Cina - scoppia l’epidemia, poi magistralmente contenuta e sconfitta. Lo stesso fenomeno si ripete in Padania, nella zona a più alto inquinamento d’Europa e a più alta densità di 5G d’Italia. Vi sarà qualche fondamento nella denuncia di mille scienziati per cui smog e il bombardamento elettromagnetico da 5G provocano cadute immunitarie?

Modello Italia


La risposta italiana non assomiglia a quella cinese, o sudcoreana. E’ un caos inenarrabile di ordini, contrordini, autorità in ordine sparso, eminentemente inteso a alla totale liquidazione dei diritti del cittadino, con la sciagurata dirigenza lombardo-veneta che esibisce tutta la sua incompetenza, arroganza secessionista e si tira dietro un premier che, pur nella sua estrosità comunicativa notturna, sciolta dal consenso parlamentare, di ukase in ukase, riduce il popolo ai domiciliari e allo stato d’assedio. L’OMS, strettamente intrecciato, operativamente e finanziariamente, a Big Pharma, propone al mondo il “modello Italia”.

Lotta di classe: dai campi alle fabbriche a Matrix
Il sociocidio globale determinato dal collasso della vecchia economia, senza, in Occidente, le minime salvaguardie di protezione collettiva che hanno i paesi fuori dalla cintura imperialista, farà sembrare la depressione del ’29 un acquazzone. Chissà se anche stavolta si potranno impiegare i milioni di disoccupati e miserabili per l’estensione bellica dell‘Impero. Il nuovo assetto di classe dovrebbe essere determinato da una concentrazione di potere senza precedenti nei vertici apolidi e cosmopolitici di una tecnocrazia scientifico-digitale dotata di strumenti di controllo biologici totali. Sparirà l’economia di vicinato, tessuto sociale e culturale di garanzia collettiva e convivenza, divorata da monopoli e oligopoli. Le mafie, in perenne collusione con le classi dirigenti, si gonfieranno dei resti della devastazione. Nazioni intere, cui sarà negato l’ingresso nel “nuovo mondo”, saranno ridotte a sacche di miseria e mendicità. Secondo Goldman Sachs, i prestiti all’Italia dovranno salire a oltre 165 miliardi di euro. Il premier che farnetica di una “prossima primavera”, lo dica a chi quel debito pubblico dovrà ripagarlo ai soliti strozzini, con gli interessi.

Nuovo Ordine Mondiale


L’uso geopolitico dell’operazione è già in atto. In questa prima fase assistiamo al tentato genocidio di paesi disobbedienti, a cui sanzioni USA-UE-ONU, per l’occasione intensificate, impediscono di procurarsi farmaci e cure: Iran, Venezuela, Siria, Iraq, Nordcorea, altri. La demonizzazione della Cina, alimentata dal discorso del “virus cinese”, si intensifica e punta a contrastare il superamento economico, tecnologico e produttivo degli Usa da parte di Pechino. Ma anche a neutralizzare l’attrazione di un’Europa,   garrotata dall’ UE, per le prospettive di progresso e pace che comporta la via della Seta. Un progetto infrastrutturale e di scambi che unisce l’Eurasia all’America Latina e all’Africa, già consacrato in diverse forme di collaborazione e sostenuto dalla più avanzata tecnologia militare della Russia e dalle immense materie prime di quel paese. Del resto il soccorso che paesi “nemici”, Cina, Russia, Cuba, hanno portato ai paesi colpiti, confrontato con l’ignavia e il cinico egoismo di entità “amiche” come UE e Usa, dovrebbe aver aperto qualche dubbio sull’opportunità della nostra collocazione.


