domenica 6 giugno 2021

Manifestazione con mascherina a Roma --- PALESTINA, CORPO MARTORIATO MA VIVO, CON LA TESTA IN CARCERE --- --- Aspettando Marwan


Canale RUMBLE

https://rumble.com/vi26jd-israele-colombia-due-avamposti-continentali-dellimperialismo-in-crisi.html 

Podcast Radiofonico

https://www.spreaker.com/episode/45174533

Pagina Facebook

https://www.facebook.com/100652334681130/videos/512586903429311/


Il tema della video intervista è questo

ISRAELE-COLOMBIA, DUE AVAMPOSTI CONTINENTALI DELL’IMPERIALISMO IN CRISI

Il compito geopolitico assegnato ai due Stati nei confronti dei rispettivi popoli e degli equilibri regionali, messo in discussione dal rinnovato scontro tra consolidamento statuale autoritario e resistenze di massa. Obiettivi ed esiti possibili in una cornice internazionale inedita

Gaza e vaccini

Uno dei motivi di Netaniahu per impiegare l'arma di distrazione di massa dell'assalto a Gaza, a Gerusalemme e nei territori palestinesi, è illustrato da questo grafico dello Stato israeliano (che voglio un po' vedere se Facebook me lo definisce falso, come ha fatto con altre due statistiche UFFICIALI sugli effetti avversi dei vaccini in USA e UE.). Si tratta, come è facile vedere, del confronto tra la mortalità in eccesso da Covid, prima del vaccino, e della mortalità in eccesso da vaccino nel paese più vaccinato del mondo. Questa'ultima prevale in tutte le fasce d'età, dal 12% al 30%.



Accompagno con un paio di considerazioni  questa videointervista che mi ha fatto l'ultra-dinamico, e fortunatamente ultra-attivo nell'informazione libera, Stefano Becciolini. 

L'Israele dell'America Latina


Non è niente di originale il parallelismo che ho cercato di tracciare tra presidio imperialista della Colombia come strumento di controllo del subcontinente americano e di forza di destabilizzazione e intervento in prima linea contro il Venezuela del fallito golpe USA, e il cuneo anti-arabo e di controllo del Medioriente inserito nel secolo scorso in Palestina ed esteso in Asia e Africa,  

Solo che i nostri media e analisti raramente si prendono la briga di tracciare la linea tra i vari punti di un contesto. Conviene che il volgo e l'inclita si concentrino sull'una o sull'altra tessera del mosaico e non capiscano l'insieme, il piano, la strategia, insomma la globalizzazione, che comprende il narcotraffico, il Covid, gli idrocarburi, il possesso di terre e acque, la produzione e distribuizione di uno stesso cibo, l'annientamento delle nazionii (altre), la digitalizzazione dei giovani, l'uniformazione dei media, l'omologazione delle identità, tante altre cose e, ora con gli alieni sugli UFO, il dominio militare dello Spazio. 


Per la droga e per gli USA

In effetti, sulle stragi che il presidente Ivan Duque, figlioccio politico di Alvaro Uribe (2002-2010), stragista di contadini, indigeni e oppositori, per mezzo delle sue  UAC ("Unità di Autodifesa" di tipo Contras in Nicaragua), va commettendo da alcuni mesi per contenere una rivolta di popolo, si scrive e si mostra poco o niente. Ancora brucia il patetico fallimento del golpe di un impresentabile fantoccio, Guaidò, in Venezuela. Anche per rimediare a questo flop storico, in Colombia si sono installate ben nove basi militari statunitensi, con tanto di migliaia di mezzi e uomini, recentemente trasferitivi e pronti alla bisogna.

Mostrare, o riferire di un inoccultabile massacro di civili (compresi ex-militanti delle FARC, disarmati e rientrati in politica grazie a un accordo di pace col precedente presidente Jan Manuel Santos) in tutto il paese, risulterebbe imbarazzante per gli USA, tanto impegnati a ristabilire la democrazia in luoghi infetti come Cuba, Venezuela, Messico, Bolivia, Perù, Ecuador....Rischierebbe anche di gettare una luce obliqua su un traffico che nutre il più grande mercato di coca del mondo e ne impingua le banche.

La Colombia del Medioriente


Il silenzio sulle cose di Palestina-Israele, a distanza di tre ore di volo da parenti, amici e confratelli costì immigrati, con tanto di rumorosa comunità palestinese e un forte movimento anti-apartheid in casa (Italia, Europa, Occidente), era difficile. E allora, per l'equidistanza tra "le parti in contesa", comunque pencolante a destra (dove si trova con ogni evidenza la dirigenza di Israele e quasi tutto il suo popolo), bastava parlare solo di razzi di Hamas, di scontri tra estremisti, di case che spettano agli uni o agli altri, di eccesso di difesa israeliana, visti i bambini inceneriti a Gaza.

Bastava stendere il velo di Maja su un infanticidio che, insieme a quello che Ilan Pappè, massimo storico israeliano, riparato a Exeter, ha descritto come la "Pulizia etnica della Palestina", dura dall'assegnazione da parte dell'ONU del 54% della palestina al 5% degli abitanti (ebrei). Con peraltro, vasti prodromi di terrorismo negli anni '30 e '40. Un velo che fa scomparire del tutto anche la riduzione - ad oggi - della terra storica dei palestinesi al 20%, inframmezzato da centinaia di colonie e di efficienti vie di comunicazione riservate agli occupanti.


Missionari contro "dittatori"

Alla manifestazione per la Palestina organizzata a Roma dalle varie associazioni di suoi esuli, non sono stato personalmente invitato, nè me ne è stata comunicazione. C'era invece sul palco, avvolto nel suo arcobaleno, padre Alex Zanotelli, il missionario colombiano, erede e vanto di coloro che aprirono la via dei "nuovi mondi" alla Compagnia delle Indie, alla Légion étrangère e al maresciallo Graziani. Alla riprovazione delle intemperanze repressive israeliane, il frate, che inchioda nella "dittatura fascista" tutti i governanti di cui USA, UE e Nato ritengono di dover spazzare via i popoli, univa l'appello alla resistenza. Rigorosamente "NON VIOLENTA". Con tanti saluti all'Intifada, dove ragazzacci violenti erano arrivati a lanciare sassi da fionde e bottiglie incendiarie a chi gli sparava addosso fucilate.

 

Zanotelli, rigorosamente maschera e ampio riporto

Quella Intifada, tra la fine del millennio scorso e l'inizio del nuovo, l'ho vista e filmata da vicino. Era guidata da Marwan Barghuti e da una giovane dirigenza di Al Fatah che reagiva al consociativismo e alla passivizzazione dei vecchi gerarchi imbolsiti dell'ormai senile Arafat. L'intesa tra interessi israeliani e subinteressi della borghesia palestinese riuscì a bloccare quella rinascita e quella prospettiva che allo Stato ebreo aveva provocato gravi danni materiali e di immagine. L'entusiasmo con cui la candidatura di Barghuti, dal carcere e dai suoi cinque ergastoli, è stata accolta in tutti i frammenti di Palestina sanguinanti e vivi, non poteva non imbarazzare i collaborazionisti irriducibili al potere da allora e non costituire un altro spunto per Netaniahu, oltre alla sua prospettiva di processi e condanne, per quell'arma di distrazione/distruzione di massa di cui sopra.

Quando il nemico dell'arabo è l'arabo

E infatti dal palco, ascoltato da 2000 persone a San Giovanni, il nome di Marwan Barghuti non è riecheggiato. E neanche un accenno è stato rivolto ai fratelli arabi. Nè a quelli della coltellata alla schiena col Pattro di Abramo, nè a quelli, sbranati al pari della Palestina e per aver speso buona parte della proprio umanità e della proprio fortuna in difesa della Palestina, Siria in testa.

