giovedì 4 febbraio 2021

Mia intervista a "donchisciotte": Giulio Regeni e crisi di governo, due sceneggiate DRAGHI: DA CARON DIMONIO A MEFISTOFELE A SATANA Basta partiti, elezioni, sovranità: L'Italia torni a essere "un'espressione geografica" (Metternich) https://youtu.be/hXjv_rL4ecs

https://youtu.be/hXjv_rL4ecs

 "Il segreto della felicità è la libertà, il segreto della libertà è il coraggio" (Pericle)

Con questa intervista fattami da Massimo Cascone, a cura di Marco Di Mauro, parte un mio intervento settimanale video per il validissimo sito "comedonchisciotte". Stavolta si tratta dei fatti e le ragioni del caso Giulio Regeni, da tutti occultati, e un perchè e un percome della crisi di governo. Qui sotto, un'esame di chi è Mario Draghi e dei suoi trascorsi.

Al volo due ipotesi  sull'ultima e peggiore sciagura capitata al paese di Dante, Manzoni, Garibaldi, Gramsci, 1) Renzi, operativo di Mattarella, mandatario di Confindustria, delle lobby multinazionali e delle tecno-mafiocrazie vincenti, che, vittorioso su Conte, spazza via quanto resta di politica nel senso classico dell'ordinamento sociale e apre  al commissariamento bancario dell'Italia. 2) Mattarella, da ministro della Difesa bombardiere della Serbia, ansioso di ripetersi in un secondo mandato, secondo l'innovazione dell'affine Napolitano,  brucia come suo successore Mario Draghi, già dall'universo mondo dei padroni destinato alla massima carica.

La Volpe apre all'Avvoltoio il cancello del pollaio 


Se arriva LUI, lo svenditore del paese ai privati interni ed esteri, il banchiere dei banchieri, vuol dire che, con l’Italia, a dispetto dei suoi abitanti ipnotizzati e dei suoi padroni-magliari e in virtù della potenza delle mafie delle massonerie e del clero, la posta è grossa. 

Col fatto che i padroni della Storia e del mondo abbiano deciso di giocarsi l'asso Goldman Sachs, Tesoro, Banca d'Italia, BCE e proprio nella partita contro il nostro tra tutti i paesi, dovrebbe far inorgoglire la categoria dei vendipatria. Per ciò che Draghi aveva fatto, nella sua carriera di bancario di nascita e poi di  banchiere d'elezione, contro la politica, la sovranità nazionale, i diritti del cittadino e la democrazia rappresentativa, qualche ingenuo di buone speranze avrebbe potuto sperare in una sua detenzione a vita in un luogo molto chiuso. Magari a passeggio nell'ora d'aria insieme a qualche ex-inquilino del Colle più alto. Crimini di guerra contro il suo paese, crimini contro l'umanità per quanto fatto ai più deboli dei popoli europei. A partire dalla Grecia. Corte Marziale per Alto Tradimento. 

Un feldmaresciallo che lascia "consegnati" il caporale (capo del governo) e il sergente (capo dello Stato)

Parole gravi? Parole inoppugnabili. Ma se hanno hanno negato a Mario Draghi la prospettiva più alta, quella da tutti pronosticata, quella nella quale risiede, da Cossiga a Napolitano a Mattarella, il dietro le quinte del nostro teatrino dei burattini, per collocarlo su un gradino più in basso, un motivo c'è. Giuseppe Conte, che Beppe Grillo, mago delle apparizioni dal nulla, aveva estratto dal cilindro messogli in mano dai poteri veri, ha aperto la via con 12  mesi e andare di DPCM, togliendo di mezzo il parlamento. Era già stato previsto da Draghi in un suo ordine di servizio al governo Berlusconi, il 5 agosto 2011.


 
Più brutta non ce la potevamo vedere. Il colpo d'occhio immediato ci mostra un capo dello Stato che, come nel dopo-Mussolini, indica la porta alla politica, rappresentata dai partiti e perfeziona due percorsi intrecciati e sinergici. Il primo essendo quello dell'estrema verticalizzazione della struttura dello Stato, con progressiva eliminazione dei meccanismi decisionali e di controllo democratici. Caron Dimonio ci traghetta da un passato bene o male democratico, ma formalmente corretto, ai gironi delle scudisciate. Poi Mefistofele, grande corruttore, che si era preso le anime a forza di false promesse,  ci immerge nei ghiacci eterni del Cocito su quale cancella ogni luce il battito nero delle ali di Lucifero.


Usciremo mai "a riveder le stelle"?.

Il secondo e parallelo itinerario è quello sul quale incespichiamo a partire da Mario Monti premier: quello dei "tecnici", strutturalmente esentati dal rispondere delle proprie idiozie e malefatte. Rallentato per il grottesco fallimento del non suficientemente attrezzato modello bocconiano per ricchi scemi, ha ripreso velocità a partire dall'avvocato pugliese dei miliardari, col suo ragazzo di bottega napoletano. Poi, passato in quarta grazie al virus, ha definitivamente anestizzato un popolo bue che, con le sue tante vacche e i suoi scarsissimi tori, è sprofondato in un sonno rem. Tra tecnici e vertici, il giochino era pronto per il passaggio del testimone al bambino-prodigio romano che cià er nome da paura e la fiatella de zolfo.

E il sovrano, inteso costituzionalmente come POPOLO, che fa? Assiste.


 
Essendo l'unico sovrano legittimo il popolo e nessun altro, è da molti lustri che i congiurati preparano e ora finalmente attuano il regicidio. Dispiace che non sia Bresci, ma solo una conventicola di draghi. Per prima cosa, abituarci a non votare più e non avere più rappresentanti eletti. Il tecnico la sa più lunga. Poi mascherine, lockdown e tutto il resto.

 Figli di...draghi. L'UE e le sue appendici tifano "Supermario". Un po' meno la Grecia. I media italioti: "Arriva il salvatore d'Italia"

L'autorevolezza del cosiddetto "pezzo da novanta",  a dispetto delle tonnellate di malefatte, deriva dagli incensi vaporizzatigli sul capo incoronato e inghirlandato di allori dai pochi e potenti. Costoro hanno potuto campare grazie ai benefici che per tutta la vita ha loro ha prodigato. Merito  anche della passività immemore dell'enorme gregge di pecore da lui inviate al mattatoio, a partire dal ponte di commando del "Britannia". Sono questi meriti davanti al Signore, che permetteranno al vicario in Terra del Dollaro di procedere indisturbato sulla sua strada lastricata di corpi umani, economici, culturali.

Corpi, grazie alla campagna militare Coronavirus, ammorbiditi a forza di paura e tortura, spezzati e poi trasferiti sugli schermi della Matrix, tali da eliminare ogni ostacolo al passaggio dela ruspa schiaccia-umani. Hanno il pensiero lungo, questi. Non come noi cui, preparati alla bisogna da virus, cellulari e frantumazione sociale e culturale, hanno insegnato a vivere in un eterno presente, irrimediabile, tanto da escludere ogni passato e suoi insegnamenti e, dunque, ogni futuro.

 


La neocostituzione scritta da Draghi e applicata in Grecia

Bisogna riconoscere a Mario Draghi che, diversamente dai suoi danticausa, compari e sicari, non s'è mai nascosto sotto una maschera. Anche perchè ha una faccia da alligatore che gli si addice. E che ha addirittura messo per iscritto. Ricordate la letterina-statuto che i due governatori della BCE, lui e Trichet, hanno indirizzato al nostro governo intimandogli di farla finita con il popolo sovrano e la sua obsoleta democrazia?

Morte al pubblico, vita globale al tecnoprivato, farmaprivato, digitalprivato, miltarprivato

Prima c'era Stato il panfilo di Elisabetta II "Britannia", alla fonda  davanti a Civitavecchia, con a bordo la créme de la créme della Finanza internazionale, il nostro ministro Andreatta, lo speculatore e promotore di  golpe sanguinari, George Soros e, appunto, Mario Draghi. Qualcuno dice anche Grillo. L'uomo a varie riprese lustro mondiale di Goldman Sachs, la banca più vicina a dio, era allora direttore generale al Ministero del Tesoro, retto da Ciampi. Per i meriti acquisiti sul Britannia, i due diventeranno Governatore di Bankitalia, l'uno e capo dello Stato, l'altro. 

