lunedì 14 dicembre 2020

Da Arditi del Popolo a conigli in tana ----- SINISTREIDE ----- Su Byoblu, io con Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista, sul testacoda della “Sinistra”

 

Da: brandienzo@

Inviato: sabato 28 novembre 2020 13:49
A:
Fulvio Grimaldi

Fulvio, curati, l'arteriosclerosi ti sta divorando” (Enzo Brandi, scienziato "de sinistra")

 La cosa più moderata che si dovrebbe fare contro lo stato di cose presente, come fabbricato dalla Cupola delle guerre e delle pandemie, è la rivoluzione. Perché ne appaiono segni in altri paesi europei e perfino negli USA e da noi non si sentono che radi bisbigli? Perché è la destra che fa un po’ di rumore, mentre la sinistra di sistema è collaborazionista, è quella sedicente radicale galleggia placida nel gregge? E’ una lunga storia. Su Byoblu, con Marco Rizzo e me, ognuno con le sue valutazioni, abbiamo esplorato una risposta.

https://youtu.be/Zv_Rv_EAJhs   da Byoblu

Aggiungi un posto a tavola: svaniscono i 5Stelle, ma c’è D’Alema!



Ragazzi, non fatevi deprimere dai titoli. L’antidoto alla nostra disperata delusione c’è. Anzi, è miracolosamente spuntato proprio mentre stavo scrivendo questo pezzo di accompagnamento alla conversazione sul tema, trasmessa da Byoblu. Al punto dove eravamo arrivati, non ce lo saremmo mai più aspettati. E da chi è stata aperta questa nuova porta sul sol dell’avvenir? Ma non poteva essere quello che da sempre ha tutte le chiavi del futuro, il leader maximo! E D’Alema l’ha detto e l’ha fatto: “Serve un nuovo partito di sinistra”. Nel brodo di giuggiole in cui sono annegati “il manifesto” e Biden, fiorivano ninfee e vagavano cigni (mentre rospi e allegatori restavano sul fondo). 

Fingendosi né di destra, né di sinistra, il M5S aveva rastrellato tutti interi i voti dio chi si sente “contro”, cioè di vera sinistra. Oggi, per una poltrona con mascherina sarebbero disposti e vendersi anche Beppe Grillo. Era rimasto Dibattista, senza poltrone, ma con una mascherina cerebrale a triplo strato quando ha celebrato Conte per quanto bene avesse gestito la pandemia. Incenerito anche lui.

E Massimino l’ha annunciato coi piedi per terra e a ragion veduta: la squadra c’è e non è roba da poco. Svetta Giuliano Amato, padre nobile con grembiulino, brilla Zingaretti (no, non quello, il fratello minus), Franceschini per la cultura post-virus, Speranza cavaliere del Sacro Virus, Goffredo Bettini, ”Il Grosso”, da cui germinano premier, e come garanzia di un intellettualità de sinistra, Urbinati e Dominianni. Gli amici? Ovvio: i ceti più deboli, noblesse oblige, ma, per essere pragmatici, anche quelli meno deboli. I nemici? Che domanda, i sovranisti.  Il programma? Roba forte: ”la riforma del capitalismo nel segno del green e dell’innovazione tecnologica”. Futuribili e originali da far tremare Duchamp. Comunque, a dirla tutta, è in arrivo l’ambrosia, il latte e la manna: 209 miliardi UE. Vuoi che non valga un altro partito “de sinistra”? Aggiungi un posto a tavola…..(https://www.youtube.com/watch?v=JCO2RDAQ_JY )

Ah, come si sta bene nella maggioranza! Terrorizzati, ma apprezzati!



Uno dei fenomeni più edificanti nei malatempora che currunt è il passaggio degli antagonisti storici del Sistema al campo opposto, quello del Sistema.  Conservando, tuttavia, una formidabile disponibilità alla critica del Sistema, tipo rilevare qualche spiegazzatura nella tovaglia di fiandra alla cena dei signori. Certo, c‘é stata qualche misura tardiva, un po’ di impreparazione, nell’affrontare il mostro-virus, ma quel mostro c’è e come, e se ci bastonano da mane a sera con vessazioni demenziali tutti hanno le loro ottime ragioni! Chi lo nega, o ne denuncia l’uso strumentale. è un fottuto negazionista, complottista e terrapiattista, quando non fascista. E bene fa la Lamorgese, ministra di polizia, a proteggerci con quei 70.000 (settantamila!) poliziotti messi in campo per catturare e giustiziare colui le cui intemperanze natalizie minacciano la salute della nazione intera.

La nemesi linguistica

Che sollievo la nemesi! Da ingiuriati e vilipesi, prima del Covid, a forza di “sovranisti, populisti, rossobruni, novax, fascisti”, passati a ingiurianti e vilipesanti, grazie al Covid, di “negazionisti, complottisti e, di nuovo, novax, fascisti” Ovviamente, tappandosi preudentemente le orecchie, non odono il pianto e lo stridor di denti che dalle capitali europee, Berlino, Londra e Parigi soprattutto, disturbano la quiete del vivere in Covid. Sono solo masse traviate da stregoni novax che fanno le vittime buttandosi sotto i getti d’acqua gelata, i candelotti, le mazze e gli scarponi dei difensori della nostra integrità sanitaria, provando a gettare fango su governanti premurosi, alla ricerca di poteri assoluti solo e unicamente perchè preoccupati della nostra sopravvivenza. Fuggono nelle loro tane, questi catacumeni di recente conversione, e ne escono solo per acchiappare il primo tampone che passa, cedere un po’ di dati genetici a chi li usa per il meglio e poi, da cittadini recuperati a la SCIENZA unica e vera, attendere l’ostia sotto forma di vaccino genemutante. E, dunque, la salvezza ora e nel giorno del Grande Reset.

Sinistre, Covid, una storia che parte da lontano

Quella del link è una conversazione tra gli stessi conduttori di Byoblu, Marco Rizzo, segretario di uno dei Partiti Comunisti e il sottoscritto, sui destini e caratteri attuali della sedicente “sinistra”, diventata staffiere della cavalleria di destra, nel momento in cui è lanciata all’attacco.

Le cose che ci siamo detti, da sponde in parte divergenti, su una sinistra che, dal 1943, non ha nemmeno il bisogno del masso di Sisifo (intendendo per Sisifo le masse ed essendo le sinistrocrati il masso) per tornare, sistematicamente, a precipitare verso il basso, o l’opposto. Nel ruolo neanche di protagonista, ma di riserva in panchina, cui concedere un attimo di soddisfazione, quando il gioco è ormai fatto. E’ il momento di gloria dei conigli.


