domenica 3 aprile 2022

PANDEMIA-GUERRA: BUTTARCI FUORI DAL TEMPO

 

 


https://www.youtube.com/watch?v=KiNyR5Jv-84 

 

Inoltro questo link alla registrazione completa del convegno della Commissione DU-PRE, tenutasi all’ALTRA ECONOMIA di Roma, Testaccio, sabato 2 aprile dalle 15 alle 18.00

 

Per chi fosse interessato al mio intervento, lo si trova al seguente minutaggio: da 28’42 a 48’08

 

Ringrazio Ugo Mattei e coloro che hanno contribuito a realizzare una discorso quanto mai urgente e cruciale per contrastare la gigantesca regressione che poteri cinici e disumani ci vogliono imporre. Il discorso del dubbio e della precauzione che, per me, è il discorso della memoria, di Vico, di Eraclito, della maieutica socratica, della circolarità della Storia e della vicenda umana in essa inserita.

venerdì 18 marzo 2022

UCRAINA E GLOBALIZZAZIONE: ZITTI ZITTI ! STIAMO RINAZIFICANDO... E l'Italia che c'entra? ---

 

UCRAINA E GLOBALIZZAZIONE: ZITTI ZITTI ! STIAMO RINAZIFICANDO...
E l'Italia che c'entra?

Forze e basi NATO nell'Ucraina non Nato

https://playmastermovie.com/il-ruolo-dellitalia-nel-conflitto-in-ucraina-fulvio-grimaldi 

Intervista di Domenico D’Amico su per Playmaster/Movie di Alessandro Amori


Diversamente nazisti



Ci siamo tenuti un po' tutti, chi facendolo vedere, chi sentendosene complice e perciò nascondendosi, a scoprire giornalisti, politici, intellettuali, bonzi in corsa preciptiosa verso i propri archivi a cancellare quanto avevano scritto, detto (per loro fortuna verba volant), ripetendo i però incancellabili giudizi di ONU e OSCE, appena l'altro giorno. Trattavasi delle oggi esecrabili, ma ieri doverose valutazioni del reggimento Azov, della consorteria Centuria, e di altri "sanguinari terroristi nazisti" incistati nel regime di Kiev e facilitatori di quel colpo di Stato. 

Ora quel colpo di Stato ha dovuto diventare una protesta democratica e i cecchini tagliagole dell'Azov imbandierato con la svastica e le insegne delle SS (Divisione "Das Reich") che commettevano atrocità al pari dei jihadisti, altro mercenariato USA-NATO, sono diventati eroici difensori della patria. Perfino oggi, quando fanno passare per russi i missili che lanciano su ospedali e teatri dei loro concittadini nel Donbass. 

Mai così in basso

La Stampa fa passare per russo il bombardamento dei nazi Azov sui russi di Donetzk 

Il Cancel Culture, che fa parte della visione del mondo di Bersani quando dice "Stiamo alla cronaca, che ci frega della Storia", per questi è la cancellazione oggi di quello che avevano scritto ieri, è l'affermazione del suo opposto. Si potrebbe anche chiamare "continuity", che è il termine cinematografico per indicare che una sequenza si riallaccia all'altra. A me viene in mente la mitica e ancora oggi antropologica, rituale ma non sempre,  "uccisione del padre", di sofoclea memoria (Edipo).

C'è un padre da uccidere per tutti, allo scopo di rinnovarne e ammodernarne funzione e poteri. Si incomincia con Crono e Zeus, si prosegue con l'imperialismo ucciso dai feudatari, questi ultimi uccisi dalla borghesia capitalista e costei a sua volta che va esalando gli ultimi respiri, strangolata dalla globalizzazione dei signori del Nuovo Ordine Mondiale. Sfido qualche testa d'uovo a negare che attraverso queste successioni non si sia mantenuto l'essenziale della cosmologia: il dominio e lo sfruttamento del più forte sul più debole.
 


Così, ci risiamo e stavolta il papà nazifascista, in appena un paio di decenni del secolo scorso, viene ammazzato dai figli parademocratici, e ora ne vediamo la progenie gettare finalmente la pelle di pecora e riconoscersi in quella discendenza. Cambia la sovrastruttura, non la struttura. Diversamente nazisti. Ma anche meglio.  

Dunque è logico, naturale, coerente che si mandino armi ai nazisti ucraini affinchè estendano e prolunghino la guerra   e, grazie a questa, la grande depopolazione del Grande Reset. E che si provi a non farne sapere nulla alla plebe (grazie operai dell'aeroporto di Pisa!!!), come vuole la "struttura" restaurata. 


Gli Usa, la Cupola globalista che ne fa uso, vogliono che la guerra in Ucraina continui, anche se l'attor giovane che lì hanno messo in campo incomincia a sudare freddo e farfuglia di accordi con Mosca. Stando così le cose volete che Draghi, garzone di bottega della Cupola pescato nell'iperuranio, non si precipitasse a spedire aille formazioni con la svastica e relativi gangster mercenari da mezzomondo, ogni ben di armamento? E che, diversamente da tutti i paesi europei contribuenti, secretasse il decreto? E' di nuovo la "struttura" che lo impone. E anche le belle camicie brune dei riceventi.


Quando la lungimiranza vale solo per il domani e la chiaroveggenza solo per l'oggi ed entrambe sono cieche all'ieri, ecco il cranio ed ecco la cantonata
 

A Di Martedì  trovo un Floris sorprendentemente gentile con un antagonista brutto, sporco e cattivo, come il sottoscritto. Gli serve una miccia ed ecco, pronto accanto a me, Pierluigi Bersani. Il simpatico figlio di benzinaio non è persona da poco, anche se nei vaghi ricordi del popolo non rimane che quel suo incontro con una mucca nel corridoio.

Ma, ragazzi, non scherziamo. Quest'uomo, per quanto politicamente un po' stazzonato ha dietro sè, molto dietro sè, una storia notevole. Figliuolo di gente non tracimante denari, ce l'ha fatta a laurearsi alla "Alma Mater", in filosofia! Cioè in pensiero! E' uno della crème de la crème. Senza neanche menzionare come, con la celebrata "lenzuolata" deregolamentatrice, abbia iniziato la demolizione del piccolo commercio italiano. Già presidente della Regione Emilia Romagna, già ministro, già segretario dell'allora primo partito d'Italia. Roba da far piegare il ginocchio davanti alla di lui poltroncina.

Bersani ha subito attinto alle munizioni fornitegli dalla Casa e dalle circostanze generali e mi ha messo di fronte alla marmorea epigrafe "donne e bambini", sotto cui si pratica lo schiacciamento di qualsiasi polemista non conforme. E, badate, non si riferiva ai diecimila bambini yemeniti spezzettati dalle nostre bombe, e neppure ai 300.000 morticini imminenti da denutrizione denunciati dalla FAO nello stesso paese. E neppure parlava di donne e bambini scomparsi  nella decina di guerre e dittature riconducibili ai nostri alleati. 

