domenica 10 gennaio 2021

OCCHIO AL VACCINO, come non ve lo faranno vedere in tv o sui giornali

 

https://www.affaritaliani.it/coronavirus/vaccino-covid-si-rischia-una-reazione-avversa-fatale-711866.html

 

Vaccino Covid, "Si rischia una reazione avversa

 fatale". L'intervista

Su Affaritaliani.it il parere di Loretta Bolgan, Harvard Medical School di Boston. "Alterazioni epigenetiche e infertilità"

Di Monica Camozzi


FacebookTwitterLinkedInFlipboardWhatsAppEmailPrint

Mentre si ascolta Loretta Bolgan parlare del vaccino, la sensazione è quella di una roulette russa. Laurea in chimica e tecnologia farmaceutiche, dottorato in scienze farmaceutiche e research fellow alla Harvard Medical School di Boston, quindi ricercatrice industriale per aziende che producono kit diagnostici e si è occupata di registrazione di farmaci, Bolgan teme, nell’ordine, “un rischio gravissimo di reazione avversa fatale; il pericolo di reazioni autoimmuni, di malattie gravi a carico del sistema nervoso; la possibilità che si verifichino alterazioni epigenetiche, ovvero capaci di modificare l’espressione dei geni. Infine, l’ipotesi che possa essere attaccato il sistema riproduttivo con lo spettro dell’infertilità”.

Con Link, fatti trasportare da venti di risparmio! Il 1° anno 10% di sconto più 10% di Sconto Digitale per 24 mesi. 

“Sono sempre stata per la libertà vaccinale e terapeutica, ma questa volta sono assolutamente contro l’autorizzazione del vaccino. Non è stato rispettato alcun principio di precauzione. La popolazione farà da cavia”.

Dottoressa, perché è così allarmata?

Perché non ci sono i requisiti per mettere in commercio questi vaccini. Quando mancano dati certi si usa il principio di precauzione. Qui non è stato applicato.  Nei fatti, nonostante le rassicurazioni dei produttori, è stata fatta una sperimentazione molto parziale e non esistono dati certi. E rischiamo di scoprire le conseguenze una volta inoculato il vaccino. In particolare, il rischio gravissimo di reazione avversa fatale. Tutti i vaccini contro la SARS sono stati bloccati, perché gli animali morivano di complicazione polmonare fatale una volta reinfettati.

Cos’è una reazione avversa fatale?

Una reazione avversa fatale avviene quando il nostro sistema immunitario reagisce potenziando la malattia per cui ci stiamo vaccinando. Ovvero, scatenando la malattia da cui dovremmo proteggerci. Ma qui ci sono due tipi di problemi: il tipo di virus utilizzato per fare il vaccino. E i rischi dovuti al fatto che iniettiamo materiale genetico senza avere studi a riguardo. In linea teorica il vaccino dovrebbe essere sicuro, se il virus non mutasse. Ma il virus muta…

Andiamo per gradi. Ci spieghi perché il pericolo starebbe nel tipo di virus usato per fare il vaccino

Partiamo dal vaccino di Oxford. Prevede la produzione di un vettore in cui viene inserito un frammento della spike, ovvero la sequenza genetica che dovrebbe portare alla produzione di anticorpi e che è stata sintetizzata chimicamente a partire dalle sequenze fornite dai cinesi. Ma il virus si è modificato profondamente nel passaggio da uomo a uomo. Inoltre, essendo un virus a RNA, ha la proprietà di formare delle popolazioni di mutanti minori. Sono “quasi specie” che si formano dentro la persona quando si infetta ed entrano in competizione fra loro. In sostanza, possono produrre una resistenza verso il vaccino ma, ancor peggio, una selezione di mutanti più pericolosi e contagiosi. La persona rischia di infettarsi con virus più pericolosi.

Che probabilità ci sono che questo accada?

Il punto è questo, non lo sappiamo. La sperimentazione animale è stata condotta con il ceppo originario del virus, non con quello attuale. Il rischio  è quello  di iniettare materiale genetico senza una sperimentazione certa. Faccio un altro esempio. Il frammento con materiale genetico entra nella cellula e viene tradotto in proteina dal sistema ribosomale. Teoricamente dovrebbe restare a livello di citoplasma. Il rischio è che questo RNA non si trasformi solo in proteina, ma anche in DNA a doppia elica e che venga portato all’interno del nucleo, producendo effetti imprevedibili. Ripeto, non abbiamo una sperimentazione in grado di dircelo. Rischiamo che tutto questo si scopra una volta che le persone sono state vaccinate.

Ci sta dicendo che le persone faranno da cavie?

Nonostante il vaccino sia fatto per non integrarsi con il nostro DNA, nei fatti non ci sono studi e non possiamo sapere cosa accadrà. Il materiale genetico ingegnerizzato, quando iniettato, può scatenare reazioni avverse di immunopatologia violenta, ovvero creare quella tempesta di citochine per cui il COVID-19 si è rivelato letale. Oppure potrebbero verificarsi alterazioni epigenetiche, che significa una modifica dell’espressione dei geni. Non mutazioni della sequenza, ma cambiamenti nel modo in cui i geni vengono espressi.

Lei ha parlato del potenziamento  della malattia che invece si  dovrebbe combattere. In che modo si sostanzia questo rischio?

Il vaccino viene creato per produrre anticorpi, ma non è sterilizzante, cioè non evita l’infezione e la trasmissione del virus. Ci  stanno dicendo che è  efficace al 95% ma contesto questo dato: si tratta della capacità di formare anticorpi vaccinali, ma nessuno garantisce che sia protettivo. Fino a prova contraria  la persona può comunque infettarsi ed essere contagiosa. Sostengono che la persona venga protetta dalla malattia, ma non lo sappiamo perché  hanno scelto modelli animali che non hanno sviluppato la complicazione.

Domandiamoci perché i vaccini contro la SARS furono bloccati. Lo studio su animali, che deve sempre precedere quelli sull’uomo, ci dicono che essi morivano di complicazione polmonare fatale una volta reinfettati. Il vaccino era visto come fonte di reazione avversa quindi venne bloccato. Qui hanno vaccinato gli animali con un antigene che ha le sequenze del virus di Wuhan ma, lo ripeto, il virus circolante è mutato. Nessuno ha condotto questo studio in modo tale da rassicurarci. I vaccini messi in commercio ci dicono solo se una persona è in grado di produrre anticorpi vaccinali, sul resto abbiamo la totale incertezza. Dovremmo fare un monitoraggio a lungo termine, ma negli studi clinici è stato previsto un monitoraggio attivo molto corto, da 7 a 15 giorni.