Il grano dal loglio

Dicesi che i voti non si contano, ma si pesano. Io credo, pensando ai nostri grandi degli ultimi mille anni e alle elevazioni-sollevazioni di popolo che hanno saputo innescare, che anche i coraggiosi e del nostro popolo si pesano e non si contano. Perché a contare quelli con le mascherine, che ti fulminano se ti vedono senza, quelli che ti spiano e denunciano se qualcuno ti entra in casa, quelli che prenderebbero il vaccino, anche se poi si trasformeranno in scarafaggi come Gregor Samsa (Kafka), sei sopraffatto dai numeri che tutti dimenticheranno. Numeri leggeri, di vittime. Senza strumenti di difesa e offesa. Poveri Don Abbondio, che il coraggio non se lo sanno dare perché un qualsiasi don Rodrigo, o un don Giuseppi, poi te la fa pagare.



Ma se vai a contare coloro che gli strumenti li avevano e che avrebbero potuto e dovuto darli agli sprovvisti, è un altro discorso, un altro peso. Facevo parte di un gruppo di persone dalla lunga esperienza di contrasto al capitalismo, all’imperialismo, alla globalizzazione e alle guerre, sociali, culturali e militari, a tutte le nefandezze e ai trucchi di un potere pervertito e disumano.

E’ scoppiata, è stata fatta scoppiare, la pandemia e sono scoppiati loro. Da combattenti al fronte, molti con me in Iraq, Palestina, Libia, Cuba, nelle manifestazioni, oggi conigli in tana. L’uso strumentale del virus, del normale virus di sempre, è stato contraddetto e smascherato da tanti. Persone competenti, illustri, credibili sulla carta almeno quanto i vindici del virus, che hanno fornito montagne di elementi a prova di una operazione dai fini orribili, neanche tanto occulti, sicuramente da fine del mondo nel senso della fine dell’umano in quanto tale. Gliene è venuto nemmeno il dubbio. Tale è la corazza mentale e morale che conformismo e paura gli hanno fornito.

Ma con chi cazzo state?



I 10 miliardari delle piattaforme. della Grande Distribuzione e di Big Pharma che, tra febbraio e maggio, hanno superato i 4 trilioni da virus, fanno impressione apparentemente solo a noi. Il "Follow the money" di Falcone è archeologia.

I divi di Hollywood che si spendono a supporto dei grandi manovratori non ci stupiscono. Quale lupanare, a cui attingere per scopi ignobili, sia quel mondo, è chiaro da sempre. Spaventose, di un tasso criminale che va oltre ogni limite, sono la manipolazione e la prostituzione forzata di bimbetti di sei anni che stamane al TG1 ho visto balbettare scemenze propagandistiche, inculcate come un vaccino, su distanziamenti, mascherine, vaccini. Un orrore. Che supera quello dell’uso pubblicitario di bambini per merendine, automobili, detersivi, case, stronzate, di cui abbiamo, se non l’esclusiva, l’osceno primato europeo.

Ma ciò che fanno, o non fanno, questi ex, che avevano mezzi, esperienza e coscienza per capire cosa quest’ennesima guerra all’umanità, ai dominati, fosse e volesse, è ancora più grave. E’ complicità consapevole. E’ per paura? Per la neotrovata comodità di stare nella maggioranza? La paura e la comodità, qui, oggi, non sono ammesse. Avviano se stessi e gli altri, inconsapevoli, all’annientamento, a un morbo che sta al Covid 19 come la bomba su Hiroshima sta a un’influenza. Sono dannati complici. Sono sinistri di estrema destra che l’Italia non si merita.

Aggiungo, per un bel po’ di conforto rispetto a questi squallori, strepitose notizie dal mondo. Non siamo soli.

Chi il coraggio ce l’ha



Il Bundestag approva una legge che smantella la Costituzione federale e riporta la Germania ai tempi dell’introduzione della dittatura nazionalsocialista nel 1933. Tutte le restrizioni alla libertà imposte con la scusa del Coronavirus nell’eccezionalità dell’emergenza, inclusa la censura e punizione a quelle che vengono considerate informazioni divergenti (già messe in atto, privatamente, da tutte le piattaforme USA), vengono istituzionalizzate e messe a disposizione permanente del regime. In decine di città tedesche decine di migliaia di persone, appoggiate da efficienti e determinate organizzazioni giuridiche, sociali, civili, mediche, continuano a opporsi in piazza e legalmente, come non si era visto nemmeno dalle sinistre al tempo dell’arrivo di Hitler.

Macron, che grazie al Covid e alle incredibili violenze dei suoi sbirri, pensava di aver avuto ragione di una vera e propria insurrezione di massa (Gilet Gialli e non solo), credeva di approfittarne per introdurre una legislazione repressiva senza precedenti in democrazia, Totale impunità per la smisurata brutalità della polizia, divieto e pesanti pene a chi, filmando o fotografando, osava “mettere a disagio psichico” quegli energumeni educati a uccisioni, accecamenti, mutilazioni. E impose al solito parlamento, oggi di puro cartone, misure di quelle tentate da Berlino per consolidare una dittatura tale in tutto, tranne che nel nome. I francesi, incuranti di mettere a repentaglio la propria incolumità, forse, la vita, hanno manifestato a centinaia di migliaia in tutte le città, sopraffacendo la repressione. Siamo al terzo sabato di seguito. Macron ha dovuto ritirare e promettere di riscrivere il provvedimento liberticida. Guardate.

 

C’est la France! Ce n’est que le debut!

https://youtu.be/EPRywgY0clo  Parigi 5/12/20

https://youtu.be/zS8oxQaR2yY   Parigi 5/12/20

https://www.rt.com/news/508106-france-protest-filming-police/?utm_source=Newsletter&utm_medium=Email&utm_campaign=Emai  FRANCIA

https://www.rt.com/uk/508105-london-lockdown-protest-covid19/?utm_source=Newsletter&utm_medium=Email&utm_campaign=Email  LONDRA

https://www.youtube.com/watch?v=qoCKr7C9YI4&feature=youtu.be  BERLINO

https://www.shorenewsnetwork.com/2020/11/19/watch-german-anti-lockdown-activist-dr-andreas-noack-arrested-during-livestream/   Il notissimo medico Andreas Noack, un difensore delle ragioni di chi critica la gestione del virus, subisce l’irruzione, i maltrattamenti e l’arresto della polizia mentre è impegnato in uno streaming. Roba da Gestapo.