Qui si trattava di qualcosa di ben più grave: di bambini e donne che fanno parte di quelle 380 vittime denunciate (prima delle imprese di Donetzk e Mariupol) dall'inconfutabile governo democratico di Kiev. Governo di un funzionario CIA, presidente vero mentre la sua controfigura, Zelensky, va per televisioni e un pugno di "ministri", in rappresentanza dei partiti e reggimenti nazisti, Pravy Sector, Centuria e Guardia Nazionale con Azov, si occupano degli affari correnti e di come presentarli ai cronisti.

Scurdammoce o passato...

 "Ieri, cosa? Non sento bene..."

Ma torniamo al visionario di vacche. Alla sua perorazione contro la decimazione di ucraini, donne e bambini sempre, ho obiettato che quelle perdite di vite potrebbero forse essere la coda di un genocidio strisciante, durato otto anni e realizzato nella resurrezione della sinergia nazismo-imperialismo. 

Affezionato a quella vacca, Bersani si è avventurato in un'altra affascinante metafora. Ciò che gli interessa è quanto il bovino (la bovina?) sta mangiando in quel momento per lui. Quella è il presente, è l'attualità "è la cronaca", ha detto. Al massimo può provare a ipotizzare quale tipo e mole di cacca lascerà in corridoio da lì a poco. Assolutamente insignificanti per lui sono le questioni, di dove venga, chi siano i genitori, quale la mandria, cosa abbia fatto l'altro ieri.  Indicando anche che la "storia", fuffa e polvere, gli fa anche un po' schifo. Come e chi abbia cucinato, apparecchiato, versato il vino, trucidato donne e bambini, prima, sono "la storia", mica la cronaca. Chè, vogliamo ruminare ancora nella storia...?

Quindi, quegli otto anni di attacchi, sabotaggi, bombardamenti di civili (civili, nel Donbass, lo sono necessariamente tutti, perfino, pensate, "donne e bambini"), stupri, torture (secondo l'ONU e l'OSCE), che sono tra i motivi principali dell'intervento russo, sono Storia. E vanno lasciati perdere. Lo Zeitgeist del tempo impone che di Storia non ce ne sia, di memoria non ce ne debba essere. Il rischio sarebbe che ci sia gente che ne approfitti per capire le cose del presente, dell'attualità, della cronaca.
 


Ho raccontato questo episodio di un uomo chiaroveggente e lungimiranmte, che dichiara di volerlo essere solo da quel momento in poi. Non gli interessa esserlo  un attimo prima di entrare nello Studio di Floris. Tanto meno nel giorno che precede l'ingresso russo nel paese che gli stava ammazzando un sacco di russi. Che metaforona, Pierluigi!
Vi mando questa mia intervista di Domenico d'Amico per Playmaster/Movie perchè, a proposito di cancel culture, cancel history, cancel memory, cancel context, che governa anche tutta la vicenda NATO-UE-Russia, simboleggiata da Bersani nel suo "attualismo" rovescista, dobbiamo sapere che contro di noi è un'arma fine del mondo. Nell'intervista esaminiamo questa guerra da varie angolazioni. Tutte tese a illuminare la scena e i suoi sviluppi e connessioni. Senza neppure attualizzare il tutto con la rivelazione che Putin è matto, lebbroso, brucellosico, sclerotico, sifilitico, omofobo e maschilista che pizzica il culo alle cuoche

Voi, però, restate nella cronaca e, bersanianamente, a pranzo, sghignazzate  in faccia a chi vi chiede se, prima, vi siete lavato i denti. Non è passato quello?




giovedì 10 marzo 2022

27 STATI CANAGLIA, LE LORO GUERRE, LE LORO PROVOCAZIONI --- Ucraina, medaglia d'oro di Fake News e False Flags


https://visionetv.it/zelenski-gli-occidentali-ci-hanno-tradito-dietro-il-sipario-talk-show/

https://www.youtube.com/watch?v=YEVz5G6va1g 

Forum di Visione TV condotto da Francesco Toscano. Abbiamo esaminato quanto va succedendo e potrà succedere in Ucraina e nel resto del mondo, al di là delle manipolazioni della criminalità politico mediatica molto bene organizzata (CPMMBO).


Dall'11 settembre a Mariupol



Qui aggiungo una nota sull'ultima provocazione, in Ucraina, di una coalizione di 27 Stati Canaglia che, intera, o per segmenti, ha lanciato e condotto tutte le guerre d'aggressione e tutte le provocazioni (False Flag) dal 1945 ad oggi.

Il bombardamento dell'ospedale di Mariupol e il suo cosciente travisamento si inserisce in una fedina penale da cui sgocciola il sangue di 50 milioni di morti, una ventina di Stati violentati, altrettanti e più popoli decimati., le fondamentali capacità di intendere e volere annientate. 

Si passa dagli attentati di Gladio (preparati nelle basi USA di Camp Darby e Capo Marrargiu ), al terrorismo interno in Italia, da Pearli Harbour, nel quale si sacrificano uomini e navi USA per giustificare l'attacco al Giappone, all'11 settembre, trampolino per lanciare lo Stato di Polizia, un progressivo  genocidio e una dozzina di guerre. E' solo l'inizio, l'alba di un nuovo mezzo secolo che della False Flag farà il pià efficace strumento di decerebrazione e dominio. Strumento dell'obnubilazione credulona indotta, le massicce armate di morti viventi della Stampa.

Prima guerra in Europa: Kosovo, strage di Racak allestita dai gangster dell'UCK sotto direzione di un generale USA, William Walker, facendo passare 45 suoi milizani UCK caduti in combattimento per vittime civili dei serbi. A Walker  gli albanesi del Kosovo hanno eretto una statua, di bronzo come la di lui faccia. Jugoslavia, il presidente fascistoide della Bosnia Erzegovina fa scomparire da Srebrenica un gran numero di cittadini, si inventa una strage di Srebrenica attribuita ai soldati di Mladic e Karadzic (patrioti innocenti tuttora in carcere all'Aja), serbi che difendevano la Federazione dall''aggressione  Nato. 11 settembre 2001, i neonazistoidi Neocon, dopo averlo annunciato come auspicabile, attribuiscono l'attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono a 19 viveur sauditi, incapaci di pilotare perfino un deltaplano, ma autori della grandiosa operazione di acrobazia aviatoria e il crollo, simultaneo e a piombo, delle torri all'incendio di una modesta quantità- di kerosene.

  Qualcuno diceva "Je ne suis pas Charlie"

Andiamo avanti.In Occidente, USA, Europa, soprattutto negli Stati più forti e autonomi, Francia e Germania (in Italia non vale la pena), si scatena per un paio d'anni il terrorismo stragista di Al Qaida e di altre sigle jihadiste. Attentati affidati a elementi adeguatamente formati nelle carceri e perlopiù uccisi, durante o subito dopo l'operazione. Poi questa andata di terrore va in risacca e scompare di botto, rimpiazzato da altre, tipo virus, che prolunghino la paura e agevolino misure repressive destinate a restare. Società ridisciplinate con un occhio alla preziosa lezione degli annni'30, ma presentata alla platea come virtuose e democratiche.

