martedì 7 novembre 2023

7 OTTOBRE, PRECEDENTI E SEGUENTI: ABBIAMO SBAGLIATO TERRORISTI

 

 7 OTTOBRE, ABBIAMO SBAGLIATO TERRORISTI

 
 Sopra Gaza, sotto un Kibbutz

dal Canale di Paolo Arigotti “Il ringhio del bassotto”

 https://youtu.be/6Ya2Bt7mnCQ

 

Due immagini di distruzione: Gaza oggi e uno di vari Kibbutz il 7 ottobre: stessa mano. Immagini che ci dicono chi è il terrorista perché sono firmate da chi possiede le armi per questo tipo di demolizione: Israele.

Le prove che il 7 agosto il terrorismo israeliano si è abbattuto anche sulla propria gente, i coloni insediati su villaggi palestinesi rasi al suolo, non le troverete in nessuno dei nostri massmedia e, tristemente, neanche in gran parte dell’informazione neutra o antagonista. Per complicità intrinseca, o per pigrizia, ci si è rannicchiati nella versione dell’esercito israeliano, unica fonte di una catastrofe autoprodotta. Come quella dell’11 settembre, per la quale ancora oggi, anche tra alcuni dei più occhiuti critici dell’Impero, è inscalfibile la pur grottesca bufala dei dirottatori sauditi (recentemente rilanciata con forza perfino da insospettabili colleghi).

I combattenti di Hamas, penetrati in territorio occupato, avevano il dichiarato compito di catturare prigionieri (“ostaggi”) per poi ottenere in cambio del loro rilascio la liberazione degli allora 5000 prigionieri politici palestinesi (oggi oltre 10.000), molti dei quali detenuti, senza imputazioni e senza processo, in una Guantanamo moltiplicata.

La dotazione di questi combattenti era unicamente di Kalachnikov. Possono dei mitra provocare le distruzioni di interi abitati in cemento come quelle visibili in questa come in decine di altre immagini? Distruzioni attribuibili solo alle armi pesanti utilizzate dall’esercito israeliano: artiglieria, carri armati. Hanno sparato su tutto, guerriglieri e loro prigionieri. Fuoco amico.

La dinamica degli scontri successivi all’irruzione di Hamas, con l’intervento quasi immediato della Brigata “Gaza” delle forze armate israeliane, viene illustrata nell’intervista fattami da Paolo Arigotti. Così anche il corso della battaglia successivamente sviluppatasi con l’impiego da parte israeliana di elicotteri e carri armati. Dinamica e corso basati sull’unica inchiesta, parziale, che è stata condotta, in presenza del rifiuto di Israele di qualsiasi inchiesta neutrale internazionale, solo dall’autorevole quotidiano israeliano “Haaretz”.

A questa si aggiungono testimonianze accuratamente ignorate dai mainstream e dai valletti occidentali del regime nazifascista di Netaniahu. Quelle di cittadini e giornalisti israeliani e della corrispondente statunitense della CNN. Che, tra le altre cose, disintegrano l’oscena invenzione dei 40 bambini decapitati. C’erano nella zona dell’operazione solo 7 bambini tra i 4 e i 7 anni e 9 tra i 10 e i 17. 16 in tutto. Chissà quali neonati decapitati ha visto Biden (per poi farsi smentire dalla Casa Bianca)

Israele ha segnalato 1.400 civili uccisi da Hamas. L’inchiesta di Haaretz, con tanto di nomi, luoghi e circostanze della morte, ci dice di circa 680 vittime, delle quali metà militari e agenti di polizia israeliani. Ci parla anche del fuoco incrociato tra combattenti palestinesi ed esercito israeliano con, nel mezzo, le persone che partecipavano alla festa Rave. Non ci parla né di torture, stupri e altri “effetti collaterali” necessitati per coprire, “giustificare” agli occhi del mondo il genocidio a Gaza e in Cisgiordania, uno delle più orrende mostruosità mai concepite e attuate da sedicenti esseri umani.

