sabato 29 giugno 2013

Due docufilm su mondi occultati e mistificati




AL “LAGO FILM FEST”, 4-7 LUGLIO 2013, primo Festival di Cinema e Cultura indipendenti a Bracciano (RM)

FULVIO GRIMALDI presenta due docufilm.
ore 19.00:MESSICO, ANGELI E DEMONI NEL LABORATORIO DELL’IMPERO”. ore 21.00: TARGET IRAN”,

BRACCIANO, ARCHIVIO STORICO,

PIAZZA CASTELLO, SABATO 6 LUGLIO

mercoledì 26 giugno 2013

ELEZIONI IN IRAN. QUANDO IL POPOLO PARTECIPA.



Buona parte dell’ignoranza può essere sconfitta. Se non sappiamo, è perché non vogliamo sapere.(Aldous Huxley)

Ogni volta che vi trovate dalla parte della maggioranza, è tempo di fermarsi e riflettere (Mark Twain)

Quando troppa gente è d’accordo con me, senti che mi sto sbagliando (Oscar Wilde)

Lo scopo della vita non è di stare dalla parte della maggioranza, ma di evitare di trovarsi tra le fila degli insani (Marc’Aurelio)

C’è qualcosa di divertente nell’attuale momento della guerra planetaria tra l’imperialismo economico o bellico e i popoli che vi resistono o gli si rivoltano contro.

In occasione delle elezioni presidenziali in Iran, tamburini, pifferai e trombettieri dei diritti umani e della democrazia, pionieri della conquista imperiale sul modello dei missionari cristiani di ieri (e pure di oggi), sciacquettando tra i denti saliva di anticipazione, si aspettavano un replay della cosiddetta “rivoluzione verde” del 2009. “Rivoluzione” filoccidentale che tanto entusiasmo suscitò dall’estrema destra all’estrema sinistrata, quando da fighetti e riccastri di Tehran, con il supporto delle solite agenzie Usa, fu scatenata contro la vittoria (con 11 milioni di vantaggio!) di Ahmadinejad. “L’onda verde”, pur supportata dalla truffa di una Neda Soltan, “militante verde uccisa da un cecchino dei basiji”, che si è scoperto dai fotogrammi essersi buttata da sola del sangue in faccia e poi rispuntata a nuova vita in Germania, si spense rapidamente quando i 40mila osservatori del voto, tratti da tutti i partiti, non riuscirono a produrre una sola prova di brogli. Il remake non c’è stato, non s’è mossa foglia di contestazione, anzi, gli iraniani, lontani da qualsiasi nostro disgusto per la politica, col 73%, hanno votato più che in tutte le elezioni precedenti e più di qualsiasi paese della del Sud del mondo e di moltissimi del Nord. Pur vincendo per appena 261.251 voti, praticamente con il 50% + 1, Hassan Rohani, definito un “moderato”, non è stato contestato da nessuno. Analoga partecipazione hanno visto le simultanee elezioni amministrative, nelle quali 800mila candidati si sono battuti per 200mila seggi e che hanno visto prevalere i candidati vicini a Ahmadinejad.

domenica 16 giugno 2013

HITLER SI SENTIREBBE UN PRINCIPIANTE



Non sono dispiaciuto perché mi hai mentito. Sono dispiaciuto che, d’ora in poi, non potrrò più crederti. (Friedrich Nietzsche)
La storia è un insieme di menzogne sulle quali ci si è messi d’accordo. (Napoleone Bonaparte)
C’è nel governo degli Stati Uniti un enorme apparato che, in totale segretezza, ha costruito una struttura gigantesca che ha un solo scopo: distruggere ogni privatezza e ogni anonimato, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. (Glenn Greenwald, The Guardian, rivelatore del sistema “Prism”)
Strani tempi, questi in cui viviamo, ove ad anziani e giovani si insegna in scuole della falsità. E dove l’uomo che osa dire la verità viene chiamato contemporaneamente un folle e un cretino. (Platone)
Nella nostra condizione di schiavi coloniali, non riusciamo a vedere che la “Civiltà Occidentale” nasconde dietro alla sua brillante facciata una muta di iene e sciacalli. Questo è l’unico nome che deve essere dato a coloro che vanno in giro a svolgere “compiti umanitari”. Sono animali carnivori che si nutrono di viventi disarmati. Questo è ciò che l’imperialismo fa all’uomo. Questo è ciò che caratterizzata l’”uomo bianco” imperiale. (Ernesto Che Guevara)