La Nato si ricompatta e richiama anche da pizza e mandolino, in vista di quanto gli USA vanno facendo accadere in questi giorni in direzione Russia. Analoghe iniziative erano già state affidate ai jihadisti per  giustificare l'intervento stragista contro Libia, Siria, Somalia, Yemen e la destabilizzazione continuata dell'Afghanistan. Analogo mandato viene conferito alle narcoguerriglie in Myanmar. 

Tralasciamo il ricordo delle provocazioni che sono state messe in campo, con decisivo concorso delle ONG dei diritti umani, come praticati  per disposizione di George Soros.

MARIUPOL  


 Reggimento Azov. Quando i nazisti si occupano di Mariupol.

Per non tornare a quanto tutti sanno e tutti dimenticano e inducono a dimenticare - il colpo di stato nazista-statunitense a Maidan, il genocidio strisciante dei russi democratici del Donbass, il piazzamento di basi, truppe, missili sui confini della Russia nell'Est europeo, nei Balcani e nel Mar Nero - veniamo all'oggi russo-ucraino che tanto esalta e pretende di turbare organi e società dei 27 Stati Canaglia. 

Superiamo con un balzo anche il gigantesco, e a volte grottesco, menzognificio che accompagna la vicenda ucraina fin dal golpe del 2014, a forza di edifici sventrati siriani, videogiochi americani, eroismi difensivi  e combattimenti strada per strada che non ci vengono mostrati, nemmeno tramite cellulari, esibizione di lacrimanti e rantolanti russofobie, apparizione di un presidentuccolo chiaramene affetto da sostanze psicotropiche, che proclama o vittoria,  o morte, milionate di profughi in fuga dalla miseria, più che da stermini russi.

 


E soffermiamoci sul presunto capolavoro degli specialisti a corto di idee dell'apparato False Flag. A partire dalle centrali nucleari prese dai russi per evitare, appunto, provocazioni (tipo l'incendio su uno stabile adiacente alla centrale di Zaporizhzhia provocato da un razzo tirato dai militari ucraini) che, nonostante continui logicamente a essere gestita dal personale solito, sotto i russi diventa una minaccia planetaria. E a  concludere in queste ore con lo schiamazzo assordante della delinquenza politico-mediatica guerrafondaia sulla città di Mariupol nel Donbass russofono.

Siamo abituati da anni di manipolazioni dell'oligarchia giornalistica a neutralizzare la parte del nostro cervello a cui fa capo la logica conquistata fin dai tempi di Omero ed Eraclito e che ha addirittura contaminato, pur nei di lui limiti metafisici, il buon S.Tommaso D'Aquino. Componente cerebrale addirittura annichilita dalla casta virologica che ci ha circonfuso negli ultimi due anni (ora sostituita da quella dei generali, e ci si chiede se sia un ulteriore sprofondamento) facendoci passare per logico il del tutto illogico e irrazionale. Come del resto detta il progetto per il nuovo essere nel Nuovo Ordine Mondiale.

 



Dunque, l'antica base dell'evoluzione biologica ci mostra che chi vuole annullare la sovranità dell'essere umano e il suo rapporto salutare con il mondo circostante, deve annullare la logica, alla maniera come è stato fatto, nel biennio salvifico, per riuscire a sottomettere tutti all'inoculazione di sostanze nocive e a comportamenti che si presentano benefattori e invece ci conducono a rovina e morte. Eravamo dunque preparati a farci inoculare anche Mariupol, rovesciata come un calzino.

E' città di russi assediata da russi, intervenuti nella regione in cui unità militari naziste, corpo militare principale e politico della governance nata dal colpo di Stato, stavano da otto anni sterminando russi (14.000) delle repubbliche dissidenti e ora avevano fatto partire un attacco da soluzione finale. 

Il comando russo offre corridoi umanitari per salvaguardare la popolazione dai rischi derivati dalla contesa per la città. Ma, uno, i miliziani nazisti dei reggimenti Azov che "difendono" la città, dissuadono dall'uso del corridoi facendo saltare in aria un palazzetto, fatto attribuito a un missile russo. E, due, causano il crollo dei ponti che superano il fiume e sono l'indipensabile passaggio per i corridoi umanitari. La logica dell'evidenza ti fa capire che si vogliono far restare i cittadini nelle case, scudi umani, in modo da rendere ai russi imbarazzante e punitiva la prospettiva di una strage di civili nella battaglia per la città.

 


 


L'illogicità dell'arsenale di disumanizzazione creato da coloro che operano su molti piani, invece, ti convince che è logico, anzi naturale, per un esercito che arriva per porre fine a un massacro di otto anni, spararsi sulle gonadi. Come? Lo direbbe la logica estirpata:  provocando la mondializzazione della russofobia innescata in tutti i 27 Stati canaglia, offrendo garanzie umanitarie e poi cannoneggiandone i fruitori. Effetto illogicamente voluto: l'alienazione dei paesi e continenti non ancora affetti da patologie russofobe, Russia compresa, e l'incoronazione definitiva di campioni del razzismo russofobo, da "il manifesto", a Paolo Mieli ed Enrico Mentana e a coloro che vogliono abbattere le statue di Dostoevskij, bandire dall'etere Tschaikovsky, eliminare dal consesso felino occidentale gli infami gatti russi.

Com'è che ho potuto mettere insieme questi fatti e considerazioni? Qualche cittadino russo di Mariupol, non so se a nuoto, in barca, o in mongolfiera, è riuscito a superare il fiume dei ponti esplosi di Mariupol e a raccontarci queste sue esperienze. Non è credibile? Non meno del "manifesto", di Paolo Mieli, Enrico Mentana, o Sergio Mattarella. 

Insomma, chi ha bombardato gli ospedali in Iraq (io c'ero), in Libia (io c'ero), in Siria (io c'ero), a Belgrado (io c'ero), in Sudan (io c'ero) in Vietnam (io c'ero), in Somalia (io c'ero), in Yemen? (scusate i tanti "io", è per il ritmo). E allora in Ucraina chi? la risposta ve la dà... la logica 

Date un'occhiata a questi qua sotto. Bravi giornalisti in oggetto. Bravi grilletti parlanti del pensiero unico con 110 in deontologia corrente.

https://www.fanpage.it/esteri/centrali-nucleari-in-ucraina-laiea-zaporizhzhia-e-chernobyl-non-trasmettono-piu-dati/

https://www.fanpage.it/ ......... 


lunedì 28 febbraio 2022

La guerra virtuale nel metacampo e la guerra reale per il capovolgimento del mondo --- MA QUALE UCRAINA!


https://www.byoblu.com/2022/02/23/mi-hanno-emigrato-2-messico-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/

In questa puntata di "O green o verde" su Byoblu (ogni lunedì alle 21.30 canale 262 digitale terrestre) affronto per la seconda volta l'operazione globalista degli spostamenti indotti di popolazioni. Un'operazione che si affianca ed è complementare alle altre, sinergiche, della stessa strategia economica, sociale, politica e culturale per il Nuovo Ordine Mondiale. Strategia creativa che ora ha promosso una sua nuova acutizzazione inducendo nella popolazione ucraina e internazionale l'artificiale terrore di una guerra inventata da regimi e media occidentali. Per l'Ucraina da buttare da questa propaganda ci si aspetta l'esodo di ben 5 milioni di profughi. Nessuno verso gli Stati Uniti, motore principale della manovra, tutti in un'Europa, gia pesantemente provata da altre annose migrazioni, sollecitate da identici operativi all'origine e alla destinazione. 