E’ un mondo distopico quello che si vorrebbe fare uscire da questa crisi. L’Alleanza Globale per l’Immunizzazione da Vaccino (GAVI) di Bill Gates, sostenuta da fautori della riduzione demografica, come Kissinger e Soros, un partneriato pubblico-privato cui partecipano le maggiori società del farmaco e che finanzia anche l’OMS, ha lanciato nell’autunno scorso, sempre da New York, la cosiddetta Agenda ID2020. Si tratta di un programma di vaccinazione universale coatta, che imprima ai neonati un’identità digitale in grado di archiviarne e rivelarne i dati per tutta la vita. A Davos, nel gennaio scorso, è stato licenziato. Verrà sperimentato quest’anno in Bangladesh. Poi dovrebbe toccare a tutti.
Un mondo di sorvegliati, controllati, manipolati, in mano a una cupola tecnico-scientifica-digitale. Non ci si poteva arrivare che attraverso la paura per la salute e la vita.

venerdì 3 aprile 2020

Fulvio Grimaldi: “Il Covid-19 è un coltello che è finito nelle mani delle Élite per raggiungere un loro vecchio scopo: arrivare al potere assoluto e totalitario”



L'intervista/Fulvio Grimaldi: “Il Covid-19 è un coltello che è finito nelle ma...

Intervista sul Coronavirus di Francesco Guadagni, l’Antidiplomatico




Secondo il giornalista e documentarista Fulvio Grimaldi, “la Storia ci dirà che questo coltello verrà utilizzato per degli scopi che si sono sempre ripromessi le élite, cioè arrivare ad un potere assoluto, totalitario. Ristabilire un nuovo paradigma sociale, che veda una riduzione dell’autonomia, dell’autodeterminazione da parte delle masse, e una concentrazione di potere e di ricchezza al vertice”.

Fulvio Grimaldi nella sua carriera giornalistica ha lavorato per la Radio, BBC di Londra, RAI, ha scritto su Lotta Continua, Vie Nuove, Liberazione. Noti i suoi documentari sui fronti di guerra, Iraq, Palestina, Siria, Eritrea, oltre che in Venezuela, Messico, Iran. In questa intervista abbiamo analizzato con Grimaldi la problematica Covid-19, sotto vari aspetti: mediatici, economici e geopolitici.

di Francesco Guadagni


Pandemia Covid-19, C'è stata per te una manipolazione mediatica, di dati, sulla percezione del pericolo, se sì, per quale ragione secondo te? Rispetto per esempio all’influenza "Spaziale" del 1970 che in Italia provocò 20.000 morti e 13 milioni di persone a letto di cui in pochi si ricordano. Oggi perché c’è un approccio diverso?

Neanche 2 anni fa ci fu questo panico. Nel 2018, un articolo del Corriere della Sera denunciava il caos totale della Sanità per l’arrivo dell’influenza. C’era la stessa catastrofe sanitaria, mancanza di personale, attrezzature, una categoria falcidiata dai tagli nel corso degli ultimi 30 anni che non riusciva ad affrontare l’immane numero di contagiati da influenza “normale”.

Non voglio dire che il Covid-19 sia il risultato di una pianificazione lucida e programmata, per quanto ci sarebbero elementi che lo farebbero pensare, perché c’è una storia di crimini programmati lucidamente, con provocazioni mondiali per raggiungere certi fini, a partire dall’11 settembre al Golfo del Tonchino.
Non abbiamo la possibilità di dire al pubblico che c’è stato un criminale disegno. Però quando il coltello è capitato nelle mani di chi sa maneggiarlo, lo hanno sempre utilizzato per i propri scopi. Si dovrebbe parlare di un complotto che fa uso di un virus che sconvolga il mondo e che ridisegni l’assetto geo-politico nonché il quadro dei rapporti di
classe. La Storia ci dirà che questo coltello verrà utilizzato per degli scopi che si sono sempre ripromessi le élite, cioè arrivare ad un potere assoluto, totalitario. Ristabilire un nuovo paradigma sociale, che veda una riduzione dell’autonomia dell’autodeterminazione da parte delle masse, e una concentrazione di potere e di ricchezza al vertice.

