“La nostra politica è
quella di fomentare guerre, ma dirigendo conferenze di pace, in modo che
nessuna delle parti in conflitto possa avere benefici. Le guerre devono essere
dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti sprofondino sempre più nel
loro debito e, quindi, sempre più sotto il nostro potere”. (Amschel, Mayer
Rothschild, 1773)
“Dico con tutta la forza della mia anima che il
nostro paese è realmente un paese che fa parte del quadro occidentale,
appartiene all’Unione Europea, alla NATO e questo non si mette in discussione”. (Alexis
Tsipras)
(False Flag, bandiera
falsa, era quella dei pirati che issavano i corsari di Sua Maestà per ingannare
i galeoni spagnoli da depredare. Il capitalismo anglosassone-israelita nasce e
s’impingua anche così. E continua)
Quella notte in Iraq
Chissà perché, cronisti e poi storici fissarono al 20 marzo
2003 l’inizio dell’invasione Usa-Nato dell’Iraq, illegale perché senza licenza
ONU, dunque, anche per questo aspetto tra i mille, criminale. Ero solo sulla
macchina di un autista, reperito ad Amman, che aveva già fatto, nelle
precedenti 36 ore, due andate e ritorni sui 1000 chilometri tra la capitale
giordana a Baghdad. Non so come riuscisse a tenere gli occhi aperti, nonostante
l’ininterrotto chiacchiericcio con cui cercavo di tenerlo sveglio. Infatti,
quando fummo sbalzati dai nostri sedili per l’urto contro un palo elettrico nel
fosso, gli occhi li aveva tenuti chiusi. Era la notte tra il 17 e il 18 marzo,
ero partito da Roma perché molti segnali indicavano che l’aggressione era
imminente. Il criminale di guerra Blair aveva potenziato le balle di Bush jr. e
del segretario di Stato, Colin Powell, che facevano di Saddam il detentore di
armi di distruzione di massa, di armi chimiche e il compare di Osama bin Laden
nell’attacco alle Torri Gemelle, aggiungendo che nel giro di pochi minuti
Saddam avrebbe potuto portare devastazione e morte su Londra. Fu in quella
notte del 17 marzo che l’aggressione iniziò con il lancio di due missili sull’autostrada
Amman-Baghdad, proprio sul posto di ristoro che avremmo trovato demolito pochi
minuti dopo.













