sabato 9 luglio 2022

STORIE DI INFAMIE E DI GRANDEZZE



 Ultimo dispaccio, cari amici, e lunghissimo. In compenso non vi arriverò più addosso più o meno per una mesata. Ci sarò per la posta, ma, per il vostro sollievo, non diffonderò più pipponi miei e neppure perle di altri fino a dopo ferragosto.  

Passatevela bene, quest’estate, chè, dopo, saranno tuoni e fulmini. Di questi, devono prevalere i nostri. Attrezziamoci. Per adesso salutiamo il Lugansk liberato dalle orde naziste. 

Ciao,

Fulvio



https://playmastermovie.com/fulvio-grimaldi-un-uomo-al-fronte-diretta-social

Playmastermovie, serata presentata da Alessandro Amori e Alessandro Denti, con me che rievoco, alla mano di immagini dei miei documentari, episodi salienti di alcune delle mie esperienze di decano degli inviati di guerra italiani.

Il mestiere dell’inviato di guerra, lo dico probabilmente pro domo mea, è quello più difficile e più importante. Può servire al riscatto della verità contro le macchinazioni dei carnefici. Ma può anche degradarsi a postribolo di cervelli, occhi, penne in vendita: presstitute, come genialmente è stato formulato in inglese. 

Ho vissuto tutta la parabola di questa categoria, dalle stelle alle stalle. E oggi anche sotto, dove scorrono i liquami. 

In Palestina, o nel Vietnam, per merito di giornalisti liberi, pensanti, indipendenti, l’inviato di guerra ha stracciato un gigantesco schema genocida e ha messo nell’angolo potenze che parevano, impunibili, immuni a ogni resa dei conti. In Ucraina ha toccato il fondo dell’abiezione nella negazione dell’assunto vantato: riferire e far capire la realtà, nelle sue tante espressioni e colorature, senza dover servire alcun interesse prestabilito.

Dalle traversate del deserto e semideserto eritreo fino all’altopiano di Keren e Asmara, sotto le bombe dell’aeronautica etiope, insieme a una pattuglia di guerriglieri del Fronte di Liberazione eritreo, alla Guerra dei Sei Giorni del 1967 in Palestina; dal Vietnam devastato dal napalm e dalla diossina dell’Agente Orange in cui, ancora anni dopo la fine della guerra, ho visto nascere deformi e morire, al Nordirlanda della “Domenica di Sangue”. Una strage di Stato. Come lo sono quasi tutte. 




 
Un episodio, quest’ultimo, che mi permise di documentare, unico della mia professione, ma nel coro di mille testimoni scampati, la strage a sangue freddo compiuta a Derry contro una manifestazione pacifica di civili, dal Primo Battaglione Paracadutisti britannici, su ordine del governo. E che segnò la mia coscienza e il mio lavoro di giornalista con la consapevolezza di “che lacrime grondi e di che sangue” l’azione dei potenti. E di che menzogne. Sempre e comunque

Quel massacro doveva soffocare la rivolta, allora pacifica e poi armata, di un popolo in sacrosanta lotta di liberazione. Per me è diventata l’emblema, l’epitome di un confronto, che segna l’intera storia umana, tra minoranze ciniche e feroci e masse oppresse e sanguinanti che non si arrendono e, alla fine, vincono. Anche solo morendo in piedi e incidendo nella Storia la verità della vicenda umana. Così i palestinesi, i siriani, gli iracheni, i latinoamericani, i serbi, gli eritrei….

 



Come ancora Ugo Foscolo, chiudendo: “E tu onore di pianti, Ettore, avrai / Ove fia santo e lagrimato il sangue / Per la patria versato, e finché il Sole / Risplenderà su le sciagure umane”. 





giovedì 7 luglio 2022

GUERRA E COMPLOTTO: ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA



https://www.byoblu.com/2022/07/06/complottista-a-chi-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/

Ultima puntata di MONDOCANE su Byoblu prima della sospensione estiva, dedicata ai complotti, a chi li fa, a chi li subisce, a chi li smaschera.

La neolingua è quella di Orwell in "!984", dove guerra è pace, schiavitù è libertà e ignoranza è forza. E la lingua grazie alla quale i fabbricanti di inganni, i complottisti, intriganti, cospirazionisti, frodatori, bugiardi danno a chi li disvela del complottista. Questo rovesciamento dell'applicazione dell'epiteto gli ha permesso per lunga pezza di frodare gran parte della società sulla quale si esercita la loro macchinazione.

Nella puntata "Complottista a chi?" tento una rassegna, solo sommaria, delle cospirazioni a cui ci hanno assoggettati nel tempo della presa e del mantenimento del potere oligarchico totalitario. 


 


https://youtu.be/aAtcfj1HYEs 

Trieste, 17 giugno, Manifestazione di Ancora Italia, mio intervento "Dall'Afghanistan all'Ucraina".