Ragazzi, questa è lunga. Diciamo edizione domenicale. Quella che si finisce con il leggere un po’ per la volta durante la settimana. Non va bene per chi ama twitter.

Sulle manifestazioni del 15 giugno 2013.
Solo un’osservazione, anche in risposta ad alcuni commenti sul blog. La kernesse dell’internazionale nera a Roma, tipicamente a Ponte Milvio, centro di adunate dei fasci, che ha attirato siriani tanto ingenui quanto in contraddizione con il loro governo da sempre antifascista e anticolonialista. Quella romana dei filo-ratti anti-Assad e, dunque, antisiriani, dei trombettieri di AL Qaida-Nato, abusivamente nel quartiere rosso di San Lorenzo, corifei dei traditori palestinesi filo-Qatar. E quella, del sabato precedente a Milano davanti al consolato USA dei sostenitori del popolo siriano e della sua resistenza, indebolita dai nonviolenti e dall’assenza di immagini di Assad. L’ultima è sicuramente la più apprezzabile. Ai suoi promotori, auguriamo, con il concorso di più gente e un maggiore coraggio antimperialista, la migliore diffusione ed espansione.

La più fetente è senza dubbio quella di San Lorenzo, perché condotta da falsi sinistri, falsi democratici, falsi antimperialisti, falsi rivoluzionari, falsi filo palestinesi, che colpiscono l’eroico popolo siriano alle spalle facendo passare, sotto mentite spoglie, esclusivamente il messaggio dei cannibali imperialisti. Non per nulla hanno il conforto del padrinaggio di tentacoli Cia come Amnesty International e Reporters Sans Frontieres. Sulla prima, dei profittatori dell’ignavia delle sinistre per guadagnarsi una visibilità e uno spazio politico che la storia e la coscienza di massa antifascista gli ha negato, visto che il fascismo vero lo rappresentano Obama, l’UE e le Larghe Intese nostrane, c’è solo da sottolineare la soddisfazione di questi ultimi per aver avallato la loro propaganda su Assad dittatore fascista, sostenuto dai fascisti. 


Bilderberg alla lotta di classe

lunedì 10 giugno 2013

"SENZA ASSAD E SENZA VIOLENZA"?

“SENZA ASSAD E SENZA VIOLENZA”?

COMUNICATO URGENTE:
 IL 15 GIUGNO A ROMA SI RADUNANO, PROCLAMANDO CHE SONO PER LA SIRIA E PER IL PRESIDENTE ASSAD, I PEGGIORI RIGURGITI FASCISTI E NEONAZISTI EUROPEI. SI TRATTA DEGLI EREDI E PROSEGUITORI DEL PIU’ FEROCE ASSALTO AI POPOLI COMPIUTO NEL NOVECENTO, DEI SEGUACI DI UN’IDEOLOGIA RAZZISTA E TOTALITARIA, DI POTENZA E SOPRAFFAZIONE,  CHE E’ L’ESATTO CONTRARIO DI QUANTO LA SIRIA PANARABA, ANTICOLONIALISTA, ANTIMPERIALISTA E SOCIALISTA HA COSTRUITO CON LA SUA RIVOLUZIONE. FACCIAMO APPELLO AI SIRIANI DI BUONAFEDE, AI LORO RAPPRESENTANTI DIPLOMATICI, A TUTTI I CITTADINI AMANTI DELLA LIBERTA’,  PERCHE’ SI DISSOCINO DA QUESTA IGNOBILE KERMESSE CHE NON FA CHE RAFFORZARE GLI ARGOMENTI STRUMENTALI E FALSI CON I QUALI L’IMPERIALISMO E I SUOI CORIFEI GIUSTIFICANO IL MASSACRO DELLA SIRIA.