Draghi scende dal "Britannia" con le tavole della legge


Nel giugno del 1992, i convenuti a bordo del Royal Yacht della massoneria reale britannica, dopo aver già guadagnato pozzi  di sterline con la speculazione su quella valuta, decisero di ripetere la stessa rapina con la svalutazione dell'italica lira. Abbassatone drasticamente il valore attraverso  vendite miliardarie, rattoppate malamente da Ciampi presidente, ma sottratte all'impiego per il paese, agli avvoltoi europei e americani fu offerto a prezzi di saldo l'intero apparato produttivo italiano. Tornammo a essere l'italietta d'antan, "l'espressione geografica" di Klemens von Metternich, cancelliere di Stato dell'Impero austroungarico, quando i milanesi e i bersaglieri non lo cacciarono dall'Italia. Multinazionali angloamericane, francesi, tedesche arrivano in Italia per “fare shopping”, ma anche i giganti italiani guadagnano dallo smembramento del patrimonio nazionale: il gruppo Benetton si aggiudica per 470 miliardi GS Autogrill che poi rivende ai francesi di Carrefour per 10 volte tanto. 

Leggete in rete la "lectio magistralis" di Mario Draghi ai cospiratori del "Britannia",  nmella quale si esige che nulla più deve restare in mano al popolo e tutto deve passare nei depositi dei paperoni amici. L'ha recentemente ripubblicata e promossa Stefano Feltri, correligionario dei suoi omonimi e pari e per questo e come vicedirettore, allora, dell' "indipendente" "Fatto Quotridiano", membro d'onore di Bilderberg e, oggi, direttore del quotidiano di Debenedetti "Domani". Tout se tien.

 

Draghi e Trichet


Assunto alla Banca Centrale Europea ("l'euro, costi quel che costi!"). padrone, riproduttore e dispensatore di euro alle banche (che non li prestavano all'economia, ma se li tenevano e poi li ridepositavano nei suoi caveau), dette subito un segno perentorio di cosa avrebbe dovuto succedere ed è successo. Aprendo la strada alle magnifiche sorti e progressive del Nuovo Ordine Mondiale globalizzato, fece sapere al nostro governo in che modo realizzarle. 

La lettera della BCE al premier Berlusconi, voluta segreta, ma trapelata, , firmata dal governatore uscente, Trichet, e da quello entrante, Draghi, dettava allo Stato Nazione e al popolo sovrano come procedere. Anzittutto ammazzando l'eccessiva democrazia procedurale e governare per decreto (Conte imparò al volo) al fine di liberalizzare e privatizzare quanto restava dallo tsunami successivo al Britannia. Andava strappato al controllo pubblico perfino quanto restava in mano alle istanze intermedie, regioni, province, comuni. Su queste mosse, sia l'uomo di Arcore, sia il suo ministro Tremonti tardavano troppo (e diffatti alla fine vennero rimossi).

 


Compreresti una macchina da questo qui?

Di Draghi, banchiere mandato a fregare l'inclita e il colto, cioè tutti tranne soci, fratelli e amici, non si può dire che non ci abbia avvertito. A Draghi dobbiamo la distruzione del patrimonio industriale e umano di questo paese, i 18 milioni di poverissimi e poveri, la disoccupazione giovanile al 30%, una democrazia prima messa alla Colonna Infame e poi sul rogo. Sopratutto gli dobbiamo e gli dovremo una nazione di rilevanza strategica mondiale, ridotta allo straccetto per lucidare le scarpe a Bill Gates e Zuckerberg; un popolo antico, depositario della massima ricchezza culturale donata all'umanità, analfabetizzato e dimentico di se stesso, messo sotto ai piedi, neanche di don Rodrigo, ma di quelli dei Bravi al servizio del signorotto.

Siamo al 90°. Si va ai rigori. Ma mancano quelli dell'altra squadra...

L'imperatore ha insegnato a messaggeri, delegati, proconsoli, a procedere per colpi di Stato e rivoluzioni colorate. Abbiamo subito trent'anni dei primi e non ce neanche stato bisogno di subire quelle. Che anzichè arcobaleno, ci sarebbero servite tricolori. Vorrei tanto credere che, stavolta, i pendagli da forca abbiano fatto il passo più lungo della gamba e che, con Manzoni, si possa vedere 

"Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti,   

Dai boschi, dall’arse fucine stridenti,

Dai solchi bagnati di servo sudor,

Un volgo disperso repente si desta;

Intende l’orecchio, solleva la testa

Percosso da novo crescente romor...."

   



Eppure è già successo !



martedì 2 febbraio 2021

Polizie democratiche e non --- L’EUROPA DELLA RESISTENZA E NAVALNY EROE E MARTIRE (video)


 “Lo scopo nella vita non è di stare dalla parte della maggioranza, ma di fuggirla e ritrovarsi nella schiera dei folli” (Marco Aurelio, imperatore romano)

Colloquio a  quattro su chi ci vuole male, di nascosto e all'aperto

https://youtu.be/QB3YfR__TnY 

Intervista di Francesco Toscano, di "Vox Italia TV", a Umberto Pascali, scrittore e analista politico a Washington, sul totalitarismo che avanza in un'America spaccata in due fazioni e a rischio di guerra civile: a Fulvio Grimaldi, sul destino che viene fatto abbattere sulle nostre giovani generazioni; a Senta Depuydt, rappresentante per l'Europa, a Bruxelles, di "Children's Health Defence" ("Difesa della Salute dei Bambini"), organizzazione internazionale di Robert Kennedy Junior, impegnata contro la dittatura sanitaria e i suoi metodi. E' figlio di Robert Kennedy, ministro della Giustizia USA, assassinato nel 1968.


Si parla di Anthony Fauci, zar dell'Operazione Coronavirus negli USA, tornato in grande spolvero con Joe Biden e in guerra perenne con Trump; dell'origine, fabbricata o spontanea del Covid-19; dell'uso che se ne va facendo; delle conseguenze che ci aapettano sul piano umano ed economico; della demolizione della nostre giovani generazioni. Di Fauci sappiamo che sta ai nostri capi-virus,  Burioni, Pregliasco, Galli o Ricciardi, come il papa sta ai suoi cardinali. Incidentalmente, dallo scienziato, statistico e fantasista Ricciardi Walter abbiamo udito stabilire in Tv che "metà della popolazione del Sudafrica   muore di AIDS". Abbiamo dovuto dare l'addio a 25 milioni di sudafricani su 50.

Diffondo inoltre qualche parola e, soprattutto, qualche video che dalla nostra informazione viene meticolosamente tenuto lontano dai nostri occhi, dalla nostra conoscenza e dalla nostra coscienza. Potesse mai capitare la sciagura che fornisca qualche idea e un po' di coraggio anche agli italiani…

Navalny, eroe e martire

 Il pistola con la pistola (dal video)
https://youtu.be/oVNJiO10SWw  

Aleksey Navalny, eroica icona in Occidente della lotta contro il “dittatore Putin”, illustra qui la sua valutazione del fenomeno delle migrazioni. Essendo i russi, i loro servizi di sicurezza e lo stesso Vladimir Putin (ex-KGB) tutti fessi e pasticcioni (proprio come gli egiziani che offrono al mondo un giovane da loro ucciso e mutilato), hanno preso il veleno più potente del mondo e, sparandoglielo sull'aereo, hanno fallito a far fuori il più pericoloso avversario della "dittatura". Poi avendogli trovato addosso o dentro niente, se non un alto tasso alcolico

L'uomo è consacrato martire della dittatura dai media e dai loro danticausa politici in tutto l'Occidente, in particolare dal buonismo globalizzato catto-CIA-ONG ("il manifesto") che sostiene la strategia dell’estirpazione dei popoli del Sud per offrire le loro terre e risorse alle multinazionali e manodopera schiavista all’Occidente. In realtà proviene da una formazione neonazista Yabloko, da noi definita pudicamente di "ultra destra".

Passato attraverso vari processi per reati contro il patrimonio ed evasione fiscale, oggi, secondo i media e i regimi russofobi, si scaglia contro Putin che ha appena avuto il torto di pronunciare un mirabile discorso, in occasione dell’appuntamento a Davos dei mille miliardari del Fondo Economico Mondiale. Con tanto di illustre presenza cinese: Xi Inping.

Mentre il presidente russo denunciava il disumanizzante progetto del Grande Reset e si impegnava invece per la difesa, la sovranità e il rispetto delle nazioni, e per la pace, il suo oppositore si esprimeva così nei confronti dei migranti. Inizia col chiamarli scarafaggi e, alla fine, sparando un colpo a un invisibile bersaglio, incita ad imitarlo alla vista di un migrante.

Questa del video è dunque l'illustrazione del democratico modello russo che piace dalle nostre parti, tanto per cominciare.