Chi ha potuto dichiararsi davanti a telecamere e taccuini onesti. e dunque pervicacemente occultati, ha attribuito umanità, gentilezza, cura degli spaventati e riguardi per donne e bambini, sono le persone perbene trovatesi sotto controllo di Hamas.

Abbiamo sbagliato terroristi.

 

 

venerdì 3 novembre 2023

JACK LO SQUARTATORE IN MEDIORIENTE

 

 


Byoblu-Mondocane Puntata 3/6

In onda domenica 21.30, repliche lunedì 9.30, martedi 11.00, mercoledì 22.30, giovedì 10.00, sabato 16.30, domenica 09.00

Ci trovate varie cose, perlopiù scellerate, che sono quelle dello Stato criminale, specializzato in infanticidi. Alle quali corrispondono altre, spesso esaltanti, ma rigorosamente “ammutate” (silenziate, secondo Dante), tipo l’eroismo e i successi della Resistenza palestinese a Gaza nell’infliggere pesanti perdite (“dolorose”, secondo l’ammissione tra i denti del capo infanticida) alle SS attaccanti.

C’è la vergogna delle vergogne di un regimetto all’insegna delle vergogne, oltre che delle incompetenze, del dilettantismo, delle gaffe sesquipedali e del costante tentativo di verticalizzare se stessi e mettere sotto noialtri (premierato, parlamento proforma, magistratura nei ceppi). Yo soy Georgia ha ordinato al valletto Massari, ambasciatore all’ONU, di astenersi nel voto sulla risoluzione, chiesta da 40 paesi e votato da 120, per un cessate il fuoco nel genocidio e per il rispetto dovuto a 2,300.000 civili a Gaza, al 30 ottobre assassinati in 10.000, al 60% donne e bambini.

E non si sa quanti restano sotto le macerie. Le avete viste le macerie? Non vi ricordava Hiroshima? Sapete come le ha commentate Amihai Eliyahu, appropriatamente ministro israeliano dei Beni Culturali? “Far esplodere e spianare tutto è una delizia per gli occhi. Dovremmo pensare a dopodomani e distribuire lotti edificabili a tutti coloro che hanno combattuto per Gaza…”

Voto vigliacco, servile, disumano. Perché? Perché la risoluzione non avrebbe contemplato 1) il diritto all’autodifesa di Israele (così chiamano i genocidi); 2) la condanna del terrorismo Hamas (così viene definita la lotta di liberazione sancita dal diritto internazionale. E teniamo conto che quel “terrorismo” è stato smentito dagli stessi israeliani. Trattavasi perlopiù di “fuoco amico”) e 3) la liberazione incondizionata dei prigionieri (detti “ostaggi”).

Risate macabre. Tutto falso. L’ha scoperto Claudio Messora di Byoblu. Quei tre punti c’erano, eccome, nella risoluzione. Solo che l’Italia, Giorgia, Massari, i media, hanno fatto finta di non vederli. Guai a disturbare il mini-olocausto, interrompere l’alluvione di sangue altrui che solo gli ebrei sono autorizzati a scatenare, dato che hanno avuto nonni e bisnonni fatti oggetto di analogo sterminio. E la vittima resta vittima in eterno, secondo Isaia (della cui profezia Netaniahu si dice esecutore), anche se si trasforma in Jack lo Squartatore?

Sbaglio, o sento fischiare l’arma fine-del-mondo che qualcuno a questo punto mi tira? Si, sento bene: “Antisemita!!!”

Petardo bagnato. Ho viaggiato, vissuto, pianto e riso tra i semiti fin dal 1967, Guerra dei Sei Giorni, quando ho visto, dall’alto di un carro armato con la stella di Davide, su cui facevano viaggiare i giornalisti, bruciare villaggi e cacciarne in esilio perpetuo gli abitanti. Semiti.