Gli è che, mentre una gamba dei dirigenti palestinesi post-Arafat aveva iniziato a muoversi al passo con quella dei colonizzatori, l'altra, coerentemente, aveva preso a calci i "dittatori" la cui presenza disturbava i piani elaborati per la Grande Israele dallo stratega di Stato Oded Yinon nel 1982. Così, martellandosi unilateralmente gli organi vitali, questi gruppi dirigenti palestinesi fiancheggiano la distruzione di Libia, Siria, Iraq e ora anche Egitto, portata avanti dai peggiori nemici del proprio popolo e della propria prospettiva di libertà. 



 Ricordo come i miei reportage dalla Guerra dei Sei Giorni, avendo contribuito un pochino a spostare la posizione del PCI da pro-Kibbutz "socialisti", all'autodeterminazione dei palestinesi, mi posero per un po' sugli scudi dell'amicizia con immigrati ed esuli di quella terra a me così famigliare e cara. Mi fecero girare l'Italia anche per proiettare i miei quattro documentari sulla Palestina e i suoi campi profughi  e per presentare i miei libri sull'argomento. Apprezzarono che io avessi vissuto e agito con i Fedajin prima che re Hussein ponesse fine, col "Settembre Nero", alla guerriglia dalla Giordania. 

Per me la causa della Palestina e quella della Libia, dell'Iraq, della Siria, dello Yemen, del Libano, dell'Egitto, sono tessere di uno stesso mosaico. Conosco quanto sono strumentali e depravate le categorie di giudizio sugli assetti istituzionali, politici e sociali definiti dai governi del revanscismo coloniale, del razzismo strutturale, della manipolazione di storia e realtà. 

Per tornare a certe analogie tra mondi non tanto lontani come la geografia farebbe credere, vedo un  infelice parallelo tra gli zapatisti del subcomandante Marcos e questi palestinesi che si schierano contro Bashar el Assad, o Saddam, o Gheddafi. I primi, nel nome di un indigenismo isolazionista, hanno affiancato la peggiore narcoreazione messicana contro l'opzione nazionale bolivariana di Obrador. I secondi, sicuramente sinceri antisionisti, non vedono l'assurdità di avere un nemico comune con i loro persecutori. 

E aspetto Marwan Barghuti. Tra le duemila mascherine "de sinistra" e da centri sociali d'antan che circolavano sui prati di San Giovanni, dandosi di gomito o di pugnetto, e guardando in cagnesco i "negazionisti", Marwan non c'era. 




 







venerdì 4 giugno 2021

Videointervista a un reporter di guerra --- --- C'E' GUERRA E GUERRA --- --- I media come Blücher a Waterloo --- --- Obama e il Pentagono vedono UFO


https://comedonchisciotte.org/sancho-18-fulvio-grimaldi-le-guerre-di-fulvio/ 


Media, cavalleria dell'Impero

Questa chiacchierata con Massimo Cascone di "Sancho" ("comedonchisciotte") si svolge intorno alle guerre nelle quali ho vissuto e in quello sulle quali ho anche lavorato da giornalista, videodocumentarista e scrittore. Solo alla fine si accenna a una guerra che di solito non viene definita tale, ma che lo è a pieno titolo, magari anche più perfida e distruttiva di quelle note. Mi riferisco alla guerra contro l'Italia, riflesso di quella che i dominanti conducono contro gran parte dell'umanità e che non si impone per rombo di cannoni, scoppio di bombe, frantumazione di corpi, efferatezze di subumani inselvatichiti.

Ricordate come andò a Waterloo e come si rovesciarono le sorti del mondo e si tornò alla restaurazione? Il genio strategico di Napoleone aveva colpito ancora una volta e le armate inglesi del duca di Wellington erano in ritirata. Ma poi arrivò, del tutto imprevisto da Bonaparte, il prussiano Gebhard von Blücher con la sua sterminata cavalleria e rovesciò la battaglia nell'esito opposto.  Ecco, chi fa da Blücher nella guerra presente se non i media, tutti compatti come cento squadroni di cavalleria. E la nostra Waterloo non sono i virus e i vaccini?

Torno un attimo alle guerre solite. A una di cui parlo nell'intervista, quella contro la Siria invitta che di quei subumani imbarbariti, ha sofferto l'uso mercenario da parte del civile Occidente. Su costoro la manipolazione mediatica della realtà dal vero al suo contrario ha raggiunto il parossismo. Delinquenti e psicopatici del fanatismo e del profitto dal sangue sono stati elevati al rango rispettabile di "oppositori moderati" del "regime del dittatore Assad". Sotto la copertura e con l'armamento degli USA invasori, improvvisate soldataglie curde sono uscite dal proprio territorio e hanno occupato un terzo del territorio siriano. 

 

Curdi, USA, Israele uniti nella lotta

Curdi-USA-Israele, la coltellata alla schiena

I curdi di Siria, mai discriminati e da sempre cittadini a pieno titolo, sono 600mila, lo 06% della popolazione siriana. Hanno approfitato delle basi USA erette in questa zona per costituirsi in Kurdistan autonomo, in vista della spartizione della Siria secondo i piani israeliani. Le bandiere di Israele e Arabia Saudita, svettano accanto alle loro, da tempo appaiate a quelle USA. 

Il vergognoso tradimento dell'unità nazionale di questi complici della tragedia siriana è stato qui rappresentato, con particolare virulenza dagli organi dei neocon americani in Italia, tipo "il manifesto", come riscatto democratico, ecologico, partecipativo, femminista. Un silenzio con buona ragione definibile mortale quello invece su abusi ed espropri compiuti dai curdi in terra araba. Silenzio che seppellisce, anche, la rivolta in atto delle popolazioni arabe occupate. 

 

 Un terzo della Siria regalato dagli USA ai curdi

Martedì scorso a Manbij, strategica città araba a trenta chilometri dal confine turco, occupata e governata dai curdi, una decina di civili arabi che, insieme a migliaia, manifestavano contro le vessazioni curde, sono stati uccisi dalle famose milizie delle sedicenti "Forze Democratiche Siriane", travestimento dell'YPG, la milizia curdo-americana. Non è che un episodio di una rivolta di popolo contro questo mercenariato, insediatosi nelle zone più ricche di petrolio e di terra coltivabile, dopo che l'esercito nazionale siriano aveva cacciato dalla regione l'ISIS. 

Va detto che, dopo 11 anni di resistenza tra indicibili sofferenze, perdite, danni, atrocità, il popolo siriano riesce a tener testa e perlopiù a prevalere contro l'assalto condotto da USA, Nato, Turchia, Israele e rispettivi mercenari curdi e jihadisti. Il valore e la determinazione di questo popolo si è nuovamente espresso nella trionfale rielezione del presidente Bashar el Assad.  Quello che 10 anni fa mezzo mondo aveva deciso di spazzare via in pochi giorni.



Senza vaccino, con vaccino (da VAERS, ente statale USA)

 Torniamo a noi, alla guerra contro l'Italia. Lo vedete il grafico pubblicato dal VAERS, l'ente statale USA incaricato di registrare tutti gli effetti avversi delle tre vaccinazioni. Già era stato scoperto che le morti dal cosiddetto vaccino genico contro il Covid avevano superato in pochi mesi tutte le morti di tutti i vaccini dei precedenti trent'anni. Questo grafico raccpricciante vale più o meno per tutti paesi nei quali si va vaccinando.Ora anche i bambini e ragazzi, contro la drammatica protesta di centinaia di scienziati e medici di altissimo prestigio. Lo chiede la Pfizer appena multata per 2,3 miliardi di dollari per abusi e reati di commercializzazione. E Emer Cooke, l'irlandese per decenni lobbista della stessa Pfizer e di Big Pharma e ora direttrice dell'EMA, agenzia che nell'UE autorizza o rigetta i farmaci, lo concede.