 

https://www.lehestener-kolumne.de/hunderte-aerzte-stehen-auf/    La protesta di centinaia di medici tedeschi – e relative firme - contro le manovre e restrizioni del governo che sottraggono ai medici  il diritto-dovere di diagnosi e terapie.

 

Dal giornale tedesco “Demokratischer Wiederstand” (Resistenza Democratica), una delle voci più importanti in Germania contro l’Operazione Coronavirus, il calendario delle manifestazioni pubbliche del “Movimento per la Costituzione” dal 21 novembre al 31 dicembre. Il 12 dicembre è la quarta banca che chiude i conti a questo giornale bisettimanale.



 

 

 

 

 

venerdì 11 dicembre 2020

 Notiziole

Confortanti, desolanti, irritanti, interessanti.

 


  1. Sono arrivati a 18 gli Stati USA che si rivolgono alla Corte Suprema perché sospenda la proclamazione di Joe Biden presidente da parte dei Collegi Elettorali il 12 dicembre, in seguito alla loro denuncia, iniziata dal Texas, di violazioni di leggi (hanno unilateralmente cambiato le leggi che governano le procedure) e di brogli nelle procedure elettorali di quattro Stati decisivi: Pennsylvania, Georgia (dove esiste un video che dimostra i brogli), Michigan e Wisconsin. Contro questa denuncia si sono dichiarati 22 Stati con governi democratici, mentre l’Ohio non si è pronunciato. Gli Stati Uniti sono nettamente spaccati in due fronti duramente opposti. La Corte Suprema può respingere il ricorso, accettarlo con riserva e rinviare ogni decisione, o convalidarlo. Molti parlano, alla luce di quanto i Democratici hanno allestito in termini di violenza durante la campagna elettorale e, prima, con l’immane imbroglio del Russiagate, di forte possibilità di guerra civile. 

  2. Sono centinaia i medici, scienziati, virologi, epidemiologi, accademici, testimoni che, ignorati da tutti i media, salvo quelli social, spesso censurati o cancellati, denunciano la totale inaffidabilità scientifica del metodo diagnostico PCR con tampone. Un tampone che dà falsi positivi in almeno il 60% dei casi. Rilevano che nei vari paesi a regime farma-digitale si praticano test con tampone ai malati, agonizzanti e addirittura ai morti (cui peraltro il ministro nega l’unica prova, l’autopsia) a persone decedute per patologie varie, respiratorie, cardiache, diabetiche, oncologiche. Si rileva inevitabilmente una qualche traccia di virus, presente in ognuno di noi, vecchio o nuovo, e si dichiara la morte per Covid-19. E’ così che il Sistema, valendosi della complicità di medici dimentichi di Ippocrate, può dichiarare i nostri 900 morti di oggi

  3. In val di Susa non è finita. Certamente lo è per i 5Stelle, ormai, dopo il voto per la forca del MES, nemmeno più in mutande, ma non per coloro che contano, il popolo del ValdiSusa. Qui trovate un comunicato della combattente storica, Nicoletta Dosio, da poco uscita dal carcere in cui era stata rinchiusa per meriti di libertà e verità, che dovrebbe confortare i pretoriani di regime francesi, tedeschi, statunitensi, turchi, non più soli nelle brutalità repressiva consacrata dal Potere in tempi di Covid. Chi si illudeva che, dal medioevo delle teste spaccate, occhi accecati, arti fratturati, polmoni gassati, corpi e vesti inzuppati, donne atterrate e trascinate, candelotti e pallottole d’acciaio e gomma sparati in faccia, si fosse passati alla modernità della manipolazione-sottomissione mentale indotta e autoindotta, ha da ripensare. C’è da rilevate che nè in Bielorussia, né in Russia, Ungheria, Hong Kong, paesi diabolici, si è mai potuto, nonostante i tentativi dei noti provocatori, filmare scene del genere.

Fulvio


Messaggio inoltrato -----

Da: Nicoletta Dosio <nicoldosio@gmail.com>

A: Comitati NOTAV .EU <comitati@notav.eu>

Inviato: venerdì 11 dicembre 2020, 01:53:52 CET

Oggetto: [Comitati NoTav] da Nicoletta

 

Anche questa sera si torna a casa con la nausea ed i polmoni in fiamme. Non è il Covid: sono almeno un centinaio i lacrimogeni lanciati dal posto di blocco fatto di centinaia e centinaia di agenti in assetto antisommossa, schierati contro di noi giovani e anziani NO TAV.

Finisce così una giornata che ha avuto inizio nel cuore della notte, con l’occupazione militare e le ruspe che abbattono alberi e, per allargare il cantiere TAV devastano il sottobosco dei Mulini, là dove, protette da foglie ed erba secca, dormono le larve della Zerinthia, la farfalla meravigliosa e rarissima per la quale l’Università di Torino ha vantato un progetto di protezione.

Siamo un centinaio di persone, giovani ed anziani. Dopo una breve assemblea al presidio di Venaus, ci siamo messi in cammino verso il posto di blocco che impedisce l’accesso al Comune di Giaglione.

Lontano, molto lontano, al fondo della strada che serpeggia da frazione a frazione e si fa sentiero in mezzo ai boschi, resiste il presidio dei Mulini, un pugno di giovani sotto assedio.

Dopo il bivio

mercoledì 9 dicembre 2020

Lidia Mena….pace? MORTI STRACULT Per l’ex-senatrice il metodo Madonna



Per trovare, tra quelli che si definiscono “sinistra” (dato che agli altri interessa poco), una voce dissonante rispetto all’italianamente inevitabile marcia trionfale dell’Aida che accompagna il post mortem di Lidia Menapace, parlamentare ultimamente di Rifondazione Comunista e, da ragazzina, staffetta partigiana, bisogna sfrucugliare Facebook per trovarvi una rarissima nota critica. E’ dell’amico Stefano Zecchinelli e la trovate in fondo. Premetto ai distinguo che seguono un sincero dispiacere per coloro che della scomparsa di Lidia Menapace risentono con dolore e rimpianto.