Si, palestinesi, semiti. Dato che basta un rigo di enciclopedia per spiegarvi che i 450 milioni di arabi sono tutti semiti, figli di Sem. Sem figlio di Noè, insieme a Cam e Jafep, progenitori dei neri e dei bianchi rispettivamente. L’ha detto un passaggio diluviale nella Bibbia, dunque credibile almeno quanto la profezia di Isaia attuata da Netaniahu ammonticchiando corpicini spezzettati a Gaza e in Cisgiordania (e in Siria e in Libano e domani, Grande Israele, chissà dove).

E allora come faccio a essere antisemita, se i semiti sono arabi e lo sono tutti i palestinesi e io piango e rido con loro? E gli ebrei? Ce ne sono, di semiti, certo, ma sono pochini. Sono i sefarditi di Israele, semiti convertitisi in tempi anche lontanissimi, all’ebraismo. Gli altri, che proiettano su mezzo Medioriente il progetto Grande Israele, sono gli ashkenazi, gente arrivata da fuori, da lande a colonizzazione indoeuropea. Ce lo racconta con tanto di precisissima storiografia uno dei grandi storici ebrei israeliani, Shlomo Sand: “L’invenzione del popolo ebraico”.

Restate perplessi? Parliamone, confrontiamo i dati. Mica possiamo andare sempre avanti col metodo Pregliasco-Burioni: zitti voi, che siete dei negazionisti. Sappiamo come va a finire: Pregliasco e Burioni zittiti dagli effetti di un vaccino di merda.

E ce ne sono altri, di storici israeliani illustri (ovviamente non possono più stare nel paese dove regna un corrotto serial killer che fa massacri per distrarre i giudici che lo vorrebbero mettere dentro). Vale la pena conoscerli: Ilan Pappè, ora all’Università di Exeter, “La prigione più grande del mondo”, “La pulizia etnica della Palestina” e ”Ultima fermata Gaza” e Norman Finkelstein (genitori periti ad Auschwitz): “L’industria dell’olocausto”, “Una nazione sotto processo”. Tre storici, tre eroi. Anche perchè si sa cosa rischiano.

Sistemato l’uso e l’abuso della qualifica di “semita” e “antisemitismo”, sua derivazione, strumentale, ma paralizzante e occasione per efficaci False Flag. Ci resterebbe da dare un’occhiata a quello altra clava con cui sistemano i critici di Israele: “antisionismo”. Ma qui mi fermo, dato che c’è tutto nella puntata. Dateci un’occhiata.

martedì 31 ottobre 2023

AUSCHWITZ A GAZA – NETANIAHU A ROMA

 


https://youtu.be/aZA-4MAaXys

https://www.youtube.com/watch?v=aZA-4MAaXys

Visione TV “Dietro il sipario”: Francesco Toscano cone Fulvio Scaglione, Moreno Pasquinelli e Fulvio Grimaldi

 

Un’umanità sopravvissuta alla decimazione operata da inganni pandemici, truffe climatiche, terrorismi di Stato e di Impero, manipolazioni migratorie, sterminio di poveri, Zelensky, Trump, Biden e Draghi, prosseneti mediatici, si ritrova in piazza sotto i vessilli della Palestina (alla faccia dei “pacifisti “equidistanti”).

IL Sud emisferico e politico e il cuore del mondo eurasiatico si schierano con i martiri combattenti di Gaza e della Palestina. L’ultimo e il più feroce dei colonialismi, quanto a sostegni internazionali, può contare solo sui colpi di coda del Jack lo Squartatore di Washington. Ha, cioè, gli anni, probabilmente i mesi, contati. Al netto dell’armageddon tuttora in bilico sui neuroni bacati di quelli dell’11 settembre.

Agitando lo stendardo, lacerato da testimonianze e prove avverse, del falso terrorismo Hamas del 7 ottobre, Israele, sempre sconfitta sul campo, bombarda ciò che c’è da bombardare, privilegiando ospedali e rifugi ONU. Tecnica del cojio dove mi va di cojere. Per fare del lago di sangue, creato 75 anni fa, un mare. Morto.