Diritto di manifestare e  risposta delle  democrazie 

Segue una serie di video che meglio di tanti discorsi ci raccontano una realtà come non ce la racconta l’informazione generalista in Italia e in quasi tutto l’Occidente di obbedienza atlantista. Si tratta di manifestazioni svoltesi pochi giorni fa nelle capitali europee  contro l’adozione, da parte di regimi, che non consentono confronti con opinioni non dotate di nulla osta, di misure illegali e anticostituzionali, presunte antivirus, imposte a una società che si esige incondizionatamente sottomessa. La globalizzazione della violenza istituzionale contro masse critiche, è resa drammaticamente evidente dalla brutalità senza pari che la polizia francese infligge, e non da oggi, a chi protesta. C’è chi, alla vista di questa repressione e al confronto tra quanto s’è visto in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, USA e quanto si vede fare, invece, dalle polizie in Russia, Bielorussia, Iran, Egitto, organizzati e pagati dalle agenzie USA, ha ancora il coraggio di schierarsi con il neonazi e iperrazzista Navalny e le "dittature" in casa altrui? 

 Il manifesto, sempre sul pezzo CIA

WATCH Riot  HYPERLINK "https://www.rt.com/news/514140-paris-protest-global-security-bill/?utm_source=Newsletter&utm_medium=Email&utm_campaign=Email" HYPERLINK "https://www.rt.com/news/514140-paris-protest-global-security-bill/?utm_source=Newsletter

Manifestazioni contro la legge che punisce chi “potrebbe imbarazzare” i poliziotti, fotografando, o filmando i loro abusi (tipo le decine di civili e giornalisti accecati dalle pallottole) e limita altre libertà fondamentali. Da noi lo si fa con i decreti amministrativi di un tizio non eletto, lì, almeno, con leggi sottoposte al parlamento.

Subito dopo, a Vienna, si vede il rovescio, positivo, della medaglia. A forza di dover intervenire contro popolazioni che rivendicano diritti sacrosanti e in loro difesa esercitano quello della risposta civile è accaduto l’incredibile: reparti interi di poliziotti si sono messi in marcia accanto ai manifestanti. E’ forse la svolta. 

Il chiodo nella bara del giornalismo

 "Verità"

La verità, una donna al muro, con davanti i fucilatori. Un termine al femminile che terrorizza i nostri media e i rispettivi servi-padroni, quelli che marciano sulle baionette dei primi. Abbiamo tutti visto passarci sotto gli occhi la bara del giornalismo e della sua rivendicata "libertà di stampa". Ad alcuni di noi masochisti che si tormentano guardando su La7 i Mentana, Formigli, Zoro, Floris, Gruber e il difensore civico Giletti, è capitato di vedere l'altra sera, su "Non è l'Arena", quest'ultimo martellare su tale bara il chiodo più grosso.  Dopo che  lo avevano sansebastianizzato senza decenza e pietà a "Piazza Pulita" (sic!), Giletti si è dato da fare a uccidere un uomo morto, organizzando una plotone d'esecuzione con i fiocchi sulla coda di paglia lunga  un'annata di menzogne. A petto in fuori, ha osato l'inosabile: ha invitato il medico Mariano Amici, che, avendo guarito in casa dal presunto Covid tutti i 7000 pazienti suoi e del suo gruppo, senza le cure OMS e senza vaccino, è uno degli  esponenti dell'infame fazione sotterranea e clandestina che prova a mettere in discussione i procedimenti dei cultori della "pandemia".


La situazione ricordava il processo dell'Inquisizione alla strega di turno. L'eretico al centro, isolato, sulla sedia-rogo, attorno, a cerchio i quattro monaci del culto: Un Prof.Bassetti di Genova dotato del solo insulto, un Cerno del PD che si dichiara incompetente eppure gli dà sotto, il Telese buono per ogni stagione dell'invettiva e il Torquemada Giletti a far finta di governare un finto dibattito. Girando il mondo fin dal processo di Norimberga,  ne ho visto di cose "che voi umani..." Eppure una roba nauseabonda come questa, mai! Appena il malcapitato Amici apriva bocca, gli arrivavano addosso le mascherine roventi degli "interlocutori". Bassetti che urlava "vergogna della categoria", lo chiamava "questo signore" e invocava sulla sua vita e professione la mannaia dell'Ordine; Cerno che ripiegava, volgendo gli occhi al cielo, sull' "io non sono medico, ma davanti a una società colpita da tanta tragedia, bla bla bla..."  Telese, che provava lo scherno e l'indignazione per tale nequizia scismatica. 


E, dal pulpito, il difensore civico dava incontinente sfogo ai monaci dalla bava alla bocca, con interruzione regolare suo e dei compari di quanto il povero Amici provava a dire, senza mai riuscirci. Poi, così sbranatolo con inaudita prepotenza gli tagliava la lingua e accendeva il rogo, avanzava a petto ancora più in fuori verso un suo primo piano con la sentenza in bocca: "Basta" Il tempo è finito" A proposito di tempi: circa 6' alla vittima, 25' ai giustizieri.

A seguito del programma porno-giornalistico, la quarta puntata della porno-pruriginosa telenovela gilettiana sulle ragazze più o meno stuprate nelle feste milanesi di tale Genovese. Tutto in linea, perfetta coerenza deontologica.

Manifestazioni contro l’Operazione Coronavirus

https://dlive.tv/p/bitteltv+A4-pChYGR  Vienna, decine di migliaia in marcia, INSIEME alla polizia, contro le misure Covid

https://youtu.be/4F0XMNbwm04  Copenhagen, Danimarca, 

https://twitter.com/i/status/1350469199412531206, Vienna 30 gennaio

https://twitter.com/i/status/1355895404886429697 Vienna 

https://twitter.com/i/status/1353644145013911553 scontri Eindhoven contro Covid domenica 

https://twitter.com/i/status/1353793900125818888 Amsterdam

https://twitter.com/i/status/1353789099321282560 Amsterdam 3 giorni di seguito

Queste sono un po’ più antiche

https://www.youtube.com/watch?v=W8LDrx6T768

https://www.youtube.com/watch?v=11i8aQCa_HE  

https://www.youtube.com/wat HYPERLINK "https://www.youtube.com/watch?v=l_aZthBa3As"

https://www.youtube.com/watch?v=7a5cveiHjHk

https://www.youtube.com/watch?v=OM-5Y9Vd6Z4

https://www.youtube.com/watch?v=8D9AzR3qg1Y

https://www.youtube.com/watch?v=OX1bt6XeUUA

https://www.youtube.com/watch?v=72e-p3wn6WE

Incominciamo con il constatare subito, in giornata, in che modo, nelle capitali dei regimi di polizia a costituzione democratica, dove regnano Covid, globalizzazione e Nuovo Ordine Mondiale digital-farmaceutico-mediatico, quello zero virgola qualcosa, affronta le plebi del 99,99%. A partire dagli USA dove, sotto qualsiasi regime, ti sparano alla schiena se solo la volti e ti ammanettano e maltrattano se hai solo 8 anni. E poi andiamoci a cercare quante scene di tale ferocia e brutalità riusciamo a scovare nei “regimi autocratici” di Bielorussia, Russia, Iran, Nicaragua, a Hong Kong, nel malfamatissimo Egitto pur aggredito da 7 anni dal terrorismo dei Fratelli Musulmani. Qui siamo a Parigi, una delle decine di città francesi in cui, da oltre due anni, ci si oppone in massa agli ininterrotti abusi di un despota partorito da Rothschild.

A Parigi, come a Londra, Berlino, Washington, Roma, Bruxelles-UE, la costituzione scritta ha più pochissimo a che fare, sotto la spinta economicratica dell’antipolitica, con la costituzione come interpretata da questi veri e propri regimi delle élite. Mentre da noi ci si attarda a raggrupparsi, sempre solo in difesa, attorno alla bandiera issata dai costituenti, italiani ed europei, – alcuni onesti, altri ingenui, altri ancora scaltri – non ci si accorge di quanto quella bandiera sia logorata. Ma neanche di quanto fin dall’inizio recasse lacerazioni per le quali ogni vento malefico poteva passare. E neanche di soppiatto. La nostra non è più la "Costituzione più bella del mondo". Ma lo è mai stata? Vedremo in una prossima chiacchierata.


sabato 30 gennaio 2021

Intervista panoramica di Barbara Tampieri, di "Orizzonte degli Eventi", a Fulvio Grimaldi. La marcia globale verso la fine del (nostro) mondo; la zuffa tra i nostri galletti d'allevamento; l'inizio cent'anni fa del PCI e il morbo sviluppatosi nella maggiore età che lo ha portato alla morte. --- CRISI, CONTROCRISI E SUPERCRISI: PUPI e PUPARI


https://www.youtube.com/watch?v=2nR0yAjYgoM    

In questa intervista, fattami da chi veramente se ne intende e che, grazie alle sue domande intelligenti, riesce a far dire qualcosa di non banale anche a me, ci si rompe il capo - e ci si prova ad aggiustarselo - su quanto va succedendo da noi e nel mondo e che ormai si propone l'eliminazione della politica. E l'antipolitica della servitù arraffa-ossi  sotto il tavolo dei banchettanti, nei palazzi del nostro secredente potere e nelle caverne d'oro degli Ali Baba supremi. 