Quando basta morire per diventare santi

Quella del “santo subito” è una degenerazione del carattere nazionale. Probabilmente di origine, o accentuazione, cristiana quando, nei primi secoli delle presunte persecuzioni, e come adesso, nel tempo del presunto secolarismo, si trattava di elevare a modello di virtù, grandezza, sapienza, tutti i propri morti, fossero martiri o eminenze. Lo scopo essendo evidentemente propagandistico. tanto che, dopo Costantino e Teodosio, nulla del genere onorò la scomparsa di martiri, o personalità del residuo mondo pagano. Il “santo subito”, inoltre, serviva anche a porre uno scudo davanti a personaggi o fatti, nel caso che qualche storico volesse approfondire….In quei casi santo equivale a tabù.

Immacolata Concezione e Immacolata Contraddizione

Inconsapevole dell’evento, mi sono trovato davanti alla porta sbarrata del lattaio, del panettiere, del tabaccaio per la ricarica, di tutti gli altri negozi, perché qualcuno, burlandosi di noi, aveva proclamato la “festa dell’immacolata concezione”. Celebrazione in onore di una bambina palestinese (12 o 13 anni, secondo la leggenda) ingravidata da uno spirito santo con il seme, si sospetta, di Dio Padre, dato che il nascituro si sarebbe proclamato “figlio di dio”. Il dogma risale all’8 dicembre 1854, quando Pio IX, fatti eseguire in Roma dal suo cardinale Antonelli le stragi della vendetta per i crimini apostatici della Repubblica Romana, pensò di concedere al popolo, così castigato, il sollievo e l’esempio di questa virginale e benevola figura, unica, nell’universo intero, a non essere marchiata dal peccato originale. E se fu Pio IX, simbolo della restaurazione dopo i grandi risvegli nel cuore del secolo, a proclamare, a consolazione dei da lui afflitti, il dogma dell’Immacolata Concezione, ecco che il nostro di secolo testimonia tutte le sue folgoranti passioni per gli ossimori proclamando dal “manifesto”, la di Lidia Immacolata Contraddizione: pacifista di guerra.


Grazie a una millenaria campagna di promozione della Chiesa, a partire dal  decimo secolo, tempo di grandi innovazioni (ricordate la lotta per le “Investiture” e il Trattato di Worms che davano ai vescovi ogni potere sui beni, anche materiali, del mondo?) la puerpera bambina di Nazaret divenne un’icona universale, Tante ne fece nei secoli, di opere pie, e quando al marito, o co-genitore, e al suocero onnipotenti sfuggiva  di mandare o tollerare qualche malanno al formicolio laggiù, sul granello Terra, ecco che Maria provvedeva alla consolazione e, spesso, alla salvazione. Ne sono testimoni le tonnellate di ex-voto che ornano muri e pareti luoghi sacri e profani.

Così la ragazzetta, onerata di tanto incarico e di tanto prestigio, divenne la “donna” per eccellenza. Anzi, la “madonna”, cioè “mia donna”, versatile al punto che ognuno se ne poteva appropriare. Irriguardosi per natura, ma affettuosi, noi fiorentini la volemmo tanto vicina a noi, da ritrovarcela nelle vesti, un po’ birichine, della “Madonna fiorentina” che semina forcine per i prati delle Cascine (https://www.youtube.com/watch?v=PzmyI9kf-WY  Sentite che voce!).

Il sacro e il profano del femminismo


Chi, nell’occasione della festa, è arrivato all’iperbole di individuare in Maria Vergine, nientemeno che la primadonna e il modello supremo del femminismo, è un giornalista bravo, peraltro equilibrato, colto e addirittura fuori dagli schemi dei pensieri unici, Francesco Borgonovo (quotidiano “La Verità”). Uno che ha il merito, ogni tanto, di far andare fuori dai gangheri, fino a cappottare, persino l’ambasciatrice di femminismo in Bilderberg, Lilli Gruber. Accade nei momenti apicali ed epocali in cui la femminista da establishment per eccellenza, l’equivalente rifatto di Fabio Fazio, scende a dar voce a chi del Bilderberg non è neppure compagno di merende. Non so se Borgonovo, facendo della Madonna l’espressione suprema del femminismo, avesse in mente anche le militanti del movimento che, secondo Gruber, avevano contribuito ad aprire alle donne le posizioni più elevate, tipo Killary Clinton, Madeleine Albright, Condoleezza Rice, Golda Meir e se permettete l’accostamento, Laura Boldrini, o i rincalzi Greta Thunberg e Carola Rackete. Di certo non ha pensato di accostarle Lidia Menapace, se le differenze politico-ideologiche contano ancora.

Da Menapace a menaguerra

Eppure avrebbe potuto, se fosse passato sopra l’aspetto “chiacchiere e distintivo” che spesso distingue un’ideologia dall’altra. Se la sarebbe trovata tanto lontana, quando, da pacifista integerrima, vessillo svettante sui più radicali dei pacifismi, sostituì al Senato il rifondarolo trotzkista Marco Ferrando, cacciato per aver esecrato la guerra all’Iraq, condotta anche dai nostri militari di Nassiriya?  Disponibilità a rimpiazzare il manigoldo pacifista, quella di Lidia, evidentemente improntata all’etica, alla modestia e al rifiuto della visibilità. Anche se un po’ di pacifisti, non da distintivo, si trovarono parecchio spiazzati dal testacoda della loro icona.


Vicina alla destra dovette trovarsi Menapace anche quando quella destra affiancava questa “sinistra” nella corsa a chi fosse più russofobo e sinofobo e anche più anti-dittatore e proclamava la contrapposizione tra i “due imperialismi”. Si trattava dell’acuta combinazione di un imperialismo che le guerre non le faceva e che a Lidia avrebbe dovuto piacere, e dell’altro, che ne faceva a strafottere e che avrebbe dovuto trovare la pacifista sul lato opposto. Quello dell’aggredito. Ugualmente, se alla pacifista le bombe e i cannoni non piacevano, ancor meno le piacevano i talibani e così si finiva nel solito cul de sac.dei pacifisti sotto Nato. E chiaro che stando le cose nei termini di questa assoluta ambiguità e incoerenza, tutto il cucuzzaro atlanticista, del pacifismo, dei diritti umani impegnato nel transfert dei propri crimini sull’URSS, prima, e poi sulla Russia si è trovato rasserenato assai.