  Base dati ufficiale UE

Il virus di Taranto. Niente vaccino. E nemmeno cure domiciliari

Gli aguzzini della famiglia Riva hanno intascato profitti dalla vendita dell'acciaio ILVA, cavati anche dalle migliaia di morti da inquinamento, cresciuti ininterrottamente con ogni cambio di proprietà, nell'indifferenza dei governi e, oggi, nel silenzio di Conte e Draghi. Del resto non tace, Draghi, anche sulla mafia, in religioso silenzio mentre la Consulta abolisce l'ergastolo per chi NON collabora, la canea sulla liberazione, secondo legge Falcone, di Brusca, punta a farla finita con i collaboratori di giustizia e gli appalti deregolarizzati indicano: "mafia s'accomodi": Tout se tien.  

I Riva sono stati finalmente condannati da un tribunale che ancora merita il nome di amministratore della giustizia. Il merito va anche all'amico Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, indefesso combattente contro le complicità governative, fintoscientifiche (non mancano neanche per il virus) e mediatiche. Con lui misurai il livello micidiale nell'aria e sul terreno del quartiere-camposanto Tamburi e ne ricavai la conferma strisciando il dito sui panni appesi e sulle pareti delle donne inascoltate, orfane dei loro figli o operai (il mio documentario si chiama "L'Italia al tempo della peste").

Non nego la soddisfazione per vedere decretata la complicità di un politico che ha negato tutti i presupposti per i quali ha per anni impiegato tonnellate di retorica. Nichi Vendola, beccatosi 3,6 anni di carcere, ora sbraita contro una giustizia della quale prima aveva detto di fidarsi ciecamente. Oltre ad aver sghignazzato all'aquilana, al telefono col portavoce dei Riva, per aver fregato gli ambientalisti, l'uomo dell'affitto dell'utero di una povera donna, aveva pressato l'ARPA perchè non infierisse contro gli inquinatori e formuilasse in termini più "morbidi" i vincoli previsti dalla legge. Come ecologista, un quaquaraquà, se non peggio.

Quando partono i massmedia....

La disputa sulle origini del Coronavirus, anzi della sua ennesima replica, aveva caratterizzato da subito una molteplicità di opinionisti, medici, studiosi, propagandisti. Artificiale, naturale, da pipistrello, scappato, fatto scappare, i cinesi, i militari USA a Wuhan per i giochi sportivi, lo zar viralista e vaccinista sutatunitese, Anthony Fauci, co-interessato ai laboratori cinesi, Bill Gates che già sapeva tutto e faceva le simulazioni mesi prima, Klaus Schwab (FEM) che si riprometteva di "sfruttare una tale opportunità" per il Nuovo Ordine Mondiale, proprio come i Neocon per la "nuova Pearl Harbour".... Non se ne è mai venuti a capo con una versione su basi scientifiche confermate. E ho la sensazione che, come per altri eventi epocali, ma di matrice oscura, non se ne verrà a capo mai. Invidio chi ha certezze.

 


Ma, da cronista di tutta questa storia e di altri imbrogli grazie ai quali una dozzina di malfattori danarosi si mantengono in cima alla piramide della potenza venale, psicofisica e morale, questo rilancio della teoria della "creazione" del virus mi insospettisce. Carissimi e autorevoli amici la avallano e probabilmente hanno capito qualcosa in più. Ma a me, dopo sessant'anni di scrupolosa osservazione di come, perchè e per cosa si muovono i tentacoli della piovra, questo concorso improvviso di massmedia, di cui si sa chi rappresentano, sulla certezza del virus artificiale, più o meno capitato o voluto, non convince. Anche se lo conforta lo studio scrupoloso di un collega come Franco Fracassi. Neanche lui può avanzare certezze.

Vediamola nell'ottica geopolitica

Intanto si intensifica di giorno in giorno l'aggressione propagandistica e militare (via flotta nel pacifico) degli USA di Biden e Blinken nei confronti di Pechino. La gara tra i due compari - conniventi colludenti - del Great Reset farmaco-digitale-securitario, è allo spasimo. Al tempo stesso l'intera strategia dell'obnubilamento collettivo subisce inediti contraccolpi. 

 


Il vaccino, tuttora sperimentale, e i suoi fantastilioni insidiati dal diffondersi a ondate sismiche delle notizie su morti e altri effetti avversi, infarti, trombosi, miocarditi; lo sconcio dell'estensione coatta-ma-facoltativa del vaccino grazie al cappio del passaporto vaccinale, il dilagare, anche tra sanitari (vedi Piemonte), del rifiuto a fare da cavia; la sciagurata indecenza, su disposizione dei produttori, di accettare la vaccinazione a bambini e ragazzi che già sono immuni di suo al 99,980%; il generale dilagare del dubbio di fronte ai nonsense sadici dei presunti esperti, mirati a non porre fine alla devastazione economica e sociale; l'inflazione incontrollabile che albeggia all'orizzonte e minaccia di farla finita con miliardi già depauperati apposta.....  non merita forse, tutto questo, una grande lavoro di distrazione di massa? Chi più minaccioso del drago cinese?

Virus artificiale, forse. Anche se non si capisce perchè, visto che risulta essere la solita variante annuale del perenne Coronavirus, Sars1, Sars2, Sars indiano, Sars sudafricano, Sars molisano....

Allora, virus creato, virus pompato, o virus capitato? Forse puntare il dito sui cinesi è come  quando si puntò il dito sui piloti sauditi dell'11 settembre.

 

Brutti e cattivi

UFO per la guerra dei mondi

Intanto, appena la neopsicosi USA arriva qui, nella marca colonizzata, chiediamoci perchè Obama, il Pentagono, tutta l'industria militare, tutti i massmedia di regime (Democratico) hanno preso la fola di tipo terrapiattista dei peggiori filmacci sugli UFO e ne stanno facendo la False Flag e la Fake News più imponente dopo il virus di Wuhan. Tutti li hanno visti, si assembrano nei cieli degli USA peggio dei movidisti sul Naviglio o a Trastevere. Nessuna spiegazione possibile sulle loro manovre. Guerra dei Mondi? Sicuramente una "minaccia" da affrontare a forza di miliardate pubbliche per il riarmo nello spazio. Tanto più che pare intravvedere tra questi zuzzurelloni nel cielo stelle su fondo rosso e cupole del Cremlino. 


mercoledì 2 giugno 2021

Forum di Visione Tv con Francesco Toscano --- IL PRIMO GIORNO FU LA CREAZIONE

 

https://youtu.be/uucleCTzuLs 

Inoltro un interessante dibattito su una questione che offre svariate ipotesi, anche mutevoli nel tempo, su cosa abbia davvero originato il virus della pandemia, o fantapandemia. Le posizioni sono, in 

Martedì sera nel noto forum di "Visione TV", una delle più valide voci di contrasto alla narrazione autoritaria ed esclusiva dei signori del Sistema, ho partecipato, insieme al  moderatore di vaglia, Francesco Toscano, e agli altri ospiti - Franco Fracassi, giornalista, Gianluca Marletta, antropologo e sociologo ed Enzo Pennetta, biologo e farmacologo - al rinnovamento della disputa sull'origine del Covid 19, se spontanea o fabbricata, se usata o manipolata. Ammettendo, peraltro, tutti noi, che la prova provata dell'una o dell'altra ipotesi non c'è e, come per Piazza Fontana, non ci dovrà essere mai. Quanto a me, non me la sento di pronunciarmi, ma mi sento di dire che la cosa più importante è capire e dire cosa di questa 

Washington alla Cina: sei stata tu!

La discussione è ripartita dagli USA, dove politica e media conformi, hanno rilanciato per l'ennesima volta, tra altre varie a seconda degli umori geopolitici, l'ipotesi del virus uscito dal laboratorio di Wuhan. Peraltro a gestione internazionale, soprattutto USA (Fauci &Co.). Virus "cinese" dunque, come vuole la vulgata sinofoba, da Obama a Trump a Biden.. Strumento molto adatto ad accompagnare e rafforzare in termini geopolitici il confronto USA-Cina. Un confronto-scontro ad alto tasso propagandistico, a sostegno della contesa per i Mari Cinesi del Sud, da inibire a Pechino, ai presunti maltrattamenti dei musulmani Uiguri in Xinjang, alla destabilizzazione "colorata" del Myanmar e di Hong Kong. 