Il regime Mattarella-Draghi-UE-NATO, tra le tante aggressioni ai nostri diritti fondamentali, a iniziare dalla libertà e dalla sovranità, è arrivato al crimine che secondo Norimberga è quello massimo contro l'umanità: ha costretto il nostro popolo a farsi partecipe e complice di una guerra d'aggressione. Con tutte le conseguenze nefaste e tragiche che ciò comporta, sia per il paese utilizzato per la contesa e destinato a essere dissanguato e distrutto, sia per noi.

Vediamo come questa ennesima violenza contro l'autodeterminazione dei popoli e degli individui, accoppiata alle altre, sinergiche, operazioni di annientamento sostanziale della democrazia e del benessere collettivo, abbia per metà una globalizzazione di segno tecnocratico che superi e perfezioni le dittature nazifasciste del Novecento.








martedì 5 luglio 2022

PARTIRE E' UN PO' MORIRE... Jus Scholae, Jus Soli, o Jus Patriae?

 



DOV'E' LA CASA DELL'AFRICANO?

https://www.byoblu.com/2022/07/04/partire-e-un-po-morire-fulvio-grimaldi-in-o-green-o-verde/

Questo è il link alla puntata della mia rubrica del lunedì alle 21.00 "O Green o Verde" su Byoblu che, ancora una volta, alla vista dell'ingigantirsi di questo fenomeno manovrato, è dedicata alle migrazioni. Intendendo per migrazione , lo sradicamento indotto di popolazioni, il loro trasferimento e inserimento in situazioni sociali, culturali e storiche aliene, con relativa destabilizzazione sociale per chi arriva e chi riceve. Un'operazione che si inserisce nella grande strategia del Nuovo Ordine Mondiale portata avanti dalle élites.

La domanda è "Dov'è la casa dell'Africano" ( o del maghrebino, o dell'afghano, o del bangladeshi..."), domanda che nessuno, di quelli che si agitano intorno al fenomeno delle migrazioni, per un verso o per l'altro, si pone. Tanto meno quelli che, sentendo il tintinnio delle monete che accompagna l'arrivo di questi esseri umani nei centri d'accoglienza delle Ong, Cooperative, Associazioni, o quegli altri che sanno benissimo che se non spazzi via le identità storiche come espresse nelle comunità e nelle nazioni fattesi Stato a dispetto del colonialismo, non gliela faranno mai a ottenere quella massa  amorfa e omologata che gli serve per il totalitarismo prossimo venturo.

La casa dell'Africano, in primis, non ci deve essere proprio. Meno che mai la sua propria casa, quella dei suoi, degli antenati, dell'habitat di sempre. Comporta l'aberrante segno dell'identità e, quindi, del rischio della volontà. Se ci deve essere è quella che, con grande generosità, gli diamo noi. In periferia, fuori dall'urbanità gentrificata in bianco, nelle baracche al lato dei campi della raccolta, dalla Caritas nelle mense a prolungare un altro mondo, nel mondo secolarizzato, il mito della religione buona.

A una casa  vera e propria, vicnina alla nostra, ma non troppo (vedi i ghetti neri negli USA, dopo quattrocento anni), l'africano avrà diritto una volta che Ong, parrocchia e scuola gli avranno scrostato di dosso la sua africanità.





UNIAMCI A COORTE, SIAM PRONTI ALLA SORTE

https://www.youtube.com/watch?v=UpmjQ1UsbJk   Interventi alla manifestazione nazionale unitaria di Gaeta. Il mio è da 54’55 a 1h:09:00

 A Gaeta, base NATO, in vista della nave da guerra USA ormeggiata, grassa e tracotante, a poche miglia dal fronte della cittadina sul mare, il 2 luglio si è svolta, ospitata dal Partito Comunista, una manifestazione unitaria delle forze politiche che combattono il regime e i suoi padrini e danti causa. Sono intervenuti Marco Rizzo, Francesco Toscano, Stefano D'Andrea, Antonio Ingroia, Igor Camilli, una senatrice di Alternativa e, a chiudere, il sottoscritto.

Come già alla manifestazione del 18 Giugno a Roma, Piazza SS Apostoli, a Gaeta hanno partecipato a una iniziativa unitaria i rappresentanti delle varie formazioni politiche che sono oggi in campo nella battaglia contro i falchi della guerra NATO, gli strumentalizzatori della pandemia al fine di rovesciare la nostra costituzione democratica nel suo opposto totalitario. Ognuno ha espresso la sua posizione e ha sottolineato i punti di contatto con quella degli altri, in vista della costituzione di un fronte unico, di partiti e movimenti, che possa mettere in discussione l'assetto autocratico e la politica antipopolare del regime Draghi.

Personalmente ho i miei maggiori, o minori apprezzamenti per l'una o per l'altra piattaforma politica, ma penso che vi siano cose da valorizzare, almeno sul piano delle dichiarazioni, in molti di questi interventi. Così ho detto, in conclusione, e ho aggiunto del mio. E credo, soprattutto, che sia il momento di riunire le vastissime, ma ancora disperse, forze del contrasto ai nemici della salute, della pace, della libertà e della patria, Senza fare gli schifiltosi, o gli eterni quaquaraquà del benaltrismo. L'emergenza è drammatica. L'urgenza è...urgentissima.