Quando con Lidia parlammo di Siria e di donne


Mi sono ritrovato insieme a Lidia Menapace su un palco in Romagna. Dopo aver presentato il mio documentario “Armageddon sulla via di Damasco”, in cui raccontavo cosa avevo visto in Siria, tra orde di importati scuoiatori, stupratori e torturatori con tanti dollari in tasca e combattenti siriani con in tasca poco più della foto del loro presidente e della fidanzata, capii che a Lidia non piacevo. Negli interventi a commento, volle rimediare allo sconcerto inflitto al pubblico dalle parole e dal sangue di un popolo aggredito, accusandomi di aver trascurato le pene delle donne siriane sotto la ferula del “dittatore”. Così ribadendo la sacra missione assegnata dall’Occidente civile ai pacifisti imperiali di riscattare donne, culture e civiltà dall’oscurità e dall’oppressione. Fosse anche a forza di bombe e terroristi che però, sotto quelle insegne, hanno il pregio di diventare pacifisti.

Frequentando la Siria fin dalla sua prima rivoluzione laica negli anni ’60, mi chiedevo a quali donne Lidia si riferisse. Quelle prese in matrimonio a ore dai jihadisti rastrellati dalla CIA e dai turchi e poi uccise?

 

 

Quelle finite con i loro figli sotto le macerie? Quelle nel fango, nella canicola, nelle privazioni dei lager di rifugiati, pronti al ricatto migratorio all’Europa? Quelle senza più marito, padre, figlio, grazie ai diritti umani perseguiti dal “manifesto”? Quelle cadute combattendo l’invasore?  Pene di donne che, come quelle irachene con Saddam, libiche con Gheddafi, afghane con il PC, prima degli interventi occidentali, stavano alle donne liberate di paesi nostri alleati, tipo Arabia Saudita o Emirati, come Cristina Belgioioso, nel Risorgimento, sta a Lidia Menapace in Senato.

“Il manifesto”? Meglio esserne dimenticate


Con grandissima riserva per quello che questa donna ha fatto a ventanni, le cose che non condivido si potranno registrare nelle pagine finali di un libro della vita, in cui le prime avranno sicuramente più luce e rilevanza delle ultime. Ma ciò che infastidisce assai è la rovinosa cornice di ipocrisia in cui viene incastrata tutta l’attività di questa persona. Un’ipocrisia che zoppica malamente, appoggiandosi alle stampelle di un pacifismo e di un femminismo malandati, che sono anche le grucce del ricatto perenne che ci viene fatto dal buonista politicamente corretto, ma nemico di classe, cultura, nazione.

Il “manifesto” è foglio tenuto in piedi da multinazionali della risma di ENI, ENEL, CDP, COOP, ogni sorta di Stato, parastato e sottostato, nonché dai soldi abusivamente sottrattici. E’ il mattinale che, con maggiore disciplina ed entusiasmo, si impegna su ogni ordine di servizio emanato da chi dovrebbe figurare nemico mortale di tutto ciò che alla Menapace si attribuisce come valori. Ci sono una dozzina di micro-partitini che si dicono comunisti. Ne avessimo visto uno a lamentare che un giornale così non può fregiarsi della testatina “quotidiano comunista”. Forse sono troppo impegnati a gridare “al virus, al virus”!

Regeni sì, Assange boh

I quattro paginoni che il “manifesto” dedica alla memoria di Lidia Menapace valgono per quello che vale questo giornale. Un mena-per- i-fondelli stampato che da anni s’impegna alla morte per Giulio Regeni, persona per il cui vero ruolo non ci sono i classici tre indizi, ma tanti quanti ne servono per un’accusa inconfutabile, con cui, però, nessuno vuole compromettersi. E da anni non si impegna per Julian Assange. Del quale, quelli del “manifesto”, forse si sono dimenticati perchè ha smascherato più crimini dell’Impero lui, che il manifesto “violazioni di diritti umani” in mezzo secolo. Gli amici di Killary Clinton, formidabile femminista pacifista, lo stanno facendo morire in un carcere della tortura a Londra. “Il manifesto” e i suoi compari nella FNSI, tutti elettori virtuali di Killary e, ora, dello zio Biden, tacciono, impegnati a versare le loro vesti stracciate sul Cairo. Alla faccia di Lidia. Forse.

 

Da Stefano Zecchinelli

Umanamente potrebbe anche dispiacermi per Lidia Menapace (non più di tanto, non la conoscevo di persona), ma politicamente questa attivista ha contribuito a diffondere una ideologia pestifera che ha distrutto la sinistra di classe: il pacifismo socialdemocratico. Nel 2006, Marco Ferrando rivendicò il diritto alla Resistenza armata da parte del popolo iracheno barbaramente sbudellato dall'imperialismo americano-sionista; la Menapace fu garante dello Stato profondo italo-statunitense, contribuendo a diffondere le tesi di Tony Negri su d'un inesistente ''Impero'' e l'equivalenza Resistenza terzomondista/terrorismo. Non c'è nulla di più anticomunista, mi dispiace, ma ho pianto la morte di ben altri Compagni e persone a me care.

lunedì 7 dicembre 2020

Tra agrobusiness e desertificazione culturale, sparisce il cibo dell'uomo (On. Sara Cunial contro la legge degli agrodevastatori)

 

 


Ricevo da Sara Cunial (Gruppo Misto), aggiungo e inoltro.

Se non vogliamo finire a nutrirci in tutti i continenti con lo stesso cibo spazzatura che vorrebbero approntarci le multinazionali dell’agroindustria, sorvoliamo sui tecnicismi del linguaggio legislativo, finalizzato a non farci capire niente, e accogliamo con attenzione l’intervento di Sara Cunial nell’imminenza del passaggio in parlamento di una legge che punta proprio a ridurci nelle condizioni di cui sopra. Una legge che darebbe via libera agli organismi geneticamente modificati e agli anticrittogamici tossici che, con i cibi coltivati dall’agroindustria grazie a semi OGM in monopolio, fanno la fortuna della Monsanto e affini. E' un capitolo non di poco conto della globalizzazione. Diceva Kissinger, che in tutto questo c'entra come un prelato nella Curia, "Controlla il cibo e controllerai l'umanità".



Tutto questo mi ricorda l’esperienza fatta quando ho girato con Sandra il mio documentario sull’Italia centrale terremotata dove, anni dopo, solo parte delle macerie non è stata rimossa e di ricostruzione non se ne vedeva l’ombra. E non èì stato messo mattone su mattone neppure adesso. Ci si vede benissimo un modello in vista delle trasformazioni del "Grande Reset", agevolate dal Covid, dal “sostenibile”, dal Green. Il vescovo, ad Amatrice, durante una delle vergognose cerimonie dei congiurati di Stato, con il loro "Non vi lasceremo soli", straparlava di “Rigenerazione, non vecchia ricostruzione”. 