Grattando, abbiamo provato a fare qualche taglio "alla Fontana" nelle cortine di nebbia quirinalesca e mediatesca che intorno alla zuffa viene sparsa, a mo' di macchina del fumo nei teatruccoli. Nel procedere abbiamo dovuto superare vette di ridicolo sulle quali era applloiato un Fico "De' migranti e Regeni", e le pozzangrhere di vergogna nelle quali un Renzi d'Arabia galleggiava mescolando la sua saliva al sangue sparso nella regione dai suoi ospiti.

A corredo del video premetto, qui sotto, una serie di immagini, di fonte ufficiale, alcune in straniero, che dicono da sole più di tanti miei sproloqui. Conviene ingrandirle.


Germania: Scheda tecnica delle mascherine che si chiude, come da freccetta, con l'indicazione: Non utilizzare "contro nanoparticelle di sostanze radioattive, virus, enzimi.



Scandinavia: Tassi di mortalità suddivisi per paesi negli ultimi tre anni.. Nessuna esplosione per Covid.

 


Germania: Tasso di mortalità tra il 2016 e il 2020 suddiviso per mesi (da ingrandire). Si noterà che la tanto conclamata mortalità imputata al Covid nel 2020, non si discosta da quella degli anni precedenti e, a volte, è anche inferiore.


Svezia: Numero totale dei morti, popolazione, tasso di mortalità, dal 1998 al 2020. Aumenta la popolazione, ma non aumenta il tasso di mortalità. A dispetto dell'assenza di norme restrittive per Covid-19


Italia: Confronto delle ospedalizzazioni e dei decessi tra paesi europei e il "Modello Italia"

 


USA: Effetti avversi delle vaccinazioni Pfizer per vaccinati tra il 14 e il 18 Dicembre 2020.  Sono elencate solo quelle reazioni che hanno comportato totale inabilità alla vita attiva quotidiana e hanno richiesto interventi clinici e cure mediche. Sotto, gravidanze al momento della vaccinazione.

 

OMS: Andamento mondiale dell'influenza, nelle sue varie versioni, negli anni 2019 e 2020. Nell'anno della "pandemia" da Covid, l'influenza è azzerata, scomparsa, come mai prima nella Storia. Facile se al virus dell'influenza si dà il nome di Covid.

 


Italia: Fondi del Recovery Fund impegnati dal governo. Si noti la spesa di ben 9 miliardi per la "Salute" in piena pandemia e crollo del sistema sanitario. E poi si notino i quasi 90 miliardi per la digitalizzazione-innovazione-competitività (e "cultura", esclusi cinema, teatri, mostre, convegni e musei)), ai quali vanno aggiunti altri miliardi tratti dalla voce "Rivoluzione Verde", che comporta la transizione ecologica a forza di 5G e riduzione degli spostamenti grazie a isolamento e digitalizzazione in casa. Purtroppo, da bravo informatico, non riesco a raddrizzare l'immagine. Piegate il capo.


Mondo: a coronamento del Coronavirus e del suo tempo, il grafico, non di Reporters sans Frontieres, che lavorano in tandem con quanto dice la CIA, ma dell'International Press Institute (IPI), sulle violazioni della libertà di stampa commesse nei vari continenti e nella regione MENA (Medioriente e Africa Settentrionale). La classifica USA non tiene conto dell'ondata di eliminazioni dai social successiva alla nomina di Joe Biden. L'Europa è in prima o seconda posizione per "Restrizioni all'accesso all'informazione, Censure, Norme restrittive su presunte Fake News, Attacchi verbali o fisici". Pensate ai tg e talk show di La7 , ai cosiddetti "Fakt Checkers",e alla Task Force governativa contro le presunte Fake News. 

 



mercoledì 27 gennaio 2021

Forum di Vox Italia TV sulla fase italiana e internazionale. --- Poi la magistratura l'antisemitismo e la "Giornata della memoria" --- CORSI E RICORSI DEL RICORDO


https://www.youtube.com/watch?v=eS_22ixhZTU HYPERLINK "https://www.youtube.com/watch?v=eS_22ixhZTU&t=72s"& HYPERLINK "https://www.youtube.com/watch?v=eS_22ixhZTU&t=72s"t=72s 


Tavola Rotonda di Vox Italia TV con Francesco Toscano,  Fulvio Grimaldi, On. Stefania Craxi (FI) e l’ambasciatore Alberto Bradanini, già rappresentante italiano a Pechino e Tehran. 

Credo che valga la pena dare un'occhiata a questo scambio di idee suscitato dalle domande e considerazioni di Francesco Toscano, direttore di questa preziosa presenza dell'informazione onesta e, perciò, alternativa. Soprattutto per la partecipazione dell'ambasciatore Alberto Bradanini, ora in pensione, ma acutissimo e competente osservatore delle cose del mondo nella tragica congiuntura nella quale siamo costretti a vivere. 

C'è poi un divertente attrito tra il sottoscritto e la figlia di Bettino Craxi, morto transfuga in latitanza. Al sentirmi parlare, con riferimento a "Mani Pulite", di "processo alla corrotta classe dirigente italiana", la figlia del fu premier "socialista" si è inalberata e mi ha interrotto con alte grida. Da qui lo scambio che ascolterete. Personalmente ho una considerazione altalenante della nostra magistratura. 

La mia esperienza personale, discretamente ricca, si alterna tra vari processi dei miei tempi in RAI, tutti andati come dovevano andare, quali anodini in prescrizione e quali vinti. Poi ci sono stati gli stessi esiti per circa 150 iscrizioni nel registro degli indagati per "miei" reati di stampa da direttore del quotidiano "Lotta Continua". Reati quasi tutti imputabili ai miei colleghi nel giornale e agli scriteriati che definivano "Supplemento a Lotta Continua" i loro dazebao o volantini, nei quali promettevano l'impiccagione a Gianni Agnelli, o la fucilazione degli ufficiali da parte dei subordinati. Erano quei tempi. 

Un'idea abbastanza classista dei giudici me la feci, invece, allorchè, violando ogni clausola del mio contratto di lavoro, venni cacciato, per un articolo non conforme su Cuba dal quotidiano di Bertinotti, "Liberazione". Vinsi la prima causa, con il risarcimento di una bella somma. Il segretario del PRC, allora, non era che il capetto di un piccolo partito d'opposizione e un discreto retore in tv. All'appello, però, Fausto era salito all'Olimpo del potere istituzionale: presidente della Camera. La sentenza venne ribaltata e io dovetti restituire il malloppo. Un guaio perchè, anche convinto da un sindacato (FNSI) che se ne fotteva, nel frattempo avevo comprato casa. Per riottenerne almeno metà, ci volle un mio pubblico incatenamento e la decenza giuridico-morale di un nuovo segretario del partito: Paolo Ferrero.

Nel corso dell'intervista si venne a parlare di come i grandissimi poteri, in vista dell'esito che ormai intravvediamo vicino, abbiano  saputo mettere le mani su quasi tutte le strutture che governano e condizionano le società in Occidente: media, multinazionali, governi, parlamentari, organi transnazionali. E magistratura. Abbiamo sott'occhi episodi intitolati a giudici come "l'ammazzasentenze" Carnevale, il corrotto Squillante, quello di Caltanisetta che avvallò il falso testimone sulle stragi Falcone e Borsellino, Palamara e compari. E poi le ingiustizie dalla categoria inflitte a magistrati bravi a non flettersi davanti ai poteri costituiti, come Woodcock, Robledo, De Magistris, De Matteo, gli stessi Falcone e Borsellino.

A proposito della Procura di Milano, mi venne da dire che non me la sentivo di assegnare ai vari Borrelli, Davigo, Di Pietro, Colombo, il ruolo di strumenti consapevoli di una manovra politica, come da alcune parti si afferma. In ogni caso, dissi, quel che sappiamo è "che processavano una classe politica di mariuoli e corrotti". Ed è qui che scoppietta il diverbio con Stefania Craxi. La comprendo, il vittimismo è arma possente.


GIORNATA DELLA MEMORIA, O DELLE MEMORIE

A questo proposito, è da qualche giorno, e lo sarà per altri giorni, che i nostri mezzi di informazione ci propongono la rievocazione dell'Olocausto: testimoni ancora in vita, seconde e terze generazioni, documenti, libri, film, cerimonie. A Radio Anch'io ho ascoltato l'ambasciatore di Israele (cito a memoria): "Nessun paese è stato colpito da tante risoluzioni negative dell'ONU quanto Israele. L'antisemitismo dilaga, associazioni possono impunemente sollecitare il boicottaggio, le sanzioni. Governi e parlamentari assumono posizioni ostili, siamo alla perpetuazione dell'Olocausto...Dopo tutto, Israele è la realizzazione, storicamente necessaria e dovuta, delle profezie della bibbia.".  