Lo dico mantenendo tutte le mie riserve sulla Cina in quanto ultracapitalismo (sebbene di Stato), sorveglianza sociale e prospettiva digitale distopica. Quanto meno l'espansionismo cinese della Via della Seta è una globalizzazione che si esprime senza guerre, sanzioni e colpi di Stato. 

Ciò che, con ogni evidenza, si adombra in questa narrazione della fuoruscita del mostro da Wuhan è il sospetto destinato a diventare convincimento che il virus sia stato lì o fatto scappare, o creato, o magari messo a punto sulla base di precedenti Sars. E' significativo, se non rivelatore, che la teoria venga ora ridiffusa a partire da Washington. Lì cova le sue uova quel coacervo di neocon, servizi segreti, Pentagono, al quale si possono attribuire gli esperimenti su armi biologiche condotte negli anni '50 addirittura nelle metropolitane della madrepatria. Il seguito s'è visto in Vietnam, con la diossina (Agente Orange della Monsanto) e il Napalm, come pure nei gas affidati ai jihadisti in Siria. Poi, a seguire in giro per il mondo, compreso il famigerato Antrace, che andò a colpire gli avversari della versione ufficiale dell'11 Settembre e poi risultò prodotto e uscito dal laboratorio militare USA di Fort Detrick. 


Quanto all'altro mostriciattolo killer, il Novichok, utilizzato dai russi per togliersi dai piedi fastidiosi dissidenti e fornire all'Occidente che li assedia nuovi motivi per stringere quell'assedio, peccato davvero che il suo centro di produzione sia britannico, il laboratorio militare di Porton Down, a due passi da Salisbury, dove i due Skripal sarebbero stati avvelenati.

Quindi qualsiasi narrazione esca, o venga supportata da quelli di Washington con cagnolini al seguito, va presa con le lunghe pertiche del dubbio. E quando l'ottimo Franco Fracassi rileva con strizzatina d'occhio che, guarda un po', quasi tutte le epidemie si sono diffuse nei pressi di basi USA, risponderei che nelle quasi mille basi americane (quelle dichiarate) sparse nei continennti, non mancano mai laboratori chimico-biologici, per cui è l'epidemia che, forse, si ritrova tra i piedi una base e non il contrario. 

L'influenza naturale colpisce ogni anno un po' ovunque. Possibile che un'arma biologica scatti nelle stesse settimane in ogni angolo del mondo? Gli scienziati sono concordi nel rilevare che quello in atto è un Coronavirus come tanti altri precedenti e, come questi, un po' mutato, più contagioso, ma sempre Sars è. Il resto, per farne il Leviatano peggiore della Storia, lo si deve a gestione e propaganda. E su questo non ci piovono i milioni di morti di tutto, con, a volte, un po' di Covid, ma poi tutti di Covid.

Insomma, per quanto sia assolutamente lecito, e anche intrigante rilfettere e dibattere su creazione o evoluzione, naturale o manovrata, del virus, e sua uscita libera spontanea o sollecitata, a me non pare che, nelle temperie dalle quali siamo sbattute come fuscelli nel maremoto, questa termatica debba preoccuparci più di tanto. Serve, semmai, ad alzare l'asticella del tasso di malvagità e demenzialità dei responsabili di tutta l'operazione Covid, quando finalmente si troveranno davanti a un giudice. E qui non è che a Visione TV manchino le opportunità, infatti sistematicamente prese al volo e utilizzate a favore di  nostra scienza e coscienza.

Scienziati di serie A e scienziati di serie C

A questo proposito mi è parso utile citare la classifica, in base all'universalmente riconosciuto Indice H, del rango scientifico dei nostri scienziati, amministratori della nostra vita e salute, con quello di altri che non concordano con la narrazione dominante e risultano però assenti da schermi e giornali. Il confronto è altamente istruttivo. L'eccellenza sta sopra i cento punti, con punte oltre i 150. Tra 50 e 100 si sta nella passabile media. Sotto i cinquanta si è fuori contesto. Ebbene, quasi tutti i "nostri" si riducono a due cifre, perlopiù sotto i 50. 

Enzo Pennetta mi obiettava che nella scienza non dovrebbe valere il principio di autorità. Sarà, ma qualcosa vorrà pure dire alla gente che i migliori, perchè dissidenti, sono esclusi dalla vulgata che ci viene invece propinata dai peggiori.

Tocca ai ragazzi. Nonostante tutto sono ancora troppi.


 
Stiamo al momento assistendo, paralizzati dallo stupore e dallo sgomento, all'autorizzazione a Pfizer, da tutte le entità di vigilanza, USA, UE e nazionali, di infliggere vaccini anche ai ragazzini dai 12 ai 15 anni e poi, come già previsto, da zero a 12. Questo, dopo che tutti gli scienziati sanno che in quel gruppo d'età si è immuni al 99,890%! Questo, dopo aver già fatto fuori, a forza di detenzione e cure mancanti e di effetti avversi da vaccini, una buona fetta di popolazione anziana, come Bill Gates e l'intera cosca raccomandano. E' il mostruoso esito di una evoluzione, non del virus (che per molti resta quello dell'influenza nelle sue continue mutazioni e che stupefacentemente è, dopo centinaia di ricorsi annuali, del tutto scomparso!), bensì della sinergia tra chi si fa i miliardi sulla nostra salute e chi pretende di rappresentarci e cautelarci.

 


Come è nato, o come è stato addestrato?

Più di cosa sia successo a Wuhan credo che dovrebbe saltare addosso alla nostra attenzione/indignazione il dato di come questa opportunità (o questo manufatto) sia stata colta, adoperata e verso quale fine ci stia portando: avete presente il suicidio collettivo dei lemming, ma anche di scorpioni, delfini, balene, imposto da qualcuno che sapeva cosa si andava facendo?

Il Gruppo del "Corporate Europe Observatory", ricercatori che s'impegnano a rivelare all'ignara opinione pubblica a quali assoggettamenti si offrano le membra di Europa. Al confronto la sua disponibilità alle voglie di Zeus resta un esempio di pudico ritegno. Pensate che sia indecente e dovrebbe essere del tutto illegale che i nostri parlamentari, ministri, presidenti, si prestino ai tentativi di influenza, se non di plagio, se non di corruzione, di occulti persuasori dagli interessi loro? Siete in pochi. 

 


Ma in pochissimi siete coloro che sanno - e s'indignano - che almeno 300 lobbisti di Big Pharma risiedano in permanenza a Bruxelles, sulle spalle di parlamentari e commissari, e li manovrino al suono, solo nel 2020, di oltre 36 miliardi di euro. Ci scandalizziamo che a capo dell'EMA, agenzia UE che autorizza i farmaci, soprattutto quelli di società vaccinare che, ogni due per tre, vengono condannate a miliardi di ammende e risarcimenti per i danni causati, sieda la signora Emer Cooke?  L'affidabile dama irlandese è stata per decenni lobbista di Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson (società testè multata per 1,2 miliardi per aver, coscientemente, mescolato per trent'anni fibre d'amianto al suo baby talco, con l'esito di migliaia di corpicini divorati da asbestosi e tumori polmonari.

E noi continuiamo a comprare automobili da chi ce li vende con i freni marci.

Chiudo con Franco Fracassi, valido figlio di Claudio, mio amico e direttore del settimanale "Avvenimenti" sul quale ho scritto per anni, per contestargli un'altra informazione. "I complottisti non esistono", ha così esordito il bravo collega. Evidentemente ha inteso evidenziare la strumentalità, abbastanza idiota, di un dispregiativo che prolifera tra coloro che si seccano quando qualcuno scopre le loro mutande sporche.