Cosa si vede, in 7 o 15 giorni?

Nella scheda tecnica troveremo rossori, indurimento nella sede d’iniezione,  febbre, inappetenza o anafilassi (allergia grave) come reazioni acute. Le reazioni autoimmuni non si vedono subito,  si vedono più in là  nel tempo. In particolare, le reazioni autoimmuni potrebbero verificarsi soprattutto con i richiami. Potremmo avere risposte che peggiorano progressivamente. Mi spiego. Questo virus forma anticorpi autoimmuni e questo è documentato in letteratura. Significa che oltre ad anticorpi contro il virus si formano anticorpi contro le proteine umane. Quando si ha una reazione del sistema immunitario alle proteine umane, si ha una reazione autoimmune. Gran parte delle proteine oggetto dell’attacco autoimmune sono del sistema nervoso centrale. Ciò significa l’insorgere di SLA, sclerosi, e altre patologie gravissime. Ma questo non possiamo saperlo, se non facciamo una farmacovigilanza attiva nel tempo. Inoltre non sono affatto note le azioni a danno dell’apparato riproduttivo.

Vuole dire infertilità?

Si, ma non solo.

La velocità con cui lo hanno prodotto mi lascia il dubbio che non lo abbiano adeguatamente purificato da alcuni residui di lavorazione. E anche qui mi spiego. Dopo aver sintetizzato il pezzettino di sequenza genetica e creato il vettore, devono produrlo in grande quantità per fare il vaccino. 300 milioni di dosi non possono essere fatte per sintesi, bisogna  trovare  un sistema che replica questo pezzettino in quantità industriali. Per questo si sano le linee cellulari. Ebbene, il vaccino ad adenovirus di Oxford viene prodotto utilizzando  linee cellulari immortalizzate. In particolare linee cellulari fetali potenzialmente cancerogene. Se rimangono residui di lavorazione nel vaccino è molto pericoloso. Il DNA fetale ha alta capacità  di integrarsi nel DNA dell’ospite ed  essendo immortalizzato porta con sé geni mutati che potrebbero innescare la cancerogenesi. E poi rimane il problema evidenziato da uno studio dell’ISS, della vaccinazione antinfluenzale.

Cosa c’entra l’antinfluenzale?

Tre anni fa ho segnalato al sottosegretario del Ministro della Salute uno studio dell’ISS, in cui si dimostrava che l’incidenza di polmoniti gravi aumentava del 50% nei vaccinati con l’antinfluenzale. Lo studio riportava inoltre il  12% in più di mortalità nei vaccinati, per potenziamento della malattia.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29616677/  

 https://www.onb.it/2018/11/02/vaccini-antinfluenzali-risposte-ed-efficacia-per-fasce-di-eta/  

 Può trattarsi anche di una coincidenza ma varie città in cui hanno anticipato di due mesi l’antinfluenzale, dopo sono diventate zone rosse. Ho portato l’evidenza tre anni fa, ho segnalato il pericolo di potenziamento della malattia e non l’hanno considerato. Anzi, dopo due mesi sono partiti con la campagna vaccinale senza tener conto di questo grave rischio.

Come per il vaccino antinfluenzale, anche per il vaccino anti-COVID, oltre i rischi noti e potenziali, non sappiamo quanto dura la sua azione.

Vuol dire che non sappiamo per quanto tempo espleta il suo effetto protettivo?

Esatto. Sembra che la durata sia bassissima, ovvero  di  qualche mese. Ad esempio, il  vaccino con vettore adenovirale forma anticorpi contro il vettore stesso, non si possono fare richiami. L’adenovirus viene riconosciuto dal sistema immunitario e non possiamo usare lo stesso vettore. Non possiamo fare richiami. Gli anticorpi protettivi, ammesso che si formino, restano limitati nel tempo, massimo due o tre mesi. Un altro problema è che quando comincia a replicarsi per produrre la proteina,  l’adenovirus “sputa” fuori il pezzettino di sequenza dell’antigene che gli hanno messo dentro. Quindi  si replica l’adenovirus ma non la sequenza, ci sono perciò problemi di inefficacia dovuti alla modalità di costruzione del vaccino.

E sul problema della conservazione cosa ci dice?

Il vaccino va inoltre conservato a meno ottanta gradi ed è di importanza vitale che ciò avvenga. Il materiale genetico degradato è  fortemente infiammatorio.  Scatena  una reazione infiammatoria molto violenta. Quindi inoculare un vaccino degradato risulta pericolosissimo.

venerdì 8 gennaio 2021

  

Rivoluzione colorata in casa

CONGRESSO: TRUMP NELLA TRAPPOLA DEL DEEP STATE

Democrazia, vesti stracciate sull'uccisione di un cadavere

https://youtu.be/G0WqnV10nWM 

 Intervista a Davvero TV, Byoblu: invasione del Campidoglio, scandalo o farsa? Qui aggiungo riflessioni integrative (come se mezz’ora di intervista non bastasse...)

 

Nel video una chiacchierata su cosa si possa, uscendo dagli schemi dell'interpretazione col bollino, imposta dai dogmi del pensiero unico, o si debba pensare sia successo nella notte in cui abbiamo assistito al momento apicale della spaccatura interna alla potenza mondiale, cosiddetta. Ci troviamo davanti a una politica che, lasciando al lato il confronto tra dominanti e dominati e che dovrebbe vedere i secondi in lotta contro i primi, depista verso la tutela delle varie minoranze (migranti, LGBT, gender, gruppi etnici, "diritti umani", soprattutto in altri paesi), fatta passare per "progressismo? Siamo a un sequel dell'11 settembre, dei Clinton-Bush-Cheney-Obama, nel quale si inaugura una nuova fase di guerre e assalti al genere umano da parte del finanzcapitalismo predatore? Quale via percorrerà, verso quali obiettivi, lo 0,001 di esseri umani, magistrali cospiratori, che, utilizzando il voto, i media, rassegnazione e decrebrazione collettive, si sono appropriati del 90% della ricchezza complessiva e ora puntano a tutta la Terra?