Lasciando da parte quest'ultima affermazione che assegna a un affascinante libro di leggende di 2.600 anni fa, siccome dettato da dio, la legittimità di una Stato reale, costituito con la forza sulla terra di un altro popolo, non mi pronuncio sulla fondatezza della denuncia dell'ambasciatore. Ma mi manca il contradditorio. Che, nelle rarissime volte che c'è, provoca esecrazione. O fuga.

Una volta, un paio di anni fa, a Carpi, nel corso di una bella manifestazione  di giornalisti del "Fatto Quotidiano", allora non di regime, con sul palco il decano Furio Colombo, già impensabile direttore de "L'Unità", si parlò della necessità di rinnovare le visite degli studenti ad Auschwitz, per non perdere mai la memoria del passato. Ovviamente non ho nulla in contrario a rinnovare quella, ma vorrei anche altre memorie. Quasi tutte oggi, per opportunità politica, cancellate. Fin nella scuola. 

Così, dalla prima fila chiesi la parola e, gridando,  dissi a Colombo, lontano non più di cinque metri, che forse non sarebbe stato male far fare ai ragazzi immemori anche gite della memoria del presente, oltre che quelle del passato. E se non ritenesse che non sarebbe il massimo dell'etica ricordare le vittime e i torti dell'altra volta con l'effetto che ci si scordi di vittime e torti di questa volta. Tipo in Palestina. Ci fu un applauso fin dalle ultime file delle 200 persone presenti. Colombo tacque. Ma, cortesemente, alla fine del convegno mi si avvicinò e, con consumata eleganza, mi disse: "Mi scuso di non averle risposto , causa la sua posizione di inferiorità dovuta alla mancanza di microfono. Ma non l'ho proprio sentita". E girò i tacchi. Sublime.

Ecco, farei un giro ad Auschwitz, o Buchenwald, o Dachau, dalle cui parti a quei tempi abitavo. Ma le farei più volentieri se la stessa organizzazione, devota alla Memoria, lo fosse anche alle Memorie. Avrei già un piano di visite: in Iraq, 3 milioni e passa (nessuno li conta più ormai) di morti tra 1991 e oggi, magari approfittando della vicinanza, anche nella vicina Siria; in Congo, 20 milioni di morti "per mano" di Leopoldo del Belgio; Irlanda, due milioni di morti di fame per la carestia di metà Ottocento, provocata da Londra col solito virus; tre milioni di morti da carestia in India sotto occupazione britannica solo nell''800, a seguire altri milioni nelle lotte per l'indipendenza; America, 18 milioni di nativi, nella stima più conservatrice, genocidati dagli intrusi europei; poi, trovandosi già in quel continente, non sarebbe male un giretto in Sudamerica, dove i milioni di estirpati non sono mai stati contati; Cina, 20 milioni di morti per le guerre britanniche dell'oppio con cui si intendeva stroncare la Cina e la sua popolazione. Mi fermo qui e non dovrei. Quanti sono stati i morti di religioni (quella dei Trent'anni, 8 milioni), di colonialismo, di fedi e lotte incompatibili con i relativi signori (un milione di caduti dell'antinazismo in Germania, chi li menziona mai?)?  Di questi non avremo i luoghi dello sterminio. Ma le terre sì, e a volte i sacrari.  

Sarebbe giusto, no? Facciamo una grande agenzia di viaggi. Siamo nell'era dell'inclusione, si dice. E, per le vittime, memoria vale memoria. Come anche per gli eroi, quelli del popolo che, chissà perchè, si tende a ricordare molto meno delle vittime

No, questo non dovevo dirlo. Ho mica rischiato l'antisemitismo? Spero di no. Amo i semiti, lo giuro.



Nota 1) "Antisemitismo", atteggiamento ostile, o persecutorio nei confronti dei discendenti di Sem, figlio di Noè. Questi comprendono tutte le popolazioni arabe di religione islamica, cristiana, o ebraica (Sefarditi), comprese tra Oceano Atlantico e Golfo Persico (Marocco-Iraq), o che ne siano emigrati. Non lo sono, secondo storici ebrei come Shlomo Sand ("L'invenzione del popolo ebraico"), coloro che provengono da altre origini territoriali, pur professandosi ebrei (Ashkenazi). Il termine ha assunto connotazioni allargate  all'identità religiosa, per cui  antisemitismo sarebbe l'atteggiamento ostile anche nei confronti dei praticanti della religione ebraica. Di antisemitismo dalle varie caratteristiche sono stati vittime gli ebrei in Palestina sotto l'imperatoe Tito, nei pogrom in Europa Orientale e, soprattutto, in Germania e Italia, durante il fascismo-nazismo. Violenze, persecuzioni e guerre contro i semiti arabi non sono mancate, specialmente nel corso del secolo corrente e in quello precedente. 


domenica 24 gennaio 2021

CON LA GLOBALIZZAZIONE, TENDENZA ETERNA DELLE ELITES, AL GRANDE RESET (mia intervista video su “comedonchisciotte”)


https://comedonchisciotte.org/dalla-globalizzazione-al-grande-reset-intervista-a-fulvio-grimaldi/  

 (la foto generosamente inserita è di quando ero giovane e bello😜…)

“L’illusione della libertà continuerà fino a quando sarà remunerativo proseguire con l’illusione. Quando diventerà troppo costoso mantenere l’illusione, verranno semplicemente tolte di mezzo le scenografie, tireranno via i sipari, faranno sparire tavoli e sedie e ciò che si vedrà sarà solamente il muro di mattoni sul retro del teatro” (Frank Zappa)

“Siamo tutti nella fogna, ma alcuni tra noi guardano alle stelle” (Oscar Wilde)

Ci sono degli sprovveduti, o illusi, o frodatori, che attribuiscono all’ Operazione Coronavirus un colpo mortale alla globalizzazione e il ritorno alle volontà e al decisionismo locale, nazionale: ognuno per sé, con i suoi tamponi, le sue misure di contrasto, i suoi vaccini. Sarebbe come dire che l’industria militare ha posto fine alle guerre.

Una globalizzazione perseguita nei secoli, nel segno della croce, della mezzaluna, del commercio, della cultura, del colonialismo, dai pochi ai danni dei tanti, che invece oggi, grazie a Covid, digitalizzazione totale, Intelligenza Artificiale, dollaro piuttosto che politica, , punta al suo compimento

Il rapporto 2021 del Forum Economico Mondiale è un compendio di minacce e di squarci di apocalisse che si imporrebbero all’umanità sempre che non adottasse le ricette “salvifiche” elaborate dagli attuali manovratori del mondo - digitali, chimico-farmaceutici, militari - operanti sotto la Cupola della storica Grande Finanza Tribale. I primi rappresentati, essenzialmente, dal regime USA con i suoi sicari europei e dalla Cina. Se pensate che questo sia “complottismo”, accusa mossa a chi si permette di dare un’occhiata dietro ai sipari menzionati da Frank Zappa, dedicate un po’ di tempo alla lettura del “Rapporto Rischi Globali” compilato dal Forum Economico Mondiale in vista del suo annuale convegno a Davos in Svizzera. Si va dalla catastrofe ambientale, all’estinzione delle biodiversità, alla fine del lavoro umano, alla robotizzazione globale, alla disgregazione sociale, allo spegnimento intellettuale. E gli unici che possiamo far qualcosa siamo noi. Modernamente mai eletti. Non vi rappresentiamo per niente, fossimo matti. E non si tratta di previsioni, ma di intenzioni.

Come se Truman avesse detto ai giapponesi: “Occhio che arriva l’atomica, ma, tranquilli, ci penso io”.

https://www.nogeoingegneria.com/news-eng/the-global-risks-report-2021-world-economic-forum/

Il quadro è quanto di più tetro ci si possa immaginare, anche percorrendo i meandri più oscuri della storia umana. Come già praticato con le varie manipolazioni basate sul “peccato”, sull’eresia, sulla disobbedienza, la prospettiva immancabile è quella di una catastrofe illimitata alla quale porre, forse, rimedio, concedendo a questi “signori del mondo” il diritto e il potere di intervenire coercitivamente su ogni aspetto della società e della vita dell’individuo e delle nazioni. Quanto alla paura, al terrore che quella prospettiva implica e con la quale si conta di ottenere quanto già si è ottenuto col virus, basta la copertina del rapporto.