Al vertice vediamo nuovi protagonisti, tutti quelli che hanno il controllo della Salute come l’Organizzazione mondiale della Sanità, i medici, i ricercatori. Una categoria laica che sta scalando le posizioni del Potere e del prestigio prendendo il posto della Chiesa che  si è sempre data per fine il controllo su vita, salute e morte delle persone. Un’altra categoria emergente sono i militari, la polizia, gli apparati di sorveglianza sociale, soprattutto in quei paesi dove si è riusciti a coltivare una popolazione di reclusi e spaventati. Questa coalizione di forze scientifiche, religiose e militari assumono oggi un ruolo fondamentale per consolidare questa nuova architettura politico-socialo, facendo 100 passi avanti contro la democrazia, per poi, magari, fare un passo indietro per dare l’impressione che si torni alla normalità, alla democrazia.

Nell’Olimpo dei dominanti poi ci sono i media. Agiscono unanimemente, nessuna voce fuori dal coro. Il minimo di critica non c’è. Non si fa parlare alcuna voce dissidente. Abbiamo il caso impressionante contro la sola voce dell’unanimismo mediatico, ovvero la Dottoressa Gismondo, diffidata da un trio di virologicari all’OMS, tra i quali il noto Roberto Burione,  per aver detto ‘stiamo tranquilli’, è un’influenza come tutte le stagioni, i dati sui morti, sui contagi sono falsificati, sono assommati in un  unica lista mortuaria, ribadendo delle cose che all’estero il grandissimo virologo tedesco Wolfgang Wodarg ha spiegato, ed è stato ascoltato. A questa  straordinaria ricercatrice, direttrice del reparto di Virologia dell’Ospedale Sacco di Milano, ovviamente pubblico, è stata addirittura indirizzata una diffida legale. I media, quindi, consolidano questo nuovo aspetto del pensiero unico.


Decenni di politiche di austerità, hanno messo la Sanità italiana in ginocchio. Anche i governi di sinistra hanno contribuito. Ora sembrano tutti contro le politiche liberiste. Cambieranno gli indirizzi economici?

Cambieranno in peggio. Acquisiti certi risultati che si  possono dedurre dalle strade vuote,strade vuote, dalla popolazione intera gente reclusa in gabbie neanche più virtuali, le élites non rinunceranno a queste conquiste. Come i vampiri, una volta assaggiato il sangue, non sopravviverebbero se dovessero rinunciarvi. Quel coltello che gli è capitato tra le mani permetterà di recidere qualsiasi velleità rivoluzionaria, alternativa, antagonista. La crisi economica sarà spaventosa e come quella del 2008, una minoranza delle grandi banche, delle camarille degli investitori  e delle multinazionali faranno guadagni spaventosi, con corrispondente ulteriore impoverimento della restante parte dell’umanità. Basta già pensare a cosa produrrà questa reclusione. Miliardi di persone chiuse in casa che ne usciranno menomate, in depressione, obese, senza difese immunitari,e dal momento che non hanno avuto il beneficio del Sole  che gli assicura la vitale vitamina D, senza movimento per settimane se non mesi, senza rapporti sociali. 
E pensare che mentre la popolazione deve rinchiudersi tra quattro mura, rinunciare alla luce del giorno, all’aria pulita della natura, i carabinieri beneficiano carabinieri di una direttiva che gli ordina di stare in mutande per almeno 30 minuti del giorno al sole. Tutti noi reclusi, dietro a virtuali sbarre, loro, che hanno il compito di sorvegliarci e di punirci al tepore e alla luce del sole. Una discrepanza che dice già tutto sullo Stato prossimo venturo. Ci guadagneranno le case farmaceutiche, la classe medica e farmaceutica che ha perso la sua  verginità, e non da oggi, ma assurge a nuovo supporto del potere grazie alla visibilità e autorevolezza che ha assunto nel dettare alla politica quanto ritiene opportuno. Un potere decisionale che passa dalla politica degli eletti ai tecnici. Avevano cominciato con Monti.

Tutti cantavano il de profundis della Cina, Invece, sconfigge la pandemia e aiuta altri paesi, in primis l'Italia. Quale sarà adesso il ruolo di Pechino nello scacchiere mondiale?