 Non sono queste le domande che si è posta l'opinione pubblico-privata, al guinzaglio dei media e delle "autorità". Nella notte al Capitol Hill, tra facce angustiate e ipocrite, come solo Mr.Hyde quando ritorna a essere il Dr. Jekill, si sentiva ripetere come una giaculatoria: "E' calata la notte sulla democrazia". Intesa, quella forma di governo, come americana, o addirittura di tutto il mondo, visto che ora è di nuovo il mondo che deve dar retta agli Stati Uniti, non viceversa. Ciò che la frase contorceva, visto che la vittima di quell'assassinio è sempre stato proclamata, ma, da quelle parti, non è mai esistita, era che al Congresso USA avevano ucciso un cadavere.

 Un dato è certo e lo esemplifichiamo così. Hanno vinto quelli, partendo dal basso, dal talmente basso da risultare inconcepibile, che con alla testa Nancy Pelosi, quarta carica dello Stato, hanno proposto in parlamento di smetterla con il sessimo dell'"Amen" e adottare il politicamente corretto "Awomen", dato che il primo (parola ebraica che vuol dire "così sia") contiene "men" (uomini), mentre il secondo è corretto in "wo-men" (donne e uomini). La demenza e l'ignoranza abissali di questo segmento di punta del genere umano vince anche con l'abolizione dei termini sessisti padre, madre, figlio, figlia (da noi si salva nipote), zio, zia, nonno, nonna, cugina, cugino e via discriminando. Nei casi dei padri e delle madri, in gran parte da un'unica radice arcaia, pa e ma, si dica "genitore uno e genitore due". Per gli altri congiunti, loro hanno già i sostitutivi. In italiano non c'è che da esercitare la  fantasia.

 Risalendo i gradini dell'imprtanza dei vincitori, sono ovviamente coloro che hanno architettato la mossa, fatale per Trump, dell'assalto al Campidoglio, e quelli, che condividendo il movente restauratore dell'operazione, sono andati in orgasmo nelle varie dependance dell'Impero. Da noi, tra l'altro, si torna ai vecchi tempi della decrescita politica felice, quando spazzate vie le perversioni populiste e le ubbie sovraniste, il paese doveva dedicarsi per dritto e per rovescio sempre e solo agli interessi della case madre, della "patria grande" a stelle e strisce. Fin dai tempi di Salvatore Giuliano e della mafia. Come quando il SISMI di Nicolò Pollari, nel 2002, favorì il massacro dell'Iraq fornendo alla Casa Bianca un falso documento su un'inesistente acquisto di Saddam Hussein di 500 chili di uranio dal Niger, per le sue "armi di distruzione di massa".

 Omaggio ripetuto poi con i servigi resi da Joseph Mifsud e dai servizi alla promozione del Russiagate, l'idea che Donald Trump fosse un ammennicolo di Putin per sabotare l'elezione di Killary. E, fedeli alla linea, offerta attualizzata, se è vero quel che dice un ex-alto dirigente della CIA, con la manina di "Leonardo"  che avrebe fatto volare di qua e di là un po' di schede americane (cfr. il mio "Leonardo, scoop del Secolo: il ruolo dell'Italia nella frode elettorale USA?").

 Hanno vinto, ancora più in alto, i miliardari delle piattaforme e la loro pratica, estesa fino all'eliminazione dai social del presidente degli Stati Uniti, di decidere chi deve poter dire e chi no. Insieme a loro, uniti nella stessa corsa al Great Reset, i farmaceutici dei virus e dei vaccini e i loro sgherri e PR attaccati ai vaccinodotti dei vari paesi e fattisi antenne del 5G. Insieme ai primi, costituiscono quella coppia di Bravi, sicari del Don Rodrigo-banchiere, che ai milioni di don Abbondio del mondo intimano "Questo matrimonio non s'ha da fare". Dove il matrimonio è l'unione biologica, psichica ed emotiva tra essere umano ed essere umano, ma anche quella tra umanità e natura, e anche tra Storia e oggi, tra radici e fioritura e, soprattutto, tra libertà e verità. Insomma l'integrità e completezza dell'uomo. Il quale ce l'ha fatta per qualche migliaio di anni, resistendo e avanzando, ma oggi incorre per la prima volta in un Grande Reset che vorrebbe farne l'ingranaggio della sua macchina del tempo. Che dice di portarci nel futuro, ma, impazzita a ritroso, ci vorrebbe ridurre a un prima dell'inizio della catena darwiniana.

 Di vincitori ce ne sono a josa, troppi da elencare. C'è la moltitudine dei "diritti umani" che le servono per obliterare i diritti umani che non le garantiscano maggiore ricchezza e controllo. Ci sono quelli stufi dei traccheggiamenti di Trump sugli annientamenti di altri Stati e popoli, sull'attacco a Iran, Nordcorea, Venezuela, Cuba e stufi di un Comandante in capo che si fa rovinare i golpe, come in Bolivia, Algeria, Egitto, Bielorussia. C'è, gongolante al punto da infittire il reticolo di rughe del vizio, George Soros, con i suoi tentacoli ONG. Ci sono tutti i governi paralleli, i Deep State della metropoli e delle marche imperiali, che possono uscire allo scoperto e giocare in prima persona. Ci sono tutti coloro, foglie secche sui rami, che non resistono ai venti, ma vi si piegano, da qualunque direzione soffi e sono, in effetti, già foglie morte, a far da tappeto ai taglia-piante.

 Hanno vinto i media, gli spettacolanti, amanuensi dei palazzinari, dei produttori di armi, di catenari della sanità; hanno vinto gli schermi sgocciolanti  saliva, i giornali scritti con l'inchiostro simpatico, o delebile, a seconda dell'opportunità, tutti coloro che ti inchiodano davanti alla tv e ti estirpano il vizio di mescolarti con gli altri allo stadio, al cinema, al teatro, al museo, al circolo, a letto. E quelli che vogliono le generazioni nuove fuori dalle strade e piazze, fuori dalla vista di sè e degli altri, ma bloccati con le manette alla tastiera, con sopravvissuto un solo senso dei cinque che si misurano con il reale: quello del tatto con i tasti.