In questa intervista video si ragiona su una globalizzazione che parte da molto, molto lontano, che, seguendo un unico, costante filo rosso e passando di élite in élite, raggiunge oggi la sua fase conclusiva con la realizzazione del Grande Reset, che dovrà portare, se non contrastato, al Nuovo Ordine Mondiale: una conventicola di alieni straricchi che tiene in pugno tutte le ricchezze di un pianeta, a quel punto popolato da robot artificiali e da qualche rimasuglio di umanità transumana.

L’espressione più chiara e al tempo feroce di questo percorso si è vista con quanto è successo al presidente USA “fuori norma” Donald Trump che, nel quadro della vera e propria guerra alle nazioni democratiche e autodeterminate, a sovranità popolare, si era permesso di lanciare la parola d’ordine “America first”, prima l’America. Con questa visione, solo parzialmente attuata nel suo programma, aveva rafforzato il sacrosanto impegno delle nazioni che si rifiutavano a dissolversi in un amalgama indistinto, privo di identità, manipolabile e manovrabile e che ripetevano il principio implicito in ogni costituzione: Italia first, Palestina first, Siria first, Venezuela first, Russia first, Cuba first, Iraq, Libia e tutte le nazioni first e, proprio per questo, rispettose della sovranità di tutte le altre. Come i padri e le madri con i figli e i figli con i padri e le madri.

Saltando i persiani e Alessandro Magno, la marcia della globalizzazione verso il primo Grande Reset inizia in Palestina un po’ meno di 2000 anni fa e raggiunge il successo con Costantino, nel quarto secolo. Riprende slancio nei secoli degli imperi, poi dei colonialismi e fa i passi più lunghj a partire della seconda metà del XX secolo. Suoi strumenti, in costante evoluzione, l’AIDS, la droga e la presunta “guerra alla droga”, il terrorismo e la “guerra al terrorismo”. Ogni volta l’asticella del totalitarismo e della paura si alza di qualcosa. Siamo all’ennesima guerra all'invisibile pericolo, ovviamente mortale, il Coronavirus. Una semplice influenza, ma, come dice la parola stessa, l'imperatoe dei virus.

Gli strumenti della globalizzazione, dopo le fasi “soft” delle manovre persuasive, manipolatrici e ricattatrici (vedi UE) diventano, nei momenti delle svolte storiche, quelli del collaudato processo colpa-punizione-premiazione, che una popolazione ipnotizzata dai dogmi socialmente coercitivi si fa imporre.  Dogmi, pensieri unici che, grazie alla pervasività dei media unificati, la gente ha di fatto interiorizzato e continua ad autogenerare. 

Quanto verificatosi negli Stati Uniti, oltre un passato di genocidi e stermini che non hanno l’uguale nella Storia, con la capacità di una classe straordinariamente abbiente e potente di manipolare la realtà e imporre la frode, ci avvicina fortemente all’obiettivo finale dell’élite. Con il concorso compatto di tutti i poteri non eletti, tecnocratici e antidemocratici, le loro avanzatissime tecnologie e la disponibilità di mezzi sconfinati per corrompere, hanno installato nella Casa Bianca un vecchio arnese del sistema, senile, ma dimostratosi affidabile durante mezzo secolo di gangsterismo internazionale. 

Finchè si muoverà passabilmente, appeso ai fili, lo faranno marciare in quel Lock Step vaticinato da Rockefeller fin dal 2010. Poi passerà una Parca e il filo lo taglierà. Così anche da noi. Fin qui il processo del globalismo “semper ad majora” gli è riuscito. Per fermarlo, “ad majora” dovremmo marciare noi. In lock step, al passo, meglio di loro, senza fili.


venerdì 22 gennaio 2021

Il vecchio Biden e il "nuovo" governo USA --- PROSPETTIVE DRAMMATICHE PER AMERICA E MONDO --- Il futuro che si fa passato grazie a Fake News e Fake Flags

https://www.davvero.tv/videos/il-surreale-giuramento-di-joe-biden-fulvio-grimaldi  

Mia intervista per Byoblu - DavveroTV sull’insediamento di Joe Biden presidente e sul ritorno di neocon, clintoniani e obamiani. Vecchie facce delle guerre e dei colpi di Stato per il nuovo governo. Trumpismo e Neocon per il futuro dello scontro tra sovranità e globalizzazione negli USA e nel mondo

Torniamo, col senatore di lunghissima lena, poi vice di Obama e con i vecchi/nuovi associati neocon, al massacro dell'Iraq. Dell' annientamento del più avanzato e prospero paese del Medioriente e di 3 milioni di suoi cittadini Joe Biden fu, nel Partito Democratico, il massimo promotore. Altrettanta benevolenza democratica riversò su Panama, Libia, Siria, Afghanistan, sulle sanzioni genocide a decine di nazioni, di Guantanamo, sulle torture Cia rivelate da un rapporto parlamentare, sulle carceri segrete  nascoste in paesi succubi, sugli assassinii extragiudiziali mirati di Obama, sulla riduzione, sempre con Obama, della polizia a esercito interno dotato di carri armati, droni, artigleria, aerei, sulla Georgia lanciata contro la Russia, sul riarmo e sulle minacce nucleari, sul golpe e sulla nazificazione dell'Ucraina...

Il 6 gennaio 2021 è stato in stretta successione all'11 settembre 2002. Il primo è il sequitur logico e operativo del secondo. Con le Torri Gemelle si inaugura il "Patriot Act", redatto qualche tempo prima, pensate un po', proprio da senatore Joe Biden, capo della Commissione Esteri. Attentato con il quale si lancia una serie ininterrotta di aggressioni, chiamate "Guerra al terrorismo". Con il secondo, si trova la giustificazione per proclamare terrorista (nazista per "il manifesto") il presidente sconfitto col trucco e annunciare, sempre con Biden e le oligarchie mediatico-tecnico-finanziarie, l'esistenza del "terrorismo interno" e quindi la guerra ad esso. Essendo quell' "esso" 75 milioni di elettori e relative famiglie,  almeno metà dei cittadini USA, a voler essere più onesti degli scrutatori USA, è stata dichiarata la guerra a metà dell'Unione americana.

Se nella relativa libertà democratica conquistata grazie alla Resistenza che, in quanto a indipendenza e sovranità si rifaceva al nostro momento migliore, il Risorgimento, potevamo parlare di un'Italia divisa tra destra e sinistra. Posizioni  intese, allora a buona ragione, come DC e PCI, l'oggetto del contendere erano, al netto di Gladio, servizi terroristici e Cia, i rapporti di forza parlamentari. La contesa, se la confrontiamo con quanto pare abbiano in mente i Democratici di Biden quando dichiarano guerra al "terrorismo interno", si evolve in una Piazza Fontana, una Piazza della Loggia, una Via Georgofili, ogni giorno in ogni piazza degli Stati Uniti. Esageriamo? Forse sì, forse no, se pensiamo al loro sterminio dei nativi, sia in casa che nel mondo. Si tratterà di vedere se le misure di sorveglianza, controllo, manipolazione e passivizzazione, fornite al regime da high tech, media e i virus di Big Pharma, saranno tali da neutralizzare ogni capacità di rispondere.

Una specie di "guerra stellare" per la quale ai bidenian-obamian-neocon, il buon Barack, stella polare, ha fornito i mezzi, trasformando una polizia tradizionale in corpo d'élite militare, tipo Battaglione Azov in Ucraina. Logico che tra i primi annunci di Biden ci fosse quello della fornitura di armi a Kiev. Governo a cui, peraltro, è grato per aver insabbiato il processo a lui e al figlio Hunter per le malversazioni compiute con la Burisma Energia, una società ucraina di farabutti.

Una guerra stellare che ha per arma fine del mondo il controllo, la promozione e la negazione della comunicazione tra umani. Arma che privati, del tutto privi di legittimazione, esercitano contro chiunque, a partire dalle massime istituzioni, come s'è visto con l'eliminazione dai social del presidente degli Stati Uniti. La guerra contro i divergenti, "terroristi interni", è già in atto e si avvale di una violenza comunicativa mai vista. Dopo aver impedito a Trump di comunicare, il padrone di Twitter, Jack Dorsey, è stato intercettato mentre prometteva che quello era solo l'inizio, che "l'eliminazione delle voci non conformi si sarebbe allargata senza limiti e sarebbe durata per settimane e anche più a lungo". Nelle stesse ore, per aver espresso consenso a Trump, sono stati sospesi 70.000 account.