Tecnica in atto a Gaza e in Cisgiordania, propedeutica in Siria e Libano, progettata per l’Iran. Il disegno, nel quale è storicamente incastonata la Grande Israele dal Nilo all’Eufrate, l’avevano iniziato a tratteggiare con la demolizione dei custodi storici di quelle lande: guerre a Iraq, Libia, Siria, Libano, Yemen e le cosiddette primavere arabe, fallite in Egitto, Tunisia, Algeria. Fondamentale, a questo punto, seccare la sorgente di ogni diritto, e relativa resistenza, a partire da quella palestinese, cordone ombelicale del mondo giusto e libero.

E’, insieme alla fine dell’ucrainizzazione dell’Occidente, rimasta appigliata soltanto a regimi europei dall’istinto mignottaro, la fine della globalizzazione a regime totalitario unipolare. Sancita da BRICS, Russia, Cina, Sud del mondo.

C’è ancora chi, come Zelensky e Netaniahu, cerca la scappatoia del topo. Divorare tanto formaggio, fino ad affrontare spavaldamente il rischio di scoppiarne, congenito nei divoratori. Nella Roma prima zelenskizzata, ora netaniahuzzata, perennemente atlantizzata, ontologicamente dalla parte dei genocidari dei poveri, si prova il calcio d’angolo contro la squadra Popolo.

Messa alle strette da incompetenza, cialtronaggine familista e clientelare, malaffare, spudoratamente inetta, la cosca Meloni-Salvini-Nordio-Crosetto fa il lancio al primo palo: la Costituzione. Premierato subito, un feldmaresciallo eletto dal popolo (libero e bene informato!) e perciò inamovibile grazie a un parlamento funambolo sulla corda dell’autoconservazione economica, a una magistratura eunuchizzata, a un popolo pettinato da sinistra e ammanettato da destra.

Cosa ci guadagniamo noi? Una trionfale secessione dei ricchi travestita da autonomia differenziata, nella quale ciò che studiano i ragazzi è dettato da una manica di ignorantoni e come – e se - ci si cura la salute lo organizza l’associazione a delinquere delle cliniche  a gettone.

A Gaza, amici carissimi, stanno male, ma neanche noi ci sentiamo tanto bene.

Forza e coraggio. E organizzazione. Non solo per la piazza. Costruire la trincea in cui resistere e poi uscirne a conquistare il territorio. I movimenti smuovono le acque, ma è l’organizzazione che le fa diventare corrente.

domenica 29 ottobre 2023

CORDONE OMBELICALE PALESTI

 


 

UN COMPENDIO DI QUANTO L’IMPERIALISMO E IL SIONISMO HANNO FATTO E SI PROPONGONO NEL MEDIORIENTE DELLA RINASCITA ARABA, DELLA RICCHEZZA ENERGETICA, DELLA POSIZIONE STRATEGICA IRRINUNCIABILE, PER LA GUERRA DEI MONDI E IL NUOVO ORDINE MONDIALE

DOPO LE FASI PROPEDEUTICHE DELLE GUERRE A IRAQ, LIBIA, SIRIA, YEMEN, SUDAN, LE RIVOLUZIONI COLORATE IN LIBANO, EGITTO E ALGERIA, SIAMO AL CAPITOLO PALESTINA,

 

https://bitly.ws/XueV

Link per DEMONI IN TERRA SANTA

sabato 28 ottobre 2023

ISRAELE-PALESTINA, REGNO DELL’ORRORE E DELLE BUFALE

 



BYOBLU-MONDOCANE PUNTATA 3/5, in onda domenica 21.30, repliche lunedì 9.30, martedì 11.00, mercoledì 22.30, giovedì 10.00, sabato 16.30, domenica 09.00

Non poteva non trattarsi di Palestina e, nello specifico, di Gaza, ombelico del mondo che, se venisse reciso, il dissanguamento colpirebbe l’intero vivente sul pianeta. Per il quale, peraltro, c’è che si presenta pronto a provocarlo: Gaza non basta, intanto bombardiamo Siria e Iraq, poi l’Iran si vedrà. Nel Mediterraneo abbiamo portato più roba che spara, uccide, distrugge, di quanto ci era servito nel 1942 per debellare il feldmaresciallo Rommel. Per il caso che anche qui i nativi pretendessero di restare a casa loro e fare di testa loro.