E così ci troviamo davanti all'evidenza dei risultati che i protagonisti della guerra fantasma, USA e NATO, si ripromettono dalla loro operazione, o hanno già conseguito. 

 


Metauerra in Ucraina

1) Una guerra metaverso dei neocon occidentali e una vera contro il Donbass finalizzate alla parossistica criminalizzazione di Putin e della Russia, ordinata a un sistema mediatico ridottosi a mera trombetta, strepitata ma stonata e sfiatata, della truffa ordita dai vertici finanziari globalisti della biotecnodittatura. Quelli che, dall'alto delle loro piramidi oligarchice, danno dell'oligarca a tutti i russi. E lo squittiscono anche coloro che, da noi, sono degli yo-yo in mano ai Blackrock, Vanguard, Street State e, a scendere, dei McKinsey (che governa il nostro PNRR), Goldman Sachs, Bic Pharma, Silicon Valley e depopolatori vari.  

Un contributo terra terra al gigantesco falso lo danno i soliti "analisti" dall'ordine di servizio CIA incorporato e un gregge  di avventizi con l'elmetto che, miracolati dalla "guerra", da lopntanissimi hotel sul "campo"  straparlano  di  battaglie che non ci sono e si sono dimenticati dell'unica che c'è da otto anni. Umiliano l'unica forma nobile rimasta di un giornalismo fondato sulla realtà vissuta, quella dell'inviato di guerra (da tempo ridottasi a dei copia e incolla redatti dal banco del bar nell'Hotel). Là dove questi danno ampio spunto agli sghignazzi, sopperiscono i telecreativi che descrivono la "guerra" alla mano di videogiochi. E, con assoluto rispetto per i principi della libertà di stampa, si sopprimono i due canali dell'informazione russa in Occidente (Sputnik e RT), con simultanea citazione entusiasta delle verità riconosciute ai canali indipendenti che pur sopravivvono nell'autocrazia dello Zar, grazie anche alle liberalità di George Soros.


  Guerra vera al Donbass

C'è da osservare che la massiccia mistificazione dell'operazione virusiana, condotta in parallelo e sinergia, ha ridotto intere popolazioni a una tale perdita di buonsenso e perspicacia, da accettare a occhi spenti le ridicole cronache di una "guerra" inesistente. Una guerra rappresentata dai bagliori di esplosioni all'orizzonte, sempre gli stessi, un palazzo sventrato, sempre quello, ripreso da varie angolazioni, ma neanche una foto o un video, non dico di professionisti, ma di qualche soldato ucraino, ovviamente dotato di cellulare fotografante, coinvolto nelle numerose e "durissime battaglie" di qua e di là per il paese. Tutto questo ha provocato nel pubblico, da due anni ammaestrato, compunta partecipazione e neanche l'accenno di uno sghignazzo.

Il volgo e l'ìinclita hanno imparato nulla dal precedente libico, quando la presa di Tripoli da parte degli scagnozzi jihadisti NATO, è stata agevolata dalle immagini su tutte le tv di una Piazza Verde a Tripoli occupata dai jihadisti, festeggiati da popolazioni acclamanti. Non era vero, ma era la piazza tripolina interamente ricostruita nel deserto degli emirati e messa in onda in tutto il mondo, a segno che la guerra NATO alla Libia era vinta.


2) La resurrezione di una piccola fetta della società russa, nostalgica di Eltsin e dei suoi barattti con l'Occidente in cambio di munifici guiderdoni personali. Quota di riferimento degli oligarchi, quinte colonne nella Russia putiniana, chiamata da CIA e NED all'adunata quando si tratti di far casino per Navalny, o di denunciare brogli in qualsiasi elezione si tenga nel paese. Questo allo scopo, abbastanza illusorio, di provocare spaccature nella società russa e di renderle credibili all'opinione occidentale bell'e decerebrata dal chiasso assordante di schermi e carta stampata unificati.


3) Il rovesciamento sull'Europa, e solo sull'Europa, di milioni di "profughi" ucraini. Profughi non dalla guerra, che ancora non c'è, ma da una condizione sociale infima, determinata dalla "protezione economica" dell'UE e da un governo incredibilmente inetto e corrotto, in diretta successione  del colpo di Stato nazi-statunitense del 2014. Massa di profughi, preziosi "camerieri e badanti" nella felice definzione della mia ex-direttrice Lucia Annunziata, che aggiunta alle popolazioni strappate dai sud saccheggiati del mondo, è utilizzata per deprimere ulteriormente, col suo peso socioeconomico, la già forte concorrenza che l'Europa svolgeva nei confronti dei poteri multinazionali statunitensi.



 Profughi. Stavolta ben vestiti


4) Lo scaricamento di enormi volumi di armamenti europei (italiani compresi) e statunitensi in Ucraina e nei paesi vicini, con lo scopo di avere a disposizione quanto occorre per l'evenienza (voluta da larghi settori americani ed europei) di un autentico assalto alla Russia. Sempre a condizione che non venga redenta dall'interno e da un sognato isolamento internazionale aggiunto all'effetto auspicato delle "sanzioni devastanti". Il corollario di questo riarmo ad est è il profitto che ne traggono le industrie delle armi, bonus concesso da Nato e USA all'Europa da tenere sotto scacco e altrettanto remunerativa apertura alla licenza di superare ogni vincolo alla vendita di armi a chiunque.

5) Apoteosi armamentaria, materiale come psicoculturale, il nuovo Zeitgeist, che ricompatta i vari peduncoli europei in una NATO sgangherata e largamente percepita  come onere del tutto superfluo, diventata  la brutta copia della prospera edizione combattente su vari fronti, dalla Serbia all'Iraq, dall'Afghanistan al Medioriente, però uscitane come Fantozzi dall'incontro con il  Super Mega Direttore. 

E allora, articolo 5 bis,  ecco che avanza uno strano alieno che, ridotta in poltiglia prima il patrimonio industriale italiano e poi , tramite virus, lo stesso popolo che da quegli asset  traeva lavoro, benessere e prestigio, ne sbianchetta via via la Costituzione. I fuochi d'artificio sull'orizzonte di Kiev vi hanno impedito di accorgervi come ora, con un semplice decreto, abbia piazzato le sue truppe nel buco dove stava scritto "L'Italia repudia la guerra" e ora ci sia  la scritta "Pronti alla Terza Guerra Mondiale". Compari nel crimine, UE e  Italia hanno aggiunto un altro ai lore mille peccati mortali: ufficialmente (e non più di soppiatto) forniture si armi a un paese belligerante: la violazione del più grande dei tabù.