 


Ma, come insegna Orwell, mai cadere nel trucco della neoloingua dei dominanti per i quali, tra le altre inversioni, pace è guerra e viceversa. Oggi, per esempio, la tratta degli schiavi è diritti umani. I complottisti ci sono eccome! E ci sono sempre stati. E noi ce la siamo passata male e malissimo per non averli identificati come tali. Perchè, secondo voi, non brigano, cospirano, complottano quelli che si riuniscono in Bilderberg, Trilateral, Aspen Institute FEM, OMS,  nei vari gabinetti di governo, nei vari consigli di amministrazione, tutte stanze chiuse dalle quali filtra solo quanto ne deve filtrare e di cui subiamo gli effetti solo quando ci grandinano addosso? Senza mai rendercene conto. Non ne è maestra la Chiesa? Non è lo strumento operativo della mafia?

Senza complotti imperscrutabili questi quattro psicopatici non reggerebbero un giorno. Darci del complottista per farci bere le loro panzane e infamie. Freud lo chiamerebbe il classico transfert. Se ora dicono che il virus è uscito dal Lab di Wuhan, per caso o per causa, l'asserzione va trattata come l'atomo: spaccandola e guardando cosa c'è dentro.


martedì 1 giugno 2021

WEBINAR COVID UCCISO E RISORTO

 

 


https://www.facebook.com/associazionegaiacorsano/videos/3932366196799586  link  della registrazione originale della diretta del Webinar su Facebook

 

Ho avuto il vero privilegio di partecipare a un Webinar  con per ospiti coloro che sono nominati nella locandina allegata. Scienziati e medici di assoluta e riconosciuta autorevolezza i quali, di conseguenza, non appaiono sui nostri media unificati, di carta o di schermo. In questi trovano, invece,  ininterrotto e illimitato accesso, lusinghe e promozione, medici e scienziati  che tengono su le nostre difese immunitarie a forza di grandinate di terrorismo finalizzato all’impotenza collettiva a confusione, paura, angoscia. E obbedienza.

 

C’era dunque da aspettarselo che questo Webinar, davvero sontuoso per la ricchezza di informazioni, documentazioni, dati, in totale contraddizione con la narrazione dei padroni di virus, tamponi e vaccini, venisse immediatamente rimossa da Youtube: il diavolo e l’acqua santa, per chi ci crede. Ennesima, spettacolare conferma della negazione (negazionisti!) di confronto, dubbio, dialettica, pluralismo connaturato alla scienza,  cioè di qualcosa che va ben oltre la coda di paglia dei narratori di Sistema e arriva alla conferma di una malafede assoluta, che si difende a forza di calunnia, censura, dogma e punizione..

 

Battendo un metodo in sintonia con il totalitarismo politico-sanitario in atto, gli autori del Webinar sono riusciti a rimetterlo in carreggiata, imponendo, per una volta, il diritto. Ecco il nuovo link a YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=PDLZ09BlsKE  Affrettatevi a salvarlo. A guardare questo documento vi renderete conto quanto ne valga la pena.

 

Da me il ringraziamento in prima istanza a Corrado Russo, dell’Associazione Gaia, a cui questo concentrato di informazione altra è dovuto.

Fulvio

domenica 30 maggio 2021

Con Paolo Villaggio e Gianmaria Volontè --- ALTRO MEZZO SECOLO TRA IL LUSCO E IL BRUSCO --- Dalla tessera, al mosaico di un tempo che vogliono far sparire


https://www.youtube.com/watch?v=amH1_gFXv94  

https://comedonchisciotte.org/sancho-17-fulvio-grimaldi-il-secolo-con-gli-occhi-di-fulvio-2a-parte/ 

A teatro con Paolo Villaggio e Gianmaria Volontè

Le reazioni arrivate a commento della prima puntata su "Sancho" ("comedonchisciotte"), "IL SECOLO", in cui si narra del mio attraversamento del secolo che corre dal 1934 al 2034 (dove per fortuna nostra non siamo ancora arrivati), mi hanno liberato da un timore. Che i miei, più o meno benevoli/malevoli, interlocutori potessero interpretare questa storia centrata sul personale come un narcisistico esibizionismo in cui tutto è inteso a illuminare l'ego del sottoscritto  Non era questa l'intenzione. L'intenzione era di utilizzarmi come filo, con gli amici di "Sancho" realizzatori dell'intervista, filo prima nero pallido poi rosso intenso, che si snoda lungo ambienti e momenti storici di rilievo generale, politico, sociale, culturale.



Fasi del nostro passato recentissimo che costituiscono il patrimonio mnemonico certamente mio, ma dovrebbero anche infrangere l'annichilimento della memoria di tutti, come è oggi accanitamente perseguito  dagli imbonintori dell' "innovazione". Il Grande Resettaggio necessita di oblio, di incomprensione del presente e di esproprio del futuro. Insomma, questo nostro è un modo un po' dilettantesco di riattivare una memoria che pare essere la cosa più sgradita e funesta degli operatori di un presente sul quale ci muoviamo come su un aquilone. Che appare in balia dei venti, ma è saldamente ancorato e manovrato da un quasi invisibile giocololiere a terra. 

Pare, dalle risposte degli amici, che questo sia stato compreso. Non per nulla sono "cittadini liberi e pensanti" coloro che seguono "comedonchisciotte".

Al lungo racconto, seconda parte, che ci porta più o meno ad oggi, voglio però aggiungere un paio di episodi, curiosi, ma significativi per lo spirito del tempo, lo Zeitgeist, e ciò che lo disegnava e vi si agitava.dentro. A dispetto di Scelba, Andreotti, Nixon Boia, o Cossiga.

Villaggio, io, la Compagnia Goliardica Mario Baistrocchi 

 

Correva il 1913 a Genova, quando Mario Baistrocchi, studente di Giurisprudenza, raggruppò la sua "Allegra Brigata". Lo scopo di ieri, rinnovato anche oggi, era mostrare il meglio della propria follia, liberarsi per qualche giorno dei doveri universitari, civici, borghesi, per calcare lo stesso palco dei grandi del Teatro, ma con una maschera di impertinenza e  perfino insolenza. La Baistrocchi ha visto passare sul suo palcoscenico giovanissime promesse diventate poi celebrità nel mondo dello spettacolo e della musica: Paolo Villaggio, Enzo Tortora, Popi Perani, Umberto Bindi, Fabrizio De Andrè, Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Maurizio Lastrico, Enzo Paci. E, uno che celebrità dello spettacolo e della musica non è diventato, Fulvio Grimaldi.

Non ricordo se fosse il 1953, o il 1954. La guerra e il seriosissimo dopo democristiano avevano fatto cadere in disuso quella geniale goliardata che era lo spettacolo scritto e interpretato da studenti dell'ateneo genovese in Via Balbi, perlopiù di giurisprudenza. Io lo frequentav da un anno. Mi ritrovai nella vasta sede del Movimento Sociale Italiano, in piena Via XX Settembre, dove i postfascisti, non sapendosi cosa stavano facendo, avevano affittato un'ampia sala a Paolo Villaggio, per uno scopo misterioso, ma inoffensivo, si riteneva. Invece se ne è avvalso per elaborare e realizzare con i compagni una Baistrocchi rinata, più esplosiva ed eversiva che mai.

 


La faccio breve. L'allora già genialissimo attore e creatore della storica maschera dell'impiegato vessato, radunò una banda di incoscienti, volenterosi di rompere un po' i cristalli e, tutti insieme, scrivemmo il copione per uno spettacolo che riprendeva la gloriosa tradizione dell'irriverenza e dello sberleffo, in ispecie agli uomini (e donne) di panza e di rispetto. La "commedia" andò in scena nell'ambitto intellettualmente più prestigioso, "Il Piccolo Teatro di Genova" e già questo era uno sketch. Ricordo poco, ma certamente che Paolo impazzò in tutte le scenette, fintotragiche, musicali, sganascione, paradossali, assurde e trascinò il lavoro a un grandissimo successo, poi perpetuato in giro per l'Italia. 