Sia le iniziative legislative contestate dall’on. Cunial, sia devastazione e abbandono di territori preziosissimi sul piano ambientale, produttivo, culturale e storico, puntano allo stesso scopo: cancellare un territorio autosufficiente per produzione e consumo, ricchissimo di  attrattive naturali e artistiche, perfettamente rispondente alle esigenze dell’ambiente e della sua popolazione. Cambiargli i connotati con una nuova destinazione d’uso, cancellarne l’identità sociale ed economica e metterla a disposizione della globalizzazione in carico alle multinazionali dell’agrobusiness e delle grandi catene della ristorazione, del consumo, alberghiere, del turismo.

Più ce ne rendiamo conto, al di là delle mascherine che ci annebbiano, e meglio sarà

Fulvio


NOTA STAMPA

Cunial (Misto): Il governo che chiude l’Italia in nome della salute, apre a Ogm e Nbt

Roma, 6 dic. – “Quello che sta accadendo in Commissione Agricoltura è gravissimo. Mentre, con il pretesto della tutela della salute pubblica, l’Italia viene segregata in casa e l’economia di un intero Paese mandata al macero, alla Camera e al Senato, questa settimana, si voteranno i pareri relativi ai quattro decreti governativi 208, 209, 211 e 212 in tema di Ogm e Nbt (New Breeding Techniques)*: il colpo finale alla nostra economia agricola, al Made in Italy e alla salute dei cittadini” afferma Sara Cunial, deputata del Gruppo Misto.

“Ma non solo – continua – stiamo parlando di decreti che travolgeranno l’intero mondo agricolo, facendo fallire la piccola e media impresa contadina italiana rispettosa dell’ambiente e delle migliori pratiche ecologiche, per far posto ad un’agricoltura industriale (viticoltura in primis) che distruggerà non solo i nostri prodotti di qualità ma anche il paesaggio, l’ambiente e le risorse naturali – spiega –. Da almeno vent’anni lobby e multinazionali dell’agrochimica stanno perseguendo tale deregolamentazione senza nessuno scrupolo. Una direzione pericolosa che avvantaggerà ovviamente solo chi trae beneficio da un modello agroindustriale fallimentare, che ormai contraddice l’evidenza, la scienza e gli stessi dettami della Commissione Europea in termini di salvaguardia della biodiversità, tutela dei suoli, riduzione dell’uso dei pesticidi, Farm to fork – aggiunge – Mi unisco quindi alle tante associazioni e ai numerosi cittadini che si stanno battendo contro la pericolosa ipotesi di utilizzare le biotecnologie in agricoltura e che oggi chiedono al Parlamento, al Presidente della Repubblica di non avvallare tale atto di totale svendita del patrimonio agricolo nazionale. Chiedo inoltre a tutte le Regioni e ai relativi Presidenti e assessorati all’Agricoltura ed all’Ambiente, di scongiurare il loro assenso a questo schema di decreto, consigliando loro qualora si approvasse un decreto siffatto, di ricorrere alla Corte Costituzionale per vedere difesi i loro interessi e quelli dei cittadini dei loro territori. L’Italia – conclude Cunial – è bene ricordarlo, in virtù della particolarità del territorio e per difendere l’inestimabile valore dei suoi prodotti di qualità, delle sue produzioni biologiche e della sua ineguagliabile ricchezza di biodiversità sia agraria che naturale, può chiedere in qualsiasi momento di essere esclusa dalla coltivazione di OGM. Diffidiamo perciò il Parlamento e il governo dall’adottare alcuna decisione autonoma su questi temi, che riguardano la vita di tutti e il futuro dell’agricoltura italiana. Nel rispetto della democrazia, se ancora esiste, ogni eventuale riforma dello status quo in materia di OGM deve venire preceduta da ampia divulgazione e consultazione pubblica”.

 

 

* “Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione a scopo di commercializzazione e la commercializzazione di prodotti sementieri per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 - N. 211”

“Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione della vite per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 – N.212
“Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piante da frutto e delle ortive per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 - N. 208”
“Schema di decreto legislativo recante norme per la protezione delle piante dagli organismi nocivi per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 - N. 209”

venerdì 4 dicembre 2020

Pandemia? Strage? Il piano pandemico!? Dimenticato. ---- L’OMS E I SUOI, NUDI ALLA META --- Chi trucca una partita le trucca tutte

 

Hans Christian Andersen, il re è nudo

Ultime notizie: 1) Dal pallottoliere del CTS viene fatto uscire un migliaio di morti, primato assoluto delle 24 ore (sono di almeno 10 giorni fa); 2) L’omino che ha strappato i Pieni Poteri al detestabile Salvini, infligge al popolo, per quelle che erano le sue feste più care, le vessazioni più affliggenti e sadiche dai mesi del lockdown. Chi, in tale disperazione, rinuncerebbe al vaccino? 3) Nella medesima congiuntura viene annunciata la vaccinazione universale Pfizer, a partire dai primi dell’anno prossimo. Toh, guarda le coincidenze!

Magistratura al pendolo


Abbiamo imparato a conoscere quanta sensibilità nei confronti dei tempi che corrono, il famoso
Zeitgeist, spirito del tempo, si nasconda nella conclamata indipendenza del Terzo Potere, la Magistratura (come del resto negli altri due). Nelle temperie rivoluzionarie degli anni ’68-’70, io stesso la scampai, in un modo o nell’altro, da circa 150 procedimenti giudiziari per reati di stampa, in quanto direttore responsabile dello scapestrato quotidiano Lotta Continua, e un mandato d’arresto per frequentazioni di paesi non raccomandabili, tipo Iraq, Palestina, Cuba, Egitto.

I tempi e le sensibilità cambiano e nei restauratori anni ’80, terroristi di varia estrazione e finzione, ma perlopiù di Stato, se la cavarono con poco più di un’intervista di Zavoli, o Biagi. Poi gira la giostra e ci fu l’inedita resa dei conti con alcuni farabutti dell’area dei potenti, al tempo di Mani Pulite. Chi si è risentito di tanta mancanza di riguardo, si ostina a chiamare quella pulizia “colpo di Stato”. Ma quale “colpo di Stato”, se poi le cose continuarono come prima, peggio di prima, fino ad arrivare, con Napolitano e Bonafede, a perseguitare e sabotare il massimo combattente contro la mafia. E con certa magistratura la fecero finita con Falcone e Borsellino.