Contemporaneamente si riuniscono a Roma, infangando il quartiere rosso di San Lorenzo, gli esqualidos della sinistra sinistrata, gli infiltrati dell'imperialismo-sionismo, per presentare l'altra faccia dei nemici della Siria e della sua libertà, quella dei buffoni di corte degli aguzzini della Nato e dei dittatori del Golfo. Ne parla, in fondo a questo articolo, la rivista "La Scintilla"-

La durezza di alcuni è preferibile alla delicatezza di altri. (Kahlil Gibran)

Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all’irata protesta del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra e nella miseria. (Ernesto Che Guevara)

Una puntura di zanzara prude meno, quando sei riuscito a schiacciare la zanzara. (Ugo Ojetti)

Preferisco avere sangue nelle mie mani piuttosto che acqua come Ponzio Pilato. (Graham Greene)

Ogni violazione della verità non è soltanto una specie di suicidio del bugiardo, ma è una pugnalata alla salute della società umana. (Ralph Waldo Emerson)

Integrità è dire la verità a me stesso. Onestà è dire la verità agli altri. (Spencer Johnson).


Non è causa futile, né frutto di fissazione monomaniacale, se torno sul tema della nonviolenza opposta al diritto di difesa-offesa armata, o comunque fisica, degli aggrediti, l’unica decretata esecrabile e da soffocare come crimine. Dagli aggressori. E’ un tema che segna il confronto di ogni epoca tra libertà e oppressione, tra legge dell’uomo e legge del cannibale. Strumento dell’assassino, è spesso anche la foglia di fico del codardo. Il suo dilagare negli ultimi decenni è alla base delle difficoltà e, ahinoi, di molte sconfitte subite dai giusti. Ricordo le giornate che ho vissuto, dopo il colpo di Stato Usa-Narcos, in Honduras. Un movimento nascente, irriducibile, di resistenza protrattosi per mesi fu falciato, più che dalla repressione, dall’intimazione alla nonviolenza fatta da dirigenti sindacalisti alle masse in rivolta che stavano paralizzando il paese. Niente barricate, niente servizi d’ordine, niente organizzazione per la salvaguardia e la risposta delle manifestazione. Piuttosto, facciamo un bel partito, inseriamoci nella logica dell’esistente in cui tutte le leve del dominio e del consenso sono in mano all’avversario, puntiamo alle elezioni. E gli studenti che fisicamente difendevano scuole e università, i proletari dei quartieri che li avevano eretti a fortilizi di contropotere, indigeni e campesinos che si erano riappropriati, morendo a decine sotto l’assalto di militari e sicari, delle terre sottratte da speculatori e desertificatori multinazionali, rimasero soli.
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Ecco un commento al mio post precedente. Poi continuo.

mercoledì 5 giugno 2013

I BUONI E I CATTIVI. E I BUONISSMI. E LA COMBRICCOLA RODOTA'-TALMUT

Muore un albero. Si sveglia una nazione. (Nazim Hikmet, poeta turco)
L’uomo miri a uno scopo, e coll’aspettativa, coi disegni, colle speranze dell’avvenire, rilevi il pregio dell’esistenza, la quale sempre che manca di prospettiva d’un futuro migliore, sempre ch’è ristretta al solo presente, non può non parer cosa vilissima e di niun momento, perché nel presente, cioè in quello che è sottoposto agli occhi, non hanno luogo le illusioni, fuor delle quali non esiste l’importanza della vita. Or la vita degli italiani è appunto tale, senza prospettiva di miglior sorte futura, senza occupazione, senza scopo, e ristretta al solo presente. (Giacomo Leopardi, “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani”)

I BUONISSIMI.