Non è che l'inizio, le gambe su cui si cammina non sono ancora quelle di Mennea, o di Bolt. Troverete da togliere, da integrare, da limare. Seguite i discorsi in questo video e, se ancora non l'avete, fatevi un'idea. Dopodichè ognuno potrà dare il suo contributo. Almeno spero. E, comunque, una volta partiti, impegno senza remore. Le furbe e comode fughe nelle "oasi felici" lasciamole a coloro che la propria trincea la poggiano coi gomiti sul davanzale.

lunedì 4 luglio 2022

ROMA, FLASHMOB NEI 51 ANNI DI JULIAN ASSANGE E NELLA RICORRENZA DELLA MORTE DEL GIORNALISMO ITALIANO


 Assange Libero.mp4

https://youtu.be/AWtyRPAA0Vg  

Tra i tanti flashmob che ho visto e in cui c'ero, il più bello è stato questo di Ancora Italia a piazza Barberini,  centro della capitale consacrato per un pomeriggio alla più nobile e urgente delle cause, quella della libertà, di cui è simbolo e bandiera il corpo martoriato e la mente integra e irriducibile di Julian Assange, giornalista. 


Una manifestazione di denuncia, solidarietà, lotta che ha coinvolto duecento persone in un pomeriggio domenicale di luglio, arroventato da una temperatura impietosa. Un flashmob organizzato dai ragazzi di Ancora Italia come meglio non si sarebbe potuto, in un tempo gravemente breve, quattro giorni, tra i mille impegni pubblici di questa chiusura di stagione e nell'assenza di altre forze poliche, o movimentiste che si collochino nel campo della battaglia contro regime e regimi. 



Un'iniziativa la cui forza e il cui significato ha perfino convinto i dirigenti delle forze dell'ordine addetti al controllo a rinunciare a divieti e interventi censori, o limitanti.

Una coreografia spettacolare, con movimenti di "figuranti" a sottolineare il significato e le emozioni dell'intervento audio della madre di Assange. Una serie di interventi finali a rafforzamento del significato delll'operato di Julian Assange in difesa del diritto alla verità di chi la vede, la racconta, la diffonde e di chi la riceve; a denuncia di un'operazione strategica dei regimi NATO, con in testa Regno Unito e Stati Uniti, volta a manipolare la realtà e a imporne una visione conforme agli interessi di un'infima minoranza di privilegiati impegnati a imporre all'umanità la dittatura globale.

 


Una testimonianza dell'irriducibile consapevolezza che la ferocia del martirio di Assange, volta al suo annichilimento psicofisico, già in atto nella prigione di Belsham e da completare nelle carceri di massima sicurezza degli USA, sul modello di Guantanamo e Abu Ghraib, va oltre la figura di questo giornalista incorrotto e minaccia  la categoria tutta di chi si assume il compito di informare. Da noi hanno incominciato, sui media servi, con le liste di proscrizione e i dossier dei servizi segreti più squalificati della nostra storia.


In un sistema mediatico che, in Italia soprattutto, ma in tutto l'Occidente atlantista, è sodomizzato dal progetto politico del Nuovo Ordine Modiale e ne costituisce ormai l'articolazione principale, l'iniziativa chiarificatrice e vindice di verità di Piazza Barberini rappresenta il perpetuarsi nelle piazze del crescente coro di voci, televisive, radiofoniche, cartacee, che minano e disgregano il menzognificio di regime. Duecento donne e uomini se ne sono fatti amplificazione.


Vi sono forze, più o meno organizzate, che si dichiarano rappresentanti, in varie forme, del disagio,  della rabbia, dell'opposizione delle masse popolari seviziate dai vari tentacoli della piovra Grande Reset: povertà, guerra, manipolazione sanitaria, soppressione di sovranità, identità, cancel culture,  autodeterminazione individuali, collettive, nazionali. 


Alcune di queste sembrano impegnate prevalentemente a costituire un  recinto di autocontemplazione; altre indicano nella fuga in oasi di separatezza e gratificazione della propria comunità , una soluzione. Ne abbiamo constatato l'assenza in piazza e, nelle comunicazioni, una presenza dal sapore eminentemente rituale.  

Sono fenomenologie riservate a chi ha la fortuna di conservare spazi di manovra individuali, ma sono anche a volte manifestazioni di impotenza che soddisfano l'ego del pifferaio e sono di consolazione ai pifferati, ma sono viste con sollievo e soddisfazione da chi osserva dalle finestre dei palazzi del potere.









venerdì 1 luglio 2022

AMERICA LATINA, IL SUBCONTINENTE SE NE VA...


https://www.byoblu.com/2022/06/29/mamma-ho-perso-lamerica-latina-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/


Al link, puntata di MONDOCANE su Byoblu dedicata alle grandi novità espresse da popoli e governi latinoamericani, a partire dal Vertice delle Americhe convocato da Biden a Los Angeles e risultato un flop per la diserzione di alcuni tra i più rilevanti capi di Stato e di governo del subcontinente e del Centroamerica.