 

C'è anche chi non ha vinto. Noi. Vogliamo contarci?!

mercoledì 6 gennaio 2021

DAI RE MAGI ALLA BEFANA, METTIAMO I PUNTINI SULLE I --- Anno che viene, anno che va (un mio video raccolto da “comedonchisciotte”)



 

Il sito “comedonchisciotte”, uno dei siti storici e più validi dell’informazione corretta e libera, mi ha chiesto una breve valutazione di quanto è successo, di quanto rischia di succedere e di quanto dovrà succedere. Ecco il link.

https://drive.google.com/file/d/1qmt0QFU2wjFWYHkixjJiccXiFaz7GiUs/view?usp=sharing

Mentre mi sto facendo le abluzioni del mattino, sento da San Pietro l'uomo sodale dei generali argentini borbottare formule senza senso che la massa dei fedeli meccanicamente ripete e che, al suono ampio di antiche musiche roboanti e seducenti, amplificate dall'effetto eco, narcotizzano il pensiero. E' il metodo setta.


 

6 gennaio, Befana. All'origine "epifania", apparizione, dal greco. Tre re magi venuti da vari angoli della Terra offrono omaggi, doni e devozione al bambinello nato 13 giorni prima, intorno al solstizio d'inverno, perchè sanno che diverrà un loro collega, il "re dei Giudei". Come tutte le ricorrenze cristiane di alto significato, anche la festa del 6 gennaio è stata sottratta ad antichissime cerimonie, praticate da popoli ed etnie diversi, e deformata in strumenti slegati dal ciclo naturale, ma utili al potere politico della Chiesa. L'arrivo dei re, con le loro lontane e diverse provenienze, Europa, Africa e Asia, intende uniformare il rito cristiano ed estenderlo a tutte le genti conosciute sotto un'unica dottrina, un'unica verità, un unico dominio. Doveva essere l'inizio di una governance mondiale, la globalizzazione. Come sappiamo, oggi, col Covid, vi ci hanno fatto quasi arrivare.


 

Natale, Pasqua, Befana, inizio, fine, messi e raccolti, nascita e morte, vicende meteorologiche e cicli naturali, che tutti testimoniavano l'intima connessione dell'uomo con il mondo naturale e il suo reciproco confermarsi e celebrarsi, diventano rito esclusivo della nuova religione, intesa a imporre la sua interpretazione al resto della popolazione mondiale. Al matrimonio viventi - mondo naturale - pluralità degli dei, realtà tutte intimamente connesse, viene sostituita la relazione gerarchica dio unico - suoi rappresentanti in Terra - essere umano. La condizione per vivere in armonia con se stessi e l’esistente, cambia radicalmente.

Torniamo alla Befana. Per fortuna, il paganesimo non è mai del tutto morto. Specialmente tra i popoli più civili. A bambini e genitori, la vecchia in stracci che arriva su una scopa di notte, passa per il camino, riempie la calza dei doni, interessa assai di più dei tre re, del resto già invecchiati nel presepe dell'anno passato e sepolto. Anche se con la scopa, il naso adunco e la vecchiezza, la Chiesa della buona Befana fece addirittura una strega, come quelle che bruciava sui roghi, tanto era l'odio per le tradizioni pagane.

 L'orrendo presepe innovativo a bobina elettromagnetica (5G) in San Pietro 2020.

 Naturalmente i tre Re Magi furono la solita mutazione genetIca di personaggi molto antichi. Misteriose creature magiche, spesso volanti, che in tanti paesi, come in Spagna e in Grecia fin dal X secolo a.C., portavano messaggi e regali propiziatori per il raccolto futuro. I romani collocarono la festa nel loro calendario, rendendo omaggio alla fine dell'anno solare e all'inizio del solstizio: donne magico-divine, a volte la dea Diana, a volte Sàtia o Abùndia, sorvolavano per 12 notti i campi portando fertilità ai futuri raccolti.

 


Quando prevalse la vecchia sulla scopa, i doni si trasformarono in dolci e carbone. Il quale carbone divenne una punizione solo nella versione dei propagandisti cristiani, appassionati di colpe e punizioni. Prima era considerato dono al pari degli altri, dato che nel buio e freddo inverno portava luce e calore, come del resto fonte di calore era la calza della befana. Per primo ricorse alla calza il re Numa Pompilio: nel solstizio d'inverno l'appese in una grotta, dove una ninfa amica l'avrebbe colmata di doni.

Tutto cambia a partire dal III secolo, quando il teologo cristiano Origene d'Alessandria per primo proclamò Re Magi quei visitatori a Betlemme. Coerentemente con la globalizzazione che impazza oggi, formulata dai più potenti della Terra a fini di un Nuovo Ordine Mondiale, il rapporto significativo doveva essere tra tre re e un futuro re dei Giudei e successivo re degli umani tutti. Una faccenda tra sovrani.

I nomi Melchiorre (da Melech, re), Baldassarre (da Balthazar, mitico re babilonese) e Gaspare (da Galgalath, re di Saba), compaiono solo nel VI secolo, quando così battezza gli aristocratici adoratori di Gesù lo storico Agnello nel suo "Pontificalis Ecclesiae Ravennatis". Naturalmente ci deve essere anche qualche pastorello intorno al fanciullo uomo, re e dio, sennò il summit dei coronati, con tanto d’oro, incenso e mirra, risulterebbe troppo di élite. La vicinanza con potenti vari, re, imperatori, presidenti e banchieri,  si è poi rivelata strutturale.


 Tutto questo operare sui riti pagani, per renderli docili e utili al dilagare della Chiesa, non pare aver funzionato, se tuttoggi, dopo duemila anni, è ancora una benefica vecchietta volante a fare epifania nella nostra vita reale e nel nostro immaginario collettivo. I cristiani avranno tolto di mezzo, fisicamente, milioni di pagani, non credenti, infedeli, eretici; ci avranno lasciato, a forza di distruzioni, incendi e carcarari (operai che riducevano in calce le statue, i templi e i monumenti antichi), l'1% del patrimonio classico; ci avranno pure anticipato l’inferno se fossimo sgaiattolati fuori dal dogma. Ma, per Giove, la Befana è sopravvissuta e lotta insieme a noi.

 






martedì 5 gennaio 2021

Leonardo (Finmeccanica), governo italiano e CIA nella notte del blackout dei conteggi ----- SCOOP DEL SECOLO IL RUOLO DELL'ITALIA NELLA FRODE ELETTORALE USA? ....... Un capostazione CIA pentito, due server della Cia e il cambio degli algoritmi, il satellite militare di “Leonardo”, “Leonardo negli USA”, un manipolatore ex sottosegretario di Obama-Biden...