Ora brucia la Turchia e la Siria gioisce. Questa è primavera vera.

Per prima cosa gaudio e giubilo e fanfare e cimbali per l’insurrezione in Turchia contro la dittatura del neo-ottomano despota islamista ultrà, affamatore del popolo e guerrafondaio per mandato dell’imperatore. Contrassegna la rivolta di massa, fatta passare dai media come istanza puramente e innocuamente ecologista (la sostituzione di 600 alberi con un centro commerciale), pure validissima, l’incendio dell’edificio che alloggia i ratti mercenari da spedire in Siria e che invece mette in discussione un regime sanguinario e aggressore all’interno e all’esterno. Per ribadire il punto gli insorti hanno attaccato e dato alle fiamme le sedi del partito di Erdogan in tutto il paese. E lì, come in Cile, in Spagna, in Grecia, in Portogallo, i giovani, gli studenti stanno trascinando tutto un popolo subalterno, schiacciato, coinvolto in avventure militari che gli ripugnano. E, dopo 5 giorni di lotta da un capo all’altro del paese, ecco gli statali, colonna vertebrale di questo Stato centralizzato, scendere in sciopero per 48 ore. Magari ce n’est que le debut per l’intero Medioriente.

martedì 28 maggio 2013

Armi di distrazione di massa - Bignamino iraniano - Tutti a Milano per la Siria



Sempre fuori dal vaso
Sul capitolo nel blog “Fuori dal vaso”, relativo a iniziative non violente in Siria, ho avuto vari commenti pro e contro. Molto si è risentita l’ecopacifista Marinella Correggia, al di là dei distinguo da me fatti tra meriti della sua controinformazione e avventatezza delle sue posizioni a favore di non violenti in Siria, mettendomi addirittura a fianco di chi la “azzanna dal Qatar” (la sovrapposizione di vittimismo e pacifismo è organica nei non violenti). Come dire che chi attacca  Obama perché azzanna la Siria fa lo stesso lavoro di chi lo critica perché ancora non la bombarda.  E’ stato di vantaggio alla Palestina o a Israele aver sostituito l’impegno “Intifada fino alla vittoria” con le marcette “ contro tutte le violenze” di Luisa Morgantini e affini?  Di questa discussione riproduco qui uno scambio rappresentativo.

Mauro Murta ha detto...
Sono andato a vedere quell’articolo sul sito del manifesto (da anni non lo compro più) e non mi pare che la Maguire la faccia più di tanto fuori dal vaso: sta pur sempre condannando l’invio di armi ai “ribelli” e i bombardamenti israeliani. E anche gli articoli della Correggia mi sembrano imprimere un temporaneo salto di qualità al giornale.

giovedì 23 maggio 2013

TERRORISTI IN IRAN, ZECCHE IN ITALIA

TERRORISTI IN IRAN, ZECCHE IN ITALIA


In tutte le questioni è cosa salutare appendere ogni tanto un punto interrogativo sulle cose che da tempo hai dato per scontate. (Bertrand Russell, filoso, antiguerra)
Lo stato di necessità e la scusa per ogni violazione della libertà umana. E’ l’argomento dei tiranni, è il credo degli schiavi. (William Pitt)
E’ uomo libero colui che la verità rende libero. Tutti gli altri sono schiavi. (William Cowper)