Il dato di fatto è che, con questi sviluppi, negli Stati Uniti  si è allargata e approfondita la spaccatura di classe e di strategia che da anni si va aprendo nel paese. Sul piano geografico e sociologico, Coste Orientale e Occidentale contro il centro, il famoso Midwest. Da un lato le élite riunitesi, sotto la Cupola Storica dei Grandi Finanzieri, nella consorteria tecno-scientifico-militare; dall'altro i "deplorables", così definiti da Hillary, i "miserabili" di Trump. Agricoltori, operai, impiegati, ceto medio ricuperato alle delocalizzazioni delle multinazionali e restituite all'occupazione, secondo il motto "America first". Per Biden, i suoi media, i suoi pupari, "terroristi interni". Contro i quali si è intanto già fatta una bella prova, dopo il collaudo, in campagna elettorale, delle milizie "antirazziste e antisovraniste" Black Lives Matter e Antifa. Nel giorno dell'insediamento, con i 27mila elementi armati della Guardia Nazionale, dotati di artiglieria e cacciabombardieri, fatti passare per difensori contro la Maidan di Trump, abbiamo visto come si occupa e neutralizza una grande capitale.

Oltre ad aver annunciato la guerra tra i suoi concittadini, metà terroristi interni, coadiuvato dalla hillariana riesumazione del cadavere putrefatto del Russiagate ("l'assalto al Capitol Hill l'ha manovrato la Russia"), il vecchietto non arzillo s'è messo in testa le piume di alcuni annunci che hanno prodotto orgasmi tra "followers" (come "il manifesto", il cui Guido Moltedo non ha saputo contenersi dal colmare il suo altarino, già eretto in onore di Hillary e ora di Joe, con ceri ed ex-voto "per grazia ricevuta"). Immigrazione quanta se ne vuole, dai paesi disastrati da lui e dai suoi predecessori; ritorno a Parigi per il trattato sul clima (che nessuno osserva e osserverà); no a quell' oleodotto, lunga vita ai panda e tè ogni pomeriggio alle 5 con Greta.

Infine in tutte le amministrazioni di borgo, città, Stato e federali, promozione delle minoranze discriminate e rimozione dell'odio dei poveri verso i ricchi. Quote rosa, e possibilmente maggioranza, per donne e LGBTQI, inusitatamente diventate categorie politiche e vittime in un'era postmoderna che ha ampiamente superato l'arcaica contrapposizione tra la minoranza ricchissima e la maggioranza povera. Ne è un simbolo la/il trans Rachel Levine, sottosegretaria alla Sanità, dopo esserne stata titolare, sicuramente bravissima, nello stesso dicastero in Pennsylvania (Stato cui Joe è particolarmente debitore per essere  uno dei sei che, per due ore nella notte delle elezioni, ha sospeso i conteggi per poi ricominciare con tutti i voti a Biden e nessuno più a Trump, che fin lì era avanti)

Nè Wall Street, nè Silicon Valley, nè Big Pharma, nè Pentagono, nè "il manifesto", hanno alcunchè da obiettare. Anzi, con quelle minoranze vanno a nozze, ci campano loro e i padroni liberatisi dalle maggioranze "dell'odio". E neppure Juan Guaidò, golpista fallito in Venezuela, se ne dispiace, visto che il suo ambasciatore a Washington, Carlos Vecchio,. ha potuto assistere, tra pochi eletti, alle festività inaugurali del neopresidente. Del resto, non aveva Obama dichiarato il Venezuela di Chavez e Maduro "massimo pericolo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti"?



Di questo e d'altro si parla diffusamente nel video.


mercoledì 20 gennaio 2021

Pfizer blocca il vaccino-messia. Forse non lo è. --- TRUMP CHIUDE. BIDEN APRE, LE PORTE DELL’INFERNO --- 20 gennaio: C'era una volta in America

 20 gennaio. Insediamento di Biden. 

"Il governo non è posseduto e controllato dal popolo. Il popolo è posseduto e controllato dal governo" (Gary D. Barnett)

Lucette in fondo al mattatoio. Si corre ai ripari

Mentre, guardando in alto, vediamo i micidiali buffoni del circo degli orrori sbranarsi per i ricorrenti bottini UE e sbranare la vita nostra, dei nostri figli e anziani, dei nostri studenti, bottegai, contadini, artigiani, operai, imprenditori, guardando in lungo, vediamo, i loro padroni e padrini tornare, dopo Trump, cui interessavano gli americani, a tornare a occuparsi del resto del mondo. E sentiamo lezzo di carneficine.

Siamo emersi, col fiato mozzo e le orecchie sfondate dallo sconfinato bla-bla retorico e ruffiano, tipico di tutti gli imbonitori, del tiranello della marca imperiale. Di cui solo cinque cose avevano un carattere di concretezza:  voglio tenermi i servizi segreti, voglio gestire la manna con cui l'EU ci ricatta e strangola le prossime generazioni, voglio cacciarvi nella "transizione energetica (5G) e digitale" e continuare con i DPCM di regime. 

 In compenso, si sono accese delle fiaccole in fondo al mattatoio, che ci illuminano una via di fuga, o piuttosto di controffensiva. Abbiamo trovato le avanguardie della resistenza e del riscatto. Sono i 50mila esercizi che hanno sfidato il tiranno e i suoi sicofanti e hanno alzato le saracinesche dietro alle quali dovrebbero morire.Hanno sfidato ammende e vituperi. Bravi anche i (non troppi) clienti che li hanno sostenuti. Andiamo tutti ad almeno farci un caffè, seduti. L'altro incoraggiamento viene, come quasi sempre nei momenti peggiori della nostra Storia, dai giovani, soprattutto studenti: quelli che da settimane rifiutano l'annichilimento digitale; quelli che studiano al freddo, presidiando le proprie scuole negate; quelli che si sono organizzati e hanno occupato i licei in parecchie città italiane. C'è un refolo di vento del '68, il decennio dei rivoluzionari, studenti, operai, donne, intellettuali, che ha fatto tremare l'edificio capitalista e del quale la classe dirigente si tramanda il terrore di generazione in generazione.  Potremo dire ce n'est que un debut?


Segnali di Nuovo Ordine Mondiale

- Pfizer, il colosso farmaceutico con la fedina penale più lunga dell'Anticristo, blocca il vaccino "per rivedere gli impianti" (???), dopo che da decine di paesi si sono segnalati gravissimi effetti e decessi. 

- USA: colpo di Stato Democratico. Dopo le prove dei brogli elettorali, quelle della False Flag al Congresso "invaso".

- Nella squadra di Biden tornano i neocon fautori di guerre e colpi di Stato.

- Allineati con il Deep State, i censori delle piattaforme digitali. Miliardari privati decidono chi deve parlare. Banche e multinazionali tagliano Trump e 75 milioni di elettori. Parte la caccia alle streghe.


Credo che nella storia non si sia mai visto quanto di malvagità, mendacità e inganno un ridottissimo pugno di malfattori abbia potuto infliggere al resto dell'umanità e quale gigantesca e capillare condizione di collusione e subalternità abbia saputo ottenere dal volontariato dei suoi caporali di giornata. Una specie di matrix nella quale, con la promessa del vaccino-messia, ci hanno incatenati in un sotterraneo senza aria e senza luce. Poi quando il liquido è sceso nelle nostre vene, abbiamo incominciato a star male, qualcuno a morire, e abbiamo ritrovato i nostri morti, quelli degli errori terapeutici (tachipirina, ventilazione) e quelli perduti per negazione di cure, "causa covid".

Quod non fecit virus, vaccini fecerunt

Scusate la maccheronica parafrasi della pasquinata contro Urbano VIII. Mi pare che valga sia per il "nuovo" governo BIden, sia per il vaccino Pfizer. Assistiamo al ritorno nella Casa Bianca dei freaks di Frankenstein e dei morti viventi di Drakula. Quelli che hanno ammazzato più innocenti in giro per il mondo di quanti vengono denunciati nei lager nazisti. E, al culmine, c'è lo sgomento per il blocco del vaccino Pfizer, poche ore dopo che dalla Norvegia si sono segnalati prima 13, poi 19, poi 23, poi 29, poi 33 morti, a seguito dell' eugenetica inoculazione. Si aggiungono alle tante anafilassi, terapie invasive, reazioni gravi e morti, successive già alla prima dose, registrate negli USA, un po' ufficialmente e un po' bisbigliate,  e in altri paesi. Sarà per questo che Pfizer (vedete la sua storia di reati, scandali, processi, condanne in Wikipedia) ci ha tagliato i "viveri"?