 


6) Il blocco del gas, con cui l'UE si è frantumata la minchia, UE che ne campava quanto a calore, frescura, luce e funzionamento di macchinari, e la sua sostituzione con quasi niente. Cioè con lo sporchissimo gas USA da scisti, tirato fuori da un sottosuolo stuprato con chimica ed esplosioni, liquefatto, messo a -160° su  navi-cisterna speciali, delle quali ne esistono pochissime, scaricato in porti attrezzati, dei quali ne esistono pochissimi, rigassificato in pochissime centrali speciali che ancora non ci sono, e poi immesso in tubi da costruire. 

E' la transizione ecologica che non può non ridarci il carbone e la legna del bosco da abbattere, oltre a prezzi stratosferici di ogni consumo indispensabile, tanto da far scomparire nel sottoproletariato, se non alle mense di Sant'Egidio (che campa di tutto questo), quel che rimane del ceto medio. Per la maggiore gioia di Greta Thunberg e dei suoi apostolini che non hanno mai saputo dire una sola parolina sull'effetto ecologico delle guerre (anche di quelle di fantasia). 

7) I pacifisti richiamati in piazza e ivi ingigantiti e moltiplicati, con particolare sollecitudine dal giornaletto, scritto malissimo, ma in deliquio globalimperialista e waco, "il manifesto", hanno ritrovato una loro causa. L'assopimento che ha accompagnato le guerre e i genocidi a raffica degli ultimi trent'anni, per disintegrare e spolpare Iraq, Jugoslavia, Serbia, Libia, Siria, Afghanistan, i colpi di Stato cruenti  contro Ucraina, Honduras, Bolivia, Paraguay, Venezuela e Nicaragua (tentati), è stato seguito dal risveglio di scatto per finalmente la causa giusta. Quella del padrone, del guerrafondaio, del decostruttore. 

 


O in termini di parata trionfale, con banda e passo dell'oca, o in termini di chi spia guardingo dalla finestra. Questi ultimi, che hanno per proprio quotidiano quello stesso "manifesto", sono nati come "Né-Né al tempo dell'apparentemente neutrale, ma fortemente pencolante Nè con la Nato Né con Saddam, poco dopo ribadito con Né con la Nato, Né con Milosevic. E' gente che sta con la parte vincente, ma con il culo degli altri. 

 



8) La ritrovata continuità organica, occultata, ma fondamentalmente da sempre perseguita con i primi esperimenti negli anni venti e trenta in Germania e Italia, ne esce rafforzata e ora splendidamente esibita nella sua veste più avanzata e pubblicamente vantata. I reggimenti nazisti che sostengono il Reichstag costruito a Maidan otto anni fa, ne sono solo il segno più rozzo e infantile. Klaus Schwab, il super-Fuehrer a  Davos del Grande Reset,  ci annuncia un'ulteriore "Grande Crisi", dopo i successi del quasi accantonato leviatano pandemico, dallo sguardo paralizzante di Medusa. Dunque, "non abbassare la guardia!"  intimano nella seconda persona singolare. Ma la intendono nella prima persona plurale

Incominciano i tempi supplementari e vedrete che finiremo ai rigori. La partita non si gioca a Kiev, ma nel campetto sottocasa.

 


Ucraini divergenti





sabato 26 febbraio 2022

STALIN, AIDS, TERRORISMO, MIGRAZIONI, FEMMINISMO RADICALCHIC, COVID, CAMBIAMENTO CLIMATICO, WACO, UCRAINA: ARMI IMPERIALI CONTRO IL VASSALLO EUROPA.


INFORMAZIONE: primeggia la RAI che racconta la guerra con i videogiochi, ma anche "il manifesto" bravissimo a mettere i cattivi al posto dei buoni


facebook: https://fb.watch/bovl6J8OmO/  

Youtube: https://youtu.be/77Tm5zdu0ZI  intervista a me di Gianluca Spina di “IO PENSO”


TARGET EUROPA



Chi è contro chi e perchè

I russi entrati in Ucraina per salvare i russi d'Ucraina da un genocidio in atto da otto anni e guidato, contro gli accordi firmati a Minsk, da un governo frutto del colpo di Stato USA-nazisti del 2014, si trovano in queste ore di fronte a forze ucraine che inalberano bandiere con la svastica e con insegne simil-SS. La zona è quella di Mariupol, nel Donbass russofono, tra la Crimea russa e le repubbliche di Donetsk e Lugansk, resesi indipendente dal regime installato dagli USA.


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Azov, mercenari nazisti della NATO

Il corpo militare che presidia la zona, per contrastare la riunificazione di una regione tutta abitata da russi etnici, è il reggimento Azov, dichiaratamente nazista, che il regime nato dal colpo di Stato  USA contro un governo democratico, neutrale tra Mosca e UE, ha dislocato lì per impedire la riunificazione del Donbass sfoltendone la popolazione civile..

 


 In questo senso lo scontro che si sta svolgendo da quelle parti è la continuazione ideale della battaglia vittoriosa dei russi (allora URSS) contro il nazismo, costata a quella nazione oltre 20 milioni di morti. Una battaglia che alla Germania nazista ha sostituito una NATO di paesi tutti dagli USA inseriti nel suo fronte a carattere biotecnototalitarista, cioè neo-ultra-nazista. 

Questi sono i termini di una situazione che vede in campo una coalizione di duci anglosassoni, economia oligarchica multinazionale, Vaticano e ragazzi di bottega, schierati contro residui arcaici come democrazia, sovranità, autodeterminazione, libertà individuali e collettive, in direzione Nuovo Ordine Mondiale. La Russia e i resistenti del Donbass vi si oppongono e noi, a nome dei popoli europei soggiogati e disarmati, o ridotti ai soliti patetici "Ne'-Ne', gli siamo grati.

Emergenza clima, emergenza migranti, emergenza violenza maschile, emergenza LGBTQI+, emergenza terroristi, emergenza sanitaria... Poteva mancare l'emergenza guerra?

https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-64/19268  

A questo link troverete una sorpresa: il nuovo ordine sociale imposto dalla guerra esige i bersaglieri sul Dniepr. Lo Stato Maggiore prepara la nuova ARMIR. Come dimostrato nei precedenti episodi: qualunque potere chiami, l'ascaro ha imparato la parola che assicura il rancio: "Comandi!". Figuriamoci se si faceva rubare l'occasione di mettersi sull'attenti e marciare. Magari con le scarpe di cartone, però rafforzato. Nel dispositivo dello Stato Maggiore a Palazzo Chigi i bersaglieri all'assalto del Cremlino non sono ancora prefigurati. Ma ce ne sono tutte le premesse, al primo fischio dell'onesto generale Powell. .

Intanto nelle redazioni, i conigli mannari dell'eroico urlo armiamoci e partite, con in testa l'elmetto a barchetta di carta di giornale , manifestano fremiti orgasmatici nel preparare articolesse e locandine con su "Attento, il nemico ti ascolta!". E' la nota trasposizione dei sotto-ascari della verità di quanto prefigurato nell'Ordine di servizio dei super-ascari dello Stato Maggiore covidian-bellico di cui al link. L'illustre precedente sta nella sinergia  dell'accoppiata Minculpop-OVRA.