La sinistra e l’Iran
Impervia a qualsiasi catastrofe sociale ed elettorale, la sedicente sinistra, radicale o moderata che si dica, non c’è grande differenza, insiste ad accanirsi su se stessa secondo la lezione del migliore Taffazzi. Rincorre trafelata la lepre di pezza senza raggiungerla mai, dato che chi manovra la preda controlla anche il meccanismo che la fa correre. Al netto dei sommessi schiamazzi che produce sui delitti politici commessi dal Partito Unico al potere sul piano interno (dimezzamento pena per concorso esterno in associazione mafiosa, fiancheggiamento di compari essenziale per il rigoglio della mafia e dei politici; ribadita eleggibilità del delinquente patentato e plurirecidivo; annientamento dell’opposizione per via legislativa, come da disegno di legge della virago siciliana), c’è la politica estera su cui gli estremi presunti opposti si fondono in giuliva unità d’intenti coloniali. Non è una novità. Poco ha bisbigliato la sinistra, allora clandestina, quando la triplice genocida Mussolini-Graziani-Badoglio faceva carne di porco dei popoli africani. Del tutto conniventi e compiaciuti sono stati i comunisti francesi quando i maestri torturatori della Legione, i pieds noires , l’OAS e la DGSE (allora SDECE) sguazzavano nel calidarium di sangue in Algeria. Quanto alla colonizzazione neoliberista dell’America Latina, fa ancora arrossire il sostegno dato, “per evitare il peggio” alla stregua di un qualsiasi Bergoglio, alle varie dittature stragiste dai PC locali. Il comunismo è altra cosa.

mercoledì 15 maggio 2013

Che governo, dio Bonino! E che Siria! (e ancora Barnard)



Le azioni sono giudicate buone o cattive, non per i loro meriti, ma secondo chi le compie. Non c’è atrocità – tortura, incarcerazione, assassinio, strage di civili - che non cambi il proprio colore morale quando sia commessa dalla ’nostra’ parte. Lo sciovinista  non solo non disapprova infamie commesse dalla sua parte, ha anche una straordinaria capacità di neppure percepirle. (George Orwell)

Non mi sento obbligato a credere che  lo stesso dio che ci ha dotato di buonsenso, ragione e intelletto voglia che noi vi rinunciamo. (Galileo Galilei)

Ogni verità passa per tre fasi. Dapprima viene ridicolizzata, poi vi ci si oppone con violenza, infine la si accetta come evidente. (Arthur Schopenhauer)

Ricorrenze
La feccia criminale che, a partire dagli anni ’80 e dalla sconfitta dell’ultimo grande movimento di vita mondiale (rinato poi solo in America Latina e nelle resistenze dei popoli aggrediti), buttata la maschera dei travestimenti antifascisti e democratici, ha impestato l’Occidente e azzannato il resto del mondo, ha celebrato in pompa magna la dipartita di due suoi capitani di ventura, purtroppo giustiziati solo dal tempo: Margaret Thatcher e Giulio Andreotti. Di entrambi questi pendagli da forca e analfabeti culturali l’attuale Letta-Lecca si dichiara discepolo venerante. Entrambi stragisti sociali e biologici, terroristi della primora, perciò collocati appropriatamente nel panteon della civiltà più sanguinaria  e cialtrona di tutti i tempi e paralleli. Un ministro degli interni, con nessuna qualità che non il vezzo di Venere e la propensione del sicario, ulula che sparatori di mortaretti “volevano uccidere”. E, tosto, i giudici della Cancellieri gli danno dentro con tale imputazione. Abbiamo davanti cinque anni di inciucio mafioterroristico da sorci verdi. A meno che non ci rendiamo conto che siamo più di loro.

martedì 30 aprile 2013

DA BOSTON A ROMA (e poi il Barnard disvelato)


ROMA COME BOSTON? 
IL BARNARD DISVELATO

Nella nomina a presidente del consiglio di un membro del Bilderberg il 25 aprile è morto;….nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto… nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto… nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una repubblica presidenziale il 25 aprile è morto… nei disoccupati, nelle fabbriche che chiudono, nei tagli alla scuola e alla sanità il 25 aprile è morto… nei piduisti che infestano il parlamento e la nazione il 25 aprile è morto… nelle ingerenze straniere il 25 aprile è morto, nella perdita della nostra sovranità il 25 aprile è morto…nella trattativa Stato-mafia il 25 aprile è morto…nel milione e mezzo di giovani emigrati per mancanza di lavoro il 25 aprile è morto…nel tradimento dei nostri partigiani il 25 aprile è morto …(Beppe Grillo, che, secondo il manifesto, ha insultato la Resistenza)