 

E’ responsabilità del patriota proteggere il proprio paese dal suo governo” (Thomas Paine)

Ne ho parlato martedì pomeriggio, a Vox Italia TV, con Francessco Toscano e Alexander Dugin, analista geopolitico odiatissimo dai globalisti e definito dal New York Times “il filosofo più diabolico del mondo” e quindi, per assioma, da seguire con interesse. Il tema era questo mondo in preda a spaccature abissali e confluenze criminali. Il link è https://youtu.be/9sGJoGm6zp8 oppure https://www.youtube.com/watch?v=9sGJoGm6zp8&t=141s    

Conte sapeva? “Leonardo” faceva?


 
La domanda è: sa il sergente, messo dallo Stato Maggiore a capo del nostro plotone d’esecuzione economico-sociale-intellettuale, che la massima industria di armamenti italiana, settima nel mondo, avrebbe partecipato agli ormai evidentissimi brogli elettorali negli USA? Perchè lo scandalo da politico, in quel caso, diverrebbe anche giudiziario. C’è chi lo afferma e pretende di dimostrarlo. Sarebbe lo scoop del secolo. Ne aveva scritto , tempo fa, “La Verità”, quotidiano sanfedista e atlantista, ma l’unico che alzi la testa contro la protervia del regime. Ovviamente nessuno lo riprese e la sconvolgente ipotesi morì lì.

Assange vince. Il prezzo? La libertà di stampa uccisa, il dissenso ridotto a malattia mentale


 
Ma prima una doverosa premessa, tra riso e pianto. La giudice britannica ha negato l’estradizione di Julian Assange, giornalista-eroe e martire, rivelatore delle nequizie belliche e diplomatiche USA, Julian Assange. E non c’è che da ridere per la vittoria di una mobilitazione mondiale in difesa sua e della libertà di stampa, ormai quasi solo ridotta a vuota formula. Ma non c’è che da piangere per il decennio di ingiusta e sadica carcerazione di un portatore di verità che nessuna sevizia ha potuto piegare. E anche di rabbia per l’ipocrisia di questa marionetta giuridica che motiva il provvedimento con il rischio che Assange commetta suicidio nelle insicure carceri statunitensi e che, però, ribadisce la validità di tutti i 18 capi d’accusa mossi al giornalista più integro e coraggioso dell’attuale orizzonte comunicativo e che gli infliggerebro pene fino a 175 anni. Il governo USA ha subito fatto ricorso.

La battaglia non è finita, Assange continua a languire in condizioni abiette nel carcere di massima sicurezza di Belsham, la lotta continua. Ovviamente senza i media generalisti e senza la FNSI, occupati giorno e notte a gonfiare la bufala Regeni. Onore, invece al Messico di Obrador, odiatissimo dal “manifesto” e dagli USA, che ha offerto asilo politico ad Assange. Altri eroi della libera stampa sono Chelsea Manning e Edward Snowden. Battiamoci anche per loro.


Statua di Snowden, Assange e Manning, creazione di Davide Dormino

A chi i miliardi UE? A chi i servizi segreti?

Su una questione sono d'accordo le forze politiche globaliste, antinazionali e antidemocratiche della maggioranza che ci sgoverna con la forza e le idee del disordine pubblico: sull'alzare l'asticella della repressione, prolungare lo stato d'assedio, detto "emergenza" e offrire al moloch del Grande Reset il sacrificio umano italiano. Su altri due bocconi le stesse forze del disordine, del Nuovo Ordine Mondiale e del disonore nazionale, si vanno sbranando: l'allocazione a sè, agli amici e agli amici degli amici del tesorone UE di 209 miliardi (ovviamente a strozzo per le generazioni future) e il controllo dei servizi segreti.

Sappiamo benissimo, per averlo sperimentato sulla nostra pelle, cosa significhino i servizi segreti per la vita della Repubblica (non solo nostra), dal bandito separatista per conto CIA, Salvatore Giuliano, attraverso le stragi fascio-statali, alle bombe mafio-statali e a tutto l'altro terrorismo di Stato, dall'immediato dopoguerra all'era Covid. Nella diatriba tra l’illusionista da fiera rignanese, che si esibisce a beneficio di ogni multinazionale da rapina che gli faccia un fischio, e l'azzecagarbugli di Volturara Appula, scovato da Beppe Grillo su mandato della Cupola nella sacrestia di Padre Pio, si vanno spaccando maggioranza e governo E’ perchè qui si decide chi dei due e quale delle cosche ci somministreranno la fase conclusiva della cura. Il nodo gordiano è l’intreccio di due corde che, per loro, sono da arrampicata, per noi da patibolo: i soldi e i servizi.

Contro Trump, prima con il Russiagate e poi con i brogli?


 
Ricordiamo, nell’intreccio tra Stato Profondo americano e statarello profondo nostro, il contributo alla balla hillariana del Russiagate, lanciato dal regime Renzi contro Trump? E l’esplicita accusa di Trump al nostro governo di allora, ora del tutto insabbiata e archiaviata, dopo l’opportuna scomparsa dalla scena dell’italo-maltese (?) Joseph Mifsud? In mano ai nostri servizi, il docente dell’’Università “Link”, dagli olezzi spionistici, frequentato dai vertici 5Stelle? Ebbene il thriller del complotto italo-globalista contro il sovran-populista dal ciuffo polentato avrebbe una seconda puntata dalla risonanza storica.

A dispetto di quelli della fissa “Obama-Clinton-Biden-l’Eden in terra”, con la sentenza, mesi prima, di Pelosi e Hillary che “Biden deve vincere anche se vince Trump”, le prove dell’immane frode elettorale c’erano già: i voti postali illegali, il conteggio elettronico falsato di Dominion, i pacchi di voti pro-Biden tirati fuori dagli armadi dopo la partenza degli osservatori, il video che li dimostra, il blackout notturno nei conteggi in cinque Stati decisivi e la successiva totalità dei voti per Biden. Ebbene, sono precedenti che dovrebbero, per semplice sequitur, avvalorare la bomba di cui al titolo: governo e “Leonardo” sicari della frode. Poi verrano le smentite, l’indignazione, magari anche la dimostrazione di una frottolona bel costruita e vedremo.