Si vis bellum, para bellum

Il decreto legge del 25 febbraio contiene misure da far approvare, più tardi, dai figuranti del Parlamento, "A babbo morto", come si dice. Esso  illustra "le disposizioni urgenti che l'Italia, assieme ai paesi alleati, ha assunto nel contesto della NATO e che includono l'attivazione di una serie di misure relative al rafforzamento della postura militare, a fronte della grave situazione di crisi in atto. In particolare, al fine sia di rassicurare gli alleati più esposti sul fianco est dell'Alleanza, che di svolgere un'azione di deterrenza nei confronti della Russia, il Consiglio Atlantico ha ribadito il potenziamento del dispositivo di forze dispiegato dalle nazioni nel contesto delle operazioni NATO già attive, e la disponibilità di un contingente di forze di elevata prontezza che gli alleati mettono a disposizione per affrontare le situazioni di crisi, quale quella attuale". 

Preso atto delle chiacchiere inani e vane su quanto si debba spaventare la Russia dalla nostra partecipazione alla vendetta NATO, andatevi a vedere da vicino, i riflessi, concreti stavolta, del decreto sulle libertà individuali e sull'ulteriore controllo che, in nome della guerra, andremo a subire. Che l'intento del regime è tutto lì. Non c'è occasione che si possa sprecare, tra patologie vere o false, sieri buoni o cattivi, migranti veri o tratta degli schiavi, terroristi veri o mercenari USA. E fate caso a come integri alla perfezione il programmino contro la salute del popolino, la parallela campagna bellica. Tout se tien, dicono i francesi. Tutto fa brodo, dicono dalle nostre parti. Nel caso specifico, tutto fa fregatura.


A che servono i nazi ucraini: l'Europa nel Nuovo Ordine  Anglosassone



Le evidenti crepe nella cappa di piombo su menti e corpi che ci stanno calando addosso, determinate da un recupero di neuroni nelle folle, colonne di camionisti, voci inconfutabili di scienziati veri, hanno oggi il  parallelo  nelle crepe apertesi nella zattera di salvataggio del capitalimperialismo. C'è un importante pezzo della sotto-élite europea, cui stavano sfuggendo credulità e obbedienza popolari  in seguito agli effetti benefici di una perenne diatriba con la Russia. Per far star buona una società non si poteva imporle, già vessata dalla proteina spyke, un malessere economico oltre un certo limite.

Per cui, proficua, ecco che si sviluppa una ricca partnership con i russi nel campo dell'energia, dell'export-import, di investimenti e scambi, sorrisi e tè delle cinque. Sotto la zampa USA dal dopoguerra, tramite NATO, il congiunto naturale dell'Eurasia, divenuta sorella minore, scema e illegittima dei lontani Stati Uniti, la UE manifestava preoccupanti sussulti di irriverenza. Ed ecco che, per riportarla allo status quo ante, serviva il rilancio di un pericolo più grande addirittura di quello che ti incombe quando, strafatto di chiacchiere virali, non ti fai di punture sierali.


L'Eurotarget e relative burle mediatiche

Bersaglio Europa, non Ucraina, mero braccialetto ornamentale alla caviglia, è il fine del grande trambusto voluto dagli USA per bloccarne i valzer a Oriente, ricuperare il controllo totale su un continente indebolito, immiserito e depresso, con ogni velleità di autonomia annichilita, gli scambi commerciali più cruciali annullati, la pace messa a repentaglio, e il rientro in tana forzato dal pericolo della guerra. Energia, se la vogliamo, la paghiamo a prezzo pazzesco, perchè estratta con la chimica del sottosuolo USA da fratturare, liquefatta, trasportata su navi speciali verso porti speciali, a meno 160 gradi, rigassificata, intubata. Rispetto al gas russo sottomano costerà a ognuno qualche migliaio di euro in più. Sennò, come già succede, freddo e buio. Chi oserà ancora volgere lo sguardo nostalgico a est?

Il corollario che questo sia buono, indispensabile e in difesa dei "valori europei" lo traete dagli strilloni mainstream unificati.. C'è "La Verità", unica fuori dal coro che, come sulla truffa sanitaria, è ormai l'unico quotidiano che esprima, con notevoli penne, opinioni e valutazioni ampie e approfondite, corredate di analisi problematiche e intelligenti. E si definisce "di destra". Con più spirito del truculento e cupo "manifesto",  il quotidiano di Belpietro e Borgonovo ci rivela come si fa  gabbare i bambini che fanno ooooh davanti alla guerra. Inviati intemerati, davanti al loro hotel con l'elmetto PRESS a copertura dagli escrementi degli uccelli, che per convincerci della guerra mostrano lampi all'orizzonte e, da giorni, la stessa casa distrutta. 

Il top, però, è l'uso del video gioco ArmA3, del 2013, che il giornalista RAI  così commenta: "Questa è la contraerea ucraina che cerca di abbattere  uno degli aerei di combattimento di Putin".. Da Rainews24, del noto Pulitzer Andrea Vianello, invece, il video dell'esplosione a Tianjin in Cia, nel 2016, veniva presentato così: "Ecco il bombardamento russo dell'Ucraina", mentre  il  video "War Thunder" risultava sul TG2 "Pioggia di Missili su Kiev". Roba con cui sola una provetta Bilderberg, come la direttrice Monica Maggioni, ci può rallegrare.

Speculare, "il manifesto", per cinquantennale fobia, prima anticomunista, poi, ma da sempre, antirussa, per inventività di bufale, sparate waco, razzismo, allineamento con i nazisti ucraini del colpo di Stato USA, mosca zanzara di ogni campagna reazionaria e truffaldina dell'imperialismo più aggressivo. Si definisce "de sinistra", addirittura comunista, pensate. Sarà per questa connaturata opposizione agli abusi e inganni dei padroni, che si è fatta anche la più virulenta e granitica sostenitrice dell'operazione bacillo-siero e relativa cancellazione dei diritti fondamentali. Negli ultimi due giorni, con un'erezione da orgasmatico servilismo, ha soccorso la NATO e gli eredi del golpe di Obama a Maidan, in un'ammucchiata di pezzi, con una ventina di eiaculazioni su altrettante pagine. 