Dopo “l’Onda Rossa”, segnata dalla rivoluzione bolivariana di Hugo Chavez in Venezuela, dopo tentativi falliti o riusciti di una restaurazione yankee del controllo sul proprio “cortile di casa” all’insegna della dottrina Monroe, oggi saremmo all’ “Onda Pink”, come qualcuno la chiama negli Stati Uniti. Pink, rosa, senza però nessuna connotazione femminista. Rosa in quanto un rosso molto attenuato. "Rosado" in castigliano.

Che però viene espresso da masse tumultuanti. Le quali ultimamente sono state chiamate alle urne in tre paesi strategicamente rilevanti e di tradizionale allineamento e sottomissione al vicino yankee: Cile, Perù, Colombia. Quest'ultima assolutamente centrale, con sette basi USA e un narcotraffico indispensabile al mercato statunitense (il più grande del mondo per la cocaina) e ai giganteschi profitti delle banche di quel paese (e dei loro paradisi fiscali).

I personaggi usciti da questo voto indicano una volontà generale di radicali cambiamenti rispetto alle politiche ultraliberiste e subalterne agli interessi yankee. Bisognerà vedere se sono all'altezza delle aspettative e dei rispettivi impegni declamati in campagna elettorale. Boric in Cile, dovrebbe porre fine all'estenuante prosecuzione del pinochettismo con la Bachelet e Pinera. Castillo in Perù deve affrontare la pesante eredità dei gangster amerikani Fujimori, padre e figlia e il colombiano ex-guerrigliero ed ex-sindaco di Bogotà, Petro, dovrebbe trasformare l'Israele dell'America Latina in una specie di Venezuela bis.

C'è anche il ripetente Lula, altra ipotesi "pink"

I primi pronunciamenti di questi tre neoeletti non giustificano grandi attese. Nessuno di loro ha aderito all'appello di altri otto capi di Stato e di governo latinoamericani, con Obrador del Messico in testa, di non partecipare a un Vertice delle Americhe dalle quali Joe Biden si era permesso di escludere Cuba, Venezuela e Nicaragua. Tutti e tre hanno cercato una certa legittimazione dall'occhiuto referente del Nord esordendo con critiche al Venezuela di Maduro e con la rivendicazione di far prevalere, invece, una "sinistra democratica e rispettosa dei diritti umani". Cosa che, secondo l'oligarchia colonialista e guerrafondaia di Washington, il Venezuela non avrebbe.

Detto questo di una certa penombra che pare investire la luce delle aspettative di questi paesi, resta il bagliore della presidenza, nello Stato più rilevante e più vicino agli USA (per sua sfiga), di Andres Manuel Lopez Obrador, uomo di genuino e intransigente sovranismo, equità sociale e antimperialismo. Obrador, prima di trionfare nel 2019, era stato defraudato dalla vittoria in ben due elezioni presidenziali attraverso colossali e documentati brogli elettorali in favore dei candidati graditi agli USA e ai cartelli del narcotraffico, foraggiati di armi da oltreconfine. 

Sconfitta in entrambe le occasioni auspicata e favorita anche dal famigerato "subcomandante" Marcos, ora dileguatosi, ma che per vent'anni, dal Chiapas, ha sabotato l'autentica sinistra  messicana e dileggiato le esperienze rivoluzionarie di paesi come il Venezuela, la Bolivia, l'Ecuador, il Nicaragua e la Cuba d'antan.

Per aver sforato nella registrazione della trasmissione di cui al link, ho perso l'occasione di evidenziare alcune delle iniziative sociali, politiche e geopolitiche di Obrador, detto Amlo. Provo ad elencarne qui qualcuna.


IL NUOVO MESSICO DI AMLO



"Non siamo qui per lo scontro, siamo qui per la fratellanza, per unirci, e anche se abbiamo delle differenze possiamo risolverle, almeno ascoltandoci a vicenda, con il dialogo, ma non escludendo nessuno. Inoltre, nessuno ha il diritto di escludere, nessuno dovrebbe escludere nessuno“. Credo nella necessità di cambiare la politica che ci è stata imposta per secoli, quella dell'esclusione, del desidrio di dominare, la mancanza di rispetto per la sovranità delle nazioni e l'indipendenza di ogni paese. Non ci può essere un Vertice delle Americhe  se non partecipano tutti i paesi del continente americano." 6 giugno 2022, Lopez Obrador all'Avana.