Tocchiamo un nodo cruciale. Il virus si è diffuso a Wuhan, una regione dove si concentra un massimo della più inquinante industria cinese, come la nostra Lombardia, con effetti spaventosi dal punto di vista della contaminazione da polveri sottili, letali per la funzione respiratoria. Wuhan è anche la regione dove si è concentrata la sperimentazione della connessione 5G che operante con  onde cortissime che richiedono migliaia di antenne e satelliti che ci bombardano con onde elettromagnetiche. Elettromagnetismo che, come denunciato da molti scienziati sulla base di risultati epidemiologici, riduce le difese immunitarie ed è cancerogeno. Wuhan, quindi, anche per altri motivi, come quello del virus importato dagli americani partecipanti aigiochi mondiali militari dell’ottobre scorso in quella città, è stato terreno fertile per l’esplosione dell’epidemia.

I cinesi, però, sono stati di una bravura incredibili, si sono attrezzati con rapidità impressionante e grandissima trasparenza, a differenza dell’Italia dove sono stati fatti pasticci inenarrabili, si è data dimostrazione di confusione, incompetenza e scontri tra poteri, nel quale alla fine si sono imposti sul governo, privatosi della legittimazione delle assemblee parlamentari, dei soggetti lombardoveneti in fregola di poteri assoluti. In occidente hanno calcato la mano contro la Cina, accusata di aver diffuso il virus. L’occidente e gli Stati Uniti, con questo coltello che gli è capitato tra le mani, ne hanno approfittato per acutizzare lo scontro con la Cina e opporsi all’alternativa di pace e progresso implicito nella via della Seta del conglomerato euroasiatico. Un grande blocco geografico, culturale, economico e di difesa che esercita un’inevitabile attrazione sui cittadini europei, ma anche sugli interessi economici del nostro continente, molti di più di quanto non possa fare l’egemonia guerrafondaia e predatrice dell’espansionismo statunitense.


Cuba, Russia e Cina "secolari nemici" e "dittature" per i nostri politici e "mainstream" media. Sono in prima fila ad aiutarci con i loro medici, esperti, attrezzature sanitarie. Secondo te cambierà qualcosa nella collocazione geopolitica dell'Italia?

 Nella sensibilità collettiva qualcosa cambierà. La Russia, la Cina e Cuba ci hanno inviato attrezzature, medici, esperti, mascherine, mezzi di ogni genere per combattere il virus. La gente potrà distinguere fra gli Stati Uniti che chiedono alla Germania un vaccino solo per loro e da Aviano si fanno arrivare 500.000 mascherine nostre. La gente non potrà non fare un confronto fra il comportamento di quelli che sono indicati come nostri alleati e protettori e coloro che vengono considerati nemici e si precipitano in nostro soccorso. Tra questi vanno menzionati anche l’Egitto e la Tunisia.

Fulvio tu conosci l’Iran, e hai realizzato un documentario “Target Iran”. Teheran potrà arginare, nonostante le sanzioni, la pandemia?

L’Iran in condizioni normali, avendo una struttura sanitaria eccellente, prima delle sanzioni di Obama e Trump, avrebbe retto. C’è una popolazione cosciente e solidale pronta ad affrontare con razionalità, e patriottismo il problema. Tra l’altro non c’è il panico diffuso dai media occidentali a fini di intimidazione e sottomissione. Quando ho fatto il documentario già c’erano sanzioni pesantissime che minavano il sistema sanitario. Già c’erano difficolta, in quanto ipocritamente si diceva che i farmaci fossero esenti dalle sanzioni, senza che in effetti lo fossero. Perché i farmaci devono essere comprati,  ma all’Iran dagli usa era negata l’agibilità finanziaria peracquistarli all’estero, in particolare quelli antitumorali per la leucemia.