Da Boston a Piazza Colonna
Non sembra al momento possibile scegliere la carta giusta tra un attentatore disperato e demente  che a Piazza Colonna ferisce carabinieri a due passi, volendo uccidere politici dietro mura spesse due metri, e un attentatore disperato e demente che qualcuno ha manovrato perché anche in Italia, sul modello della Grande Madre, si verificasse l’effetto Boston. Effetto Boston che poi è l’effetto di tutte le operazioni analoghe, da Piazza Fontana alle Torri Gemelle, che siano condotte da detriti umani robotizzati, da lucidi dinamitardi di regime opportunamente mimetizzati, o da supertecnologici apparecchi comandati a distanza.

venerdì 26 aprile 2013

L'11 SETTEMBRE DI BARACK OBAMA (e il terrorismo in Iran, in Siria, in Saviano e nel manifesto)



Possiamo facilmente perdonare un bambino che ha paura del buio. La vera tragedia nella vita sono gli esseri umani che hanno paura della luce. (Platone)

C’è un qualche senso nel dibattito pubblico in una società dove a pochissimi è stato insegnato come pensare, mentre a milioni è stato insegnato cosa pensare? (Peter Htichens)

Le forme peggiori di tirannia , e certamente quelle di maggiore successo, non sono quelle contro le quali ci battiamo, ma quelle che si insinuano nell’immaginario della nostra coscienza e nel tessuto delle nostre vite, in modo da non essere neppure percepite come tirannia. (Michael Parenti)

E’ talmente nauseabonda la carcassa della politica italiana, nella quale l’unico lembo vivo, non ancora affetto da cancredine, che emerge sopra le larve e sopra l’agitarsi parallelo dei dietrologi da strapazzo, è la pattuglia del M5S (che, appunto non proviene dalla politica politicante, ma dalla “comicità” e dai territori delle lotte), che stamane preferisco occuparmi di Boston, alias l’11 settembre di Barack Obama.
Partigiani e carogne

Ma un accenno al volo alle oscenità nazionali lo voglio fare. Ieri, nel “Servizio Pubblico” di un Santoro che precipita sempre più nella servizievole sterilità di un cerchiobottismo funzionale al regime, in cui si riscattano solo l’impareggiabile giustiziere Travaglio e, occasionalmente, un fuoricoro come Landini, ha svolto il suo compitino il solito Saviano. Chiamato, nientemeno, a celebrare il 25 aprile. Compitino che ha svolto per la piena soddisfazione dei mandanti Mossad-Cia. I partigiani, vincitori del 25 aprile, quelli di cui Grillo ha correttamente denunciato il tradimento da parte di tutti i corifei della giornata, venivano da quella testa di morto ricondotti nella biasimevole condizione di “violenti”. L’alternativa giusta e buona usciva dall’esaltazione di chi al carnefice del Cile, Pinochet, aveva opposto ben altro strumento di resistenza e riscatto: un gruppetto di inoffensivi squinternati che contro le stragi di un divertito dittatore installato dagli USA (mai menzionati!), proponevano “l’allegria”. Allegria come precursore dell’ ”altro mondo possibile”, poi offerto agli sghignazzi dei necrofori capital-imperialisti in marcia sul mondo dagli utili idioti e amici del giaguaro di Porto Alegre e dei Forum Sociali Mondiali. A questo PR dagli occhi di cobra della criminalità politica organizzata hanno immediatamente risposto, con una battaglia durata 24 ore, gli allegrotti di Madrid, in assedio, con corpi e strumenti, ai covi degli equipollenti di Spagna dei nostrani PD e PDmenoelle.