L’avanti e indrè dello Zeitgeist

I tempi e le sensibilità cambiano di nuovo e abbiamo avuto lo smantellamento del pool di Palermo, le persecuzioni di De Magistris, Woodcock, Robledo, la sostituzione a Milano di un Borelli con un Bruti Liberati e tante altre spiacevolezze in punta di maldiritto. Abbiamo assistito basiti all’implacabile accanimento, a vuoto, della Procura romana contro la sindaca Raggi, vero San Sebastiano, per aver tentato di sostituire al sistema Buzzi-Carminati qualcosa di meno romanaccio. Nei tempi che hanno segnato la mia vetustà, siamo arrivati alla costruzione poliziesco-giudiziaria di falsi testimoni per le stragi di Capaci e Via d’Amelio. Infine l’apoteosi del verminaio Palamara e dell’io ti do un voto a te e tu mi dai una Procura a me.

 


Oggi siamo nell’era di una gigantesca resa dei conti. Da un lato un branco di squali che, esagerando rispetto al mostro che inghiottì Geppetto, Pinocchio e il tonno, cercano di mettersi in pancia l’intera umanità, nella misura in cui sarà sopravvissuta a innocui virus, vaccini come funghi, quali velenosi, quali pure, e a un’Intelligenza Artificiale incappucciata e con la falce: oggi a me, domani a te.

Ora il cittadino vorrebbe una magistratura che, consegnataci libera e indipendente da Giulio Cesare, Giustiniano e Napoleone, sia di pronto intervento all’insegna della “legge e uguale per tutti”. Invece la trovi corrotta fino al midollo, con scandali che scoppiano come botti a Fuorigrotta e un capo supremo che da nulla è turbato, a confermare la sensibilità di cui sopra nei confronti dei tempi che corrono.

Di pandemia in pandemia, ma il piano pandemico dov’è?


 Dove pubblico e privato (Glaxo) nella nostra salute si fondono e confondo

Cosa è capitato negli ultimi giorni nel segno del Covid? Ranieri Guerra e il vicedirettore dell’OMS per meriti acquisiti in Italia, formalmente assegnato qui alla missione Covid perché nessuno sgarri, cioè sbagli, rubi, faccia stronzate nel mandare avanti la missione. E’ lo zar del Covid nostrano. Il nostro piano pandemico, che dice come prevenire, arginare, farcela col morbo, è del 2006. Guerra è dal 2014 al Ministero della Sanità, cioè nel sodalizio Lorenzin, ministra dai cento vaccini coatti e più, dove, fino al 2017, è stato responsabile della Medicina Preventiva. Cioè del Piano Pandemico che, da lunga pezza, avrebbe dovuto essere aggiornato, non meno di ogni tre anni. Sai cosa gliene fregava all’addetto alla prevenzione pandemica. Alla fine del suo mandato lui, Ranieri, dopo che già era suonato il campanello della pandemia della febbre porcina nel 2009, di aggiornato ha presentato il sito del suo dipartimento, punto. Contenta Lorenzin, contenti tutti. Contenti i virus.

Ancora più contenti, questi, quando, all’inizio dell’anno in corso, hanno potuto scorrazzare in lungo e in largo, soprattutto dove c’era aria inquinatissima, un sacco di polmoniti, un sacco di vaccinazioni pregresse e un sacco di vecchietti. E dove nessun Guerra aveva provveduto a prevedere e a pre-fare sulla base di un Piano Pandemico aggiornato. Di tutto ha fatto Guerra, fuorchè il piano della guerra al virus.

OMS, Guerra e suicidio

bassotto a caccia di altotto

Quelli che, nell’OMS del filosofo Ghebrejesus hanno naso da bassotti, da tempo hanno annusato che tra gli altotti dell’agenzia qualcosa odora di non buono. E così, alla faccia di Gebrejesus e di Guerra, hanno redatto un bel dossier sulla vantata, ma mancata, guerra al Coronavirus a Bergamo e dintorni. Debitamente colpiti da stragi per le inadempienze e cazzate del governo. Dossier-bomba. E Guerra ha provato a disinnescarlo. Insieme all’OMS, la parte degli altotti, che ha fatto di tutto perché i giudici di Bergamo non potessero ascoltare i bassotti che hanno redatto il dossier rivelatore dello scandalo. E ha cercato di bloccarli, di terrorizzare Francesco Zambon, caporedattore del dossier, che lo portava alla Procura della città, imponendogli di emendarlo, sbianchettarlo, farlo sparire in una botola: “Così non può uscire, non fate cazzate, sennò siamo al suicidio”, letterale. E vietò l’uscita delle altre 10 copie del documento che il Kuwait (?) aveva finanziato con 100.000 dollari. Da cui la denuncia del Codacons e l’apertura di indagini per favoreggiamento, falso e abuso d’ufficio. Per procurata strage no.

L’uomo virus: "NO vaccino"!

Andrea Crisanti, virologo a Padova

E allora Andrea Crisanti, focoso virologo di Padova, campione di presenza nel ring dei virologi, in cui mette KO un collega dopo l’altro e ha ogni diritto di cingersi il capo col Coronavirus? Dopo aver acquisito inenarrabili meriti OMSiani, billgatesiani, con l’invocazione di misure “sempre più stringenti” e una penisola cacciata nel panico (gran sostegno alle immunodifese!), ha mandato in tilt l’intera conclusione del “progetto vaccino e relativi miliardi subito”. Il primo per noi, i secondi per quelli. Con la solita empatia di quella Vedova Nera che mi pendeva sul naso mentre guadavo un torrente nella giungla tailandese, ha portato via il pallone alla sua squadra. “Io quel vaccino non me lo faccio”. Come Pietro al sinedrio: “Io quell’uomo non lo conosco”. O Pinocchio con la febbre: ”Io quella medicina non la prendo”. Del resto, mica è più fesso di Bill Gates che ai figli il vaccino non lo fa prendere…..

E il panico che a scrosci aveva versato su tutto il pubblico, di colpo cambiò verso e si rovesciò sulla propria squadra. Ma come, col vaccino in arrivo per Natale, massimo Befana, con gli ordini miliardari già fatti, col popolo annaspante nella bufera dei virus volanti, tu, primatista del lockdown, vai a rivelare questa micidiale verità? Che non ti fidi, che non ci sono stati i tempi giusti, che mancano i dati, che, insomma, è tutto un azzardo? Mancava che finissi con l’elencare le malefatte storiche della Pfizer che, già solo nel moderato Wikipedia, suonano come la fedina penale di Jack lo Squartatore.