Da Francoforte a Roma, da Palazzo Chigi a Leonardo, da Leonardo al suo satellite militare, da lì a Leonardo-USA e fino alle urne

Sarebbe andata così. All’origine c’è, mai smentito e mai confermato, l’assalto di forze speciali USA a una sede segreta CIA a Francoforte, nella quale si sarebbe gestito un server in relazione ai voti in corso. La sparatoria avrebbe lasciato sul terreno cinque morti. Un secondo server sarebbe stato operato dall’ambasciata USA a Roma Poi esce un rapporto, con articoli e video, dell’imprenditore High Tech, Patrick Byrne, finanziatore di squadre private della sicurezza cibernetica incaricate di seguire le elezioni del 2020. Si legge: a Fiumicino giungono due operativi sospettati CIA, di cui esisono le foto e di cui ancora non è stata comunicata l’identità.

Fiumicino, i presunti agenti

Portano con sè, forse da Francoforte, gli strumenti informatici - algoritmi -, che, passati per il server all’ambasciata, sarebbero stati consegnati al colosso degli armamenti “Leonardo”, da sempre vicino agli ambienti dell’Intelligence (l’oggetto sociale lo richiede) e a volte da essi diretto.


 Metamorfosi degli algoritmi

Gli algoritmi in questione sarebbero stati tali da modificare quelli allestiti dalla società di trasmissioni di dati e conteggi, “Dominion”, da sempre vicina al Partito Democratico, alla CIA e operativa nel voto del 3 novembre. Il materiale alterante il regolare conteggio sarebbe stato inviato negli USA da un satellite militare della “Leonardo”. Che è a maggioranza - 30% - dello Stato. L’indirizzo USA al quale sarebbe finito sarebbe quello della “Leonardo DRS”, filiale statunitense dalla casa madre, retta da William Lynn III. Costui è stato sottosegretario alla Difesa sotto la presidenza Obama-Biden, ma anche consigliere della Raitheon, la più grande industria di armi del mondo, socio dell’Atlantic Council, think tank dei falchi necon, ed esperto da lunga data di sicurezza nazionale.

I nuovi algoritmi sarebbero poi passati dalla “Leonardo” statunitense alla “Dominion” e sarebbero entrati in funzione annullando quelli già in uso, esattamente nelle due ore notturne nelle quali c’è stato l’incredibile interruzione dei conteggi in quei cinque Stati. Dopo quel blackout simultaneo, tutti i voti a Biden e più nessuno a Trump, che fin lì era in vantaggio. Il rapporto ne deduce che, dato che il controllo azionario e gestionale della “Leonardo” è dello Stato, nell’operazione non può non essere stato coinvolto il governo italiano con l’attuale suo premier. Il che ci farebbe capire per quale motivo Giuseppe Conte ci tenga tanto a mantenere i servizi al proprio guinzaglio e gli accreditati vincitori delle elezioni americane ne condividano l’ambizione. Che, tra parentesi, se finissero in mano a Renzi, per i nostri padrini storici non cambierebbe molto.

Il video-bomba

Stanchi di leggere, potete vedere ed ascoltare tutto questo in versione originale nel video a questo link:

https://threadreaderapp.com/thread/1345229465840828417.html 

Vi incontrerete una alto dirigente della CIA, Brad Johnson, ex-capo stazione e poi fondatore e presidente dell’associazione “Americans for Intelligence Reform” (Americani per una riforma dell’Intelligence. Vedi Google) che, quanto da me è riassunto, lo racconta e illustra in dettaglio e, devo dire, con un alto tasso di convinzione.

Ora, prima che la censura possa incenerirci e seppellire la vicenda, prendete nota e rifatevi un’idea su quanto è successo ed è stato accreditato in merito alle elezioni americane e di cosa davvero sia questa nazione “dal destino manifesto”. Quella che sul Covid non ha i dubbi che ha Donald Trump. Quella delle 7 guerre di Clinton, Obama, Biden e Hillary; quella delle pandemie infinite di Bill Gates, dei suoi affini e dei suoi suoi sguatteri vendisalute e vendipatria.

 La frode elettorale è un delitto

venerdì 1 gennaio 2021

Procura di Roma vs Procura del Cairo 0-1 --- REGENI, PER I DIRITTI UMANI O PER LA REGINA? --- Alle corde Amnesty, Fico, i media e tutto l’apparato dello spionaggio occidentale


"Quando i bambini negli spot TV, i media e le più alte cariche dello Stato  diventano  imbonitori per conto altrui, il popolo intero abita in un menzognificio"  (Prof. Salomone Viendalmare, Università di Spilimbergo, 1987)

Fallita l'Operazione Regeni, saltano le cautele diplomatiche

Perchè magistratura e governo egiziani hanno tardato tanto a dirla tutta, e chiara, sull’operazione anglo-italiana di Giulio Regeni, nella quale si sono sporcati faccia, mani e morale tutti i militanti politico-mediatico-sociali del bellicismo atlantista? Gli stessi del dogma globalista detto pandemia? Ciò che hanno evidenziato, afferma la Procura del Cairo, è che l’operazione Regeni era made in Intelligence; che si è trattato di un complotto; che nella fine di Regeni hanno agito due soggetti: la banda di malviventi che lo ha derubato (anche dei documenti) e che muore nel conflitto a fuoco con la polizia, e un’entità sconosciuta che lo ha eliminato. Ritrovamento e successiva grancassa di accuse al governo Al Sisi hanno avuto lo scopo di minare e impedire i rapporti tra Egitto e Italia e gli importanti affari che vi erano connessi. Di conseguenza le indagini e conclusioni della Procura sarebbero del tutto prive di fondamento e avrebbero mancato il bersaglio giusto. Il discorso è di un'evidenza solare suggerisce ai regenisti nostrani, un tempo virulenti invettivisti, di mantenere il profilo bassissimo nel dare la notizia.

Immagino che si debba essere trattato di una precauzione diplomatica. Rivelando una verità confortata, mica da tre, da decine di indizi probanti, si sarebbero indicate precise responsabilità di due Stati “amici”, Regno Unito e Italia, con conseguenti rischi di ritorsioni fino alla rottura. Ora, la tracotanza dei governi in questione, l’accanimento sul nulla della calunnia mediatica da parte della magistratura e stampa italiane, non hanno reso possibile mantenere questa cautela. E poi, giustamente, al Cairo si sono rotti le palle.