 


 Non c'è spazio, qui, per tutte le segnalazioni di  deceduti, o di gravi effetti collaterali, subito, o a qualche giorno di distanza dalla somministrazione Pfizer. Notizie, scelte a caso, che riguardano il solo dicembre. L'Istituto "Paul Ehrlich" in Germania riferisce di 10 decessi entro 4 giorni dall'iniezione. Sempre in Germania, in due RSA, risulta che persone vaccinate sono risultate nuovamente infette e hanno contagiato altri residenti. In Israele almeno 13 vaccinati hanno subito una paralisi facciale, effetto considerato possibile dalla FDA, massima autorità sanitaria statunitense e già verificatosi durante i test della Pfizer. La VAERS, ente USA per la denuncia di effetti collaterali negativi, registra 13 morti, perlopiù nello stesso giorno della vaccinazione e 3.916 casi di conseguenze avverse. Una RSA di New York comunica 24 morti entro 14 giorni su 193 vaccinati, per un tasso di mortalità del 12,4%. Le impeccabili autorità sanitarie annunciano che i vaccini non impediscono il contagio di altri e il ricontagio proprio. In più, dicono le schede dei produttori, non si ha la minima idea di cosa possa succedere dopo tre mesi e oltre. Ma all'atto della puntura tocca firmare una dichiarazione che esonera costoro da ogni responsabilità per danni!!!

Altri decessi successivi all'inoculazione vengono riferiti da ospedali, organi sanitari e dell' "Organizzazione di Difesa dei Bambini" di Robert Kennedy Junior, pediatra, figlio del fratello assassinato del presidente Kennedy. Riguardano Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera, Messico e Israele. In questo paese si sarebbero verificati "centinaia" di shock anafilattici e altre reazioni allergiche con lingua e gola gonfiate, capogiri, debolezza estrema. Effetti analoghi vengono segnalati da molti altri paesi. Tra le conseguenze attribuite al vaccino, sono frequenti le sindromi infiammatorie multisistemiche di cervello e spina dorsale, problemi cardiocircolatori, dermatiti. Per l'anafilassi, le autorità Usa parlano di un rapporto di 92,4 casi su un milione di vaccinati. Per capire quale gravità questo dato rappresenti, tocca affidarsi agli organi responsabili, sperabilmente onesti.

Nelle colonne: età, data vaccino (dicembre), produttore, genere, clinica e Stato USA, giorni dall'iniezione, o stesso giorno



Comporta rischi alla persona e non ne blocca il contagio, o una nuova infezione. Ma cosa è davvero?

In ogni caso, scienziati negli USA e in tutto il mondo affermano che l'mRNA nel vaccino non è scientificamente e legalmente un vaccino, dal momento che, come viene ammesso, non impedisce il contagio. Si tratterebbe di un farmaco che trasforma la cellula in produttrice di patogeni a cui gli anticorpi sarebbero chiamati a rispondere. Con frequente effetto di pericolosa iperimmunità. Per la legge e gli standard delle autorità sanitarie americane (CDC e FDA), un vaccino deve produrre immunità, ma anche porre termine al contagio. Cosa che non fa. L'argomento è stato al centro di un videoconfronto tra lo zar della pandemia e delle vaccinazioni negli USA, Anthony Fauci, e tre  prestigiosi accademici: Robert Kennedy J, David Martin e Judy Mikovits

Malattie pregresse: prima non contavano, ora sarebbero decisive

Siamo abituati a tutto, ma non abbiamo potuto evitare lo sbalordimento di fronte al volteggio, degno dei trapezisti del circo di Montecarlo, dei tecnoscientifici che, di fronte alla grandinata di disastri post-vaccino, li hanno attribuiti a "gravi condizioni patologiche pregresse". Le stesse che, per tutte le morti, due milioni e passa ad oggi, erano state rigorosamente ignorate e anche escluse, a dispetto delle evidenze, poichè era opportuno che tutto fosse " PER COVID". Tutti vittime solo del Covid. Casomai qualcuno si facesse condizionare da quei medicuzzi negazionisti, per i quali CON COVID 19 non si muore, a meno che il virus non sia la spintarella finale a qualche malanno davvero grave. 


E da noi? Stamo 'na favola, anche senza più vaccini

Degli eventuali effetti collaterali del nostro primato di un milione di vaccini somministrati nulla si sente e nulla si sa. E la seconda dose, i vaccinati se la vadano a cercare dove gli pare (fuorchè in Russia!), visto che quella di Pfizer è rimandata a tempi migliori. Pensando ad Arcuri e a certi presidenti regionali, possiamo ben immaginare cosa possa essere successo, in un paese privo perfino di piano pandemico, con vaccini che richiedono tecnologie e logistiche capaci di tenerli a 80° sotto zero e che, quando scongelati, devono essere inoculati dal medico di base(!) entro pochi minuti. Auguratevi che non succeda, neanche nella località più remota e arretrata, che la confezione si sciolga e venga ricongelata. Ricevereste una pera che l'overdose di eroina sarebbe una bibita. 

Dal virus dell'infiammazione, al virus della combustione di popoli

Mica è finita con pandemia, vaccino e  suoi effetti collaterali, chiamati così per farli passare per attenuanti. Come per i missili. Permangono e ritornano gli "effetti collaterali" di una banda di briganti, terroristi, guerrafondai e affamatori di popoli. Del suo precedente passaggio sul pianeta, l'umanità non cesserà mai di leccarsi le ferite. Ora, immutata nei metodi e obiettivi,  si ripresenta avida di dominio e saccheggi imperialisti, capeggiata da una vecchia majorette maschile, male in arnese, che col suo ex-capo condivide sette guerre d'aggressione, la Guantanamo dei torturati, mai processati e mai liberati, gli assassini extragiudiziali con droni di migliaia di "sospetti", l'espulsione di 1,5 milioni di immigrati, la militarizzazione della polizia più violenta del mondo. 

Di suo, il neo presidente ci mette anche un bel tasso di corruzione, esemplificato dagli scandali e ricatti suoi e del figlio in Ucraina, come dagli intrighi perchè il papà vicepresidente assicurasse fette di mercato USA ai trafficoni cinesi amici del figlio. Tutto questo coronato dal PNAC, "Programma per il "Nuovo Secolo Americano", con cui l'autore, proprio Joe Biden, e i suoi compari neocon, programmarono di lanciare il proprio paese  (verso il Nuovo Ordine Mondiale, NOM, oggi, grazie ai farma-digitali e ai miliardari di Klaus Schwab a Davos, di incombente attualità.

La nuova squadra di Biden (o la vecchia di Obama?)

 


Di conseguenza la squadra del nuovo "commander in chief" non poteva non annoverare protagonisti di quel glorioso passato e di un analogo avvenire. Sono quasi tutti pezzi ricuperati dal museo delle cere clintonian-obamian-neocon, con, per cieligine, diversi ex-dirigenti di Facebook, il social che con tanto vigore si è schierato con Biden e contro Trump e che, approfittando della congiuntura, va appropriandosi della fama di un Catone il Censore all’ennesima potenza (“Cartago delenda est”).

Colgo fiore da fiore. Samantha Power, capo di USAID; falchissima iperinterventista, ex-ambasciatrice all’ONU, agenzia per la cooperazione, protagonista di tuttte le rivoluzioni colorate e i colpi di Stato sotto Obama. Victoria Nuland, sottosegretario di Stato; golpista di Maidan in Ucraina, che, “mandandola a farsi fottere” (“fuck you Europe”), impose all’UE il proprio candidato a premier dopo il regime change. Tony Blinken, Segretario di Stato; già vice-segretario di Stato e consigliere di Biden per la Sicurezza Nazionale, rappresenta gli interessi dei High Tech di Silicon Valley. Generale Lloyd Austin, già capo di Stato Maggiore e capo di Centcom nelle aggressioni e nei genocidi in Iraq, Siria, Afghanistan. 

Janet Ellen, Segretario del Tesoro; già a capo dello Staff economico con Clinton, poi presidente della Federal Reserve 2014-2018, quando la Fed non fece che stampare miliardi di dollari, inducendo crisi in varie parti del mondo e incrementando il debito pubblico USA a 23mila miliardi di dollari. Avril Haines , direttore Intelligence Nazionale, comprensivo di 17 Servizi Segreti; già vicedirettrice della CIA e principale consigliera di Obama per la Sicurezza Nazionale. Protagonista di un’Intelligence impegnata nella tortura, nelle carceri segrete, nell’assassinio di cittadini USA “sospettati” di terrorismo e nelle “operazioni speciali”. Neera Tanden, Segretario al Bilancio; già presidente del Centro per il Progresso Americano, ente affiancato alla CIA e alla NED (National Endowment for Democracy) nelle destabilizzazioni di Stati ritenuti disobbedienti. Insieme agli altri organismi impegnati nelle guerre ibride, porta la responsabilità per decine di migliaia di morti. Legatissima a Hillary Clinton, è stata impegnata in tutte le sue campagne elettorali. Quanto alla (vice)presidente, Kamala Harris, il supersbirro della California, dovremmo già essere informati.



 


Fior da fiore, nella serra Democratica delle piante carnivore.