Finchè c’è guerra c’è speranza di sopravvivere al proprio disfacimento economico, sociale, culturale, morale. Basta avere più armi di tutti e essere più pronti di tutti a utilizzarle. Siamo, o non siamo, la razza di Jack lo Squartatore, di Mr. Hyde, di chi ha fatto fuori senza battere ciglio 50 milioni di pellerossa e, da lì al minuto presente, non ha mai smesso, grazie anche alle deleghe splendidamente assunte da alleati, servi e un carcinoma in Medioriente capace di fantastiche metastasi.



Cosa è davvero successo il 7 ottobre tra Palestina espropriata e Gaza e nei kibbutz costruiti sulle macerie carbonizzate di villaggi palestinesi? Quali sono le testimonianze altre, ma decisive, che, al pari dei pareri di scienziati no Vax, o no pianeta arrosto, sono inudibili e invisibili e, se scappano fuori, vengono trucidati senza pietà?

Chi è venuto in visita dall’Ucraina in Israele, sotto le insegne e nel segno di coloro che i predecessori degli attuali intrusi in Palestina avevano sterminato, calorosamente accolto dagli Stati Maggiori locali, ansiosi di emulare e superare quanto dagli ospiti combinato in Donbass?

E non è un mondo avviato alla perfezione quello che a un Segretario ONU che dice ovvietà sulla reazione di un bambino preso a calci in faccia, intima di buttarsi dall’ultimo piano del Palazzo di Vetro?

Intanto l’umanità sana, concentrata a Sud e a Est (ma non solo, vedi i 100.000 a Londra) ha sfondato lo specchio deformante che a noi ancora ci fa vedere lanterne per lucciole, cioè carnefici per vittime. Umanità che ha capito l’antifona: olocausto che copre olocausto, e questo, e solo questo, potrà porre fine a chi si ostina a perpetrarne.

C’è anche un accenno all’altro Terminator, quello delle inoculazioni, che, costretto da un’evidenza vasta come il mondo di morti e menomati, ha dovuto scrivere che con quel preparato tossico ti zompa il cuore.

Poi c’è dell’altro.

domenica 22 ottobre 2023

QUASI CENT’ANNI, RIVOLUZIONANDO QUA E LA’

 



Anima giornalistica del nostro mensile “Visione. Un altro sguardo sul mondo”, Fulvio Grimaldi collabora anche al sesto volume dedicato al tema della rivoluzione, raccontando le “sue” rivoluzioni, quelle osservate, quelle vissute, quelle supportate.

Ho sentito dire che di rivoluzioni ce ne sarebbero state solo due, quella francese del 1789 e la russa del 1917. Intanto, chiariamo che le rivoluzioni hanno una loro ragione d’essere nelle società che si sono collocate nel tempo lineare, perlopiù anche inevitabilmente deterministiche, mentre non trovano né motivazioni, né necessità, in quelle che si sono stabilite nell’eternità del tempo circolare. Quali delle due abbiano compiuto la scelta migliore è una bella offerta di dibattito. Più felici i Sioux di Cavallo Pazzo, o i prussiani di Kant?

A me sembra che ce ne sia stata qualcuna di più di quelle due, più o meno riuscita, più o meno solidificata o, peggio, mummificata. Ne ho visto persino io alcune e a una, nostra, ho addirittura partecipato. Si deve ammettere che alla Rivoluzione francese va ascritto il risultato eccezionale di aver messo in discussione il millenario principio di autorità di derivazione divina, come incorporato nelle monarchie assolute, consentendo solo la sopravvivenza temporanea di forme epigonali di trascendenza (peraltro non tutte stentate, se vaghiamo sul mappamondo dal Regno Unito alle petromonarchie del Golfo e a certe autocrazie coronate africane e asiatiche).