La tessera Regeni nel mosaico delle "primavere arabe"

Una rivoluzione di popolo, dopo un anno di vessazioni e repressione di lavoratori, laici e fedeli copti, affidò nel 2013 il paese alla forza, storicamente patriottica, dei militari di Abdel Fatah Al Sisi. Conseguentemente, i neocolonialisti dell’Occidente persero il loro principale caposaldo in Nord Africa e Medioriente. La Fratellanza Musulmana, creata dai britannici e, da allora, fiduciaria della lotta al panarabismo laico e socialista, portata al potere dal golpe elettorale di Mohammed Morsi (17% dei voti, astensione di tutte le forze laiche), venne spazzata via. Per la collettività araba, una vendetta trasversale per la distruzione della Libia e il linciaggio di Gheddafi. 

Strage jihadista nel Sinai

Stragi da urlo e stragi da silenzio

La sconfitta del loro proconsole in Egitto, Stato più grande e più importante del mondo arabo, pianta da tutti media, con per insetto cocchiere la newsletter del Deep State, “il manifesto”, fece innescare al colonialismo, alla Nato, al fratello musulmano-Nato, Erdogan, del fratello musulmano Morsi, il braccio militare della Fratellanza. Un terrorismo dalle varie denominazioni, Isis, Al Qaida, Boko Aram, SI, ecc., già collaudato con successo in casa e fuori, dall’Europa al Maghreb, a Siria, Iraq, Cecenia e poi Afghanistan, Sahel e Nagorno Karabakh. Da allora a oggi, anni di massacri di esponenti istituzionali egiziani, di civili, militari e poliziotti. Una strage continua, occultata dai media, tuttora in corso, sebbene Al Sisi sia riuscito a confinarla nel Sinai. Una strage che è diventata una guerra allo Stato e al popolo tutto, rispetto alla quale gli attentati in Europa, giustamente circondati dall’esecrazione universale, sono episodi periferici.

Jihadisti di qua, spioni di là

 Non poteva non essere attivata, da parte del neocolonialismo, già manipolatore delle varie primavere, arabe e non, l’arma dello spionaggio e della destabilizzazione. Un quadro nel quale va inserita tutta la vicenda Giulio Regeni, iniziata nei covi del MI6 a Cambridge e proseguita dalle esperte centrali locali: l’Università Americana del Cairo e le varie ONG locali, affiancate da espressioni mimetizzate della CIA, come Amnesty International, NED, e HRW.  

Devo dire che mi sono sentito abbastanza solo in questi anni, quando mi sono occupato di Regeni in opposizione allo tsunami delle falsità e delle calunnie a voce unica mediatica e politica., La mia narrazione degli eventi, basata su dati di fatto e logica difficili da contraddire, non ha, infatti, mai ricevuto smentite. S’è preferito star zitti, piuttosto che darmi addosso e sollevare da sotto il tappeto la polvere.


Italia fuori dai mercati e dai giacimenti. Grazie Giulio

L’allievo dell’Università di Cambridge, dalla quale riceve un mandato da attuare al Cairo, mai rivelato agli inquirenti, sparisce il 25 gennaio 2016 e viene ritrovato morto, con segni di tortura, su una strada poco fuori dalla Capitale, il 3 febbraio. E’ il giorno in cui una delegazione italiana di alto rango incontra i suoi equipollenti egiziani e il presidente Al Sisi per concludere e firmare una serie di trattati commerciali di elevato valore che comprendono ZOHR, il più vasto giacimento di idrocarburi del Mediterraneo, affidato all’ENI. L’incontro salta alla notizia del ritrovamento del corpo di Regeni, che dell’annullamento è evidentemente la causa, con conseguente danno per entrambi i contraenti. Grossi sono invece i vantaggi che si aprono a concorrenti meno disposti a inchinarsi alle trovate dei servizi occidentali.

La logica ci dice che un regime che tortura, uccide e poi fa ritrovare in strada la vittima, è un regime di puffi dediti alla baldoria lisergica. Cosa che quello egiziano, anzi, i suoi servizi segreti, non sono mai stati. La logica aggiunge che, con l’Italia fuori dai piedi, perchè alla mercè di governanti e media che curano gli interessi propri e dei loro poteri di riferiimento e non, sia mai, quelli della nazione, il vasto mercato e i vastissimi giacimenti egiziani finiscono alla portata di altri. 


 Storia di una giovane promessa

I fatti ci dicono che la formazione di Regeni è iniziata negli US,A presso istituti legati all’Intelligence. E’ proseguita con la colloborazione, poco prima di recarsi in Egitto, a Oxford Analytica, società multinazione di spionaggio diretta da un trio di specchiata esperienza: John Negroponte (squadroni della morte in Nicaragua e Iraq), Colin McColl, ex-capo del MI6 britannico e David Young, caposquadra dell’operazione Watergate di Nixon. La sua base operativa al Cairo era la American University, da sempre santuario, come quella di Beirut, di personale vicino ai servizi occidentali.

Un investimento in progetti “colorati”

 Regeni nel video di Abdallah


A questo punto i fatti davvero successi possono sorprendere solo i boccaloni e i commentatori per partito angloamericano preso. Ci dicono di un Regeni che gira per il Cairo alla ricerca di contatti con esponenti dell’opposizione al governo. Ha una dotazione di denaro da offrire. Incontra il capo del sindacato che raggruppa tutta l’enorme economia informale egiziana, ne diventa amico, non sospetta che gli avrebbe potuto essere messo alle costole da un governo giustamente sospettoso. Alla richiesta provocatoria di Mohamed Abdallah, ripresa dalla sua telecamera, di un aiuto finanziario per la madre ammalata di cancro, Regeni risponde di no, ma offre “10.000. dollari per un progetto”. Lo offre a chi pensa sia uno che vuole abbattere il governo. 

Vale a dire che è uno. in Egitto. che, sotto mentire spoglie, agisce contro le istituzioni. In qualsiasi stato questo è considerato spionaggio e sabotaggio e viene punito con la massima pena. Abdallah, dati i suoi rapporti col ragazzo, capisce che la proposta è di un lavoro di destabilizzazione del paese e ne dà comunicazione ai suoi referenti nella Sicurezza. Fa il suo dovere di cittadino. Del “Progetto” nessuno degli inquirenti romani si chiede mai il cosa, come, perchè.