Chi la mafia ferisce, di media perisce



Nicola Morra, un Cinque Stelle non andato a male, intransigente presidente della Commissione Antimafia, che ho avuto il piacere di conoscere, vede che i suoi “impresentabili” per mafia vengono nominati presidenti di assemblee regionali. Si chiama Domenico Tallini ed è la seconda carica in Calabria, dopo la governatrice Jole Santelli, morta di cancro. E la Calabria è quella regione in cui il regime commissariale del Conte Pippo ha combinato casini da far impallidire Stanlio e Ollio. Quello di un presidente d’assemblea arrestato per mafia, completa il quadro. E il presidente dell’Antimafia, doverosamente, lo rileva. Gli stessi palazzomediatici che erano esplosi come lo Stromboli contro Crisanti, vanno con ceneri e lapilli su Morra.

Sul presidente dell’Antimafia, da ipocriti nascosti dietro la vittima oncologica, si abbatte l’indignata riprovazione del Palazzo tutto, uscieri e gatekeeper mediatici in testa. Le urla di queste prefiche riverberano nel paese per giorni, schermi e paginoni. Cosa mai gli avrà fatto di male la ‘ndrangheta, a ‘sto Morra? Non poteva fare come Graziano del Rio, grande pacificatore, che, quando era sindaco di una città letteralmente assediata, ma anche votata, dalla ‘ndrangheta di Cutrò, si recò a celebrare proprio a Cutrò il santo protettore?

Domenico Arcuri

Decisori per tutto e per tutti, purchè non eletti

Vogliamo parlare del commissario universale, onnipotente, onnifacente e onnifloppante, Domenico Arcuri? Quello delle mascherine a milioni spedite in Cina e che poi non c’erano per noi, ma erano obbligatorie e vennero ordinate, sempre a milioni, a Cina e a ditte senza capitale e con unico dipendente (“La Verità”)?  Ma è quello che poi ne ha fatto confezionare miliardi al patriota Elkann? Quello che ha ordinato banchi rotanti a migliaia, che avrebbero dovuto arrivare per l’apertura delle scuole a settembre, ma manco per niente e ci si è salvati chiudendo le scuole e inchiodando i ragazzi davanti ai computer (e bravi quelli che si son messi all’addiaccio a studiare davanti ai cancelli chiusi)? Quello che risponde male ai cronisti che, pur nell’abituale posizione genuflessa, gli chiedono ragione di tutto ciò, mentre il resto della popolazione si chiede: “Perché mai questo signore, protagonista delle vicende esposte nel famigerato dossier, debba essere anche fatto commissario per la distribuzione del vaccino?” Non sarebbe stato meglio Crisanti, cui il vaccino fanno tornare preziosi neuroni in testa.?

Poi ci sono Enrico Mentana e aggregati. L’ometto, considerato autorevole e imparziale giornalista (salvo quando incenerisce con i suoi fulmini chi ha filmato spazi, ambulatori, e sale Covid deserte quando si parlava di collassi per eccesso di pazienti), spadroneggia in un TG che, per quattro quinti, da 11 mesi, ci spara addosso – letteralmente –positivi, contagiosi, contagiati, morti. In sintonia con questa eccellenza dell’informazione super partes, coltiva un sito dedicato alla manzoniana Colonna Infame: pagine indirizzate a Torquemada e dedicate alla delazione di sciagurati che non ottemperano al verbo virusiano.

Delitti a gogò. Processi?

Siamo partiti dalla magistratura e siamo arrivati ai reati ipotizzabili: concorso esterno in attività mafiose, violazioni della Costituzione che tutti sappiamo, violazione dei diritti umani e civili, trattamento sanitario obbligatorio laddove non è consentito, trattamento patogenico obbligatorio, uso probante di tamponi non probanti, comunicazione falsa e tendenziosa, omissione di atti d’ufficio con conseguenti danni e decessi, sociocidio, economicidio (pensate al massacro, del tutto ingiustificato, delle nostre regioni alpine!), circonvenzione di incapace. Ognuno può aggiungere, dalla propria esperienza e conoscenza, altre fattispecie ipotizzabili, giuridicamente meglio definite che da me. In Germania, dove sono più bravi di noi, hanno messo su forze d’urto giuridiche che, ogni due per tre, incalzano e mettono in imbarazzo la Grossa Coalizione. Ma dov’è oggi la magistratura italiana che si occupi di queste fattispecie? Girerà la ruota ancora? L’avremo quel maxiprocesso a tutta la consorteria del Covid? E, infine, un processo tutto suo a chi, da “avvocato del popolo”, si è venduto la patria e merita l’accusa massima: Alto Tradimento?

Basta tagliare i fili



Qualcuno, che la pensa diversamente dagli italiani col cervello imbavagliato insieme alla faccia (di cui al prossimo giro), di fronte alla stupefacente quantità e qualità di delitti che quattro coppie di gatti e volpi vanno compiendo su di noi, invoca un nuovo processo di Norimberga. Non è che questi gatti e volpi non meritino che gli si secchino le mani con le quali tirano i fili della nostra vita e soprattutto della nostra morte, fisica, o psichica, o morale che sia. Difficile dire quale sia peggio. Un tempo lo si sapeva. Un tempo si andava liberamente incontro alla prima, per non subire le altre (grazie Martiri di Belfiore, grazie Fratelli Cervi, grazie Walter Rossi ).

 


Hanno promesso zecchini d’oro sull’albero, campi dei miracoli e paesi dei balocchi e ci hanno impiccati, o fatto diventare somari. Ma Norimberga no. Norimberga è una macchia tossica sulla storia della falsa giustizia, della giustizia negata. Un’infamia: il vincitore che si erge a giustiziere del vinto, un vincitore onnipotente, segnato da crimini non minori, storici e presenti. Un vincitore che si fa passare per cavaliere senza macchia e paura ripromettendosi, con l’impunità abusivamente guadagnata, di perpetuare quei crimini nel tempo e nello spazio. Un processo farsa che ha annientato tutti i diritti della difesa, ha annichilito, o validato testimoni a fini di sentenze, barbariche, all’impiccagione. Quei giudici, a controllo USA, non avevano titoli, qualunque fossero le responsabilità degli imputati.

Noi niente Norimberga. A noi basta il contrappasso. Una maschera sul viso, soli in una stanza con computer e, fuori dalla porta, un Al che, con milioni di voce, urla incessantemente: “Ecco il virus, memento mori!”.