POLITICA ESTERA amicizia con Cuba, Venezuela, Nicaragua, Bolivia

RIFIUTO SANZIONI ALLA RUSSIA, Collaborazione con le imprese russe Lukoil e Aeroflot CONDANNA della CENSURA ai MEDIA RUSSI. CHIEDE LA DISSOLUZIONE dell'Organizzazione degli Stati Americani (OAS), strumento colonialista USA

DENUNCIA alla vicepresidente USA Kamala Harri, l'ONG statunitense USAID per finanziamenti ad associazioni di eversori infiltrati dalla CIA. Ha definito le attività di USAID "Una specie di golpe"

CONDANNA USA per i 40 miliardi, quasi tutti di armamenti, all' UCRAINA, mentre zero aiuti  vanno al disastrato e impoverito Centroamerica

RIFIUTA GESTIONE statunitense della  PANDEMIA USA, "lockdown = forma di dittatura".  Si pronuncia contro la scuola da remoto. Il suo Ministro della Salute si dichiara contro  i vaccini ai bambini decisi dalla FDA statunitense: "Bloccano lo sviluppo del sistema immunitario".

SCIOGLIE L'UNITA' DI  INTELLIGENCE USA-MESSICO, messa in piedi con il proposito presunto di combattere i Narcos. 

RIFORMA COSTITUZIONALE DIRITTI INDIGENI E AFROMESSICANI discussa e approvata in 31 assemblee regionali

RIFORMA LA LEGGE DELLE MINIERE e nazionalizza i giacimenti e la produzione e commrecializzazione del Litio 

AVVIA UN'INCHIESTA SUI SUOI PREDECESSORI FILO-YANKEe, per delitti socioeconomici, rapporti con i cartelli, cessione del controllo a banche straniere, politiche di austerità, fuga di capitali, guerra ad anziani e fragili, femminicidi, privatizzazione delle risorse nazionali. Si tratta di  Salinas de Gortari, Ernesto Zedillo, Vicente Fox, Felipe Calderon, Pena Nieto

Il 21 giugno annuncia che solleciterà a Biden, nell'incontro di luglio, la LIBERAZIONE DI JULIAN ASSANGE. Offre l'asilo al fondatore di Wikileaks, come l'aveva offerto a Evo Morales in fuga dai golpisti in Bolivia.



  Obrador e Chavez

Non stupisce che il Messico sia diventato la patria di elezione degli esiliati, auto-esiliati e perseguitati del mondo capitalista, autocratico, oligarchico e guerrafondaio (migliaia di scampati da Centroamerica, Colombia, USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Europa...). Ricorda la Francia del Fronte Popolare e dei fuorusciti del fascismo di Spagna e Italia.










mercoledì 29 giugno 2022

ELETTROSHOCK PLANETARIO


https://www.byoblu.com/2022/06/27/elettrificati-e-devastati-fulvio-grimaldi-in-o-green-o-verde/ 


Al Link l’ultima puntata della mia rubrica su Byoblu “O Green o Verde”, dedicata al futuro ventilato, minacciato, auspicato, sicuramente promosso, dell’auto elettrica e dell’elettrificazione totale, presunto pilastro della “transizione ecologica”.

Ricordate "Qualcuno volò sul nido del cuculo"? La kapò chbe neutralizzava libertà e rivolta annichilendo i cervelli con l'elettroshock.  In senso figurativo, ma nanche tanto, si potrebbe pensare che quella sia diventata una pratica globale. Utile, appunto, alla globalizzazione.

Un’operazione di transizione dalle implicazioni economiche, sociali e culturali enormi, per gli uni salvifiche, per gli altri devastanti e catastrofiche.

In ogni caso, per chi si agita sul piano produttivo e propagandistico dell’elettrificazione l’interesse non è necessariamente indirizzato alla bonifica ambientale. I costi dell’ alimentazione del processo sono altissimi e si basano ancora sull’uso di energie fossili. L’acqua manca e minaccia tutti di sete, carestia e desertificazione?  I fossili ci portano a una grigliata universale? Bene, nulla richiede più spreco di acqua, nulla brucia più idrocarburi, che l’estrazione e produzione di quanto occorre per l’elettrificazione. 

L’eliminazione, bell’e decisa dall’UE, dell’eliminazione dell’automobile a motore endogeno entro il 2035, porta con sé, oltre alla disoccupazione di massa non recuperabile, una riduzione drastica della mobilità individuale, che resterà riservata solo a strati minoritari con disponibilità finanziarie superiori alla media. Gli altri? In mancanza di vetture a benzina, o diesel o gas, vadano a piedi, o  in carrozza. Guarda un po’, quando si diceva “luddismo”.

Nessuno, pur conoscendole, fa riferimento alle gigantesche modifiche della crosta terrestre e di ciò che vi vive sopra che comporta l’estrazione delle materie prime – litio, coltan, cobalto, rame, tungsteno….. – indispensabili alla realizzazione delle batterie. Nessuno pone in rilievo l’enorme problema dello smaltimento di corpi tossici come queste batterie. 