Ho chiara memoria di un mio ruolo femminile. Seduto, scosciato e in calze di rete su un barile, facevo Marlene Dietrich nell' Angelo Azzurro di Von Sternberg e strepitavo indecentemente la sua sensualissima canzone: "Da capo a piedi sono disposta all'amore..." Meno bene mi ricordo di una recita biblica in cui mi alternavo a un bravo compagno vestito da Mosè di nome Cocco, sui sacri testi della Grande Fiaba .

Dallo sberleffo al pugno nello stomaco con Gianmaria Volontè

La televisione, nell'inconsapevolezza del carattere potentemente eversivo del film, continua a mettere in onda il capolavoro di Elio Petri e Gianmaria Volontè "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" (1970). Succede che alcuni riescano a guardare oltre l'attuale intrico di rughe e prolassi e riconoscere il sottoscritto nel ruolo del giornalista Patanè, confidente del commissario assassino e impunito, al di sopra della legge.

Il vostro cronista da "Patanè" in "Indagine..."

Non so se fosse per darci una mano in tempi di squattrinamento diffuso (eravamo in piena sovversione sessantottina), ma il gentile, generosissimo Gianmaria volle diversi di noi a fare parti e particine in quel grandioso smascheramento del potere, nel caso della polizia,  come andava configurandosi nell'Italia di Andreotti e Piazza Fontana. Ci eravamo incontrati qualche tempo prima nel giro del centro storico, di Piazza Navona, dove, ancora per affitti incredibilmente bassi, si rintanavano e si incontravano i "nemici del Sistema". Io abitavo per 20.000 lire in un quartierino stupendo sopra la trattoria di "Bombolo" che, prima di fare l'attore comico, cucinava, vendeva piatti da un carretto e grandinava battute ai coinquilini.. 

 


Gianmaria aveva da anni lasciato uin cinema che al suo genio aveva riservato inadeguate parti nei Western. Ci vedevamo perlopiù a casa mia, o di Lorenzo Magnolia a Trastevere. Affittato un quartierino dalle parti di Campo de' Fiori, ci si riuniva per discutere e programmare un progetto che chiamammo "Teatro di Strada" e che doveva essere il corrispettivo spettacolare e culturale delle contestazioni militanti di piazza. Si trattava di provocazioni finalizzate al confronto e alla presa di coscienza. Esempio: andavamo in due o tre nell'atrio della stazione Termini e iniziavamo una discussione sul divorzio, la cui legge era allora in ballo. Si univano altri, nostri "attori", la cosa si faceva rumorosa, attirava persone, le coinvolgeva, a volte finiva in quasi rissa. Ma la miccia era stata accesa.

 

Volontè fermato

Altro tema, la guerra del Vietnam, pacifismo, violenza, nonviolenza, colonialismo, liberazione, il Terzo Mondo che ci deve riguardare, oppure non riguardare. A volte succedeva il patatrac, specie quando agivamo dalle parti del Palazzo. A volte il gruppazzo, con tanto di Gianmaria, finiva in guardina per la notte. Poi arrivò Elio Petri e, per nostra fortuna nazionale, Gianmaria tornò al cinema. Mi ricordo una persopna per la quale non so inventare che queste parole: dolcissimo, sensibile, modesto, intenso, fraterno, giusto. Come attore, profondissimo. 

Poi Gianmaria continuò a fare un film più importante dell'altro. Io, per somma di reati di stampa da direttore responsabile di "Lotta Continua" finii latitante e all'estero. Poi seguii varie guerre da inviato. Ci perdemmo di vista. E' un rimpianto che non passa.

 


venerdì 28 maggio 2021

Palestina, intervista di Massimo Mazzucco, Contro TV, a Fulvio Grimaldi https://www.youtube.com/watch?v=fNhqHxJpS4M --- Il trionfo della Siria e di Assad, il rientro in scena dell'Egitto

 https://www.youtube.com/watch?v=fNhqHxJpS4M

Palestina, intervista di Massimo Mazzucco, Contro TV, a Fulvio Grimaldi

Allego, e integro qui con qualche riflessione, un’intervista che, se la ritenete riuscita e utile, lo si deve eminentemente alla preparazione e agli interventi precisi e consapevoli di Mazzucco, uno dei migliori giornalisti internazionali su piazza, irrinunciabile nel quadro di un’informazione vera e demistificante, e alla ricchezza grafica, estremamente esplicativa, che Massimo vi ha aggiunto.


PALESTINA RESISTE

SIRIA VINCE

L’EGITTO SI AFFERMA

Le immagini si riferiscono alle celebrazioni per la vittoria di Bashar el Assad alle presidenziali di Siria

 

Piazza Omonya, Damasco, celebrazioni per la vittoria di Assad

Scrivo qui, a fianco delle immagini e parole che nella videointervista ci parlano del quasi secolare dramma palestinese, della Siria che ha appena fatto trionfare col voto il suo presidente Bashar el Assad. 

Le immagini che accompagnano queste righe mi riportano al 2011 quando, da inviato di guerra, ebbi modo di riferire dal campo la criminale aggressione dei genocidi USA-NATO-SION, dall’aria e dei loro  mercenari jihadisti e curdi, da terra. Un’aggressione che si inseriva nel disegno israeliano, adottato su formulazione di Odet Yinon nel 1982,e che prevede la frantumazione delle realtà statuali arabe per linee etnico-confessionali.

 


Piano sostanzialmente fallito. In Egitto, clamorosamente, con la cacciata di popolo del regime consociativo dei Fratelli Musulmani e, sostanzialmente, anche in Siria, Iraq, Libano, Algeria. L’unico successo, ora messo in causa dall’insurrezione palestinese di queste settimane, lo Stato degli Ebrei  lo può registrare grazie all’artificio del “Patto di Abramo” con i regimi di Emirati, Bahrein, Marocco e Sudan. Patto di classe nel senso più proprio della parola, nel quale gruppi dirigenti autocratici, oppressivi e segregazionisti si accordano sulla pelle di masse soggiogate, quando non pulite etnicamente.

In Siria, Assad per la terza volta ha vinto le elezioni, regolari come quelle sancite tali dagli osservatori dell’ONU nella precedente tornata, ma statutariamente ridicolizzate e dichiarate inattendibili dai cani da guardia e dai cagnetti da salotto degli sbirri del mondo (metafora che non tocca un infinito rispetto e affetto per tutti i cani). Un mondo che, a dirla tutta, ha come garanzia di illibatezza l'incredibile imbroglio delle presidenziali statunitensi (e non solo delle ultime). Se servisse una prova, oltre ai milioni di donne, uomini, ragazzi, anziani, dalla felicità incontenibile, che si sono visti ieri nelle piazze della Siria, basta un giro per villaggi e città della Siria libera e democratica. A me, come a tanti onesti e volenterosi osservatori, senza le lenti del condizionamento, lontani dalle tastiere degli zerbinisti, è occorso ripetutamente. Serve a sentire il battito del polso di un popolo che per il leader del suo progresso e della sua resistenza, eroica da oltre un decennio, nutre una stima che gli straccioni morali e gli sciacalli necrofagi dell’Occidente si sognano.

 


La Palestina, innesco di quanto è andato succedendo nella regione da oltre settant’anni, dalle prime razzie stragiste delle bande terroristiche Irgun, Stern, Haganah negli anni Trenta, contro inermi centri abitati palestinesi, ha attraversato fasi di silenzio e apparente rassegnazione. Questo è successo in virtù, più che di una repressione senza scrupoli legali o umanitari, di una dirigenza palestinese gerontocratica, affaristica e corrotta, compiacente e, anzi, connivente, con le sevizie e gli abusi dell’occupante, insediatasi a partire dal declino di Yasser Arafat. Dirigenti che pretendevano di affidare la soluzione delle istanze del loro popolo al massimo sponsor e armatore dell’invasore e che, in combutta con esso, sono riusciti a neutralizzare le istanze di liberazione come, intorno al Duemila, si sono espresse nella nuova dirigenza di Fatah, quella della Seconda Intifada, quella dei giovani di Marwan Barghuti.