Oggi gli Stati Uniti hanno cinicamente  accentuato ulteriormente sanzioni e azioni di sabotaggio contro chi vuole aiutare l’Iran, bloccando qualsiasi possibilità di cura, compiendo un genocidio contro una popolazione innocente che ha l’unica colpa di non piegarsi ai ricatti e alle minacce di un aggressore. L’Iran cred che alla fine ce la farà, il taso di mortalità è inferiore al nostro e degli Stati Uniti, grazie ai provvedimenti adottati, alla trasparenza del governo e all’impegno della popolazione.

Paesi sotto sanzioni, Siria, Iran, Venezuela, Cuba. Una campagna mediatica di opinione mondiale per togliere le sanzioni ai paesi colpiti dalla pandemia potrebbe avere maggior successo in questo periodo?

Partiamo dal fatto che i paesi sotto sanzioni dirette degli USA, UE, Onu sono ben 35. Altri ne subiscono di indirette. Per come sono messi i media , succubi, complici e portatori di interessi imperialisti, prevedere una compagna mediatica che mobiliti l’opinione pubblica mi sembra difficile. Però il fatto che si sia manifestata, in questa contingenza del Coronavirus, una tale disparità di valori morali e della solidarietà, al di là delle differenze geo politiche, ideologiche, tra un blocco occidentale, cinico, indifferente, occupato a difendere solo se stesso a scapito degli altri, e l’altro, quello euroasiatico e del sud del mondo, nel segno  della comunità umana, della solidarietà e fratellanza, credo che si sedimenterà nella coscienza delle persone. Penso che si apriranno molti occhi su chi difende la vita e chi la calpesta.

 Qualche anno fa ti chiedemmo sulle posizioni assunte dal Movimento 5 Stelle sui Paesi dell'ALBA e sulla Siria e quanto avrebbero potuto incidere nell'opinione pubblica. Esprimesti grande fiducia, spiegando che "credo che il Movimento 5 Stelle stia dando un'indicazione positiva, di pace e neutralità, che, dato il suo consenso, possa suscitare un mutamento nella consapevolezza delle persone su chi è l'aggressore e su chi è l'aggredito". É passata di acqua sotto i ponti, l’M5S ha fatto parte dei governi con Salvini e Pd ed ha alle volte assunto posizioni ambigue in politica estera.
 Questo movimento ha ancora spazio per incidere?


Oggi è tutto sospeso. Con questo ricatto, questo virus, è tutto paralizzato. Le posizioni di politica interna ed estera sono cristallizzate. Il Movimento 5 Stelle ebbe posizioni importanti, sulle sanzioni alla Siria, sulla Russia e la NATO, ma oggi nella sua forma visibile, organizzata, parlamentare, queste differenze rispetto ai partiti atlantisti non si vedono più. Compromettendosi con Salvini e poi con il PD guidato da personaggi totalmente allineati con Nato, Usa e UE, è rimasto tutto annacquato.

Ho conosciuto la base dei cinque stelle, girando l’Italia per la realizzazione e poi la presentazione dei miei documentari ed ho l’impressione che ci sia ancora una coscienza limpida e antagonista, quella che questo movimento aveva anni fa aveva. Ma c’è anche tanta confusione e tanto sconcerto. Alcuni esponenti del Movimento, che oggi non si fanno molto sentire, dovrebbero cogliere l’occasione, riaccendere quelle istanze, quelle sensibilità.  Cosa difficile oggi,  quando hanno bloccato tutto, non c’è possibilità di incontro, di mobilitazione, siamo tutti chiusi in casa. Non so se da questo marasma, da queste formazioni minuscole di sinistra, molto autoreferenziali, molto polverose, ma anche intaccate dal pensiero unico, possa nascere qualcosa che possa rappresentare un’alternativa a un pensiero unico e dogmatico che non solo ci schiaccia tutti in casa, ma opprime con la paura e l’ignoranza la nostra capacità di esprimere un pensiero e un’azione alternativi. Comunque la Storia capita che sorprenda. Ogni tanto fa dei salti. E non solo all’indietro come oggi, nel neofeudalesimo, per non dire nel neo-biofascismo.