Del tutto trascurate restano le implicazioni geopolitiche della transizione, alla luce di quali Stati detengano i giacimenti più ricchi delle materie prime, Terre Rare e quindi possano condizionare sviluppi e rapporti di forza che potranno risultare del tutto alterati. Pensate alla Cina, alla Russia, all’America Latina, all’Afghanistan, paesi dalle enormi concentrazioni di litio e altri minerali. Nell’era del litio, per evitare una capacità di condizionamento, anche ricatto, planetario della Cina, toccherebbe scatenarle contro una NATO nucleare. Non è che questi psicopatici non ci abbiano pensato…Nel loro piccolo avevano già cominciato con il golpe nella Bolivia dei più vasti giacimenti sudamericani di litio.

 


Poi c’è la questione del clima, del surriscaldamento del pianeta per colpa degli esseri umani, tutti, come dice Greta. Ma a parte l’inesistente affidabilità morale e scientifica di un personaggio prodotto nei laboratori PR della Quarta Rivoluzione Industriale, come delle schiere di giovinetti di regime che le fanno da milizie, il sospetto su questa teoria del cambiamento climatico sorge impetuoso dal dato che i suoi padrini, sponsor e commessi viaggiatori, sono attivi anche su tutti gli altri fronti che puntano al Grande Reset. Non li ritroviamo, forse, nelle azioni e narrazioni della guerra alla Russia e a tutti i “dittatori”, nelle pandemie e nei vaccini obbligatori, nei terrorismi (tutti inizialmente autoprodotti), nelle migrazioni (cioè negli sradicamenti e spostamenti di popoli) da sostenere, promuovere, accogliere, nell’antisovranismo, per le minoranze che nessuno perseguita, ma che sono da difendere come la fortezza di Drogo dai tartari, e via campagnando perché lo Zeitgeist diventi  la paura e la conseguente autocastrazione delle genti?

Che questo basti o non basti per alimentare il salutare dubbio che Socrate ha voluto instillare nell’umanità di ogni tempo, ci sono ora anche dati scientifici che nessuno può più addebitare a manigoldi accademici, fossili sostenitori dei fossili, al soldo di petroliferi e gassificatori vari. Anche perché sulle rinnovabili hanno incominciato a buttarsi con passione degna dei miliardi che sono in ballo gli stessi petrolieri e gasieri, tutti più green di una foglia d’alloro al suo primo spuntare.

Ne parliamo nella puntata. Vi anticipo solo che il grande trucco dei gretini e loro mallevadori pare sia smascherato da un dato incontestabile. Alle geremiadi che ogni nuovo giorno, ogni nuova settimana, ogni nuovo mese, ogni nuovo anno, ogni nuovo tutto, sarebbe più caldo di quelli precedenti, c’è una risposta intrigante, fornita da dati satellitari e dai palloni aerostatici meteo che si tendono a ignorare. Ed è che un po’ di riscaldamento c’è, sì, ma a terra e lì misurata, perlopiù nei centri urbani. Non esisterebbe nell’atmosfera. Come mai e con quali conseguenze? Vedere il video. Si chiama così apposta.

Fulvio

martedì 28 giugno 2022

 🔴  Eventi


Playmastermovie presenta : Fulvio Grimaldi: una vita al fronte
L'informazione ai tempi del Grande Reset totalitario

Giovedì 30 giugno 2022, Villa La Giulìa, Via di Gricciano 17,Cerveteri (Rm)-

Ospite della serata Fulvio Grimaldi con i moderatori Alessandro Amori e Alessandro Denti

Accoglienza 20:30 – Inizio serata ore 21:00







Vale la pena partecipare anche qui: anzi, è la cosa più importante di tutte.

lunedì 27 giugno 2022

Discorso antiballe --- COME STANNO ANDANDO LE COSE IN UCRAINA E NEL MONDO

Putin, consensi all'80%


 I G7 all'ultima cena.


https://m.youtube.com/watch?v=EHINE1-LqFk  

https://t.me/Tatiana_Italia_Russia/191 

A questi link una mia intervista a Tatiana, corrispondente di “Sputnik” finchè l’ottimo canale russo  non è stato bannato, insieme all'altra preziosa fonte di informazioni non manipolate, RT, nella democratica Italia con rispettiva kapò europea.

Alle domande di una giornalista preparata, consapevole e competente è facile rispondere a un certo livello. Spero che il risultato di questo colloquio onori l'aspettativa che si può trarre dal trattamento di un tema di rilevanza epocale e globale, per una volta non trattato con spirito di tifoso, o di schieramento a prescindere, come succede nella nostra sedicente informazione ufficiale. Ma ragionando su dati, fatti e, soprattutto, l'oggi vituperatissimo contesto.

Subiamo l'osceno tsunami degli scappati di casa improvvisatisi inviati di guerra in Ucraina, con in un orecchio l'auricolare che li collega al capo delle bande NATO-naziste e nell'altro quello su cui gli arrivano le istruzioni del delegato dei Servizi in redazione. Mi sono trovato di fronte a un coro di minus habentes dell'intelligenza comune, come della geopolitica, in occasione di ospitate da Di Martedì e ho dovuto subire l'affronto di straordinarie cretinerie e disonestà nella valutazione di ciò che avviene nello scontro tra "Democrazie e Autocrazie" (dove i termini dell'equazione sono invertiti dalla realtà, ma il risultato non cambia).