Beppe Giulietti presidente del sindac ato dei giornalisti (FNSI)

Un flop pagato con la morte

A questo punto, e qui siamo in area ipotesi, logiche peraltro, i mandanti di Regeni si rendono conto che il gioco è stato scoperto, l’operazione è fallita, l’inviato è bruciato. Rientra nelle tradizioni di tutti i servizi disfarsi di un operativo ormai controproducente. Tutto questo non è stato mai minimamente preso in considerazione dai nostri magistrati, dai media sputafuoco, capeggiati da un Giuseppe Giulietti, presidente FNSI, visibile nelle centinaia di presidi di Amnesty pro-Giulio (mai in quelli per Julian Assange!!!), da Luigi Manconi, immancabile dove vi sia da sostenere il politicamente abietto, da un personaggetto come Roberto Fico, che arriva al nonsenso di “rompere i rapporti tra i parlamenti dei due paesi”. 

Una Procura al di sopra di ogni sospetto

Dopo ripetuti incontri e scambi tra la magistratura del Cairo e la Procura romana (quella di Pignatone e di altri trascorsi indimenticabili), gli inquirenti romani hanno un fugace pour parler con la tutor di Regeni all’Università di Cambridge, caratterizzato da silenzio-assenso e poi morta lì. Per quattro anni i togati romani hanno pestato nel mortai, qualsiasi cosa il Cairo gli fornisse. Ma ora, la Procura impeccabile dell’ex-Pignatone ora uomo-giustizia del Papa, te pareva, e del successivo Palamara, ha tagliato la testa al toro. Quello immaginario, tipo Creta.



L’uovo di Colombo degli eredi di Pignatone: Li processiamo noi, tanto sono in contumacia, e li mandiamo dritti all’inferno, almeno a quello della riprovazione universale. Vengono scelti e accusati, del tutto a casaccio, quattro dirigenti della Sicurezza cairota. Per i quali di prove, documenti e testimonianze ce ne sono quante per il leggendario Gesù, davanti a Ponzio Pilato. Ma media e politici volano all’apogeo della soddisfazione “per giustizia fatta o, almeno, in vista”. Salta fuori, dopo quattro anni, anche “il testimone”, tipo Kafka, che giura di aver visto (glielo hanno fatto vedere apposta perchè li incastrasse!) il povero Giulio, maltrattato, con segni di percosse, ammanettato in una stanza della Sicurezza del Cairo. 

 E, ciliegina sulla torta, risolutiva per la damnatio di uno di cui non sai un cazzo, che ha fatto il sindacalista-spia Abdallah, dopo l’incontro dei 10.000 dollari per un “progetto”? Colpo di scena del “sicario degli assassini”: ha telefonato nientemeno che all’ispettore della Sicurezza che lo aveva incaricato di seguire un Regeni ingiustamente caricato, nonostante i trascorsi nobili, di bruttissimi sospetti, E cosa gli aveva rivelato circa il complotto contro l’italiano? Nientemeno che lui, Abdallah, non riusciva a spegnere il videoregistratore e gli si dicesse come fare. Che altro occorreva alla Procura di Roma per dichiarare chiuse le indagini, ineludibili le accuse, da iniziare il processo. Impeccabili giuristi. Come con Virginia Raggi.

Al Sisi mostro, costi quel che costi!

Ci vuole qualcosa, per quanto indegno di qualsiasi procura seria, per almeno mettere alla gogna per un altro po’ Al Sisi e tutto il paese, “con tutte le sue pratiche di tortura e incarcerazione di massa?" Non le attestano Amnesty e HRW e “il manifesto”, testimoni inconfutabili, benchè lontani, delle efferatezze e  degli gli abominii dei paesi che l’Occidente deve abbattere? Non ci sono forse 60.000 prigionieri politici in Egitto. E se sono quasi tutti malfattori e, soprattutto, terroristi ISIS dei Fratelli Musulmani, che hanno massacrato migliaia di poliziotti e civili, i diritti umani valgono anche per loro, no? Dopotutto, ci hanno reso dei favori contro il “tiranno” amico dei russi. Liberiamo anche quelli!

Qui non si tratta di fare le lodi del presidente egiziano. Io le condizioni vere del popolo egiziano non le conosco ed è giusto che sia più preciso una volta che ci sarò stato.  Ma delle demonizzazione di leader e governi praticate in Occidente, mi fido meno dei diritti umani come propalati dal pensiero unico.  Intanto so che i fondamentali dell'economia egiziana sono migliorati enormemente rispetto al passato. Che si è ridotta la disuguaglianza sociale. Che sono state costruite infrastrutture utili alla società. Che Al Sisi sta con i giusti: Assad e Haftar.  Che di rivolte di massa non ce ne sono. Dirai che è perchè le si reprimono. Le reprimeva anche Morsi, che faceva bruciare le chiese copte, massacrava gli scioperanti e imponeva la Sharìa, ma le rivolte c'erano eccome.


C’è qualcosa che accomuna Al Sisi a Vladimir Putin. Non sono le nequizie che gli attribuisce ogni due per tre “il manifesto” . Si tratta di due governanti che, dopo coloro che avevano demolito, screditato e svenduto il loro paese (Gorbaciov, Eltsin, Mubaraq e Morsi), l’hanno rimesso in piedi. Di più si sono alleati tra loro, contrastano il Krakken turco in Libia, sono schierati con la Siria aggredita e massacrata. Non basta per provocare l’ossessione compulsiva per la diffamazione che manifestano coloro per i quali la svendita del proprio paese è pratica familiare? 


 

Non solo Regeni. Sequestrato anche il suo computer. Dalla mamma.

Alla Procura del Cairo che, per i nostri razzisti e colonialisti di ritorno, non è che il foro 

di un regime di subumani, ma che ha illuminato di fatti, logica e ironia quella di Roma, va sollecitata una domanda. Una domanda alla signora Regeni, madre di Giulio, attivista numero uno nell’esecrazione dell’Egitto, al cui dolore per la scomparsa del figlio rendiamo sincera partecipazione: “Perchè, cara signora Regeni, ha sottratto dall’abitazione del figlio al Cairo ai legittimi inquirenti, il suo computer e cosa ne ha fatto? Non potrebbe essere un formidabile elemento di prova? In un senso o nell’altro? La vogliamo la verità?" O no?