I conti, per quanto calcolati in termini di bombardieri, carri armati, esseri umani uccisi, bruciati dal fosforo, case polverizzate, uomini e donne liberi carcerati, torturati, terre sottratte, servilismo e complicità geopolitiche, non portano sempre al risultato programmato. Oggi la Siria di Assad, per quanto derubata dal mercenariato curdo di un terzo del territorio nazionale, di altri brani di patria dai tagliagole di Erdogan, derubata del suo patrimonio idrico ed energetico dallo Stato più ricco del mondo e con ferite che buttano sangue da dieci anni, è in piedi. E’ stato l’osso più duro da affrontare per gli espansionisti israeliani in tutte le guerre che li hanno opposti agli arabi. E lo sono oggi in virtù di due attributi mai abbandonati: dignità e unità. Il 95% per Assad ne è un frutto.

 


E poi c’è l’Egitto, non per nulla il più diffamato e mediaticamente assediato paese arabo. Lo Stato che della comunità di 450 milioni di arabi resta, al di là delle varie contingenze feudali di satrapi e fantocci, il centro storico, politico, morale. Ha svolto il suo compito, l’Egitto di Al Sisi. Per quanto oscurato dai latrati dei cani metaforici di cui sopra, l’Egitto è stato l’artefice di una treguaa che ha impedito agli israeliani di andare oltre il massacro di quasi 300 civili a Gaza, ai pogrom dei suoi coloni su inermi contadini arabi, all’esproprio di famiglie dalle genealogie millenarie, alla caccia all’arabo all’urlo “morte agli arabi” (che mi continua a riecheggiare nelle orecchie da quando lo udii gridare nell’avanzata di Tsahal nella Guerra dei Sei Giorni).

Uscito dall'impasse reazionario e oscurantista del governo di Mohamed Morsi, capo di quella Fratellanza Musulmana che è sempre stata la quinta colonna dell'Occidente (con riserva sulla variante Hamas in Palestina), l'Egitto ha potuto riprendere il suo ruolo di potenza regionale.e di portavalori arabo. Ruolo non per nulla insidiato da una stampa per la quale ogni spia, infiltrato, farabutto di paese fuori dall'ambito occidentale diventa dissidente e martire. Propaganda alla quale si aggiunge anche qui il braccio armato della Fratellanza, sotto forma di mercenariato jihadista, con la guerra civile in Sinai e gli attentati terroristici in tutto il paese. Guerra civile e attentati che condividono gli sponsor con tutti i paesi disobbedienti all'unico sovranismo consentito.

 


Al di là della mediazione vincente nel conflitto di Palestina, il Cairo è rimasto l'unico paese arabo a soccorrere con alimenti e forniture mediche (compresi i vaccini negati da Israele) la popolazione di Gaza, a offrire il proprio contributo alla ricostruzione e ad accogliere nei propri ospedali i feriti e mutilati dell'assalto di Netaniahu. Questo, sullo sfondo di un Egitto che si era ripreso  sovranità e libertà nella scelta nei rapporti internazionali. Morsi nel 2013, Fratello Musulmano dei Fratelli Musulmani di Hamas, quando Gaza era stata sottoposta all'ennesima devastazione bombarola israeliana ("Pilastro di Difesa"), aveva chiuso il valico di Rafah tra il suo paese e Gaza.

Forse non è una coincidenza che in questi stessi giorni l'Egitto sia stato, dalla Procura di Roma, trascinato sul banco degli imputati nelle persone di quattro esponenti della Sicurezza egiziana,selezionati perchè indicati da alcuni testimoni anonimi. "Testimoni oculari", sebbene reclusi, delle sevizie e dell'uccisione di Giulio Regeni, prodigiosamente scovati dall'emiro Tamim bin Hamad al-Thani, Fratello Musulmano e illuminato sovrano dell'amico Qatar..



 


mercoledì 26 maggio 2021

Webinar R2020 --- IL COVID MALATTIA SENILE DEL CAPITALISMO --- Regressione al feudalesimo in chiave bio-tecno-fascista

 

https://www.youtube.com/watch?v=0YrFcRKohwE  

 


Vecchi di mille anni

 


Nell'incontro con gli amici del Webinar di R2020, condotto dalla brava Elena Tioli, si parla di un sacco di cose relative a come, invecchiando, il capitalismo, seppure in aumento di ferocia, dia chiari segni di senescenza. L'evidentissimo ritorno a formule di sopruso e dominio di secoli or sono, seppure innervate su dispositivi tecnologici inediti e miracolosi, rivela una perdita di tono psicofisico impressionante. La famosa forza propulsiva è venuta a mancare anche al capitalismo, chi l'avrebbe detto. Se ne potrebbe trarre che, stavolta, il paradigma, costituendo una chiara regressione al già provato - e superato - in altre circostanze stroriche, sia destinato a fallire. A perdersi come uno smarrito attempato che vagola di qua e di là - in effetti mena colpi all'impazzata sfracassando qualsiasi cosa attorno a lui - e non ritrova la via per casa.

In preda a un delirio di onnipotenza (il vecchio matto che si ritiene Napoleone, è un classico) di paura e di odio sanguinario, scampato al manicomio criminale, questo manipolo di Golem ultracentenari è riuscito a mantenersi alla guida dell'Occidente solo in virtù di un gravissimo accidente: la nostra inconsapevole condivisione della malattia senile di cui sopra. Da tempi remotissimi ci è stata instillata la stralunata idea che chi esercita il potere se lo merita, rappresenta il modello, la sa più lunga di noi "per grazia di dio e volontà del popolo" (al quale nessuno l'ha mai chiesto). Ne consegue che irrazionalità, assurdità, nonsense, che segnano la demenza senile dei gerontocrati, sono arrivate a infettare le masse. Perfino più dell'ultima invenzione di tale demenza: il Covid. Anche perchè è venuto a mancare quell'antidoto di lucidità e logica che le masse avevano riposto nei propri rappresentanti, purtroppo inaffidabili e  che, fino a qualche tempo fa, ci aveva trattenuto dal rincoglionimento.

Medioevo prossimo venturo


Si dice che i vecchi, molto vecchi, tornano bambini. Qui il ritorno è al Medioevo. Rispettabiliissimo per Dante, Giotto, le cattedrali, i liberi comuni. Deprecabilissimo per il feudalesimo e le scorribande guerresche. Dove c'erano, in alto nel castello, il principe con tanto di clero e, in basso, nei tuguri, la plebe e i servi della gleba. Questo lasciavano fare in virtù di due principi: la Fede, che imponeva di vedere tutto in verticale e la Sicurezza, che il Principe diceva di garantire al popolo rispetto alle incursioni di nemici. Sicurezza assicurata dai mercenari che lui andava rastrellando da futuri amici e nemici e che, prima di essere mercenari erano quella plebe da tuguri di un altro principe. Il sistema ha retto per parecchi secoli. E' perciò che coloro che se ne vogliono eredi, oggi vi si rifanno sulla base degli stessi identici pilastri: Fede e Sicurezza. Solo che sono cambiati, parzialmente, divinità e nemici.

Dal panno al colera al farmaco infettivo

E solo così che si assiste inerti, date le sinapsi sbrindellate, alla pulizia etnica che un aggressore spietatissimo conduce da 70 anni contro un popolo nostro vicino e amico da millenni. Allo stesso modo ci si fa sparare in corpo e si fa sparare in corpo a figli e genitori, un qualcosa che frutta trilioni a pochi e non offre ai tanti la più pallida idea di cosa gli succederà dopo. Nessuna meraviglia. Non siamo noi, popoli millenari dell'Occidente, coloro che si sono dati per guida e taumaturgo quella nazione che per prima inaugurò il sistema di sostituire se stessa, costi quel che costi, a chi c'era prima e ai suoi diritti inalienabili? C'è da meravigliarsi che ora costoro infliggano la stessa pratica a noi e,.nella fregola senile dell'autodafè, a se stessi, sostituendo ai roghi dei villaggi, ai cannoni, al 7°Cavalleggeri, alle vesti intrise di colera e al whisky, un po' di organismi geneticamente modificati?.