Non per nulla fonti di informazione equilibrate, seppure emanazione di uno schieramento, come Sputnik e RT, ci sono state negate d'autorità. Troppo pericolose per una formazione dell'opinione politica che debba servire allo scopo prefisso in alto. L'accettazione di svenamenti dei cittadini per regalare armi a guerre criminali, volute e provocate da forze dominanti criminali. 

Echissenefrega, nelle guerre proxy, per procura, muoiono solo i sottoprodotti ucraini. Come in altre occasioni, dopo la lezione delle bare a stelle e strisce in arrivo dal Vietnam, terrorizzano, ammazzano e muoiono solo altre "risorse umane" disponibili sul mercato del mercenariato imperiale.

Un discorso che vale i 10 comandamenti  per la guida di tutte le democrazie e nemica di tutte le dittature e propugnatrice di tutti i diritti umani ed esecutrice di tutti gli assassini su sospetto e gestore di Guantanamo e Abu Ghraib e di tutte le carceri segrete della tortura disseminate in paesi compiacenti e discreti e affamatrice di decine di popoli attraverso sanzioni genocide e becchina di tutte le libertà e di tutti i diritti mediante emergenze artificiali basate su clima, terrorismi, pandemie, guerre, tutte interamente autoprodotte..... Vado avanti?

Ebbene, qui di tutto questo parliamo in libertà, prenotandoci così un posticino d'onore tra gli schedati, segnalati e avvertiti dei dossier scritti e rifilati da chi non si sa bene chi, Urso, Gabrielli, la portinaia, la signora delle pulizie, il bibitaro e altri eterni soliti del ciclo Piazza Fontana-Via D'Amelio, passando per un paio di Torri Gemelle.

Del resto, se non finisci attenzionato da questi custodi della "Sicurezza" della Repubblica vuol dire che non hai ancora fatto la tua parte nella vita e, specialmente, nella congiuntura.

 



Scrivo e invio questo nel giorno in cui nel covo bavarese, al buio,  si riuniscono 7 cannibali per programmare i prossimi succhiamenti di sangue. Gli va sparata addosso la luce.

Fulvio





 

giovedì 23 giugno 2022

KALININGRAD, ALL'OMBRA DELLA TERZA GUERRA MONDIALE? --- Il ruolo del Regno Unito nell'anglosfera imperiale


https://www.byoblu.com/2022/06/22/langlosfera-e-la-corona-fulvio-grimaldi-in-mondocane-storie-dal-pianeta/ 

Puntata su Byoblu della mia rubrica “Mondocane, Storie dal pianeta”, questa volta impegnata su qualcosa che sfugge a buona parte degli analisti geopolitici. Di solito sono fermi allo status quo ante; enfatizzatori dell’assoluto, prevaricante e dominante primato degli Stati Uniti d’America. seppure come strumento principale della cupola globale finanziaria. Strumento irrinunciabile per arrivare al famigerato Nuovo Ordine Mondiale come definito dal gruppazzo di criminali superoligarchi riuniti annualmente a Davos, attorno allo stregone Klaus Schwab.

Va considerato che questo grumo di licantropi si è formato la propria successione sotto forma degli schwabiani "Young Global Leaders", sicari del NOM che lo stregone addestra, fin dagli anni 90, a portare avanti, in capo a governi, Stati, partiti, corporation, banche, enti transnazionali, il programma transumano del Grande Reset. 

Con un euroatlantismo che ha fallito tutta una serie di scadenze globaliste sul piano militare ed economico e ormai vede un'Europa in stracci (non per nulla la Brexit), l'anglosfera, che si estende dall'Atlantico al Pacifico, ha integrato una NATO in affanno con coalizioni anglofone (per quattro quinti aventi per capo di Stato la regina). Dopo l'UKUSA (1946) per l'intelligence globale a guida britannica (MI6),  l'AUKUS (UK, USA, Australia, Nuova Zelanda, Canada), creata nel 2021, per dare ai "Five Eyes" storici una dimensione militare ed emarginare ulteriormente il centro di gravità francotedesco dell'UE. 

Il superattivismo guerrafondaio di Boris Johnson nel quadrante est-europeo e baltico è certamente stato anche l'innesco del  velleitario bellicismo della Lituania (altro paese spaccato, come l'Ucraina e gli altri paesi baltici, tra settore euro-atlantista e settore russofono), nell'imporre quel blocco a Kaliningrad. 

La tensione sale, come è negli intenti di chi se ne avvantaggia e ci maschera le sue debolezze, ma da qui alla Terza Guerra Mondiale, a mio avviso, ce ne corre. Anche perchè è ancora in corso la prima. L'obiettivo non è il conflitto nucleare, ma il caos.

 


https://www.youtube.com/watch?v=jBC2WlJUeYk 

Questo, invece, è il link a un forum di Visione TV condotto da Francesco Toscano c, con la partecipazione del sottoscritto e di Enzo Pennetta, Gianmarco Landi e Antonio De Martini.