Il percorso carsico, ma inarrestabile, iniziato dalla Rivoluzione francese per quanto riguarda il principio di autorità (da monarchica, con corredo aristocratico, di legittimazione divina, a popolare, legittimata dalla ragione e dal consenso), trova il suo parallelo in quello altrettanto carsico innescato dalla Rivoluzione d’Ottobre. Qui il riferimento è al superamento di una classe dalla minoranza numerica e prevalenza economica (capitalista borghese), e al diritto da essa rivendicato e praticato di estrarre plusvalore a ricostruzione di un potere che, gradualmente, da Lenin a Stalin, torna a essere assoluto. Azzardando, si può congetturare che, in entrambi i casi, dalla “ragion teorica” si è passati alla “ragion pratica”.

Per leggere la restante parte dell’articolo e il sesto volume della rivista, effettua il tuo ordine al link: https://visionetv.it/prodotto/tempo-di-rivoluzione-06-2023/



sabato 21 ottobre 2023

TERRORISTA A CHI? 2.0

 


 

BYOBLU – MONDOCANE 3/4,  in onda domenica 21.30. Repliche lunedì 9.30, martedì 11.00, mercoledì 22.30, giovedì10.00, sabato 16.30, domenica 09.00

Terrorista a chi? A chi in due settimane ha ammazzato con le bombe 5000 civili, tra donne, bambini, uomini rifugiatisi in ospedali, scuole, chiese, sedi ONU. O a chi il 7 ottobre ha colpito un gruppo di occupanti della propria terra sottratta, tutti o ex militari, o futuri militari della potenza occupante ed è poi stato colpito da immonde calunnie circa bambini decapitati per giustificare un genocidio in progress? (vedere la donna israeliana ferita del Kibbutz attaccato da Hamas che attribuisce le vittime alla reazione dei soldati israeliani)

Terrorista a chi? Ma sicuramente a quei massimi fetentoni, perlopiù di destra, che mescolano il diavolo con l’acqua santa, per dire, quando provano a costringerci dalla parte dei concentrazionisti israeliani dicendo che Hamas è Isis sono la stessa cosa. Pensate il mercenariato atlantosionista, la Gladio con la mezzaluna, armata e pagata da Turchia e USA, uguale a chi dai committenti e ufficiali pagatori di questa feccia, usata a favore degli Stati di polizia in Occidente e per lo sterminio di civili egiziani, libici, siriani, iracheni, afghani, serbi, è stato e viene massacrato!



Qua uno che riveste la carica di ministro della Difesa (Difesa? Da 75 anni Israele non pratica che l’offesa) dà degli “animali” alle persone che vivono a Gaza, sotto un genocidio strisciante che è diventato immediato e definitivo, viene corroborato dal capo di governo di quel paese che le definisce “bestie”. Nessuno se ne adombra, nemmeno quando rientra nella stessa dimensione peggio-che-nazista (perché aggravata da ipocrisia, dato che si addobba da democrazia e difesa dei diritti umani) l’ambasciatrice nel Regno unito di quella entità coloniale, Tzipi Hotovely, Parafrasando la sorella in stragi di bambini e segretaria di Stato Usa, Madeleine Albright, dalla lapidaria constatazione che 500.000 bambini uccisi in Iraq da guerra ed embargo erano un giusto prezzo, ha assicurato a Israele la licenza di uccidere 600.000 palestinesi (ma non basta), “proprio come i britannici ebbero il diritto di uccidere 600.000 civili tedeschi nelle città rase al suolo”.

Sono nostri alleati, bastioni della civiltà occidentale.