  "il manifesto"

Piena esenzione dalla verità a chi, a imitazione di illustri predecessori "de sinistra", come Riotta, Maiolo, Telese, Mieli, Annunziata e simili protagonisti del verbo che corre oggi, scrive male e piatto. Sarà perchè non crede a quello che scrive, deve ricreare la realtà su dettato, o è proprio minus habens ed è solo lì che lo fanno scrivere, sotto il ritratto con aureola di George Soros. Del resto, cosa aveva insegnato a Norma Rangeri, modesta autrice di pezzulli di critica televisiva, colei che ne aveva benedetto la nomina a direttrice? Ricordate Rossana Rossanda, vestale "de sinistra", quando impartì l'ordine di assaltare la Libia, valendosi, a sostegno dei jihadisti che già crocefiggevano i libici, di brigate internzionali sul modello spagnolo?


venerdì 25 febbraio 2022

UCRAINA-EUROPA, GLI AMERICANI TORNANO A “LIBERARCI”

 


BYOBLU, INTERVISTA, I PERCHE’ E I SE DELLA GUERRA 

Quello che caratterizza il gran trambusto attorno all’Ucraina è la continuità con gli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Come allora si trattava di occupare il lembo europeo della grande Eurasia, per iniziare da lì la conquista del mondo, utilizzare quel lembo come base di partenza per abbattere l’orso russo. Una differenza però c’è ed è il pretesto della guerra al nazifascismo che oggi è diventato l’aperto utilizzo del nazifascismo risorgente, sia in forma dichiarata, come in Ucraina, sia nella sua evoluzione biotecnototalitaria (digitale e sanitaria) nel resto dell’Europa.

E’ vero che l’impero anglosassone e il suo mercenariato NATO, dopo la sconfitta in Afghanistan e vari, pesanti, contraccolpi subiti in giro per il mondo, dal Medioriente, all’America Latina, al sudest asiatico, ne ha subito un altro, durissimo, anche sul piano dell’immagine, in Ucraina. Contraccolpo nell’immediato grazie alla fine del sogno globalista unipolare che avrebbe dovuto sancire il potere assoluto anglosassone e finanzcapitalista sull’intero pianeta. Siamo testimoni della restaurazione del contropotere di Mosca. E’ tornato a risparmiarci la temutissima Terza Guerra Mondiale, atomica, attraverso il recupero del proprio ruolo geopolitico in Medioriente, Asia, America Latina e Africa e, in Ucraina, la propria assertività in Crimea, Donbass e ora nell’Ucraina tutta, uscita da un colpo di Stato americano realizzato e proseguito con operativi nazisti.

Di fronte a questa riconferma del diritto delle nazioni e dei popoli all’autodeterminazione e alla sovranità, una netta sconfitta dei globalisti, c’è però da non sottovalutare il successo conseguito dai neocon statunitensi, oggi ricompattatisi all’ombra del malfermo Biden, nel parossismo russofobo riattizzato in tutti i regimi criptototalitari e globalisti europei.

Per la Cupola globalista e gli Usa, suo principale strumento offensivo, il fine della strategia provocatoria in Ucraina era quello di troncare ogni inclinazione europea, soprattutto tedesca, francese e, in coda, italiana, a un riavvicinamento alla Russia, politico, economico, diplomatico, commerciale. Rapporto letale per il proposito di eliminare dalla scena geopolitica un concorrente dalla rinnovata forza, come la Russia e come ciò che, con la Cina, è diventato un blocco asiatico in grande divenire.

L’evidenza degli sviluppi di questi giorni, con le “sanzioni mai viste” dirette contro Mosca, dagli effetti dannosi, ma contenibili grazie alle ampie alternative che Putin vanta in Cina, Asia e negli altri continenti, ci dice che l’intera operazione ucraina di Washington con l’esito programmato delle sanzioni, aveva l’obiettivo di rioccupare e ricondizionare ogni mossa tattico-strategica dell’Europa.

Venne creata, per volontà statunitense, dopo la guerra per superare i prevedibili ostacoli di Stati europei indipendenti e sovrani e ridurli a componenti di un organismo uscito dal copia e incolla economico, sociale e culturale, del modello USA. Ma ora, con i tre Stati centrali del consesso che davano segni preoccupanti di interesse a proficui scambi con la Russia e con la Cina, primi partner commerciale e di investimenti, si trattava di drasticamente ridurne peso e capacità di iniziativa. In altre parole, mantenerla soggiogata, ma indebolirla e rischierarla, più allineata e coperta che mai, nel fronte dell’assoluto rifiuto di ogni intesa con i russi. E se ciò prima era riuscito con la rappresentazione del comunismo come peste bubbonica, oggi si basa sul presunto carattere autocratico di quel paese a fronte delle “liberali democrazie” occidentali.

Con l’azzeramento delle forniture di gas russo, già quasi metà del fabbisogno UE, a partire dal blocco del gasdotto North Stream 2, abbiamo in strada colonne di autotrasportatori esasperati dai prezzi e tutta una popolazione, con la qualità della vita già compromessa dallo strumento della pandemia, a rischio di crisi economica, se non di indigenza. Stesso discorso di coloro che davano un contributo al sostentamento nazionale attraverso le esportazioni, principalmente dell’agricoltura italiana, già punita pesantemente dalla politica agricola dell’UE e ora minacciata di obliterazione dal multinazionalismo feudatario del Grande Reset.

Quello che è stato combinato in Ucraina e dintorni dimostra che se l’Impero da un lato ci rimette in termini di globalizzazione unipolare e della riduzione della NATO a tamburino [F1] [F2] delle chiacchiere, dall’altro ci guadagna grazie al ridimensionamento e il ridisciplinamento dell’Europa. Poi vedremo cosa succede dopo. Da subito si può prevedere – auspicare – un rientro dei russi, una volta liquidati i quisling di Kiev, e una limitazione dell’intervento alla sola difesa del Donbass tutto intero. Donbass, ricordiamocene sempre, sacrosantamente difeso da Putin da un eccidio ininterrotto da otto anni, per mano di reparti dichiaratamente nazisti, con un'intensificazione feroce negli ultimi giorni. Nel silenzio del mondo.


 [F1]

 [F2]

giovedì 24 febbraio 2022

Contro il crack dell'Occidente --- SCIABOLE E ARCOBALENI


 
Intervista di "Io Penso"

versione integrale sulla piattaforma 

iopenso.eu/interviste/la-primavera-colorata

anteprima su youtube: https://youtu.be/tHWoMWiCYMU

anteprima su facebook: https://fb.watch/bkS_8dI6eQ/

 Ai link qui sopra troverete dei brevi frammenti di una lunga intervista al sito "Io penso", con la parte centrale dedicata alle rivoluzioni di velluto, o colorate, tutte rose e fiori (gelsomini, rose, aranci, tulipani....) e molto amate dai "sinistri" arcobaleno, a partire da quella di Otpor in Serbia, che ha poi istruito tutte le altre. Per la visione completa del video tocca abbonarsi a quella piattaforma.

 Precariato globalista finto sinistro

 Rivoluzioni colorate



Di questi tempi, in cui il cannibalico orso russo, lanciato contro l'Occidente della democrazia, dei diritti umani, della pace e della meravigliosa salvaguardia di ambiente e salute, si è lanciato nella sua ennesima conquista bellica di Stati, territori, popoli, date un'occhiatina nelle redazioni dei nostri media. 