Qui lo spunto è l'assedio a Kaliningrad, l'exclave russa tra Lituania e Polonia, sulla quale si esercita l'ennesima provocazione aggressiva, attraverso il microstato Lituania, dei bellicisti USA-UK-Nato. Tornano alla ribalta coloro che, come Giulietto Chiesa fin dagli anni '90, pronosticano con certezza la Terza Guerra Mondiale entro sera e, forse, stavolta qualche appiglio per intravvedere il grande Armageddon ce l'hanno. Infatti, Mosca ha reagito con la giusta durezza a questo incredibile affronto e ha annunciato misure "non solo diplomatiche".

Per me la vicenda, seppur gravida di pericoli , va ridimensionata. Intanto per l'exclave non è l'apocalisse, dato che le merci bloccate dal nanerottolo criptonazi lituano sono solo di un certo tipo, indicato nelle sanzioni UE. I rifornimenti sono tuttora possibili via mare e non c'è quindi il rischio di uno strangolamento, o di un genocidio, come quelli che hanno pienamente griustificato l'intervento russo in Ucraina.

Inoltre, in questa baraonda di irresponsabili fuori di testa e a secco di sangue come vampiri all'albeggiare, c'è un caposaldo di saggezza, autocontrollo, misura e lungimiranza. E sono Putin e il suo governo. Come dimostrano tutti i quattro mesi dell'andamento della guerra in Ucraina, segnata per parte russa da estrema attenzione a non provocare inneccessarie perdite in vite e cose.

 Quelle che vengono definite da sedicenti esperti della non proprio gloriosa e chiaroveggente  tradizione militare italiana, con in testa la videostar generale Camporini, come le carenze e ricadute negative delle forze armate russe, secondo questo ex-capo di Stato Maggiore (sic!) sempre sull'orlo del disfacimento, sono ben ragionate e calcolate misure di precauzione nei confronti delle pèopolazioni coinvolte. 

Ma non ci vuole il generale Camporini o suoi succedanei per darci la misura della disinformazione al limite del surreale e oltre con cui ci viene riferita la realtà. Peraltro non solo della guerra in corso, ma di tutto quanto uno scibile, dalla pandemia al clima rivoltato nel suo contrario.

E meno male che abbiamo voci come Byoblu (della quale torno a segnalarvi la strepitosa trasmissione di Francesco Borgonovo "1984", il mercoledì in prima e seconda serata, canale 262), Visione TV e tante altre, che hanno il grande merito, politico, e oggi addirittura di portata epocale, di fornirci vie di fuga e di riscatto dal tossico menzognificio generalista euroatlantico.


mercoledì 22 giugno 2022




 https://www.spreaker.com/episode/50261698 

oppure

https://www.spreaker.com/user/becciolininetworkradio/20-06-2022-il-punt-di-vista-di-fulvio-gr 

 

Stefano Becciolini, un valido comunicatore che nel suo Becciolini Network pubblica giornalmente un podcast con le opinioni sui fatti del giorno di suoi interlocutori  che vantino una presenza attiva e critica nel campo dell’informazione, lunedì scorso ha dato lo spazio di questa rubrica anche a me.

I temi trattati partono dall’infame  trattamento del libero giornalista Julian Assange, proseguono con gli assetti politici francesi profondamente alterati dalle recenti elezioni legislative, con forti implicazioni sulla situazione geopolitica europea, e analizzano le significative novità latinoamericane, prodotte da esiti elettorali del tutto sgraditi all’Impero del Nord. Negli Stati Uniti si parla di “onda pink” (rosa) in Latinoamerica, con riferimento a un rosso sbiadito con il quale si definiscono gli esponenti di un centrosinistra tornato alla ribalta. Dato che il “pink” è meglio del nero dell’epoca dei dittatori disseminati da Washington in tutto il subcontinente e in Centroamerica, ma è peggio del rosso netto degli esiti “rossi” di alcuni decenni fa (Chavez, Morales, Correa, Kirchner, Ortega), tocca vedere e capire quanto oro c’è in quel che luce.

 


Intanto l’America Latina che si muove ha ottenuto un bel successo, facendo fare un indegno flop al “Vertice delle Americhe” di Los Angeles, convocato da Biden con indecente esclusione di Cuba, Venezuela e Nicaragua. Picconata tafazziana sui propri zebedei del vacillante presidente USA dato, che ne sono risultate la rivolta e la mancata partecipazione al Vertice di alcuni tra i più significativi capi di Stato latinoamericani, a partire da colui che oggi ne è con ogni evidenza, insieme a Nicolas Maduro, il rappresentante più influente, Lopez Obrador, presidente del Messico (alla faccia dell’ex-subcomandante zapatista in pensione, Marcos, che per tre volte, in combutta con i caudilli filoyankee del narcostato, ha provato a sabotarne la vittoria elettorale).

 

Buon ascolto,

Fulvio