 Del resto non si sono visti i lamentatori cronici e sistemici europei di quell’altro olocausto precipitarsi a reggere lo strascico nello sposalizio tra il necrofago Israele e la Palestina da genocidare, a partire dal britannico Sunak, digiuno di banchetti coloniali, al rintronato comandante in capo bulimico di guerre, al tedesco Scholz che si carica di colpe altrui, di generazioni morte e seppellite, per correre a coprire le colpe di vittime fattesi carnefici.

Cosa ce ne fotte di bambini introvabili sotto i calcinacci di ospedali, scuole, altri rifugi “sicuri”, di masse bombardate sulla via di fuga assicuratagli, quando si tratta della propria sopravvivenza politica. Sopravvivenza, magari anche fisica, assicurata a questi scherani  NATO, alle Giorgia, Ursula, Baerbock, marionette con il coltello tra i denti, e a tutti gli altri fantocci messi, o lasciati, al loro posti da chi, con i suoi azionisti, controlla e comanda cosa deve succedere nel mondo. Come, a suo tempo, aveva creato, controllato, comandato cosa doveva nascere in Palestina e cosa doveva essere agevolato verso l’estinzione..

La puntata narra di un Jack lo Squartatore trasferitosi in Palestina e che lì impazza menando mannaiate ovunque scovi presenze indesiderate che intralcino il percorso della sua scure. Ma spiega anche come tutto questo non si svolga solo tra il fiume Giordano e il mare. Chi si credeva che le due guerre all’Iraq, quelle a Siria e Libia, le primavere arabe, le invasioni del Libano, le operazioni di destabilizzazioni “umanitarie” e “democratiche” di Iran, Algeria, Egitto, l’invenzione dell’ISIS (con i feriti in Siria curati nelle cliniche di Netaniahu sul Golan), fossero un’altra storia rispetto a Palestine-Israele, si ricreda,

Tout se tient.

 


mercoledì 18 ottobre 2023

Quando l’impunità ti fa perdere la testa --- NIENTE SARA’ COME PRIMA

 


Quando l’impunità ti fa perdere la testa

NIENTE SARA’ COME PRIMA


Visione TV diretta di Francesco Toscano con Beirut e Andrea Lucidi.  Interventi di Pino Cabras, Chiara Nelli e Fulvio Grimaldi

https://www.youtube.com/watch?v=vog08ul7eT4

https://youtu.be/vog08ul7eT4

 

L’impunità garantita allo stato occupante e colonialista israeliano ha, come suole, portato a un eccesso di tracotanza di evidente segno patologico con effetti autodistruttivi. Ne è prova inconfutabile lo spaventoso olocausto inflitto a 2,3 milioni di civili rifugiati da precedenti persecuzioni ed espulsioni, bombardati addirittura mentre erano in fuga nei cosiddetti “corridoi umanitari” e culminato con l’apocalittica strage di 500 civili nell’ospedale di Gaza.

La vicenda ha cambiato di colpo la prospettiva dell’Occidente imperialista e del suo avamposto israeliano, mettendo in radicale discussione il progetto della “normalizzazaione” tra Stato dell’Apartheid sionista e paesi arabi con l’esito strategicamente finale della Grande Israele, vaticinata da Theodor Herzl e Chaim Weizman e rimasto in cima all’agenda dei dirigenti israeliani e di tutto il movimento sionista.

Un progetto sullo sfondo del quale si intravede la marcia di avvicinamento con le guerre d’aggressione agli Stati arabi avversari di Israele, Iraq, Libia, Siria, Egitto, Libano, mirate ad indebolirli fino alla totale disgregazione, anche con il concorso del mercenariato ISIS, ora in procinto di essere riattivato in Europa.

Due grandi potenze come Cina e Russia si sono decisamente schierate contro lo Stato criminale e a favore della causa palestinese che torna a mettere all’ordine del giorno una necessità storica che Occidente e Israele avevano tentato di obliterare: lo Stato Palestinese.