Vi vedrete brulicare, richiamati in massa dalle missioni per la salvezza sanitaria, inebriati nugoli di personaggi, personaggetti, precari in affannata corsa sulle ginocchia, con tanto di improvvisati elmetti di carta a forma di barchetta e, sopratutto, avvitati in cinture esplosive di mortaretti. Servono a farsi disintegrare sulla carta o sugli schermi nel nome della deontologia professionale tipo trinità divina Molinari-Giannini-Mentan e a ulteriore contenimento delle orde barbariche slave guidate contro l'Occidente da Gengis-Zar Vladimir Putin. 


Decisivo il loro impulso pacifista alle mazzafionde con cui ai poveri battaglioni Azov tocca difendersi dal sanguinario espansionismo dei terroristi rossi  del Donbass, gente cui tocca immolarsi per la civiltà euroccidentale nel segno nobilitante dei vessilli con le immortali svastiche e la doppia S. Una missione umanitaria di valenza epocale che, dopo una breve interruzione di degenerazione parademocratica nella seconda metà del secolo, ha ricuperato alla grande il messaggio dell'Uomo Nuovo. 

Informazione a rovescio


Uomo Nuovo affermatosi nella prima metà del secolo scorso e sapientemente fatto scaturire da un primo olocausto mondiale imperial-industriale. E poi, sulla scia di una cinquantina di milioni di morti ammazzati, sostituito dall'Uomo Nuovissimo a cui, a forza di liberazioni di popoli e nazioni, ora  spetta il compito finale e globale: la "soluzione finale" dell'obliterazione  di ogni residuo di obsoleta identità umana.



 

Milizie naziste ucraine


Per tutto questo serve una guida etico-estetico-morale dall'integrità impeccabile. Quella che alla nostra info-paganda del copia-incolla, con la sua brava barchetta di coscritto sul capo, fornisce modi, contenuti e obiettivi. Ecco qualche esempio di lectio magistralis mediatica su quanto (non) accadeva alcuni giorni fa. Profeti un po' fuori tempo, hanno però avuto l'innovativa idea di negare quanto accadeva edi affermare quanto non accadeva, o sarebbe accaduto, forse, solo da lì a poco. Tanto che, al momento in cui scrivo, hanno creato un guazzabuglio tale di menzogne da non farci capire se forze russe siano già lì, nel Donbass, a fermare il genocidio in corso (Mosca non lo dice), o se i festeggiamenti dei cittadini di Donetzk festeggiano, non già il loro arrivo, o semplicemente il riconoscimento russo della loro indipendenza.

"Separatisti appoggiati dai russi, che hanno attaccato il governo ucraino per anni, hanno asserito, senza prove, che l'Ucraina stava preparando un'aggressione su vasta scala sul proprio territorio. (New York Times, 18 febbraio).

" Denis Pushillin presidente dell'autoproclamata Repubblica Popolare del Donetsk ha annunciato l'evacuazione di donne e bambini. Ha affermato, senza prove, che Kiev stava pianificando il proprio assalto alle regioni est del paese, dove i separatisti supportati da Mosca, combattono le forze governative, dal 2014" (NBC 18 febbraio)

"Il portavoce Price ha dichiarato che Gli Stati Uniti erano particolarmente preoccupati per quanto Vladimir Putin ha detto, senza prove, che nell'est dell'Ucraina del Donbass stava accadendo un genocidio" (Reuters, 17 febbraio)


 Non è Berlino 1939, è Kiev 2020. Guardia nazionale con incorporati i battaglioni nazi "Azov".


"Venerdì l'agenzia Tass ha riferito, senza prove, che il capo dell'autoproclamat oterritorio di Donetsk ha annunciato, senza prove, la scoperta di 130 fosse comuni di vittime dell'aggressione ucraina" (The Washington Post, 11 febbraio). Le immagini delle fosse comuni sono poi state pubblicate sui social.

"Ammassando truppe tutt'intorno all'Ucraina, esponenti russi hanno ripetutamente asserito, senza prove, che Kiev stava per attaccare la Russia, o i russofoni, nell'est ucraino, piuttosto che il contrario" /The Guardian, 4 febbraio). 

Dimitry Peskov, protavoce del Cremlino, ha affermato che la situazioni ai bordi dei confini russi può innescarsi a ogni momento, insistendo, senza prove, che le forze ucraine avevano preso azioni aggressive , intensificatesi negli ultimi giorni" ("Politico", 17 febbraio)

"Putin rastrellerà e torturerà tutti i gay" (Sito CIA, https://t.co/OJspZdz37Ppic.twitter.com/qPyhpHD1gp)

Gli Stati Uniti hanno informato l'ONU di avere attendibile informazioni che Mosca sta compilando liste di ucraini da uccidere o rinchiudere in lager. Putin sta programmando di catturare giornalisti e persone LGBT per farli torturare, uccidere, e scomparire, dopo aver invaso l'intero paese" (Washington Post, domenica 20 febbraio)

E ora che, grazie a queste lectiones magistrales fedelmente e ossequiosamente riprese dai nostri media, avete capito tutto e siete stati illuminati su quanto si sta svolgendo nel grande confronto, andate a dire grazie alla summenzionata sacra Trinità e a tutte le affini quadrità, pentità, sestità, eccetera, per come vi fanno stare in armonia con la realtà del mondo.

Ringraziateli anche in nome di questi bravi combattenti ucraini 

 


Il quotidiano (anti)comunista, tafano cocchiero

E, per non dimenticare, il "quotidiano comunista", da mezzo secolo nemico dei comunisti, ma soprattutto dei russi sia comunisti, sia no, va ringraziato pure quello. In questo caso, sia per voler salvare, al pari di Biden e in omaggio a Hitler, uno Stato fallito e sprofondato nell'abiezione coloniale, sia un regime nato da un golpe fascio-nazista di Obama-Hillary-Nuland ("Fuck Europe", ricordate?)  nell'Ucraina retta da un governo eletto democraticamente. Opera in questa direzione, sorvolando deontologicamente sui patrioti mandati a macellare il Donbass, come sui mercenari reclutati a questo scopo in Lituania, Georgia, Cecenia, e ora anche tra l'ISIS.

Sotto un titolone che si scandalizza per aver la Duma autorizzato l'impiego di truppe all'estero, il foglietto portavoce dell'impiego all'estero delle truppe USA, da Kennedy il Buono a Biden lo Scemo, fa tracimare da sotto la foglio di fico di un pezzo di Tariq Ali, gli elaborati gemelli di quanto sopra ho citato dal NYT e consimili..Fa distillare il suo livore contro tutto quanto è russo, che fosse comunista o putiniano, a due ronzini di razza come Luigi Di Biase o Sabato Angieri. Al primo la missione bideniana di sezionare tutte i crimini di una Russia che osa opporsi al democratico imperialismo militarista di USA e Nato; al secondo quello di farci unire le nostre alle lacrime di una "Kiev ferita da Putin" (sic!), cui tocca svegliarsi in un'alba livida che preannuncia ogni sorta di tragedia, come promesso dalla foto al centro dell'articolessa.

Si tratta di "diritti umani", il supremo valore che sta a cuore ai "compagni" del "manifesto". Ovunque si presentino con sul bavero un distintivo a stelle e strisce.