 Sei immune? Beccati questo! Te lo dice il punteggio.

Nel Webinar ho parlato di "guerra dei vecchi (dopo eliminati altri vecchi, quelli chiusi in case senza parco e piscina) ai bambini, ai ragazzi" e ne ho menzionato alcune forme, a partire dall'annientamento dell'istruzione. L'intervento anti-giovani avviato con le mascherine, ora si esalta con il vaccino che Pfizer ha fatto e che, ovviamente, la Federal Food and Drug Administration negli USA e l'Agenzia del Farmaco Europea (Direttrice Omer Cooke, ex-lobbista di Pfizer e Moderna) hanno approvato. E' provato che tra gli zero e i 18 anni si è immuni alla nota infezione per il 99,980%. Quale sfaccettatura della demenza senile ha determinato - e a noi ha fatto accettare - che questi bimbi e ragazzi debbano essere iniettati e radiati dall'immunità donata dalla natura? Stupisce allora che la proposta di Letta, fatta così, per darsi un tono, di una tassarella di successione sulle eredità dei satrapi, per farne una dotazione ai diciottenni dispersi nel vuoto, sia stata polverizzata da Draghi con queste parole: "Non è l'ora di prendere agli italiani" ( intesi come miliardari) ?



Vi offro una guida. Già illustrata nel Webinar. Traete voi le conclusioni. C'è questo criterio di valutazione degli scienziati, in testa quelli che si occupano di salute. Si chiama "Indice H", dal nome, Jorge Hirsch, del suo inventore, è universalmente riconosciuto è basato sul numero e sul valore delle ricerche e sul prestigio professionale delle pubblicazioni. Chi supera la valutazione 100 può dirsi membro dell'élite scientifica. Chi supera 150 nè costituisce il vertice, come i francesi Luc Montagnier (contestatore del virus e del vaccino e Premio Nobel), o Didier Raoult. O come i primi firmatari della "Great Barrington Declaration" negli USA, contraria all'attuale gestione dell'infezione, cui hanno poi aderito decine di migliaia di medici. 

Sotto i 100 si mantiene una certa rilevanza. Intorno ai 50 si entra nel girone dei meschinelli. Ecco, allora, il punteggio degli autorevoli e televisionissimi che, sia nel Comitato Tecnnico Scientifico, sia fuori, hanno determinato per noi vita e salute: Rezza 59, Galli 51, Crisanti 49, Capua 48, Ricciardi 39, Burioni 26, Brusaferro 21, Pregliasco 14. Poi si scava.

A Roberto Speranza, che ci ha negato le cure domiciliari preferendo imporci "la vigile attesa" (dell'ospedale e della terapia intensiva) va riservato un altro tipo di valutazione.

Buonanotte.

 


lunedì 24 maggio 2021

Videointervista di "Sancho" ("comedonchisciotte) --- UN LUNGO SECOLO BREVE


https://youtu.be/gd_zwpFJ4vs 

https://comedonchisciotte.org/sancho-16-fulvio-grimaldi-il-secolo-con-gli-occhi-di-fulvio-1a-parte/ 

Amici, interlocutori, contatti silenti e pazienti, non è per un futile, sciocco e improduttivo narcisismo che qui, nella videointervista fattami da Massimo Cascone per "Sancho" ("comedonchisciotte"), faccio la storia, a volo d'uccello, dei miei primi quarant'anni, da zero al '68. Se ho camminato su quel filo sospeso tra due mondi, quasi due pianeti, è perchè l'ho ritenuto buona occasione per riferire di quanto intorno a me, a noi di quelle generazioni, c'era, non c'era, si muoveva, stava fermo, ci faceva male, ci faceva bene. Diventando così, a partire dal mio sguardo, dai miei passi, una storia collettiva che, in tempi in cui provano a cancellarci il passato per non farci capire il presente e condurci a un pessimo futuro, o a nessun futuro, potrebbe anche essere utile. 

 


Quanto lente e poi rapide, fulminee, storditrici, si sono mosse le cose in questo scorcio di vicenda umana! Dal carro dei buoi, dal trotto del cavallo eravamo passati alla quarta di un'Alfa, tanto da perderci la testa. E il ricordo. "La bussola va impazzita all’avventura e il calcolo dei dadi più non torna..." notava frastornato Eugenio Montale nella "Casa del Doganiere". Nella mia esperienza tutto, a dispetto dei mutamenti politici, era rimasto più o meno uguale,  persino a un decennio dalla guerra, con la mia prima moto Guzzi, m'aggirai per l'Italia, da cima a fondo.Di Amerika c'era ancora poco, quasi niente. Era diversa solo la Germania, nella quale tornavo di tanto in tanto, adolescente, a ritrovare gli amici della guerra, per autostop, clandestino sui treni o carri bestiame, tra macerie e cupezze ancora smisurate. Un'atmosfera da "Portiere di Notte", o "Il Terzo Uomo", o Germania Anno Zero", se questi tre grandissimi film li avete visti. Quelle macerie, di cose e di umani, sarei andato poi a ritrovarle in giro per il mondo. Alla faccia di Norimberga.

 


Fine anni '50 e saltò tutto, più che nella e dopo la guerra. Il capitalismo industriale spiegò le ali nel vento Marshall a stelle e strisce che  da Occidente soffiava sulle nazioni e, per razionalizzare i rapporti di lavoro, tranciò esistenze, costumi, culture. Qualcuno decise che era bene copiare da chi le colonne di Pestum non l'aveva ancora nè concepite, nè costruite (e non lo avrebbe poi fatto mai). Una civiltà che, a vedere l'oggi, aveva più pregi che difetti. Più libero arbitrio e più scelte. Più comunità. In Calabria scomparvero le donne col fazzoletto nero in testa e i tanti grembiuli colorati sul vestito. Dai paesi scomparvero i rastrelli e i forconi. Nei miei giri in moto più tardi non mi capitò più che, a vedermi sboconcellare un panino sul muretto, una donna sconosciuta mi chiamasse dalla finestra che la pasta era pronta. Accadeva nel Sud. Le città si cingevano di catene di montaggio. Pensate, tra i miei venti e trent'anni, sempre alla ricerca del mestiere ambito, cambiai datore di lavoro come si cambiano i calzini: 9 volte in 8 anni. E non si trattava di mestieri occasionali: Mondadori, Bompiani, Itamco e Radar (agenzie di pubblicità), Alitalia, Ford, RCA, BBC... .Il lavoro c'era, ma pesantemente di classe, secondo l'impostazione scolastica di Giovanni Gentile. Filosofo grande, ma mussoliniano. Non per questo andava giustiziato. E in quel modo.

 


Direi che l'adesivo che ci legava al passato, in tutte le sue forme, abbigliamento, riti e tradizioni, produzione, istruzione, ma anche ideologia, teneva più dell'Attack. Trascinarci fuori dal fascismo, per chi non era passato per il trauma dell rottura partigiana, non era stato facile. E neanche arrivare a quella catarsi che prospettava il comunismo. Ne arrivava il polline nel vento. Ai padroni dava l'allergia e, per uscirne, acceleravano con i ceppi agli operai e le scuole dei preti (ecclesiastici o laici, poca differenza). A noi portava il profumo di nuove fioriture. Entrammo nella Storia. Personalmente nel 1967, per la prima volta inviato di guerra. In Palestina, guerra dei Sei Giorni, Dayan contro Nasser, sulla pelle dei palestinesi. Per tantissimi come la "Storia siamo noi" incominciò nel '68. Ma qui siamo al capitolo successivo.