Voci di popolo dall’intero mondo arabo, a dispetto di alcune oligarchie regnanti, e dal tutto il Sud globale, condannano Israele e il suo regime. Regime totalitario e razzista messo in crisi perfino dalla propria popolazione (sebbene per altri motivi). La situazione geopolitica in Medioriente si è capovolta, con effetti che si riverbereranno su tutto il pianeta.

lunedì 16 ottobre 2023

 



TERRORISTI, TERRORIZZANTI, TERRORIZZATI

Il Grimaldello. Enrica Perucchietti con Fulvio Grimaldi

https://visionetv.it/category/video/il-grimaldello/

https://youtu.be/AiNA0CLW-Zs

 

Chi l’avesse perso in diretta e avesse qualche curiosità su cosa c’è dentro, se lo ritrova qui.

Tra i temi del confronto il dubbio e lo scontro del secolo: Israele se l’è lasciato fare, o l’ha subito? A mio parere, da vecchio mediorientalista, la seconda che ho detto. Anche perché è già successo altre volte che lo stato più armato e bellicoso del mondo (dopo gli USA,,ma solo per dimensioni) si fosse fatto trovare a pantaloni abbassati. Il mito dell’invincibilità era fuffa per i romani ed è fuffa per lo Stato (esclusivo) degli ebrei (per quanto eletti). Ma serve moltissimo alla paralisi di chi lo guarda e, dunque, all’impunità del guardato.

Intanto scopriamo l’acqua calda; che ogni evento brutto, da loro concepito e attuato, gli  serve per stringerci un altro pochino il cappio al collo. S’è visto con la pandemia artificiale, si vede col cambiamento climatico artefatto, ancora prima l’abbiamo sperimentato con il terrorismo islamico made in CIA-Mossad (che ora promettono di tirar fuori dalla naftalina) Vedi Valditara, che manda gli ispettori nelle scuole dove si è manifestato pro Palestina e raccomanda la prigione per gli adolescenti votati al male.

Un pensierino affettuoso l’abbiamo mandato anche a Jolanda Apostolico di cui, probabilmente, non condivido la valutazione del fenomeno migratorio come fuga di poveracci da fame e persecuzione, ma dalla cui pallida faccia in un video, tempestivo quanto anonimo, traiamo la convinzione che la Gestapo è tuttora tra noi.

E, insieme ad altre cose, ci rimane, imponente per mole e mercato, Guido Crosetto. Con “Yo soy Giorgia… una mujer” (gli spagnoli altrimenti non l’avrebbero saputo) il nostrano Shreck (in tedesco “spavento”), la coppia innamoratasi di soldatini di piombo fin dall’asilo,  ha fatto piazza pulita delle ubbie per cui noi le armi le davamo solo a chi non le avrebbe mai usate. Inaccettabile, innaturale per un lobbista di tutti gli armaioli che con i cingoli ha conquistato il ministero di Via XX Settembre e naviga nella scia di una conventio ad includendum USA, per cui l’80% dei generali, deposta l’uniforme e le armi, riprendono  a giocare con queste ultime da dirigenti nell’industria delle armi. Porte girevoli.

Dal momento che viviamo nell’era progressista e progredita del bellum necesse est per mandare avanti il baraccone del dissestato capitalismo, ecco che tagliare fuori un parlamento in cui, dio non voglia, si potrebbero annidare ancora due pacifisti e mezzo, è obbligo morale, oltrechè capitale (nel senso di spiccioli). Come quasi tutto il resto, le armi e chi le vende e a chi, finiscono in grembo a “Yo soy Giorgia… una mujer”.

Giorgia e Guido (un hombre) si faranno un comitato a Palazzo Chigi che, superata la vecchia leggiaccia che vietava le armi ai paesi belligeranti, le venderà a tutti, con particolare predilezione a chi combatterà le nostre battaglie di civiltà. Quelle dei ricchi ai poveri e dei bianchi ai bruni. Come proprio ora, guarda la coincidenza, in Palestina e, domani, come apparirebbe, in tutto il mondo. “Nostro mercato è il mondo intero, nostra legge i chi sparerà”